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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 15 Aprile 2009 |
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ROMA LAZIO FILM COMMISSION A SUPPORTO DI PRESENTAZIONI E ANTEPRIME |
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Roma, 15 aprile 2009 - Lazio Film Commission promuove le anteprime di Holy Money di Maxime Alexandre e Nient’altro che noi di Angelo Antonucci, film girati nel territorio laziale, che ad aprile saranno presentati a Roma. Dopo la collaborazione con Lumiere Film per la promozione dell’anteprima di Giulia non esce la sera di Giuseppe Piccioni e con Jean Vigò per Jealousy Day, evento romano di lancio de L’infedele Klara di Roberto Faenza, Roma Lazio Film Commission prosegue la sua attività di supporto alla filiera dell’industria cinematografica dallo sviluppo della coproduzione alla produzione, dall’esportazione e promozione, fino alle fasi di anteprima e presentazione. Giovedì 9 aprile alla Casa del Cinema è stato presentato Holy Money, thriller belga di Maxime Alexandre, direttore della fotografia che esordisce alla regia, dopo una lunga esperienza nel genere Horror con registi come Wes Craven e Alexandre Aja. Il film, girato in inglese, prodotto dal Moviestream di Bruxelles con la produzione esecutiva di I. &l. Film di Roma e Daidalos Pictures di Bruxelles, è tratto da "La Commedià Des Ratés dello scrittore italo-francese Tonino Benacquista, recentemente uscito in Italia con il titolo "La Commedia dei Perdenti". Girato per 6 settimane a Civita Di Bagnoregio nel Viterbese, con un budget di 8. 000. 000,00€, ha tra i suoi interpreti Aaron Stanford, Valeria Solarino, Tiberio Murgia, Joaquim de Almeida e Ben Gazzarra. Il film è presentato con la collaborazione di Chicane che ha curato il product placement. La pellicola uscirà in autunno in Belgio e in seguito in Italia. I produttori esecutivi Daidalos Pictures e I. &l. Film hanno nuovi progetti nel Lazio, a fine agosto inizieranno le riprese di “Christopher Roth" con la regia di Maxime Alexandre. Le riprese sono previste per la maggior parte in Sabina nei dintorni di Poggio Mirteto (Rieti), con l’assistenza di Roma Lazio Film Commission. Il nuovo progetto appartiene al genere thriller horror, che vede un seguito di pubblico appassionato e costante. Il film vuole inserirsi nella tradizione italiana del genere e rendere omaggio ai suoi maestri come Mario Bava, Lamberto Bava e Dario Argento, per citare solo i più prolifici del genere. Nel cast Allan Corduner (Il Mercante di Venezia), Anna Galiena, e Francesco Guzzo. Giovedì 16 aprile, al Cinema Nuovo Aquila, alle 20. 30 sarà proiettato Nient’altro che noi scritto e diretto da Angelo Antonucci, con Annica Rodolico, Andrea Lucente, Daniel Bondì Francesca Rettondini, Philippe Leroy, Antonella Ponziani e Claudio Botosso. Il film prodotto da Elite Group International, è tratto da una storia vera e affronta il problema del bullismo, tema di delicata e scottante attualità. Girato a Roma, Fiumicino e Civitavecchia il film narra la vicenda di Marco che arriva in una nuova scuola, dove “regna” per così dire il bullo Miki, ognuno dei protagonisti, il bullo e la sua vittima, ha alle spalle un realtà di disagio familiare. Il film uscirà in 30 copie il 17 aprile. . |
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"SHORTFILMFESTIVAL" |
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Trento, 15 aprile 2009 - Giovedì prossimo 16 aprile, a Format, alle 20. 30, serata d´eccezione dedicata al cortometraggio. Saranno proiettati alcuni dei migliori "corti" selezionati per l´edizione 2008 del "Bolzano Shortfilmfestival", manifestazione internazionale giunta alla quarantesima edizione. Sempre Format - il centro audiovisivi della Provincia, in via Zanella a Trento - ospiterà un´installazione dal 17 al 24 aprile dedicata alla sezione sperimentale del Festival. Il Bolzano Shortfilmfestival, giunto nel 2008 alla quarantesima edizione, è una manifestazione internazionale riservata ai cortometraggi. Raccoglie ogni anno oltre 1000 opere provenienti da oltre 70 Paesi diversi. Non essendovi limitazione di generi, pervengono brevi fiction, documentari, animazioni, film sperimentali e videoclip. All´interno della cornice rappresentata dal Festival, esistono diverse sezioni tematiche di concorso: "Opere Nuove", competizione riservata alle produzioni italiane, "No Words", concorso internazionale per cortometraggi senza parole, e "Shortfilmexperiment", la sezione per le opere a carattere sperimentale. Gli organizzatori del Festival presenteranno al pubblico di Format una selezione delle opere più belle tra tutte le sezioni del Festival - circa novanta minuti di programmazione - attingendo al repertorio dell´edizione 2008. Fra queste "Le jour de glorie", vincitore della sezione "No Words", "Andante mezzo forte", vicitore della sezione "Opere nuove", e "Der Spiegel", vincitore della sezione sperimentale. In tutto i cortometraggi proiettati giovedì saranno 13. Il cortometraggio offre allo spettatore, al di là della propria esigua durata (si spazia da opere di pochi minuti a produzioni che raggiungono la durata massima consentita dal bando di concorso, 30 minuti) la possibilità di immergersi in realtà diverse, di viaggiare letteralmente da un capo all´altro del pianeta. Lo scopo di questa breve retrospettiva sul Bolzano Shortfilmfestival è anche proporre un "assaggio" di quello che significa ricevere ogni anno centinaia e centinaia di film da tutto il mondo, un viaggio caleidoscopico da un estremo all´altro del mondo civilizzato. La sezione sperimentale del Bolzano