|
|
|
LUNEDI
|
 |
 |
Notiziario Marketpress di
Lunedì 20 Aprile 2009 |
 |
|
 |
INTERNET: WEB SOTTO ASSEDIO |
|
|
 |
|
|
Kaspersky Lab ha pubblicato un articolo tecnico per illustrare il funzionamento di un particolare metodo di diffusione del malware, il cosiddetto Drive-by Download. L’articolo, scritto dal Security Evangelist Ryan Naraine, spiega come è possibile scaricare virus e altri malware da un sito Internet senza che l’utente si accorga di nulla. I cybercriminali installano un exploit su un loro server. Su alcuni siti web viene quindi caricato un codice che re-indirizza gli utenti verso il server infetto; gli utenti vengono solitamente indirizzati verso questi siti tramite messaggi spam o tramite dei link all’interno di forum e chat. Mentre in passato i cybercriminali creavano loro stessi dei siti web infetti, oggi preferiscono compromettere siti legittimi installandoci di nascosto degli exploit o un codice in grado di lanciare attacchi via browser. Questa metodologia rende i drive-by download ancor più pericolosi. Su alcuni siti di hacker vengono venduti veri e propri kit di exploit, che servono poi come “motore” per i drive-by download. Questi kit contengono exploit in grado di sfruttare le vulnerabilità di diversi tipi di applicazioni, inclusi i browser. Se un exploit va a buon fine, viene installato di nascosto un Trojan che permette all’hacker di avere il controllo del computer. A questo punto il cybercriminale può utilizzare il computer infetto per effettuare attacchi Dos o per sottrarre informazioni personali dell’utente. Secondo la società di sicurezza Scansafe, il 74% di tutto il malware rilevato nel terzo trimestre del 2008 è stato installato compromettendo dei siti web. Ciò significa che siamo in presenza di un’epidemia su larga scala causata da malware drive-by download. In un arco temporale di 10 mesi, il Google Anti-malware Team ha rilevato più di 3 milioni di Url in grado di diffondere malware drive-by download. L’epidemia di malware drive-by download viene in gran parte attribuita alla mancata installazione di patch in ambienti Windows. A parte qualche sporadica eccezione, gli exploit in circolazione sfruttano vulnerabilità già conosciute e per le quali sono già disponibili delle patch. Il miglior modo per difendersi da questo tipo di minaccia è prestare attenzione all’installazione delle patch di tutte le applicazioni. E’ importante, inoltre, avere a disposizione una soluzione antivirus efficace e mantenerla costantemente aggiornata. Soprattutto, è necessario che la soluzione antivirus disponga di un sistema di analisi del traffico web che permetta di rilevare con precisione eventuali problemi legati ai drive-by download. La versione completa dell’articolo è disponibile al link www. Kaspersky. Com/it/reading_room?chapter=207716733<. Per ulteriori informazioni su Kaspersky Lab, visitate il sito www. Kaspersky. It . . |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
INTERNET: NUOVA VARIANTE DI KIDO (CONFICKER) |
|
|
 |
|
|
Kaspersky Lab ha rilevato una nuova variante di Kido (conosciuto anche come Conficker o Downadup). Durante la notte tra l´8 e il 9 aprile i computer infetti dal file Trojan-downloader. Win32. Kido (conosciuto anche come Conficker. C) sono entrati in contatto attraverso una rete P2p, rilevando istruzioni per il download di nuovi file, attivando quindi di fatto la botnet di Kido. L´ultima variante di Kido è molto diversa dalle precedenti: dopo essersi trasformato da worm – cercando di infettare il maggior numero di computer – in un trojan-downloader, il programma è tornato ad essere un worm. Da un´analisi preliminare, sembra che la sua funzionalità abbia un termine temporale, il 3 maggio 2009. Oltre a scaricare aggiornamenti di sé stesso, Kido scarica anche due nuovi file sulle macchine infette. Il primo è un falso antivirus (classificato come Fraudtool. Win32. Spywareprotect2009. S) – chiamato anche scareware – diffuso attraverso alcuni siti provenienti dall´Ucraina. Una volta che il programma è in funzione, viene notificata di continuo la presenza di “alcuni virus” e