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LUNEDI
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Notiziario Marketpress di
Lunedì 10 Marzo 2008 |
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SIAE: PROROGA DEL TERMINE DI PAGAMENTO DEI DIRITTI |
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La Siae ha comunicato che il termine per il rinnovo degli abbonamenti annuali per la musica d´ambiente è prorogato dal 28 febbraio al 14 marzo. |
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NUOVO “RAPPORTO SOPHOS SULLA SICUREZZA 2008”: ANCHE IL SISTEMA OPERATIVO DI APPLE NEL MIRINO DEI CYBERCRIMINALI |
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Sophos, società leader a livello mondiale nel settore della sicurezza informatica e nella tecnologia di controllo dell’accesso alla rete (Nac), ha pubblicato il nuovo “Rapporto sulla sicurezza 2008”, in cui si prendono in esame le tendenze attuali ed emergenti nel panorama della sicurezza informatica. Il rapporto rivela che, nel 2007, il crimine organizzato ha bussato per la prima volta alla porta di Apple. È ormai provato che Windows non è più il solo sistema operativo nel mirino dei pirati informatici, pertanto Sophos ammonisce alla prudenza gli utenti di tutti i sistemi operativi. Come segnalato dagli esperti di Sophos, il malware per Mac esiste già da qualche tempo, ma finora, dato l’alto numero di computer Windows sprovvisti di adeguata protezione, le bande criminali non avevano avvertito l’esigenza di prendere di mira anche gli utenti Macintosh. Tuttavia, alla fine del 2007, si è assistito a un cambiamento di tendenza. Il malware per Mac non è più stato creato unicamente dai ricercatori per dimostrare eventuali vulnerabilità nel sistema operativo di Apple o per mettere alla prova la propria abilità, bensì da criminali informatici a caccia di profitti. Questi si sono resi conto, infatti, che il sistema operativo Macintosh è un bersaglio che può offrire imperdibili opportunità di business. Per esempio, molte versioni del Trojan Osx/rsplug, avvistato per la prima volta a novembre 2007, sono state inserite su siti web creati ad hoc per infettare i computer Mac e per rubare i dati personali e l’identità dei navigatori Internet. "Non si deve sottovalutare la presenza di malware creato per i Mac a scopo di lucro. Sebbene i Mac abbiano ancora tanta strada da fare prima di superare i Pc in termini di popolarità tra gli utenti e specialmente tra le aziende, l’interesse crescente dei consumatori nei loro confronti ha finito per attirare l’attenzione di bande di criminali informatici", ha dichiarato Walter Narisoni, Sales Engineer Manager e Senior Security Consultant di Sophos Italia. "Gli utenti Macintosh si sono vantati per anni della loro accortezza. Ora è giunto il momento di darne prova. Il malware per Mac rappresenta attualmente un problema di scarsa entità, se confrontato con la vera e propria piaga che colpisce Windows. Di conseguenza, se gli utenti Macintosh si astengono dal cliccare su link non richiesti o dallo scaricare codici sconosciuti da Internet, è possibile che gli hacker comprendano che non è poi così redditizio prendere di mira i computer Mac. Se però non si tutelano adeguatamente, corrono il rischio che un numero sempre maggiore di criminali informatici giunga alla conclusione che vale la pena di creare malware da sguinzagliare contro i computer Mac". Gli esperti di Sophos identificano attualmente una media di 6. 000 pagine web infette al giorno, una pagina ogni 14 secondi. Nell’83% dei casi si tratta di pagine web di onesti cittadini e società completamente all’oscuro che i propri siti siano controllati dagli hacker. Gli autori di virus hanno sfruttato siti di ogni genere per depositarvi malware: le vittime vanno dagli antiquari ai produttori di gelato fino ad arrivare ai fotografi professionisti, solo per citarne alcuni. I cybercriminali possono colpire qualsiasi utente inviando milioni di mail contenenti link a pagine web infette, che lasciano le inconsapevoli vittime in pasto al malware. Il sito web infetto è in grado di stabilire se il computer del visitatore è un Mac o un Pc e vi deposita malware creato su misura per il sistema operativo del visitatore. Nuovi mondi da esplorare sulle autostrade del wireless. Come illustrato nel Rapporto Sophos sulla sicurezza, gli utenti stanno imparando a difendersi dal malware tradizionale, per esempio i worm contenuti nei messaggi e-mail, ma l’utilizzo sempre più esteso delle nuove tecnologie mobili e dei dispositivi wireless, ad es. L’iphone e l’iPod Touch di Apple, potrebbe fornire agli hacker nuovi vettori di attacco. Le prime vulnerabilità sono state individuate nel programma di posta mobile e nel browser Safari installati su questi dispositivi, ma fino a quando la capacità di memoria rimane limitata è improbabile che in un futuro prossimo i cybercriminali sferrino attacchi in grande stile. Ciò nonostante, data la crescente popolarità dei dispositivi Wi-fi, non vi è dubbio che i rischi siano destinati ad aumentare. Gli esperti di Sophos hanno constatato inoltre che, con l’aumento delle vendite, gli economici Pc ultramobili, come il popolare notebook Asus Eee con sistema operativo Linux, potrebbero attirare l’attenzione del sottobosco informatico. "Il notebook ultramobile Asus Eee, come tanti altri dispositivi, viene fornito con sistema operativo Unix preinstallato, ed è quindi automaticamente immune alla stragrande maggioranza di spyware e malware", ha dichiarato Narisoni. "Ciò non toglie, comunque, che gli utenti di questi dispositivi possano cadere vittima di phishing e furto d’identità attraverso la connessione Internet. Con il diffondersi dei dispositivi Wi-fi, gli hacker si sentono sempre più tentati di servirsi del malware per mettere le mani sulle informazioni personali memorizzate su tali dispositivi". In aumento le accuse reciproche tra Governi per crimini informatici e cyberspionaggio. Nel corso del 2007 alcuni Paesi si sono apertamente lanciati reciproche accuse di collusione con il crimine