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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 28 Giugno 2007 |
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CAPITALIA VENDE IL 5,1% DI PARMALAT |
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Capitalia comunicato il 26 giugno di aver proceduto, alla vendita dell’intera partecipazione detenuta in Parmalat, pari a 84. 761. 390 azioni equivalente al 5,1% del capitale sociale. L’operazione di collocamento è stata curata da Lehman Brothers International. Con riferimento alla suddetta cessione di titoli azionari, detenuti nel portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita, si segnala che è stato realizzato un utile da cessione di circa € 53 milioni, il cui valore era già incluso, al 31 dicembre 2006, tra le “riserva da valutazione: a) disponibile per la vendita”. . |
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I MUTAMENTI CLIMATICI E IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA TOSCANA L’ANALISI, LE SCELTE, LE STRATEGIE PER IL COMPARTO DAVANTI ALL’INCREMENTO DELLE TEMPERATURE E ALLE MODIFICHE DEL REGIME DELLE PIOGGE |
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Firenze - Quale incidenza stanno avendo i mutamenti climatici sull’ agricoltura? Che ripercussioni si potranno avere sulle nostre colture? Quali scelte si rendono necessarie in relazione ai fenomeni di incremento delle temperature e di modifica del regime delle piogge che si stanno registrando? Sono queste alcune delle domande che saranno al centro del convegno “Agricoltura Toscana e mutamenti climatici: scenari, contesti locali e strategie” in programma domani, venerdì 29 giugno al Palazzo dei Congressi di Firenze (sala verde). L´obiettivo dei lavori è quello di realizzare un confronto tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca sulle strategie e i criteri di gestione e di adattamento da mettere in atto per garantire, in uno scenario climatico in evoluzione, la difesa e la valorizzazione delle attività produttive e la tutela del paesaggio toscano. Alle due sessioni di lavoro, la prima, mattutina relativa a "Scenari e impatti sull´agricoltura toscana" la seconda, pomeridiana, alle “possibili strategie" parteciperanno amministratori, docenti universitari, tecnici, rappresentanti delle associazioni agricole. Tra gli interventi previsti quelli del sottosegretario alle politiche agricole Stefano Boco, degli assessori regionali all’agricoltura (Susanna Cenni) e all’ambiente (Marino Artusa), del presidente della commissione cambiamenti climatici del Parlamento europeo Guido Sacconi, dell’amministratrice di Arsia Maria Grazia Mammuccini. . |
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SMOG,GRANA PADANO E AGRICOLTURA PER TUTELA AMBIENTE IL FORMAGGIO PIU´ IMPORTANTE DEL MONDO PRODOTTO SENZA INQUINARE DA REGIONE 28 MILIONI DI EURO PER SOSTENERE SETTORE AGROENERGIE |
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I processi produttivi da cui nasce il Grana Padano (vedi scheda a fine testo), basati su metodi antichi e consolidati, non richiedono l´introduzione di tecnologie dannose per l´ambiente per ciò che riguarda acidificazione, photo smog, eutrofizzazione e distruzione della fascia d´ozono. E´ questo il dato che emerge dall´indagine "Una filiera produttiva contro l´effetto serra", realizzata dallo Studio Qualità e Ambiente, certificato lo scorso 22 giugno dal Csqa, il più importante e prestigioso ente del settore. Dallo studio, presentato oggi in Regione, alla presenza della vice presidente e assessore all´Agricoltura, Viviana Beccalossi, emerge che per la produzione di ogni forma di Grana Padano vi è un credito di anidride carbonica di circa 70. 000 grammi. Poiché il totale produttivo è di circa 4,5 milioni di forma annue, l´anidride carbonica sottratta all´atmosfera è quantificabile complessivamente in 32. 000 tonnellate. "Un progetto significativo - ha commentato Viviana Beccalossi - per la produzione del Consorzio Grana Padano ma anche e soprattutto un modello per una più ampia azione di tutela ambientale. Un modo d´agire innovativo che si inserisce nel già ampio panorama di interventi realizzati da Regione Lombardia in tema di equilibrio agronomico-energetico-ambientale". "Ormai da molti anni - ha aggiunto la vicepresidente Beccalossi - la lotta all´inquinamento è un nostro obiettivo primario. In attesa che il Governo sblocchi la nuova legge sulla qualità dell´aria, stiamo lavorando in ogni settore per realizzare azioni concrete utili a fronteggiare questo problema. E una delle novità della legge è proprio quella di affrontare il tema dell´inquinamento in maniera complessiva. Agricoltura, ambiente ed energia, insieme alla mobilità e all´edilizia, sono le grandi tematiche che devono essere affrontate in maniera sinergica e complementare, proprio come ci viene proposto oggi dal Consorzio Grana Padano". "Per fare un esempio concreto - ha concluso Viviana Beccalossi - desidero ricordare che a favore del settore agro-energetico Regione Lombardia ha stanziato 28 milioni di euro per lo sviluppo delle biomasse, del biogas, del sistema bosco-legno-energia e della fitodepurazione". "Commissionando questa ricerca - ha aggiunto Nicola Baldrighi, presidente del Consorzio per la tutela del formaggio Grana Padano - abbiamo ribadito l´attenzione alla zona di produzione del formaggio italiano Dop più consumato al mondo. La qualità del Grana Padano è frutto della simbiosi tra i fattori naturali, come clima e territorio, e fattori umani, come gli usi, le scelte tecnologiche e la ricerca. La necessità di tutelare anche questo patrimonio tecnico e culturale ha originato questo studio, il punto di partenza di un programma di miglioramento a favore dell´equilibrio ambientale". I Numeri Del Grana Padano - Nel 2006 sono state prodotte 4. 356. 881 forme, delle quali 1. 094. 000 esportate all´estero. Esportazioni che sono cresciute del 9,2% rispetto all´anno precedente e che vedono Germania (180. 475 forme), Stati Uniti (113. 422), Svizzera (99. 931), Francia (82. 193) e Regno Unito (78. 258) tra i Paesi maggiormente attratti da questo prodotto. Un formaggio, il Grana Padano, che viene realizzato prevalentemente in Lombardia (70% del totale complessivo) ed in particolare nelle province di Mantova (31 caseifici, 26,78% dell´intera produzione nazionale), Brescia (31 caseifici, 22,12% della produzione) e Cremona (11 caseifici, 16,07% della produzione). Realtà interessanti sono presenti anche nelle zone di Lodi (5 caseifici, 2,05% della produzione), Bergamo (4 caseifici, 1,17% della produzione) e Pavia (4 caseifici, 1,07% della produzione). Altri caseifici hanno sede in Emilia Romagna (11,65% della produzione), Veneto (14,32%), Trentino (3,20%) e Piemonte (1,58%). . |
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SICCITÀ E RISALITA CUNEO SALINO – ZAIA SCRIVE A DE CASTRO |
