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VENERDI
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Notiziario Marketpress di
Venerdì 27 Marzo 2009 |
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IN MOSTRA AL CASTELLO DI DUINO ORIGINALI CIMELI DI FRANCESCO GIUSEPPE DAL 28 MARZO (GIOVEDÌ 26 L’INAUGURAZIONE) SARANNO ESPOSTI PIÙ DI TRECENTO PEZZI, FRA BANDIERE, CERAMICHE, BRONZI, QUADRI, MEDAGLIE, LIBRI E OGGETTI VARI PROVENIENTI DALLA RACCOLTA PRIVATA DEL COLLEZIONISTA TRIESTINO ROBERTO MONTI |
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A partire da sabato 28 marzo e fino all’8 novembre, il percorso turistico all’interno del Castello di Duino, la storica dimora abitata dai Principi della Torre e Tasso (von Thurn und Taxis) a picco sul Golfo di Trieste, è arricchito, senza ulteriori costi per i visitatori, dall’originale mostra “L’imperatore a Duino”. Si tratta di una suggestiva esposizione, mai presentata prima d’ora al pubblico nella sua interezza, di più di 300 pezzi provenienti dalla raccolta privata del collezionista triestino Roberto Monti, comprendenti bandiere, porcellane, bronzi, quadri, fotografie, ventagli, pipe, medaglie, libri e oggetti vari, tutti legati all’immagine e agli stemmi di Francesco Giuseppe e del Casato degli Asburgo all’epoca dell’alleanza con Guglielmo Ii di Prussia. La maggior parte degli oggetti furono prodotti a scopo di propaganda e messi in vendita per raccogliere fondi per la Prima Guerra Mondiale. La mostra è realizzata in collaborazione con il Comune di Duino Aurisina e con il contributo della Fondazione Crtrieste, ed il ricavato della vendita del catalogo sarà devoluto alla sezione femminile della sede triestina della Croce Rossa Italiana. L’orario di apertura della mostra – che sarà inaugurata ufficialmente con una cerimonia ad inviti nel pomeriggio di giovedi 26 marzo alle ore 17 – da aprile fino alla fine di settembre sarà continuativo, dalle 9. 30 alle 17. 30 tutti i giorni (tranne il martedì, giorno di chiusura); in marzo e in ottobre dalle 9. 30 alle 16. 00; il biglietto intero costa 7 euro (sono previsti sconti per famiglie, gruppi organizzati, anziani e ragazzi mentre i bambini fino a 7 anni non pagano nulla). Sono molteplici i legami dei contenuti della mostra – allestita lungo il percorso che inanella più di 18 fra saloni, camere e biblioteche finemente arredati e ricchi di straordinari richiami storici, artistici e culturali del Castello – con le vicende dell’Imperatore Francesco Giuseppe e i principi di Duino. Gli storici ricordano che quando si pose il problema di trovare per Francesco Giuseppe una moglie adeguata, la scelta della corte viennese cadde su Helene di Baviera, detta Nene figlia del Duca Massimiliano di Baviera. Ma l’imperatore d’Austria s’innamorò perdutamente di Elisabetta, detta Sissi, sorella minore di Helene che successivamente sposò Maximilian Anton von Thurn und Taxis di Regensburg, cugino del ramo tedesco della famiglia dei principi della Torre e Tasso di Duino. Non solo: fra i tanti momenti felici della coppia imperiale, le cronache dell’epoca ricordano un romantico viaggio a Trieste dove Sissi e Franz furono ospiti proprio dei principi della Torre e Tasso nel loro stupendo Castello di Duino. E ancora: quando il 28 giugno del 1914 Francesco Ferdinando, figlio del fratello dell’imperatore, candidato a succedere per linea diretta al defunto principe Rodolfo fu assassinato assieme alla moglie da un sicario del partito bosniaco durante una visita a Sarajevo, era partito proprio dal Castello di Duino, dove era stato ospite dei principi della Torre e Tasso. Il percorso turistico del Castello di Duino – che dopo il periodo invernale ha ripreso l’attività turistica giornaliera proprio sabato scorso (21 marzo) – comprende anche il bunker costruito durante la seconda guerra mondiale nella roccia, a 18 metri di profondità, proprio sotto il parco del Castello. Grazie a pazienti e delicati lavori di recupero e di restauro conservativo, è stato trasformato in un suggestivo mini-museo con cimeli d´epoca che sono esposti in una grande sala di ben 400 metri quadrati. Inoltre, il magnifico parco del Castello, dal quale, con una visione mozzafiato, si domina il Golfo di Trieste, si presenterà ai visitatori nella sua veste migliore. Dopo le bizzarrie e le inclemenze del tempo, che hanno messo a dura prova la tenacia e l’abilità dei giardinieri (qui, quando soffia la bora, le raffiche di vento superano i 120 chilometri orari e l’estate scorsa un uragano ha scoperchiato tetti e sradicato numerosissimii alberi secolari) torneranno a risplendere come per incanto le fioriture stagionali. Www. Castellodiduino. It . |
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WELCOME TO MI PROGETTO DI OSPITALITÀ LOWCOST E SOSTENIBILE PROMOSSO DAL PARTITO DEMOCRATICO DI MILANO |
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Milano rischia di diventare una città alla portata di pochi. E questo vale anche per chi attraversa questa città, per brevi periodi, per lavoro o per turismo. I giovani e i meno abbienti sono tagliati fuori. Il confronto tra Milano ed altre città italiane, in termini di ricettività lowcost, è disarmante. Milano conta 88 esercizi complementari e Bed&breakfast, contro i 210 di Torino, 1700 di Venezia, 281 di Bologna e i 459 di Firenze. Anche nel confronto con altre città europee, Milano è fanalino di coda ad esempio per numero di ostelli della gioventù. Se si guarda agli ostelli affiliati a Hostelling International, Milano ha un solo ostello, contro i 3 di Berlino, Amsterdam, Lisbona e Oslo, 4 di Parigi e Vienna, 5 di Praga e Atene, 7 di Dublino, Sarajevo, Londra, Barcellona, Helsinki. E’ questa la fotografia di una città poco accogliente per i più giovani, poco aperta allo scambio multiculturale e troppo impreparata ad accogliere grandi eventi internazionali. Un ritardo che preoccupa in relazione ad una città che tra soli sei anni dovrà ospitare l’Expo. L’obiettivo di questo progetto è quello di focalizzare l’attenzione, e proporre una soluzione concreta, al problema della carenza delle strutture di accoglienza a prezzi accessibili, per tutti i giovani e meno giovani, che confluiscono a Milano in occasione di eventi di rilievo internazionale, come ad esempio la settimana del Design. “Con questo progetto- dichiara l’ideatore del progetto Francesco Laforgia (coordinamento cittadino Pd Milano)- vogliamo fare tre cose: 1. Denunciare l’impreparazione di questa amministrazione ad affrontare il tema della ricettività a prezzi contenuti, dell’accoglienza, dell’apertura internazionale. La città dell’Expo 2015 non può tollerare una situazione che non ha eguali nelle grandi città del mondo. In tempo di crisi è più che mai cruciale essere competitivi anche su questo terreno. E prima di qualsiasi grande progetto edilizio per la ricettività, bisognerebbe immaginare soluzioni sostenibili come l’esperienza dell’albergo diffuso e altre formule di ospitalità diffusa. 2. Creare una rete di ospitalità fra le famiglie milanesi, che possano mettere a disposizione in maniera gratuita uno o più posti presso le proprie case, per i giovani, i designer, gli architetti, gli studenti che vengono a Milano per la settimana del Salone del Mobile. Una sperimentazione originale per un partito politico, un modo per costruire un’opportunità di scambio, condivisione, solidarietà e integrazione multiculturale e per rendere Milano più vivibile e accogliente attraverso idee e pratiche fattibili. Un nuovo modo di intendere la politica. Vogliamo fare meno convegni sull’identità del Pd e più progetti concreti, che dimostrino, nei fatti, la nostra idea di Milano, diversa e distante da quella dell’amministrazione di centrodestra. 