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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 16 Marzo 2005
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LA TECNOLOGIA HIVE DI BITDEFENDER E' ARRIVATA L'EURISTICA AVANZATA PORTERÀ ALL'INDIVIDUAZIONE DEI VIRUS SENZA BISOGNO DI FIRME |
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Bucarest, 16 Marzo 2005 - Bitdefender annuncia che la fase 1 dell'implementazione del programma Hive (heuristics in virtual environments) è giunta all'impiego integrale nei sistemi "real world". I clienti Bitdefender sono ora protetti da uno strato di una tecnologia di riconoscimento interamente nuova. "Quello che realmente fa Hive, detto in termini semplici, è creare all'interno del computer un computer virtuale dove i pezzi di software che sembrano sospetti vengono eseguiti per vedere se cercano di fare una delle cose che i virus e i worm fanno di solito. Dal quel momento in poi, a qualsiasi cosa che ad un'anatra e fa il verso dell'anatra noi gli spariamo", ha dichiarato Bogdan Dumitru Direttore tecnico di Bitdefender. "Siamo molto preoccupati dal fatto che il numero e la varietà dei nuovi virus continuerà a crescere e dunque siamo sempre alla ricerca di nuove tecnologie che ci portino fuori del consueto paradigma di reazione basato sul riconoscimento delle firme." La tecnologia Hive è frutto di due anni di lavoro, e sarà introdotta integralmente alla fine di quest'anno" ha detto Viorel Canja, capo dei laboratori di ricerca Bitdefender. "Questo per noi è un territorio nuovo e stiamo procedendo con cautela, ma i primi risultati ci danno molte ragioni per essere ottimisti. I tassi di riconoscimento che abbiamo sperimentato nelle prove sono piuttosto buoni, e ulteriori miglioramenti ci dovrebbero portare a raggiungere l'obiettivo che ci siamo prefissati: raggiungere il 60% di individuazione con Hive. Ma il miglioramento in termini di tempo di reazione è ancora più importante del tasso di riconoscimento. Una volta adottato Hive, i nostri clienti saranno protetti dai nuovi virus ancora prima che i campioni di tali virus raggiungano i nostri laboratori." La tecnologia Hive è basata sull'analisi del comportamento in un ambiente virtuale ed è l'evoluzione di un'idea precedente che ha già ottenuto un premio Ist nel 2003. La concezione originaria è quella del Midas, noto anche come riconoscimento del malware tramite l'analisi del comportamento, ma l'attenzione è concentrata sull'individuazione delle intrusioni.
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