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LUNEDI
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Notiziario Marketpress di
Lunedì 01 Febbraio 2010 |
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VITA PRIVATA NELLE TELECOMUNICAZIONI: LA COMMISSIONE EUROPEA AGISCE CONTRO L´ITALIA |
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Bruxelles, 1 febbraio 2010 - La Commissione europea ha avviato il 28 gennaio un procedimento giudiziario nei confronti dell´Italia per mancata osservanza delle norme europee in materia di vita privata e comunicazioni elettroniche (ePrivacy). In base alla normativa europea gli Stati membri hanno l´obbligo di garantire che gli abbonati i cui nominativi figurano in un elenco pubblico siano informati sugli scopi dell´elenco e che l´uso a fini commerciali dei dati personali ivi contenuti sia subordinato al loro consenso. Poiché l´Italia è venuta meno a tale obbligo, la Commissione ha deciso di inviarle una lettera di costituzione in mora (si tratta della prima fase di un procedimento di infrazione). "Nella moderna società digitale è essenziale il pieno rispetto della vita privata degli utenti dei servizi di telecomunicazioni" ha affermato Viviane Reding, commissaria europea alle telecomunicazioni. "La direttiva europea sulla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche (ePrivacy) offre ai cittadini una serie di strumenti per proteggere la privacy e i dati personali. È preoccupante constatare che non solo l´Italia non ha recepito nel proprio ordinamento interno le disposizioni previste dalla direttiva sulla ePrivacy, ma anche che le autorità italiane hanno prorogato la possibilità di usare banche dati contenenti dati personali di cui non è stato consentito l´utilizzo. È nostro compito garantire che tutti gli Stati membri rispettino le norme comunitarie, in modo che i cittadini si sentano sicuri nel mercato unico delle telecomunicazioni e siano informati dell´uso che viene fatto dei loro dati personali. " In Italia sono state costituite banche dati per le televendite ricavate da elenchi pubblici di abbonati senza che gli interessati abbiano acconsentito esplicitamente all´uso di queste informazioni. L´uso di queste banche dati era autorizzato fino al 31 dicembre 2009 dalla legge italiana n. 14 del 27 febbraio 2009 ed è stato prorogato di ulteriori sei mesi. Stando alle informazioni in possesso della Commissione, gli interessati non sono stati informati né del trasferimento dei loro dati da elenchi telefonici a banche dati costituite a fini commerciali, né hanno acconsentito all´inserimento dei loro dati personali in tali database. La Commissione si interroga inoltre sull´effettiva e corretta applicazione delle nuove disposizioni italiane che permettono agli abbonati di non acconsentire all´uso dei dati che li riguardano. L´italia dispone di due mesi per rispondere alla lettera di costituzione in mora (la prima fase del procedimento di infrazione) che la Commissione ha deciso di inviare oggi. In assenza di risposta o se le osservazioni presentate dall´Italia non saranno soddisfacenti, la Commissione potrà decidere di formulare un parere motivato (seconda fase di un procedimento d´infrazione). Se nemmeno in questo caso l´Italia dovesse ottemperare agli obblighi che le incombono in virtù del diritto dell´Unione europea, la Commissione potrà adire la Corte di giustizia. Contesto - La direttiva europea sulla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche (Direttiva 2002/58/Ce) fa obbligo agli Stati membri di garantire che, prima di essere inseriti in un elenco pubblico, gli abbonati siano informati degli scopi dell´elenco e di qualsiasi uso che potrà esserne fatto. Gli Stati membri hanno l´obbligo di garantire che gli abbonati possano decidere se permettere che i loro dati personali siano inseriti in un elenco pubblico e in che misura i loro dati siano pertinenti per gli scopi di tale elenco. Gli Stati membri devono anche vietare che siano inviate comunicazioni indesiderate, a scopo di commercializzazione diretta, senza il consenso degli abbonati. L´ordinamento interno degli Stati membri può scegliere tra le varie opzioni, ma deve garantire agli abbonati la possibilità di acconsentire o meno all´uso dei loro dati. . . . |
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ROMANIA QUARTA PER VELOCITA ADSL |
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Bucarest, 1 febbraio 2010 - La Romania è quarta in velocità di connessione a internet. Lo rivela "Setimes. Com". La Romania si è classificata al quarto posto al mondo nel 2009 per velocità di connessione a internet, in base allo "State of the Internet" report di Akamai. La velocità di connessione media al mondo è di 1,7 Mbps, mentre in Romania la velocità media è di 6,2 Mbps. . |
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HELP DONNA, LA TECNOLOGIA APPLICATA AL SOCIALE AL VIA IIN PIEMONTE AL SERVIZIO REGIONALE DI TELEASSISTENZA SU CELLULARE RIVOLTO ALLE DONNE |
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Torino, 1 febbraio 2010 - La Presidente della Regione, Mercedes Bresso, e l’assessore alle Politiche per l’Innovazione, Andrea Bairati, hanno presentato il 28 gennaio il nuovo servizio regionale di teleassistenza su cellulare “Help Donna”, rivolto alle donne piemontesi che hanno compiuto 18 anni, alle quali viene offerta la possibilità di usufruire di un sistema facile e sicuro, attivo tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24, per ricevere assistenza in caso di bisogno o di pericolo tramite il semplice utilizzo della tastiera del cellulare. “Le nuove tecnologie - hanno detto Bresso e Bairati - devono essere utilizzate anche per migliorare e rendere più efficienti i servizi al cittadino. Dal 2005 ad oggi la Regione ha messo a disposizione dei piemontesi una serie di servizi che vanno in questa direzione (Sms Help, Easy Concact, Easywalk), partendo dai soggetti più deboli della popolazione, gli anziani, le persone diversamente abili e oggi le donne, che purtroppo continuano ad essere vittime di episodi di violenza dentro e fuori le mura domestiche. Come istituzione sentiamo il dovere di intervenire attraverso le politiche sulla sicurezza, con ogni strumento a disposizione. La tecnologia ha in questo senso un enorme potenziale di utilizzo, finora sfruttato solo in minima parte, e noi stiamo investendo proprio per ottenere il massimo rendimento”. Cos’è Help Donna - Un servizio di teleassistenza su cellulare per le Donne maggiorenni residenti a Torino. Un modo facile e sicuro, attivo 24 ore al giorno tutti i giorni dell’anno, nella città di Torino (Progetto pilota), per far intervenire rapidamente amici o parenti e, in caso di bisogno, le forze dell’ordine. Un servizio garantito dalla Regione Piemonte, gratuito, adatto a qualunque modello di cellulare e gestore, con carta sim attiva e chiamata rapida. Obiettivi - “Help Donna” si propone di raggiungere i seguenti obiettivi: · Offrire alle donne in difficoltà un efficace ed innovativo servizio di assistenza sempre a portata di mano e di facile utilizzo. · Perseguire il percorso verso l´inclusione sociale, la non discriminazione e l´integrazione delle fasce deboli della popolazione. Descrizione del servizio - L’utente attiva gratuitamente il servizio direttamente dal sito della Regione Piemonte – www. Regione. Piemonte. It/helpdonna - compilando un modulo di adesione on line con i suoi dati, accettando le condizioni del servizio e segnalando, fino ad un massimo di tre, i numeri di cellulare di persone a lei collegate, ai quali far recapitare il messaggio Sms di alert, già precedentemente impostato nella piattaforma. Conseguentemente l’utente provvederà autonomamente alla configurazione del servizio sul proprio telefono cellulare. In caso di necessità, tramite il proprio cellulare, sarà possibile attivare il servizio attraverso la pressione prolungata del tasto numero 5. Il sistema riconoscerà il caller Id utente senza addebitare il costo della chiamata. Simultaneamente vengono avvisati via Sms i contatti abbinati al proprio numero e, tramite procedura via Internet, un operatore del Centro Servizi di competenza, appena ricevuta la segnalazione, contatta l’utente per offrire supporto, e, solo in caso di necessità, allerta le forze dell’ordine locali secondo modalità di accesso preferenziali (fornite da Regione Piemonte e dalla Questura di Torino). Una volta eseguito l’intervento, la piattaforma, attraverso una specifica maschera, consente all’operatore di inserire un proprio report d’intervento. Ogni telefonata fatta dal Centro Servizi verrà registrata e mantenuta in archivio. Al fine di offrire la massima tranquillità all’utente, all’invio della richiesta di assistenza o aiuto, la piattaforma, automaticamente, invia un Sms che ne conferma l’avvenuta segnalazione - “Servizio Help Donna! Abbiamo preso in carico la tua richiesta di assistenza”. Gestione delle richieste utenti – Backoffice operatori - Gli operatori che avranno in gestione il servizio avranno a disposizione un’interfaccia web collegata al sistema “Help Donna” dove poter assolvere le richieste di assistenza che perverranno dagli utenti. Infatti, una volta ricevuta la segnalazione, il sistema aprirà in maniera automatica la pagina con la corrispettiva anagrafica (compilata al momento della registrazione) dell’utente che ha richiesto assistenza. L’operatore del Centro Servizi avrà così a disposizione tutti gli strumenti e, in caso di utilizzo della versione avanzata, anche della geolocalizzazione, per poter richiamare l’utente, ed eventualmente anche il contatto ad esso associato, e prestare la dovuta assistenza. La presa in carico della richiesta di soccorso da parte del Centro Servizi dedicato dovrà essere fatta entro 1 minuto dalla ricezione della richiesta da parte dell’utente. Una volta “chiusa” la chiamata, l’operatore avrà modo di inserire il proprio report dell’intervento eseguito. Attivazione Utenti - L’attivazione del servizio sul telefono cellulare dell’utente sarà a cura dell’utente stesso e tramite il sito web di Regione Piemonte, www. Regione. Piemonte. It/helpdonna. Il sistema, una volta effettuata la registrazione, inviterà l’utente a fare una chiamata di prova per verificare che la configurazione sia corretta: in risposta a questa l’utente riceverà un Sms di conferma dell’attivazione del servizio. Durante la fase di configurazione del servizio è opportuno verificare che il telefono possieda i seguenti requisiti: · Opzione chiamata rapida con la pressione prolungata di un solo tasto (modalità consigliata). · Caller Id in chiaro. · Credito sufficiente per effettuare normali telefonate. Versione avanzata - Entro la fine del mese di febbraio il servizio verrà integrato con la possibilità, se richiesto, che la propria posizione al momento della domanda di soccorso sia localizzata tramite Gps, attraverso terminali che ne siano dotati. Localizzare l’utente nel momento in cui chiede assistenza significa anche essere più rapidi e precisi nel prestare aiuto (non c’è bisogno di chiedere all’utente di fornire l’indirizzo) e permette, inoltre, di creare nel tempo una “mappatura” delle zone più a rischio, dalle quali sono scaturite maggiori richieste di assistenza. . |
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LE NUOVE TECNOLOGIE FARANNO CRESCERE IL WELFARE LOCALE IL PROGETTO INTERESSA SOPRATTUTTO LA MONTAGNA. AZIONI SU DONNE E ANZIANI RINNOVATA OGGI L´INTESA TRA REGIONE TOSCANA, UNCEM, ANCI, UPI E SETTE SOCIETÀ DELLA SALUTE |
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Firenze, 1 febbraio 2010 - Rete telematiche (computer e piattaforme comuni che permettano a enti e operatori di scambiarsi più facilmente e velocemente dati e informazioni, ma che consentano ai cittadini di esercitare in modo più semplice il diritto alla salute) e reti di persone (al fianco di assistenti sociali e operatori sanitari, per aiutare altre persone a vivere meglio). Ruota attorno a questi due fuochi il progetto delle reti sociali a sostegno del welfare locale, soprattutto quello delle aree più disagiate e dei comuni montani, sostenuto dalla Regione Toscana. Il protocollo d´intesa, la cui prima firma risale al 2008, è stato rinnovato il 28 gennaio. E per il proseguimento del progetto – ancora coordinato dall´Unione toscana delle comunità montane, di nuovo con l´adesione dell´Unione delle Province e dell´Anci Toscana - la Regione stanzierà 350 mila e uro. Altri 80 mila saranno messi a disposizione dalla Provincia di Massa-carrara e 15 mila da ciascuna delle sette Società della salute che aderiscono (ovvero Casentino, Mugello, Alta Val di Cecina, Colline Metallifere, Amiata Grossetana, Lunigiana e Area Pratese). Il primo obiettivo sarà lo sviluppo e il completamento della “cartella sociale informatizzata”, un´architettura innovativa che consentirà di gestire on-line tutte le pratiche relative a interventi e prestazioni sociosanitarie gestite, sul territorio, dalla Società della Salute e di cui potranno dotarsi gli enti privi di strumenti. In particolare per l´assistenza ai non autosufficienti. «Le fondamenta della piattaforma digitale – spiega il vice presidente della giunta Federico Gelli - sono già pronte e consolidate. La spina dorsale è costituita dalla rete telematica regionale e il nuovo applicativo ha l´ambizione di divenire un modello per l´intera regione, primo tassello di un più complesso sistema informativo sociale, esteso a tutte le 28 società della salute, coerente con il progetto di carta sanitaria elettronica portato avanti dalla Regione». «Le tecnologie informatiche e telematiche possono consentire una migliore gestione dei servizi nelle aree periferiche e disagiate – aggiunge l´assessore alle politiche sociali, Gianni Salvadori - ottimizzando tempi e risorse. Il nuovo sistema di gestione on-line è stato costruito dal basso, tenendo di conto delle esperienze dei singoli territori e delle opinioni degli operatori». «Ma l´intesa – prosegue – va oltre e prevede anche azioni per rendere più coeso il tessuto sociale di queste comunità o il superamento delle differenze di genere». E´ prevista infatti l´individuazione di percorsi per sostenere reti locali di aiuto all´integrazione di anziani autosufficienti, per evitare che siano sradicati dal loro contesto di vita nonchè un approfondimento del lavoro di analisi sulle violenze verso le donne, già avviato in questi anni attraverso un monitoraggio. «Quello di stamani è un momento importante per la montagna toscana - ha dichiarato Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana – in quanto la firma del protocollo è la conferma del buon lavoro fatto in questi anni. Davanti ai continui tagli del Governo sul fronte socio-sanitario i territori marginali e montani rischiano di soffrire di più e cresce la necessità di sinergia fra le istituzioni. Stamani abbiamo deciso di proseguire l’esperienza del protocollo “Reti Sociali” che, attraverso la realizzazione di prodotti importanti, come il sistema di monitoraggio del fondo per la non autosufficienza, il sistema di monitoraggio della violenza di genere e prossimamente la cartel la sociale informatizzata, ha dimostrato come anche la montagna toscana possa essere un laboratorio di innovazione, partendo proprio dall’esperienza dei territori più deboli». . |