3. Presentare in consiglio comunale un pacchetto di proposte sulla “ricettività lowcost e sostenibile” che rendano questa città più vivibile, accogliente, internazionale, giovane e solidale. Tra le altre quali citiamo: - l’istituzione di un fondo destinato alla realizzazione di ostelli della gioventù che avvicini Milano alla media europea. - Incentivi per esperienze di albergo diffuso come strumento da utilizzare in occasione di grandi eventi e per l’Expo 2015, come forma di accoglienza sostenibile e fonte di reddito aggiuntivo per le famiglie, indispensabile in tempo di crisi economica - l’utilizzo delle aree dismesse, in particolare gli ex scali ferroviari, per la realizzazione di strutture ricettive “lo cost”; il finanziamento di un portale del turismo lowcost e dell’ospitalità diffusa; l’utilizzo di una parte degli spazi della Fabbrica del Vapore in via di recupero per l´organizzazione di un albergo dei giovani artisti e creativi”. Organizzazione e coordinamento. Il progetto Welcome to Mi verrà gestito da un gruppo di giovani universitari democratici e dai circoli del Pd di Milano. Sarà avviata una campagna di comunicazione rivolta alle famiglie milanesi, potenziali ospitanti, e una rivolta a coloro che sono in cerca di ospitalità nella settimana del Salone del Mobile, stranieri e italiani, veicolata attraverso le università, le accademie di design e le associazioni che da anni sono coinvolte in questo grande evento internazionale. Con questo progetto noi democratici milanesi diamo il via ad una battaglia ancora più incisiva per una città più bella e più aperta, una città che sia davvero all’altezza delle sfide che la attendono. Tutte le informazioni saranno disponibili nei prossimi giorni sul sito www. Pdmilano. Org e all’indirizzo welcometomi@pdmilano. Org. . |
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LA NOSTRA FAMIGLIA FESTEGGIA 30 ANNI DI FORMAZIONE IL 28 MARZO A BOSISIO PARINI IL CONVEGNO "RACCONTIAMOCI" RIPERCORRE LE TAPPE DI UN CAMMINO CHE HA VISTO L´ASSOCIAZIONE IN PRIMA LINEA NELL´EVOLUZIONE NORMATIVA E DIDATTICA DELLA FORMAZIONE DEGLI OPERATORI SOCIALI. |
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La Nostra Famiglia di Bosisio Parini è sede formativa di operatori sociali da 30 anni. Oltre un migliaio tra assistenti sociali, animatori sociali ed educatori professionali si sono formati inizialmente nei Corsi Regionali per "Operatori Sociali", in seguito nei Corsi di Laurea svolti in convenzione con le Università. Attualmente La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, nell´ambito della formazione di operatori sociali, offre il Corso di Laurea in Scienze del Servizio Sociale, in convenzione con l´Università Cattolica del Sacro Cuore, e il Corso di Laurea in Educazione Professionale, in convenzione con l´Università degli Studi di Milano. In trent´anni molti cambiamenti sono avvenuti, sia nel contesto sociale che nell´organizzazione dei servizi alla persona e nelle norme che la definiscono. Il convegno, promosso da La Nostra Famiglia e dalla Provincia di Lecco, si terrà a Bosisio Parini il 28 marzo alle ore 9. 30 presso l´auditorium dell´Associazione. Sarà l´occasione per riflettere sulla figura degli operatori sociali nel contesto della politica sociale e dell´evoluzione avvenuta, per verificare quali siano gli sbocchi occupazionali, per valutare i cambiamenti attuati nel percorso formativo e metterne in evidenza gli aspetti positivi, le criticità, le prospettive. Interverranno, tra gli altri relatori, Virginio Brivio, Presidente della Provincia di Lecco, e Mauro Magatti, Preside della Facoltà di Sociologia dell´Università Cattolica. L´ingresso nelle Università dei corsi per operatori sociali ha rappresentato un indubbio riconoscimento: è ormai consolidato il passaggio alle Università della formazione degli operatori sociali, nelle due differenti aree: quella sanitaria, Facoltà di Medicina, in cui è stato collocato il corso di laurea per l´Educatore professionale, e quella sociale, Facoltà di Sociologia, per l´Assistente sociale. E´ chiaro che l´Università ha un sapere e una possibilità di ricerca che può contribuire ad ampliare e consolidare il patrimonio di conoscenze teoriche sui cui si fonda l´esercizio della professione. E´ pur vero, però, che a La Nostra Famiglia il sapere accademico si è sempre coniugato con la dimensione del territorio e dei servizi. Fin dagli albori dei primi corsi, l´Associazione favorì il costituirsi di una "comunità formativa" che coinvolse moltissimi esperti, sia cattedratici che provenienti dal mondo dei servizi (tra questi il giurista Gianfranco Garancini, il sociologo Ivo Colozzi, il filosofo Carmelo Vigna, il pedagogista Umberto Dell´acqua, leader carismatici come don Enzo Boschetti o don Antonio Mazzi. ). Sono oltre 200 i docenti che si sono succeduti negli anni, Virginio Brivio è tra questi: "La Nostra Famiglia esprime un qualitativo impegno formativo, radicato fortemente sul territorio e sempre attento alla professionalizzazione degli allievi. - dichiara il Presidente della Provincia di Lecco, che interverrà al convegno in qualità di relatore - Un´attività formativa strettamente connessa alla rete dei servizi che da anni collaborano con La Nostra Famiglia. Un´esperienza lunga che ha avuto e ha tuttora ricadute positive sui servizi alla persona, pubblici e del privato sociale, del territorio e sui professionisti che in essi operano. Una specificità e una storia da valorizzare anche per il futuro. Il rapporto di collaborazione tra la Provincia di Lecco e La Nostra Famiglia, nell´ambito della formazione degli operatori sociali e socio-sanitari delle istituzioni pubbliche e del terzo settore presenti sul territorio, vanta una storia lunga, consolidata e positiva. In modo particolare La Nostra Famiglia collabora con la Provincia nelle attività di formazione e di aggiornamento rivolte agli operatori già in servizio e previste dal Piano Formativo elaborato ogni anno dalla Provincia". Più di 1. 000 operatori sociali hanno frequentato i corsi dell´Associazione. Si è formato nelle aule di Bosisio anche Luciano Gualzetti, vicedirettore della Caritas Ambrosiana e segretario del Fondo Famiglia Lavoro della diocesi di Milano: "La Scuola per Operatori Sociali della Nostra Famiglia mi ha dato una formazione fortemente mirata all´integrazione di sapere ed esperienza. La stessa vita di noi studenti all´interno dei "padiglioni" che ospitavano tanti bambini e famiglie in difficoltà affiancati da operatori e docenti competenti in umanità, ci richiamava a una formazione professionale solida e motivata. Ciò mi è stato sempre di aiuto nelle tante esperienze professionali vissute. In particolare ho imparato dalle persone in difficoltà, dai collaboratori, dai volontari la misura dell´efficacia degli interventi interrogandomi sempre sui nuovi bisogni con risposte orientate alla promozione della persona e della sua autonomia". Una peculiarità dei corsi di Bosisio Parini è stata senz´altro la sede formativa, collocata all´interno di una struttura complessa che opera in ambito socio-sanitario. Questa ubicazione ha tutt´ora ricadute positive da molti punti di vista: da un lato infatti La Nostra Famiglia offre un´ampia gamma di attività professionalizzanti, mette a disposizione operatori esperti, è sede di tirocinio per gli studenti, i suoi ambienti riabilitativi sono "palestra" per la sperimentazione di tecniche educative e di animazione; d´altro lato la formazione degli operatori sociali valorizza e contribuisce ad ampliare la rete di collaborazioni tra l´Associazione e servizi ed operatori del territorio. Quali sono quindi, in sintesi, gli elementi che hanno caratterizzato la formazione degli operatori sociali a La Nostra Famiglia? "L´integrazione dell´offerta accademica con esperienze mirate all´acquisizione di competenze professionali altrimenti difficilmente acquisibili - afferma Carla Andreotti, Direttore Sviluppo e Formazione dell´Associazione - la voglia dei formatori di crescere insieme ai loro studenti, la voglia dei giovani di costruire insieme qualcosa che resti. Come diceva il nostro Fondatore, il beato Luigi Monza, "non vi sia la smania di fare tanto, ma di fare bene il poco che si può fare, e il primo bene sia la formazione di coloro che devono fare il bene". Www. Lanostrafamiglia. It . |
