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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 13 Luglio 2006
LA ‘PANCETTA’? SI MISURA CON LA RISONANZA MAGNETICA L’ISTITUTO DI FISIOLOGIA CLINICA DEL CNR DI PISA HA MESSO A PUNTO UN NUOVO STRUMENTO SOFTWARE PER LA MISURA AUTOMATICA DEL GRASSO VISCERALE. HIPPO FAT, QUESTO IL SUO NOME, VIENE ATTUALMENTE UTILIZZATO PRESSO CENTRI D’ECCELLENZA IN EUROPA, AMERICA E AUSTRALIA  
 
Il rischio associato all’eccesso di grasso corporeo non è collegato semplicemente alla quantità totale di grasso, ma in particolare alla quantità di grasso viscerale, cioè quello depositato attorno agli organi interni dell’addome. E’ quanto emerge dalle ultime ricerche mediche in materia, grazie alle quali si è potuto stimare, soprattutto attraverso la Tomografia Assiale Computerizzata (Tac) e la Risonanza Magnetica per Immagini (Mri), la quantità di grasso viscerale presente nell’organismo. Presso l’istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa è stato sviluppato uno strumento software chiamato Hippo Fat, che consente la misura automatica della distribuzione del grasso addominale in organi quali l’intestino, lo stomaco e la milza, tramite l’utilizzo di immagini Mri. “Lo strumento, unico fino ad oggi nel suo genere, permette di calcolare accuratamente e in maniera rapida la misurazione del grasso nel paziente, per poter valutare in modo efficace e riproducibile i fattori di rischio”, spiega l’ideatore del software, l’ing. Vincenzo Positano. “Negli ultimi due anni, oltre 100 pazienti sono stati esaminati con questa tecnica presso l’Istituto di Fisiologia Clinica di Pisa, nell’ambito di ricerche cliniche per la misura dei fattori di rischio nei disturbi metabolici, quali il diabete, e disturbi cardiovascolari”. Dopo la validazione clinica ricevuta dall’Ifc di Pisa, Hippo Fat è stato ora controllato indipendentemente, verificato ed approvato da un gruppo di ricerca statunitense, i cui risultati di valutazione sono stati pubblicati nei giorni scorsi sull’International Journal of Obesity, la rivista di riferimento a livello mondiale per lo studio dell’obesità. Hippo Fat è attualmente utilizzato presso numerosi centri d’eccellenza in Europa (Bielefeld, Germania; Stoccolma, Svezia), America (Albert, Canada; Jhu di Baltimora, Boston, Portland e l’Nhi di Bethesda negli Usa) e Australia (Sidney), per la validazione multi centro e multi scanner. “Ciò significa – conclude Positano - che Hippo Fat può essere utilizzato da qualsiasi macchina e in ogni parte del mondo”. .  
   
   
GENOMICA DEL LIEVITO : DAGLI STUDI SUL LIEVITO IN ARRIVO LA VINIFICAZIONE BIOTECNOLOGICA PRODURREMO UN OTTIMO VINO IN TEMPI RECORD  
 
Ridurre di un terzo il tempo di fermentazione necessario alla produzione del vino e apportare una vera rivoluzione nel campo dell’industria vinicola. E’ quanto potrebbe attuarsi a breve in base ai risultati che stanno emergendo dalle ricerche condotte da Carlo Bruschi sui meccanismi di controllo dei processi replicativi dei lieviti. Massimo esperto italiano di genomica del lievito e coordinatore nazionale della società scientifica italiana Zymi (Zestful Yeast Model system in Italy), Carlo Bruschi ha fatto parte del gruppo di esperti scientifici della delegazione del Ministero italiano delle politiche agricole e forestali che ha partecipato al 29° Congresso mondiale dell’organizzazione intergovernativa Oiv (Organizzazione Internazionale della Vigna e del vino), svoltosi nei giorni scorsi a Logroño (Spagna). In tale occasione Bruschi ha proposto di creare nell’ambito dell’Oiv una commissione dedicata agli studi sul lievito da vino, che ne promuova e divulghi i risultati raggiunti dalla ricerca internazionale in campo biotecnologico per un aggiornamento continuo degli operatori del settore e una ricaduta tecnologica immediata. «All’interno delle commissioni dell’Oiv c’è una mancanza rilevante per quanto riguarda l’approfondimento scientifico di uno dei momenti più importanti della produzione vinicola: la fase fermentativa del mosto» ha denunciato Bruschi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Genetica Molecolare del Lievito presso il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (Icgeb) di Trieste. «Conoscere meglio il ruolo svolto dai lieviti nella fermentazione e i meccanismi che regolano la loro riproduzione e l’aumento della loro densità nel mosto può risultare estremamente interessante per le aziende vinicole. Si potrebbe arrivare a incrementare la velocità del processo fermentativo dell’uva, ottenendo in minor tempo vini con immutate qualità organolettiche e meno esposti alle variazioni ambientali o a possibili contaminazioni microbiche». Recenti studi condotti dall’équipe di Bruschi hanno infatti permesso di comprendere i meccanismi biochimici che regolano la crescita numerica delle cellule fungine in un determinato ambiente. I lieviti crescono fino a raggiungere una certa densità tipica del substrato su cui si trovano, poi si fermano e conseguentemente bloccano anche la fermentazione. Un fenomeno simile è già noto nei batteri e viene chiamato quorum sensing. Il processo di crescita dei lieviti è regolato dalla presenza di alcuni alcoli che fungono da comunicatori tra cellula e cellula: per Saccharomyces cerevisiae, il più comune lievito da vino, si tratta del feniletanolo e del triptofolo. Imparare a dosare la presenza di questi alcoli all’interno del mosto, o utilizzare ceppi di lievito geneticamente adattati, significherebbe dunque poter controllare la densità finale delle cellule fungine e quindi la velocità di vinificazione nel processo produttivo. «Se oggi solitamente per ogni millilitro di mosto si hanno 100 milioni di cellule di Saccharomyces» spiega Carlo Bruschi «mettendo a punto queste tecniche biotecnologiche si potrebbe arrivare ad aumentarne di 100 volte la densità, raggiungendo i 10 miliardi di cellule di lievito per millilitro, e a ridurre di un terzo il tempo di fermentazione necessario alla produzione di vino. Questi nostri studi e altri che si stanno compiendo a livello internazionale potranno avere enormi ricadute economiche e permetteranno alle aziende vinicole di ottenere prodotti di inalterata qualità più rapidamente e a costi più bassi». .  
   
   
MDC E LEGAMBIENTE PRESENTANO TRUFFE A TAVOLA 2006 III° RAPPORTO SULLE FRODI ALIMENTARI IN ITALIA LA FRODE È SERVITA SUL PIATTO DEGLI ITALIANI: DAL TAGLIERINO IN UN SACCHETTO DI POP CORN ALLE COZZE “MADE IN CHINA” L’INDAGINE PIÙ COMPLETA SU TUTTA LA FILIERA ALIMENTARE  
 
