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Notiziario Marketpress di Giovedì 26 Maggio 2005
 
   
  Web alimentazione e benessere  
  ETICHETTE CHIARE E NON INGANNEVOLI PER GLI ALIMENTI  
   
  Light, con meno grassi, senza zucchero, ricco in calcio, a basso contenuto calorico, con più fibre, purifica l'organismo, mantiene giovani, riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Sono queste alcune delle indicazioni che, ogni giorno, possiamo leggere sulle etichette degli alimenti che consumiamo. Ma che cosa significano? Quanto sono vere e in che misura possono condizionare le scelte di acquisto? E' possibile che molte di queste indicazioni, esaltando presunte virtù, abbiano l'obiettivo di celare altri vizi, ingannando così i consumatori? E' partendo da queste considerazioni che la Commissione, dando seguito al Libro bianco sulla sicurezza alimentare del 1999, ha presentato una proposta di regolamento tesa a disciplinare la moltiplicazione delle indicazioni apposte in etichetta, al fine di raggiungere un livello elevato di tutela dei consumatori mediante la fornitura volontaria di ulteriori informazioni che si aggiungano a quelle già obbligatoriamente previste dalla legislazione Ue. Gli scopi sono anche di migliorare la libera circolazione delle merci nell’ambito del mercato interno vista la proliferazione di disposizioni nazionali a volte divergenti, aumentare la certezza giuridica per gli operatori economici e garantire una concorrenza leale nel settore dei prodotti alimentari. Da ultimo vi è l'obiettivo di promuovere e tutelare l’innovazione nel settore dei prodotti alimentari. Le prescrizioni generali relative alla legislazione alimentare sono contenute nel regolamento 178/2002, mentre i principi generali sull'etichettatura degli alimenti sono previsti dalla direttiva 2000/13/Ce. La proposta, presentata nel luglio 2003, è stata oggetto di intensi dibattiti, anche al Parlamento. A seguito della presentazione di ben 600 emendamenti, la commissione ambiente decise di rinviare il voto e, dopo le elezioni del giugno 2004, la relazione fu affidata a Adriana Poli Bortone (Uen, It). Il suo progetto, per il quale erano stati presentati «solo» 350 emendamenti, è stato adottato lo scorso mese di aprile dalla commissione parlamentare, con 30 voti favorevoli, 15 contrari e 2 astensioni. La relazione, che presenta a sua volta 72 emendamenti alla proposta dell'Esecutivo, è ora all'esame della Plenaria, in prima lettura della procedura di codecisione. Per la Commissione, qualsiasi indicazione dovrebbe fondarsi sul «profilo nutrizionale» del prodotto che, stabilito con il controllo dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare, figurerebbe sull'etichetta. I deputati, invece, hanno respinto questo principio. Molti di essi, infatti, temono che tale disposizione porti a una discriminazione di taluni prodotti individuali, classificati in «buoni» o «cattivi», mentre, ai loro occhi, non è tanto la composizione del prodotto che conta quanto l'uso che ne è fatto e, in particolare, l'equilibrio del regime alimentare. Gran parte del regolamento è dedicata alle indicazioni che vantano i benefici per la salute dei prodotti. Per la Commissione, tali indicazioni dovrebbero poggiare su delle giustificazioni scientifiche e dovrebbero essere utilizzate unicamente a seguito di una procedura di autorizzazione vera e propria. Pur rafforzando le esigenze scientifiche, i deputati sostengono invece una più semplice procedura di notifica, piuttosto che un'autorizzazione. Altrimenti detto, il produttore o l'importatore devono informare le autorità responsabili al momento di immettere sul mercato un prodotto che presenta un'indicazione nutrizionale. Spetterà a queste emettere eventuali obiezioni o pronunciarsi per un divieto di commercializzazione, entro un termine di nove mesi. L'esecutivo auspicava anche vietare esplicitamente talune indicazioni in materia di salute ma i deputati sono stati meno restrittivi. A loro parere, le indicazioni relative al peso (controllo del peso o dell'appetito, valore energetico, ecc.) e quelle che si riferiscono ai consigli di professionisti della salute potrebbero essere autorizzate se si rivelano scientificamente fondate. Viceversa, essi suggeriscono di introdurre una nuova disposizione che preveda il divieto di apporre indicazioni destinate direttamente ed esclusivamente ai bambini. Riguardo al campo d'applicazione del regolamento, i deputati propongono di escludere esplicitamente il vino e le campagne di promozione dei prodotti agricoli, già coperti da altre disposizioni comunitarie, così come i marchi commerciali. Così, la nuova normativa non riguarderebbe le marche che, con il loro stesso nome, evocano un'indicazione nutrizionale, a condizione che siano state depositate in conformità alla legislazione vigente. I deputati, infine, hanno adottato un emendamento che rafforza la protezione dei dati. Un produttore che dovesse essere portato a svelare dei segreti di fabbricazione per soddisfare alle esigenze scientifiche, sarà pertanto coperto dal diritto di proprietà intellettuale. Inoltre, le piccole e medie imprese non dovrebbero risultare penalizzate dal nuovo sistema. La relazione, quindi, chiede che siano a loro destinati aiuti particolari per la preparazione dei dossier.  
     
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