Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 







MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web




 


MARTEDI

PAGINA 1 PAGINA 2 PAGINA 3 PAGINA 4 PAGINA 5 PAGINA 6 ALIMENTAZIONE
Notiziario Marketpress di Martedì 16 Marzo 2010
GHIACCIAIA GIGANTE PER CONSERVARE LE SEMENTI DEL MONDO  
 
Le crescenti preoccupazioni circa la sicurezza alimentare hanno spinto un gruppo internazionale di esperti a coltivare e conservare importanti collezioni di colture diverse nel Deposito sotterraneo globale dei semi (Svalbard Global Seed Vault), una banca di sementi che si trova sull´isola di Spitsbergen nell´arcipelago di Svalbard, in Norvegia. Il loro obiettivo è quello di contrastare eventuali carenze alimentari che potrebbero portare alla perdita della diversità delle colture e, infine, al collasso della produzione alimentare globale. Il deposito gigantesco di sementi è stato creato dal Fondo mondiale per la diversità delle colture (Global Crop Diversity Trust), fondato dall´Organizzazione delle Nazioni Unite per l´alimentazione e l´agricoltura (Fao) - presso la quale ha sede, a Roma - e dal Gruppo consultivo sulla ricerca internazionale in agricoltura (Cgiar), attraverso l´istituto di ricerca Bioversity International. Il Fondo ha riportato che l´aggiunta di nuovi elementi al deposito porta il numero delle varietà di semi a oltre 500.000. "Raggiungere la soglia di mezzo milione crea emozioni contrastanti, perché mentre si dimostra che il deposito di Svalbard è oggi il massimo standard per la diversità, arriva in un momento in cui i nostri sistemi agricoli si trovano davvero sulla lama di un coltello", ha spiegato il dottor Cary Fowler, direttore esecutivo del Fondo. La capacità di stoccaggio del deposito è di 4,5 milioni di sementi. Trovandosi all´interno della montagna Plataberget, la posizione del deposito è un fattore chiave, perché l´ambiente permafrost del territorio aiuta a mantenere la conservazione dei semi; inoltre è bassa l´attività tettonica. La scorta del deposito contiene semi provenienti da tutto il mondo, tra cui un pomodoro rosa tedesco, una varietà rara trasportata nello Stato americano dello Iowa nel 1883 da un immigrato bavarese. Quest´uomo era il nonno di uno dei co-fondatori del Seed Savers Exchange, un´organizzazione no-profit che tutela e condivide specie rare da giardino. La Seed Savers Exchange ha fornito più di 400 campioni al deposito di Salvbard. All´interno del deposito si trova anche una specie preziosa di fragola, presente sulle falde del vulcano Atsonupuri nelle isole Curili meridionali della Russia, a soli 150 chilometri a nord est di Hokkaido, in Giappone, così come un fagiolo selvatico dal Sud America. Questo fagiolo, il Phaseolus costaricensis, sembra essere in grado di resistere alla muffa bianca, una malattia che minaccia in maniera significativa le varietà di fagioli comuni, che sono parte importante della dieta del Sud America. "Il fagiolo resistente alla muffa è particolarmente importante perché dimostra perché abbiamo bisogno di raccogliere e conservare non solo le colture nazionali, ma anche i loro parenti selvatici", ha commentato il dottor Daniel Debouck, capo della Genetic Resources Unit presso il Centro internazionale per l´agricoltura tropicale (Ciat ), in Colombia, che ha venduto 3.837 varietà di sementi di 75 nazioni al deposito norvegese. La vasta gamma di colture che sono ora protette in Norvegia, insieme ad altri archivi di sementi a livello mondiale, "sono importanti per l´adattamento al cambiamento climatico degli agricoltori di tutto il mondo", ha detto il dottor Fowler, che era professore di scienze della vita all´Università norvegese. Gli studi più recenti sulle colture e l´agricoltura indicano che la produzione di mais in Africa, per esempio, potrebbe essere ridotta del 25% o più entro il 2030. Se questo dovesse accadere, l´Africa affronterebbe una destabilizzazione che a sua volta innescherebbe una crisi alimentare mondiale. Gli esperti ritengono che i coltivatori di piante devono al più presto sviluppare nuove varietà resistenti alle alte temperature e alla siccità. "Se le colture e l´agricoltura non si adattano ai cambiamenti climatici, non lo farà neanche l´umanità", ha ammonito Fowler. "Ma per aiutare gli agricoltori ad adattarsi, i coltivatori di piante hanno bisogno di accedere a quanta più diversità genetica possibile, per permettere alle colture di rimanere vigorose e produttive anche in condizioni climatiche mutevoli". Da parte sua, il dottor Debouck ha detto: "I selezionatori di piante già sono al lavoro, esplorando se il fagiolo selvatico possa essere incrociato con le varietà di semi di fagioli domestici, evitando quindi un´interruzione inquietante alla produzione alimentare". Per concludere il dottor Fowler ha detto: "Il deposito di Svalbard è un garanzia da utilizzare ogni volta che una banca di deposito delle sementi perde parte o l´insieme delle sue collezioni, ma dobbiamo concentrarci in primo luogo su come scongiurare le catastrofi. Le banche genetiche delle colture sono la nostra prima e migliore linea di difesa, ma un fattore banale come un congelatore mal funzionante potrebbe rovinare una collezione che tra 10 anni potrebbe dimostrarsi decisiva per evitare una crisi alimentare". Il Fondo mondiale per la diversità delle colture collabora con il governo norvegese. A gestire il deposito, la cui costruzione è costata più di 6 milioni di euro, è il Nordic Genetic Resource Center, in Svezia. Per maggiori informazioni, visitare: Global Crop Diversity Trust: http://www.Croptrust.org/  Svalbard Global Seed Vault: http://seedvault.No/    
   