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Il vicepresidente della Giunta veneta Luca Zaia ha scritto al ministro Paolo De Castro chiedendogli una modifica al Piano assicurativo nazionale tale da rendere efficace e conveniente l’assicurazione dei danni derivanti dalla risalita del cuneo salino come effetto della siccità. “La questione – ha spiegato Zaia – riguarda particolari aspetti tecnici riferiti all’obbligo di assicurazione per determinate colture, sulla quale interviene il contributo statale. Lo scorso anno il settore assicurativo aveva previsto l’estensione anche al danno determinato dalla salinizzazione dell’acqua del bacino risicolo, la garanzia al danno quantitativo per la coltura di riso assicurata per la siccità. Per il 2007, però, il parametro contributivo per la garanzia siccità stabilito dal ministero ha di fatto ridotto in maniera significativa il contributo pubblico. Di conseguenza le Compagnie di assicurazione non hanno proposto la copertura per i danni da salinità – ha aggiunto Zaia – e i produttori, a fronte di una contribuzione ridotta e di costi troppo elevati, non hanno potuto sottoscrivere alcuna polizza. Sono state proposte esclusivamente polizze multirischio sulle rese, che non hanno trovato consenso nei produttori agricoli a causa del parametro comunque ridotto”. “La situazione è stata segnalata alla Regione dal Consorzio Polesano di difesa di attività e produzioni agricole – ha aggiunto Zaia – che ha chiesto per il riso e per i Comuni di Porto Tolle, Ariano Polesine e Taglio di Po la riconsiderazione dei parametri definiti per la siccità, in presenza della quale, peraltro, i coltivatori non possono ricorrere all’irrigazione di soccorso neppure per le coltivazioni di melone, cocomero, mais e soia proprio per la salinizzazione dell’acqua”. “In assenza di coperture assicurative o nelle condizioni di impraticabilità delle polizze – ha scritto Zaia a De Castro – i produttori saranno costretti ad abbandonare alla desertificazione vaste e sempre più ampie superfici agricole, con la perdita di territorio coltivato, posti di lavoro e produzioni qualificate, per le quali è anche in corso la procedure di riconoscimento del disciplinare Igp”. Zaia ha inoltre fatto presente a de Castro che lo stesso Consorzio ha evidenziato la necessità, per altri due Comuni notoriamente interessati alle coltivazioni orticole (Lusia e Rosolina), di inserire tra le assicurazioni agevolate del Piano assicurativo nazionale anche l’eccesso di pioggia: “questo evento – ha sottolineato Zaia – provoca nelle coltivazioni la marcescenza di produzioni quali insalate, lattughe e radicchio”. . |
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CAMPOBASSO: IL MOLISE CONQUISTA IL BRASILE CON “GUSTO E INGEGNO” |
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Grande successo per le aziende molisane che hanno preso parte alla missione commerciale in Brasile organizzata nell’ambito delle attività dell’Accordo di Programma Map/ice/regione Molise – Convenzione 2006 - dall’Unioncamere Molise, tramite lo Sprint, la Regione Molise, il Desk Molise a San Paolo e l’Ice. Il Brasile, nona potenza economica mondiale, è un mercato di 180 milioni di abitanti di cui almeno 140 milioni hanno accesso ai consumi. Vivono in Brasile 25 milioni di oriundi di cui 15/20 mila molisani con una sana propensione per il made in Italy. L’economia ed il quadro politico sono stabili. L’italia è il 5° partner commerciale, con un interscambio complessivo di circa 4,5 miliardi di Euro, valore che si ritiene modesto rispetto al potenziale. Lo stesso Parlamento Europeo ha adottato la relazione d’iniziativa che pone l’accento sull’importanza di giungere ad un accordo di associazione tra Ue e Mercosur (Mercato Comune dell’America Latina, di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). Il Brasile, inoltre, fa parte del Bric (Brasile, Russia, India, Cina), la compagine degli stati emergenti su cui molto punta anche il Governo italiano per la promozione del made in Italy e per gli investimenti all’estero. La missione ha visto la partecipazione di aziende del settore agroalimentare e della meccanica. Grande apprezzamento per i prodotti alimentari molisani (caciocavallo, olio, conserve, prodotti tartufati, caffè e vino) e per l’innovazione che caratterizza le attrezzature meccaniche (escavatori e gru) made in Molise. Le imprese hanno incontrato i più importanti buyer di San Paolo presentando le produzioni di eccellenza ai fini del loro ingresso sul mercato brasiliano. La missione ha coinciso con l’inaugurazione del Desk Molise aperto presso la sede dell’Ice e del Consolato Italiano a San Paolo. Il Console italiano Marco Marsilli, accompagnato dal Console aggiunto Lucia Pattarino, ha accolto positivamente la nascita del desk quale punto di riferimento stabile per le imprese molisane che intendano avviare rapporti economico-commericali con il Brasile. “Il desk – ha dichiarato l’Assessore alle Attività Produttive della Regione Molise, Franco Giorgio Marinelli, presente all’inaugurazione – deve supportare le nostre aziende facilitando il loro accesso al mercato brasiliano sia per la ricerca di partner commerciali sia per tutto quanto legato all’iter burocratico che richiede il sistema governativo brasiliano. Il fatto che il desk abbia la propria sede presso l’Ice e nello stesso stabile del Consolato italiano contribuisce a dare una garanzia alle imprese che vogliono sviluppare i propri affari a San Paolo. Il supporto che queste ultime riceveranno dalle nostre istituzioni, infatti, potrà essere immediato. Inoltre, la localizzazione del desk presso la sede delle più rappresentative istituzioni italiane permette di rafforzarne il prestigio e l’appartenenza ad un “sistema Italia” di cui tanto si parla da qualche anno e a cui si auspica. Alla missione, in rappresentanza del sistema camerale molisano, hanno preso parte anche il presidente della Camera di Commercio di Isernia, Luigi Brasiello ed il consigliere dell’Unioncamere Molise, Giovanni Monaco. Ma la missione a San Paolo è stata l’occasione anche per prendere contatti con i corregionali emigrati. Doverosa la visita all’Associazione dei Molisani a San Paolo dove i nostri emigranti hanno ricevuto un’ulteriore conferma dell’attenzione che la Regione pone nei confronti di tutti coloro che, per motivi di lavoro e di “sopravvivenza”, sono stati costretti tanto tempo fa ad abbandonare il proprio paese. Massima la soddisfazione delle imprese molisane presenti, ma a confermare ulteriormente il successo dell’iniziativa è stato l’invito deciso del Console Marsilli: “Il Molise, con i suoi prodotti e le sue aziende, sarà la regione ospite, il prossimo anno, alla cerimonia che si terrà presso il Consolato italiano a San Paolo il giorno della festa della Repubblica”. Un motivo in più per credere in questa impresa. . |
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BENEVENTO – CONCLUSIONE PERCORSO FORMATIVO “MAESTRI DI ARTE BIANCA” |