informatico, pur sapendo quanto sia difficile provare dove si è originato un attacco e se è stato sponsorizzato da un Governo, o si è trattato invece dell’azione solitaria di un hacker indipendente. Nel mese di aprile 2007 è stata attribuita a Mosca la responsabilità di un attacco Ddos (Distributed Denial-of-service) sferrato su vasta scala contro siti web estoni. A dicembre il direttore del Mi5, i servizi segreti britannici incaricati della sicurezza interna, ha accusato il governo di Pechino di condurre attività di spionaggio informatico ai danni di società britanniche, con l’obiettivo di favorire il commercio cinese. Nessuna delle due accuse, tuttavia, è stata provata. "Nel 2008 potrebbero piovere altre accuse, ma finora non è stata prodotta alcuna prova concreta di spionaggio informatico sponsorizzato dai Governi", ha sottolineato Narisoni. "Lo spionaggio esiste da sempre, ma è importante ricordare che gli hacker sono abilissimi a nascondere le proprie tracce, rendendo quindi difficile l’individuazione dell’esatta origine di un attacco. Non c’è dubbio, tuttavia, che è importante proteggere i computer all’interno delle istituzioni governative dagli hacker, poco importa se spinti da motivi politici, spionaggio o sete di denaro". Mal/iframe mattatore del 2007. Le minacce web si sono confermate il vettore di attacco prediletto dagli hacker nel 2007. La top ten dei malware ospitati sui siti web nel 2007 è la seguente:
1 |
Mal/iframe |
53,3% |
2 |
Mal/obfjs |
9,8% |
3 |
Troj/decdec |
6,6% |
4 |
Troj/psyme |
6,2% |
5 |
Troj/fujif |
5,8% |
6 |
Js/encifra |
3,9% |
7 |
Troj/ifradv |
2,4% |
8 |
Mal/packer |
1,2% |
9 |
Troj/unif |
1,0% |
10 |
Vbs/redlof |
0,8% |
Altri |
Altri |
9,0% | La Cina numero uno tra i Paesi che hanno ospitato malware nel 2007. Nel 2006, la Cina è stata rea di aver ospitato poco più del 30% di tutto il malware presente sul web, piazzandosi al secondo posto dopo gli Stati Uniti. Nel 2007, invece, le posizioni si sono invertite e la Cina ha chiuso l’anno in testa alla classifica, facendo registrare una percentuale di pagine web infette superiore al 50%. La top ten dei Paesi che hanno ospitato il maggior numero di pagine web infette nel 2007 è la seguente:
1 |
Cina |
51,4% |
2 |
Stati Uniti |
23,4% |
3 |
Russia |
9,6% |
4 |
Ucraina |
3,0% |
5 |
Germania |
2,3% |
6 |
Polonia |
0,9% |
7 |
Gran Bretagna |
0,7% |
8 |
Francia |
0,7% |
9 |
Canada |
0,7% |
10 |
Paesi Bassi |
0,7% |
Altri |
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6,6% | L’italia occupa il 13° posto, con il 5%. "Saremmo lieti se nel 2008 la Cina avesse meno impatto sulle classifiche. I computer cinesi, consapevolmente o meno, alimentano enormemente il fenomeno dei virus e dello spam che coinvolge tutti noi", ha spiegato Narisoni. Per maggiori informazioni: www. Sophos. It/securityreport2008 . |
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KASPERSKY LAB: TOP 20 DEI VIRUS ONLINE DI FEBBRAIO 2008 |
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Secondo Kaspersky Lab questa è la Top 20 di febbraio dei virus presenti in rete e di quelli che si diffondono attraverso la posta elettronica:
1 |
Rientrato |
not-a-virus: Adware. Win32. Virtumonde. Gen |
2,86% |
2 |
Nuovo |
Email-worm. Win32. Bagle. Of |
1,32% |
3 |
-2 |
Trojan. Win32. Dialer. Yz |
1,27% |
4 |
Nuovo |
Trojan-downloader. Win32. Small. Ieg |
1,21% |
5 |
+4 |
not-a-virus:Pswtool. Win32. Ras. A |
1,01% |
6 |
+1 |
Email-worm. Win32. Brontok. Q |
0,75% |
7 |
Nuovo |
Trojan-downloader. Win32. Zlob. Fjb |
0,72% |
8 |
+4 |
Trojan-spy. Win32. Ardamax. N |
0,53% |
9 |
Rientrato |
Email-worm. Win32. Rays |
0,46% |
10 |
Nuovo |
Trojan-dropper. Win32. Agent. Dnu |
0,44% |
11 |
Nuovo |
Trojan-downloader. Win32. Autoit. Aa |
0,41% |
12 |
Nuovo |
Worm. Win32. Autoit. I |
0,39% |
13 |
Nuovo |
not-a-virus:Adware. Win32. Bho. Xq |
0,36% |
14 |
Nuovo |
Trojan-downloader. Win32. Agent. Ggt |
0,36% |
15 |
Nuovo |
Trojan. Win32. Disabler. I |
0,36% |
16 |
-8 |
Virus. Win32. Virut. N |
0,33% |
17 |
Nuovo |
Trojan-downloader. Win32. Bagle. Jo |
0,32% |
18 |
-4 |
not-a-virus:Monitor. Win32. Perflogger. Ca |
0,29% |
19 |
Rientrato |
Trojan. Win32. Delf. Aam |
0,29% |
20 |
Nuovo |
Trojan-downloader. Win32. Agent. Hzo |
0,29% |
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Altri programmi nocivi |
86,03% | Secondo l’azienda fondata nel 1997 ed oggi leader nello sviluppo di software per la sicurezza dei dati, con sedi a Mosca (Russia), Cambridge (Regno Unito) e Pleasanton (California, Stati Uniti), era da tempo che in cima alla loro classifica online non si posizionava un adware. E’ successo nel mese di febbraio: il programma adware Virtumonde, o meglio, tutto il gruppo che è stato identificato come Virtumonde. Gen, occupa il primo posto della nostra Top 20 online. Nei loro resoconti mensili hanno osservato alcuni Trojan-downloader che installano sui Pc delle vittime il suddetto programma adware: in gennaio e in febbraio hanno cominciato ad apparire nella classifica e-mail, cosa mai accaduta prima. A giudicare dall’attività degli autori di Virtumonde, si può supporre che questo programma rimarrà per qualche tempo tra i leader della classifica, mentre il Trojan Win32. Dialer. Yz, che dominava la classifica dei due mesi precedenti, è sceso al terzo posto, anche se il numero delle sue varianti continua a rimanere alto. È diminuita anche la portata dell’epidemia Virut. Rispetto a febbraio è sparito il diffusissimo Virut. Av (che a gennaio si trovava sul podio): è rimasta la variante Virut. N, anche se ha perso 8 posizioni in un colpo solo. I Trojan Bho (Browser Helper Object) hanno mostrato uno schema simile: delle tre nuove entrate di dicembre e delle due di gennaio ne è rimasta solo una. Si tratta di Adware. Win32. Bho. Xq. Per quanto riguarda i rappresentanti della famiglia Bagle, i worm e-mail e i Trojan downloader continuano a moltiplicarsi: uno di questi si è addirittura piazzato al secondo posto in classifica, un altro invece al diciassettesimo. Il veterano Brontok. Q continua ad oscillare: a gennaio è sceso di 4 posizioni, mentre a febbraio ne ha guadagnata una. Il worm Rays ha di recente subito una fluttuazione ancora maggiore: dal decimo posto di dicembre, è sparito a gennaio per poi tornare a febbraio in nona posizione. Il dominio di gennaio dei vari programmi keylogger è venuto meno a causa dell’insorgere di nuovo malware contenente Trojan-droppers e Trojan-downloaders. In totale, le nuove entrate di febbraio sono state ben 11. Kaspersky Lab: Top 20 dei virus email di febbraio 2008 Secondo Kaspersky Lab questa è la Top 20 di febbraio dei virus presenti in rete e di quelli che si diffondono attraverso la posta elettronica:
