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Notiziario Marketpress di
Venerdì 28 Gennaio 2005
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VENETO / LA CITTA' DI VENEZIA E IL SUO CARNEVALE
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Più di trecento eventi che coinvolgono 158 associazioni cittadine nell'ideazione, organizzazione, gestione del Carnevale della Musica, della Tradizione, dei Bambini, dei Teatri. Una svolta che evidenzia la vitalità sul piano della produzione culturale della città. Così l'assessore comunale al Turismo, Cultura, Comunicazione, Armando Peres, ha sintetizzato l'articolato programma del Carnevale veneziano, considerato secondo nel mondo dopo quello di Rio de Janeiro, illustrato (lo scorso 21 gennaio) a Ca' Farsetti alla stampa e agli operatori. All'incontro hanno partecipato, inoltre, il presidente della Provincia di Venezia, Davide Zoggia, il presidente dell'Apt, Renato Morandina, il presidente di VeneziaFiere, Marino Cortese, il regista Maurizio Scaparro, l'organizzatore di eventi, Maurizio Cecconi. Un Carnevale dei veneziani, dunque, non solo a parole ma nei fatti (anche con sconti e posti riservati per i residenti), un Carnevale dei bambini, con finalmente la pista di pattinaggio su ghiaccio in campo San Polo, un Carnevale della tradizione, Piazza San Marco (peraltro notevolmente alleggerita dalla programmazione) ospiterà la Festa delle Marie, il Volo dell'Angelo, le sfilate delle maschere, il Palio dei Sestieri (torneo di calcio in costume), un Carnevale dei teatri con l'epilogo finale di una maratona teatrale ideata da Maurizio Scaparro “Canti di vita in tempo di peste” negli ultimi tre giorni della festa e sconfinando nel Mercoledì delle Ceneri all'Ateneo Veneto, un Carnevale della musica in vari campi di Venezia. A questo proposito Peres ha ribadito la decisione di dimezzare il numero di concerti previsti in campo Santa Margherita per venire incontro alle richieste dei residenti, una misura estemporanea in attesa di trovare una soluzione ben ponderata. Dei trecento eventi, centocinquanta si tengono nella città storica, 98 nelle isole e solo 97 in terraferma vista che la scarsa risposta di pubblico ottenuta l'anno scorso. Anche questa edizione, seppur gestita dall'Assessorato al Turismo, è stata resa possibile dalla collaborazione di enti quali Provincia di Venezia, Apt, Ava, Venezia Fiere, Vela e sponsor tra cui Mazda Motor Italia, Ricoh, Cassa di Risparmio di Venezia. Ringraziamenti sono andati a quanti hanno collaborato a vario titolo alla realizzazione di questa complessa operazione, a partire da coloro che lavorano nell'ambito dei servizi, dei trasporti, della sicurezza, anche sanitaria, per rendere più facile e piacevole la fruizione della festa. Sarà assicurata una presenza capillare di forze dell'ordine coordinate da un'unica centrale operativa, con presidi dei vigili urbani nella città storica, un'informazione unica e puntuale, aggiornata in tempo reale su tabelloni luminosi ai varchi della città. “L'edizione 2005 del Carnevale di Venezia rappresenta una svolta di grande importanza per la città -ha affermato Armando Peres, assessore alla Cultura, Turismo e Comunicazione- perché torna ad essere rivolta, in primis, alla comunità locale. Un Carnevale che si rapporta con una città intesa non come contenitore ma come insieme complesso di realtà culturali, sociali ed economiche capaci di generare vitalità, di produrre progetti di qualità e, proprio per questo, di esercitare un grande potere d'attrazione. Questa la scelta dell'Amministrazione comunale a cui spetta quest'anno - con i tanti partner che hanno voluto essere al nostro fianco - l'organizzazione generale ed il compito di valorizzare le numerose realtà locali coinvolte, dal teatro alla musica, dalla danza alle tradizioni. Un grande sforzo organizzativo ed economico teso a far sì che il Carnevale 2005 sia l'occasione per la città di tracciare una nuova strada, una strada sostenibile per il nostro futuro. Oltre 250 eventi in 12 giorni di programmazione, distribuiti su tutto il territorio comunale, per coinvolgere più di 150 realtà culturali veneziane tra associazioni, compagnie teatrali, gruppi musicali. Un'impostazione che è il frutto della nostra attenzione alle richieste della città e dei numerosi incontri, nei mesi precedenti, con operatori culturali, istituzioni pubbliche e private, con i quartieri e le municipalità. La città chiedeva di tornare a essere protagonista, di poter avere la possibilità di esprimere se stessa, di dimostrare di saper produrre un'offerta culturale di qualità. Quindi proprio le diverse realtà territoriali svolgono in questa edizione un ruolo determinante nella programmazione generale in tutto il Comune. Basti pensare che in Terraferma ci saranno decine di spettacoli in più di 15 luoghi tra teatri, piazze, parchi, auditorium… Ed in questo contesto di “programmazione partecipata e diffusa” Piazza S. Marco non può che assumere un forte significato simbolico, divenendo luogo di una venezianità che si esprime attraverso la prosecuzione delle tradizioni ma anche esprimendo i tanti suoni della propria contemporaneità in nove giorni di concerti di gruppi provenienti dalla città e da tutta l'area metropolitana. Ed ancora sede di un “palio dei sestieri” in cui alcune realtà urbane si confronteranno in un torneo di calcio in costume d'epoca”. Ha proseguito poi l'assessore: “In questa articolata programmazione il ruolo centrale sarà svolto dall'attività teatrale per due motivi. Il primo assomma alla rievocazione della rilevanza dell'arte teatrale nella storia di Venezia, l'idea di tracciare un percorso per il futuro: nell'offerta culturale metropolitana il teatro ha raggiunto livelli qualitativi e quantitativi tali da immaginare un salto di qualità nella produzione e soprattutto nella formazione. La seconda motivazione per una “festa dei teatri” è il periodo nel quale questo Carnevale si svolgerà, in pieno inverno, ed è quindi parso opportuno ideare un Carnevale che potesse svolgersi a prescindere da condizioni climatiche avverse. E il fiore all'occhiello, a chiusura del Carnevale, sarà la manifestazione organizzata dal maestro Scaparro ambientata presso l'Ateneo Veneto Canti di vita in tempo di peste. Quindi i teatri di Terraferma, della Città storica e dell'Estuario saranno i protagonisti ed inoltre sarà inaugurato un nuovo teatro in Giudecca. Il risultato è dunque un Carnevale ideato, pensato e realizzato da chi vive e abita il ricco e complesso territorio comunale. Un'occasione unica per “svelare” con i fatti un progetto per Venezia cioè quella di una città caratterizzata da una offerta culturale basata su produzioni locali senza ovviamente chiudersi in visioni localistiche non solo irrealizzabili ma anche antistoriche: la Civiltà Veneziana si è sempre contraddistinta nell'assorbire le sollecitazione esterne per ricreare sintesi originali, capaci di incidere nelle diverse contemporaneità susseguitesi. Quindi il nostro augurio è che questo Carnevale sia l'occasione perché i molti ospiti che affluiranno nel Comune possano comprendere la vitalità e la ricchezza di un territorio così composito e vivace”.
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