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A conclusione del percorso formativo biennale “Maestri di arte bianca”, realizzato dall’Azienda Speciale Valisannio, su incarico della Camera di Commercio di Benevento, mercoledì 27 giugno 2007, alle ore 18. 30, presso la sala convegni del palazzo camerale, si è tenuta la cerimonia conclusiva di consegna degli attestati di frequenza ai partecipanti (38 giovani tra i 25 e i 35 anni). Interverranno Gennaro Masiello, presidente della Camera di Commercio di Benvenuto, Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Valisannio, Antonio Pietrantonio, direttore del percorso formativo e Riccardo Valli, docente ed esperto storico dell’alimentazione. All’incontro prenderanno parte anche i rappresentanti degli organismi datoriali, dei lavoratori e dei consumatori. Al termine della cerimonia, è previsto un cocktail di saluto preparato dagli allievi partecipanti all’attività formativa. Panificatori, pasticceri, operatori dell’industria dolciaria, del pane, della pasta fresca e della pizza: questo l´ampio panorama professionale che ha scandito il corso formativo. “Una nuova opportunità professionalizzante o di aggiornamento – afferma il presidente dell’Ente camerale, Gennaro Masiello – che ha contribuito, attraverso lezioni frontali e pratiche laboratoriali in aziende del settore, a formare maestri pasticceri e fornai. Oggi è possibile fare impresa con l’arte bianca. Il panettiere, il fornaio, l´artigiano che sforna l´alimento più antico e diffuso del mondo – osserva il presidente Masiello - si è trasformato in imprenditore, attento alle innovazioni tecnologiche e al tempo stesso alla continuazione della tradizione”. . |
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BANDO TEMPORANEO RUSSO A POLLAME CECO |
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La Russia ha imposto un bando temporaneo alle importazioni di pollame dalla Repubblica Ceca. Lo rivela l´agenzia Ria Novosti. L´ente di sorveglianza dell´igiene dei cibi in Russia, la Rosselkhoznadzor, ha fissato restrizioni temporanee alle importazioni di pollame dalla Cechia, dove è riemersa l´influenza dei polli. L´autorità veterinaria statale della Repubblica Ceca ha confermato giovedì scorso, 21 giugno, la morte di alcuni tacchini in una fattoria ad Est della capitale Praga. La causa della morte è la varietà H5n1 del virus. . |
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PRECAUZIONI E CAUTELA NELLA RACCOLTA FUNGHI |
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Bolzano - Arriva la stagione dei funghi e l’Assessorato provinciale alla Sanità rinnova la raccomandazione di rispettare la normativa provinciale ma soprattutto di non raccogliere assolutamente funghi sconosciuti o poco noti. Gli ispettorati micologici dei vari comprensori sanitari sono a disposizione del cittadino per esaminare i funghi raccolti. L’assessorato provinciale alla Sanità, in collaborazione con l’esperto micologo Karl Kob, ricorda nei boschi altoatesini si registra la presenza di funghi velenosi, tra cui le specie velenose potenzialmente mortali, Amanita phalloides, Amanita virosa e Cortinarius orellanoides (speciosissimus). Un´altra specie, Tricholoma pardinum, invece, può causare gravi disturbi gastrointestinali, e richiedere un urgente ricovero ospedaliero. Di seguito, in sintesi, l´Assessorato alla Sanità fornisce le principali caratteristiche delle specie citate. L’amanita phalloides è caratterizzata da un cappello di colore verdastro-brunastro e da lamelle bianche. Il gambo è dotato di un anello, mentre alla base è circondato da una valva che vagamente ricorda la pelle di un uovo. La stessa specie fungina può avere anche un cappello bianco. In questo caso si tratta dell´Amanita phalloides, forma alba, che, da parte degli inesperti, può ancora più facilmente essere scambiata con prataioli bianchi commestibili. L´amanita virosa, invece, presenta le seguenti caratteristiche: capello biancastro con sfumature crema, inizialmente campanulato poi disteso, gambo bianco, cosparso di fiocchi con colori, anello incompleto, poco persistente, alla base ampio bulbo emisferico, ricoperto da una valva membranosa, aperta verso l’alto. I primi sintomi di avvelenamento da Amanita phalloides compaiono a distanza di 6-24 ore (di norma tra 8-12 ore) dal consumo del pasto di funghi e consistono in vomito incoercibile, diarrea grave, dolori addominali con coliche. In genere, questa fase dura circa un giorno. Dopo un apparente ed ingannevole periodo di miglioramento della durata di 12-24 ore, segue la fase epatica, caratterizzata da gravi sintomi di epatite. Nei casi di sospetta intossicazione da Amanita phalloides è necessario il ricovero ospedaliero (reparto di rianimazione). Nei casi di intossicazione particolarmente gravi (epatite fulminante!) la vita può essere salvata solo attraverso un trapianto di fegato urgente. Da parte di raccoglitori inesperti, soprattutto la forma bianca di Amanita phalloides, ma anche l’Amanita virosa, possono essere scambiate per specie commestibili del genere Agaricus (“prataioli”). Oltre alle specie fungine epatotossiche nei nostri boschi crescono numerosi altri funghi velenosi, tra cui il temuto Cortinarius orellanoides (speciosissimus) che contiene una pericolosa tossina renale. È fungo a lamelle, di colore arancio o rosso-brunastro, dotato di un umbone appuntito al centro. Date le gravi ed irreversibili lesioni renali, l’intossicazione da Cortinarius orellanoides richiede spesso un urgente trattamento dialitico in un reparto di emodialisi ed, in un momento successivo, il trapianto di rene. Il fungo Cortinarius orellanoides può essere scambiato dai raccoglitori inesperti soprattutto con le seguenti specie commestibili: Chroogomphus rutilus, Chroogomphus helveticus (Chiodello, Chiodetto), Armillaria mellea (chiodino, buona famiglia). Il Tricholoma pardinum è un fungo a lamelle, carnoso, in genere (ma non sempre) coperto di squame grigio-brunastro su sfondo più chiaro. La carne è bianca o grigiastra, con un forte odore di farina. Il fungo può essere scambiato con altre specie commestibili, in particolare con il Tricholoma terrerum o altre specie commestibili appartenenti a tale genere. L’assessorato alla Sanità raccomanda di raccogliere solo i funghi che si conoscono molto bene, nel pieno rispetto della normativa provinciale. In caso di sospetta intossicazione da funghi rivolgersi subito al medico curante e all’ospedale più vicino. Chi desidera approfondire le proprie conoscenze micologiche dovrà frequentare appositi corsi teorico-pratici di micologia e si sottolinea che la consultazione di testi di micologia non potrà mai sostituire la frequenza di corsi tenuti da esperti. Chi vuole far esaminare i funghi raccolti può rivolgersi agli Ispettorati micologici, istituiti presso i Servizi di igiene e sanità pubblica dei comprensori sanitari provinciali. . |
