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GIOVEDI

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Notiziario Marketpress di Giovedì 01 Aprile 2010
SCIENZIATI OTTENGONO UN ECCEZIONALE RACCOLTO DI POMODORI  
 
Alcuni ricercatori finanziati dall´Ue hanno identificato una mutazione che può rendere i pomodori più gustosi e far aumentare la produzione di fino al 60%. I risultati dello studio, pubblicato online sulla rivista Nature Genetics, potrebbero avere entusiasmanti implicazioni per il settore dell´agricoltura. La ricerca, condotta da scienziati in Israele e negli Stati Uniti, ha ricevuto fondi dall´Ue attraverso il progetto Eu-sol ("High quality solanaceous crops for consumers, processors and producers by exploration of natural biodiversity"), che è finanziato nell´ambito dell´area tematica "Qualità e sicurezza alimentare" del Sesto programma quadro (6° Pq) con ben 18,7 milioni di euro. Lo scopo di questo studio era quello di esaminare il fenomeno del vigore dell´ibrido, conosciuto anche come eterosi, che si riferisce al fatto che la prole di individui geneticamente diversi tende a essere superiore (per es. Aumento di statura o di produttività) rispetto alla prole di individui geneticamente simili. Il vigore dell´ibrido fu osservato per la prima volta da Charles Darwin, che pubblicò un autorevole volume sull´argomento nel 1876, e ha aiutato gli agricoltori a ottenere molte colture particolarmente produttive come il frumento e il riso. Nonostante la sua ovvia importanza per l´agricoltura però non sappiamo ancora bene il perchè gli ibridi risultino migliori. Secondo una teoria questo avviene perchè nell´inbreeding si accumulano mutazioni nocive che sono però nascoste dall´ibridazione. "Un´altra teoria per spiegare l´eterosi, sostenuta dalla nostra scoperta, ipotizza che il maggior vigore proviene da un singolo gene - un effetto detto "superdominanza" o "overdominanza"," ha spiegato il dott. Zach Lippman del Cold Spring Harbor Laboratory (Cshl) negli Stati Uniti. Il team ha esaminato un´enorme raccolta di 5000 piante di pomodoro mutanti, ognuna delle quali aveva una singola mutazione riguardante diversi aspetti della crescita del pomodoro, come le dimensioni del frutto o la forma della foglia. Hanno quindi creato ibridi incrociando ogni mutante con la sua controparte sana e hanno cercato le piante che mostravano una grande produttività. Hanno così identificato un mutante che, se incrociato con una pianta non mutante, risultava in un ibrido con altissimo rendimento. Si è scoperto che l´ibrido aveva una copia sana e una copia mutata di un gene chiamato Single Flower Truss (Sft), che è responsabile della produzione di un ormone della pianta chiamato floride. Come suggerisce il suo nome, il floride dice alle piante quando è il momento di smettere di fare foglie e di cominciare a creare fiori, che a loro volta producono frutti. Nelle piante sane, la fioritura è controllata da un delicato equilibrio tra i livelli di floride (che stimola la fioritura) e un altro ormone che ritarda la fioritura. L´ibrido prodotto dal team aveva solo una copia funzionante del gene floride e questo faceva si che la pianta producesse più fiori in meno tempo. Il gene inoltre provocava lo stesso effetto del vigore dell´ibrido in diverse varietà di pomodori coltivati in ambienti diversi. "È il principio di Goldilocks", ha commentato il dott. Lippman. "Abbiamo appurato che per massimizzare la produttività non si può avere troppo o troppo poco floride. Una mutazione in una copia del gene ha come risultato la dose esatta di floride necessaria a provocare l´eterosi". Si è inoltre constatato che i pomodori prodotti dagli ibridi di floride sono più dolci e più gustosi rispetto a quelli prodotti dalle piante d´origine. È un fatto sorprendente perchè di solito quando si aumenta la produttività si ottengono frutti meno gustosi. "Questa scoperta potrebbe avere un impatto importante sia sulla produzione di pomodori - che vale miliardi di dollari - che sulle pratiche agricole che hanno lo scopo di ottenere la massima produttività da altre colture da fiore", ha detto il dott. Lippman. Il team ha adesso in programma di studiare se i geni floride di altre colture hanno effetti simili. "Le piante mutanti vengono solitamente buttate via a causa dell´idea secondo la quale le mutazioni avrebbero effetti negativi sulla crescita," ha sottolineato il dott. Lippman. "I nostri risultati indicano che la coltivazione con mutazioni genetiche potrebbe rivelarsi un nuovo modo efficace per aumentare la produzione, non solo nei pomodori, ma in tutte le colture". Per maggiori informazioni, visitare: Nature Genetics http://www.Nature.com/ng/index.html  Cold Spring Harbor Laboratory: http://www.Cshl.edu/  Progetto Eu-sol: http://www.Eu-sol.net/    
   
