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LUNEDì
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Notiziario Marketpress di
Lunedì 09 Maggio 2005 |
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Web e diritto per le nuove tecnologie |
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INPRINTING E DOCUBUSINESS : SOLIDARIETÀ E SVILUPPO SOSTENIBILE |
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Già lunedì 2 maggio avevamo dato notizia del progetto dell’Associazione nazionale fornitori apparecchiature It (Asso.it) di promuovere la Responsabilità sociale d’impresa realizzando, dal 9 all’11 giugno a Bologna, un evento socialmente sostenibile: a Inprinting 2005 e Docubusiness, Open House dedicata alla stampa digitale e alla gestione documentale, non ci saranno sprechi di carta e inchiostro perché tutte le linee di produzione di stampa digitale presenti produrranno materiale che potrà essere utilizzato a favore di iniziative sociali. Siano libri digitali per scuole, istituti per bambini con problemi di apprendimento, campagne di raccolta fondi per Onlus o brochure di centri di ricerca scientifica, poster di sensibilizzazione dei comuni su temi sociali, Asso.it si adopererà per dimostrare la valenza della stampa digitale contribuendo a sostenere campagne di carattere sociale e ambientale. La struttura di Inprinting 2005 si sviluppa intorno ad aree dimostrative diverse a seconda del contesto applicativo cui si riferiscono: Mailcity, per le soluzioni di direct marketing e di business communication, Bookcity, per le linee di produzione di book on demand, Graphcity, per le applicazioni grafiche, di imaging e di stampa digitale, Officecity, per i prodotti e i servizi legati all’ufficio e alla stampa in-house. In anteprima assoluta, debutta l’area Docubusiness, totalmente dedicata all’Information lifecycle management. |
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3P: NUOVO PARADIGMA MANAGERIALE |
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Il nuovo paradigma manageriale che coinvolge le aziende dei nostri tempi è quello delle 3P: people, planet e profit. Stando alle ricerche di Unioncamere, la Csr (Corporate social responsability), spinta dall’Unione europea quale leva di sostenibilità sociale, rappresenterebbe un valore aggiunto per le aziende. Un’indagine dell’Istituto per i valori di impresa (Isvi) ha riportato che il 33% delle imprese ha stanziato per il bilancio sociale e azioni di comunicazione etica tra i 40 mila e i 100 mila euro, e il 14% ha investito una somma superiore ai 100 mila euro. Un sondaggio del Cirm su circa 1.500 famiglie italiane, infine, ha dimostrato che il 75% degli intervistati sceglierebbe di acquistare il prodotto di un’azienda certificata con marchio etico anche se costasse di più rispetto a uno non certificato. |
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STANCA HA PRESENTATO IL RAPPORTO SUI CONTENUTI DIGITALI NELL'ERA DI INTERNET |
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Lucio Stanca , Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie ha presentato il Rapporto sui contenuti digitali nell'era di Internet, redatto dalla specifica Commissione Interministeriale, presieduta da Paolo Vigevano, che ha fotografato per la prima volta questo nuovo settore con le audizioni di tutti gli operatori interessati e che, per la sua completezza, è stato adottato dall'OCSE come punto di riferimento e di analisi e pubblicato nel sito ufficiale. L'Italia - ha dichiarato il ministro - vuole superare il "paradosso dello squilibrio digitale", a causa del quale rischia di perdere le rilevanti opportunità di conoscenza, di crescita e di sviluppo socio-economico create dalla nascente industria dei contenuti digitali. "Abbiamo un mercato delle telecomunicazioni che ha la maggior incidenza sul Pil rispetto agli altri paesi e siamo secondi solo alla Gran Bretagna; grazie alla larga banda disponiamo di moderne “autostrade digitali”, con tassi di crescita tra i primi in Europa. Ma non abbiamo ancora sviluppato un'adeguata industria dei contenuti digitali. Tanto che questo settore da noi incide sul Pil solo per l'1,1%, contro l'1,9% della Francia, il 2,3% della Germania, il 3% della Gran Bretagna e il 3,8% degli USA", ha detto il ministro. Il ministro ha poi spiegato che "stiamo accompagnando una vera conversione industriale, una discontinuità epocale, che va a toccare tutti i produttori di contenuti, i quali dovranno passare da una produzione di tipo tradizionale di editoria, cinema, tv, musica, cultura, etc., ad una digitale, in cui il contenuto originale è un insieme di bit e byte duplicabili in modo identico all'infinito". Stanca ha ricordato che "con l'avvento delle nuove tecnologie, che hanno smaterializzato la copia di un libro, film, brano musicale, opera d'arte, universalizzando i contenuti, disponibili istantaneamente da una parte all'altra del mondo grazie al Web, si è posto perentorio il “dilemma digitale”, ossia lo squilibrio tra la volatilità della diffusione dei contenuti e la tutela della proprietà intellettuale. La prima, infatti, richiede nuovi strumenti e prospettive per la tutela del diritto d'autore, che è alla base dello sfruttamento economico da parte di autori ed editori". In quest'ottica, grazie alla Commissione Interministeriale, ha aggiunto il ministro, " è stato possibile mettere assieme per la prima volta i rappresentanti di interessi apparentemente contrapposti, come quelli dei provider di internet e dei carrier telefonici, con quelli dei produttori di musica, cinema, editoria, tv, per individuare una strategia comune ed un punto condiviso non solo di partenza ma, ora, anche di lavoro. Ruolo delle istituzioni, infatti, è non solo quello di promuovere un fenomeno nuovo, ma anche di garantire eque condizioni di mercato assicurando equilibrio ad una pluralità di interessi legittimi e spesso divergenti ". In questo contesto all'inizio di marzo è stato siglato il P@tto di Sanremo per una mobilitazione senza precedenti degli operatori per accelerare il passaggio, concordato, non frammentato e contrapposto, dai modelli tradizionali ai nuovi modelli di sfruttamento e valorizzazione dei contenuti digitali. Il superamento delle contrapposizioni e l'apertura di questo tavolo di fatto costituisce la nascita della nuova filiera. Non solo. "Dobbiamo assolutamente evitare che gli ingenti contenuti del nostro patrimonio artistico, culturale ed ambientale vengano proposti in Rete da altri e subiscano una improvvida ’delocalizzazione’. Essi sono una opportunità che dobbiamo sfruttare e valorizzare noi", ha detto Stanca precisando che" contemporaneamente dobbiamo proteggere il valore della proprietà intellettuale che questa nuova filiera può esprimere, agendo non in modo repressivo e criminalizzante, se non in presenza di organizzazioni criminose". Insomma, ha concluso Stanca, "Internet non può essere considerato una zona franca, un Far West sede di “scorrerie digitali” poiché ciò che è proibito nel mondo reale deve esserlo anche in quello virtuale. Ma, al contempo, la norma deve essere sufficientemente flessibile per non rappresentare un freno allo sviluppo della tecnologia e del mercato, alla diffusione della conoscenza". |
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RAPPORTO SUI CONTENUTI DIGITALI NELL'ERA DI INTERNET: I CONTENUTI |
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Il Rapporto sui contenuti digitali nell'era di Internet, ha spiegato Paolo Vigevano, Presidente della Commissione interministeriale che lo ha redatto, "contiene le Linee Guida che sono state il presupposto per la stipula del P@tto di Sanremo e prevedono una visione condivisa delle strategie per promuovere il nuovo mercato dei contenuti digitali su Internet, dando indicazioni sulle modalità per l'adozione dei codici di condotta, definiti per categorie (titolari dei diritti, fornitori di connettività, case di produzione, gestori di piattaforme di distribuzione)". In tale contesto, "nascerà a breve un Osservatorio per monitorare i modelli di business e le soluzioni tecnologiche innovative, ma anche per analizzare il mercato dei contenuti digitali e la diffusione abusiva di materiale audiovisivo". Dal rapporto risulta che sono stati individuati quattro ambiti di intervento: incoraggiare specifici accordi tra le parti per favorire la collaborazione tra gli operatori di settore e gli utenti, affidando alle istituzioni il ruolo di garante; messa a punto di interventi normativi con l'obiettivo di "non criminalizzare" il Peer-to-peer (P2p) e diffondere i contenuti secondo il principio che non ci sono zone