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"MEDIOEVO IN LIBRERIA". SESTA E PENULTIMA GIORNATA DEL CICLO DI CONFERENZE, EVENTI E VISITE GUIDATE |
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Milano - Si comincia alle ore 11,00 di sabato 28 marzo 2009 con la visita guidata alla Abbazia di Chiaravalle, la memoria di monaci, santi e riformatori che plasmarono a loro immagine il territorio milanese (Via S. Arialdo, 102 - Milano). Ritrovo in loco. Http://www. Cistercensi. Info/abbazie/abbazie. Asp?ab=23&lin=it. Si prosegue nel pomeriggio nello Spazio Eventi del Mondadori Multicenter di Via Marghera, 28. Alle ore 15,30 ci sarà la proiezione del video "Fundamenta Laude", viaggio multimediale alla scoperta delle origini di Lodi, realizzato in occasione dell´850° anniversario della ri-fondazione di Lodi avvenuta nel 1158. Alle ore 16,00: Anna Benvenuti (Università di Firenze) affronterà il tema: "Santi e eremiti nelle fonti agiografiche" Anna Benvenuti è professore ordinario di Storia medievale Dipartimento di Studi Storici e Geografici dell´Università di Firenze. Specializzata nello studio delle testimonianze agiografiche e nella elaborazione dei modelli parenetici volti al disciplinamento sociale, ha fatto di queste ricerche uno strumento per indagare la storia delle rappresentazioni culturali e dei segni con cui la società medievale esprime la propria identità; in questa prospettiva ha studiato la ´costruzione´ di uno specifico femminile della santità in età tardomedievale, orientando le sue ricerche anche sugli aspetti civici del culto dei santi, identificando nelle fluttuazioni culturali e nel divenire delle rappresentazioni agiografiche la stratificazione delle successive identità culturali e sociopolitiche della città. Interessata tout-court al rapporto storia/memoria/leggenda sta attualmente indagando sul complesso dei simboli di appartenenza della civitas. La visita guidata costa 5,00 €; la proiezione e la conferenza sono gratuite e a ingresso libero. Medioevo in Libreria è anche un blog (costantemente aggiornato): http://medioevoinlibreria. Blogspot. Com/ . |
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VERDE. PREMIATI VINCITORI CONCORSO “MIGLIOR AMICO DEL GIARDINO” CADEO: “OLTRE 200 AIUOLE CURATE DAI CITTADINI E PIÙ DI CENTO DAI CONDOMINI. CRESCE LA CURA DELLE AREE VERDI GESTITA CON IL METODO DELLA SPONSORIZZAZIONE” |
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L’assessore all’Arredo, Decoro urbano e Verde Maurizio Cadeo ha premiato il 26 marzo i vincitori della settima edizione del concorso “Il migliore amico del Giardino” riservato agli sponsor che nel corso del 2008 si sono distinti nella cura delle aree verdi pubbliche. Lo scorso anno i partecipanti sono stati 220, 20 in più rispetto all’anno precedente per altrettanti spazi verdi, con un incremento della superficie curata di 8. 000 metri quadrati. La superficie complessiva del verde curato dagli sponsor a Milano è salita a circa 330. 000 metri quadrati. Oltre la metà degli sponsor sono condomini che si prendono cura dell’area verde sotto casa. Ogni anno gli sponsor investono circa 3 milioni di euro per la manutenzione del verde. In totale, le aree verdi presenti nel territorio comunale sono circa 2. 000 e si estendono su una superficie di 21. 350. 000 metri quadri. “L’obiettivo è fare sistema tra il Comune e i cittadini per la cura di piccoli o grandi spazi di verde – ha detto l’assessore Cadeo -. Negli ultimi due anni abbiamo assistito a una sensibile crescita del numero delle aree e dei metri quadrati di verde sponsorizzato. Sono più di cento i singoli condomini che si sono impegnati a realizzare lo spazio verde all’ingresso delle proprie abitazioni. Non solo le grandi aiuole o i piccoli giardini possono essere presi in carico ma anche il vaso, la recinzione verde della propria attività commerciale, così da creare, come è successo in via Ravizza, un sistema verde che riordina l’intera strada. E a costi davvero accessibili”. “Le sponsorizzazioni – ha aggiunto Cadeo - rappresentano per l’Amministrazione una notevole ricchezza. I cittadini e gli sponsor che intendono occuparsi del verde cittadino, possono inoltrare domanda all’Assessorato indicando l’area su cui intendono intervenire. Gli sponsor offrono all’Amministrazione, ma soprattutto alla cittadinanza, un servizio ineccepibile. I giardini ben curati, rendono la città più bella, accogliente e decorosa. L’invito che rivolgiamo ai milanesi è di ‘adottare’ un giardino o un piccolo spazio verde”. L’elenco dei vincitori: Per la categoria Aree grandi (più di 1000 metri quadrati): 1. Via Lorenteggio-giordani (storico sponsor Esselunga) per l’eccellente sistemazione in stile paesaggistico e per l’ottima manutenzione di un’area posta in uno dei principali accessi alla città di Milano. 2. Parco di via Bo-santander (sponsor Iulm) per la ricca composizione generale (comprendente anche un anfiteatro e un pergolato) e per l’ottima manutenzione di questo grande spazio verde annesso al campus universitario. 3. Piazza Vi Febbraio (sponsor Citylife), parte di un piano di sponsorizzazione e riqualificazione, che comprende anche piazzale Giulio Cesare e piazzale Arduino, coordinato col progetto globale di rinnovamento delle aree dell’ex Fiera. Per la categoria Aree medie (tra 200 e 1000 metri quadrati): 1. Largo Richini (sponsor Ken Scott) per l’ottimo livello di manutenzione dell’area verde posta di fronte all’Università Statale. 2. Rotonda di via Silla (sponsor Amsa) per la sistemazione a verde in stile rustico (con abbondanza di graminacee ornamentali, in ideale continuità con l’ambiente rurale) di un’area ‘pioniera’ alle porte occidentali della città. 3. Largo Gemelli (sponsor Università Cattolica) per le eleganti fioriture, la bellezza della grande cespugliata di salice giapponese e la cura sempre inappuntabile di queste aiuole nel cuore di Milano. Per la categoria Aree piccole (meno 200 metri quadrati) 1. Piazza Duse (sponsor Viris) per l’elegante riqualificazione e per l’eccellente livello manutentivo di questa piccola e pregiata piazza nel cuore di Porta Venezia. 2. Viale Certosa (sponsor Bayer) per la gradevole composizione cromatica e per l’ottima manutenzione di due piccoli spazi lungo una delle arterie principali di accesso alla città. 3. Via Catena (sponsor Private Equity Partners) per il gusto floreale (splendide le azalee a fiore arancio) e la dedizione nella cura di questa piccola area verde a due passi da Palazzo Marino. Le menzioni speciali Verde storico - Giardino della Guastalla (storico sponsor Bracco) nell’occasione del decennale della sponsorizzazione, per il grande e competente impegno profuso nel restauro e nella conservazione del verde storico più antico della città di Milano. Condomini - Condomini di via Washington 1-3-5 per il recupero e la riqualificazione con arbusti e tappeto erboso del parterre alberato del primo tratto di via Washington: un’importante fase di ulteriore sviluppo del sistema verde di questa strada. Verde in miniatura - Via Valenza (sponsor Locat) per l’allestimento dello spazio sponsorizzato più piccolo della città con una suggestiva spalliera di gelsomino. La commissione giudicatrice era composta da: - Flora Vallone, direttore settore Arredo, Verde e Qualità urbana; - Luigi Lazzaroni, Presidente associazione Verde in Comune; - Vittorio Santagostino, presidente onorario Società Orticola di Lombardia; - Paola Violani, rappresentante Associazione Italiana Architettura del Paesaggio (Aiapp); - Carlo Maria Marinoni, agronomo settore Arredo, Verde e Qualità urbana. La commissione visita periodicamente le aree sponsorizzate ed esprime la propria valutazione in base alla qualità e all’originalità della progettazione, al decoro floreale e al livello della manutenzione. . |
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"GRAN GALA DI DANZA" CON L´ORCHESTRA SINFONICA DI CHIAVARI 30 MARZO, TEATRO CANTERO |
