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Notiziario Marketpress di
Giovedì 29 Aprile 2004
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UNA MAGGIORE MOBILITÀ E UN MAGGIORE ACCESSO AI FONDI STRUTTURALI DOVREBBERO INCREMENTARE LA RICERCA DOPO IL 1 MAGGIO, AFFERMA IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO ESTONE
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Bruxelles, 29 aprile 2004 - Molti politici nei paesi aderenti alla Ue dell'Europa centrale e orientale riconoscono con orgoglio di avere sacche di eccellenza in tema di ricerca nei propri paesi e di avere compiuto grandi progressi dalla caduta del comunismo. Tuttavia, molti di questi stessi politici non sono tanto orgogliosi da non ammettere di avere ancora bisogno di aiuto da parte dei loro vicini nei più vecchi Stati Membri. Ene Ergma, Presidente del Parlamento estone e scienziata, è una di questi politici. Ha parlato a Cordis News il 26 aprile dei problemi che tuttora assillano la ricerca estone e delle sue speranze per il futuro dopo l'allargamento. "Tutti i paesi aderenti hanno lo stesso problema," ha affermato la Professoressa Ergma. "Il problema principale è l'infrastruttura. I nostri stipendi sono molto più bassi di quelli dei vecchi Stati Membri, ma anche il costo della vita è inferiore. Però se si vuole acquistare qualcosa, ad esempio un'apparecchiatura o alcuni dispositivi, occorre la stessa quantità di denaro e questo è un problema enorme." Ha sottolineato poi il fatto che l'Estonia ha ormai lo stesso tenore di vita degli Stati Membri occidentali. Ma se ritorniamo con la mente alla situazione in Estonia, e ad altri paesi ad est della cortina di ferro, subito dopo il crollo del Muro di Berlino, è chiaro che si sono compiuti passi avanti enormi. "La situazione era alquanto scadente nell'Unione Sovietica e dieci anni dopo la liberazione tutta la nostra infrastruttura non è certo in condizioni ottimali," ha affermato la Professoressa Ergma. Ma le prospettive sono positive: "Speriamo di lanciare un programma per le infrastrutture il prossimo anno. Per noi il denaro necessario è tanto, ma per coloro che sono fuori dell'Estonia non è poi così tanto." Il bilancio per la ricerca dell'Estonia è attualmente pari a tre miliardi di euro, ha spiegato la Professoressa Ergma. Secondo i "dati chiave" della Commissione, la spesa per la ricerca nel 2001 ha rappresentato lo 0,79 percento del Pil, anche se l'Estonia ha avuto il tasso di crescita più elevato per la spesa nella ricerca tra il 1997 e il 2001, rispetto a tutti i paesi aderenti e a tutti gli Stati Membri eccetto uno (la Grecia). Ecco perché la Professoressa Ergma vorrebbe vedere l'Estonia e gli altri paesi aderenti beneficiare dei Fondi Strutturali della Ue, tradizionalmente impiegati come strumenti finanziari della politica di coesione dell'Unione Europea. Ritiene questa opzione stimolante e insiste sul fatto che, per essere competitivo, lo Spazio Europeo della Ricerca (Ser) richiede maggiori investimenti. L'estonia non si aspetta tuttavia che l'allargamento risolva tutti i suoi problemi. Il prossimo anno, il governo introdurrà una serie di nuovi strumenti finalizzati a rafforzare la base di ricerca del paese. Le iniziative prevedono la costituzione di nuovi centri per la ricerca industriale e la tecnologia, scuole di specializzazione post-laurea, un nuovo sistema di sussidi e un programma per l'invio degli studenti all'estero. "Penso che queste misure miglioreranno la nostra ricerca e sviluppo," ha affermato la Professoressa Ergma. Oltre all'infrastruttura, l'Estonia sta cercando di affrontare le altre sfide individuate che hanno un impatto sulla ricerca. Uno dei maggiori problemi per il paese, secondo la Professoressa Ergma, è la mancanza di interesse verso le materie scientifiche tra gli studenti. La maggior parte attualmente preferisce una laurea in legge, economia aziendale e affari sociali. La Professoressa Ergma ritiene inoltre prioritario un aumento del numero di donne che si occupano di scienza. Un altro problema, per nulla esclusivo dell'Estonia, è la mancanza di investimenti privati nella ricerca e sviluppo (R&s). "Il settore privato non è tuttora interessato a investire nella R&s e non sono ottimista sulla possibilità che le cose cambino rapidamente," ha aggiunto la Professoressa Ergma. L'ultima grande sfida individuata dalla Presidente del Parlamento è il fatto che "I giovani ricercatori trascorrono troppo tempo all'estero." La fuga dei cervelli può essere esacerbata dall'allargamento, ritiene la Professoressa Ergma, ma si augura anche che i finanziamenti Ue, associati al Ser emergente, ridurranno il fenomeno. "L'allargamento offrirà ai nostri giovani la possibilità di uscire e stare fuori dal paese, ma abbiamo bisogno che ritornino, ecco perché parlo di infrastrutture. Non si può chiedere ai giovani di ritornare per lavorare in vecchi laboratori, con apparecchiature vecchie e altre strutture obsolete. I giovani vogliono le condizioni migliori ed è del tutto comprensibile. Speriamo che all'interno dello Spazio Europeo della Ricerca si riesca a gestire questo aspetto nel modo giusto." Incoraggiare gli estoni a restare a casa potrebbe non essere un compito così difficile. Il paese sta già avendo buoni risultati in aree quali la tecnologie dell'informazione (Ti), l'Estonia ha attualmente il tasso di connettività Internet pro capite più alto del mondo. "L'estonia ha svolto un lavoro davvero immane. Usiamo la Ti nella nostra vita quotidiana," ha spiegato la Professoressa Ergma a Cordis News. Sottolinea altri punti di forza, quali la biotecnologia, la tecnologia genetica e la scienza dei materiali, ma è anche realistica rispetto alla capacità del proprio paese di conseguire risultati altissimi in tutti i campi. "L'estonia non può riuscire bene in tutto, ecco perché ora dobbiamo produrre degli specialisti," ha affermato. Parte della comunità della ricerca europea è consapevole dei punti di forza dell'Estonia già da tempo. Il paese è stato rappresentato in circa 175 progetti di ricerca durante il Quinto Programma Quadro (Pq5) della Commissione e ne ha coordinati 23. I risultati iniziali dei primi inviti a presentare proposte del Pq6, nel frattempo, indicano che l'Estonia probabilmente aumenterà in misura significativa la propria partecipazione al Pq6. Infolink: http://www.Cordis.lu/estonia
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