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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 06 Ottobre 2009
TV DIGITALE 16 NOVEMBRE: È L’ORA DELLO SWITCH OFF NEL LAZIO ADICONSUM INCONTRA I CONSUMATORI DEL LAZIO NELLE PIAZZE E NELLE SCUOLE PER ASSISTERLI NELLA FASE DI SPEGNIMENTO TOTALE DELLA TV ANALOGICA IL COSTO DEL PASSAGGIO AL DIGITALE OSCILLA DAI 100 AI 150 EURO A FAMIGLIA  
 
Roma, 6 ottobre 2009 - Incontri, materiale informativo, numero verde e un digital bus completamente attrezzato con televisori e decoder, sono gli strumenti che Adiconsum metterà in campo a partire dal 6 ottobre per dar corso al progetto “Digitale Chiaro” fino a dicembre. Il progetto, realizzato con il contributo del Consorzio Lazio digitale, prevede incontri con gli studenti degli Istituti tecnici industriali e altrettanti nelle piazze dei Comuni che ne hanno già fatto richiesta e ne faranno richiesta in seguito. Gli incontri prevedono oltre alla distribuzione di materiale informativo, una sessione pratica da effettuarsi grazie all’ausilio delle apparecchiature presenti sul digital bus. Per conoscere tutte le informazioni sul progetto “Digitale Chiaro” è disponibile anche un numero verde: 800 864754 lun- merc-ven dalle ore 11 alle ore 15 e un indirizzo mail: digitale chiaro@adiconsum. It Per informazioni invece sulla ricezione del segnale, decoder e impiantisitica disservizi è invece disponibile il numero verde del Ministero dello Sviluppo Economico 800 022 000. L’elenco degli Istituti Tecnici Industriali e delle piazze coinvolte nel progetto “Digitale Chiaro” di Adiconsum sarà in fase di aggiornamento per tutta la durata del progetto. Al momento queste sono le sedi già confermate: Itis Quarenghi di Subiaco; Itis L. Trafelli di Nettuno; Itis A. Moro di Fara Sabina; Itis G. Galilei di Latina; Itis R. Reggio di Isola Liri; Itis Morosini Ferentino di Ferentino; Itis E. Fermi di Formia; Itis A. Volta di Tivoli; Itis T. Rossi di Priverno; Istituto Superiore Pontecorvo di Pontecorvo; Itis C. Cardano di Monterotondo; Itis Pacinotti di Fondi; Istituto Vallauri di Roma. Adiconsum ricorda anche di aver attivato sul proprio sito internet www. Adiconsum. It uno sportello online e un blog per segnalare le proprie esperienze e i problemi incontrati. .  
   
   
BOLZANO: DAL 28 OTTOBRE IL DIGITALE TERRESTRE: DURNWALDER E IL VICEMINISTRO ROMANI PRESENTANO IL PASSAGGIO ALLA NUOVA TV  
 
Bolzano, 6 Ottobre 2009 - Tra il 28 ottobre e l´11 novembre l´Alto Adige passerà completamente alla Tv digitale abbandonando il segnale analogico. Il presidente della Provincia Luis Durnwalder e il viceministro con delega alle comunicazioni Paolo Romani hanno ufficialmente dato il via il 2 ottobre a Bolzano al passaggio alla Tv digitale presentandone modalità e tappe. Più canali, migliore qualità di immagine e sonoro, la possibilità di una Tv interattiva: sono i tratti principali della televisione digitale, "una nuova tappa fondamentale dopo il passaggio dal bianconero al colore", ha sottolineato il presidente Durnwalder a Palazzo Widmann davanti a giornalisti, esperti del settore e responsabili delle emittenti. "In Alto Adige gli svantaggi saranno contenuti, considerato che quasi l´80% degli utenti possiede già un decoder necessario a ricevere il segnale digitale", ha proseguito. Il telespettatore dovrà infatti, da qui a fine ottobre, dotarsi del decoder per gli apparecchi di vecchia generazione, altrimenti dopo il passaggio al digitale il suo schermo resterà nero. Durnwalder ha ricordato che il sistema digitale non è una novità in Alto Adige, in quanto la Ras da tempo trasmette in tale tecnica i programmi delle emittenti nazionali di Austria, Svizzera e Germania. "Ma dal 28 ottobre tutte le tv passeranno al digitale, Rai e private comprese. " La prima tappa sarà proprio Bolzano con Bassa Atesina, Oltradige e Sarentino. Il viceministro Romani ha sottolineato "l´importanza di un´operazione complessa ma condivisa" e ha ricordato che "la Provincia di Bolzano ha un ruolo esemplare in questo processo, in quanto proprio la favorevole base di partenza ha consentito di passare direttamente allo switch off totale senza operazioni di switch over intermedie e limitate a pochi canali. " Romani ha ricordato anche il contributo statale per chi acquista il decoder, fissato in 50 € a favore di abbonati over 65 e con un reddito annuo non superiore ai 10mila €. In Alto Adige sono circa 13mila gli aventi diritto. Il presidente della Ras Rudi Gamper ha rilevato l´ottimo livello di conoscenza della popolazione locale riguardo all´imminente passaggio alla Tv digitale: uno specifico sondaggio della Ras dimostra che la gran parte è informata sulla necessità di avere un decoder per poter continuare a vedere i programmi Tv anche dopo il 28 ottobre. "Ma solo la metà sa che dopo il passaggio va rifatta la ricerca canali per risintonizzarli e non avere lo schermo nero. " La ridefinizione delle frequenze porterà inoltre alla possibilità di fare spazio per nuovi canali, che la Ras potrà trasmettere in Alto Adige. Sarà la Giunta provinciale a decidere quali. Dalla conferenza a Palazzo Widmann sono emerse novità anche riguardo alla convenzione Rai-provincia: il rappresentante dell´emittente nazionale Luca Balestrieri ha ribadito al presidente Durnwalder che la Rai è pronta a trattare un potenziamento dei programmi locali proprio anche alla luce delle opportunità che la Tv digitale apre. Tutte le informazioni sul passaggio al digitale sono disponibili anche online agli indirizzi www. Provinz. Bz. It/digitaltv oder www. Ras. Bz. It. Il Ministero ha attivato per il telespettatore anche un numero verde 800 022 000. .  
   
   
OGGI ANTEPRIMA AL CINEMA LUMIÈRE DI BOLOGNA DELLA PELLICOLA "LA VOCE STRATOS", REALIZZATA DAI REGISTI D´ONOFRIO E AFFATATO CON IL CONTRIBUTO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA, NEL TRENTENNALE DELLA MORTE DELL´INDIMENTICATO MUSICISTA.  
 
 Bologna, 6 ottobre 2009 - Che cos’è la voce umana. Quali sono gli elementi che rendono ogni voce unica ed irripetibile. Quali sono le sue funzioni prima e oltre il linguaggio: queste sono alcune delle tematiche che il documentario “La Voce Stratos” affronta, narrando il percorso biografico ed artistico di una delle voci più audaci e significative del secolo appena trascorso. A trent’anni dalla sua morte, la voce di Demetrio Stratos continua a suscitare entusiasmi ed emozioni. Cantante sperimentatore, dotato di una voce unica che si prestava a infinite sperimentazioni, il suo lavoro mostra un’eterogeneità unica, estendendosi dai territori della musica pop a quelli del rock, del jazz, della musica contemporanea e dell’avanguardia più radicale, sempre a livelli insuperati. Icona di un’epoca in cui musica, cultura, sperimentazione e politica scorrevano parallele, Demetrio Stratos rappresenta un personaggio trasversale unico a cui va il grande merito di aver saputo concertare stimoli differenti sperimentandone la contaminazione reciproca. Per estensione ed intensità, il carattere del suo lavoro assume l’inafferrabilità del mito, mito che egli realmente è stato per quegli anni, dei quali la sua voce rappresentava al massimo grado la volontà di cambiamento, di creazione del nuovo e di distruzione del dogma. “La Voce Stratos” è un documentario a più voci, realizzato con il contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-romagna, che unisce interviste e filmati d’archivio indagando anche la sperimentazione vocale di Demetrio Stratos, tema fondamentale e trasversale del film, che viene affrontato sia da un punto di vista scientifico, con la consulenza di otorino-laringoiatri esperti di voce artistica, che da quello artistico grazie all’intervento di alcune tra le “voci” più significative del panorama della musica contemporanea, per i quali il lavoro unico ed estremo di Stratos rappresenta un punto di riferimento fondamentale. Il film è ulteriormente arricchito da registrazioni vocali inedite, concesse per il documentario da Claudio Rocchi, filmini Super8 inediti dei Ribelli forniti da Gianni Dall´aglio e dalle foto di Silvia Lelli e Roberto Masotti. I registi indipendenti torinesi Luciano D’onofrio e Monica Affatato rendono omaggio a una delle figure storiche della musica contemporanea intersecando una molteplicità di temi che raccontano anche la storia ed i costumi italiani degli anni ’60 e ’70 attraverso il percorso musicale e militante degli Area, gruppo storico di cui Demetrio fece parte, il beat e le avanguardie artistiche di quei gloriosi anni e al tempo stesso proponendo una riscoperta della tradizione culturale e musicale mediterranea, aggiornata e contaminata. Il lavoro, che sarà proiettato in anteprima oggi a Bologna, al Cinema Lumière, è stato presentato ieri nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato i registi insieme all’assessore regionale alla Cultura, Alberto Ronchi. “Molta della vicenda artistica e umana di Demetrio Stratos si è svolta in Emilia-romagna – ha ricordato l’assessore Ronchi -, per cui ci è sembrato doveroso sostenere questo progetto, dedicato giustamente ad un musicista tra i più importanti della storia italiana”. Ronchi ha quindi espresso “la speranza che questo lavoro serva a ricordare Stratos non solo come artista, ma come intellettuale a 360°, che nel corso della sua purtroppo breve vita sviluppò tanti interessi”. Infine, l’assessore ha annunciato che “la figura di Demetrio Stratos sarà celebrata il 20 gennaio, per un’intera giornata, al teatro Itc di San Lazzaro di Savena (Bologna), dove testimoni, musicisti, persone che lo conobbero ne tracceranno un ritratto toccando anche aspetti poco conosciuti della sua attività”. La biografia Demetrio Stratos nasce ad Alessandria D’egitto da genitori di origine greca e arriva in Italia negli anni ’60 per iscriversi all’Università. Tastierista organista e militante dai dodici anni di età in moltissimi gruppi musicali, inizia a cantare per caso a Milano e diventa la voce dei Ribelli, gruppo di punta del beat italiano, mentre negli anni ’70 è tra i fondatori degli Area, uno dei più provocatori ed innovativi gruppi di rock sperimentale. Gli Area spaziavano dal rock al jazz alla musica contemporanea, dalla musica etnica all’elettronica: desiderosi di portare direttamente nelle strade la loro ricerca musicale per condividerla con la gente, il gruppo non poteva che consacrarsi alla sperimentazione pura, attitudine che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica italiana nel mondo. Le registrazioni e le misurazioni effettuate nei Centri di Fonologia testimoniano che oltre ad avere una gamma di emissione amplissima, la sua voce aveva la capacità di emettere due e anche tre suoni di frequenza diversa in contemporanea. A partire dal lavoro sperimentale con gli Area e parallelamente ad esso Demetrio Stratos inizia a studiare la voce come puro strumento musicale e sonoro, realizzando dischi per sola voce e lavorando con artisti del calibro di John Cage e segnando di fatto un punto di non ritorno nell’esplorazione della voce umana e nell’abbandono del linguaggio verbale come forma unica e privilegiata di espressione musicale legata alla vocalità. A trentaquattro anni Demetrio Stratos contrae una grave forma di aplasia midollare e si spegne a New York il 13 giugno del 1979, proprio alla vigilia di un concerto organizzato per raccogliere fondi per le costose cure. Il concerto all’Arena civica si tramutò in un colossale tributo alla sua figura di uomo e artista, unendo un centinaio di musicisti di fronte ad un pubblico di oltre 60. 000 spettatori. .  
   