1 |
0 |
Email-worm. Win32. Netsky. Q |
35,57% |
2 |
+1 |
Email-worm. Win32. Bagle. Gt |
6,49% |
3 |
-1 |
Email-worm. Win32. Nyxem. E |
6,47% |
4 |
+4 |
Email-worm. Win32. Netsky. D |
6,04% |
5 |
Nuovo |
Trojan-downloader. Win32. Small. Hsl. |
5,71% |
6 |
+5 |
Net-worm. Win32. Mytob. Q |
5,62% |
7 |
-3 |
Email-worm. Win32. Netsky. Aa |
5,15% |
8 |
-3 |
Email-worm. Win32. Scano. Gen |
3,88% |
9 |
Rientrato |
Email-worm. Win32. Netsky. X |
3,56% |
10 |
+7 |
Email-worm. Win32. Mydoom. L |
2,83% |
11 |
Rientrato |
Email-worm. Win32. Mydoom. M |
2,52% |
12 |
Nuovo |
Trojan-downloader. Win32. Diehard. Ez |
2,06% |
13 |
-1 |
Email-worm. Win32. Netsky. Y |
1,94% |
14 |
-5 |
Net-worm. Win32. Mytob. W |
1,47% |
15 |
+1 |
Net-worm. Win32. Mytob. T |
1,43% |
16 |
Rientrato |
Net-worm. Win32. Mytob. Bi |
1,21% |
17 |
-3 |
Email-worm. Win32. Bagle. Gen |
1,19% |
18 |
Rientrato |
Net-worm. Win32. Mytob. C |
0,60% |
19 |
-1 |
Email-worm. Win32. Scano. Bn |
0,58% |
20 |
Rientrato |
Email-worm. Win32. Netsky. C |
0,56% |
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Altri programmi maligni |
5,12% |
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Percentuale di e-mail infette nel traffico totale |
0,61% | Kaspersky Lab, che focalizza la sua attività nello sviluppo di tecnologie e software per la sicurezza informatica, ha constatato che la classifica del traffico email nel mese di febbraio non è molto diversa da quella del primo mese del 2008. Malgrado il Trojan downloader Diehard stia continuando la sua epidemia, la sua azione non influisce molto sulla classifica di febbraio. Nel solo mese di gennaio, è stata osservata la comparsa di ben 4 sue nuove varianti. Questo mese, al loro posto ne è arrivata una nuova (alla dodicesima posizione), ma ciò non indica assolutamente una vittoria. Il fatto è che a febbraio il gruppo Diehard ha cominciato a crescere notevolmente: nel giro di un solo mese si sono osservate 50 nuove varianti, mentre nei quattro mesi precedenti (a partire da ottobre 2007) queste sono state 100 in tutto. Una serie di brevi mass mailing di Diehard colpiscono la posta elettronica almeno una volta al giorno, e ogni volta gli utenti ricevono una sua nuova variante. Se si sommassero le percentuali di tutte le varianti di questo Trojan, si posizionerebbero senza alcun dubbio in prima posizione. Per quanto riguarda il resto della classifica, la Top 20 si mantiene stabile. La seconda novità della classifica è ancora un downloader, Small. Hsl, che è riuscito a piazzarsi subito al quinto posto e non è escluso che sia il predecessore di un nuovo fenomeno “di gruppo” nelle nostre prossime classifiche. È interessante notare che delle quattro famiglie di codici maligni attive, nella Top 20 di febbraio siano presenti solo Diehard e Bagle. Due loro “concorrenti”, Zhelatin e Warezov, si sono presi evidentemente una piccola pausa. Tra l’altro, Zhelatin è riuscito a sfruttare in tempo il giorno di San Valentino con un mass mailing specifico. La percentuale di e-mail infette rispetto al traffico “totale” controllato dai sistemi di scansione-traffico di Kaspersky Lab, risulta pari allo 0,61%. Kaspersky Lab ha anche elaborato la Top 20 dei paesi che hanno maggiormente diffuso e-mail infette nel mese di febbraio:
Posizione |
Paese |
Percentuali |
1 |
Usa |
13,3 |
2 |
Corea del Sud |
7,88 |
3 |
India |
6,05 |
4 |
Cina |
5,75 |
5 |
Gran Bretagna |
4,66 |
6 |
Germania |
4,58 |
7 |
Spagna |
3,18 |
8 |
Polonia |
2,50 |
9 |
Brasile |
2,45 |
10 |
Giappone |
2,29 |
11 |
Francia |
2,19 |
12 |
Turchia |
2,12 |
13 |
Italia |
2,07 |
14 |
Russia |
2,00 |
15 |
Pakistan |
1,94 |
16 |
Australia |
1,82 |
17 |
Canada |
1,46 |
18 |
Olanda |
1,38 |
19 |
Romania |
1,37 |
20 |
Emirati Arabi |
1,34 |
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Altri Paesi |
29,67 | Per ulteriori informazioni: www. Kaspersky. Com. |
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PRIVACY: NO ALL´USO DISINVOLTO DI DATI BIOMETRICI IN BANCA |
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Dovranno mettersi in regola al più presto le banche sottoposte ad accertamenti del Garante privacy per verificare la corretta applicazione della disciplina sui sistemi che utilizzano la rilevazione delle impronte digitali e del volto per regolare gli accessi. Uso disinvolto di sistemi per la raccolta di dati biometrici, in alcuni casi sproporzionato rispetto alle finalità perseguite, mancanza di ingressi alternativi per clienti e dipendenti, informativa assente o incompleta. Queste le principali criticità emerse dai controlli effettuati a livello nazionale dal Garante in collaborazione con la Guardia di finanza. Su 92 filiali di uno stesso gruppo bancario ben 82 sono risultate dotate di un sistema di rilevazione delle immagini delle impronte digitali e del volto senza che vi siano documentati motivi di sicurezza. Dagli accertamenti non è risultato, infatti, che l´adozione degli impianti biometrici sia connessa ad esempio a precedenti rapine subite, né che le filiali siano situate in aree particolarmente a rischio. Gli istituti bancari dovranno quindi rivalutare, entro il 14 marzo, l´effettiva necessità di dotare le proprie dipendenze di sistemi di identificazione biometrica e provvedere senza ritardo alla cessazione o alla sospensione di trattamenti di dati nei casi in cui non risultino giustificati. Alcune agenzie, poi, presso le quali anche i dipendenti dovevano sottostare