Shortfilmfestival è nata come "installazione", fruibile in musei o centri culturali, per le più significative opere a carattere sperimentale tra quelle presentate all´interno del Festival. Shortfilmexperiment nasce nel 2005, per offrire agli spettatori del festival l´opportunità di una full immersion nel mondo della ricerca visiva, al fine di trovare una giusta collocazione a quei film che, se proiettati in una comune sala cinematografica, potrebbero non avere lo spazio e il tempo necessari a far sì che lo spettatore possa comprendere tutti quegli elementi (visivi, uditivi, concettuali, astratti) che il regista/artista voleva esprimere e che sono fondamentali alla comprensione delle opere stesse. In un ambiente privo di elementi scomodi quali il comfort delle poltrone, il buio della sala, il silenzio della proiezione, l´opera acquista un giusto spazio nel quale mettere a nudo le proprie potenzialità, offrendo così allo spettatore la sua essenza, la sua completezza, la sua forza ed evidenziando al tempo stesso l´altrui fragilità. Gli organizzatori del Bolzano Shortfilmfestival proporranno, negli spazi di Format, le stesse installazioni che hanno accompagnato l´edizione 2008 del Shortfilmexperiment. . |
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CORTO IN STABIA 2009: IN GARA 115 CORTOMETRAGGI GIUNTI DA TUTTA ITALIA E DALL’ESTERO |
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Castellammare di Stabia, 15 aprile 2009 - Sono in totale 115 i cortometraggi scelti, tra gli oltre 250 giunti da tutta Italia e dall’estero, che concorreranno per aggiudicarsi uno dei premi delle quattro sezioni o, almeno una menzione speciale, del prestigioso Concorso Internazionale “Corto in Stabia” giunto quest’anno alla Iv edizione. Sostenuto e patrocinato dal Sindaco Salvatore Vozza, dall’Assessore al Turismo, Termalismo e Beni Culturali Massimo De Angelis del Comune di Castellammare di Stabia, dall’Assessorato alle Politiche Giovanili della Provincia di Napoli e dall’Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo stabiese amministrata da Dario Scalabrini, l’evento prenderà il via il 22 aprile nella nuova location del Cineteatro Montil di via Bonito. Il programma delle proiezioni è già visibile sul sito www. Cortoinstabia. It in attesa della presentazione ufficiale alla stampa e alle Istituzioni prevista in settimana a Palazzo Farnese. Intanto cresce l’attenzione per la manifestazione che vedrà ancora una volta la patria di Viviani e Ruccello protagonista del cinema per ragazzi con una quattro giorni di proiezioni, incontri, spettacoli, mostre fotografiche e d’arte, oltre a set cinematografico d’eccezione per i giovani registi in erba: qui sarà realizzato infatti , in partenariato con l’Associazione Culturale romana Ilcorto. It, il progetto “Ciak a Scuola”, corso teorico – pratico finalizzato alla realizzazione di un cortometraggio in digitale di pochi minuti, riservato a dodici studenti scelti tra le scuole campane di Ii grado che si sono particolarmente distinte nelle passate edizioni. Ospite d’eccezione sarà il cantante stabiese Tony Amodio che concluderà il suo tour italiano la sera del 24 aprile proprio a Castellammare con un concerto gratuito. L’artista, definito dai media americani “rivelazione italiana all’estero” è autore di canzoni per Al Jarreau, James Ingram e Bill Champlin dei Chicago; dopo aver conquistato il pubblico statunitense con il disco d’esordio “Dejà Vu” presenta il suo secondo album ,“Ii Me”, che raccoglie tredici nuove tracce di storie vissute negli ultimi due anni in giro per il mondo. . |
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ITALIA 1944-1945: L´ANNO TERRIBILE |
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Milano, 15 aprile 2009 - l´Ispi - nell´ambito del Programma "Libri a Palazzo Clerici" - il 21 aprile prossimo, alle ore 18. 00, ospiterà una Tavola Rotonda dal titolo: “Italia 1944-1945: l´anno terribile” All´incontro, che trae spunto dalla pubblicazione del volume di James Holland dal titolo "L´anno terribile. 1944-1945: la campagna d´Italia, la guerra partigiana, il dramma dei civili, la fine del fascismo" (ed. Longanesi), saranno presenti, oltre all´Autore: Lucio Ceva Valla, Storico; Piero Melograni, Università di Perugia; Dino Messina, Corriere della Sera. L´incontro, che si svolgerà a Palazzo Clerici (Via Clerici, 5 - Milano), Segreteria Organizzativa (02 86 93 053 - ispi. Eventi@ispionline. It - www. Ispionline. It) . |
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AUTORI TEDESCHI DI LIBRI PER RAGAZZI OSPITI IN ALTO ADIGE DAL 20 AL 24 APRILE |
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Bolzano, 15 aprile 2009 - Dal 20 al 24 aprile 2009 due illustratori di libri per bambini e tre autori tedeschi di libri per bambini e ragazzi incontreranno il pubblico in alcune biblioteche pubbliche altoatesine e saranno altresì ospiti di alcune classi delle scuole di lingua tedesca. In 18 appuntamenti pubblici in varie sedi bibliotecarie e in una cinquantina di incontri nelle scuole gli autori ed illustratori tedeschi di libri per bambini e ragazzi Pete Smith (autore e redattore culturale), Joachim Friedrich (autore), Christiane Holler (autrice, musicista, giornalista, attrice), Erhard Dietl (autore, illustratore, e musicista), Jens Rassmus (illustratore e autore) racconteranno di sé, presenteranno i loro lavori, e saranno a disposizione dei partecipanti per colloqui e discussioni. Gli incontri sono organizzati a cura dell’Ufficio biblioteche della Ripartizione cultura tedesca, in via A. Hofer 18 a Bolzano. Per informazioni tel. 0471 413322 e-mail: helga. Hofmann@provinz. Bz. It . Il programma degli incontri è pubblicato sulla pagina dell´ufficio nella rete civica all´indirizzo www. Provinz. Bz. It/kulturabteilung/bibliotheken/663. Asp. . |
