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VENERDI

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Notiziario Marketpress di Venerdì 31 Ottobre 2008
OPEN DAYS, IN CORSO A MATERA LA CONFERENZA INTERNAZIONALE  
 
 “A Matera e in Basilicata è presente una costellazione di centri di ricerca di livello avanzato, che pongono la nostra regione ad un livello particolarmente avanzato nel panorama internazionale”. Lo ha affermato Vincenzo Santochirico, assessore regionale all’Ambiente, aprendo i lavori della conferenza internazionale sul tema “Osservazione della Terra e nuove tecnologie per il monitoraggio, la valutazione e la gestione dell’Ambiente”, che si svolge il 30 e 31 ottobre a Matera nell´ambito degli “Open Days”, presso l´Auditorium Comunale. Santochirico, parlando alla platea di esperti giunti da numerose regioni europee, ha ricordato la presenza di importanti infrastrutture di ricerca, pubbliche e private, e del contributo offerto per le attività di osservazione della Terra. “L’obiettivo della Regione – ha detto Santochirico - è quello di accrescere la propensione delle imprese regionali ad investire nel campo della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale, elevando la competitività dei sistemi produttivi locali. Nel programma del Fondo europeo è inserito l´asse denominato ‘società della conoscenza’, il cui fine è quello di rafforzare la ricerca, diffondere l´innovazione, sviluppare le nuove tecnologie dell´informazione e della comunicazione nella pubblica amministrazione e nelle piccole e medie imprese: insomma, fare della Basilicata una società incentrata sulla economia della conoscenza”. Il pro-rettore dell’Università di Basilicata, Carmine Serio, ha lanciato la proposta di costituire, in Basilicata, una scuola internazionale di telerilevamento. “Occorre favorire la formazione – ha detto – attraverso centri di eccellenza in grado di trasferire competenze scientifiche sul territorio”. Enrico Saggese, commissario straordinario dell’Agenzia spaziale italiana, ha parlato di Cosmo-skymed, il terzo satellite ambientale italiano decollato sabato scorso dalla base spaziale militare di Vanderberg, in California. Le trasmissioni Cosmo-skymed risiedono presso il centro di geodesia di Matera. La costellazione è nata con uno scopo ambizioso: tenere sotto controllo in continuazione la superficie della Terra facendo ricorso invece che ai normali obiettivi ottici ad un radar. “Per stimolare applicazioni praticate è in via di costituzione, alla stazione dell’Asi di Matera, un centro di eccellenza nel quale i tecnici di piccole e medie aziende e delle università possono sviluppare le tutte le innovazioni possibili. Maggese ha ribadito il “ruolo di Matera, che può vantare esperienze e qualificazioni di primo piano a livello internazionale”, ed ha altresì considerato “positivamente il ruolo della Regione, candidata ad essere polo di riferimento nel settore dell’Osservazione della Terra”. .  
   
   
LA MANO DI PALLADIO 31 OTTOBRE – 14 DICEMBRE 2008 MILANO SALA DELLE OTTO COLONNE – PALAZZO REALE  
 
 Promossa dal Comune di Milano-cultura e realizzata da Palazzo Reale in collaborazione con la società editrice Umberto Allemandi & C. , la mostra La Mano Di Palladio si inserisce all’interno delle celebrazioni per il cinquecentenario della nascita di Andrea Palladio (pseudonimo di Andrea di Pietro dalla Gondola; Padova, 30 novembre 1508 – Maser, 19 agosto 1580) sommo architetto e geniale scenografo italiano, autore del trattato I quattro libri dell´architettura (1570), che ha profondamente influenzato la storia dell´architettura europea e più tardi quella nord americana. Il progetto espositivo, ospitato nella sala delle Otto Colonne a Palazzo Reale, nasce dal fortunato incontro tra Paolo Portoghesi, architetto “veneto” per avere realizzato opere ispirate agli insegnamenti di Palladio, ma anche storico e critico innamorato dell’ordine classico e dell’architettura come linguaggio, con Lorenzo Capellini, fotografo che ha saputo mettere in luce con sensibilità e immaginazione il sottile cromatismo delle opere palladiane. Da questa inedita collaborazione - confluita in un prestigioso volume, edito da Allemandi - prende forma la folgorante narrazione che attraversa, con ragione e sentimento, il percorso della mostra e si fa testimonianza della linfa vitale della “Mano di Palladio”. Le fotografie realizzate da Capellini e dedicate alle architetture palladiane si inseriscono in un suggestivo allestimento realizzato dallo stesso Portoghesi, che richiama l’ eurythmia e la pulizia dell’estetica palladiana. La configurazione spaziale risulta da un tipo di pianta simmetrico che si avvicina alla forma del violino mentre il percorso espositivo si ispira all’immagine poetica e simbolica dell’organo, immagine dell’harmonia mundi e sovrascrittura della memoria architettonica. Portoghesi è anche l’autore dei testi che accompagnano le immagini di Capellini, le quali sottolineano l’originale impatto delle opere palladiane sul paesaggio e le modificazioni successive, dovute all’evoluzione ed agli interventi urbani e costruttivi. Il percorso della mostra si articola in sette aree tematiche: La gioia del cantiere; Ragione e senso; La loggia ; Intersezioni. Spazi dentro spazi; Il nudo e l’ horror vacui; Il numero, la musica, l’assoluto; Il paesaggio palladiano. Palladio, architetto europeo di fama mondiale grazie alle meravigliose e imitatissime ville, 24 delle quali diventate Patrimonio Mondiale dell´Umanità, come Villa Almerico e Villa Foscari La Malcontenta, ma anche per i palazzi, per le chiese, per i conventi, per la Basilica di Vicenza e per il Teatro Olimpico, è per Portoghesi un architetto dal mestiere “alchemico” che abita il mondo e «…studia di sapere le ragioni delle cose» per raggiungere, sulla scia di Leon Battista Alberti, «l’armonia degli occhi nostri», aiutando i suoi committenti a vedere, a ornare, a contemplare, anche servendosi dell’analogia riconosciuta con le «proporzioni delle voci». Gli edifici di Palladio rapiscono al primo colpo d’occhio ed è senza dubbio dai giusti rapporti delle parti che nasce questa immediata e piacevole sensazione. Palladio li ha determinati attraverso le regole dell’armonia ed è sulla base di queste regole che si stabilisce la bellezza principale delle opere di questo famoso architetto. «…Le fabbriche si stimano più per la forma che per la materia». In tutta la sua vita Palladio si attiene a questo suo principio insieme tecnico ed etico dove emerge come sosteneva Heidegger che il pensare, non è qualcosa di puramente teorico e disinteressato dalla pratica, ma è il modo originario di custodire la verità e di abitare il mondo. «L’architettura palladiana»– scrive Portoghesi - «ha sempre riscosso consenso su due fronti: da parte degli osservatori che apprezzano la sua fedeltà a un ideale di razionalità e di regolarità, e da parte degli “osservatori inquieti”, che ne hanno riconosciuto, come ha detto Piovene, “l’inaspettato, la fluidità, il mistero, la combustione fulminea delle visioni”». Il progetto esposto a Palazzo Reale è dunque una mostra che ha il merito di sensibilizzare il pubblico interessato all’architettura, ma anche alle tematiche dell’armonia tra gli edifici ed il paesaggio in cui vengono inseriti, e al contempo svelare al visitatore quanto c’è di più soggettivo, personale e segreto nell’arte del più imitato architetto della storia universale. . .  
   