   
RAPPORTO NOMISMA-CONFAGRI: DALL’AGRICOLTURA IL 20% DELLE RINNOVABILI ENTRO IL 2020  
 
Presentati i primi risultati del rapporto Nomisma/confagricoltura "La sfida delle bioenergie - Tendenze e scenari per le energie rinnovabili in agricoltura" al Forum Confagricoltura di Taormina, 25-27 marzo 2010. Le potenzialità del settore agricolo - cita l’indagine - sono enormi: con il solo ausilio di colture dedicate, scarti colturali e residui zootecnici, sarà possibile arrivare a fornire sino al 20% dell’energia rinnovabile richiesta all’Italia dalla Direttiva Europea 20-20-20. Senza considerare l’apporto aggiuntivo di altre energie rinnovabili, come fotovoltaico ed eolico, che potranno essere sviluppate con profitto dagli agricoltori. Tra le criticità riscontrate dallo studio, quelle di carattere politico-normativo: l’assenza di una programmazione certa e di lungo periodo per gli incentivi (attualmente bloccati da revisioni triennali che rallentano lo sviluppo del settore), la mancata emanazione di un decreto legge sugli obblighi italiani a livello regionale, l’assenza di un sistema incentivante per l’energia termica da rinnovabili.  
   
   
SEGNALI POSITIVI PER L’ASPARAGO IN EUROPA LUCIANO TRENTINI PRESIDENTE DI EURO ASPER AL CONVEGNO EUROPEO DI COVENTRY (UK) TRACCIA UN PROFILO POSITIVO PER LA COLTURA  
 
Ferrara - Luciano Trentini, in qualità di Presidente dell’Associazione Europea dei Produttori di Asparago, è intervenuto a conclusione di Euro Asper 2010, l’importante convegno europeo dedicato a questo ortaggio che, seppur di nicchia, offre ancora ampie possibilità di sviluppo. Il convegno, organizzato dall’Associazione inglese “Asparagus Growers”, ha posto in evidenza come nel mondo si producano mediamente 1 milione di tonnellate di asparagi, di cui circa il 25% si concentra in Europa, su una superficie di circa 60.000 ha, pari ad una produzione complessiva di 240.000 tonnellate (dati 2009). La produzione europea è concentrata in Germania (primo paese produttore in Europa, con 98.000 t.); seguono in ordine la Spagna, con 48.000 t. E l’Italia, con 43.000 t. L’asparago, oltre che in Europa, viene coltivato anche in America, soprattutto in Perù (284.000 t.), Messico (60.000 t) e Usa (50.000 t.), ma anche in Asia, in particolare in Cina (primo paese produttore al mondo) e a distanza Giappone (29.000 t ). La produzione europea, pur soffrendo soprattutto in esordio di campagna della pressione dei principali paesi esportatori al mondo, Perù e Messico, può competere per la qualità e soprattutto per la velocità di commercializzazione che permette ai consumatori di acquistare asparagi freschi e gustosi. “Sul fronte dei consumi di asparagi” - dichiara Luciano Trentini, Presidente di Euro Asper – “la situazione è in evoluzione positiva. C’è una domanda in crescita che andrà supportata da adeguate azioni promozionali che potranno senza dubbio incrementare la penetrazione del prodotto tra i giovani consumatori europei che ancora non conoscono adeguatamente questa specialità” I due giorni di convegno hanno comunque fatto emergere a livello europeo anche alcune importanti criticità, come l’aumento dei costi di produzione, legato anche al difficile reperimento della manodopera; l’esigenza di sviluppare l’innovazione di prodotto e di processo, con particolare riferimento alla problematiche ambientali; la necessità di costruire un corretto rapporto commerciale fra produttori e Grande Distribuzione, per garantire una adeguata remunerazione a salvaguardia delle produzioni di qualità europee che rischiano di subire fortemente la concorrenza mondiale. A livello italiano la superficie coltivata nel 2009, su oltre 6.500 ettari, presenta una evoluzione in aumento rispetto ai primi anni duemila, con una produzione media per ettaro vicina alla 7 t. E un livello produttivo in grado di garantire un discreto reddito al produttore, anche se i costi di raccolta e di confezionamento incidono per oltre il 50 % sul costo totale di produzione. “La prospettiva per i produttori” – conclude Luciano Trentini – “pur con luci ed ombre, non è negativa, tenendo conto soprattutto delle potenzialità di ampliamento dei consumi e della discreta redditività. L’appuntamento con Euro Asper è per il prossimo 2012 e la sede non è ancora stata definita.”  
   