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ETERNITÀ IL TEMPO DELL’IMMAGINE (FOTOGRAFIA EUROPEA – REGGIO EMILIA, 30 APRILE/3 MAGGIO 2009) MOSTRE FINO AL 7 GIUGNO |
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Reggio Emilia, 15 aprile 2009 - È possibile catturare con uno scatto fotografico il cuore del tempo, fino a raggiungere e sfiorare l’eternità? Si riflette su questa e altre suggestive domande nella quarta edizione di Fotografia Europea, in programma dal 30 aprile al 7 giugno 2009 a Reggio Emilia. Promossa dal Comune di Reggio Emilia in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Parc Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanee, la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Reggio Emilia, la Camera di Commercio di Reggio Emilia, la Fondazione Cassa di Risparmio Pietro Manodori, la rassegna internazionale ha come tema chiave proprio l’eternità. Un’eternità inseguita, raccontata e sognata attraverso un percorso sviluppato su oltre duecento spazi espositivi, con il contributo di grandi fotografi e critici del settore e l’intervento – nelle giornate inaugurali, da giovedì 30 aprile a domenica 3 maggio - di autorevoli ospiti provenienti dal mondo delle arti, delle scienze e della cultura. Il nucleo centrale della rassegna è curato, anche quest’anno, dal critico d’arte Elio Grazioli, con l’apporto di numerosi esponenti del panorama intellettuale italiano ed europeo, come Laura Serani, Gabi Scardi, Madeleine Millot-durrenberger, Melina Mulas, Giovanna Calvenzi, Adriana Polveroni, Paola Borgonzoni Ghirri, Daniele De Luigi, Antonello Frongia. Le Giornate Inaugurali - L’apertura delle mostre è accompagnata - da giovedì 30 aprile a domenica 3 maggio – da un articolato calendario di eventi. Tra lectio magistralis, workshop, letture, proiezioni, installazioni video, incontri, spettacoli e concerti, Fotografia Europea 2009 riunisce autorevoli esponenti del panorama intellettuale e artistico nazionale e internazionale chiamati a ragionare sull’eternità e a raccontarla secondo le rispettive esperienze. In una conferenza, come quelle del germanista e critico letterario Claudio Magris, del critico d’arte Jean-christophe Bailly, del filosofo Remo Bodei e del genetista Edoardo Boncinelli; in una performance, come il Dj set di Benny Benassi nella storica Piazza San Prospero di Reggio Emilia, accompagnato dai video realizzati con materiali originali del fotografo americano Allan Tannenbaum; nei reading degli scrittori invitati Grazia Livi, Giorgio Rimondi e Beppe Sebaste; nella musica d’autore di Lucio Dalla, protagonista di un evento musicale dedicato all’amico Luigi Ghirri; nella messinscena delle Confessioni di Sant’agostino con Alessandro Preziosi e Lareverdie ensemble; nella performance di Aterballetto nel quartiere Gattaglio. Nell’ambito di un’inedita collaborazione con i Rencontres d’Arles, da anni vetrina delle più innovative tendenze della fotografia mondiale, le serate La Nuit de l’Europe + Walk on the slide show side, coordinate da Laura Serani, propongono un itinerario poetico ritmato da proiezioni su schermi en plein air e interventi musicali, alla scoperta delle ultime frontiere della nuova scena fotografica dei paesi dell’Unione europea (3 fotografi per paese, 81 in totale, proposti da 27 esperti di ciascuno dei paesi membri). Per i più giovani, da segnalare la mostra della fotografa e illustratrice Katy Couprie a cura della Cooperativa “Giannino Stoppani” di Bologna - che nelle giornate inaugurali si accompagnerà a numerose iniziative di animazione per bambini e ragazzi alle quali interverrà anche l’artista - e il progetto didattico Fotografare il tempo. Il tempo della trasformazione e il tempo del corpo, articolato in laboratori espressivi sul linguaggio della fotografia per bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni, elaborato da Reggio Children in collaborazione con i Musei Civici. Fitto di appuntamenti e declinato a 360 gradi, il programma è ulteriormente arricchito da letture portfolio, da una serie di workshop sui temi della fotografia, del video e della grafica in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia e con Inside, e dai seminari sulla tutela e conservazione del patrimonio fotografico storico e contemporaneo, rivolti ad operatori culturali e studenti universitari e organizzati dalla Fototeca della Biblioteca Panizzi. Le Esposizioni - Omaggi, mostre personali, produzioni e progetti. Sono questi i quattro filoni in cui si articola l’offerta espositiva di Fotografia Europea, aperta fino a domenica 7 giugno 2009. Percorsi che hanno come sede istituzionale i luoghi d’arte e cultura più prestigiosi della città (Chiostri di San Domenico, Galleria Parmeggiani, Palazzo Casotti, Spazio Gerra, Sinagoga, Teatro Ariosto) e come spazio di approfondimento una rete informale di gallerie, bar, ristoranti, librerie, locali in modo da offrire ai visitatori la possibilità di immergersi nella profondità dell’immagine, grazie alle opere di maestri italiani e internazionali, per poi discuterne, confrontare pareri e opinioni, magari sfogliando un libro e sorseggiando un caffé. Omaggio a Josef Sudek - A un maestro indiscusso della fotografia europea del Xx secolo, il ceco Josef Sudek, è dedicata una retrospettiva – tra le prime in Italia – che permette di cogliere la magia di un artista che con la forza dello sguardo andò oltre alle limitazioni del corpo (ferito a un braccio