   
IL GRUPPO DELL’ITB-CNR HA SEQUENZIATO IL DNA MITOCONDRIALE DI OETZI, LA MUMMIA RINVENUTA NEL 1991 IN ALTO ADIGE ED È RISULTATO EVIDENTE CHE APPARTIENE A UN APLOGRUPPO ORAMAI SCOMPARSO  
 
Il gruppo di Gianluca De Bellis, dell’Istituto di Tecnologie Biomediche del Consiglio Nazionale delle Rircerche (Itb-cnr), ha completato il sequenziamento del Dna mitocondriale di una delle mummie più famose e meglio conservate oggi esistenti, Oetzi, l’uomo di Similaun. Da questa analisi è risultato evidente come Oetzi facesse parte di un ceppo genetico oggi non più presente a livello mondiale. Il lavoro viene pubblicato il 30 ottobre sulla rivista “Current Biology”. Questa mummia è stata rinvenuta per caso nel 1991 in un ghiacciaio della Val Senales, in Alto Adige, a oltre 3. 000 metri di quota ed è stata protagonista di un’aspra disputa diplomatica tra Italia ed Austria, conclusasi con la decisione di affidare il corpo al Museo Archeologico di Bolzano, dove oggi è visibile in una cella frigorifera costruita appositamente per meglio preservare il reperto. La datazione al radiocarbonio ha datato il reperto a circa 5. 000 anni fa. Pur essendo coeva delle mummie dell’antico Egitto, preservate nei millenni da un clima arido che però ne ha irrimediabilmente compromesso la struttura del Dna Oetzi possiede ancora un corredo cromosomico parzialmente integro, adatto a essere l’oggetto di studi molecolari, grazie alle bassissime temperature dei ghiacciai nei quali è rimasta per millenni. “Si è deciso di iniziare la ricerca dal Dna mitocondriale” spiega De Bellis. “A differenza del normale Dna cromosomico, contenuto nel nucleo che il figlio eredita metà dalla madre e metà dal padre, il materiale genetico dei mitocondri si trasmette unicamente per via materna: è una sorta di archivio molecolare della storia e delle migrazioni delle donne che lo hanno trasmesso alle generazioni successive. Dal punto di vista evolutivo, inoltre, il Dna mitocondriale risulta essere più soggetto alle variazioni molecolari dovute alle influenze dell’ambiente esterno, rispetto al Dna cromosomico che, racchiuso all’interno del nucleo della cellula, è più protetto. Questo rende il Dna mitocondriale un ‘orologio’ biologico dell’evoluzione molto più puntuale rispetto al Dna cromosomico, tali da fornire il tracciato dei cambiamenti evolutivi anche quando il lasso di tempo è di ‘soli’ 5. 000 anni, un periodo relativamente breve dal punto di vista evoluzionistico”. Dall’analisi condotta dall’Itb-cnr è risultato evidente come Oetzi facesse parte di un ‘aplogruppo’ oggi non più presente a livello mondiale, per lo meno allo stato attuale della conoscenza della distribuzione popolazionistica prosegue il ricercatore. “Come previsto, i suoi discendenti più vicini si situano oggi nell’Europa centrale. Le mutazioni del Dna mitocondriale, dal primo Homo Sapiens che si è manifestato in Africa 150. 000-200. 000 anni fa, ci permettono di classificare le popolazioni attuali all’interno di gruppi chiamati ‘aplogruppi’” continua De Bellis. “Nelle nostre indagini abbiamo scoperto che il Dna mitocondriale di Oetzi appartiene all’aplogruppo K Europeo, per la precisione al sottogruppo K1, il quale è a sua volta suddiviso in 3 cluster. La scoperta sconcertante sta nel fatto che Oetzi non corrisponde a nessuno dei 3. Grazie al lavoro del gruppo guidato dal Prof. Franco Rollo dell’Università di Camerino in collaborazione con Martin Richards dell’Università di Leeds, che ha richiesto mesi di lavoro sul materiale genetico del reperto e alle competenze del gruppo Cnr-itb composto da Raoul Bonnal, Giorgio Corti ed Ermanno Rizzi “è stato possibile ricostruire integralmente la sequenza del genoma mitocondriale della mummia, ad un livello di profondità senza precedenti, grazie alla tecnologia di sequenziamento ultramassivo di cui il Cnr-itb è stato uno dei primi utilizzatori al mondo” conclude De Bellis. .  
   
   
TENEREZZE E GOLOSITÀ PER UN NATALE “FATTO A MANO”  
 
Da martedì 4 novembre prendono il via i nuovi corsi di decorazioni natalizie proposti dal Laboratorio di Cucito Creativo del Parco Cinque Terre: aperte le iscrizioni anche ai bambini. E’ in arrivo un Natale tenero e goloso! Il Laboratorio di Cucito Creativo del Parco Cinque Terre è pronto a sfornare torte di mele, biscotti e gingerberry. Gli ingredienti? Cotone ecologico, caffé, spezie, colla e un po’ di pazienza. Ma non solo. Che Natale sarebbe senza presepe e Babbo Natale? Meglio ancora se il vecchio più amato dai bambini e le sue fedeli renne avranno la morbidezza del panno lenci e se il presepe quest’anno sarà animato da teneri folletti pastori e folletti Re Magi. Sono questi i soggetti natalizi dei nuovi corsi organizzati dal Laboratorio di Cucito Creativo del Parco Cinque Terre che, a partire da martedì 4 novembre, verranno svolti, gratuitamente, presso la nuova sede di Riomaggiore, in via Colombo 176. «Considerata la semplicità di alcuni dei lavori che proponiamo – assicura Stefania Gasparini, responsabile del laboratorio – non sono necessarie né competenze tecniche né particolari attitudini per i lavori manuali. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di aprire i corsi “più semplici” anche ai bambini. Credo possa essere un bel modo per avvicinarli e renderli ancor più partecipi alle prossime festività natalizie». Tutti, ma proprio tutti, potranno dunque dare un tocco speciale alla propria casa o creare piccole opere d’arte da regalare alle persone più care…per un Natale “fatto a mano”. I corsi: Tutti i martedì e i venerdì di novembre, rispettivamente dalle ore 15. 00 e dalle ore 9. 30. Per info e prenotazioni: 328/1749157 .  
   