alla doppia rilevazione (impronte digitali e immagine del volto) per accedere al luogo di lavoro, dovranno predisporre ingressi alternativi o con modalità che non richiedano il rilascio di impronte: sproporzionato, in questi casi, è risultato l´uso dei dati biometrici rispetto alle finalità di controllo delle presenze dei lavoratori perseguite dalla banca. Agli istituti bancari, inoltre, che non si sono ancora dotati di ingressi alternativi per i clienti che non intendano o non possano avvalersi dell´impianto biometrico, il Garante ha imposto di assicurare anche questa possibilità. Altre banche, sempre oggetto di accertamenti, dovranno adottare la procedura telematica prevista per inviare al Garante le comunicazioni o le richieste di verifica preliminare relative ai sistemi biometrici attivati o che intendono attivare presso le proprie filiali. Da sanare, infine, le numerose irregolarità che sono state riscontrate nei tempi di conservazione delle immagini, risultati sempre più lunghi dei sette giorni previsti dalla data di registrazione, e nell´informativa poco chiara o incompleta o che non segnala affatto le telecamere posizionate ad es. Su un bancomat o presso aree riservate. Nei casi più gravi alle banche sono state altresì contestate sanzioni amministrative per inidonea o omessa informativa. I provvedimenti in esame sono stati emessi il 23gennaio 2008 . |
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PRIVACY: SPAM VIA FAX |
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L´autorità è intervenuta nuovamente sul fenomeno dei fax indesiderati e ha vietato a due società l´"ulteriore trattamento” dei dati personali usati a fini di marketing. Il Garante ha ribadito, con due appositi provvedimenti del 31 gennaio 2008, che per poter inviare fax commerciali o promozionali occorre prima aver ottenuto il preventivo e specifico consenso del destinatario, anche se il numero di telefono viene estratto da elenchi telefonici cosiddetti "categorici”, quali Pagine Gialle, da registri pubblici o da banche dati online. Il Garante ha ricordato che tale garanzia non può essere elusa inviando un primo fax che, nel richiedere il consenso, abbia già un contenuto promozionale o pubblicitario. Le società, a seguito della richiesta di informazioni da parte dell´Autorità riguardo alle modalità e alle forme di raccolta dei dati personali, si erano difese dichiarando di avere estratto i dati personali da cosiddetti elenchi "categorici”, cioè da elenchi telefonici organizzati per categorie merceologiche o professionali; avevano inoltre dichiarato di aver richiesto il consenso contestualmente al primo invio fax pubblicitario. Il Garante ha spiegato, invece, che quando si utilizzano sistemi automatizzati, oppure posta elettronica, sms o fax, anche se si tratta di elenchi categorici è necessario ottenere prima il consenso del destinatario, mediante contatto telefonico. In uno dei due casi segnalati, inoltre, l´utente aveva lamentato di continuare a ricevere i messaggi pubblicitari indesiderati, sia tramite e-mail che fax, nonostante si fosse più volte opposto all´invio. Il Garante, nel caso particolare, non solo ha vietato l´ulteriore trattamento dei dati personali, ma ha anche prescritto alla società di predisporre le misure idonee a rendere agevole ed effettivo l´esercizio dei diritti dell´interessato, dando all´Autorità un documentato riscontro sull´avvenuto adempimento. |
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PRIVACY: GIORNALISMO: NO A DETTAGLI SANITARI E DATI CLINICI |
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Pubblicare eccessivi dettagli privati e dati analitici di stretto interesse clinico, anche in caso di vicende di interesse pubblico, viola la privacy della persona e la dignità del malato. Lo ha ribadito il Garante per la protezione dei dati personali in due provvedimenti del 29 novembre e del 6 dicembre 2007 con i quali ha vietato a tre quotidiani del Nord, l´ulteriore diffusione - anche attraverso i loro siti web - delle generalità e di altri dati personali di una donna defunta per una grave malattia. La vicenda ha inizio quando i quotidiani pubblicano la notizia di una donna morta quasi due anni prima per il morbo di Creutzfeldt-jakob (il cosiddetto morbo della "mucca pazza”) con tanto di nome, cognome, luogo di nascita e di residenza, professione, informazioni dettagliate sulla malattia. Una delle testate pubblicava anche una fotografia ripresa dalla lapide. Troppi, dunque, i dati riportati, soprattutto di natura sensibile: riferimenti dettagliati ai sintomi, alla durata e all´evoluzione della malattia, descrizione degli accertamenti medici svolti, ipotesi della diagnosi e risultati dell´autopsia indicati alla stampa dal personale ospedaliero. Presentando il reclamo al Garante, la figlia della defunta ha precisato, peraltro, che i dati sanitari non erano stati resi noti né dai familiari né da loro comportamenti tenuti in pubblico. L´autorità ha dato ragione alla donna, ricordando come il codice deontologico dei giornalisti stabilisca che il giornalista, nel far riferimento allo stato di salute di una persona, deve rispettarne la dignità, il diritto alla riservatezza e il decoro personale, specie nei casi di malattie gravi o terminali e astenersi dal pubblicare "dati analitici di interesse strettamente clinico”. L´autorità ha ritenuto, inoltre, che i servizi giornalistici, consentendo la diretta identificazione dell´interessata attraverso le generalità, non hanno rispettato il principio di essenzialità dell´informazione, considerato anche il tempo trascorso (circa due anni) dal decesso . |
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ECOMMERCE: INDAGINE SU COME STA CAMBIANDO IL NOSTRO PAESE |