Pesce scaduto da oltre sei anni, 1. 400 tonnellate di pomodoro infestato da insetti e parassiti, vermi nei piatti di riso destinati ai bambini di una scuola di infanzia e elementare. Lunga la lista degli “oggetti” indesiderati trovati nel cibo: un taglierino in un sacchetto di pop corn, un dente umano nell’impasto di una pizza, un chiodo in una confezione di pane per non parlare dei “resti di un piccolo animale” in una scatola di minestrone surgelato comprato a Torino. Allarme crescente anche per il cibo proveniente da Paesi in cui non ci sono i controlli sanitari europei, in particolare dalla Cina: “salango congelato” (pesce cinese) venduto come novellame nostrano; 200 kg di cozze e vongole senza etichetta sequestrate a Sanremo; 600 kg di zampe di pollo cinese e un veicolo della ditta “China Food S. R. L. ”, in provincia di Roma, contenente kg. 2. 300 di carni avicole, prodotti della pesca e verdure surgelate in cattivo stato di conservazione, pronti per essere consegnati ad altri esercizi commerciali. Ammontano a 37. 330 le ispezioni effettuate dai Carabinieri per la Sanità nel corso del 2005 nel settore alimentare. Sono 38 le persone arrestate e oltre 12. 800 quelle segnalate all’autorità giudiziaria ed amministrativa; 792 le strutture chiuse per motivi di salute pubblica e 419 quelle sequestrate. Molti anche i sequestri effettuati: 55. 612. 447 confezioni di prodotto per un valore di oltre 108milioni di euro. Non meno preoccupanti i numeri dell’Ispettorato Repressione Frodi: nel 2005 la struttura del Ministero delle Politiche agricole ha individuato 3. 751 operatori irregolari, pari al 15% del totale degli operatori controllati (24. 395), 1. 021 sono invece i prodotti non a norma. Circa 500 i sequestri effettuati dall’Ispettorato per un valore pari a oltre 9 milioni di euro, mentre in 436 casi è scattata la denuncia per reato e 3. 977 sono state le contestazioni amministrative. Più di un terzo delle notizie di reato (39%) deriva dagli Uffici periferici e dai laboratori del Sud. Segue il Centro con il 32% ed il Nord con il 20,4%. Ultime le isole con l’8,5% per un totale di 37 notizie di reato. E’ Truffe A Tavola 2006, il Iii rapporto sulle frodi alimentari in Italia realizzato dal Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente e presentato oggi a Roma nel corso di una conferenza stampa. Quest’anno Truffe a Tavola è ancora più ricco e più completo: lo studio si basa sui dati di tutti gli organi preposti alla tutela della salute dei consumatori nel settore alimentare dai Carabinieri della Sanità all’Ispettorato Centrale Repressione Frodi, dal Corpo Forestale ai Carabinieri Politiche Agricole alla Guardia Costiera. Nel rapporto per la prima volta anche le notifiche e le informazioni del sistema rapido di allerta comunitario. Altra novità il focus sulle emergenze e gli scandali più eclatanti del 2005: dal fenomeno emergente delle truffe alimentari provenienti dal mercato cinese allo scandalo del latte all’Itx poi sedato dall’Efsa (Agenzia europea sulla sicurezza alimentare), dalle uova marce vendute alle industrie per la trasformazione in merendine, pasta, gelati alle 58. 000 tonnellate di grano duro sequestrate a Bari contentini ocratossina, sostanza cancerogena. Scandali che spaventano non solo per i numeri ma soprattutto per la pericolosità della truffa: basti pensare che secondo una ricerca sui danni da ocratossina su 231 neomamme risulta che nella terza o quarta giornata dopo il parto, i neonati hanno assimilato la sostanza cancerogena già con il latte materno e, nell’85% dei casi, i bambini risultano positivi all’ocratossina A. “Il nostro rapporto fa emergere una grande quantità di casi rischiosi che si registrano e insieme l’efficacia del sistema dei controlli – ha dichiarato Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino - Il quadro complessivo della filiera produttiva e commerciale alimentare italiana è di ottima qualità e garantisce il consumatore, ma ci sono ancora settori a rischio per i quali ben vengano le sanzioni più severe previste dal Decreto legislativo 190 dello scorso aprile per chi non ritira subito dal commercio prodotti non sicuri”. "Dai dati raccolti in questo rapporto - ha affermato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente - risulta evidente il grande lavoro svolto dalle forze dell´ordine e dagli enti preposti, per scoprire le frodi e i rischi che minacciano le nostre tavole ma anche tutto il sistema di produzione agroalimentare di qualità che ci rende famosi nel mondo. Eppure una maggiore sicurezza potrebbe essere ottenuta attraverso l´applicazione di norme più severe per quanto riguarda l´etichettatura e la tracciabilità dei prodotti alimentari, sia italiani che provenienti dall´estero e soprattutto inserendo tempi certi per i procedimenti giudiziari che riguardano gli alimenti: effettuare le analisi in tempi rapidi infatti, permetterebbe di controllare efficacemente la filiera e di risalire alla fase del danno prima che si perdano le tracce dei responsabili e che i prodotti adulterati vengano dispersi nei vari passaggi della catena della distribuzione". Sintesi Del Rapporto Le indagini dei Nas Ammontano a 37. 330 le ispezioni effettuate dai Carabinieri per la Sanità nel corso del 2005 nel settore alimentare. Sono 38 le persone arrestate e oltre 12. 800 quelle segnalate all’autorità giudiziaria ed amministrativa: 792 le strutture chiuse per motivi di salute pubblica e 419 quelle sequestrate. Molti anche i sequestri effettuati: 55. 612. 447 confezioni di prodotto per un valore di oltre 108milioni di euro. In aumento, rispetto al 2004, il numero dei sequestri e delle strutture chiuse per motivi di salute pubblica per il settore delle carni e degli allevamenti e del latte e derivati; incrementi delle merce sequestrata anche per le conserve alimentari e per salumi e insaccati. In particolare per la carne i sequestri e le strutture nel 2004 erano rispettivamente 80 e 64 contro gli attuali 119 e 104. Per il settore del latte lo scorso anno sono stati effettuati 21 sequestri contro gli attuali 34 e sono state chiuse per motivi di salute pubblica 39 strutture mentre nel 2005 queste sono state 56. Numeri preoccupanti, quelli legati alle strutture di ristorazione. Aumentano i controlli rispetto al passato e, in particolare, cresce il numero delle persone arrestate. Rispetto al 2004, si registra inoltre un incremento delle strutture poste sotto sequestro che passano da 127 a 143. Per i prodotti ittici invece ad una diminuzione delle ispezioni corrisponde una generale diminuzione del valore delle infrazioni, segnalazioni e sequestri, il cui valore ammonta a 1. 243. 036 contro i 3milioni del 2004 ed i 5milioni del 2003. Tra i casi da segnalare il sequestro di 600 zampe di pollo cinese e un veicolo della ditta “China Food S. R. L. ” sita nella provincia di Roma, contenente kg. 2. 300 di carni avicole, prodotti della pesca e verdure surgelate detenute in cattivo stato di conservazione pronte per essere consegnate ad altri esercizi commerciali. I N. A. S. Di Catania hanno invece segnalato alle autorità il titolare di un’industria di prodotti da forno per avere detenuto materie prime in cattivo stato di conservazione, insudiciate ed invase da parassiti peraltro in locali privi dei requisiti igienico-sanitari e strutturali. E ancora: a Torino sequestrati 69. 000 Kg. Di grano tenero nazionale invaso da parassiti, il sequestro 600 kg. Di prodotti ittici e carne congelati all’origine, nonché 1. 176 uova di anatra bollite, detenuti in cattivo stato di conservazione poiché trasportati a temperatura ambiente sul citato automezzo sprovvisto di sistema di refrigerazione. Attività Operativa Svolta Dai Nas Nell’anno 2005 Nel Settore Alimentare Ed Ambientale
Settore Operativo Ispez. Infr. Penali Infrazioni Amministrative Persone Strutture Sequestri
Conte- State Cont. E Definite Somme Oblate € Arr. Te Seg. Aut. Giud. Seg. Aut. Amm. Chiuse * Sequestr. Kg Conf. Ni Numero Capi Valore Sequ. €
Acque E Bibite 1. 697 50 267 41 107. 539 0 38 146 22 6 200. 836 472. 816 0 863. 790
Alimenti Dietetici 737 30 67 14 19. 881 0 16 44 0 0 77 14. 265 0 134. 192
Carni E Allevamenti 6. 926 909 3. 430 296 284. 720 25 579 1. 818 104 119 1. 238. 285 52. 422. 609 250. 851 34. 864. 514
Conserve Alimentari 985 122 350 55 44. 998 0 68 191 20 12 2. 468. 879 991. 257 0 15. 688. 732
Farine, Pane, Pasta 4. 497 285 3. 712 874 914. 373 0 219 2. 039 161 62 733. 631 163. 273 0 879. 506
Latte E Derivati 2. 555 236 998 154 75. 158 0 170 576 56 34 125. 456 323. 547 0 11. 136. 139
Mangimi E Prod. Zootecnici 612 31 64 12 15. 176 0 24 39 3 3 201. 723 1. 749 0 389. 794
Olii E Grassi 2. 088 174 641 67 66. 850 0 97 353 33 10 12. 105. 236 101. 189 0 7. 545. 967
Prodotti Ittici 1. 786 184 733 107 55. 354 0 114 491 20 16 159. 501 23. 300 0 1. 243. 036
Ristorazione 13. 279 904 8. 664 2. 794 535. 490 7 630 4. 600 349 143 111. 200 114. 315 0 1. 518. 230
Salumi E Insaccati 412 14 248 28 15. 145 0 12 148 7 1 35. 411 7. 184 0 823. 775
Vini E Alcolici 1. 484 230 518 136 115. 831 6 102 282 21 12 7. 750. 950 954. 762 0 32. 200. 865
Zuccheri E Sofisticanti 272 12 112 39 11. 363 0 7 65 1 1 131. 192 22. 181 0 1. 257. 093
Totale 37. 330 3. 181 19. 804 4. 617 2. 261. 878 38 2. 076 10. 792 797 419 25. 262. 377 55. 612. 447 250. 851 108. 545. 633
Fonte: Carabinieri per la Sanità * Per Motivi Di Salute Pubblica L’ispettorato Centrale Repressione Frodi Concentrato di pomodoro proveniente dalla Grecia inidoneo al consumo umano a causa della presenza di muffe e non solo. Oltre 2mila quintali di agrumi provenienti dai paesi extracomunitari che riportavano la sigla dell´additivo Tiabendazolo (E233), vietato dall´Unione europea. Sono solo alcuni dei casi delle truffe alimentari scoperte dall’Ispettorato Centrale Repressione Frodi. Nel 2005 sono 2005 sono stati 3. 751 gli operatori irregolari: pari al 15% del totale degli operatori controllati (24. 395), 1. 021 sono invece i campioni irregolari. Circa 500 i sequestri effettuati dall’Ispettorato per un valore pari a oltre 9 milioni di euro, mentre ammontano a 436 le notizie di reato a 3. 977 le contestazioni amministrative. Ma nel mirino degli agenti soprattutto la tutela del Made in Italy e delle produzioni a denominazione registrata come le 18. 000 uova provenienti dalla Spagna e che stavano per essere immesse nei mercati del sud Italia con il marchio falso “Made in Italy”. In diminuzione gli operatori irregolari: il 4% in meno rispetto al 2004 e il 27% in meno rispetto al 2003. Tendenza inversa per i sequestri: nel 2003 si contavano 230 sequestri, nel 2004 erano quasi raddoppiati (442) fino ad arrivare ai 498 del 2005. Incremento notevole negli anni anche per le notizie di reato: aumentate nel 2005 del 12% rispetto al 2004 e dell’84% rispetto al 2003. A livello territoriale, per quanto riguarda le notizie di reato, un terzo (39%) deriva dagli Uffici periferici e dai laboratori del Sud. Segue il Centro con il 32% ed il Nord con il 20,4%. Ultime le isole con l’8,5% per un totale di 37 notizie di reato. L’attività del Corpo Forestale Oltre 2. 600 sequestri penali nel 2005 per un totale di reati pari a 108. Rispetto all’anno precedente i reati accertati contro persone note sono aumentati del 188% (da 35 a 101), quelli contro ignoti del 75%, per un totale di 108 reati accertati, +176%. Sempre con segno positivo, le persone denunciate (+185%), e le perquisizioni, +153% (da 28 del 2004 a 71 del 2005). Tra i casi più eclatanti delle irregolarità pericolose per la salute dei consumatori spiccano alcuni eventi. La vicenda Itx non è l’unica della serie “latte contaminato”: il 3 gennaio gli agenti della Forestale hanno sequestrato un’autocisterna e 36 quintali di latte a seguito della scoperta di un allevamento di bovini senza qualifica sanitaria. Inoltre alcuni animali erano risultati positivi agli accertamenti sierologici per la brucellosi. Le operazioni del Comando Carabinieri Politiche Agricole Il personale dei Nuclei Antifrodi Carabinieri ha svolto, nel corso del 2005, controlli straordinari nel settore agroalimentare ispezionando 800 aziende e verificando contributi per 57. 473. 612,99 euro. Nel corso dell’anno, sono state deferite all’Autorità giudiziaria 575 persone mentre 10 sono state arrestate. I provvedimenti restrittivi sono stati adottati per frodi perpetrate nei settori zootecnico e cerealicolo. Le Allerte comunitarie Ammontano a 3227 le notifiche sulle contaminazioni microbiologiche, chimiche e irregolarità di altro tipo pervenute al Ministero della Salute nel 2005 sia dalla Commissione Europea sia da parte degli uffici periferici e degli Assessorati della Sanità. Circa il 40% in più rispetto al 2003. Negli ultimi tre anni si infatti assistito ad un aumento progressivo del numero delle notifiche: dalle 2. 310 del 2003 alle 2. 626 del 2004 fino alle attuali 2. 310. Tabella 1 - Notifiche Confronto Anni 2003-2004-2005 sul totale
Anni Valore assoluto Variazione % Variazione % su base 2003
2003 2. 310
2004 2. 626 13,7% 13,7%
2005 3. 227 22,9% 39,7%
Fonte: Ministero Salute – Elaborazione dati: Mdc e Legambiente Tra le classi di alimenti analizzati le irregolarità riscontrate sono sia di natura igienico sanitaria (contaminanti microbiologici, residui di antiparassitari, metalli pesanti, micotossine, stato di conservazione, additivi e coloranti) sia di natura formale-merceologica (etichettatura non conforme dal punto di vista sanitario, frodi). Dal punto di vista sanitario i maggiori contaminanti chimici, nel 2005, riguardano la presenza di micotossine e salmonella negli alimenti. L’azione della Guardia Costiera Pesciolini importati dalla Cina e spacciati per pregiati bianchetti, 5 tonnellate pesce scaduto da oltre sei anni e destinato ad approdare sulle tavole non solo italiane ma anche di altri paesi europei. Molti i casi di pesce cinese venduto come italiano: dai bianchetti della costiera romagnola alle cozze e vongole con etichette irregolari scoperte nell’ambito dell’operazione “Pesce sicuro” della Guardia Costiera di Sanremo. Sono solo alcune delle frodi alimentari nel settore ittico scoperte dal Corpo delle Capitanerie di Porto nel corso del 2005. I 30mila controlli effettuati dalle unità navali e le oltre 130mila ispezioni ai punti di sbarco ed alle attività commerciali hanno portato, nel 2005, al sequestro di circa 250mila chili di prodotti ittici. Oltre 900 le notizie di reato che hanno portato a 691 verbali di sequestro penale e oltre 2. 100 di sequestro amministrativo. Indagine Mdc: la mappa dell’illegalità nel pesce fresco In Italia il 48,2% dei banchi di pesce non è in regola con l´etichettatura dei prodotti ittici. Appena il 57,4% dei banchi di pesce indica il metodo di produzione, il 62,3% dà indicazione della zona di cattura o di allevamento, mentre l´informazione più diffusa è quella relativa alla denominazione commerciale della specie (riportata dall´85,8% del campione). Solo 2 regioni (Liguria e l´Umbria) sulle 10 esaminate hanno banchi di pesce con tutte le etichette in regola. Sono i dati rilevati dal Movimento Difesa del Cittadino (Mdc) nella seconda indagine sui consumi e sulla corretta informazione ai consumatori nella vendita del pesce fresco in Italia. Sono state analizzate almeno 10 specialità vendute e relative etichette, per un totale di oltre 1. 000 cartellini contenenti le informazioni al consumatore. Sotto esame 162 banchi di pesce, dislocati in 56 mercati di 10 regioni. .
 
