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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 21 Ottobre 2009 |
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COME RISVEGLIARE LE CELLULE STAMINALI DEL CERVELLO UNA RICERCA TARGATA UNIVERSITÀ DI MILANO-BICOCCA E TELETHON METTE IN LUCE UN MECCANISMO CHE POTREBBE APRIRE LA STRADA A NUOVI APPROCCI TERAPEUTICI PER DIVERSE MALATTIE DEL CERVELLO |
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Milano, 21 Ottobre 2009 - Potremmo chiamarla la “proteina dei ricordi”: si chiama Sox2 e da oggi ha dimostrato di essere importante per lo sviluppo del nostro cervello, soprattutto per quella porzione chiamata ippocampo che è coinvolta nel mantenimento della memoria a lungo termine. Ad annunciarlo è un lavoro finanziato da Telethon e pubblicato su Nature Neuroscience* da Silvia Nicolis, ricercatrice dell’Università di Milano Bicocca. In particolare, la proteina Sox 2 è risultata capace di indurre la produzione di molecole-segnale coinvolte nel mantenimento delle cellule staminali neurali anche dopo la nascita. L’ippocampo è infatti una di quelle porzioni del cervello che continua a formarsi e a “plasmarsi” anche dopo che siamo nati, proprio a partire dalle cellule staminali presenti. Come spesso accade, questa scoperta di un meccanismo biologico importante è stata possibile grazie allo studio di una condizione molto rara in cui il meccanismo è difettoso. Nicolis e il suo gruppo sono infatti partiti anni fa dall’osservazione dell’effetto che la mutazione nel gene Sox2 produce nell’uomo: i bambini portatori di questo difetto genetico (poche decine in tutto il mondo) hanno una sindrome caratterizzata da epilessia, cecità, problemi cognitivi e mancato sviluppo dell’ippocampo. In altri casi, mutazioni di Sox2 sono state riscontrate in pazienti affetti da malattie dell’ipofisi. Dopo aver riprodotto questo difetto genetico nel topo, i ricercatori sono riusciti a curare in buona parte la malattia fornendo nei primi giorni di vita dell’animale un farmaco che mima l’azione di Sonic hedgehog (Shh), una delle molecole-segnale stimolate da Sox2 che viene a mancare quando Sox 2 non funziona. Nel topo malato, in assenza di trattamento le cellule staminali nell’ippocampo vengono perse quasi completamente. Una volta somministrato il farmaco, invece, i ricercatori sono riusciti a “salvarle” in buona parte e a promuovere la formazione di nuovo tessuto nervoso e la crescita dell’ippocampo. In topi normali, invece, il farmaco non ha alcun effetto. Attualmente è difficile pensare a un utilizzo immediato di questo tipo di farmaci nei pazienti con difetti in Sox2: i malati, infatti, hanno tutti mutazioni de novo e quindi inattese, in quanto non sono ereditate ma avvengono nelle cellule germinali dei genitori. Tuttavia, gli esperimenti effettuati nel topo hanno mostrato come molecole di questo tipo siano specifiche e possano avere effetti significativi se somministrate nei primi giorni di vita. Dall’altra parte, conoscere a fondo il ruolo di Sox2 nel sistema di controllo del mantenimento e differenziamento delle cellule staminali neurali potrebbe rivelarsi importante per il disegno di terapie contro diversi tipi di tumori cerebrali infantili, come il glioblastoma, il neuroblastoma e il medulloblastoma. In questi tumori – piuttosto frequenti in età pediatrica, molto aggressivi e spesso resistenti alle terapie convenzionali – Sox2 mostra di essere molto attivo e potrebbe avere un ruolo “rovesciato”: gli scienziati ipotizzano infatti che potrebbe contribuire al mantenimento delle cellule tumorali, analogamente a quanto avviene per le cellule normali. Se questo fosse confermato, Sox2 potrebbe diventare un nuovo bersaglio farmacologico, forti anche di quanto già osservato in laboratorio: riducendo l’attività di Sox2 nelle cellule tumorali si riesce a ostacolarne la moltiplicazione. In prospettiva più lunga, infine, conoscere i meccanismi genetici che regolano le funzioni delle cellule staminali neurali è il primo passo verso un possibile impiego di queste cellule nella terapia rigenerativa di malattie neurologiche come, per esempio, il morbo di Alzheimer o di Parkinson. * Rebecca Favaro, Menella Valotta, Anna L M Ferri, Elisa Latorre, Jessica Mariani, Claudio Giachino, Cesare Lancini, Valentina Tosetti, Sergio Ottolenghi, Verdon Taylor, Silvia K Nicolis, “Hippocampal development and neural stem cell maintenance require Sox2-dependent regulation of Shh”. Nature Neuroscience, 2009; doi: 10. 