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In un’epoca in cui in Italia si fatica a trovare lavoro attraverso i canali tradizionali, c’è chi lo crea non solo per sé, ma anche per gli altri grazie a internet. Lo dimostrano i risultati di un’indagine condotta da Research International per conto di eBay. It, la più grande Community di compravendita online a livello mondiale, dalla quale emerge che attualmente oltre 16. 500 italiani hanno una fonte di reddito primaria o secondaria derivante dalla propria attività di vendita su eBay (14. 500) o dall’essere dipendenti di un’impresa che opera su eBay (2. 000). Confrontando lo stesso dato con la ricerca analoga del 2006* risulta che il numero degli italiani che vivono delle vendite su eBay è cresciuto di oltre il 100%, passando da 8. 033 a oltre 16. 500 in soli 2 anni. L’indagine ha rilevato che all’interno della numerosa Community eBay la presenza delle Pmi italiane sta crescendo a tassi record - oltre 223% in più rispetto al 2006. Circa 4. 500 imprese individuali e ben 2. 000 Pmi con dipendenti traggono dalle vendite su eBay la loro prima o seconda fonte di ricavi. Il 17% dei proprietari delle Pmi (circa 1. 000 persone) ha addirittura lasciato la propria occupazione per potersi dedicare a tempo pieno alla nuova attività imprenditoriale su eBay. I risultati indicano inoltre l’impatto positivo dell’ecommerce sull’occupazione nelle Pmi: oltre ai 2. 000 collaboratori che vengono già impiegati dalle imprese con dipendenti per supportare l’attività di vendita su eBay, circa 1 su 3 delle 4. 500 imprese individuali prevede di assumere personale nei prossimi due anni. L’indagine evidenzia anche una serie di vantaggi che l’attività di vendita su eBay porta ai venditori: aumento dei volumi di vendita (per il 47%), raggiungimento di acquirenti internazionali (per il 43%), miglioramento della redditività (per il 27%). Per i privati, l’attività delle vendite occasionali su eBay rappresenta nella maggioranza dei casi circa un quarto delle entrate, contribuendo a rafforzare significativamente le entrate familiari. Tra le categorie di vendita maggiormente rappresentate dagli imprenditori intervistati spiccano Audio/tv/elettronica (il 21%), informatica e palmari (il 20%), abbigliamento e accessori (il 17%) e Auto/moto/scooter (il 17%). Leonardo Costa, Responsabile Area Venditori eBay. It : “Questa indagine conferma che eBay rappresenta una valida opportunità sia per le Pmi italiane che desiderano aumentare il fatturato o rivolgersi ad acquirenti internazionali, sia per i privati che possono generare, vendendo su eBay, ulteriori entrate per il loro bilancio familiare. ”. |
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GIUSTIZIA ITALIANA: BANDITO IL CONCORSO PER 10 GIUDICI IN ALTO ADIGE |
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Nella Gazzetta ufficiale del 4 marzo 2008 è stato pubblicato il concorso per giudici negli uffici giudiziari dell´Alto Adige. Sono messi a concorso complessivamente 10 posti per giudici, dei quali 6 riservati ad appartenenti al gruppo linguistico tedesco, 2 a quello italiano e 2 a quello ladino. La scadenza di presentazione delle domande di partecipazione è fissata per il 3 aprile prossimo. I candidati devono essere in possesso della laurea nel caso di inizio degli studi antecedente la stagione 1998-99. In caso diverso è necessario esibire in aggiunta un diploma riferito a un corso di specializzazione di almeno due anni in materie giuridiche o un dottorato di ricerca. È inoltre necessario il requisito del patentino di bilinguismo. La domanda di partecipazione al concorso, che si terrà a Roma, deve essere presentata su apposito modulo, disponibile nella Procura della Repubblica di Bolzano e nei Centro mediazione lavoro di Bolzano, Bressanone, Brunico, Vipiteno, Merano, Silandro e Egna. La domanda va presentata esclusivamente con lettera raccomandata r. R. O personalmente alla Procura della Repubblica. Il modulo può essere scaricato anche dalla pagina internet del Ministero della Giustizia, all´indirizzo www. Giustizia. It. . |
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GIUSTIZIA ITALIANA: IN TOSCANA FIRMATO IL PROTOCOLLO CON GIUDICE DI PACE E UNIVERSITÀ |
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Lo scorso 5 maggio a Firenze è stato sottoscritto il protocollo di intesa tra Regione Toscana, rappresentata dalla vicepresidenza, giudice di pace di Firenze ed Università degli studi di Firenze per promuovere congiuntamente un’attività di ricerca e riflessione sulle attività di mediazione quale metodo di gestione e soluzione dei conflitti, finalizzato al rafforzamento del senso di sicurezza collettivo. Questo a partire proprio dalla esperienza maturata dal giudice di pace di Firenze presso cui è operativo un ufficio per la mediazione tra le parti per i procedimenti penali di competenza. Ma c’è anche un’esperienza più ampia di mediazione sociale, che riguarda tante situazioni che riguardano la nostra vita cittadina, dalle liti condominiali ai problemi di circolazione stradale, fino a tante difficoltà che possono caratterizzare le relazioni con altre culture. La strada della mediazione, spiega ancora il vicepresidente, punta a individuare soluzioni diverse, rispetto al percorso solo sanzionatorio, innanzitutto assicurando una possibilità di dialogo tra le parti che dia a tutti la possibilità di spiegare le sue ragioni. Tutto questo nella consapevolezza che la multa o comunque una condanna in sede giudiziaria spesso e volentieri non risolve il problema, ma a volte può perfino acuirlo. E che alla fine il malessere cittadino potrà accrescersi e sfociare in situazioni di minore sicurezza complessiva. Molte delle questioni che potrebbero essere oggetto di mediazione, tra l’altro, riguardano situazioni che possono contribuire a un maggiore o minore degrado urbano. Il governo regionale ha anche predisposto una bozza di legge, che consentirà di affrontare le varie tematiche relative alla sicurezza, alla convivenza civile e alla vivibilità delle città, alla pubblica quiete e alla tranquillità delle persone. Questo anche con l’obiettivo di individuare in modo omogeneo per tutta la Toscana i comportamenti rilevanti per le loro conseguenze sul disordine e il degrado, anche se di per sé non necessariamente criminali, e quindi di definire le azioni più opportune per farvi fronte, nella consapevolezza che le ordinanze dei singoli comuni possono avere una efficacia limitata. |
