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Notiziario Marketpress di
Lunedì 16 Maggio 2005
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ALICE NEL CASTELLO DELLE MERAVIGLIE IL MONDO FUORI FORMA E FUORI TEMPO NELL’ARTE ITALIANA DEL NOVECENTO |
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Milano, 16 maggio 2005 - Che la storia cominci… dal 25 maggio al 18 settembre le Sale Viscontee del Castello Sforzesco di Milano si aprono a una delle mostre più imprevedibili del panorama estivo milanese, “Alice Nel Castello Delle Meraviglie. Il mondo fuori forma e fuori tempo nell’arte italiana del Novecento”. In attesa della realizzazione del Museo del Novecento all’Arengario i Musei d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune non vogliono lasciare chiusa nei depositi la grande collezione del Cimac (la collezione d’arte moderna e contemporanea del Comune di Milano, destinata a formare in futuro il nuovo Museo del Novecento). Per farla rivedere, per studiarla meglio, per non dimenticarla, dal maggio 2003 al Castello Sforzesco si allestiscono mostre specifiche e di lunga durata che ne propongono ogni volta una lettura originale. Dopo “I riti di passaggio” che dal 2003 al 2004 ha spiegato i percorsi di 7 grandi artisti italiani del Xx secolo, dal 26 maggio 2005 e per tutta l’estate fino al 18 settembre, una nuova mostra, con alcuni dei capolavori del Cimac, propone una scelta delle opere di pittura italiana moderna e contemporanea: dal Futurismo, alla Transavanguardia, all’Arte Povera, e fino ai nostri giorni oggi, secondo un progetto di Marina Pugliese, conservatore del Museo del Novecento. Il celebre personaggio letterario di Lewis Carroll, Alice, farà dunque da guida a grandi e piccini, alle famiglie, agli studenti, ai bambini (cui l’esposizione dedica una ricchissima pagina didattica), per avvicinare all’arte contemporanea proprio il pubblico che abitualmente frequenta il Castello. La mostra vuole rileggere in modo nuovissimo l’arte italiana del Novecento attraverso una “Pinacoteca Moderna”. Infatti, come nel viaggio di Alice, anche nell’arte italiana del Novecento nulla è ciò che sembra e ogni opera rappresenta il modo particolare dell’artista di vedere le cose. L’arte, come la storia di Alice, si presta a molteplici letture. L’arte trasfigura la realtà. La mostra permette a tutti di conoscere 34 artisti italiani del Novecento con occhi nuovi. Da Alighiero Boetti a Umberto Boccioni, da Mimmo Paladino a Dadamaino, da Giulio Turcato a Giorgio Morandi, da Giacomo Balla a Alik Cavaliere, da Mario Sironi a Lucio Fontana, da Osvaldo Licini a Ennio Morlotti, da Piero Manzoni a Mario Merz, da Stefano Arienti a Loris Cecchini, da Emilio Isgrò a Luca Vitone; e ...Tanti altri. Lo stesso allestimento proposto da Marina Pugliese, conservatore del Museo del Novecento, negli otto ambienti predisposti a ospitare le 44 opere in mostra, segue i dodici capitoli della storia di Alice con le sue continue metafore. Si parte dalla tana del coniglio bianco, da dove Alice cadde e iniziò il suo viaggio in un mondo di non sensi e paradossi. L’opera di Dadamaino Volume diventa così ingresso alla mostra e simbolo del percorso verso l’arte del Novecento, che esce dai limiti tradizionali del dipinto e che spesso si è servita della verosimiglianza per mostrare la realtà in modo anomalo. Il cammino nell’arte del Novecento finisce con lo specchio di Michelangelo Pistoletto, dal quale lo spettatore può entrare e uscire a suo piacere proponendo, ancora una volta, un passaggio obbligato da una dimensione magica a una reale; il ritorno alla percezione di una realtà dove tutto è possibile, con la stessa facilità con cui Alice gioca ad entrare in quel mondo eccentrico, folle e privo di logica che si trova al di là del suo specchio. Nel mezzo del viaggio la relatività del tempo e lo sfalsamento dimensionale, motivi ricorrenti de Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Al di là dello specchio in cui la bambina è soggetta a sorprendenti ingrandimenti e rimpicciolimenti. Così si passa dal mondo extralarge delle opere di Mimmo Paladino, Marco Gastini, Giulio Turcato, Alighiero Boetti, ai capolavori in miniatura di Mario Sironi, Umberto Boccioni, Giorgio Morandi, Lucio Fontana, Giacomo Balla; dal tempo accelerato rappresentato nei modi più diversi dai futuristi, al tempo incantato e dalla rigidità delle opere metafisiche, sino ad arrivare alla realtà trasfigurata del mondo dell’arte, dove ogni artista ha il potere di decidere quale valore dare alle cose, come per l’orto di gommapiuma di Piero Gilardi e la fotocopiatrice molle di Loris Cecchini. Informazioni Tel. 02-88463731
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