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WWW.BETOTALPLUS.IT NASCE IL PRIMO PORTALE INTERAMENTE DEDICATO ALLE VITAMINE B – LA CHIAVE PER FORNIRE ENERGIA ALL’ORGANISMO – PER PROMUOVERE UNA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE |
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“Più B per tutti” è una campagna di informazione sul gruppo delle vitamine B – promossa da Be-total Plus e declinata sul sito www. Betotalplus. It – che fornirà informazioni, consigli preziosi, suggerimenti, ricette, curiosità e tanto altro ancora per conoscere tutto, ma proprio tutto, sulle vitamine B ovvero su quelle sostanze così preziose e indispensabili al nostro benessere psico-fisico. La conoscenza delle vitamine del gruppo B non è alta tra la popolazione, invece il ruolo che queste vitamine svolgono per il nostro corpo è fondamentale. “Le vitamine del gruppo B sono ancora poco conosciute rispetto all’importanza che rivestono per il corpo umano. Occorre fare ancora tanta informazione per creare la consapevolezza che un corretto ed equilibrato apporto giornaliero di queste vitamine è fondamentale in ogni fase della nostra vita: per la crescita dei ragazzi, il benessere psico-fisico degli adulti e quello degli anziani. Se la vitamina C è una sola e per ognuno di noi è divenuto intuitivo l’immediato beneficio apportato, per le vitamine B il discorso è purtroppo più complesso e non così immediato. Infatti, non solo le vitamine B sono numerose, ma ognuna di loro ha uno specifico effetto benefico che viene potenziato dall’insieme degli effetti sinergici dell’intero gruppo delle vitamine B” – ha dichiarato la dr. Ssa Angela Andreoli, nutrizionista, ricercatrice presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Roma - Tor Vergata. Proprio per questo il portale www. Betotalplus. It presenterà periodicamente tematiche inerenti la vita e il fabbisogno di vitamine del gruppo B di cui l’organismo necessita per essere al meglio. Gli appuntamenti hanno l’obiettivo di evidenziare come queste vitamine possono supportare le persone in un determinato periodo, come acquisirne il corretto apporto attraverso l’alimentazione, quando e in che modo assumere integratori vitaminici - come Be-total Plus - per sopperire ad eventuali carenze grazie a un’assunzione immediata e a portata di mano. I consigli di tipo nutrizionale affiancheranno suggerimenti sullo stile di vita che potranno potenziare le performance di ogni individuo. I primi due appuntamenti sono dedicati: Þ dieta e bella stagione: come prepararsi al meglio, in che modo l’integrazione vitaminica può contribuire a far raggiungere la linea ideale. I consigli di Simona Airoldi, consulente di immagine e stylist di moda, grazie ai quali potremo nascondere i difetti ed esaltare la bellezza del nostro corpo per affrontare al meglio le ‘fatiche’ della primavera e delle vacanze Þ agli esami scolastici e all’energia che i ragazzi investono in questa fase della loro vita. In particolare verrà indicata la dieta idonea e la tipologia di integrazione, a cura della nutrizionista dr. Ssa Angela Andreoli, ricercatrice presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Roma, Tor Vergata. Il dr Franco Combi, medico dell’ Inter – la squadra in vetta alla classifica di calcio di serie A - fornirà consigli preziosi per allenare il fisico a sopportare gli sforzi, anche concentrati in un periodo di tempo determinato ma, soprattutto, fornirà consigli sul modo di ottenere la massima concentrazione mentale per non disperdere energie e ottenere il massimo risultato, in un perfetto connubio psicofisico. Il portale www. Betotalplus. It è ricco anche di parti interattive come la possibilità di ricevere consigli e pareri dell’esperto (al quale sarà possibile indirizzare qualsiasi richiesta sull’argomento -- 24 ore su 24), inviare e scaricare ricette per fare il ‘pieno’ giornaliero di vitamine B. A conclusione sezioni divulgative per aiutare l’utente a sensibilizzarsi sul tema al fine di acquisire la necessaria conoscenza sulle vitamine B e i benefici effetti che producono al nostro organismo. “Finalmente una campagna per fornire informazioni utili sulle vitamine B affinché chiunque possa comprendere il valore e l’importanza che hanno per il nostro organismo queste sostanze così preziose, da quali malattie ci preservano e il cui apporto è indispensabile in alcuni momenti dell’anno e in condizioni di particolare stress, quando il corpo ha bisogno di maggiori risorse per far fronte ad una richiesta di ‘energia’ più massiccia. Assumerle con una dieta equilibrata e varia o sopperire – a causa dei nuovi stili di vita e quindi anche quelli alimentari, come i frequenti pasti fuori casa – con integratori vitaminici” – ha commentato la dr. Ssa Angela Andreoli, “è proprio indispensabile per crescere sani, vivere bene e mantenere sempre un’ottima qualità della vita”. . |
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UNA FILIERA PRODUTTIVA CONTRO L’EFFETTO SERRA GRANA PADANO DOP:IL RISPETTO PER L’AMBIENTE GRAZIE AD UNA TRADIZIONE ANTICA
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Per ogni forma di Grana Padano Dop vi è un credito di anidride carbonica pari a circa 70. 000 g: data una produzione di circa 4, 5 milioni di forma annue, 32. 000 tonnellate di anidride carbonica sottratte all’atmosfera. Questi sono i dati emersi dalla ricerca “Ciclo di vita di 1 kg di Grana Padano Dop” illustrata oggi alla presenza di Viviana Beccalossi, Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia. L’indagine, voluta dal Consorzio Tutela Grana Padano, è stata realizzata dallo Studio Qualità e Ambiente e certificato lo scorso 22 giugno dal Csqa - il più importante e prestigioso ente di certificazione del settore - per misurare l’impatto ambientale della filiera produttiva del Grana Padano Dop. I risultati dell’analisi hanno evidenziato come i processi produttivi da cui nasce il Grana Padano, basati su metodi antichi e consolidati, non hanno richiesto l’introduzione di tecnologie dannose per l’ambiente per quanto riguarda l’acidificazione, il photo smog, l’eutrofizzazione e la distruzione della fascia d’ozono. La complessiva valutazione della filiera, dalla fase di coltivazione dei fondi agricoli all’allevamento delle bovine fino al trasposto del prodotto finito ha fatto emergere il bilancio positivo tradotto in un notevole consumo di anidride carbonica. Gli stessi caseifici che producono prevalentemente o esclusivamente Grana padano, essendo in stretto collegamento con le zone di produzione del latte, consumano meno energia e quindi provocano minori emissioni di gas serra. Una dimostrazione che il processo di produzione del Grana Padano in conformità al Disciplinare Tecnico è un processo più efficiente di altre forme di trasformazione, favorevole al mantenimento delle risorse ambientali. “Commissionando questa ricerca – ha affermato Nicola Baldrighi, presidente del Consorzio per la tutela del formaggio Grana Padano – abbiamo ribadito l’attenzione alla zona di produzione del formaggio italiano Dop più consumato al mondo. La