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Continua la stagione di cinque grandi eventi realizzati dall´Orchestra Sinfonica Di Chiavari, che, diretta dal Maestro Stefano Salvatori, lunedì 30 marzo 2009, alle ore 21. 00, presso il Teatro Cantero di Chiavari, darà vita ad una serata di danza classica dal titolo: "Gran Gala Di Danza". L´evento, ideato e realizzato dal Maestro Biagio Tambone, maître de ballet del Teatro alla Scala di Milano, si propone di presentare parti di celebri balletti di repertorio, con la partecipazione di una quindicina di ballerini classici, conosciuti a livello sia nazionale sia internazionale. In particolare danzeranno Gilda Gelati e Alessandro Grillo, primi ballerini del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, e Ghislaine Valeriani, prima ballerina del Corpo di Ballo dell´Arena di Verona. Il programma comprende, tra le altre, celebri parti tratte da "Raymonda" (musica di A. Glazunov), "Giselle" (musica di A. C. Adam), "Coppelia" (musica di L. Delibes), "Il lago dei cigni" (musica di P. Ciaikovsky), "Don Chisciotte" (musica di L. Minkus), "Sogno di una notte di mezza estate" (musica di F. Mendelssohn-bartoldy). L´orchestra Sinfonica di Chiavari è costituita da circa 50 elementi di base, selezionati tra i professionisti della regione. La sede è il Teatro Cantero di Chiavari, già concepito nel 1930 come un ambizioso teatro d´opera all´italiana. Il progetto, che si sostiene in modo autonomo con il contributo di sponsor privati, ha già ottenuto ampi consensi da parte di numerosi artisti ed ha programmato la realizzazione di una prima straordinaria stagione di cinque eventi, in altrettanti ambiti privilegiati di intervento, con ospiti quali il violinista Uto Ughi, il soprano Luciana Serra, il pianista Massimiliano Damerini, ètoile e ballerini del Teatro alla Scala di Milano e i coreografi Francesco Ventriglia e Biagio Tambone. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi al Teatro Cantero, telefono 0185/363274, 366/3302939 orchestrasinfonicadichiavari@gmail. Com . |
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LA PRIMAVERA “SBOCCIA” A ZIBELLO CON UNA GIORNATA DEDICATA AI PRODOTTI D’ ECCELLENZA ITALIANI. |
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La primavera “sboccia” a Zibello, patria di “Sua Altezza” il Culatello e borgo insignito dei marchi di “Citta slow”, “Città dei sapori” e “Città d’Arte” con una grande manifestazione dedicata alle tipicità italiane. Domenica 5 aprile, nel suggestivo scenario del chiostro dell’Ex Convento dei Padri Domenicani, tornerà l’appuntamento con “Fragranze di Primavera”. La manifestazione, dopo un anno di stop, si ripresenta ancora più ricca ed interessante, grazie ad una speciale partnership. Infatti, agli organizzatori di sempre, Pro loco e Comune di Zibello, si è aggiunta anche la condotta “Bassa Parmense” di Slow Food, che ha portato un contributo fondamentale nel rilancio della manifestazione promossa anche con il generoso sostegno di Banca Monte Parma. Domenica 5 aprile, laddove un tempo i monaci domenicani trascorrevano le loro giornate di preghiera e di meditazione, nel chiostro in cui spicca un interessante ciclo di affreschi dedicati alla vita ed ai miracoli di San Domenico, si raduneranno intorno al principale prodotto tipico locale, il Culatello di Zibello, le migliori specialità dell’enogastronomia italiana (in particolare i cosiddetti prodotti “di nicchia”), ed anche fiori e frutti per celebrare al meglio la primavera. Già confermata, tanto per citarne alcuni, la presenza di prodotti come il formaggio Bitto (che può arrivare fino a 10 anni di stagionatura) ed il caffè guatemalteco “I fiori del Guatemala” che sarà degustato rigorosamente in tazzine di ceramica. “E ci saranno anche i libri, con particolare riferimento al benessere attraverso l’alimentazione – annuncia il fiduciario della condotta “Bassa Parmense” di Slow Food Patrizia Ciciliato – nell’ambito delle campagne per un cibo buono, pulito e giusto portate avanti da Slow Food. Attorno ad una manifestazione popolare e simpatica – aggiunge la Ciciliato – si è creata questa importante sinergia che ci permetterà di avere qui a Zibello, oltre al Culatello, che è un presidio molto importante, altri prodotti d’eccellenza”. A promuovere l’evento è, in primis, la Pro loco che, come evidenziato dal vicepresidente Guido Mistura e dai consiglieri Rosolino Baronio ed Ettore Torelli “ha deciso di rispolverare una vecchia manifestazione indetta da chi ci ha preceduto, inizialmente dedicata in particolare ai fiori ed ora allargata ai prodotti di nicchia per valorizzare non solo le nostre eccellenze ma anche quelle di altre zone d’Italia”. Ed il riscontro è stato notevole visto che sono già confermati numerosi espositori. “Avremo una grande ricchezza di prodotti tipici – conclude il sindaco Manuela Amadei – ed è sicuramente l’occasione adatta per chi desidera degustare o acquistare le specialità di nicchia. Questa – fa notare – è la prima delle numerose manifestazioni enogastronomiche di quest’anno e non ci resta che auspicare una larga partecipazione di persone”. . |
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AROMI E ODORI, PRIMAVERA DEI SAPORI DA VENERDÌ 27 MARZO A DOMENICA 5 APRILE A BUDRIO: MOSTRA MERCATO DI AROMATICHE E OFFICINALI |
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Bologna - A Flora2000 i sensi si confondono in un gioco di armonie: un viaggio alla riscoperta della primavera, tra le sinergie della natura. Non solo colori che si rinnovano, ma anche tutta l’intensità degli odori e dei sapori di una stagione che ci richiama alla gioia e alla passione. Da venerdì 27 marzo a domenica 5 aprile oltre duecento varietà di piante, tra aromatiche e officinali, attendono curiosi e appassionati al Garden Shop Flora 2000 (via Zenzalino sud 19/a, Budrio – Bo). Dieci giorni dedicati a queste specie note fin dall’antichità per gli intensi profumi che sprigionano, e per le loro proprietà curative. A fare da cornice alla mostra mercato anche il vivaio di Flora2000: diecimila metri quadrati di piante, alberi, fiori e profumi per trovare tutto quello che la natura ci offre. Tra queste anche una delle più vaste collezioni italiane di frutti e rose antiche. Inoltre domenica 29 marzo e domenica 5 aprile le aromatiche vanno in tavola: dalle 15 alle 18 si terranno infatti assaggi di formaggi ed erbette a cura della locanda “Il Loghetto”, accompagnati da degustazioni di formaggi e miele realizzati dall’Azienda Agricola Taglioli di Budrio. Orario mostra mercato: nei giorni feriali la mostra sarà aperta dalle 9. 00 alle 13. 00 e dalle 15. 00 alle 19. 00; sabato e domenica orario continuato dalle 9. 00 alle 19. 00. Chiuso il lunedì mattina. Entrata libera. . |
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INVENTA UNA STORIA... |
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L´associazione Arteare, con il patrocinio del comune di Castell´arquato, organizza domenica 29 marzo, ´´Inventa una storia´´. Laboratorio di teatro dalle 14. 30 alle 18. 30. Le attività di laboratorio, per bambini e bambine dagli 8 ai 12 anni, si svolgono a Castell´arquato nella palestra delle scuole medie Don Cagnoni, in via Pontenuovo e sono tenute dall´attrice milanese Wilma Minuti con il supporto del team Arteare. Info: Arteare - Monica Vescovi 348. 2561610 . |
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BUGATTI INTERNATIONAL MEETING MAREMMA - TOSCANA 23 - 30 MAGGIO 2009 UN OMAGGIO ALLA PIÙ RAFFINATA TECNOLOGIA: IL MUSEO BUGATTI SULLE STRADE DELLA MAREMMA |