   
   
L’ASSESSORE ALLA COMMISSIONE AGRICOLTURA DEL PARLAMENTO EUROPEO CENNI, ´ECCO LE PROPOSTE DELLA TOSCANA PER L´OCM VINO´ TRA I TEMI AFFRONTATI L’ESTIRPAZIONE DEI VIGNETI, LA LIBERALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI, LE ETICHETTATURE , LA RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONE  
 
 A Bruxelles non solo per fare sentire la voce della Toscana nell´iter della riforma dell´Organizzazione comune di mercato (Ocm) del vino, ma anche per promuovere un´alleanza tra le grandi regioni vinicole europee intenzionate a far pesare la loro voce. Questo il senso della missione dell´assessore all´agricoltura Susanna Cenni, intervenuta oggi, a nome dell´unica regione italiana, all´audizione del Parlamento europeo per un settore vitivinicolo sostenibile. Susanna Cenni, che prima della seduta si è intrattenuta con il presidente della Commissione agricoltura del parlamento Joseph Daul che l´aveva invitata a partecipare ai lavori, ha espresso così la condivisione della Toscana sulla necessità della riforma per accrescere la competitività dei produttori vinicoli dell´Ue, ma l´ha accompagnata con alcune osservazioni puntuali sulle proposte contenute nel documento della Commissione. Queste osservazioni hanno subito ottenuto l´assenso dei rappresentanti della regione francese dell´Aquitania, in un incontro svoltosi questa mattina a Bruxelles, prefigurando una prima posizione comune di due delle regioni maggiormente rappresentative del panorama vinicolo europeo di qualità nel confronto con la Commissione europea. E sono state apprezzate da Katerina Batzell, la parlamentare incaricata di redigere il parere, che ha sottolineato come l´assenza nel documento, lamentata dall´assessore, di qualsiasi riferimento a ricerca e sperimentazione si tradurrà in una "indicazione chiave" della relazione parlamentare. Dopo aver sottolineato la necessità che la riforma sia attuata nel periodo 2007-2013, in modo da permettere un adattamento più graduale alle novità da parte dell´economia rurale e del tessuto sociale, Cenni si è soffermata sulle singole proposte del documento della Commissione. Sull´estirpazione volontaria dei vigneti, Susanna Cenni ha sottolineato il rischio che i 400 mila ettari così liberati finiscano per avvantaggiare gli agguerriti produttori dei nuovi paesi, mentre i 2,4 miliardi di euro dell´operazione potrebbero, se destinati a comunicazione e promozione sui mercati, far fare un grande salto alla viticoltura europea. L´assessore ha condiviso le proposte di liberalizzazione degli impianti dal 2013, lasciando però agli Stati la possibilità di limitare le produzioni dei vini di qualità, e di abolizione degli aiuti, con l´eccezione però del ritiro obbligatorio da parte delle distillerie dei sottoprodotti della vinificazione. Quanto alle pratiche enologiche, Susanna Cenni ha condiviso l´opportunità di un loro rapido aggiornamento, salvaguardando però le pratiche tradizionali, da menzionare sull´etichetta in modo trasparente per i consumatori. Piena condivisione nei confronti del mantenimento del divieto di vinificazione dei mosti di paesi terzi e del taglio dei vini europei con vini extraeuropei, come dell´assegnazione di risorse finanziarie agli Stati. Anche per le etichettature l´assessore ha condiviso la necessità di semplificare le regole, valutando però meglio la possibilità di estendere l´indicazione del vitigno e dell´annata dei vini di tavola per scongiurare il rischio di un´omologazione tra vini con e senza indicazione geografica. Susanna Cenni ha quindi sottolineato la necessità di garantire risorse adeguate per il mantenimento degli impianti in buone condizioni attraverso le operazioni di ristrutturazione e riconversione, per assicurare il rinnovo dei vigneti e la compatibilità con l´ambiente e il paesaggio. Giudizio positivo per la proposta di istituire due sole categorie di vini, a indicazione geografica e da tavola, ma con la necessità di un approfondimento puntuale nei prossimi mesi. Cenni ha proposto di aggiungere tra gli obiettivi di fondo della nuova Ocm, accanto ai requisiti minimi di impatto ambientale, anche il valore socio-economico della viticoltura e la peculiarità di alcune viticolture minori, fragili ma profondamente legate ai territori, come quelle delle isole e delle zone con forti vincoli naturali. Infine, dopo aver chiesto alcuni approfondimenti sul budget per il settore, l´assessore ha proposto di istituire un osservatorio permanente per seguire l´evoluzione del settore a livello europeo e mondiale. .  
   
   
FIRMATO PROTOCOLLO D´INTESA TRA CONFAGRICOLTURA E FEDERBIO  
 
Proteggere e migliorare l’ambiente; conservare e incrementare la biodiversità vegetale e animale, il valore paesaggistico e il patrimonio culturale di tutto il territorio, anche attraverso l’agricoltura biologica. E’ questo il senso del protocollo d’intesa firmato oggi dal presidente della Confagricoltura, Federico Vecchioni, e dal presidente della Federbio, Paolo Carnemolla. L’intesa tra la Confederazione agricola e l’Organizzazione di rappresentanza dell’agricoltura biologica e biodinamica, che riunisce non solo gli operatori, ma anche i consumatori, i produttori di mezzi tecnici, i fornitori di servizi e i certificatori, si concretizzerà in una consultazione permanente e darà immediatamente vita ad un “tavolo” che potrà essere convocato dalle parti secondo necessità. Inoltre, le due Organizzazioni si impegnano a promuovere iniziative progettuali, divulgative, tecniche e formative nel settore dell’agricoltura biologica. .  
   
