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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 26 Marzo 2009
PARLAMENTO EUROPEO: SÌ A NUOVI ALIMENTI, MA NON DA ANIMALI CLONATI  
 
Strasburgo - Il Parlamento, il 25 marzo, si è pronunciato sulla proposta di regolamento che attualizza, semplifica e chiarisce le attuali norme sui "nuovi alimenti". Precisando che questi, oltre che alla salute umana, non devono nuocere nemmeno agli animali e all´ambiente, i deputati chiedono l´esclusione dei prodotti ottenuti da animali clonati e dalle nanotecnologie, un´etichettatura più chiara e precisa, anche per gli alimenti derivati da animali nutriti con Ogm, e la limitazione della sperimentazione sugli animali. Sostituendo la legislazione vigente, la proposta della Commissione intende snellire la procedura di autorizzazione, sviluppare un sistema più adatto di valutazione della sicurezza degli alimenti tradizionali provenienti dai paesi terzi, chiarire la definizione di nuovi prodotti alimentari, migliorare l’efficienza, la trasparenza e l’applicazione del sistema di autorizzazione, responsabilizzare i consumatori informandoli a proposito degli alimenti. Approvando con 658 voti favorevoli, 15 contrari e 11 astensioni la relazione di Kartika Liotard (Gue/ngl, Nl), il Parlamento accoglie con favore la proposta, ma avanza numerosi emendamenti relativi, soprattutto, agli alimenti derivanti da animali clonati o ottenuti con il ricorso a nanotecnologie e all´etichettatura. Spetta ora al Consiglio valutare le proposte del Parlamento. Il regolamento ha lo scopo di stabilire norme armonizzate per l´immissione dei nuovi prodotti alimentari sul mercato comunitario al fine di proteggere la saluta umana e tutelare i consumatori, permettendo un efficace funzionamento del mercato interno. Il Parlamento precisa che esso deve anche garantire un elevato livello di protezione «della vita», «della salute e del benessere degli animali» e «dell´ambiente». Deve inoltre assicurare «la trasparenza del mercato interno» e stimolare «l´innovazione nel settore agroalimentare». Campo d´applicazione: no agli alimenti ottenuti da animali clonati - Il regolamento si applica all´immissione dei nuovi prodotti alimentari nell´Ue. I deputati accolgono nella sostanza la nuova definizione di "nuovi alimenti" che include quelli «non utilizzati in misura significativa per il consumo umano nella Comunità prima del 15 maggio 1997, quelli di origine vegetale o animale ottenuti applicando una tecnica non tradizionale di allevamento non utilizzata prima della stessa data, nonché quelli sottoposti a un processo di produzione nuovo e non utilizzato prima del 15 maggio 1997 che comporta «cambiamenti significativi nella composizione o nella struttura tali da incidere sul suo valore nutritivo, sul metabolismo o sul tenore di sostanze indesiderabili». I deputati, propongono inoltre di includere additivi, aromi ed enzimi per la cui produzione si impiega un processo non utilizzato prima del maggio 1997 «che comporta significativi cambiamenti della composizione e della struttura degli alimenti». Escludono invece gli alimenti derivanti da animali clonati e dalla loro progenie che, a loro parere, devono essere disciplinati da un regolamento specifico, adottato in codecisione. A tal fine ritengono opportuno che la Commissione presenti una proposta legislativa al riguardo prima dell´entrata in vigore del regolamento. Fino all´entrata in vigore di un regolamento sugli animali clonati, inoltre, chiedono di imporre «una moratoria dell´immissione sul mercato di prodotti alimentari ottenuti da animali clonati e dalla loro progenie». Un elenco comunitario dei nuovi alimenti - La proposta prevede che possano essere immessi sul mercato solo i nuovi prodotti alimentari iscritti in un elenco comunitario dei nuovi prodotti alimentari da istituire sei mesi dopo l´entrata in vigore del regolamento. I deputati precisano che tale elenco deve essere tenuto dalla Commissione, «che lo pubblica su un´apposita pagina, accessibile al pubblico, del suo sito Internet». Dovrà inoltre essere stilato, con modalità definite, un elenco dei prodotti tradizionali autorizzati provenienti dai paesi terzi. Per l´iscrizione nell´elenco, un nuovo prodotto non deve presentare rischi per la salute dei consumatori e non deve indurli in errore. I deputati sostengono