qualità del Grana Padano è frutto della simbiosi tra i fattori naturali, come clima e territorio e fattori umani, come gli usi, le scelte tecnologiche e la ricerca. La necessità di tutelare anche questo patrimonio tecnico e culturale ha originato questo studio, il punto di partenza di un programma di miglioramento a favore dell’equilibrio ambientale”. L’analisi è stata condotta su ogni singolo processo del “ciclo di vita” (Lca – Life Cycle Assesment) di un kg di prodotto, dalle materie prime, all’uso di risorse energetiche, fino alla produzione dei rifiuti e delle emissioni inquinanti, elaborati secondo i parametri del Boustead Model, utilizzato dalle maggiori aziende internazionali per l’analisi ambientale dei processi. “Ormai da molti anni la lotta all’inquinamento è un obiettivo primario di Regione Lombardia – ha ricordato l’assessore regionale Beccalossi. - In attesa che il Governo sblocchi la nostra nuova legge sulla qualità dell’aria, stiamo lavorando in ogni settore per realizzare azioni concrete utili a fronteggiare questo problema. Agricoltura, ambiente ed energia – insieme alla mobilità e all’edilizia – sono le grandi tematiche da affrontare in modo sinergico e complementare, come ci viene proposto oggi dal Consorzio Tutela Grana Padano. Da ricordare, infine, per fare un esempio concreto, che a favore del settore agro-energetico la regione ha stanziato 28 milioni di euro per lo sviluppo delle biomasse, del biogas, del sistema bosco-legno-energia e della fitodepurazione”. . |
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PARMIGIANO-REGGIANO: PERCORSO DEI SENSI CON IL RE DEI FORMAGGI
ATTRAVERSO UNA SERIE DI DEGUSTAZIONI GUIDATE, L’OBIETTIVO È FAR CONOSCERE LE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO CON DIVERSE STAGIONATURE
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Offrire ampie informazioni sulle caratteristiche produttive, nutrizionali e organolettiche del Parmigiano-reggiano, ed in particolare sulla sua stagionatura, che garantisce a questo prodotto una ricchezza di aromi e sapori unica al mondo. Questo, in sintesi, l’obiettivo principale del “Percorso dei Sensi con il Re dei Formaggi”, originale iniziativa rivolta ai giornalisti del settore agroalimentare organizzata a Milano dal Consorzio del Parmigiano-reggiano nell’ambito di un progetto finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Gli ospiti presenti all’evento sono stati accompagnati da Bruno Morara, presidente dell’Associazione Assaggiatori di Parmigiano-reggiano” (Apr), in una simpatica degustazione guidata di alcune tipologie di Parmigiano-reggiano di diversa stagionatura e provenienza alla scoperta di caratteristiche sensoriali, quali granulosità, friabilità e solubilità. Al termine della breve, ma intensa esperienza sensoriale, Massimo Bottura, chef stellato e patron dell’Osteria Francescana di Modena, ha dato dimostrazione della propria arte in cucina proponendo alcuni prelibati piatti in grado di esaltare perfettamente l’intero ventaglio di emozioni che il Parmigiano-reggiano sa regalare. Un trionfo di profumi e sapori che ha allietato il palato e l’olfatto dei giornalisti presenti, protagonisti entusiasti di questa indimenticabile esperienza. Accanto alla sezione degustativa, il “Percorso dei Sensi con il Re dei Formaggi” prevedeva anche una originale “lezione” sulle caratteristiche di questo prodotto, che, come ha ricordato il vice presidente del Consorzio Paolo Bandini, viene ottenuto in modo completamente naturale, utilizzando solo il latte della zona d’origine, senza l’aggiunta di alcun additivo. Ogni forma viene poi controllata e marchiata e, giorno dopo giorno, prosegue la propria maturazione fino al traguardo di quei 30 mesi ed oltre che nessun altro prodotto caseario può raggiungere. “Il diverso grado di stagionatura – ha dichiarato ancora Bandini – viene attestato da appositi bollini, introdotti di recente dal Consorzio per offrire sempre maggiori garanzie nell’ottica di un nuovo e sempre più trasparente rapporto con il consumatore. Il Parmigiano-reggiano con oltre 18 mesi di stagionatura, morbido e aromatico, è contraddistinto dal bollino aragosta; il formaggio stagionato oltre 22 mesi, dolce e saporito, dal bollino argenteo; il prodotto con oltre 30 mesi di stagionatura, più friabile e granuloso, dal bollino oro”. “Apposti sulle singole confezioni e quindi ben individuabili – ha concluso Bandini – questi bollini attestano il grado di stagionatura del prodotto, aiutando i consumatori nell’acquisto ed offrendo informazioni veritiere senza lasciar spazio ad alcuna forma di speculazione”. . |
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CASA ARTUSI A FORLIMPOPOLI: IL GUSTO DELLA CULTURA INCONTRA LA CULTURA DEL GUSTO, APRE IL PRIMO CENTRO NAZIONALE DI CULTURA GASTRONOMICA DEDICATO ALLA CUCINA DOMESTICA ITALIANA |
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La buona cucina trova casa: si è inaugurata Casa Artusi a Forlimpopoli, il primo centro nazionale di cultura gastronomica dedicato alla cucina domestica italiana. L’evento si svolge nel corso dell’undicesima edizione della Festa Artusiana, dedicata a Pellegrino Artusi, autore del celeberrimo ricettario “La Scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”, che nacque a Forlimpopoli nel 1820. E’ stato Pellegrino Artusi in persona (!) ad accogliere gli ospiti d’onore alla cerimonia di inaugurazione, fra cui Piero Chiambretti, testimonial di Casa Artusi, Carlo Petrini Presidente Internazionale di Slow Food, Roberto Pinza, viceministro dell’Economia e delle Finanze, Vasco Errani Presidente Regione Emilia-romagna, Massimo Montanari Presidente Comitato Scientifico Casa Artusi, le istituzioni locali e i tanti appassionati di gastronomia. La colonna sonora della serata è stata affidata a Raoul e Mirko Casadei, che nel corso del concerto-spettacolo hanno eseguito in anteprima una canzone dedicata a Pellegrino Artusi, composta per l’occasione. Casa Artusi: la cultura del buono. Casa Artusi è il primo centro nazionale di cultura gastronomica dedicato alla cucina domestica italiana. Molto articolata la fisionomia della struttura: qui troveranno sede privilegiata corsi di divulgazione, convegni, simposi e altri momenti di approfondimento culturale sui temi della gastronomia; ma al tempo stesso Casa Artusi vuole essere anche un grande e dinamico museo, dotato di laboratori, cucine e sala da pranzo, che si propone come luogo di sperimentazione culinaria, dove verranno provati piatti tipici e ricette delle più varie località italiane. Il centro dedicato a Pellegrino Artusi disporrà anche di un grande archivio di documentazioni dedicato all’enogastronomia, con fondi dell’Ottocento e del Novecento e con una sezione contemporanea (con raccolta di pubblicazioni, siti internet, dvd e materiale audiovisivo vario). Cineteca, discoteca, biblioteca e iconoteca di Casa Artusi ospiteranno tutto il materiale disponibile, opportunamente selezionato, in linea