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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 09 Giugno 2009 |
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LA RICERCA FINANZIATA DALL´UE CHIARISCE LA STRATEGIA "SHOCK-AND-KILL" CONTRO HIV-1 |
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Bruxelles, 9 giugno 2009 - Alcuni ricercatori italiani hanno ulteriormente approfondito la cosiddetta strategia "shock-and-kill", con cui i geni Hiv latenti possono essere "stanati" dalle cellule umane. I risultati rappresentano un significativo passo avanti per i ricercatori che studiano i mezzi per eradicare Hiv-1. Le conclusioni dello studio preclinico, pubblicate nella rivista Retrovirology, sono un risultato del progetto Epitron ("Epigenetic treatment of neoplastic disease"), che era stato finanziato con 1,1 milioni di euro nel quadro dell´area tematica "Scienze della vita, genomica e biotecnologia per la salute" del Sesto programma quadro (6Pq). Lo studio è stato anche in parte finanziato dal progetto Apo-sys ("Apoptosis systems biology applied to cancer and Aids: an integrated approach of experimental biology, data mining, mathematical modelling, biostatistics, systems engineering and molecular medicine"), sostenuto con 11 milioni di euro nell´ambito del tema Salute del Settimo programma quadro (7Pq). Uno dei principali ostacoli all´eliminazione del virus Hiv-1 dai pazienti è quello che i ricercatori chiamano la "barriera di latenza", composta da globuli bianchi memoria, infetti ma quiescenti, come macrofagi e linfociti T (che dirigono altri immunociti) che esprimono la proteina Cd4. Una cellula, per esempio, può ospitare un genoma virale dormiente che poi diventa parte dell´organismo; questo significa che l´infezione continua a ripresentarsi, anche durante la terapia antiretrovirale. Per superare la barriera di latenza, gli scienziati hanno indagato sui mezzi per attivare Hiv-1 e, ingannandolo, spingerlo a morire, un processo chiamato "shock and kill". L´equipe di ricerca italiana ha usato modelli di linee cellulari per testare diversi tipi di mix che inibiscono le istone deacetilasi (Hdac), enzimi che conservano la latenza del virus. Tra gli inibitori di Hdac si trova l´acido valproico, che è stato studiato anche per i suoi effetti sulle malattie neurodegenerative. Un problema che l´equipe ha dovuto affrontare è che gli inibitori di Hdac sembrano avere effetto sul virus Hiv solo in dosi tossiche. I ricercatori hanno esaminato i 32 tipi di inibitori di Hdac appartenenti ad una classe che agisce su un piccolo gruppo di enzimi (Hdac della classe I), ed hanno scoperto che, in quantità non tossiche, gli inibitori di Hdac di questa classe potrebbero risvegliare alcune delle cellule infette dormienti. Hanno ripetuto l´esperimento e aggiunto un farmaco che induce stress ossidativo, chiamato "butionin-sulfoximina" (Bso). Tale farmaco ha permesso agli inibitori di Hdac di classe I di agire su un maggior numero (ma non sulla totalità) di cellule infette latenti. Le cellule infette "risvegliate" sono poi state liquidate, mentre quelle non infette restavano intatte malgrado fossero sottoposte alla combinazione di Bso e di inibitori di Hdac. "Gli effetti combinati di [inibitori di] Hdac selettivi di classe I e [. ] Bso suggeriscono l´esistenza di un tallone d´Achille che potrebbe essere manipolato per agevolare la fase "kill" delle strategie sperimentali d´eradicazione di Hiv-1", afferma lo studio. "Spero davvero che questo studio possa aprire nuove strade per lo sviluppo di armi capaci di eliminare dal corpo le cellule infettate dal virus Hiv", ha detto il Dr. Andrea Savarino, retrovirologo dell´Istituto Superiore di Sanità italiano. "Tali armi, unite alle terapie antiretrovirali, potrebbero permettere alle persone colpite da Hiv/aids di sbarazzarsi del virus e tornare a condurre una vita normale". Anche se i risultati sono promettenti, i ricercatori ribadiscono che l´eventuale efficacia dell´approccio shock-and-kill è tuttora in discussione. Citano, per esempio, recenti scoperte che suggeriscono che "esisterebbero differenti serbatoi cellulari per la latenza di Hiv-1, e che ciascuno di essi potrebbe richiedere una strategia d´attivazione specifica", oltre al fatto che "i fattori virali, insieme ai fattori cellulari, possono contribuire alla quiescenza di Hiv-1, e tali fattori potrebbero non essere controllati da strategie basate su [inibitori di] Hdac". Il Dr. Savarino ha fatto notare che sono stati sviluppati mix di farmaci testabili, composti da molecole che hanno superato i trial clinici di fase I per la sicurezza umana. "Sebbene questo tipo d´approccio sia ampiamente accettato dalla comunità scientifica, per essere onesti dobbiamo considerare che certi scienziati restano scettici in proposito, mentre altri addirittura ritengono che una cura per l´Hiv/aids non sarà mai trovata". Ed ha aggiunto: "Gli esperimenti con modelli animali getteranno nuova luce su questo difficile problema". Per maggiori informazioni: Retrovirology: http://www. Retrovirology. Com Istituto Superiore di Sanità: http://www. Iss. It . |
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I RICERCATORI INTERNAZIONALI AFFRONTANO IL TABÙ DELLA NATIMORTALITÀ |
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Bruxelles, 9 giugno 2009 - Ogni anno si registrano oltre 3 milioni di parti di feti morti, un fenomeno che, nonostante i progressi e la massa d´informazioni nell´ambiente medico, resta in gran parte poco analizzato: il fatto che non venga ripreso come tale nei dati registrati o che non venga riconosciuto dai decisori politici nazionali lascia credere che la natimortalità sia un argomento tabù. In un supplemento della rivista Bmc Pregnancy and Childbirth, ricercatori di tutto il mondo hanno esaminato il problema per cercare di approfondire le conoscenze e per contribuire a risolvere il problema. I dati mostrano che ogni anno si registrano in tutto il mondo oltre 3 milioni di parti con feti morti, il 98% dei quali in paesi a basso o medio reddito. I casi di natimortalità intraparto, cioè durante il travaglio, sono circa 1 milione, e ancora una volta si riscontrano soprattutto nei paesi a basso o medio reddito. Secondo gli esperti, a livello mondiale i casi di natimortalità superano quelli di mortalità infantile per malaria. Per ogni 1. 