inoltre che gli alimenti non devono presentare rischi per la salute degli animali e che la valutazione del rischio dovrà tenere conto degli effetti «cumulativi e sinergici» e dei possibili effetti nocivi per particolari categorie di persone. In proposito, propongono che un nuovo prodotto alimentare debba essere autorizzato solo previa attuazione di misure specifiche atte a prevenire i suoi potenziali effetti negativi su determinate categorie della popolazione. Inoltre, ove richiesto da esigenze di sicurezza dell´utilizzo, i deputati chiedono di fissare «livelli massimi di assunzione» del prodotto, «come tale o come componente di altri alimenti o categorie di alimenti». Propongono inoltre che, nella valutazione, si tenga conto del parere del Gruppo europeo per l´etica delle scienze e delle nuove tecnologie in merito alla misura in cui vi siano obiezioni di natura etica. Il Parlamento precisa poi che i prodotti alimentari sottoposti a processi produttivi che richiedono metodi specifici di valutazione del rischio (ad es. Quelli prodotti ricorrendo a nanotecnologie) «non possono essere iscritti nell´elenco comunitario fino a quando l´impiego di tali metodi specifici non sia stato approvato e un´adeguata valutazione della sicurezza basata su tali metodi non abbia dimostrato la sicurezza dell´utilizzo dei prodotti alimentari in questione». Per i deputati, infatti, i metodi di prova attualmente disponibili «non sono adeguati per valutare i rischi associati ai nanomateriali». Etichettatura chiara e precisa, anche per i prodotti ottenuti da animali nutriti con Ogm - Ricordando che i nuovi prodotti alimentari sono soggetti alle norme generali in materia di etichettatura stabilite dalla direttiva 2000/13/Ce, il Parlamento chiede che i nuovi prodotti siano muniti di un´etichetta «precisa e facilmente leggibile e comprensibile» atta a distinguerli chiaramente e indicante che si tratta di nuovi alimenti. Andranno inoltre indicate tutte le caratteristiche o proprietà dei nuovi prodotti alimentari, quali la composizione, il valore nutritivo e l´utilizzo appropriato. Al contempo, qualora un nuovo prodotto alimentare contenga una sostanza che può presentare un rischio elevato per la salute umana in caso di consumo eccessivo, i consumatori dovranno esserne informati attraverso l´etichetta sull´imballaggio. Inoltre i deputati chiedono che gli alimenti ottenuti da animali alimentati con mangimi geneticamente modificati rechino sull´etichetta la dicitura "prodotto a partire da animali nutriti con mangimi geneticamente modificati". Nell´elenco degli ingredienti dovrà inoltre figurare «chiaramente» ogni contenuto sotto forma di nanomateriali e la dicitura "nano" tra parentesi dovrà seguire la denominazione di tali ingredienti. Limitare la sperimentazione sugli animali - Il Parlamento precisa che gli esperimenti su animali vertebrati ai fini del regolamento possono essere eseguiti «solo in caso di assoluta necessità». Occorre quindi garantire che i test su animali vertebrati «siano ridotti al minimo e che si evitino le doppie sperimentazioni», promuovendo al contempo «l´uso di metodi di sperimentazione non animale e di strategie sperimentali intelligenti». Per i deputati, i test su animali vertebrati devono inoltre essere «sostituiti, limitati o affinati» preferendo, ove possibile, «idonei metodi di sperimentazione alternativi». Nel processo di sviluppo di nuovi prodotti alimentari, poi, i risultati esistenti dei test effettuati su vertebrati dovrebbero essere condivisi. Al fine di evitare la ripetizione di studi che richiedono l´impiego di vertebrati, propongono che un successivo richiedente sia autorizzato a fare riferimento a studi su vertebrati e altri studi che possono evitare sperimentazioni su animali. In tale ambito, il proprietario dei dati potrebbe richiedere «un adeguato compenso» per il loro utilizzo. Riesame dei prodotti dopo cinque anni - Il Parlamento chiede che, per tutti i nuovi prodotti alimentari, sia obbligatorio il monitoraggio successivo all´immissione sul mercato e che pertanto si debba procedere a un loro riesame dopo cinque anni e quando divengono disponibili maggiori dati scientifici. Nel quadro di tale monitoraggio, è precisato, «occorre prestare particolare attenzione alle categorie della popolazione la cui dieta presenta i più alti livelli di assunzione». .  
   