si richiede il pagamento di 49,95 $ per la loro rimozione. Questo falso antivirus è talmente insistente che probabilmente l´utente deciderà di effettuare la scansione a pagamento e verrà quindi truffato. Il secondo file scaricato da Kido è email-Worm. Win32. Iksmas. Atz. Questo email worm, conosciuto anche con il nome di Waledac, è in grado di sottrarre informazioni personali e di diffondere spam. Quando fu rilevato per la prima volta, a gennaio 2009, molti esperti di sicurezza informatica hanno notato una certa somiglianza tra Iksmas e Kido. L´epidemia causata da Kido è stata replicata da un´epidemia spam simile, causata da Iksmas. “In 12 ore, Iksmas si è connesso diverse volte al suo centro di controllo e ha ricevuto l´istruzione di effettuare mailing di spam. In sole 12 ore, un singolo computer infetto ha inviato 42. 298 mail spam” è il commento di Alex Gostev, Capo del Global Research and Analysis Team di Kaspersky Lab, “Ogni email rimandava l´utente ad un dominio diverso, in modo da prevenire il rilevamento dei filtri anti-spam che analizzano la frequenza con cui un dominio è presente all´interno delle email. In totale, abbiamo rilevato ben 40,542 domini di terzo livello e 33 domini di secondo livello. Tutti questi siti sono virtualmente provenienti dalla Cina e sono registrati con nomi di persone, probabilmente inventati”. “Un semplice calcolo mostra che Iksmas ha inviato il 24 ore ben 80. 000 messaggi spam. Stimando in 5 milioni le macchine infette, la botnet è stata in grado di inviare in 24 ore 400 miliardi di messaggi spam”. Kaspersky Lab sta effettuando al momento un´analisi più dettagliata della nuova variante di Kido. I maggiori esperti dell´azienda stanno lavorando su una nuova versione della utiliy Kkiller sulla base delle nuove caratteristiche del worm. Per ulteriori informazioni su Kaspersky Lab, visitate il sito www. Kaspersky. It Internet: nuova variante di Kido (Conficker) Kaspersky Lab ha rilevato una nuova variante di Kido (conosciuto anche come Conficker o Downadup). Durante la notte tra l´8 e il 9 aprile i computer infetti dal file Trojan-downloader. Win32. Kido (conosciuto anche come Conficker. C) sono entrati in contatto attraverso una rete P2p, rilevando istruzioni per il download di nuovi file, attivando quindi di fatto la botnet di Kido. L´ultima variante di Kido è molto diversa dalle precedenti: dopo essersi trasformato da worm – cercando di infettare il maggior numero di computer – in un trojan-downloader, il programma è tornato ad essere un worm. Da un´analisi preliminare, sembra che la sua funzionalità abbia un termine temporale, il 3 maggio 2009. Oltre a scaricare aggiornamenti di sé stesso, Kido scarica anche due nuovi file sulle macchine infette. Il primo è un falso antivirus (classificato come Fraudtool. Win32. Spywareprotect2009. S) – chiamato anche scareware – diffuso attraverso alcuni siti provenienti dall´Ucraina. Una volta che il programma è in funzione, viene notificata di continuo la presenza di “alcuni virus” e si richiede il pagamento di 49,95 $ per la loro rimozione. Questo falso antivirus è talmente insistente che probabilmente l´utente deciderà di effettuare la scansione a pagamento e verrà quindi truffato. Il secondo file scaricato da Kido è email-Worm. Win32. Iksmas. Atz. Questo email worm, conosciuto anche con il nome di Waledac, è in grado di sottrarre informazioni personali e di diffondere spam. Quando fu rilevato per la prima volta, a gennaio 2009, molti esperti di sicurezza informatica hanno notato una certa somiglianza tra Iksmas e Kido. L´epidemia causata da Kido è stata replicata da un´epidemia spam simile, causata da Iksmas. “In 12 ore, Iksmas si è connesso diverse volte al suo centro di controllo e ha ricevuto l´istruzione di effettuare mailing di spam. In sole 12 ore, un singolo computer infetto ha inviato 42. 