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Notiziario Marketpress di Mercoledì 20 Settembre 2006
TONNI ‘SPIATI’ DAL SATELLITE PER SALVARLI DALL’ESTINZIONE L’11% DELLE 600.000 TONNELLATE ANNUE DELLE CATTURE AVVIENE NEI NOSTRI MARI  
 
Roma - Quali sono le rotte del tonno rosso? Quanto sono influenzate dai fattori ambientali? Del Thunnus Thynnus non si conoscono tutti i parametri comportamentali e per svelarne i segreti si è ora deciso di utilizzare il monitoraggio satellitare: questa specie è infatti tra quelle a maggior rischio di estinzione, sia per l’evoluzione delle tecniche di pesca (dalla tonnara fissa alla tonnara volante, con rete calata in mare aperto da motopeschereccio), sia per la forte richiesta del mercato, che la rende una tra quelle economicamente più importanti del Mediterraneo. L’osservazione degli stock di questi grandi pelagici è l’obiettivo principale del progetto "Individuazione di indicatori Ambientali derivabili da Satellite per la gestione sostenibile degli stocks di grandi Pelagici" (Iasp), finanziato dalla Regione Campania su fondi Ue (Strumento Finanziario di Orientamento della Pesca) e coordinato dall’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, in collaborazione con la Stazione Zoologica “Anton Dohrn”, la Società Cooperativa Ketos di Napoli e la De. Mo. Pesca s. A. S. Di Cetara (Sa). I risultati della ricerca, che si è svolta da ottobre 2004 a giugno 2006, verranno presentati lunedì 24 luglio a Napoli, alle ore 10, presso la Stazione Zoologica. L’osservazione del mare dallo spazio fornisce dati continuativi e globali sull’ambiente marino mediante l’osservazione della migrazione di singoli individui su cui è stato impiantato un micro-trasmettitore. “Nei nostri mari viene pescato l’11% delle 600. 000 tonnellate annue di catture complessive in Mediterraneo ed Atlantico”, spiega Rosalia Santoleri dell’Isac-cnr. “Per la gestione sostenibile di questa specie occorrono quindi maggiori conoscenze sulle condizioni ambientali in cui il tonno vive e si riproduce, a tutt’oggi ancora scarse”. Tra i primi risultati del Progetto, la scoperta che i tonni cambiano le rotte migratorie ogni 10 anni, oltre che nella periodicità di 20–100 anni individuata in precedenza. “La novità è emersa dalle analisi statistiche delle serie storiche (1950-2005) dei dati di cattura dell´International Commission for the Conservation of Atlantic Tuna (Iccat)”, continua Francesco Bignami dell’Isac. “Le fluttuazioni decennali sono state rilevate in particolare nello Stretto di Sicilia, nei mari Ionio, Tirreno e Ligure e nelle Baleari. Inoltre, l´analisi combinata dei dati satellitari (temperatura e colore del mare) e quelli di pescato relativi alle campagne 2003-2004, messi a disposizione dalla De. Mo. Pesca, ha fatto emergere alcune caratteristiche principali sulla distribuzione spazio-temporale. I tonni grandi (oltre 150 kg e 2 m di lunghezza) nel mese di giugno prediligono le acque più calde dello Stretto di Sicilia e del Mar Tirreno Meridionale. Il tonno rosso poi evita le acque torbide e/o più ricche di clorofilla, come quelle delle zone costiere”. “Sono stati messi in relazione i punti di pesca con le principali strutture frontali di temperatura e di clorofilla, dove si riscontrano i gradienti massimi dei due parametri osservati da satellite”, aggiunge Santoleri, “e si è visto che i tonni grandi si dispongono sia in prossimità (0-20 km) dei fronti termici, sia a distanze di 40-60 km, mentre gli individui di taglia piccola sono più sistematicamente pescati o avvistati in prossimità delle zone frontali (0-20 km), generalmente più ricche di prede. Il differente comportamento dei tonni grandi potrebbe essere correlato al loro stato di predazione/nutrizione o di digiuno durante la fase riproduttiva. Gli individui piccoli invece si terrebbero vicino ai fronti per nutrirsi”. Nel corso del progetto è stata simulata anche la distribuzione di una specie di zooplancton (il krill mediterraneo), fonte di cibo per molte prede del tonno rosso: i risultati mostrano che i punti di pesca sono effettivamente ubicati in prossimità delle zone più produttive di krill, tra cui lo Stretto di Sicilia ed il Canale di Sardegna. Infine è stata avviata l’implementazione di un software Gis per la gestione dello stock di tonno rosso. “Il progetto Iasp”, conclude Bignami, “ha messo in luce correlazioni significative tra pescato e indicatori ambientali, la cui definizione andrebbe monitorata per una gestione sostenibile della risorsa ittica, obiettivo che richiede ancora un notevole sforzo nell’attività di ricerca”. .  
   
   
CENTRALE DEL LATTE DI TORINO & C. S.P.A.: SEMESTRALE AL 30 GIUGNO 2006. RICAVI NETTI CONSOLIDATI PARI A 49,5 MILIONI DI EURO (+2,8%), MARGINE OPERATIVO LORDO (EBITDA) DI 5,4 MILIONI DI EURO (+8%), MARGINE OPERATIVO NETTO (EBIT) DI 3,3 MILIONI DI EURO (+16,6%) E UTILE NETTO DOPO LE IMPOSTE 1,5 MILIONI DI EURO (+33,5%).  
 