000 parti a termine, in Europa occidentale si registrano dai 3 ai 4 casi di natimortalità, e 7 negli Stati Uniti. I sei studi del supplemento hanno fornito prove che giustificano interventi sulla madri per ridurre il fenomeno, e si sono occupati in particolare di come incrementare la conoscenza e sostenere gli sforzi per eliminare questo grave problema. Hanno anche mostrato in dettaglio come bisognerebbe compilare i dati sulla natimortalità nei sistemi di controllo generale dei dati, e come andrebbe affrontato il tema nel dialogo politico. Un documento si è concentrato sull´onere globale, l´epidemiologia, i fattori di rischio e le cause di parti di feti morti, delineando inoltre la metodologia e il quadro di riferimento per un riesame a livello internazionale. Altri hanno valutato gl´interventi comportamentali e nutrizionali utilizzati prima e durante la gravidanza e hanno affrontato il tema della prevenzione e gestione delle malattie e delle infezioni in tale periodo. Un altro documento ha riesaminato l´efficacia di screening e monitoraggio durante la gravidanza e il travaglio, usando tecniche come i test a ultrasuoni e Doppler (test per valutare il flusso sanguigno nei vasi), ed ha analizzato gli studi sui possibili effetti della cardiotocografia e del controllo del diabete materno sull´esito del parto. Un altro gruppo di autori ha esaminato i rapporti sugli esiti di otto diversi interventi durante il travaglio. Il documento finale nel supplemento ha cercato le possibili vie per migliorare il servizio fornito e soddisfare la domanda della comunità, fornendo soluzioni al livello di sistema sanitario come migliori cure durante la gravidanza e il parto, e la formazione degli operatori sanitari. "Nei paesi ad alto reddito, ad esempio Stati Uniti e Regno Unito, si fa strada l´idea del problema della natimortalità, dal momento che i progressi per ridurne l´incidenza sono stati minimi rispetto a quelli per le morti neonatali; i gruppi di genitori sono sempre più attivi", ha spiegato il Dr. Joy E. Lawn dell´Institute of Child Health di Londra. "Nei paesi a basso reddito le cifre sono agghiaccianti: circa 9. 000 casi al giorno, 3. 000 dei quali durante il parto. Anche se dietro ogni decesso c´è una famiglia che soffre per la perdita, spesso aggravata dai sensi di colpa, i tabù della società continuano a nascondere queste situazioni angosciose", ha poi aggiunto. "Gli studi mostrano che 20 anni dopo aver sofferto un parto di feto morto le donne provano ancora un invariato senso di angoscia". "Gl´interventi per ridurre l´onere globale della natimortalità esigono azioni a tutti i livelli del sistema sanitario", conclude l´ultimo studio. "Le strategie efficaci per prevenire il fenomeno sono note; sono invece ancora insufficienti l´analisi dei dati, le testimonianze e, cosa forse più significativa, la volontà politica di attuare a grande scala queste strategie". All´analisi collaborativa hanno partecipato ricercatori pachistani, sudafricani, inglesi e statunitensi. Per maggiori informazioni: Bmc Pregnancy and Childbirth: http://www. Biomedcentral. Com/bmcpregnancychildbirth . |
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IEO, FORMIGONI: QUINDICI ANNI DI ECCELLENZE |
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Milano, 9 giugno 2009 - L´istituto Europeo di Oncologia è "una delle grandi eccellenze a livello internazionale della sanità lombarda, in grado di fornire cure, assistenza e speranza ai tanti malati che vengono da tutte le parti d´Italia e ormai anche dall´estero". Nel suo saluto di apertura all´Ieo Day 2009, celebrato a 15 anni dalla fondazione, il presidente Roberto Formigoni, ha sottolineato la vicinanza tra Regione Lombardia e l´Istituto nel modo di intendere la sanità e la profonda e proficua collaborazione in atto da molti anni, che porterà nei prossimi anni alla nascita del Cerba, il Centro Europeo di Ricerca Biomedica Avanzata, "progetto straordinario sotto molti punti di vista". All´ieo Day, oltre all´assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani, hanno partecipato, tra gli altri, il viceministro Ferruccio Fazio, il presidente dell´Ieo, Carlo Buora, e il direttore scientifico, Umberto Veronesi. "Il suo essere un ente non profit, e cioè senza fini lucro - ha detto Formigoni - evidenzia la generosità dei tanti soci dello Ieo che decidono ogni anno di dedicarsi a un´impresa così generosa com´è la promozione della salute. La collaborazione tra sistema pubblico e privato rappresenta un asse portante della sanità lombarda che la Giunta regionale volle rinnovare, mettendo la persona al centro dell´attenzione e assicurando la libertà di scelta sulla struttura in cui farsi curare". Grazie proprio alla riforma lombarda, ha ricordato Formigoni, lo Ieo è in grado di accogliere l´85% dei pazienti in regime di convenzione con il sistema sanitario della Lombardia. Non solo cura dei pazienti ma anche ricerca ad altissimo livello, "testimoniato dall´impatto che le nostre scoperte hanno nel mondo scientifico". Secondo una indagine effettuata dalla società consortile Biopolo, consultando il database internazionale elaborato dal gruppo Thomson Reuters, la Lombardia è la prima regione italiana per numero di contributi scientifici più citati al mondo nel settore delle scienze della vita, con oltre 4. 000a pubblicazioni registrate tra il 1996 e il 2005. Assieme all´Istituto Mario Negri, lo Ieo figura nella lista delle istituzioni che hanno prodotto le migliori pubblicazioni nel campo dei tumori. Dopo aver ricordato alcune delle più importanti scoperte prodotte dagli scienziati dell´Ieo in questi 15 anni, Formigoni ha illustrato un importante progetto, promosso da Regione Lombardia in questo campo: "la Fondazione per la nanomedicina per la quale, 4 settimane fa (12 maggio), abbiamo completato l´iter formale di approvazione da parte dei soci fondatori. Assieme allo Ieo, all´Ifom, al Policlinico e ad altri prestigiosi soggetti vogliamo costruire un centro di eccellenza a livello internazionale, fornendo una risposta scientifica alla crescente richiesta di strumenti diagnostici e terapeutici non invasivi e personalizzati nell´ambito della nanomedicina". Quanto al Cerba, per la cui realizzazione la Giunta regionale ha approvato l´Accordo di Programma lo scorso aprile, il presidente ne ha sottolineato l´unicità a livello europeo, ribadendo il grande livello di collaborazione che ha permesso di superare le molte difficoltà iniziali e ora di far procedere speditamente il progetto. Dal canto suo, l´assessore Bresciani ha ribadito l´importanza delle reti patologiche - la Rete Oncologica Lombarda in particolare (in cui l´Ieo riveste un ruolo di primo piano) ma anche la Rete Ematologia - come basi fondamentali su cui "realizzare una vera sussidiarietà orizzontale" nell´ambito della ricerca con il coinvolgimento dei Sistema sanitario, delle Università, dei ricercatori, di Irccs e ospedali ma anche di Finlombarda per gli aspetti economici e dell´industria. . |
