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Notiziario Marketpress di Martedì 01 Giugno 2004
 
   
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  NAVIGARE SU INTERNET DAL POSTO DI LAVORO È ORMAI UN’ABITUDINE, COME IL CAFFÈ DI MEZZA MATTINA. MA I DIPENDENTI SANNO QUALI SONO I RISCHI PER LA SICUREZZA LEGATI, AD ESEMPIO, ALLO SCAMBIO DI FILE VIA RETI P2P?  
   
  Milano, 1 giugno 2004 - Websense, leader nella proposta di soluzioni per un uso gestito e sicuro di Internet all'interno delle aziende, ha annunciato i risultati di Web@work 2004, l’indagine commissionata ad Harris Interactive e basata su interviste in merito all’utilizzo del Web e delle applicazioni software sul posto di lavoro condotte tra febbraio e marzo 2004 a un campione di 500 dipendenti e 350 responsabili dei sistemi informativi di organizzazioni con sede negli Usa che impiegano almeno 100 persone. Giunta alla quinta edizione, l’indagine Web@work intende rilevare le abitudini di navigazione sul web dei dipendenti e il punto di vista dei responsabili It sulle principali problematiche legate all’impiego di Internet che le organizzazioni si trovano oggi ad affrontare. Da Web@work 2004 è emerso che i dipendenti considerano la navigazione su Internet dal posto di lavoro importante quanto il caffè del mattino. La linea di confine tra l’uso di Internet per scopi personali e lavorativi appare sempre meno netta e l’indagine ha rilevato una notevole discrepanza tra quanto i dipendenti ammettono di fare e quanto effettivamente accade sulle reti aziendali secondo i responsabili It. I dipendenti dichiarano ad esempio di trascorrere in media 2 ore alla settimana navigando su Internet per scopi personali, mentre per i responsabili It il numero di ore supera le sei settimanali. Analogamente, solo il 2% dei dipendenti ammette di accedere a tool di hacking dal posto di lavoro, mentre un terzo dei responsabili It intervistati afferma di aver constatato l’uso di strumenti di hacking da parte di dipendenti. L’indagine ha inoltre rilevato che molti responsabili It non sono consapevoli, o comunque non comprendono appieno, i rischi reali delle nuove minacce veicolate da Internet, come spyware, instant messaging, file-sharing peer-to-peer e virus come Mydoom. Circa il 95% dei responsabili It afferma ad esempio di aver fiducia nella capacità del software antivirus utilizzato dalla propria azienda di bloccare i virus prima che colpiscano la rete aziendale; questo anche se due terzi del campione intervistato dichiara di essere stato colpito da un virus contratto dal web. I risultati di Web@work 2004 in sintesi: Caffè contro Internet – alla domanda se avessero più volentieri rinunciato al caffè di metà mattina o alla possibilità di utilizzare Internet per scopi personali sul posto di lavoro, i dipendenti si sono divisi quasi equamente: il 49% rinuncerebbe al caffè, mentre il 46% all’accesso a Internet. Navigazione per scopi personali – tra coloro che utilizzano Internet al lavoro, il 51% ha dichiarato di trascorrere tra una e cinque ore alla settimana navigando in Internet per ragioni personali, ovvero una media di due ore settimanali. Tuttavia, quando ai responsabili It è stato chiesto quanto tempo a loro parere i dipendenti trascorrano su siti Web non legati al lavoro, hanno dichiarato oltre sei ore alla settimana. Strumenti di hacking utilizzati dai dipendenti - mentre solo il 2% dei dipendenti con accesso a Internet dichiara di aver acceduto a strumenti di hacking online sul posto di lavoro, un terzo dei responsabili It (34%) afferma di aver registrato almeno un episodio di hacking da parte di un dipendente all’interno della rete aziendale. Efficacia dell’antivirus – circa il 95% dei responsabili It afferma di aver fiducia nella capacità del software antivirus impiegato dall’azienda di bloccare i virus prima che possano colpire la rete aziendale. Tuttavia, due terzi degli intervistati (66%) hanno