   
IL POLLO: DA ANIMALE SELVATICO AD ANIMALE DA CARNE  
 
Un team composto da scienziati provenienti da diversi paesi e coordinato dagli scienziati dell´Università di Uppsala (Svezia) ha ottenuto un risultato storico negli studi genetici dedicati agli animali domestici, riuscendo a dimostrare l´evoluzione genomica dei polli moderni. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature. L´addomesticamento di piante e animali da parte degli esseri umani, allo scopo di potersi stabilire in un posto dove poter allevare animali e dedicarsi all´agricoltura, è uno dei fattori che ha più determinato lo sviluppo della civiltà moderna. Prima di dedicarsi all´agricoltura gli esseri umani erano perlopiù dediti all´attività di caccia e raccolta e si spostavano da un posto all´altro alla ricerca di animali per ricavarne carni e pelli e di piante e radici da raccogliere. Lo studio dell´Università di Uppsala descrive come un allevamento di tipo selettivo abbia portato i polli selvatici a diventare uno degli alimenti più diffusi. Il pollo, oltre ad essere forse la carne più diffusa, costituisce la fonte più importante ed economica di proteine animali. All´inizio del Xx secolo, si allevavano galline da uova e da carne. Proprio questo fattore ha permesso di migliorare in modo significativo la produttività di questi animali. Il coordinatore del team che ha condotto la ricerca, il professor Leif Andersson dell´Università di Uppsala ha dichiarato: "La strategia attuata per studiare quattro razze di galline da uova e da carne ci ha consentito di individuare variazioni genetiche di estrema importanza per l´addomesticamento dei polli nonché variazioni che hanno rivestito un ruolo essenziale per lo sviluppo delle varie razze da uova o da carne". La sequenza del genoma del pollo è stata identificata nel 2004 da un team di ricerca cha ha utilizzato un unico genoma femminile appartenente al Gallo rosso della giungla (Gallus gallus), il progenitore dei polli moderni. Il progetto costa milioni di dollari. Per questo ultimo studio i ricercatori hanno utilizzato tecniche di sequenziamento del genoma sviluppate negli ultimi anni: la scelta di sfruttare queste tecniche ha permesso loro di utilizzare un budget di molto inferiore a quello previsto per il progetto originario. Nell´ambito della ricerca è stato effettuato il sequenziamento del genoma della specie Gallus gallus e di altre otto popolazione dei moderni polli domestici. "È il primo studio in assoluto in cui è stata analizzata la diversificazione genetica all´interno di una stessa popolazione e tra popolazioni diverse sulla base dell´intero genoma", ha affermato Michael Zody, ricercatore presso il Broad Institute (Stati Uniti). "Le nuove tecnologie di sequenziamento ci consentono oggi di trattare importanti aspetti biologici impossibili da studiare fino a qualche anno fa". Quando gli animali vengono allevati allo scopo di migliorarne i geni, si verifica quella che viene definita "scopa selettiva" (selective sweep): un fenomeno per cui una mutazione genetica favorevole diventa una costante all´interno di una specie. I ricercatori hanno evidenziato che questo fenomeno ha interessato i geni Tshr (thyroid stimulating hormone receptor) dei polli. Nei vertebrati questi geni rivestono un ruolo fondamentale per la regolazione metabolica e le tempistiche di riproduzione in risposta alle variazioni della lunghezza delle giornate. Negli animali selvatici questi processi sono rigidamente controllati per evitare la sovrappopolazione di una determinata specie. Nei polli moderni, invece, questi meccanismi sono stati alterati in misura sostanziale per permettere che la deposizione delle uova possa avvenire lungo l´intero corso dell´anno. "La scoperta che ogni pollo domestico analizzato nell´ambito dello studio (appartenenti a popolazioni provenienti dai posti più disparati: dalla Svezia alla Cina) presenti una mutazione della proteina Tshr lascia presupporre, con un buon margine di certezza, che questa variazione genetica abbia rappresentato un passo importante nell´evoluzione dei polli domestici", ha detto il Professor Andersson. Una seconda "scopa selettiva" ha invece riguardato il gene Tbc1d1 che in passato era stato associato all´obesità degli esseri umani. La proteina Tbc1d1 è coinvolta nella regolazione dell´assorbimento del glucosio da parte delle cellule muscolari. "Il nostro studio dimostra che miliardi di polli da carne in tutto il mondo presentano una forma mutante del gene Tbc1d1. Ora aspettiamo con ansia di scoprire la mutazione causativa che ha interessato il locus e di rivelare il meccanismo molecolare che influisce sulla crescita", ha dichiarato il dott. Carl-johan Rubin dell´Università di Uppsala. "Il nostro studio ha implicazioni dirette per l´allevamento e sottolinea l´importanza dei polli domestici in qualità di organismi modello da utilizzarsi nell´ambito della ricerca biomedica poiché ci permettono di evidenziare i geni associati alle mutazioni dei tratti fenotipici", conclude il professor Andersson. Per maggiori informazioni, visitare: Nature: http://www.Nature.com/  Uppsala University: http://www.Uu.se/  Broad Institute: http://www.Broadinstitute.org/    
   
   
DISTRETTI AGRICOLI LOMBARDI, APERTO IL PRIMO BANDO: NUOVO STRUMENTO DI SVILUPPO PER LE IMPRESE RURALI  
 
Milano - Regione Lombardia punta sui distretti agricoli come ulteriore strumento per lo sviluppo del settore. Con decreto regionale di ieri è stato aperto il primo bando relativo ai distretti agricoli in Lombardia, che ne stabilisce i requisiti per l´accreditamento definendo procedure, modulistica e documentazione, tempi di presentazione delle domande di accreditamento e ruoli. L´assessorato all´Agricoltura stanzierà, per il 2010, 300.000 euro da destinare ai progetti idonei. "I distretti agricoli - spiega l´assessore all´Agricoltura, Luca Daniel Ferrazzi - rappresentano una forma di aggregazione e di promozione dell´attività del territorio su cui Regione Lombardia punta fortemente". Sono le stesse imprese le protagoniste del percorso di valorizzazione territoriale e delle produzioni potendo presentare, attraverso un capofila designato mediante un accordo di partnership, la domanda di accreditamento, contenente finalità, obiettivi, caratteristiche del distretto proposto e prospettive di attività. Alla proposta di distretto possono aderire le imprese agricole e agroalimentari, i consorzi e le società consortili costituite da imprese agricole o operanti nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, le imprese a partecipazione mista pubblico-privato operanti in filiere agricole e le imprese operanti in filiere collegate all´attività agricola come il turismo e l´artigianato, ma anche tutto l´indotto fortemente collegato alle filiere. La caratteristica essenziale per l´accreditamento del distretto è che sia costituito unicamente da imprese, in particolare quelle strutturate in forma di "reti d´impresa", mentre gli enti pubblici accompagnano e indirizzano l´attività con azioni informative e di stimolo sul territorio, attivando interessi e sinergie. "Regione Lombardia - continua l´assessore Ferrazzi - crede fortemente in questa forma di aggregazione che in altri settori economici ha dimostrato di poter essere di grande aiuto per uno sviluppo competitivo e che pertanto vorremmo applicare con successo anche per l´agroalimentare lombardo". "Pertanto - conclude Ferrazzi - verranno premiati i progetti più innovativi: mi auguro quindi che il mondo produttivo risponda con proposte di costituzione di distretti che abbiano caratteristiche di qualità, innovazione e ricerca e in grado di esaltare in un´ottica di sistema sia il territorio di provenienza, sia la specifica eccellenza produttiva promossa". Le domande di accreditamento possono essere presentate fino al 30 giugno  
   
   
SVILUPPO RURALE, GIUNTA REGIONALE UMBRA AVVIA PROGETTO “BANDA LARGA”  
 
Perugia - Prende il via in Umbria il progetto per la realizzazione di infrastrutture a banda larga nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale (Psr) 2007/2013. La Giunta regionale ha affidato, alla società pubblica Centralcom, l’incarico per la redazione di un progetto preliminare per la realizzazione di infrastrutture di backhaul nell’area est della regione, in corrispondenza degli “anelli” 1’ e 2’ individuati nel Psr, prevedendo la verifica delle “aree bianche” interessate. La Giunta ha inoltre deciso di avviare la procedura di “Avviso per consultazione pubblica” finalizzata ad individuare operatori economici interessati all’acquisizione dei diritti d’uso (Iru) di coppie di fibra ottica o di cavidotti nelle aree rurali sedi dell’intervento. Il progetto di banda larga nell’agricoltura umbra è finanziato con fondi comunitari del Prs pari alla somma di oltre 3milioni e 600mila euro.  
   
