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Notiziario Marketpress di Giovedì 08 Aprile 2004
 
   
  Web alimentazione e benessere  
  L’ECCELLENZA DI RUSTICHELLA D’ABRUZZO, LA PASTA ORIGINALE CARATTERIZZATA DA SEMOLA DI GRANO DURO DI QUALITÀ, TRAFILE DI BRONZO E BASSA TEMPERATURA DI ESSICCAZIONE  
   
  L’azienda fu fondata da Gaetano Sergiacomo nel 1924 quando primo di sette fratelli mugnai decise di iniziare la produzione di pasta a Penne, in provincia di Pescara. L’attività si sviluppò gradatamente negli anni conservando comunque fino al 1980 (anno del cambio del nome in Rustichella d’Abruzzo) una lavorazione artigianale. Fino ad oggi semola di grano duro di qualità, trafile di bronzo e bassa temperatura di essiccazione sono gli elementi che da sempre contribuiscono ad ottenere un prodotto ruvido e saporito. Ruvido in quanto l’estrusione con trafile di bronzo rendono ruvida la pasta tale da trattenere bene il condimento; Saporito perché durante la lunga essiccazione fino a 56 ore a 35 gradi si manifesta un processo di fermentazione che conferisce un particolare sapore alla pasta. L’invito ai clienti è spesso quello di gustare anche con un filo d’olio extra vergine di oliva la pasta Rustichella d’Abruzzo. Dal 1980 ad oggi i passi fatti sono stati tanti. All’inizio degli anni 80 si pensò che il prodotto artigianale non poteva che essere destinato ad un pubblico di buongustai e quindi negozi specializzati e salumerie. Da allora Rustichella d’Abruzzo é presente in questa nicchia di mercato e quindi in completa assenza nella grande distribuzione o supermercati. Alle paste classiche (spaghetti, linguine, penne ecc...) prodotte con semola di grano duro ed integrale nel 1984 si aggiunsero pasta al peperoncino, funghi porcini, nero di seppia ed altri sapori e man mano che si andava avanti si cercava di anticipare le tendenze del momento: la pasta di Farro nel 1991 divenne la novità dell’anno in Italia mentre il distributore di San Francisco terminava le scorte di pasta di farro due ore dopo l’uscita di un articolo sul farro nel New York Times. In America la conoscono come la pasta più artigianale del mondo. In una cena importante alla Casa Bianca hanno chiesto le orecchiette. Si é aggiunta quindi una linea di formati tipici regionali come i paccheri, i cavatelli, i garganelli, le sagne incannulate, e dal 1998 la linea Biologica che oggi rappresenta il 10% del fatturato totale dell’azienda. Per la parte della pasta all’uovo sia per questioni di territorio che per tradizione l’incidenza di questo prodotto non è forte rispetto al fatturato. Nel periodo passato la produzione di pasta all’uovo veniva fatta nello stabilimento 2 o 3 volte l’anno. A Natale e Pasqua la pasta era un prodotto d’elite che spesse volte veniva regalato (in conf. Da Kg 5) oppure durante l’estate quando venivano i turisti a comprare la pasta e per complemento acquistavano anche quella all’uovo. Contrariamente ai pastifici romagnoli che producevano la pasta all’uovo sotto forma di nidi o matasse, Rustichella aggiungeva le uova fresche alla normale produzione di chitarra o spaghetti. La vendita veniva fatta in confezioni da Kg 5 sfusa in cartoni perché la realizzazione di una confezione da gr 500, come le altre, non era ben remunerata dai volumi produttivi. Oggi il mercato richiede la matassa e Rustichella offre questo utilizzando sempre un procedimento artigianale. La produzione è relalizzata con una quantità superiore di uova, circa 6/7 uova per Kg di semola, rispetto a molti produttori che in linea con la legge Italiana impiegano 4 uova per Kg di semola. La differenza delle uova unita a bassa temperatura di essiccazione e semola di grano duro ottima contribuiscono a dare maggior compattezza e sapore alla pasta oltre ad una crescita di volume in fase di cottura. Esiste anche una linea chiamata “gli stesi a Mano” dove le uova impiegate per Kg di semola di grano duro sono 10 senza utilizzare acqua per l’impasto. La cottura è di circa 2 minuti. Questo è un po’ il quadro pastario dell’azienda, che si serve in sinergia di altri prodotti eccellenti: l’olio extra vergine di oliva, sugo pomodoro e basilico, pesto genovese: prodotto a Sanremo nella zona tipica. Nonostante i due anni di scadenza il pesto è fresco non pastorizzato e viene realizzato attraverso un brevettato processo per la lavorazione del basilico. Tutta la gamma è sotto il marchio Rustichella d’Abruzzo Il fatturato aziendale, in crescita nel 2002 del 10% rispetto al 2001, è di circa 5.5 milioni di euro di cui il 65% realizzato all’estero in circa 40 paesi e con grande presenza negli Stati Uniti, Giappone e Germania. Nonostante una piccola flessione registrata nei mercati storici si nota in questo ultimo periodo un particolare interesse a questi prodotti da parte del mercato dell’Est Europa come Polonia e Repubblica Ceca, della Cina e di qualche paese asiatico come Tailandia e Malesia. Come per l’Italia anche all’estero i mercati di riferimento sono il punto specializzato e la ristorazione qualificata supportati da azioni mirate: degustazioni al punto vendita mediante un assaggio gratuito di pasta; serate a tema all’interno di ristoranti dove vengono spiegate ad un pubblico vasto le peculiarità del prodotto ed i metodi di lavorazione. Soprattutto si mette in risalto le differenze tra la struttura industriale che utilizza trafile di teflon (prodotto liscio) ed essiccazione ad alta temperatura (prodotto marmoreo e senza sapore) e quella di Rustichella  
     
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