298 mail spam” è il commento di Alex Gostev, Capo del Global Research and Analysis Team di Kaspersky Lab, “Ogni email rimandava l´utente ad un dominio diverso, in modo da prevenire il rilevamento dei filtri anti-spam che analizzano la frequenza con cui un dominio è presente all´interno delle email. In totale, abbiamo rilevato ben 40,542 domini di terzo livello e 33 domini di secondo livello. Tutti questi siti sono virtualmente provenienti dalla Cina e sono registrati con nomi di persone, probabilmente inventati”. “Un semplice calcolo mostra che Iksmas ha inviato il 24 ore ben 80. 000 messaggi spam. Stimando in 5 milioni le macchine infette, la botnet è stata in grado di inviare in 24 ore 400 miliardi di messaggi spam”. Kaspersky Lab sta effettuando al momento un´analisi più dettagliata della nuova variante di Kido. I maggiori esperti dell´azienda stanno lavorando su una nuova versione della utiliy Kkiller sulla base delle nuove caratteristiche del worm. Per ulteriori informazioni su Kaspersky Lab, visitate il sito www. Kaspersky. It . |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
INTERNET: NUOVA CAMPAGNA SPAM CHE SFRUTTA LA NOTORIETÀ DI DHL |
|
|
 |
|
|
Il famoso corriere internazionale Dhl è utilizzato dagli spammer, per la seconda volta nel giro di una settimana, per cercare di attirare ignari utenti e fargli scaricare il pericoloso Trojan Troj/agent-jjp. Per questo Sophos, società leader a livello mondiale nel settore della sicurezza informatica e nella tecnologia di controllo dell’accesso alla rete (Nac), esorta gli utenti alla massima prudenza. Per la seconda volta nel giro di una settimana gli spammer si spacciano per il corriere Dhl. In entrambi i casi i messaggi sostengono che il corriere ha tentato di consegnare un pacchetto e che il destinatario del messaggio deve stampare la fattura allegata (contenuta all’interno del file compresso dhl_n756512. Zip) e portarla negli uffici della Dhl. Gli utenti che cadono nel raggiro e aprono il file dhl_n756512. Zip non vedranno la fattura, ma scaricheranno sul Pc un Trojan dal nome Troj/agent-jjp, che consente agli hacker l’accesso remoto al computer. L’oggetto di tutte le mail è “Dhl Tracking number”, ma il numero di riferimento è generato a caso. “Le nostre trappole per lo spam stanno ricevendo una valanga di mail di questo tipo”, ha dichiarato Walter Narisoni, Sales Engineer Manager di Sophos Italia. “Gli utenti che di recente hanno inviato un pacchetto con il corriere Dhl potrebbero non trovare nulla di strano nell’aprire una mail apparentemente legittima e cliccare sul file zip allegato senza pensarci due volte. Facendo leva sulla buona reputazione di alcune società, i truffatori informatici stanno tentando di raggirare milioni di ignare vittime e, modificando il nome del file in ogni messaggio, sono in grado di eludere i filtri antispam meno sofisticati. Occorre che gli utenti stiano all’erta, esercitando la massima prudenza qualora ricevano un file allegato a una mail non richiesta, qualunque sia o sembri essere il mittente”. Per maggiori informazioni: www. Sophos. Com/blogs/gc/g/2009/03/27/open-dhln756512zip . |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
DIRITTO D’AUTORE: CONDANNATI 4 DI PIRATE BAY |
|
|
 |
|
|
I tre responsabili (Frederick Neij, Gittfrid Svartholm Warge e Peter Sunde) e il principale finanziatore (Carl Lundstrom) di Pirate Bay, uno dei maggiori siti di scambio di file via internet al mondo, sono stati condannati dal Tribunale di Stoccolma a 1 anno di prigione per complicità nella violazione di diritti d´autore. I quattro dovranno anche versare 2,7 milioni di euro di danni ed interessi all’industria discografica, cinematografica e dei videogiochi, che reclamavano un risarcimento ben più alto a titolo di mancati guadagni . |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
INFORMATIZZAZIONE: CONVEGNO A PORDENONE SUGLI STRUMENTI DIGITALI PER GLI AVVOCATI |
|
|
 |
|
|
