Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 







MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web




 


LUNEDI

PAGINA 1 PAGINA 2 PAGINA 3 PAGINA 4 PAGINA 5 PAGINA 6 WEB E DIRITTO PER LE NUOVE TECNOLOGIE
Notiziario Marketpress di Lunedì 15 Giugno 2009
BOLZANO: DURNWALDER INCONTRA I SINDACI DELLA VAL D´ISARCO: MOBILITÀ E ENERGIA IN PRIMO PIANO  
 
 Bolzano, 15 giugno 2009 - - Il completamento della rete delle piste ciclabili, la riduzione del traffico e dell´inquinamento acustico, la partecipazione dei Comuni alla nuova società per la produzione di energia: sono i temi che il presidente della Provincia Luis Durnwalder ha approfondito l’ 11 giugno a Bolzano nel vertice con i sindaci della val d´Isarco. Nel vertice a Palazzo Widmann si è fatto il punto sui lavori di completamento della rete ciclabile in val d´Isarco: "Abbiamo concordato che i due tratti mancanti del tracciato principale, a Bressanone e Sciaves, avranno la priorità nel finanziamento", spiega Durnwalder. Altro tema centrale è stato quello della tutela della popolazione dall´inquinamento acustico provocato dal traffico ferroviario. "Abbiamo già realizzato un programma antirumore con Rete ferroviaria italiana - spiega Durnwalder - e un secondo verrà predisposto, per un volume di interventi pari a circa 10 milioni €, finanziato in gran parte da Rfi ma anche dalla Provincia. " Durnwalder ha detto ai sindaci di confidare nella conclusione dell´accordo entro fine anno. Nell´incontro si è concordato inoltre, su richiesta dei primi cittadini, di intervenire anche sulla rete ferroviaria per ridurre il rumore alla sua origine. Un´altra richiesta dei sindaci ha riguardato il passaggio in comodato alla Provincia e alla successiva gestione dei Comuni delle stazioni ferroviarie che sono rimaste finora escluse dagli accordi già stipulati in tal senso da Provincia e Rfi. Si è parlato anche di tunnel del Brennero: Durnwalder ha informato gli amministratori della val d´Isarco sulla situazione dei lavori di progettazione della bretella ferroviaria della val di Riga e delle tratte di accesso, assicurando che "i Comuni saranno coinvolti in tutte le fasi della pianificazione. " Infine Durnwalder ha aggiornato sulle trattative con l´Enel e sulla formazione di una nuova società per la produzione di energia elettrica. I Comuni chiedono di essere partecipi della nuova società, il Presidente della Provincia risponde che "la Giunta provinciale è pronta a coinvolgerli, ma riguardo alla modalità e alle quote di partecipazione è necessario approfondire la trattativa, anche con il coinvolgimento del Consorzio dei Comuni. " .  
   
   
LOSAPPIO:NUCLEARE. LE REGIONI INSORGONO CONTRO LO SCIPPO DELLE COMPETENZE  
 
Bari, 15 giugno 2009 - Di seguito, una dichiarazione dell’assessore all’ecologia, Michele Losappio: “Nella lettera del coordinatore delle Regioni, il Presidente Errani, al Ministro Fitto con la quale si indicano le principali criticità dei rapporti con il Governo è esplicitamente riportato il tema del nucleare sul quale testualmente “le Regioni sottolineano come le norme in via di emanazione dal Parlamento non considerano le competenze regionali in materia di energia rischiando di pregiudicare il rapporto di leale collaborazione”. “Come si vede le critiche della Puglia all’accentramento statalista del Governo Nazionale sono confermate dalla posizione di tutte le regioni, anche quelle governate dal centrodestra. “Risulta così pretestuosa e falsa la posizione minimalista tenuta da Partito delle Libertà che, fra una fuga dall’Aula del Consiglio e una bugia di Berlusconi sul nucleare italiano da costruire solo all’estero, ha sostenuto all’unisono con il suo Ministro che la Regione avrebbe avuto l’ultima parola sui siti e sulle procedure. “La nota ufficiale delle Regioni li smentisce clamorosamente. Dovrebbero quindi correggersi e chiedere insieme a noi garanzie contro la possibile localizzazione di centrali e siti di stoccaggio nel territorio pugliese. “Attendiamo, poco fiduciosi. ” .  
   
   
VERSO IL RIASSETTO DELLA RETE ELETTRICA DA TERNA A TORINO INTERVENTI DI POTENZIAMENTO E AMMODERNAMENTO DELLA RETE, UN INVESTIMENTO DI 170 MILIONI DI EURO UNA RETE A MISURA D’AMBIENTE: SARANNO DEMOLITI CIRCA 60 KM DI VECCHI ELETTRODOTTI 170 MILIONI DI EURO L’INVESTIMENTO  
 