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BADANTI: ATTIVA SU PORTALE ´VENETO LAVORO´ PROCEDURA PER ISCRIZIONE A REGISTRO PUBBLICO REGIONALE |
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Venezia, 1 febbraio 2010 - Dal 29 gennaio è attiva sul portale di ´Veneto Lavoro´ la procedura per presentare le domande di iscrizione al registro pubblico regionale degli assistenti familiari e alla rete degli sportelli di assistenza familiare. Un’iniziativa della Regione Veneto, realizzata da Veneto Lavoro, che ha l’obiettivo di riqualificare e gestire il mercato del lavoro e dell’assistenza familiare. Il provvedimento è scaricabile dal portale dal portale www. Venetolavoro. It assieme alla modulistica, e anche da www. Venetosociale. It. Ne dà notizia l´Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi. Le domande dovranno essere presentate secondo le modalità descritte nei rispettivi regolamenti operativi (dettaglio delle procedure amministrative e della modulistica), definiti su quanto indicato nella deliberazione regionale del 15 dicembre 2009. “Grazie a questa iniziativa - spiega l´Assessore - chi avrà bisogno di un’assistente familiare potrà rivolgersi a enti accreditati, in possesso di precisi requisiti di qualità dal punto di vista tecnico-giuridico, professionale, che potranno svolgere in modo trasparente questi servizi di intermediazione, mettere ordine in una situazione ingarbugliata dove finora ci si è basati sul passaparola e sulla diffusione del lavoro sommerso. Si tratta di un provvedimento importante, che costituisce una novità anche nel panorama nazionale, e un sostegno concreto e gratuito alle famiglie. Infatti gli enti accreditati individueranno per conto delle famiglie le persone di cui hanno bisogno e svolgeranno le pratiche burocratiche necessarie a gestire tutti gli aspetti legati al rapporto di lavoro. Così le famiglie venete potranno contare su interlocutori garantiti dalla Regione che daranno indicazioni sicure sui rapporti di collaborazione familiare instaurati”. Il ricorso da parte degli anziani e delle loro famiglie ai servizi individuali resi a domicilio dagli assistenti familiari costituisce da anni, un fenomeno di estrema rilevanza. “Il provvedimento individua gli strumenti per regolare e gestire questo mercato del lavoro nel modo più trasparente possibile – sottolinea Valdegamberi - in considerazione del carattere fiduciario del rapporto di lavoro e dell’elevata professionalità nella gestione dell’intermediazione e della selezioni. Ma anche della natura del “datore di lavoro domestico” e della complessità e onerosità degli adempimenti per la gestione del rapporto, dal momento che la famiglia non è un’impresa”. Il Registro pubblico regionale delle badanti e la Rete degli sportelli di assistenza familiare hanno lo scopo di attivare, alla luce del principio di sussidiarietà, una rete di soggetti pubblici, privati e del terzo settore in grado di offrire servizi qualificati di assistenza, informazione e consulenza a favore delle famiglie e dei lavoratori. Questi strumenti dovranno raccordarsi con la rete dei servizi sociali e socio-sanitari attraverso i piani di zona. . |
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CONCORSO PER IL PREMIO EUROPEO CARLO MAGNO DELLA GIOVENTÙ IL TERMINE DI PRESENTAZIONE È PROROGATO AL 14 FEBBRAIO 2010 |
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Bruxelles, 1 febbraio 2010 - Il Parlamento europeo (www. Europarl. Europa. Eu) e la Fondazione del premio internazionale Carlo Magno di Aquisgrana (http://www. Karlspreis. De) invitano i giovani provenienti da tutti gli Stati membri dell´Ue a partecipare a un concorso sullo sviluppo dell´Ue, l´integrazione e le questioni relative all´identità europea. L´obiettivo del "Premio europeo Carlo Magno della gioventù" è quello di incoraggiare l´emergere di una coscienza europea fra i giovani e la loro partecipazione a progetti di integrazione europea. Il Premio viene assegnato a progetti, intrapresi da giovani, che favoriscano la comprensione, promuovano l´emergere di un sentimento comune dell´identità europea e diano esempi pratici di cittadini europei che vivono insieme come un´unica comunità. Il "Premio europeo Carlo Magno della gioventù" viene assegnato ogni anno dal Parlamento europeo congiuntamente alla Fondazione del premio internazionale Carlo Magno di Aquisgrana. Istruzioni per la compilazione del formulario di candidatura : 1. Compilare la parte relativa ai dati personali per un singolo individuo o un gruppo. Qualora necessario aggiungere o cancellare nomi. Importante: ogni persona o gruppo deve completare il proprio formulario. Non si accettano formulari compilati da terzi. 2. Scaricare il modulo per la Dichiarazione sull´onore (Dichiarazione su finanziamenti Ue), inserirvi tutte le informazioni richieste, firmarlo, scansionarlo e trasmetterlo come allegato. 3. Per quanto riguarda i dettagli sul progetto, è necessario inviare la descrizione completa come allegato. È possibile allegare più di un file. I formati accettati sono: doc(x), pdf, xls(x), ppt, odt, txt, jpg, gif 4. Si prega di non dimenticare di presentare un sunto del progetto in inglese (En), francese (Fr) o tedesco (De). Importante: la sintesi deve essere succinta ma esaustiva e riprendere gli aspetti principali del progetto. Spesso la sintesi è il primo elemento che la giuria prende in considerazione quando valuta un progetto. 5. Si tenga presente che nel caso di progetti multinazionali o di gruppo, il progetto può essere presentato solo in un paese. 6. Dopo aver compilato tutte le informazioni necessarie cliccare sull´icona Invia (Submit) e attendere il messaggio di conferma. In seguito sarà possibile stampare e conservare una copia del modulo di candidatura per scopi personali. Http://www. Charlemagneyouthprize. Eu/ressource/static/files/752321it_declaration. Pdf . |
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PRESENTATO IN CALABRIA IL PORTALE “ISTRUZIONE” UNO STRUMENTO STRAORDINARIO CHE CONSENTE LA FERTILIZZAZIONE DELLE RISPETTIVE COMPETENZE AREA D´INTERESSE: VICE PRESIDENZA |
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Catanzaro, 1 febbraio 2010 - Presentato 28 gennaio a Catanzaro l’accordo di cooperazione tra la Regione Calabria e Regione Piemonte, finalizzato alla realizzazione del Portale “Istruzione”. “Più la Calabria si apre al resto d’Italia, più la Calabria – ha detto il vicepresidente della Giunta regionale Domenico Cersosimo - è una regione che cresce. Contano le identità aperte, non le identità chiuse o stereotipate. Il progetto di cooperazione con la Regione Piemonte per il Portale Istruzione è un’operazione alla quale diamo grande importanza per una fertilizzazione incrociata delle rispettive competenze. ” All’incontro sono intervenuti, oltre al Vicepresidente Cersosimo, il responsabile della U. O. A. Società dell’Informazione della Regione Calabria Giulio De Petra e, in rappresentanza della Regione Piemonte, Mario Scollo, responsabile dei Sistemi Informativi-direzione Istruzione e Ferruccio Manieri dell’Unità organizzativa Istruzione del Csi Piemonte. “Suggellare un accordo di cooperazione come quello siglato con il Piemonte per attivare il Portale Istruzione– ha sottolineato Cersosimo – consentirà di uscire dalla grande opacità sociale della nostra regione nel settore dell’istruzione. Ciò consentirà di disporre di un ampio ventaglio di informazioni dettagliate sul mondo della scuola calabrese di cui si potranno avvantaggiare non solo gli amministratori della cosa pubblica che potranno in questo modo meglio orientare i loro programmi, ma anche le famiglie, gli studenti, i docenti e tutta la cittadinanza. ” L’accordo di collaborazione sottoscritto tra le due Regioni, prevede il riuso da parte della nostra Regione di tecnologie software e la condivisione dell’utilizzo dei programmi contenuti nel Portale “Istruzione” della Regione Piemonte con particolare riferimento alla realizzazione dell’Anagrafe degli studenti e delle scuole, alla gestione dell’edilizia scolastica, dell’obbligo formativo, delle risorse per il diritto allo studio. Tra gli obiettivi strategici del Portale Istruzione della Regione Calabria figura anche la realizzazione del Portale dell’Orientamento, strumento “on line” finalizzato ad accompagnare gli studenti e le famiglie nella scelta del percorso da intraprendere dopo la conclusione della scuola secondaria di primo e secondo grado. All’avvio del Portale Istruzione ha concorso una task-force di esperti nel settore dell’istruzione e dell’Information Technology che, utilizzando le buone pratiche già consolidate in decenni di applicazioni, ha analizzato i fabbisogni calabresi individuando le soluzioni migliori. La scelta del riuso della piattaforma utilizzata in Piemonte è parsa essere quella più in linea con le esigenze dell’istruzione in Calabria per la sua completezza e per la sua stabilità tecnica. Attraverso il riuso non sono state importate semplici applicazioni tecnologiche, ma trasferite competenze specifiche e prezioso know-how, riducendo notevolmente il costo per la costruzione del portale. L’investimento realizzato dalla Regione Calabria è pari a 400. 000,00 euro, parte dei quali sono stati utilizzati dal Fondo della cooperazione interistituzionale. “L’attivazione della cooperazione fra le due Regioni – ha detto ancora Cersosimo - risponde all’esigenza di dar vita ad una sempre maggiore complementarietà tra Nord e Sud. Questo è un presupposto irrinunciabile per realizzare i processi di sviluppo della nostra economia, specie di quella fondata sulla conoscenza e sull’innovazione. In questa direzione va incoraggiata ogni forma di condivisione di investimenti e la diffusione di pratiche virtuose sviluppatesi anche in territori apparentemente lontani da noi, perché solo attraverso l’integrazione di culture diverse e di forze e comunità differenti è possibile sperare nel buon funzionamento del Paese. ” Nel portale dell’orientamento sono contenute informazioni preliminari sull’offerta di istruzione regionale per gli allievi delle scuole secondarie di primo e secondo grado e indicazioni sull’offerta formativa, universitaria e lavorativa regionale rivolta ai giovani che frequentano gli ultimi anni della scuola secondaria superiore. Nel Portale Istruzione saranno condivise, tra la Regione Calabria e la Regione Piemonte, anche informazioni e riflessioni sulle politiche di contrasto alla dispersione scolastica e all’abbandono e sugli indicatori di monitoraggio delle situazioni a rischio. “L’accordo di collaborazione sottoscritto con la Calabria – ha affermato Mario Scollo – rappresenta per noi un arricchimento ed è il primo passo di un protocollo d’intesa che riguarda tutti i sistemi informativi. La prima realizzazione riguarda l’orientamento e consente di attribuire soprattutto agli studenti che si avviano verso la formazione professionale strumenti in grado di agevolare anche forme di autovalutazione delle proprie attitudini. I percorsi successivi riguarderanno la realizzazione dell’Anagrafe degli studenti che rappresenta comunque il nucleo centrale del portale. ” . |
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FORMIGONI: LIBERTA´ E MERITO PER LA SCUOLA DEL FUTURO AGLI ISTITUTI VA RICONOSCIUTA ANCHE LA PARITA´ ECONOMICA CON LA DOTE SCUOLA LA LOMBARDIA EROGA 220 MILIONI ALL´ANNO |