   
VOLONTARIATO EUROPEO RIUNITO A GENOVA  
 
 Al Novotel 17esima edizione di Volonteurope, network dei centri di servizio al volontariato europei La rete delle organizzazioni di volontariato di tutta Europa si danno appuntamento a Genova. Da giovedì 30 ottobre a domenica 2 novembre al Novotel (via Cantore 8) è in programma la conferenza annuale di Volonteurope, network europeo di cui fanno parte oltre 1200 organizzazioni che ogni anno in tutta Europa mettono in atto migliaia di eventi e progetti di volontariato. L´appuntamento di Genova è il diciassettesimo laboratorio europeo sul volontariato. La manifestazione prenderà il via ufficialmente oggi alle 18. 30 al Museo Galata (4°piano) di Genova alla presenza del Vicepresidente della Regione Liguria Massimiliano Costa. Fondato da Csv (Community Service Volunteers) di Londra, la più grande organizzazione di volontariato del Regno Unito attiva da oltre quarant´anni, Volonteurope accoglie in sé anche il Cesavo (centro savonese di servizi per il volontariato) che dal 2005 fa parte del network europeo Volonteurope e dal 2006 è tra i membri del board di questa rete. E sempre il Cesavo ha collaborato attivamente all´organizzazione di questa 17esima edizione in stretto collegamento con la Regione Liguria e con il suo Comitato di Gestione del fondo per il volontariato. Nei tre giorni di conferenza vengono organizzati una serie di workshop sul tema del volontariato e terzo settore: piccole e grandi organizzazioni europee, ma anche imprese e multinazionali private, amministrazioni pubbliche e network si adoperano nel raccontare e confrontare i loro progetti nell´ambito sociale. Tra i Paesi partecipanti: Bosnia & Herzegovina, Danimarca, Iraq, Francia, Belgio, Germania, Ghana, Ungheria, Irlanda, Italia, Nigeria, Norvegia, Polonia, Portogallo, Sud Africa, Olanda, Gran Bretagna e Stati Uniti. .  
   
   
4 NOVEMBRE. LE INIZIATIVE IN PROGRAMMA A MILANO  
 
Da quest’anno le regioni italiane parteciperanno alle celebrazioni nazionali del 4 novembre con eventi strettamente legati ai singoli territori. In Lombardia, e in particolare a Milano, nella settimana dal 30 ottobre al 9 novembre, sono previste manifestazioni, incontri e mostre. A presentare le iniziative, questa mattina a Palazzo Marino, il Ministro della Difesa Ignazio La Russa e l’assessore allo Sport e Tempo libero Giovanni Terzi che ha così commentato: “Anche Milano si unisce alla coralità di celebrazioni su scala nazionale con un programma di eventi che avrà il suo clou nel week end dell’8 e 9 novembre. L’obiettivo è quello di recuperare la memoria di un evento che costituisce un prezioso patrimonio della nostra storia, rendendone partecipi soprattutto i giovani”. Primo appuntamento per la città, una mostra in piazzetta Reale con i più moderni mezzi utilizzati dalle Forze armate. L’esposizione, che sarà inaugurata con la cerimonia dell’Alzabandiera, sarà aperta al pubblico dal 30 ottobre al 9 novembre. Accanto alla mostra saranno allestiti un’emoteca della Direzione Generale della Sanita’ Militare e un “Info Point” dedicato alle celebrazioni presso il quale sarà anche possibile arruolarsi. Il 4 novembre, Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate e del Combattente, sarà ricordato con una cerimonia militare presso il Sacrario dei Caduti di Sant’ambrogio, con Alzabandiera e deposizione di corone. La cerimonia avrà inizio alle ore 9. 30, alla presenza delle massime Autorità cittadine. Dalle 12. 00 alle 13. 00, in piazza della Scala e piazzetta Reale, è invece prevista un’esibizione delle fanfare del Comando della 1ª Regione Aerea e del 3º Battaglione Carabinieri Lombardia. Dalle 9. 30 alle 11. 30 e dalle 14. 00 alle 16. 00, saranno aperte alla cittadinanza le caserme: • “Montello” – piazza Firenze - sede del Battaglione Spluga, dove si potrà visitare una mostra di materiale radio storico e moderno. • “Annibaldi” – via Sant Bon 5 - sede del Centro Ospedaliero di Milano; • “Santa Barbara” – piazzale Perrucchetti 1 - sede del Reggimento Artiglieria a Cavallo e 1º Reggimento Trasmissioni, con il Museo storico del Reggimento di Artiglieria a Cavallo. • “Teuliè” – corso Italia 58 - sede della Scuola Militare, si potranno visiteranno le aule didattiche e la biblioteca e imparare a conoscere le attività formative degli allievi. · “Magenta” – via Mascheroni - sede del Centro Documentale di Milano, dove sarà allestita una mostra fotografica di lettere scritte dai soldati durante la “Grande Guerra”, nonché foto storiche. La cerimonia di Ammainabandiera presso il Sacrario concluderà, alle ore 17. 00, le celebrazioni della giornata. Sabato 8 novembre, su esplicita volontà del Ministro La Russa, le Forze Armate milanesi si “intratterranno in piazza” con attività dinamiche e statiche. Alle ore 10. 00 sarà presentata alle massime autorità cittadine la mostra celebrativa del 90º anniversario della fine della 1ª Guerra Mondiale presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci”. Sabato 8 novembre l’ingresso al museo sarà gratuito; i visitatori avranno la possibilità di seguire visite guidate e attività di laboratorio (ad eccezione del sottomarino Toti). Domenica 9 novembre la visita alla mostra sarà inclusa nel biglietto d’ingresso al museo. (Per informazioni: tel. 02. 485551 – www. Museoscienza. Org – info@museoscienza. It) Alle ore 11. 00 la cerimonia dell’Alzabandiera in piazzetta Reale precederà l’esibizione delle Fanfare Militari in piazza Duomo. Nel primo pomeriggio, all’Arena Civica, alla presenza del Ministro della Difesa, le Forze Armate daranno prova delle loro capacità operative. Alle 14. 30, dopo una breve esibizione di Fanfare Militari, sono previste: • la cerimonia solenne di Alzabandiera, alla presenza di una Compagnia d’Onore in armi in rappresentanza di tutte le componenti delle Forze Armate, precedute dalla Batteria Tamburi e da un Plotone della Scuola Militare “Teuliè”; dimostrazioni dinamiche e tattiche delle quattro Forze Armate con: • vviolanci • sorvolo di velivoli storici della 1ª Guerra Mondiale • dimostrazione in volo di elicotteri • dimostrazioni di unità specializzate delle Forze Armate • cerimonia solenne di Ammainabandiera a chiusura delle attività All’esterno dell’Arena verrà sistemata una Batteria Trasmissioni dell’Esercito e un cannone ippotrainato. Sarà inoltre possibile assistere a dimostrazioni di attività tecnico-operative dell’Arma dei Carabinieri. Domenica 9 novembre, a partire dalle ore 17. 00, la Fanfara del 3º Battaglione Carabinieri Lombardia si esibirà nel centro di Milano. Alle ore 18. 00, sulle note dell’Inno di Mameli, si chiuderanno le celebrazioni con l’Ammainabandiera. In occasione delle celebrazioni del 4 novembre ufficiali delle Forze armate hanno incontrato gli studenti delle scuole milanesi per ricordare la “Grande Guerra” e illustrare gli attuali obiettivi di pace delle stesse. Per maggiori informazioni sulle iniziative: www. Difesa. It .  
   
