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Notiziario Marketpress di
Giovedì 08 Aprile 2004
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LA LINGUA DELL’OSPITALITA’ LUNEDI’ 19 APRILE, QUINTO APPUNTAMENTO CON IL CICLO DI INCONTRI SUI POETI EUROPEI DEL ‘900 A CURA DI GIOVANNI RABONI
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E’giunto all’ Xi edizione il ciclo di incontri dedicati ai Poeti europei del ‘900 a cura di Giovanni Raboni, che quest’anno esplora la poesia come specchio di una geografia linguistica “meticcia” che l’imponente emigrazione dal sud al nord del mondo, dalle zone del sottosviluppo a quelle del benessere va disegnando in questi anni in maniera sempre più sensibile. L’iniziativa prende il titolo di “La lingua dell’ospitalità. Sette incontri per l’altrove e il futuro” e si snoda da febbraio a maggio 2004, in sette incontri realizzati con la collaborazione dell’Aicem (Associazione Istituti di Cultura Europei Milano). Spiega Raboni: “Abbiamo pensato di dedicare il nostro nuovo ciclo di letture poetiche ad alcuni autori che, arrivati più o meno di recente in Europa da altre parti del mondo, hanno ‘scelto’ di esprimersi in una delle nostre lingue. A ciascuno di essi abbiamo inoltre chiesto di indicare quale poeta della lingua ospite (nella doppia accezione, attiva e passiva, di questa parola meravigliosamente ambigua) li abbia più aiutati o influenzati o ispirati nel corso del loro viaggio al tempo stesso reale e metaforico dall’estraneità all’integrazione,da un’identità originaria a un’identità multipla, dall’altrove al futuro. Voci note e meno note della poesia europea del ‘900 si intrecceranno sul palcoscenico del Teatro Studio, dove leggeranno le proprie poesie Vénus Khoury-ghata, Doron Rabinovici, Gëzim Hajdari, Dubravko Pušek, Fabio Morábito, Moniza Alvi, Renan Demirkan, introducendo i versi dei loro “poeti guida” come Yves Bonnefoy, Robert Schindel, Dino Campana, Tommaso Landolfi, Ocatovio Paz, Stenie Smith, Erich Fried. Le letture di questi ultimi poeti sono affidate a cinque grandi attori italiani: Warner Bentivegna, Massimo Popolizio, Antonio Zanoletti, Serra Yilmaz, Fausto Russo Alesi. Il quarto appuntamento è in programma per lunedì 19 aprile al Teatro Studio, alle 17.30, con Fabio Morábito, originario di Alessandria d’Egitto, ma trasferito in Messico dall’età di quindici anni, che leggerà i propri versi e introdurrà l’opera di Octavio Paz, letto da Antonio Zanoletti. Fabio Morábito Poeta, saggista e narratore, nasce ad Alessandria d'Egitto nel 1955 da genitori italiani. Trascorre l'infanzia a Milano per poi, all'età di quindici anni, trasferirsi in Messico con la famiglia. Qui inizia la sua attività letteraria, scegliendo di scrivere in lingua spagnola. Attualmente lavora come ricercatore presso l'Istituto di Ricerca Filologica dell'Università Nazionale Autonoma del Messico. Tra le sue raccolte di poesie, ricordiamo Lotes baldíos (1985, Premio Carlos Pellicer), De lunes todo el año (1992, Premio de poesía Aguascalientes), Ocho poemas (1997), El buscador de sombra (1997), Antología, prefazione di Noé Cárdenas (edita nel 2000 e compresa nella Serie "Voz Viva de México"), Alguien de lava (2002). La vida ordenada (2000) è il suo lavoro più recente in prosa. Ha tradotto poesie, favole, racconti e saggi dall'italiano allo spagnolo. La sua ultima traduzione è l'Aminta di Torquato Tasso, pubblicata nella raccolta Nuestros Clásicos della Unam. Lavora attualmente alla traduzione dell'opera omnia di Eugenio Montale. Molti dei suoi libri sono stati tradotti in tedesco, inglese, francese e italiano. Octavio Paz Premio Nobel per la letteratura nel 1990, figura di rilievo del mondo culturale ispanoamericano contemporaneo, è scomparso nel 1998 all'età di ottantaquattro anni. Originario di Città del Messico, ha diretto numerose riviste letterarie ed è stato docente universitario. La sua poetica, tesa a concepire la poesia come atto di liberazione e autoliberazione, risente dell'influenza del surrealismo francese, dell'ambiente artistico messicano anni Trenta, ma anche di una profonda apertura alla cultura di altri Paesi. Il volume Libertà sulla parola (1949 e 1958) raccoglie tutte le sue opere in versi a partire dal 1937. Successivamente pubblica, tra l'altro, Pietra di sole (1957), Salamandra (1962), Versante Est (1969), l'antologia personale Il fuoco di ogni giorno (1976), Albero dentro (1987). Nel campo della saggistica, sono da ricordare Il labirinto della solitudine (1950), riflessione sull'identità messicana, e L'arco e la lira (1956), scritto dopo l'incontro con la cultura orientale, in seguito a un viaggio in Giappone e in India. Tra i suoi ultimi lavori vi sono La duplice fiamma. Amore ed erotismo (1993) e Visioni dell'India (1995).
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