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Milano, 1 febbraio 2010 - Fiducia, libertà e responsabilità: questi i tre pilastri della scuola futura, che dovrà essere più autonoma e con maggiori risorse disponibili, per Regione Lombardia. L´ha ribadito il 30 gennaio a Milano, nel convegno "Una scuola che parla al futuro" svoltosi al Liceo scientifico "Leonardo da Vinci" su iniziativa di diverse associazioni del mondo della scuola, il presidente Roberto Formigoni. "Il futuro - ha esordito Formigoni - presenta grandi sfide e avere una scuola al passo coi tempi, agile, moderna, attenta, è l´unico strumento che consenta di non farci sorpassare dal futuro". La scuola italiana ha potenzialità enormi secondo il presidente Formigoni, ma serve una rivoluzione culturale che parta dal dare libertà alla scuola: la grande sfida da affrontare è quella della libertà educativa, perché le scuole paritarie sono sì riconosciute come servizio pubblico, ma non hanno ottenuto la necessaria parità economica. "Dati alla mano - ha osservato Formigoni - lo Stato risparmia, per ogni studente di una paritaria circa 5200 euro che, per i 220. 000 studenti di questi istituti in Lombardia vogliono dire un risparmio di oltre un miliardo di euro". "Regione Lombardia - ha proseguito -, sin dal 2001 sostiene la libertà educativa attraverso uno stanziamento di 50 milioni di euro l´anno per 54. 000 famiglie e 67. 000 studenti. E in Lombardia, anche grazie al buono scuola, gli studenti iscritti alle paritarie sono il 19% del totale, ben sopra la media nazionale del 12%". Quella che Formigoni ha definito la "rivoluzione della scuola lombarda" si fonda sulla centralità della persona, sulla funzione educativa della famiglia e sul sostegno alla libertà di scelta; promuove le pari opportunità di accesso ai percorsi formativi e la valutazione dei risultati del sistema educativo; valorizza la sussidiarietà e stabilisce la parità degli enti di formazione pubblici e privati che erogano i servizi. "Con un investimento di 120 milioni di cui 65 del bilancio regionale - ha spiegato - abbiamo creato anche da noi un´ulteriore possibilità professionalizzante, con i percorsi di Istruzione e formazione professionale (Ifp) per giovani dai 14 ai 18 anni con 40. 000 studenti". Di recente, la Regione ha anche raggiunto un´intesa con il Ministero che potenzia i diplomi professionali da quest´anno scolastico e l´offerta formativa dal prossimo. "Il nodo resta la garanzia dell´autentica libertà di scelta - ha ricordato il presidente - che Regione rende con la Dote scuola, che ha già interessato oltre 300. 000 studenti con un investimento di 220 milioni di euro all´anno, e che realmente permette di decidere dove studiare e contribuisce a valorizzare il merito degli studenti. Merito che Regione Lombardia ha premiato pochi giorni fa in un grande evento". Sussidiarietà per le scuole fino alla maturità, ma anche per l´università. "Come Regione abbiamo affidato direttamente agli atenei - ha ricordato - la responsabilità di gestire i servizi e gli interventi di sostegno e condiviso con il mondo accademico la programmazione e le politiche grazie a un investimento, per il 2009, di quasi 27 milioni". Il futuro della scuola si giocherà sul federalismo fiscale. Formigoni la ha ribadito con fermezza. "Già oggi come Regione - ha spiegato - esercitiamo molti compiti di governo della rete scolastica e siamo in procinto di sottoscrivere in Conferenza unificata un accordo attuativo del Titolo V della Costituzione che ci permetterà di assumere competenze più ampie garantendo maggiore coinvolgimento del territorio nelle scelte del mondo della scuola". "E´ necessario muoversi con decisione nella direzione del federalismo fiscale - ha concluso Formigoni - perché questo garantirà una gestione più equa ed efficiente del sistema scolastico, affermerà la logica che coniuga autonomia e responsabilità e darà alla scuola, e quindi alla società tutta, un nuovo impulso di crescita". . |
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CITTÀ DELLA SCIENZA E CONFINDUSTRIA CAMPANIA HANNO STIPULATO UN ACCORDO PER LA RICERCA ED INNOVAZIONE DELLA CAMPANIA. |
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Napoli, 1 febbrio 2010 - L´intesa, promossa dall´Assessorato Regionale alla Ricerca e all´Innovazione, è stata firmata nell´ambito della manifestazione Menti@contatto, l´evento dedicato all´innovazione, a Città della Scienza. Le associazioni degli industriali delle province campane, e la società in house per l´innovazione della Regione Campania, lavoreranno insieme per promuovere gli interventi utili a stimolare la cultura della ricerca e dell´innovazione nel tessuto imprenditoriale, favorire la creazione di nuova imprenditorialità ad alto contenuto tecnologico, sostenere e valorizzare competenze e best practices già presenti su territorio. Ed ancora, stimolare il confronto e l´osmosi tra il sistema della ricerca ed il sistema delle imprese, favorire la diffusione dei risultati della ricerca e dell’innovazione made in Campania anche a livello internazionale. Città della Scienza metterà a disposizione la propria esperienza come Business Innovation Centre per la creazione, lo sviluppo ed il consolidamento delle imprese e degli spin off locali, e gli strumenti per la diffusione dell´innovazione, del trasferimento tecnologico e per lo sviluppo competitivo delle start up del nostro territorio. Confindustria Campania invece svolgerà principalmente un ruolo di raccordo con le imprese associate, creando una sorta di rete che lavorerà in modo coordinato con i Centri di ricerca e le Università. In pratica si mettono a sistema le strutture esistenti e si razionalizzano le risorse disponibili. Inoltre si sostengono azioni di progettazione e programmazione di indirizzo comune, e si offre supporto per lo sviluppo di nuove partnership tra scienza e business. Tra gli obiettivi che si intendono perseguire con la stipula dell´accordo, anzitutto l´esigenza di far diventare l´innovazione un fenomeno diffuso che investe non solo i settori ad alta tecnologia ma anche i settori tradizionali individuati come strategici per lo sviluppo locale. "L´accordo firmato tra Città della Scienza e Confindustria Campania è importante perche rafforza ancor di più il sistema della ricerca su cui la Regione ha investito per l´ulteriore sviluppo della competitività del territorio regionale", ha dichiarato l´assessore regionale alla Ricerca ed all´Innovazione Nicola Mazzocca. "Per raggiungere tale ambizioso obiettivo sicuramente servono politiche ed interventi nazionali ed europei ma anche e soprattutto interventi regionali fortemente integrati e coordinati tra loro", ha concluso l´assessore Mazzocca. "L´accordo strategico con Confindustria - spiega Edoardo Imperiale - porterà alla costruzione di un sistema regionale di innovazione e trasferimento tecnologico a favore delle piccole e medie imprese locali. Puntiamo alle Fabbriche dell´Innovazione in grado di produrre sviluppo competitivo in sinergia con le università campane, favorendo il networking tra incubatori e parchi scientifici e tecnologici regionali, attraverso il loro potenziamento. L´obiettivo - conclude Imperiale - è creare un modello di business che aiuti a potenziare strutture in grado di produrre innovazione e competitività, a livello nazionale ed internazionale". "Sono lieto di poter contribuire alla realizzazione di questa intesa con Città della Scienza, in quanto essa ha l’obiettivo di elevare la capacità della Regione Campania di esprimere competitività attraverso ricerca ed innovazione", ha sottolineato a margine della firma Giorgio Fiore, presidente di Confindustria Campania. "Tale intesa rappresenta un tassello fondamentale per la realizzazione e il buon funzionamento della tanto auspicata rete tra gli attori protagonisti dell’innovazione del sistema regionale: Imprese, Università e Centri di ricerca. La nostra speranza è di riuscire in questo modo a far innalzare il livello competitivo della Campania e di porre un freno alla fuga delle nostre migliori risorse intellettuali", ha concluso Fiore. . |
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A SIENA LA PRESENTAZIONE DEL CORSO “LA RICERCA CREA IMPRESA” UN CORSO PER AVVICINARE UNIVERSITÀ E IMPRESA |
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Siena, 1 febbraio 2010 - «Rendere più fluido lo scambio fra alta formazione e mondo del lavoro è uno degli obiettivi delle nostre politiche per l´istruzione, la formazione e la ricerca. L´investimento nel capitale umano, l´accento sempre più marcato sulla qualità della formazione sono per noi un elemento imprescindibile per avviare uno sviluppo capace, specie in questa fase di crisi, di dare nuovo impulso all´eccellenza e tornare ad essere innovativi e competitivi a livello nazionale e internazionale». Così l´assessore all´istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini ha sottolineato lo spirito e le motivazioni con cui la Regione ha contribuito al finanziamento del corso "La ricerca crea impresa", presentato il 29 gennaio con un convegno ad hoc nell´aula magna storica dell´Università di Siena. Si tratta, come hanno spiegato gli organizzatori, di una iniziativa di accompagnamento al lavoro per giovani laureati che si pone l´obiettivo di promuovere anche iniziative imprenditoriali, superando così lo storico gap fra ricerca e mondo produttivo. L´assessore Simoncini ha sottolineato nel suo intervento come l´iniziativa senese, cui la Regione ha contribuito, rientri in un più generale impegno per il sostegno dell´alta formazione. «Abbiamo previsto – ha spiegato l´assessore – un piano per l´alta formazione che prevede un investimento di circa 10 milioni di euro per il biennio 2009-2010». Il progetto partito a Siena rientra in questo quadro e, come ha ricordato Simoncini, ha il merito di attivare risorse e sinergie fra università e imprese, pubblico e privati, creando così prospettive nuove anche per l´occupazione. «Un circuito virtuoso che vede il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati e che comincia, lo vediamo già oggi con questo convegno, a dare i suoi frutti». Il corso, che si avvale dei finanziamenti della Regione Toscana, è gratuito e vuole favorire la nascita di spin-off accademici, con l´obiettivo di realizzare attività a sostegno di un maggiore e migliore raccordo tra alta formazione e mercato del lavoro. I destinatari sono studenti, laureandi, laureati, dottorandi e dottorati dell´ateneo senese. Il corso è organizzato dal Liaison Office dell´Ateneo senese e si avvale della collaborazione delle Associazioni degli Industriali delle province di Arezzo, Grosseto e Siena, che offrono un supporto ai candidati per l´individuazione del partner industriale. «Questo importante progetto - ricorda il rettore dell´Università di Siena, Silvano Focardi - è la testimonianza degli ottimi risultati che si possono ottenere attraverso lo scambio e la collaborazione tra enti e istituzioni del territorio». Notizie utili Le domande per partecipare alla selezione devono e ssere presentate entro il 22 febbraio 2010 al Liaison Office dell´Università di Siena, via Banchi di Sotto 55 oppure inviandole con raccomandata Ar. Il bando e la domanda da compilare sono disponibili on-line all´indirizzo del Liaison Office dell´Università di Siena. Per informazioni rivolgersi al Liaison Office: tel. 800653163, email: liaison@unisi. It . . |
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UNIVERSITÀ DI SIENA: RICERCA, PROGETTI PER 1 MILIONE E 750 MILA EURO SARANNO FINANZIATI CON 50MILA EURO L’ANNO 11 GIOVANI RICERCATORI |
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Siena, 1 febbraio 2010 L´università di Siena potrà destinare 1 milione e 758 mila euro a progetti di ricerca nei campi delle scienze geologiche, fisico-chimiche tecnologiche e ambientali e per la partecipazione di giovani ricercatori ad attività congiunte, università-imprese. Ad attivare il finanziamento da parte della Regione, che attinge per questo alle risorse del Fondo sociale europeo (Fse) e, in misura minore, al Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), una serie di convenzioni ad hoc firmate dall´assessore alla ricerca Eugenio Baronti e dal rettore dell´Università di Siena Silvano Focardi. I progetti dei quali l´Ateneo senese è capofila sono in tutto 7 e vedono il coinvolgimento anche di aziende private, altri enti e Università. I ricercatori saranno reclutati dall´Università di Siena tramite bandi e riceveranno borse di studio di 5 0 mila euro l´anno ciascuno. I progetti finanziati prevedono complessivamente la partecipazione di 11 ricercatori. «Grazie a questo finanziamento – spiega l´assessore Baronti – abbiamo deciso, insieme all´Università di Siena, di promuovere progetti che hanno in Comune la tematica della sostenibilità ambientale, tramite l´approfondimento di temi quali l´uso razionale dell´energia, le ricerche aerospaziali finalizzate a una migliore conoscenza del nostro pianeta e dell´universo, le geotecnologie. Si tratta di progetti che hanno un duplice valore: da una parte favoriscono la ricerca e l´innovazione tecnologica, dall´altra promuovono ricadute immediate sul sistema produttivo, favorendo uno sviluppo qualificato in settori importanti e dai quali dipende il futuro del nostro territorio. Di grande importanza per noi anche il lavoro sinergico che sta dietro a questi progetti che vedono la collaborazione fra ricercatori e fra Università , ma anche di centri e imprese privati». In particolare la partecipazione dei ricercatori alle attività di ricerca sarà assicurata grazie al Fondo sociale europeo che