1038/nn. 2397. . |
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XVI CONGRESSO NAZIONALE SOCIETÀ ITALIANA CURE PALLIATIVE |
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Bari, 21 ottobre 2009 - Si terrà a Lecce, dal 27 al 30 ottobre 2009, il Xvi Congresso Nazionale della Sicp – Società Italiana Cure Palliative. Appuntamento venerdì 23 ottobre a Bari, presso l’Assessorato alle Politiche della Salute della Regione Puglia, per la conferenza stampa di presentazione dell’evento. Presente Tommaso Fiore, assessore regionale alle Politiche della Salute. Quattro giorni di incontri e dibattiti che avranno come tema centrale le cure palliative: diritto che nel nostro Paese vorrebbero veder riconosciuto su tutto il territorio quei 250 mila malati con le loro famiglie, che ogni anno si trovano a vivere l´ultimo tratto dell´esistenza con una malattia inguaribile per cui molto però si può ancora fare a livello di cura. Per questo, per superare quel gap nord-sud che vede le regioni meridionali ancora indietro nella creazione della rete delle cure palliative, costituita dall’integrazione di hospice e assistenza domiciliare, il Xvi Congresso Nazionale della Società Italiana Cure Palliative – Sicp “ha scelto la strada del Sud”, come afferma Antonio Conversano, presidente del Comitato organizzatore, puntando alla città di Lecce, sede del Congresso dal 27 al 30 ottobre 2009. La conferenza stampa di annuncio dell’evento si svolgerà a Bari venerdì 23 ottobre alle ore 11. 30 presso l’Assessorato alle Politiche della Salute della Regione Puglia, alla presenza dell’Assessore Tommaso Fiore. Interverranno: il presidente nazionale della Sicp, Giovanni Zaninetta, direttore dell’hospice della casa di cura Domus Salutis di Brescia, Antonio Conversano, consigliere nazionale Sicp e direttore dell’Hospice S. Camillo di Monopoli, Vincenzo Pomo, direttore sanitario Ares Puglia, Emanuele Gargano, coordinatore regionale Sicp, Vincenzo Caroprese, direttore dell’Hospice S. Cesario di Lecce. Modera Vincenzo Magistà, direttore di Telenorba. E’ una battaglia lunga quella che l’Italia sta combattendo in questi anni in materia di cure palliative, da un lato per mettersi al passo con l’Europa e con lo spirito della recente raccomandazione del Consiglio d’Europa, in cui si dice che “l´accesso alle cure palliative dovrebbe essere basato sul bisogno e non essere condizionato dal tipo di malattia, collocazione geografica, status socio-economico e altri fattori analoghi”. Dall’altro lato, per recuperare il ritardo del Sud nei confronti delle regioni del nord Italia. Nella quattro giorni di Lecce si vuole per l’appunto dimostrare che l´impegno, pur tra mille difficoltà, burocratiche, istituzionali e di mentalità è forte e che negli ultimi anni i progressi ci sono stati. La legge sulle cure palliative, in questi giorni all’esame del Senato, rappresenta un traguardo importante, come sottolinea Zaninetta, “ma anche un punto di partenza, perché anche in Italia, al pari di altri Paesi europei, possa nascere la Rete delle cure palliative, costituita dall´integrazione tra la realtà ormai consolidata degli hospice e la nascita di un´assistenza domiciliare di qualità”. Per quanto riguarda la Puglia, dal 2003 ad oggi si è passati da una disponibilità di appena 8 posti letto presso l’Hospice di S. Cesario (Le) a ben 96 posti letto garantiti da 6 hospice distribuiti tra le province di Bari, Foggia e Lecce ed è stata la Asl Bari ad attivare nel 2009 a Monopoli la 1° Unità operativa di cure palliative del Mezzogiorno, che fornisce supporto e assistenza domiciliare ai malati oncologici e alle loro famiglie. Le novità in arrivo a questo proposito con il Piano Sanitario Regionale 2008/2010 saranno presentate in conferenza stampa. . |