   
PARLAMENTO EUROPEO: DAL CAMPO ALLA TAVOLA, ALIMENTARI 5 VOLTE PIÙ CARI SONO I SUPERMERCATI AD ABUSARE DEL LORO POTERE D´ACQUISTO PER SPINGERE AL RIBASSO I PREZZI PAGATI AI FORNITORI, EUROPEI E NON, FINO A RAGGIUNGERE LIVELLI INSOSTENIBILI E PER IMPORRE LORO CONDIZIONI DI LAVORO SFAVOREVOLI.  
 
Bruxelles - In Europa i prezzi dei generi alimentari continuano a lievitare, nonostante un sistema agricolo sempre più efficiente e produttivo. Di chi è la colpa? Di certo né dei produttori né dei consumatori: i primi vendono a 1, gli altri comprano a 5. Sotto accusa la filiera di mercato: troppi passaggi e prezzi gonfiati dalla grande distribuzione. Il Parlamento Europeo ne parla a Strasburgo, chiedendo maggiore trasparenza e incentivi a favore dei farmer market. Ormai in Europa i generi alimentari al consumo costano cinque volte il prezzo all´origine. A farne le spese sono soprattutto le fasce di popolazione a basso reddito, per le quali fare la spesa diventa sempre più un lusso. Non se la passano meglio gli agricoltori, che incassano una minima parte del prezzo finale pagato dal consumatore: il 18% in Francia e addirittura il 7% in Gran Bretagna. 50 anni fa ricavavano la metà. Ma di chi è la colpa? Il maggiore gap nel prezzo fra produttore consumatore si registra in quei Paesi con le imprese più grandi: per questo in molti sostengono che l´evidenza dei fatti mostra che sono i supermercati ad abusare del loro potere d´acquisto per spingere al ribasso i prezzi pagati ai fornitori, europei e non, fino a raggiungere livelli insostenibili e per imporre loro condizioni di lavoro sfavorevoli. Sono sempre più i grandi rivenditori europei a decidere cosa può essere venduto e a che prezzo, riuscendo a controllare così gli agricoltori alla produzione ed i consumatori all´atto d´acquisto. Dal campo alla tavola: 1 a 5 la differenza di prezzo da produttore a consumatore; Il prezzo del pane può lievitare 30 volte prima di arrivare sulle nostre tavole; Solo il 7% del prezzo finale finisce nelle tasche dei produttori in Gran Bretagna; 70% la concentrazione del mercato degli alimentari in Europa; Era del 21,7% nel 1993: poi il boom della grande distribuzione. Se ne parla al Parlamento Europeo - La relazione della deputata socialista greca Katerina Batzeli, discussa lunedì 23 marzo in plenaria, propone soluzioni per contrastare la speculazione sui prodotti alimentari. Tra le ipotesi una maggiore trasparenza nella filiera di produzione, la proibizione di pratiche commerciali scorrette come le vendite sotto costo nei grandi supermercati. I deputati chiedono alla Commissione Europea di lanciare uno studio mirato a ridurre il ruolo degli intermediari nella catena della distribuzione. Farmer market - La relazione chiede misure per promuovere i prodotti locali e sviluppare i "farmer market", ovvero i mercati dove i consumatori possono comprare direttamente dai produttori piccoli e medi. Secondo l´analisi del Parlamento, limitando il potere delle catene di supermercati e soprattutto diminuendo il numero degli intermediari si aumenterebbero sia i guadagni dei produttori che i risparmi dei cittadini. . .  
   