   
ECCELLENZA ITALIANA ARTE, MODA E GUSTO NELLE ICONE DELLA PUBBLICITÀ 22 NOVEMBRE 2008 – 15 MARZO 2009 MUSEI MAZZUCCHELLI, CILIVERGHE DI MAZZANO (BS)  
 
Sabato 22 novembre ai Musei Mazzucchelli - il polo museale a Ciliverghe di Mazzano, in provincia di Brescia – aprirà al pubblico la mostra Eccellenza Italiana – Arte, Moda e Gusto nelle icone della pubblicità. Oltre 100 opere, tra affiches e bozzetti, ideate dai grandi illustratori – quali Metlicovitz, Dudovich, Villa - e da alcuni tra i più significativi artisti italiani del Xx secolo – come Depero, Fontana, Cambellotti, De Chirico - per celebrare tre ambiti dell’orgoglio nazionale: l’Arte, la Moda e il Gusto del saper Bere, tre temi attorno ai quali si articolano i percorsi espositivi permanenti dei Musei, che comprendono il Museo della Moda e del Costume, il Museo del Vino e del Cavatappi, la Casa Museo Giammaria Mazzucchelli e la Pinacoteca Giuseppe Alessandra. La mostra - che gode dei patrocini della Regione Lombardia, della Provincia di Brescia e del Comune di Mazzano – presenta materiali selezionati dal Massimo&soniacirulli Archive di New York e dalla Collezione Salce, in deposito al Museo Bailo di Treviso, un progetto ideato e promosso dalla Fondazione Giacomini Meo Fiorot-musei Mazzucchelli e dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico per le Province di Venezia, Padova, Belluno e Treviso, nato dalla duplice volontà di valorizzare le collezioni permanenti dei Musei Mazzucchelli e dalla necessità di restaurare e rendere visibili in contesti adeguati opere provenienti da collezioni private e pubbliche che, in alcuni casi, sono state, per motivi contingenti, chiuse nei depositi. Dal Massimo&soniacirulli Archive - fondato a New York nel 1985 da Massimo Cirulli e considerato il maggior archivio storico privato di arte del Novecento italiano, dedicato all’arte pubblicitaria e alla propaganda in tutte le sue forme - sono stati selezionati i manifesti delle prime due sezioni, “Eleganza e Moda” e “Il Gusto del bere”, allestiti in parte in due nuove gallerie, in parte all’interno del Museo della Moda e del Costume e del Museo del Vino e del Cavatappi, così da creare un percorso di visita coerente con le collezioni permanenti volto a inediti approfondimenti. Dalle prime campagne pubblicitarie tra Otto e Novecento - commissionate non tanto dai fabbricanti di abbigliamento, ma da coloro che ne garantivano la distribuzione, come i ‘Magazzini Mele’ di Napoli, i ‘Magazzini Bocconi’, poi ‘La Rinascente’ di Milano - si colgono le trasformazioni della moda della prima metà del Xx secolo in Italia: se all’inizio la moda era dettata da Parigi, come testimoniano le affiche di Dudovich del 1911-12 per i Magazzini Mele o la raffinatissima Melenis di Metlicovitz del 1912 per l’opera lirica di Zandonai, nei primi decenni del Novecento si afferma, grazie al cappello che diventa un accessorio irrinunciabile, la principale eccellenza per l’Italia, che si impone nel mercato internazionale con lungimirante fortuna, come ricorda il manifesto del 1911 di Dudovich per la Borsalino. Nel 1936, a Firenze, Salvatore Ferragamo crea la prima scarpa con la suola ortopedica, che nel giro di pochi anni diventa una foggia popolare per il sandalo femminile e segna l’apertura della moda italiana verso il riconoscimento internazionale: la storica sfilata organizzata il 12 febbraio 1951 dal marchese Giovanni Battista Giorgini a Villa Torriggiani a Firenze decreta la nascita dell’Italian Look. Nel 1952 il governo italiano mette a disposizione della moda Palazzo Pitti per le sfilate e Firenze diventa il centro della moda italiana. Un excursus, quello dei manifesti di moda, che può essere attraversato anche con taglio sociologico, vedendo nella scritta “Massimo buon mercato”, ricorrente nelle affiche dei primi decenni del secolo, un messaggio alla borghesia in essi rappresentata e al restante pubblico che andava educato alla funzione della borghesia stessa. Altro aspetto da rilevare è la progressiva emancipazione della donna, presente, ad esempio, in un manifesto dei Magazzini Mele del 1903 di Aleardo Villa, che pubblicizza abiti per bambini con l’immagine di una madre vestita di tutto punto che sta per uscire e abbraccia i figli che giocano sul letto: dunque la donna che esce, che non sta in casa a custodire la prole; una generazione dopo, Dudovich ritrae per la Fiat. La nuova Balilla per tutti. Eleganza della Signora una donna che guida: la donna che rivendica la parità di sesso con l’uomo; fino ad arrivare al manifesto La Rinascente. Vacanze del 1956 con un’immagine modernissima, quasi cinematografica, ispirata ai nuovi modelli di eleganza femminile - quelli di Lana Turner e di Audrey Hepburn - che Dudovich rende con una forza incredibile, facendoci assaporare il clima culturale dell’Italia di quegli anni, in pieno boom economico, con tanta voglia di sognare e con la televisione in agguato, pronta a cambiare definitivamente i canoni della pubblicità. Un percorso altrettanto stimolante propone la sezione dedicata al Gusto del bere a partire dalle affiches più antiche di Adolfo Hohenstein dedicate al ‘Bitter’ e al ‘Cordial Campari’ risalenti al 1898, per arrivare ai manifesti del maestro Leonetto Cappiello per “Isolabella” del 1910, dove su un fondo nero un arlecchino di sapore jugend volteggia circondato da decine di bottiglie colorate, che raffigurano, con l’ironia del gioco, la danza dell’amaro; o come per “Contratto Ii” del 1922, dove una donna dal complesso vestito jugend regge una coppa enorme, da cui esce una spuma bianchissima su fondo giallo: veri e propri capolavori per forma e strategia comunicativa. Di grande novità, infatti, è l’idea di non rappresentare l’uso del bere, ma di stimolarlo attraverso figure diverse: per far bere si pone l’accento sulla seduzione femminile o sull’innocenza infantile, come nel meraviglioso “Champagne Kupferberg” del 1901 del triestino Leopoldo Metlicovitz, dove una ragazzina, come in un’illustrazione per libri dell’infanzia, regge la bottiglia alla quale sta saltando il tappo. Ancora Metlicovitz propone una singolare affiche in “Chianti Ruffino” del 1902: al centro, appeso entro un ovato, un fiasco di Chianti, sopra un ovale con putti che vendemmiano, evocazione