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HA PAURA E NON HA INFORMAZIONI ADEGUATE. ECCO LA DONNA CON L’OSTEOPOROSI IN ITALIA PRESENTATA IERI IN SENATO LA PRIMA GRANDE RICERCA CONDOTTA DA IOF E DALLA FONDAZIONE FIRMO |
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Roma, 21 ottobre 2009 - In occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi celebrata ieri in Senato con la partecipazione del viceministro alla Salute Ferruccio Fazio e dei presidenti delle commissioni Salute e Politiche Sociali dei due rami del Parlamento, la Federazione Internazionale per l’Osteoporosi (Iof) e F. I. R. M. O hanno presentato i risultati di un’indagine multinazionale condotta su un campione di 844 donne di circa 55 anni con osteoporosi postmenopausale e di 837 medici di base e specialisti che trattano l’osteoporosi. Effettuata in 13 paesi d’Europa e Australia, l’indagine ha un sezione specifica sull’Italia dove sono state intervistate 80 donne e 80 specialisti. Il capitolo italiano ha il patrocinio di O. N. Da, Osservatorio nazionale sulla salute della Donna. I risultati dimostrano che le pazienti temono i possibili effetti dell’osteoporosi sulla loro qualità di vita, come una ridotta attività o la rottura di un osso, molto più di quanto credano i medici. Dall’indagine emerge che alle pazienti mancano le informazioni e gli strumenti adeguati per fronteggiare tali preoccupazioni e migliorare la gestione della patologia. Il sondaggio rivela i problemi legati alla gestione dell’osteoporosi cui è possibile far fronte attraverso reti di comunicazione migliori per medici e pazienti. Per soddisfare tali esigenze, l’Iof ha creato Osteolink, un nuovo programma di networking basato sul territorio e finalizzato a migliorare la comunicazione sulla gestione dell’osteoporosi in Europa e Australia. "L´osteoporosi è una realtà che le donne Italiane conoscono, e capiamo dai risultati di questa importante indagine che le fratture da fragilità che ne conseguono sono una grande preoccupazione, che oggi sta trovando una risposta concreta da parte del Governo” afferma Maria Luisa Brandi Presidente di F. I. R. M. O”. La Fondazione è onorata di aver partecipato alla attuazione del progetto per il nostro Paese; l´istantanea di oggi non può che incoraggiare le Istituzioni, le Associazioni, i Medici e le Industrie a continuare sulla strada intrapresa per debellare le fratture da fragilità. Questo è quanto il Paese si aspetta da noi". Le pazienti italiane sono molto più preoccupate degli effetti che ha l’osteoporosi sulla loro qualità di vita di quanto pensino i medici • l’88% delle pazienti teme di fratturarsi/rompersi un osso mentre i medici pensano che solo la metà circa (49%) abbia tale timore • l’84% delle pazienti teme che non potrà continuare ad essere attivo come vorrebbe, mentre i medici ritengono che tale percentuale sia solo del 45% • il 51% delle pazienti si preoccupa di diventare più dipendente dagli altri mentre i medici stimano tale percentuale ad un mero 42% Le pazienti italiane sostengono di essere meglio informate sull’osteoporosi di quanto rivelino i dati • Il 98% delle pazienti descrive l’osteoporosi come una patologia che “rende fragili le ossa, che quindi si rompono/fratturano facilmente”, tuttavia più della metà delle pazienti (64%) continua a credere erroneamente che l’osteoporosi faccia “parte dell’invecchiare” • Il 90% conferma di essere stata informata dal proprio medico sull´importanza dell´aderenza al trattamento, e l´86% dei medici conferma