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Notiziario Marketpress di Giovedì 12 Maggio 2005
 
   
  Web alimentazione e benessere  
  FOCUS SULLE CERTIFICAZIONI ALIMENTARI: UN’INIZIATIVA ANNUNCIATA DA DNV A CIBUS MED 2005 (BARI, 3-5 MAGGIO) PRODOTTI ALIMENTARI? MEGLIO SE CERTIFICATI  
   
  Secondo un sondaggio commissionato a Doxa dall’ente di certificazione Det Norske Veritas (Dnv), la maggioranza degli italiani ha più fiducia nei prodotti alimentari certificati da organismi indipendenti. E chiede più informazione sui contenuti dei diversi tipi di certificazione. “Le certificazioni sono utili, ma è indispensabile informare i consumatori sul reale significato e sul valore aggiunto di ognuna di esse. Migliorando la comunicazione. A cominciare dalle etichette”, commenta Marino Melissano, Vice Presidente di Altroconsumo. Gli italiani preferiscono i prodotti alimentari certificati. L’86,2% si dichiara più propenso ad acquistare prodotti con marchi di certificazione rilasciati da enti di terza parte indipendenti rispetto a prodotti che non siano certificati. E ben il 93,2 % vorrebbe ricevere maggiori informazioni sulle diverse certificazioni, per conoscerne meglio il significato e i vantaggi. E’ quanto emerge da un sondaggio commissionato a Doxa da Det Norske Veritas (Dnv), l’organismo internazionale leader nel settore, nell’ambito di una ricerca svolta da una società indipendente per fare il punto sul sistema delle certificazioni di terza parte in un settore fondamentale per l’economia italiana come quella agro-alimentare. Quali sono i punti di forza e di debolezza delle certificazioni di processo e di prodotto? Quale è la percezione che ne hanno i consumatori e quali sono le loro aspettative rispetto ad esse? Come sfruttare completamente le potenzialità delle certificazioni per differenziare i prodotti italiani, migliorarne la competitività e contribuire a rispondere al meglio alla domanda di qualità e di sicurezza che viene dal mercato? Su questi temi, oltre a tastare il polso dell’opinione pubblica con il sondaggio Doxa, la società di ricerca incaricata da Dnv ha raccolto il punto di vista e i commenti di esperti del mondo accademico e istituzionale, di rappresentanti dei produttori agricoli, dell’industria di trasformazione e dei consumatori. I risultati finali della ricerca saranno resi noti nelle prossime settimane. L’iniziativa è stata annunciata da Dnv in occasione di Cibus Med 2005, il 5° Salone dell’alimentazione mediterranea in corso alla Fiera di Bari (3-5 maggio 2005). Altroconsumo: certificazioni utili, ma serve più informazione L’obiettivo principale del sondaggio commissionato a Doxa da Dnv era quello di verificare l’effettiva conoscenza da parte degli italiani del significato delle certificazioni nel settore agro-alimentare e, in seconda battuta, la propensione all’acquisto dei prodotti alimentari certificati, dopo aver fornito agli intervistati una definizione delle certificazioni stesse. La ricerca è stata condotta con 1.004 interviste telefoniche a un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta. Il quadro complessivo che ne emerge rivela un basso livello di conoscenza delle certificazioni e, al contempo, un interesse diffuso per uno strumento che può aiutare in modo concreto a rendere più consapevoli i consumi alimentari. “E’ un dato di fatto indiscutibile, confermato anche da nostre recenti indagini, che i consumatori non conoscono il significato e il contenuto esatti dei diversi marchi di certificazione”, commenta Marino Melissano, Vice Presidente di Altroconsumo. “La diffusione delle certificazioni è un vantaggio, perché significa che ci sono più controlli, effettuati da organismi indipendenti. L’importante è che i consumatori siano informati in modo preciso. Oggi non è così. Occorre fare chiarezza, aumentando e migliorando la comunicazione”. A cominciare dalle etichette: secondo Melissano, infatti, sulle confezioni dei prodotti con certificazione di terza parte dovrebbe esserci un’etichetta che spieghi con semplicità che cosa è stato certificato, se solo i processi dell’azienda o le caratteristiche del prodotto, evidenziando i vantaggi concreti per il consumatore. “Una maggiore