durante la Prima Guerra, ne subì l’amputazione). Celebre per le sue “vedute di Praga”, Sudek non rispose mai alle regole del reportage o alle sirene della sperimentazione, soffermandosi invece sulla poesia di un’immagine ferma, sulla luce che illumina e cattura gli oggetti, sulla condensa che li cristallizza nel tempo (l’appannamento del vetro umido è una delle metafore più evidenti delle sue immagini). Le mostre personali - Quattro le mostre personali in programma a Fotografia Europea 2009. Franco Vimercati, Balthasar Burkhard, Joan Fontcuberta sono tre artisti che affrontano il dilemma dell’eternità secondo sensibilità e approcci diversi. Dagli oggetti di Vimercati, su fondo nero, estrapolati dal tempo cronologico e inseriti in un altro tempo, astratto, quasi metafisico; alla plasticità delle forme dei soggetti di Burkhard, che, traendo ispirazione dalla storia della fotografia e dai temi classici della pittura, elabora opere di grande formato in bianco e nero - ritratti, animali esotici a dimensioni reali, foreste vergini e città metropolitane fotografate dalla portiera aperta di un elicottero, cui si affiancano le eliografie realizzate all’Atelier di Saint-prex, Svizzera, e conservate al Cabinet Cantonal des Estampes del Musée Jenisch - che generano una tensione dialettica con gli spazi in cui vengono allestite. Passando per le provocazioni neotecnologiche di Fontcuberta, semiologo e linguista oltre che fotografo, che propone i suoi lavori sull’immagine frammentaria e sull’utopia della presunta comunicazione enciclopedica di Internet. Al grande filosofo francese Jean Baudrillard, critico della società dei consumi e teorico del pensiero postmoderno scomparso nel 2007, è dedicato un evento d’eccezione: l’esposizione di oltre cinquanta scatti, accostati a una selezione di testi e a un video che illustrano la nozione di apparizione/sparizione quale elemento peculiare della sua poetica. Durante le giornate inaugurali alla mostra si accompagna uno spettacolo, curato dalla moglie Marine Baudrillard e dal filosofo e musicista Jean-paul Curnier. Le produzioni originali del festival - Secondo una formula ormai tradizionale, Fotografia Europea 2009 presenta tre produzioni di artisti europei, chiamati a offrire una personale interpretazione iconografica del tema chiave dell’edizione. La greca Maria Papadimitriou, scelta dalla critica d’arte Gabi Scardi per il suo forte impegno nell’arte pubblica, propone un progetto partecipato, sviluppato nell’arco di diversi mesi nella città e con la città; Elena Arzuffi, artista milanese, presentata da Daniele De Luigi, si cimenta con una produzione dedicata al quartiere Gattaglio; gli svizzeri Goran Galić e Gian-reto Gredig mostrano i risultati di una ricerca fotografica e video compiuta sull’intero territorio municipale, a cura di Antonello Frongia. Al termine della mostra tutte le opere verranno acquisite dal Comune di Reggio Emilia, andando ad arricchire il patrimonio artistico della città. I progetti - L’offerta espositiva della quarta edizione di Fotografia Europea è completata da una selezione di progetti speciali di ricerca fotografica. La magia della fotografia finale, sguardo d’addio e testamento prima dell’ultimo viaggio, è al centro di Fino all´inizio del mondo, installazione dedicata a Luigi Ghirri, in cui viene riproposta l’ultima immagine scattata dall’artista prima della prematura scomparsa nel 1992. A cura di Paola Borgonzoni Ghirri, l’installazione nell’antica Sinagoga è accompagnata da una riflessione sull’eternità e il tempo dell’immagine di Beppe Sebaste, scrittore e profondo conoscitore dell’opera di Ghirri. Clear Light, tributo collettivo alla figura del Dalai Lama, curato da Melina Mulas, Laura Serani e Giovanna Calvenzi, si basa invece su cinquanta scatti pensati come dono per la massima autorità spirituale buddhista per ricordare i cinquant’anni di esilio dal Tibet e firmati da altrettanti noti fotografi italiani. Ogni immagine rappresenta una tappa emblematica dell’evoluzione creativa degli artisti ed è accompagnata da un breve testo a motivazione della scelta. Se gli appartamenti comunitari di San Pietroburgo sono al centro di Kommunalka, il progetto che è valso alla fotoreporter Françoise Huguier il “Gran Prix de la ville de Arles 2008” e che viene riproposto a Reggio Emilia, in collaborazione con i Rencontres d’Arles e con la curatela di Laura Serani, accompagnato da una rassegna cinematografica dedicata alla fotografa e regista francese, un altro appartamento – rappresentato e vivisezionato in scala 1:1 – è il protagonista di Stanze di Fabio Sandri. Nel lavoro - presentato assieme all’installazione video Costruzioni - l’artista gioca non solo con le immagini ma anche con i materiali e i metodi per catturarle (l’impressione delle stanze viene rilevata direttamente su carta fotosensibile, sulla quale vengono poi proiettati i filmati di Costruzioni). Completano la sezione gli sguardi sulla natura di Erminia De Luca, Marco Signorini e Luigi Menozzi (una natura interiore, umana, organica, per la prima; esterna, meravigliosa, sempre più distante da noi, per il secondo; indagata nei segni che evocano il divino messi in relazione con quelli lasciati dall’uomo che a loro volta rimandano al sacro, l’immutabile, l’eterno, per il terzo), le immagini sobrie, poetiche, quasi minimaliste di Riccardo Varini, una riflessione per immagini di Antonio Biasiucci a cura di Laura Serani sugli ex voto come sintesi ed essenza delle vicende umane, una selezione a cura di Adriana Polveroni di lavori su supporto fotografico di grande formato di Giuseppe Pietroniro accompagnati da