   
LOMBARDIA: 1,4 MLN PER PROMOZIONE AGROALIMENTARE  
 
Milano - Ammonta a 1,4 milioni di euro il contributo che l´assessorato all´Agricoltura della Regione Lombardia ha destinato alla promozione delle eccellenze agroalimentari lombarde. I fondi serviranno a finanziare le 37 domande provenienti da aziende, consorzi di produttori e associazioni, rappresentative delle principali filiere produttive lombarde: dai vini ai formaggi, dai salumi alle carni. "Si tratta -commenta l´assessore all´Agricoltura Luca Daniel Ferrazzi - di un importante contributo che si somma alle numerose azioni regionali a sostegno della qualità del nostro agroalimentare". "In questo particolare momento economico - continua Ferrazzi - durante il quale Regione Lombardia ha prontamente messo in campo ingenti risorse per sostenere l´agricoltura attraverso incentivi, contributi diretti, agevolazioni per l´accesso al credito, non va dimenticato che la promozione delle nostre eccellenze rappresenta anch´essa un modo per rispondere alle difficoltà di mercato, che nell´agroalimentare è fortemente concorrenziale". A questi contributi si aggiungeranno per il 2010 altri finanziamenti sulla misura 133 del Programma di Sviluppo Rurale, le cui domande sono in corso di istruttoria e genereranno ulteriori 1,25 milioni di euro. "Mi auguro che questi contributi - conclude Ferrazzi - possano consentire al Made in Lombardy di conquistare ancora più spazio sulle tavole non solo della nostra regione, ma anche in Italia e nel mondo, facendo conoscere e apprezzare il valore dei nostri tanti buoni prodotti: dalla Bresaola di Valtellina al Gorgonzola, dal riso ai grandi vini, dal Grana Padano al Salame di Varzi: un elenco che potrebbe continuare a lungo e rappresenta un gustoso invito ai consumatori". Di seguito i soggetti ammessi e il contributo assegnato: Ente Vini Bresciani: 107.160 euro; Aop Lombardia: 48.040 euro; Consorzio Bresaola della Valtellina: 50.000 euro; Strada dei vini e Sapori del Garda: 9.600 euro; Cantine della Valntenesi e della Lugana: 50.000 euro; Cons.tut. Formaggella del Luinese: 80.000 euro; Cons. Tut. Franciacorta: 50.000 euro; Strada del vino Colli dei Longobardi: 8.960 euro; Consorzio Pavia Export. 55.050 euro; Ass. Strada dei vini e sapori Mantovani: 37.920 euro; Cons.tute. Vino San Colombano: 20.700 euro; Ass. Strada del Gusto Cremonese: 41.000 euro; Ass. Strada del vino Franciacorta: 14.460 euro; Assofloro Lombardia: 45.600 euro; Cons. Tut. Gorgonzola: 50.000 euro; Latteria Soresina: 50.000 euro; Movimento turismo del vino lombardo: 50.000 euro; Cons. Export 3p.It: 15.750 euro; Cons. Tut. Vini mantovani: 27.000 euro; Cons. Tut. Moscato di Scanzo: 15.150 euro; Cons. Tut. Salame di Varzi: euro 15.000 euro; Cons. Tut. Lugana. 50.000 euro; Cons. Tut. Mele di Valtellina: 39.000 euro; La Versa Spa: 50.000 euro; Fondazione Minoprio: 46.375 euro; Strada del vino e dei sapori di Valtellina: 11.750 euro; Donne in campo Lombardia: 11.250 euro; Associazione strada riso mantovano: 19.500 euro; Ass strada del vino e sap. Oltrepo Pavese: 22.500 euro; Cons. Agrituristico mantovano: 41.233 euro; Latteria Soc. Mantova. 8.000 euro; Latteria Sociale Valtellina: 37.500 euro; Strada del vino S. Colombano e dei Sapori lodigiani: 43.750 Casearia bresciana: 47.500 euro; Cons. Ab commercio carni: 22.500 euro; Ass. Strada del vino e sapori Valcalepio: 26.750 euro e -Cons. Export Confagricoltura Lombardia: 14.450 euro.  
   
   
CONSORZIO DEL PROSCIUTTO TOSCANO: RINNOVATE LE CARICHE SOCIALI  
 
Firenze - Il Consorzio del Prosciutto Toscano comunica il rinnovo del Consiglio d’Amministrazione che, per il prossimo triennio, sarà composto da nove membri uno dei quali, per la prima volta, appartenente alla categoria dei “Porzionatori e confezionatori”. E’ stato eletto Presidente Fabio Viani che raccoglie l’eredità di Aldo Neri che ricoprirà il ruolo di Vice-presidente. Gli altri Consiglieri sono Cappellini Giovanni, Renieri Filippo, Ludovici Cristiano, Corti Gabriele, Mugnaioli Giuseppe, Ghelli Maurizio e Ziveri Mauro. “Ringrazio il Consiglio per la fiducia, – afferma il neo Presidente Viani – mi impegnerò con determinazione e con la collaborazione di tutti i consiglieri per consolidare ed implementare l’ottimo lavoro fatto fino ad oggi”. Il Consorzio ha chiuso il 2009 con un trend positivo che dimostra il crescente interesse ed apprezzamento per il Prosciutto Toscano Dop. Infatti la produzione del 2009 è cresciuta dell’8,1% rispetto al 2008, superando le 2.500 tonnellate, con un valore al consumo di oltre 42 milioni di euro. Sul fronte del preconfezionato nel 2009 sono state prodotte circa 2.330.000 vaschette, con una crescita dell’1% rispetto al 2008; la crescita del settore conferma l’apprezzamento da parte del consumatore anche del prodotto preconfezionato. Da sottolineare che il prodotto offre all’acquirente finale una garanzia circa l’identificazione delle confezioni. Inoltre, le operazioni di affettamento avvengono sotto il rigoroso controllo dell’Organismo preposto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e solamente all’interno della Regione Toscana.  
   
