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Notiziario Marketpress di
Lunedì 29 Novembre 2004
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AL FESTIVAL DEL MEDITERRANEO DA GIOVEDI’ 9 DICEMBRE LA CANTATA DEI PASTORI DI PEPPE BARRA |
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Milano, 29 novembre 2004 - Da giovedì 9 dicembre, alle ore 20.30, al Teatro Strehler, La cantata dei pastori, di Peppe Barra e Paolo Memoli, regia di Peppe Barra, musiche originali di Lino Cannavacciuolo, scene di Emanuele Luzzati con la partecipazione di Roberto Rebaudengo. Costumi di Annalisa Giacci. Peppe Barra alle prese con un grande classico della tradizione partenopea, una “cantata” nata dalla riscrittura – e dalle progressive contaminazioni – di un’opera sacra teatrale in versi, composta da Andrea Perucci alla fine del ‘600 e intitolata originariamente “Il vero Lume tra l’Ombre, ovvero la Spelonca Arricchita per la Nascita del Verbo Umanato”. Del dramma originale, dagli spiccati accenti moraleggianti, poco è sopravvissuto nelle innumerevoli rielaborazioni che hanno fatto la storia del teatro popolare napoletano: molteplici gli inserimenti di personaggi popolari, come Razzullo lo scrivano afflitto da una fame inestinguibile (impersonato dallo stesso Barra), Sarchiapone, barbiere pazzo, ricercato dalle autorità per aver commesso due omicidi, e altri ancora, vere e proprie incarnazioni delle statuine del presepe. Tali personaggi accentuano le caratteristiche popolari della rappresentazione, non più “sacra”, ma anzi così poco “decente” da essere proibita alla fine dell’Ottocento, come lamenta Benedetto Croce: “Debbo segnalare la fine di questa secolare tradizione perché in questo Natale 1899 il prefetto di Napoli conte Cadronchi, l’ha spezzata, proibendo d’ora innanzi la recita natalizia per ragioni d’ordine e di decenza pubblica”. La Cantata che vediamo in scena al Festival del Mediterraneo è il risultato di un lungo lavoro di revisione e riscrittura di Peppe Barra e Paolo Memoli. Le scene sacre sono state riviste per rendere più brevi e scorrevoli alcuni dialoghi e più efficace la rappresentazione, rispettandone però lo spirito e la sequenza. La parte “profana” è stata arricchita di spunti comici con l’accentuazione del carattere grottesco di Sarchiapone. Per dare forma a questa favola, Barra si è affidato ad Emanuele Luzzati che ha pensato ad uno sfondo di acquarello dove prendono vita paesaggi marini e cieli azzurri, colline boscose e antri tenebrosi. A far da contrappunto alla vicenda le musiche di Lino Cannavacciuolo che ha rielaborato temi tipici della canzone popolare napoletana. Infolink: www.Piccoloteatro.org
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