   
AGRICOLTURA FVG: PIOGGE ECCEZIONALI INVERNO SCORSO  
 
Trieste - La Regione Friuli Venezia Giulia richiederà allo Stato il riconoscimento del carattere di eccezionalità delle piogge persistenti verificatesi nell´area pedemontana e collinare della provincia di Udine dal 23 dicembre 2009 al 10 gennaio 2010. Lo ha deciso la Giunta regionale, su proposta dell´assessore regionale alle Risorse Agricole, Naturali e Forestali, Claudio Violino. Il Governo regionale ha altresì individuato l´area interessata dal fenomeno, e autorizzato l´emanazione del relativo decreto del Presidente della Giunta. Tale atto rappresenta lo strumento necessario per consentire alle aziende agricole danneggiate dalle piogge eccezionali dello scorso inverno di ottenere i benefici della solidarietà nazionale. Gli aventi diritto potranno presentare le domande di indennizzo all´Ispettorato provinciale dell´agricoltura di Udine entro quarantacinque giorni dalla pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale, del decreto di declaratoria dell´eccezionalità dell´evento meteorico. Ecco le zone colpite. In comune di Cividale del Friuli: Località Bosco Romagno, Strada interpoderale "Via Cormons interpoderale del Corno"; Strada interpoderale "Via Ronchi di San Giuseppe"; Strada interpoderale "Arzenton". In comune di Corno di Rosazzo: Località Gramogliano. In comune di Faedis: Località Campeglio. In comune di Nimis: Località Ramandolo. In comune di Povoletto: Località La Cengle; Strada interpoderale "Via Ruio di Mez".  
   
   
REGGIO EMILIA: DALLA PROVINCIA 1,8 MILIONI PER L´AGRICOLTURA IN MONTAGNA  
 
Due nuovi bandi a favore alle aziende agricole. L´assessore Rivi: "Più risorse a disposizione dell´economia rurale, in particolare nelle aree più svantaggiate" Più risorse per l´agricoltura reggiana grazie a due nuovi bandi approvati dalla Provincia e destinati in particolare al sostegno dell´economia rurale nelle aree più svantaggiate, nello specifico la Montagna. I contributi messi a disposizione - e che tramite i bandi saranno gestiti da Provincia e Comunità montana - ammontano complessivamente a 1,8 milioni di euro e le domande vanno presentate entro il 15 maggio 2010. "Con questi due nuovi bandi annuali abbiamo voluto concentrare una quota maggiore di risorse finanziarie per aiutare le aziende in una fase che si rivela ancora critica, ma che mostra anche qualche segnale incoraggiante" spiega l´assessore all´Agricoltura della Provincia Roberta Rivi. I bandi riguardano le domande di indennità compensative relative alla Misura 211 (asse 2) “Indennità a favore degli agricoltori nelle zone montane”, che perseguono l’obiettivo di mantenere le attività agricole sostenibili e compensare il deficit di reddito degli agricoltori che esercitano la propria attività nelle aree montane caratterizzate da svantaggi naturali, ed alla Misura 212 (asse 2) - "Indennità a favore degli agricoltori delle zone svantaggiate diverse dalle zone montane", che nella provincia di Reggio Emilia è applicabile per il solo territorio comunale di Vezzano sul Crostolo. "Il sostegno alle aziende è in questo caso specificamente indirizzato alle situazioni di svantaggio come quelle del territorio montano - aggiunge l´assessore Rivi - dove maggiori sono le difficoltà oggettive nella conduzione aziendale. Le maggiori risorse disponibili rispetto al passato derivano anche dai fondi aggiuntivi che l´assessorato all´Agricoltura delle Provincia ha saputo meritare dalla Regione per l´ottima efficienza nella spesa negli anni precedenti". Le domande devono essere presentate dagli agricoltori aventi i requisiti alla Provincia di Reggio Emilia oppure alla Comunità Montana dell’Appennino Reggiano, secondo la competenza territoriale. La scadenza di entrambi i bandi è fissata al 15 maggio 2010. Gli avvisi sono consultabili sul sito web www.Provincia.re.it/  nella sezione Bandi e avvisi. Per informazioni è possibile rivolgersi al numero 0522.444 663 (servizio economico, agricoltura e promozione del territorio della Provincia) oppure allo 0522.610 557 (Comunità Montana).  
   