   
AGRICOLTURA IN VALLE D’AOSTA: I PAGAMENTI DELLE MISURE COFINANZIATE DALLO STATO ITALIANO E DALL’UNIONE EUROPEA  
 
L’assessore all’agricoltura e risorse naturali Giuseppe Isabellon comunica che martedì 9 marzo l’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) ha provveduto alla corresponsione delle spettanze a mille 511 beneficiari valdostani aderenti al Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013. In particolare, sono giunte a liquidazione mille 401 domande legate ai Pagamenti agroambientali dell’annualità 2007 e di 104 domande connesse alle Indennità compensative degli svantaggi naturali a favore degli agricoltori delle zone montane, sempre per l’annualità 2007. Ad esse si aggiungono quattro beneficiari aderenti alla misura di Insediamento di giovani agricoltori e due legati al Prepensionamento degli imprenditori e dei lavoratori agricoli. Il totale erogato ammonta a 3 milioni 446 mila 102 euro, di cui 1 milione 500 mila euro a carico dell’Unione europea. «Con questo nuovo passo – sottolinea l’Assessore Isabellon – procede la campagna di normalizzazione della situazione dei pagamenti delle misure cofinanziate dallo Stato Italiano e dall’Unione europea. Questo costituisce il primo frutto dei protocolli di lavoro predisposti in occasione della visita in Valle d’Aosta dei vertici Agea, nel febbraio scorso, e permetterà di giungere a un positivo compimento delle campagne pregresse fin dai prossimi mesi».  
   
   
PRODUZIONE 2009 DEL PROSCIUTTO DI MODENA DOP: CIRCA 150.000 COSCE MARCHIATE IL PREAFFETTATO IN FORTE CRESCITA: +24%  
 
La produzione di Prosciutto di Modena Dop nel corso del 2009 ha raggiunto il numero di circa 150.000 cosce marchiate, per un valore di 10 milioni di Euro. “E’ importante sottolineare che il Prosciutto di Modena è riuscito a mantenere un prezzo di mercato stabile a differenza di altri prosciutti che hanno sofferto della negativa congiuntura economica. Questo grazie sia al contenimento della produzione e sia alle politiche volute dal Consorzio, che hanno puntato al miglioramento qualitativo del prodotto” – ha affermato Davide Nini, Presidente del Consorzio del Prosciutto di Modena. “Il nostro è l´unico prosciutto Dop con una stagionatura minima di 14 mesi. Questo lo rende un prodotto particolarmente profumato e con un aroma intenso. Abbiamo cambiato il Disciplinare tre anni fa e da oltre un anno il consumatore ha potuto apprezzare questa nostra scelta.” ha proseguito il Presidente. Il preaffettato ha registrato un +24%, con oltre 1.200.000 vaschette prodotte. “Le vaschette hanno il vantaggio di rivolgersi a una clientela giovane e non solo, per la loro praticità. Il consumatore preferisce oggi non avere l’obbligo di mettere subito in tavola quanto acquistato, ma di differire il consumo a seconda della voglia e della necessità. Ha la certezza di avere sempre disponibile in frigorifero un alimento buono, sano e di facile utilizzo” ha sottolineato Nini. Il prosciutto di Modena dop, principalmente apprezzato in Emilia Romagna, Toscana, Marche e Puglia, inizia a essere conosciuto in tutta Italia, grazie alle campagne promozionali organizzate da importanti catene della Gdo. Le particolari caratteristiche organolettiche e qualitative del Prosciutto di Modena rispondono ai seguenti requisiti: forma a pera, con esclusione del piedino ottenuta con l´eliminazione dell´eccesso di grasso mediante rifilatura e asportazione di parte delle cotenne e del grasso di copertura; peso minimo stagionato non inferiore a 7 Kg., di norma ricompreso fra gli 8 e i 10 Kg.; colore rosso vivo del taglio; sapore sapido ma non salato; aroma gradevole, dolce e intenso Inoltre il Prosciutto di Modena per il suo contenuto minerale e vitaminico, ed il suo limitato contenuto di colesterolo, inferiore ad altri tipi di carni, rappresenta un alimento più che bilanciato nell´apporto di grassi e proteine. Consorzio del Prosciutto di Modena Attualmente il Consorzio del Prosciutto di Modena conta 12 aziende consorziate (11 produttori e un confezionatore), con una potenzialità produttiva complessiva di 1.500.000 pezzi circa, dei quali circa 150.000 a Denominazione di Origine Protetta. La produzione di prosciutto stagionato “Modena” avviene in prosciuttifici di diverse dimensioni, per lo più contenute, ma con identiche modalità. L´attività del Consorzio è finalizzata alla promozione e valorizzazione del Prosciutto di Modena ed in particolare al mantenimento ed alla salvaguardia delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali del prodotto per fornire al consumatore le garanzie di salubrità e genuinità richieste ad un prodotto tipico.  
   
   
PIÙ RISORSE NEL BANDO DEGLI INDIGENTI PER IL PECORINO ROMANO DOP  
 
Cagliari - Quest´anno nel Programma nazionale di aiuti per le fasce più deboli della società ci sarà più Pecorino Romano Dop. Grazie al lavoro di mediazione dell´assessorato regionale dell´Agricoltura, il ministero delle Politiche agricole ha dato il via libera all´incremento di risorse destinate a una delle eccellenze dell´agro-alimentare della Sardegna. Rispetto al 2009, lo stanziamento potrà contare su 1 milione di euro in più, raggiungendo la somma complessiva di 9,3 milioni di euro. Soddisfatto l’assessore Andrea Prato: "Nonostante la sensibile riduzione dei fondi comunitari a disposizione per il comparto lattiero-caseario, abbiamo lavorato per assicurare un incremento di finanziamento per il Pecorino Romano sul bando per gli indigenti di Agea (Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura). È un risultato positivo per tutti, soprattutto per i nostri produttori ovini. Ringrazio per la sua sensibilità il ministro Zaia, che ancora una volta ha dimostrato di essere attento alle esigenze del settore in un momento di profonda crisi dell´agro-zootecnia a ogni livello".  
   
   
OLTRE 380 MILA EURO PER FORMAZIONE E CONSULENZA: LA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA, NELL´AMBITO DEL PIANO DI SVILUPPO RURALE, HA PUBBLICATO UN BANDO CON PRIMA SCADENZA IL PROSSIMO 31 MARZO  
 
