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Notiziario Marketpress di Giovedì 26 Maggio 2005
 
   
  Web alimentazione e benessere  
  SÌ ALL'AGGIUNTA DI VITAMINE, MA NON A FRUTTA E VERDURA  
   
  Il Parlamento è chiamato a pronunciarsi, in prima lettura della procedura di codecisione, in merito alla proposta di regolamento sull'aggiunta di vitamine e minerali e di talune altre sostanze agli alimenti che mira ad armonizzare le diverse norme esistenti negli Stati membri per permettere la libera circolazione delle derrate alimentari «fortificate». La proposta stila un elenco delle vitamine, dei minerali e di altre sostanze che sono approvati e l'etichetta indicherà ai consumatori quali nutrienti sono stati aggiunti agli alimenti. I loro tenori minimi e massimi saranno fissati sulla base di pareri scientifici. Adottando la relazione di Karin Scheele (Pse, At) la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare approva la proposta dell'Esecutivo ma propone alla Plenaria 46 emendamenti volti principalmente a chiarirne le disposizioni. I deputati, infatti, non modificano nella sostanza l'allegato che elenca più di 100 vitamine e minerali che possono essere aggiunti agli elementi e lasciano integro il divieto di aggiunta di tale sostanze ai prodotti freschi non trattati come gli ortofrutticoli, le carni e i pesci, così come alle bevande contenenti un volume alcolico superiore all'1,2%. A quest'ultimo proposito, tuttavia, precisano che tale divieto si applica agli alimenti e non solo alle bevande. A giustificazione di tale proposta, i deputati forniscono l'esempio «insidioso» dell'aggiunta di alcol ai gelati, «che per di più sono venduti ai bambini». Altri divieti potranno essere introdotti, «nel caso sussista un rischio per la salute pubblica». Inoltre, introducono una deroga per i prodotti ai quali tradizionalmente si aggiungono tali sostanze, come il vino tonico britannico, a condizione che non siano fornite indicazioni nutrizionali o sulla salute e prevedendo dei limiti quantitativi. Analoga deroga è prevista per le sostanze utilizzate come marcatori chimici nelle bevande alcoliche al fine di poterne verificare l'autenticità. Contrariamente a quanto hanno fatto nel caso del regolamento sulle indicazioni nutrizionali, i deputati non hanno eliminato l'obbligo di etichettatura ma hanno introdotto talune precisazioni alla proposta della Commissione. Più in particolare, prevedono l'obbligo per il produttore di indicare la quantità da esso raccomandata per il consumo giornaliero e un'avvertenza a non superare tale dose. D'altra parte, alla Commissione è chiesto di fissare «rapidamente» le dosi giornaliere raccomandate per tutte le vitamine e i minerali considerati nell'allegato del regolamento. Background Vitamine e sostanze minerali possono essere aggiunte alle derrate alimentari per tre principali ragioni: per sostituire parte dei valori nutrizionali andati persi nel corso della fabbricazione o dello stoccaggio di un prodotto, come il ferro aggiunto alla farina; per somigliare maggiormente ai prodotti che i succedanei intendono sostituire, come le vitamine A e D aggiunte alle margarine per raggiungere tenori equivalenti a quelli del burro; per rafforzare o arricchire un alimento, come l'apporto di calcio supplementare in taluni succhi di frutta. Con il cambiamento delle abitudini alimentari non è raro il caso che queste aggiunte rappresentino una parte importante della dose giornaliera raccomandata per queste sostanze. Ad esempio, si stima che nei paesi in cui sono aggiunte le vitamine A e D nelle margarine, queste contribuiscono, rispettivamente, al 20% e al 30% delle dosi raccomandate. D'altra parte, se le vitamine e i minerali contribuiscono ad un'alimentazione sana, il loro consumo eccessivo può risultare nocivo. Troppa vitamina A, ad esempio, è sconsigliata alle donne incinte o alle persone che soffrono di una malattia del fegato.  
     
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