di glorie rubensiane e tizianesche in chiave ottocentesca. Ma vi sono altri stimoli al bere, altri sottintesi, altri racconti: la forza degli animali, l’ironia, il gioco, l’evocazione postfuturista, diventano chiavi simboliche per costruire il racconto. Dal 1896 al 1915 si afferma la stagione aurea della grafica pubblicitaria italiana in coincidenza al fermento generale che si registra nei grandi centri urbani: si aprono nuove vie di comunicazione, si diffondono le reti ferroviarie e la navigazione a vapore, si afferma l’automobile. I produttori e i commercianti di vini, birra, liquori, e bevande in genere, compresero ben presto che non solo i manifesti, ma anche i cavatappi utilizzati nei bar e nei ristoranti avrebbero potuto svolgere un’azione pubblicitaria importante e a buon mercato. Il cavatappi che meglio si prestò a essere utilizzato come supporto pubblicitario fu quello detto da “cameriere”, brevettato dal tedesco Karl F. A. Wienke nel 1883 in Inghilterra e, subito dopo, negli Usa: talmente popolare da essere prodotto, con lievi varianti, ancora oggi. Si tratta di cavatappi con un meccanismo del tutto simile tra di loro, che si differenziano proprio per il messaggio pubblicitario che li rende così ricercati dai collezionisti. La stessa cosa è accaduta per i coltelli tascabili, muniti di cavatappi e di altri piccoli arnesi, che consentivano di sbrigare varie funzioni nella vita quotidiana. Dalla fine dell’800 in poi, ben pochi modelli di cavatappi sono stati risparmiati dalla pubblicità, sia che fossero di tipo semplice, sia del tipo a meccanismo. Il successo del cavatappi pubblicitario fu così grande da coinvolgere, come si potrà vedere lungo il percorso espositivo, i prodotti industriali più svariati e perfino i professionisti, che li donavano come gadget per attirare clienti. Se il successo del manifesto pubblicitario subì un declino fra le due guerre, quello del cavatappi continuerà fino ai nostri giorni. Infine, la Iii sezione dedicata all’Arte, con una selezione di affiches provenienti dalla Collezione Salce, donata allo Stato per volere testamentario del collezionista nel 1962 e dal 1968 in deposito presso il Comune di Treviso: un patrimonio straordinario di circa 30. 000 pezzi - tra manifesti, locandine e materiali diversi - tale da delineare compiutamente la storia della grafica pubblicitaria dalla seconda metà del Xix secolo fino agli anni Cinquanta del Xx. Per indagare i rapporti tra arte e grafica pubblicitaria, è stato scelto un nucleo di opere ascrivibili ad autori eccellenti - celebri in ambiti diversi da quello della grafica d’occasione - i cui esiti risultano molto diversificati, tanto nelle specificità linguistiche quanto nelle potenzialità comunicative. A partire dal precocissimo esempio di intelligenza specifica di Alberto Martini in merito al lettering con la locandina del 1899 per le biciclette Menon, dove la parte figurata denota una chiara ‘ortodossia liberty’ e ‘riferimenti alla cultura jugend e a quella belga di Toorop’ con immagini compiutamente risolte e assolutamente grafiche; al manifesto del 1909 di Boccioni per una mostra d’arte a Brunate, che rivela la già complessa cultura figurativa del giovane artista con una prova grafica informata delle conoscenze internazionali acquisite a Parigi, Varsavia, Vienna; passando per la felice stagione creativa della cartellonistica tardofuturista dedicata alle rappresentazioni teatrali con alcuni manifesti di Prampolini, di Depero e di un raro Munari futurista: non si tratta di incursioni occasionali nella pubblicità bensì di tasselli irrinunciabili di un puzzle espressivo complesso e ideologicamente strutturato; opera di autori che intratterranno con la grafica un rapporto continuativo e qualitativamente eccelso. Retaggi pittorici, ma anche grande capacità sintetica e comunicativa specifica, sono del resto anche nelle tre proposte di Sironi, già futurista e ineludibile protagonista del Novecento italiano. Nel manifesto per la Vi Triennale di Milano il caratteristico ‘muralismo’ affollato di figure viene veicolato da un cartellone dall’estremo rigore costruttivo e grafico, tanto nelle forme quanto nell’impaginazione e nel lettering; un “raffreddamento” razionalista sull’usuale emotività della materia pittorica, ribadito da L’ambrosiano quotidiano illustrato, dove le periferie cittadine si fanno pura geometria, non priva di ammiccamenti al coevo astrattismo. Quello stesso astrattismo al quale Lucio Fontana si è accostato nel 1935 quando realizza lo straordinario Servizi espressi per tutto il mondo, capace di un minimalismo figurativo degno del coevo Licini, privo però di qualsivoglia lirismo e viceversa geniale nell’interpretazione del messaggio pubblicitario: bastano poche linee per dire di un potente mezzo di trasporto, della sua velocità, della sua capacità di attraversare il globo. Un perfetto esempio di adeguamento linguistico alle necessità della comunicazione pubblicitaria, antitetico alla sostenutezza dechirichiana del 1950 presente nella pubblicità della Fiat 1400, dove la sua concezione di pittura risulta così programmaticamente autoreferenziale, da non potersi piegare all’illustrazione di altro da sé. Guidati da una lettura iconografica che ha come punto di partenza l’affermazione della pari dignità tra arti applicate - nello specifico la grafica - e arti maggiori, il taglio della mostra – grazie ai preziosi contributi critici di Anna Maria Spiazzi, Marta Mazza, Ottilia Munaretti Bertazzo, Arturo Carlo Quintavalle e Massimiliano Capella, raccolti nel catalogo edito da Silvana Editoriale - mira a svelarne le sorprendenti peculiarità e le reciproche contaminazioni; non solo, attraverso la celebrazione dei prodotti che hanno creato l’eccellenza italiana nel mondo, si avrà modo di ripercorrere la storia della nostra cultura e della nostra società, in un periodo compreso tra il 1897 e il 1957. Da segnalare, infine, il notevole sforzo di restauro di alcune affiches per le quali urgeva un intervento di pulizia, consolidamento e foderatura e l’impegnativo allestimento trattandosi di opere, in taluni casi di notevoli dimensioni, che richiedono particolari condizioni di conservazione, tra queste un’esposizione al pubblico limitata nel tempo. .  
   