   
PIÙ INFORMAZIONE SUL CIBO.LO CHIEDONO AI MEDIA LE DONNE LETTRICI E CONSUMATRICI  
 
“Il cibo e la comunicazione” è uno dei tanti percorsi di approfondimento che l’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani ha nel suo programma di attività, che si colloca, a pieno titolo, all’interno del più ampio dibattito sulla cultura alimentare. Per affrontare al meglio lo specifico tema, l’Istituto ha organizzato, il 28 giugno scorso, una serata alla Terrazza Martini, tutta, o quasi, al femminile, caratterizzata dalle gustose portate dei piatti, appositamente elaborati dalla Chef Paola Budel, dallo “speziato” spettacolo delle 2 cabarettiste dello Zeligcircus Katia e Valeria, ma, soprattutto, dalla presenza delle donne protagoniste in sala, ossia le giornaliste ed esperte che hanno risposto alle domande di Nicola Silvestri Giornalista-gourmet, che ha condotto il dibattito. Lo spunto di partenza è stato fornito dalla ricerca “L’alimentazione nella stampa periodica femminile” commissionata commissionata a Gfk Eurisko dall’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani col contributo del Ministero delle Politiche Agricole. Ad illustrarla, Giuseppe Minoia, Presidente Gfk Eurisko che ha dichiarato: “Dalla ricerca emerge che le donne lettrici e consumatrici nutrono un grande interesse per l’alimentazione ma è anche evidente che molte cose sono cambiate nel loro modo di rapportarsi al cibo, in questi ultimi 10/15 anni. Tra questi cambiamenti si segnala, la perdita del ‘tesoretto culinario’ , ossia il venir meno del ruolo esercitato dalle nonne e dalle mamme nel trasmettere a figlie e nipoti il loro patrimonio di usi, costumi e conoscenze sul cibo, la cucina e l’alimentazione. Anche da questo deriva un diverso atteggiamento delle donne, caratterizzato oggi da una maggiore responsabilità e consapevolezza e da una forte attenzione alla qualità e alla sicurezza. ” Un tema, dunque, quello del cibo, particolarmente goloso, ampio, stimolante e vivace. Molti e diversi, di conseguenza, gli interventi che si sono susseguiti sia sul fronte delle consumatrici che delle giornaliste e delle esperte per mettere a fuoco ruoli, funzioni ed esperienze delle donne, ma anche evoluzione dei consumi e dei costumi alimentari. A tal proposito, Elena Venditti dell’Unione Nazionale Consumatori ha affrontato l’aspetto relativo al cambio di ruolo della donna sia nelle scelte di acquisto del cibo sia nel diverso modo di organizzazione dei pasti in casa: “Da una nostra ricerca – afferma Elena Venditti - risulta che entro il 2008 la percentuale dei pasti consumati fuori casa arriverà alla cifra del 60%, superando, di fatto, quella dei pasti consumati all’interno del nucleo familiare. A questo va aggiunto che la donna ha, sempre più, la responsabilità di dover fare una spesa alimentare, possibilmente di qualità, ma in tempi brevi. Situazione che la costringe ad utilizzare un unico punto di approvvigionamento: il supermercato. Inoltre, se prima la donna scandiva anche il menù settimanale, oggi non esercita più questa funzione di formazione dei gusti e delle abitudini familiari, passando dal ‘ruolo di angelo a quello di angolo del focolare’. ” Donne consumatrici ma anche lettrici di periodici femminili con i quali hanno un rapporto caratterizzato dalla voglia di conoscere, sapere, informarsi su tutto ciò che ruota attorno all’alimentazione, perché, come emerge dalla ricerca, più ne sanno e più scoprono di non saperne abbastanza. Come rispondono le giornaliste a questa crescente esigenza di approfondimento e aggiornamento? E in che misura sono consapevoli del ruolo che loro stesse esercitano con precise scelte editoriali nell’indirizzare e influenzare le loro lettrici nelle scelte alimentari? Per Livia Fagetti Caposervizio di “Sale & Pepe” prevale la richiesta di sperimentazione e innovazione in cucina ma anche la voglia di preparare piatti esteticamente attraenti:“Le nostre lettrici ci chiedono di essere continuamente aggiornate. Vogliono sperimentare nuovi gusti e sapori, ma anche abbinamenti o semplici varianti di ingredienti legati alla ricetta tradizionale, per renderla insolita, originale, unica. Elementi di originalità e voglia di stupire, presenti anche nella richiesta di come preparare una bella tavola e presentare al meglio i piatti. ”Elemento estetico presente anche nella risposta che Maura Radaelli caposervizio di A- Anna ha dato alla domanda provocatoria di Sabina Villani imprenditrice sul perché, nonostante l’alto grado di interesse dimostrato dalle lettrici, le testate femminili continuino a relegare nell’ultima parte della rivista i servizi su cibo e cucina. La spiegazione della Radaelli è stata la seguente: “Il problema è che, ancora oggi, il cibo è visto nelle redazioni come tema ‘non bello’ a differenza di cosmesi e moda, - ha dichiarato Maura Radaelli caposervizio di A - “prevale ancora, purtroppo, la logica dell’immagine sul contenuto. Ma c’è anche una spiegazione di tipo tecnico, legata all’evoluzione dei femminili di questi ultimi 10 anni. L’avvento sul mercato degli allegati femminili dei due principali quotidiani italiani, con una nuova grafica più vicina per stile al mondo della moda, ha reso di colpo obsolete le altre testate, imponendo regole nuove a cui i settimanali femminili tradizionali hanno dovuto rapidamente adeguarsi. ” Chiara Mojana direttrice di “A Tavola” ha dichiarato:“Le lettrici ci chiedono sempre di poter conoscere i valori nutrizionali delle ricette proposte. In pratica, ricette appetibili sì, ma di ridotto apporto calorico. Il nostro suggerimento è quello di utilizzare prodotti di stagione: costano meno e sono più nutrienti. ” Prevale, quindi, anche nelle scelte editoriali, la dimensione estetica ed “ipocalorica” dell’alimentazione, lasciando in secondo piano le componenti legate al piacere, al gusto e agli aspetti psicologici del rito dell’alimentazione. Al recupero di queste dimensioni, altrettanto importanti e vitali, hanno dato il loro contributo altre due donne. La prima è Sarah Viola, Psicoterapeuta che ha dichiarato: “La donna dà grande importanza al menù che prepara per gli altri, vissuto come occasione di socialità, momento di allegria e convivialità. Per la donna, quindi, il cibo è strumento di comunicazione. Non è un caso, infatti, che quando la donna è depressa smetta di cucinare. ” A queste considerazioni si aggiunge il contributo di Evelina Flachi, Nutrizionista: ”Bisogna passare dalla dimensione restrittiva della dieta ad uno stile di vita corretto. Non esiste alimento che, in assoluto, faccia male, occorre avere una visione d’insieme del rapporto tra singolo alimento, gli abbinamenti e i metodi di cottura adottati, abituandosi ad inserire nella propria vita la pratica di una sana attività fisica. ”Al termine del dibattito ci si chiede come sarà la cucina di domani. Improntata alle regole del ridotto apporto calorico o capace di recuperare la dimensione del gusto e del piacere? A dare una risposta in grado di interpretare entrambe le esigenze è stata Paola Budel, Chef autrice del libro “Il Maiale”, che ha dichiarato: “Occorre abbandonare la cucina che copre i sapori degli alimenti, imparando ad usare i prodottii nella loro dimensione più naturale possibile, valorizzandone i veri sapori” Per la chef, che ha iniziato la sua carriera “pelando patate” dal grande Gualtiero Marchesi, una provocazione finale verso i giornalisti a cui chiede di “trascorrere almeno un anno in cucina prima di passare a scrivere di cibo e alimentazione. ” Una provocazione che riassume il senso del dibattito e che racchiude l’emblema della richiesta emersa, a più riprese anche nell’ambito della ricerca, di una maggiore e più qualificata informazione sul cibo. Alla stampa, ma anche agli operatori economici, quindi, la capacità di saper raccogliere la sfida sia sul piano dell’informazione/comunicazione sia dell’offerta di soluzioni adeguate. “Dalla ricerca e dal dibattito emerge un bisogno di informazione e aggiornamento nelle donne che richiede anche l’intervento di enti e istituzioni rappresentative del mondo della produzione, come l’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani. ”, ad affermarlo è stato Nicola Levoni che ne è il Presidente – “Se emerge, infatti, dalle risposte delle consumatrici, che ai produttori viene riconosciuto il ruolo di fonti autorevoli e competenti, è evidente che non possiamo sottrarci a questo ruolo, ma che anzi dobbiamo cogliere i segnali che ci provengono dall’universo delle donne consumatrici, moltiplicando le occasioni di contatto e comunicazione, operando anche direttamente sul punto vendita e diventando corresponsabili delle loro scelte alimentari, contribuendo ad incrementare il contenuto informativo dei nostri prodotti, non solo dal lato della qualità e della sicurezza, ma allargandolo anche alle modalità di conservazione, uso, preparazione e abbinamenti raccomandati sia dal punto di vista nutrizionale che dell’esaltazione del piacere e del gusto. ” .  
   
   
SCUOLA DEI SAPORI: LA TERZA EDIZIONE DAL 22 AL 24 NOVEMBRE ALLA FIERA DI GENOVA IL SALONE DELLA RISTORAZIONE SCOLASTICA DIVENTA NAZIONALE QUALITÀ E SOSTENIBILITÀ PER UN MERCATO IN CRESCITA  
 