Torino - Il Consiglio di Amministrazione di Centrale del Latte di Torino S. P. A. - società operante, unitamente alle controllate Centro Latte Rapallo e Centrale del Latte di Vicenza, nella produzione e commercializzazione di latte fresco, derivati e prodotti ultrafreschi e quotata al segmento Star della Borsa Italiana - ha approvato il 19 settembre 2006 la relazione semestrale al 30 giugno 2006. Nel periodo, il Gruppo ha realizzato ricavi netti consolidati per 49,5 milioni di Euro registrando un incremento del 2,8% rispetto ai 48,1 milioni di Euro dello stesso periodo dell’esercizio precedente. Alla composizione dei ricavi hanno contribuito le vendite dei prodotti “latte fresco” per il 46,2%, “latte Uht” per il 19,5%, “yogurt” per l’8,4% “latte e panna sfusi” per il 3,2% e “altri prodotti confezionati” per il 22,7%. A livello di marginalità, il Gruppo ha registrato un margine operativo lordo (Ebitda) pari a 5,4 milioni di Euro in aumento dell’8% rispetto ai 5 milioni di Euro del 30/6/2005, mentre il risultato operativo (Ebit) raggiunge i 3,3 milioni di Euro, in crescita del 16,6% rispetto ai 2,8 milioni di Euro al 30/6/2005. Per ciò che riguarda l’utile netto, questo è stato pari a 1,5 milioni di Euro, in aumento del 33,5% rispetto all’1,1 milioni di Euro al 30 giugno 2005. La posizione finanziaria netta del Gruppo al 30 giugno 2006, dopo aver pagato dividendi e imposte sul reddito, è negativa per 3,5 milioni di Euro rispetto al dato negativo di 933 mila Euro dello stesso periodo dell’esercizio precedente. L’incremento del debito è riconducibile agli investimenti effettuati per il nuovo stabilimento di Vicenza il cui avvio è previsto nel primo semestre 2007. Per quanto riguarda la Capogruppo Centrale del Latte di Torino, la società, al 30 giugno 2006, ha registrato ricavi netti pari a 29,8 milioni di Euro, rispetto ai 28,8 milioni di Euro del 30 giugno 2005, con un incremento del 3,4%. Il margine operativo lordo (Ebitda) è passato da 3,8 milioni di Euro del primo semestre 2005 a 4,4 milioni di Euro del primo semestre 2006 (+16,4%); il risultato operativo (Ebit) è stato di 3,6 milioni di Euro rispetto ai 2,7 milioni di Euro del primo semestre 2005 (+28,4%); infine l’utile netto passa da 1,5 milioni di Euro dell’anno precedente ai 2,1 milioni di Euro del primo semestre 2006 con un incremento del 36,5%. Il Consiglio di Amministrazione ha preso visione e approvato il business plan per il periodo 2007/2009 che prevede un obiettivo di fatturato consolidato alla fine dell’esercizio 2009 pari a 115,5 milioni di Euro (Cagr 5,8%) con un Ebitda di 15,1 milioni di Euro pari al 13% del fatturato (Cagr del 13,2%). “I risultati conseguiti nei primi sei mesi dell’anno - afferma Luigi Luzzati, Presidente di Centrale del Latte di Torino & C. S. P. A - hanno mostrato un positivo andamento dei ricavi per tutte le società del Gruppo, confermando così le nostre previsioni per l’intero esercizio che vedono un contenuto incremento delle vendite a valore del Gruppo e un significativo miglioramento del risultato d’esercizio”. . .  
   
   
FINANZIARIA: RISPETTARE GLI IMPEGNI DEL DPEF SENZA PERICOLOSE DERIVE VERSO L´AUMENTO DELLE ENTRATE  
 
 “Più ci si avvicina alla presentazione della finanziaria per il 2007, più emergono i nodi di una manovra difficile. Difficile perché dovrà essere robusta, ma anche perché i conflitti all’interno della maggioranza si stanno manifestando con evidenza. Il rischio è che prevalgano le visioni del “partito della spesa”. Cioè di quelle componenti che intendono tutelare uno schema di stato sociale che non è più sostenibile. E che, soprattutto, è costoso ed inefficiente. ” Lo ha detto il presidente della Confagricoltura, Federico Vecchioni, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Palazzo Della Valle. Insomma, a parere di Confagricoltura, mentre ci si avvia alla stesura del disegno di legge, sbiadiscono sempre di più i principi - risanamento, equità, sviluppo – con i quali il Dpef aveva sancito i contenuti essenziali della manovra. Tre capisaldi sui quali si era registrato il consenso del Parlamento e delle forze sociali, ma che ora si scontrano con la dura realtà di chi deve individuare i capitoli di spesa meritevoli di intervento. E si cominciano a porre dubbi anche su decisioni che sembravano già acquisite, come il taglio del cuneo fiscale. “Una marcia indietro su questo aspetto - ha detto Vecchioni - significherebbe smentire un´altra delle affermazioni del Dpef, e cioè quel ruolo da protagonisti per le imprese, vero motore dell’economia. ” C’è il rischio, secondo Confagricoltura, di provocare una “deriva” che finirebbe con il vanificare gli impegni presi sul fronte dei contenimento delle spese, privilegiando la più facile strada dell’aumento delle entrate. Il presidente ha rimarcato il fatto che il buon andamento dei conti pubblici è dovuto solo ad un incremento del gettito fiscale. Come confermano i dati diffusi ieri dal ministero dell’Economia sull’aumento del gettito che nei primi sette mesi del 2006 è cresciuto di ben 24,2 miliardi, il 12,6% rispetto allo stesso periodo del 2005. “Da un lato - ha rimarcato Vecchioni - ciò significa che oggi sono cittadini ed imprese a sostenere i sacrifici; dall’altro, che rimangono immutate le necessità di intervenire sui grandi capitoli della spesa pubblica: previdenza, sanità, pubblico impiego ed enti locali. Ciò potrebbe consentire al Paese di rispettare gli impegni verso l’Unione Europea e riprendere il cammino per la riduzione del debito pubblico, senza intaccare le prospettive di ripresa. Per quanto riguarda il settore agricolo, si pone con immediatezza il problema del rispetto degli impegni presi in sede di Dpef, ove si parlava specificamente di “stabilizzazione del regime fiscale”. “E’ perciò necessario - ha detto Vecchioni - confermare l’aliquota Irap all’attuale 1,9%, senza ulteriori inasprimenti su altri versanti, anche in considerazione dell’aggravio subito sul fronte delle imposte sui trasferimenti dei terreni agricoli, che hanno visto un consistente incremento con la manovra dello scorso luglio, in assenza di ogni forma di concertazione. ” Le criticità, per il settore agricolo, non si esauriscono qui, ed il malessere delle campagne è responsabilmente avvertito da chi, come Confagricoltura, deve esserne cassa di risonanza. “In assenza di una verificata coerenza nelle imminenti scelte del Governo – ha concluso il presidente - non vorremmo dover intraprendere la strada, a noi non congeniale, della protesta visibile. ” .  
   