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Maremma, maggio 2009: l’unico posto al mondo dove sarà possibile ammirare più di trenta diversi modelli di Bugatti, con differenti versioni e allestimenti nei 130 esemplari che parteciperanno all’incontro internazionale in occasione dei 100 anni della Casa fondata in Alsazia nel 1909 dal milanese Bugatti. Ettore Bugatti è passato alla storia non solo come geniale tecnico, ma anche come artista della meccanica, un creatore e anticipatore con la mente sempre rivolta al futuro. Le sue vetture da corsa e le sue regali berline sono considerate autentici capolavori, ciascuno dei quali è un pezzo unico di precisione tecnologica, proprio come un cronografo di grande scuola. L’eccellenza del marchio Bugatti si ritrova anche nei loghi che sostengono il Bugatti International Meeting: Chopard, la firma ginevrina che produce - tra l’altro - cronometri a tema automobilistico, e Metra, l’azienda bresciana specializzata nella lavorazione dell’alluminio che, tra la sua produzione tecnicamente all’avanguardia, contempla sofisticati componenti per la costruzione di veicoli. Per gli appassionati di tecnica e storia dell’automobile, il passaggio delle 130 Bugatti rappresenterà un’irripetibile opportunità per osservare da vicino, tutta insieme, gran parte della produzione caratterizzata dal radiatore a ferro di cavallo. Un museo a cielo aperto, fruibile da tutti, che racconterà una storia lunga cent’anni, fatta di successi, tracolli e rinascite. Bugatti International Meeting Maremma – Toscana 23 – 30 Maggio 2009 Programma Provvisorio
Sabato 23 |
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15. 00 – 19. 00 |
Accoglienza dei partecipanti al “Villaggio Bugatti” presso l’hotel Roccamare a Castiglione della Pescaia |
19. 30 |
Welcome cocktail |
20. 30 |
Cena al Villaggio Bugatti |
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Domenica 24 |
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9. 30 |
Partenza dal Villaggio Bugatti |
10. 30 |
Parco archeologico di Roselle – visita alla città etrusca (Vii sec. A. C. ) |
12. 30 |
Tenuta Col d’Orcia – visita alle cantine e “déjeuner sur l’erbe” |
17. 00 |
Rientro al Villaggio Bugatti |
20. 30 |
Cena al Villaggio Bugatti |
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Lunedì 25 |
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9. 30 |
Partenza dal Villaggio Bugatti |
10. 30 |
Alberese – Parco Regionale della Maremma |
12. 30 |
Castello Colle Massari – visita al castello, alle cantine e pranzo a buffet |
16. 30 |
Rientro al Villaggio Bugatti |
20. 00 |
Tenuta La Badiola - cena alla Trattoria Toscana |
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Martedì 26 |
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Giornata libera – varie alternative suggerite |
18. 00 |
Punta Ala – Cocktail al Castello |
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| Di seguito, riportiamo una breve storia della Bugatti e del suo fondatore, nonché le schede tecniche dei modelli partecipanti al Bugatti International Meeting. Bugatti: Cenni Storici Anche se la Bugatti è considerata una Casa francese, nel 1909, fu fondata da un italiano in … Germania. Senza trasferirsi da Molsheim, la Casa di Ettore Arco Isidoro Bugatti - che mai rinunciò al passaporto italiano - cambiò nazionalità quando l’Alsazia e la Lorena passarono alla Francia, dopo la Prima Guerra Mondiale, in seguito al Trattato di Versailles del 1919. La storia di Bugatti, considerato uno dei più grandi geni creativi tra i progettisti di automobili, prese il via il 15 settembre 1881, quando Ettore nacque a Milano, figlio di Teresa Lorioli e Carlo Bugatti, noto designer di mobili e gioielli, e nipote di Giovanni Luigi Bugatti, scultore e architetto. Oltre al nonno, anche suo fratello fu artista di fama, scultore e pittore, predestinato già dal nome impostogli dai genitori: Rembrandt Bugatti, morto tragicamente nel 1916 a soli 31 anni. In età adolescenziale, dopo aver collaborato col padre all’attività di ebanista, Ettore s’iscrisse all´Accademia di Brera, frequentando lezioni di scultura e pittura, secondo le inclinazioni di famiglia: ben presto, lo smisurato interesse di Ettore per la meccanica ebbe il sopravvento e, a 17 anni, abbandonò Brera. Le sostanziali modifiche apportate a un triciclo a motore, fabbricato dall’ingegner Prinetti e dall´industriale Stucchi, convinsero quest’ultimo ad assumerlo come apprendista nella loro officina milanese. Le sue doti di progettista autodidatta apparvero subito evidenti, in virtù della realizzazione di un triciclo, con due motori monocilindrici accoppiati, che rappresentò il maggior successo della Prinetti & Stucchi: per alcuni, questa potrebbe essere la Bugatti Tipo 1. Alla guida di questo veicolo a tre ruote, Ettore Bugatti vinse una delle prime competizioni automobilistiche italiane, la Verona-brescia-mantova-verona, a quasi 40 km/h di media; si può affermare che - per quanto inconsciamente - il giovane Ettore sia stato l’ispiratore di altre grandi corse: quel 14 marzo 1899 è ricordato dai bresciani come l’occasione in cui, per la prima volta, assistettero all’apparizione di un veicolo da corsa. Nello stesso anno, palesando doti di buon pilota, Bugatti vinse la Pinerolo-torino e la Padova-treviso, in entrambe le occasioni alla guida di una De Dion Bouton. Nel 1901, grazie all´aiuto finanziario del padre Carlo e della famiglia Gulinelli di Ferrara, Bugatti approntò una vettura (la Tipo 2) che conseguì la medaglia d´oro alla Mostra internazionale di Milano. Questo premio attirò l’interesse del barone tedesco Eugène De Dietrich, che gli offrì un posto da progettista nella sua fabbrica di automobili. A firmare il contratto fu papà Carlo, perché Ettore non era ancora maggiorenne. Nel 1902, il giovane Bugatti si trasferì quindi a Niederbronn, in Alsazia (all’epoca territorio tedesco) ad una cinquantina di km a nord di Strasburgo, dove aveva sede la De Dietrich, un gruppo industriale nato nel 1684 e ancor oggi attivo. Dal 1902 al 1904, Bugatti progettò alcune vetture, note come Dietrich-bugatti, i modelli Tipo 3, 4, 5, 6 e 7. Ma già nel 1904, la De Dietrich cessò la produzione automobilistica nello stabilimento di Niederbronn, trasferendola agli impianti di Lunéville, dove aveva sede la neonata Societé Lorraine des Anciens Établissements De Dietrich et Cie, trasformata poi in Lorraine-dietrich. Bugatti preferì accasarsi alle officine di Émile Ernest Mathis, a Strasburgo. Qui, nel nuovo stabilimento della Société Alsacienne de Construction Mécahanique, proseguì per circa tre anni l’attività di progettista. Sempre nel 1904, suo padre cedette il laboratorio di Milano, trasferendosi con la famiglia a Parigi, dove creò linee di mobili e casalinghi di lusso per alcuni grandi magazzini. Il 25 febbraio 1907, Ettore sposò Barbara Mascherpa, dalla quale aveva già avuto una figlia, Ébé Maria Teresa, nel 1903. Nell’agosto dello stesso anno nacque la loro seconda figlia, Lidia, in seguito apprezzata per i suoi schizzi ricavati dai bellissimi disegni dello zio Rembrandt. Il 1907 fu un anno di grandi cambiamenti per Ettore Bugatti: il primo settembre firmò per la Deutz, spostandosi con tutta la famiglia a Colonia, nel cuore della Germania. Impegnando tutto il suo tempo libero, di notte e di domenica, Bugatti costruì da solo una propria officina, ricavata nell’interrato nella sua casa nel quartiere di Muehlheim. Qui, nel 1908, Ettore realizzò il prototipo di una nuova e leggera vettura, mentre lavorava alla Deutz Ag, con l’incarico di direttore di stabilimento e progettista, alle dipendenze di Gustave Langen. Non potendo ancora attribuirle il suo nome, Bugatti la battezzò “Petit Pur-sang”, piccolo purosangue, a dimostrazione della sua grande passione per i cavalli: un’anticipazione di quello che diventerà il suo marchio di fabbrica, il radiatore a forma di ferro di cavallo. Il 15 gennaio del 1909, a Colonia, venne alla luce il primo figlio maschio dei Bugatti, battezzato Gianoberto, ma da tutti chiamato Jean. All’età di 28 anni Bugatti comprese che era giunta l’ora di mettersi in proprio: il 15 dicembre del 1909 lasciò la Deutz, tornando nell’amata Alsazia, pur non rinunciando alla nazionalità italiana, della quale andò sempre fiero. Nei pressi della cittadina di Molsheim, nella zona di Dorlisheim, poco più di 20 km a ovest di Strasburgo, Bugatti affittò gli edifici di un ex colorificio, utilizzando la cospicua liquidazione ricevuta dalla Deutz. Prima della