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APRE A OSTIA LA PRIMA COMUNITÀ PER LA RIABILITAZIONE PSICHIATRICA |
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Roma, 9 giugno – Non è solo un centro di accoglienza per le persone che vivono il disagio mentale ma una comunità che offre attività di recupero e di riabilitazione quella aperta a Ostia nell´ex asilo nido di via Mar dei Coralli. L´immobile, di circa 400 metri quadrati , è di proprietà del Comune che lo ha assegnato all´Associazione ´I volontari dell´A. Re. Sa. M´ che gestirà all´interno della Comunità socio-riabilitativa psichiatrica le attività finalizzate alla socializzazione dei malati psichici attraverso laboratori di teatro, arti espressive e musicali, di apprendimento delle lingue e di altre attività legate alla manualità come il restauro di mobili e la doratura di cornici. "L´apertura della prima Comunità a Ostia è una risposta concreta di questa amministrazione al disagio mentale, un terribile problema che, dopo la legge 180 e la relativa chiusura dei manicomi, è stato per troppo tempo dimenticato", è il commento di Alfredo Antoniozzi, assessore al Patrimonio del Comune, che ha consegnato i locali. . |
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ASP, CONCLUSO PERCORSO FORMATIVO PER GESTIONE DIABETE |
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Potenza, 9 giugno 2009 - La Gestione Integrata del Diabete continua ad avere attenzione da parte del Servizio Sanitario, così come previsto dal Progetto Igea (Integrazione Gestione e Assistenza al Diabete). “Un Progetto – si legge in un comunicato stampa dell’Alad – Fand - che vede grande impegno dell’Asp che ha concluso il percorso formativo propedeutico all’avvio della gestione Integrata. L’incontro è avvenuto tra medici, pazienti ed infermieri e altre figure professionali presso la sala Formazione dell’Asp di Via Torraca a Potenza, proprio per un confronto a più voci inteso a rendere sempre più operativo il rapporto tra medico-paziente e tra medico di medicina generale e lo specialista diabetologo. I temi affrontati hanno spaziato dalla logica di “banalizzazione” con cui spesso viene considerata la malattia diabetica, alla condizione del sistema di cura, fino alla necessità di rendere l’autocontrollo quale fattore strategico perché il paziente possa sentirsi libero di agire e di gestirsi in autonomia. Interessanti sono stati gli interventi di Gianfranco Palese – dell’Associazione Alad-fand (Associazione Lucana Assistenza al Diabete) che ha trattato le modalità della misurazione glicemica con il reflettometro o glucometro, e l’infermiere professionale Rocco Grano che si è soffermato su come va somministrata l’insulina e come la stessa va conservata perché non deperisca. Molto interesse ha riscosso l’intervento della farmacologa Dr. Ssa Giulia Motola che ha sottolineato l’utilità dei farmaci e come gli stessi vanno somministrati per abbattere la spesa anche se, in Basilicata, i dati sono confortanti se rapportati alla media nazionale ed europea. Le conclusioni, dopo un intenso e proficuo dibattito che si è avuto in termini di interattività, sono state tratte dal Dr. Franco Cervellino che ha tratteggiato in modo impareggiabile le diverse fasi del trattamento Integrato dell’Assistenza, soffermandosi sulle scansioni di competenza dei Medici di Medicina Generale, del Centro Diabetologico e del coinvolgimento del “Diabetico Guida” ; il tutto in una visione di Piano di Cura, con attenzione agli obiettivi terapeutici e con i tempi e le modalità di una moderna e rispondente Gestione del Paziente Diabetico. L’occasione, infine, è stata utile per ufficializzare la recente elezione del Dr. Pino Citro a Presidente Regionale dell’Amd (Associazione Medici Diabetologi)". . |
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NAPOLI, PARTO SPONTANEO, GIOVEDÌ 11 CONFRONTO AL TEATRO TRIANON |
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Napoli, 9 giugno 2009 - Si terrà giovedì 11 giugno alle 11, al teatro Trianon in Piazza Calenda a Napoli, il primo di una serie di incontri promossi dall´Assessorato alla Sanità della Regione Campania d´intesa con l´Asl Na1, per la promozione della "cultura" del parto spontaneo. A fare il punto di una situazione che ancora oggi vede la Campania ai primi posti in Italia per il ricorso ai tagli cesarei, saranno, tra gli altri, la senatrice Anna Maria Carloni, il commissario straordinario dell´Asl Na1 Maria Grazia Falciatore, i professori ordinari della Federico Ii di igiene Maria Triassi e di ginecologia Carmine Nappi. Concluderà i lavori l´assessore regionale alla Sanità Mario Santangelo. Al termine dell´incontro seguirà lo spettacolo teatrale "Nati in casa", scritto ed interpretato da Giuliana Musso. . |
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DONAZIONI DI SANGUE: REGIONE EMILIA ROMAGNA, AVIS, FIDAS/ADVS INVITANO I DONATORI AD EFFETTUARE UNA DONAZIONE PRIMA DELLE FERIE |
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Bologna, 9 giugno 2009 - “Un donatore di sangue lo sa. L’estate non significa solo vacanza”. E´ è con questo messaggio che Regione, Avis, Fidas/advs si rivolgono ai donatori e alle donatrici di sangue dell’Emilia-romagna per chiedere loro di effettuare una donazione prima delle vacanze estive, nel rispetto del periodo di pausa tra una donazione e l’altra. L’invito è contenuto nei due numeri speciali delle riviste delle due associazioni - “Avis Notizie”, Fidas/advs Qualcosa di importante” - che saranno inviate in questi giorni a casa degli oltre 160mila donatori e donatrici associati, e in locandine che saranno affisse nelle sedi delle due associazioni e nelle sedi dei servizi delle Aziende sanitarie. “Arriva l’estate - scrivono - e il bisogno di sangue aumenta. Tantissimi turisti italiani e stranieri scelgono l’Emilia-romagna per passare le loro vacanze. Inoltre, anche in estate, l’Emilia-romagna intende continuare a contribuire all’autosufficienza nazionale inviando sangue alle Regioni che, con la raccolta, non riescono soddisfare le esigenze dei loro servizi”, si legge nelle pagine dei due numeri speciali. “L’impegno degli oltre 160mila donatori donatrici e del Servizio sanitario regionale è molto rilevante lungo tutto l’anno, come testimonia il buon livello raggiunto nella raccolta, nella gestione dei processi di cura, nell’attenzione massima ad un utilizzo appropriato e nel contenimento degli sprechi. Ma in estate occorre uno sforzo particolare e la collaborazione che ci aspettiamo è ancora una volta fondamentale”, si legge ancora. Regione, Avis, Fidas/advs offrono un resoconto dell’andamento di raccolta e consumo di sangue nel 2008. E’ aumentata la raccolta con 247. 