consentirà l´erogazione di borse di studio di durata pluriennale. Oltre a perfezionare la propria formazione facendo nuove esperienze, i giovani potranno essere almeno parzialmente impiegati all´interno delle aziende coinvolte nei progetti. Si tratta, in sintesi, di ricerche industriali e di studi di fattibilità, capaci di promuovere nuovi modelli di sviluppo e nuovo trasferimento tecnologico in settori di ricerca importanti per lo sviluppo regionale, di consolidare conoscenze, competenze e capacità. «Lo sviluppo del nostro territorio non può prescindere dalla ricerca – ha detto il Rettore Silvano Focardi - interventi coordinati tra istituzioni e imprese, come in questo caso, segnano positivamente il futuro di un percorso già iniziato da tem po. La ricerca da sola attualmente non ha la forza né la possibilità di incidere significativamente sullo sviluppo: per questo sono convinto che il ruolo della Regione Toscana sia a questo punto essenziale, non solo attraverso i finanziamenti o attraverso la loro gestione, ma anche per il monitoraggio dei bisogni, coordinato a livello territoriale». Il professor Maurizio Taddei, delegato del rettore per la ricerca, illustrando i progetti ha sottolineato il fatto che «l´Ateneo sia riuscito a proporre linee di ricerca veramente legate ai bisogni del territorio e delle sue imprese. La positiva risposta di partecipazione ai nostri progetti da parte di queste ultime mostra come vi sia sempre di più bisogno di interazione tra chi fa ricerca e chi produce. Grazie alle borse, potremo dare ai ricercatori un’opportunità estremamente importante di conoscere dall’interno il mondo della produzione». A questo proposit o Baronti ha precisato come la Regione si fosse mossa per finanziare assunzioni a tempo determinato. Ciò non è stato possibile perché l´autorità di gestione del Fse non ha ammesso la spesa. L´assessore ha ricordato che quelle realizzate nell´ateneo senese si inseriscono in un quadro di iniziative a livello regionale che hanno permesso di finanziare 53 progetti per un totale di 29,5 milioni di euro, cui si aggiungono i 12,8 milioni di euro per le stesse discipline di ricerca, che saranno a breve disponibili grazie al Fondo per le aree sottoutilizzate. In estrema sintesi, i temi dei progetti finanziati con il Fondo sociale europeo vanno dall´esplorazione geologica dell´ambiente terrestre (Geographical Information on the Flora of Tuscany), all´esplorazione dello spazio grazie a esperimenti e ricerche di ingegneria aeropsaziale (Misura di elettroni e nuclei cosmici di alta energia con l’esperimento Calet su Stazione spaziale internazion ale), dall´analisi della struttura geologica del territorio (Censimento, analisi e ricostruzione paleoclimatica dei travertini toscani), alla progettazione di nuove tecnologie e architetture per usare e contenere la dispersione energetica (Progettazione di celle fotovoltaiche non convenzionali), a studi su parametri geologici e proprietà termiche del suolo o sulla pericolosità da amianto nelle rocce della Toscana. . |
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TRENTO: BORSE DI STUDIO PER CORSI UNIVERSITARI SANITARI |
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Trento, 1 febbraio 2010 - Su proposta dell´assessore alla salute e politiche sociali Ugo Rossi, la Giunta provinciale ha affidato all´Opera Universitaria di Trento il compito di emanare un bando di concorso per l´erogazione di borse di studio, per l´anno accademico 2009-2010, a favore degli studenti iscritti ai corsi di laurea triennale o specialistica biennale delle professioni sanitarie o al corso di laurea a ciclo unico in medicina. Per finanziare le borse di studio, la Giunta ha assegnato all´Opera Universitaria la cifra di 370. 000 euro. In particolare possono beneficiare della borsa di studio gli studenti iscritti, nell’anno accademico 2009/2010, ai corsi di laurea triennale sanitari (quelli per infermieri, fisioterapisti, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia, ecc…), alle lauree specialistiche biennali delle professioni sanitarie, nonché al corso di laurea in Medicina e chirurgia. Per quanto riguarda il calcolo dell’importo delle singole borse di studio si tiene conto della condizione di reddito e di patrimonio dei richiedenti, sulla base dell’Icef. Le modalità per l’erogazione delle borse di studio saranno definite nel bando di concorso che sarà emesso, nei mesi di febbraio o marzo, dall’Opera Universitaria di Trento. Il bando potrà essere scaricato dal sito dell’Opera universitaria: www. Operauni. Tn. It. . |
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ORDINANZA ANTIBULLI DEL COMUNE DI ARZIGNANO: MULTE DA 25 A 500 EURO ALLE FAMIGLIE DEI MINORENNI CHE PROCURINO FASTIDIO, DISTURBO, O ARRECHINO DANNI ALL’ARREDO URBANO, |
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Arzignano (Vi), 1 febbraio 2010 - L’ordinanza di Arzignano, che ha ricevuto il 29 gennaio l’approvazione anche del Prefetto di Vicenza, consente alla polizia locale di recapitare multe da 25 a 500 euro alle famiglie dei minorenni che procurino fastidio, disturbo, o arrechino danni all’arredo urbano, con particolare riferimento alla zona della biblioteca del paese dove da tempo c’era una situazione di disagio a cui non si riusciva a porre rimedio. Il sindaco Giorgio Gentilin ha infatti notato che la sola minaccia della multa ha avuto un effetto di dissuasione nei confronti di alcuni dei ragazzi che erano soliti disturbare intorno alla biblioteca”. Nel corso della conferenza stampa l’assessore Samuele Negro del Comune di Chiampo ha annunciato che proporrà al proprio sindaco l’adozione di un provvedimento analogo. . . |
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IN CRESCITA RICERCATORI E STUDENTI STRANIERI IN ENTRATA IN FRIULI VENEZIA GIULIA L’INDAGINE CONDOTTA DAL COORDINAMENTO DEGLI ENTI DI RICERCA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA CONFERMA LA VOCAZIONE INTERNAZIONALE E L’ATTRATTIVITÀ DEL SISTEMA SCIENTIFICO E ACCADEMICO REGIONALE |
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Trieste, 1 febbraio 2010 - Un sistema scientifico e accademico attrattivo, sia a livello nazionale che internazionale, quello del Friuli Venezia Giulia. È quanto emerge dall´ultima indagine la “Mobilità della Conoscenza”, condotta dal Coordinamento degli Enti di ricerca Fvg che ha monitorato i flussi di mobilità in entrata di ricercatori e studenti. Dai dati, riferiti al 2008, emerge che il numero totale di ricercatori e studenti stranieri è pari a 8411, il 57% dei quali costituito da studenti iscritti a corsi di laura di primo livello e il restante è da suddividersi tra visiting professor (15%), ricercatori (12%) e studenti di laurea di secondo livello, dottorandi, docenti, post - doc e studenti di master (16%). L’indagine mostra negli anni un aumento progressivo di presenze dall’estero nelle istituzioni del sistema scientifico e accademico regionale, con 1500 ingressi in più registrati rispetto al 2005. I dati raccolti fotografano anche una grande diversificazione per quanto riguarda le aree geografiche di provenienza: dall’Africa all’Australia, dall’Europa all’Asia e all’America. L’indagine conferma la tradizionale attenzione dei Centri di ricerca del Friuli Venezia Giulia verso i Paesi emergenti, in particolare, Cina e India. Si conta, inoltre, un numero elevato di ricercatori e studenti provenienti dall’Unione Europea in particolare dei Paesi Centro-orientali. Restano invece costanti gli scambi di mobilità con il continente africano e con quello americano, nello specifico con i Paesi del Centro-sud America. L’indagine, inoltre, presenta per la prima volta le differenze di genere nelle diverse categorie di entrata, rilevando che in generale studenti e ricercatori stranieri incoming sono principalmente di sesso maschile, con un’unica eccezione: gli iscritti a corsi di laurea di secondo livello per il quale si registre una considerevole predominanza femminile. Hanno partecipato all’indagine 25 istituzioni scientifiche e accademiche del Friuli Venezia Giulia: Area di Ricerca, Sissa, Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Udine, Icgeb, Ictp, Cbm, Sincrotrone Trieste, Cism, Cnr – Ic, Cnr Infm-tasc, Cnr Infm – Democritos, Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Tartini”, Conservatorio Statale di Musica “Jacopo Tomadini”, Friuli Innovazione, Cro, Csf, Fondazione Scientifica “Rino Snaidero”, Ics/unido, Iga, Inaf, Infn, Informest, Ogs, Science Centre Immaginario Scientifico. . |
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SEMINARIO A PERUGIA SU QUALITA’ DEI SISTEMI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE |
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Perugia, 2 febbraio 2010 – Avviare uno scambio tra diversi soggetti circa l’applicazione del Quadro Europeo di Riferimento per la Garanzia della Qualità: è stato l’obiettivo del seminario svoltosi il 28 gennaio a Perugia su iniziativa dell’assessorato all’Istruzione, Formazione, Lavoro della Regione Umbria e al partecipano, oltre ai rappresentanti del Ministero del Lavoro, salute e politiche sociali e del Ministero dell’Istruzione, Università e ricerca, rappresentanti di alcune Regioni e Province Autonome che hanno raccolto l’invito ad avviare un percorso di lavoro comune, con il supporto tecnico dell’Isfol (Reference Point Nazionale per la Qualità dell’Istruzione e Formazione Professionale) e la partecipazione del Dipartimento Formazione e Ricerca della Cgil Nazionale. Il seminario, intitolato “Prassi e approcci per le garanzie di qualità dei sistemi di istruzione e formazione professionale”, punta a favorire un’ampia informazione sui contenuti della Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2009, con la quale è stata avviata l’applicazione, presso tutti gli Stati Membri, del Quadro Europeo di Riferimento per la Garanzia della Qualità (Eqarf), quale sistema comune per l’analisi, valutazione e miglioramento dei loro sistemi di Istruzione e Formazione Professionale e delle relative pratiche e strumenti di garanzia della qualità. Tra gli obiettivi dell’incontro c’è anche una valutazione attenta del lavoro compiuto a livello europeo e nazionale e degli impegni che attendono le autorità nazionali e regionali per migliorare i sistemi di Istruzione e Formazione Professionale. Nel “Rapporto sul futuro della Formazione in Italia” del novembre 2009, - è stato detto durante l’incontro - si evidenzia che la crisi economica può rappresentare un’opportunità per uscire dalla recessione più forti e competitivi, con risorse umane e imprese più competenti e più capaci. Se questa opportunità potrà essere colta molto dipenderà anche dalla qualità dell’offerta formativa che saremo stati in grado di approntare ed erogare. In questo senso l’obiettivo di migliorare i nostri strumenti e modalità di garanzia della qualità e, più in generale, l’obiettivo di far crescere l’attenzione, la sensibilità e le competenze necessarie a sviluppare una cultura diffusa della qualità dell’istruzione e formazione professionale, può per molti aspetti essere considerato un obiettivo di primaria importanza. . |
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AOSTA: GIORNATA DI FORMAZIONE PER DOCENTI E MEDIATORI PROSPETTIVE INTERCULTURALI NELL’EDUCAZIONE:TEORIE E PRATICHE |
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Aosta, 1 febbraio2010 - L’assessorato dell’istruzione e cultura informa che martedì 2 febbraio 2010, a partire dalle ore 9. 00, nell’auditorium dell’Istituto Tecnico per Geometri di Aosta, si terrà – nell’ambito delle attività di aggiornamento organizzate dal Dipartimento Sovraintendenza agli studi, Ufficio Supporto Autonomia Scolastica, Area Educazione multiculturale dell’Assessorato istruzione e cultura – una giornata di formazione/ricerca dal titolo: Prospettive interculturali nell’educazione: teorie e pratiche. La giornata sarà condotta, alternando attività in seduta plenaria ad attività di tipo laboratoriale, da Francesco Susi, Professore ordinario di Storia della scuola e delle istituzioni educative e di Pedagogia interculturale, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre e Presidente della Conferenza Nazionale Permanente dei Presidi delle Facoltà di Scienze della Formazione, da Massimiliano Fiorucci, Professore Associato di Pedagogia generale e Sociale della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre e collaboratore del Creifos (Centro di Ricerca sull’Educazione Interculturale e sulla Formazione allo Sviluppo) e da Marco Catarci, ricercatore e docente di Pedagogia sociale nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre e collaboratore del Creifos. L’iniziativa, che ha ottenuto un significativo riscontro tra i docenti valdostani e i mediatori interculturali (13 docenti della scuola dell’infanzia, 14 della primaria, 16 della secondaria di primo grado, 13 della secondaria di secondo grado e 12 mediatori per un totale di 68 partecipanti), ha lo scopo di proseguire il confronto già intrapreso negli anni precedenti, anche attraverso prassi di accoglienza e di integrazione consolidate, intorno al tema delle prospettive interculturali nell’educazione. L’attività laboratoriale prevede inoltre di avviare una rilettura in chiave interculturale dei saperi insegnati a scuola nella prospettiva di passare a una didattica delle discipline che permetta di sviluppare l’educazione interculturale, più in generale, concependola nella forma di una nuova educazione alla cittadinanza. . |