Ammontano ad oltre 380 mila euro le risorse che la Provincia nel 2010 ha stanziato per la formazione e la consulenza alle imprese agricole. Su proposta dell’assessore all’Agricoltura Roberta Rivi, la Giunta Provinciale ha infatti emanato un Avviso pubblico per la formazione in agricoltura con il quale verranno erogati contributi alle imprese agricole e forestali, a parziale rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di servizi di formazione, informazione e consulenza. La disponibilità finanziaria complessiva dell´avviso ammonta a circa 381.230, previste nel Piano di Sviluppo Rurale della Regione Emilia Romagna (misura 111 "Formazione professionale e azioni di informazione" e misura 114 "Consulenza aziendale"). “La realtà agricola odierna necessita di professionalità e specializzazione, pertanto è indispensabile fornire alle aziende gli strumenti adatti a rispondere alle aspettative di un settore economico e produttivo fondamentale per il nostro territorio" sottolinea l’assessore Rivi. "Il bando della Provincia di Reggio Emilia è un ulteriore intervento in questo senso e costituisce un cospicuo investimento per la crescita di competenze e professionalità" ha ribadito l´assessore, aggiungendo che "sostenere lo sviluppo di un sistema territoriale e valorizzarne le vocazioni significa anche favorire formazione e specializzazione. Le azioni che mettiamo a disposizione incrociano significativamente i progetti di quanti credono in un futuro di qualità per la nostra agricoltura”. “E’ da sottolineare che per questo bando abbiamo potuto già utilizzare una parte delle risorse aggiuntive che abbiamo ricevuto in assegnazione dalla Regione, come ‘premio’ all’efficienza nella spesa dello scorso anno - conclude l´assessore Rivi - e che sommiamo alle risorse residue dell’annualità 2008”. I servizi di formazione, informazione e consulenza previsti dal catalogo riguardano la condizionalità e il lavoro sicuro, l´agricoltura sostenibile e le politiche d’integrazione, il miglioramento del rendimento complessivo delle aziende agricole e forestali, i servizi competitivi a supporto delle produzioni. Le domande di contributo possono essere presentate fino al 15 dicembre 2010. La presentazione delle domande è già attualmente possibile, in particolare sono fissate tre scadenze annuali, per l’inserimento in corrispondenti specifiche graduatorie: prima graduatoria: 31 marzo 2010; - seconda graduatoria: 31 agosto 2010; - terza graduatoria: 15 dicembre 2010. Il bando è pubblicato sul sito internet della Provincia ( www.Provincia.re.it/ ). Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Servizio sviluppo economico, agricoltura e promozione del territorio, sede di via Gualerzi a Mancasale (zona fiera), telefono 0522.444 626.  
   
   
ALLE AZIENDE SUINICOLE SARDE 8 MILIONI PER COMBATTERE LA PESTE SUINA  
 
Otto milioni di euro per le aziende suinicole sarde che operano in zone ad altro rischio di peste suina. La somma è stata deliberata ieri (venerdì 12 marzo) dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore dell’Agricoltura, Andrea Prato, e sarà suddivisa per gli anni 2009-2012. Tra gli obiettivi del provvedimento: favorire il miglioramento dello stato sanitario degli allevamenti suini, tutelare la salute pubblica garantendo la sicurezza alimentare e contrastare il fenomeno del pascolo brado nei terreni pubblici. "La Regione, in particolare con azioni congiunte degli assessorati dell’Agricoltura, della Sanità e dell’Ambiente, sta attuando diverse iniziative per valorizzare le carni suine locali e i loro territori di origine - spiega l’assessore Prato - senza per questo non pensare a garantire la sicurezza di operatori e consumatori. Le risorse finanziarie della delibera vanno proprio in questa direzione e contribuiranno a eliminare la piaga dei pascoli abusivi, rilanciando la qualità dei nostri prodotti e l’allevamento del suino in stato semi-brado". Proprio nei giorni scorsi, ad Aritzo si era tenuto un incontro per fare il punto della situazione con gli amministratori locali e gli operatori della filiera suinicola titolari di aziende nei paesi montani della Sardegna.  
   
   
AGROALIMENTARE, MARCHIO DOP PER L´OLIO COLLINE DELL´UFITA. PUBBLICATO IL REGOLAMENTO SULLA GAZZETTA EUROPEA  
 
E´ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea dell’ 11 marzo 2010, il regolamento comunitario con il quale è stata ratificata la registrazione della denominazione "Irpinia - Colline dell´Ufita Dop" tra i marchi comunitari di protezione delle produzioni agroalimentari tipiche. E´ così terminato l´iter per il riconoscimento dell´ambito marchio per tutelare questo prestigioso olio extravergine d´oliva. Quella all´olio irpino è l´undicesima Dop (Denominazione di Origine Protetta) della Campania, ed è la quarta Dop regionale riservata gli oli, dopo quelle del Cilento, Penisola Sorrentina e Colline Salernitane. L´olio Dop Irpinia è ottenuto dalle olive delle varietà "Ravece". L´area geografica di produzione è riferita a 38 comuni dell´Avellinese, la maggior parte dei quali appartenenti all´area dell´Ufita. La superficie olivetata si aggira intorno ai 3.500 ettari, con oltre 9000 aziende produttrici. La produzione dell´olio è pari a circa 25.000 quintali all´anno che corrispondono a due terzi circa della produzione provinciale. Le aziende imbottigliatrici potenzialmente interessate alla produzione dell´olio Dop sono una trentina. Il fatturato medio annuo è stimato in 2,7 milioni di euro. "Con il riconoscimento definitivo della Dop all´Olio della Colline dell´Ufita - dice l´assessore regionale all´Agricoltura - andiamo a porre una nuova stella nel firmamento delle eccellenze agroalimentari campane. Il nostro comparto olivicolo esprime da anni prodotti di altissima qualità, e promuove un concorso come il Sirena d´Oro, che mette in competizione i più pregiati oli italiani. L´irpinia, e i suoi produttori olivicoli, da tempo meritava il marchio d´origine, vero e proprio premio per chi ogni giorno lavora al servizio della qualità".  
   
   
AGRICOLTURA FVG: FONDO DI ROTAZIONE EFFICACE STRUMENTO ANTICRISI  
 
Udine - Quaranta milioni di euro ´aggiuntivi´ per "continuare l´operazione di traghettamento del comparto agricolo al di là della crisi". L´agricoltura del Friuli Venezia Giulia reagisce infatti alle difficoltà del momento, e ha fruito e sta fruendo dei finanziamenti messi a disposizione dalla Regione attraverso il Fondo di rotazione agricolo, con la concreta collaborazione del sistema bancario del Friuli Venezia Giulia. Ma questa azione, proprio perché già testata nella sua efficacia, necessita ora di essere ulteriormente rilanciata. E´ questo il messaggio che l´assessore regionale alle Risorse Agricole, Naturali e Forestali, Claudio Violino, ha voluto trasmettere, ieri a Udine, nel tracciare un primo bilancio, concretamente positivo, dell´utilizzo delle misure anticrisi varate dalla Regione per il settore primario. L´amministrazione regionale, nell´arco di soli cinque mesi, è infatti stata in grado di accogliere e di liquidare 497 domande di prestito, erogando complessivamente 42 milioni e 286 mila euro. Altre aziende hanno inoltre seguito l´istruttoria prevista dalle banche, e le loro pratiche, per una somma superiore a tre milioni di euro, sono attualmente in fase di trasmissione al Fondo di rotazione. Si calcola che a tutt´oggi, comprese le garanzie emesse dalle banche nel contesto delle operazioni sul Fondo di rotazione, sia stato movimentato a favore delle aziende agricole del Friuli Venezia Giulia credito per oltre 70 milioni di euro. Attraverso il Fondo di rotazione, istituito con la legge 80 del 1982, in soli cinque mesi l´Amministrazione regionale ha dunque mobilitato a favore del settore rurale finanziamenti per 42 milioni di euro. Tale somma è stata destinata prevalentemente al consolidamento delle aziende primarie, nonché di quelle per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli. Si sono in questo modo dimostrate la concreta operatività e l´efficacia del Fondo di rotazione, nonché l´efficienza dell´apparato regionale. Tuttavia le domande in attesa di finanziamento, tenendo conto di quelle giacenti presso gli ispettorati dell´agricoltura, ammontano a quasi dieci milioni di euro, e l´afflusso delle stesse agli uffici regionali è costante e non accenna a diminuire. Per fare fronte a queste richieste, essendo già state impiegate nell´operazione anticrisi oltre ai 30 milioni originariamente stanziati dalla legge regionale 11/2009 (legge "anticrisi") anche le somme restituite al Fondo di rotazione dalle aziende per i prestiti pregressi, Violino ha annunciato di avere già richiesto l´immediato accesso alla somma di 10 milioni di euro stanziata dalla legge Finanziaria regionale per il settore primario. Parallelamente l´assessore ha anche chiesto di poter accedere ad altri 30 milioni di euro. Somma, quest´ultima, che rappresenta una parte delle ulteriori risorse del ´pacchetto anticrisi´ (il valore complessivo del quale ammonta a 400 milioni di euro), che la Regione ha istituito per consentire all´intero sistema economico del Friuli Venezia Giulia di superare il non facile momento economico. Se infatti le misure finora adottate hanno consentito di mettere in sicurezza il tessuto strutturale dell´agricoltura del nostro territorio, occorre puntare ora anche allo sviluppo delle aziende agricole. Ciò per consentire loro di stare al passo con l´evoluzione dei mercati, e dunque per far sì che l´operazione anticrisi abbia completo successo. Infatti, alla luce dei positivi risultati ottenuti, sono molte le aziende agricole che per ottenere finanziamenti in conto capitale per lo sviluppo, richiedono a loro volta di poter accedere al Fondo di rotazione, in conseguenza della concreta fruibilità dimostrata da tale strumento creditizio.  
   