342 unità di sangue contro le 245. 173 nel 2007, +0,9%. E’ aumentato anche il consumo con 234. 878 unità nel 2008 rispetto alle 229. 969 del 2007, +2,1%: un aumento legato alla crescita degli interventi sanitari che ha tuttavia comportato una riduzione del contributo dell’Emilia-romagna all’autosufficienza nazionale (4. 408 unità nel 2008 a fronte delle 6. 301 del 2007). E il 2009, dicono Regione, Avis, Fidas/advs, “si presenta quindi come un anno di recupero nell’ottica di mantenere quel contributo di solidarietà che garantiamo da dieci anni”. “In Emilia-romagna la famiglia dei donatori è grande. Ma può crescere ancora. Passa parola!”. Con questo invito e con un ringraziamento ai donatori per quanto vorranno fare si chiudono gli speciali di “Avis Notizie” e Fidas/advs Qualcosa di importante” . L’impegno a promuovere le donazioni di sangue e la cultura della solidarietà continuerà anche in autunno, quando riprenderanno le iniziative previste dalla campagna informativa “Un piccolo gesto può far grande la vita. Donare sangue, semplicemente importante”: tour itineranti di camper e stand mobili nei principali centri della regione, distribuzione di materiali informativi, manifesti e locandine, radiocomunicati, promozione nelle scuole con la seconda edizione del concorso “Red Submarine. Il talento ce l’hai nel sangue. Fallo emergere!”, concorso rivolto agli studenti delle classi Iv e V delle scuole medie secondarie superiori a cui è richiesto di realizzare un videoclip sulla donazione di sangue. Nei giorni scorsi si è svolta la cerimonia di premiazione della 1° edizione del concorso: ai 9 vincitori (uno per provincia) è stata consegnata una telecamera, per il 1° assoluto, oltre alla telecamera, ci sarà la produzione professionale del videoclip e la sua distribuzione in 160 sale cinematografiche dell’Emilia-romagna. . |
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“APPARECCHI ELETTROMEDICALI” – DATI DI SINTESI, 2008 SINTESI DELL’ANDAMENTO DELLA DOMANDA |
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Milano, 9 giugno 2009 - L’andamento ancora positivo del mercato è prevalentemente da attribuire alla crescita dell’area della terapia (+9%). L’area delle bioimmagini e l’area dell’elettromedicina hanno invece avuto un aumento contenuto (+2,5%) rispetto al 2007. Le migliori dinamiche si sono registrate nel segmento della Pet (+22,2%), mentre è in forte riduzione la Medicina Nucleare (-10,8%). Nel breve termine si prevede una sostanziale tenuta dell’attività produttiva e della domanda interna. Sul lato dell’offerta, si attenuerà la tendenza da parte dei maggiori operatori multinazionali ad acquisire imprese minori al fine di ampliare la gamma, allargare gli ambiti geografici, aumentare la propria quota di mercato. Proseguiranno invece gli accordi commerciali collegati alla necessità di accelerare il ciclo di diffusione dei nuovi prodotti e il processo di internazionalizzazione. La progressiva riduzione sul mercato di attori focalizzati in R&s aprirà nuove opportunità di ottimizzazione e di diversificazione del business, creando nuove opportunità di incremento delle vendite e dei volumi di produzione, condividendo i costi di sviluppo.
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Numero di imprese |
66 |
Numero di addetti(a) |
4. 150 |
Numero di addetti per impresa |
62,9 |
Valore della produzione (mn. Euro) |
368,8 |
Variazione media annua della produzione 2008/2004 (%) |
4,4 |
Valore produzione e importazione (mn. Euro) |
1. 040,0 |
Fatturato (produzione e importazione) per addetto (‘000 euro) |
250,6 |
Valore aggiunto (mn. Euro)(b)(c) |
276,6 |
Valore aggiunto per addetto(b)(c) (‘000 euro) |
66,7 |
Quota della produzione prime 4 imprese (%) |
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Export/produzione (%) |
67,6 |
Import/consumo (%) |
84,9 |
Valore del mercato (mn. Euro): |
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· Totale |
1. 265,2 |
· Prodotti |
790,8 |
· Service |
474,4 |
Variazione media annua del mercato 2008/2004 (%)(c) |
3,6 |
Quota di mercato prime 4 imprese (%): |
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· Totale |
60,8 |
· area bioimmagini (stima) |
73,5 |
· area elettromedicina |
63,4 |
· area terapia |
66,2 |
Previsione di sviluppo del mercato: |
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· 2009/2008 (%)(d) |
0,5-1,5 |
· tendenza di medio periodo |
lieve crescita |
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| a) - addetti specifici b) - comprese le imprese che commercializzano prodotti importati c) - escluso il service d) - in valore Fonte: Databank . |
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LA BIENNALE DI VENEZIA MUNDUS NOVUS - ARTE CONTEMPORáNEO DE AMÉRICA LATINA PAESI ESPOSITORI: BOLIVIA, COLOMBIA, COSTA RICA, CUBA, ECUADOR, EL SALVADOR, GUATEMALA, HONDURAS, PERÙ, REPUBBLICA DOMINICANA DAL 7 GIUGNO AL 22 NOVEMBRE 2009 |
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Venezia, 9 giugno 2009 - Il Padiglione dell´Istituto Italo-latino Americano (Iila), seguendo la tematica della 53. Esposizione Internazionale d´Arte del 2009 - "Fare Mondi/making Worlds", affronta il tema "Mundus Novus - Arte Contemporáneo de América Latina". La curatrice Irma Arestizábal è mancata all´improvviso alla metà di maggio. Considerata una delle massime esperte al mondo di arte latinoamericana, è stata curatrice del Padiglione dell´America Latina Iila dal 2003 al 2009. Nata a Bahía Blanca, in Argentina, il 10 aprile 1940, aveva lavorato come critica d´arte, curatrice indipendente, professoressa titolare di Arte Latinoamericana Contemporanea all´Università di Buenos Aires, ha ricoperto la carica di Segretario Culturale dell´Iila dal 2003 al 2007. Negli ultimi tempi stava inoltre lavorando alla creazione della mediateca dell´Iila. A lei viene dedicato questo Padiglione che ha voluto fortemente e ha curato con la consueta dedizione e passione selezionando