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GIOVEDI
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Notiziario Marketpress di
Giovedì 23 Luglio 2009 |
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CRISI DEL LATTE: LA COMMISSIONE EUROPEA PROPONE MISURE PER STABILIZZARE IL MERCATO |
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La Commissione europea continuerà a fare tutto quanto è in suo potere per sostenere gli allevatori e stabilizzare il mercato dei prodotti lattiero-caseari. Nella sua relazione sulla situazione del mercato pubblicata oggi si illustrano le misure disponibili per alleviare la difficile situazione del mercato: la Commissione continuerà ad avvalersi di strumenti come l’intervento, gli aiuti all’ammasso privato e le restituzioni all’esportazione. Autorizzerà inoltre il versamento rapido di pagamenti diretti ai produttori e avvierà entro fine mese una nuova serie di programmi di promozione dei prodotti lattiero-caseari. Altre misure possibili comprendono l’uso dei prelievi versati dai produttori che superano le quote latte per finanziare l’abbandono volontario della produzione di latte e l’estensione del quadro temporaneo di crisi sugli aiuti di Stato ai produttori del settore. Gli Stati membri hanno anche la possibilità di ridistribuire l’aiuto a favore del settore lattiero-caseario previsto dall’accordo sulla “valutazione dello stato di salute della Pac”, ferme restando tutta una serie di possibilità di aiuti ai produttori di latte nell’ambito della politica dello sviluppo rurale. La Commissione sta portando avanti l’esame delle pratiche potenzialmente anticoncorrenziali all’interno della catena di approvvigionamento alimentare, in particolare nel settore lattiero-caseario. Tenendo fede alle conclusioni del Consiglio europeo del giugno scorso la Commissione lascerà inalterate le decisioni già adottate sul sistema delle quote. “Dobbiamo fare tutto il possibile per aiutare i produttori di latte ad affrontare l’attuale rovinoso crollo dei prezzi”, ha dichiarato la commissaria europea all’agricoltura e allo sviluppo rurale Mariann Fischer Boel. “Continueremo ad avvalerci di tutte le misure in nostro possesso per stabilizzare il mercato ma, come ha chiaramente indicato il Consiglio europeo, non ritorneremo sulla decisione di sopprimere progressivamente le quote di produzione. Mettere in discussione questa scelta politica creerebbe solo incertezza e non contribuirebbe in alcun modo a migliorare la situazione. ” Le misure disponibili - - All’inizio di gennaio la Commissione ha attivato il regime di aiuti all’ammasso privato per il burro e finora sono già state ammassate 105 800 tonnellate di burro. Tale regime sarà prorogato fino alla fine di febbraio 2010. Il 1º marzo sono stati avviati gli acquisti all’intervento per il burro e il latte scremato in polvere e la Commissione ha proposto di prolungarli fino al 28 febbraio 2010, quando avrà inizio il nuovo periodo di intervento. La Commissione ha proposto anche di essere autorizzata a fare la stessa cosa nel corso del 2010 ove la situazione del mercato lo richieda. Finora sono state acquistate all’intervento 81 200 tonnellate di burro e 203 000 tonnellate di latte scremato in polvere. Nel mese di gennaio sono state ripristinate le restituzioni all’esportazione di prodotti lattiero-caseari. Tali restituzioni sono state mantenute a livelli moderati in modo che gli esportatori europei possano essere competitivi pur senza praticare prezzi eccessivamente inferiori rispetto a quelli dei concorrenti sul mercato mondiale. La Commissione continuerà a concedere restituzioni all’esportazione per tutto il tempo necessario. - Il regime di distribuzione gratuita di latte nelle scuole è stato recentemente migliorato e si sta studiando come renderlo ancora più allettante. La Commissione permetterà eccezionalmente agli Stati membri di versare il 70% dei pagamenti diretti agli agricoltori già a partire dal 16 ottobre anziché dal 1º dicembre. Gli Stati membri sono autorizzati a concedere anche aiuti di Stato cosiddetti “de minimis” oppure prestiti alle condizioni di mercato per aiutare i produttori di latte con problemi di liquidità. Potrebbe essere prevista una modifica del quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato. Ciò potrebbe consentire il versamento di un importo fino a 15 000 euro per agricoltore entro la fine del 2010, da cui vanno dedotti gli eventuali aiuti de minimis da questi percepiti. - Entro fine mese la Commissione proporrà una serie supplementare di programmi di promozione dei prodotti lattiero-caseari. La valutazione dello stato di salute della Pac ha previsto la possibilità di ridistribuire una certa quota dei pagamenti diretti tra gli agricoltori e i settori all’interno di uno stesso Stato membro. Gli Stati membri possono per esempio destinare aiuti specifici a determinati tipi più vulnerabili di conduzione agricola nel settore lattiero-caseario. La politica dello sviluppo rurale prevede una serie di misure per contribuire alla ristrutturazione del settore lattiero-caseario: la valutazione dello stato di salute della Pac ha stabilito che è possibile spendere per la ristrutturazione di questo settore parte delle risorse supplementari versate al Fondo per lo sviluppo rurale. Altre opzioni sono il prepensionamento, il sostegno agli investimenti, i pagamenti a favore dei produttori di latte stabiliti nelle zone svantaggiate, il sostegno a favore di una produzione lattiera rispettosa dell’ambiente e aiuti a favore delle pratiche destinate a migliorare il benessere degli animali. La Commissione sta dando attuazione alla tabella di marcia proposta nella sua comunicazione sui prezzi dei prodotti alimentari in Europa e prevede di creare un nuovo sistema di sorveglianza dei prezzi. Inoltre la Commissione sta esaminando le pratiche potenzialmente anticoncorrenziali all’interno della catena di approvvigionamento alimentare, in particolare nel settore dei prodotti lattiero-caseari. Qualora dovesse riscontrare che la concorrenza non funziona correttamente, la Commissione non esiterà ad avvalersi delle competenze conferitele dal Trattato. Anche le autorità nazionali competenti in materia di concorrenza hanno un ruolo importante da svolgere a questo proposito. I produttori di latte dovranno essere incoraggiati a collaborare in modo più efficace attraverso le organizzazioni di produttori per migliorare la loro posizione negoziale. Il sistema delle quote - Il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a presentare proposte su come stabilizzare il mercato dei prodotti lattiero-caseari, pur nel rispetto dei risultati della valutazione dello stato di salute della Pac. Modificare il sistema delle quote significherebbe non rispettare tali risultati: è quindi esclusa l’opzione di un’eventuale riduzione delle quote o di un “congelamento” degli aumenti già approvati. Va anche detto che oggi la produzione è di 4,2 punti percentuali inferiore alla quota. La Commissione propone di autorizzare gli Stati membri a riscuotere un prelievo eccezionale dai produttori che superano la quota individuale loro assegnata e a utilizzare tali risorse per finanziare l’abbandono volontario della produzione di latte oppure per ridistribuirle a determinati gruppi prioritari. . |
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BOLZANO: BERGER A BRUXELLES: COLLOQUI CON DE CASTRO E I FUNZIONARI UE PER L´AGRICOLTURA DI MONTAGNA |
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Contatti e collaborazione a vari livelli nell´Ue per portare a buon fine le richieste delle Regioni alpine a tutela dell´agricoltura di montagna: questi gli obiettivi della "maratona" a Bruxelles dell´assessore provinciale all´Agricoltura Hans Berger, che il 22 luglio ha incontrato il nuovo presidente della Commissione agricoltura dell´Europarlamento, Paolo De Castro, e i funzionari della Direzione generale Agricoltura della Commissione Ue. Accompagnato dall´europarlamentare altoatesino Herbert Dorfmann, il vicepresidente della Provincia Hans Berger ha incontrato il neopresidente della Commissione agricoltura dell´Europarlamento, Paolo De Castro: "Un colloquio tra amici, considerato i rapporti costanti avuti quando De Castro era ministro all´Agricoltura del governo italiano", sottolinea Berger. De Castro conosce bene la realtá e i problemi dell´agricoltura alpina "e ha assicurato la sua collaborazione nel rappresentare le richieste che le Regioni alpine hanno raccolto nel memorandum già consegnato al commissario Fischer Boel. Abbiamo concordato di lavorare sui diversi livelli e nei vari organismi, cercando di coordinare l´impegno ed evitare sovrapposizioni", aggiunge Berger. L´assessore provinciale ha avuto poi un lungo colloquio con Josefine Loriz-hoffmann, funzionario di vertice della Direzione generale Agricoltura e sviluppo rurale dell´Ue. "Trascorre da tempo le sue vacanze in val d´Ultimo e sa bene quali sono le nostre preoccupazioni per la salvaguardia dell´agricoltura di montagna dopo il 2013", riferisce Berger. I funzionari Ue hanno assicurato il loro sostegno su diversi punti contenuti nella risoluzione delle Regioni alpine, "a cominciare dalle misure ambientali e dalle indennità di compensazione previsti dalle politiche di sviluppo rurale, fino a maggiori aiuti per gli investimenti strutturali e alla semplificazione delle procedure", sottolinea Berger. Nell´incontro l´assessore ha concordato di restare in stretto contatto con i funzionari di Bruxelles "per favorire una loro attenta valutazione del documento che abbiamo consegnato al commissario Fischer Boel, se necessario anche fornendo eventuali integrazioni e ulteriori osservazioni", chiarisce Berger. La missione a Bruxelles è da ritenersi positiva: "Abbiamo allacciato nuovi contatti con altrettanti responsabili, che saranno i nostri interlocutori sugli interventi per l´agricoltura di montagna e ai quali ho potuto annunciare che il commissario Fischer Boel sarà in visita in Alto Adige il prossimo settembre", conclude Berger. . |