   
TAVOLO BIETICOLO-SACCARIFERO A ROMA  
 
Bologna - A conclusione della riunione del Tavolo bieticolo-saccarifero, convocato a Roma per valutare gli aspetti legati alla ristrutturazione ed alla riconversione del settore, il Ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro ha confermato che non vi sarà contestualità tra la cessazione dell’attività e l’approvazione dei progetti di riconversione, perché ciò è impedito dal regolamento comunitario il quale subordina la chiusura degli impianti esclusivamente alla bonifica dei siti ed alla presentazione di un Piano sociale ed ambientale. “Quindi - ha aggiunto De Castro - i progetti di riconversione saranno esaminati successivamente alla conclusione dell’iter della dismissione”. A questo proposito il Ministro ha annunciato una riunione dell’apposito Comitato interministeriale, preceduta da un incontro con le Regioni, per il mese di ottobre. “Questa situazione – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni – è motivo di forte preoccupazione. La mancanza di contestualità tra indennizzo comunitario ai gruppi saccariferi che hanno ridotto la produzione e l’approvazione delle riconversioni lascia queste ultime in una condizione di indeterminatezza progettuale e temporale. E’ comunque importante che il Comitato interministeriale, che deve approvare i progetti di riconversione, si riunisca rispettando la tempistica indicata dal Ministro”. “Al Comitato chiediamo – ha proseguito Rabboni - di predisporre tutte le iniziative in grado di favorire lo sviluppo di nuove filiere agro-industriali, con particolare riferimento al settore energetico, e di consentire un rapido avvio dei progetti. Ciò potrà contribuire a stringere i tempi ed a chiarire alcuni aspetti generali ancora controversi. La situazione che si sta delineando rischia di ritardare la messa a punto dei progetti di riconversione, assolutamente necessari per garantire lo sviluppo di nuove filiere agricole e il futuro dei lavoratori del comparto bieticolo-saccarifero. Ricordo che l’Emilia-romagna è stata interessata dalla chiusura di sei impianti sui nove in attività prima della riforma dell’Ocm con pesanti ripercussioni occupazionali, economiche e sociali che richiedono una risposta adeguata in tempi brevi”. “Da parte nostra – ha continuato Rabboni - intendiamo comunque proseguire l’azione avviata con gli Enti locali ed i gruppi industriali, per verificare la fattibilità dei progetti. Per i tre zuccherifici attualmente in attività nella nostra regione - Minerbio, San Quirico e Pontelagoscuro - ho chiesto al Ministro De Castro, che ha accolto questa sollecitazione, di intervenire sulle proprietà per ottenere precisi impegni sulla ristrutturazione degli stabilimenti, ristrutturazione che deve recuperare il divario che ci separa dagli altri Paesi produttori”. “È’ assolutamente necessario – ha concluso Rabboni – che si possa contare, per garantire un futuro alla bieticoltura nel nostro Paese anche oltre il periodo transitorio previsto dall’Unione Europea, su un adeguato numero di stabilimenti con dimensioni idonee e con un bacino bieticolo sufficiente per consentirci di competere con gli altri Paesi dell’Unione Europea”. .  
   
   
MUTUO PER LE AVVERSITA’ ATMOSFERICHE; LA BANCA POPOLARE DI NOVARA STANZIA UN PLAFOND DI 10 MILIONI PER LE ATTIVITA’ DANNEGGIATE DALLE AVVERSITA’ ATMOSFERICHE IN LIGURIA  
 
 Verona - In seguito alle avversità atmosferiche che hanno duramente colpito l’agricoltura ligure nella giornate del 13 e 14 settembre 2006, la Banca Popolare di Novara (Gruppo Banco Popolare di Verona e Novara) offre un immediato e concreto supporto a coloro che hanno subito danni. Si è stanziato, perciò, un plafond di complessivi 10 milioni di euro destinato agli agricoltori operanti sull’intero territorio ligure. I beneficiari sono gli imprenditori agricoli, singoli e associati, che hanno subito danni provocati dalle avversità atmosferiche dei giorni scorsi. Il plafond è destinato a coprire necessità finanziarie derivate da mancati ricavi o da spese straordinarie derivanti dai danni arrecati alle strutture produttive. «Si tratta di attuare un intervento che conferma la volontà della Banca Popolare di Novara di essere vicina alle categorie imprenditoriali dei suoi territori storici in modo particolare nei momenti di difficoltà» ha dichiarato l’Amministratore Delegato della Banca Popolare di Novara, il Dott. Domenico De Angelis .  
   
   
BERLYS SCEGLIE TXT PER OTTIMIZZARE IL SERVIZIO E RIDURRE LE SCORTE A MAGAZZINO  
 
Berlys, azienda alimentare spagnola specializzata nella produzione e commercializzazione di prodotti di panetteria e pasticceria surgelati, ha scelto le soluzioni di Demand & Supply Chain Management di Txt per ottimizzare il livello di servizio riducendo nel contempo le scorte a magazzino. Gli ambiti interessati dal progetto sono: la previsione della domanda, la pianificazione della distribuzione, l’ottimizzazione della gestione delle scorte di tutti i prodotti. La realtà di Berlys comprende 8 impianti di produzione, 23 filiali, più di 60 punti di distribuzione, la capacità di servire ogni giorno 13. 000 clienti in tutta la Spagna e una gamma di oltre 350 prodotti differenti. Il progetto con Txt rappresenta per Berlys un’opportunità per dare valore aggiunto quantificabile in termini di riduzione dei costi e aumento del livello di servizio. Come afferma José Mari Urdín, responsabile della logistica di Berlys ” Le soluzioni di Txt ci aiuteranno a massimizzare il livello di servizio al cliente grazie alla maggiore attendibilità del piano previsionale e alla unificazione delle politiche di gestione degli stock per tutti i centri di distribuzione, per i prodotti sia a bassa che ad alta rotazione. Ci attendiamo di ottimizzare i livelli di scorta a magazzino, tematica chiave per chi come noi gestisce quotidianamente ampi volumi di prodotto con vincoli di shelf–life lungo canali distributivi articolati“. Le soluzioni della suite Txtperform adottate da Berlys saranno integrate con il gestionale Sap già in uso in azienda. Tra le ragioni della scelta, Berlys annovera il know-how di Txt nel settore alimentare, la capacità di fornire una soluzione integrata di gestione della domanda e della distribuzione e le numerose referenze in ambito Food & Beverage tra cui Weetabix, Schweppes S. A, Lavazza, Cadbury Emea. .  
   
   
WINEPLAN : IL PROGETTO …PER FARE SISTEMA IL PROGETTO EUROPEO A CUI PARTECIPANO LE PROVINCE DI FORLÌ-CESENA E RAVENNA E LE STRADE DEI VINI E DEI SAPORI ENTRA NELLA FASE CONCLUSIVA , CON UN LUSINGHIERO BILANCIO DI ATTIVITÀ REALIZZATE E L’AMBIZIOSO PIANO DI COMUNICAZIONE DA ATTUARE NEI PROSSIMI 4 MESI  
 