un’installazione video e realizzati appositamente per lo Spazio Gerra, e i Graffiti Futuri di Ivano Bolondi, vere e proprie decontestualizzazioni dell’architettura, delle sue linee, dei suoi volumi. Tutte le foto delle opere in mostra sono presenti – insieme ai vari contributi critici dei curatori e ai testi dei reading degli autori invitati - nel catalogo pubblicato da Electa e disponibile per l’inaugurazione della rassegna. Il circuito off e il concorso U-shot - Secondo la formula collaudata, alle venti mostre istituzionali si affianca il circuito off, che anima Reggio Emilia integrando l’immagine fotografica con gli spazi cittadini. In linea con lo spirito della manifestazione, che punta a coinvolgere direttamente il pubblico in una riflessione sull’arte che attraversi anche la quotidianità, una novità dell’edizione 2009 è il concorso U-shot (www. U-shot. Eu), che dal 30 aprile al 7 giugno consente ai visitatori di votare la propria mostra preferita per le sezioni off circuito cittadino e off associazioni e circoli con un sms (il costo del servizio varia in base all´operatore e al contratto telefonico). Sul sito Internet del concorso il pubblico potrà inoltre caricare le foto della città scattate durante tutta la manifestazione e votare on line le più significative, che verranno proiettate su appositi schermi in piazza Prampolini, allo Spazio Gerra e al Mercato Coperto. Www. Fotografiaeuropea. It . |
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TEATRO. GIOVEDÌ LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA VOCE DEDICATA A FRANCO PARENTI A VENT’ANNI DALLA MORTE |
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Milano, 15 aprile 2009 - L’assessorato alla Cultura del Comune di Milano e il Teatro Franco Parenti organizzano per giovedì 16 aprile, alle ore 20. 45, al Teatro Franco Parenti (via Pier Lombardo 14), la “Prima giornata italiana dedicata alla Voce” collegandosi all’iniziativa di The American Academy of Otolaryngoly-head and Neck Surgery e Voice Foundation. La manifestazione si avvale della collaborazione scientifica della foniatra Silvia Magnani e dell’Archivio Storico Contini. La serata sarà una sorta di percorso presentato al pubblico come un’avventura alla scoperta della vocalità, un viaggio attraverso una cornice narrativa che prevede la coniugazione di elementi scientifici con elementi artistici. La scienza verrà messa al servizio dell’arte e aiuterà a spiegare come la voce si adatti ai contenuti e alle forme e come il fascino di questo strumento straordinario, che è appunto la voce umana, venga arricchito dalla conoscenza delle sue modalità di prodursi. Tre sono i “sentieri” proposti: La voce è il suono dei nostri pensieri; Etica dell’ascolto e Voce come energia. Alla serata partecipano Marco Contini, conservatore di voci e strumenti fonografici che porterà i contributi vocali di Sarah Bernard, Filippo Tommaso Marinetti, Marilyn Monroe, Ferravilla e Marlene Dietrich attraverso tre fonografi dal 1904 al 1915, Rosalina Neri (cantante e attrice), Piero Mazzarella (attore), Roberto Balconi (falsettista). Introduce Andrée Ruth Shammah, che ricorderà Franco Parenti a cui è dedicato lo spettacolo nel ventennale della scomparsa. Anna Maria Guarnieri e Luciano Virgilio leggeranno alcune pagine che sottolineano la particolarità vocale dell’indimenticato attore e regista milanese, mentre Massimiliano Finazzer Flory, assessore alla Cultura Comune di Milano, condurrà la serata. Ingresso libero. Per informazioni: 02-59995219 02-59995217 . |
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A SORRENTO LA FINALE DEL PREMIO TOTÒ IL PRESIDENTE PINTO: «PRONTI AD ACCETTARE LA SFIDA» OTTO FINALISTI E TANTE SORPRESE AL TEATRO TASSO. IL FESTIVAL SI PREPARA A DIVENIRE INTERNAZIONALE |
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Sorrento, 15 aprile 2009 - Sarà Sorrento a ospitare la finale nazionale della quinta edizione del Premio Totò, che avrà luogo il prossimo 24 aprile nella splendida cornice del teatro Tasso. Otto i concorrenti che si sfideranno a colpi di gags: dalla Campania i Topibos, alias Gioacchino Crispino e Peppe Mallardo di Villaricca, Antonio Filippelli di Napoli, Antonella Prisco di San Gennaro Vesuviano, Maria Stefania Pellegrino di Cascàno, frazione di Sessa Aurunca e i Senza ´n euro, cioè Luca d´Alterio, Danilo Rovani e Pietro Iuliano, ancora di Napoli; dalla Puglia Giovanni Portesi di Manfredonia; dalla Toscana Simone & Andrea (Simone Gallo e Andrea D’andreagiovanni) di Cecina; dal Lazio Simone Perinelli di Roma. I finalisti gareggeranno per riuscire a conquistare gli ambìti premi in palio, quello della critica, quello alla migliore interpretazione, quello al miglior testo, quello del pubblico e soprattutto il prestigioso premio Totò, ai quali si affiancherà per la prima volta, quest´anno, il premio della giuria di qualità, presieduta come sempre da Liliana de Curtis. Il premio Totò, infatti, deriva da una combinazione dei voti della giuria tecnica con quelli della giuria demoscopica. Assegnato invece dai giornalisti accreditati il premio della critica. Il Premio Totò, la cui denominazione completa è «Cabaret festival - Premio Totò alla comicità», è stato ideato nel 2005 dal regista e coreografo Pio Pinto, da anni impegnato nel teatro e nella moda. Promosso dall´Associazione Moda Italia per la direzione artistica di Teresa Ciardi, che lo conduce, si è sempre concluso a Pompei. «Dopo cinque edizioni, però, è diventato abbastanza maturo da poter cogliere la sfida di approdare a prestigiose piazze internazionali» precisa Pinto, supportato come sempre dalla vulcanica figlia del principe-attore, che ha creduto nel progetto sin dall´inizio. Il Cabaret festival - Premio Totò alla comicità è infatti l´unico concorso di questo genere che si tiene sotto l´egida dei discendenti di Antonio de Curtis, che hanno espressamente autorizzato l´organizzazione all´uso del suo nome. Una delle piazze di cui parla l´ambizioso Pinto è proprio Sorrento: «. Che ci ha accolto con benevolenza e disponibilità. Un particolare ringraziamento va dunque al sindaco, Marco Fiorentino, e a tutta l´amministrazione». Naturalmente non solo il Comune di Sorrento ha concesso il suo patrocinio. Tra gli altri soggetti che hanno collaborato alla realizzazione dell´evento figurano la Provincia di Napoli, l´Associazione italiana professionisti dello spettacolo e la Civitafilm. . |