con la missione del Centro, che si pone come punto di riferimento fondamentale per tutte le iniziative dedicate alla cucina italiana organizzate a livello locale e nazionale. A completare l’offerta di Casa Artusi c’è anche un ristorante che, sulla scia degli insegnamenti del grande Pellegrino, proporrà una cucina particolarmente attenta a utilizzare e valorizzare i prodotti tipici del territorio e sarà, a sua volta, protagonista di occasioni di approfondimento non solo gastronomico, ma anche di vera e propria cultura del cibo. L’attività del centro sarà affiancata dal portale tematico “Le chiavi di Casa Artusi”, realizzato in collaborazione con l’Istituto per i Beni artistici e culturali della Regione Emilia-romagna, che permetterà di ricercare in rete informazioni sulla cucina domestica. Il risultato sarà una vera e propria banca dati on line di tutte le ricette domestiche italiane, dove ogni utente potrà contribuire personalmente ad arricchire con le proprie conoscenze e i propri suggerimenti il grande ricettario. La sede di Casa Artusi è all’interno dell’antico Convento dei Servi a Forlimpopoli, appositamente ristrutturato, ed è gestita da una società consortile di cui fanno parte il Comune di Forlimpopoli, la Provincia di Forlì e Cesena e la Cassa dei Risparmi di Forlì. . |
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CONVEGNO DELL’AIC SULLA BIRRA: TRA ASPETTI STORICI, CULTURALI E GASTRONOMICI DELL’ANTICA BEVANDA
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Come si produce la birra? Come si cucina e si degusta? Quale è il rapporto tra birra e salute? Saranno questi alcuni dei temi al centro del convegno sulla birra organizzato dalla Delegazione di Merano dell’Accademia Italiana della Cucina. Durante l’incontro cuochi e mastri birrai racconteranno la storia della birra e la sua evoluzione nel tempo: dagli abbinamenti gastronomici che realizzavano i Sumeri fino a quelli dei giorni nostri, con uno sguardo particolare alla cucina e alla cultura della birra dell’Alto Adige. Due cucine in una, influenze culturali miste, dai tortei di patate semplici e casalinghi alla raffinata torta di rose di matrice asburgica: in Trentino – Alto Adige si "sa" di birra, oltre che berne molta. E gli abbinamenti sono, ormai, un distillato di cultura del gusto. Ricca, sapida, variegata, la cucina di questa regione ha trovato da un pezzo, nella birra, un partner familiare e ideale. Ed è proprio partendo dall’intenso legame tra l’antica bevanda e queste terre che sarà realizzato a Merano, da sabato 29 giugno a domenica 1 luglio un convegno sulla Birra dalla Delegazione locale dell’Accademia Italiana della Cucina. Nella prestigiosa sede del “Papillon des Fleurs” del Kurhaus di Merano storici, scrittori e cuochi racconteranno la cultura della birra da una prospettiva antropologica e gastronomica. A fare gli onori di casa Ferdinand Tessadri, Delegato Aic di Merano e moderatore del convegno. Numerosi i relatori e gli Accademici presenti. Il Prof. Saporetti, del Dipartimento di Scienze storiche del mondo antico, presenterà la relazione “Antichissima birra”; il Dott. Peter Peter, Docente all’Università di Scienze Gastronomiche di Colorno parlerà della cultura e della cucina della birra nelle regioni alpine dalla Baviera all’Alto Adige; Giorgio Nardelli, Rettore degli ordini Professionali Maestri di cucina ed Executive Chef spiegherà ai presenti come cucinare con la birra. Daranno il loro alto contributo anche Sergio Corbino, Delegato Aic della penisola sorrentina, nonché scrittore e “cuoco televisivo”, e il Dott. Aldo Clementi che parlerà degli aspetti nutrizionali della birra. Le conclusioni saranno affidati a Giuseppe dell’Osso Presidente dell’Accademia Italiana della Cucina. Al centro del Convegno soprattutto l’aspetto legato al binomio “birra e salute”. Ad oggi medici e nutrizionisti ne ammettono e consigliano il consumo, purché in modica quantità. “Bere per prevenire” è infatti tra gli slogan che circola da tempo nel mondo medico-scientifico. Un numero sempre maggiore di studi e ricerche confermano infatti gli effetti positivi di un moderato consumo della birra sulla salute in genere e su alcune specifiche patologie in particolare. Che si tratti di malattie cardiovascolari, menopausa e anche diabete, infatti, i risultati parlano chiaro: la birra è una preziosa fonte di vitamine, che sono essenziali per la vita, e contemporaneamente è anche ricca di antiossidanti. . |
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DEBUTTO RADIO PER LA MORTADELLA BOLOGNA IGP
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E’ on air, per la prima volta sulle principali emittenti radiofoniche nazionali, la campagna della Mortadella Bologna Igp a cura del Consorzio Mortadella Bologna. Dopo i successi della campagna stampa e tv conseguiti negli anni passati, il Consorzio Mortadella Bologna si affaccia al mondo della radio. Lo spot, nei formati da 30 secondi e da 15 secondi, fa rivivere il momento di acquisto della Mortadella Bologna in tre città: Firenze, Roma e Palermo. La scelta della radio interpreta la volontà del Consorzio di raggiungere un pubblico giovane, attento alla qualità e alla tipicità di ciò che mangia. Giovane è anche il linguaggio degli spot, interpretati con gli accenti delle tre città italiane per sottolineare come la Mortadella Bologna Igp sia apprezzata in tutta Italia. Il Consorzio Mortadella Bologna, attraverso la campagna radiofonica vuole ricordare al consumatore le caratteristiche uniche e tipiche della Mortadella Bologna e le garanzie legate al riconoscimento Igp (Indicazione Geografica Protetta), confermando l’elevato posizionamento del prodotto. Tali obiettivi sono sintetizzati nel pay off “Mortadella Bologna Igp. Patrimonio tipico italiano”. Lo spot della Mortadella Bologna Igp sarà on air per quattro settimane fino al 22 luglio. A firmare lo spot l’agenzia Arnold Worldwide Italia. La produzione è stata curata da Top Digital con la regia di Carlo Crapanzano. . |
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DAVIDE OLDANI, NOTO CHEF PATRON DEL RISTORANTE D´O DI CORNAREDO HA SCELTO LA SUA “CASA MILANESE”: IL CUCCHIAIO DI LEGNO DI VIA PONTEVETERO |
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Un nuovo negozio che è insieme una bottega dei sapori e dei saperi ed un laboratorio del piacere in tavola e in cucina. Nel nuovo store milanese si possono trovare tutti i prodotti firmati da Davide, dalle marmellate all´olio, fino alla raffinata collezione di piatti ‘Assiette D´o’ disegnata dallo chef e prodotta da Schoenhuber Franchi. Tra strumenti e ingredienti, prodotti e ricette, regali e peccati di gola, è possibile acquistare anche il libro di Davide Oldani “Cuoco andata e ritorno” una biografia e un viaggio nella memoria che racchiude la vita, la filosofia e le ricette di “un uomo che voleva cucinare”. Il Cucchiaio di Legno vi invita a scoprire i segreti e le passioni di uno chef che con la sua cucina all´insegna della semplicità e della tradizione, ha saputo conquistare i palati più raffinati ed esigenti. Il Cucchiaio Di Legno - Via Ponte Vetero, 13 - Milano - 02/87388670 - www. Ilcucchiaiodilegno. It . |
