Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 













MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web








  LOGIN


Username
 
Password
 
     
   


 
Notiziario Marketpress di Mercoledì 29 Settembre 2004
 
   
  Pagina4  
  "L'INFLUENZA 2004-2005: PREPARIAMOCI AD AFFRONTARLA"  
   
  Milano, 29 settembre 2004 - L'influenza costituisce tuttora una delle principali cause di morte per malattie infettive, subito dopo /Aids e la tubercolosi, È ovvia quindi la preoccupazione delle Autorità Sanitarie di tutto il mondo, che ogni anno predispongono adeguate misure di prevenzione nei riguardi di tale malattia altamente contagiosa e responsabile di gravi complicanze. Come è noto, poi, la variabilità antigenica dei virus influenzali, che possono mutare di anno in anno, è premessa alla possibilità di periodiche pandemie. Al riguardo quest'anno viene data attenzione al rischio del "riassortimento genico" legato alla possibile co-circolazione di virus influenzali umani e animali (es dell'influenza a viaria) da cui potrebbe derivare un nuovo virus pandemico. Tali considerazioni rafforzano l'esigenza di incrementare la profilassi vaccinica, non solo per difendere dall'attacco del virus, ma anche per bloccare la sua circolazione. Come è ovvio, l'obiettivo primario della vaccinazione restano gli anziani e i gruppi a rischio, più suscettibili all'infezione e nei quali più frequenti sono /e forme complicate e la mortalità. Un 'altra raccomandazione riguarda i soggetti in età infantile in condizioni a rischio, per i quali /a malattia deve essere evitata: si ricordi che la più alta morbosità è per l'appunto nei bambini fino ai 14 anni. Delle vari problematiche correlate alla strategie di prevenzione alla vigilia delle nuova stagione influenzale si è parlato ieri a Milano nell'ambito del "VI Incontro Stampa Solvay Pharma" cui sono intervenuti: Prof.ssa Antonietta Cargnel, Primario Ii Divisione Malattie Infettive - Ospedale "Luigi Sacco" di Milano; Dr. Vittorio Carreri, Consulente della Regione Lombardía;dr. Bram Palache, Global Medica/ Affairs Director - Influenza Department Solvay Pharmaceuticals; Prof. Alessandro Zanetti, Ordinario di Igiene -Direttore dell'Istituto di Virologia dell'Università di Milano.
I punti "focali" per la vaccinazione anti-influenzale 2004-2005
Quest'anno un duplice obiettivo:
1) proteggere dall'infezione
2) contrastare le pandemie
La particolarità dei virus influenzali è la variabilità delle caratteristiche antigeniche, fenomeno notevolmente più frequente nei virus di tipo A rispetto a quelli di tipo B e mai registrato nel tipo C. Come ricordato dal Professor Alessandro Zanetti, le continue modificazioni delle strutture antigeniche sono responsabili di infezioni da parte di varianti virali verso le quali, nella popolazione a rischio, l'immunità è scarsa o assente. Ecco perché ogni anno la formula del vaccino anti-influenzale viene stabilita in funzione dei virus circolanti. Ma, riguardo alla variabilità dei virus, in particolare dei virus di tipo A, vi è una altra considerazione che deve tenerci almeno in preallerta: il problema dei virus aviari. Del virus A si conoscono 15 sottotipi, tutti circolanti tra i volatili: oltre agli uccelli, il virus di tipo A infetta un'ampia varietà di mammiferi, inclusi maiale, cavallo, delfino, balena e uomo. Nell'uomo circolano, o hanno circolato, solo tre sottotipi di antigene H (H1, H2 e H3) e due di antigene N (N1 e N2). Per quanto riguarda i virus aviari, vi è da registrare una alta patogenicità dei sottotitoli H5, H7 e H9. Da gennaio 2004 ad oggi 39 casi di influenza aviaria nell'uomo, dei quali 28 mortali, da virus A (H5 N1) sono stati segnalati in Vietnam e Tailandia: gli ultimi 2 casi si sono verificati il 7 e il 9 settembre (quest'ultimo un bambino di 10 mesi). Nello stesso periodo l'Organizzazione Internazionale Epizoozie (Oie) ha comunicato il manifestarsi di focolai di influenza aviaria negli allevamenti avicoli di pollame in tutto l'Estremo Oriente e in Giappone tutti da virus A (H5 N1) e negli Usa da A (H7 N2). A parte la preoccupazione sul fatto che il virus H5 Ni ha dimostrato di poter infettare anche l'uomo, come sottolineato dal Professor Zanetti l'Oms ha evidenziato il grave rischio per la