un gruppo di artisti di grande valore che hanno saputo interpretare il tema con forza e poesia. E come scrive la curatrice in catalogo: "Gli artisti che creano dall´America Latina lo fanno tenendo sempre ben presente la storia, l´ambiente, il mondo vegetale e quello animale della loro terra, le città, così particolari, dove regna il "caos" e dove gli edifici neoclassici convivono con la foresta fittissima, dove tutto ciò che è "neo" (neo-gotico, neo-romanico) non costituisce più un atto volto al recupero della propria nazionalità ma uno status symbol. Accanto alla propria storia è presente anche la storia mondiale. Le credenze, gli dei, le religioni precolombiane e il cattolicesimo imposto dal conquistatore costituiscono anch´essi degli spunti per nuove opere, mentre numerose creazioni racchiudono in sé tic, vizi sociali e problemi socio-politici". Il Padiglione occupa 700 mq all´interno delle Artiglierie dell´Arsenale, uno degli spazi più prestigiosi che da anni, assieme ai Giardini, costituisce il centro delle attività espositive d´arte e di architettura de La Biennale di Venezia. Seguendo le direttive del Direttore del Settore Arti Visive, Daniel Birnbaum, il Padiglione non sará diviso in sezioni, ma si presenterà come un´unica mostra in cui diversi temi si intrecciano in una unità organica e articolata e dove le opere dialogano fra loro e lo spazio stesso. La mostra Mundus Novus - Arte Contemporanea dell´America Latina, organizzata dall´Istituto Italo-latino Americano, è stata pensata attentamente per mettere in mostra le diverse modalità in cui gli artisti latinoamericani inventano e reinventano il proprio mondo, elaborando le proprie tradizioni e le diverse influenze di cui tali modalità si nutrono, per dare corpo a opere che oggi pongono più domande che risposte e inseriscono paradossi laddove a volte taluni hanno creduto di trovare conclusioni e certezze. All´esposizione parteciperanno quest´anno artisti provenienti da Bolivia, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Perù e Repubblica Dominicana. Alberto Baraya (Colombia) da diverso tempo lavora al progetto El Herbario de Plantas Artificiales, work in progress che rielabora i viaggi scientifici dei secoli Xviii e Xix. Per la 53. Esposizione Internazionale d´Arte Baraya crea una Expedición a Venecia, affiancando fiori e piante di vetro di Murano alle imitazioni made in China che si trovano nelle zone turistiche della città lagunare. Fernando Falconi (Ecuador) nella sua installazione Olimpo fa sua la figura del vulcano Chimborazo, emblema geografico e storico americano. Davanti al video lo spettatore vede i ghiacci eterni sciogliersi (come tante verità e affermazioni) nel lago che si estende ai piedi del colosso. Gli Dei di nuovi mondi sono rappresentati nel Kukulcan di Darío Escobar (Guatemala). Seguendo la sua linea di ricerca sullaricontestualizzazione dell´oggetto, Escobar costruisce la coda di un Quetzalcoatl rosso, il mitico serpente piumato, con copertoni di biciclette. Luna de Papel (Yo creo como hablo) di Paul Ramírez Jonas (Honduras), oltre a farci pensare alla luna e ai suoi quarti calanti, diversi nell´emisfero sud, ci parla del recupero della parola, in questo caso una frase - Io creo come parlo - Abracadabra, come ricostruzione concettuale dell´immagine. Ramírez Jonas è convinto che leggere sia un atto di libertà, ma qui, con il pezzo che espone, più che leggere presenta testi da leggere. La nube di Ramsés Larzábal (Cuba) costituisce una prova della vocazione costruttiva dell´arte latinoamericana. Vocazione costruttiva che guida tutta la produzione di Luis Roldán (Colombia), che evoca una dimensione lirica ed esistenziale della vita urbana nella sua opera, costituita quasi esclusivamente da frammenti. Un´altra visione della città latinoamericana è presente nelle nuove città di Carlos Garaicoa (Cuba), che gioca con l´architettura come fosse un biografo di un luogo, costruendo città di cera, di luce, di mattoni e di carta. I mondi popolati da rari esemplari e da razze diverse si riflettono nei Mutantes di Raquel Paiewonsky (Rep. Dominicana), che fondono elementi della vita urbana, stereotipi di genere, la natura, la spiritualità e i nostri istinti. I colori delle piante, degli uccelli e dei cieli del nuovo continente donano una diversa colorazione a pitture e tessuti, come sperimentiamo nell´opera di Federico Herrero (Costa Rica) che, in un tripudio di gesti e tinte, colora gli spazi in cui opera, a seconda dei propri sentimenti. Gastón Ugalde (Bolivia), utilizzando i ponchos Aymara e Inca, crea uno stupendo insieme di colori, trame e orditi che parla del sincretismo culturale, di tesori propri e conquistati. Lo spazio "nuovo" del tromp l´oeil di Nils Nova (El Salvador) utilizza la fotografia come un mezzo che costruisce la realtà/finzione. In quest´opera Nova sfida la prospettiva classica, cambiando la visione e le proporzioni dello spazio del Padiglione latinoamericano, che è proiettato quasi all´infinito. Lo stesso spazio e le opere del Padiglione si riflettono nel dipinto di Sandra Gamarra (Perù), che mostra i sogni, le idee e i progetti dei nostri artisti riassumendo nella sua tela i nuovi mondi creati in questo spazio dell´Arsenale. Il Padiglione dell´Istituto Italo-latino Americano (Iila) pubblicherà un catalogo con testi di Irma Arestizábal, Paolo Bruni (Segretario Generale Iila), Patricia Rivadeneira (Segretario Culturale Iila) . |
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JOSÉ ORTEGA REALISMO E IDENTITÀ MEDITERRANEA CHIETI, MUSEO D’ARTE COSTANTINO BARBELLA DAL 25 GIUGNO AL 29 AGOSTO 2009 |