   
NUOVI CRISTIANI D´EUROPA DIECI STORIE DI CONVERSIONE TRA FEDE E RAGIONE  
 
 Torino, 6 ottobre 2009 - La campana a morto l’ha suonata l’Unione Europea quando nel 2004 ha escluso ogni riferimento alle radici cristiane dal preambolo della sua Costituzione. L’ateismo è la nuova ideologia del Continente. Il cristianesimo non può più rivendicare un ruolo pubblico né incidere in modo diretto sulle scelte politiche. Questa svolta epocale – epilogo di un percorso iniziato con l’Illuminismo – ha prodotto un ampio dibattito, non solo fra i credenti. In molti si interrogano sul significato di un cambiamento che prima di tutto è culturale e confina la religione cristiana nella sfera privata, riducendola a pura esperienza soggettiva. Chi non si rassegna combatte una battaglia che appare già persa, almeno fino a quando la libertà dell’uomo verrà intesa come emancipazione da ogni legame con verità non contingenti e da una legge naturale in cui si esprime il senso morale originale di ogni essere umano. I dieci «convertiti» ascoltati da Lorenzo Fazzini in questo volume raccontano tuttavia un’altra storia, in controtendenza rispetto al mainstream (o a quello che si ritiene tale). Tra chi è stato sedotto da Cristo con un incontro di vita inaspettato – come lo scrittore Éric-emmanuel Schmitt, il filosofo Fabrice Hadjadj o il critico Joseph Pearce – e chi invece vi è ritornato al termine di una lunga ricerca – come il cantautore Giovanni Lindo Ferretti, la sociologa Gabriele Kuby, il giornalista Jean-claude Guillebaud, la diplomatica norvegese Janne Haaland Matlary o i giornalisti John Waters e Marco Tosatti –, tutti raccontano di un’utopia ancora possibile: essere uomini e donne del nostro tempo e continuare a credere e a vivere e testimoniare la propria fede. Del resto, osserva Marcello Pera: «il cristianesimo è la forma della cultura europea, opera come un filtro, come un dizionario di traduzione. Ciò che c’era prima e ciò che è venuto dopo, per noi si presenta attraverso concetti e vocaboli cristiani. Per questo il cristianesimo è fattore di identità: senza di esso, noi non saremmo noi stessi». L´autore Lorenzo Fazzini (1978) abita a Verona. Giornalista e traduttore, scrive di cultura, religioni e questioni internazionali su «Avvenire». Ha lavorato all’agenzia missionaria «Asianews»; collabora con il settimanale «Tempi» e il mensile «Mondo e Missione». Ha vinto il premio giornalistico Ucsi «Giornalisti e società» under 30 e il premio Giovanni Fallani. Il suo sito Internet è www. Lorenzofazzini. It Edizioni Lindau pag. 216 euro 16 .  
   
   
BOLZANO.AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DEL "CANTIERE DELLE PAROLE"  
 
Bolzano, 6 ottobre 2009 - Dopo la prima edizione dello scorso anno torna "Il Cantiere delle parole" con alcune novità. Si tratta di un progetto ideato dal Servizio Giovani in collaborazione con l´Ufficio educazione permanente, biblioteche e audiovisivi della Ripartizione cultura italiana e realizzato da Arciragazzi. L´obiettivo dell´iniziativa, come sottoline l´assessore provinciale alla cultura itlaliana Christian Tommasini, è quello di stimolare nei giovani la passione per i libri, il piacere di entrare nell´universo della letteratura e quindi anche cimentarsi personalmente quali autori. La prima proposta dell´iniziativa va sotto il titolo "Cantiere on tour", un minifestival della letteratura che si svolgerà sabato 10 ottobre 2009 in luoghi informali "amici" della cultura nell´ambito della città di Bolzano. L´iniziativa è curata da Stefano Zangrando, autore e traduttore bolzanino. Tra aperitivi e performance sono previsti incontri aperti al pubblico con quattro giovani autori italiani, tra i quali Tiziano Scarpa che con l´opera "Stabat Mater" ha vinto il Premio Strega 2009. Gli altri sono Simona Vinci, Gianni Biondillo e Francesco Forlani. "Il Cantiere della parole" propone, quindi, un percorso letterario aperto a venti ragazzi selezionati fra quelli che frequentano il 4. Anno delle superiori presso istituti bolzanini. Sotto la guida di Giovanni Accardo (autore insegnante di materie letterarie alle superiori e tutor e docente della Scuola di scrittura creativa "le Scimmie") i ragazzi selezionati saranno preparati per affrontare gli incontri con quattro autori italiani contemporanei scelti da Vincent Raynaud, editor per la narrativa italiana della casa editrice "Gallimard". La preparazione verterà sulla lettura, l´analisi ed il commento di opere di grandi della letteratura scelti dai giovani autori; gli incontri preparatori si terranno in ambito extrascolastico presso il Centro giovani "Pippo" destinato a divenire sempre più spazio d´incontro attivo per i giovani. Alla fase di preparazione seguiranno quattro incontri pomeridiani con gli autori Gian Mario Villalta, Giorgio Vasta, Alberto Garlini e Vitaliano Trevisan rispettivamente il 23 ottobre, il 7 novembre, il 21 novembre ed il 5 dicembre 2009. I medesimi autori i giorni in cui si incontreranno con i giovani del progetto la sera parteciperanno a serate improntate al reading letteraio abbinato ad eventi musicali con appuntamento alle ore 21. 00 presso il Museion. L´idea è quella di creare punti d´incontro fra letteratura e musica contemporanea in un confronto proficuo fra autori musicisti e pubblico. Gian Mario Villalta, uno degli scrittori e intellettuali emergenti in Italia, venerdì 23 ottobre 2009 sarà presente assieme al dj Dirt Crew); il romanziere Giorgio Vasta, curatore di varie antologie, sabato 7 novembre sará abbinato a Tigerskin; sabato 21 novembre l´autore Alberto Garlini, curatore del Festival letterario "Pordenonelegge", incontrerà il pubblico assieme a Touane. Il cantiere delle parole si concluderà sabato 5 dicembre con l´incontro con l´autore, attore e sceneggiatore Vitaliano Trevisan che si presenterà assieme a Ryan Crosson. .  
   
