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Notiziario Marketpress di Mercoledì 28 Aprile 2004
 
   
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  AZIONI DI ALLARGAMENTO INTRAPRESE DA CCR, "UN'ESPERIENZA ASSOLUTAMENTE POSITIVA" PER I RICERCATORI SLOVACCHI  
   
  Bruxelles, 28 aprile 2004 - Dall'avvio del V Programma Quadro (V Pq) nel 1998, il Centro Comune di Ricerca (Ccr) della Commissione si è impegnato attivamente nel sostenere il processo di allargamento. La cosiddetta "Azione di allargamento" del Ccr è stata ideata allo scopo di realizzare una serie di reti in tutta Europa e d'incrementare la partecipazione dei paesi dell'Est alle attività di ricerca e sviluppo (R&s) a livello comunitario. Nell'ambito del programma quadro dell'azione di allargamento è stato deciso che, ogni anno, progetti specifici avrebbero ricevuto finanziamenti aggiuntivi al fine di sostenere il processo di allargamento. Gli interessati alla gara provenienti dai dieci paesi candidati potranno partecipare ai progetti in qualità di "studiosi in visita" a breve termine, al fine d'incrementare il trasferimento delle conoscenze fra l'Unione europea e i paesi candidati. Il Dr Marcel Súri è stato uno dei primi esperti a partecipare al piano. E' uno studioso slovacco con un dottorato in geografia e geoinformazione, giunto all'Istituto Ambientale del Ccr a Ispra, Italia, per lavorare al progetto "Ambiente e risorse di energia solare nell'Unione europea". Il Dr Súri ha affermato che, la prima volta che giunse ad Ispra nel settembre 2001, nell'istituto c'erano altri quattro studiosi provenienti da paesi candidati. Attualmente, solo Ispra ne ospita 46 , per un totale di 84 se si considerano anche gli altri istituti e la Direzione Generale del Ccr. "Le opportunità offerte dal Ccr sono estremamente apprezzate, in quanto offrono agli studiosi in visita di realizzare ricerche pratiche a livello comunitario", ha spiegato il Dr Súri in un'intervista a Cordis News. "I paesi dell'Est risentono spesso della mancanza di investimenti e finanziamenti. Molti progetti non possono essere realizzati appieno e, di conseguenza, i ricercatori tendono sempre più ad orientarsi verso la teoria. L'azione di allargamento, quindi, fornisce agli studiosi in visita l'opportunità di porre in pratica la teoria appresa nei loro paesi". In merito alla sua esperienza personale, il Dr Súri ha affermato: "Per me, l'azione di allargamento si è rivelata un'esperienza assolutamente positiva. Il progetto su cui sto lavorando è chiaro e ben definito, e ho ricevuto un supporto significativo dai miei supervisori". Ha spiegato di essere stato davvero lieto di ricevere tale sostegno, anche se dapprima gli era parso strano guardare ad ogni questione secondo una prospettiva europea e non da un punto di vista nazionale, com'era abituato a fare. Tutto ciò, associato al fatto di lavorare in un contesto multiculturale parlando inglese, poteva generare confusione, ma il Dr Súri ha accolto la sfida e vi si è immerso come un pesce nell'acqua. Per il Dr Súri, il piano si è rivelato un'esperienza talmente positiva che, quando i suoi due primi anni di contratto sono giunti al termine in settembre 2003, ha richiesto di poter rimanere un altro anno ancora e, attualmente, spera gli venga offerto un contratto permanente. Un aspetto del suo lavoro che lo rende particolarmente fiero è percepire l'impatto significativo delle sue ricerche sulle normative. Ad esempio, in Italia il governo ha intenzione di modificare la legislazione del paese al fine di riflettere i risultati del progetto. "E' bene occuparsi di ricerca applicata in opposizione alla ricerca di base ai fine di un cambiamento", ha dichiarato. Prima, il suo lavoro non era così vicino alla politica. Ora, le sue attività di ricerca sono usate per definire gli approcci politici ai fini dell'energia sostenibile. "Rendere il proprio lavoro comprensibile ai politici e ai legislatori è una sfida interessante", ha affermato. Inoltre, dalle sue ricerche può trarne beneficio anche il suo paese stesso. In Slovacchia si stanno svolgendo discussioni pratiche che hanno come obiettivo l'implementazione di energie rinnovabili e il Dr Súri è coinvolto in prima persona nel processo, fornendo informazioni, dati e consigli. Chiedendogli in che modo fosse cambiata la ricerca slovacca in tale settore negli ultimi anni, egli ha spiegato che, nei primi anni '90, le scienze ambientali in Slovacchia erano: "principalmente orientate verso la ricerca di base a livello regionale o nazionale". "A presente, si comincia a intravedere una forte tendenza alla ricerca applicata in settori più attinenti ad un contesto europeo o mondiale: cambiamento globale, sviluppo sostenibile, trasformazione socioeconomica, sviluppo regionale e società dell'informazione". In generale, ha aggiunto, tali tematiche sono complesse e presentano un fortecarattere nazionale che deve essere superato per mezzo di una sinergia a livello internazionale. Pertanto, "molte istituzioni slovacche hanno oramai adottato una politica di collaborazione sistematica coi i rispettivi paesi membri dell'Unione europea, nonché con gli Stati Uniti e il Giappone". In merito alle relazioni con l'Unione europea, il Dr Súri ha spiegato che "gli strumenti più importanti per sostenere la collaborazione sono programmi quali Phare, Tempus, V Pq, ecc. Attualmente, il sesto Programma Quadro [Vi Pq] è considerato, in Slovacchia, lo strumento principale per ottenere una totale integrazione delle nostre attività di ricerca". Ora il Dr Súri guarda al futuro e si chiede cosa succederà una volta raggiunto l'allargamento auspicato per il 1° maggio. "L'allargamento offrirà nuove opportunità ai paesi candidati. In Slovacchia, molti lo temono e pensano che perderanno la loro stabilità economica; ma si sbagliano. L'allargamento ci fornisce nuove possibilità per dare sfogo alla nostra ambizione. Dobbiamo solo evitare di adagiarci troppo".  
     
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