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Chieti, 9 giugno 2009 - Si inaugurerà il prossimo 25 giugno alle ore 18,00 al Museo d’Arte Costantino Barbella di Chieti la rassegna José Ortega. Realismo e identità mediterranea a cura di Gianfranco Bruno e Alfredo Paglione. Per la prima volta in Italia si potranno ammirare da vicino le dieci xilografie del ciclo El Terror . Le opere furono meditate e realizzate da Ortega all’inizio degli anni Cinquanta durante la sua detenzione nelle carceri spagnole a seguito di una condanna a dieci anni per attività contro il regime franchista. José Ortega, Realismo e identità mediterranea sarà la più ampia antologica mai realizzata fino ad oggi dedicata all’illustre artista spagnolo assiduo frequentatore del nostro Paese. Un unico e straordinario percorso espositivo composto da 113 opere provenienti da musei e collezioni private abruzzesi, tra cui alcuni lavori appartenenti al ciclo di incisioni I Segadores, in cui l’artista ben rappresenta la fatica e l’oppressione dei contadini; Ortega±dürer, dove egli affronta il tema della guerra civile spagnola e Contra Franco, opera manifesto del suo pensiero anti-franchista, insieme all’ultimo grande dipinto realizzato poco prima della sua morte Raccoglitrici di olive . Con questa esposizione che rende omaggio all’arte di José Ortega, profondo conoscitore delle atmosfere mediterranee, la Provincia di Chieti e il Comune salutano le 23 nazioni partecipanti ai Giochi del Mediterraneo che si terranno in Abruzzo a partire dal prossimo 26 giugno. Artista dotato di eccezionale sensibilità, appena quindicenne entra in contatto con i rivoluzionari antifranchisti legando indissolubilmente le sue esperienze personali e tutta la sua opera al forte impegno politico e civile, lo stesso Ortega dichiarerà: vi sono, nella vita dei popoli, momenti nei quali gli artisti sentono che è necessaria un’arte di contenuto rivoluzionario. Tutti i lavori di Ortega: la pittura, la ceramica, il mosaico, l’affresco e, soprattutto, l’incisione, nascono da un’emozione potente e duratura, dall’ossessione per i volti travagliati dalla miseria, dalla sofferenza di uomini alienati dal duro lavoro. Artista famoso per i suoi mietitori, per le raccoglitrici di olive, per i pescatori trasforma i contenuti in fatti e simboli. Amico di Pablo Picasso, sin dai primi anni dell’esilio per attività antifranchiste, pittore del mondo contadino, Ortega è stato molto amato da grandi studiosi e critici come Argan, Russoli, Carluccio, De Micheli, Sciascia, Carrieri, Sala, Buzzati, solo per citarne alcuni, ma anche da poeti, primo tra tutti Raphael Alberti il quale, prendendo spunto dai Segadores di Ortega, conia il vocabolo “ortegano” ad indicare la condizione di oppressione in cui vivono i contadini spagnoli. Profondo è il legame che lega Ortega all’Italia. Frequentemente si ispirerà per le sue opere al paesaggio mediterraneo del nostro sud e altrettanto spesso vi risiederà. Nel 1959 soggiorna ad Albisola dove realizza un nucleo di ceramiche ed entra in contatto con alcuni fra i più noti artisti contemporanei come Lam, Jorn, Appel, Fontana e Sassu e con il giovanissimo Alfredo Paglione che dieci anni più tardi diventerà il suo mercante esclusivo per l’Italia. Nel 1964 si stabilisce a Roma e Antonello Trombadori organizza la prima esposizione dell’artista presso la galleria La Nuova Pesa di Roma, alla quale seguiranno quella del 1968 e del 1974. Nel 1971 espone per la prima volta le straordinarie sessanta grandi incisioni dal titolo Ortega±dürer presso il Museo di Norimberga, successivamente presentate nel 1972, a cura di Alfredo Paglione, nella prestigiosa Sala leonardesca delle Asse del Castello Sforzesco di Milano. Per tutti gli anni Settanta e Ottanta si susseguiranno le esposizioni nel nostro paese in importanti gallerie italiane: l’Apogeo di Napoli, Onas di Bolzano, il Campanile di Bari, Galleria 70 di Messina, Il triangolo di Cosenza, La Bussola di Torino, la Galleria Forni di Bologna, la Galleria 32 di Milano presso la quale continuerà a presentare negli anni successivi ogni nuovo ciclo delle sue opere. Il forte legame con il sud d’Italia è testimoniato anche dall’inaugurazione, nel 2002, di una sala personale dedicata ad Ortega all’interno del Museo Civico d’Arte Moderna di Palazzo d’Avalos a Vasto (Ch). Lavora a lungo a Matera dove impara la tecnica che i maestri cartapestai usavano per le statue votive e realizza “Morte e nascita degli innocenti” uno dei suoi cicli pittorici più importanti. Nel 1976 apre un nuovo studio a Bosco, nel Salernitano e vi realizza un grande murale in ceramica sul tema di un piccolo paese cileno incendiato e distrutto per aver difeso la propria libertà. Nell’ ottobre dell’anno successivo gli viene concessa l’autorizzazione a tornare liberamente in Patria. Della sua Spagna, che abbandonerà nuovamente nel 1980, e dell’Italia, che ancora una volta lo accoglierà, dice: siamo ancorati alla terra in cui siamo nati anche se lavoriamo molto lontano da essa. A volte persino senza saperlo. Ogni volta che troviamo spazi con le stesse caratteristiche del paese dove siamo nati la volontà creatrice si esalta. Questo mi è successo arrivando nel sud dell’Italia. Per alcuni mesi ho lavorato nelle Isole Eolie (…). So di sentire una scossa tellurica universale al toccare queste terre e avvicinando la sua gente. La mostra è realizzata dalla Provincia di Chieti con il contributo della Fondazione Carichieti e della Camera di Commercio di Chieti. Il catalogo con i testi di Gianfranco Bruno ed Elsa Betti è edito da Vallecchi. La rassegna è un’ occasione unica e imperdibile per vedere un nucleo straordinario di opere ed avvicinarsi alla poetica di un artista che ha speso l’intera sua vita a dipingere l’uomo, la sofferenza, il lavoro, il mondo contadino, la gente umile dei campi. Senza ombra di dubbio Ortega è cantore irraggiungibile di atmosfere mediterranee; nelle sue opere piene di fascino e di poesia si ritrovano le luci e i colori di terre di antichissima civiltà che fanno di lui uno dei protagonisti dell’arte del Novecento. . |
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MILANO - VILLA CLERICI DAL 16 GIUGNO AL 18 LUGLIO 2009 LA MOSTRA L’IMMAGINE DI PIO XII NELL’ARTE CONTEMPORANEA |
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Milano, 9 giugno 2009 - Gli affascinanti spazi di Villa Clerici a Milano ospiteranno un’importante iniziativa d’arte. Dal 16 giugno al 18 luglio 2009, si terrà la mostra dal titolo L’immagine di Pio Xii nell’arte contemporanea. Curata da Arturo Bodini, l’esposizione presenta, nella Galleria d’arte sacra dei contemporanei, le opere di 8 tra i maggiori artisti italiani - Floriano Bodini, Egidio Boninsegna, Ettore Calvelli, Narciso Cassino, Enrico Manfrini, Francesco Messina, Luciano Minguzzi, Aurelio Mistruzzi - che hanno interpretato la figura di Eugenio Pacelli, di cui si ricorda il 70° anniversario della sua ascesa al soglio papale. Eugenio Pacelli, infatti, venne eletto col nome di Pio Xii, il 3 marzo 1939, in uno dei momenti più drammatici della storia del Novecento, tra la seconda guerra mondiale e l’inizio della guerra fredda. Il suo carisma viene riportato alla luce da una serie di opere d’arte, allestite in un percorso cronologico che parte dai lavori realizzati mentre Pio Xii era ancora in vita, passando per quelli che hanno portato alla creazione