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ISTRUZIONE E FORMAZIONE, COSÌ LA REGIONE SARDEGNA INVESTE SUL CAPITALE UMANO |
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Cagliari, 1 febbraio 2010 - "Il capitale umano è fondamentale nel processo di sviluppo che la Regione vuole portare avanti. Questa Giunta intende innovare il settore della formazione professionale nel metodo e nel merito: nel metodo, perché tutti i soggetti coinvolti si sentano partecipi di un sistema di vera concertazione; nel merito perché questa amministrazione, negli ultimi mesi, ha messo in piedi alcuni provvedimenti che sottolineano l’importanza dell’istruzione a tutti i livelli”. Lo ha detto l’assessore regionale del Lavoro, Franco Manca, al convegno “Più formazione: per uscire dalla crisi e rilanciare l’occupazione”, organizzato a Cagliari dalle Acli Sardegna e dal Consorzio Enaip. Manca ha citato gli esempi di Corea e Finlandia, “un tempo Paesi marginali nella loro collocazione economica, ma che hanno saputo compiere passi da gigante grazie ai massicci investimenti nell’istruzione”. L’assessore Manca ha ricordato alcune delle più recenti delibere adottate dalla Giunta regionale: “Per il progetto ‘Scuola digitale’ (lavagne digitali e 190mila computer in tutte le classi, ndr) la Regione ha investito 110 milioni di euro; poco meno di 33 milioni di euro per il conferimento di borse di ricerca destinate ai giovani ricercatori; 10 milioni di euro per le borse di studio; infine, nella Finanziaria ci sono 180 milioni di euro in quattro anni, a favore della formazione e dell’istruzione”. Manca ha ricordato che “la Sardegna è la regione con la più alta dispersione scolastica in Italia, e con il tasso di ricerca tra i più bassi in assoluto”. Poi ha precisato che "a Regione non gestirà più direttamente alcuna attività formativa: la nostra vocazione è quella di gestire la "governance", non i percorsi formativi. Una delibera di tre settimane fa ha assegnato alle otto Province 20 milioni di euro per la formazione. Semmai, va tirata su l’asticella della qualità dell’offerta: a mio avviso, 283 enti accreditati per la formazione sono troppi, anche perché sinora non sono stati prodotti risultati adeguati alle ingenti risorse investite”. L’assessore regionale del Lavoro ha lanciato un allarme: “L’80 per cento delle persone iscritte ai Csl (Centri servizi per il lavoro) è privo di una specifica competenza. Per ottenerla, occorre un percorso di formazione affiancato da un’esperienza all’interno delle imprese. Naturalmente, il sistema pubblico deve sostenere gli oneri diretti e indiretti delle imprese durante il percorso di tutoraggio”. Tra i progetti in fase di perfezionamento da parte della Regione, Manca ne ha citato due: "Vorremmo attivare un ‘mini Master’ per il management delle imprese sarde e, relativamente all’alta formazione, una ‘International business school’ sarda, magari legata alle grandi realtà internazionali. In tal modo riusciremmo davvero a tenere in Sardegna le nostre eccellenze, contribuendo a migliorare il nostro sistema economico e non quello di altri Paesi". . |
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DAL 4 FEBBRAIO NEL LAZIO AL VIA ´VILLAGGIO ISTRUZIONE E FORMAZIONE´ |
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Roma, 1 febbraio 2010 - Permettere di conoscere tutte le opportunità in materia di istruzione e formazione offerte dalla Regione Lazio. Per studenti, giovani precari e anche lavoratori over 40. Con questo obiettivo si terrà dal 4 al 6 febbraio, allo Spazio Atlantico (Ex-palacisalfa) di Roma, ´Prossimamente. Il Villaggio dell´istruzione e della formazione´, organizzato dall´assessorato all´Istruzione, Diritto allo studio e Formazione della regione Lazio. "Questo villaggio - ha spiegato Marco Di Stefano, assessore al Diritto allo Studio e alla Formazione della regione Lazio nel corso della presentazione dell´iniziativa - nasce dall´esigenza di mettere a conoscenza delle iniziative della regione Lazio tutti i cittadini. E poi è anche l´occasione - ha continuato - vista la riforma dei regolamenti delle scuole medie secondarie, per fornire a ragazzi e famiglie, in anteprima, grazie agli esperti presenti durante la manifestazione, tutte le informazioni necessarie sul nuovo ordinamento". Durante il Villaggio, all´interno del quale saranno presenti desk e stand informativi sugli interventi della regione in materia di istruzione e formazione, si terranno diversi convegni e incontri sui temi dell´orientamento, dell´università e dei percorsi formativi. Una manifestazione che, secondo Di Stefano, potrà aiutare i cittadini a conoscere, e ad utilizzare, gli interventi messi in campo dalla regione contro la crisi. "Da ottobre a febbraio - ha detto Di Stefano - abbiamo messo in campo 113 milioni di euro di finanziamenti del Fondo Sociale Europeo sulla formazione. Fondi che vanno a sostegno della formazione di precari, ma anche di altri inteventi, come quello per i lavoratori over 40 che hanno difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro". Tra gli appuntamenti in programma al Villaggio, a cui hanno aderito università e diversi enti, anche un incontro sulle opportunità formative lavorative nel settore dell´audiovisivo. Non mancheranno gli spazi per il divertimento con spettacoli dal vivo del comico Max Giusti, Enrico Brignano e Michele Zarrillo. . |
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SCUOLE DI MUSICA IN EMILIA ROMAGNA: UN RICONOSCIMENTO REGIONALE NE CERTIFICA LA QUALITÀ. I SOGGETTI IN POSSESSO DEI REQUISITI SARANNO INSERITI IN UN ELENCO IN GRADO DI OFFRIRE GARANZIE SUL LIVELLO DELL´OFFERTA FORMATIVA. DOMANDE ENTRO IL 10 DI MARZO |
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Bologna, 1 febbraio 2010 – Secondo una recente rilevazione, sono 350 le scuole di musica in Emilia-romagna, frequentate da circa 30 mila allievi e dove operano 2. 800 insegnanti. In considerazione della attività che svolgono per la diffusione della pratica musicale, la Regione ha predisposto uno specifico riconoscimento regionale per fornire alle istituzioni scolastiche, agli operatori del settore e alle famiglie, riferimenti certi a garanzia dell’offerta formativa fornita da queste scuole. La Regione ha definito alcuni requisiti essenziali, in presenza dei quali si potrà richiedere l’attribuzione del riconoscimento regionale e il conseguente inserimento in un apposito elenco. Si tratta di un’azione di sistema, sviluppata anche a seguito del Progetto regionale Musica, rivolta a scuole civiche comunali, associazioni culturali, fondazioni, scuole private. Requisiti indispensabili per essere inseriti nell’elenco regionale saranno: l’attuazione abituale di corsi che non si configurino unicamente come lezioni private di singoli docenti, la disponibilità di insegnanti diplomati o di provata esperienza didattica o concertistica, ma anche la dotazione di un congruo numero di strumenti a disposizione degli allievi, l’ubicazione in locali idonei e a norma di legge, il possesso come istituzione di uno statuto o di un regolamento, la pratica di lezioni collettive di musica d’insieme, di didattica laboratoriale anche in collaborazione con le scuole e di un insegnamento flessibile e personalizzato a favore degli alunni diversamente abili. Per il 2010, le domande dovranno essere presentate entro il prossimo 10 marzo. L’esame della documentazione che attesta il possesso dei requisiti richiesti verrà effettuata dal Servizio Istruzione e Integrazione fra i sistemi formativi della Regione Emilia-romagna, di norma entro il mese di aprile di ogni anno. Per gli anni successivi a quello di primo inserimento nell’elenco regionale, i soggetti che intendono mantenerlo dovranno inviare – a partire dal 15 gennaio ed entro il 10 marzo di ogni anno – un’apposita dichiarazione attestante il persistere dei requisiti certificati. Maggiori informazioni e il facsimile della domanda si possono trovare sul sito regionale www. Scuolaer. It . |
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CONCORSO ‘STUDI E RICERCHE SULLA BASILICATA’ |
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Potenza, 1 febbraio 2010 - Si è svolto il 29 gennaio presso la sala “Inguscio” del Dipartimento Salute, Sicurezza e Solidarietà Sociale della Regione, la cerimonia di premiazione del concorso nazionale per tesi di laurea e dottorato “Studi e ricerche sulla Basilicata”, promosso dal Consiglio regionale della Basilicata. La manifestazione, giunta all’ottava edizione, contemplava quest’anno tre sezioni: quella riguardante le “tesi di laurea triennale discusse nell’anno accademico 2006-2007”; quella dedicata alle tesi di laurea specialistica o del vecchio ordinamento discusse nell’anno accademico 2006-2007; quella riguardante le tesi di dottorato relative al triennio accademico 2004-2007, comprese quelle relative al triennio 2003-2006 discusse dopo il 31 gennaio 2008. Sessantatre le tesi pervenute: 21 le tesi di laurea triennale, 36 quelle di laurea specialistica e 6 di dottorato. I vincitori della sezione Tesi di Laurea Triennale sono: Rocco D’onofrio, laureato presso l’ Università degli studi della Basilicata con un lavoro dal titolo “Analisi morfotettonica del settore ionico della fossa Bradanica” e Maria Carmela Grano, laureata presso l’Università di Bologna con un lavoro dal titolo “Il tempietto di San Gerardo a Potenza. Quaderno di conservazione programmata- Ricerca storica e proposta di una metodologia conservativa”. Ciascun vincitore di questa sezione ha ricevuto un premio di 1. 500 euro. Giudicati, invece, meritevoli di segnalazione i lavori di Serena Pascucci, dell’Università della Basilicata (Profilo critico di Giovanni Luce da Eboli), Irene Masino, dell’Università La Sapienza di Roma “Il petrolio in Val d’Agri: strategie di sviluppo locale e limiti operativi), Andrea Tundo, dell’Università della Basilicata (Ottimizzazione di una rete di monitoraggio della qualità dell’aria integrando indici informazionali e analisi multivariata), Delia Scandiffio, dell’Università della Basilicata (Un monastero di Clarisse in Basilicata: Santa Maria Annunziata di Genoano) e Michele Latorraca, dell’Univeristà della Basilicata (Applicazione della tecnica del delestage nella vinificazione dell’Aglianico del Vulture). I vincitori della sezione “Tesi di Laurea specialistica” sono Alfredo Nardiello, che ha discusso la tesi su “Diga di ritenuta e centrale idroelettrica di Muro Lucano: ipotesi di recupero” e Rocco Labriola, laureato presso l’Università della Basilicata con una tesi su “Le radici del consenso: scuola, lingua e stampa nella Lucania fascista”. Per questa sezione il premio è stato di 2. 500 euro. Vincitrici ex aequo, per la stessa sezione, sono risultate Annalisa Cantisani, laureata presso l’università lucana, con una tesi sul tema “Il dialetto di Calvello: tra linguistica storica e linguistica cognitiva”, e Chiara Rizzo, laureata presso l’Università di Bologna con una tesi su “Cinema, televisione e produzione multimediale. I documentari sulla Basilicata della cineteca lucana”. A loro è stato assegnato un premio di 1. 500 euro. La commissione giudicatrice ha ritenuto meritevoli di segnalazione, invece, le tesi specialistiche di Giuseppe Mecca, laureato presso l’Università di Macerata con un lavoro su “Tradizione e modernità nel pensiero di Nicola Coviello”, Luciano Colucci, laureato presso l’Università della Basilicata con un lavoro su “Stato di conservazione ed interventi di tutela e miglioramento della pineta di Metaponto”, Rosanna Consoli, laureata presso l’Università La Sapienza di Roma, con un lavoro su “La Regione Basilicata tra multi-level governance e servizi on line”, Angela Dantonio, laureata presso l’Università della Basilicata con un lavoro su “Il dialetto di Marsicovetere e il dialetto di Moliterno: un’analisi comparativa”, Christian Grignetti, laureato presso l’Università di Bari con un lavoro su “Il monastero di Santa Maria degli Angeli di Avigliano”, Marianna Nicoletti, laureata presso l’Università di Federico Ii di Napoli con un lavoro su “Territorio di eccellenza nel comprensorio della Val d’Agri (metodologie e strumenti per un possibile rilancio del progetto)”. Per la sezione riguardante le tesi di dottorato il premio di 3. 