franche virtuali e, nel contempo, le disposizioni debbono essere flessibili per non ostacolare lo sviluppo tecnologico e la crescita del mercato; la comunicazione e la sensibilizzazione sono le leve fondamentali per lo sviluppo di una coscienza etico-sociale per la diffusione della informazione sulla normativa, elementi essenziali per contrastare i comportamenti illeciti; le Istituzioni debbono farsi promotrici di iniziative di ampia portata per lo sviluppo del mercato dei contenuti digitali in modo che l'Italia possa ridurre la distanza rispetto agli altri Paesi. Vigevano ha aggiunto che l'obiettivo è di "popolare" la Rete e promuovere lo sviluppo del mercato dei contenuti digitali attraverso l'impegno del settore pubblico a porre in Rete contenuti digitali liberamente fruibili per diffondere il sapere e la cultura". In tale scenario si pongono il Portale Biblioteca Digitale Italiana, per beni culturali; il Portale Scegli Italia, per promuovere il turismo nel mondo non solo con una vetrina digitale, ma anche un motore di ricerca e desk per le prenotazioni; servizi avanzati multimediali per la scuola e per l'inclusione degli studenti con disabilità cognitive. Per quanto riguarda i privati, "si punta al loro impegno ad immettere on-line, in tempi brevi, una rilevante quantità di contenuti ed a favorire la nascita di ambienti telematici per l'offerta legale di contenuti". |
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UE: SICUREZZA ALIMENTARE |
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Il Comitato scientifico dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare ( Efsa) ) ha lanciato una consultazione pubblica, attraverso un sito internet, per valutare la sicurezza alimentare. L'iniziativa, attraverso il sito www.Efsa.eu.it propone di arrivare a un metodo scientifico comune e trasparente per la valutazione di sostanze cancerogene. La Comunità scientifica dovrebbe presentare le proprie osservazioni entro il 30 maggio 2005. |
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CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE CONTRO LA PIRATERIA MULTIMEDIALE |
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Per contrastare il fenomeno della pirateria multimediale, che costituisce un grandissimo problema in tutti i paesi occidentali, il Sottosegretario alla Presidenza, Paolo Bonaiuti, e il Segretario Generale, Mauro Masi, hanno presentato la campagna di comunicazione e sensibilizzazione, predisposta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri contro la pirateria multimediale, per far capire che tale comportamento non solo compromette la cultura e la creatività, ma apporta anche un danno economico. La pirateria, inoltre, è un reato che fa perdere posti di lavoro. In Italia questa pratica comporta una perdita economica stimata tra 1 miliardo e 200 milioni e 1 miliardo e 300 milioni di euro l'anno, ovvero 2.500-2.700 miliardi di vecchie lire. Il governo italiano si è già pronunciato in sede europea per decidere una riduzione delle tasse che gravano su questo tipo di opere, in quanto l'alto prezzo, ad esempio, dei cd musicali in Europa può essere una spinta all'azione di pirateria. Per la realizzazione della campagna di comunicazione, il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha bandito una gara a procedura negoziata, ai sensi dell'art. 5 del Regolamento emanato con D.P.R. n. 403/01, per la realizzazione di uno spot e di una rivista per gli addetti ai lavori ”Crimes e Computer”. Il testimonial è Giorgio Faletti. |
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CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA: IN UN PROCEDIMENTO PENALE PER FALSITÀ IN SCRITTURE CONTABILI, LE AUTORITÀ DI UNO STATO MEMBRO NON POSSONO INVOCARE UNA DIRETTIVA IN QUANTO TALE NEI CONFRONTI DI UN IMPUTATO |
