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Notiziario Marketpress di Venerdì 16 Aprile 2004
 
   
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  MILANO CAPITALE DEL DESIGN  
   
  Milano, 16 aprile 2004 - Ammontano a circa cinque miliardi di euro le esportazioni milanesi nel comparto del design e rappresentano il 14% del totale manifatturiero. Milano si conferma leader del settore, vanta, infatti, con oltre 13 mila imprese, il 37% del settore sul totale lombardo e il 6,4% sul totale italiano. Ma anche 65 mila addetti (16% del totale manifatturiero). Ma chi sono i rappresentanti del design milanese e lombardo? Sono piccole e medie imprese. Nei settori dell’arredamento (40%), dell’illuminazione (19%) e dei prodotti in metallo (19%), fortemente orientate al “settore casa” (maniglierie e rubinetterie, pentolame, posateria, accessori per la tavola). E sempre specialiste in export (52% sul totale del proprio fatturato) verso i mercati esteri (il 32% nei paesi europei e il 20% nei paesi extraeuropei). Che vantaggi offre il design? Non solo estetico (83%), ma anche di prezzo (71%), innovazione (77%), razionalizzazione del processo produttivo (66%), prestazioni tecniche del prodotto (71%), facilità di comunicare il prodotto (58%) e adattarlo al contesto socio – culturale (58%). I dati emergono da una ricerca del servizio studi della Camera di Commercio di Milano nel 2003. Se ne è parlato oggi all’incontro sul design in Camera di Commercio con Adolfo Urso, vice ministro alle Attività produttive con delega al Commercio estero. Un incontro organizzato dal Focus Design - Osservatorio sul sistema del design, promosso dalla Camera di Commercio di Milano e dal Politecnico di Milano per valorizzare l’identità cittadina e territoriale. La competitività del made in Italy punta sul design e parte proprio da Milano. Dell’osservatorio fanno parte, oltre ai promotori, l’Unione Artigiani, l’Adi (Associazione per il Disegno Industriale), la Triennale di Milano, la Federlegno, Assolombarda, la Regione Lombardia, l’Api Milano. “Il design milanese e lombardo - ha dichiarato Pier Andrea Chevallard, segretario generale della Camera di Commercio di Milano - rappresenta un elemento di eccellenza che porta le nostre imprese ad essere conosciute in tutto il mondo. Un settore sempre più importante, capace di coniugare creatività, innovazione e tecnologia, in una realtà competitiva. E il Focus Design - Osservatorio del Design, può aiutare a promuovere questo comparto. Creando un luogo di incontro e di collaborazione progettuale tra i diversi attori (imprese, istituzioni, professionisti) interessati alla promozione del design quale leva strategica dello sviluppo locale”. Le imprese del design Imprese Il design milanese con 13.281 aziende rappresenta il 36,9% del totale lombardo e il 6,4% di quello italiano. Al primo posto (18%) le industrie di legno, con oltre 2 mila imprese in valore assoluto, esclusi i mobili realizzati in paglia. Seguono le industrie tessili (14%), le imprese per la fabbricazione di articoli in cuoio e da viaggio e la fabbricazione di mobili (10%). Fabbricazione di sedie e sedili (8%). Fanalini di coda i mobili per uffici e negozi e i mobili per cucina. Addetti Gli addetti del settore del design a Milano (oltre 65 mila, calcolati in valore assoluto) rappresentano il 16% del totale del settore manifatturiero. In testa le industrie tessili, dove si concentra il 35%, al secondo posto l’abbigliamento (17%). Seguono le industrie di articoli di legno (11%), la fabbricazione di mobili (10%), gli articoli di cuoio e da viaggio (9%). Meno presenti nella fabbricazione di mobili per uffici e negozi (3%), e mobili da cucina. Import-export Milano esporta design nel mondo per un valore di oltre 5 miliardi di euro (14% del totale di export manifatturiero), in confronto a un import del 6% (3 miliardi e mezzo di euro). Sono i prodotti delle industrie tessili e dell’abbigliamento (61% del totale)a trainare le esportazioni del settore. Elevate anche le esportazioni nel design di mobili (19%), per un valore di oltre 900 milioni di euro. Seguono i prodotti in cuoio e pelle (12%), gli apparecchi di illuminazione e lampade elettriche (7%), prodotti in legno (2%). I settori. Il 40% delle imprese lavora il legno per