   
"EXTRA": TRE GIORNI PER PRESENTARE IL MEGLIO DELL´OLIO PUGLIESE ALLA STAMPA  
 
Un itinerario riservato a giornalisti esteri ed italiani apre il grande evento fieristico che si svolgerà presso la Fiera del Levante di Bari Arriveranno in Puglia venerdì 31 ottobre e fino a lunedì 3 novembre, visiteranno i luoghi di produzione dell’olio più caratteristici della regione. Sono i giornalisti partecipanti al press tour organizzato dal Movimento Turismo dell’Olio e dall`Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, in occasione della prima edizione di Extra, settimana internazionale dell’olio extravergine d’oliva in programma a Bari, presso la Fiera del Levante, dal 3 al 5 novembre. Tre intensi giorni in cui gli ospiti soggiorneranno in masserie e resort d’eccellenza, degusteranno ottimi esempi di oli extravergine d’oliva, conosceranno gli aspetti storici dell’olivicoltura pugliese, visitando frantoi ipogei e scoprendo oliveti millenari, ma anche moderni esempi produttivi. La Puglia, infatti, attualmente detiene circa il 37% della produzione di olio extravergine d’oliva nazionale e il 12% di quella mondiale, impegnando il 43% delle aziende agricole del territorio. “Abbiamo ideato questo percorso – spiega Enzo Russo, Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia – con l’obiettivo di presentare l’olio extravergine d’oliva come simbolo della nostra storia ma anche e soprattutto come solida realtà del presente, in grado di distinguersi per qualità e complessità. Il press tour, ideato da Vittoria Cisonno presidente del Movimento, si presenta quindi come un’occasione preziosa per consentire ai giornalisti partecipanti di raccogliere informazioni e suggestioni per raccontare un volto inedito, interessante e autorevole della Puglia di oggi. Gran finale del soggiorno, lunedì 3 novembre, sarà proprio l’inaugurazione di Extra, importante momento di confronto sul tema dell’olio promosso da Fiera del Levante, Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Camera di Commercio di Bari, Provincia di Bari, Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. .  
   
   
MATIÈRES SENSIBLES: IL FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA DI LILLE ARRIVA A MILANO  
 
Venerdì 14 novembre alle ore 17. 30 apre, negli spazi dello studio Pomezia Uno (via Pomezia 1, 20127 Milano) la mostra fotografica “Matières Sensibles, d’Est en Ouest, du Sud au Corps”. Unico appuntamento italiano del festival di fotografia Matières Sensibles, nato lo scorso anno a Lille all’interno del “Mois de la photographie” che da 28 anni in Francia anima il mese di novembre con manifestazioni e incontri sulla fotografia. A Milano, fino al 30 novembre (su appuntamento 02. 45489381), saranno esposti i lavori di 6 giovani fotografi: N’krumah Lawson Daku (“Pink pantalons’ ”); Claudio Carletti (“New York: la città che non si ferma mai”); Rita Santiago (“Fuoriuscita”); François-xavier Gbré (“Mascarade”); Franco Melasecca (“Absence of Gravity”); Valentina Zanobelli (“Trance”) e Laura Fantacuzzi (“Permanent Vacation”) con la partecipazione di Hakeem b con la serie di disegni “Gold” e il video “Tomorrow again”. La serata di inaugurazione sarà in collegamento diretto con Lille. Ecco i numeri dell’edizione 2008 di Matières Sensibles: 17 tra fotografi, designers e stilisti di moda; 25 tra musicisti, poeti, compositori e cantautori; 11 i paesi coinvolti: Italia, Laos, Cambogia, Vietnam, Malesia, Repubblica Democratica del Congo, Marocco, Costa d’Avorio, Cuba, Canada e Usa. (Per il programma completo del festival www. Matierssensibles. Com ). Il progetto Matières Sensibles reinventa il concetto di mostra fotografica scegliendo luoghi “alternativi” come librerie, studi fotografici, ristoranti e locali al posto di gallerie e luoghi istituzionali per mostrare la fotografia in un modo nuovo e originale. “Finora non esisteva un evento interamente pensato e sviluppato da artisti che invitava tutte le forme di espressione a condividere “una prossimità complice”, offerta da luoghi alternativi e inusuali” dichiara il direttore artistico Eric Dohoun “La fotografia è documentario ed arte. Può dialogare con altre arti, ma spesso non viene compresa dal pubblico soprattutto dopo l’expolit della fotocamera digitale, da allora si è assistito ad una “banalizzazione digitale”. Per questa seconda edizione, il tema principale è il corpo poiché “Il fotografo e la fotografia sono i testimoni del momento, dei loro tempi, ma soprattutto della diversità umana di cui la sua materia sensibile, il corpo, è comune all´intera umanità ed è portatrice di storia e cultura”. Eric Dohoun, attivo a Lille e nel Nord della Francia è organizzatore di eventi culturali e artistici. Ideatore di African’ Artz (agenzia di promozione artistica e di sviluppo culturale), filosofo di formazione, è anche pedagogo, conferenziere ed agente di artisti. Operando “alla riconciliazione culturale” ed al dialogo tra i linguaggi artistici, Dohoun Eric è alla direzione artistica del festival “La Rencontre des Francophonies” e del festival di fotografia “Matières Sensibles”. .  
   
