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Notiziario Marketpress di Martedì 19 Aprile 2005
 
   
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  BPCO: LA VOCE DEL PAZIENTE  
   
  Milano, 19 aprile 2005 - L’occasione è quella della Xi Giornata del Respiro: un incontro aperto al pubblico previsto il prossimo 26 maggio a Milano (Palazzo Turati Via Meravigli, 9/B ore 17.30 - 20.00), con la partecipazione degli specialisti, del medico di medicina generale e del rappresentante dell’associazione dei pazienti, offre l’opportunità per parlare e far parlare le persone affette da broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e i loro familiari delle esigenze, dei diritti e dei bisogni di chi è colpito dalla malattia. Se da un lato l’obiettivo è quello di dare voce alle necessità dei pazienti, dall’altra l’evento si propone di fornire indicazioni e suggerimenti per una corretta gestione della malattia. “Una delle malattie croniche in assoluto più importanti, sia per la sua diffusione, sia per le conseguenze da cui è gravata – sottolinea il professor Vincenzo Fogliani, Presidente della Fondazione Italiana Pneumologia Uip -. Caratterizzata da un’ostruzione irreversibile o solo parzialmente reversibile delle vie respiratorie, si manifesta con una difficoltà di respiro che tende a peggiorare con il trascorrere del tempo, accompagnata da tosse e catarro. In Italia la malattia colpisce circa il 5% della popolazione generale, arrivando a percentuali del 20% nelle persone al di sopra dei 60 anni”. Una malattia che riconosce nel fumo di sigaretta la sua causa principale e che, una volta instauratasi, condiziona pesantemente la qualità di vita del paziente. La Bpco, caratterizzata dal susseguirsi di riacutizzazioni che rendono spesso necessario il ricovero ospedaliero, ha un’evoluzione progressiva che può portare fino all’insufficienza respiratoria. Non sorprende che un’affezione così importante e frequente faccia nascere una serie di bisogni cui è necessario dare una risposta. “La domanda che più spesso ci viene rivolta da ogni parte d’Italia riguarda il dove curarsi, quali sono i centri di eccellenza, a quali specialisti rivolgersi – precisa la dottoressa Mariadelaide Franchi, Presidente dell’Associazione Italiana Pazienti Bpco. Al secondo posto in ordine di frequenza c’è l’esigenza di verificare la validità del trattamento seguito. Mentre un terzo punto, altrettanto delicato, riguarda la riabilitazione respiratoria. In effetti è difficile sapere dove rivolgersi perchè non esiste una lista di Centri per la riabilitazione respiratoria e anzi la nostra associazione si sta organizzando proprio per effettuare questo censimento”. Ci sono poi esigenze relative ai diritti, per esempio le modalità per ottenere l’invalidità, l’assegno di accompagnamento, l’assistenza domiciliare, ma c’è anche una diffusa richiesta di sostegno psicologico. Una risposta a queste esigenze può giungere da un lato dalla collaborazione fra l’associazione dei pazienti e le società scientifiche, dall’altra dalla sempre migliore diffusione della linee guida internazionali contenute nel progetto mondiale Bpco (Gold) e dal coinvolgimento delle istituzioni relativamente sia alla prevenzione, sia alla definizione di una politica di controllo della Bpco in atto e della insufficienza respiratoria indotta dalla malattia. “Ciò che chiediamo è innanzitutto uno sforzo per favorire una diagnosi precoce e corretta – aggiunge la Franchi -, ma è anche la diffusione della spirometria, il fatto di garantire ovunque in Italia parità di accesso al trattamento farmacologico corrispondente al progetto mondiale Bpco. Intendiamo inoltre stimolare un intervento politico per migliorare tutto quello che è di aiuto al paziente per smettere di fumare, la diffusione della vaccinazione antinfluenzale annuale come punto fondamentale delle politiche sanitarie territoriali e quella della vaccinazione antipneumococcica quando richiesta dal medico”. E poi c’è la richiesta fondamentale che la Bpco venga riconosciuta come malattia cronica invalidante, al pari di condizioni quali l’ipertensione, il diabete e così via. Ciò garantirebbe ai pazienti la gratuità delle indagini diagnostiche correlate alla malattia. Una serie di richieste che vede il pieno appoggio delle società scientifiche. “La diagnosi precoce è fondamentale perché consente di mettere in atto le strategie che permettono di prevenire l’aggravarsi della malattia e di gestirne i sintomi con un conseguente miglioramento della qualità di vita del malato – aggiunge Fogliani -. Il primo suggerimento è senza dubbio rappresentato dall’astensione assoluta dal fumo, ma esistono anche altre misure di prevenzione che hanno dimostrato tutta la loro importanza. È fondamentale che il paziente con Bpco effettui ogni anno la vaccinazione antinfluenzale. Sono ormai innumerevoli gli studi che documentano l’importanza di questa misura, mentre altri studi hanno indicato anche l’utilità della vaccinazione anti-pneumococcica. L’esecuzione di quest’ultima, infatti, è importante per offrire una protezione al paziente con Bpco in quanto, aiutando a prevenire le riacutizzazioni, contribuisce a contrastare la progressione della malattia. Il ricorso alla vaccinazione anti-pneumococcica riduce inoltre per il paziente il rischio di polmoniti.” Un campo, quello delle vaccinazioni che vede protagonisti i medici di medicina generale. “Abbiamo lavorato moltissimo su questo punto” conferma il dottor Ovidio Brignoli, vicepresidente della Società Italiana di Medicina Generale, che sottolinea l’importanza di una corretta educazione e informazione del paziente: “A partire da quelli che sono i fattori di rischio responsabili della Bpco, in primo luogo la lotta al fumo, ma anche mediante una più precisa informazione sulle misure da adottare per “convivere” con la Bpco. Suggerimenti fondamentali da dare ai propri assistiti sono quello di rivolgersi sistematicamente al medico e soprattutto quello di seguire in maniera scrupolosa la terapia”.  
     
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