 Un progetto le cui parole chiave sono state, nello start up e nella sua prima fase, territorio, ambiente e agricoltura, i concetti collegati e sinergici su cui concentrare risorse e su cui “piantare” l’idea forza di “sistema”; e che nella cruciale fase finale (terminerà a gennaio 2007) farà emergere parole chiave come radici, identità e innovazione : ecco le tracce e i sentieri di lavoro (espressi attraverso il piano di comunicazione e marketing) su cui costruire una offerta territoriale forte ed integrata , che sappia cogliere il meglio dal nostro passato e lo proietti , in forme rinnovate , verso le aspettative della nuova domanda. I’intervento in Wine Plan è stato fortemente voluto dalle Province di Forlì-cesena e di Ravenna : esse partecipano (con il coinvolgimento degli assessorati all’ agricoltura ed al turismo) , insieme alle rispettive Strade dei Vini e dei Sapori, al progetto cofinanziato dal programma europeo Interreg Iii C ; il percorso progettuale genera attività, azioni ed iniziative che aiutano e favoriscono lo sviluppo del territorio vitivinicolo delle aree delle Province di Forlì-cesena e di Ravenna, e che mira a favorire uno sviluppo integrato e sostenibile attraverso lo scambio di esperienze passate e attuali , tra i partner europei del progetto : vi aderiscono infatti anche i territori del Rheingau-taunus (Germania), l’Ente per lo Sviluppo della regione di Tolna-szekszard (Ungheria) ed il Land Bassa Austria con la società di promozione regionale. Il progetto nello sua prima fase, sul versante italiano e romagnolo, è maturato e cresciuto attraverso il metodo innovativo della “progettazione partecipativa”: uno strumento di lavoro utilizzato dalla Commissione Europea in numerosi programmi per migliorare la qualità dei progetti (metodologia G. O. P. P. : Goal Oriented Project Planning). Questo metodo ha permesso un ampia, diretta e costruttiva partecipazione degli attori territoriali, pubblici e privati, consistita da una “fase di ascolto” e quindi di “elaborazione diffusa”, rispetto alle problematiche delle esigenze del territorio, dei suoi punti di forza e di debolezza Due anni di intensa attività , che hanno portato alla realizzazione di importanti e qualificate azioni , quali in sintesi : viaggi di studio , visite guidate , meeting ed incontri seminariali ; studio sulle caratteristiche del paesaggio romagnolo per la redazione di linee guida per la valorizzazione del paesaggio vinicolo collinare ; marketing interno: facilitare e favorire l’incontro tra ristoratori romagnoli e viticoltori di Romagna ; corsi di aggiornamento professionale per imprenditori e guide turistiche ; concorso fotografico (si vedano dettagli nella scheda d’approfondimento) La fase finale del progetto Wineplan Nella fase finale del progetto , che dovrà concludere attività ed azioni entro gennaio 2007 , si concentrerà soprattutto la realizzazione del “Piano di Comunicazione integrato e coordinato per l’area Vitivinicola collinare della Romagna” elaborato da una commissione tecnica del progetto Wineplan, guidata dal Prof. Giancarlo Dall’ara, uno dei massimi esperti di marketing territoriale nel nostro paese. Il Piano Di Comunicazione Il Piano, complesso e strutturato, giustamente ambizioso, definisce le strategie di comunicazione di medio-lungo periodo finalizzate allo sviluppo turistico del territorio dell’area vitivinicola collinare della Romagna, ed individua i conseguenti strumenti e le attività di comunicazione , di cui le prime saranno la scelta del logo e dell’immagine coordinata , l’educational di giornalisti il 12-14 ottobre , la preparazione della partecipazione ad Enologica , ecc. (per i dettagli si veda l’allegata scheda d’approfondimento) Ipotizza quindi un sistema organizzativo “a rete” tra gli operatori pubblici e/o privati, affinché possa migliorare la qualità dell’offerta turistica, anche attraverso politiche di comunicazione interna. Si mirerà perciò ad aggiungere notorietà e appeal all’entroterra della Romagna, sostenendo e stimolando anche la relativa commercializzazione turistica. L’area geografica di riferimento coincide sostanzialmente con quella risultante dalla somma delle aree di competenza delle 4 Strade dei vini e sapori della Romagna, quali soggetti centrali del presente Piano di comunicazione, che svolgono un doppio ruolo: Prodotti d’Area in progress; soggetti di rete-protagonisti dello sviluppo dell’area. Il Contributo Per La Nascita Di Romagna terra del Sangiovese L’elemento ulteriormente qualificante dei processi che si stanno avviando con le azioni e le iniziative del presente progetto, sarà l’ oggettivo, originale e concreto contributo per la nascita ed il consolidamento dell’associazione Romagna terra del Sangiovese , aggregazione delle 4 Strade dei Vini e dei Sapori delle Province di Ravenna, Forlì-cesena, Rimini e del circondario di Imola, processo fondato sulla qualità e l’eccellenza dei prodotti e dei servizi per una offerta territoriale forte ed integrata. L’atto finale del progetto Wineplan, sarà infine la presentazione del “Patto d’ Area”, inteso come protocollo d’intesa tra amministrazioni provinciali, le 4 Strade dei Vini e dei Sapori , l’Ente Tutela Vini di Romagna ed il Gal “L’altra Romagna”, con prospettiva di concretizzare atti verso il “Sistema turistico territoriale Romagna”, da tempo in cantiere nelle politiche di sviluppo turistico delle amministrazioni romagnole .  
   
   
CANTINA DI COLOGNOLA AI COLLI: ACQUISITO IL 50% DI CANTINE RIONDO DI MONTEFORTE D’ALPONE. L’ALTRO 50% VA ALLA CANTINE DEI COLLI BERICI  
 
