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Notiziario Marketpress di
Lunedì 16 Maggio 2005
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ACCORDO DI CO-PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA TRA ITALIA E INDIA. FIRMATO DA ROCCO BUTTIGLIONE E JAIPAL REDDY |
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Roma, 16 maggio 2005 - Il ministro italiano per i Beni e le Attività culturali, Rocco Buttiglione, e il ministro indiano per la Cultura, Jaipal Reddy, hanno stipulato un accordo di co-produzione audiovisiva tra l'Italia e l'India. L'accordo che oggi prende il via permetterà uno scambio sia culturale sia industriale tra i due paesi, in particolare consentendo ai produttori italiani di realizzare delle co-produzioni con i partner indiani beneficiando ugualmente degli aiuti concessi per i film nazionali, ponendo così le premesse per un incremento della presenza italiana in India, paese che nel giro di pochi anni è divenuto un protagonista a livello mondiale grazie anche agli studi di Bombay (conosciuti tra gli addetti ai lavori come “Bollywood”). Lo stesso mercato interno con oltre un miliardo di abitanti rappresenta uno degli sbocchi cinematografici più interessanti del mondo. I produttori indiani, oltre ad uno scambio privilegiato con l'avanzata tecnologia cinematografica italiana, possono affacciarsi con nuove possibilità sul mercato europeo soprattutto dell'area mediterranea e, dal versante produttivo, usufruire di condizioni specifiche come, ad esempio, quella di contare sulle scenografie alpine italiane per girare esterni in montagna, supplendo alle difficoltà che attualmente incontrano nel loro paese. “Questo accordo – ha dichiarato il ministro Buttiglione – offre molte opportunità alle industrie cinematografiche dei due Stati ed ha anche un grande significato culturale. L'india è un paese dai molti popoli e dalle molte lingue, per il suo cinema può essere importantissimo apprendere le tecniche di doppiaggio in cui l'Italia è maestra. Gli indiani hanno una grande professionalità nel disegno animato. La stessa Walt Disney è andata a cercarli e possiamo imparare molto da loro. Credo, inoltre, nella forte potenzialità della nostra fiction, già arrivata in India, che può essere uno strumento per far conoscere in questo grande paese un volto dell'Occidente, quello europeo, diverso da quello degli Usa diffuso dalla grande produzione di Hollywood”.
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