Lo scorso 16 aprile si è svolto alla Camera di Commercio di Pordenone l´ultimo dei seminari previsti dalla convenzione stipulata tra Camera di Commercio e l’Ordine degli Avvocati di Pordenone, prima del genere in Italia, per la promozione degli strumenti digitali messi a disposizione dall’ente camerale. Nel 2008, infatti, è stato promosso il progetto “Conosci l’impresa”, con l’obiettivo di favorire la conoscenza e la diffusione delle nuove tecnologie: firma digitale, posta elettronica certificata Legalmail e servizio Telemacopay. Il progetto, che continua nel 2009 con il nome di “Achille P. A. Veloce”, ha previsto appunto una particolare convenzione con l’Ordine degli Avvocati di Pordenone, attraverso la possibilità di acquisto di pacchetti promozionali da parte dei professionisti, convenzione che è stata riconfermata fino al 30 giugno 2009. Oltre cinquanta gli avvocati partecipanti al seminario, organizzato anche con la collaborazione di Infocamere e dell’Associazione culturale per lo studio del diritto e previsto dalla convenzione firmata lo scorso febbraio, sulla scia di quella dello scorso anno; tali professionisti, non ancora in possesso degli strumenti digitali, si forniranno presto di Business Key e Posta elettronica certificata. A tal punto l’intero Ordine di Pordenone sarà all’avanguardia, con pressoché il totale dei 450 avvocati iscritti all’Ordine stesso in possesso degli strumenti digitali, con la conseguente agevolazione del loro lavoro. A Daniele Monteforte di Infocamere è spettato il compito di relazionare sul ruolo della Business Key nella professione forense e sull’uso della Pec, mentre il vice Segretario Generale della Camera di Pordenone Cristiana Basso ha ragguagliato l’uditorio sulla consultazione on-line delle banche dati camerali attraverso Telemacopay. Infine Glauco Riem è intervenuto sull’aspetto giuridico della Business Key e la sua applicabilità in ambito forense . |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
VIDEOSORVEGLIANZA: SEMPRE PIÙ SU INTERNET E IN CRESCITA DEL 29% L’ANNO NEL PROSSIMO TRIENNIO |
|
|
 |
|
|
L’italia investe in sicurezza, in particolare in videosorveglianza. Secondo stime ufficiali dell’istituto di analisi britannico Ims Research, il mercato della videosorveglianza over Ip risulta essere un segmento con forti previsioni di crescita. Nonostante la flessione generale dell’economia, il prestigioso istituto di ricerca con sede nel Regno Unito prevede che la videosorveglianza over Ip, che quindi sfrutta il protocollo internet, farà registrare un incremento del 29% l’anno per il prossimo triennio 2009-2012. Una tendenza positiva che coinvolgerà tutti i principali paesi internazionali. A livello Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) è previsto, infatti, un aumento del 33% l’anno. L’analisi dell’Ims Research prevede un forte incremento della videosorveglianza digitale, ovvero della convergenza ed integrazione di sistemi tradizionali con le più innovative tecnologie che utilizzano il protocollo Ip e che permettono di gestire attraverso la rete web tutte le operazioni. In questa direzione il mercato vede aprirsi numerose opportunità sia per gli operatori specializzati in sicurezza sia per i professionisti del mercato It. Il trend di crescita della videosorveglianza è spinto dalle crescenti esigenze di sicurezza non solo da parte di grandi aziende e organizzazioni ma anche di Pmi, attività commerciali e Pubblica Amministrazione. Le videocamere digitali per la videosorveglianza rappresentano un prezioso ed immediato strumento per contrastare e prevenire la criminalità, fungono da deterrente verso i potenziali autori di reato e, sempre più spesso, sono utilizzate a fini investigativi e di indagine. La videoregistrazione consente una più precisa ricostruzione dei fatti e delle responsabilità. La videosorveglianza sarà il tema al centro di un evento di caratura internazionale “Tvcc Conference&expo 2009” che si terrà il 21 maggio 2009 al Centro Congressi Milanofiori ad Assago (Milano) cui parteciperanno i maggiori esperti a livello europeo per analizzare con autorevolezza lo stato dell´arte e gli scenari futuri del mercato della videosorveglianza a livello globale. Al centro dell’evento, tematiche di grande attualità come integrazione, convergenza e rispetto delle normative sulla privacy . |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
PRIVACY: NO AL CONTROLLO DEI LAVORATORI MEDIANTE VIDEOSORVEGLIANZA |
|
|
 |
|
|