Per le due aziende di Verona e Vicenza una scelta strategica in previsione di un forte sviluppo commerciale Un’acquisizione felice, frutto di larghe intese di base che ha soddisfatto tutte le parti coinvolte. Così commentano i vertici della Cantina di Colognola ai Colli e quelli della Cantine dei Colli Berici in merito alla recente acquisizione di Cantine Riondo, l’azienda spumantistica veronese, con sede a Monteforte d’Alpone. La Cantina di Colognola ai Colli, guidata da Graziano Aldegheri, già presidente del Consorzio delle Cantine Sociali di Verona, acquisisce il 50% di Cantine Riondo, mentre l’altro 50% va in quota alla Cantina Sociale Colli Berici di Lonigo, guidata da Roberto Muraro, a sua volta presidente del Consorzio Cantine Sociali del Vicentino. Cantine Riondo di Monteforte d’Alpone, meglio nota come “Ex Burti”, due linee di imbottigliamento proprie e una forte spinta all’export, si è affermata nel panorama enologico nazionale ed estero a cavallo degli anni ‘80 e ‘90 grazie alla produzione di spumanti. Attualmente produce quasi 3 milioni di bottiglie all’anno, di cui due terzi sono costituiti da spumante mentre il resto della produzione riguarda Igt del Veneto, Soave Classico, Valpolicella Classico e gli internazionali Pinot Grigio, Chardonnay, Merlot e Cabernet. <<L’acquisizione appena conclusa – commenta Corrado Cavallo, direttore di Cantine Riondo – segue una chiara logica di filiera. Siamo pienamente soddisfatti perché in questo modo Cantine Riondo potrà sviluppare ulteriormente il comparto dei vini veronesi. Ci attendiamo inoltre una maggiore possibilità di accesso al mercato sia per quanto riguarda gli spumanti sia per i vini tranquilli, con un occhio di riguardo per la Germania e l’area del Centro ed Est Europa>>. Soddisfazione anche a Colognola ai Colli che intravede interessanti sbocchi di mercato. <<Il nostro obbiettivo – spiega Giancarlo Lechthaler, direttore generale della Cantina di Colognola ai Colli – è quello di far crescere l’azienda che abbiamo appena acquisito anche grazie all’apporto del nostro socio Sartori: essenziali sono a questo proposito i canali commerciali che l’azienda Sartori vanta, tanto che nel giro di tre anni puntiamo al raddoppio del fatturato e del numero di bottiglie prodotte da Cantine Riondo. La produzione di spumanti resterà per Cantine Riondo il core business, anche se pianificheremo un ampliamento delle linee produttive con l’affiancamento di vini fermi. Le due linee di imbottigliamento, perfettamente funzionanti del resto, permettono di programmare produzioni su larga scala>>. La Cantina di Colognola ai Colli nata nel 1955 oggi conta oltre 800 soci produttori che operano su una superficie vitata che supera i 2300 ettari. La potenzialità di lavorazione è di 500mila quintali di uva all´anno mentre la capacità di cantina supera i 400mila ettolitri. Vengono prodotti i vini delle Doc Soave, Valpolicella e Arcole a cui si affiancano vini internazionali quali Chardonnay, Pinot Grigio, Merlot e Cabernet. Ottimismo anche tra i vertici della Cantina Sociale dei Colli Berici. <<Si è trattato di un’operazione – spiega Giancarlo Prevarin, direttore generale dell’azienda vicentina – che è nata in totale sinergia con Colognola ai Colli. Ormai in molti fanno vino e tanti sanno produrre bene. Per essere concorrenziali servono economie di scala, intese commerciali effettive e la costante disponibilità ad ulteriori nuovi accordi>>. La Cantina dei Colli Berici non è nuova ad operazioni di questo genere: nel 1989 si fonde con la Cantina di Barbarano Vicentino a cui segue nel 1999 l’acquisto della quota di maggioranza della società commerciale Cielo e Terra Spa di Montorso Vicentino, attualmente tra i primi posti a livello nazionale all’interno della grande distribuzione organizzata. Nel 2005 la Colli Berici acquisisce anche la Cantina Sociale di San Bonifacio. Oggi l’azienda vicentina, che produce vini della Doc Colli Berici, Doc Vicenza e Doc Arcole, annovera quattro stabilimenti (Lonigo, Barbarano Vicentino, Alonte, San Bonifacio) e 4000 ettari di vigneto, conta 2250 soci e produce oltre 800mila quintali di uva l’anno, a fronte di un bilancio consolidato che complessivamente sfiora i 60milioni di euro. L’acquisizione della Cantine Riondo da parte di Colognola ai Colli e Colli Berici rientra in una generale tendenza all’aggregazione da parte delle cantine sociali con l’obbiettivo dichiarato di ottimizzare i costi e di incentivare qualità e quantità nella produzione. Alla presidenza di Cantine Riondo per i prossimi tre anni andrà Roberto Muraro, attualmente presidente della Colli Berici, affiancato da Graziano Aldegheri, presidente di Colognola ai Colli, in qualità di vice. .  
   
   
CONSORZIO DEL VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO VENDEMMIA 2006: SI PERDE IN QUANTITÀ, OTTIMA LA QUALITÀ DELLE UVE  
 
Il Vino Nobile 2006, secondo le previsioni di vendemmia, perderà in quantità di prodotto, ma la qualità sarà ottima. Previsti aumenti dei prezzi delle uve Sarà un’annata di grande qualità quella 2006 a Montepulciano. Lo confermano le previsioni di vendemmia, a circa un mese dall’inizio dei raccolti, che parlano di un calo generico delle quantità di uva, complice anche l’irregolare andamento climatico. Secondo le aspettative, confermate dalle prime analisi delle uve, il 2006 invece sarà una annata di particolare livello qualitativo. “In una annata climatica particolare come questa – ha affermato il Presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Massimo Romeo – a fare la differenza sarà ancora il grande lavoro in vigna dei produttori che, grazie a una serrata selezione delle uve e a uno snellimento dei grappoli in vite, hanno garantito un ottimo livello qualitativo”. La previsione dell’annata conferma anche a Montepulciano quella compiuta in questi giorni dall’Istat che per l’Italia ha previsto per il 2006 un quantitativo di hl di produzione inferiore del 7% rispetto al 2005. L’istat infatti prevede, salvo bizzarrie climatiche dei prossimi giorni, una produzione di circa 48 milioni di hl. Complessivamente per la Toscana la previsione Istat parla di un raccolto da oltre 2,5milioni di hl di vino. Nel 2005 gli hl erano stati 2. 779. 664 e 3. 165. 831 nel 2004. Miglioramenti sono attesi anche sul fronte dei prezzi delle uve. In questo senso dovrebbero giovare le crescite delle esportazioni avvenute in questo ultimo semestre, una crescita, seppur lieve, dei consumi nazionali di vino di qualità. “Il buon andamento di mercato di questo ultimo semestre – conferma Romeo – ci fa sperare in una ripresa dei prezzi in generale. Puntare sulla qualità, più che sulla quantità di prodotto, rappresenta per il consumatore una garanzia sul prodotto, il Vino Nobile di Montepulciano, che ha come prerogativa quella di distinguersi per le sue peculiarità organolettiche”. Il territorio di produzione di Montepulciano conta un’estensione di quasi 17mila ettari dei quali 1. 963 a vigneto. Oltre l’80% di questi producono il Vino Nobile di Montepulciano, il resto è dedicato al Rosso Doc e al Chianti Colli Senesi. 321 sono i produttori (dei cui 212 producono anche il Rosso Doc), circa 80 imbottigliatori che producono, tra Nobile e Rosso, oltre 8milioni di bottiglie. .  
   
   
DS FOOD COMMERCIALIZZA IN ITALIA LA BIRRA SENZA GLUTINE GREEN’S  
 
La prima birra belga senza glutine, nata per i celiaci ma buona per tutti perché con tutto il sapore e la piacevolezza dell’autentica birra belga. Nelle sue tre versioni bionda, rossa e scura è adatta per soddisfare i gusti di tutti e accompagnare tutti i pasti, gli aperitivi e i dopo cena. Prodotta in Belgio da Green’s, è commercializzata in Italia da Ds Food, l’azienda che segue con suoi prodotti i celiaci in tutti i momenti della giornata e che per prima ha portato i prodotti senza glutine in tutti i supermercati europei. .  
   