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La Corte di giustizia delle Ce, nelle cause riunite C-387/02, C-391/02 e C-403/02, Berlusconi e altri, ha stabilito che in un procedimento penale le autorità di uno Stato membro non possono invocare una direttiva in quanto tale nei confronti di un imputato: una direttiva non può avere come effetto, di per sé e indipendentemente da un legge interna di uno Stato membro adottata per la sua attuazione, di determinare o aggravare la responsabilità per un imputato. Secondo i giudici italiani, l'applicazione di tali nuove disposizioni, più favorevoli di quelle precedenti, impedirebbe di perseguire in sede penale gli accusati. Le disposizioni prevedono un termine di prescrizione sostanzialmente più breve (quattro anni e mezzo al posto di sette anni e mezzo al massimo), la presentazione di una querela da parte di un socio o di un creditore che si ritenga leso dal falso quale condizione di procedibilità nonché l'esclusione della punibilità per i falsi aventi effetti non significativi o d'importanza minima, che non oltrepassino determinate soglie. È in tale contesto che il Tribunale di Milano e la Corte d'Appello di Lecce hanno chiesto alla Corte di Giustizia delle Comunità europee se il reato di falsità in scritture contabili sia interessato dalla prima direttiva sul diritto societario (art. 6 della prima direttiva del Consiglio 9 marzo 1968, 68/151/Cee, intesa a coordinare, per renderle equivalenti, le garanzie che sono richieste, negli Stati membri, alle società a mente dell'art. 58, secondo comma, del Trattato per proteggere gli interessi dei soci e dei terzi) e se le nuove disposizioni italiane siano compatibili con l'esigenza del diritto comunitario afferente all'adeguatezza (effettività, proporzionalità e capacità dissuasiva) delle sanzioni previste dalle leggi nazionali per la violazione di disposizioni comunitarie. La Corte constata innanzitutto che le sanzioni per falsità in scritture contabili sono dirette a reprimere violazioni gravi e manifeste del principio fondamentale, di cui alla quarta e alla settima direttiva sul diritto societario (quarta direttiva del Consiglio 25 luglio 1978, 78/660/Cee, basata sull'art. 54, paragrafo 3, lettera g), del Trattato e relativa ai conti annuali di taluni tipi di società e settima direttiva del Consiglio 13 giugno 1983, 83/349/Cee, basata sull'art.54, paragrafo 3, lettera g), del Trattato e relativa ai conti consolidati), secondo il quale i conti annuali delle società devono fornire un quadro fedele della situazione patrimoniale e finanziaria nonché del risultato economico della stessa. Dal contesto e dagli obiettivi delle direttive in materia societaria applicabili emerge che il regime sanzionatorio previsto dalla prima direttiva sul diritto societario si applica non solo alla mancata pubblicazione di scritture contabili ma anche alla pubblicazione di falsi. Gli Stati membri, pur conservando la scelta delle sanzioni, devono segnatamente vegliare a che esse siano adeguate, vale a dire effettive, proporzionali e dissuasive. Il principio dell'applicazione retroattiva della pena più mite fa parte delle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri. Di conseguenza, si tratta di un principio generale del diritto comunitario che il giudice nazionale deve rispettare quando applica il diritto nazionale adottato per attuare il diritto comunitario e, nella fattispecie, le direttive sul diritto societario. La Corte considera che non sia necessario decidere la questione se il principio dell'applicazione retroattiva della pena più mite si imponga quando quest'ultima è contraria al diritto comunitario. Nel caso in cui i giudici italiani dovessero giungere alla conclusione che le nuove disposizioni nazionali sono incompatibili con l'esigenza relativa all'adeguatezza delle sanzioni, essi, sulla base della giurisprudenza della Corte, sarebbero tenuti a disapplicarle di loro iniziativa. Nella fattispecie, la disapplicazione delle pene più miti potrebbe avere come conseguenza l'imposizione di sanzioni penali manifestamente più gravose, come quelle in vigore al momento in cui sono stati commessi i fatti. Tuttavia, secondo una giurisprudenza costante della Corte, una direttiva (come la prima direttiva sul diritto societario) non può di per sé creare obblighi in capo ad un soggetto e non può quindi essere invocata in quanto tale nei confronti dello stesso. Nella sua giurisprudenza la Corte ha inoltre precisato che una direttiva non può avere come effetto, di per sé e indipendentemente da una legge nazionale adottata per la sua attuazione, di determinare o aggravare la responsabilità penale degli imputati. La Corte conclude che in circostanze come quelle in questione nelle cause principali, la prima direttiva sul diritto societario non può essere invocata in quanto tale dalle autorità di uno Stato membro nei confronti degli imputati nell'ambito di procedimenti penali, poiché una direttiva non può avere come effetto, di per sé e indipendentemente da una legge interna di uno Stato membro adottata per la sua attuazione, di determinare o aggravare la responsabilità penale degli imputati. |