salute umana che si verrebbe a determinare qualora virus dell'influenza umana ed aviaria circolassero negli stessi individui. La Professoressa Antonietta Cargnel ha richiamato che il nostro Ministero della Salute ha stabilito che tra le categorie di soggetti cui i Servizi di prevenzione offriranno la vaccinazione anti-influenzale vi è anche il personale che, per motivi occupazionali, è a contatto con animali suscettibili di costituire fonte di infezione da virus influenzali: la protezione di tali categorie viene attuata per impedire fenomeni di riassortimento genico tra virus influenzali umani ed animali (nel corso di co-infezioni) da cui potrebbero derivare nuovi ceppi di virus dotati di potenziale pandemico. È un dato di fatto, comunque, /attuale "preallerta" verso un evento più o meno vicino di pandemia influenzale. L'attuale vaccino antinfluenzale non protegge dai virus aviari, ma ha un grande valore perché negli individui vaccinati si scongiura il periodo della co-infezione e nel contempo si contribuisce ad interrompere la "catena" dell'infezione del virus influenzale umano. Obiettivi primari della vaccinazione - Come evidenziato dalla Professoressa Cargnel, occorre ricordare che la vaccinazione antinfluenzale è in grado di prevenire le forme gravi e complicate di influenza e di ridurre la mortalità prematura in gruppi ad aumentato rischio di malattia grave. (Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni per la stagione 2004-2005, Ministero della Salute). Purtroppo, essa non è ancora sufficientemente diffusa e i dati sulle complicanze e sui morti sono ancora troppo elevati. Per tutti questi motivi è ancora più ovvio che la vaccinazione antinfluenzale venga prioritariamente rivolta alle persone più suscettibili di contrarre l'influenza: cioè nelle categorie indicate dal Ministero della Salute (V. Allegato A), in particolare gli anziani e i bambini. Gli anziani rappresentano sempre la categoria prioritaria da vaccinare per vari morivi. Vale ribadire ancora una volta concetti già espressi. Le complicazioni più gravi dell'influenza colpiscono i soggetti dai 60 anni in su: non vi sono solo le complicazioni polmonari (polmoniti batteriche e polmoniti virali, quest'ultime ad elevato rischio di mortalità), ma anche le complicazioni cardiache, per cui nel soggetto anziano si può avere all'improvviso arresto cardiaco e morte. Purtroppo l'obiettivo di "copertura" del 75% nei soggetti con più di 65 anni non è ancora stato raggiunto: solo il 60%. È doveroso quindi fare di tutto perché gli anziani che ancora non hanno aderito alla "strategia" di difesa della vaccinazione lo facciano quest'anno: con il risultato di "difendersi" contro il virus influenzale umano, ma anche contro il rischio di una co-infezione con il virus influenzale aviario. A proposito di anziani, vi è da considerare anche il problema dell'ospedalizzazione: il ricorso al ricovero ospedaliero per il trattamento di forme influenzali, anche non complicate, in persone anziane, comporta serie ripercussioni sulla recettività dei reparti di medicina, e può contribuire alla diffusione della malattia in ambito ospedaliero. Bambini Altrettanto importante è la prevenzione vaccinale nei bambini in condizioni di rischio, soprattutto quella nella fascia di età tra 0 e 14 anni, che hanno la percentuale più alta di visite e di ospedalizzazione per malattie respiratorie acute. Ma oltre alle malattie dell'apparato respiratorio, altre gravi complicazioni sono in agguato per i bambini: ad es., l'encefalite, l'encefalite e la sindrome di Reye Non va dimenticato che alcune complicanze sono responsabili di morti in età pediatrica: ad esempio, dati statunitensi dicono che al 31 maggio 2004 sono state accertate (con test di laboratorio)152 morti correlate all'influenza in bambini e giovani con meno di 18 anni. Un maggior impegno al sostegno delle vaccinazioni - Categorie a rischio, anziani, bambini, sono glì obiettivi primari della vaccinazione. Ve ne sono però altri, come ad esempio: Donne Gravide Una raccomandazione alla vaccinazione vale anche per le donne gravide. Vari studi hanno evidenziato il maggior rischio di serie complicazioni causate delle malattie influenzali per le donne nel terzo mese di gravidanza o nelle prime fasi del