   
LA SICCITÀ PRIMA E LE FORTI PIOGGE POI NON HANNO COMPROMESSO LA STAGIONE NEI COLLI ORIENTALI SI PENSA ALLA VENDEMMIA  
 
I produttori dei Colli Orientali del Friuli possono tirare un sospiro di sollievo dopo le abbondanti piogge che hanno in parte riassestato l’andamento di una stagione che si presentava per certi aspetti impegnativa. I forti temporali di questi giorni inoltre non hanno portato il fenomeno più temuto: la grandine. “Fortunatamente nei vigneti il problema della siccità non è stato molto sentito – spiega il direttore del Consorzio tutela vini Colli Orientali Mariano Paladin -. Ma l’arrivo della pioggia è sicuramente benvenuto, perchè è arrivata in un momento quasi limite. Per le viti più vecchie, che riescono ad andare con le radici in profondità nel terreno, le situazioni più critiche sono state evitate. A soffrire maggiormente è stato solo qualche nuovo impianto, in cui le viti più giovani non sono riuscite a contrastare il lungo periodo di siccità”. La scarsa vigoria delle piante dovuta allo stress idrico ha portato molti produttori alla riduzione degli interventi a verde. “La produzione sarà comunque buona - spiega Paladin –, anche se leggermente inferiore rispetto allo scorso anno, perché durante la fioritura le basse temperature hanno ridotto l’allegagione dei fiori”. L’elevata sanità dell’uva, aiutata dalla bassa pressione fitopatologica, fa sì che ci sia un cauto ottimismo in vista dell’avvio delle prossime vendemmie che, a causa dell’andamento climatico, sarà molto probabilmente posticipato di qualche giornata e non inizierà quindi prima della metà di settembre. Per poter dire l’ultima parola sul livello qualitativo delle uve, fanno sapere dal Consorzio, molto dipenderà dalla situazione meteorologica e climatica del mese di agosto. “È risaputo che in viticoltura dalle annate difficili spesso si ottengono ottimi vini – conferma Paladin -. Dal punto di vista enologico, infatti, la vite in situazioni di stress dà poi risultati eccellenti. Determinante sarà la fase da qui a settembre, ma siamo ottimisti perché dopo il periodo difficile della siccità le viti hanno resistito bene e dal punto di vista della qualità questo è un fattore positivo”. .  
   
   
S.PELLEGRINO E ACQUA PANNA AL 7° FESTIVAL DEL FRANCIACORTA  
 
S. Pellegrino e Acqua Panna, le acque dell’alta ristorazione, sono state partner della 7° edizione del Festival del Franciacorta, svoltosi a Rodengo Saiano (Bs) da sabato 16 a lunedì 18 settembre. Una tre giorni all’insegna di degustazioni, incontri e numerose manifestazioni collaterali, che hanno visto la partecipazione di 52 Cantine e oltre 100 etichette della produzione di Franciacorta e che è stata ospitata nello scenario unico dei chiostri dell’Abbazia Olivetana, maestoso complesso cluniacense risalente all’anno mille. In occasione di questo importante evento, le acque che rappresentano nel mondo l’Italian Way of Living hanno rinnovato il felice binomio con i vini della Franciacorta, tra le più qualificate e blasonate espressioni del panorama enologico nazionale ed internazionale. S. Pellegrino e Acqua Panna, partner dell’iniziativa, hanno condiviso l’impegno a promuovere una maggiore conoscenza e cultura del vino, nonché a favorire la valorizzazione delle produzioni di eccellenza del territorio, di cui esse stesse sono rappresentati rispettivamente in Lombardia e Toscana. Un impegno che S. Pellegrino porta avanti da anni anche attraverso numerose iniziative promosse con l’autorevole Association de la Sommellerie Internationale (A. S. I. ) sui temi della degustazione e degli abbinamenti acqua-vino-cibo. Tra queste spicca senza dubbio la creazione del Water Codex I, vero e proprio manuale che codifica le regole per la degustazione delle acque e indica i corretti abbinamenti fra S. Pellegrino, Acqua Panna e i differenti vini. Da qui nascono gli originali Water & Wine Tasting, particolari degustazioni guidate acqua-vino, studiate per esaltare le rispettive caratteristiche organolettiche. .  
   
   
IL CUSTOZA? UN VINO “GLOCAL"  
 