   
SULLE ROVINE DI NOI - PAROLE E IMMAGINI PER L’AQUILA DI GIOVANNI D’ALESSANDRO E STEFANO SCHIRATO  
 
Torino, 6 ottobre 2009 - Questo libro è il tributo di due autori abruzzesi, lo scrittore Giovanni D´alessandro e il fotografo Stefano Schirato, alla tragedia del terremoto che ha colpito la loro terra il 6 aprile 2009. Sulle rovine di noi non ha un taglio saggistico né giornalistico: è agli antipodi dei contributi che quotidiani, magazine e media hanno pubblicato nei mesi scorsi. Ma cos´è dunque? È narrativa, scritta e fotografica; un lavoro che si modella sul romanzo non solo per la presenza di tre racconti di Giovanni D´alessandro, ma anche per la capacità delle dodici foto d´arte di Stefano Schirato di interpellare il lettore e dialogare con i testi. Attraverso gli occhi dei due artisti, il lettore entra nell´immaginario collettivo di questa regione, cui solo due abruzzesi potevano dar accesso. È un vangelo selvaggio che già dal titolo interiorizza la vicenda per farne un paesaggio dell´anima, terra desolata, grido e incontenibile dichiarazione d´amore. Testi e foto proiettano fuori da queste pagine un Abruzzo elevato a simbolo della condizione umana, i cui volti e luoghi ritratti si fanno icone, svincolandosi da ogni oggettività, perdendo nome e tratti distintivi. Non è più la cronaca che conta, non sono le singole storie reali, ma è la loro lezione severa, la pietas e la consapevolezza che ispirano. "La nostra tv è la prima a raggiungere il terremoto. Ha fatto un lungo giro, venendo dall´Aquila, per superare un ponte crollato qui vicino. Ma non vi sono solo danni - . Come potete vedere da queste impressionanti immagini alle nostre spalle, dove sulle case crollate vediamo all´opera in questo momento, sotto la luce dei fari, i volontari della Protezione Civile, attivi qui fin dalle prime ore dopo il sisma - purtroppo si contano anche le prime vittime. La stima, di due morti, è purtroppo destinata a salire, dal momento che maggiore è il numero dei dispersi o di chi manca all´appello e potrebbe essere sotto quelle macerie. Per quanto ci hanno detto, il paese non si trova peraltro su una direttrice del sisma e guardate. ". "Fermati tra un minuto e mezzo, ché mandiamo le immagini dall´Aquila". Autori - Giovani D´alessandro è nato a Ravenna nel 1955. Laureato in legge, vive e lavora a Pescara. Il suo esordio nella narrativa risale al ‘96, quando ha pubblicato con Donzelli Se un Dio pietoso, finalista al "Viareggio" e al "Palazzo al Bosco", vincitore del "Penne-mosca" e del "Convegni Maria Cristina"; tradotto in varie lingue e pubblicato in Francia da Flammarion, è stato definito "unico, autentico caso letterario degli anni ‘90 (Avvenire)"; "esperimento più che unico, irripetibile" (l´Espresso); "Romanzo di forte orchestrazione, una sinfonia" (Ilsole24ore). Nel 2004 ha pubblicato con Mondadori il secondo romanzo, I fuochi dei kelt, vincitore del premio "Scanno 2005". A fine 2006 ha pubblicato con Rizzoli La puttana del tedesco, vincitore dei premi Maiella 2007 e Bastia Umbra 2007. Con le Edizioni San Paolo ha pubblicato nel 2008 Il guardiano dei giardini del cielo. D´alessandro è titolare di due rubriche settimanali sul quotidiano d´Abruzzo Il Centro e autore di vari saggi. Stefano Schirato nasce a Bologna nel 1974, dove si laurea in Scienze Politiche. Dal 1997 lavora come fotoreporter concentrandosi in particolare su tematiche sociali. Nel 1998 vince una borsa di studio per un workshop con Steve Mccurry, fotografo del National Geographic e di Magnum. Nel 1999 per il sostegno di Emergency pubblica il suo primo libro sul dramma delle mine anti-uomo in Cambogia, Gli occhi dela Cambogia, con una prefazione di Ferdinando Scianna. Nel 2003 un lungo progetto fotografico sulla vita dei marittimi nelle navi sequestrate,viene pubblicato in un libro, Né in terra, né in mare, con prefazione di Giuseppe Tornatore, che visionato il lavoro, ne aveva incoraggiato la pubblicazione. Nel 2008 il suo ultimo libro sulla schizofrenia, Fuori di me, gli vale il Premio Internazionale Carletti per il fotogiornalismo. Suoi lavori sono apparsi, tra gli altri, su Vanity Fair, Washington Post, Le Figarò Magazine. Edizioni San Paolo 184 pagine € 24,00 .  
   
   
CAROLINE COX VINTAGE SHOES LE SCARPE CHE HANNO SEGNATO IL VENTESIMO SECOLO  
 
Milano, 6 ottobre 2009 - Vintage shoes è un prezioso volume che racconta, anche attraverso sontuose immagini, la storia della scarpa nel Ventesimo secolo, permettendo a tutti gli appassionati di questo oggetto-mito di ammirare i capolavori di stile ed eleganza creati dai maestri artigiani del passato. Nata nell’antichità come strumento per la protezione dei piedi, la scarpa è diventata sempre più un accessorio simbolo del fascino femminile. Dai modelli che André Perugia disegnava per le dame dell’alta società negli anni Venti alle tipiche scarpe con la suola rossa di Christian Louboutin, tanto apprezzate dalle stelle del cinema di oggi, gli autori propongono una curiosa rassegna dei modelli più favolosi e ambiti dai collezionisti di tutto il mondo. Analizzando gli sviluppi tecnologici e le influenze culturali che hanno condizionato il design, ci fanno conoscere l’opera innovativa di nomi di cult come Salvatore Ferragamo, Charles Jourdan, Roger Vivier, Beth Levine, Vivienne Westwood, Manolo Blahnik. Tutte le calzature da collezione realizzate in materiali preziosi vengono mostrate nel contesto dell’epoca in cui sono state realizzate e indossate, mettendo in luce l’influenza che la moda ha avuto sullo stile di vita delle donne e il suo evolversi di pari passo con i cambiamenti sociali: le scarpe ci raccontano dunque, indirettamente, l’intera storia del Ventesimo secolo. La ricca iconografia, con immagini d’archivio affascinanti, gli scatti impeccabili dei più quotati fotografi di moda dell’epoca, le fotografie puntuali appositamente commissionate per questo volume, costituisce non solo una degna cornice per questo seducente excursus, ma permette di apprezzare le forme e i particolari che distinguono un autentico capo d’epoca. Interessante è l’ultimo capitolo dedicato all’acquisto e alla conservazione delle scarpe vintage. Caroline Cox, docente presso il London College of Fashion, è una delle maggiori autorità internazionali nel settore della moda, esperta del rapporto tra la moda, il gusto e la cultura. Christian Louboutin, designer e stilista famoso ha inaugurato nel 1992 la sua boutique a Parigi dove ha realizzato il suo sogno di creatore di modelli esclusivi, dai tipici tacchi rossi, molto femminili, che uniscono ingegno e glamour, incarnando la perfetta fusione tra bellezza e sensualità. Caroline Cox Vintage Shoes Le scarpe che hanno segnato il Ventesimo secolo Pagg. 226 Prezzo: € 45,00 De Agostini 2009 .  
   
   
IL LIBROSCOPIO SETTIMANA DELLA CULTURA SCIENTIFICA 8-17 OTTOBRE NOICÀTTARO (BA)  
 
Noicàttaro (Ba), 6 ottobre 209 - Dopo il successo degli anni precedenti, dedicati alla Fisica e alla Biologia, il tema di quest’anno è “Benessere e Salute dell’uomo”. Vari sono gli ambiti “esplorati”, tra cui: alimentazione e prevenzione, alimentazione e genetica, cibo e psiche, ambiente e fitofarmaci, biotecnologie, scienza ed etica. Autorevoli personaggi del mondo della ricerca garantiranno con la loro partecipazione un più facile accesso a contenuti spesso di difficile comprensione per il grande pubblico. Fra gli incontri in programma, Remo Bodei ed Edoardo Boncinelli dialogheranno sull’Umano e l’Artificiale; Dario Bressanini, Roberto Defez e Pietro Perrino si confronteranno sugli Ogm; Anna Lasorella e Nichi Vendola interverranno sulle cellule staminali e il rapporto tra scienza ed etica. La giornata conclusiva è interamente destinata ai laboratori interattivi. Ancora, grande la varietà degli argomenti trattati: dalla musica ai coloranti e additivi, dal cioccolato alla matematica, dalle muffe e spore alle piante – solo per citarne alcuni –, senza dimenticare Chi è il colpevole? A scuola di Dna e prova scientifica con il contributo anche di Luciano Garofano, colonnello dei Ris di Parma. Tre i momenti ludici: Galileo Superstar, dalla musica alle stelle, la conferenza-concerto di Luca Novelli e Gabriella Perugini, lo spettacolo teatrale Bones di Lucia Zotti, con Monica Contini, attrice del Teatro Kismet, e Scienza in cucina dall’omonimo blog a cura di Dario Bressanini. La realizzazione dell’iniziativa è possibile grazie all’Amministrazione comunale e al Presidio del libro di Noicàttaro, l’Associazione Presìdi del libro, la Regione Puglia, la Provincia di Bari, l’Università degli Studi di Bari e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Sezione di Bari. Www. Presidi. Org .  
   
   
2047 DI MARCO ALESSIO SIGNO’  
 
Milano, 6 ottobre 2009 - Ambientato in un prossimo futuro, 2047 narra l’amicizia di Marcèlo e Lucas e il loro rapporto con l’ambiente e la società nella quale vivono. Marcèlo torna dopo quindici anni di assenza vissuti in Polinesia e rimane stordito per i ritmi di vita alienanti e pressanti che la collettività impone. Lucas sarà la sua guida nei meandri di una società tecnologicamente molto avanzata, una società dove tutti devono essere belli, con corpi scultorei, ma assolutamente privi di una propria personalità e senso critico, in cui anziani e ribelli vengono rifiutati e il controllo da parte di quattro grandi emittenti televisive non lascia spazio alla libertà personale. Uno studio specifico da parte di un gruppo di scienziati dovrebbe rispondere alla grande domanda delle origini della terra ma la risposta è una sorta di black-out, nero, silenzio, quiete… L’irrequietudine della vita frenetica viene tradotta in parole dall’autore che utilizza volutamente una punteggiatura e un lessico che impongono un ritmo di lettura che mira a trasmettere tutto il peso di una società esasperata che opprime. Biografia Marco Alessio Signò è nato nel 1969 a Rho, vive a Lainate, in provincia di Milano. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, master in Avviamento allo Sport per disabili, è docente di sostegno scolastico per alunni diversamente abili, segue l’avviamento allo sport dei propri ragazzi ed è docente di recupero per debiti formativi di economia aziendale. Collabora con l’Università di Roma Tre nel dipartimento “Scienza della formazione”. Ha seguito corsi di perfezionamento presso l’Università Statale di Firenze. Editrice Nuovi Autori Milano pagine 179 Prezzo Copertina € 11. 00 .  
   