fine dell’anno tutta la famiglia aveva fatto ritorno in Alsazia. Nacque così, ufficialmente, la Ettore Bugatti Automobiles, che iniziò l’attività il primo gennaio 1910. Mentre lavorava alla Deutz, il tecnico milanese aveva progettato le Tipo 8, 9 e 10; la sua produzione iniziale cominciò nel 1909 proprio con la Tipo 10, da cui prese spunto anche la prima vettura a portare il marchio Bugatti, la Tipo 13. Sulla T 13 apparve l’inconfondibile tipico radiatore a forma di ferro di cavallo, sormontato da un ovale rosso con la scritta Bugatti in bianco. Sin dall’inizio Bugatti si disse convinto che il progresso dell’automobile sarebbe stato determinato dall’attività sportiva. Per questo motivo centrò la sua produzione sulla costruzione di vetture da corsa, pur senza trascurare quelle da turismo. In verità, egli amava affermare che: «Le officine Bugatti non fabbricano auto da corsa; tutte le vittorie sono ottenute con modelli di serie». Ovviamente il prezzo era più che adeguato alla raffinatezza costruttiva. Dal 1911, la Bugatti schierò la Tipo 13 nelle gare più importanti, da Le Mans (non ancora 24 Ore) alla 500 Miglia di Indianapolis, senza troppa fortuna. Nello stesso anno Bugatti disegnò una vettura per la Peugeot, la 10-Hp Bébé. In pochi anni, la fabbrica di Molsheim si ingrandì: agli inizi del 1914 più di 200 operai producevano 75 veicoli al mese. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale - con l’Alsazia al centro del conflitto franco-tedesco - costrinse Bugatti a sospendere l’attività e a rifugiarsi a Milano. Quando, nel 1915, anche l’Italia entrò in guerra, Ettore si trasferì con la sua famiglia a Parigi, dove progettò motori per aeroplani commissionati da industrie italiane e francesi e, nel 1917, anche un 16 cilindri per l’esercito U. S. A. Al termine delle ostilità, dopo il Trattato di Versailles, i Bugatti tornarono in Alsazia, riaprendo la fabbrica e riprendendo la produzione della Tipo 13. I successi sportivi, che stentavano ad arrivare prima della guerra, finalmente si concretizzarono: nel 1920, una Tipo 13 con motore 16 cilindri conquistò il Gran Prix della Sarthe, a Le Mans; nel 1921, la Tipo 13 si aggiudicò i primi quattro posti al Gran Premio Vetturette di Brescia (successo che convinse Bugatti a imporre il nome della città lombarda ad alcune serie sportive delle sue vetture, forse anche ricordando la sua prima vittoria da pilota, nel 1899). I successi nelle gare contribuirono alla fama del marchio: Bugatti riuscì ad acquistare i terreni sui quali sorgeva la sua fabbrica; nel 1922 aprì un magnifico show-room sugli Champs-elysées a Parigi. Nel medesimo anno, il 23 agosto, Ettore e sua moglie Barbara ebbero un altro figlio, Roland Cesare. Le vendite del nuovo modello, il Tipo 30, ottennero ottimi risultati, con 600 esemplari venduti dal 1922 al 1926. L’auto che più di ogni altra rese celebre nel mondo il nome di Bugatti fu però la Tipo 35, entrata in produzione nel 1924: fino alla fine degli anni Venti le macchine dipinte di blu vinsero 2. 139 corse, un record rimasto imbattuto. Buona parte dei successi furono favoriti dall’adozione di un compressore, malgrado Ettore Bugatti l’avesse prima sempre osteggiato considerandolo troppo ingombrante per le sue eleganti vetture. Tra le vittorie da ricordare c’è la Targa Florio, dominata per cinque anni di fila: nel 1925 e 1926, con la T 35 di Meo Costantini, nel 1927 con la T 35 C di Emilio Materassi e, nel 1928 e 1929, con Albert Divo alla guida di una T 35 B e una T 35 C. Le Bugatti non primeggiavano tanto per la potenza o la velocità pura, quanto per il generale equilibrio del veicolo. Possedere una Bugatti divenne un obbligo mondano anche per i ricchi signori che non partecipavano alle gare. Sull’onda del successo, il costruttore italiano in Francia - che utilizzava come marchio per le sue vetture una “E” rovesciata e una “B”, le sue iniziali - iniziò a progettare vetture per regnanti e capi di stato, come la Tipo 41 Royale, con motore otto cilindri di derivazione aeronautica, da 12. 763 cc di cilindrata, che non incontrò il successo sperato. Nessuna delle sei Tipo 41 Royale costruite, tutte diverse di carrozzeria, fu mai acquistata da un re o un principe: il primato di vettura più costosa del mondo non giovò certo alla commercializzazione. Le mancate vendite della Royale furono compensate dal buon andamento di altri modelli, come la Tipo 44, prodotta in 1. 200 esemplari. La vena artistica e la stravaganza di Bugatti si manifestavano in diversi modi: faceva tutto da solo, progettava, dirigeva l´officina, gestiva la squadra corse, si occupava delle pubbliche relazioni, disegnava le locandine pubblicitarie e i propri mobili (eredità del padre), curava un allevamento di fox-terrier e possedeva scuderie di cavalli di altissimo livello. “Purosangue” e “Sangue di razza” erano termini che amava attribuire sia ai suoi cavalli, sia alle sue macchine, tanto da vestire sempre, in ogni occasione, con abiti da equitazione; indossava scarpe su misura, fatte confezionare con la sagoma delle dita dei piedi. Era proprietario pure di una piccola distilleria, dove produceva liquori «per gli amici e per me». In conseguenza della grande crisi economica del 1929 il settore automobilistico rallentò fortemente le vendite, tanto che Ettore Bugatti si dedicò alla progettazione per il settore ferroviario; nel 1932, decise quindi di delegare al figlio Jean - tra i pochi di cui accettava la collaborazione - la direzione della squadra corse e del reparto design. Fu un’ottima scelta perché Jean, pure lui geneticamente ispirato, si rivelò un designer geniale. Nel 1933 prese il via la produzione di treni e locomotori, sfruttando l’imponente meccanica ideata per la Royale, con gli enormi propulsori da dodici litri: Bugatti ne costruì 85, che restarono in uso in Francia fino agli anni Cinquanta. Sempre nel 1933, grazie anche all’impulso di Jean, ebbe grande clamore la vittoria ottenuta dalla Tipo 51 condotta da Achille Varzi al Gran Premio di Montecarlo, dopo un epico duello con l’Alfa Romeo 8C 2300 Monza di Tazio Nuvolari. Come accadeva dopo ogni successo, Ettore Bugatti fece issare sul pennone della fabbrica di Molsheim il vessillo tricolore: il terzo colore era però verde, quello della bandiera italiana. Poco dopo la metà degli anni Trenta i successi sportivi subirono un brusco rallentamento, e così come le vendite: la meccanica delle Bugatti, in confronto ai progressi delle marche italiane e tedesche, iniziava a essere troppo classica e obsoleta. A risollevare le sorti della Casa furono l´introduzione di motori a doppio albero a camme in testa sulle vetture e i buoni riscontri del settore ferroviario, che garantirono tranquillità finanziaria. Nuova spinta giunse anche dalla Tipo 57: buona parte della progettazione fu opera di Jean Bugatti. Una delle varianti più affascinanti da lui disegnata, la Atlantic T 57 Sc, presentata al Salone di Parigi del 1935, per la sua perfezione fu soprannominata “Cucita a mano”. Questa vettura è considerata il capolavoro di Jean Bugatti, oltre che una delle più belle automobili mai prodotte. La T 57, in versione sportiva, si rivelò anche una straordinaria auto da corsa, vincendo per due volte la 24 Ore di Le Mans: nel 1937 a trionfare furono Jean-pierre Wimille e Robert Benoit su una T 57 G modificata, con carrozzeria aperta e motore 8 cilindri da 3. 266 cc, che ottenne la media record di 136,997 km/h; nel 1939, nuovo record a 139,781 km/h di media, grazie alla T 57 C con motore sempre a 8 cilindri ma con cilindrata di 3. 