   
007, DAL GARDA AL CINEMA  
 
C’è anche un po’ di Trentino nel 22° episodio della saga dedicata alle avventure di James Bond, l’agente segreto britannico nato dalla penna di Ian Fleming. Il film, intitolato “Quantum of Solace” è pronto ora a fare il suo ingresso nei cinema italiani. E con esso anche il suggestivo paesaggio del Garda, sulle cui sponde sono state girate le scene iniziali, ad elevato tasso adrenalinico. Le località che sono state toccate dalle riprese sono numerose. L’aston Martin di James Bond, solo per fare un esempio, è stata vista sfrecciare sulle strade della Gardesana, ma anche in diversi altri luoghi del Garda. «Credo che qui si potranno fare molte cose, merito di uno scenario incantevole e della disponibilità della gente», erano state le parole, eloquenti, del produttore italiano del film, Guido Cerasuolo, alla vigilia delle riprese. «Avete le montagne, strade bellissime, il lago che sembra il mare. Avete tutto». Difficile dargli torto: il Garda, infatti, si presenta come un set cinematografico all’aperto, grazie allo spettacolare incontro di ambienti naturali fra di loro diversi come il lago e la montagna. Un paesaggio che fin da subito ha conquistato produttori, registi ed attori, e che ora godrà di un’importante vetrina. “Quantum of Solace” è stato prodotto in occasione dei festeggiamenti per i 100 anni dalla nascita dello scrittore Ian Fleming, un’ex spia britannica che nel lontano 1952 diede inizio con “Casinò Royale” alla saga di James Bond. La ricorrenza è stata celebrata anche sul Garda, proprio in concomitanza con le riprese, grazie all’iniziativa denominata “Cerchio giallo”, che ha avuto fra i suoi protagonisti niente mento che Raymond Benson, lo scrittore texano che ha continuato l’opera di Fleming, il suo traduttore e co-editore italiano Andrea Carlo Cappi, ed il regista di “Quantum of Solace” Marc Foster. La trama del film prende le mosse proprio dal precedente “Casinò Royale”, che ha segnato il debutto di Daniel Craig nei panni di 007. Tradito dalla donna che amava, l’agente britannico cercherà vendetta in una missione che lo porterà in Austria, Italia e Sudamerica. Grazie alla “Bond girl” Camille, interpreta dalla bellissima Olga Kurylenko, incontrerà poi Dominic Greene, membro di una misteriosa organizzazione e uomo d´affari senza pietà, che tenterà di prendere il controllo di tutte le risorse naturali. Nel cast c’è anche Giancarlo Giannini, la spia alla quale 007 chiederà aiuto per incastrare lo spregiudicato uomo d’affari. Info: www. Visitgarda. Com .  
   
   
AL FESTIVAL DELLA SCIENZA SI DISCUTE DI CAMBIAMENTI CLIMATICI  
 
Sabato 1 novembre ore 18 al Palazzo Ducale di Genova, in occasione del Festival della Scienza, Nigel Tapper della Monash University, esperto di meteorologia e amico del Parco Cinque Terre, analizzerà le minacce dovute ai cambiamenti climatici e relativi provvedimenti. Il riscaldamento globale è una conseguenza dell’attività umana: nel 2007 l´Intergovernmental Panel on Climate Change lo ha confermato ufficialmente e ha aggiunto che, nell´arco di un secolo, la temperatura terrestre aumenterà da 1 a 6 gradi a seconda delle nostre future emissioni. Il tema, particolarmente critico per le aree cittadine, troverà un’importante momento di divulgazione, nel convegno di sabato 1 novembre al Palazzo Ducale di Genova, nell’ambito del Festival della Scienza. In questa conferenza Nigel Tapper, esperto in meteorologia e climatologia e collaboratore dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), analizzerà le più significative minacce conseguenti ai cambiamenti climatici per la popolazione urbana e presenterà alcuni provvedimenti da intraprendere al fine di mitigarne gli effetti. Un onore per il Parco Cinque Terre annoverare tra i suoi amici e collaboratori di maggior prestigio il professor Tapper, che ha una Personal Chair in Environmental Science alla Monash University (Australia), dove è Head of the School of Geography and Environmental Science. Da ormai quattro anni l’ateneo australiano e l’Ente Parco intrattengono un rapporto di collaborazione basato su attività educative e di ricerca in materia di salvaguardia del patrimonio naturale e culturale. Grazie alla partnership tra queste due realtà, sì è dato impulso ad uno scambio attivo di esperienze con soggiorni studio rivolti a ricercatori e studenti che, sempre più numerosi, giungono alle Cinque Terre per osservarne le problematiche ambientali e gestionali. Http://www. Festivalscienza. It/it/home. Php .  
   
   
BOLZANO: LA PALMA FA SCUOLA AI GIARDINI DI CASTEL TRAUTTMANSDORFF  
 
Nei Giardini di Castel Trauttmansdorff, l’esposizione “Tutto palme!” chiuderà al pubblico il 15 novembre. Le scolaresche, però, avranno la possibilità di conoscere la pianta più eterogenea del mondo ancora fino a Natale, grazie a speciali visite guidate. Nel corso del 2008, con la mostra temporanea “Tutto palme!”, i Giardini di Castel Trauttmansdorff si sono interamente dedicati alla “principessa” (Carl von Linné), la “più alta e nobile tra tutte le piante” (Alexander von Humboldt), che da oltre 130 anni è di casa anche in Alto Adige. L’insolito accostamento delle palme sullo sfondo innevato dei monti, soprattutto a Merano, dona infatti già da molti decenni quel così tipico e attraente “tocco mediterraneo”. Il 15 novembre terminerà la stagione 2008 dei Giardini. Nel frattempo, la rimessa del Castello continua a stupire i visitatori con una delle piante più sbalorditive ed eterogenee del mondo. Il piano interrato è dedicato alla botanica di questa interessante famiglia vegetale, che comprende circa 2400 specie e 183 generi. Tra tutte le curiosità, oltre alla foglia fossile del Tirolo risalente a 65 milioni di anni fa, la palma suicida e quella con le foglie più grandi del mondo, l’erotica noce delle Seychelles detiene senz’altro il primato più interessante: con i suoi 24 Kg di peso, infatti, è il seme più pesante del pianeta. Al pianterreno, invece, si possono ammirare i molteplici utilizzi della palma, una delle piante coltivate più antiche della storia. Oltre a ricavarne frutti commestibili come le noci di cocco e i datteri, infatti, con questo incredibile “tuttofare” vengono prodotti anche olio e rattan, zucchero e vino, verdura e farina, orsetti gommosi e cosmetici, come anche medicinali e stupefacenti. .  
   
   
«LE GALLERIE DELLA MEMORIA» - PIEDICASTELLO, TRENTO  
 
Le gallerie della tangenziale ovest del capoluogo, ora chiuse al traffico, sono state trasformate in un percorso-installazione sulla storia e la memoria del Trentino, un luogo di formazione ove poter riflettere criticamente, anche grazie all’impiego delle tecnologie più moderne, sul passato, sul presente e sul futuro. Orario: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19. Fino al 16 novembre Info: www. Museostorico. Tn. It .  
   