   
“LIBRI IN CANTINA” A SUSEGANA PRESENTATO LIBRO SULLA MONTAGNA  
 
Venezia, 6 ottobre 2009 - L’ altro Ieri a Susegana (Treviso), l’assessore regionale Oscar De Bona ha presentato la ristampa del libro di Giovanni Angelini “Civetta, per le vie del passato”, di cui la Regione è coeditrice. L’appuntamento era programmato nell’ambito della rassegna “Libri in Cantina” giunta quest’anno alla settima edizione organizzata con il coinvolgimento diretto della Regione grazie ad un accordo di programma. La manifestazione vede la presenza di numerose piccole case editrici nazionali che presentano la loro produzione. “Per gli amanti della montagna – ha detto De Bona presentando l’opera – questo libro di Angelini è e rimane una bibbia. E’ uno dei volumi che si è orgogliosi di avere nella biblioteca di casa. E questo caposaldo della storia della montagna e dell’alpinismo oggi ritorna in libreria, grazie all’iniziativa congiunta della Regione e della Fondazione Angelini, per soddisfare le numerose richieste di studiosi e appassionati per un’opera che era andata da tempo esaurita”. De Bona ha concluso sottolineando che “Civetta, per le vie del passato” non solo racconta gesta, persone e storie ma è anche un libro d’arte con le sue rare foto d’epoca, gli acquarelli e le incisioni. .  
   
   
UNA CAMPAGNA PER PROMUOVERE LO SPETTACOLO A MILANO INGRESSI GRATUITI, INCONTRI CON I PROTAGONISTI E 20MILA APPUNTAMENTI  
 
Milano, 6 ottobre 2009 - Milano città di musica, spettacolo, teatro, cinema e intrattenimento. Anche quest’anno il Comune promuove la campagna “Milano per lo Spettacolo” con iniziative a sostegno dell’offerta culturale. Un’offerta sempre più variegata grazie anche alla crescente affluenza di pubblico: 1. 976. 109 spettatori hanno assistito alle oltre 8mila rappresentazioni teatrali del 2008. Per quanto riguarda il cinema, le proiezioni sono state 7. 732 per un pubblico di 5. 620. 576 persone. Nella passata stagione le attività musicali hanno invece registrato 1. 500. 270 presenze per oltre 2mila concerti. “Che cos’è il teatro se non una metafora della vita? Che cos’è il teatro se non una società che si riconosce nella parola? Milano è la città del teatro perché l’identità culturale di Milano è la contemporaneità e perché il teatro è uno spettacolo che va ‘in diretta’, senza mediazioni – ha detto l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory -. L’etimo di teatro è il guardare, ossia l’avere visioni, il credere, ad esempio, che la vita sia un sogno e che ci sia sempre un ‘Godot’ da aspettare, il credere che Shakespeare sia nostro contemporaneo, credere, infine, che il pubblico sia sempre un po’ proprietario di un pezzo di spettacolo”. “Informazione più formazione, educazione più intrattenimento, libertà di pensiero e gratuità: tutto questo fa lo spettacolo – ha aggiunto Finazzer Flory –. Il nostro è un grande intervento per aumentare i consumi del pubblico verso la cultura”. Libretti – Guida Alle Stagioni Con Le Immagini Di Robert Wilson La campagna è realizzata in collaborazione con la Banca Popolare Commercio e Industria, Vivimilano – Corriere della Sera, Mondadori Multicenter, la rivista musicale Amadeus e prevede la pubblicazione e diffusione di volumetti-guida alle stagioni, locandine, totem, inserzioni pubblicitarie, spot video. In tutta la città saranno affissi circa 3000 manifesti, in particolare nelle zone periferiche. Dopo le opere dell’artista moravo Ivan Theimer (utilizzate per campagna 2007/2008) e dopo le immagini tratte dalla mostra Canova alla Corte degli Zar - Capolavori dall’Ermitage di San Pietroburgo (campagna 2008/2009), quest’anno saranno le riproduzioni di Robert Wilson a fare da corredo ai volumetti-guida con i programmi di teatro, musica, cinematografia e teatro per ragazzi. Tratte dalla mostra Voom Portraits, allestita nelle sale di Palazzo Reale, i video ritratti rappresentano Isabelle Huppert per la musica, Winona Ryder per il teatro, la Principessa Carolina di Monaco per il cinema, Salma Hayek per la danza e il porcospino Boris per il teatro ragazzi. Le pubblicazioni Teatro 2009/2010, Musica 2009/2010 e Teatro per Piccoli Spettatori 2009/2010 sono ancora più ricche, articolate, facili da consultare, con brevi traduzioni in inglese per facilitare la consultazione agli stranieri e ai turisti. Quest’anno è stato realizzato un unico volumetto per la musica e il teatro, un vademecum “tascabile” o da borsetta da tenere sempre con sé per essere spettatori tutto l’anno. Le pubblicazioni evidenziano soprattutto che lo spettacolo a Milano è un sistema organico, fatto di realtà molteplici e complementari. 47 Spettacoli Gratuiti Nei Teatri Convenzionati Della Citta’ Milano per lo Spettacolo 2008/2009 prevede azioni di promozione attraverso tre macro-progetti le cui caratteristiche sono l’ampiezza e l’articolazione dell’offerta, il suo diffondersi nell’intera città, in luoghi anche periferici e inediti, la gratuità di una parte significativa dei programmi. Le tre manifestazioni sono la Festa del Teatro, giunta alla terza edizione, che nei giorni 24 e 25 ottobre aprirà i teatri della città con biglietti a soli 4 euro e molti appuntamenti gratuiti; Le Giornate della Danza, inaugurate nel 2007, in programma ad aprile e il festival Mito che, per tre settimane in settembre, fa festa alla musica con il 50% di eventi a ingresso libero e il resto a prezzi popolari. Inoltre lo spettatore appassionato di teatro beneficerà anche quest’anno dell’offerta di spettacoli gratuiti: nel 2008 erano 30, quest’anno sono ben 47 proposti dai 23 teatri convenzionati con il Comune e rappresentano un’opportunità soprattutto per coloro che non sempre vanno a teatro, in particolare giovani e anziani. Gli inviti saranno disponibili, secondo un calendario di distribuzione definito (vedi pieghevole), presso l’Infopoint Famiglia, Scuola, Politiche sociali di largo Treves 1 e presso l’Informagiovani di via Dogana 2. Incontri Con I Protagonisti Al Mondadori Multicenter Di Piazza Duomo Torna anche quest’anno “Gli incontri con i protagonisti”, il ciclo di appuntamenti con gli artisti che calcheranno i palcoscenici milanesi, realizzato in collaborazione con Mondadori Multicenter di piazza Duomo. Un filo conduttore che intreccia le stagioni disvelando segreti e passioni, curiosità e progetti futuri degli interpreti più amati. Tra i protagonisti della prossima stagione Amanda Sandrelli, Nicoletta Braschi, Gene Gnocchi, Nada Malanima, Antonio Albanese e Loretta Goggi. Analoghi cicli sono in fase di preparazione con la Fnac di via Torino per la musica e con la Terrazza Martini per il cinema. Con “Applaudire L’arte” Mostre E Spettacoli A Prezzo Ridotto Da ottobre fino a maggio 2010, grazie all’iniziativa “Applaudire l’arte”, gli spettatori di 25 teatri milanesi e i visitatori delle mostre allestite negli spazi espositivi del Comune, avranno diritto a riduzioni sui biglietti d’ingresso. Così Milano premia la passione e la curiosità per l’arte e la cultura. L’assessorato alla Cultura ha pianificato per la stagione 2009/2010 un progetto pilota per promuovere una forma di dialogo tra arti sceniche e arti visive. Obiettivo dell’iniziativa è promuovere uno scambio virtuoso tra gli appassionati dell’arte e quelli di teatro, incentivando una più larga partecipazione del pubblico a vantaggio di entrambi i settori. A Novembre La Consegna Del “Premio Milano Per Il Teatro” A novembre si terrà a Palazzo Reale la cerimonia di premiazione del “Premio Milano per il Teatro”, un riconoscimento alle creazioni di registi, autori, interpreti, scenografi, costumisti, light designer, sound designer che operano nei teatri e nelle compagnie di Milano .  
   