251 cc, sovralimentato con compressore: al volante ancora Jean-pierre Wimille in coppia con Pierre Veyron. Quest’ultimo periodo di ripresa coincise purtroppo con l’inizio della fine del mito Bugatti, che avvenne pochi mesi più tardi, non solo a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. L’11 agosto 1939, provando la Tipo 57 vittoriosa a Le Mans su un rettilineo stradale nei pressi di Duppigheim, a 10 km dallo stabilimento di Molsheim, Jean uscì di strada per evitare un ciclista e morì a soli trent´anni. Ettore si rifugiò disperato nel suo ufficio; quando ne uscì per tornare a casa, prostrato, non si reggeva in piedi. A chi gli offriva aiuto, rispose: «Ognuno deve essere in grado di reggere il proprio peso, per grave che sia, sino al calar della notte». Qualche mese più tardi, nel castello di Saint Jean, residenza di famiglia, per Ettore si chiuse un altro capitolo: nell´aprile del 1940 morì suo padre Carlo, l’architetto diplomato a Brera, i cui pezzi di design vintage sono ancora ben quotati. L’avvento della guerra portò altri guai per Bugatti che, avendo conservato la nazionalità italiana, fu inquisito e si vide sequestrare la sua fabbrica. Nello stesso anno, Ettore si separò dalla moglie Teresa. Nonostante tutto, nel 1942, Ettore si risposò con Geneviève Dercuze, con la quale ebbe poi altri due figli, Therese, nata nello stesso anno, e Michel, nel 1945. Pierre Veyron, collaudatore della Casa assunto da Jean Bugatti, e Robert Benoit - i due vincitori di Le Mans - si unirono alla Resistenza francese contro l’occupazione nazista. Benoit fu giustiziato in un campo di concentramento e Veyron ricevette la più alta onorificenza francese, la Legione d’Onore. Curioso osservare che Veyron, piuttosto che per le sue vittorie in pista e il suo eroismo durante il conflitto, è oggi famoso perché i nuovi proprietari tedeschi della Bugatti hanno voluto dare il suo nome alla Bugatti Veyron del terzo millennio. Al termine del conflitto, gli impianti di Molsheim erano distrutti. Ettore Bugatti, tornato in Alsazia dall’Italia, fu accusato di collaborazionismo. Dopo un’estenuante battaglia legale, durata due anni, gli fu riconosciuta giustizia; nell’agosto 1947 riuscì a rientrare in possesso dell’azienda, solo pochi giorni prima di morire, mentre giaceva malato a Parigi. Nella capitale francese, causa i postumi di una brutta influenza e un successivo infarto cerebrale, Ettore Bugatti cessò di vivere il 21 agosto 1947; fu sepolto nella tomba di famiglia a Dorlisheim, poco lontano dallo stabilimento di Molsheim. In trentasette anni di attività depositò più di mille brevetti e costruì circa 8. 000 vetture, divenute oggetti di culto in tutto il mondo, che ottennero più di 10. 000 vittorie e 37 record. Dopo la sua scomparsa, l’erede designato da Bugatti, il vecchio pilota Pierre Marco, suo fedele collaboratore, tentò di rilanciare l’azienda alsaziana, senza successo. Nel 1951, Roland Bugatti, quarto figlio di Ettore, insieme al secondo marito di sua madre Barbara, ottenne il controllo dell’azienda, offrendo la manutenzione delle Bugatti anteguerra e costruendo motori per l’esercito. Nel 1956, la fabbrica Bugatti di Molsheim chiuse definitivamente. Trent’anni più tardi, nel 1987, i diritti del marchio furono acquistati da Romano Artioli, modenese e titolare dell´Autoexpò (importatore Suzuki per l´Italia), che fondò la nuova fabbrica automobilistica a Campogalliano, vicino a Modena. Pur avendo presentato alcuni interessanti modelli, il primo dei quali fu la Eb 110, e nonostante l’acquisizione della Lotus nel 1993, la nuova Bugatti Automobili non riuscì a decollare. Dopo aver realizzato il sogno di una Bugatti tutta italiana, l’azienda chiuse per fallimento nel 1995. Per alcuni anni il marchio fu al centro dell’interesse di diversi costruttori, fino a quando nel 1998 il nome Bugatti è stato acquisito dalla Volkswagen Ag, che ha ricostituito la Bugatti Automobiles S. A. S. Di nuovo con sede in Alsazia a Molsheim. . |
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MOTOCROSS: TONY CAIROLI E’ PRONTO AL DEBUTTO MONDIALE IN MX1 SARÀ LA PISTA ITALIANA DI FAENZA 28 E 29 MARZO A TENERE A BATTESIMO IL PASSAGGIO UFFICIALE DEL SICILIANO DUE VOLTE IRIDATO IN MX2 ANTONIO “TONY” CAIROLI, IN MX1. |
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Faenza (Ra) - Sale la tensione e l’attesa si fa sempre più elettrizzante in vista del 54° Gran Premio d’Italia in programma il prossimo 28 e 29 marzo nell’incantevole scenario naturale offerto dalla storica pista faentina Monti Coralli, dove la Fmi, il promotore Dbo e il Moto Club Faenza con il gestore dei diritti internazionali Youthstream, hanno predisposto tutto al meglio per l’apertura di questa attesissima stagione mondiale della massima categoria del motocross. Tanta è l’attesa anche per vedere i portacolori azzurri, con l’attenzione rivolta in buona parte ad uno dei nostri migliori rappresentanti, Antonio “Tony” Cairoli, che dopo l’assenza per infortunio all’ultima prova che si è disputata proprio a Faenza nel 2008, quest’anno si ripresenta in grande forma e con una nuova sfida: passare, dopo due titoli mondiali vinti in Mx2, con una nuova moto tra le fila della Mx1. Il forte pilota portacolori del Team Yamaha Red Bull De Carli, talento della nostra scuola italiana, ci svela l’attesa per la prova mondiale 2009 che torna ad avviarsi dall’Italia, ma anche le sue aspettative di questa stagione e il sogno di sempre che è costretto a lasciare nel cassetto. Faenza è alle porte, sarà il tuo ritorno vero e proprio. Come sarà? Cairoli: “A Faenza per me è sempre difficile andare forte, non ho molto feeling con la pista per il mio stile di guida, però essendoci un mondiale il terreno sarà sistemato, diventando più morbido e quindi mi piacerà sicuramente di più e come sempre sarò in gara per esprimere il meglio di me. Ci sarà poi il pubblico italiano a tifare per me e anche per questo spero di fare una bella gara e regalare a tutti loro un rientro felice”. Qual è il tuo obiettivo per questo Gran Premio? Cairoli: “Il mio obiettivo è di fare ancora esperienza con la nuova moto puntando comunque al podio e cercando di portare a casa più punti possibili per iniziare subito con il piede giusto”. Quanto ti è servita la preparazione fatta prima del mondiale con la Mx1? Cairoli: “Sicuramente le gare come gli Internazionali servono anche a questo, a portare la moto ad un buon livello, ben vengano dunque queste gare ad inizio stagione”. L’esperienza che hai maturato in Mx1 a cosa ti fa ambire nel Mondiale per quest’anno? Cairoli: “La speranza è di arrivare nei primi 5 del Mondiale e vincere dei Gran Premi. Se sarà lotta per la vittoria del titolo, ce la metterò tutta per portarlo a casa. So che sarà difficile ottenere questo risultato nel mio primo anno in Mx1, a maggior ragione considerando l’ampia rosa di nomi di aspiranti al titolo di questa edizione. Tanti piloti che hanno più esperienza di me e che sono anche più preparati per la Mx1 non mi permetteranno una facile ascesa in classifica. Spero comunque di fare un buon campionato, arrivare nei primi 5 e fare delle belle gare”. Tony, l’America è lontana? Cairoli: “Confrontarmi con gli americani in casa loro è sempre stato il mio sogno, ma penso che sia un sogno per ogni pilota europeo. Ho già avuto alcune offerte ma mi aspettavo qualcosa di meglio. Facendo un paragone tra cosa mi viene offerto là e cosa ho già qui per ora preferisco rimanere in Italia. In questo momento sono concentratissimo sul mondiale, quindi è una questione che non posso approfondire in questa fase della stagione”. Ci vediamo a Faenza, allora! Cairoli: “Si, spero che sia un bel debutto nella nuova classe e poi, visto il mio ritorno a Faenza dopo lo stop dello scorso anno, conto tanto anche sul calore dei supporters che fanno sempre della gara di casa una grande festa”. Chi è il fuoriclasse Tony Cairoli - Antonio "Tony" Cairoli è nato a Patti (Me) il 23 settembre 1985. E’ alto 1,66 m. Per un peso di circa 64 kg. , talento del cross mondiale e attualmente tra i piloti più forti del circus iridato. Ha esordito a sette anni nel minicross vincendo diversi titoli regionali e nel ‘99, quello seniores. Da lì scala le categorie elite, cadetti e Europeo ‘85. Nel 2001 corre nella 125, dove vince il titolo regionale e nazionale cadetti. Dal 2003 corre il Mondiale motocross. L’anno dopo vince a Loket, in Repubblica Ceca e arriva 3° in classifica finale. Nel 2005 é 2° nel campionato italiano 