La Scuola Dei Sapori é il primo progetto fieristico italiano dedicato alla ristorazione scolastica di qualità. Nata nell’ambito di Abcd – la grande fiera dedicata alla scuola, all’università, alla ricerca e all’ impresa - Scuola Dei Sapori giunge quest’anno alla sua terza edizione puntando ad ampliare la sua gamma espositiva, rivolgendosi all’intero mercato nazionale. All’incontro sono intervenuti, per Fiera di Genova Spa, il presidente Paolo Lombardi e il responsabile di Abcd Rino Surace e, Amina Ciampella, tecnologo alimentare e dirigente dei Servizi per la scuola – Servizi di ristorazione del Comune di Genova. La collaborazione Fiera di Genova e Comune di Genova - avviata nel 2004 con il duplice obiettivo di coinvolgere i principali Comuni d’Italia e di avvicinare gli operatori della ristorazione scolastica ad un pubblico di aziende, associazioni e professionisti - compie quest’anno un salto di qualità per attrarre un significativo numero di Amministrazioni municipali interessate ad allargare il numero dei contatti con le imprese e a confrontare i diversi sistemi di ristorazione scolastica a livello nazionale. Oltre 100 Comuni sono stati coinvolti, in fase progettuale, nella realizzazione del Salone ed è in corso la costituzione di un comitato guida a cui hanno già aderito, tra gli altri, Roma, Torino, Verona, Catania e Prato oltre a numerosi altri Comuni che hanno svolto nel settore un riconosciuto ruolo pilota. Fondamentale anche il patrocinio, per l’edizione 2006, del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali a denotare la funzione educativa/didattica del salone, che si esprime attraverso iniziative specifiche rivolte a scuole, docenti e alunni. In via di definizione patrocini e partnership con Aiab-associazione Italiana Agricoltura Biologica, Aic-associazione Italiana Celiachia, Unicef, Aita – Associazione Italiana di Tecnologia Alimentare, Andid-associazione Nazionale Italiana Dietisti, Cncu-consilgio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti e Sinupe-società Italiana di Nutrizione Pediatrica. Lo scenario Il Ministero della Salute indica la scuola quale mezzo per correggere abitudini alimentari errate e arginare patologie quali bulimia, anoressia e obesità infantile. I dati mettono in luce uno stile di vita prevalentemente caratterizzato da un elevato numero di ore quotidiane dedicate ad attività sedentarie e da scarso impegno motorio. Sul versante nutrizionale, la dieta dei bambini italiani risulta, in generale, iperproteica (15%) con eccesso di assunzione di proteine di origine animale, iperlipidica (32-38%) con elevato intake di grassi saturi e ipoglucidica (48-52,9%) con eccessivo apporto di zuccheri a rapido assorbimento. Le linee guida tracciate dal Ministero consigliano di suddividere l’assunzione giornaliera di alimenti in 4-5 pasti con una ripartizione calorica ponderata su colazione + spuntino (20%), pranzo (40%), merenda (10%) e cena (30%). A questo proposito la scuola può fornire un contributo fondamentale ricorrendo alla refezione scolastica con una proposta dietetica bilanciata e controllata quali-quantitativamente da personale competente, coinvolgendo e sensibilizzando anche i genitori. Secondo una ricerca condotta da Ristorando, con 775. 800. 000 Euro di ricavi le 60 aziende italiane leader nella ristorazione scolastica rappresentano il 29% dell’intero mercato della ristorazione collettiva e uno dei segmenti più interessanti e delicati. I pasti serviti nel 2005 in ambito scolastico sono 250 milioni, con un incremento di oltre il 10% rispetto al 2002 con 225 milioni di pasti serviti e di oltre il 16% rispetto al 1999 con 214 milioni di pasti serviti. Il Comune di Roma, con 140mila pasti giornalieri, è il ristorante per bambini più grande d’Italia. La crescita è dovuta all’incremento dell’occupazione femminile, alla diffusione dell’orario scolastico prolungato e all’ampliamento delle attività di ristorazione nelle scuole private, ma anche a una maggiore fiducia nelle famiglie verso un servizio sempre più qualitativamente soddisfacente e capace di rispondere alle esigenze dei singoli come la possibilità di seguire particolari regimi dietetici a seguito di patologie o al rispetto delle tradizioni etico-religiose. Dati Acu – Associazione Consumatori Utenti, riferiti a rilevazioni effettuate negli ultimi due anni scolastici nell’ambito del progetto “Mangiare Fuori Casa” cofinanziato dal Ministero delle Attività Produttive, mostrano in aumento il trend di delegare in outsourcing la preparazione dei pasti: +20% in appalti a privati e +10% verso aziende municipalizzate. In crescita anche i costi per il consumatore (+17,24%) con una spesa media per pasto attestata intorno ai 3. 70 euro. Ciò corrisponde ad un incremento medio annuo di 0. 14 euro, in valori assoluti, e 4,31% in valori percentuali. Secondo l’Osservatorio prezzi e tariffe 2006 di Cittadinanzattiva il costo medio affrontato dalle famiglie italiane per i servizi di ristorazione scolastica (per ogni figlio) è di 680 Euro all’anno per la scuola dell’infanzia, di 688 Euro per la scuola primaria. La Regione più conveniente è la Calabria con 478 Euro di spesa annua, la più cara è con 1. 104 Euro l’Emilia Romagna per la scuola dell’infanzia. Le iniziative interattive Confermate le iniziative interattive che hanno ottenuto un alto indice di gradimento nel 2005. Nel Secondo Campionato Italiano della Ristorazione Scolastica si sfideranno i cuochi delle cucine comunali, i cuochi delle aziende di ristorazione e gli allievi degli istituti alberghieri mentre il Concorso "In tutte le salse", avviato nel 2005 e giunto quest’anno alla fase finale, vedrà impegnati gli alunni delle scuole partecipanti nella presentazione di una salsa “tipica”, realizzata cioè con ingredienti tipici del territorio. La Conference Qualità valutabile, qualità sostenibile e qualità rintracciabile nella ristorazione scolastica saranno i punti cardine della conference in programma mercoledì 22 novembre cui parteciperanno esperti in campo alimentare, rappresentanti del mondo della scuola e delle imprese, istituzioni e Pubbliche Amministrazioni. Nelle prima sezione della conference saranno messe a confronto le esperienze dei Comuni sui sistemi di valutazione della qualità dei Servizi di ristorazione, nella seconda l’argomento sul tappeto sarà lo studio dell’Università di Cardiff sul modello italiano di qualità sostenibile in rapporto al modello europeo. La terza sezione vedrà protagoniste le aziende con le loro esperienze sul tema della tracciabilità di filiera e di prodotto. Per un contatto diretto tra domanda e offerta, le aziende partecipanti organizzeranno una serie di seminari e incontri tecnici. L’ingresso a Scuola Dei Sapori è gratuito, riservato a docenti e operatori accreditati.  
   
   
FRANCIACORTA IN BIANCO, LA RASSEGNA LATTIERO-CASEARIA PIÙ IMPORTANTE D’ITALIA, TORNA PER LA 11 EDIZIONE A CASTEGNATO (BS)  
 
Compie 11 anni la rassegna lattiero-casearia più importante d’Italia: Franciacorta in Bianco, in programma dal 29 settembre al 1° ottobre a Castegnato (Bs), ricca e interessante esposizione dedicata al mondo del latte e dei suoi derivati. Numerose sono le forme che assume il latte attraverso ricette antichissime, tramandate nei secoli e realizzate con paziente abilità dagli artigiani casari: Franciacorta in Bianco è un’occasione unica per esplorare l’interessante geografia gastronomica del nostro Paese. Tipicità, riscoperta di sapori antichi e valorizzazione dell’artigianalità sono le peculiarità che fin dalla prima edizione caratterizzano la rassegna: non solo un piacevole fine settimana di golosità nella bellissima cornice della Franciacorta, ma anche un momento di approfondimento sulle valenze culturali e storiche dei formaggi. Le regioni italiane saranno tutte rappresentate da circa 100 espositori in rappresentanza di 180 aziende, che delizieranno il pubblico con oltre 400 tipi di formaggi. Folklore e tradizioni locali riuniranno a Castegnato in una festa di sapore per appassionati e curiosi. Un breve assaggio della varietà dei formaggi in mostra, che comprendono specialità di latte vaccino, caprino e ovino, e di latte crudo: si spazia dall’orgoglio dei bresciani, il Bagoss di Bagolino, alla ricotta di capra della valle Imagna, al Graükese della Val Pusteria, al formaggio Maccagno delle montagne biellesi all’Ossolano, formaggio a latte crudo della Val d’Ossola, al Fiurit della Val Brembana e Val Camonica; ci saranno anche il Formaggio del Santo del Comune di Cerzeto, il Caciofiore di Columella del Lazio, il Caciocavallo Silano e il Canestrato pugliese… l’elenco è lunghissimo, tutto da assaporare. Per conoscere e apprezzare al meglio le peculiarità di ciascun formaggio, preziosissime saranno le degustazioni guidate dai maestri assaggiatori dell’Onaf (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi), che consentiranno di orientarsi nel meraviglioso panorama offerto dalla fiera in un interessante viaggio del gusto. Come di consueto Franciacorta in Bianco sarà un viaggio interessante attraverso le forme tipiche che il latte prende, grazie all’amore e all’abilità dei casari, nelle varie regioni d’Italia, ma ospiterà anche momenti di studio e approfondimento riguardanti la salute e la scienza. Per conoscere meglio il mondo dei formaggi sarà interessante per i visitatori ascoltare le parole di studiosi appassionati come Corrado Barberis, presidente dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale (I. N. So. R) e maggiore esperto italiano del settore nonché autore dell’Atlante dei Formaggi Tipici Italiani. Sarà inoltre possibile partecipare a convegni di tipo medico e scientifico che illustreranno l’importanza dei latticini nell’alimentazione. Visitare Franciacorta in Bianco è una formidabile occasione per concedersi un fine settimana di passeggiate, a piedi, mountain bike o cavallo, nella dolce Franciacorta d’inizio autunno, scoprirne i luoghi storici, le bellezze paesaggistiche e i rinomati vini. Tra le novità in esposizione a Franciacorta in Bianco 2006 la presenza di Bevilatte, il consorzio di produttori del latte crudo che promuove la diffusione di questo alimento appena munto e di altissima qualità, un filo diretto fra consumatori e agricoltori. Come di consueto, protagonisti attivi di Franciacorta in Bianco saranno i bambini: nel corso di tutta la manifestazione sono previsti incontri con le scuole, laboratori didattici e degustazioni guidate. I bambini saranno accompagnati alla scoperta del mondo del latte e dei suoi derivati e saranno coinvolti anche nella produzione di formaggio artigianale. Ad animare lo spazio espositivo mucche, caprette, asinelli e, da quest’anno, bellissimi polli ornamentali; un’occasione magica di scoperta e apprendimento per i più piccoli.  
   
   
CUOCHINPISTA 2006: LA CUCINA REGIONALE NELLE MANI DEI VIP  
 
Sabato 15 luglio a Montecampione (Brescia) si terrà la seconda edizione di Cuochinpista, una divertentissima gara tra vip che si sfideranno davanti ai fornelli a colpi di manicaretti della cucina tradizionale e locale. Sarà un evento di forte richiamo, volto a promuovere le realtà turistiche del territorio, presentando in modo originale e divertente tutte le risorse ed eccellenze della località montana: la bellezza del paesaggio, i prodotti tipici, le tradizioni enogastronomiche. Scenderanno “in pista” 5 personaggi vip: ciascuno di loro verrà affiancato dallo chef di uno dei ristoranti del luogo e, dopo la presentazione delle materie prime e dei vini selezionati da parte di chef e assaggiatore, al vip verrà affidato il compito di realizzare un determinato piatto della tradizione culinaria alla presenza di una giuria composta da giornalisti, che dovrà assegnare i voti in base a tre criteri di valutazione: impatto estetico, sapore e originalità e proclamare il vincitore. Montecampione, la moderna stazione di villeggiatura incastonata fra il Lago d’Iseo, i monti della Presolana e le Terme di Boario, aprirà dunque le porte a una due giorni di spettacolo, divertimento, tradizioni e buon cibo. L’evento è stato ideato e organizzato dallo Studio Masotina Immagine e Comunicazione di Milano. .  
   
   
NASCE IL MASTER UNIVERSITARIO PER IL MARKETING E IL COMMERCIO INTERNAZIONALE DEL VINO  
 
L´università di Verona lancia a ottobre il "Master in Impresa Vitivinicola e competizione internazionale", il primo in Italia che insegnerà le strategie più efficaci per gestire un´azienda vitivinicola nel mercato internazionale. L’iscrizione ai singoli moduli del Master sarà aperta anche ai dirigenti delle aziende. Partirà il prossimo ottobre il Master universitario di primo livello in "Impresa Vitivinicola e competizione internazionale" organizzato dall´Università di Verona. Direttore del Master sarà il prof. Diego Begalli, professore di Marketing dei prodotti agroalimentari presso l´ateneo scaligero. Il percorso di studi durerà un anno e sarà riservato a 30 allievi che spenderanno due trimestri in aula (lezioni, esercitazioni e seminari) e un trimestre in azienda per lo stage e la preparazione della tesi. I dirigenti delle aziende potranno frequentare singoli moduli dedicati a materie specifiche. Al termine del Master gli allievi avranno una preparazione specifica su temi fondamentali come l´economia dei mercati vitivinicoli internazionali, la legislazione del commercio di vino sui mercati esteri, l´analisi e la pianificazione delle attività di un´impresa vitivinicola, il marketing internazionale del vino e la valutazione sensoriale del prodotto. E´ il primo Master di questo tipo in Italia. Diego Begalli, direttore del Master, ha sottolineato che nasce con l´obiettivo di fornire agli allievi gli strumenti più efficaci per gestire con profitto un´impresa vitivinicola in un mercato globalizzato che ha visto notevoli mutamenti tanto nell´offerta che nella domanda e nelle modalità di consumo. E´ noto infatti che sul mercato si sono affiancati ai tradizionali paesi produttori, concorrenti nuovi come gli Stati Uniti, l´Australia, il Cile, il Sudafrica, ma anche l´Argentina, la Nuova Zelanda. La sfida per le aziende italiane si sposta quindi sempre più dal mercato interno a quello internazionale, e per vincerla è necessario essere preparati sui meccanismi che regolano la competizione globale. Il Master sarà sponsorizzato da Veronafiere – Vinitaly, Cantina Sociale di Soave e Cassa di Risparmio di Trento e Bolzano. La tassa di iscrizione al Master è 4. 500 euro e i posti disponibili 30. Per maggiori informazioni si può visitare il sito web www. Economia. Univr. It alla voce "Master" oppure mettersi in contatto con l´Ufficio Master dell´Università di Verona (tel. 045. 802. 8477/8166, e-mail segreteriastudenti. Master@univr. It).  
   