   
MILANO PER LO SPETTACOLO 2009/2010 47 SPETTACOLI A INVITO PER CHI NON SEMPRE VA A TEATRO  
 
 Milano, 6 ottobre 209 - Il Comune di Milano non soltanto contribuisce a consolidare e vivacizzare l’interesse dei propri cittadini nei confronti delle arti sceniche, verso le quali rivolge una rinnovata attenzione grazie anche alla Campagna di Comunicazione e Promozione Milano per lo Spettacolo, ma punta ad accrescerli nel numero e nella molteplicità dei “tipi”, offrendo opportunità di avvicinamento al teatro ai meno assidui, così come ai neofiti. È questo il senso precipuo della Festa del Teatro che da qualche stagione, in ottobre, apre i teatri della città a un pubblico nuovo e porta i diversi generi di spettacolo in luoghi inediti, insoliti, inattesi. O delle Giornate della Danza che, invece, danno brio alla primavera. Nella stagione 2009/2010 l’offerta si rinnova e si accresce, passando dai 30 della passata stagione a 47 spettacoli a invito, proposti dal Piccolo Teatro, dal Teatro degli Arcimboldi e dai 21 teatri convenzionati con il Comune, per un totale di 14. 117 biglietti a disposizione, i quali compongono una stagione completamente gratuita, specchio delle migliori produzioni realizzate in città e che contribuiscono alla definizione dell’identità artistica e culturale di Milano. È il nostro omaggio a quegli spettatori che non sempre riescono ad andare a teatro. Giovani (pensata per loro la distribuzione pomeridiana dei biglietti), anziani, o semplicemente distratti, oppure non in condizione di acquistare un biglietto: nonostante il pubblico teatrale di Milano sia fra i più ampi, appassionati e competenti d’Europa, ci fa piacere pensare che esista un gran numero di potenziali nuovi adepti di questa arte antica e attualissima. Dal 20 ottobre (il cartellone si inaugura con il nuovo spettacolo di Peter Greenaway) al 24 giugno l’appuntamento è con i migliori spettacoli prodotti in città, firmati dai più brillanti registi e interpretati dagli attori più amati. Copioni classici: Sofocle, Goldoni, Molière, Tolstoj, Checov, Pirandello, Andersen. E contemporanei: Amélie Nothomb, Aldo Nove, Fernando Pessoa, Joyce Carol Oates, Dario Fo e Franca Rame, Giovanni Testori autore molto amato dai teatri milanesi che ritroviamo in ben tre spettacoli al Teatro Oscar, al Ringhiera, all’Out Off a conferma della sensibilità dei nostri artisti e del nostro pubblico verso gli autori contemporanei così come verso i temi dell’attualità e i contenuti sociali. Quarantasette preziose occasioni rivolte ai cittadini milanesi alle quali “partecipare con il cuore, emozionandosi con la mente”. Il numero degli inviti in distribuzione varia in relazione alla capienza delle sale. Essi vanno ritirati, a partire dalle date indicate per ciascuno spettacolo, presso: Info Point Famiglia, Scuola e Politiche Sociali largo Treves, 1 tel. 02. 88463000. Informagiovani via Dogana, 2 tel. 02. 88468390-391. Distribuzioni Mattina Info Point ore 8. 30, Informagiovani ore 10. 00. Distribuzioni Pomeriggio Info Point ore 14. 00. Informagiovani ore 15. 00. Informazioni generali Comune di Milano Settore Spettacolo Ufficio Teatro e Danza tel. 02. 88462302 / 02. 88450525 www. Comune. Milano. It/spettacolo .  
   
   
FEDERICO ZERI, DIETRO L’IMMAGINE. OPERE D’ARTE E FOTOGRAFIA A BOLOGNA, MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO  
 
Milano, 6 ottobre 2009 Il Museo Civico Archeologico di Bologna ospita dal 10 ottobre 2009 al 10 gennaio 2010 la prima mostra dedicata a Federico Zeri, grande storico dell’arte e connoisseur, la cui eccezionale avventura intellettuale verrà rievocata attraverso un percorso espositivo che condurrà il pubblico all’interno della sua infaticabile officina di studio e ricerca. La mostra, a cura di Anna Ottani Cavina con il coordinamento di Alessandra Mottola Molfino, è promossa dalla Fondazione Federico Zeri dell’Università di Bologna in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici di Bologna e il Museo Civico Archeologico di Bologna, ed è posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Articolata in tre sezioni, la mostra si apre con la rievocazione della vicenda biografica di Federico Zeri, rendendo conto di aspetti peculiari della sua personalità. Un’antologia di fotografie e documenti evocherà la storia intellettuale dello studioso, i suoi principali interlocutori, il contesto culturale e i rapporti con l’establishment dell’epoca, mentre immagini di Villa Zeri a Mentana mostreranno la collezione di opere d’arte e la biblioteca dello studioso nel loro allestimento originale. Saranno inoltre esposti documenti e fotografie originali provenienti dall’archivio fotografico di Zeri. Nella seconda sezione verrà esposta una selezione di opere, dipinti e sculture provenienti da musei e collezioni private che rappresentano casi esemplari e dimostrativi delle ricerche di Zeri e del suo metodo, integrati da fotografie e documenti dalla fototeca e biblioteca della Fondazione Federico Zeri. La sezione di dipinti e sculture copre un arco cronologico che va dal Xiii al Xvii secolo e documenta l’ampio raggio delle ricerche di Federico Zeri. In particolare, alcuni dipinti provano come l’esercizio attribuzionistico fosse per lui lo strumento privilegiato per la ricontestualizzazione delle opere d’arte. Le ricerche di Zeri sull’arte italiana dal Duecento al Cinquecento sono documentate da dipinti di Pietro Cavallini, Pietro Lorenzetti, Sassetta, Donato de’ Bardi, Giovanni de’ Vecchi, Scipione Pulzone, Giuseppe Valeriano. Gli studi sul periodo barocco sono rappresentati da una scelta di nature morte importanti del Maestro di Hartford e Juan Fernandez El Labrador e da un nucleo di sculture di Pietro e Gianlorenzo Bernini, tra cui due bozzetti che appartenevano alla raccolta personale dello studioso, donata all’Accademia Carrara di Bergamo. La terza sezione, dedicata alla fotografia di riproduzione di opere d’arte e monumenti realizzate tra Otto e Novecento, mostrerà una collezione di fotografie di grande formato di celebri dipinti del Rinascimento e una scelta di fotografie interessanti per la storia e la tutela del patrimonio artistico. Saranno visibili in mostra 55 fotografie originali, preziose stampe al carbone e all’albumina di grande formato, destinate al collezionismo internazionale e firmate da importanti fotografi come Anderson, Braun, Brogi, Hanfstaengl. Una selezione di 37 fotografie originali dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento mostra inoltre luoghi e monumenti di Roma e del Lazio. Si tratta di immagini di grande suggestione che documentano la memoria storica di luoghi perduti, le trasformazioni dei monumenti e delle città. Il catalogo, edito da Umberto Allemandi .  
   
   
CORPO, AUTOMI, ROBOT. TRA ARTE, SCIENZA E TECNOLOGIA A LUGANO, MUSEO D’ARTE E VILLA CIANI  
 
Milano, 6 ottobre 2009 Il Museo d’Arte, nell’ambito delle iniziative promosse dal Polo Culturale della Città di Lugano, organizza, in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano e con la partecipazione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano e del Museo Cantonale d’Arte di Lugano la mostra “Corpo, automi, robot. Tra arte, scienza e tecnologia”, la quale affronta con un approccio interdisciplinare il rapporto tra il corpo umano e la rappresentazione che di esso è stata data da parte delle arti, della scienza e della tecnologia, soprattutto per quanto riguarda la dinamica dell’imitazione del corpo (con gli automi) e della sua sostituzione (con i robots). L’esposizione allestita al Museo d’Arte e a Villa Ciani, è a cura di Bruno Corà (Direttore del Museo d’Arte e Coordinatore del Polo Culturale di Lugano), Pietro Bellasi (Curatore della Fondazione Antonio Mazzotta e Professore di sociologia presso l’Università di Bologna), Gilles Caprari (Ricercatore in robotica Ethz e Diretore della Gctronic Robotica, Mendrisio), Christoph Hänggi (Direttore del Museum für Musikautomaten, Seewen ), Mario G. Losano (Professore di Filosofia del Diritto e Informatica giuridica, Università del Piemonte Orientale), Carlo Piccardi (Musicologo), Pio Pellizzari (Direttore della fonoteca nazionale svizzera, Lugano), Renato Reichlin (Direttore del Settore Spettacoli della Città di Lugano), Vivi Vassillopoulou (Direttrice delle Antichità e del Patrimonio Culturale della Grecia, Ministero greco della cultura, Atene). Il Museo Cantonale d’Arte, collabora al progetto approfondendo la tematica del volto con una mostra intitolata “Guardami. Il volto e lo sguardo nell’arte 1969-2009” a cura di Marco Franciolli, (Direttore, Museo Cantonale d’Arte) e Bettina Della Casa (Curatrice, Museo Cantonale d’Arte). La mostra si articola in due sezioni: la prima, allestita a Villa Ciani, ripercorre la storia degli automi, proponendo un excursus dalla Grecia classica ai nostri giorni e includendo alcuni prodotti della più avanzata tecnologia quali robot, androidi, ecc. La seconda, presentata al Museo d’Arte dà spazio alla riflessione sulla creazione artistica dell’età moderna e contemporanea incentrata sul rapporto corpo-macchina e corpo-tecnologia. Reperti archeologici, disegni, libri a stampa, documenti relativi, al teatro, al cinema e alla musica, varie tipologie di automi -fra i quali il celebre disegnatore di Jacquet-droz- realizzati nel Xviii secolo, giocattoli, dipinti, sculture, video, installazioni, robot industriali e ludici sono presentati seguendo un allestimento a carattere prevalentemente cronologico, senza peraltro escludere ibridazioni di tipo tematico, tali da consentire la messa in dialogo delle opere esposte, provenienti da diverse raccolte sparse in tutto il mondo. Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano partecipa con sei modelli storici di macchine costruite negli anni ‘50 partendo dall’interpretazione dei disegni di Leonardo da Vinci e dedicate allo sviluppo di automatismi o alla traduzione di forme animali e umane, come le strutture alari e il palombaro. “Corpo, automi, robot. Tra arte, scienza e tecnologia” costituisce l’offerta culturale più rilevante della Città di Lugano nell’autunno 2009. Il progetto infatti prevede numerose manifestazioni collaterali tra cui una rassegna cinematografica a cura del cineclub Luganocinema93, una serie di iniziative organizzate da Oggi Musica e una serie di spettacoli teatrali nell’ambito della stagione teatrale luganese. Il catalogo bilingue (italiano/inglese) edito da Mazzotta, contiene la riproduzione a colori di tutte le opere presenti in mostra e i contributi critici dei curatori e di esperti di diverse discipline: dalla storia all’arte, alla musica, al teatro, al cinema, all’ingegneria. Www. Museoscienza. Org .  
   
