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Notiziario Marketpress di
Lunedì 29 Novembre 2004
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VI SIMPOSIO INTERNAZIONALE SULLA "CHIRURGIA CONSERVATIVA PERI TUMORI DEL RETTO" . 27 - 30 NOVEMBRE 2004 MILAN MARRIOTT HOTEL MILANO |
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Milano, 29 novembre 2004 - Il Prefetto di Milano e Presidente del Comitato d'Onore del "Vi Simposio internazionale sulla Chirurgia conservativa dei tumori del retto": dott. Bruno Ferrante, i Membri dello stesso Comitato e il prof. Ermanno Leo, Presidente dell'Associazione per la Ricerca Europea in Chirurgia Oncologica hanno presentato alla stampa il programma dei lavori a cui parteciperanno oltre 1000 chirurghi italiani e stranieri e dove interverranno, come relatori e docenti, i maggiori esperti in campo internazionale. I temi del Simposio, che è posto sotto l'Alto patrocinio del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, interessano direttamente, in Italia, oltre 45 mila persone, con 5 mila nuovi casi l'anno, solo per i tumori del retto. Il tumore dell'intestino è il secondo per incidenza, subito dopo il tumore del polmone. Non solo provoca decessi, ma se non è diffusa la cultura della chirurgia conservativa provoca invalidità permanente. E'una malattia che colpisce anche i giovani e le persone nel pieno della vita, dell'attività lavorativa e familiare. E' un grave problema non solo medico ma anche sociale. Sabato 27, all'apertura del simposio, prima del dibattito scientifico, è stata invitata la cittadinanza a cui verrà illustrato un programma che si propone di eliminare 18 mila decessi l'anno grazie alla diagnosi precoce di questo tumore e soprattutto, spiegare ai cittadini che l'Italia ha grande affidabilità: non c'è più bisogno di fare "viaggi della speranza" all'estero per farsi operare. Anzi, sta diventando il contrario: i chirurghi stranieri vengono qui per imparare la chirurgia conservativa. L'italia sta andando avanti in più di una direzione. A questo proposito il Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ha istituito tre gruppi di lavoro per lo screening dei tumori, che possono contare su un finanziamento di rilievo: 10 milioni di euro, vale a dire circa 20 miliardi di vecchie lire, e riguardano: la cervice dell'utero, Y la mammella, il colon retto. "Sono stato chiamato a coordinare questo terzo gruppo – haV dichiarato il prof. Ermanno Leo - e devo dire di essere molto contento perché ho visto realizzato il sogno, che coltivo da trent'anni all'Istituto dei Tumori, di vedere realizzata una grande campagna di prevenzione, che possa incidere veramente, in modo concreto, sul livello'di salute della popolazione". L'associazione per la Ricerca Europea in Oncologia (Areco) è una società scientifica, assolutamente senza fini di lucro, che si è proposta di diffondere in tutti gli ospedali la metodica della chirurgia conservativa. Di tutti i pazienti costretti all'uso del famigerato "sacchetto", più dell'80 per cento ne potrebbero fare a meno se fossero stati operati secondo la nuova metodica. Diffondere questa cultura in Italia, ma anche all'estero, è uno dei nostri obiettivi. In occasione dell'apertura del congresso sarà annunciato che grazie a tre borse di studio verranno invitati all'Istituto dei Tumori, tre chirurghi iracheni. Questi tre colleghi iracheni verranno ad imparare la metodica presso quello che è ormai riconosciuto come il centro europeo più "esperto", testimoniato anche dall'accordo di collaborazione recentemente sottoscritto con l'Università di Tokio. Sarà anche presentato un suggestivo libretto di disegni, dedicati ai gatti. Sono testi e illustrazioni di un gruppo di bravissimi artisti, per i quali I'areco ha la gioia e l'onore di farsi editore. Per ora ne sono state stampate 5mila copie, che verranno consegnati ai reparti di pediatria degli ospedali. Il giorno dell'inaugurazione del simposio ne verranno regalati ad una rappresentanza di scolaretti: due copie per ciascuno, una per il bambino e un'altra da regalare ad un amichetto malato. Con questa pubblicazione Areco si propone di dare il via ad una collana dedicata ai piccoli, perché l'attenzione verso i bambini qualifica il grado di civiltà di una società. E' per loro che bisogna creare condizioni socio-culturali ed anche sanitarie ottimali, perché il mondo in cui viviamo e vivranno, sia sempre meno amaro e doloroso. "lo e miei colleghi oncologi – ha concluso Ermanno Leo - dedichiamo a loro il nostro lavoro, affinché non abbiano a conoscere la parola cancro ".
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