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ENOGASTRONOMIA NELLE CITTÀ STORICHE DELLA GERMANIA |
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Cultura, arte, storia, tradizione sono solo alcuni dei temi che accomunano le 13 Città Storiche della Germania, l’associazione turistica che da oltre 25 anni promuove alcuni dei più bei centri del Paese. Questa volta il viaggio porta tra lussureggianti vigneti, cantine storiche, feste del vino e rinomati ristoranti, alla scoperta di una tradizione enogastronomica di tutto rispetto. Sulle tracce di Bacco La tradizione e le feste del vino nelle Città Storiche della Germania Il viaggio alla scoperta della migliore tradizione enologica tedesca non può che iniziare da quella che è forse la zona vinicola più conosciuta della Germania e che si sviluppa lungo il corso della principale arteria fluviale tedesca, il Reno. Nel Land Renania Palatinato il “Padre Reno” dà il meglio di sé, disegnando una valle impreziosita da rocche, castelli, rovine ed estesi vigneti, che tanto ha colpito gli animi dei poeti romantici del passato e dei turisti di oggi. Il vino, il Riesling in particolare che qui trova le condizioni climatiche ideali, ha un’importanza e una storia ben radicate. Proprio lungo il Reno Romantico, alla confluenza con il fiume Mosella, nella valle dichiarata patrimonio mondiale Unesco, sorge la città di Coblenza (Koblenz), che con i suoi 2000 anni di storia si presenta come punto di partenza ideale per la scoperta paesaggistica e culturale di questo pittoresco angolo di Germania. L’offerta soggiorno “Wine and Dine” comprende 2 pernottamenti con colazione in hotel centrale, un menu gourmet accompagnato da una selezione di vini locali, visita guidata della città, ingresso al Museo del Medio Reno, un’escursione lungo il Reno e un omaggio a partire da Euro 179,00 p. P. In camera doppia (validità: ogni fine settimana fino a fine ottobre 2007). Per prenotazioni: Koblenz-touristik, tel. 0049 (0)261 3038813, keller@touristik-koblenz. De, www. Koblenz. De Reno e vino vanno a braccetto anche a Wiesbaden. La capitale dell’Assia sorge nel cuore della Germania, nella regione del Rheingau. Fonti storiche testimoniano che sulla collina Johannisberg già nell’817 si coltivava la vite. Nel 1100 i benedettini vi costruirono un monastero a cui si aggiunse nel 1715 un castello. Oggi lo Schloss Johannisberg è circondato da uno dei vigneti di Riesling più antichi del mondo. Non meno impressionante è il monastero dei cistercensi Kloster Eberbach. Fondato nel 1138, continua a far parlare di sé non solo perché è stato la location del film “Il nome della rosa” ma anche come rinomata cantina. In occasione della “Settimana del vino del Rheingau” (Rheingauer Weinwoche), quest’anno dal 10 al 19 agosto, circa 115 stand presentano l’offerta enologica della regione e dei vigneti intorno a Wiesbaden, tra i più belli e ricchi di tradizione d’Europa. Tourist-service@wiesbaden. De, www. Wiesbaden. De. Scendendo verso sud continuano le zone in cui la produzione enologica ha una tradizione importante. I notevoli vini della regione tra i fiumi Mosella, Saar e Ruwer devono le proprie origini agli antichi romani. La città di Treviri (Trier) continua orgogliosamente la tradizione, dedicando alla bevanda di Bacco numerose feste popolari, visite guidate e pacchetti soggiorno. La prima settimana d’agosto (3-6/8) cantine e stand gastronomici propongono degustazioni, musica dal vivo e spettacoli nel quartiere Olewig, dove si concentra la produzione enologica della città sulla Mosella. L’offerta “Die Römer und der Wein” (I romani ed il vino) comprende 2 pernottamenti con colazione, una visita guidata, una degustazione, merenda in un vigneto e una cena “Wine & Dine” (menu a 4 portate con selezione di vini). Www. Trier. De/tourismus Proseguendo verso sud, si attraversa la regione del Baden fino a raggiungere una città nei cui dintorni la coltivazione della vite era stata introdotta già prima della sua fondazione (1120) da celti e romani: è Friburgo (Freiburg), la frizzante città alle porte della Foresta Nera. I frutti di questa estesa coltivazione sono oggi diversi tipi di Burgunder, il Müller-thurgau e lo speciale Gutedel. L’occasione per gustarla è il Freiburger Weinkost dal 2 al 12 agosto prossimi. Nel cortile e sotto i portici del grande magazzino storico sulla piazza Münsterplatz, saranno di scena i vini frutto delle viti maturate al sole della regione del Baden. Dai vini più prestigiosi al particolare vino fatto dalle uve raccolte dopo le gelate, gli intenditori e gli amanti della bevanda troveranno tutto quello che può riscaldare il cuore. Www. Freiburg. De, www. Fwtm. Freiburg. De Rimanendo a sud ma spostandoci verso est si arriva a Würzburg, nella regione bavarese della Franconia, che vanta una tradizione enologica vecchia di dodici secoli e originali bottiglie per il vino dalla forma panciuta: le inconfondibili “Bocksbeutel”. A riempirle sono il Müller-thurgau, il Silvaner, il Riesling o amabili rossi. In città sono 3 le cantine storiche che raccontano il legame della città con il vino e che offrono visite guidate, degustazioni e ristoranti storici: il Bürgerspital del 1316 (www. Buergerspital. De), il Juliusspital con i suoi 452 anni (www. Juliusspital. De) e la Staatlicher Hofkeller (www. Hofkeller. De) sotto la Residenza patrimonio Unesco, una delle cantine più grandi e ricche di tradizione della Germania. Dal 31 agosto al 9 settembre, inoltre, la terza edizione della “Weinparade” porta nel centro storico della città francone oltre 100 diversi vini e stand gastronomici della regione per una festa dei sensi (www. Weinparade. De). L’offerta “Wine and the city” proposta dall’hotel Schlosshotel Steinburg di Würzburg è all’insegna della migliore enogastronomia regionale e non solo. Hotel@steinburg. Com, www. Steinburg. Com Chi pensa che le città nordiche siano prive di cultura enologica si sbaglia. Ne è una prova Lubecca (Lübeck). Nella storica città anseatica sul Mar Baltico si coltiva ancora una tradizione che risale al Xiii secolo, quando le prime navi della Lega anseatica approdavano nella costa francese e importavano bordeaux. Il vino rosso francese veniva poi conservato e invecchiato nelle cantine di Lubecca. Il risultato era un prodotto unico. Sia il viaggio in nave, che il clima nordico davano al vino una nota particolare. Così Lubecca creò il suo famoso “Rotspon”, nome derivato da “roter Span” (truciolo rosso) in riferimento al legno che veniva usato per le botti. Per gustarlo basta prenotare un tavolo all’Historischer Weinkeller Lübeck. Nella storica taverna nel cuore della città vecchia vengono serviti i piatti della tradizione culinaria anseatica sotto antiche volte in mattoni rossi. Info@luebeck-tourismus. De, www. Luebeck-tourismus. De Rimanendo a nord, anche la capitale del Brandeburgo rivela sorprese in campo enologico. Nella zona intorno a Potsdam si trova il vigneto situato più a nord d’Europa ufficialmente riconosciuto. A Werder, otto chilometri ad ovest da Potsdam, sulla collina Wachtelberg crescono le uve per il Müller-thurgau, il Saphira, il Regent e il Dornfelder. I monaci cistercensi coltivavano la vite già nel 1317. Nella metà del Xviii secolo molti erano i viticoltori che curavano circa 200 vigneti per una produzione annuale di circa 1. 650 ettolitri di vino. La cantina Wachtelberg organizza degustazioni e visite guidate in settembre e ottobre. Per informazioni: www. Wachtelberg. De www. Hotel-luisenplatz. De, www. Potsdam. Tourismus. De . |