   
PIPPO DELBONO CON LA MENZOGNA AL TEATRO STUDIO  
 
Milano, 6 ottobre 2009 Giunge a Milano dopo il grande successo riscosso ad Avignone La menzogna, ultima creazione di Pippo Delbono, che sarà in scena al Piccolo Teatro Studio dal 18 al 31 ottobre. Lo spettacolo prende le mosse dal tragico episodio dell’incendio alla Thyssen Krupp costato la vita a sette operai, ma non si ferma alla fabbrica col suo bagaglio di dolore o lo stillicidio continuo delle morti bianche. Come dichiara il titolo, lo spettacolo svela, alla maniera visionaria e poetica dell’artista ligure, la menzogna come un male diffuso in maniera capillare, al quale è difficile, se non impossibile, sottrarsi. Ed è di nuovo la presa di coscienza del dolore il nucleo centrale di questo, come già di altri lavori di Delbono. La menzogna si apre nel silenzio. Quel silenzio, quella memoria, sono il suo punto di partenza. Vengono però poi evocate altre memorie, altri corpi bruciati, reclusi, abbandonati, mentre emerge il desiderio dell’autore di andare a fondo, guardarsi in faccia, andare oltre le menzogne politiche, ma anche teatrali. La menzogna muove da un bisogno di verità, di spogliarsi delle menzogne di cui è intessuta la vita di ciascuno, di smascherare il finto gioco della rappresentazione, per essere spettacolo politico attraverso la poesia e mettere in guardia contro il razzismo e il fascismo strisciante, contro la violenza e la stupidità. Riflessioni e materiali letterari costruiscono man mano il discorso dell’autore intorno al suo tema, insieme ad immagini surreali, oniriche, brani da Shakespeare non interpretati ma che emergono come urli dell’anima, un tessuto sonoro emotivo che va dall’opera al tango, da Stravinskij a Wagner, fino alla voce di Juliette Greco. Siamo entrati nella fabbrica per i sopralluoghi e più che la parte bruciata mi ha colpito il resto, lo squallore, la tristezza, la morte che il luogo in sé, la fabbrica appunto, emanava. Il mio viaggio dentro la fabbrica è cominciato da lì. Sentivo il bisogno di partire da quel dolore cercando di entrare nella sua profondità, evitando il pietismo che è solo prodotto dall’ipocrisia. (Pippo Delbono) Dopo Milano lo spettacolo sarà a Parigi al Théatre du Rond Point dal 20 gennaio al 6 febbraio, e successivamente a Lisbona al Centro Cultural di Belem (12 e 13 maggio). Www. Piccoloteatro. Org .  
   
   
IL BIRRAIO DI PRESTON AL TEATRO STREHLER: NELLA VIGÀTA DI MONTALBANO STORIA DI UN MELODRAMMA CONTESO. IL CAPOLAVORO DI CAMILLERI DIVENTA TEATRO  
 
Milano, 6 ottobre 2009 Il birraio di Preston, un capolavoro assoluto della scrittura di Camilleri, diventa uno spettacolo teatrale e va in scena al Piccolo Teatro Strehler, dal 20 ottobre al 15 novembre. Siamo nella seconda metà dell’Ottocento, in una piccola città della provincia siciliana, quella Vigàta dove Camilleri ama ambientare tutte le sue storie ancora un secolo e mezzo prima dell’arrivo di Montalbano. Si deve inaugurare il nuovo teatro civico “Re d’Italia”. Il Prefetto Bortuzzi - fiorentino e perciò “straniero” - prefetto di Montelusa, paese distante qualche chilometro, ma odiato dagli abitanti di Vigàta perché più importante e sede della Prefettura, s’intestardisce ad aprire la stagione lirica con Il birraio di Preston, melodramma di Ricci di scarso valore, di nulla fama e di oggettiva idiozia. In realtà nessuno vorrebbe la rappresentazione di quell’opera, ma il Prefetto obbliga a dimettersi ben due consigli di amministrazione del teatro, pur di far passare quella che lui considera una doverosa educazione dei vigatesi all’Arte. Tra i siciliani, visibilmente irritati dall’autorità esterna, si insinua il “bombarolo” mazziniano Nando Traquandi, venuto da Roma per creare scompiglio all’apertura della sala. L’imposizione, un “atto di testardaggine” del Prefetto, crea dunque una situazione che dopo aver visti coinvolti l’esercito, mafiosi veri e presunti, causa un incendio con numerosi morti e ci conduce infine alla scoperta che tutto è nato per un clamoroso equivoco. Osserva il regista Giuseppe Dipasquale: “Il racconto parte da un fatto che vuole essere di per sé stupefacente, misterioso e incantatore. Proprio come il C’era una volta dei bambini. E di un bambino si tratta: l’occhio innocente di un bimbo, per purezza nei confronti del mondo, è il motore dell’azione. Ad esso è destinata, in apertura del romanzo, la scoperta dell’unica grande tragedia che incombe su Vigàta; le altre saranno come delle ipotragedie in questa contenute e da questa conseguenti. Ossia lo spaventoso incendio che nell’originale struttura narrativa costituisce l’inizio e al tempo stesso la conclusione del racconto”. “Prima di accettare l´ipotesi di una riduzione per il teatro - spiega Camilleri - ho resistito un bel po´. Non capivo come fosse possibile (e ragionavo, è ovvio, da autore) trovare un contenitore spaziale, una griglia che supportasse, senza tradirlo, il racconto. Il colloquio avuto con Giuseppe Dipasquale ci ha fatto trovare la soluzione: una struttura drammaturgica che salvaguardasse la scomposizione temporale del romanzo, ma condotta in modo da localizzare scenicamente il tutto in un luogo che fosse ad un tempo un teatro (quello, per esempio, dove poteva essere avvenuto l´incendio) e il luogo dell´azione del racconto”. Tra brucianti storie d’amore, morti ammazzati per volontà e per accidente, lazzi di un loggione indisciplinato, si dipana una storia dalla perfetta architettura narrativa che partendo da una tragedia ci porta al sorriso e che Giuseppe Dipasquale, con la stessa raffinata ironia mette in scena, a dieci anni dal primo allestimento e con un cast rinnovato. Www. Piccoloteatro. Org .  
   
   
AL TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI PETER GREENWAY/SASKIA BOODKE “THE BLUE PLANET” ORATORIO MULTIMEDIALE MUSICA DI GORAN BREGOVIC  
 
Milano, 6 ottobre 2009 The Blue Planet, ideato da Peter Greenway e Saskia Boddeke per Expoaqua Zaragoza 2008, ha la forma di un “oratorio multimediale”, un requiem laico che mescola il lavoro dell’attore, il canto e la musica dal vivo alle tecnologie più avanzate: immagini in alta definizione che riproducono aspetti della realtà, un Dio e un Noé che si incontrano e si parlano in un mondo virtuale che sembra essere molto simile a Second Life, insieme ad attori/danzatori e un ensamble musicale che scava dal vivo nel vasto repertorio musicale di Goran Bregovic. Sulla scena il personaggio principale è la moglie di Noé cui si rivolgono due dei suoi figli: lo spettacolo ripropone infatti una libera e anacronistica ricostruzione del mito, anche se le lingue che vi si intrecciano – castigliano, inglese, francese e italiano – rimandano ai testi antichi che pongono i figli di Noé all’origine di tutte le genti del nostro pianeta. Con le sorprendenti sequenze di immagini digitali che si intrecciano con le azioni reali, su un palcoscenico invaso d’acqua, The Blue Planet rappresenta un altro passo significativo verso l’abbattimento dei confini tra cinema, teatro e nuove tecnologie della comunicazione visiva. In una situazione particolare del nostro pianeta in cui gli scienziati e i capi di stato (il presidente Barak Obama ha di recente dato un pesante monito circa il disastro ambientale), disegnano ogni giorno scenari sempre più catastrofici, Greenway E Boddeke ricordano ai contemporanei l’episodio della Bibbia che narra di Noé e dei suoi figli in balia delle acque dopo il diluvio universale, durato quaranta notti e quaranta giorni. Gli autori si ispirano al racconto biblico della Genesi, pur riducendo il diluvio a sette giorni, come sette furono i giorni usati da Dio per la creazione del nostro pianeta. Come nella Genesi, l’Arca porterà ai nostri occhi le immagini di un evento straordinario che stravolge il nostro “pianeta azzurro”: un evento governato da Dio, ma che ha origine dal comportamento degli uomini. Un diluvio universale pende sulla nostra testa: sarà questa volta un diluvio provocato dagli stessi uomini e non una punizione divina? L’arca sarà il simbolo di una umanità che ha finalmente compreso la necessità di cambiare profondamente i propri comportamenti scellerati? Gli artisti non possono dare risposte ma solo porre interrogativi a cui ognuno di noi potrà e dovrà dare le proprie risposte. Www. Teatroarcimboldi. It | .  
   