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GIUSTIZIA EUROPEA: ESECUZIONE EFFETTIVA DELLE DECISIONI GIUDIZIARIE NELL’UNIONE EUROPEA E TRASPARENZA DEL PATRIMONIO DEL DEBITORE |
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La Commissione ha adottato in data odierna un Libro verde che segna l’avvio di un´ampia consultazione tra le parti interessate su come migliorare la trasparenza del patrimonio del debitore nell´Unione europea. Il Libro verde descrive i problemi della situazione attuale e le potenziali soluzioni. “L’obiettivo del presente Libro verde è individuare le soluzioni praticabili a livello europeo per rafforzare la trasparenza del patrimonio del debitore e il diritto dei creditori di ottenere informazioni, nel rispetto del principio della tutela della privacy del debitore che controbilancia il diritto del creditore di ottenere un´effettiva esecuzione" ha dichiarato il vicepresidente Franco Frattini, Commissario responsabile per la giustizia, la libertà e la sicurezza. I problemi inerenti al recupero transfrontaliero dei crediti possono costituire un ostacolo per la libera circolazione delle ordinanze di pagamento nell’Unione europea e possono impedire l’adeguato funzionamento del mercato interno. I pagamenti tardivi o l’assenza di pagamenti pregiudicano gli interessi delle imprese e dei consumatori. Particolarmente grave è la situazione in cui il creditore e le autorità responsabili dell’esecuzione non dispongono di alcuna informazione circa il luogo in cui il debitore si trova e sulla consistenza del suo patrimonio. Nei procedimenti esecutivi il punto di partenza è spesso costituito dalla ricerca dell’indirizzo del debitore e/o delle informazioni sulla sua situazione finanziaria. Attualmente, per avere un quadro trasparente della situazione patrimoniale di un debitore in genere si attinge, a livello nazionale, a varie fonti di informazione, in particolare a registri di varia natura e alle dichiarazioni fornite dallo stesso debitore. Al di là delle indubbie analogie che esistono nelle strutture fondamentali dei singoli sistemi nazionali, si rilevano notevoli differenze in relazione a condizioni di accesso, procedure per ottenere le informazioni, contenuto delle informazioni e a livello di efficienza generale dei sistemi. Il recupero transfrontaliero dei crediti in un altro Stato membro incontra serie difficoltà anche a causa dei diversi ordinamenti giuridici nazionali e della carente conoscenza, da parte dei creditori, delle strutture informative degli altri Stati membri. Va tuttavia detto che le linee fondamentali a cui si ispirano gli ordinamenti dei vari Stati membri presentano analogie tali da fornire una buona base per un ravvicinamento legislativo. Scopo del Libro verde è l’avvio di un’ampia consultazione tra le parti interessate sui modi più opportuni per migliorare la trasparenza del patrimonio dei debitori nell’Unione europea che viene garantita mediante registri o dichiarazioni del debitore. La Commissione ritiene che sia opportuno considerare una serie di misure che potrebbero migliorare la situazione attuale, contribuendo a garantire che il creditore ottenga informazioni attendibili sul patrimonio del debitore entro un periodo di tempo ragionevole, tra cui: stesura di un manuale sulle normative e sulle prassi nazionali in materia di esecuzione; aumento dei dati riportati nei registri e miglioramento dell’accesso (registri commerciali – registri della popolazione – registri fiscali e previdenziali); scambio di informazioni tra le autorità preposte all’esecuzione; misure relative alla dichiarazione del debitore (uno strumento comunitario che obblighi gli Stati membri ad istituire una procedura specifica per acquisire la dichiarazione del debitore o l’introduzione di una “dichiarazione patrimoniale europea” uniforme). Per ulteriori informazioni sulle attività del vicepresidente Frattini: http://www. Ec. Europa. Eu/commission_barroso/frattini/index_en. Htm. Per trasmettere il proprio parere nell’ambito della consultazione pubblica: http://ec. Europa. Eu/justice_home/news/consulting_public/news_consulting_public_en. Htm . |
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GIUSTIZIA EUROPEA: UN NUOVO PROCEDIMENTO PREGIUDIZIALE D’URGENZA |
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Lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia costituisce uno degli ambiti che, durante questi ultimi anni, ha dato origine a un´intensa attività legislativa. Sono state così adottate nuove norme che talvolta sollevano, dinanzi ai giudici nazionali, delicate questioni di interpretazione o di validità del diritto comunitario. In tale ambito, come in ogni altro, è essenziale che le norme comunitarie siano applicate in modo uniforme sull’intero territorio dell´Unione. Uno dei compiti della Corte di giustizia è proprio quello di contribuire a tale uniforme applicazione mediante il meccanismo del procedimento pregiudiziale. Orbene, le materie che costituiscono lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, previste, rispettivamente, nei titoli Vi del Trattato sull’Unione europea (cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale) e Iv della parte terza del Trattato Ce (visti, asilo, immigrazione e altre politiche connesse con la libera circolazione delle persone, in particolare la cooperazione giudiziaria in materia civile), sono spesso caratterizzate dall’urgenza, alla quale non può rispondere il procedimento pregiudiziale ordinario che dura mediamente un anno e mezzo, soprattutto a motivo della molteplicità dei suoi protagonisti e dei vincoli inerenti alla traduzione delle osservazioni che ogni Stato membro può formulare, se lo desidera. I giudici nazionali, pertanto, potrebbero essere dissuasi dal rivolgersi alla Corte in tale tipo di contenzioso. È per questo che, dopo esservi stata invitata dal Consiglio con la Decisione 20 dicembre 2007, recante modifica del protocollo sullo statuto della Corte