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ERSAF ON LINE: IN LINEA IL NUOVO SITO WEB |
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ERSAF ha rinnovato completamente il proprio sito web. Digitando l’indirizzo internet www.ersaf.lombardia.it è possibile consultare quattro aree principali. La sezione operatori, assistenza e servizi è dedicata agli operatori di settore, che potranno trovare i bollettini dei mercati suinicoli, il bollettino agrometeorologico, le carte pedologiche della Lombardia e tutte le informazioni del Centro Uncem. La sezione ricerca sperimentazione e prove dimostrative comprende tutti i risultati e le presentazioni dei progetti di ricerca dell’ERSAF su foreste, agricoltura, ambiente e prodotti tipici. Nell’area pianificazione, progetti e riqualificazione sono riportati i progetti di riqualificazione ambientale, i parchi e le riserve naturali gestite da ERSAF. Nell’area formazione, stage, tirocini sono indicati i corsi specialistici organizzati dall’ERSAF nel settore vitivinicolo, forestale, lattiero-caseario, numerosi stage e tirocini. Dall’homepage si attingono direttamente informazioni su: vigilanza e controllo del sistema agroalimentare (dedicato alle attività di vigilanza e controllo sui sistemi di certificazione, comunitaria e nazionale, dei prodotti agricoli ed alimentari), gestione dei beni (riservato alle informazioni sui principi e sulle politiche di gestione dei beni e dei servizi dell’ERSAF, dalle aziende agricole, al patrimonio forestale e alle stazioni di monitoraggio agroambientale), tutti i link e news utili (alcuni collegamenti utili nei settori agricolo e forestale, come il link al sito BuonaLombardia della DG Agricoltura – Regione Lombardia, le news sui prossimi eventi e fiere). Ai piedi della pagina principale sono disponibili le informazioni istituzionali dell’Ente, l’archivio fotografico di ERSAF e Regione Lombardia – DG Agricoltura (raggiungibile con accredito), la sala stampa e i dati statistici di ERSAF (prezzi dei mercati suinicoli, dati meteorologici e climatici e dati sui suoli). Il sito sarà aggiornato e completato quotidianamente dalla redazione diffusa di ERSAF, che vede impegnati circa 40 tecnici appositamente formati con corsi specialistici in scrittura su web e comunicazione. |
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RAS: NUOVO SITO |
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È on line il nuovo sito internet di Ras che presenta delle assolute novità rispetto al panorama dei siti aziendali. Oltre a consentire la tradizionale navigazione per aree di business del Gruppo, il nuovo sito è dotato infatti di una home page dinamica che permette, restando in un unico ambiente, di avviare la ricerca partendo dai propri bisogni: senza mai abbandonare la pagina iniziale, basta cliccare sulle diverse esigenze elencate (“penso a… casa, famiglia, trasporti, investimento, salute e tempo libero, risparmio e previdenza, impresa”) per arrivare direttamente al prodotto Ras più adatto alle proprie necessità. Si assume il punto di vista del cliente: ’ambiente è caldo e confortevole, ed invita a pensare per immagini scorrendo fotografie con soggetto informale e scherzoso – che si rinnoveranno con il cambiare delle stagioni – quali ad esempio il cane che sbuca dalla capote dell’auto (che rappresenta l’area trasporti) o l’uomo che porta la cioccolata calda (la famiglia). La scelta di uno degli scatti, idealmente rappresentata dalla mano che appende la foto con una puntina, permette la visualizzazione delle varie soluzioni offerte da Ras e di entrare direttamente nell’area prodotti. Sempre dalla home page è possibile accedere ad un’altra nuova area del sito, dedicata ai servizi per il cliente: dal numero verde per l’assistenza o per informazioni, all’elenco delle carrozziere convenzionate, ai numeri utili per la denuncia di un sinistro, alla quotazione dei prodotti del Gruppo Ras. Nell’area servizio clienti si trova