di fornire tali informazioni alle pazienti Le pazienti italiane temono le fratture, tuttavia l´aderenza al trattamento è scarsa. Sebbene ammettano di essere state informate sull´importanza di assumere i medicinali prescritti, le pazienti non sono pienamente coscienti del fatto che l´aderenza consente di incrementare in maniera significativa il livello di protezione dalle fratture[i][1] • Il 88% delle pazienti teme di fratturarsi/rompersi un osso • Il 90% delle pazienti dichiara di essere stato informato dal proprio medico sull´importanza di assumere regolarmente i medicinali prescritti • Una paziente su quattro (25%) ammette di aver interrotto il trattamento per l´osteoporosi • Queste pazienti dichiarano un’interruzione del trattamento per l’osteoporosi di circa 6 mesi in media: 2,5 mesi in più rispetto a quanto stimato dai medici “Le attuali strategie per l’educazione dei pazienti ad un’efficace gestione dell’osteoporosi non forniscono in maniera adeguata le informazioni e il supporto di cui hanno bisogno le persone affette da questa patologia per ridurre il rischio di frattura e mantenere la qualità della vita che desiderano” spiega Patrice Mckenney, Ceo della Fondazione Internazionale per l’Osteoporosi. “Nel quadro della nostra lotta continua per migliorare la gestione dell’osteoporosi, l’Iof lancia ora un programma basato sul territorio fondamentale per sviluppare reti di comunicazione destinate a migliorare la comprensione e gli esiti della terapia”. Osteolink Per colmare le lacune messe in luce dai risultati del sondaggio, l’Iof annuncia il lancio di Osteolink, un nuovo programma di networking basato sul territorio per le persone affette da osteoporosi e i medici in Europa e Australia destinato a migliorare le reti di comunicazione tra i pazienti, i loro amici e la loro famiglia, sia online, sia di persona. Sovvenzionato da Amgen (Europe) Gmbh, Medtronic Foundation e altri partner potenziali, Osteolink fornirà reti dinamichedi contatto personale e online destinate a migliorare la comunicazione sull’osteoporosi con strumenti che rispondono alle attuali esigenze insoddisfatte. Collaborando a stretto contatto con la sua rete di circa 200 National Societies dell’Iof in Europa e Australia, l’Iof sosterrà lo sviluppo di strumenti di comunicazione scritta e online, contenuti web interattivi e una piattaforma e-mail per migliorare la comunicazione sull’osteoporosi. Nel 2010, tutto il contenuto del programma Osteolink verrà messo a punto da un comitato scientifico costituito da esperti di comunicazione e social networking, membri di National Society e Iof, medici e dai pazienti stessi. L’indagine La presente indagine è stata sviluppata, condotta e analizzata da Gfk, agenzia di ricerche di mercato tedesca. I dati sono stati raccolti nei mesi di giugno e luglio 2009. Oltre all’Italia, i paesi europei interessati sono Francia, Germania, Spagna, Uk, Austria, Belgio, Ungheria, Grecia, Paesi Bassi, Svezia, Svizzera. Le ricerche sono state fatte per mezzo di interviste telefoniche strutturate, della durata di 15-20 minuti in media. L’osteoporosi L’osteoporosi, patologia per cui le ossa diventano porose e si rompono facilmente, rappresenta una delle malattie più diffuse e debilitanti al mondo. Il risultato: dolore, perdita di movimento, incapacità di eseguire le attività quotidiane e, in alcuni casi, mortalità. A livello mondiale, una donna ultracinquantenne su tre e un uomo su cinque vanno incontro a fratture osteoporotiche [ii][2],[iii][3],[iv][4]. Fino a un certo punto l’osteoporosi può essere prevenuta, se può essere diagnosticata facilmente e se sono disponibili trattamenti efficaci. Tuttavia, l’osteoporosi spesso rimane sotto-diagnosticata e sotto-trattata, esponendo chi ne soffre ad un rischio innecessario di fratture. La Fondazione Internazionale per l’Osteoporosi La Fondazione Internazionale per l’Osteoporosi (Iof) è un’organizzazione no