   
FESTIVAL MILANOLTRE 23° EDIZIONE  
 
Milano, 6 ottobre 2009 Il festival 2009 affronta soprattutto i territori della danza, del physical theatre, della drammaturgia contemporanea. Si apre il 6 e 7 ottobre all’Elfo con P. O. M. P. E. I. 2, ultimo lavoro di Caterina Sagna, attiva tra Italia e Francia, acclamata in tutta Europa per Basso Ostinato, pièce che ha vinto il Premio dei critici di danza francesi. Una aguzza riflessione sul fare arte che mette in gioco la drammaturgia di Roberto Fratini Serafide. Dal 9 all’11 ottobre (Elfo), arriva da Montreal Compagnie Flak/ Jose Navas una delle formazioni del Québec che meno hanno frequentato il panorama italiano; di questo gruppo viene proposta l’ultima produzione, presentata con grande successo a Bruges e già in tour in alcuni paesi europei. “S” è un omaggio del coreografo Jose Navas all’opera di Erik Satie, le cui pagine pianistiche sono il punto di riferimento di una composizione per otto danzatori, basata su un estremo rigore delle figurazioni coreografiche. “S” sarà preceduto da Villanelle, assolo creato e interpretato da Navas e presentato in prima assoluta a Milanoltre. Negli spazi del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci, dal 10 all’11 e dal 17 al 18 ottobre, un altro esperimento di produzione del Festival: “Susurrus”, la performance dello scozzese David Leddy, maestro nel dare la parola a spazi e ambienti insoliti con storie appositamente costruite. Il suo Susurrus, andato in scena al festival di Edimburgo 2009, è una narrazione ricreata specificamente per il Museo Nazionale milanese, in cui il ricordo di amori dimenticati dà corpo a uno spettacolo per piccoli gruppi di spettatori curiosi, da seguirsi in cuffia lungo un percorso di 8 tappe, ripetuto varie volte nel corso della serata. Un lavoro che trae ispirazione dallo shakespeariano Sogno di una notte di mezza estate. Dalla Repubblica Ceca giunge all’Elfo, la compagnia Dot504, a cui Milanoltre vuole dare la possibilità di esprimersi in maniera speciale. Due le creazioni, ed entrambi di grande intensità, che Dot504 proporrà al pubblico milanese: 100 Wounded Tears (13 e 14 ottobre) e Holding Fast (15 e 16 ottobre), due occasioni per la prima visione italiana di una compagnia di teatro-danza che oltre a suscitare consensi in tutta Europa è stata la rivelazione del Fringe Festival di Edimburgo 2008. Il 17 e 18 ottobre al Teatro i, vedremo Nothing, progetto sostenuto da Next/oltre il Palcoscenico, una produzione a cura di Milanoltre di teatro danzato con musica, a partire da suggestioni di Ingmar Bergman e August Strindberg. Il lavoro vuole scommettere sull’unione tra la scrittura di Luca Scarlini, utilizzata come elemento di scenografia in una sequenza di proiezioni, con la coreografia di Luca Veggetti, coreografo e regista italiano, attivo soprattutto a New York e gli esperimenti elettronici del compositore Paolo Aralla. In scena Olivia Ancona, giovanissima danzatrice proveniente dalla prestigiosa Julliard di New York. In data unica all’Elfo (18 ottobre) andrà in scena il risultato di un workshop realizzato con gli allievi del Terzo Anno del Corso di Teatro Danza della Scuola Paolo Grassi, basato su Sudden Birds, applaudito lavoro dell’israeliana Yasmeen Godder, nome di punta della coreografia contemporanea. Dopo il recentissimo debutto alla Biennale Danza 2009 e il conseguimento del diploma, i giovanissimi danzatori si sono costituiti in compagnia, scegliendo il nome originario della loro scuola: Fattoria Vittadini. Conclude il programma, Angels In America Parte Ii di Tony Kushner, diretto da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, che vuole sottolineare lo spirito di collaborazione di Milanoltre e Teatridithalia. Dopo il grande successo del pluripremiato Angels in America parte I, Milanoltre non vuole perdere l’occasione di accogliere e sostenere il debutto e le prime repliche (Elfo, 22/23/27 ottobre) di un lavoro in sintonia con i temi che lo hanno sempre contraddistinto. .  
   
   
“IL SIGNORE VA A CACCIA” DI GEORGES FEYDEAU AL TEATRO SAN BABILA  
 
Milano, 6 ottobre 2009 Quando Il signore va a caccia, si sa, lo fa per ingannare la moglie e poterla sorprendere in flagrante e dedicarsi,a sua volta, all’amante. Ma quando la moglie tradita scopre i sotterfugi del marito, decide di ripagarlo accettando la corte del migliore amico di lui. Al centro del vaudeville adattato e diretto da Mario Scaccia c’è un ipotetico tradimento del marito Ducholet (Edoardo Sala), nei confronti dell’amorevole moglie Leontine (Debora Caprioglio). Il sospetto di tradimento è instillato da Moricet (Rosario Coppolino), da sempre innamorato di Leontine, il quale afferma che Ducholet utilizzi la scusa della caccia per tradirla. Proprietaria dell’appartamento dove si svolge tutta la vicenda è Madame Latour du Nord, interpretata dalla poliedrica Isa Barzizza, attrice e doppiatrice, che ha lavorato con attori del calibro di Totò, Eduardo de Filippo, Ruggero Ruggeri,… Georges Feydeau è un autore attuale, leggero e spiritoso, solo all’apparenza disimpegnato che, descrivendo egregiamente le situazioni quotidiane, disegna un’epoca e ne coglie i primi elementi disgregatori. (“Ma che cos’è, scusate, l’onestà delle donne? E’ l’opinione della gente. Ebbene, basta che non la mettiamo al corrente dei fatti nostri, la gente!”. E’ una delle frasi di Moricet al suo oggetto del desiderio Leonine, che sottolinea quanto peso avesse l’apparenza nella società di Feydeau) In una delle commedie più divertenti del drammaturgo francese, la vicenda ruota intorno al tema dell’adulterio e della gelosia in un vortice di situazioni paradossali ed esilaranti fra marito, moglie, amanti, poliziotti,…. Ambientata in un appartamento parigino dove tutti i personaggi si incontrano casualmente e danno vita a una girandola di movimenti ed equivoci tra la commedia e la farsa,un vero e proprio meccanismo ad orologeria fatto di tempi ineccepibili, di entrate ed uscite a ripetizione, di continui colpi di scena che la regia sottolinea alla perfezione. .  
   
   
AL TEATRO VENTAGLIO SMERALDO LA CASA DELLE STORIE SPETTACOLI PER BAMBINI E ADULTI: DA ANNI 6 A 96  
 
Milano, 6 ottobre 2009 “La Casa delle Storie” è un vero progetto teatrale dedicato a tutta la famiglia. L’elemento che per primo contraddistingue l’allestimento di ogni rappresentazione è la messinscena di un divertentissimo gioco di ruoli. A teatro infatti solitamente si può essere spettatori o attori. Ma solo ne “La Casa delle Storie” si diventa Spett…attori. Chiunque può improvvisarsi diverso, persino conoscersi per la prima volta o stupirsi di fronte a un’inattesa rivelazione di sé: i bambini diventano adulti, gli adulti bambini e insieme, da attori, partecipano attivamente allo spettacolo. Gli spettacoli sono rivolti ai bambini, come agli adulti. Non si pongono limiti alla fantasia: dai 6 ai 96 anni, il pubblico che ama le fiabe è quanto mai eterogeneo per età e provenienza. E proprio ne “La Casa delle Storie” si incontra per vivere e condividere un’avventura ricca di sorrisi, risate e divertimento. Lo spettacolo prevede varie fasi che comprendono l’ascolto, ma anche la partecipazione da parte degli spettatori che, attraverso una coinvolgente interazione, possono vivere di persona i personaggi delle storie. E’ così che si assiste a una specie di opera in fieri, ogni volta diversa, perché diverse sono le persone in sala, ma sempre carica di sorprese ed emozioni. Un’occasione unica e irripetibile, per imparare a conoscersi, a sentirsi, scoprendo il segreto per comunicare anche con gli altri, senza timori, senza barriere, con spontaneità e naturalezza. L’obiettivo è quello di cercare inedite formule espressive che mirino a incrementare i rapporti umani, dando a questi maggiore consistenza, più sapore, ancora memoria. Ne “La Casa delle Storie” c’è posto per un nuovo pubblico. La porta è sempre aperta. Basta entrare perché la fiaba possa continuare! “La Casa delle Storie” regala a ciascuno il piacere insostituibile di entrare nelle fiabe, trasformarle, arricchirle e uscirne come per incanto migliore, sicuramente di buon umore, serbando per sé un ricordo speciale, pronto per essere condiviso con chi ami ancora guardare il mondo con gli occhi dei bambini. Www. Lacasadellestorie. It .  
   
   
VIA AURELIA, UNA MOSTRA IN BIANCO E NERO A GENOVA SULLA STRADA-MITO, FRA I TESTIMONIAL ANCHE LA "TORPEDO BLU" ORIGINALE DI GIORGIO GABER INAUGURAZIONE MARTEDÌ 6 OTTOBRE AL PALAZZO DELLA BORSA DI GENOVA  
 
Genova, 6 Ottobre 2009 - Inaugurazione della mostra "Aurelia in bianco & nero", le immagini dell´archivio fotografico Anas, martedì 6 ottobre 2009, alle 17, al Palazzo della Borsa, in via Xx Settembre, a Genova. L´iniziativa è promossa dalla Regione Liguria - Dipartimento pianificazione territoriale - con Anas Spa, nell´ambito del progetto per la valorizzazione paesistica e culturale della via Aurelia, la strada imperiale italiana di prima classe a forte identità regionale, al centro in questi anni di diverse iniziative, dalla letteratura al cinema, e di un piano di interventi con i Beni Culturali, architettonici e paesaggistici. "Aurelia in bianco & nero" resterà aperta fino a lunedì 12 ottobre (dalle 11 alle 19, ingresso libero). La mostra ospiterà fotografie del periodo della "svolta" per la strada più famosa d´Italia che va dal 1928, anno di nascita dell´azienda Autonoma statale della Strada divenuta poi Anas, al 1938. In quegli anni, i 310 chilometri della via Aurelia, dal confine italo-francese di Ponte San Luigi alla Dogana di Ortonovo, nell´estremo levante, si lasciarono alle spalle buche, curve pericolose e tanta polvere per trasformarsi, mettere in sicurezza il percorso, abbellirsi di aiuole e spazi verdi. Sono gli anni in cui nasce l´Aurelia e il suo mito. Al vernissage inaugurale martedì 6 ottobre, interverranno il presidente della regione Liguria Claudio Burlando, l´assessore alla pianificazione Territoriale, Urbanistica e Infrastrutture Carlo Ruggeri e il capo Compartimento Anas Spa per la Liguria Carla Roncallo. A salutare la mostra fotografica sulla Via Aurelia, nella vicina in piazza De Ferrari, ci saranno anche due bellissime regine della strada di quegli anni là: una Fiat 509 Torpedo (blu) del 1929 e una Lancia Augusta berlina del 1936 messe a disposizione dal Veteran Car Club Ligure. La Torpedo Blu è quella originale, proprio la stessa auto (è cambiata solo la targa) immortalata nella copertina del 45 giri con l´omonima canzone del grande e indimenticabile Giorgio Gaber. .  
   