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NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 2009 |
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Napoli, 15 aprile 2009 - La seconda edizione del Napoli Teatro Festival Italia si terrà a Napoli dal 4 al 28 giugno 2009 sotto la direzione artistica di Renato Quaglia e presenterà collaborazioni e coproduzioni internazionali, nuove creazioni, testi originali commissionati ad autori italiani e stranieri. La rassegna internazionale, voluta dal ministero dei Beni e della Attività Culturali e sostenuta da Regione Campania, è gestita dalla Fondazione Campania dei Festival presieduta da Rachele Furfaro. Dei quasi 40 spettacoli in programma, più della metà saranno prodotti o coprodotti, 28 saranno testi commissionati o drammi contemporanei portati per la prima volta sulla scena. Grazie a numerose relazioni coproduttive che hanno per obiettivo un programma di internazionalizzazione, il Festival produrrà e progetterà direttamente 20 nuove creazioni in cui artisti italiani lavoreranno insieme ad artisti di altri paesi, costituendo compagnie partecipate da teatri e festival di Germania, Spagna, Gran Bretagna, Francia, Portogallo, Argentina, Singapore, Stati Uniti. Come già nella prima edizione, anche quest’anno il Festival si è impegnato nella commissione di nuovi testi per il teatro: gli autori, invitati a trascorrere un periodo in città, hanno restituito, con le loro scritture, le suggestioni che ne hanno ricavato. Antonio Skármeta e Colum Mccann sono stati a Napoli durante l’estate scorsa e hanno scritto opere che saranno pubblicate in questa edizione del Festival e messe in scena durante la prossima. Mezza-porta è il titolo del testo dello scrittore irlandese (naturalizzato americano) che racconta la vita in un basso dove “si respira davvero Napoli, una Napoli eccentrica ed eccessiva, una Napoli che ha il sapore della strada”. In Diciotto carati, Antonio Skármeta volge lo sguardo al mondo del teatro partenopeo in cui si confrontano due generazioni alla ricerca delle proprie origini e delle proprie passioni. Manlio Santanelli ha scritto un dramma che per la messinscena si avvarrà della regia teatrale di Serena Sinigaglia: Napoli non si misura con la mente. La guerre des anges (La guerra degli angeli) è un monologo di Eugène Savitzkaya, scrittore belga di lingua francese, che ha scelto di trascorrere a Napoli il periodo natalizio, momento in cui il rapporto tra sacro e profano in città trova la sua massima espressione. Alberi adagiati sulla luce, il testo che il poeta libanese Adonis ha scritto nella scorsa edizione del Festival, sarà messo in scena con la regia di Franco Scaldati: l’allestimento porterà la poesia “in un luogo dal tempo immobile” abitato da “schegge di umanità”, che oscillano fra luce e ombra, vita e morte. Un altro progetto che si lega alla scrittura di nuovi testi per il teatro è Working for paradise: laboratorio curato dal regista tedesco Matthias Langhoff per attori e registi italiani e tedeschi, che si realizzerà tra Berlino e Napoli e che, partendo dall’analisi de Lo Stakanovista di Heiner Müller, si concluderà con la mise en espace di tre nuovi testi sul tema del lavoro commissionati dal Festival a Vincenzo Latronico, Rosella Postorino e Chiara Valerio. I partecipanti al laboratorio saranno 6 registi (3 italiani e 3 tedeschi) e 10 attori (5 attori italiani e 5 attori tedeschi) selezionati tra Germania e Italia. E attori italiani e tedeschi sono anche protagonisti di uno spettacolo in cui si confrontano sulla scena con le rispettive lingue: La trilogia della villeggiatura di Antonio Latella, rilettura in chiave contemporanea della drammaturgia goldoniana, sarà riallestita appositamente per il Festival. Attori italiani e inglesi poi si troveranno a recitare insieme in Interiors di Matthew Lenton il cui tema di fondo è quello del fato, del voyerismo, il mondo in cui il nostro comportamento riflette o nasconde la nostra vera identità, la paura che attraversa la nostra anima. Il tema delle differenze culturali e linguistiche è centrale nel nuovo spettacolo della Compagnia Teatrale Europea, L’européenne di David Lescot, in coproduzione con il Théâtre de La Ville de Paris, La Comédie de Reims e con il Teatro Nacional D. Maria Ii di Lisbona. Mentre attori italiani e orientali si ritroveranno insieme nello spettacolo Le città visibili scritto da Chay Yew con la regia di Giorgio Barberio Corsetti, spettacolo che nasce da una coproduzione tra il Napoli Teatro festival Italia e il Singapore Arts Festival. Napoli. Primo passo nella città di sotto è il titolo dello spettacolo della compagnia romana Muta Imago che si è concentrata sui sotterranei della città, così come Andy Arnold regista scozzese che per il festival ha creato una performance site-specific, intitolata Monaciello, ambientata