500 euro è andato ad Annalisa Percoco, (Università della Basilicata) con un lavoro su “Policoro: da villaggio di bonifica a centro ordinatore del metapontino”, ed a Giovanni Biancone, (Università della Basilicata) con un lavoro su “Struttura genetica di Fagus Sylvatica L. Nel sud Italia per marcatori nucleari e citoplasmatici”. Infine, sempre per la sezione “Tesi di dottorato” la commissione ha ritenuto meritevoli di segnalazione la tesi di Michele Lorusso, discussa presso l’Università L’orientale di Napoli dal titolo “La classe politica regionale. Un’analisi su autonomia, persistenza e ambizione politica in sei regioni italiane” e quella di Laura Lazzari, discussa presso l’Università della Basilicata dal titolo “Study of spatial variability of soil root zone using electrical resistivity technique”. “La cultura costituisce, sempre più, un fattore strategico per lo sviluppo economico e sociale di una comunità. Un investimento saggio e altamente proficuo, e il Concorso nazionale “Studi e ricerche sulla Basilicata”, è un esempio altamente significativo. Più di ottocento, infatti, i lavori giunti in queste otto edizioni che hanno avuto l’obiettivo di apportare contributi alla conoscenza, al consolidamento dell´identità e allo sviluppo della regione in ambito territoriale-ambientale e socio-economico-culturale. Tesi e lavori di ricerca diventati patrimonio della ‘Biblioteca dell’inedito’, e che presto sarà messo a disposizione della collettività”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Prospero De Franchi, in apertura della cerimonia di premiazione del Concorso. Il Dirigente Generale del Consiglio regionale, Gerardo Calvello, che ha coordinato i lavori, ha espresso parole di lode ai tanti giovani che hanno aderito alla manifestazione, provenienti dall’Università della Basilicata e da diversi atenei italiani. “Validi studenti - ha sottolineato che hanno dato dimostrazione di grande competenza e originalità, diventando interpreti di un messaggio di grande ottimismo: se si lavora con impegno è possibile raggiungere l’eccellenza”. Il professor Faustino Bisaccia dell’Università della Basilicata, che ha portato il saluto del magnifico Rettore, Mauro Fiorentino, impegnato in un’altra manifestazione, ha manifestato l’esigenza che il concorso possa contemplare nel futuro anche altre tematiche per far sì che il numero dei partecipanti sia sempre più vasto. “L’augurio – ha affermato – è che questa interessante iniziativa possa continuare nel tempo con una sinergia sempre più forte tra Università e Regione”. Giudizi positivi anche da parte del Prefetto di Potenza, Luigi Riccio, il quale si è complimentato con i partecipanti, ed ha sottolineato che l’iniziativa rappresenta uno strumento di divulgazione delle bellezze di questa terra e anche un modo efficace per analizzare le problematiche attinenti il territorio lucano nel tentativo di contribuire a risolverle. Prima della premiazione è intervenuto il professor Ennio Ielpo, presidente della Commissione giudicatrice del Concorso, il quale ha messo in luce l’alta partecipazione degli studenti dell’ateneo lucano, l’originalità dei temi affrontati nei diversi lavori, e i metodi di ricerca scrupolosi e diligenti. “Il sapere – ha sottolineato – è decisivo per la società, segna i differenziali competitivi e civili fra le comunità, l’inclusione e l’esclusione sociale delle persone. E’ necessario, dunque, riflettere sulla promozione e sulla valorizzazione della ricerca e del sapere”. Tra i presenti alla manifestazione il Vicepresidente e il Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, Giacomo Nardiello, e Donato Salvatore, il consigliere regionale Luigi Scaglione, e il senatore Mario Di Nubila. . |
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PREMIO TUTELA DEL BOSCO, TRA I VINCITORI LA SCUOLA ELEMENTARE DI STELVIO |
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Bolzano, 1 febbraio 2010 - E´ stato consegnato il 29 gennaio a Bad Tölz il Premio alpino per la tutela del bosco. Tra i vincitori c´è anche una scuola elementare di Stelvio, mentre altri tre progetti altoatesini sono stati segnalati dalla giuria. Alla premiazione, assieme a rappresentanti governativi di Baviera, Cantone dei Grigioni, Tirolo del Nord, Carinzia, Lichtenstein e Voralberg, ha partecipato anche il presidente della Provincia Luis Durnwalder. Gli alunni della scuola elementare di Stelvio si sono aggiudicati il premio, per un valore di mille euro, grazie ad un progetto che ha portato la natura in aula. Con il sostegno del maestro Roland Angerer e della Stazione forestale di Prato allo Stelvio, i bambini hanno messo in pratica diverse iniziative che li hanno portati a diretto contatto con l´ambiente boschivo e con la flora e la fauna che lo abita. Il progetto è stato valutato in maniera eccellente dalla giuria, che ha lodato il lavoro degli alunni della scuola elementare di Stelvio e delle loro "guide". Con l´annuale Premio per la tutela del bosco, giunto alla quarta edizione, la comunità di lavoro che raggruppa le associazioni forestali alpine intende "dare il giusto riconoscimento a progetti considerati esemplari per il futuro sviluppo e la salvaguardia del bosco. E anche l´Alto Adige figura in prima linea", ha sottolineato il presidente Luis Durnwalder. "Il bosco - ha continuato il governatore altoatesino - non significa solo passeggiate all´aria aperta nel tempo libero, ma è uno dei pilastri di un territorio di montagna come quello altoatesino. Per questo motivo è fondamentale impegnarsi a fondo per la sua tutela". Oltre a premiare il progetto della scuola elementare di Stelvio, la giuria ha segnalato altri tre progetti altoatesini. . |
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OCEANOLOGY INTERNATIONAL 2010 |
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Londra, 1 febbraio 2010 . Oceanology International 2010 si terrà dal 9 all´11 marzo 2010 a Londra, nel Regno Unito. L´evento intende presentare gli ultimi sviluppi nel campo delle scienze e tecnologie marine. Insieme ad una serie di eventi di messa in rete, la conferenza ospiterà oltre 6. 600 partecipanti di 89 paesi diversi. Sono previsti cinque programmi: navigazione e posizionamento; idrografia/geofisica; ambiente marino; geotecnica; osservazioni e previsioni marine. Sono anche previsti una serie di argomenti e presentatazioni relative al mercato, tra cui i seguenti: politica, finanza, istruzione, comunicazione, sviluppo di software e una serie di altri campi commerciali. È stata anche organizzata una "Oceanology Careers Day", dedicata agli studenti o a chiunque interessato ad intraprendere una carriera nel campo delle scienze marine e nel settore delle tecnologie marine. Per maggiori informazioni, visitare: http://www. Oceanologyinternational. Com/page. Cfm/link=1/t=m/gosection=1 . |
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I PESCI PULITORI PUNISCONO I LORO PARI |
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Bruxelles, 1 febbraio 2010 - Chi avrebbe mai pensato che i pesci si puniscono tra loro quando si tratta di cibo? Un team internazionale di ricercatori ha scoperto che gli esemplari maschi della specie Labroides dimidiatus, conosciuto comunemente come "pesce dottore", non si fa alcuno scrupolo a cacciare altri pesci che ricorrono a tattiche "scorrette" per procacciarsi il cibo. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Science, potrebbero essere utili a comprendere in che modo gli esseri umani hanno sviluppato il proprio sistema di punizione. Il cosiddetto "pesce dottore" vive in prossimità delle barriere coralline, un´area particolarmente favorevole alla sua attività di caccia. In linea di massima, questi pesci sopravvivono nutrendosi dei parassiti dei più grandi pesci "clienti", ma non disdegnano, a volte, di mangiare un boccone della carne di questi ultimi. La peculiarità comportamentale di rilievo è rappresentata dal fatto che i pesci dottori si muovono in coppia per nutrirsi del muco vischioso che ricopre la pelle di un pesce cliente sano. "Da un punto di vista teorico sarebbe ideale mordere il pesce cliente giusto prima che lo faccia il tuo partner", ha spiegato il professor Radouan Bsahry dell´Università di Neuchâtel (Svizzera), co-autore dello studio, "questo perché se il pesce cliente si allontana, tu hai avuto il tuo boccone, dunque un beneficio, mentre hai condiviso i rischi". I problemi iniziano quando a voler mordicchiare la carne del pesce cliente è un esemplare femmina: questo scatena le ire dell´esemplare maschio (definito "pesce pulitore" dagli scienziati), che non esita a inseguire la femmina per la sleale strategia messa in atto per procurarsi il cibo. La minaccia della punizione è un fattore fondamentale in questo caso. Il professor Bshary, insieme ad altri ricercatori, era già a conoscenza del fatto che gli esemplari maschi inseguono le femmine (che sono di dimensioni minori) con fare minaccioso. "I pesci clienti si allontanano se si accorgono di essere stati ingannati durante una ´seduta´ di pulizia", ha spiegato il dottor Nichola Raihani della Zoological Society of London (Zsl). "Questo significa che il ´pranzo´ dei maschi sparisce se le femmine ´barano´. Punendo le femmine che assumono un comportamento sleale, gli esemplari maschi non solo difendono il proprio pesce cliente ma si assicurano un pasto decente". Per questo studio il professor Bshary e i suoi colleghi hanno messo due pesci in una vasca, a cui hanno aggiunto normale cibo per pesci e gamberetti, per osservare cosa avrebbero mangiato. I pesci dottori preferiscono i gamberetti, pertanto se uno dei due avesse mangiato un gamberetto, i ricercatori avrebbero rimosso il resto del cibo dalla vasca. Qual è stato il risultato? L´esemplare maschio è andato su tutte le furie quando la femmina ha scelto i gamberetti. Con il proseguire dell´esperimento, l´esemplare femmina prendeva morsi sempre più piccoli di gamberetti, di un numero progressivamente minore. Il maschio, invece, continuava a scegliere e a cibarsi di gamberetti, senza esitazione alcuna. "La punizione favorisce un comportamento collaborativo da parte delle femmine, che produce benefici sotto il profilo alimentare per l´esemplare maschio", hanno scritto gli autori dello studio. I ricercatori dell´Istituto di Zoologia della Zsl, dell´Università di Neuchâtel (Svizzera) e dell´Università di Queensland (Austrialia) hanno annunciato che la prossima fase del loro lavoro prevede lo studio delle minacce ai danni degli esemplari maschi avanzate da femmine di pari dimensioni che possono subire mutazioni sessuali e mettere in discussione l´autorità dei maschi. Per maggiori informazioni, visitare: Science: http://www. Sciencemag. Org/ Université de Neuchâtel: http://www2. Unine. Ch/ . |
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LA BIODIVERSITÀ RISENTE DELLE FLUTTUAZIONI TERMICHE |
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Bruxelles, 1 febbraio 2010 - Con il riscaldarsi del clima e l´aumentare delle fluttuazioni termiche, gli scienziati temono il peggio per la biodiversità e gli ecosistemi. Un nuovo studio sullo zooplancton nei laghi di acqua dolce ha però rivelato che nei laghi che presentano le maggiori variazioni termiche si riscontra anche la più grande varietà di organismi microscopici. Il rapporto, pubblicato nella rivista Ecology Letters, mostra che i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale possono avere una serie di effetti imprevisti sugli ecosistemi. La ricerca rivela che mentre le specie capaci di tollerare soltanto piccole variazioni termiche potrebbero essere eliminate negli ecosistemi con temperature fluttuanti, al contrario, l´instabilità termica dell´ambiente potrebbe prevenire l´eliminazione di certe specie da parte dei loro antagonisti. Il dottor Jonathan Shurin, ecologo presso l´Università della California, San Diego (Uc San Diego) negli Stati Uniti, che ha guidato la ricerca, ha detto: "Immaginate varie specie, ciascuna con una diversa temperatura ottimale per la propria riproduzione. In un mondo con temperature fluttuanti, nessuna di può avere il sopravvento e quindi esse coesistono". Il team di ricerca ha osservato i dati raccolti in 9 studi ecologici a lungo termine condotti in 53 laghi del Nord America e dell´Europa. I dati sono stati raccolti durante un periodo tra i 3 e i 44 anni. Oltre a studiare lo zooplancton nei laghi, gli scienziati hanno anche compiuto misurazioni fisiche - temperatura, livelli di ossigeno e pH, livello dei nutrienti, tra cui carbonio, fosforo e nitrogeno - ripetute più volte nel corso delle varie stagioni. La risposta dello zooplancton ai cambiamenti termici è tempestiva, perché esso si riproduce rapidamente. "Si possono raccogliere decine di campioni nel corso di un´unica estate", ha spiegato il dottor Shurin. "Per i mammiferi o per le piante annuali occorrerebbero centinaia o migliaia di anni per poter osservare un simile cambio generazionale". I ricercatori hanno registrato separatamente i dati annuali, mensili e settimanali, e hanno osservato che si ripeteva lo stesso modello: un numero minore di zooplancton nei laghi con livelli di fattori chimici variabili e un numero maggiore in quelli con temperatura dell´acqua variabile. La temperatura dei laghi rimaneva nei limiti normali, ma in alcuni laghi i livelli chimici - in particolare del pH e del fosforo - erano più alti a causa dell´inquinamento e delle piogge acide. Lo studio ha concluso che le fluttuazioni ambientali - sia termiche che chimiche - potrebbero favorire o ridurre la biodiversità, a seconda del tasso di fluttuazione. "Potrebbe dipendere dalla prevedibilità dell´ambiente", ha detto il dottor Shurin. "Se avvengono molti cambiamenti drastici nel corso del tempo, le specie potrebbero non essere in grado di programmare il loro ciclo biologico in modo tale che sia attivo quando le condizioni sono favorevoli. Devono essere capaci di leggere i segnali, per attivarsi al momento opportuno. Se l´ambiente è molto imprevedibile, ciò potrebbe risultare negativo per la diversità, perché molte specie non riusciranno ad adattare il loro ciclo biologico alle nuove condizioni". Per maggiori informazioni, visitare: Ecology Letters: http://www. Wiley. Com/bw/journal. Asp?ref=1461-023x&site=1 University of California, San Diego: http://www. Ucsd. Edu/ . . |
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WORKSHOP SULL´IDROLOGIA DELLE REGIONI FREDDE |