del suo monumento funebre in San Pietro, fatto predisporre dal suo successore Giovanni Xxiii e inaugurato da Paolo Vi, quindi quelli creati successivamente agli eventi celebrativi, in cui l’artista, non condizionato da una committenza, interpreta liberamente nella sua complessità la figura di questo sommo Pontefice. Ad aprire l’itinerario saranno le medaglie di Aurelio Mistruzzi (1880 – 1960) ed Egidio Boninsegna (1869-1958). Il primo, medaglista ufficiale, incisore ad perpetuum della Sede Apostolica (sue sono 43 medaglie su 76 ufficiali del Vaticano, eseguite durante il pontificato di Pio Xii), esperto e raffinato illustratore, raffigurò gli eventi che hanno segnato le tappe più significative del cammino pontificale di Pio Xii, come quella commemorativa dell’Anno Santo del 1950, soggetto su cui lavorò con impegno anche Boninsegna. Tra i primi artisti che celebrarono autonomamente la figura di Pio Xii c’è Luciano Minguzzi (1911 – 2004), con una grande statua in bronzo che si situa al di fuori della tradizione plastica dello scultore romagnolo; non è infatti un ritratto di felice intuizione psicologica, quanto la rappresentazione di un personaggio significativo del suo tempo. Più raccolta e più spirituale, è l’immagine creata da Narciso Cassino (1914 – 2003), scultore di Candia Lomellina, attento e sensibile alla problematica religiosa che, nella sua interpretazione, coglie l’aspetto più intimo della sacralità di Pio Xii. Giovanni Xxiii, successore di Pio Xii, espresse la volontà di celebrare adeguatamente la figura del predecessore. Per raggiungere gli esiti estetici più consoni alla figura di Papa Pacelli, designò una commissione di eminentissimi cardinali che a loro volta invitarono alcuni artisti di chiara fama a formulare delle proposte. Tra questi bozzetti preparatori, in mostra, s’incontra quello di Enrico Manfrini (1917 – 2004) che già aveva creato una medaglia per l’anno mariano del 1954. La scelta poi si indirizzò su Francesco Messina (1900 – 1995), ritenuto il più idoneo a soddisfare le esigenze celebrative ed estetiche che l’autorevolezza del Pontefice imponeva. L’artista, catanese di Linguaglossa, creò un’opera d’arte veramente significativa, in grado di interpretare la psicologia, il carisma e la forza intellettuale di Pio Xii. Solo Floriano Bodini (1933 – 2005), tra gli artisti di spicco operanti nella seconda metà del Xx secolo, si cimentò nella iconografia Pacelliana. In realtà, l’artista di Gemonio si era già prodotto in una piccola scultura nel 1961 dall’anonimo titolo “Pontefice” senza riprodurre i caratteri somatici del sommo Pontefice. Nel 1974 Bodini ritornò sul medesimo soggetto con un triplice ritratto (uno in marmo bianco, uno in marmo nero, uno in bronzo), ripreso poi, l’anno successivo, con alcune piccole sculture in bronzo, “Idea per un monumento a Pio Xii”, in cui introdusse volumi plastici e dinamismo al bozzetto in contrapposizione alla staticità del monumento ideato dal suo maestro di Accademia, Francesco Messina. Accompagna la mostra una pubblicazione con un testo del curatore. . |
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MOSTRA COLLETTIVA D’ARTE CONTEMPORANEA WUNDERKA(V)ER! DAL 18 AL 30 GIUGNO 2009 RIFUGIO ANTIAEREO – PALAZZO EUR S.P.A. – ROMA. |
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Roma, 9 giugno 2009 - Artisti noti e giovani talenti esporranno all’evento “Wunderka(v)er” organizzato dalla G. A. P. – Galleria Arte Pignatelli -- presso il rifugio antiaereo dell’Eur, uno degli spazi più eccezionali e suggestivi che Roma offre all’Arte Contemporanea. Ironico quanto esplicito, il titolo della mostra richiama il tema delle camere delle meraviglie del Xvi sec. , le cosiddette “wunderkammern” dove erano conservate le collezioni di oggetti preziosi, e lo conduce nelle “caverne” del rifugio sotterraneo dove saranno raccolte delle vere e proprie mirabilia riguardanti la giovane arte contemporanea. Nelle stanze più isolate del Rifugio saranno inoltre esposti percorsi diversi e individuali di artisti già affermati, brevi personali indicative di esperienze artistiche uniche, ma unite dall’incessante ricerca di un’estetica votata alla qualità. L’allestimento delle sale prevedrà il diretto coinvolgimento dei visitatori: le camere del Rifugio saranno lasciate in penombra e le opere d’arte saranno illuminate soltanto di riflesso perché ogni visitatore sarà dotato di una torcia per illuminarle personalmente. In questo modo il pubblico sarà coinvolto in una vera e propria ricerca personale e potrà decidere il percorso da seguire e i dettagli delle opere da mettere in risalto, perché l’arte contemporanea, prima ancora di essere spiegata, necessita di un contatto intimo ed emozionale con l’osservatore. Alla mostra esporranno: Stefano Ansini, Valerio de Filippis, Roberta di Girolamo, Claudio Gambini, Ferruccio Maierna, Augusto Poderosi, Massimo Villani, Monia Basso, Blukobalto, Gamariel Alexandru Muraru, Claudio Piacentini, Antonella Scaglione, Irene Taddei. L’allestimento e il catalogo saranno a cura della Dott. Ssa Cecilia Paolini. Durante la serata inaugurale, prevista per Giovedì 18 Giugno dalle ore 18, saranno invitate personalità istituzionali e politiche come l’On. Nicola Zingaretti (Presidente della Provincia di Roma), l’On. Paolo Masini (Consigliere Comunale di Roma), Pasquale Calzetta (Presidente del Municipio Xii), Pietrangelo Massaro (Presidente Commissione Sport-cultura-patrimonio del Municipio Xii), Paolo Pollak (Consigliere Municipio Xii – Commissione Sport-cultura-patrimonio),personaggi dello spettacolo come Fabrizio Frizzi, Alessandro Borghese, Anna Safroncik, Fabrizio Raggi, Maria Luisa Sinibaldi; dell’editoria come Valter Casini, Claudia della Ratta, Domenico Parente, della cultura come prof. Marisa Dalai Emiliani, prof. Benedetta Cestelli Guidi, prof. Silvia Bordini, oltre a giornalisti delle maggiori testate locali e nazionali. . |
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LUCE E PAESAGGIO MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CONTEMPORANEA MILANO 5 - 15 GIUGNO 2009 |