dichiarato di essere stati colpiti da virus come Nimda e Mydoom, rispetto al 45% del 2003. Spyware – solo il 6% dei dipendenti che accedono a Internet dal posto di lavoro afferma di aver visitato siti Web che contengono spyware; tuttavia, il 92% dei responsabili It dichiara che la propria organizzazione ne è stata colpita. In questi casi, I Pc infettati da spyware sono stati in media il 29% di quelle utilizzate all’interno dell’organizzazione e il 40% dei responsabili It ha dichiarato di riscontrare un generale aumento di questo fenomeno rispetto agli anni scorsi. Instant Messaging – circa il 17% dei dipendenti ammette di utilizzare l’instant messaging (Im) al lavoro; di questi, il 37% ha anche inviato o ricevuto allegati via Im sul posto di lavoro. Ciononostante, circa i due terzi (64%) delle aziende non prevede specifiche misure di regolamentazione delle modalità di impiego dell’instant messaging. P2p – l’84% di tutti i dipendenti intervistati ammette di ritenere che il download di contenuti protetti da copyright da siti web in reti peer-to-peer come Kazaa e Grokster sul posto di lavoro non sia corretto. Pornografia – Sono gli uomini più delle donne a visitare siti porno al lavoro. Il 22% dei dipendenti maschi ha affermato di aver visitato siti porno sul posto di lavoro, mentre solo il 12% delle donne dichiara di aver fatto altrettanto. Tra quanti ammettono di visitare siti pornografici in ufficio, il 13% degli uomini afferma di averlo fatto intenzionalmente, mentre tutte le donne che hanno dichiarato di aver visitato un sito porno al lavoro affermano di esserci finite involontariamente. Media Streaming – il 21% dei dipendenti dichiara di ascoltare la radio o vedere i notiziari su Internet. Solo il 6% ammette invece di aver scaricato e archiviato sul proprio Pc video clip e filmati dal contenuto non attinente al lavoro. Tuttavia, secondo i responsabili It, almeno il 10% dello spazio di archiviazione su disco disponibile in azienda sarebbe occupato da file non legati all’attività lavorativa, come file mp3, foto e film. Connessioni più rapide al lavoro – circa tre quarti (73%) dei dipendenti intervistati ha accesso a connessioni Internet ad alta velocità al lavoro, mentre solo un terzo ne dispone anche a casa. La possibilità di visitare siti web non legati al lavoro, giocare e vedere filmati durante le ore lavorative continua quindi ad essere molto allettante per i dipendenti, soprattutto considerando come i contenuti web diventino ogni giorno più ricchi e richiedano ampiezza di banda sempre maggiore. Le attività non lavorative su Internet più frequenti – Sul web, i dipendenti preferiscono: notiziari (84%), siti di turismo (64%), invio e ricezione di email personali (56%), fare shopping (55%), fare banking online (53%). Differenze in base al sesso – Gli uomini tendono a trascorrere più tempo delle donne navigando su Internet al lavoro. Il 64% degli uomini ammette di accedere a siti web non legati all’attività lavorativa contro il 55% delle donne. Inoltre, gli uomini più delle donne tendono a visitare chat room o message board e hanno una propensione due volte maggiore a visitare siti mp3 e tre volte maggiore a visitare siti sportivi. Metodologia dell’indagine L’indagine – commissionata da Websense - è stata condotta da Harris Interactive, che ha ideato il questionario e raccolto i dati, mentre Websense è stata responsabile dell’analisi degli stessi. Il campione, composto da 500 dipendenti statunitensi (dai 18 anni in su), impiegati full-time in aziende con un organico di almeno 100 persone, è stato intervistato telefonicamente nel periodo dal 23 febbraio al 19 marzo 2004. Un totale di 350 responsabili It statunitensi è stato invece intervistato online tra il 24 febbraio e il 14 marzo 2004. Si tratta di professionisti impiegati full time in aziende statunitensi con almeno 100 dipendenti.  
     
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