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Innsbruck, 1 febbraio 2010 - Dal 28 al 30 aprile 2010 si terrà a Insbruck, in Austria, un workshop di tre giorni sull´idrologia delle regioni fredde. Il simposio scientifico passerà in rassegna e valuterà gli ultimi sviluppi dell´osservazione e modellazione del ciclo idrologico nellle aree interessate da neve e ghiacciai. L´evento mira inoltre a fornire informazioni sulle future tecniche di assimiliazione di dati e sui sistemi di modellazione e osservazione. Organizzato dalla Rete di ricerca sul clima e sulla criosfera dell´Università di Innsbruck (Enveo It) e dall´Agenzia spaziale europea (Esa), l´evento del programma prevede una serie di presentazioni e una tavola rotonda. In seguito al workshop una selezione di articoli sarà bubblicata su una rivista locale. Per ulteriori informazioni, visitare: http://www. Congrex. Nl/10c06/ . |
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SI RINNOVA IL SISTEMA INFORMATIVO AMBIENTE E TERRITORIO TRENTINO SEMPRE PIÙ IL SIAT SARÀ CHIAMATO A TRASFORMARE I DATI GEOGRAFICI IN INFORMAZIONI UTILI PER IL TERRITORIO |
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Trento, 1 febbraio 2010 - Un controllo efficace e una pianificazione attenta rappresentano da tempo obiettivi prioritari della Provincia autonoma di Trento nella gestione di un patrimonio di fondamentale importanza quale è il territorio. Per raggiungere questo obiettivo occorre avere un sistema unico e condiviso, guidato da regole chiare e linee guida mirate, che consenta la raccolta e l’aggiornamento in tempo reale dei dati territoriali. Occorre inoltre predisporre nuovi strumenti di condivisione efficaci per la gestione del territorio, partendo dall’adeguamento di quelli già esistenti. Si muove dunque in questa direzione la delibera del presidente Lorenzo Dellai e dell´assessore all´urbanistica ed enti locali, Mauro Gilmozzi, approvata il 29 gennaio dalla Giunta provinciale. Il "cuore" del provvedimento ruota attorno alla riorganizzazione e alla sostanziale evoluzione del Sistema Informativo Ambiente e Territorio (Siat), che è preposto a fornire supporto alle attività di gestione e di governo dell’Amministrazione provinciale, favorendo la conoscenza delle informazioni su fenomeni che acquistano rilievo territoriale. Il Siat ha, infatti, il compito di raccogliere, memorizzare, aggiornare, elaborare e rappresentare dati che riguardano le entità territoriali-ambientali, integrando le informazioni descrittive di carattere statistico, amministrativo e gestionale con la loro localizzazione geografica, la loro forma geometrica e le loro relazioni spazio-temporali. In pratica questo si traduce nel trasformare dati geografici slegati in informazioni utili per il territorio. La necessità è di rispondere adeguatamente al processo di standardizzazione portato avanti dalla Direttiva 2007/2/Ce Inspire, ma soprattutto dalla legge provinciale di Riforma Istituzionale, che demanda ai 217 Comuni l’obbligo di gestire in maniera associata (con altri Comuni, nella Comunità di Valle) il territorio provinciale, ferma restando la competenza della Provincia sulla definizione dei criteri generali sul governo del territorio. Ad oggi il Siat gestisce una notevole mole di dati geografici: i tematismi gestiti dalla Provincia sono oltre 350 tra cui il Piano Urbanistico Provinciale (Pup), il Piano Utilizzazione Acque Pubbliche (Pguap) e la Carta della Pericolosità. Alcuni di questi sono già pubblicati nel Portale Geocartografico Trentino (www. Territorio. Provincia. Tn. It). Il Lidar è tra gli ultimi dati acquisiti: si tratta del modello digitale tridimensionale del territorio trentino, caratterizzato da una accuratezza sub-metrica e disponibile per l’intero territorio provinciale dal quale è possibile aggiornare e dettagliare i tematismi già in uso in Provincia aumentandone la qualità. In quest’ottica la Giunta provinciale ha adottato un provvedimento che definisce le linee strategiche di sviluppo del Siat e pianifica le macroattività che la Provincia intende perseguire. Questi i punti cardine: - nel breve termine (entro un anno), le misure risultano preposte alla realizzazione di un progetto esecutivo per il nuovo modello Siat, finalizzato a rendere ufficiali e cogenti le scelte tecnico/organizzative ed alla valorizzazione dell’esistente; - nel medio termine (entro tre anni), le misure sono incentrate sulla valorizzazione del nuovo database topografico Pat e dei database geografici, attraverso la corretta utilizzazione all’interno della Provincia; - nel lungo termine (entro cinque anni), le misure da attuare sono rivolte alla concreta realizzazione dell’Infrastruttura di Dati Territoriali (Idt) del territorio trentino, affinché si possano definire dati, tecnologie e regole per l’interscambio di informazioni, predisponendo altresì un piano per il dispiegamento di strumenti organizzativi, economici e tecnologici che permettano agli enti locali trentini di compartecipare alla Idt provinciale. Tra le azioni previste vi è l’aggiornamento della Carta Topografica generale Provinciale (Ctp), e l’adeguamento della stessa ad una nuova modalità di costituzione, facendo diventare la Ctp uno strumento dinamico aggiornabile dai diversi attori coinvolti nella gestione del territorio. Inizialmente la Ctp verrà aggiornata da dati forniti dalle principali stazioni provinciali competenti, dando la priorità a temi riguardanti la Carta della Pericolosità. . |
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LOMBARDIA - IMPEGNO AMBIENTALE: QUASI DUEMILA IMPRESE CERTIFICATE |
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Milano, 1 febbraio 2010 - Sono quasi 2 mila le aziende e organizzazioni lombarde impegnate per la salvaguardia dell’ambiente con certificazione ambientale volontaria Iso 14001. Oltre una su tre si trova in Milano (39,7%), seguita dal 13,5% di Brescia e dal 12,2% di Bergamo. Nella sola provincia di Milano si concentra il 6% delle “virtuose” italiane (757 tra sedi, unità operative e organizzazioni). Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati Sincert - Sistema Nazionale per l’Accreditamento degli Organismi di Certificazione e Ispezione al 31 ottobre 2009. Complessivamente sono 22. 862 gli iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali della sezione Lombardia nel 2009. La provincia più attiva è Milano con una concentrazione del 19,6% di iscritti sul totale regionale (4. 477 iscritti). Seguono Brescia con il 18,7% (4. 271), Bergamo con il 14,1% (3. 229) e Monza e Brianza con l’11,2% (2. 556). La provincia di Sondrio si attesta invece l’ultima posizione tra le province lombarde con l’1,6% del totale regionale (362 iscritti). Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano sul numero iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali della sezione Lombardia ad aprile 2009. . |
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BASILICATA: EROSIONE COSTA, IN ARRIVO PROGETTI PER SUPERARE L’EMERGENZA |
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Potenza, 1 febbraio 2010 - A seguito di un’intesa con la Regione Basilicata, il Dipartimento di ingegneria fisica e ambientale dell’Università degli studi di Basilicata sta concludendo uno studio meteomarino sulla costa jonica. E nell’arco di un paio di settimane, presumibilmente entro la metà di febbraio, presenterà all’Osservatorio regionale della costa, istituito dalla legge regionale “Misure in materia di gestione e difesa della costa” e costituito da autorità di bacino e dai dipartimenti alle infrastrutture e all’ambiente, alcune ipotesi progettuali di intervento da realizzare con urgenza in modo da consentire agli operatori economici, soprattutto del Metapontino, di superare, almeno per la prossima stagione estiva, l’emergenza che si è venuta a determinare per effetto dell’erosione costiera. E’ quanto è emerso nel corso di un incontro, svoltosi oggi nella sede della Regione, a Matera, convocato e presieduto dall’assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, al quale hanno partecipato il presidente della Provincia, Franco Stella, il vicepresidente, Giovanni Bonelli, i rappresentanti dell’Autorità di bacino, dei comuni della fascia jonica e degli operatori economici. “L’obiettivo dell’incontro odierno – ha spiegato Santochirico – non è solo quello di trasferire a tutti i soggetti coinvolti lo stato delle attività che la Regione sta mettendo in campo attraverso l’Osservatorio, ma anche e soprattutto quello di istituire e mantenere aperto un tavolo di consultazione e di condivisione sulle iniziative da realizzare non solo per superare l’emergenza, ma anche per risolvere, in modo condiviso e partecipativo, una volta per tutte, l’annoso problema dell’erosione costiera”. “Il governo regionale – ha aggiunto Santochirico – è consapevole delle difficoltà che vivono gli operatori turistici. Dopo l’intervento tempestivo che ci ha visto tutti protagonisti la scorsa stagione, oggi vogliamo affrontare il problema in modo più razionale, anche accogliendo, e verificando tecnicamente, i suggerimenti che ci arrivano direttamente dagli operatori e dai loro consulenti. Ecco perchè abbiamo affidato all’Università di Basilicata, con il coordinamento dell’autorità di bacino, il compito di studiare con la massima precisione possibile il fenomeno e di ipotizzare alcune immediate soluzioni sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico in modo da evitare gli errori del passato e costruire le basi per un intervento per quanto possibile definitivo”. Tutti gli operatori ed i rappresentanti degli enti locali hanno condiviso il metodo avviato. Infine, l’assessore Santochirico non ha escluso che del tavolo permanente possano entrare a far parte anche altri enti interessati, come il demanio, per verificare la possibilità di altri interventi. Il tavolo tornerà a riunirsi fra una quindicina di giorni, in territorio di Bernalda, per conoscere le proposte progettuali dell’Università di Basilicata. . |
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DISSESTO MELFI.AMATI:OK INTERVENTI MITIGAZIONE RISCHIO E SICUREZZA CONDOTTA AQP |
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Bari, 1 febbraio 2010 - La Regione Puglia e la Regione Basilicata finanzieranno, con un investimento di € 350. 000,00 ciascuna, un intervento di mitigazione del rischio sulla frana di Melfi che spostandosi a velocità sostenuta rischia di travolgere e danneggiare la condotta “Ofanto” dell’Acquedotto Pugliese nonché la viabilità stradale e ferroviaria. Lo ha ufficialmente comunicato questa mattina l’assessore Fabiano Amati durante l’incontro che si è svolto presso la sede dell’assessorato regionale alle Opere Pubbliche e al quale hanno partecipato rappresentanti della Regione Basilicata, della Regione Puglia, dell’Acquedotto Pugliese e di quello Lucano, delle prefetture di Bari e Potenza, dell’Aato, del Comune di Melfi, dell’Amministrazione Provinciale di Potenza, del Compartimento Viabilità della Basilicata, della Protezione Civile, dell’Anas e delle Ferrovie dello Stato. Durante la riunione inoltre, l’Acquedotto Pugliese ha ribadito gli impegni presi nel corso degli incontri precedenti a tutela della condotta a rischio, confermando l’intenzione di realizzare un’opera di delocalizzazione in una zona completamente sicura e contestualmente eseguire (considerato che i lavori di realizzazione dureranno almeno un paio d’anni) un’opera di temporanea messa in sicurezza, con la realizzazione di un bypass di circa 200 metri di altezza idoneo a consentire lo spostamento della condotta dall’asse del movimento franoso. I dirigenti dell’Acquedotto hanno anche fatto sapere di aver già avviato tutte le necessarie procedure di verifica statica della condotta. “Si è finalmente giunti ad una soluzione condivisa da parte di tutti i soggetti coinvolti – ha commentato Amati - Da parte della Regione Puglia c’è sempre stata la ferma volontà di risolvere il problema non soltanto relativo alla condotta in pericolo, che pure rappresenta un elemento rilevante in quanto un suo eventuale danneggiamento provocherebbe problemi all’approvvigionamento idrico di molti utenti, ma anche alla sicurezza dei cittadini che transitano lungo la strada statale 401 o sui binari di quella zona. C’è stata un’attività congiunta da parte di entrambe le regioni coinvolte e per questo è stato possibile accordarsi sulle soluzioni da adottare. Non si può tacere, quale verbale morale della riunione, che Anas e Ferrovie dello Stato hanno ritenuto di non dover partecipare attivamente alla realizzazione delle opere, avendo solo assicurato le autorizzazioni all’attraversamento delle rispettive infrastrutture. In questo senso – ha concluso - anche loro daranno un contributo importante in favore della sicurezza dei cittadini, anche se mi sarei aspettato di più: molto di più”. . |
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PARCHI: INCONTRO REGIONE- PROVINCIA DI TORINO SI VA VERSO IL CONTRATTO DI PARCO |