Torino, 15 giugno 2009 – Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, Sindaco di Torino, e Luigi Roth, Presidente di Terna Spa, hanno firmato il 12 giugno un importante Protocollo d’Intesa sulla razionalizzazione della rete elettrica a 220 kV del capoluogo piemontese. Oggetto dell’accordo, una serie di interventi di potenziamento e ammodernamento della rete ad alta tensione di Torino con l’obiettivo di aumentare sicurezza, qualità ed efficienza del servizio elettrico in una delle aree industriali più importanti del Paese. La necessità dell’opera risiede principalmente nel fatto che la rete elettrica di Torino, risalente agli anni ’50, è inadeguata ai flussi di potenza che transitano su di essa, anche in considerazione del previsto aumento del fabbisogno della città; altro elemento critico, la vetustà e insufficiente portata dei collegamenti in cavo esistenti. L’insieme di questi fattori comporta un rischio per la sicurezza e la continuità del servizio elettrico, e richiede l’adozione di soluzioni urgenti. Gli interventi, che saranno realizzati in due fasi successive, e per i quali Terna ha previsto un investimento di 170 milioni di euro in linea con il Piano di Sviluppo, riguardano la realizzazione di nuove linee elettriche a 220 kV in cavo interrato sia dentro la città che nelle zone limitrofe, nuovi elettrodotti aerei a 220 kV al di fuori del tessuto urbano, il potenziamento di alcune stazioni elettriche esistenti e la realizzazione di nuove stazioni di trasformazione. Questi i benefici per il sistema elettrico dell’area: 1. Riduzione del rischio di disalimentazione delle cabine primarie inserite sulle direttrici a 220 kV “Sangone – Torino Ovest – Levanna – Pianezza” e “Stura – Torino centro – Torino Sud – Sangone” 2. Consentire l’esercizio in sicurezza della rete a 220 kV che alimenta le aree di Torino Centro, Sud, Ovest e Levanna, migliorando così la qualità e la continuità del servizio 3. Aumentare la magliatura della rete a 220 kV di Torino, diminuendo le congestioni e favorendo il trasporto in sicurezza delle potenze in transito sulla rete a 220 kV. Consistenti anche i vantaggi per l’ambiente: a fronte di circa 7 chilometri di nuovi elettrodotti aerei saranno infatti abbattuti 58 chilometri di vecchie linee, con una significativa riduzione dell’impatto ambientale della rete. Inoltre, per la realizzazione dei nuovi elettrodotti sarà riutilizzato il 72% di vecchi tracciati. La stipula del Protocollo è il punto di arrivo di un percorso di fattiva collaborazione che negli ultimi anni ha visto coinvolte Terna, l’Amministrazioni Regionale e il Comune di Torino con l’obiettivo di definire un approccio metodologico e la scelta di criteri da adottare per le analisi di Valutazione Ambientale Strategica. In particolare, il progetto della “razionalizzazione della rete a 220 kV della città di Torino” rientra nell’ambito dell’Accordo Programmatico tra la Regione Piemonte e Terna sugli obiettivi strategici per il potenziamento e la razionalizzazione della rete elettrica di trasmissione in Piemonte. Terna ha programmato in Piemonte investimenti per oltre 700 milioni di euro nei prossimi anni che rappresentano il 13% del totale per innovazione, sicurezza e affidabilità della rete ad alta tensione nazionale. Oltre alla “Razionalizzazione della rete a 220 kV della città di Torino”, tra le opere principali rientrano: · Nuova linea a 380 kV “Trino (Vc)-lacchiarella (Mi)”; · Razionalizzazione della rete a 132 kV della Val d’Ossola; · Nuova linea di interconnessione in cavo interrato a corrente continua “Piossasco (It) – Grand’ile (Fr)” tra Italia e Francia; · Riclassamento a 380 kV della linea a 220 kV “Casanova-vignole Borbera” e nuova stazione a 380 kV di Asti La presidente della Regione, Mercedes Bresso ha spiegato che “per i cittadini il beneficio sarà duplice: l’intervento previsto produrrà infatti da una parte risparmi significativi sui consumi, dall’altra benefici per la salute, grazie alla riduzione delle emissioni di Co2. Il nostro territorio è una risorsa importante anche dal punto di vista economico ed è nostro compito valorizzare il più possibile l’ambiente, a partire da un corretto utilizzo delle risorse energetiche, producendo così ricadute positive sul Pil". Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ha sottolineato che “la riqualificazione dei sistemi infrastrutturali urbani e suburbani, l’ammodernamento delle reti di servizio, l’erogazione di beni essenziali utili al mantenimento di una buna qualità di vita sono prioritarie per la città. Usufruire di reti moderne, sicure ed ecologiche è un sinonimo di progresso, rappresenta un risparmio per la città e per il soggetto erogatore ed è anche un vantaggio per i cittadini, cui viene erogato un servizio ottimale”. “Garantire l’efficienza, lo sviluppo e la sicurezza del sistema elettrico con il minore impatto ambientale possibile - ha dichiarato il presidente di Terna Luigi Roth - è tra gli obiettivi prioritari della società nella sua missione di Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale. Per un’azienda come Terna la sostenibilità ambientale oltre che un dovere è anche un fattore strategico. In questo senso il Protocollo siglato oggi con la Regione Piemonte e il Comune di Torino, è per noi molto importante e segna un ulteriore passo avanti nel proficuo rapporto di collaborazione instaurato con le Amministrazioni. Esso rappresenta un paradigma dell’attività di Terna: più un’opera è strategica, tanto più è necessario promuovere un giusto equilibrio tra esigenze energetiche e salvaguardia dell’ambiente circostante. Investimenti per 170 milioni di euro: più sicurezza, qualità ed efficienza del sistema elettrico Razionalizzazione rete elettrica a 220 kV città di Torino Verranno demoliti circa 60 km di linee elettriche nella zona che interessa i Comuni di Grugliasco, Rivoli, Pianezza ed Alpignano e il Parco urbano ‘Mario Carrara’ Razionalizzare e sviluppare in modo compatibile con l’ambiente la rete elettrica ad alta tensione della città di Torino. Il numero di chilometri di cavi e tralicci eliminati sarà otto volte superiore a quello delle nuove infrastrutture: 58 i km di linee da smantellare a fronte di 7 km di nuovi elettrodotti. L’obiettivo è di migliorare la qualità e la sicurezza del servizio elettrico in una delle aree più importanti del Piemonte. Scenario La necessità dell’opera risiede principalmente nel fatto che la rete elettrica di Torino, risalente agli anni ’50, è inadeguata ai flussi di potenza che transitano su di essa, anche in considerazione del previsto aumento del fabbisogno della città; altro elemento critico, la vetustà e insufficiente portata dei collegamenti in cavo esistenti. L’insieme di questi fattori comporta un rischio per la sicurezza e la continuità del servizio elettrico, e richiede l’adozione di soluzioni urgenti. Terna, attraverso la firma dell’Accordo Programmatico con la Regione Piemonte, avvia opere di potenziamento e di riassetto complessivo della rete per valorizzare le esigenze di sviluppo e soddisfare le necessità di riequilibrio territoriale con l’obiettivo di far coesistere le infrastrutture di rete e il territorio. Gli interventi, in linea con le indicazioni della Delibera di Giunta Regionale 19-5515, riguardano le criticità correlate con le aree del Parco urbano di Torino ‘Mario Carrara’ e dei Comuni di Grugliasco, Rivoli, Pianezza ed Alpignano. In dettaglio saranno concordate le modalità di intervento che consentiranno di avviare celermente l’interramento di tutte le linee che attualmente interferiscono con il Parco urbano e l’interramento/smantellamento dei tratti di linea a 220 kV e a 132 kV che interessano quattro Comuni dell’area torinese. Benefici Elettrici Ø riduzione rischio di disalimentazione delle cabine primarie inserite sulle direttrici a 220 kV “Sangone – Torino Ovest – Levanna – Pianezza” e “Stura – Torino centro – Torino Sud – Sangone” Ø consentire l’esercizio in sicurezza della rete a 220 kV che alimenta le aree di Torino Centro, Sud, Ovest e Levanna, migliorando così la qualità e la continuità del servizio Ø aumentare la magliatura della rete a 220 kV di Torino, diminuendo le congestioni e favorendo il trasporto in sicurezza delle potenze in transito sulla rete a 220 kV. L’intervento contribuirà anche a favorire il trasporto in sicurezza della potenza prodotta dalla centrale in ciclo combinato Aem di Moncalieri. Benefici Ambientali Ø riutilizzo del 72% di vecchi tracciati; Ø minimizzazione dell’apertura di cantieri; Ø minimizzazione degli impatti con Aree a Tutela paesaggistica e archeologica attraverso la preventiva concertazione della localizzazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali; Ø minimizzazione degli impatti con Aree a Tutela Ambientale e Naturalistica, realizzata tramite il preventivo coinvolgimento degli organi preposti; Ø minimizzazione degli impatti paesaggistici, preventivamente concertata con gli Enti preposti, tramite l’utilizzo di opere di ingegneria naturalistica, di sostegni a basso impatto e cromatismi compatibili con il paesaggio. Dati Tecnici Sintesi: § nuovi elettrodotti aerei 7 km § demolizioni elettrodotti aerei 58 km § rapporto 1:8 Nuove linee (km): • Linee in cavo 220kV dentro la città Circa 40-45 km • Linee in cavo 220kV fuori la città Circa 7-10 km • Linee aeree 220kV fuori la città Circa 5-8 km Dismissioni (km): • Linee in cavo 220 kV dentro la città 25 km • Linee aeree 220 kV dentro centri urbanizzati 20 km • Linee aeree 132 kV dentro centri urbanizzati limitrofi 6 km • Linee aeree 132 kV fuori centri urbanizzati limitrofi 32 km Stato Dell’opera Ø 12 giugno 2009: firma Protocollo d’Intesa Comune Torino – Regione Piemonte – Terna. Ø 27 febbraio 2008: firma Accordo Programmatico Terna-regione Piemonte .  
   
   
NUOVI INVESTIMENTI DI ENEL IN ROMANIA  
 
Bucarest, 15 giugno 2009 - "Il progetto di costruzione della centrale elettrica di Galati sarà gestito al cento per cento da Enel", ha dichiarato Claudio Zito, nuovo manager e Ceo di Enel Romania, il più grande operatore privato sul mercato locale dell´energia elettrica e azionista maggioritario delle ex compagnie pubbliche Electrica Banat, Dobrogea e Muntenia Sud, informa l´Ice. Enel costruirà la centrale di Galati a proprie spese, per un costo complessivo di circa 1 miliardo di euro, dopo aver acquisito la quota minoritaria degli altri partner nel progetto, in particolare il 10 per cento della Global International e il 5 per cento della Romelectro. La centrale di Galati avrà una capacità installata di 800 Mw, maggiore di un reattore nucleare di Cernavoda. Lo studio di fattibilità del progetto è stato già finalizzato e stanno per essere avviate le procedure amministrative per l´acquisto dei terreni e la realizzazione dell´investimento. Enel è impegnata anche nel settore delle energie rinnovabili; in tale ambito è prevista per il prossimo anno la costruzione di una centrale eolica di capacità pari a 200 Mw nella regione della Dobrogea, sulle coste del Mar Nero. .  
   