Un vino che ha compreso quali sono le chiavi del successo, ovvero perseguire sempre la massima qualità, proponendosi in tutto il mondo con i propri caratteri distintivi. Perché il Custoza è un vino “glocal”, che risponde a un mercato sempre più globale proponendosi in tutto il mondo con le proprie “differenze”, con la voglia lasciare ad altri l’inseguire un gusto o attese troppo spesso omologate. E’ questo il messaggio più forte emerso dal convegno “Il Custoza e il territorio”, svoltosi domenica 10 settembre 2006 e organizzato dal Consorzio di tutela vino bianco di Custoza, in collaborazione con la Proloco di Custoza e il Comune di Sommacampagna. Un messaggio che non è la solita dichiarazione di intenti, ma qualcosa di più: sottolineare il proprio carattere, lavorare per la qualità, esprimere un territorio sono alcune delle possibilità che la zonazione offre. E il convegno ha proprio sottolineato l’importanza di questo mix, la necessità di comprendere ciò che oggi il mercato premia per poter rispondere con un prodotto coerente, capace – fra l’altro – di intercettare il crescente consumo femminile e la sempre più concreta attenzione dei giovani. E puntando sulla “maturità”, visto che il consumatore, oggi più attento e preparato che mai, comincia a ricercare questa caratteristica non solo nei vini rossi. Sono solo alcuni dei temi e degli spunti di riflessione emersi dal convegno di Custoza, aperto dal saluto di Giovanni Fagiuoli, presidente del Consorzio di tutela vino bianco di Custoza, che ha subito parlato dell’ottimo andamento del millesimo 2006 e delle continue affermazioni del Custoza, “. Frutto del lavoro di squadra, coordinato dal Consorzio di tutela, che vede i viticoltori sempre più attenti a ottenere la migliore uva possibile e le cantine pronte a investire in uomini e tecnica per farne ottimi vini. Una collaborazione che ha decretato il successo del Custoza in tutto il mondo” Graziella Manzato, sindaco di Sommacampagna, non ha avuto esitazioni nell’affermare il fondamentale ruolo del Custoza nella economia del territorio. “Vino e territorio sono due valori nei quali crediamo fermamente e che oggi non sono più un patrimonio solo dei nostri cittadini, ma di tutti coloro che vivono la nostra terra racchiusa in un bicchiere, in qualsiasi parte del mondo si trovino”, un messaggio sottoscritto da Elio Franchini, presidente della Proloco di Custoza, che ha ribadito il grande valore che la promozione di una realtà come Custoza può generare. Damiano Berzacola, rappresentante del settore agricolo nella giunta della Camera di commercio di Verona, ha confermato che il vino negli ultimi anni è diventato la prima voce dell’export veronese, con un valore che supera i 500 milioni di euro. Un risultato reso possibile dalle tante produzioni di pregio, risultato dell’incontro fra terra e imprese, incontro che ha generato una grande qualità di cui il Custoza è una dimostrazione concreta, capace di mantenere un trend costante di crescita anche in periodi difficili per il vino bianco. Dionisio Brunelli, assessore all’Agricoltura della Provincia di Verona, non ha avuto esitazioni nell’affermare la bontà del millesimo, aggiungendo che da parte loro gli enti pubblici devono lavorare ancora più intensamente attorno a progetti “. Che trasmettano ovunque chi siamo, la qualità di ciò che produciamo, la terra dove viviamo”. Consorzio di tutela del vino Custoza Dopo i saluti ha preso la parola Alessandro Amadori, direttore di ricerca dell’Istituto Cirm, che ha approfondito le dinamiche più evidenti nel consumo di vino. Dopo aver tratteggiato la produzione mondiale e l’invidiabile ruolo dell’Italia, seconda solo alla Francia per quantità, Amadori ha richiamato l’attenzione su come il calo generalizzato della produzione in Europa corrisponda a un concreto aumento della qualità, un fattore che risponde alle attese di un consumatore più evoluto, che preferisce “vini fermi” (il 96 per cento del totale delle bottiglie bevute) e che è comunque il motore di una crescita della produzione complessiva mondiale. Nel periodo fra il 2005 e il 2008, infatti, il “prodotto vino” aumenterà del 6 per cento, fino ad arrivare a una produzione mondiale pari a 32 miliardi di bottiglie, per far fronte a un consumo “planetario” che nell’ultimo decennio è cresciuto del 24 per cento in valore. A dimostrazione che la qualità paga, tanto è vero che nei prossimi anni, secondo i dati proposti da Amadori, le bottiglie che costano più di 5 euro avranno un sempre maggior successo. Amadori ha poi proposto ai presenti una serie di considerazioni legate ai diversi mercati nazionali: nel 2008 Scandinavia e Russia berranno più vino fermo della Spagna e la Francia non sarà più leader dei consumi (da 64,3 litri pro-capite del 2003 ai 58 del 2008), superata dall’Italia, con un consumo attorno ai 60 litri all’anno. Crescerà il consumo anche in Usa (13 litri) e nel Regno Unito (28 litri), ma tutti questi cambiamenti non intaccheranno il primato per le esportazioni di Italia e Francia, che pur vedranno una contrazione dei volumi a cui farà da contraltare la crescita, anche molto significativa, di Argentina, Sud Africa, Australia e Portogallo. Cresce la domanda di vini rossi di prezzo elevato (“premium price”) e il consumo pro-capite di spumante, specialmente fra i più giovani. Ma un punto della relazione del direttore di ricerca del Cirm è parso particolarmente interessante, ovvero le sue annotazioni a proposito “. Dell’aumento della competizione fra i grandi produttori internazionali e i prandi produttori regionali, in una situazione che potremmo definire di “conflitto glocale”: all’offerta dei giganti della produzione vitivinicola paiono infatti potersi opporre con succeso realtà che sanno sottolineare la propria appartenenza a una determinata regione, capaci di creare forme di collaborazioni e di partneship, marchi regionali che permettano di governare gli strumenti necessari per avere una efficace presenza in mercati necessariamente sempre più vasti”. Non sono mancati alcuni “consigli pratici”: se le tendenze principali sembrano essere ben delineate (ricerca di vini più “maturi”, attenzione alla qualità, crescita del consumo femminile) è necessario “. Progettare un vino bianco lungimirante, un vino impeccabile al momento dell’acquisto e ottimo più avanti nel tempo, che sappia mantenere la sua identità e farsi comunque riconoscere”. Perché il mercato sta iniziando ad apprezzare anche il vino bianco più maturo, un tema nuovo nel marketing, tutto da interpretare. L’agronomo e consulente vinicolo Enzo Corazzina ha chiuso l’incontro con il suo intervento intitolato “Zonazione: strumento di conoscenza del territorio”, riportando al centro del discorso le origini del vino, la terra e le pratiche da cui il vino nasce. Parlando in modo approfondito di uno strumento, la zonazione, che permette di raccogliere una grande mole di dati dai quali trarre indicazioni per la migliore gestione dei vigneti in una determinata porzione di territorio. Corazzina ha annunciato l’inizio dei lavori di zonazione delle terre del Custoza, lavori che dureranno altri tre anni per conoscere nei minimi particolari questa parte dell’anfiteatro morenico del Garda “. Dove la vite conta una presenza millenaria e si guadagna sempre nuovi spazi, scalzando altre colture e giovandosi di terreni ricchi di scheletro, permeabili, con vigneti molto bene impostati, segno di una viticoltura che vuole sempre migliorare e per questo sceglie giaciture nei versanti collinari più assolati, vocati”. Un territorio ideale per dare alla luce ottimi vini, grazie anche ai benefici che verranno dai risultati degli studi per la zonazione, ricerca multidisciplinare che coinvolge la geologia, la pedologia, la climatologia, l’agronomia, l’enologia, la statistica. Per un unico scopo: individuare aree omogenee all’interno del territorio, così da creare delle tipologie di vino, dei cru che abbiano alcune caratteristiche in comune a livello organolettico, aromatico e sensoriale, estremamente caratterizzate e caratterizzanti. Nel Veronese sono stati già portati avanti studi di questo genere, iniziative che hanno permesso di creare delle unità vocazionali, areali omogenei descritti da veri e propri “manuali d’uso del territorio” grazie ai quali è possibile sapere quali viti, quali portainnesti è meglio utilizzare, quali operazioni è bene fare e quali errori si possono evitare Per il Custoza, ha spiegato Corazzina, si lavorerà principalmente su Garganega, Trebbiano toscano e Cortese, i tre vitigni che partecipano all’uvaggio con la maggiore percentuale. Sono stati selezionati 30 vigneti in 22 aziende che sono e saranno attentamente monitorati per capire, in estrema sintesi, che tipo di vino può nascere da un territorio con determinate caratteristiche nel quale è stato impiantato un vigneto che viene gestito secondo precise norme. “Un lavoro – ha concluso Corazzina – che è strettamente connesso a ciò che il territorio è, offre e rappresenta. Una impostazione scientifica che indubbiamente contribuirà a una nuova viticoltura per il Custoza, rafforzando le scelte di quanti hanno già fatto enormi passi avanti rispetto al passato, impiantando nuovi vigneti impostati secondo principi più moderni e rigorosi”. .  
   
