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Notiziario Marketpress di Lunedì 29 Novembre 2004
 
   
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  AL FESTIVAL DEL MEDITERRANEO DA GIOVEDI’ 2 DICEMBRE, MONI OVADIA E CANTI PER LA PACE  
   
  Milano, 29 novembre 2004 - Da giovedì 2 dicembre, al Teatro Strehler, ore 20.30, Canti per la pace – Shir del Essalem con Moni Ovaia, il Theatrum Instrumentorum diretto da Alexandar Sasha Karlic e la partecipazione del cantante palestinese Faisal Taher. Progetto musicale di Alexandar Sasha Karlic, mise en espace Moni Ovadia. Tre artisti appartenenti a tre culture diverse, Moni Ovadia, erede della tradizione ebrea sefardita, Alexandar Sasha Karlic, musicista serbo-croato fondatore di Theatrum Instrumentorum, formazione dedicata alla diffusione della musica medievale e rinascimentale e Faisal Taher, interprete palestinese. Tre voci per cantare la pace attraverso un “viaggio musicale” che sceglie come punto di partenza la Spagna del Xv secolo, crocevia di razze, culture e religioni, dove cristiani, ebrei e musulmani hanno dato vita ad uno scambio linguistico e culturale che ha prodotto altissimi risultati in campo artistico. Per Moni Ovadia riproporre, con un linguaggio universale come la musica, quell’atteggiamento di reciproca accoglienza è indispensabile per costruire un futuro di pace. “L’europa ha urgenza di ritrovare le radici profonde della propria identità, l’occidente deve riaccogliere il proprio oriente”, è la convinzione di Ovadia che aggiunge “Noi uomini di musica abbiamo uno strumento assai disarmato: il canto. Il canto dei popoli attraversa lo spazio ed il tempo e comunica al di là delle differenze”. Commistione di lingue già dal titolo, che unisce il termine “shir”, ebraico, per “canti”, la preposizione “del” italiana (a significare il mondo cattolico) ed “essalem” (arabo) per “pace”, lo spettacolo riflette queste tre componenti culturali in un programma che presenta, per la parte cristiana, le Cantigas de Santa Maria, la più importante raccolta di monodia cortese dell'Europa medievale, prodotto della corte cosmopolita di Alfonso X il Saggio, noto per essersi circondato di scienziati, letterati e musicisti cristiani, arabi ed ebrei. Dalle Cantigas, la musica fluisce senza soluzione di continuità nella cantilazione di alcune sure del Corano.il repertorio musulmano della serata comprende, oltre alle cantilazioni coraniche, alcuni brani della musica classica araba muwashah, nata nel medioevo in seno alla scuola arabo-andalusa e più tardi diffusasi anche in Medio Oriente. Moni Ovadia associa a momenti di esibizione corale, letture sceniche accompagnate da un commento musicale dal sapore mediterraneo. Alla sua voce sono affidati Una matica de Ruda, Dos Amantes, il salmo Avram Avinu, Ashira l’Adonai, Mi Pi El, tutti brani appartenenti alla tradizione dei canti degli ebrei sefarditi, nonché l'interpretazione di alcune cantigas di Santa Maria e di canti arabi. Infolink: www.Piccoloteatro.org    
     
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