anche un motore di ricerca che consente di visualizzare l’agenzia più vicina a casa con la mappa ed il percorso per raggiungerla. Uno spazio speciale è dedicato ai “preventivatori”: oltre al premio RC Auto, è possibile calcolare on line il costo di Full casa (la polizza all risk a protezione dell’abitazione), di Sistema persona (la polizza infortuni e malattia), di Operazione cane e gatto (l’assicurazione RC per chi ha un animale domestico) e fare il check up previdenziale per sapere qual è il proprio gap pensionistico e costruirsi così un piano integrativo. L’architettura del sito è realizzata con una piattaforma tecnologica che consente aggiornamenti continui eseguiti direttamente dalle fonti della notizia all’interno dell’azienda. Nel corso del 2004 sono stati inseriti mediamente 500 nuovi contenuti al mese. Il sito internet www.ras.it, la cui sezione istituzionale ha ricevuto nel 2004 il premio Webranking quale miglior sito in Italia per la quantità e la qualità delle informazioni fornite ai vari stakeholders, l’anno scorso ha registrato 1,6 milioni di visitatori unici ed oltre 600mila preventivi calcolati. |
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SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE: PUBBLICATI DAI CRC I RAPPORTI REGIONALI SULL'INNOVAZIONE 2005 |
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Digitando l’indirizzo internet www.crcitalia.it si accede al sito web del progetto Centri Regionali di Competenza sull'e-government e la società dell'informazione, promosso dal Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie e dalle Regioni italiane, sul quale sono disponibili i Rapporti Regionali sull'Innovazione 2005, che offrono un quadro completo ed aggiornato del livello di attuazione dell'e-government degli enti locali italiane e forniscono gli elementi di scenario e di approfondimento necessari per ricostruire lo stato della società dell'innovazione in ciascun contesto regionale, non trascurando gli aspetti socioeconomici di ciascun territorio. Ogni Rapporto aggiorna il quadro delle politiche in materia di e-government: accordi di programma quadro, integrazioni e tutto ciò che in termini di programmazione contribuisce a tracciare il percorso di ammodernamento della Pubblica amministrazione e dei servizi disponibili sul territorio. Oltre all'aggiornamento sullo stato dell'arte dei progetti cofinanziati sul Primo avviso per l'e-Government negli enti locali, i Rapporti offrono un quadro complessivo della progettualità regionale e locale alimentata da altre fonti di finanziamento: dai progetti inseriti in APQ a quelli del POR e del DOCUP, fino a tutte le iniziative relative alla seconda fase dell'e-government: progetti infrastrutturali per la creazione del SPC, progetti di e-democracy o destinati a erogare servizi su piattaforma digitale terrestre. Viene poi proposto un estratto regionalizzato dei risultati dell'Osservatorio Servizi on Line del Progetto CRC, che ha analizzato i siti istituzionali di Regioni, Province e Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti, estraendo tutti i servizi di e-government locale in base ad una corrispondenza con una lista di riferimento e verificandone la diffusione e il grado di interattività. Ogni rapporto regionale infine, individua e approfondisce un focus tematico territoriale, presentando e descrivendo progetti già in fase di erogazione di servizi, iniziative significative ad ampia diffusione o a forte impatto sul territorio , componendo un ricco elenco di best practices nazionali. Una lettura aggregata e trasversale dell'innovazione nella P.A. sarà contenuta nel 3° Rapporto sull'Innovazione nelle Regioni d'Italia, che il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie presenterà nel giugno prossimo. Dal sito www.crcitalia.it è possibile scaricare, previa registrazione, i rapporti regionali di Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento, Sicilia, Sardegna, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto. |
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P.M.I.: DECRETO MINISTERIALE PER I NUOVI PARAMETRI E LA NUOVA DEFINIZIONE |