   
"SPESABENE": LA REGIONE E LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA PRESENTANO IL MARCHIO E LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE. ATTIVO IL SITO WEB E IL NUMERO VERDE. IN EMILIA-ROMAGNA ADERISCONO CIRCA 3500 PUNTI VENDITA. L´ASSESSORE PASI: "CON LA FIRMA DI OGGI CRESCE IL PANIERE DEI PRODOTTI. UN´INIZIATIVA A SOSTEGNO DEI CITTADINI"  
 
Bologna – Carne, pasta, pane, frutta e verdura. Per comprare prodotti di qualità a prezzi convenienti, d’ora in poi basterà seguire l’apposito marchio “Spesabene”: già oggi lo espongono circa 3500 punti vendita – tra negozi e supermercati – in tutta l’Emilia-romagna. La borsa della spesa che “sorride”, sormontata da immagini di generi di prima necessità, difenderà il potere d’acquisto dei consumatori guidandoli nelle opportunità di convenienza in materia di prezzi, con un occhio di riguardo alla qualità. Il marchio “Spesabene” verrà diffuso attraverso locandine (20mila quelle stampate), 250mila depliant, 5000 vetrofanie e 500mila adesivi. Tutte le informazioni (compresi i punti vendita, suddivisi per provincia, che offrono le diverse promozioni) si trovano sul sito internet www. Spesabene. It; l’iniziativa verrà fatta conoscere anche attraverso spot radiofonici e inserzioni sui giornali. E’ attivo anche un numero verde: 800 800 883. “Per molti cittadini la crisi economica in atto significa difficoltà di accesso ai consumi, ai principali prodotti alimentari. Anche in una regione ‘solida’ come la nostra – ha sottolineato stamani, durante la conferenza stampa di presentazione, l’assessore al Commercio Guido Pasi – . ‘Spesabene’ nasce proprio per far fronte a questa necessità. Oggi, inoltre, all’accordo siglato a fine gennaio da Regione e associazioni di categoria, si aggiungono altri firmatari, e nel paniere entrano nuovi prodotti. I punti vendita che aderiscono sono già 3500; un numero considerevole, che ci auguriamo possa crescere ancora”. “Spesabene” è frutto di un’intesa tra Regione, Confcommercio e le proprie organizzazioni di categoria Fida (Federazione italiana dettaglianti dell’alimentazione), Federcarni, Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), Fedagromercati-acmo e Associazione Panificatori di Bologna; Confesercenti e le proprie associazioni di settore Fiesa (Federazione italiana esercenti settore alimentare), Fiepet (Federazione italiana esercenti pubblici e turistici), Assopanificatori, Anva (Associazione nazionale venditori ambulanti); Accda/coop, Ancd/conad, Cna e Confartigianato. Il pacchetto "prezzi" Carni e prodotti di macelleria - “Spesa amica”. Le macellerie che aderiscono al progetto si impegnano a mettere in vendita, almeno nell’ultima settimana del mese, un pacchetto di prodotti di carne di qualità di largo consumo, a un prezzo massimo di 10-15 euro, con uno sconto minimo del 10% sul prezzo normale di vendita. Ogni macelleria è libera di scegliere i prodotti da inserire all’interno del pacchetto, sulla base delle abitudini di consumo locale. Chi acquista il pacchetto di “spesa amica” riceve in omaggio anche un piccolo ricettario oppure alcuni opuscoli contenente consigli utili su come acquistare, conservare e cucinare al meglio la carne. “Carne in tavola”. Le macellerie che aderiscono si impegnano ad applicare, almeno nell’ultima settimana del mese, uno sconto dal 10% al 20% sul prezzo normale di vendita, su uno o più di questi prodotti: pollo, tacchino, bovino e suino. Pane e prodotti da forno “Settimana promozionale sui prodotti da forno”. L’iniziativa prevede l’individuazione di almeno una settimana al mese in cui il panificatore artigiano privilegia la produzione di uno fra i seguenti prodotti tipici locali di qualità, ovvero crescente tipica bolognese, raviole alla mostarda, ciambella, pizza, biscotto del mattino. Il prezzo del prodotto avrà uno sconto dal 10% al 20% sul prezzo normale di vendita. La promozione prevede inoltre la diffusione degli ingredienti utilizzati per il singolo prodotto; obiettivo, valorizzarne la genuinità e la qualità. “Prezzi bloccati nei forni”. L’iniziativa prevede che i forni aderenti vendano tutti i prodotti (pane e da forno) con prezzo bloccato fino al 30 giugno 2009, con riferimento a quello del mese di novembre 2008. “Pane 1 kg = 1 euro”. Un chilo di pane tipo “0” a un euro. Lo garantiscono le imprese che aderiscono, bloccando i prezzi a partire dal 1° marzo 2009. Chi aderisce si impegna inoltre a rendere disponibile il prodotto in tutti i punti di vendita a propria insegna sul territorio dell´Emilia-romagna, in modo continuativo per tutta la durata del periodo in cui vale l´accordo sottoscritto. Bar - “Prezzi bloccati nei bar” – “Un prezzo da amico”. Nei pubblici esercizi aderenti all’iniziativa il listino prezzi del mese di novembre 2008 non subirà modifiche fino al 30 giugno 2009. Ortofrutta “Ortofrutta in offerta”. I commercianti che aderiscono si impegnano a mantenere fisso il prezzo di quattro specie di prodotti stagionali per un periodo minimo di un mese, rinnovabile. Prodotti alimentari di prima necessità “Prezzi sorridenti”. Chi aderisce si impegna ad applicare ogni settimana uno sconto dal 10% al 20% sul prezzo normale di vendita, su più prodotti di prima necessità di cui almeno uno tra pasta, riso, olio, latte, passata di pomodoro, prodotti conservati (tonno, legumi, e così via), ortofrutta di stagione, ma anche prodotti per l’igiene della persona e prodotti per l’infanzia. .  
   