informazione aiuterebbe senz’altro chi fa gli acquisti, fornendo uno strumento in più nella scelta dei prodotti”, dichiara Stefano Crea, Global Food Manager di Dnv. “E’ fondamentale che i consumatori siano consapevoli del fatto che un determinato prodotto abbia contenuti di qualità che lo differenziano da altri e che queste caratteristiche distintive siano state verificate e certificate da un organismo indipendente dall’azienda. Dare maggiore evidenza alle certificazioni sarebbe un vantaggio anche per le aziende produttrici, che potrebbero valorizzare adeguatamente i propri sforzi e investimenti nelle politiche di qualità”. Dnv, il principale ente di certificazione operante in Italia con una vasta esperienza nel settore agro-alimentare, è particolarmente impegnata in questo sforzo di comunicazione e sensibilizzazione con iniziative rivolte non solo al suo interlocutore tradizionale, vale a dire il mondo delle imprese, ma anche ai consumatori. Iniziative che hanno l’obiettivo di suscitare un più ampio dibattito tra gli addetti ai lavori e, allo stesso tempo, promuovere tra i consumatori una cultura più diffusa e radicata sui temi della certificazione di terza parte, per favorire la conoscenza e la consapevolezza dei vantaggi di uno strumento che, opportunamente valorizzato, potrebbe avere un ruolo sempre più importante negli acquisti dei prodotti alimentari. I risultati in dettaglio del sondaggio Doxa. Letti più in dettaglio, i risultati del sondaggio Doxa evidenziano che sono le donne a dichiarare una maggiore propensione all’acquisto di prodotti alimentari che siano stati certificati; in altre parole, prodotti che - secondo la definizione fornita agli intervistati prima di formulare questa specifica domanda - siano stati controllati da un ente terzo indipendente per quanto riguarda aspetti come le materie prime, le modalità di produzione, la gestione della filiera ecc. Un dato significativo considerato il ruolo di “responsabili” degli acquisti che le donne ricoprono ancora all’interno della maggior parte delle famiglie italiane. Per quanto riguarda le aree geografiche, è il Centro Italia – seguito da vicino dal Nord est - a dare maggior peso alle certificazioni nelle intenzioni di acquisto. Sono ancora soprattutto le donne e le aree Centro e Nord Est a rivelarsi più sensibili e interessate a ricevere maggiori informazioni sulle certificazioni e le produzioni certificate, a conferma dell’interesse per un argomento percepito come rilevante ai fini di consentire acquisti sempre più consapevoli. Come già anticipato, l’esigenza di approfondire il tema delle certificazioni di terza parte, fornendo maggiori informazioni e più strumenti con cui formarsi un’adeguata cultura della “qualità” e della “sicurezza”, si impone per ragioni obiettive perché l’effettiva conoscenza della loro natura specifica non è molto diffusa. Alla domanda “Lei conosce il significato delle certificazioni alimentari?”, il 33% degli intervistati non è in grado di rispondere, mentre un altro 33% associa le certificazioni alla “provenienza” dei prodotti, cogliendo così solo un aspetto, e non il più caratteristico, del concetto di certificazioni. Solo il 16,1% le identifica con il concetto di “qualità” e il 4,8% con quello di “controlli”, richiamando, cioè, elementi che sono effettivamente costitutivi delle certificazioni di terza parte. Un quadro che chiama aziende ed organismi di certificazione a uno sforzo di comunicazione e di formazione sui contenuti, in modo da creare le condizioni perché questo fondamentale indicatore di qualità (intesa in senso lato, comprensiva cioè dei contenuti basilari di sicurezza e rispetto dell’ambiente) sia non solo riconosciuto, ma anche utilizzato sistematicamente e concretamente nella prassi quotidiana di acquisto. “E’ ormai diffusa la consapevolezza che il ‘Sistema Paese’ debba investire nelle politiche di qualità per non perdere la propria forza competitiva”, conclude Crea. “Sempre più evidente è il nesso che esiste tra la qualità e le certificazioni, fattore di garanzia per i consumatori e strumento per differenziare i prodotti comunicandone al mercato il valore”.  
     
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