   
FUOCOVITALE: ARTE, MAGMA E VINO DAL 23 AL 30 SETTEMBRE AL MAV - MUSEO ARCHEOLOGICO VIRTUALE ERCOLANO, NAPOLI  
 
Il vino come opera d’arte, come musa ispiratrice di artisti di oggi, come fuoco vitale. L’arte come espressione eterna dell’animo umano, come linguaggio altro. E poi il Vesuvio con la sua terra vulcanica, il fuoco e l’energia. Da qui nasce il progetto Fuocovitale che unisce l’arte col vino e il vino con l’arte in un luogo inedito e suggestivo: il Mav, l’innovativo Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, al suo debutto nazionale. Il progetto ideato dall’artista Laura Cristinzio, per l’Associazione Arte da Mangiare Onlus di Napoli col sostegno di Provincia di Napoli e la Città di Ercolano, prevede 3 sezioni espositive: Il Libro d’Artista, Gli Audiovisivi, Il vino da guardare e degustare a cui sono affiancati incontri, dibattiti, degustazioni guidate e performance. Venti gli artisti selezionati e circa cinquanta le etichette per un percorso che alterna agli umori del vino quelli dell’arte tra, video, installazioni, opere scultoree, tavole e assemblaggi. Un viaggio sensoriale alla ricerca del Fuoco vitale, fil rouge di tutta la manifestazione: “il Fuoco vitale è il magma del Vesuvio che atterrisce e seduce, è il calice colmo di nettare rosso che riscalda i cuori, è la pulsione creativa che fa sentire vivi, è il profumo inebriante del mosto che accarezza i sensi, è l’eterna bellezza dell’arte”. I Vini Sono state selezionate alcune tra le più note etichette della Campania scegliendo solo tra i Rossi autoctoni della regione: le bottiglie esposte in vetrine particolari, disegnano un percorso museale che si conclude con un banco di degustazione dove i sommelier in divisa guideranno all’assaggio. Espongono le cantine: Ametrano, Cantine del Mare, Di Meo, Lonardo, Maffini, Mustilli, Pietratorcia, Torre del Pagus, Vestini Campagnano, Villa Dora. Fuocovitale è un progetto di Arte da Mangiare Onlus di Napoli, promosso da Associazione Arte da Mangiare Onlus Napoli, Provincia di Napoli, Città di Ercolano, con il patrocinio di Regione Campania - Assessorato all’Agricoltura ed alle Attività Produttive - Se. S. I. R. C. A. , Ente Parco Nazionale del Vesuvio, e il contributo fondamentale di Provincia di Napoli, Tess Costa del Vesuvio S. P. A. , Città di Ercolano, Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Banca di Credito Popolare. Www. Artenapolidamangiare. It .  
   
   
TARTUFO E CHAMPAGNE: CRETE SENESI DI LUSSO A NOVEMBRE  
 
First ladies del vino per l’esordio del tartufo. Proprio le Donne del Vino saranno chiamate a San Giovanni d’Asso per aprire l’edizione numero 21 della Mostra del Tartufo Bianco, evento centrale del cartellone di Crete d’Autunno. Sabato 11 novembre le rappresentanti toscane dell’omonima associazione Nazionale cureranno un defilée d’assaggio delle rispettive etichette, nel Salone più grande del Castello di San Giovanni. Il pubblico avrà così modo di degustare ed esprimere le proprie considerazioni, precedendo il verdetto di una giuria di giornalisti di settore che in serata decreterà il vino “femminile” più indicato per l’abbinamento con sua maestà il tartufo bianco. Champagne e “Bianco”, gemellaggio del lusso. Del resto, il principe della gastronomia evoca da sempre leggendarie atmosfere afrodisiache: non potrà che solleticare i sensi, allora, la serata in programma sabato 18 novembre, momento clou dell’esposizione di quest’anno. L’intera giornata sarà dedicata al gemellaggio tra Hautvillers, città dello Champagne e San Giovanni d’Asso, piccola capitale del Tartufo bianco toscano: in mattinata l’apparentamento sarà suggellato dai i Consigli comunali, ma il bello verrà a sera quando i due sopraffini elementi saranno protagonisti di lussuosi menu. Una serata d’alto gusto che andrà in scena nel Castello di San Giovanni d’Asso, ed in una selezione di ristoranti dell’area circostante. Alle terme con l’olio, essenza rigenerante. Novembre nelle Crete senesi sarà come una palestra dei piaceri: sarà dura rinunciare a qualche stravizio, per chi ne rimarrà coinvolto. E allora sarà poi provvidenziale rimettersi in sesto, con il corpo prima che con l’anima. L’occasione ghiotta arriverà con uno degli eventi finali di Crete d’autunno 2006. Scenario dell’insolito percorso rigenerante saranno le terme Antica Querciolaia, realtà termale che dà lustro a Rapolano. .  
   
   
L’HOTEL CIPRIANI DI VENEZIA PROPONE CORSI DI CUCINA DI ECCELLENZA CON CHEF DUE STELLE MICHELIN RAYMOND BLANC ED EZIO E RENATA SANTIN  
 
L’hotel Cipriani propone una serie di attività che lo vedono protagonista della scena culturale e mondana veneziana sino alla fine di Ottobre. 15 – 20 ottobre 2006 – Corsi di Cucina all’Hotel Cipriani La scuola di cucina dell’Hotel Cipriani vanta una lunga tradizione di successo. Quest’anno presenta un programma innovativo, suddiviso in due serie di lezioni di cucina a cura di Chef premiati con stelle Michelin: Raymond Blanc, Chef-patron dell’Hotel Le Manoir Aux Quat’saisons, Oxford (due stelle Michelin), Ezio e Renata Santin, proprietari del ristorante Antica Osteria del Ponte, Milano (due stelle Michelin). Ogni chef presenterà, nel corso della propria sessione, un menu creativo al giorno. Renato Piccolotto, Executive Chef dell’Hotel Cipriani, presenterà alcune sue specialità veneziane. Il nuovo bar Fortuny Il progetto è stato curato dal decoratore d’interni parigino Michel Jouannet unitamente all’artista belga Bebelle de Borchgrave, che ha realizzato 5 splendidi abiti di carta ispirati a Mariano Fortuny il famoso decoratore, pittore, fotografo, scenografo, vissuto a Venezia nel ventesimo secolo (1871 – 1949). Fortuny operò nella sua epoca una vera e propria resurrezione dei costumi autentici dell’Antica Grecia che disegnò sui modelli originali per Isadora Duncan. È per i suoi costumi teatrali e per i suoi abiti, inoltre, che Proust attribuisce a Fortuny un ruolo primario, nel suo romanzo “La Recherche”. Novità gastronomiche. L’executive Chef del Cipriani e il pasticcere Antonio Appezzato hanno creato il Gelato Bellini, assoluta novità nel settore di gelati e sorbetti di elevate qualità. Si tratta del leggendario cocktail Bellini, a base di Prosecco e succo di pesche, trasformato in delizioso sorbetto. Altre creazioni dell’Head Barman Walter Bolzonella sono l’Iced Capuccino con una calda spuma di latte e il Super Marocchino, caffè espresso con cioccolato in polvere e spuma calda di latte. Www. Hotelcipriani. Com www. Orient-express. Com .