   
RIOMAGGIORE: L’ILLUMINAZIONE VOTIVA SI ACCENDE CON IL SOLE  
 
 Sabato 1 novembre, alla vigilia della giornata dedicata alla commemorazione dei defunti, il Comune di Riomaggiore inaugurerà il nuovo impianto fotovoltaico per l’illuminazione votiva e di percorso del cimitero comunale. Seguendo le linee guida del protocollo di Kyoto e l’orientamento dell’Unesco, il Parco Nazionale delle Cinque Terre e il Comune di Riomaggiore hanno, da alcuni anni, avviato una politica di illuminazione dell’area pubblica che predilige l’utilizzo di energie rinnovabili a basso impatto ambientale, evita l’ingiustificato sovradimensionamento dei corpi luminosi e privilegia la loro integrazione con l’ambiente circostante. Dopo gli impianti fotovoltaici che rendono fruibili e sicuri nelle ore serali e notturne la celebre Via dell’Amore e il sentiero che dalla Strada Litoranea porta sino al Santuario di Montenero – realizzati dal Parco Cinque Terre rispettivamente nel 2005 e nel 2007 - sabato 1 novembre il Comune di Riomaggiore, inaugurando l’impianto fotovoltaico per l’illuminazione votiva e di percorso del cimitero del borgo, aggiungerà un nuovo importante tassello all’attenta politica ambientale realizzata sul territorio. Ancora una volta dunque una tecnologicamente avanzata programmazione, razionalizzazione e gestione degli impianti di illuminazione a tutto vantaggio della salvaguardia dell’ambiente e del risparmio economico. Il nuovo impianto fotovoltaico Il nuovo impianto per la produzione di energia elettrica tramite l’utilizzo di energia solare opererà in parallelo alla rete di distribuzione di bassa tensione monofase e provvederà alla copertura parziale del fabbisogno annuale dell’intero edificio stimato in 2. 500 kWh/anno. Data la duplice necessità di integrare l’impianto fotovoltaico con la struttura rurale esistente e di rispettare i rigidi parametri paesaggistici ed edilizi stabiliti dagli enti preposti, il Comune di Riomaggiore ha preferito rinunciare all’installazione dei tradizionali pannelli solari e optare per tegole fotovoltaiche di matrice policristallina con conformazione complementare alle tegole in terracotta. L’impianto solare, collegato alla rete elettrica della società distributrice Enel S. P. A. , immetterà nella stessa l’energia generata in eccesso rispetto al fabbisogno degli impianti di illuminazione votiva e di percorso, dunque, considerando l’utilizzo prevalentemente notturno, praticamente per il 100% dell’intera produzione. Le tegole fotovoltaiche inoltre garantiscono ottime prestazioni elettriche - agevolate dalla posizione collinare che garantisce un’ottima e costante esposizione solare - durata pressoché eterna ed una spesa minima di gestione e manutenzione periodica. .  
   
   
«RELIGION TODAY» - TRENTO, ARCO, TIONE  
 
Fino al 31 ottobre L’importante festival cinematografico internazionale dedicato al dialogo interreligioso è arrivato all’undicesima edizione. Il programma è ricco di proiezioni e incontri con registi ed esperti provenienti da tutto il mondo. Info: www. Religionfilm. Com. .  
   
   
DA UNA ANTICA VIA ALLA SCOPERTA DELLE CINQUE TERRE  
 
Da riflessioni e ipotesi su come si sia popolato questo territorio, nasce la proposta dell’itinerario di un antico sentiero per scoprire come i primi abitanti di queste terre arrivarono al mare dalla Val di Vara. Riflessioni e ipotesi sulla nascita dei borghi e dei terrazzamenti - Una sera di queste, si ragionava sul perché i primi abitanti delle Cinque Terre fossero stati così determinati e caparbi nel scegliere proprio questo territorio così impervio e difficile per fondarvi villaggi, e attività agricole “estreme” come quelle degli ormai celebri terrazzamenti. Forse una spiegazione potrebbe arrivare dalle montagne che cingono questo lembo di terra dell’estremo levante ligure. I documenti attestano che le Cinque Terre sorgono intorno all’anno 1000, epoca in cui in tutta Europa l’agricoltura si arricchisce della rotazione dei terreni e dell’attacco degli animali da trazione al torace invece che al collo; due importanti innovazioni che incrementano la produzione agricola con conseguente aumento demografico. Concause che potrebbero in parte spiegare “la sete di terra” e lo spostamento delle popolazioni dell’entroterra verso il mare: in principio dalla Val di Vara fino al crinale dei monti – vedi sentiero 1 C. A. I. Da Portovenere a Levanto – per poi scendere nella costa delle Cinque Terre ricca di corsi d’acqua corrente, indenni da malaria e adatti alla movimentazione di mulini e torchi. Lo spostamento delle popolazioni deve essere avvenuto in maniera graduale, dalle fasce pianeggianti del Vara e dei suoi affluenti, alle propaggini più accessibili della catena di colli che divide la Val di Vara dalle Cinque Terre. Da questo esodo nascono alcuni nuclei abitativi particolarmente strategici come Pignone, Corvara, Valdipino, Camedone, Bovecchio, Ponzò, Porcale e Carpena da cui ogni giorno scendevano uomini validi per la raccolta del sale, la pesca, l’acquisto di acciughe e sardine salate, cibi che si conservano bene durante la stagione invernale, nelle cantine e nelle cambuse delle navi. L’unica via di comunicazione tra la montagna e il mare era dunque costituita dalla fitta rete sentieristica. La proposta dell’itinerario di un antico sentiero - Per chi volesse ripercorre una di queste antiche vie e rendersi conto di cosa significa guadagnarsi il mare con la fatica delle gambe si consiglia allora il seguente itinerario: partenza da Casella imboccando il sentiero del C. A. I. 6, che si stacca dal sentiero 7 C. A. I. Diretto a Vernazza sulla sponda sinistra della Valle Chiose, sul percorso si incontra la baita “Pegoraro” dal nome di un pensionato del Corpo Forestale dello Stato; proseguendo si conquista la cima del Marvede (che vede il mare) e poco dopo attraversando il sentiero 1 C. A. I. Si comincia ad incontrate la vegetazione mediterranea. Si giunge così a Volastra dove è possibile scegliere tre alternative diversamente suggestive: verso Coniglia tramite il sentiero 7a C. A. I, verso Manarola sul sentiero 6, oppure dirigersi verso Portovenere sulla Strada dei Santuari passando per il Telegrafo sul sentiero 1 del C. A. I. I sentieri delle Cinque Terre presentano, a tutti gli effetti, caratteristiche di montagna da affrontare con attrezzatura idonea e spirito adeguato. Il pregio di questi percorsi è la possibilità di immergersi in una straordinaria varietà di ecosistemi naturali: si passa dalla vegetazione mesofila (ad esempio boschi di castagno, carpino e roverella) a quella tipicamente mediterranea nell’arco di pochi chilometri. Esistono in commercio cartografie della zona nonché pubblicazioni del Parco Nazionale delle Cinque Terre con informazioni esaustive su cartografia, storia e quanto può interessare questo lembo di territorio situato nella parte più settentrionale del Mediterraneo. .