Non è lecito installare telecamere che possano controllare i lavoratori, anche in aree e locali dove si trovino saltuariamente. L´uso delle telecamere sui luoghi di lavoro deve rispettare in maniera rigorosa gli obblighi previsti dallo Statuto dei lavoratori, richiamati anche dal Codice della privacy. Il principio è stato ribadito dal Garante al termine di un´operazione di controllo sull´utilizzo di apparati di videosorveglianza da parte di una cooperativa. L´autorità ha disposto il blocco del trattamento effettuato mediante alcune videocamere poste in aree suscettibili di transito da parte dei lavoratori, come quelle di carico e scarico delle merci, i box informazioni e la zona circostante. Il sistema di videosorveglianza può, infatti, configurarsi come forma di controllo a distanza dell´attività lavorativa anche nel caso in cui i luoghi di lavoro siano frequentati anche solo temporaneamente dal personale. A tale proposito, il Garante ha ricordato quanto a suo tempo stabilito dalla Cassazione, la quale aveva confermato che il divieto di controllo a distanza dell´attività lavorativa "non è escluso dal fatto che il controllo sia destinato ad essere discontinuo perché esercitato in locali dove i lavoratori possono trovarsi solo saltuariamente" . |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
PRIVACY: ARCHIVI GIORNALISTICI ON LINE |
|
|
 |
|
|
Il Garante per la protezione dei dati personali ha individuato alcune modalità tecniche che gli editori devono adottare per evitare che i motori di ricerca estraggano in automatico dagli archivi dei giornali tutti i dati personali che vi sono contenuti, anche quelli non più attuali o incompleti che possano ledere la riservatezza delle persone. L´autorità è intervenuta a seguito di alcuni ricorsi presentati nei confronti di un editore che ha reso recentemente fruibile ai più comuni motori di ricerca parte dell´archivio storico del proprio quotidiano. I ricorrenti lamentavano il fatto che, digitando il proprio nome su di un comune motore di ricerca, ottenevano come risultato notizie pubblicate anche quindici anni prima. In un caso, il ricorrente era stato completamente assolto dai reati citati nell´articolo, ma ciò non emergeva dai risultati della ricerca. In altri casi, gli interessati, pur avendo negli anni cambiato vita e avviato una diversa attività professionale, continuavano ad essere associati a vicende ormai lontane. L´autorità non ha accolto l´istanza degli interessati di far cancellare o modificare i dati in questione dall´archivio on-line del quotidiano, ma ha ritenuto legittima, in considerazione della specificità dei casi, la loro richiesta di veder tutelata la propria attuale identità. Ha quindi imposto alla società editrice di adottare le opportune misure tecniche: ad esempio, predisponendo una versione dell´articolo che non riporti i dati personali dei ricorrenti nel caso in cui l´articolo possa essere estratto automaticamente da motori di ricerca esterni; oppure prevedendo differenti modalità di presentazione delle pagine sul web, in particolare garantendo che le notizie siano rintracciabili soltanto usando il motore di ricerca del giornale o del sito web. Queste soluzioni consentono di tutelare gli interessati e di preservare, al contempo, l´integrità della memoria storica, la libertà di ricerca anche storica, il diritto allo studio e all´informazione poiché gli utenti potranno comunque continuare a consultare la versione integrale degli articoli attraverso funzioni di ricerca interne al sito del giornale. Sempre in materia di archivi giornalistici on line, il Garante ha invece rigettato un altro ricorso presentato da una cittadina che chiedeva di bloccare la diffusione on-line di informazioni che la riguardavano per fatti avvenuti nel 2001. In questo caso l´Autorità ha considerato prevalente la rilevanza sociale del reato contestato oltre che il più breve lasso temporale trascorso dalla vicenda e dai successivi sviluppi giudiziari, e ha ritenuto ancora opportuno che non vi fossero ostacoli a un´ampia, utile, conoscibilità dei fatti in questione . |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