di giustizia e modifiche del regolamento di procedura della Corte di giustizia adottate da quest’ultima il 15 gennaio 2008, la Corte ha proposto l´istituzione di una nuova forma di procedimento: il procedimento pregiudiziale d´urgenza, applicabile dal 1° marzo 2008. Tale procedimento dovrebbe consentire alla Corte di trattare in termini notevolmente più brevi le questioni più delicate relative allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, come quelle che possono sorgere, ad esempio, in situazioni che comportano una privazione della libertà, qualora la soluzione data alla questione sollevata sia determinante per poter valutare la situazione giuridica di una persona detenuta o privata della libertà ovvero, in una controversia relativa alla potestà dei genitori o alla custodia dei figli, qualora la competenza del giudice adito in base al diritto comunitario dipenda dalla soluzione data alla questione pregiudiziale. Tre caratteristiche essenziali distinguono tale nuovo procedimento dal procedimento pregiudiziale ordinario. In primo luogo, il procedimento pregiudiziale d´urgenza opera, a fini di celerità, una distinzione tra i soggetti ammessi a partecipare alla fase scritta del procedimento e quelli che sono autorizzati a partecipare alla fase orale. Nell´ambito del nuovo procedimento, infatti, soltanto le parti della causa principale, lo Stato membro a cui appartiene il giudice del rinvio, la Commissione europea e, se del caso, il Consiglio e il Parlamento europeo, qualora sia controverso uno dei loro atti, sono autorizzati a depositare, nella lingua processuale ed entro un breve termine, osservazioni scritte. Gli altri interessati, in particolare gli Stati membri diversi da quello cui appartiene il giudice del rinvio, non dispongono di tale facoltà ma sono invitati a partecipare a un´udienza in cui, se lo desiderano, possono esporre le loro osservazioni orali relative alle questioni proposte dal giudice nazionale e alle osservazioni scritte depositate. In secondo luogo, il trattamento interno delle cause sottoposte a tale nuovo procedimento è notevolmente accelerato in quanto, fin dal momento in cui pervengono alla Corte, tutte le cause relative allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia sono attribuite a una sezione di cinque giudici designata ad hoc per garantire, nel corso di un anno, la selezione e la trattazione di tali cause. Se tale sezione decide di accogliere la domanda di applicazione del procedimento d’urgenza, essa si pronuncerà poi a breve termine dopo l´udienza, sentito l’avvocato generale. Infine, per garantire la voluta accelerazione, il procedimento si svolgerà, nella pratica, sostanzialmente per via elettronica. Le comunicazioni tra la Corte e i giudici nazionali, le parti della causa principale, gli Stati membri e le istituzioni comunitarie avranno luogo, nei limiti del possibile, attraverso tale mezzo di comunicazione. Con tali modifiche sostanziali del procedimento pregiudiziale, la Corte intende quindi rispondere all´urgenza che può caratterizzare il contenzioso relativo allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia. La Corte fornisce indicazioni pratiche in una nota informativa, disponibile sul suo sito, destinata ai giudici nazionali. |
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GIUSTIZIA STRANIERA: IL TRIBUNALE DI COMMERCIO DI ZAGABRIA HA INVALIDATA LA DECISIONE D’AUMENTO DEL CAPITALE DEL “BANCO POPOLARE” |
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Gli azionisti privilegiati della “Banka Sonic” hanno vinto la causa contro il C. D. A. Il “Banco Popolare” ha già presentato ricorso alla Corte superiore di commercio perché sostiene che nessun diritto degli azionisti privilegiati sia stato soppresso o limitato a favore degli azionisti ordinari. La decisione d’aumento del capitale del “Banco Popolare di Verona e Novara” è stata invalidata dal Tribunale di commercio di Zagabria. È questo il risultato di una controversia che ha visto coinvolti una trentina d’azionisti privilegiati della “Banka Sonic” ed il C. D. A. Della stessa banca, promossa il 17 aprile di quest’anno quando, in sede di assemblea straordinaria, il C. D. A. Ha deliberato l’aumento del capitale attraverso l’emissione di 37 mila nuove azioni. Gli azionisti privilegiati, proprietari del 55 percento delle azioni privilegiate, si sono subito dichiarati contrari ad una simile decisione perché soltanto il “Banco Popolare”, secondo loro, avrebbe avuto il diritto di emettere nuove azioni, con una conseguente modificazione dei rapporti tra categorie d’azioni. La loro richiesta di convocazione di un’apposita assemblea e di una votazione separata – sostengono – non è stata accolta. Premesso che, prima dell’aumento di capitale, le azioni privilegiate costituivano il 22,75 percento del capitale costitutivo, e che, con l’emissione di nuove azioni, il rapporto tra categorie d’azioni s’è modificato a favore delle azioni ordinarie che, prima della decisione, partecipavano al capitale con il 77,5 percento, e che, dopo la decisione, costituivano quasi l’85 percento del capitale, gli azionisti privilegiati hanno deciso di adire alle vie legali richiamandosi al dettato della Legge sulle società commerciali, secondo la quale gli azionisti privilegiati devono dare il loro assenso all’attuazione di una simile decisione. Secondo la Legge, infatti – sostengono gli azionisti – per prendere una simile decisione è necessaria una maggioranza qualificata dei tre quarti, composta tanto da azionisti ordinari, quanto da azionisti privilegiati. Ed il “Banco Popolare” ha escluso dalla votazione gli altri azionisti privilegiati nonostante partecipasse al capitale soltanto col 15 percento in azioni privilegiate. La banca italiana, con questa decisione, intendeva portare la propria partecipazione al capitale dal 78,4 percento all’85,25 percento; senza dimenticare che, in fase d’acquisizione del capitale, il Banco Popolare aveva pagato ogni azione 4. 