   
HA PRESO IL VIA A PREDAZZO L’EDIZIONE 2006 DI “AGRICOLTURE” E LA GRAPPA TRENTINA È DIVENTATA SUBITO UNA PROTAGONISTA  
 
Se il buongiorno si vede dal mattino è facile ipotizzare che “Agriculture” sarà l’evento principe dell’estate turistica in Trentino. Il successo fatto registrare venerdì 9 luglio a Predazzo ha confermato la validità della formula della manifestazione voluta dall’assessorato al commercio della Provincia e magistralmente realizzata dalla compagnia teatrale Koinè. Gia l’anno scorso la proposta aveva riscosso un lusinghiero successo dovuto alla singolarità della formula e alla bravura dei protagonisti. “Agriculture” prevede la trasformazione, settimana dopo settimana, di otto fra i più noti centri del Trentino, in veri e propri palcoscenici sui quali “recitano” attori piuttosto singolari: i prodotti tipici del territorio e gli stessi turisti. Questi ultimi infatti vengono accompagnati attraverso un itinerario performativo teatral-agro-culinario nel quale è possibile conoscere i prodotti trentini partecipando alla loro nascita e contribuendo alla loro preparazione. Sarà infatti l’ospite a confezionare il suo canederlo, ad insaccare la mortadella a preparare la polenta. Vedrà nascere il vino e preparare la Grappa da vinacce vere, profumate e ricche di alcol. Sarà la torta “Sbrisolona”a fare da valletta alla Grappa trentina, ad esaltarne la fragranza ad accentuarne la morbidezza. Già nel primo appuntamento di Predazzo la Grappa trentina di origine e qualità garantite dal Marchio del Tridente rilasciato dall’Istituto Tutela Grappa del Trentino, dopo rigorosi esami chimici e organolettici, ha conquistato i favori degli ospiti. Sono stati loro stessi a ricercare e ad evidenziare le peculiarità dei vari monovitigni sottoscrivendo subito note di merito per le Grappe autoctone presenti in bottiglie di Nosiola, Marzemino e Teroldego. Si è avuta così l’ennesima conferma che il Trentino è in grado di proporre una tavola enogastronomica di prim’ordine che i turisti presenti nei centri turistici possono incontrare venerdì 14 luglio a Comano nelle Giudicarie esteriori, il 21 luglio a Moena in Val di Fassa, il 28 luglio a Daré in Val Rendena. In agosto gli spettacoli sono previsti a Riva del Garda il 4, a Brentonico l’11, a Rabbi in Val di Sole il 18 e a Fiera di Primiero il 25.  
   
   
GRAPPERIE APERTE 2006: UNA DOMENICA IN GRAPPERIA  
 
Domenica 8 ottobre torna la terza edizione di "Grapperie Aperte": le distillerie associate all´Istituto Nazionale Grappa aprono le porte a chi vuole conoscere il mondo della grappa. Tantissimi gli eventi e le iniziative dedicate al nostro distillato in tutta Italia Grazie alla terza edizione di "Grapperie Aperte" le distillerie dell´Istituto Nazionale Grappa saranno aperte domenica 8 ottobre per chi vorrà scoprire come si produce la grappa, la sua storia, la sua tradizione, i suoi legami con il territorio. I visitatori potranno incontrare i mastri distillatori e ascoltare dalla loro voce la storia del nostro distillato, capire i segreti della produzione, vedere gli alambicchi, sentire il profumo delle vinacce fumanti e vedere sgorgare la grappa appena distillata. Ma non solo: proprio in occasione di "Grapperie Aperte" molte distillerie organizzeranno eventi speciali per i propri visitatori. Si va dalle visite guidate alla degustazione di cocktail a base di grappa, dalla mostra fotografica al convegno sulla distillazione nei tempi passati e a tante altre occasioni interessanti per conoscere e apprezzare il nostro distillato nazionale. Le distillerie che aderiscono all´Istituto Nazionale Grappa sono sparse in tutta Italia e ogni distilleria è un caso a parte perché gli alambicchi sono costruiti su misura. "Grapperie Aperte" è quindi l´occasione per una giornata alla scoperta di singole realtà molto legate ai territori e che spesso animano la vita dei paesi in cui si trovano. L´elenco aggiornato delle iniziative si trova a www. Istitutograppa. Org/grapperieaperte.  
   
   
LA ROMAGNA DA BERE 2006/2007 PREMIA 39 VINI TOP  
 
Con 430 pagine a colori, 300 vini degustati e oltre 900 etichette di qualità segnalate, esce La Romagna da bere 2006/2007, terza edizione della guida ai vini e ai prodotti tipici di Romagna realizzata da Primapagina Editore e Associazione Italiana Sommeliers Romagna con il patrocinio della Regione Emilia Romagna. La nuova edizione, che si presenta ancora in doppia lunga (italiano/inglese), vede una partecipazione sempre più ampia da parte delle aziende del territorio romagnolo, con 152 cantine mappate e descritte, contro le 119 della prima edizione e le 133 della seconda. Sale anche il numero delle eccellenze, ovvero i vini che hanno ottenuto il massimo punteggio, con 39 etichette top che testimoniano il crescente livello dei prodotti romagnoli e l¹ottima qualità dei prodotti ottenuti dalla favorevole vendemmia del 2003. Una annata calda e siccitosa che ha premiato i vini rossi con particolare riguardo ai rossi passiti. Ad avere la meglio è ancora una volta il Sangiovese di Romagna, in testa con 17 etichette (di cui 12 nella tipologia Riserva, 3 per il Superiore e 2 Igt), seguito, a sorpresa, da 6 vini rossi dolci ottenuti da uve stramature. Ottima performance anche per l¹Albana di Romagna Docg con 4 etichette, delle quali tre nella versione Passito. Ancora più ricca di contenuti la parte introduttiva della guida con un capitolo sulla gastronomia e i prodotti tipici del territorio che porta la firma del giornalista e scrittore Graziano Pozzetto, esperto di enogastronomia, e un¹utile panoramica sulle tecniche di degustazione, svelate dal sommelier degustatore Bruno Piccioni. Ampio spazio viene dedicato agli itinerari lungo le quattro Strade dei Vini e dei Sapori di Romagna, ulteriore vetrina per il territorio e i suoi prodotti. Realizzata anche quest¹anno con il sostegno di enti e istituzioni del territorio (la Regione, le quattro Province, l¹Ente Tutela Vini di Romagna e le Camere di Commercio) ³La Romagna da bere² consolida con l¹uscita del terzo volume il suo ruolo di promotrice del vino e del brand Romagna nel suo insieme. Una funzione affidata oltre che al volume cartaceo al sito internet di riferimento, www. Romagnadeivini. It, in cui tutti i contenuti della guida sono declinati in rete anche in lingua inglese e francese. La Romagna da Bere ­ Scheda Tecnica. ³La Romagna da bere edizione 2006/2007² è costituita da una parte introduttiva dedicata ai vini e alla gastronomia romagnola e da un corpo principale dedicato alla aziende, divise nelle sei principali zone vitate orientate da sud a nord: Riminese, Cesenate, Forlivese, Ravennate, Faentino e Imolese. Le schede - A ogni produttore è dedicata una doppia pagina contenente una breve descrizione dell¹azienda, la scheda di due vini degustati dalle commissioni di Sommelier Degustatori Ais accompagnati dalle foto delle bottiglie, e la segnalazione di altre etichette prodotte dalla stessa azienda, per un totale di oltre 1000 etichette di qualità contenute nel volume. Le degustazioni - Sono state effettuate alla cieca dalle commissioni di Sommelier Degustatori Ais, seguendo la metodologia e la scheda di degustazione adottata dall¹Associazione Italiana Sommeliers, che prevede una valutazione in centesimi. Al punteggio ottenuto dal vino corrisponde un diverso numero di acini colorati all¹interno del simbolo del grappolo. Le eccellenze - La stella, che compare a fianco dei vini che hanno ottenuto il massimo del punteggio, indica le eccellenze, massime espressioni della produzione enologica romagnola di qualità elevata. Le eccellenze dell¹edizione 2006/2007 sono in totale 39, spalmate su 30 aziende. Distribuzione della guida Pubblicata in 10. 000 copie, la guida è in vendita nelle librerie dell¹Emilia Romagna dal mese di luglio al costo di 8,90 euro e nelle edicole romagnole in abbinamento alla rivista Mare&monti a partire dal numero di agosto/settembre, allo stesso prezzo. E¹ inoltre acquistabile online tramite il sito www. Romagnadeivini. It, che con la trasposizione in rete dei contenuti della guida in triplice lingua (italiano/inglese/francese) costituisce una ulteriore vetrina per il vino romagnolo in Italia e all¹estero. .  
   