   
PIOGGIA DI MISURE PER LO SVILUPPO RURALE SUL BUR TOSCANA IL PSR 2007-2013 RENDE PROGRESSIVAMENTE EFFETTIVI GLI STRUMENTI DI INTEVENTO CONTRIBUIRANNO ALL´AMMODERNAMENTO E ALLA RESA QUALITATIVA DEL SETTORE  
 
Con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana sono diventati esecutivi una serie di bandi per misure di intervento agricolo facenti riferimento al Piano di sviluppo rurale 2007-2013. Si tratta di interventi che spaziano dall´ammodernamento delle aziende agricole (misura 121) alla partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare (misura 132); dalla misura 112 per interventi finanziari tesi a facilitare l´inserimento di giovani nel settore agricolo al sostegno ad investimenti relativi alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli (misura 123a fase 3); infine due misure (la 122 e la 123b) a sostegno del miglioramento e della salvaguardia dei boschi toscani. Le date entro cui devono essere presentate le domande sono le seguenti: misura 121 entro il prossimo 15 aprile; misura 132 entro il prossimo 15 marzo; misura 112 entro il prossimo 30 aprile; misura 123a entro il prossimo 30 aprile; misure 122 e 123b entro il prossimo 15 aprile. I riferimenti integrali ai dispositivi di ciascun bando sono disponibili alla pagina relativa dello sviluppo rurale.  
   
   
BANDO PER VALORIZZARE LE CERTIFICAZIONI “BIO”, DOP ED IGP  
 
Con un Avviso Pubblico la Provincia di Reggio Emilia, in linea con le direttive regionali, intende erogare contributi ad imprenditori agricoli singoli ed associati a parziale rimborso delle spese sostenute per l’anno 2010 per la partecipazione a sistemi di qualità alimentare di cui alla Misura 132 ‘Partecipazione degli agricoltori a sistemi di qualità alimentare’, del Programma di Sviluppo Rurale (P.s.r.) 2007-2013. Tali contributi vengono concessi con priorità alle aziende che aderiscono all´agricoltura biologica. Oltre al sostegno per la partecipazione a sistemi di qualità alimentare con metodo biologico, il sostegno può essere concesso per la partecipazione agli altri sistemi di qualità previsti dall´art. 32 del Regolamento (Ce) 1698/2005 e specificati nel Psr (produzioni Dop ed Igp). Possono presentare domanda di contributo le imprese agricole e forestali la cui sede legale ricade nel territorio della Provincia di Reggio Emilia e iscritte all´Anagrafe delle Aziende Agricole. L´importanza di tale intervento è stata sottolineata dall´assessore all´Agricoltura della Provincia Roberta Rivi: "In questo modo promuoviamo la partecipazione degli agricoltori a sistemi di qualità alimentare" La disponibilità finanziaria, è pari, per l’anno 2010, ad Euro 82.436,68. La singola impresa può anche accedere all´aiuto per più sistemi di qualità simultaneamente. Il massimale di finanziamento, con riferimento alla singola impresa, è fissato in Euro 3.000,00 per anno solare, indipendentemente dal numero di sistemi di qualità ai quali partecipa o aderisce. Un´impresa può fruire dell´aiuto in funzione della partecipazione ad ogni sistema di qualità per un periodo massimo di 5 anni. L´intensità dell´aiuto è fissata nel 70% del costo effettivamente sostenuto dall´impresa all’organismo di certificazione per l´accesso e la partecipazione al sistema di qualità, per l’anno 2010. I termini della presentazione delle domande di pagamento per l´annualità 2010 sono già attivi e scadono al 31.03.2010. Per informazioni ci si può rivolgere all’U.o. Credito e Investimenti per l’agricoltura del Servizio Sviluppo Economico, Agricoltura e Promozione del Territorio della Provincia, ai numeri telefonici 0522/444.672 oppure 444.621.  
   
   
PRESENTATA LA SETTIMA EDIZIONE DE "I PIACERI DELLA CARNE". CON LA CARNE BOVINA DEL MONTEFELTRO SI ARRICCHISCE IL PATRIMONIO GASTRONOMICO DELLA PROVINCIA DI RIMINI  
 
Presentata l’ 11 marzo, nel corso di una conferenza stampa la settima edizione de “I piaceri della carne”, organizzata dalla Confesercenti di Pesaro e Urbino in collaborazione, per la prima volta quest’anno, con la Provincia di Rimini. All’iniziativa, che si svolge a cavallo tra le province di Rimini e Pesaro e Urbino, partecipano i comuni di Pennabilli, Novafeltria e Talamello, di recente passati a far parte della Provincia di Rimini. L’iniziativa, di promozione gastronomica, ha l’obiettivo di valorizzare e far conoscere la carne bovina del Montefeltro attraverso un itinerario nei ristoranti e nelle macellerie del territorio. L’assessore alle Attività Produttive della Provincia di Rimini, Jamil Sadegholvaad, nell’esprimere la sua soddisfazione, ha sottolineato come “con la carne bovina del Montefeltro si arricchisce ulteriormente il patrimonio gastronomico della provincia di Rimini.” Protagonista dell’edizione 2010 sarà la ricetta dell’involtino di carne con Prosciutto “Dop” Carpegna e Patate di Montecopiolo, proposta dai ristoranti aderenti a prezzo promozionale.  
   