   
MALPENSACAVALLI 2009: MONDO EQUESTRE RISORSA IMPORTANTE PER AGRICOLTURA E TURISMO OFFERTE DI IPPOTERAPIA, IPPOTURISMO ED EQUITAZIONE  
 
Varese - L´assessore regionale all´Agricoltura, Luca Daniel Ferrazzi, ha presentato ieri mattina a Varese la sesta edizione dell´importante kermesse fieristica "Malpensacavalli 2009", che si svolgerà da venerdì 27 a domenica 29 marzo a Malpensafiere a Busto Arsizio (Va). "Malpensacavalli" si propone al pubblico con nuovi spazi e iniziative volte a promuovere e diffondere la cultura equestre in tutte le sue svariate forme. Nel programma di quest´anno, i visitatori troveranno infatti gare sportive, spazi per gli allevatori, attività dedicate ai bambini, spettacoli, intrattenimenti, ma anche convegni, dibattiti e incontri a tema. "Malpensacavalli - ha ricordato Ferrazzi - è la prima rassegna dell´anno dedicata all´importante mondo del cavallo. Una risorsa che per molti aspetti vogliamo contribuire a valorizzare, sia per dare nuove opportunità di reddito alle aziende agricole lombarde, sia per offrire al cittadino un vero valore aggiunto, affinché possa conoscere e meglio apprezzare il territorio lombardo, magari praticando una sana attività sportiva". L´edizione dello scorso anno ha visto la partecipazione di 204 espositori con circa 45mila visitatori, ben 1. 000 cavalli presenti su 18mila metri quadrati di aree espositive e 10 sale congressuali. L´edizione di quest´anno vedrà Regione Lombardia presente con due stand: uno istituzionale, all´interno del quale verrà distribuito materiale di promozione dei prodotti tipici lombardi e uno nel padiglione bimbi, dove verranno realizzate attività educative con le Fattorie didattiche. "In Lombardia - ha spiegato Ferrazzi - le Fattorie didattiche sono una realtà in continua crescita, con 160 aziende agricole attrezzate, delle quali 10 in provincia di Varese, capaci da sole di ospitare oltre 8. 000 studenti durate lo scorso anno scolastico". "Malpensacavalli - ha concluso Ferrazzi - si propone come un´ulteriore e importante vetrina per diffondere e valorizzare, attraverso la cultura espressa dal mondo del cavallo, il concetto di multifunzionalità dell´agricoltura. Una multifunzionalità agricola che Regione Lombardia promuove anche attraverso il Programma di sviluppo rurale 2007/2013, che indica tra le sue misure di principale interesse, la pluriattività dell´impresa agricola, la filiera corta e lo sviluppo ambientale e paesaggistico del territorio e che trova applicazione, oltre che nelle Fattorie didattiche, negli agriturismi, che vantano 84 realtà in provincia di Varese sulle 1. 064 regionali, molte delle quali attrezzate con offerte di ippoterapia, ippoturismo ed equitazione". .  
   