   
ADESIONE ALBANESE ALLA EITE  
 
Tirana, 15 giugno 2009 - Anche l´Albania è diventata membro dell´Iniziativa per la Trasparenza delle Industrie Estrattive. L´eite è un organismo internazionale sostenuto dalla Banca Mondiale con lo scopo di accrescere la consapevolezza globale sul valore della ricchezza sotterranea, nonché di incentivare l´incremento della trasparenza nell´industria estrattiva dei minerali, del petrolio e del gas, scrive l´Ice. Ciò contribuirà all´aumento dell´agiatezza dei Paesi. L´eite è inoltre finanziato dall´Ue e dai diversi governi dei Paesi occidentali. Il Direttore della Banca Mondiale per il petrolio e per il gas, Somit Varma, ha sottolineato l´importanza dell´incremento della trasparenza nello sfruttamento delle fonti sotterranee. Varma ha altresì evidenziato la responsabilità dei Paesi membri nell´ applicazione del processo di incremento della trasparenza. L´albania è nell´elenco dei Paesi relativamente ricchi di cromo, rame e petrolio. .  
   
   
CASTELSARDO PRESENTATO IL PROGETTO LAB.NET  
 
 Cagliari, 15 Giugno 2009 - Il "Progetto Lab. Net – Rete Transfrontaliera per la valorizzazione dei centri storici urbani”, è stato presentato nel corso del convegno "Centri… in movimento - Lavori in corso nei centri storici minori -”, svoltosi a Castelsardo nelle giornate dell’ 11 e 12 giugno. Si tratta di un programma finanziato dal Pic Interreg Iiia, che interessa Italia e Francia, e nel particolare Sardegna, Corsica e Toscana, riguardante lo sviluppo e la promozione turistica della zona transfrontaliera. L’obiettivo è quello di giungere alla individuazione delle peculiarità delle regioni coinvolte, attraverso la sperimentazione di strumenti e metodologie innovative caratterizzate da una forte componente territoriale e da elevate potenzialità di incidenza sui processi di sviluppo turistico, anche attraverso la riscoperta del forte carattere di mediterraneità, comune alle regioni partner aderenti all’iniziativa. Il progetto si sviluppa in tre azioni: conoscere, recuperare e condividere. Conoscere la rete dei laboratori, recuperare gli interventi di rivalorizzazione e condividere l’attività di divulgazione”. I risultati attesi sono: studiare e catalogare le tecniche di costruzione, i materiali ed i componenti edilizi tradizionali per la conoscenza e la salvaguardia dell’identità locale, al fine di rendere l’attuale patrimonio architettonico storico adatto alle esigenze attuali dell’abitare, nonché per migliorare le capacità delle amministrazioni comunali nella corretta gestione degli interventi di recupero localizzati nei centri storici; scambiare esperienze tra le diverse realtà locali al fine di esportare le buone prassi di intervento, e valorizzare i caratteri comuni tra i centri storici urbani delle diverse regioni, contribuire al riutilizzo del patrimonio edilizio esistente nei centri urbani, con conseguente risparmio di territorio; favorire la creazione di nuove opportunità di lavoro attraverso la riscoperta e attualizzazione di mestieri tradizionali, nonché a favorire la riconversione del settore edilizio anche nel senso della sostenibilità urbana. Sono stati costituiti 5 laboratori a supporto dei Comuni per il recupero e la valorizzazione dei centri storici e sono state già spese risorse per circa 22 milioni di euro, attraverso le quali si è provveduto al recupero di oltre 30 comuni della Sardegna". L’assessore regionale dell´Urbanistica Gabriele Asunis ha sottolineato presentando il "Progetto Lab. Net" l´importanza della promozione del concorso denominato "Kaleidos - la tua città: un caleidoscopio di scoperte", rivolto ai bambini delle scuole elementari dei territori coinvolti nel progetto, soprattutto le provincie di Ss, Olbia-tempio e Nuoro. Una iniziativa volta a sensibilizzare le nuove generazioni sulle tematiche relative alla tutela dell’ambiente, della identità culturale e del paesaggio”. .  
   
   
PIRELLI RE: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEFINISCE LE CONDIZIONI DELL’AUMENTO DI CAPITALE L’OPERAZIONE COMPORTERA’ L’EMISSIONE DI MASSIME 798.574.564 AZIONI  
 
Milano, 15 giugno 2009 – Il Consiglio di Amministrazione di Pirelli Re, riunitosi in data 11 giugno , ha definito le condizioni dell’aumento di capitale deliberato dall’assemblea del 17 aprile 2009, in via scindibile, a pagamento per massimi 400 milioni di euro. L’operazione avrà luogo mediante emissione di azioni ordinarie con godimento 1° gennaio 2009 e del valore nominale di 0,50 euro ciascuna, da offrire in opzione agli azionisti Pirelli Re in proporzione al numero di azioni possedute. In particolare, il prezzo unitario di sottoscrizione delle azioni di nuova emissione è stato fissato in 0,50 euro, senza sovrapprezzo, mentre il rapporto di assegnazione in opzione è stato determinato in misura pari a 135 azioni di nuova emissione ogni 7 azioni già possedute. Conseguentemente, l’operazione comporterà l’emissione di un massimo di 798. 574. 564 nuove azioni per un aumento del capitale sociale di ammontare pari a 399,3 milioni di euro. Entro la giornata di domani è prevista la pubblicazione, ai sensi di legge, del prospetto informativo relativo all’operazione. Si ricorda che, in base al calendario di offerta approvato e già comunicato al mercato, i diritti di opzione potranno essere esercitati dal 15 giugno 2009 al 3 luglio 2009 (periodo di offerta) e potranno essere negoziati in Borsa dal 15 giugno 2009 al 26 giugno 2009. L’aumento di capitale si colloca nell’ambito del piano industriale 2009-2011, finalizzato a ridare slancio alla Società e, più in particolare, a porre la stessa nella condizione di perseguire - con una struttura più solida, adeguata anche alle particolari condizioni del mercato verificatesi a seguito della crisi che ha interessato i mercati finanziari in generale e il settore immobiliare in particolare - le azioni previste dal piano stesso e a migliorare il rapporto tra indebitamento e mezzi propri, rafforzando la struttura patrimoniale. Si ricorda, infine, che l’azionista di controllo Pirelli & C. S. P. A. Si è impegnato irrevocabilmente nei confronti della Società a esercitare integralmente i diritti di opzione ad esso spettanti quale titolare del 56,45% del capitale della Società ante aumento di capitale e si è dichiarato altresì disponibile a sottoscrivere le azioni che, al termine della procedura di offerta, dovessero risultare non sottoscritte. Pirelli & C. Adempirà al proprio impegno convertendo in capitale parte del proprio credito finanziario verso la Società. Deutsche Bank, Banca Imi, Morgan Stanley e Unicredit agiranno come placement agents. Consulenti legali di Pirelli Re sono stati lo studio Bonelli, Erede, Pappalardo e lo studio Shearman & Sterling Llp. .  
   