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ANCORA IN DIFFICOLTÀ L’AGRICOLTURA PARMENSE PRESENTATO IL RAPPORTO 2008 DEL GRUPPO BIZZOZERO. TROPPO ALTE LE SPESE PER LE AZIENDE DEL TERRITORIO. DALLA REGIONE, SU PROPOSTA DELLA PROVINCIA, ARRIVANO LE PRIME INIZIATIVE A SUPPORTO. |
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Un’agricoltura su cui pesano troppi costi, soprattutto quelli energetici e per i mangimi. È ancora un quadro di difficoltà quello che emerge dall’annuale “Rapporto sull’agricoltura parmense 2008” del Gruppo Bizzozero, presentato il 17 luglio in Provincia. Realizzata con il sostegno dell’Ente di piazza della Pace, l’analisi conferma un andamento già rilevato lo scorso anno e cioè come il settore dell’agricoltura si trovi, anche nel parmense, in un momento molto critico, penalizzato soprattutto dalle tante spese che le aziende devono sostenere. Insieme ai problemi nell´incontro di stamattina sono stati evidenziati anche i possibili rimedi. “Il Rapporto conferma le preoccupazioni già manifestate nel corso della Conferenza Provinciale e offre a tutti i portatori d’interesse un quadro di riferimento che necessita di interventi urgenti: dalle politiche del credito vicine al mondo agricolo al circuito dell’aggregazione, dall’introduzione di processi di semplificazione al coordinamento dei controlli, cercando di attivare una cabina di regia, all’apertura di un Tavolo destinato a monitorare le produzioni”, ha affermato il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari, che ha aggiunto: “Questo momento di difficoltà richiede la massima consapevolezza e coesione possibile di tutta la società e non solo del mondo agricolo. Non servono proclami ma impegni e interventi concreti da Bruxelles, Roma, Bologna e ovviamente Parma”. Della stessa opinione anche il presidente del Gruppo Bizzozero Andrea Pezzani: “È da alcuni anni che denunciamo la grave situazione che sta attraversando il settore agricolo e soprattutto il comparto del Parmigiano Reggiano. Per questo è necessario cambiare radicalmente il meccanismo di gestione di tutto il sistema. Basta vedere alcuni dati per capire la gravità della situazione: si sono allungati i tempi di realizzo delle produzioni e quindi è aumentata l’anticipazione, è cresciuto il costo di produzione del 5% mentre i prezzi dei prodotti sono diminuiti del 13%. ” “La Provincia è da tempo impegnata ad accompagnare questa difficile fase dell’agricoltura – ha detto il dirigente in staff del Servizio Agricoltura della Provincia Vittorio Romanini, che ha sottolineato: “Abbiamo ad esempio appena ottenuto un grande risultato: la Regione ha infatti accolto la nostra richiesta di correggere il Piano di Sviluppo Rurale dando la priorità per gli investimenti agricoli al Parmigiano Reggiano e al pomodoro. ” Il Rapporto, ormai trentennale, è uno strumento di riferimento consolidato per il territorio e chi opera nel settore, e rappresenta un “termometro” fondamentale per valutare lo stato di salute dell’agricoltura. Lo studio, presentato oggi dai ricercatori che lo hanno realizzato Andrea Pizzaferri e Luca Spotti, analizza struttura, produzioni, costi e redditi di un gruppo di aziende-campione, della nostra provincia. Riportando i dati medi del campione distinti per orientamento produttivo e per zona di produzione, viene misurata anche la capacità di queste aziende di porsi sul mercato. All´incontro in Provincia erano presenti anche rappresentanti delle organizzazioni di settore e delle realtà economiche parmensi: Consorzio agrario, Apa, Consorzio del Parmigiano-reggiano, Distretto del Pomodoro e Teta. . |
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PRESENTAZIONE STUDIO SULLA CARNE DI BUFALO |
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Frosinone - E´ in programma venerdì 24 luglio 2009, alle ore 10. 00, presso la sede formativa di Innova Azienda Speciale della Camera di Commercio di Frosinone Via Marittima, 461, la presentazione dello Studio "La Carne di Bufalo - caratteristiche dietetico nutrizionali e potenzialità di mercato" e l´Appendice enogastronomica "La Carne di Bufalo in cucina", evento promosso da Innova in collaborazione con l´Università Federico Ii di Napoli, l’Università degli Studi di Cassino, la Coldiretti di Frosinone e Cia Confederazione Italiana Agricoltori. Obiettivi dell’incontro Valorizzare le caratteristiche organolettiche e nutrizionali delle carne di bufalo, Incrementare l’uso delle carni di bufalo nella ristorazione professionale, ampliare il numero dei ristoranti d’èlite che inseriscono carni di bufalo nei propri menù, favorire l’incontro fra le aziende della provincia di Frosinone che già operano nel comparto delle carni di bufalo,creare un evento che da solo possa costituire una originale fonte di informazione non solo per i media specializzati nel settore food e ristorazione professionale, ma anche quelli generalisti e di opinione. Saranno presenti all’iniziativa il presidente dell´Azienda speciale Innova, Florindo Buffardi ed il Rettore dell´Università di Cassino, Paolo Vigo, il Direttore di Coldiretti Frosinone Gianni Lisi ed il Presidente della Cia Mario Macini, oltre al presidente della Provincia di Frosinone Antonello Iannarilli. "L’allevamento del bufalo per la produzione di carne – ha detto il presidente Florindo Buffardi - che anche in provincia di Frosinone fa registrare numeri importanti ed una tradizione significativa - non ha trovato, sino ad oggi, sbocchi economici particolarmente interessanti. Nel nostro Paese, infatti, a differenza di quanto accade in Francia o negli Stati Uniti, l´impiego della carne alternativa non ha mai incontrato il pieno gradimento da parte dei consumatori. Ma i tempi stanno cambiando. Oggi, finalmente, torniamo ad orientare le nostre scelte alimentari verso i paradigmi del cibo sano, genuino, naturale e tipico. E quanto a qualità e genuinità, la nostra terra non è seconda a nessuno. L’imperativo – sottolinea ancora Buffardi - diviene allora categorico: possiamo e dobbiamo essere competitivi. Proprio in questa direzione va questa iniziativa che, mi auguro, possa essere utile ed apprezzata: conoscere e far conoscere le caratteristiche chimico-nutrizionali offerte da questa carne ancora misconosciuta; richiamare l’attenzione sui benefici che essa è in grado di generare da un punto di vista dietetico, terapeutico e, più in generale, nutrizionale; dialogare con i produttori, i ristoratori, i medici, gli studenti, i consumatori; fare in modo che la carne a bassissimo contenuto di grassi saturi di questi simpatici erbivori possa diventare una fonte di reddito per le nostre aziende”. . |
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PIEMONTE: MARCHIO DI QUALITA´ PER LA SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE TUTTI I REQUISITI DEFINITI IN UNA NORMATIVA GENERALE |
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La “norma tecnica” per la concessione ed uso del marchio collettivo regionale di qualità per somministrazione di alimenti e bevande è stata approvata dalla Giunta regionale del 20 luglio su proposta dell’assessore regionale al Commercio, Sergio Luigi Ricca. La delibera di attuazione della legge regionale 38 del 2006, che disciplina l’esercizio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande, prevede il conferimento di un apposito marchio di qualità agli esercizi di somministrazione come ristoranti e bar che presentino elevati livelli qualitativi di servizio all’utenza. Rientrano inoltre gli esercizi che esplicano la funzione sociale in favore dei cittadini affetti da particolari patologie, in particolare si è riposta l’attenzione ai celiachi. La Regione pertanto ha individuato i requisiti per l’ottenimento del marchio che fa riferimento essenzialmente a quattro aspetti: 1. La valorizzazione della qualità dei prodotti alimentari utilizzati (rientrano in questo caso la sicurezza alimentare, la tracciabilità e la tipicità dei prodotti locali; 2. La qualità delle strutture e dei processi produttivi; 3. Il rapporto tra soggetto erogatore e utenza (rientrano ad esempio l’accoglienza e l’informazione sull’alimento); 4. Promozione e sostegno della qualità (caratterizzazione e tutela degli esercizi). Tutti i requisiti sono stati definiti in una normativa generale che contiene le caratteristiche fondamentali richieste agli esercizi che appartengono a quattro diverse categorie: coloro che somministrano bibite, caffè, panini e alimenti che richiedono una manipolazione minima o un eventuale riscaldamento; gli esercizi che oltre alla prima tipologia, erogano anche prodotti di gastronomia come piatti semplici; gli esercizi che, in aggiunta alle prime due tipologie, svolgono attività di preparazione di alimenti configurabili come piccola ristorazione o ristorazione veloce o tavola calda; infine coloro che esercitano la ristorazione tradizionale. L’assessore Ricca sottolinea che “ La norma tecnica è stata elaborata con la collaborazione del Dipartimento di Scienze merceologiche dell’Università di Torino, a cui è stato affidato anche lo studio relativo al marchio di qualità. Ora stiamo valutando le proposte grafiche del marchio che andremo a definire entro il mese di ottobre e a seguire verranno dettagliati i requisiti che riguardano la sicurezza alimentare, la tracciabilità dell’alimento, la tipicità dei prodotti regionali, il basso carico ambientale dell’esercizio commerciale, gli aspetti che comportano la riduzione dei rischi alimentare, la gestione dei rifiuti, l’accoglienza, la connotazione di tipo territoriale dell’esercizio, l’informazione sull’alimento e infine la tutela della tradizione e delle caratteristiche dell’esercizio nonché gli aspetti particolari relativi alla somministrazione di alimenti e bevande e soggetti affetti da celiachia al fine di definire gli aspetti di dettaglio dei vari disciplinari a cui sarà necessario fare riferimento per l’ottenimento del marchio di qualità . . |