profit, non governativa, volta alla lotta mondiale contro l’osteoporosi, una patologia soprannominata “l’epidemia silenziosa”. I membri dell’Iof (ricercatori scientifici, associazioni di pazienti, di medici, società di ricerca e rappresentanti del settore di tutto il mondo) condividono l’obiettivo di un mondo senza fratture osteoporotiche. L’iof, con sede centrale in Svizzera, è attualmente costituita da 194 società affiliate in 92 paesi, regioni e territori. La Fondazione collabora con i suoi membri per approfondire le conoscenze sull’osteoporosi e promuovere la prevenzione, la diagnosi e il trattamento della malattia nel mondo. Tra i suoi numerosi programmi ed attività, l’Iof mobilita il movimento globale contro l’osteoporosi ogni anno per la Giornata mondiale dell’Osteoporosi e organizza il Congresso Mondiale Iof sull’Osteoporosi e la Conferenza Mondiale Iof delle Società di Pazienti Osteoporotici ogni due anni. Ulteriori informazioni sull’Iof sul sito www. Iofbonehealth. Org . |
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MAR´ DEI GUTTAVI" LUIGI ONTANI -TABLEAU VIVANT |
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Roma, 27 ottobre - 30 novembre 2009 Roma, 21 ottobre 2009 - Una strada, una tradizione, uno straordinario artista. Questi gli elementi che animano il progetto "mar´ Dei guttAvi. Luigi Ontani - Tableau vivant", promosso dall´Associazione Internazionale di via Margutta - presieduta da Laura Pepe - su concept di Rossella Meucci Reale, curato da Pier Gabriele Vangelli, con performance la cui regia è affidata a Valentina Moncada. Un progetto condiviso dal Macro, Museo d´Arte Contemporanea di Roma, per sottolineare il ruolo che via Margutta ha da sempre nella scena storico-artistica della capitale e per promuovere la volontà del museo di dialogare attivamente con il territorio e i suoi protagonisti. "mar´ Dei guttAvi. Luigi Ontani - Tableau vivant" è un omaggio che l´artista ha voluto dedicare alla strada che ne ospita lo studio, rievocando i tableaux vivants dei Carnevali romani di fine Ottocento in cui, in un grottesco ed eterogeneo danzare e sfilare, gli artisti animavano i saloni del Circolo Artistico Internazionale la notte del martedì grasso. Lunedì 26 ottobre 2009 alle ore 18. 00, quattordici grandi maschere di cartapesta, ideate da Ontani, realizzate in collaborazione con Pietro Simonelli, e ispirate ad altrettanti artisti famosi che nel tempo hanno vissuto e lavorato a via Margutta, sfileranno in corteo a suon di musica per fermarsi su un tappeto di fiori nel cortile al numero civico 54, edificio che ospitava il vivace Circolo Artistico Internazionale. Questi gli artisti scelti da Ontani: Nicolas Poussin, Luigi Valadier, Antonio Mancini, Filippo de Pisis, Gino Severini, Nino Franchina, Pablo Picasso, Peter Van Lear, Mariano Fortuny, Nino Costa, Sigmund Episcopo Lipinsky, Federico Fellini, Sibilla Aleramo, Giulio Aristide Sartorio e Giulio Turcato. Alle ore 19. 00 seguirà la vernice: l´artista posizionerà le maschere nella Galleria Valentina Moncada, dove saranno in mostra fino al 30 novembre. La Galleria, che ha sede nello storico cortile di via Margutta 54 fa parte del complesso degli studi Patrizi. Contemporaneamente, in tutte le vetrine dei negozi e gallerie di via Margutta sarà esposta un´importante selezione di foto storiche di artisti in maschera durante i Carnevali romani, prestito del Museo di Roma Palazzo Braschi. Al termine delle mostre in via Margutta, le quattordici maschere di Luigi Ontani potranno essere ammirate dal 18 dicembre nella Hall del Macro di Via Reggio Emilia, in un omaggio al Maestro, in linea con la nuova tendenza del Direttore d´aprire gli spazi espositivi alla Città. Via Margutta è strada d´arte per antonomasia, strada bohémien che dal terzo decennio del Seicento ha accolto gli artisti avversati dall´arte ufficiale delle Accademie, che dipingevano liberamente piccoli paesaggi, fiori e nature