   
PIANIFICAZIONE: "SÌ" DELLA GIUNTA A DDL REGIONALE FVG EDILIZIA  
 
Trieste, 15 giugno 2009 - Riduzione delle prassi burocratiche, meno spese, ampliamenti sino al 35 per cento dei volumi e più edilizia libera: sono alcune delle novità contenute nei 6 capi e 61 articoli del Testo unico sull´Edilizia, approvato dalla Giunta Regionale su proposta dell´assessore alla Pianificazione territoriale Federica Seganti e ora al vaglio della Iv Commissione consigliare presieduta da Alessandro Colautti. E´ l´ultima tappa, nota l´assessore, dell´iter che darà al Friuli Venezia Giulia uno strumento normativo che contiene le indicazioni del Piano casa nazionale, nel rispetto delle esigenze delle categorie che operano nel settore in questa regione. Il documento, sottoposto alle critiche ed ai suggerimenti di Collegi professionali e Federazioni, oltre che di Anci, Upi, Ance prima di arrivare in Giunta, promuove la semplificazione delle procedure che preludono agli interventi edilizi, la riduzione dei controlli amministrativi, il contenimento dei consumi energetici e la promozione dell´uso delle fonti rinnovabili, la diffusione dell´edilizia sostenibile nella tutela dei valori di identità del Friuli Venezia Giulia e lo sviluppo economico attraverso il miglioramento della competitività. Confermato che in genere gli interventi da attuare debbono esser compatibili con i vigenti Piani regolatori comunali, possono derogare da questa regola quelli di rilevanza edilizia su edifici pubblici o di pubblico interesse; l´ampliamento sino ad un massimo di 200 metri cubi di edifici od unità immobiliari destinati a residenza (nel rispetto delle disposizioni tipologico-architettoniche e di allineamento degli edifici o di protezione del nastro stradale oltre che delle distanze minime previste dal Codice civile); l´abbattimento delle barriere architettoniche (sempre nel rispetto delle distanze minime del Codice civile). Nell´ambito del Centro storico (zone A, B0 ed equiparate) è permesso il recupero, ai fini abitativi, del sottotetto, senza modifica alla sagoma ed in deroga a limiti e parametri degli strumenti urbanistici vigenti e della legge regionale 44/85, purché il recupero sia attuato contestualmente ad interventi di ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo dell´edifico o di una sua parte. Fuori dal centro storico, il disegno di legge prevede, oltre al recupero del sottotetto con l´innalzamento della quota del colmo, la variazione della pendenza di falda e l´apertura di lucernari, finestre, abbaini, ecc. , anche ampliamenti sino ad un massimo del 35 per cento del volume esistente nell´ambito di interventi di ristrutturazione, fermo restando il rispetto delle distanze minime previste e della disposizioni tipologico-architettoniche e di allineamento. Oltre a queste, conferma l´assessore, molte altre sono le novità, a partire da una maggior chiarezza di definizione degli interventi e da uno snellimento concreto di tutte le prassi burocratiche che pesano sul comparto. Il ddl stabilisce infatti che la manutenzione ordinaria comprenda anche tutti gli interventi sulle parti non strutturali degli edifici e quella straordinaria l´ intervento generale per il rinnovo e la sostituzione degli elementi strutturali rispetto ai volumi ed alle destinazioni d´uso precedenti. Nel caso di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione, saranno conservate le prerogative regionali e sarà ammessa la diversa collocazione dell´edificio nell´area di sedime. Il Testo unico sull´Edilizia consente inoltre l´omogenea applicazione in regione dei principali parametri edilizi e, per quanto concerne le opere pubbliche (statali, regionali, provinciali), l´accertamento della conformità urbanistica avverrà attraverso l´intesa rilasciata entro 60 giorni dal competente assessore regionale. Per quanto concerne i Comuni, invece, la delibera di approvazione del progetto definitivo sostituirà i titoli abitativi edilizi ed il collaudo sostituirà il certificato di agibilità. A questo si aggiunge che i Comuni potranno contribuire ad accelerare le prassi burocratiche ancora esistenti istituendo, anche in forma associata, uno Sportello unico per l´edilizia (Sue) destinato a gestire i permessi di costruire e le Dia, mentre per l´ampliamento delle imprese la gestione spetterà allo Sportello unico per le attività produttive. Infine, ma non da ultimo, il nuovo strumento normativo apre all´edilizia libera. Non sono infatti previsti controlli o titoli abilitativi preventivi per interventi di manutenzione ordinaria, per l´eliminazione di barriere architettoniche, per opere temporanee di ricerca geologica, lavori di bonifica, di scavo e rinterro, per la realizzazione di raccordi di luce, acqua e gas, costruzione di terrazzi, barbecue, tettoie e arredi da giardino e terrazzo sino a 20 metri quadri, recinzioni di fondi privati e strutture per attività ludiche e turistiche all´aria aperta. A questo si aggiunge che, con lo scopo del contenimento dei consumi energetici, non è necessario nessun controllo preventivo o titolo abilitativo per l´installazione di pannelli solari o fotovoltaici e di depositi interrati di Gpl, ma anche per interventi mirati al risparmio energetico su edifici esistenti. Importante è anche l´introduzione della filosofia del silenzio-assenso (oggi è il contrario) per il permesso a costruire a 30 giorni dalla presentazione della domanda, mentre potranno godere dell´ampliamento dei termini di durata dei titoli abilitativi gli interventi complessi e di destinazione residenziale. Vale invece la disciplina vigente per quanto riguarda l´esonero o la riduzione del contributo per il rilascio del permesso di costruire. .  
   
   
CERTIFICAZIONE AMBIENTALE DEGLI EDIFICI CONVEGNO A PERUGIA  
 
Perugia, 15 giugno 2009 - La salvaguardia e la tutela dell’ambiente passa anche attraverso la promozione dell’architettura sostenibile. La Regione Umbria, da sempre attenta ad un’edilizia rispettosa dell’ambiente, è tra le prime Regioni italiane ad avviare un processo di qualificazione degli edifici residenziali attraverso la certificazione ambientale. L’introduzione dell’attestato, facoltativo per i privati ma obbligatorio per i soggetti pubblici e che sarà rilasciato gratuitamente dall’Arpa e in seguito anche da altri soggetti, unitamente ai provvedimenti di tutela dell’ambiente e comfort abitativo già introdotti dalla legge regionale “17/2008”, pongono l’Umbria nel ruolo di leader nel settore della diffusione dei criteri dell’architettura sostenibile. Infatti, uno degli elementi che maggiormente caratterizzano la legge è proprio quello del procedimento di certificazione della compatibilità ambientale degli edifici. “Il principale obiettivo è quello di puntare ad una qualità progettuale e architettonica soprattutto per gli edifici di nuova costruzione anche per offrire la possibilità di aprire un nuovo segmento di mercato all’insegna della qualità – ha spiegato l’assessore regionale all’ambiente, Lamberto Bottini, durante il convegno promosso dalla Regione Umbria per illustrare agli addetti ai lavori i contenuti del disciplinare - Il livello di sostenibilità del fabbricato viene determinato utilizzando il Disciplinare tecnico approvato con la delibera ‘581/09’. Il certificato verrà esposto sul fabbricato e ne accompagnerà i passaggi di proprietà proponendosi come un indicatore qualificante nel mercato immobiliare. Inoltre, per gli interventi sottoposti a certificazione, la legge prevede azioni di sostegno e incentivazione”. La certificazione di sostenibilità ambientale che, come si diceva è rilasciata da Arpa Umbria, ha validità di 10 anni rinnovabili ed è affissa all’edificio con la relativa definizione della classe di appartenenza ed il punteggio di valutazione, mentre tutta la documentazione da presentare deve essere sottoscritta da un tecnico abilitato Nel caso di progettazione di nuovi edifici, al fine di favorire una stima delle caratteristiche di qualità ambientale di un fabbricato antecedente alla realizzazione dell’intervento edilizio, il progetto dello stesso può essere sottoposto ad Arpa Umbria, una sola volta per ciascun edificio, per una valutazione preliminare che, una volta posseduta, deve essere allegata alla richiesta di Certificazione che si effettua a fine lavori. Nella prima fase di sperimentazione la certificazione verrà rilasciata solo per l´edilizia residenziale pubblica e privata ed in forma gratuita. “La valutazione dell’edificio si attua mediante la compilazione di 22 schede tecniche tratte dal più recente aggiornamento del "Protocollo Itaca", approvato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome – ha detto l’assessore Bottini - Per ogni edificio si attesterà il risparmio energetico, il recupero di acqua piovana, la permeabilità dei suoli, il dilavamento dei parcheggi e l’utilizzo di materiali capaci di aumentare il confort degli utenti. In pratica le schede affrontano varie problematiche di tipo ambientale ed energetico dell’edificio da classificare, basandosi su cinque macro-aree di valutazione e su relativi sottocriteri”. Determinanti quindi, saranno la qualità del sito, il consumo di risorse, carichi ambientali, la qualità ambientale indoor. Ogni scheda ha definita una scala di prestazione che va da "insufficiente" a "ottimo" con un punteggio relativo da -1 a 5. La somma dei punteggi ottenuti nelle singole schede, ricalibrati secondo la pesatura attribuita ad ognuna di esse, determina il punteggio associato a ciascuna area di valutazione. La somma dei punteggi ottenuti nelle cinque aree di valutazione, determina il punteggio finale del fabbricato, che, espresso in centesimi, determina l’appartenenza dello stesso in una delle quattro classi di certificazione:da 80 – 100 punteggio ottimo classe A, 60 – 80- buono classe B,50 - <60 sufficiente classe C, < 50 insufficiente D. Un edificio in classe D non ottiene il Certificato di Sostenibilità Ambientale, mentre negli altri casi sono previste agevolazioni fiscali. .  
   
