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Notiziario Marketpress di
Lunedì 29 Novembre 2004
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GRANDE INTERESSE PER IL VINITALY CHINA, A SHANGHAI VINO E PRODOTTI MADE IN ITALY, E’ L’ANNO DEL DRAGONE |
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Shanghai, 29 novembre 2004 - Un mercato del vino in crescita del 20-30% annuo, di dimensioni ridotte, per ora, in quantità, ma interessanti in valore, soprattutto nelle aree metropolitane, dove si può ipotizzare ragionevolmente che vi sarà un boom nei prossimi anni. Turismo, cultura, territorio, gastronomia e prodotti tipici made in Italy sono gli ambasciatori a cui spetta il ruolo di potenziare un appeal per l’Italia già consolidato. E’ la fotografia che emerge valutando i dati e ascoltando i pareri degli espositori - oltre 160 in totale - della sesta edizione di Vinitaly China, che ha chiuso il 26 novembre, con una grande degustazione di Brunello di Montalcino, la sei giorni dedicata al wine & food tricolore a Pechino e Shanghai, organizzata da Veronafiere in collaborazione con l’Ice (Istituto nazionale per il commercio estero), Progetto Origine e lo Shanghai International Exhibition Corporation. Ne è convinto Massimo Tuzzi, export manager della Zonin, azienda leader che detiene il 6% del mercato del vino italiano in Cina (circa 1.5 milioni di bottiglie e un valore difficilmente quantificabile per i complessi sistemi di statistica in uso nella Repubblica Popolare Cinese, ma ben al di sopra comunque dei 3 milioni di euro), che ora, dopo avere già tre qualificati importatori sia su Pechino che nella zona di Shanghai, sta «iniziando a prendere in considerazione l’idea di una joint-venture a livello distributivo». Un modo per prepararsi al meglio nella previsione che la middle class cinese elevi il proprio reddito e quindi nel paniere delle famiglie entri anche la bottiglia di vino. Un dato significativo, secondo la ricerca Nomisma-vinitaly del 2003 sul mercato del vino nel mondo, è rappresentata dai canali distributivi. Il 37% delle vendite complessive di vino in Cina passa infatti dai super-ipermercati, il 13,4% dai negozi alimentari e il 9% dai negozi specializzati, mentre il 40% dalla ristorazione e wine bar. Sulle tipologie il produttore Carlo Pasqua ha le idee chiare: «Presentiamo la linea dei vini autoctoni, quali Valpolicella, Sangiovese in purezza, Amarone. L’area di Shanghai», sottolinea, «grazie anche al grande porto industriale, rappresenta per noi un mercato molto interessante, da conoscere e valutare con attenzione per gli sviluppi che si possono creare». L’azienda toscana Guicciardini Strozzi, che festeggia i mille e dieci anni di attività (984 – 2004), ha partecipato alla prima edizione del ’98 e a quella di quest’anno di Vinitaly China trovando, come afferma la produttrice Natalia Strozzi, «una notevole differenza nella conoscenza dei vini da parte delle persone presenti alla manifestazione, anche se per ora non vi è un pubblico numeroso ancora informato. La Cina, attualmente, è nella situazione nella quale si trovava il mercato russo sei anni fa. Ora, la Russia ha una grande ed importante cultura del vino che difficilmente era ipotizzabile dieci anni or sono». Non solo vino, per conquistare il gusto dei cinesi. Lo hanno compreso bene all’Ersac della Campania, l’ente per la promozione del settore agroalimentare, presieduto da Raffaele Beato, sempre presente con Veronafiere-vinitaly in Cina, che nella giornata odierna ha proposto, innaffiandoli con Fiano di Avellino e Greco di Tufo, i migliori prodotti delle 40 aziende espositrici, provenienti dall’ampio «paniere di qualità» che conta ben 311 prodotti certificati. «Abbiamo riscosso un grande successo ed avuto una grande attenzione», evidenzia Beato, «anche legandoci molto ai nostri più caratteristici luoghi del turismo, da Pompei ad Amalfi, dei quali i cinesi subiscono il grande fascino». Che l’abbinamento col turismo sia una carta vincente, lo sottolinea l’assessore al Turismo della Regione Veneto, Floriano Prà, intervenuto alla degustazione di pregiati vini veneti. «Vinitaly ci sta aprendo mercati molto interessanti ed i prodotti agroalimentari rappresentano ormai una grande opportunità per attrarre i flussi qualificati del turismo internazionale», afferma l’assessore. «La Regione Veneto ha da tempo diversificato l’offerta turistica, puntando proprio sulla valorizzazione delle singole peculiarità, dal congressuale al turismo enogastronomico». «La visita dell’assessore Prà è particolarmente significativa, perché rappresenta un rapporto con la Regione Veneto che rafforza e avvalora il legame istituzionale con la Cina», commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. «Siamo anche noi convinti che promuovere il made in Italy sia un lavoro da interconnettere sempre di più col sistema regione e paese sui mercati mondiali».
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