nel sottosuolo di Napoli. Uno spettacolo coprodotto dal Napoli Teatro Festival con il Tron Theatre che coinvolgerà attori inglesi e italiani e andrà in scena più volte al giorno. Un’altra performance site-specific ambientata, però sui tetti dei palazzi della città sarà presentata da Rodrigo Pardo , titolo dello spettacolo Roof a live movie. La coreografa americana Karole Armitage è invece stata invitata a realizzare una nuova creazione sulla figura di Pulcinella. L’artista affronta la maschera partenopea in uno spettacolo, Made in Naples, che porta il segno inconfondibile della “punk ballerina”. Parallelamente il Festival accompagnerà il lavoro di alcuni degli attori che avevano preso parte alla Compagnia Europea che nel 2008 aveva portato in scena Le Troiane per la regia di Annalisa Bianco e Virginio Liberti: Martim Pedroso, artista portoghese, presenterà Purgatório, un testo sull’utopia di cambiare il mondo, una danza comica attorno a un avvenimento impossibile; Daniele Pilli metterà in scena W. Niatri, dramma che racconta frammenti di vita di tre personaggi che passano le loro giornate per strada a oziare e polemizzare sulle loro misere esistenze… L’incontro tra culture è anche il filo conduttore di Journeys of love and more love di motiroti, gruppo di artisti londinese noto per le complesse istallazioni che coinvolgono il pubblico in un mix di performance narrative dal vivo, interventi via internet e video proiezioni. A Napoli, nell’ambito di un percorso che indaga l’identità culturale delle comunità di immigrati dal Sud Est asiatico in Occidente, motiroti andrà alla ricerca di racconti delle comunità metropolitane ai margini, che saranno poi assemblati (live e registrati) in una performance che propone anche emblematici ibridi culinari contemporanei. Dall’europa dell’est, due spettacoli del regista sloveno Matej Filipčič che propongono due differenti destini di donne: Tosca evoca le figure mitiche di Sarah Bernhard (la Tosca dell’opera omonima diretta da Victorien Sardouen nel 1887) e di Maria Callas (diva assoluta in quel ruolo), mentre Lalala presenta star e starlette dell’epoca d’oro del cinema glamour. Il mondo dello spettacolo è anche in Music Hall, una delle opere più conosciute e più lucide di Jean-luc Lagarce, messa in scena dal regista spagnolo Luis Miguel Gonzáles Cruz: il testo scritto dall’autore francese racconta la storia di una cantante e due ballerini, alle prese con il riallestimento, in un locale notturno, di un vecchio spettacolo di cui non ricordano più le scene. Ma in programma c’è anche un altro Music Hall , regia di Lambert Wilson con Fanny Ardant protagonista. Di tutt’altro segno Waiting for Orestes: Electra del regista giapponese Tadashi Suzuki. L’allestimento, traendo spunto dalle Eumenidi di Eschilo, dall’Oreste di Euripide e dall’Elektra di Hugo von Hofmannsthal, ambienta la tragedia in un ospedale psichiatrico, facendo luce su questioni sociali sempre attuali, quali la devastazione e la guerra, ma anche su conflitti umani universali come l’elaborazione del lutto. Nel mondo grande e terribile, di Antonio Tarantino, sarà portato in scena da Daniele Salvo: il dramma racconta la vita in carcere di Antonio Gramsci, lo statista torinese che ha passato dieci anni fra prigione e cliniche in condizioni di salute sempre più difficili per poi morire, poco più che quarantenne, due giorni dopo il rilascio. Il Festival, dopo aver prodotto Lo Vommaro a duello di Roberto De Simone, presenterà esempi del Settecento francese e spagnolo teatral-musicale, che i compositori della Napoli europea dell’epoca fortemente condizionarono. Oltre alla coproduzione italo-spagnola dell’opera La Partenope di Leonardo Vinci, per la direzione teatrale di Gustavo Tambascio e quella orchestrale di Antonio Florio, verrà presentato Carnaval Baroque di Le Poème Harmonique, compagnia di musicisti francesi riunitisi nel 1998 attorno alla figura di Vincent Dumestre: uno spettacolo che attraverso musica, danza, nuveau-cirque farà rivivere al pubblico una delle feste più popolari della Roma settecentesca. Enrico Frattaroli proporrà a Napoli una tappa del viaggio del Marchese De Sade, una delle figure che segnarono il Settecento napoletano, illuminista e mediterraneo: Sade: Voyage en Italie è la mise en voyage di Sade: Opus contra naturam nelle città italiane visitate dal Marchese (tra il 1772 e il 1776 per sfuggire a una condanna a morte) nei suoi due viaggi reali o reimmaginati attraverso le avventure dei suoi personaggi libertini. La contemporaneità, dove arte, teatro, performance, danza si incontrano e confondono mescolando i propri linguaggi, sarà presente nei lavori di giovani artisti. Identificazione di una donna di Claudio Bernardo, danzatore brasiliano d’origine e belga di adozione, si ispira all’omonimo film di Michelangelo Antonioni: la trama della pellicola si intreccia al vissuto personale dell’artista e la ricerca di una donna scomparsa diventa una riflessione sulla natura effimera della danza. In front of the Embassy Gate, The Night Was Long è una produzione libanese che vede arrivare per la prima volta a Napoli il regista Nidal Al Achkar. Alla scoperta del teatro sommerso. Percorsi, visioni, performance di Ettore Massarese porterà gli spettatori a visitare gli Scavi di un inesplorato Teatro Romano della città di Napoli, e poi si vedrà anche Fedra di Miguel Narros. L’impegno del Festival nell’ecosostenibilità non si esprime solo adottando regole di compatibilità ambientale nelle sue attività, ma anche presentando una sezione di spettacoli dedicati espressamente ai temi ecologici. Parole per la terra è un