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Notiziario Marketpress di
Giovedì 05 Maggio 2005
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ICT: STANCA, ASSECONDARE NASCITA DELLA NUOVA INDUSTRIA DEI CONTENUTI DIGITALI “RAPPORTO DELLA COMMISSIONE INTERMINISTERIALE SUI CONTENUTI DIGITALI NELL’ERA DI INTERNET” SEMPRE PIÙ DIGITALI L’EDITORIA, IL CINEMA, LA TELEVISIONE, LA MUSICA, L’ARTE E LA CULTURA |
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Roma, 5 maggio 2005 - L’italia vuole superare il “paradosso dello squilibrio digitale”, a causa del quale rischia di perdere le rilevanti opportunità di conoscenza, di crescita e di sviluppo socio-economico create dalla nascente industria dei contenuti digitali. A lanciare una inedita “Santa Alleanza” tra settori apparentemente contrastanti è stato Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, presentando il “Rapporto sui contenuti digitali nell’era di Internet”, redatto dalla specifica Commissione Interministeriale, presieduta da Paolo Vigevano, che ha fotografato per la prima volta questo nuovo settore con le audizioni di tutti gli operatori interessati e che, per completezza, è stato adottato dall’Ocse come punto di riferimento e di analisi e pubblicato nel sito ufficiale. “Abbiamo un mercato delle telecomunicazioni che ha la maggior incidenza sul Pil rispetto agli altri paesi e siamo secondi solo alla Gran Bretagna; grazie alla larga banda disponiamo di moderne ‘autostrade digitali’, con tassi di crescita tra i primi in Europa. Ma non abbiamo ancora sviluppato un’adeguata industria dei contenuti digitali. Tanto che questo settore da noi incide sul Pil solo per l’1,1%, contro l’1,9% della Francia, il 2,3% della Germania, il 3% della Gran Bretagna e il 3,8% degli Usa”, ha detto. Il ministro ha poi spiegato che “stiamo accompagnando una vera conversione industriale, una discontinuità epocale, che va a toccare tutti i produttori di contenuti, i quali dovranno passare da una produzione di tipo tradizionale di editoria, cinema, tv, musica, cultura, etc., ad una digitale, in cui il contenuto originale è un insieme di bit e byte duplicabili in modo identico all’infinito”. Stanca ha ricordato che “con l’avvento delle nuove tecnologie, che hanno smaterializzato la copia di un libro, film, brano musicale, opera d’arte, universalizzando i contenuti, disponibili istantaneamente da una parte all’altra del mondo grazie al Web, si è posto perentorio il ‘dilemma digitale’, ossia lo squilibrio tra la ‘volatilità’ della diffusione dei contenuti e la tutela della proprietà intellettuale. La prima, infatti, richiede nuovi strumenti e prospettive per la tutela del diritto d’autore, che è alla base dello sfruttamento economico da parte di autori ed editori”. In quest’ottica, grazie alla Commissione Interministeriale, ha aggiunto il ministro, “è stato possibile mettere assieme per la prima volta i rappresentanti di interessi apparentemente contrapposti, come quelli dei provider di internet e dei carrier telefonici, con quelli dei produttori di musica, cinema, editoria, tv, per individuare una strategia comune ed un punto condiviso non solo di partenza ma, ora, anche di lavoro. Ruolo delle istituzioni, infatti, è non solo quello di promuovere un fenomeno nuovo, ma anche di garantire eque condizioni di mercato assicurando equilibrio ad una pluralità di interessi legittimi e spesso divergenti”. È in questo contesto che all’inizio di marzo è stato siglato il P@tto di Sanremo per una mobilitazione senza precedenti degli operatori per accelerare il passaggio, concordato, non frammentato e contrapposto, dai modelli tradizionali ai nuovi modelli di sfruttamento e valorizzazione dei contenuti digitali. Il superamento delle contrapposizioni e l’apertura di questo tavolo di fatto costituisce la nascita della nuova filiera. Non solo. “Dobbiamo assolutamente evitare che gli ingenti contenuti