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LAZIO: PRESTO LEGGE SU TRACCIABILITÀ PRODOTTI AGROALIMENTARI |
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"Un marchio regionale contraddistinguerà tutti i prodotti di qualità del Lazio garantendone la tracciabilità dal produttore al consumatore. In questo modo i cittadini avranno tutte le informazioni sulle materie prime utilizzate, l´identità degli operatori coinvolti, le metodologie applicate nelle diverse fasi della produzione, se il prodotto è commercializzato allo stato fresco o se si tratta di un prodotto trasformato". Così l´Assessore regionale all´Agricoltura, Daniela Valentini, che ieri mattina, assieme al Presidente Piero Marrazzo, ha presentato, intervenendo alla manifestazione organizzata dalla Coldiretti sotto il Palazzo della Regione, una nuova proposta di legge, con l´obiettivo di portare sulle tavole dei cittadini l´eccellenza e la sicurezza dei nostri prodotti agricoli e agroalimentari. La proposta di legge, oltre al marchio regionale, prevede anche degli aiuti alle imprese, alle associazioni dei produttori e ai consorzi di tutela che adottano sistemi di certificazione di qualità e di tracciabilità aziendale e di filiera. Una legge che dice ´No agli Ogm perché nella concessione degli aiuti avranno priorità i progetti finalizzati ad attestare l´assenza di ´Organismi Geneticamente Modificati´ nelle filiere di produzione. Infine, per diffondere la cultura della sana alimentazione e far conoscere la qualità della nostra produzione, verranno realizzati programmi di educazione alimentare, soprattutto nelle scuole. "E´ molto importante - ha spiegato l´Assessore Valentini - sapere da dove vengono i prodotti che arrivano sulle nostre tavole, chi e come li produce e quali sono le loro qualità. Con la nuova normativa - ha proseguito - vogliamo rispondere a un bisogno, sempre più sentito, di sicurezza alimentare e al tempo stesso sviluppare l´economia agricola e agroalimentare. Inoltre, il consumatore avrà prodotti d´eccellenza al minor costo possibile, perché intrecciando politiche di filiera e tracciabilità la nostra produzione troverà maggiori sbocchi di mercato. La legge - ha concluso l´Assessore regionale dell´Agricoltura - permetterà infine di continuare a promuovere e valorizzare i territori del Lazio attraverso i loro prodotti". . |
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“PESCHE E NETTARINE: ACCORDO INTERPROFESSIONALE TRA LE ORGANIZZAZIONI DI PRODUTTORI (OP) DELL’EMILIA ROMAGNA E LE SIGLE DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA |
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Bologna - “L’accordo presentato martedì 21 luglio dall’assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni e stipulato tra le Organizzazioni di Produttori (Op) dell’Emilia Romagna e le sigle della Grande Distribuzione Organizzata Auchan, Coop ed Esselunga con il supporto delle Organizzazioni agricole dimostra che è possibile costruire, anche in periodi di grande difficoltà e crisi, percorsi capaci di realizzare una ripartizione delle risorse lungo la filiera in grado da una parte di riconoscere alle imprese agricole i costi di produzione, e dall’altra di offrire al consumatore un prodotto di qualità ad un prezzo conveniente. ” Commentano così Cia e Confagricoltura dell’Emilia Romagna presenti, con i rispettivi presidenti - Nazario Battelli e Guglielmo Garagnani, alla sigla dell’accordo che fa seguito all’intesa raggiunta dal tavolo interprofessionale venerdì 17 luglio. L’accordo è riservato alle pesche e nettarine di prima categoria del calibro centrale e permetterà, per le quantità che si riusciranno a convogliare in questa iniziativa, di garantire ai produttori la copertura dei costi di produzione (contro i circa 20 centesimi attuali, prezzo questo che costringe, di fatto, a produrre sottocosto), mentre la Grande distribuzione si impegna a vendere il prodotto al pubblico a un prezzo non superiore a 1,20 euro al kg. Due le confezioni previste: il cestino da 1,5 chili con un prezzo massimo al dettaglio di 1,80 euro e il cartoncino da 2 kg a un prezzo massimo al dettaglio da 2,40 euro. Attualmente i costi di produzione in campagna si aggirano tra 0,40/0,45 centesimi al kg, mentre i costi di selezione, confezionamento, etichettatura, spedizione e trasporto incidono per ulteriori 0,40/0,45 centesimi sempre al kg. “E’ comunque bene ricordare - sottolineano Nazario Battelli e Guglielmo Garagnani - che resta aperto il tema della mancanza di reddito che si registrerà in questa campagna ortofrutticola per le aziende agricole. Problema che potrà essere in parte mitigato se la Gdo darà ampio spazio all’iniziativa promozionale e si farà carico di valorizzare l’accordo esponendo meglio le pesche oggetto dell’iniziativa e offrendole al consumatore a prezzi attraenti, senza però ricorrere a vendite sottocosto che confondendo il consumatore ne distorcono la percezione del giusto prezzo. È evidente - proseguono i presidenti - che il grande significato di questa operazione (riconoscimento dei costi di produzione per la parte agricola e primo prezzo per un prodotto standard di alta qualità) è condizionato dalla volontà e capacità delle catene distributive firmatarie dell’accordo di qualificare l’operazione nel punto vendita e di estenderla a tutti i punti vendita sparsi nel territorio nazionale. Va dato atto e merito a Auchan, Coop ed Esselunga di essersi rese disponibili a sedersi in torno ad un tavolo per contribuire a dare una soluzione alle problematiche in essere”. A giudizio di Confagricoltura e Cia il risultato positivo dell’accordo dipende anche dalla capacità di coordinamento delle Organizzazione dei Produttori che dovrà comunque essere meglio strutturato ed organizzato rispetto al passato. Questo ambito, insieme all’applicazione dell’accordo, farà parte di un attento monitoraggio da parte degli agricoltori. “La virtuosità dell’accordo interprofessionale presentato – continuano Garagnani e Battelli – deve trovare un seguito anche nell’ambito del prodotto trasformato ove si auspica di trovare nell’industria privata la stessa attenzione e disponibilità data da grandi gruppi della Gdo a cogliere il significato principale di questo passaggio: in momenti di crisi ognuno deve farsi carico responsabilmente di tenere insieme il sistema produttivo e ciò si può fare solo assicurando la ripartizione del valore fra i diversi attori della filiera, magari creando vere e proprie corsie preferenziali per il prodotto italiano. Siamo pronti - concludono i presidenti regionali di Confagricoltura e Cia - a forti iniziative di segnalazione dell’insensibilità dimostrata dalle catene distributive che non hanno aderito all’accordo e già dai prossimi giorni sarà lanciata una forte mobilitazione delle nostre Organizzazioni, in particolare nel territorio romagnolo, per denunciare chi, nella filiera, approfitta della situazione e non è disponibile ad un’ equa distribuzione del valore, seppur minimo, della nostra frutta in questa difficilissima situazione economica e di mercato che il Paese sta attraversando”. . |
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TAVOLO CON IL MONDO AGRICOLO PER CRISI DI MERCATO DELLE PESCHE: SI STANNO VALUTANDO GLI INTERVENTI DI SOSTEGNO GLI INTERVENTI CONCRETI PER IL PIEMONTE
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La Regione Piemonte ha riunito ieri a Torino, su iniziativa dell’Assessore all’Agricoltura Mino Taricco, le organizzazioni dei produttori del settore ortofrutticolo, le organizzazioni professionali e cooperativistiche, per affrontare i problemi di mercato che riguardano la produzione delle pesche. Nel settore, a livello nazionale, si sta registrando una forte stagnazione delle vendite, dovuta al calo dei consumi, alla crisi economica comune all’intero comparto agroalimentare, ma anche all’andamento climatico che ha provocato un accavallamento di produzioni con altri paesi. In vista della stagione di raccolta delle pesche, da poco iniziata in Piemonte, si teme che le condizioni di crisi generale possano ripercuotersi anche nella nostra regione. L’assessore Taricco ha dunque inteso avviare un confronto con il mondo agricolo per valutare le iniziative e azioni di sostegno da mettere in campo. Il tavolo si è concluso con la comune intenzione di preparare da un lato un documento di richieste rivolte al Ministero per le Politiche agricole, dall’altro di mettere a punto gli interventi concreti per il Piemonte, in particolare valutando l’attivazione degli strumenti previsti dall’Ocm frutta per la gestione delle crisi di mercato (promozioni, ritiri di prodotto, utilizzi alternativi). “ Stiamo affrontando i problemi di mercato del settore frutticolo – afferma l’Assessore Taricco – e stiamo cercando di farlo con concretezza e tempestività, per non farci trovare impreparati in piena stagione di raccolta e commercializzazione. Stiamo valutando, con una concertazione aperta a tutto il mondo agricolo, le iniziative più efficaci. Su alcuni fronti potrà intervenire direttamente la Regione, su altri dovremo richiedere l’interessamento del Ministero. L’obiettivo è in ogni caso quello di sostenere la nostra produzione di qualità, rafforzare la filiera, e sostenere le nostre aziende per superare questa fase congiunturale . ” La produzione di pesche e nettarine in Piemonte. In Piemonte la produzione di pesche e nettarine costituisce circa il 9-10% di quella nazionale, pari a oltre 45. 000 tonnellate, ed è estesa su una superficie di 7. 200 ettari, suddivisa uniformemente tra le due varietà. Si tratta di prodotti da consumarsi freschi, per i quali è fondamentale il calendario di maturazione e raccolta, che per il Piemonte si concentra tra la fine di luglio e il mese di agosto. Per le nettarine si registra un aumento dell’incidenza delle varietà a maturazione tardiva. . |