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In data 18 aprile 2005 è stato firmato il decreto con cui il Ministero delle Attività Produttive ha recepito la Raccomandazione della Commissione europea 2003/361/Ce del 6 maggio 2003, di aggiornamento della definizione e dei relativi parametri di valutazione dimensionale delle imprese. Il decreto è disponibile sul sito internet del Ministero delle Attività Produttive. Il provvedimento conferma la regola che per i regimi di aiuto, notificati prima del 1° gennaio 2005 e già approvati dalla Commissione Ue, continuano ad applicarsi i vecchi parametri fino a scadenza delle rispettive autorizzazioni, anche se, facoltativamente, per questi stessi vecchi regimi, in alternativa, diviene possibile una loro rinotifica alla U.e. Con esplicita comunicazione di adozione della nuova parametrazione di Pmi. La nuova definizione dovrà, invece, comunque essere adottata per i "nuovi" regimi di aiuto (nazionali e regionali) presentati e notificati successivamente al 31 dicembre 2005. Le definizioni oggetto del Decreto 18 aprile 2005 si applicano: a) per i regimi di aiuto notificati ed autorizzati antecedentemente al 1° gennaio 2005, dalla data di approvazione da parte della Commissione europea delle notifiche, effettuate dall'Amministrazione competente, di adeguamento alla definizione di Pmi di cui alla Raccomandazione della Commissione europea 2003/361/Ce; b) per i nuovi regimi di aiuto istituiti a partire dal 1° gennaio 2005 sulla base dei Regolamenti (Ce) di esenzione n. 70/01 e n. 68/01, come modificati dai Regolamenti (Ce) n. 364/04 e n. 363/04, a decorrere dal 1° gennaio 2005; c) per i regimi di aiuto per i quali la comunicazione di esenzione alla Commissione ai sensi dei regolamenti di cui alla precedente lettera b) è intervenuta antecedentemente al 1 gennaio 2005 e che non prevedono esplicitamente l'applicazione della nuova definizione di Pmi a partire dal 1° gennaio 2005, a decorrere dalla data di comunicazione alla Commissione europea, da parte dell'Amministrazione competente, di adeguamento alla definizione di Pmi di cui alla Raccomandazione 2003/361/Ce; d) per gli aiuti concessi secondo la regola "de minimis" di cui al Regolamento (Ce) n. 69/01, a decorrere dal trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Al decreto ministeriale Map 18 aprile 2005 è unito un elenco di regimi di aiuto gestiti dalla medesima Amministrazione, per i quali la nuova definizione dimensionale diventa esecutiva ed entra automaticamente in vigore a partire dal giorno stesso della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il decreto stabilisce, anche, che, al fine di assicurare un'omogenea applicazione sul territorio delle nuove definizioni, le diverse altre Amministrazioni competenti (sia quelle centrali, che regionali, ecc.) provvedono ad effettuare - per i regimi di propria competenza - contestualmente le notifiche e le comunicazioni predette, ed a comunicare sulle rispettive gazzette ufficiali ovvero sui rispettivi organi di informazione ufficiali l'elenco dei regimi di aiuto per i quali si applicano le citate disposizioni. Costituisce parte integrante del decreto una Appendice contenente le note esplicative sulle modalità di calcolo dei parametri dimensionali ed alcuni schemi di ausilio alla pratica determinazione della dimensione aziendale. |
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LEGGE COMUNITARIA 2004 |
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Lunedì 2 maggio avevamo comunicato che sul supplemento ordinario n. 76 della Gazzetta ufficiale n. 96 del 27 aprile 2005 è stata pubblicata la Legge 18 aprile 2005, n. 62 la cosiddetta Legge comunitaria 2004, contenente disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. A richiesta di un lettore chiariamo che, per quando riguarda il mondo del lavoro la legge “Comunitaria 2004”prevede il recepimento, nei prossimi 18 mesi, di quattro direttive: la Direttiva 2003/88/Ce, che disciplina alcuni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro; la Direttiva 2002/15/Ce, che si occupa di organizzazione dell’orario di lavoro delle persone che effettuano operazioni mobili di autotrasporto; la Direttiva 2002/14/Ce, che definisce un quadro generale relativo all'informazione e alla consultazione dei lavoratori; la Direttiva 2003/72/Ce, in materia di informazione e consultazione dei lavoratori che completa lo statuto della società cooperativa europea. |
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