   
VETRINA NUOVE SENSIBILITA’ 2009 2A EDIZIONE SPAZIO MIL  
 
Milano, 6 ottobre 2009 Si svolgerà dal 7 al 31 Ottobre la vetrina – rassegna di Nuove Sensibilità, la più importante occasione a livello nazionale per artisti e gruppi teatrali “under 35”. Patrocinato dall’Ente Teatrale Italiano e da sette teatri e Istituzioni (Tieffe teatro stabile di innovazione, Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, Teatro Pubblico Campano, Fondazione Teatro Europeo di Torino, Teatro Pubblico Pugliese, Teatro Stabile delle Marche, Amat), che per la prima volta in Italia hanno costituito un vero e proprio “gruppo di lavoro” per esplorare lo “stato delle cose” della giovane scena nazionale, Nuove Sensibilità fornisce vere e proprie possibilità produttive, economiche e logistiche per far vivere i progetti e distribuirli nel territorio nazionale. Un sostegno concreto per non vanificare la ricchezza e la qualità del nuovo fare teatro italiano. Grazie alla prima edizione del 2008 ed alla visibilità ottenuta, alcune compagnie sono già diventate una realtà nel difficile panorama teatrale nazionale (Baby Gang, Compagnia Dionisi, Andrea Saggiomo, Crolloprospettico, Mali Weil), facendo così raggiungere al progetto Nuove Sensibilità il primo e più importante degli obiettivi. Dopo il primo appuntamento di Luglio a Torino, la vetrina Nuove Sensibilità 2009, si terrà, sempre nel mese di Ottobre oltre che a Milano, a Napoli e a Macerata. Gli spettacoli sono stati scelti dalle direzioni artistiche degli enti partecipanti tra oltre 400 proposte e sono stati “adottati” e prodotti dai singoli teatri aderenti. Il cartellone spazia dalla ricerca visiva di Bios Unlimited, al gioco scenico di Brugole per la regia di Emiliano Masala (attore vincitore del Premio Ubu 2008), dalla follia iconoclasta ispirata a Rodrigo Garcia di Very Contemporary Men (produzione Tieffeteatro), ai dialoghi surreali del Kwetch di Berkoff in una edizione etno-dialettale, dalla commedia di Rosario Lisma dedicata al teatro ed alla prepotenza di certa critica teatrale, alla commovente e stralunata If I Was Madonna, uno sguardo sulla diversità. Tutti gli spettacoli saranno in scena allo Spazio Mil, ormai sempre più destinato ad accogliere le esperienze più innovative della scena italiana. .  
   
   
MILANO, PAC: UN WEEK END DI SUCCESSO PER CONIGLIO VIOLA CON 5MILA PRESENZE  
 
Milano, 6 ottobre 2009 - Grande successo di pubblico con oltre 5 mila persone per il primo week-end della mostra Coniglioviola, sono un pirata / sono un signore a cura di Brice Coniglio e Martina Corgnati in programma al Pac – Padiglione d’Arte Contemporanea fino al 13 ottobre. “Un successo voluto – dichiara l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory – frutto di una strategia che fin dal mio insediamento è stata esplicita: promuovere e sostenere l’arte contemporanea”. All’inaugurazione di sabato 3 ottobre, V giornata del Contemporaneo, dalle ore 17. 00 alle ore 24. 00 sono state registrate quasi 3400 presenze. Domenica 4 ottobre, i visitatori sono stati oltre 1. 500. “Volevamo un artista giovane, senza una galleria di riferimento – prosegue Massimiliano Finazzer Flory -. Volevamo opere provocatorie. Volevamo dare una risposta a una certa parte del mondo dell’arte contemporanea, stanca e demotivata. Volevamo una mostra anomala e trasgressiva, ma gratuita, e alla portata di tutti. Abbiamo fatto tutto ciò. Con tre mosse:il porre l’accento sulla transdisciplinarietà dell’arte contemporanea, l’indagare i confini fra cultura di massa e cultura d’élite, il proporre una forma d’arte contemporanea che abbandona il piano dell’esclusività attraverso una chiave di lettura ironica e dunque colta”. .  
   
   
BOLZANO: AL MUSEO ARCHEOLOGICO UNA VISITA GUIDATA ESPLORA I SEGRETI DEL DNA DELLE MUMMIE  
 
Bolzano, 6 ottobre 2009 - Giovedì 8 ottobre alle 19 esperti del museo e dell’Eurac guideranno i partecipanti attraverso i nuovi orizzonti della ricerca sul codice genetico. La genetica continua ad aprire enormi prospettive alla ricerca. Le mummie sono in questo senso reperti preziosi ed estremamente significativi, in quanto il loro Dna conserva una miniera di informazioni su individui e popoli vissuti anche millenni fa. È questo il tema della visita guidata “Dna – Il codice genetico della vita”, in programma per giovedì 8 ottobre, alle ore 19, al Museo Archeologico dell’Alto Adige. Muovendosi attraverso l’attuale mostra temporanea “Mummie. Sogno di vita eterna”, gli esperti Frank Maixner e Giovanna Cipollini, con l’ausilio di Barbara Abrate, illustrano i nuovi orizzonti aperti dalla genetica nel campo della ricerca e cosa ci può dire, oggi, il codice genetico delle mummie. La mostra temporanea “Mummie. Sogno di vita eterna” è aperta al pubblico fino al 25 ottobre 2009. Con oltre 60 mummie ed numerosi reperti e preziosi oggetti rituali, l’esposizione offre una panoramica affascinante sul fenomeno della mummificazione attraverso i diversi ambienti naturali e le differenti civiltà. Frank Maixner e Giovanna Cipollini sono collaboratori scientifici dell’Istituto per le mummie e l’Iceman dell´Eurac- Laboratorio per il Dna antico. Barbara Abrate lavora come mediatrice culturale al Museo Archeologico dell’Alto Adige. La visita guidata “Dna – Il codice genetico della vita” è inclusa nel prezzo d’ingresso alla mostra. Museo Archeologico dell’Alto Adige, via Museo 43, Bolzano; tel. 0471 320100, fax 0471 320122; web www. Iceman. It, email museo@iceman. It. .  
   
   
BASILICATA POP – BASILICATA ROCK, MOGOL LANCIA II EDIZIONE  
 
 Potenza, 6 ottobre 2009 - La linea di marcia che la Regione Basilicata ha intrapreso con il Patto con il Giovani, continua con la seconda edizione del bando “Basilicata Pop – Basilicata Rock”. Lo ha detto il presidente della Regione, Vito De Filippo, nel corso della conferenza stampa che si è svolta ieri nel pomeriggio alla presenza del noto cantautore Mogol. “Considerato il consenso avuto dalla prima edizione del bando grazie al quale la lucana Arisa è riuscita a guadagnarsi il successo ed a vincere il festival di Sanremo, abbiamo deciso di rifinanziare questo progetto che punta a offrire ai nostri giovani un’importante opportunità formativa e lavorativa. Crediamo, infatti – ha continuato de Filippo – che quello della creatività sia uno dei terreni su cui è ancora possibile investire per sviluppare occupazione e cultura. Non è un caso che il Governo regionale abbia deciso di rafforzare la propria attenzione su questi settori come dimostra il successo ottenuto dall’iniziativa “Artepollino” nata intorno a un gruppo di associazioni che ha saputo mettere in campo creatività e progettazione culturale. Rispetto alla prima edizione, finanziata con risorse comunitarie derivanti dal Fondo sociale europeo, abbiamo deciso di sostenere questa seconda edizione con fondi regionali al fine di offrire questa opportunità ad altri giovani lucani”. Con questo progetto verranno assegnate 31 borse di studio per la partecipazione alla scuola Cet music di Mogol. Al bando, pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione, possono partecipare, dal 15 ottobre al 15 novembre, tutti i giovani residenti in Basilicata, dai 18 ai 30 anni d’età e in possesso di diploma di scuola media inferiore. Al termine della selezione, che porterà per tre giorni Mogol in Basilicata, ragazzi e ragazze si contenderanno la partecipazione per 15 giorni alla scuola Cet Music di Tuscolano, in Umbria. Le borse di studio saranno per tre categorie: interpreti, autori e compositori. “Sono molto onorato – ha detto Mogol – dell’accoglienza ricevuta. Siamo partiti 18 anni fa con il Cet non sapendo quale futuro avrebbe avuto. Oggi possiamo dire di aver visto giusto nel creare un luogo dove si offrono ai giovani tutti gli strumenti per valorizzare il loro talento. Siamo molto soddisfatti del successo che stiamo riscuotendo. Il fenomeno Arisa rappresenta la sintesi del nostro modo di fare didattica: semplicità e coerenza. Fra l’altro l’autore delle sue canzoni è un nostro ex allievo poi diventato nostro docente”. Mogol, infine, ha annunciato in anteprima, che il Cet presto si occuperà non solo di musica, ma anche di cinema, teatro e sceneggiatura. “Abbiamo avuto un primo incontro con Mario Monicelli per avere dei consigli”, ha detto Mogol. “Al Cet – ha concluso – non ci interessa tanto il successo, ma la qualità della proposta”. Il bando verrà pubblicato nei prossimi giorni su Basilicatanet. .