   
VENETO: STANZIATI VENTI MILIONI DI EURO PER CHI NON RIESCE A PAGARE LA RATA DEL MUTUO DELLA CASA E PER LE GIOVANI COPPIE CHE ACQUISTANO UNA ABITAZIONE. A BENEFICIARNE MILLE E 500 FAMIGLIE  
 
 Venezia, 15 giugno 2009 - La Regione del Veneto in questi anni ha approvato e finanziato molteplici iniziative a supporto delle giovani coppie che si trovano in difficoltà e che non sono in grado di acquistare un’abitazione. La complessa congiuntura finanziaria che ha investito anche la nostra regione ha reso, inoltre, difficile per molte famiglie far fronte alla rata del mutuo per la loro casa. Un decreto regionale per l’erogazione di contributi o di agevolazioni a sostegno di cittadini che vivono una condizione di disagio è stato adottato l’ 11 giugno su indicazione dell’assessore ai Lavori pubblici, Massimo Giorgetti, con uno stanziamento complessivo di 20 milioni di euro per mille e 500 famiglie che avranno diritto ad accedere ai finanziamenti in tempi rapidissimi. La Regione del Veneto aveva pubblicato a novembre due bandi: le graduatorie delle persone che avranno diritto alle risorse sono state rese note oggi. Nel concreto, la Regione del Veneto garantirà a chi non riesce più a saldare la rata del mutuo una rinegoziazione con gli istituti di credito e con il consiglio del notariato a costo zero e per i casi più disperati erogherà un contributo di 20 mila euro a famiglia per abbassare la quota del capitale residuo del mutuo e rendere la rata più sostenibile. Si eviterà così il pignoramento delle abitazioni. Nel secondo caso, la Regione del Veneto, sempre grazie ad un accordo siglato con le banche e con i notai, assicurerà alle giovani coppie che vogliono comperare la prima casa e non hanno i mezzi necessari un mutuo agevolato con 25 mila euro di contributo a fondo perduto per abbattere l’interesse. Le domande arrivate sono quasi 5 mila: naturalmente la graduatoria di oggi resterà valida anche in futuro e potrà essere evasa con l’aggiustamento di bilancio dell’autunno. Le notifiche con l’inclusione o meno nella graduatoria saranno spedite a giorni a casa dei cittadini. “E’ la conferma che le istituzioni sono vicine ai veneti e non vogliono - conclude Massimo Giorgetti - che nessuno resti indietro: l’impegno della Regione del Veneto sarà sempre capillare e determinato perché dal tunnel della crisi globale si può uscire vincitori solo se ciascuno si farà carico delle responsabilità che gli competono e saprà tendere una mano a chi non ce la fa. ” . .  
   
   
EDILIZIA IN BASILICATA: FENEAL-UIL, DA RAPPORTO BANKITALIA NUOVO ALLARME  
 
Potenza, 15 giugno 2009 - “Il Rapporto della Banca di Italia sulla economia regionale per il 2008, nel comparto delle costruzioni, conferma la grave fase recessiva caratterizzata essenzialmente dalla flessione del valore complessivo degli appalti pubblicati in regione, dalla cessazione delle imprese di settore e dall”aumento del tasso di disoccupazione con la perdita di migliaia di posti di lavoro”. A sottolinearlo è la segreteria lucana della Feneal-uil evidenziando che nonostante l”aumento del 21,9 p. C. Del numero dei bandi di opere pubbliche, l”importo totale scende del 19,3 p. C. , in particolare per i programmi costruttivi di Anas e altri enti. Tutto ciò si traduce in meno cantieri e meno operai edili, come testimoniano la “scomparsa” in un anno di 396 imprese edili (ne sono attive, al 31 dicembre 2008, in regione, 6. 693), e il tasso di disoccupazione che nell”anno scorso è “schizzato” all”11 p. C. Con un esercito di lavoratori in cerca di occupazione (18,5 p. C) registrando il comparto una perdita secca del 4,2 p. C. Di occupati (nel quarto trimestre 2008 si è toccato il record negativo della perdita del 13,2 p. C. Di unità) ed invertendo la tendenza del 2006 quanto si è registrato l”aumento del 4,6 p. C. E le indicazioni per il primo semestre dell”anno in corso raccolte dalla Banca di Italia, in base ad un sondaggio tra un campione di imprese edili, è tutt”altro che incoraggiante: le imprese intervistate si attendono una marcata contrazione dei volumi produttivi che, come è scritto nel Rapporto, dovrebbero riflettersi in ridimensionamenti del personale in particolare dei lavoratori con contratto a tempo determinato. Anche il mercato degli immobili residenziali continua ad essere meno dinamico rispetto ad altre aree del Paese, mentre i prezzi delle abitazioni a Potenza, nel giro di tre anni, hanno subito incrementi che passano dal 4,6 p. C. Del 2005 all” 11 p. C. Del 2008, confermando la denuncia lanciata da tempo dalla Feneal sul caro-mattone nel capoluogo di regione senza alcuna motivazione reale. Di fronte a questa situazione la Feneal rilancia la idea di promuovere, come è accaduto a livello nazionale, una conferenza regionale degli Stati Generali del comparto delle costruzioni specie per incalzare gli Enti pubblici appaltanti ad accelerare tutte le opere già finanziate e pertanto cantierabili in modo da dare “ossigeno” alla occupazione diretta ed indotta”. .  
   
   
MERCATO IMMOBILIARE VERONA IN DIMINUZIONE DEL 6.4% LE QUOTAZIONI DI VERONA NEL CORSO DEL 2008. NELLA SECONDA PARTE DELL’ANNO C’È STATO UN CALO DEL 3.6%.  
 