morte e che ebbero un grande successo, tanto da essere riconosciuti per i loro meriti e accolti tra i membri dell´Accademia di San Luca, primo fra tutti l´olandese Peter van Lear, maestro della scuola dei "bamboccianti". Dalla sua nascita ad oggi via Margutta viene riconosciuta e abitata da artisti italiani e stranieri che vogliono immergersi nel mito e nella solennità di Roma, come ricorda nel volume "Via Margutta. Cinquecento anni di storia e d´arte", la storica dell´arte Francesca Di Castro. Nel 1858, il Marchese Francesco Patrizi decise di costruire due edifici destinati a studi d´arte in via Margutta 53 e 54. Giunsero artisti da tutta Europa e, necessitando di un luogo dove riunirsi, discutere, confrontarsi, studiare, fu costruito nel 1878 un terzo stabile nel cortile 54 dove ebbe sede il Circolo Artistico Internazionale. Vi affluirono grandi musicisti come Puccini, Verdi, Liszt e Wagner. Arrivarono D´annunzio ed Eleonora Duse, i Balletti Russi di Diaghilev con Stravinsky, Cocteau, Leonide Massine, Picasso. Qui si riunirono i Futuristi con accese discussioni riportate nei giornali d´epoca, Boccioni, Marinetti, Severini e Depero. Presto divenne terreno d´incontri tra artisti delle Accademie straniere e quelli residenti negli studi di Villa Strohl-fern. Molte delle loro opere si trovano oggi alla Galleria Nazionale d´Arte Moderna. Da allora, via Margutta rimane la strada degli artisti, dove visse Fellini con Giulietta Masina, Anna Magnani proprio al 53 e oggi, Luigi Ontani. I personaggi scelti per rappresentare un percorso dell´arte nel tempo, rappresentano anche un´identificazione intima e personale che il Maestro ha abilmente espresso sovrapponendo il proprio volto a quello degli artisti ritratti. Per ognuno di essi, Ontani ha eseguito uno studio preparatorio, una carta policroma ad acquerello, in cui aneddoti ed elementi stilistici del lavoro di ciascuno si sommano all´intento di reinterpretarne i tratti somatici, tracciando così un´enorme proiezione tridimensionale della loro personalità. Le quattordici maschere sono da considerare come un "unicum", un´opera unica, geniale espressione del Maestro Ontani, che traghettando via Margutta nel Xxi secolo la proietta nell´universo internazionale del contemporaneo, aggiungendo un´importante pedina al patrimonio culturale della Capitale. Per l´occasione, e per precisa volontà dello stesso artista, sarà pubblicato un vero e proprio "catalogo-guida" della strada, contenente le tavole dei ritratti/maschere creati da Ontani, l´elenco di tutti gli artisti che hanno abitato e lavorato nella strada - realizzato da Francesca Di Castro - una mappa di via Margutta e la lista completa delle gallerie, botteghe ed attività oggi presenti. La pubblicazione, Allemandi Editore & Co, è a cura di Rossella Meucci Reale, con il coordinamento di Arianna Antoniutti. . |
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IGIENE ORALE, ASM: A MARCONIA CONVEGNO INTERREGIONALE |
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Potenza, 21 ottobre 2009 - Si terrà sabato 24 a partire dalle 8,30 presso l’agriturismo S. Teodoro nuovo a Marconia di Pisticci, il convegno interregionale (Basilicata, Puglia e Campania) sulla salute orale quale obiettivo sociale tra pubblico e privato, con il patrocinio dell’Associazione Igienisti Dentali Italiani, l’Asm e l’Ipasvi. Dopo i saluti del direttore generale dell’Asm Vito Gaudiano e del sindaco di Pisticci Michele Leone, sono previsti gli interventi di odontoiatri, infermieri, igienisti dentali, tra cui quello della promotrice dell’iniziativa Maria Teresa Agneta igienista dentale presso il distretto socio-sanitario di Pisticci. L’incontro è accreditato Ecm. Attualmente è scientificamente provato che molte patologie sistemiche possono essere prevenute e controllate attraverso l’accurata “gestione” del cavo orale. Altre patologie a loro volta possono essere diagnosticate con la