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Torino, 1 febbraio 2010 - Un´intesa operativa tra la Regione e i parchi e le aree protette della provincia di Torino è stato l´oggetto di un incontro in data 29 gennaio presso la sede del Parco del Po Torinese a Moncalieri. Nicola de Ruggiero e Marco Balagna, assessori ai Parchi, rispettivamente, di Regione Piemonte e Provincia di Torino, alla presenza dei rappresentanti delle aree protette del Torinese e della consigliera provinciale Silvia Fregolent, hanno condiviso "la necessità di intraprendere un percorso comune per definire un "Contratto di Parco" che, sul modello dei contratti di fiume previsti dal piano regionale di tutela delle acque, intervengano nella pianificazione operativa e nella migliore attuazione dell´attività di tutela ambientale e, più in generale, delle aree protette, così da definire un sistema coordinato e sinergico". L´assessore de Ruggiero ha aggiunto che "muoversi in modo coordinato è nello spirito del Testo Unico sulle aree protette che, dopo avere rivisto la normativa sui parchi regionali, in chiave di aggiornamento necessario per un settore che si è evoluto in maniera esponenziale nei suoi trent´anni di vita, ha fornito gli strumenti per una gestione moderna ed efficace delle aree protette piemontesi". La consigliera provinciale Fregolent in conclusione ha annunciato "la presentazione in Consiglio Provinciale di un ordine del giorno che impegni Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comuni interessati e Parchi a definire il "Contratto di Parco", come strumento operativo di coordinamento, agile e completo, che contribuisca a creare un vero e proprio sistema dei parchi della provincia di Torino". . |
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PAVONCELLI. RICORSO TAR AVELLINO:PUGLIA PRONTA CON COLTELLO TRA I DENTI |
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Bari, 1 febbraio 2010 - L’aato Calore Irpino, l’Ente Parco Regionale dei Monti Picentini e la Provincia di Avellino hanno impugnato dinanzi al Tar Lazio e al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche il decreto di dichiarazione dello stato di emergenza del Presidente del Consiglio dei Ministri in relazione alla vulnerabilità sismica della galleria Pavoncelli: per questo la Regione Puglia, che su questo da tempo attende da parte della Regione Campania la formale intesa, sarà costretta ad interrompere la trattativa relativa all’approvvigionamento idrico con la stessa Campania. Il Consiglio dei Ministri aveva dichiarato, il 6 novembre del 2009, lo stato di emergenza in relazione alla vulnerabilità sismica della galleria Pavoncelli, opera fondamentale per l’approvvigionamento idrico dell’intera Regione Puglia, gravemente danneggiata dal terremoto dell’Irpinia nel 1980. La decisione nasceva a seguito delle numerose segnalazioni che l’assessore Amati aveva presentato alle istituzioni competenti e agli organi di informazione, sfociate poi nella convocazione di due incontri interistituzionali a Roma con la Protezione Civile, il 5 e il 12 ottobre scorsi, e con la richiesta dello stato di emergenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri da parte della Giunta Regionale pugliese. Ora la Regione Puglia attendeva solo l’atto di formale intesa della Regione Campania per poter intervenire. “Ovviamente ci difenderemo col coltello tra i denti – ha dichiarato l’assessore Amati - per evitare di subire un’ennesima ingiustizia. Ciò che le istituzioni campane non capiscono o fanno finta di non capire è che il crollo della Pavoncelli comporterebbe la sete di un milione e 400 mila pugliesi. Ritengo che l’iniziativa – ha continuato l’assessore – sia un atto di ostilità gratuita perché la Regione Puglia aveva dato, e nonostante tutto continua a dare, la propria disponibilità a regolare l’approvvigionamento dell’acqua tra le regioni del bacino meridionale anche per venire incontro alle giuste richieste dei cittadini campani. Spiace riscontrare che a fronte di tale disponibilità nei confronti dei cittadini campani la reazione stia consistendo in atti di ostilità nei confronti dei cittadini pugliesi. La notizia è che noi comunque non ci arrendiamo ed invito piuttosto il Presidente Bassolino a rendere l’intesa della Regione Campania sulla bozza di ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri che già da parecchi giorni riposa stancamente sulle scrivanie della Regione Campania. Se questo non sarà fatto – ha concluso Amati - la Puglia è pronta ad interrompere la virtuosa trattativa con la Regione Campania per regolare il trasferimento dell’acqua, avendo sul punto specifico il consenso e la condivisione di tutte le forze politiche pugliesi”. La “Galleria Pavoncelli” fu realizzata nei primi anni del 900; a seguito del terremoto dell’Irpinia del 1980, venne danneggiata e si decise di realizzare una nuova condotta (Pavoncelli bis) parallela alla prima, affinché la flessibilità nell’uso della prima e della seconda consentisse le operazioni di manutenzione senza interruzioni del servizio. I lavori della Pavoncelli bis furono avviati nel 1990 e sospesi nel 1992 a causa di difficoltà derivanti dall’elevato flusso d’acqua e da soluzioni temporanee di contenimento che all’epoca non furono sufficienti per consentire la ripresa dei lavori. Il cantiere, però, non fu mai riaperto anche a causa dell’insorgenza di complesse e defatiganti vicende amministrative e giudiziarie. . |
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VALLE D’AOSTA: APPROVATO IL DISEGNO DI LEGGE IN MATERIA DI SBARRAMENTI DI RITENUTA E BACINI DI ACCUMULO |
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Aosta, 1 febbraio 2010 - L’assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e risorse idriche, Marco Vierin, comunica che nella seduta di venerdì 29 gennaio, la Giunta regionale ha approvato il disegno di legge Disposizioni in materia di sbarramenti di ritenuta e relativi bacini di accumulo di competenza regionale. «Con questo disegno di legge - spiega l’Assessore Marco Vierin - vengono definite le procedure di autorizzazione alla costruzione, di gestione e di controllo di nuovi bacini di accumulo, nonché di gestione e di controllo di quelli esistenti sul territorio e rientranti nelle competenze attribuite alla Regione dal decreto legislativo 7 marzo 2008, n. 50 che regolamenta le norme di attuazione dello Statuto speciale della regione autonoma Valle d’Aosta/vallée d’Aoste in materia di dighe). Il decreto legislativo ha infatti trasferito alla Regione le funzioni tecniche ed amministrative relative alle dighe che non superano i 15 metri di altezza e che determinano un invaso inferiore a 1 milione di metri cubi. » L’assessore sottolinea inoltre che «la materia è attualmente regolamentata dalla legge re regionale 17 giugno 1992, n. 24 che disciplina però solo parzialmente le competenze che sono state invece completamente assegnate con il decreto legislativo n. 50/2008. Di qui la necessità di procedere all’elaborazione e all’approvazione di una nuova normativa in grado di fornire all’Amministrazione regionale uno strumento di intervento maggiormente efficiente ed aggiornato in relazione alle norme tecniche in materia di costruzione di dighe, alle esigenze di snellimento dell’istruttoria relativa alla costruzione di nuovi bacini di accumulo per la gestione ottimizzata della risorsa idrica e alla necessità di controllo e gestione degli sbarramenti di ritenuta in un’ottica più moderna, legata al rischio e alla difesa del suolo. » . |
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VALLE DEL MARECCHIA, A SAN LEO: LA NUOVA CARTA DEL PAESAGGIO GEOLOGICO ESTESA AI SETTE NUOVI COMUNI EMILIANO-ROMAGNOLI. UN CONVEGNO DEDICATO ALLE RISORSE NATURALI DELLA VALLE. |
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Bologna, 1 febbraio 2010 - E’ stata presentata sabato 30 gennaio a San Leo la nuova edizione della carta del Paesaggio geologico dell’ Emilia-romagna estesa ai sette comuni della Val Marecchia, che dall’estate sono entrati a far parte della Regione Emilia-romagna: Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabili, San Leo, Sant’agata Feltria e Talamello. La carta presentata nel corso del convegno “Risorse naturali e beni geologici nella Valle del Marecchia" , è stata realizzata dal Servizio geologico, sismico e dei suoli della Regione Emilia-romagna e rappresenta solo una delle iniziative in corso di realizzazione da parte della Regione per aggiornare il quadro delle conoscenze in questa area. E’ infatti in corso di realizzazione anche un censimento dei geositi e delle bellezze naturali della Valle con l’obiettivo di arrivare a definire veri e propri itinerari geologici da valorizzare anche in chiave turistica. Analogamente i tecnici della Regione stanno aggiornando il quadro delle conoscenze per quanto riguarda le risorse idriche e i movimenti franosi dell’area. Il convegno - che è stato aperto dal sindaco di San Leo Mauro Guerra - puntava a valorizzare le risorse naturali della Valle sia dal punto di vista turistico che della salvaguardia del territorio. Al riguardo l’assessore Bruschini ha sottolineato come questa iniziativa “rientri in una molteplicità di eventi finalizzati ad acquisire una conoscenza dettagliata delle problematiche e delle risorse dei Comuni della Val Marecchia anche ai fini di poter condurre una sempre più efficace azione contro il dissesto idrogeologico che purtroppo affligge questo bellissimo territorio. ” . |
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NO AI TERMOVALORIZZATORI IN VENETO, GALAN: E’ UNA RINUNCIA AL FUTURO |
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Boara Pisani (Padova), 1 febbraio 2010 - “Il Consiglio regionale ha rinunciato alla possibilità di portare un passo avanti questa nostra regione”. Lo ha detto il presidente della Regione Giancarlo Galan, intervenendo il 29 gennaio a Boara Pisani alla cerimonia di inaugurazione del nuovo centro di produzione pasti di Serenissima Ristorazione Spa. Con riferimento a quanto deciso il 28 gennaio dal Consiglio regionale nell’ambito della discussione della legge finanziaria per il 2010, Galan ha stigmatizzato che con questa scelta “non ci saranno termovalorizzatori, e quello che conta di più, non ci saranno sistemi innovativi per lo smaltimento dei rifiuti. Non verranno ricercatori, anzi quelli che ci sono se ne andranno a lavorare da qualche altra parte”. “Non ci saranno neppure impianti nucleari – ha aggiunto il presidente della Regione - anche se sono presenti in Slovenia, a ben poca distanza da noi. Forse non ci sarebbero stati nemmeno con il sottoscritto. Ma quello che è più grave è che così si rinuncia al futuro, alla ricerca, alle scelte più avanzate, come quelle che hanno portato a realizzazioni tecnologicamente all’avanguardia tra cui il Mose, il rigassificatore in Polesine, il Passante di Mestre. Sono opere che sono state fatte perché si è saputo guardare avanti”. . |
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RACCOLTA DIFFERENZIATA IN ABRUZZO, TREND INCORAGGIANTE IN PROGRAMMA NUOVE AZIONI PER POTENZIARE GLI INTERVENTI.
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L’aquila, Lo sforzo che la Regione Abruzzo sta profondendo per il potenziamento e diffusione delle raccolte differenziate secondo modelli domiciliari ´porta a porta´, sta cominciando a raccogliere frutti positivi. Lo ha detto, il 28 gennaio, l´assessore all´Ambiente, Daniela Stati commentando i risultati del rapporto sulla Raccolta differenziata per l´anno 2008 predisposto dal Servizio Gestione Rifiuti regionale Osservatorio regionale rifiuti. Il dato del 2008 (+ 3,05% rispetto al 2007) é l´incremento più alto degli ultimi 5 anni. È un trend in crescita, anche alla luce dei dati riferiti al 2009 che l´Osservatorio Regionale Rifiuti sta analizzando, e che evidenziano un ulteriore balzo in avanti di alcuni punti in percentuale. Nello specifico il dato complessivo delle raccolte differenziate nella Regione Abruzzo è pari al 21,98 %, mentre le quattro Province hanno una situazione generale non omogenea. Infatti si passa dal 32,74% della Provincia di Teramo al 22,70% di quella di Chieti e al 20,08 di quella di Pescara per finire con il 12,38 della Provincia di L´aquila. Per quanto concerne i Comuni più attenti il podio va a Fara San Martino con una percentuale dell´84,98%, seguito da Rosciano con 66,29% e da Tocco Casauria con il 65,84%. "Come si evince - continua Stati - sono ancora molte azioni da intraprendere, specie in alcuni ambiti, per rendere i servizi più efficaci e nel promuovere campagne di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini. E lo stiamo facendo, di concerto con gli Enti Locali e i Consorzi comprensoriali dei rifiuti. Grazie al sostegno finanziario della Regione (bando per 5 milioni di euro), diversi Enti stanno passando dai servizi di Raccolta differenziata stradali a quelli domiciliari ´porta a porta´. "Abbiamo sostenuto molti interventi per la realizzazione di stazioni ecologiche ed acquisto di attrezzature - ha proseguito l´assessore - Purtroppo va anche rilevato che alcuni Comprensori hanno perso i finanziamenti per gravi inadempienze e ritardi nella presentazione della necessaria documentazione. Una situazione che dispiace e che non dovrà più accadere. Siamo al lavoro per dare una ulteriore spinta alla raccolta differenziata. Il Servizio Gestione Rifiuti sta predisponendo il 1° Programma regionale straordinario che sarà sostenuto da fondi Fas per circa 9 milioni di euro. Prossimamente, non appena avremo il via libera sulla definitiva disponibilità dei fondi, sarà pubblicato un apposito bando pubblico. Oltre a questo, per i Comuni virtuosi che hanno raggiunto gli obiettivi, attraverso l´utilizzo di "fondi di premialità" disposti con il Qsn 2007 - 2013, avremo disponibili altre risorse finanziarie. E´ giusto che chi si è impegnato maggiormente abbia un riconoscimento economico". . |
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