PRIVACY: GARANTI UE SULLA PRIVACY DEI MINORI A SCUOLA |
|
|
 |
|
|
Il Gruppo art. 29 ha adottato un parere sulla protezione dei dati relativi ai minori (Wp 160 http://ec. Europa. Eu. ). Il parere, suddiviso in due sezioni principali, individua prima di tutto i principi generali sulla tutela del minore e, nella seconda parte, fornisce indicazioni per l´attuazione delle regole di data protection nel settore scolastico. Tra i principi fondamentali sulla protezione del minore previsti dalle convenzioni internazionali e richiamati dal documento, si dà particolare rilievo all´interesse primario del minore (cd. "best interest of the child"), che mira a rafforzare il diritto allo sviluppo della sua personalità e costituisce un elemento fondamentale per la risoluzione di eventuali conflitti che possono insorgere anche tra il minore stesso e i suoi rappresentanti. Con specifico riferimento alla protezione dei dati, il Gruppo ripercorre i principi generali della direttiva 95/46, riaffermando che quando il trattamento riguarda soggetti "in evoluzione", come appunto i minori, tali principi devono essere rispettati con particolare rigore. Il documento illustra poi come le regole sulla protezione dei dati debbano applicarsi nella vita scolastica, in tutte le diverse attività di cui essa si compone, dal momento dell´iscrizione a scuola, alla pubblicazione dei voti. Particolare attenzione è prestata all´uso delle nuove tecnologie. L´impiego di videocamere per garantire la sicurezza nelle scuole, di dispositivi biometrici per l´accesso ai locali scolastici, o di badge muniti di Rfid deve avvenire solo ove necessario, tenendo conto del diritto alla privacy degli studenti ed evitando forme di "ipercontrollo" che potrebbero limitare il loro stesso sviluppo. Il parere, che si rivolge a tutti coloro che a vario titolo trattano i dati relativi ai minori ed in particolare agli insegnanti e alle autorità scolastiche, sottolinea l´importanza delle attività di sensibilizzazione, che mettano al corrente i ragazzi dei rischi derivanti dal trattamento dei dati che li riguardano. È così infatti che i minori di oggi potranno diventare cittadini più consapevoli in futuro . |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
GIUSTIZIA ITALIANA: DIFFAMAZIONE E POSTA ELETTRONICA |
|
|
 |
|
|
La quinta sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 1369 del 15 gennaio 2009 ha affermato che, nel delitto di diffamazione a mezzo posta elettronica, l’anonimato non è mai garantito in quanto ogni computer abilitato a navigare è univocamente identificato ad ogni accesso da un indirizzo Ip, che permette al provider di risalire all’identità dell’abbonato. Oltre all’account di posta elettronica, il giudice può prendere in considerazione altri indirizzi che facciano convergere all’identificazione del propalante. L’art. 596, comma 1, cod. Pen. , nell’escludere che l’autore della diffamazione possa provare a sua discolpa la verità o la notorietà del fatto a lui attribuito, va armonizzato con l’art. 21 Cost. , quindi l’exceptio veritatis è ammessa ove costituisca manifestazione di un diritto di critica. Nel caso di specie, la Cassazione ravvisa il diritto di critica in capo al lavoratore anche nella rete con la conseguenza che quanto appare in internet può astrattamente costituire diffamazione . |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
UNIONCAMERE PIEMONTE: BILANCIO SOCIALE E CERTIFICAZIONE PER IL BILANCIO D’ESERCIZIO 2008 |
|
|
 |
|
|