   
AL VIA LA QUINTA EDIZIONE DI “COCCO...WINE"  
 
Si annunciano le date della 5° Edizione di Cocco… Wine! Sabato 2 settembre (dalle ore 17 alle 23) e domenica 3 settembre (dalle 15 alle 19. 30) il centro storico di Cocconato verrà animato dalla quinta edizione di “Cocco Wine”, evento ideato e organizzato dall’Associazione Go Wine e dal Comune di Cocconato. Dopo i lusinghieri risultati ottenuti nella scorsa edizione riguardanti il numero delle aziende espositrici ed il pubblico partecipante alla rassegna si è deciso di confermare la manifestazione anche nella giornata di domenica, con un ricco programma di assaggi. Il rafforzamento di “Cocco Wine” – dichiara Massimo Corrado (Presidente dell’Associazione Go Wine) è in linea con la filosofia della nostra Associazione, nata per i consumatori-turisti del vino. L’evento rappresenta un ideale appuntamento per il turista e con l’inserimento della giornata di domenica, si offrirà ai visitatori l’opportunità di pianificare un week-end enogastromico nell’interessante territorio del Monferrato Astigiano e di conoscere e degustare i vini ed i prodotti espressione di questa terra” Il banco d’assaggio dei produttori animerà Via Roma, da Piazza Cavour fino a Piazza Statuto: la Barbera d’Asti e del Monferrato, insieme agli altri vini della zona, accompagneranno formaggi, salumi e dolci, che ben esprimono la storica vocazione alla gastronomia di qualità della zona e la sua ricca tradizione di ristorazione. Luigi Dezzani, Assessore e noto produttore del Comune di Cocconato, dichiara: “La quinta edizione di Cocco Wine è la conferma che la manifestazione si sta affermando come vetrina dei prodotti del territorio che vengono esposti e fatti degustare dai produttori locali, sempre più numerosi. Invitiamo tutti a visitare il Monferrato che sta dimostrando, sempre di più, di essere una realtà attiva, rappresentando una delle porte principali di accesso alle colline piemontesi. ” Cocconato è anche conosciuta come la “Riviera del Monferrato”, grazie al particolare microclima della zona che consente, per esempio, la crescita di palme ed altre piante mediterranee. Si erge in una posizione appartata ad oltre 500 metri s. L. M. Ed il singolare nome deriva dal latino “cum conatu”, a testimonianza schietta e sincera dello sforzo che occorreva, per arrivarci, in un tempo senza automobili, arrampicandosi a piedi o risalendo lentamente a cavallo le tortuose strade collinari che conducono alla località monferrina.  
   
   
CUCINA ETNICA PROTAGONISTA NEGLI ANTARES HOTELS DI MILANO  
 
Serate a tema negli spazi congressuali degli Antares Hotels di Milano. Si tratta di una nuova opportunità per le aziende che scelgono un Antares Hotel per le proprie riunioni e desiderano offrire una serata diversa ai partecipanti. Infatti i tre Hotels propongono la realizzazione di una serata su un tema gastronomico legato alle cucine di altri Paesi con la possibilità di abbinare anche la proiezione di un film girato o prodotto in quel paese. Le proposte sono molteplici: per esempio tra le principali di sicuro successo "Tra sushi & sakè", cena a buffet a base di sushi, hosomaki e uramaki, edamame in salsa di soia, shake onigiri, biscotti di riso e naturalmente tanto saké servito anche in gustosi cocktail quali aperitivi. Oppure "Cous cous & dintorni", un buffet di ispirazione mediterranea, con cucina greca, turca e marocchina, in cui saranno protagonisti piatti quali i dolmades (tipici involtini di riso in foglia di vite), la bamia in salsa di pomodoro, i mezedes i tipici antipasti greci a base di olive nere, verdure sottaceto, acciughe e fagioli bianchi, e poi ancora kebab con salse assortite, cous-cous secondo varie declinazioni, per finire con i Lokoum, dolcetti al cocco al pistacchio, all´arancia e al limone. Accompagnano le portate vino bianco greco Retzina, il cocktail di Ouzo e vini di Sicilia. Infine "Cocktail champagne", un´alternativa di provenienza francese, con patè, crêpes salate e dolci, formaggi, carrè d´agnello, mostarde, flan assortiti e degustazione di marmellate…, unitamente a Champagne e vini d´Oltralpe bianchi e rossi. I buffet vengono allestiti richiamando i colori e l´atmosfera dei Paesi di provenienza creando un ambiente particolarmente accogliente e invitante per una serata alla scoperta di sapori e tradizioni etniche. Alla cena può essere abbinata la proiezione di un film su maxischermo per completare la serata. Www. Antareshotels. Com.  
   
   
IL PASTIFICIO ARTIGIANO FABBRI PROPONE LE PAPPARDELLE DI SAN LORENZO: UNA PASTA INSOLITA REALIZZATA ARTIGIANALMENTE COME UNA VOLTA, TRAFILATA IN BRONZO, RICCA DI SAPORE E DI PROFUMO DI GRANO  
 
Mangiare le pappardelle di San Lorenzo il 10 di Agosto porta fortuna! A Firenze, per molti secoli, questa festa è stata celebrata con grandi festeggiamenti che coinvolgevano l’intera città. I Medici ebbero in tale considerazione San Lorenzo, da scegliere la sua chiesa come mausoleo di famiglia. Anche i Lorena mantennero viva la tradizione della festa popolare: durante il Granducato di Toscana, per San Lorenzo, si correva un "palio" a cavallo in onore del santo. Legati a San Lorenzo erano, nella Firenze delle Arti rinascimentali, i Fornai che avevano scelto come patrono proprio il santo morto sulla graticola. Nel quartiere di San Lorenzo svolgevano la loro attività molti fornai che, il 10 di Agosto, addobbavano le botteghe con pane lavorato in forme fantasiose e pastai, che preparavano una sfoglia sottile che, tagliata in grosse strisce con un lato increspato, venivano chiamate "lasagne" ma che erano, in realtà, pappardelle. Era una festa importante e in quel giorno i pastai di Firenze, mettendo da parte rivalità e gelosie, onoravano il loro patrono offrendo piatti di pasta e, accostamento bizzarro, "cocomero" a chiunque passasse nel quartiere. Il pastificio artigiano fabbri. Da quattro generazioni la famiglia Fabbri, nel suo pastificio artigianale di Strada in Chianti, alle porte di Firenze, custodisce con cura i segreti per la produzione della pasta fatta proprio come una volta. Il Pastificio Artigiano Fabbri è uno dei pochi ancora esistenti in Italia a rispettare i tempi della natura nei processi di lavorazione: in ogni fase della trasformazione, dalla materia prima al prodotto finito, è stata abolita la parola “fretta”, tutto a vantaggio del prodotto, preparato con semola di ottima qualità, ricavata da grani selezionati. La lavorazione della pasta avviene ancora oggi artigianalmente e si caratterizza per la scelta di semole ricavate da frumenti selezionati e per la trafilatura in stampi di bronzo. Il processo di lavorazione è lento e rispettoso dei tempi della natura: l’impasto, una volta reso omogeneo, passa alla compressione per divenire più compatto; qui si fa ancora ricorso all’apporto di presse risalenti al Dopoguerra, capaci di valorizzare appieno le proprietà del glutine, senza alterare le proprietà naturali delle materie prime. L’asciugatura avviene sui telai e richiede tempi molto lunghi, dalle 36 alle 72 ore, tutte a vantaggio del sapore e della tenuta della pasta dopo la cottura. Il vero "segreto" consiste nell´essiccazione a bassa temperatura - rigorosamente inferiore a 38 °C - per evitare processi violenti che causerebbero il deterioramento delle sostanze organolettiche. Tutto ciò garantisce un prodotto inalterato nelle qualità nutrizionali, e dunque ricco di sapore e di profumo di grano .  
   
   
DA OGGI IL LATTE HA QUALCOSA IN PIU´.UNA NOVITA´ PRO-ACTIV PER LA PRIMA COLAZIONE  
 
Grazie al nuovo latte addizionato di steroli vegetali, Pro-activ aiuta a ridurre il colesterolo fin dal mattino Da oggi Pro-activ ha aggiunto gli steroli vegetali anche al latte parzialmente scremato, mettendo a disposizione di quanti desiderano ridurre il proprio livello di colesterolo, attraverso l’alimentazione, un nuovo prezioso aiuto quotidiano. Il latte Pro-activ con steroli vegetali può essere gustato freddo o caldo ed è quindi ideale per preparare il cappuccino, il caffè latte o altre bontà per cominciare bene la giornata. “L’idea di questo lancio è nata sulla base di ricerche di mercato che hanno evidenziato come il 90% delle persone con il colesterolo alto consuma abitualmente latte”, dichiara Daniele Bondì, A. D. Di Unilever Italia Div. Foods. “Un gruppo ampio di persone dalle esigenze particolari, a cui Pro-activ ha voluto rispondere con un prodotto che costituisce un’opportunità in più per ridurre il proprio livello di colesterolo con gusto e semplicità” Il latte addizionato di steroli vegetali si aggiunge all’innovativa gamma di prodotti – l’unica del comparto per varietà e completezza – con cui Pro-activ intende rispondere alle esigenze di un consumatore sempre più attento alla corretta alimentazione e al proprio benessere. Il consumatore da oggi può quindi scegliere di consumare un minidrink al giorno, tutti i giorni, oppure fino a tre porzioni al giorno di Pro-activ al cucchiaio, dello spalmabile a base vegetale o del latte con steroli vegetali. I prodotti della linea Pro-activ sono disponibili nel banco frigo di ipermercati, supermercati e negozi alimentari. Numerosi studi scientifici dimostrano che il consumo quotidiano di steroli vegetali – nell’ambito di un’alimentazione equilibrata e varia, ricca di frutta e di verdura – riduce il livello di colesterolo Ldl (colesterolo cattivo). Questo costituisce un aiuto per contrastare l´insorgenza del rischio cardiovascolare. Unilever Food and Health Research Institute, l’Istituto di Unilever per la ricerca e la salute, da sempre consapevole del ruolo primario dell’alimentazione nella prevenzione cardiovascolare, ha iniziato a studiare gli steroli vegetali già dagli anni ‘80, come numerosi scienziati indipendenti. Da allora, oltre 40 studi sono stati pubblicati sulle riviste scientifiche internazionali più prestigiose. Spiega Gert Meijer, Direttore di Unilever Food and Health Research Institute: “Il nostro obiettivo è stato quello di fornire fondamenti scientifici per creare una nuova categoria di prodotti “Heart health”, funzionali e ad alto valore aggiunto per il consumatore””. L’autorevolezza di tali studi scientifici ha permesso a Unilever Food and Health Research Institute di stringere importanti partnership, all’insegna dell’impegno nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Unilever ha infatti stretto con World Heart Federation una partnership a livello mondiale incentrata sulla continua informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui fattori di rischio delle malattie cardiovascolari. World Heart Federation e Pro-activ lavorano insieme per promuovere la salute del cuore. In Italia la Fondazione Italiana per il Cuore, membro effettivo per l’Italia di World Heart Federation e di European Heart Network, che da anni dedica la massima attenzione ai temi della prevenzione cardiovascolare, riconosce nella ricerca di Unilever Health Institute l’impegno scientifico che ha reso possibile lo sviluppo e l’impiego dei prodotti alimentari addizionati di steroli vegetali. Secondo Andrea Poli, Direttore Scientifico della Fondazione Italiana per il Cuore: “I prodotti alimentari addizionati di steroli vegetali rappresentano un’arma importante nelle mani del medico per ottimizzare il controllo della colesterolemia nei suoi pazienti”. Grazie ai riconosciuti effetti benefici degli steroli vegetali sul livello di colesterolo e alle evidenze scientifiche che li supportano, i prodotti Pro-activ appartengono alla famiglia dei “novel food”, ovvero alimenti funzionali che si ottengono attraverso nuovi processi o nuovi ingredienti, la cui autorizzazione alla commercializzazione è stata concessa dal Comitato Scientifico della Comunità Europea (Novel Foods Scientific Committee). Www. Proactiv. It.  
   