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GENOVA: LE ISTITUZIONI A DIFESA DELLA SAIWA |
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L´assessore regionale alle Politiche Attive del Lavoro, Enrico Vesco, ha incontrato mercoledì 22 una delegazione di sindacati ed Rsu della Saiwa, storica azienda alimentare di Genova. <La Saiwa, acquistata lo scorso anno dalla multinazionale statunitense Kraft foods, è una società in salute, che nell´ultimo anno ha registrato un aumento di fatturato superiore al 5% e vanta un mercato attivo e un incremento dell´attività produttiva - ha spiegato Vesco - Il problema è che, malgrado questo, la proprietà ha espresso la volontà di trasferire gli uffici e la direzione a Milano, trasformando in sede secondaria quella genovese. Comune, Provincia e Regione sono compatte al fianco dei lavoratori nel difendere i loro posti e l´interesse della città, rigettando quest´ipotesi. Pertanto convocheremo al più presto l´Azienda ad un tavolo locale dove chiederemo garanzie sulla continuità produttiva e sulla valorizzazione del rapporto centenario tra il marchio Saiwa e la Liguria>. . |
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CARTELLE PAZZE" SARDEGNA MERIDIONALE, SVOLTA POSITIVA: PER IL 2008 SALDO |
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Cagliari - "Cartelle pazze" Sardegna meridionale, svolta positiva: per il 2008 saldo bloccato e disponibilità a rateizzare le annualità precedenti al 2007. Prima svolta positiva sulla vicenda delle “cartelle pazze” dell’acqua in agricoltura. Dopo le sollecitazioni dell’ altro ieri a Cagliari da parte di Coldiretti, l’assessore regionale dell’Agricoltura Andrea Prato ha incontrato subito dopo il commissario straordinario del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, Dino Dessì, il quale ha manifestato la ferma volontà di venire incontro al mondo agricolo. Era presente anche il presidente regionale di Confagricoltura, Gigi Picciau. Dal vertice sono emerse importanti novità: intanto, per il 2007 il costo finale del servizio idrico è stato fissato in 250 euro a ettaro, per il 2008 l´acconto emesso è di 200 euro. Sempre per il 2008, è stata sospesa l’emissione del saldo. Il commissario del Consorzio ha infine manifestato la piena disponibilità a concedere piani di rateizzazione personalizzabili dei tributi dovuti per gli anni precedenti al 2007. In ogni caso, l’assessore Prato ha chiesto agli agricoltori destinatari di "cartelle pazze" di recarsi al Consorzio dove potranno dialogare direttamente con il commissario Dessì per individuare una soluzione idonea e personalizzata alla risoluzione del problema e quindi trasmettere la necessaria tranquillità al mondo agricolo già così fortemente in crisi. "Intanto, è già stata sbloccata la situazione per i 67 lavoratori avventizi del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, garantendo loro l´assunzione così come previsto dalla legge 6 del 2008". . |
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PRODUZIONE AGROALIMENTARE IN TOSCANA PRESENTATO L´ANNUALE RAPPORTO IRPET-ARSIA SULLO STATO DELL´AGRICOLTURA SETTORE ECONOMICO CHE RISPONDE ALLA CRISI RIMODELLANDOSI E QUALIFICANDO |
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«Il 2008 è stato buono per il comparto agroalimentare, proprio mentre si chiudeva come il primo anno della più grave crisi economica degli ultimi decenni. Un dato che dobbiamo considerare importante, perché ci consente di guardare al 2009, che non è iniziato bene neanche in questo settore, con le spalle forti di questo risultato». Lo ha dichiarato il presidente Claudio Martini nel suo intervento alla presentazione dell´11° Rapporto sull´economia e le politiche rurali, relativo al 2008, curato da Irpet e Arsia. Nel corso degli anni, ha aggiunto il presidente, la produttività del lavoro in agricoltura è stata, in Toscana, più elevata rispetto alla media italiana. Tuttavia, mentre intorno ai primi anni del decennio, il differenziale era piuttosto contenuto, negli ultimi anni è andato accentuandosi fino a divenire piuttosto marca to nel 2008: la produttività in Toscana è di circa 32. 000 euro per anno contro i 23. 000 dell’Italia. «In Toscana, dunque, una maggiore esposizione al mercato ha spinto il sistema delle aziende a procedere verso una ristrutturazione che ha portato a una loro diminuzione e a un parallelo incremento delle dimensioni medie; condizione essenziale per avviare recuperi di efficienza aziendale. Quindi parliamo di un sistema che reagisce, che sta riprendendo un ruolo importante nell´economia regionale, capace di di valorizzare le proprie produzioni, avendo puntato sulle strategie per la qualità». Ma è sulle criticità strutturali, secondo Martini, che occorre soprattutto intervenire, e proprio qui le sfide che la politica agricola e rurale deve affrontare sono molteplici: «Il sostegno pubblico all’agricoltura toscana, inteso come consolidato degli impegni di tutti i livelli di governo coinvolti, è stato n egli ultimi anni consistente, intorno agli 880 milioni di euro l’anno, circa il 40 per cento del valore della produzione e il 59 per cento del valore aggiunto. Oggi un primo aspetto da considerare è la quasi certa diminuzione tendenziale delle risorse per l’agricoltura che la politica economica europea metterà in atto nei prossimi anni. La graduale revisione della Pac (la politica agricola comunitaria) tenta di dare risposta a questo nodo orientando sempre più gli interventi verso l’incentivazione di comportamenti di maggiore responsabilizzazione di tutti i soggetti che fanno riferimento al settore, di maggiore confronto dei produttori con il mercato, di un sempre maggiore rafforzamento delle politiche di sviluppo rurale». «La Regione – ha aggiunto il presidente – ha racchiuso il complesso piano di azioni per lo sviluppo rurale nel nuovo Psr, per coordinare al massimo gli sforzi e le risorse disponibili. In concr eto, da qui al 2013 la Regione impegnerà per il settore circa 850 milioni, che saranno capaci di attivare oltre 1 miliardo e mezzo di euro. Ma anche l’introduzione del Piano agricolo regionale come unico strumento di pianificazione e attuazione degli interventi in agricoltura e per lo sviluppo rurale è un importante passo in avanti». La sfida più importante da affrontare è per Martini quella per la competitività del sistema agricolo-rurale: «L’intervento pubblico, nei suoi vari livelli, dovrà sempre più rendere evidente l’ordine delle priorità strategiche e favorire, per quanto possibile, le rispettive risposte. Questo deve avvenire puntando le azioni sulle componenti forti, quelle che più di altre possono contribuire a far affluire, attraverso il mercato di beni e servizi, una adeguata entità di risorse da poter investire nel territorio. In un sistema che rafforzi le compon enti più competitive è tuttavia necessario favorire la diversificazione delle attività al fine di rivitalizzare le aree, ringiovanire le comunità rurali e promuovere un approccio allo sviluppo che punti sull’innovazione». Su questo aspetto, che il presidente della Toscana considera ben documentato nel rapporto presentato da Irpet e Arsia, la Toscana segna un punto di forza: le attività secondarie svolte dalle aziende agricole (dall’agriturismo all’attività di servizio ambientale, all’agricoltura sociale) pesano per oltre il 34 per cento del totale a scala nazionale. Sarà inoltre importante dotarsi di strumenti per consentire al sistema di gestire adeguatamente il rischio e le crisi in agricoltura. . |
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CONSORZI DI BONIFICA, L´ASSEMBLEA LEGISLATIVA APPROVA I NUOVI CDA PROVVISORI. SI COMPLETA IL PROCESSO DI RIORDINO AVVIATO DALLA REGIONE EMILIA ROMAGNA |
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Bologna - “Si completa oggi il processo di riordino dei Consorzi di bonifica che in Emilia-romagna passano da 16 a 8 e si creano le condizioni per la loro piena operatività. Si tratta di un risultato importante che ci permette di raggiungere due obiettivi: migliorare ulteriormente l’attività di sicurezza idraulica e di presidio del territorio nella nostra regione e razionalizzare la spesa, proseguendo la politica di riorganizzazione complessiva dei propri Enti già avviata dalla Regione con le Comunità montane, gli Ato e le Agenzie per la Mobilità. Credo che l’esperienza che stiamo realizzando in Emilia-romagna abbia un valore nazionale e possa costituire un concreto, utile punto di riferimento in un momento in cui nella stessa maggioranza di Governo si discute se abolire i Consorzi o riordinarli come appunto è avvenuto in Emilia-romagna. ” Così l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni ha commentato ieri il via libera da parte dell’Assemblea legislativa ai nuovi consigli di amministrazione provvisori dei Consorzi di bonifica dell’Emilia-romagna. Ora i nuovi organi dirigenti avranno un anno di tempo per approvare i nuovi Statuti e indire le elezioni per i Cda ordinari, mentre la Regione approverà la nuova legge elettorale su base proporzionale. “I rappresentanti eletti nei nuovi organismi – ha aggiunto Rabboni - sono espressione di un accordo tra imprese agricole e imprenditoria extra agricola. Ritengo che questa intesa sia un segnale chiaro della condivisione del processo di riordino realizzato, ma anche del comune impegno per qualificare sempre più l’attività dei Consorzi a presidio del territorio. Desidero ringraziare – ha concluso l’Assessore – i gruppi consiliari per il proficuo lavoro svolto, che ha consentito di dare il via a questo importante processo di riorganizzazione” . |