Per il quarto anno consecutivo Unioncamere Piemonte, l’associazione delle otto Camere di commercio piemontesi, ai sensi della legge 580/92 ha scelto di far certificare il proprio bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2008. Durante l’Assemblea dell’ente, che si è svolta in mattinata, è stato approvato infatti il bilancio d’esercizio, che ha superato il valore di 5,5 milioni di euro di entrate totali. Anche quest’anno il percorso di valorizzazione della trasparenza ha portato alla redazione del bilancio sociale, uno strumento di gestione e comunicazione volto a qualificare il rapporto con tutti gli stakeholder, con l’obiettivo di fare emergere nella sua completezza la dimensione operativa e istituzionale dell’ente. Trattandosi di uno strumento volontario, sono stati assunti come modalità operative i “Principi generali e linee guida per l’adozione del bilancio sociale nelle aziende non profit”, elaborati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, e come schema di riferimento i “Principi Gbs di redazione del bilancio sociale”, strumenti che a loro volta integrano e accolgono le metodologie di Corporate Social Responsability - Csr più accreditate a livello internazionale. “Anche quest’anno Unioncamere Piemonte ha provveduto alla stesura del proprio bilancio sociale, che viene presentato contestualmente al bilancio di esercizio 2008, nell’ottica di fornire un utile strumento di conoscenza e comprensione dell’insieme delle attività che svolge il nostro ente, e per realizzare una ulteriore tappa nel percorso di trasparenza e chiarezza delle relazioni con i portatori di interesse” ha commentato il presidente di Unioncamere Piemonte, Ferruccio Dardanello. Da un punto di vista operativo, il bilancio sociale di Unioncamere Piemonte è stato realizzato da un Gruppo di lavoro interno con l’intervento del Gruppo Metodo Piemonte in materia di bilancio sociale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Torino-ivrea-pinerolo, che in ogni fase del processo ha svolto un ruolo di supervisione scientifica finalizzato alla validazione professionale della metodologia adottata. “Dallo studio emerge che il sistema camerale regionale spende annualmente 56,2 milioni di euro in iniziative volte alla promozione dell’economia locale, confermandosi così uno degli attori chiave per la crescita del tessuto imprenditoriale del Piemonte” ha dichiarato Paolo Bertolino, direttore di Unioncamere Piemonte. Insieme al bilancio sociale, Unioncamere ha presentato “I numeri del sistema camerale piemontese”, un’analisi dell’impatto del sistema camerale sulla promozione dell’economia locale, basato sui bilanci e sulle iniziative promozionali dirette delle Camere di commercio e di Unioncamere Piemonte . |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
KASPERSKY LAB ITALIA SPEGNE LA SUA PRIMA CANDELINA |
|
|
 |
|
|
Kaspersky Lab, azienda specializzata in soluzioni per la sicurezza informatica, festeggia in questi giorni il primo anno di attività della propria sede italiana. Ottimo risultato commerciale per clienti e partner attività di marketing mirate e ampliamento del team italiano sono solo alcuni dei traguardi raggiunti in questi primi 12 mesi di attività. In un periodo di congiuntura economica complessa, l’azienda russa specializzata in soluzioni per la protezione contro il cybercrime, affronta il 2009 con un rinnovato ottimismo, giustificato dai buoni risultati a livello internazionale e dagli importanti traguardi ottenuti dalla sede italiana dell’azienda. A livello worldwide infatti, il 2008 ha visto crescere il giro d’affari dell’azienda russa dell’80% rispetto al 2007, raggiungendo la cifra di 350 milioni di dollari Usd (non-Gaap). L’azienda si è riconfermata nel 2008 leader europeo nell’ambito retail del mercato antivirus e ha ricevuto il premio “Software Vendor of the Year” dall’Emea Channel Accademy. Alexander Moiseev, Managing Director di Kaspersky Lab Italia, ha così commentato questo primo anno di attività: “Innanzitutto voglio ringraziare il team italiano, Aldo Del Bò, Consumer Sales Director con Roberto Fierro, Luca Amorosino, Sandro Aglialoro, Paola Tuzzi, Marketing Manager con Alessandra Venneri, Giuseppe Coppola, Corporate Manager con Marco Ugolini, Edoardo Di Meo e Marella Folgori, Anna Pavlova, Office Manager, Anna Maria Asquini, Finance Manager, Gianfranco Vinucci, Chief Technology Officer con Luca Palermo, Federico Giorgetti, Marco Sannino, e Claudio Brozzolo. Siamo un team giovane e con molta voglia di fare, gli obiettivi per il quest’anno sono molto ambiziosi ma sono certo che grazie all’efficacia dei nostri prodotti e alla professionalità del nostro team, anche il 2009 sarà un anno ricco di successi” Informazioni su Kaspersky Lab: www. Kaspersky. It . |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