Andamento dei prezzi nel tempo
2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008
+9. 8% +12. 8% +12. 5% +9. 4% +8. 3% +9. 8% +5. 5% -2. 1% -6. 4%
Milano, 15 giugno 2009 - Nel Centro della città si registra una diminuzione delle quotazioni del 3. 9%. Questo andamento ha interessato tutti i quartieri della macroarea: Veronetta, San Zeno, Val Verde e Cittadella. A Veronetta, la maggiore riflessione verso l’acquisto ha determinato un aumento dei tempi di vendita. A questo si aggiunge una minore presenza degli investitori che sono comunque presenti sul mercato per la presenza di diverse facoltà universitarie che attirano studenti del Veneto e del Trentino Alto Adige. Si orientano per lo più sui bilocali per cui spendere da 100 a 150 mila € e meno sui monolocali. Il costo mensile di un posto letto oscilla tra i 230 ed i 280 €. Veronetta, nella parte del quartiere a ridosso del Centro Storico, è una tra le zone più ambite. Nei pressi del fiume Adige si concentrano le soluzioni più prestigiose che possono raggiungere anche 4000-4500 € al mq. Da segnalare il progetto che prevede la riqualificazione di due caserme dismesse a ridosso dell’attuale Facoltà di Economia ed acquisite dal Comune di Verona. Si prevede la creazione di un Campus Universitario, di appartamenti per studenti, in edilizia convenzionata e di un ampio parco pubblico, oltre che vari servizi per il quartiere. In fase di riqualificazione anche l’area di Alto San Nazaro, piccolo borgo del quartiere Veronetta con lavori per la ristrutturazione di alcune case rurali e di un giardino privato che diventerà pubblico. Più basse le quotazioni nella parte di Veronetta in direzione Porta Vescovo, più lontana dal Centro Storico e costruita soprattutto negli anni ’60. Per un appartamento ristrutturato si spendono fino a 2850 € al mq. In questa area si registrano richieste da parte di stranieri provenienti all’Europa dell’Est, dall’Africa e dall’Asia, che richiedono in locazione negozi ed appartamenti di medie dimensioni. Nel secondo semestre del 2008 si registra una flessione delle quotazioni immobiliari nelle aree centrali di San Zeno e Val Verde. Stabili le quotazioni di Cittadella. Il calo è stato determinato dalle difficoltà di accesso al credito da parte dei potenziali acquirenti. Ad acquistare in zona sono prevalentemente famiglie alla ricerca della prima casa, che si orientano su tagli più grandi (quattro e cinque locali) preferibilmente da ristrutturare al fine sia di contenere i costi che di personalizzarli. In crescita la domanda di immobili in locazione da parte di lavoratori trasfertisti, giovani coppie e famiglie. Per l’affitto di un bilocale si spendono 500 € al mese e per quello di un trilocale 600 € al mese. Cittadella è una zona centrale, caratterizzata da soluzioni d’epoca e da tipologie degli anni ’60. Per l’acquisto di un appartamento medio usato si spendono 2100 € al mq. Sempre molto richiesta l’area di San Zeno, anche grazie a prezzi immobiliari più contenuti. In questa zona si possono acquistare immobili di tipo popolare, ex Atec ed Ina Casa, oppure soluzioni d’epoca. Il prezzo dell’usato oscilla tra 1500 e 2000 € al mq. Tra le macroaree che hanno segnalato il ribasso più sensibile c’è quella di Borgo Roma – Golosine (-6. 7%). Ad essere interessati dalla contrazione soprattutto i quartieri di S. Lucia e Ca’ di David. Nel primo quartiere la maggioranza delle compravendite ha per oggetto tipologie usate sulle quali si sono spuntati ribassi di prezzo più sensibili. Da segnalare che dopo l’estate si è avuta una ripresa della domanda per investimento, indirizzata soprattutto verso i piccoli tagli. Il quartiere sorge in posizione semicentrale, non lontano dallo Stadio e dalla Stazione Ferroviaria e presenta un’edilizia che si è sviluppata dagli anni ’60 fino alla prima metà degli anni ’70. Si tratta prevalentemente di condomini che, in buone condizioni, si vendono a 1800 € al mq. Esistono poi delle tipologie più residenziali, inserite in piccoli contesti condominiali che difficilmente sono posti in vendita e quando questo succede si toccano punte di prezzo più elevate rispetto alla media di mercato, raggiungendo anche 2400 € al mq. Ci sono poi delle soluzioni indipendenti a ridosso dell’area industriale e commerciale conosciuta come “Quadrante Europa”. In diminuzione i prezzi degli immobili a Ca’ di David orami a livelli troppo elevati per la capacità di spesa dei potenziali acquirenti della zona. In diminuzione gli investitori, più numerosi in passato. Nella seconda parte del 2008 hanno acquistato soprattutto coloro che avevano necessità dell’abitazione. Il quartiere sorge alla periferia di Verona, presenta prezzi decisamente più concorrenziali rispetto ai quartieri limitrofi e, di conseguenza, attira le richieste di coloro che vivono in altre zone. La vicinanza poi all’Ospedale di Borgo Trento fa si che tra gli acquirenti ci siano anche persone che lavorano presso questa struttura. L’offerta abitativa della zona è molto eterogenea e spazia dalle nuove costruzioni attualmente ancora in corso (grandi complessi condominiali con almeno una cinquantina di appartamenti) alle soluzioni indipendenti e a schiera degli anni ’70-’80. A titolo di esempio una villetta a schiera in buone condizioni può oscillare da 260 a 300 mila €. Sulle tipologie indipendenti le quotazioni hanno tenuto, mentre il calo si è sentito maggiormente sugli appartamenti tendenzialmente destinati ad un target che ricorre più facilmente alla stipula di un mutuo. I venditori che alienano l’immobile per ricomprare sono più propensi a ribassare i prezzi, mentre ci sono più resistenze da parte di chi si trova ad alienare l’immobile perché non riesce a pagare le rate del mutuo e che spera di rientrare del capitale investito. Tra questi anche dipendenti che lavorano presso alcune industrie della zona, ora in difficoltà economiche. In diminuzione del 3. 5% le quotazioni della macroarea di Borgo Milano – Stadio – Navigatori di cui segnaliamo la performance al ribasso di Navigatori, Ponte Catena , Saval e Chievo soprattutto in seguito alle maggiori difficoltà di accesso al credito. La richiesta di immobili vede protagoniste soprattutto famiglie ed investitori. Non si registrano più, come in passato, acquisti da parte di stranieri. La tipologia più richiesta è il trilocale, mentre gli investitori preferiscono acquistare appartamenti con una spesa non superiore ai 150-160 mila €. Il quartiere Chievo, degli anni ’50, è stato interessato negli ultimi tempi da nuove lottizzazioni, in particolare nell’area di via Puglie, dove sono state costruite palazzine vendute tra 2200 e 2400 € al mq. Le soluzioni degli anni ’50, ristrutturate, costano 1900 € al mq. Il quartiere Navigatori, costruito negli anni ’60, è apprezzato per la sua vicinanza a Borgo Trento ed alle aree centrali della città. La zona di Ponte Catena è la più richiesta del quartiere Navigatori e per l’acquisto di un appartamento ben ristrutturato si spendono 2100–2300 € al mq. Il quartiere Saval, più recente, è sorto negli anni ’80 in edilizia Peep. La zona offre anche un centro commerciale con tutti i principali servizi. Attualmente molti appartamenti sono in fase di riscatto a 1500 € al mq. In via Franchetti si possono acquistare, nelle Torri costruite nel ’96, appartamenti con quotazione tra i 2100 ed i 2300 € al mq. Il mercato delle locazioni è alimentato prevalentemente da single, coppie giovani e raramente da famiglie, il canone di locazione di un bilocale arredato è di 500 € mensili, quello di un trilocale è di 550-600 € mensili. Calo delle quotazioni più contenuto (-2. 6%) per la macroarea di Borgo Trento dove si registra una performance al ribasso soprattutto nel quartiere di Quinzano a causa della minore disponibilità di spesa dei potenziali acquirenti. Stabili i prezzi nelle aree di Parona e Ponte Crencano. Ad acquistare in queste zone sono famiglie, giovani coppie ed investitori. I numerosi acquisti per investimento degli scorsi anni hanno determinato un surplus di offerta di immobili in locazione. Il canone di locazione di bilocali e trilocali, richiesti prevalentemente da single e giovani coppie, è rispettivamente di 500 e 600 € mensili. Interventi di nuova costruzione sono in corso in via S. Cristina e via Dei Rieti nel quartiere di Parona. Altre soluzioni di nuova costruzione sono acquistabili anche in Via Valpolicella, Viale del Brennero e via Dilani. Le quotazioni del nuovo oscillano tra 2500 e 3000 € al mq, mentre un buon usato costa 1300-1500 € al mq. Anche a Ponte Crescano sono in corso interventi di nuova costruzione che porteranno alla nascita di nuove costruzioni, abitazioni e box, nel 2010. Le quotazioni oscillano da 3500 a 3800 € al mq. Il Centro storico di Quinzano si caratterizza per la presenza abitazioni “terracielo”, mentre nelle zone più collinari si possono acquistare anche ville singole. Il prezzo di un appartamento ristrutturato in centro storico è di 3000-3300 € al mq. L’intera area di Quinzano è sottoposta a vincoli paesaggistici e, nell’ultimo anno sono, state sbloccate alcune zone edificabili come ad esempio l’area di via Rezovo dove sono in costruzione appartamenti. Da segnalare il progetto per la nascita di un nuovo traforo che collegherà la zona di Poiano a quella di Ponte Crencano passando da Avesa e Quinzano e che migliorerà la viabilità dell’intera area. Segnaliamo infine la contrazione delle quotazioni a Borgo Venezia (-2. 5%) che ha visto un sensibile ribasso nel quartiere di Montorio – Borgo Santa Croce – Borgo Venezia, in particolare sulle tipologie che rientrano nella fascia di spesa compresa tra 150 e 200 mila € perché interessa un target di acquirenti che quasi sempre ricorre a mutui importanti. La domanda di abitazioni a Montorio è sempre molto sostenuta mentre sul mercato c’è poca offerta. Infatti parliamo di una frazione di Verona, comoda per raggiungere il Centro della città, per accedere all’autostrada e alla tangenziale e dotata di aree verdi. La zona offre abitazioni che non superano i due piani e ville singole. Una soluzione usata ed in buone condizioni si vende a prezzi medi di 1800-2000 € al mq. Non lontano sorgono delle aree di edilizia popolare, tra cui delle abitazioni dell’Ina Casa degli anni ’80, destinate prevalentemente a stranieri e a seguire delle abitazioni popolari valutate mediamente intorno a 1800-2000 € al mq, acquistate quasi sempre da persone che hanno sempre vissuto nella zona.
Domanda Monolocali 2 locali 3 locali 4 locali 5 locali
Gennaio ‘09 1. 0% 17. 3% 34. 8% 31. 3% 15. 6%
Luglio’08 1. 7% 15. 3% 35. 4% 31. 3% 16. 3%
A Gennaio la tipologia più richiesta a Verona è il trilocale che raccoglie il 34. 8% delle richieste, a seguire il quattro locali con il 31. 3% ed il bilocale con il 17. 3%. Da Luglio si registra anche un aumento della concentrazione delle richieste sui bilocali con il 17. 3% delle preferenze.
Offerta Monolocali 2 locali 3 locali 4 locali 5 locali
Gennaio ‘09 1. 9% 19. 7% 34. 1% 27. 4% 16. 9%
Luglio ‘08 2. 1% 21. 3% 31. 5% 28. 7% 16. 4%
Sul mercato veronese si registra una maggiore presenza di trilocali che raccolgono il 34. 1% delle preferenze, a seguire il quattro locali con il 27. 4% e il bilocale con il 19. 7%. Fonte: Ufficio Studi Tecnocasa .
 