puntuale osservazione di anomalie presenti nella cavità orale. Questo implica che l’Igienista Dentale non possa più essere un professionista legato solo alla “bocca”del paziente, ma debba ampliare le proprie conoscenze e contribuire alla gestione olistica della salute dell’individuo. Il convegno si propone di approfondire proprio questa visione allargata, ma convergente, del sapere sanitario. L’input è stato dato da uno screening effettuato negli ultimi tre anni, nelle scuole primarie afferenti alla ex Asl n°5 che ha messo in evidenza la necessità di affrontare le tematiche della salute orale. E’ stata evidenziata soprattutto la scarsa conoscenza sia della popolazione locale che degli stessi operatori sanitari, sulle problematiche del cavo orale e ciò ha posto l’esigenza di un confronto e di una collaborazione tra le diverse figure professionali, del settore pubblico e privato che insieme, in un dialogo costruttivo, devono farsi carico della salute orale dell’utente-paziente. Il convegno si propone di fare acquisire conoscenze teoriche e aggiornamenti in tema di prevenzione e approccio alle patologie del cavo orale nelle diverse fasce di età sia nel pubblico che nel privato; sviluppare il concetto dell’interdisciplinarietà, analisi del territorio; fare acquisire abilità manuali, tecniche o pratiche in tema di percorsi educativi/formativi, organizzazione di uno screening di igiene orale sul territorio, impostazione di un progetto di educazione sanitaria d’igiene orale e alimentare, trattamento di igiene orale nei pazienti tracheostomizzati; fare migliorare le capacità relazionali e comunicative in tema di prevenzione della salute orale esaminando forme e contenuti al fine di gestire e condurre relazioni interpersonali tra operatore e paziente; impostare e sviluppare un programma preventodontico personalizzato; produrre reali miglioramenti nelle abitudini di igiene orale. . |
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MOSTRA ANTOLOGICA DEL POETA-PITTORE FUTURISTA CREMONESE ENZO MAINARDI (1898-1983), CHE SI TERRÀ ALL´ADAFA DI CREMONA DAL 24 OTTOBRE AL 15 NOVEMBRE 2009 |
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Cremona, 21 ottobre 2009 Nell´ambito delle celebrazioni per il Centenario del Futurismo, Sabato 24 ottobre 2009, alle ore 17. 00, presso Casa Sperlari, sede dell´Adafa (Associazione culturale Amici dell´arte-Famiglia artistica), via Palestro 32, Cremona (tel 0372 2467) sarà inaugurata la mostra antologica di dipinti e disegni dedicata ad Enzo Mainardi, poeta e pittore futurista cremonese, dal titolo “Forte originalissimo E. M. Futuristissimo”. La presentazione della mostra e del catalogo sarà accompagnata da una “performance futurista” con recital di poesie. Segnaliamo che, nello stesso giorno di sabato 24 ottobre, alle ore 11. 00, presso la Sala consigliare del Comune di Ticengo (Cr), via Roma 5,. Il Sindaco Giacomo Gorlani renderà ufficiale l´intitolazione della biblioteca ad Enzo Mainardi, nato a Ticengo nel 1898. Sarà presente all´inaugurazione il prof. Dànilo Mainardi (noto etologo) che farà dono alla biblioteca comunale di un´importante opera pittorica del padre. Il prof. Giuliano Petracco presenterà il catalogo della Mostra. Enzo Mainardi (brevi note biografiche) Nato a Ticengo (Cr) il 30 luglio 1898, Enzo Mainardi fu una poliedrica personalità di poeta, pittore, intellettuale, agitatore di idee, giornalista, nonchè socio dell´Adafa di Cremona dal 1948 fino al 1983. Trasferitosi nel 1904 con la famiglia a Casalmorano, compie gli studi a Lodi e a Bergamo diplomandosi geometra. Nel 1914 aderisce al Movimento Futurista incontrando Filippo Tommaso Marinetti a Milano, durante una manifestazione interventista. Allo scoppio della I Guerra mondiale, si arruola volontario nei bersaglieri. Rimasto ferito, viene portato all´Ospedale militare di Firenze da cui sarà congedato come invalido di guerra. Nel 1918-19 Mainardi fu uno dei