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IL PRESIDENTE MARTINI: HA INCONTRATO UNA DELEGAZIONE DI LAVORATORI DELL´EX ZUCCHERIFICIO
SALVAGUARDARE I POSTI DI LAVORO DELLA SADAM
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«Confermo il mio pieno impegno a lavorare per trovare una soluzione positiva ai problemi dell´azienda. ». Così il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, ad una delegazione di lavoratori dello zuccherificio Sadam di Castiglion Fiorentino (Ar) incontrata nel pomeriggio a margine della presentazione del rapporto Irpet sulla agricoltura toscana. «Riprenderemo fin da domani– ha proseguito il presidente - gli incontri con tutti i protagonisti della vicenda: proprietà, enti locali, organizzazioni sindacali. Il nostro obiettivo – è stata la conclusione di Martini – è, lo ripeto, quello di arrivare, sulla base degli accordi già raggiunti, ad una buona soluzione, che sia in grado, soprattutto, di salvaguardare i posti di lavoro». . |
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MANTOVA: "SCONGIURIAMO LA CHIUSURA IN MASSA DELLE STALLE" IL PRESIDENTE FONTANILI E L´ASSESSORE CASTELLI ALLA PRESENTAZIONE DELLA MOBILITAZIONE DELLA COLDIRETTI |
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"L´agricoltura sta vivendo una delle peggiori crisi che il settore abbia mai avuto. Fanno bene gli agricoltori a richiamare l´attenzione dell´opinione pubblica sui loro problemi: in un contesto di crisi economica generale, c´è il rischio che la situazione sfugga di mano e si assista a chiusure in massa di stalle. Dobbiamo scongiurare tutto questo". Così si è espresso il presidente della Provincia di Mantova Maurizio Fontanili intervenendo il 20 luglio alla presentazione della mobilitazione che la Coldiretti metterà in atto dai prossimi giorni. "La mia preoccupazione è forte - ha continuato il numero uno di Palazzo di Bagno -. Come Provincia in questi anni abbiamo difeso con tutte le nostre forze il nostro ricco e fertile territorio. Non possiamo accettare che le nostre produzioni siano messe in crisi da prodotti agricoli di scarsa qualità che arrivano dall´estero". E da parte del presidente Fontanili non è mancato un accenno critico al trasferimento da Mantova della Borsa merci. All´incontro al Boma ha partecipato anche l´assessore provinciale all´agricoltura Maurizio Castelli che confermando la rilevanza e l´estrema attualità delle questioni sollevate da Coldiretti ha ribadito ancora una volta come "occorra puntare sulla qualità dei nostri prodotti: una qualità che non vuol dire prodotto di nicchia e più costoso ma prodotto sano a un prezzo giusto". . |
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MONTAGNANA. L´AVICOLA MARCHIGIANA RIAPRIRÀ ENTRO L´ANNO |
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La sede montagnanese dell’Avicola Marchigiana riaprirà i battenti entro l’anno e fino ad allora i 126 lavoratori dell’unità produttiva potranno beneficiare della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria in deroga per il settore agricolo. Un accordo in questo senso è stato raggiunto negli uffici della Provincia di Padova alla presenza dell’assessore al Lavoro e alla Formazione Massimiliano Barison e del dirigente del settore Claudio Sarcona. L’azienda Avicola Marchigiana società cooperativa a. R. L. Era rappresentata da Tullio Melchiorri in qualità di liquidatore, Valentino Rossin e Luciano Strobe. All’incontro erano presenti anche Andrea Gambillara per la Flai Cgil, Erminio Gomiero e Samuel Scavazzin per la Fai Cisl, Anna Rigotto per le R. S. A. , Gianfranco Monetti dell’Inps Regionale e il Vicesindaco di Montagnana Loris Bombonati. “E’ una duplice buona notizia – ha detto l’assessore Barison – per un’azienda che dal 2006 ad oggi ha subito le conseguenze prima dell’influenza aviaria e poi della crisi economica. Non solo la sede di Montagnana riaprirà i battenti, prevedendo un reintegro progressivo dei lavoratori, ma addirittura dal piano industriale illustrato ci sarà nel corso del 2010 un potenziamento dell’attività”. Nel 2006 e 2007 infatti l’unità produttiva di Montagnana era rimasta attiva in virtù di un accordo per la riduzione dell’orario di lavoro dei dipendenti. L’assessore Barison ha espresso la propria soddisfazione per l’accordo raggiunto per la concessione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria a sostegno del reddito dei lavoratori e per la notizia che l’azienda entro l’anno riprenderà l’attività. “In questo modo – ha spiegato - oltre a garantire gli ammortizzatori sociali a tutti i dipendenti fino alla ripresa dell’attività, si consentirà ai lavoratori stessi il mantenimento del posto di lavoro. Il nuovo Piano Industriale Aziendale, la cui attuazione andremo a monitorare nei prossimi mesi, riconosce inoltre l’importanza strategica del sito produttivo di Montagnana, che nel prossimo futuro diventerà punto di snodo dell’attività aziendale nel Nord-est, così da dare una boccata di ossigeno per l’occupazione in una zona dove la crisi si sta facendo sentire più pesantemente rispetto alle altre parti della Provincia di Padova”. . |
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NASCE IL COORDINAMENTO PER LA MONTAGNA BOLOGNESE PROVINCIA E COMUNI RIUNITI A PALAZZO MALVEZZI |
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Si è svolto il 20 luglio nella sede della Provincia il primo incontro del Coordinamento delle politiche per la montagna bolognese voluto dalla presidente Beatrice Draghetti e annunciato il 1° luglio al momento dell´insediamento della Giunta. Presenti, oltre alla presidente Draghetti e all´intera Giunta provinciale, 24 dei 26 comuni della montagna bolognese: Borgo Tossignano, Camugnano, Castel d´Aiano, Castel del Rio, Castel di Casio, Castello di Serravalle, Castiglione Dei Pepoli, Gaggio Montano, Granaglione, Grizzana Morandi, Lizzano In Belvedere, Loiano, Marzabotto, Monghidoro, Monte San Pietro, Monterenzio, Monteveglio, Monzuno, Pianoro, Porretta Terme, San Benedetto Val di Sembro, Sasso Marconi, Savigno, Vergato. Erano assenti solo Casalfiumanese e Fontanelice. "Come annunciato venti giorni fa - spiega la presidente Draghetti - nell´impostare i compiti della nuova Giunta ho scelto di mantenere in capo a me il coordinamento delle politiche per la montagna. Ho voluto quindi convocare immediatamente, come primo atto della nuova amministrazione, questo incontro con i sindaci per condividere con loro le criticità del territorio montano e impostare le modalità di un lavoro comune e coordinato che possa affrontarle efficacemente. Entro ottobre ci sarà un secondo incontro per stabilire i temi e le priorità per la montagna da inserire nel programma di mandato". . |
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FVG, III COMM: PARERE FAVOREVOLE PDL PROMOZIONE APICOLTURA |
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Trieste - La Iii Commissione consiliare del Friuli Venezia Giulia ha espresso un parere favorevole all´unanimità per la parte igienico-sanitaria della proposta di legge di iniziativa dello stesso presidente di Commissione, Giorgio Venier Romano (Udc), e di Roberto Novelli (Pdl) in materia di disciplina e promozione dell´apicoltura. Da parte dei gruppi di centro-sinistra non sono comunque mancate diverse proposte di modifica, come il cercare di stabilire una distanza minima degli alveari dalle abitazioni. I rilievi sono tutti ponderati - ha commentato Venier Romano - anche se evidenziano problemi non sempre di semplice soluzione; saranno trasmessi alla Ii Commissione affinché ne tenga conto durante l´esame del provvedimento nel suo complesso. . |
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TRENTO: AGEA APPAG: PREMI DI INDENNITÀ COMPENSATIVA E DELL’AGROAMBIENTE RELATIVI ALLA CAMPAGNA 2008 |
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Buone notizie per gli agricoltori trentini. L´assessore Tiziano Mellarini ha infatti confermato che ieri Agea ha trasmesso ad Appag l’elenco delle domande in formato elettronico. Questo in sintesi significa che è possibile effettuare il pagamento dell’anticipo pari al 75% dei premi di indennità compensativa e dell’agroambiente relativi alla campagna 2008. L’anticipo riguarda il pagamento complessivamente di euro 8. 848. 633,00 a favore di 2. 485 aziende agricole e nello specifico: - per la misura “Indennità Compensativa”, euro 3. 572. 675,00, a favore di nr. 1. 182 aziende; - per la misura “Agroambiente”, euro 5. 275. 958,00, a favore di nr. 1. 303 aziende. Le aziende che beneficiano dell’anticipo del premio sono quelle per le quali la superficie dichiarata nella domanda, relativa alla campagna 2008, non si discosta oltre il 3% rispetto a quella accertata. L’agenzia provinciale per i pagamenti della Provincia (Appag) provvederà entro il mese di luglio 2009 al pagamento degli anticipi direttamente alle aziende agricole beneficiarie. Per le aziende che non hanno ancora percepito il saldo dell’annualità 2007 (ed eventualmente per le aziende non comprese negli elenchi in pagamento da parte di Appag) sono in fase di definizione procedure per attivare, entro fine mese, l’intervento da parte di cooperfidi per l’anticipazione di una quota dei premi spettanti. L’assessore Mellarini segnala che sono in corso interventi di potenziamento di Appag al fine di acquisire, nei confronti di Agea, una maggiore autonomia, in particolare per quanto concerne il sistema informativo. L’obiettivo finale è di ridurre in maniera significativa i tempi per l’erogazione dei premi. . |