   
   
PROFESSIONI, 400 MILA EURO PER UN CONSORZIO MULTIDISCIPLINARE PUBBLICATO IL BANDO SUL BURT TOSCANA . LE DOMANDE IN DUE MESI, IL PROGETTO ENTRO OTTOBRE LO SCOPO È SOSTENERE FORMAZIONE E INFORMATIZZAZIONE, A VANTAGGIO DI PROFESSIONISTI E UTENTI  
 
Firenze, 15 giugno 2009 - Sostenere le professioni nel loro sviluppo, ricorda l´assessore alle riforme, vuole dire in fondo aiutare anche le imprese che hanno sempre più bisogno di tecnici e professionisti preparati. Le professioni sono sempre più uno snodo critico. Ed aiutarle a crescere è un passo obbligato per modernizzare il paese, oltre che una garanzia per i cittadini utenti. L´obiettivo la Regione se lo è posto con la nuova legge sulle professioni approvata l´anno scorso, che prevede tra l´altro garanzie per prestiti a tirocinanti e giovani professionisti. Ora è uscito il bando, pubblicato nei giorni scorsi sul Bollettino regionale, per la creazione del consorzio multidisciplinare pensato come struttura di raccordo e per la formazione: una struttura multidisciplinare, promossa direttamente da ordini ed associazion i e sostenuta dalla Regione nella sua fase di avvio con un contributo di 400 mila euro, che opererà a servizio dei professionisti ma anche degli utenti. Sarà espressione del mondo delle professioni e servirà per la formazione, l´informatizzazione, la creazione di reti telematiche e le qualificazione professionale. Al bando potranno partecipare associazioni e fondazioni costituite da iscritti ad albi o elenchi di Ordini e collegi professionali, ma anche appartenenti a professioni non regolamentate. Chi fosse interessato dovrà comunicare entro 60 giorni alla Regione Toscana, Ufficio protocollo della direzione generale delle politiche formative, la propria disponibilità. La domanda, con la proposta dettagliata, dovrà invece essere inviata entro il 30 ottobre 2009. Il consorzio avrà le funzioni anzitutto di un´agenzia formativa e dovrà organizzare corsi per i professionisti delle diverse discipline, ma anche pro muovere forme di collaborazione ed aiutare la diffusione di buone pratiche e progetti sperimentali. Dovrà sostenere l´informatizzazione del mondo delle professioni, fornire informazioni sui mezzi di conciliazione per risolvere le controversie con gli utenti e sui programmi disposti in materia di professioni dall´Unione europea. Una commissione regionale composta da cinque membri giudicherà i progetti pervenuti. Http://www. Regione. Toscana. It/regione/multimedia/rt/documents/84e60ca7b7ef5a4ae68435e5c47fdfb9. Pdf .  
   
   
GENOVA: NUOVO BANDO PER LE IMPRESE GIÀ ESISTENTI NELLA ZONA DELLA MADDALENA  
 
Genova, 15 giugno 2009 - Trecentomila euro destinate al rilancio delle piccole imprese della zona della Maddalena nel centro storico di Genova: il Comune mette a disposizione l´importo garantendo la copertura del 70% delle spese. Il finanziamento sarà per metà a fondo perduto e per metà rimborsabile al tasso agevolato dello 0,5%. "Si tratta di un bando a sportello - ha spiegato l´assessore Mario Margini - verranno cioé accontentati quei soggetti che per primi ne faranno richiesta e che ovviamente abbiano i requisti richiesti". Margini ha poi spiegato che non saranno prese in considerazione le richieste inevase del precedente bando e che tutti dovranno presentare nuovamente la domanda. L´investimento minimo richiesto per accedere al finanziamento é di 5 mila euro, il tetto massimo contributivo di 70 mila euro. La durata del bando sarà semestrale. "Abbiamo deciso di scommettere sulle imprese già esistenti - ha concluso l´assessore - alle quali è dedicato il bando, per sostenerle in un cammino di ammodernamento e ristrutturazione che porti beneficio all´intero quartiere". .  
   