settanta aderenti ai Fasci futuristi insieme a Bottai, Balla, Rosai, Carli, Marasco, Depero, Bontempelli, ecc. Negli anni 1919-20 frequenta come uditore un Corso di Filosofia e Lettere moderne a Grenoble. Nel 1919 pubblica la sua prima raccolta di poesie Preludi, tra cui figura Il mio sogno che, letta da Marinetti in Italia e all´estero, darà a Mainardi una fama duratura, tanto che quando Walt Disney nel 1940 produrrà il film Fantasia, ne citerà nel sottotitolo i versi finali: “Vedrete la musica / Ascolterete i colori”. Le raccolte poetiche Istantanee e Illusioni saranno pubblicate rispettivamente nel 1921 e nel 1922. Il 18 marzo 1923 viene eletto sindaco di Casalmorano. Il 13 gennaio 1924 partecipa con Marinetti e i compositori di musica futurista Casanova e Mix alla celebre ´Battaglia poetica´ di Bologna. Nel 1925 fonda a Cremona il mensile futurista “La scintilla” che avrà un largo seguito tra i futuristi, ma vita breve per mancanza di fondi e per l´ostilità del regime. Il 23 aprile del 1926, infatti, radiato dal partito per evidenti contrasti con l´on. Farinacci, è costretto a rassegnare le dimissioni da sindaco di Casalmorano, trasferendosi in varie città del nord Italia. Nel 1930 sposa a Brescia Maria Angela Soldi da cui avrà due figli, Maria Giovanna e Dànilo. Si impiega nel settore dei trasporti pubblici a Trieste, Genova, Brescia ed infine a Milano. Partito volontario anche per la Ii Guerra mondiale nel 12° Bersaglieri, al ritorno, nel 1947, si stabilisce a Cremona. Incomincia a dipingere ancora molto giovane, creando nel 1918 l´importante opera Il Fantino, ed altri quadri famosi quali La donna illogica (1922), L´uomo di carta (1924) e innumerevoli altri lavori che oggi si trovano nei musei e nelle gallerie pubbliche e private in Europa e nelle Americhe. Sostenuto dalla sua passione e dal suo “scintillante” ingegno, ha continuato a produrre instancabilmente i suoi quadri, eseguiti soprattutto con la tecnica della tempera vetrificata, con un intenso linguaggio, sintesi di una meditata e personalissima ricerca compositiva e coloristica. Scomparso il 16 novembre 1983 è sepolto nel cimitero di Casalmorano. . |
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CHARLES MOODY BORDERLAND MILANO, DAL 3/11 AL 12/12 |
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Milano, 21 ottobre 2009 - Corsoveneziaotto annuncia la mostra personale di Charles Moody (1979, Massachusetts Usa). Circa trenta dipinti, di piccolo e medio formato, ripropongono un’originale lettura di fotogrammi catturati dai rotocalchi o dai programmi televisivi. L’assoluta normalità delle immagini, apparentemente senza un significato definibile, testimonia la rara capacità di Moody di saper rielaborare dal caos mediatico ritagli che, isolati e rimaneggiati, acquistano un’autonomia poetica propria. Il taglio fotografico, le prospettive audaci e la cadenza di queste tele verso tonalità verdi-blu liberano le immagini dalla banalità del quotidiano per mutarle in visione. Questo effetto straniante è in grado, secondo il curatore Gianni Romano, di generare “distorsioni percettive” che dilatano “il tempo facendone la vera struttura dell’immagine” trasformandola in frammento onirico. La rappresentazione attraverso filtri bluastri e la fluida stesura del colore incrementano quella distorsione che obbliga lo spettatore ad indugiare sui soggetti, la cui riconoscibilità risulta rallentata. Charles Moody si è diplomato all’Istituto d’Arte di Boston (Usa) nel 2003; tra le mostre personali ricordiamo: Moody/shaw (doppia personale) presso la Galleria Astuni di Pietrasanta nel 2005; Handsome, presso la galleria Analix Forever di Ginevra (Ch) nel 2006 e, nello stesso anno, ha tenuto la mostra di apertura della galleria Citric di Brescia. A Milano aveva già partecipato alla collettiva Volare presso la galleria Corsoveneziaotto nel 2007. . |
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