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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 28 Aprile 2004
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IL LINGUAGGIO SEGRETO DELLE PICCOLE COSE |
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Ozzano Taro (Pr) 28 aprile 2004 – Nella cittadina in provincia di Parma è stato riaperto, dalla Provincia, il Museo Ettore Guatelli. Una collezione sublime di 60 mila oggetti del lavoro umano, disposti e assemblati come autentiche opere d’arte, e che ci racconta poeticamente la storia degli ultimi cinquant’anni del Novecento. Il 17 aprile 2004, dopo quattro anni di chiusura, ha riaperto i battenti il Museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro (a 18 km da Parma) ed è tornato a vivere il “Bosco delle Cose”, un fantastico, irripetibile luogo della memoria e delle emozioni. Nel granaio e nelle stanze dell’antica casa colonica, dove il grande maestro parmigiano nacque e abitò, sono esposti oltre 60mila oggetti della quotidianità, raccolti meticolosamente da Guatelli nel corso della sua vita come testimonianze – umili e grandiose al tempo stesso – dell’operosità umana. Scarpe, vetri, attrezzi da lavoro, strumenti musicali, giocattoli, orologi, barattoli: oggetti di ogni tipo assemblati e collocati scenograficamente alle pareti in composizioni inedite che ne fanno delle vere e proprie opere d’arte. E le avvicinano a certe correnti artistiche della modernità, dal dadaismo alle più recenti installazioni sceniche. Anche se lo stile estetico-documentario di Guatelli rivela sempre e comunque l’impronta degli ambienti da lui frequentati - quelli degli artigiani, dei raccoglitori, dei rottamai – e la straordinaria suggestione dei luoghi di lavoro. Nella casa-museo di Ozzano si trovano oggetti della vita contadina e di bottega del secolo scorso, ma anche della vita di strada di artisti girovaghi come gli Orsanti e Scimmiari, che animavano le piazze con loro fantastiche esibizioni. Oggetti che, per la loro usura, conservano tutta la forza espressiva della fatica di vivere, e pure la capacità evocativa del sogno. E’ la singolare poesia della quotidianità, un tesoro della memoria ora custodito e gestito dalla Fondazione Museo Ettore Guatelli, di cui fa parte la Provincia di Parma, che ha raccolto l’eredità dell’opera del maestro e ha promosso con grande convinzione la riapertura di questo spazio museale. Il “Bosco delle Cose” non è un semplice museo didattico, nel senso più convenzionale del termine, ma si propone come una sorta di “cantiere aperto”, ricco di iniziative che si affiancano alla visita vera e propria. Così, in collaborazione con i Parchi Regionali dei Boschi di Carrega e del Taro, offre una serie di entusiasmanti percorsi e laboratori che uniscono alle meraviglie della natura la bellezza della creatività umana. Appuntamenti mensili domenicali che vanno dalla cura della terra all’arte di fare il pane o il Parmigiano-reggiano, dalla filatura alla impagliatura delle seggiole, dai laboratori sulla cardatura fino alla preparazione del mosto e del sugo d’uva. E, specificatamente per i bambini, antichi giochi contadini, tra l’utile e il dilettevole nello spirito di Ettore Guatelli, spettacoli di burattini e tante combinazioni di itinerari fra Museo, Parchi e Aziende agricole nell’ambito del progetto regionale “Fattorie Aperte”, per avvicinare i più piccoli, attraverso il gioco e il divertimento, al mondo della natura e della campagna. Infolink: www.Museoguatelli.it
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