l’arredo, il 19% opera nel settore dell’illuminazione, il 19% nella fabbricazione di prodotti in metallo, l’8% produce elettrodomestici, il 5% nell’abbigliamento, un altro 5% nei mezzi di trasporto e il 4% nelle calzature. L’81% di queste imprese produce beni finali di consumo, il 15% beni intermedi (parti di una filiera produttiva più ampia) e il 4% produce beni strumentali (beni che servono a loro volta a produrre altri beni). La ripartizione del fatturato. Il 52% del fatturato proviene dalle esportazioni (il 32% nei paesi europei e il 20% nei paesi extraeuropei), mentre il 48% dal mercato nazionale (il 4% dal quello italiano e il 4% da quello locale e regionale). Imprese e Design Il design: come lo intendono le imprese. La maggior parte delle imprese considera il design come progettazione del prodotto industriale in tutti i suoi aspetti (51% delle preferenze) oppure solo dell’aspetto formale del prodotto (48%). Per il 31% si tratta invece della progettazione degli aspetti funzionali e prestazionali del prodotto, per il 22% della progettazione dei prodotti comunicativi. Mentre per il 20% il design è la progettazione orientata al miglioramento dei processi produttivi e all’inserimento di nuove tecnologie e per il 17% prevede la partecipazione alla progettazione di strategie aziendali di medio-lungo termine, compresa la progettazione del sistema prodotto (risposta multipla). Il design: come lo usano le imprese. Il design si conferma uno strumento molto utile soprattutto per l’estetica del prodotto (83% delle risposte) e per stare al passo con le dinamiche del mercato e le tendenze dei prodotti (72%). È però anche una componente presente in tutti gli ambiti aziendali (67%) e utile alla razionalizzazione produttiva (66%) o alle tecnologie produttive (64%) (risposta multipla). Design e competitività delle imprese. Nel complesso l’86% delle imprese interpellate ritiene che il design sia un fattore importante per la propria competitività. Il contributo del design rispetto alle principali dimensioni competitive dell’azienda si fa sentire soprattutto per la capacità di generare innovazione (77%), per la sua influenza sul prezzo del prodotto (71%) e sulle sue prestazioni tecniche (71%). Un buon design inoltre aiuta a far ritenere più personalizzato il prodotto finale (67%), favorisce i tempi di sviluppo del prodotto (58%), interviene sul contenuto della comunicazione (58%) e favorisce il posizionamento del prodotto nella società e nel contesto culturale (58%). Più distaccata l’importanza del design nei confronti del grado di eco-efficienza (51%) e per il contenuto di servizio associato (43%) (risposta multipla). Il design e il suo contributo nel processo di sviluppo di nuovi prodotti Il contributo del designer nello sviluppo dei nuovi prodotti. Il contributo più importante è senz’altro quello rivestito dall’imprenditore stesso (70%). Assai importante nelle fasi di start up di un nuovo prodotto è anche la figura del designer, il più delle volte intesa come funzione esterna all’ambito aziendale (43%), piuttosto che interna (29%). Seguono in ordine di importanza l’ufficio tecnico (54% interno, 5% esterno), la funzione commerciale (43% interno, 2% esterno), la funzione marketing e quella produzione (entrambe con 36% interno, 6% esterno), il modellista (19% interno, 15% esterno), lo stampista (7% interno, 24% esterno), la funzione acquisti (28% interno), il top manager (24% interno, 1% esterno), il fornitore delle lavorazioni (4% interno, 22% esterno) e il fornitore dei materiali (1% interno, 18% esterno) (risposta multipla). Soggetti innovativi e fasi produttive. Mentre l’imprenditore è presente in modo sostanziale in ogni fase del processo di produzione (57% delle preferenze nella fase di concept; 43% nella fase di sviluppo; 43% nella fase di implementazione), il contributo maggiore del designer si ha nel concept del prodotto (30%; 17% nella fase di sviluppo e 7% in quella di implementazione). Viene invece affidata ai tecnici progettisti la fase di implementazione (29%; 24% nella fase di sviluppo e 16% in quella di concept) e ai project manager la fase di sviluppo (25%; 21% per la fase di implementazione e 15% in quella di concept). (risposta multipla).  
     
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