puerperio. Conviventi con soggetto a rischio I soggetti più esposti al rischio all'influenza possono venire contagiati dai famigliari: è opportuno quindi che questi non si ammalino per cui è meglio che si vaccinino. Questa precauzione è raccomandata, ad esempio, ai famigliari dei bambini con meno di 2 anni. Altri obiettivi sono perseguibili, come quelli programmati dalla Regione Lombardia. Gli "esempi" della Regione Lombardia - Come riferito dal Dottor Carreri, la Regione Lombardia si prepara in questi giorni a rilanciare la campagna vaccinale contro l'influenza con un'offerta attiva di vaccino non solo nei confronti dei soggetti a rischio e negli anziani ma anche sulla esenzione del ticket per i soggetti con le patologie indicate nella circolare ministeriale. Per i soggetti allettati e disabili, nonchè per quelli che non possono raggiungere le sedi ambulatoriali, è prevista /a somministrazione a domicilio. Le Asl offriranno il vaccino anche ai soggetti residenti o ricoverati nelle strutture socio-sanitarie. Viene rilanciata la vaccinazione nei luoghi di lavoro in adempimento degli obblighi per il datore di lavoro previsti dal decreto legislativo 626/94 in materia di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro: si tratta di una novità assai interessante per la sanità pubblica. Gratuita è la vaccinazione sia per gli addetti ai servizi pubblici di primario interesse collettivo, nonchè ai familiari e al personale di assistenza di soggetti a rischio. Si tratta quindi di un rilancio in grande stile della campagna vaccinale contro l'influenza che ancora una volta vedrà come protagonisti i servizi dei Dipartimenti di Prevenzione delle Asl, i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di Libera Scelta, nonchè i cittadini che sempre più numerosi prendono coscienza sull'importanza di utilizzare vaccini efficaci e sicuri, in grado di proteggere contro i rischi e i danni determinati dall'influenza, sindrome non priva di riflessi negativi sia per la salute pubblica che per l'economia della nostra Regione.anche in considerazione dei "nuovi rischi" più sopra riferiti, un ruolo chiave nella promozione e nell'attuazione della prevenzione vaccinale spetta ai medici di famiglia ed ai pediatri Essi devono consigliare e caldeggiare la vaccinazione a quanti sono esposti al rischio della malattia: il loro prezioso contributo non solo potrà evitare a molti loro pazienti di ammalarsi, ma potrà anche far diminuire il numero delle ospedalizzazioni, a tutto vantaggio della collettività. Vaccini: come prepararsi alla pandemia? Ne ha parlato il Dottor Bram Palache. Non vi è dubbio che i recenti eventi legati all'influenza aviaria hanno implicazioni serie e complesse, cosi come awenne lo scorso anno per la Sars. È altrettanto certo che i vaccini contro i virus responsabili di una futura pandemia saranno la pietra angolare per contrastarla . D'altra parte, l'incertezza sui tipi di virus in causa fa si che i vaccini non saranno pronti quando vi sarà l'attacco della pandemia. Tra le misure pre-pandemia va quindi previsto il ricorso ad agenti antivirali. Per quanto riguarda la produzione dei vaccini, va considerato quanto segue. La capacità produttiva globale dell'attuale vaccino trivalente è di 292 milioni di dosi, per cui si può calcolare che per una pandemia potranno essere prodotte al massimo 1 miliardo di dosi di vaccino monovalente per tutto il mondo. Attualmente il 65% della produzione mondiale è effettuata in cinque paesi europei: questa distribuzione sbilanciata della capacità produttiva globale porrà dei seri problemi etici, politici e legali qualora le quantità del vaccino disponibile fossero scarse di fronte a una situazione emergente mondiale. Ai riguardo vi sono due approcci proposti della "Organizzazione Mondiale della Sanità": 1. Raccomandare alle Autorità Sanitarie di ciascun Paese di accordarsi con le aziende produttrici sulle forniture dei vaccini pandemici ben prima che le minaccia della pandemia sia imminente. 2. Incrementare su base annua l'impiego del vaccino antinfluenzale. Si raggiungerebbero cosi due obiettivi: a) Minor aggravio della malattia sia in termini di salute che economici. B) Contemporaneo aumento della capacità produttiva globale di vaccini.
 
     
  <<BACK