CONTRASSEGNO SIAE: REGOLAMENTO SULLA SUA OBBLIGATORIETÀ |
|
|
 |
|
|
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 80/09 è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 febbraio 2009, n. 31, che contiene il Regolamento sul bollino Siae, vale a dire il contrassegno da apporre sui supporti ai sensi dell´articolo 181-bis della Legge n. 633/41 (Legge sul diritto d’autore). Il nuovo Regolamento abroga il precedente Dpcm n. 338/01, già modificato dal Dpcm n. 296/02, ed entrerà in vigore dal domani 21 aprile. L’adozione del nuovo Regolamento si è resa necessaria a seguito della sentenza 8 novembre 2007, causa C20-05, con cui la Corte di Giustizia Ue ha dichiarato inopponibile ai soggetti privati la precedente disciplina nazionale in materia di contrassegno, in quanto considerata “regola tecnica” adottata senza esperire la preventiva procedura di informazione alla Commissione Ue. La notifica richiesta è poi avvenuta nell’aprile 2008. In particolare, il Regolamento disciplina le caratteristiche, comprese le dichiarazioni identificative sostitutive, del contrassegno da apporre su supporti contenenti programmi per elaboratore o multimediali (floppy disk, memory card, chiavi usb, microchip, schede Sd, ecc. ) e su supporti fonografici, cinematografici o audiovisivi destinati a essere posti in commercio o ceduti in uso a fine di lucro (es. Cd, cd rom, dvd, ecc. ), prodotti dopo l’entrata in vigore della Legge n. 248/00 (19 settembre 2000). Il Regolamento fa espressamente salva la circolazione dei supporti che sono stati prodotti entro il 19 settembre 2000 in conformità alla legislazione previgente in materia di contrassegno e di tutela del diritto d´autore, nonché i supporti prodotti dopo tale data ma conformi alle disposizioni di cui al precdente Dpcm n. 338/01. Inoltre, il provvedimento disciplina la collocazione, i tempi e le modalità per il rilascio del contrassegno da parte della Società italiana degli autori e degli editori (Siae) . |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
 |
PRO-MEET:VENT’ANNI DI ATTIVITÀ |
|
|
 |
|
|
Pro-meet, leader fra le event agency grazie all’eccellente qualità del servizio, all’eterogeneità delle soluzioni proposte e all’elevato gradimento dei clienti, festeggia quest’anno i quattro lustri di attività, essendo stata fondata nel febbraio 1989 da Francesca Pezzutto, che ancor oggi la dirige. "Sono stati vent’anni di lavoro intenso, di crescita, di grandi soddisfazioni umane e professionali. - considera la titolare - La piccola agenzia che nel 1989 muoveva i primi passi – in un mondo completamente diverso, non c’erano né Internet né posta elettronica e i cellulari erano ancora una rarità – è oggi divenuta, grazie alla preferenza di tante aziende, una bella realtà, a suo modo importante, nella meeting industry italiana". Lo dicono i numeri, davvero straordinari. In 20 anni Pro-meet ha organizzato oltre 1000 eventi istituzionali, 100 viaggi d’incentivazione, 100 tra feste e celebrazioni, 1000 calendari di corsi education, 1300 convention aziendali, coinvolgendo direttamente oltre 300mila persone. In totale, oltre 3500 eventi capaci, in molti casi, di un indotto fortemente moltiplicatore della notorietà dell’azienda promotrice, tale da aver consentito di calcolare che, al di là degli oltre 300mila ospiti registrati, siano ben sette milioni gli individui entrati direttamente o indirettamente a contatto con i meeting e le manifestazioni organizzate da Pro-meet, grazie soprattutto all’eco che hanno spesso suscitato sulla stampa generalista e specializzata. "Tutto ciò è un patrimonio di cui io e il mio staff andiamo fieri - conclude Francesca Pezzutto - perché frutto della passione e del quotidiano impegno al servizio delle esigenze di comunicazione delle aziende clienti. E, nel contempo, costituisce il seme prezioso da cui ripartire per altri 20 anni all’insegna dell’entusiasmo e della creatività". |
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|