   
AUSTRIA, CRESCITA POTENZIALE BIRRE A BASSO PREZZO  
 
Nei prossimi mesi, afferma l´Ice, l´industria della birra austriaca deve prepararsi a forti cambiamenti nei comportamenti di consumo indotti dalla crisi economica: sebbene non si sia ancora registrata alcuna predisposizione dei consumatori verso birre più economiche, le marche più forti si stanno attrezzando contro una eventuale perdita di mercato. Nel 2008 il gruppo Brau Union, a capo di alcune delle più importanti marche di birra in commercio in Austria e leader del mercato locale con il 50 per cento delle vendite, ha aumentato il proprio fatturato del 4 per cento. In totale, durante il 2008, sono stati prodotti in Austria più di 8,6 milioni di ettolitri di birra, il 2 per cento in più per questo settore. In particolare, Brau Union ha aumentato le vendite interne del 2 per cento, pari a 4,64 milioni di ettolitri. Il giro d´affari totale unitamente alle esportazioni è stato più alto del 2,8 per cento. La crisi ha toccato solo in parte il settore, provocando, durante il 2008, un forte aumento dei costi di energia e materie prime e influendo su un leggero rialzo dei prezzi delle birre. Heineken, la casa madre olandese a cui Brau Union appartiene, ha presentato al gruppo nuove confezioni risparmio, in modo da mantenere sotto costante controllo i costi. A differenza del mercato tedesco o francese, dove marche sconosciute o senza un´identità precisa occupano fino al 30 per cento delle vendite, in Austria le marche da discount detengono soltanto dal 3 al 5 per cento del mercato. Le due marche dal valore più forte in commercio appartengono al gruppo Brau Union, e lo stesso vale per le prime quattro marche per volume di vendite. Il Gruppo sostiene che, in un momento di forte concorrenza come l´attuale, la propria varietà interna sia da difendere tenacemente, cosa non facile seppure in un mercato stabile come quello austriaco. .  
   
   
DANNI CINGHIALI: GIUNTA REGIONALE UMBRA APPROVA PIANO STRAORDINARIO ABBATTIMENTO  
 
Perugia – La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore Lamberto Bottini, ha approvato un “Piano straordinario di contenimento della specie cinghiale” che prevede, nell’imminenza della stagione agricola più fruttuosa, giugno-settembre prossimi, l’abbattimento di un numero consistente di esemplari di una specie la cui presenza, sempre più invasiva negli ultimi anni, sta diventando insostenibile per i danni ambientali, all’economia agricola e alle finanze pubbliche, in taluni casi critica per la stessa sicurezza di cose e incolumità delle persone. Secondo i dati dell’Osservatorio faunistico regionale esisterebbe in Umbria, dopo il prelievo effettuato durante la trascorsa stagione venatoria del 2008/9, ancora un “surplus” di circa 14mila cinghiali, ed è stato calcolato che i danni all’agricoltura siano dovuti al 90% all’azione di questa specie. Di conseguenza l’ammontare dei rimborsi che la Regione è chiamata a pagare ha subito, anch’esso, nell’ultimo triennio una notevole impennata. “Ci troviamo – ha detto l’assessore Bottini – di fronte ad una situazione che richiede interventi immediati ed efficaci, in grado di ricondurre i danni causati dai cinghiali e il livello dei relativi rimborsi a quantitativi sostenibili per l’economia agricola e il bilancio della Regione, di rendere sostenibile la popolazione di questa specie e di tenere in equilibrio gli interessi venatori ed agricoli”. Il Piano sarà trasmesso alle Province per la programmazione e l’attuazione degli interventi necessari. Sarà coinvolto il maggior numero di operatori, in modo tale da garantire la massima efficacia dell’intervento. Tra i metodi di prelievo e contenimento è esclusa la battuta. Gli interventi, che dovranno essere compatibili con i Piani provinciali di controllo e gestione del territorio, dovranno essere completati entro il 31 maggio prossimo. .