   
ERIDANIA: SI SEMINA IL FUTURO ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ DELL’INTERA FILIERA DELLO ZUCCHERO. AGRICOLTORI, AZIENDA, LAVORATORI IMPEGNATI NELLA CAMPAGNA 2010.  
 
Parma – E’ grazie all’assunzione di responsabilità di tutta la filiera che la campagna dello zucchero si farà. Nonostante da Roma non arrivino notizie sugli 86 ml di euro di contributi dovuti per gli ultimi due anni al settore, gli agricoltori rassicurati dall’impegno dell’azienda hanno iniziato la semina. Il 26 marzo in Provincia al Tavolo istituzionale insediatosi a seguito della crisi del settore bieticolo - saccarifero che coinvolge nel Parmense lo stabilimento Eridania Sadam di Trecasali, si è fatto il punto della situazione, a partire dall’empasse che si registra a livello governativo ai passi positivi compiuti a livello locale. Le valutazioni che i rappresentanti delle istituzioni, dell’azienda e dei lavoratori hanno fatto sono riassunte in un documento nel quale si registra l´impegno dell´Eridania Sadam a proseguire gli investimenti dello zuccherificio di Trecasali che ammontano a 42 ml di euro in 5 anni e nel 2010 a 4 ml di euro per l’ammodernamento e 5 ml di euro per l’impianto fotovoltaico. Nella nota vengono anche precisati gli impegni assunti: quello dell’azienda per lo svolgimento della campagna saccarifera del 2010, delle associazioni agricole affinché i propri associati procedano rapidamente alla semina, dei lavoratori e organizzazioni sindacali per sensibilizzare il mondo politico sui destini di un intero settore economico italiano. “Stiamo rispondendo con responsabilità e mandando segnali forti a Roma della volontà di tutto il territorio, di tutta la filiera a fare la campagna saccarifera – ha detto Nicola Bernardi sindaco di Trecasali – gli agricoltori hanno iniziato la semina, ad oggi attorno al 40%, e se pensiamo che fino qualche giorno fa c’era la neve questo è un ottimo risultato. Poi abbiamo ricevuto l’ennesima conferma dell’azienda sull’intenzione di continuare gli investimenti e mantenere la filiera saccarifera a Trecasali”. “ Con questa grande coesione e la consapevolezza di giocare una partita risolutiva per il settore, abbiamo dimostrato che la filiera di un prodotto made in Italy quale è lo zucchero esiste – ha commentato il vicepresidente della Provincia Pier Luigi Ferrari – tutti hanno fatto la loro parte credendo che questa grande realtà del nostro territorio non possa fare la fine cui il governo la destina, procrastinando in continuazione decisioni che devono essere onorate”. All’incontro di stamattina, oltre al vicepresidente Ferrari e al sindaco Bernardi intervenuto insieme al suo vice Igino Zanichelli erano presenti Ferruccio Raule e Marco Silvagni, in rappresentanza dell’azienda Eridania Sadam, Monica Filiberti dell´associazione bieticola Anb, Vittorio Artoni dell´associazione bieticola Cnb, Luca Ferrari per la Flai Cgil, Francesco Pezzali della Fai Cisl, Matteo Placentino della Uila Uil e le Rsu dello stabilimento Eridania di Trecasali. Il Tavolo Istituzionale rimarrà convocato fino alla risoluzione della vertenza e , come scritto nel documento, continuerà nella propria attività per mantenere coesa la filiera e unitario un territorio che ha saputo fino ad oggi lavorare insieme per un obiettivo comune rivolgendosi anche, unitamente ai parlamentari locali, al Parlamento, ai Gruppi e alle Commissioni.  
   
   
COMPARTO BIETICOLO-SACCARIFERO IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI BOLOGNA CHIEDE ALLA GIUNTA DI INTERVENIRE PER IL RISPETTO DEGLI IMPEGNI DA PARTE DEL GOVERNO  
 