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PRESENTATO IL MARCHIO PER L´AGNELLO D´ABRUZZO |
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Pescara - La tutela e la valorizzazione della produzione regionale di carne d´agnello di qualità, rintracciabile dall´allevamento al consumatore, saranno garantite dal marchio "Buon gusto l´agnello d´Abruzzo" presentato ieri mattina dall´assessore all´Agricoltura, Mauro Febbo e dai rappresentanti dell´Associazione regionale allevatori(Ara). "Con questo marchio cogliamo un primo importante risultato, un obiettivo che ci siamo dati fin dall´inizio del mandato - ha spiegato Febbo - quello cioè di diffondere e promuovere la conoscenza di prodotti tipici dell´Abruzzo, anche al di fuori dei confini regionali, dando redditività all´agricoltura e all´allevamento, attraverso una capillare commercializzazione dei prodotti". In proposito già alcune catene nazionali di distribuzione dei prodotti sono interessate ad accordi per la commercializzazione dell´agnello d´Abruzzo. Le garanzie per la tutela e per la valorizzazione della produzione regionale dell´agnello saranno date dall´osservanza del disciplinare di produzione ed identificazione dei capi elaborato e depositato dall´Ara. In particolare il disciplinare prescrive che il marchio riguardi esclusivamente agnelli nati ed allevati in aziende zootecniche ubicate nel territorio regionale e prevede controlli sull´allevamento, sul trasporto, sulla macellazione e sull´immissione delle carni al consumo, assicurando la piena tracciabilità della carne. "Le recenti vicende del sisma hanno insegnato a noi abruzzesi a lavorare riuscendo a superare localismi ed egoismi - ha sottolineato l´assessore - l´istituzione del marchio dell´agnello, esperimento che estenderemo anche ad altri prodotti come formaggi, pecora e suini, si muove proprio nella direzione di valorizzare il prodotto abruzzese, prescindendo dai marchi dei singoli produttori". . |
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ABRUZZO: SEMINARIO SU SVILUPPO RURALE |
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Pescara - Sarà l´assessore all´Agricoltura, Mauro Febbo, ad aprire i lavori del seminario sul progetto riguardante il rafforzamento dell´Autorità di gestione del Programma di Sviluppo Rurale della Regione. Ai lavori del seminario che si svolgerà venerdi 24, a Pescara, nei locali dell´Hotel Duca d´Aosta, interverrà Giuseppe Blasi, direttore generale del settore sviluppo rurale del Ministero delle Politiche agricole e forestale. . |
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ABRUZZO, ALIMENTI VIETATI: FEBBO,INTEMPESTIVA ORDINANZA SINDACO CHIETI MANCA ANCORA RESPONSO ARTA; NON INTERPELLATE ARSSA E ASL |
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Pescara - "L´ordinanza del sindaco di Chieti che vieta la vendita e il consumo degli alimenti agricoli e zootecnici e dei loro derivati prodotti sui territori dei Comuni di Chieti, San Giovanni Teatino, Ripa Teatina, Torrevecchia Teatina, Francavilla al Mare e Miglianico in seguito all´incendio di sabato scorso presso la ditta Seab di Chieti, secondo l´assessore all´Agricoltura, Mauro Febbo, è intempestiva". A dichiarlo è l´assessore all´Agricoltura, Mauro Febbo, secondo il quale "non è sostenuta da alcuna risultanza delle analisi, visto che l´Arta non si è ancora pronunciata non solo sull´area di ricaduta dei fumi ma nemmeno sull´eventuale presenza di sostanze tossiche all´interno dei fiumi stessi. E non tutela in alcun modo la salute della collettività". A giudizio dell´assessore "tale provvedimento che, peraltro, non è stato minimamente concordato con i Sindaci dei Comuni in questione, avrebbe semmai avuto un senso solo nell´immediatezza dei fatti e non quattro giorni dopo, dal momento che, nel frattempo, gli stessi prodotti dei quali oggi si vieta la vendita sono già finiti sulle tavole di migliaia di famiglie. E visto che solo da domani l´ordinanza potrà essere applicata e fatta valere". "E´ singolare, poi, - continua l´assessore - che l´ordinanza non riguardi anche i prodotti agricoli provenienti da realtà territoriali vicinissime alla zona dell´incendio, quali i Comuni di Pescara, Cepagatti, Villanova Spoltore e Rosciano, come se i fumi avessero bypassato l´area pescarese. Il Sindaco di Chieti, inoltre, ha agito in assenza di prescrizioni scritte da parte dell´Arta e della Asl ed ha ritenuto di non dover convocare al tavolo tecnico né l´Assessorato all´Agricoltura della Regione Abruzzo né l´Arssa, l´Agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo, i cui laboratori, attrezzatissimi, sarebbero stati in grado di effettuare analisi e fornire responsi in appena quattro ore. L´ordinanza del sindaco di Chieti, dunque, lungi dal tutelare la salute dei cittadini, ha finito solo con il mettere in ginocchio centinaia di produttori agricoli che dall´oggi al domani si vedranno costretti a mandare al macero centinaia di tonnellate di prodotti". . |
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CIA BASILICATA: PROGETTO PER AFFIDARE TERRENI DEMANIALI AI GIOVANI |
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Destinare i terreni demaniali ai giovani è una delle proposte contenute nel progetto “Agricoltura futuro giovane” elaborato dalla Cia-confederazione italiana agricoltori e dall’Agia, l’Associazione dei giovani imprenditori agricoli, che solo in Basilicata potrebbe consentire la nascita, in via sperimentale, di alcune centinaia di nuove aziende di imprenditoria giovanile. Senza ricambio generazionale non ci sarà futuro per la nostra agricoltura. E il progetto di Cia e Agia - che rientra a pieno titolo nella piattaforma messa a punto dalla Cia sul tema “Tutelare e valorizzare l’agricoltura lucana, per un coerente ed equilibrato sviluppo della Basilicata” - oltre a prevedere l’utilizzo agricolo dei terreni demaniali, ha proprio come obiettivo quello di definire un piano di azione organico per l’imprenditoria giovanile, per sostenere, appunto, il ricambio generazionale dei titolari d’azienda e la costituzione di nuove imprese e per favorire l’attrattività e la sostenibilità dell’attività agricola. Il progetto della Cia prevede la disponibilità del fattore terra: trasferimento di proprietà, affitto, integrità aziendale, riordino fondiario finalizzati all’incremento delle dimensioni aziendali. Progetti e capitali “giovani”: progetti d’impresa per utilizzare al meglio le risorse finanziare disponibili per i giovani (Ismea, politiche nazionali, regionali e comunitari). Strutture societarie innovative: favorire partnership tra “anziani proprietari” e “giovani gestori”. Impresa facile: mercato, semplificazione, supporto alla gestione. . |
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INIZIATIVA COLDIRETTI PER UNA SPESA TUTTA LUCANA |
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Come fare una spesa consapevole. Alla scoperta di cosa c´è nel carrello dei consumatori. Il 23 luglio alle 10 la Coldiretti Basilicata sarà presente presso l´Iperfutura. Siete sicuri che la frutta, le mozzarelle e i formaggi siano veramente italiani? A dare informazioni ai consumatori che si recheranno a fare acquisti, ci penseranno i tanti imprenditori agricoli e allevatori che arriveranno da varie zone della Basilicata per sostenere la battaglia contro il falso "Made in Italy". Mangiare lucano? Fotografando la situazione attuale sembra una chimera, ma si può. Ne è fermamente convinta l´Organizzazione di categoria che chiede a gran voce alla grande distribuzione spazi dedicati per la vendita di prodotti agricoli, distinguendo il vero dal falso "Made in Italy". "Noi chiediamo trasparenza e origine obbligatoria per tutti i prodotti agricoli - ha dichiarato Piergiorgio Quarto, vice presidente Coldiretti Basilicata. Mentre i prezzi al consumo aumentano, quelli dei prodotti agricoli crollano del 16%. Il problema è lungo la filiera. Basta considerare che al produttore agricolo vengono pagati solo 17 centesimi contro i 60 appannaggio della grande distribuzione. Dal campo alla tavola ci sono troppi passaggi. Il nostro progetto è quello di una filiera agricola tutta italiana che permette una giusta remunerazione a chi produce, un giusto prezzo e una effettiva garanzia di qualità e di trasparenza dei cibi, valorizzando i primati e le distintività dei nostri territori, di chi vi abita e lavora". Una battaglia dell´agricoltura declinata al sociale. Rilanciare il Patto con il consumatore consentendo al consumatore di poter scegliere e avere la garanzia che quel prodotto che sta acquistando sia veramente italiano. . |
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ORTOFRUTTA IN CAMPANIA, NAPPI CONVOCA IL TAVOLO ANTICRISI. "PIÙ CHE GIUSTIFICATA L´ESASPERAZIONE DI COLDIRETTI" |