382 kune, mentre, in fase d’aumento di capitale, avrebbe pagato soltanto tremila kune. Il Tribunale si è pronunciato dopo aver visionato il verbale dell’assemblea straordinaria, dal quale è risultato che gli azionisti privilegiati non avevano preso parte alla votazione, com’era invece loro diritto in base alla Legge sulle società commerciali. Dal verbale è risultata, inoltre, la mancata tenuta dell’assemblea degli azionisti privilegiati e la modificazione del rapporto tra le categorie d’azioni, a danno di quelle privilegiate. Infatti, dopo la deliberazione contestata, gli azionisti privilegiati non partecipavano più al capitale con il 22,75 percento, ma bensì con il 18,42 percento, ragion per cui il Tribunale ha deciso a loro favore, ordinando al Banco Popolare di pagare 36. 388 kune a titolo di spese del procedimento. Il C. D. A. Della società, con a capo Goran Gazivod, ha commentato la decisione del Tribunale affermando che le azioni privilegiate, già alla loro emissione, erano definite come azioni privilegiate senza diritto di voto, ragion per cui i loro titolari non avrebbero potuto partecipare alla decisione sull’aumento di capitale. In base alla Legge sulle società commerciali, per deliberare in ordine all’aumento di capitale, l’assemblea a bisogno del consenso di ogni categoria d’azioni. Tuttavia, questa norma si riferisce soltanto alle azioni con diritto di voto – afferma il C. D. A. I rappresentanti della banca sostengono che il consenso sarebbe stato necessario soltanto quando si fosse modificato lo statuto a danno di una categoria d’azioni, cosa che, nel caso in oggetto, non s’è verificata, perché non vi è stata soppressione, né limitazione dei diritti degli azionisti privilegiati a favore degli ordinari. Il C. D. A. Della banca ricorda, inoltre, che il 1º aprile 2008 entrerà in vigore un provvedimento modificativo della Legge sulle società commerciali che comprenderà un’integrazione del dettato dell’articolo 304 nel punto in cui non prevede espressamente che l’assemblea generale, per deliberare nel senso dell’aumento di capitale, necessita soltanto del consenso di quelle categorie di azioni con diritto di voto. Il Banco Popolare ha presentato ricorso alla Corte superiore di commercio . |
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DECRETO LEGISLATIVO N. 32/08: IN VIGORE DAL 2 MARZO |
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Il Decreto legislativo 28 febbraio 2008 n. 32 apporta modifiche e integrazioni al Decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, recante attuazione della Direttiva 2004/38/Ce relativa al diritto dei cittadini dell´Unione e loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Il decreto legislativo modifica la disciplina di recepimento delle norme comunitarie sul diritto dei cittadini dell´Unione e loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Le modifiche si sono rese necessarie per adeguare la normativa sugli allontanamenti di cittadini comunitari alle esigenze di celerità ed effettività della loro esecuzione in caso di comportamenti gravi e per motivi imperativi di pubblica sicurezza. Tra le disposizioni modificate vi e la disciplina relativa alla dichiarazione di presenza sul territorio nazionale, la necessita che le fonti di reddito siano dimostrabili, la cancellazione anagrafica in caso di allontanamento per motivi di sicurezza, l´obbligo di consegna di un attestato di ottemperanza all´ingiunzione di lasciare il territorio nazionale. Per motivi di organicità della disciplina ed in adempimento ad un indirizzo espresso dal Parlamento, sono state accorpate e trasfuse nel provvedimento le disposizioni del Decreto legge n. 249/07 in materia di allontanamento dei cittadini comunitari per motivi imperativi di pubblica sicurezza e di prevenzione del terrorismo". |
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RESOCONTO DELL’ASTA CAVALLINI SGARBI DI MILANO DEL 5 MARZO |
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Come era facilmente prevedibile, la notorietà di Vittorio Sgarbi ha creato una vasta eco sulla vendita di una parte della sua vasta collezione di dipinti, disegni e sculture. Un folto pubblico di appassionati d’arte ha visitato la casa d’aste Finarte, di corso Magenta 71, angolo via Zenale, durante i giorni dedicati all’esposizione, ammirando le opere esposte, che spaziavano dal Xv al Xx secolo, a testimonianza della vastità e varietà degli interessi del critico d’arte. I risultati dell´asta svoltasi il 5 marzo sono stati nel complesso soddisfacenti, anche se sono mancate due o tre aggiudicazioni di rilievo, che avrebbero potuto sancire il pieno successo della manifestazione. Le cifre più alte sono state ottenute dalle composizioni di Gioacchino Assereto, Bernardo Strozzi, Sofonisba Anguissola e Alessandro Tiarini. Buone le aggiudicazioni delle tavole di Francesco di Gerolamo di Santacroce, stimata 8/10. 000 Euro e acquistata per 27. 280 e di Marco Palmezzano, valutata 30/40. 000 Euro e pagata 40. 920 Euro. Anche le opere del Xix e Xx secolo sono state apprezzate, a cominciare da quelle di Mario Sironi, Giovanni Boldini, Mario Schifano, Antonietta Raphael Mafai, fino alle tre tele di Luciano Ventrone, tutte vendute a cifre molto interessanti . . |
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ECOPASSA: DEDUCIBILITÀ |
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In attesa comunque di un preciso orientamento pronunciato dall´Agenzia delle Entrate precisiamo che le somme pagate a Milano per l’Ecopass sono deducibili secondo le regole previste per gli automezzi cui si riferiscono. Riteniamo che il giustificativo necessario per dedurre questo costo può essere costituito da una quietanza per gli acquisti in internet, in cui viene citata la targa del veicolo, da una nota giustificativa emessa dagli Atm Point, in cui bisogna chiedere che venga inserita la targa, oppure dal Rid stesso, che riporta la targa. Non è sufficiente per la deducibilità del costo l´acquisto dell´Ecopass dal tabaccaio perché il gratta e passa non riporta la targa del veicolo, ma solo il Pin. |
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