Nella seduta del 23 marzo , il Consiglio provinciale ha approvato con 20 voti favorevoli (Pd, Idv, Pdci/prc, Udc) e 8 contrari (Pdl, Lega) l´ordine del giorno relativo al comparto bieticolo-saccarifero presentato dal consigliere Giancarlo Naldi del Pd e votato per parti separate su richiesta del consigliere Luca Finotti (Pdl). L´odg fa il punto sulla situazione "particolarmente punitiva" creatasi nel comparto per molte aziende agricole, a causa della riforma dell´Organizzazione comune dello zucchero (Ocm) "con peggioramento delle condizioni economiche anche a seguito della chiusura di diversi impianti di traformazione". In particolare, la prima parte del documento - approvata all´unanimità - prende atto che il Governo non ha provveduto a dare risposte e a stanziare i fondi previsti "né in sede di finanziaria 2010, né con il decreto ´mille proroghe´," né infine "nel cosiddetto ´decreto incentivi´ approvato venerdì scorso, determinando così la mancata erogazione di 86 milioni di euro per 2009 e 2010". La seconda parte del testo, passata con i voti favorevoli della maggioranza e quelli contrari di Pdl eLega, definisce "irresponsabile il comportamento del governo che non rispettando gli impegni pluriennali arreca un danno gravissimo alla filiera bieticolo-saccarifera del territorio di Bologna, mettendo a repentaglio una delle poche fonti di redditività per i nostri produttori agricoli, i livelli occupazionali degli addetti, l´indotto e l´attività di trasformazione garantita dall´impianto di Minerbio del gruppo Co.pro.b./italia Zuccheri". L´assemblea ha poi condiviso all´unanimità la "solidarietà ai produttori, alle imprese di trasformazione e a tutti i lavoratori e artigiani coinvolti" e la richiesta "alla Giunta provinciale di attivare ulteriori azioni di pressione politica e istituzionale, congiuntamente alla Regione e con il coinvolgimento dei parlamentari eletti nel territorio, per ottenere dal Governo il rispetto degli impegni, guardando anche alla prossima conversione in legge da parte del Parlamento dello stesso ´decreto incentivi´ ". Da parte sua, l´assessore provinciale all´agricoltura Gabriella Montera, nel condividere l´ordine del giorno, si è impegnata a richiedere ai parlamentari bolognesi di intervenire affinché il Governo si impegni a stanziare in via definitiva gli aiuti concordati e più volte annunciati.  
   
   
BANDO 2010 RISERVATO AI PRODUTTORI APISTICI DELLA PROVINCIA DI VERCELLI  
 
A partire dal giorno 02 Aprile 2010 e fino alle ore 16.30 del giorno 03 Maggio 2010, sono aperte le adesioni al bando 2010 riservato ai Produttori Apistici Della Provincia Di Vercelli . Le adesioni dovranno essere presentate tramite la modulistica disponibile presso Il Settore Agricoltura Della Provincia Di Vercelli Al Servizio Vitivinicoltura E Zootecnia Via Pirandello, 8. 13100 Vercelli Informazioni 0161.597.673 - 0161.597.669 - 348.3676195 e.Mail falzetti@provincia.Vercelli.it  noto@provincia.Vercelli.it    
   
   
DALLA PROVINCIA DI RIMINI 50MILA EURO PER IL MATTATOIO DI TALAMELLO  
 
Nell’ultima seduta, il Consiglio Provinciale di Rimini ha approvato - con variazione di bilancio - 50mila euro di stanziamento a sostegno del mattatoio di Talamello. La struttura di macellazione è diventata, con l’entrata dei sette comuni dell’Alta Valmarecchia nel territorio provinciale riminese, riferimento per la zootecnia locale. Negli ultimi anni sono passati per l’impianto di Talamello mediamente 3.200 capi bovini, 500 suini e 35mila ovini. I controlli effettuati dall’Ausl sulla struttura hanno evidenziato alcuni adeguamenti da effettuare in tempi brevi per garantirne la conformità alle normative vigenti. La Provincia ha, quindi, risposto positivamente alla richiesta di sostegno finanziario fatta dalla Comunità Montana Alta Valmarecchia (proprietaria del mattatoio) per poter avviare in tempi brevi un programma di interventi che possa risolvere le varie prescrizioni. “Stiamo rispondendo alle sollecitazioni che i nuovi territori ci stanno presentando in materia zootecnica. - spiega l’Assessore alle Attività produttive della Provincia, Jamil Sadegholvaad - Abbiamo già avuto diversi incontri con gli allevatori e teniamo con essi un filo diretto. E’ un impegno dovuto a un settore che costituisce una delle principali risorse dei sette comuni”. “A questo va aggiunto - prosegue Sadegholvaad - che il mattatoio di Talamello oggi si pone di fatto come struttura di riferimento per il territorio provinciale. Tenendo ben presente la logica di mercato secondo la quale gli allevatori scelgono dove macellare i propri capi rispondendo a criteri aziendali, resta comunque compito della Provincia lavorare, insieme agli allevatori, affinché la struttura di Talamello possa essere anche nella sostanza la scelta migliore per gli operatori di tutta la provincia. E questo primo finanziamento, in risposta ad un’emergenza non procrastinabile, dimostra la volontà della Provincia di Rimini in tale direzione”.