   
PESCA: FEDERCOOPESCA, PROPOSTE PER TUTELARE PICCOLO STRASCICO COSTIERO IN ALTO ADRIATICO  
 
“Condivisione della necessità di una riduzione della pesca a strascico entro le tre miglia in alto Adriatico, ma rifiuto di norme che impongono tout cour la fine di un mestiere ed il tracollo economico degli operatori del comparto e dell’indotto”. Questo in sintesi l’intervento della Federcoopesca-confcooperative nell’ambito del ciclo di consultazioni avviato dalla Commissione Agricoltura della Camera sull’emergenza del piccolo strascico costiero nord Adriatico, che si concluderà martedì prossimo con l’audizione del Sottosegretario Buonfiglio. Crisi legata – ricorda l’associazione- al divieto a partire dal 31 maggio 2010 dell’esercizio della pesca con attrezzi trainati sotto costa. Queste le proposte operative presentate dall’associazione, condivise dall’onorevole Corrado Callegari (Lega Nord) e recepite dal presidente della Commissione, Paolo Russo (Pdl): differire per un periodo di 6-12 mesi l’entrata in vigore delle norme del Regolamento Mediterraneo per consentire anche per la pesca ai cefalopodi l’ammissione alla deroga;autorizzare l’uso di attrezzi trainati, tradizionalmente consentiti, anche se vi possono essere altri sistemi di pesca per la cattura della stessa risorsa. La redazione del Piano di Gestione – secondo Federcoopesca- deve prevedere espressamente gli obiettivi di riduzione dello sforzo di pesca, da conseguire nell’arco temporale di un triennio, mediante una riduzione delle giornate o del numero delle imbarcazioni salvaguardando quelle di dimensioni più contenute. Importanti anche – secondo l’associazione- le misure di accompagnamento quali:arresto definitivo e utilizzo della piena gamma degli ammortizzatori sociali; limitati interventi di ammodernamento delle imbarcazioni; verifica della possibilità di utilizzo di ulteriori postazioni di pesca fissa con attrezzi passivi; accompagnamento e formazione dei pescatori verso sistemi alternativi di cattura della seppia; diversificazione verso attività integrative.  
   
   
CARCIOFO SPINOSO DI SARDEGNA, IL MINISTERO SBLOCCA PROCEDURA PER IL MARCHIO DOP  
 
Nuovo e decisivo passo in avanti per il riconoscimento della Denominazione di origine protetta per il Carciofo spinoso di Sardegna. Il Ministero delle Politiche agricole, dopo il lavoro di mediazione da parte dell’assessore regionale dell’Agricoltura, Andrea Prato, ha riammesso la procedura e ora sarà la Commissione europea a decidere sull’ottenimento del marchio. Nel frattempo, il Consorzio di tutela potrà inoltrare nuovamente la domanda per avere dal Ministero la cosiddetta “protezione transitoria”, che consente ai produttori di commercializzare il prodotto come Dop soltanto sul territorio nazionale, in attesa del marchio comunitario. La procedura è stata riammessa dal Ministero al termine di un vertice al quale ieri ha partecipato l’assessore dell´Agricoltura. "Abbiamo lavorato - spiega Prato - per rimuovere tutti gli ostacoli alla pratica di riconoscimento che, per troppo tempo, era rimasta bloccata. Ora attendiamo con fiducia il parere che arriverà da Bruxelles. Sarà l’ultimo e decisivo passaggio per fregiare finalmente del marchio Dop uno dei prodotti così identificativi della nostra cultura agro-alimentare".  
   
   
IL MONDO DEL BIOLOGICO A FIANCO DEGLI AGRICOLTORI DI CASTEL VOLTURNO IL 18 MARZO SI COSTITUISCE LA PRIMA COOPERATIVA DI LIBERA TERRA IN CAMPANIA. I PROTAGONISTI DEL BIOLOGICO ITALIANO PARTECIPERANNO CON L’OBIETTIVO DI PROMUOVERE UN’AGRICOLTURA PULITA  
 
 Insieme a Libera per promuovere la cultura del biologico fra gli agricoltori del casertano. Succede il 18 marzo, a Castel Volturno, in occasione della costituzione della prima cooperativa di Libera in Campania: i principali rappresentanti del panorama biologico italiano di qualità (organizzazioni di agricoltori, di distributori specializzati, di certificatori) si incontreranno con gli allevatori e gli agricoltori locali presso la sede della nuova cooperativa, la Fattoria "Le terre di don Peppe Diana - Libera Terra" (via Pietro Pagliuca, traverso Via del Cigno) a partire dalle ore 10,00. “Un incontro per incoraggiare il progetto, offrire il proprio contributo alla conversione verso il biologico e appoggiare l’idea che un´altra agricoltura e un lavoro diverso, utile, onesto e legale in Campania è possibile e bello, oltre che indispensabile” spiega Lucio Cavazzoni, presidente di Alce Nero & Mielizia. Protagonisti della giornata saranno Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, l’Associazione “Comitato Don Peppe Diana” (promotore della nuova cooperativa), l’Agenzia cooperare con Libera Terra e gli agricoltori e allevatori del territorio. “Più nel dettaglio, tre sono i principali obiettivi dell’incontro – spiega Cavazzoni -: contribuire a dare credibilità alla nuova cooperativa in corso di costituzione; offrire una visione prospettica agli allevatori e agricoltori del territorio che intendono scegliere l’agricoltura biologica; dare, infine, significato alla presenza del biologico in questo territorio, dimostrando che la produzione biologica rappresenta una realtà economica credibile e possibile, alternativa ad ogni inquinamento, protettiva oltre che della salute umana, anche della terra e dell’acqua”. Partecipano ai lavori Lucio Cavazzoni, presidente di Alce Nero & Mielizia; Gaetano Paparella presidente di Icea; Roberto Zanoni, direttore commerciale di Ecornaturasì; Lino Nori, presidente di Ccpb; Paolo Steccanella, presidente di Brio; Giovanni Di Costanzo, presidente di Bioitalia; Gianluca Faraone, amministratore delegato di Libera Terra Mediterraneo; Nino Pascale, presidente di Slow Food Campania; Enrico Fontana di Libera; Paolo Carnemolla, presidente di Federbio; Andrea Ferrante, presidente di Aiab. La costituenda cooperativa sociale "Le Terre di don Peppe Diana - Libera Terra" gestirà i beni confiscati nei comuni di Cancello ed Arnone, Carinola, Castel Volturno, Pignataro Maggiore e Teano e la sua nascita si inserisce nel progetto "La mozzarella della legalità", finanziato dalla Fondazione per il Sud.  
   