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L’assessore all’Agricoltura della Regione Campania Gianfranco Nappi, interviene sulla mobilitazione di Coldiretti in difesa delle produzioni campane di ortofrutta: "La manifestazione della Coldiretti di oggi - dice Nappi - testimonia lo stato di esasperazione di un settore produttivo fondamentale come quello agroalimentare. La crisi morde. E mordono ancor di più gli effetti di una politica che a livello nazionale sta abbassando la soglia quantitativa e qualitativa dei controlli sulle derrate alimentari importate. Queste derrate, molto spesso, competono sul costo con le nostre solo perché hanno un livello di qualità ampiamente inferiore ed in alcuni casi non si è neanche sicuri della loro integrità dal punto di vista dei possibili effetti sulla salute. Il risultato, visibilissimo per l’ortofrutta, è che tante nostre produzioni di qualità rimangono sulle piante mentre siamo invasi sul mercato da prodotti dalla qualità quantomeno incerta". "Mi è parso necessario – conclude l’assessore - anche raccogliendo le sollecitazioni di tutte le organizzazioni agricole, promuovere un tavolo con tutti gli attori interessati, compreso il sistema bancario e quello delle industrie di trasformazione, per l’ inizio della prossima settimana per affrontare l’intera questione". . |
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PRO.B.E.R. (L’ASSOCIAZIONE DEI PRODUTTORI BIOLOGICI E BIODINAMICI DELL’EMILIA-ROMAGNA) SARÀ PRESENTE ALLA MANIFESTAZIONE BIO BRAZIL FAIR – 5º FERIA INTERNACIONAL DE PRODUCTOS ORGÁNICOS Y AGROECOLOGIAR – |
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Si terrà a San Paolo del Brasile dal 23 al 26 luglio e sarà inaugurata da Luiz Inácio da Silva, presidente del Brasile. La fiera – capace di attrarre 21 mila visitatori a pochi anni da suo avvio – è una delle più importanti manifestazioni del settore biologico che si tengono nell’area del Sud America ed in modo particolare è un punto di riferimento per i consumatori brasiliani. “Pro. B. E. R. – sottolinea il vicepresidente dell’Associazione, Natale Marcomini, che sarà relatore al forum internazionale di apertura – è protagonista ormai da due anni con proprie iniziative in alcune zone del Brasile e con questa significativa partecipazione all’evento fieristico di San Paolo intende aumentare la visibilità delle aziende emiliano-romagnole interessate a tali mercati”. “Gli argomenti affrontati nel corso del forum – rileva Marcomini – riguarderanno il ruolo dell’Associazione Pro. B. E. R. Come strumento a servizio dell’agricoltura organica ed in maniera specifica saranno analizzate le prospettive di mercato innovative, nonché il modello delle mense biologiche come espansione di mercato”. . |
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SEGNALI DI RECUPERO NEL CONSUMO DI BEVANDE NEL FUORI CASA. MODERATO OTTIMISMO PER LA STAGIONE ESTIVA |
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Inversione di tendenza per il consumo delle bevande fuori casa. Nei consumi permane il segno meno ma il peggio della crisi ormai è alle spalle. L´inflazione più contenuta e la ripresa dei consumi, aiutata anche dal clima, complice il caldo con punte quasi ´tropicali´, hanno dato una spinta verso il recupero nel settore del consumo fuori casa duramente colpito soprattutto nei primi mesi di quest´anno. Il mercato delle bevande fuori casa archivia il primo semestre 2009 con un - 3%, dato che segna il giro di boa. E’ quanto emerge dalla periodica indagine realizzata da Cda (Consorzio Distributori Alimentari) - il più importante gruppo indipendente italiano di distributori di bevande, che da solo rappresenta oltre l’11% del mercato italiano della distribuzione di liquidi alimentari. Cda, attraverso il proprio Data Wharehouse consortile (strumento di gestione della raccolta e normalizzazione dei dati provenienti dalle Aziende Associate) è in grado di tracciare periodicamente un quadro preciso e dettagliato dei consumi fuori casa, rilevati su un campione di oltre 20 mila pubblici esercizi. Analizzando le aree geografiche, in base ai dati rilevati dal Consorzio, emerge che il recupero è trainato da una ripresa dei consumi nel Nord Est (Area Nielsen 2) che segna un - 1,4 %. Segue il Nord Ovest (Area Nielsen 1) con il - 3,5 %. Mantengono le distanze il Centro con un - 4,5%, più faticoso il recupero al Sud dove i consumi registrano un - 5,1%. Il canale che guida il recupero è quello diurno del consumo al bar con un - 1,5 %. A soffrire di più i locali del tempo libero serale con un - 4,9% e la ristorazione con un - 4,7%. Per quanto riguarda le categorie merceologiche a guidare la risalita – questa volta con un segno positivo e una straordinaria performance – gli aperitivi e i vermouth con un + 5,7%, seguiti dal + 2% archiviato dai vini speciali (in particolar modo gli spumanti). Bevute da sole o più frequentemente utilizzate per la realizzazione di cocktail, queste bevande hanno conosciuto un vero e proprio “boom” in tutto il settore Ho. Re. Ca. Recuperano bene anche le bibite piatte con un + 2,4%. Segnali di tenuta per le acque che al momento si attestano solo sotto l´1% e le bibite gasate con un - 2,8%, entrambe in attesa di conquistarsi un ´posto al sole´. Soffrono ancora i consumi delle birre (-7%) e degli aperitivi monodose (-6,2%). Buono il recupero degli energy drink e dei succhi di frutta. I primi si attestano ad un - 4,5 % con risalita ben 12 punti in tre mesi. I succhi di frutta segnano un - 6,6% dopo una risalita di oltre 13 punti da marzo a giugno scorso. “Questi dati ci lasciano ben sperare - sottolinea fiducioso Lucio Roncoroni, direttore di Cda - confidiamo nella bella stagione per chiudere in pareggio il bilancio con la fine della stagione estiva”. “Anche l’inflazione, oggi intorno al 2%, con una crescita più contenuta, un punto percentuale in meno rispetto all´anno scorso - precisa Lucio Roncoroni - ha sostenuto in parte il recupero nel settore del consumo fuori casa” . |
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LA PASTA SI VESTE DI FANTASIA E DIVENTA PROTAGONISTA A FOLIGNO, ALL’UNICO FESTIVAL NAZIONALE DEDICATO AL MONDO DEI PRIMI PIATTI |
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I Primi d´Italia, unico Festival nazionale dedicato al mondo dei primi piatti, organizzato dal 24 al 27 settembre a Foligno dalla società Epta-confcommercio, quest´anno sarà ancor di più all´insegna dell´originalità e dell´inventiva. Oltre alle degustazioni continuative nelle 14 location sparse nel centro storico - tra cui il Villaggio delle Ricette Creative con primi piatti di grandi pastifici industriali tra cui Voiello, Garofalo e Spigadoro, ed il Villaggio della Tradizione e Tipicità con la migliore pasta artigianale come Setaro e Fabbri - il Festival darà la possibilità al pubblico di ammirare e, perché no, gustare, formati di pasta unici al mondo. In una suggestiva location - la Corte del Palazzo medievale Trinci - insieme ai prodotti di qualità esposti nella mostra mercato Boutique della Pasta, troveranno la giusta cornice le più originali produzioni artigianali, messe in mostra nelle due prestigiose gallerie dedicate ai migliori pastifici italiani: la Galleria dei Formati Speciali e la Galleria dei Formati Regionali. Nella prima saranno esposti i formati di pasta più curiosi ed innovativi, nati dall´estro e dallo studio accurato dei maestri pastai nostrani. Prima fra tutti ´A Caccavella, il formato di pasta più grande al mondo: 50 grammi al pezzo, 9 centimetri di diametro e 6 di altezza, per una pasta prodotta dalla Fabbrica della Pasta di Gragnano che prende il nome dalla particolare forma "a pentolina", caccavella in napoletano. Non mancheranno paste con riconoscimenti internazionali: le Pannocchie, per esempio, prodotto del Pastificio Marella - Il Pozzo del re, ha ricevuto il primo premio come miglior formato, miglior pasta, miglior confezione al Fancy Food Show di febbraio a New York. Dalla forma davvero curiosa Halloween Pasta, realizzata dal Pastificio Dalla Costa: tanti piccoli e colorati pipistrelli accompagnati da ragni, gufi e zucche. Ed ancora la pasta a forma di dollaro, di giglio fiorentino, di ferro di gondola, di sombrero e di orsacchiotto saranno celebrati nella Galleria, una vera a propria mostra per dare il giusto tributo alla straordinaria fantasia dei pastifici italiani. Sotto i riflettori anche la Galleria dei Formati Regionali, un´occasione unica per vedere riunite tutte le paste tipiche delle nostre regioni, da nord a sud. Presente il Veneto, con i bigoli, il Piemonte con i tajarin, la Liguria con le trofie, l´Emilia con i garganelli ed ancora i maccheroni al ferretto calabresi, le orecchiette pugliesi, i malloreddus sardi, e molti altri, tra cui, baluardi e pilastri della cucina umbra, gli immancabili stringozzi. . |
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ACADEMIA BARILLA ED ENÌA PRESENTANO IL “RICETTARIO DEGLI AVANZI” PER FAR RIFLETTERE I CITTADINI SUI PROPRI STILI ALIMENTARI |
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Enìa, multiutility emiliana, presenta il “Ricettario degli Avanzi”, una raccolta di 28 ricette di cucina create con gli avanzi dei pranzi e delle cene, realizzata grazie alla collaborazione di Academia Barilla. Le ricette, selezionate consultando la ricchissima Biblioteca Gastronomica dell’Academia, sono il frutto della creatività della cultura gastronomica italiana e di un mondo in cui lo spreco non esisteva. Il Ricettario, che sarà distribuito nell’area di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, propone infatti piatti gustosi volti a ridurre e limitare i consumi inutili, ricordando che anche gli avanzi possono rappresentare una vera e propria risorsa in cucina. Il “Ricettario degli Avanzi” nasce con l’obiettivo di fare riflettere i cittadini sui propri stili alimentari e sulle tante e inedite possibilità di impiegare, in maniera proficua, i rimasugli dei pasti, contribuendo anche alla riduzione dei propri rifiuti. La pubblicazione s’inserisce all’interno delle tante iniziative che Enìa ha messo in campo nell’ottica di coltivare una moderna cultura contro gli sprechi e rivolta a comportamenti sostenibili tra cui, quelle a sostegno della raccolta differenziata e quelle rivolte agli studenti che, ogni anno, usufruiscono delle offerte formative gratuite messe a disposizione dall’azienda. Il “Ricettario” è un progetto in corso ed aperto al contributo di tutti. La prossima edizione sarà, infatti, realizzata con le ricette che i cittadini invieranno all’indirizzo mail: ricetteavanzi@eniaspa. It. . |