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Milano, 9 giugno 2009 - Dal 5 giugno la Galleria Il Borgo di Milano presenta “Luce e Paesaggio” mostra internazionale d’arte curata dal critico e storico dell’arte Sabrina Falzone. La rassegna mira alla valorizzazione del genere paesaggistico in chiave moderna, ripercorrendo le radici storico-artistiche del figurativismo con Gian Piero Trucco e Ivo D’orazio fino ai nuovi traguardi del digitale svelati dalle inattese elaborazioni di Francesca Grilli e dall’originalissima arte frattale di Jeannette Rutsche, di origini svizzere. Tra gli autori partecipanti dall’estero occorre annoverare anche la sensibile austriaca Hedy Maimann (Vienna), Diana Cepleanu proveniente dalla Romania (Bucarest) ed Eva Golebiowska Zem, che ci suggestionano con una ricca e sorprendente gamma cromatica. Paesaggi d’atmosfera, intrisi di soffuse intuizioni luministiche, sono le opere realizzate da Stephanie Tansini e Irene Magni, che evocano memorie e silenzi. Nella quiete dell’orizzonte si fa strada un timido bagliore nell’acrilico di Tania Solange Lepori, che si accende di un cromatismo prezioso nella pittura di Giusy Fossati. Un paesaggio sabbioso emerge, invece, negli scatti di Ezio Di Salvo che indaga il microcosmo con uno sguardo introspettivo. Mistiche e soavi, nostalgie caliginose affiorano dalle tenebre della creatività di Federico Zanini e Mario Tonino, i quali si dedicano ad un linguaggio contemporaneo costituito da seducenti ombre e luci. . |
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GOLF - US PGA TOUR: TIGER WOODS HA VINTO IL MEMORIAL TOURNAMENT |
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Roma, 9 giugno 2009 - Tiger Woods ha dato spettacolo nel giro finale del Memorial Tournament (Us Pga Tour) che ha vinto con lo score di 276 colpi (69 74 68 65). Sul percorso del Muirfield Village Gc, a Dublin nell´Ohio, il numero uno mondiale ha conseguito la seconda vittoria stagionale e la 67ª in carriera con una rimonta iniziata dalla settima posizione, a quattro colpi dai leader Matt Bettencourt e Mark Wilson, e concretizzatasi con un 65. Al secondo posto con 277 Jim Furyk (67 70 71 69), al terzo con 280 Jonathan Byrd e Wilson, al quinto con 282 Bettencourt, Matt Kuchar e Davis Love Iii, all’8° con 283 Ernie Els e Stewart Cink, al 10° con 284 Mike Weir, Geoff Ogilvy e Will Mackenzie. Mai in corsa per il successo il campione uscente Kenny Perry, 27° con 288, Camilo Villegas, 34° con 289, e Paul Casey, 63° con 296. Woods ha messo subito sotto pressione i suoi avversari con quattro birdie in sette buche, che hanno ripreso però un attimo fiato quando il campione ha sbagliato alla buca otto. Nel frattempo hanno cominciato ad avere incertezze Bettencourt e Wilson e si è fatto avanti Byrd. Alla 11 Woods ha imbucato per l’eagle dal rough attorno al green, ma Byrd ha allungato alla 12 lasciando gli inseguitori più vicini a due colpi e Tiger a tre. Byrd, però, sotto il peso della leadership è andato immediatamente in confusione e ha perso il treno con un bogey e un doppio bogey. Il gruppo di pretendenti al titolo, tutti con punteggi tra “meno 10” e “meno 9”, si è infoltito anche con l’arrivo di Furyk e Davis Love Iii, che si sono accodati a Wilson, a Bettencourt e a Byrd, in parte riemerso. Woods, allora, ha preso le redini del match e alla 15 ha conquistato un colpo di vantaggio (meno 11), mentre Furyk sbagliava un putt per seguirlo. Alla 16, però, un bunker sulla strada del leader ha riaperto nuovamente i giochi. Tuttavia quando Woods è determinato a vincere non lo ferma certo la sabbia. E nelle ultime due buche, con grande naturalezza e con due secondi colpi straordinari in bandiera, ha confezionato i due birdie che hanno posto fine alle speranze altrui. Furyk, con un birdie in chiusura, ha conquistato da solo la seconda piazza. Al vincitore è andato un premio di 1. 080. 000 dollari su un montepremi di sei milioni di dollari. Lpga Tour: In-kyung Kim Brucia Se Ri Pak - In-kyung Kim (271 - 69 68 69 65) si è imposta nello State Farm Classic (Lpga Tour), svoltosi sul percorso del Panther Creek Cc di Spingfield in Illinois. La ventunenne coreana, al secondo titolo nel circuito, grazie a un 65 finale ha preceduto di un colpo la connazionale Se Ri Pak (272 - 66 68 72 66). Il trionfo coreano è stato completato dal terzo posto con 273 di Hee-won Han e di Jee Young Lee, affiancate dalla statunitense Angela Sanford. Al sesto con 274 Paula Creamer, Cristie Kerr e Suzann Pettersen, al 12° con 275 Jiyai Shin, al 15° con 277 Yani Tseng e al 54° con 284 Michelle Wie, ancora una volta deludente. Non ha superato il taglio per un colpo Giulia Sergas, 73ª con 143 (74 69), unica italiana in gara. Erano in palio 1. 700. 000 dollari dei quali 255. 000 appannaggio della vincitrice. St. Andrews Links: Manassero Termina Undicesimo - Con due buoni giri finali, entrambi in 72 colpi, Matteo Manassero (292 - 68 80 72 72) si è classificato undicesimo nel St. Andrews Links Trophy, organizzato dal St. Andrews Links Trust, società che gestisce i sei campi pubblici di St. Andrews, tra i quali cui l´Old ed il New Course su cui si è svolta la gara. Il titolo è andato ad Alan Dunbar (285 - 71 73 71 70), diciannovenne irlandese di Portrush, che ha superato di un colpo l’inglese Matt Haines (286 - 71 72 73 70). Al terzo posto con 287 Rhys Enoch, al quarto con 288 Luke Goddard, l’australiano Daniel Nisbet e Paul O’hara. Dopo un giro Manassero era al secondo posto, ma un 80 nel secondo lo ha fatto scendere fino al 22° da cui poi è risalito con grande determinazione. Non hanno superato il taglio, che ha promosso 41 concorrenti i quali hanno disputato i due giri finali nella stessa giornata, gli altri due azzurri: Nino Bertasio 104° con 156 (72 84), e Niccolò Quintarelli, 139° con 186 (82 84). Tre Azzurre Al Ladies’ British Open Amateur - Alessia Knight, Giulia Molinaro e Anna Roscio compongono il trio azzurro che prenderà parte al Ladies’ British Open Amateur Championship in programma dal 9 al 13 luglio sul percorso del Royal St. David’s Golf Club a Harlech Gwynedd in Galles. Accompagna la squadra l’allenatore Roberto Zappa. Il torneo prevede la qualificazione su 36 buche medal e i match play tra le prime 64 classificate. Gli Azzurri Per Il 114° Amateur Championship - Tre azzurri sono stati selezionati per partecipare al 114° Amateur Championship che si disputerà al 15 al 20 giugno sui percorsi del Formby Golf Club e del West Lancashire Golf Club, nei pressi di Liverpool in Inghilterra. Sono Nino Bertasio, Matteo Manassero e Andrea Pavan, che saranno accompagnati dall’allenatore Alberto Binaghi. Il 288 partecipanti disputeranno i due giri di qualificazione su 36 buche medal alternandosi sui due tracciati, poi i primi 64 classificati daranno vita ai match play al Formby Gc. La finale si svolgerà sulla distanza di 36 buche. . |
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