del nostro patrimonio artistico, culturale ed ambientale vengano proposti in Rete da altri e subiscano una improvvida ‘delocalizzazione’. Essi sono una opportunità che dobbiamo sfruttare e valorizzare noi”, ha detto Stanca precisando che “contemporaneamente dobbiamo proteggere il valore della proprietà intellettuale che questa nuova filiera può esprimere, agendo non in modo repressivo e criminalizzante, se non in presenza di organizzazioni criminose”. Insomma, ha concluso Stanca, “Internet non può essere considerato una zona franca, un Far West sede di ‘scorrerie digitali’ poiché ciò che è proibito nel mondo reale deve esserlo anche in quello virtuale. Ma, al contempo, la norma deve essere sufficientemente flessibile per non rappresentare un freno allo sviluppo della tecnologia e del mercato, alla diffusione della conoscenza”. Il “Rapporto sui contenuti digitali nell’era di Internet”, ha spiegato Paolo Vigevano, “contiene le Linee Guida che sono state il presupposto per la stipula del P@tto di Sanremo e prevedono una visione condivisa delle strategie per promuovere il nuovo mercato dei contenuti digitali su Internet, dando indicazioni sulle modalità per l’adozione dei codici di condotta, definiti per categorie (titolari dei diritti, fornitori di connettività, case di produzione, gestori di piattaforme di distribuzione)”. In tale contesto, ha reso noto il presidente della Commissione Interministeriale, “nascerà a breve un Osservatorio per monitorare i modelli di business e le soluzioni tecnologiche innovative, ma anche per analizzare il mercato dei contenuti digitali e la diffusione abusiva di materiale audiovisivo”. Entrando nei dettagli del Rapporto, Vigevano ha posto in evidenza i quattro ambiti di intervento che sono stati individuati: 1) incoraggiare specifici accordi tra le parti per favorire la collaborazione tra gli operatori di settore e gli utenti, affidando alle istituzioni il ruolo di garante; 2) messa a punto di interventi normativi con l’obiettivo di “non criminalizzare” il Peer-to-peer (P2p) e diffondere i contenuti secondo il principio che non ci sono zone franche virtuali e, nel contempo, le disposizioni debbono essere flessibili per non ostacolare lo sviluppo tecnologico e la crescita del mercato; 3) la comunicazione e la sensibilizzazione sono le leve fondamentali per lo sviluppo di una coscienza etico-sociale per la diffusione della informazione sulla normativa, elementi essenziali per contrastare i comportamenti illeciti; 4) le Istituzioni debbono farsi promotrici di iniziative di ampia portata per lo sviluppo del mercato dei contenuti digitali in modo che l’Italia possa ridurre la distanza rispetto agli altri Paesi. In tema di “dilemma digitale” creatosi tra la crescente diffusione dei contenuti e la tutela della proprietà intellettuale, Vigevano ha citato uno degli esempi più di successo al mondo, che ha rivoluzionato la fruizione e la diffusione della musica. In conclusione, ha aggiunto “l’obiettivo è di ‘popolare’ la Rete e promuovere lo sviluppo del mercato dei contenuti digitali attraverso l’impegno del settore pubblico a porre in Rete contenuti digitali liberamente fruibili per diffondere il sapere e la cultura”. In tale scenario già si pongono in modo eloquente alcuni esempi di questa scelta politica; il Portale Biblioteca Digitale Italiana, per beni culturali; il Portale Scegli Italia, per promuovere il turismo nel mondo non solo con una vetrina digitale, ma anche un motore di ricerca e desk per le prenotazioni; servizi avanzati multimediali per la scuola e per l’inclusione degli studenti con disabilità cognitive. Per quanto riguarda i privati, ha concluso Vigevano, ”si punta al loro impegno ad immettere on-line, in tempi brevi, una rilevante quantità di contenuti ed a favorire la nascita di ambienti telematici per l’offerta legale di contenuti”.
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