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UN SERVIZIO IN PORCELLANA CELEBRATIVO VILLEROY&BOCH PER UNA TAVOLA ECCEZIONALE RENDE OMAGGIO ESCLUSIVO AL SOMMO PONTEFICE
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Il 2007 segna un’epoca importante per il grande Gruppo tedesco, per un evento davvero degno di nota a livello storico, sociale, umano. Come da tradizione ormai consolidata, infatti, anche quest’anno la Villeroy&boch ha avuto l’onore di celebrare il suo personale riconoscimento alla massima carica dello Stato Pontificio, consegnando in via ufficiale al “nuovo” Papa Benedetto Xvi, un servizio da tavola unico e molto speciale, in porcellana da 224 pezzi, prodotto in esclusiva con una decorazione in banda oro e stemma pontificio. L’impiego della pregiata porcellana Bone China, con la sua lucentezza tipica e la sua raffinata trasparenza, dona al manufatto un’altissima connotazione artistica e qualitativa, che ancora una volta fa sentire onorato tutto il Gruppo Villeroy&boch di aver potuto realizzare un servizio di tale entità e di averlo donato per un’occasione così speciale ad una delle figure contemporanee più importanti e determinanti nel panorama sociale di tutto il mondo. Il 21 marzo scorso, infatti, giorno proprio di San Benedetto, il Barone Wendelin von Boch, Presidente del Gruppo Villeroy&boch, è stato ricevuto in udienza dal Sommo Pontefice in Vaticano, assieme alla moglie Brigitte e al dottor Walter Bongiorni, Amministratore Delegato Villeroy&boch-arti della Tavola. L’importanza dell’evento si consolida, ormai, nel fluire del tempo. Bisogna tornare indietro di oltre mezzo secolo, infatti, quando nel lontano 1955, questa consuetudine ebbe inizio a partire dalla celebrazione della nomina di Pio Xii, proprio con il primo servizio in porcellana Villeroy&boch, pensato come pezzo unico che rimanesse nella storia insieme alle azioni e all’operato del Sommo Pontefice del tempo. Da allora, la Villeroy&boch ha sempre celebrato ogni Pontefice con l’unicità esclusiva di un servizio completo in porcellana da tavola, accompagnandosi di volta in volta nella quotidianità alla vita intensa di Sua Eminenza. Oggi, Villeroy&boch firma di nuovo la storia, con una rinnovata celebrazione di un rito quotidiano. . |
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BRESSANONE: ALLARGAMENTO PER VIA DEI VIGNETI |
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Tra i progetti esaminati ed accolti dalla Ii Commissione provinciale per la tutela del paesaggio nella seduta di ieri, martedì 26 giugno, vi è quello del Comune di Bressanone per la sistemazione e l´allargamento di Via dei Vigneti. Il Comune di Bressanone intende allargare via dei Vignetiin direzione della frazione "Kranebitt" per agevolare il passaggio dei mezzi di soccorso ed altresì il raggiungimento delle nuove zone di espansione. Il relativo progetto è stato esaminato ed accolto dalla Ii Commissione provinciale per la tutela del paesaggio nella seduta di ieri, martedì 26 giugno. La strada è caratterizzata dalla presenza di alcune residenze e castelli tra cui "Castel Hahnberg" con vari accessi delimitati da muri in pietra, di cui alcuni nella tipologia a secco. Come sottolinea l´arch. Adriano Oggiano, presidente della Commissione, assieme alla Soprintendenza ai beni culturali si è trovato un compromesso sul modo di operare: un artigiano sará incaricato di sostituire un piccolo tratto di muro e se il lavoro otterrà l´approvazione da parte della Soprintendenza, il modello in opera sarà adottato per l´intera strada. Nell´ambito dei lavori di allargamento sarà realizzato un marciapiede verso valle che sarà pavimentato in pietra. I lavori dovrebbero essere avviati già nei prossimi giorni. . |
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SONDRIO: RIUNIONE TAVOLO PER LA VITICOLTURA |
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Si è riunito nei giorni scorsi presso la Camera di Commercio di Sondrio il Tavolo per la viticoltura, presieduto dal Vicepresidente Cao e con la partecipazione dell’Assessore provinciale all’Agricoltura Severino De Stefani, Consorzio Tutela Vini, Coldiretti, Cia e Fondazione Fojanini. Si è preso atto che, in un quadro generale di difficoltà del mercato del vino, anche in Valtellina si registrano alcune difficoltà in vista della prossima vendemmia. In particolare, il Tavolo ha preso conoscenza dell’esito delle verifiche che, nella precedente riunione del 3 maggio scorso, erano state richieste al Consorzio Vini in merito alle prospettive di ritiro delle uve da parte delle cantine associate. In base a quanto comunicato dal rappresentante del Consorzio, si è constatato che per la prossima vendemmia 3 ditte trasformatrici non assicurano l’integrale acquisto delle uve dai viticoltori loro conferenti storici. Il Tavolo ha pertanto convenuto di richiedere al Consorzio di individuare singolarmente i conferenti che non hanno la garanzia del ritiro e, come già in passato, ha invitato a farsi carico del problema le altre cantine, che con piccoli aumenti – distribuiti tra tutti – potrebbero consentire il ritiro completo delle uve prodotte e garantire in tal modo un clima di serenità a tutti i viticoltori nel periodo cruciale dell’anno. E’ stato ribadito come la soluzione per il collocamento del vino valtellinese sul mercato richieda uno sforzo corale da parte di tutti gli attori della filiera. Ai viticoltori viene chiesto di intervenire, con opportuni diradi, al fine di assicurare la qualità delle uve, requisito ormai indispensabile per restare sul mercato; alle cantine di produrre vini competitivi esplorando anche nuovi sbocchi di mercato; ai ristoratori e agli operatori agrituristici si chiede di accrescere la proposta dei vini valtellinesi nei confronti dei propri ospiti, vini che hanno dimostrato di poter competere con le migliori produzioni, come ampiamente confermato dai numerosi e prestigiosi riconoscimenti ottenuti in questi ultimi anni. “Tutti i valtellinesi devono sentirsi impegnati nello sforzo di proporre e sostenere il vino valtellinese” ha dichiarato l’Assessore De Stefani al termine della riunione. . |
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