   
LAVORO: PIANO GESTIONE OCCUPAZIONE SETTORE LEGNO PORDENONE  
 
Trieste, 15 giugno 2009 - La Giunta regionale ha approvato, l’11 giugno - su proposta dell´assessore al Lavoro, Alessia Rosolen - il Piano di gestione della situazione di grave difficoltà occupazionale del settore del legno e arredamento in provincia di Pordenone. Tale Piano ha un periodo di efficacia di 24 mesi prorogabile in caso di continuazione di grave difficoltà. Il Piano - previsto dalla Lr 18/2005 sull´occupazione, la tutela e la qualità del lavoro - ha come obiettivi la realizzazione del monitoraggio del settore del legno provinciale e delle imprese che lo compongono al fine di valutare l´estensione e l´incidenza dei fenomeni di crisi e la loro evoluzione nel corso del tempo; la progettazione di interventi e soluzioni utili a fronteggiare i fenomeni di crisi presenti nel settore del legno salvaguardando le risorse umane e professionali che vi operano attraverso un processo di aggiornamento/riqualificazione professionale/ ricollocazione produttiva e occupazionale; il coinvolgimento degli attori della concertazione nella progettazione degli interventi e delle azioni di formazione e ricollocazione professionale dei lavoratori in esubero, nella gestione delle imprese in crisi e nel monitoraggio degli interventi. E ancora: la promozione di una rete di gestione del progetto tra Amministrazione provinciale di Pordenone, Centri per l´impiego e operatori privati in grado di generare delle buone prassi particolarmente importanti per la qualificazione del mercato del lavoro provinciale e più in generale di quello del Friuli Venezia Giulia; la progettazione e sperimentazione di strumenti utili per la gestione dei fenomeni di crisi quali la ricerca delle vacancies, la gestione del matching, le attività di formazione e aggiornamento, quelle di accompagnamento nel nuovo posto di lavoro; la promozione di una cultura e di una sensibilità diffusa nella gestione dei processi di crisi coinvolgendo le Amministrazioni comunali, promuovendo un ruolo attivo ed un forte protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori, e delle imprese coinvolte; lo sviluppo di innovativi tra gli operatori dei Centri per l´impiego e quelli dei soggetti privati che intervengono nell´attuazione del Piano; la sperimentazione di modelli organizzativi innovativi in grado di facilitare l´integrazione operativa tra i vari soggetti coinvolti dalle attività previste dal Piano. .  
   
   
APPROVATO PIANO GESTIONE CRISI METALMECCANICA PORDENONE  
 
 Trieste, 15 giugno 2009 - Il Piano di gestione della situazione di grave difficoltà occupazionale del settore metalmeccanico in provincia di Pordenone, approvato l’11 giugno dalla Giunta regionale su proposta dell´assessore al Lavoro, Alessia Rosolen, si propone di progettare interventi e soluzioni utili a fronteggiare i fenomeni di crisi, salvaguardando le risorse umane e professionali attraverso un processo di aggiornamento, riqualificazione professionale e ricollocazione produttiva. Attraverso una serie di passaggi mirati - dal monitoraggio delle imprese al coinvolgimento di tutti gli attori della concertazione, dalla promozione di una nuova cultura attiva alla sperimentazione di modelli organizzativi innovativi - e con una durata biennale eventualmente prorogabile, il Piano cercherà così di fornire adeguate risposte a dati oggettivi quali la diminuzione evidente di aziende metalmeccaniche sul territorio pordenonese, passate dalle 1306 del 2002 alle 1246 del 2008, con un calo percentuale del 4,6 per cento. .  
   
   
"PANNELLI TRUCIOLARI E DI FIBRE LEGNOSE" SINTESI DELL’ANDAMENTO DELLA DOMANDA  
 
 Milano, 15 giugno 2009 - Il 2008 è stato caratterizzato da un andamento riflessivo del mercato a causa di una flessione dei consumi di pannelli, particolarmente sensibile negli ultimi mesi dell’anno, da parte dei principali settori di sbocco, in particolare modo l’industria del mobile e l’edilizia. Complessivamente il settore ha raggiunto un fatturato di circa 1,2 Md. Di euro, registrando una flessione di oltre il 12% rispetto al 2007, dovuta sia alla diminuzione dei volumi produttivi che dei prezzi. L’area di business più significativa si conferma essere quella dei pannelli truciolari, che pesa complessivamente per quasi il 75% sul fatturato totale del settore. Il calo delle vendite ha riguardato soprattutto i pannelli grezzi, mentre la domanda di nobilitato ha mostrato nel complesso una maggiore tenuta Sotto il profilo dello scenario competitivo non si registrano cambiamenti di rilievo: il settore si conferma infatti concentrato nelle mani di un ristretto numero di imprese/gruppi, che di fatto si spartiscono il mercato lasciando ben poco spazio alle imprese minori. Le principali minacce per i pannelli truciolari e Mdf provengono dagli altri pannelli in legno (compensati, listellari, ecc. ), ma soprattutto dai pannelli in materiali alternativi, in particolare plastica, che trovano sempre più largo impiego nell’arredamento, nelle costruzioni leggere, nelle superfici espositive dei punti vendita, negli interni di camper ed imbarcazioni, ecc. Il 2009 si profila come un anno ancora difficile per il settore, che sta risentendo del clima di forte incertezza economica che contribuisce a deprimere la domanda sia nazionale che estera. La concorrenza tra i maggiori operatori rimarrà incentrata soprattutto sulla qualità, l’innovazione di prodotto ed il servizio alla clientela. I maggiori operatori tenderanno a specializzarsi nella nobilitazione dei pannelli, un business in grado di garantire più alti margini di profitto rispetto alla produzione di pannello grezzo, un prodotto standardizzato che non consente alle imprese di differenziarsi dai concorrenti. Dati Di Sintesi, 2008
Numero di imprese(a) 35
Numero di addetti 4. 650
Numero medio di addetti per impresa 133
Valore della produzione (Mn. Di euro) 1. 210
Variazione della produzione 2008/2007 (%) -12,3
Variazione media annua della produzione 2008/2004 (%) 1,2
Fatturato per addetto (‘000 euro) 260
Export/produzione (%)(b) 14,2
Import/consumo (%)(b) 22,2
Quota di produzione prime 4 imprese/gruppi (%)(b) 77,3
Previsioni di sviluppo della produzione(c):
· 2009/2008 -5/-10
· medio-lungo periodo lieve crescita
a) - comprese le aziende a carattere industriale attive nella sola nobilitazione dei pannelli b) - in valore c) - in volume Fonte: Databank .
 
   
   
ALBANIA, ACCORDO SUGLI STRUMENTI DI MISURAZIONE  
 
Tirana, 15 giugno 2009 - La Direzione Generale di Metrologia (Dpm) dell´Albania ha sottoscritto recentemente un accordo di collaborazione con la Direzione Generale delle Imposte. L´obiettivo è la minimizzazione dell´evasione fiscale derivante dall´utilizzo di strumenti di misura non controllati oppure dall´effettuazione o dalle dichiarazioni di misurazioni imprecise, informa l´Ice. La direttrice di Dpm, Myrvete Pazaj, ha dichiarato che la Direzione Generale di Metrologia sarà un partner sicuro della Direzione delle Imposte nell´adempimento degli obblighi legali in quanto è uno sforzo congiunto per l´economia e il mercato albanese al fine di garantire la concorrenzialità. Il direttore dell´Ufficio delle imposte, Artur Papajani, ha sottolineato che entrambe le parti godranno di un valore aggiunto reale, applicando gli stessi principi nel mercato albanese. .