   
I FRESCHI BRESCIALAT: UN’OTTIMA IDEA PER TANTE RICETTE LEGGERE  
 
La linea dei formaggi freschi Brescialat è caratterizzata dall’altissima qualità e dal rispetto delle tradizioni. Tante ricette fresche e leggere per l’estate grazie alla linea dei freschi Una freschezza nuova irrompe sul mercato alimentare portando una ventata di rinnovamento e bontà su tutte le tavole italiane: la bontà e il gusto pieno e genuino sono solo alcune delle innumerevoli caratteristiche che contraddistinguono la leggera linea dei Freschi di Brescialat. I formaggi freschi sono da sempre il vanto di Brescialat, azienda agroalimentare dedita alla produzione, lavorazione, confezionamento e commercializzazione di prodotti lattiero-caseari, articolata in varie linee (Brescialat Freschi, Brescialat Stagionati, Cascina delle Betulle, Tesori di Sardegna, Tesori d’Italia). Tutti i formaggi della linea Freschi di Brescialat (Crescenza, Stracchino, Stracchino allo yogurt, Fior di Robiolino, Fior di Caprino, Ricotta e Delizia Light) sono un’ottima alternativa soli o accompagnati in insalata, per un pasto completo, sano e leggero, soprattutto d’estate, quando fa caldo e si desidera maggiormente mangiare qualcosa di fresco. Tante ricette in cui l’ingrediente caratteristico è il formaggio: Caprino, Stracchino, Robiolino, ecc. A partire da una leggera bruschetta fino alla sempre stuzzicante insalata, proposte sfiziose per utilizzarlo in cucina in modo diverso dal solito. L’insalata dovrebbe essere una gioia per gli occhi, oltre che per il palato. La sua preparazione richiede fantasia e gusto nel combinare i vari ingredienti, i sapori e, perché no, anche i colori. Le insalate sono una miniera infinita di vitamine che rappresentano una difesa naturale contro le sostanze nocive. Hanno inoltre il vantaggio di essere inserite nella dieta quotidiana sotto varie forme: come antipasto, come contorno ma anche come piatto unico. Vi proponiamo due ricette alternative e gustose da preparare con due formaggi leggeri della linea Freschi Brescialat: Bruschetta con Fior di Caprino e Insalata Fantasia con Stracchino allo Yogurt. Bruschetta con Fior di Caprino: formaggio fresco e delicato, ideale da spalmare. Preparare del burro con aggiunta di aglio, pestando gli spicchi e amalgamando tutto insieme. Quindi mettere nel frullatore un cucchiaio di burro insieme al Fior di Caprino Brescialat, alla pasta di acciughe, alle noci sgusciate e sminuzzate, a un pizzico di peperoncino e a poco olio extra-vergine di oliva. Frullate in modo da ottenere un composto omogeneo. Nel frattempo abbrustolite le fette di pane, disponetele su un piatto e spalmatele con la crema ottenuta. Insalata fantasia con Stracchino allo Yogurt: formaggio che unisce in un unico prodotto la bontà al benessere grazie all’utilizzo dei fermenti lattici vivi dello yogurt. Mondate una costola di sedano, lavatela e tagliatela a fettine sottili; lo stesso fate con la zucchina, dopo averla lavata e divisa a metà. Tagliate a tocchetti i pomodorini; tritate quindi la cipolla. Sciacquate le capesante, sbollentatele in acqua leggermente salata, scolatele e sistematele in un’insalatiera insieme con il riso e gli altri ingredienti. Preparate infine il condimento e aggiuntete lo Stracchino allo yogurt Brescialat in quantità desiderata. Condite e lasciate riposare in frigorifero per un’ora. Servite l’insalata guarnita con crescione e cedrina, sopra un letto di foglie di radicchio rosso. .  
   
   
COLLABORAZIONE TRA LA RIGONI DI ASIAGO E FIGURELLA PER IL MANGIARE SANO E MANTENERE LA LINEA  
 
Nasce da un’identità di obiettivi e dalla medesima filosofia del benessere l’accordo per cui da settembre verranno distribuiti agli ospiti dei centri Figurella, pratici ricettari realizzati in collaborazione con la Rigoni di Asiago: “La buona tavola leggera: 24 ricette dolci senza sensi di colpa. ” E’ infatti risaputo che i prodotti Rigoni di Asiago si identificano con le linee guida per una moderna e corretta alimentazione tracciate dagli istituti di ricerca sulla nutrizione di tutto il mondo: un’alimentazione sana, corretta ed equilibrata, a ridotto contenuto calorico e a basso indice glicemico contribuisce in modo determinate, insieme ad un’attività fisica costante e moderata, al nostro benessere. I prodotti Rigoni di Asiago, tutti rigorosamente biologici, comprendono più di 15 tipi di miele, le confetture Fiordifrutta, proposte in più di 20 gusti, dolcificate esclusivamente con lo zucchero delle mele che, oltre ad essere a basso tasso glicemico e poco calorico, conservano intatto, grazie ad una esclusiva lavorazione a freddo, il proprio contenuto di vitamine, Dolcedì, lo zucchero delle mele, e Nocciolata, la golosa crema di nocciola, completamente naturale e senza conservanti.  
   
   
SAMSUNG PRESENTA SPEEDOVEN, IL NUOVO FORNO DA INCASSO CHE UNISCE UNA VELOCITÀ DI COTTURA SENZA CONFRONTI AD UN DESIGN ELEGANTE E CONTEMPORANEO  
 
Vuoi risparmiare tempo in cucina? Scegli una cucina dotata del nuovissimo Speedoven, l’unico forno da incasso in grado di cambiare radicalmente le abitudini in cucina perché cuoce in maniera perfetta impiegando un terzo del tempo necessario rispetto ad un forno tradizionale. Speedoven nasce dalla più avanzata tecnologia Samsung, da sempre in grado di anticipare le tendenze di mercato attraverso la creazione di forni dalle funzioni e performance esclusive. Speedoven si caratterizza per 5 diverse modalità di cottura: a convezione, grill superiore, grill inferiore, microonde e azione combinata, mettendo così a disposizione il mix ideale di cottura per ogni pietanza e riducendo i tempi di realizzazione per piatti dal gusto sempre insuperabile. Compatto e resistente, il nuovo forno da incasso Samsung è molto semplice da utilizzare grazie ad un’apposita guida luminosa, accessibile con un semplice tocco su un ampio display a Led blu, che assiste tutte le fasi di cottura. Speedoven si apre dall’alto, dispone di ben 5 livelli di posizionamento della teglia e presenta un vano interno in ceramica smaltata per garantire lunga durata e una protezione totale contro graffi e cattivi odori. E’ dotato anche della comoda funzione autopulente che può essere attivata semplicemente versando sul fondo 100 cc di acqua che il calore trasforma in vapore con effetto sgrassante. Come da tradizione Samsung non può mancare anche in questo nuovo gioiello, scelto dai migliori produttori di cucine italiane, grande attenzione all’estetica e al design: la cura dei dettagli è estrema, il rivestimento in elegante satinato disegna superfici compatte sulle quali si stagliano due eleganti manopole a scomparsa. Evoluto nelle funzioni, il nuovo forno da incasso Speedoven di Samsung rende la cottura di piatti gustosi più veloce, semplice e divertente!.  
   
   
ACTIFIBRA IL PRIMO INTEGRATORE ANTIGONFIORE CON ESTRATTO DI SEMI DI FINOCCHIO  
 
A base di fibre liquide e con in più il prezioso componente naturale, il nuovo prodotto Naturando regolarizza dolcemente Da sempre la regolarità intestinale è considerata indice di salute, mentre stipsi e diarrea minano la nostra flora batterica e di conseguenza il nostro benessere. Per il funzionamento intestinale è fondamentale l’assunzione delle fibre alimentari. Le fibre alimentari sono parti di alimenti vegetali (frutta e verdura, cereali, noci e semi, legumi) polisaccaridi, ossia zuccheri, che non apportano calorie, ma transitano nello stomaco e nell´intestino senza essere digerite svolgendo due importanti azioni: reagiscono chimicamente con i batteri che vivono normalmente nell’intestino producendo sostanze che sono "lassativi naturali"; inoltre durante il transito intestinale si imbevono di acqua, aumentando la morbidezza ed il volume delle feci, con conseguente stimolo alla defecazione Oggi gli stili di vita occidentali, sedentarietà, cattiva alimentazione, frequenti viaggi in Paesi con abitudini alimentari troppo differenti, provocano in sempre più persone un problema intestinale cronico. La maggior parte dei prodotti a base di fibra aiutano l’intestino, ma possono provocare gonfiore addominale perché le fibre stazionando nelle anse causano irritazioni. Per la normalizzazione intestinale Naturando propone Actifibra, a base di fibre vegetali, ma liquide, proprio per facilitarne il transito ed evitare disturbi, e in più con estratto di semi di finocchio, antigonfiore per eccellenza. Tutta la formulazione è stata studiata per massimizzare i benefici della fibra limitando ogni controindicazione. Le fibre utilizzate sono, infatti, Fruttoligosaccaridi a corta catena con effetto bifidogeno, ottimi contro stipsi e diarrea, humus su cui naturalmente l’organismo fa crescere la flora intestinale, e fibre di acacia, per inglobare acqua e aumentare la massa fecale favorendo un flusso dolce e regolare; la dose di fibra contenuta in Actifibra, 5gr, è efficace senza danni collaterali. Un’altra caratteristica importante che distingue Actifibra: non dà assuefazione. Actifibra si trova in confezioni da 12 bustine nelle migliori erboristerie e farmacie al prezzo di € 12. Si consiglia l’assunzione di 1 bustina al giorno, miscelata con acqua, yogurt o succhi di frutta. Il prodotto può essere assunto sempre, sia d’inverno che d’estate e non presenta alcuna controindicazione. .