125 e si laurea campione mondiale classe Mx2 nonostante un infortunio patito in Olanda sulla pista di Lierop. Infortunio che si ripercuote nel 2006 ma si classifica comunque al secondo posto nel mondiale Mx2 dietro al francese Christophe Pourcel. Sempre nel 2006 si laurea Campione Europeo Supercross e primo assoluto negli Internazionali d´Italia nella classe Mx2, nello stesso anno durante il Gp delle Nazioni disputato in Inghilterra con la Maglia Azzurra ottiene una vittoria di manche storica davanti ai più accreditati piloti americani. Nel 2007 Tony, torna al numero 222 che gli ha portato sempre fortuna e domina il mondiale dall´inizio alla fine, vincendo il titolo con due gare d´anticipo. Sostituisce in una gara del mondiale Mx1 l’infortunato Joshua Coppins ottenendo una sorprendente vittoria nel Gp del Regno Unito che permettere alla Yamaha di conquistare il titolo costruttori. Al termine della stagione 2007 è convocato nella nazionale italiana al Motocross delle Nazioni in terra americana al fianco di Philippaerts, Guarneri e Salvini. Il 2008 è iniziato alla grande per Cairoli che rimane sempre ai vertici della classifica mondiale sino alla decima prova, quando la tappa sudafricana del torneo iridato, sul circuito di Nelspruit, si è purtroppo rivelata fatale per per il due volte campione del mondo che in una caduta si procura un danneggiamento ai legamenti della gamba sinistra che lo costringe ad abbandonare non solo la gara ma addirittura la corsa al titolo 2008 che stava portando avanti dalla 2a posizione in cui si trovava in quel momento. . |
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BOLZANO: CONGRESSO INTERNAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE NELL´AMBITO DI "CIVIL PROTECT 09" |
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Dal 27 al 29 marzo in concomitanza con la Fiera della Protezione civile “Civil Protect 09” nel Padiglione C della Fiera di Bolzano si svolgerà un convegno internazionale organizzato dalla Provincia Autonoma di Bolzano, Ripartizione Protezione antincendi e civile e dal Corpo Permanente dei Vigili del Fuoco, dall’Associazione Provinciale di Soccorso Croce Bianca, dall’Unione Provinciale dei Corpi dei Vigili del fuoco volontari dell’Alto Adige, dalla Croce Rossa Italiana - Comitato della Provincia Autonoma di Bolzano. Il primo modulo si svolgerà venerdì 27 marzo dalle ore 10,00 alle 12,00 e sarà incentrato sul tema “La responsabilità dei comuni nella protezione civile”, il secondo sabato 28 marzo, dalle ore 15,00 alle 17,00, tratterà “La gestione delle maxiemergenze”, il terzo modulo, sabato 28 marzo, dalle ore 10 alle 12, “Assistenza psicologica, assistenza spirituale in casi d’emergenza”, il quarto, sabato 28 marzo dalle ore 15,00 alle 17,00, “La formazione all’interno dei corpi dei vigili del fuoco (ieri, oggi, domani)” ed infine il quinto modulo, domenica 29 marzo, dalle ore 10,00 alle 12,00, “Qualità e sicurezza nel soccorso sanitario”. . |
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RADUNO 60° BRIGATA ´´JULIA´´ |
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Udine - "Sarà una tre giorni di grande orgoglio alpino, dunque di grande orgoglio per l´intera regione: si tratterà di una manifestazione che con l´aiuto di tutti sarà un grande evento, e potrà rimanere nel cuore degli ospiti per costituire un elemento di richiamo anche di carattere turistico per l´intero Friuli Venezia Giulia". Con queste parole il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, ha voluto presentare a Udine, alla caserma "di Prampero", il grande raduno previsto in occasione del 60° anniversario della costituzione della Brigata alpina ´Julia´, in programma a Udine e nella provincia il prossimo 13 settembre, e sarà preceduto da numerose manifestazioni di contorno a partire dall´11 settembre. Ciriani, nel suo intervento, ha sottolineato il grande e stretto rapporto che da sempre, dalla costituzione della ´Julia´ a oggi, lega questa brigata alpina al nostro territorio. Un legame che si sovrappone alla stessa storia della comunità regionale, e che si è consolidato nelle emergenze. Come quella del terremoto del 1976, quando la ´Julia´ e l´Associazione nazionale alpini (Ana) diedero il via alla grande gara di solidarietà nazionale e internazionale che concorse alla ricostruzione. Il raduno, che non a caso coinciderà anche con l´anniversario delle ulteriori gravi scosse di terremoto che interessarono il Friuli a breve distanza dal tragico 6 maggio del 1976, segnerà l´avvio, come ha precisato il presidente del Comitato organizzatore, Enzo Cainero, dell´impegno dell´Azienda speciale Villa Manin per i grandi eventi. L´assessore Ciriani in proposito ha evidenziato la partecipazione "in maniera molto forte" dell´assessorato al Turismo e dell´Azienda speciale della Villa Manin alla celebrazione. Una partecipazione che "vuole essere un modo per esternare la riconoscenza della comunità regionale per quanto è stato fatto dagli Alpini nella nostra terra, e per quanto tuttora essi stanno facendo all´estero per la pace tra le genti, a nome del nostro Paese". "Gli Alpini - ha aggiunto il vicepresidente - sono da sempre sinonimo di civismo, di solidarietà e di valori, e celebrare l´anniversario della costituzione della ´Julia´ significa anche trasmettere in particolare ai giovani questi valori fondanti della società civile". Ciriani ha concluso evidenziando gli aspetti di carattere turistico dell´evento e di animazione dell´intero territorio regionale. Enzo Cainero ha da parte sua posto in risalto un altro aspetto interessante del raduno: è il primo che viene organizzato dopo l´abolizione della ferma obbligatoria. Egli ha poi colto l´occasione per affermare che il raduno dimostra che l´impegno dell´Azienda speciale della Villa Manin non sarà legato soltanto al mondo dell´arte, ma anche a grandi manifestazioni che possano dare lustro al territorio e alla nostra Regione. Cainero ha quindi ripercorso le tappe della progettazione del raduno del sessantennale, ricordando il presidente dell´Ana di Udine, Rinaldo Paravan, scomparso di recente, e affermando che sono in corso contatti per far coincidere con le celebrazioni di settembre anche quelle per l´ottantesimo anniversario della fondazione dell´8. Battaglione Alpini di Cividale del Friuli. La manifestazione del prossimo settembre, che vuole celebrare la fondazione della ´Julia´ avvenuta il 15 ottobre del 1949 proprio nella caserma ´di Prampero´, a Udine, come ha ricordato i generale Gianfranco Rossi, il quale subentrerà in aprile al comando della Brigata al generale Serra, attualmente impegnato in Afghanistan, sarà aperta venerdì 11 dall´inaugurazione a Udine in piazza Primo Maggio della ´Cittadella della Julia´ e dell´esposizione della Protezione civile dell´Ana. Parallelamente nel Teatro ´Giovanni da Udine´ sarà presentato un volume fotografico che ripercorrerà la storia della Brigata. Sabato, 12 settembre, saranno aperte al pubblico le caserme della brigata, anche quelle dismesse, mentre sarà reso omaggio ai caduti nelle città interessate dalla presenza della ´Julia´. E´ prevista una Santa Messa e a seguire l´apertura del museo storico della ´Julia´ presso la caserma ´di Prampero´ a Udine. In programma anche un incontro con gli ex comandanti della ´Julia´ ed esibizioni di fanfare militari, anche straniere. Un altro incontro è previsto anche a Venzone. Domenica, 13 settembre, il grande raduno a Udine. Ulteriori dettagli ed eventi sono in corso di definizione, mentre il presidente del Comitato organizzatore, Cainero, avvierà contatti con altri Comuni del Friuli Venezia Giulia per diffondere la manifestazione all´intero territorio regionale. Nel corso della presentazione sono intervenuti anche il presidente dell´Ana di Udine, Dante Soravito de Franceschi, gli assessori Adriano Piuzzi, in rappresentanza della provincia di Udine, e Luigi Reitani, per il Comune di Udine, e Giuliano Chiofalo, dell´Ana nazionale. . |
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