progetto, realizzato in collaborazione con il Festival della Scienza di Genova, in cui sei compagnie teatrali coordinate da Carlo Presotto mettono in scena le risposte di esperti a domande sul futuro del pianeta. Dario Fo adatterà il suo ultimo romanzo, L’apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe, per Giulio Cavalli: il testo è una prospettiva quotidiana e feroce sulle questioni legate al problema dell’ambiente, che non lascia fuori nessuno, dal comune qualunquismo di ognuno alle decisioni poco trasparenti e qualche volta superficiali dei governanti. Homem-refluxo è una performance itinerante in cui l’artista brasiliano Peri Pane si trasforma per una settimana in uomo-rifiuto, raccogliendo la spazzatura nel proprio impermeabile trasparente e portandola con sé, in un viaggio materiale e simbolico dentro la città. Saranno proposti al Festival anche il nuovo spettacolo di Massimo Castri, in coproduzione con l’Ert e Ecuba con Isa Danieli per la regia di Carlo Cerciello. I dialetti saranno al centro di Le ultime sette parole di Caravaggio, scritto e diretto da Ruggero Cappuccio, uno spettacolo che affonda lo sguardo nel mistero della morte del pittore, cogliendolo nella sua ultima ora di vita, solo, malato e braccato dai suoi nemici. E si rivedrà Pièce noire di Enzo Moscato, lo spettacolo che lo ha rivelato alla scena italiana nel 1985 e che da allora Moscato non ha mai più portato in scena. Mi vida gira alrededor de 500 metros di Inmaculada Alvear per la regia di Guillermo Heras racconta una storia di maltrattamento: i 500 metri del titolo rappresentano la distanza di sicurezza che la legge garantisce alle donne vittime di violenza. Laura Angiulli porterà in scena Lo sposalizio di Raffaele Viviani, progetto che nasce da un workshop che la regista ha diretto nel giugno 2008 alla Galleria Toledo, nell’ambito del Festival. Elisabetta e Limone di Jean Rodolfo Wilcock sarà messo in scena da Sergio Longobardi. Oltre produrre, sostenere e ospitare spettacoli, il Napoli Teatro Festival Italia è promotore di attività di formazione, di approfondimento e di ricerca. Dopo aver ottenuto nel 2008 la certificazione europea di eco-sostenibilità Emas, entro quest’anno auto-produrrà l’energia (fotovoltaica) necessaria ai palcoscenici e agli spettacoli, divenendo così il primo festival eco-free in Italia. Il Festival ha avviato, nel settembre 2008, un programma di digitalizzazione della documentazione della casa editrice Ubulibri, base per un archivio del teatro contemporaneo italiano; prosegue il rapporto con il Napolifilmfestival attraverso la proiezione di pellicole legate alle tematiche del lavoro; pubblica, in partnership con diverse case editrici, i testi degli spettacoli messi in scena. L’università Luigi Bocconi e l’Università degli Studi di Napoli Federico Ii per il secondo anno proseguiranno il programma di analisi dell’impatto economico, culturale e sociale del Festival sul territorio e in ambito internazionale. Iniziato a gennaio, a giugno si concluderà un progetto-pilota realizzato dal Festival e dalla società “Studiare e sviluppo” del Ministero dello Sviluppo Economico, che avrà sperimentato le modalità per offrire ad alcune compagnie e artisti del Sud Italia strumenti di sostegno per consolidare o aggiornare la propria dimensione imprenditoriale. Il Festival e le Università di Napoli “L’orientale” e “Federico Ii”, in cooperazione con il Galillee College in Israele, l’An-najah University in Palestina e l’Università di Sousse in Tunisia organizzano la prima Euro Mediterranean Summer School dal titolo “Tradition and New Creativity in the Performing Arts”, un progetto di specializzazione professionale teatrale della durata di tre settimane che si svolgerà tra Napoli e Nahalal, rivolto ai giovani appartenenti alle tre culture dell’area mediterranea (europea, araba ed ebraica). L’attività didattico-formativa comprende anche i laboratori e i workshop teatrali diretti da alcuni dei protagonisti del Festival – curati dall’Associazione Culturale Interno 5. Gli spettacoli in programma, i momenti di formazione e di analisi, l’impegno ambientale e l’apertura verso altri linguaggi della scena sono i molteplici aspetti che si intrecciano in questa edizione del Napoli Teatro Festival Italia e che, insieme, ne compongono il progetto triennale inaugurato nel 2008. Con l’intenzione di stimolare la creatività teatrale italiana e internazionale, il Festival arriva alla sua seconda edizione dopo un anno di intenso lavoro che ne sta delineando caratteristiche e prospettive: oltre ad aver invitato artisti a realizzare nuove creazioni e ad aver commissionato la scrittura di testi per il teatro a diversi autori italiani e stranieri, sono state avviate o consolidate relazioni - a livello non solo organizzativo e produttivo ma anche progettuale - con numerosi enti teatrali internazionali, con cui sono stati elaborati alcuni dei progetti presentati in questa edizione. Nel giugno 2009, a Napoli, si incrociano lingue e sonorità diverse, nuove tecnologie e tradizione della scena, antico e contemporaneo, spazi teatrali e luoghi di grande fascino restituiti alla città. E si incontrano altri ambiti, diversi da quello strettamente artistico, in cui il Festival ha deciso di impegnarsi sin dall’inizio. Le attività che saranno presentate, in scena e fuori, non sono soltanto i risultati del processo culturale avviato, ma vanno anche considerati nella loro natura in divenire, come istantanee di un percorso e basi per i suoi possibili sviluppi. Per ulteriori informazioni: www. Napoliteatrofestival. It . |
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