   
SAGRA E CONGUSTO: L’OLIO FA SCUOLA …DI CUCINA. DALLA COLLABORAZIONE DELLE DUE ECCELLENZE ITALIANE NASCONO I LABORATORI TEMATICI PER USARE E SCOPRIRE IL GUSTO DELL’OLIO SAGRA  
 
Colore, profumo, gusto… la cucina non sarebbe la stessa senza olio. Sagra, grazie alla sua ampia offerta di oli di alta qualità, affiancherà Congusto con la fornitura dei suoi prodotti per le lezioni di cucina che animeranno la scuola nel corso del 2010. I laboratori didattici e operativi per imparare a riconoscere e utilizzare al meglio le varietà di olio Sagra, attraverso un percorso di valorizzazione dei piatti e di educazione del palato, per approdare all’uso dell’olio giusto per ogni tipo di pietanza. Lo chef Fabio Castiglioni guiderà gli allievi di Congusto alla scoperta dei segreti di uno degli alimenti più preziosi per il proprio benessere attraverso dimostrazioni e assaggi in una lezione di approfondimento intitolata: Tutto il gusto dell’olio. Per conoscere attraverso la gamma completa di Sagra le proprietà di uno degli ingredienti indispensabili in cucina, capace di esaltare ed arricchire di sapore le ricette di qualsiasi menù, semplice o elaborato. Una sinergia che parla di eccellenza. Sagra, nota e riconosciuta marca di oli extravergine di oliva, oli d’oliva e oli di semi di alta qualità, e la scuola Congusto, una delle migliori scuole di cucina: due realtà italiane al servizio del piacere del palato e dell’arte culinaria.  
   
   
RICETTE IN CUCINA CON LE ERBE AROMATICHE DI RICOLA  
 
Sin dal 2007 anno di nascita di cookingshop.It, il portale dedicato interamente alla cucina, Ricola è tra i partners che hanno scelto di contribuire attivamente alla sua realizzazione fornendo notizie sui propri prodotti e sulle attività aziendali, aderendo e compartecipando alle molte occasioni di aggregazione offerte dalla community, sponsorizzando il contest di cucina che ha portato alla realizzazione del calendario “12 cuochiminuti-2010”. Cookingshop.it, la piattaforma più gustosa e spiritosa del web, dall’anno scorso ha incluso tra le referenze anche l’introvabile barattolone da 1 kilo di cristalli di zucchero alle erbe svizzere. Ricola aderisce con molto piacere anche alla nuova iniziativa promossa da cookingshop: i corsi dal vivo nella nuovissima e attrezzatissima cucina a Bresso di cookingshop, condotti da Marco Perucco, esperto di articoli casalinghi, e sotto la guida dello Chef Alberto Broggini del Ristorante Annetta di Varese. Il corso naturalmente prediletto da Ricola si svolgerà il 19 maggio ed ha il suggestivo titolo: Le erbe. Come rendere i nostri piatti memorabili con l’utilizzo delle erbe aromatiche. La serata prevede la realizzazione da parte dello Chef di cinque portate e in quell’occasione verranno insegnate le tecniche di gestione degli ingredienti, l’uso degli utensili di cucina impiegati per la realizzazione, la tecnica di preparazione dei piatti e delle portate per arrivare sino all’assaggio.  
   
   
A BERTIOLO SU UNICA DOC FRIULI  
 
Bertiolo - Un´unica Doc Friuli che raggruppi le otto zone a denominazione di origine Controllata e la Docg del Friuli Venezia Giulia, in modo da poter razionalizzare la promozione del vigneto regionale; un fronte comune per contrastare il tentativo di demonizzare l´alimento vino, in atto all´interno della Ue; la disponibilità in capo all´Ersa di utilizzare entro breve sei dei dieci milioni di euro che serviranno per la promozione del Friulano, il nuovo nome del vino Tocai; l´occasione di crescita, specialmente per la viticoltura di pianura, della Doc del Prosecco. Questi i principali temi dell´intervento, il 13 marzo, dell´assessore regionale alle Risorse Agricole, Naturali, Forestali, Claudio Violino, a conclusione della cerimonia inaugurale della 61.A Festa del vino di Bertiolo, la fiera tradizionale che apre la stagione dei concorsi enologici del Friuli Venezia Giulia. Violino, dopo avere portato il saluto del presidente della Regione, Renzo Tondo, impegnato assieme al presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, in una visita alle comunità di emigrati friulani in Argentina, ha esordito lanciando un grido d´allarme rivolto al mondo enologico regionale: in seno alla Unione Europea si sta tentando di far considerare il vino come una droga, al pari delle sostanze psicotrope. Il vino, invece, come ha detto l´assessore, è innanzitutto un alimento. E occorre imparare a conoscerlo e a degustarlo, in quanto, nei suoi profumi e sapori, reca i caratteri del nostro territorio. "Va degustato in dosi moderate - ha precisato Violino - in quanto bevuto con consapevolezza rappresenta un piacere della vita". Proprio dal primo appuntamento della tradizione enologica friulana, la Festa del vino di Bertiolo, Violino ha voluto lanciare un appello agli amministratori, agli operatori del settore, alla stampa, affinché essi trasmettano, compatti, questo concetto alla pubblica opinione. Dalla considerazione del vino come veicolo di tradizione, ma anche elemento importante dell´economia regionale, l´assessore ha poi sviluppato un´altra considerazione. Ha infatti ripreso l´intervento dell´assessore provinciale all´Agricoltura, Daniele Macorigh, che l´aveva preceduto sostenendo l´esigenza di assegnare l´unica denominazione Friuli ai vini dell´intero territorio, e di comunicare l´area vocata all´enologia compresa tra le Doc Aquileia, Annia e Latisana con la nuova denominazione di Riviera Friulana. "Non è più pensabile - ha precisato Violino - che ognuna delle zone Doc del Friuli Venezia Giulia promuova autonomamente la propria realtà". Occorre infatti razionalizzare la spesa, rendendo nel contempo più efficace la comunicazione dell´intero vigneto regionale con un unico marchio. Infine, Violino ha voluto rassicurare i produttori sulla disponibilità dei fondi per la promozione del Friulano. Tre milioni di euro sono infatti già a disposizione dell´Ersa, l´Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, incaricata di curarne la promozione. Altri tre milioni saranno trasferiti entro breve, dalla direzione centrale delle Risorse Agricole, sempre all´Ersa. Si tratta dunque di sei milioni di euro, che saranno presto spendibili per valorizzare l´intero settore agroalimentare della regione. All´intervento di Violino ha poi fatto eco il presidente dell´Assoenologi del Friuli Venezia Giulia, Rodolfo Rizzi, per sostenere a sua volta con fermezza la proposta dell´unica Doc Friuli. L´inaugurazione della Festa del vino di Bertiolo, presenti tra gli altri la vicepresidente del Consiglio regionale, Anna Menosso, il consigliere regionale Franco Iacop, l´onorevole, Ivano Strizzolo, oltre che per la premiazione della 27.A mostra concorso vini, alla quale hanno partecipato 45 aziende con 253 campioni enologici, è stata occasione per la consegna del premio Friulano dell´anno, assegnato al comandante della pattuglia acrobatica Frecce Tricolori, Marco Lant e consegnato dal presidente mondiale onorario degli enologi, Piero Pittaro.