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PIZZA BELLA ITALIA DS - SALAME: NUOVO GUSTO PER LA PIZZA SENZA GLUTINE SOTTILE E CROCCANTE COME IN PIZZERIA |
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Ds da più gusto alla vita e alle pizze surgelate senza glutine e senza frumento. Nel 2009 cresce la fortunata gamma della Pizza Bella Italia con una nuova referenza: la Pizza Bella Italia – Salame. Una base sottilissima e croccante, ingredienti semplici e gustosi arricchiti da fette di stuzzicante salame, sottile e croccante come in pizzeria e soprattutto gluten free. Dal gusto unico della pizza margherita, tipico della tradizione italiana, abbinato al gusto deciso delle fette di salame nasce Pizza Bella Italia – Salame: sapore internazionale e qualità italiana, buona e croccante perché cotta su forno in pietra. Come sempre garantita da Ds lo specialista dei piatti pronti surgelati senza glutine. La preparazione è facilissima e immediata: dopo averla lasciata scongelare per circa 10 minuti a temperatura ambiente, infornare a 220°C e cuocere per circa 6 minuti. Pizza Bella Italia – Salame, insieme alla sottile Bella Italia Margherita e alla tradizionale Margherita, è l’ideale per una serata intensa, stuzzicante e gustosa in compagnia. . |
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TREVISO: PROSECCO DOCG LA PROVINCIA APRE IL TAVOLO SUL TEMA DELLA DENOMINAZIONE DELL’AREA STORICA |
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Ottenuta la Docg, la Provincia di Treviso mette subito in campo una serie di azioni relative allo sviluppo del settore Prosecco, in particolare per quanto riguarda l’area storica di Conegliano-valdobbiadene. Forte rilievo viene posto proprio sul tema della denominazione. L’amministrazione Provinciale ha infatti convocato un tavolo al quale hanno partecipato tutti gli attori interessati dall’area storica: la Regione Veneto, il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene, Camera di Commercio, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Unindustria, il Comitato Nazionale Vini. “Durante la riunione, sono state trattate tre tematiche in particolare– esordisce il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro – Innanzitutto, siamo partiti dal concetto che i nuovi disciplinari di tutela hanno fissato regole certe per i prossimi anni. Ecco perché è necessario porre l’attenzione su una questione ancora aperta: quella della denominazione territoriale con la quale le oltre 57 milioni di bottiglie si presenteranno sul mercato. Ecco perché la Provincia ha promosso il Tavolo Trevigiano del Prosecco all’interno del quale discutere su questa tematica e giungere a una soluzione condivisa con le associazioni di categoria e il mondo agricolo, seguendo il modello di pianificazione strategica che ha portato grandi successi in passato. Il tutto, però, con un punto fermo: devono essere i produttori a scegliere la denominazione. Conegliano Docg? Valdobbiadene Docg? Conegliano-valdobbiadene Docg? Valdobbiadene-conegliano Docg? È giunto il momento di scegliere per non perdere grandi occasioni di promozione internazionale. Visto che saranno messe a disposizione risorse anche pubbliche per la promozione della Docg – chiude Muraro – è opportuno sin d’ora individuare una denominazione territoriale unica per sfruttare al meglio queste risorse”. . |
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PROSECCO: VENETO AVVIA ISCRIZIONI ALBI NUOVE DOC E DOCG VALDOBBIADENE – CONEGLIANO E ASOLO |
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La Regione del Veneto ha già avviato l’operazione nuova Doc Prosecco e nuove Docg “Conegliano Valdobbiadene” e “Asolo” o “Colli Asolani”. Subito dopo la pubblicazione del decreto ministeriale che approva i nuovi disciplinari – ha spiegato il vicepresidente della Giunta veneta Franco Manzato – abbiamo emanato le disposizioni regionali applicative indispensabili per concretare questa straordinaria operazione, che tutelerà il Prosecco in tutto il mondo come prodotto del Nord Est italiano, con la valorizzazione a livello di Doc Garantita delle aree storiche “Conegliano Valdobbiadene”, con la sottozona “Cartizze”, e “Asolo” e il riconoscimento del prodotto della “Provincia di Treviso”. In sostanza abbiamo disposto la rinomina a Docg dei preesistenti albi del Prosecco Doc, l’istituzione dell’albo dei vigneti “Provincia di Treviso” o “Treviso” e abbiamo incaricato Avepa di dare attuazione alle disposizioni adottate. Per quanto concerne la nuova Doc “Prosecco”, una volta istituiti gli Albi, Avepa provvederà al caricamento iniziale delle superfici che risultano iscritte agli elenchi delle vigne delle Igt venete per la tipologia Prosecco. Porteremo a termine questo compito nel minor tempo possibile, senza alcun onere per i produttori”. “Rimaniamo inoltre a disposizione – ha concluso Manzato – per realizzare rapidamente altri due strumenti, essenziali per assicurare un futuro davvero importante a livello planetario al vino Prosecco: il consorzio e il sistema dei controlli. A questi si aggiunge l’esigenza che le due Docg e la Doc, autonome nella loro gestione, condividano strategie comuni. Il tavolo della filiera trevigiana, d’intesa con la Regione, gli altri soggetti di rappresentanza e tutti i produttori, diventa dunque una cabina di regia strategica per ottimizzare l’intera complessa macchina di coordinamento relativa a questo prodotto eccellente e sempre più ricercato, che sta superando la soglia del milione e mezzo di ettolitri”. . |
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IL BARDOLINO CHIARETTO SPUMANTE SI AFFERMA NELL’AZIENDA AGRICOLA COSTADORO |
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Cento commensali hanno giudicato a Cavaion Veronese i 15 Bardolino Chiaretto Spumante prodotti in riva al Garda. “Si tratta di una tipologia – dice il presidente del Consorzio del Bardolino – che sta conoscendo un crescente successo di pubblico e di critica”. Vino e marmo: ad unire idealmente la viticoltura e la lavorazione della pietra, attività simbolo di Cavaion Veronese, cittadina dell’entroterra del lago di Garda, è ora il trofeo San Michele, dedicato ai produttori del Bardolino Chiaretto Spumante, una tipologia che sta incontrando crescente interesse da parte dei vignaioli, della critica e del pubblico. Da quest’anno è proprio il pubblico a sancire qual è il Bardolino Chiaretto Spumante preferito, in una gara popolare che vede i commensali valutare i rosé bardolinesi con le bollicine: al vincitore va una scultura in pietra. La prima edizione, sotto forma di test, si è svolta qualche sera fa: i cento “giurati”, seduti ai tavoli della cinquecentesca Corte Torcolo di Cavaion, hanno decretato il successo del Bardolino Chiaretto Spumante metodo italiano dell’azienda agricola Costadoro di Bardolino. Del tutto eterogeneo il parterre dei votanti: da semplici appassionati ad esperti enologi, da giornalisti ad esponenti della politica, come gli assessori provinciali all´agricoltura, Luigi Frigotto, al turismo, Ruggero Pozzani, e ai trasporti Gualtiero Mazzi. Fra i selezionatori del vini in competizione anche il sindaco di Cavaion Veronese, Lorenzo Sartori, e il presidente del Consorzio di tutela del Bardolino, Giorgio Tommasi. “Abbiamo pensato a quest’iniziativa – spiega il sindaco Sartori – per offrire un’occasione di festa e di valorizzazione per un vino, il Chiaretto Spumante, che ha mosso i suoi primi passi proprio a Cavaion Veronese e che oggi sta riscuotendo un notevole favore”. “Non si tratta di un vero e proprio concorso enologico – aggiunge il presidente Tommasi -, bensì di un momento di festa per i produttori del Chiaretto Spumante e per gli amanti di questa tipologia, che oggi vanta ben quattordici produttori con quindici diverse etichette, contro le quattro o cinque di una manciata di anni fa. Ed anche se i quantitativi di bottiglie prodotte restano ancora abbastanza contenuti, attorno a quota 200mila, il Chiaretto Spumante si sta affermando come una significativa forma di diversificazione della nostra produzione”. Fra i quindici Bardolino Chiaretto Spumante in competizione, ha ottenuto la miglior valutazione popolare quello dell’azienda agricola Costadoro, condotta da Valentino Lonardi, che cominciò a spumantizzare il Chiaretto addirittura una trentina d’anni fa, giovanissimo. È a lui che il sindaco di Cavaion ha consegnato il trofeo San Michele, una scultura in pietra, legno ed oro ideata e modellata da due artisti cavaionesi: Adelino Rossi e Sebastiano Zanetti. "Un oggetto d´arte - raccontano i due scultori - che porta il nome di Sorgente, come omaggio a chi, nella lavorazione del proprio prodotto, tiene alti i valori di equilibrio, natura, condivisione". Il trofeo creato da Rossi e Zanetti resterà esposto presso l’azienda agricola Costadoro fino a luglio dell’anno prossimo, quando verrà rimesso in palio per la seconda edizione di questa atipica gara popolare: la previsione è quella di allargare la partecipazione ad un numero ancora più ampio di fan delle bollicine rosa. . |
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