Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 







MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web




 


LUNEDI

PAGINA 1 PAGINA 2 PAGINA 3 PAGINA 4 PAGINA 5 PAGINA 6 WEB E DIRITTO PER LE NUOVE TECNOLOGIE
Notiziario Marketpress di Lunedì 10 Maggio 2010
9º WORKSHOP SULL´ECONOMIA DELLA SICUREZZA DELL´INFORMAZIONE  
 
 Boston, 10 maggio 2010 - Stati Uniti Il 7 e 8 giugno 2010 si terrà a Boston, negli Stati Uniti, il nono Workshop sull´economia della sicurezza dell´informazione. L´evento sarà un forum per la borsa di studio interdisciplinare sulla sicurezza dell´informazione, e raccoglierà le competenze nel campo dell´economia, delle scienze sociali, commerciale, giuridico, politico e informatico. Questa edizione del workshop si baserà sugli sforzi del passato, utilizzando strumenti di analisi empirica e analitica non solo per capire le minacce, ma anche per rafforzare la sicurezza attraverso una nuova valutazione delle soluzioni disponibili. Durante l´evento si cercherà di rispondere a una serie di domande, tra cui: Come dovrebbe essere modellato il rischio nell´informazione, tenuto conto dei vincoli di incidenza rara e interdipendenza elevata? In che modo influiscono sulle decisioni la percezione individuale e organizzativa della privacy e della sicurezza? Come possiamo progredire verso un´infrastruttura delle informazioni e base di codici più sicuri, contando sugli incentivi delle parti interessate? Il programma prevede anche un oratore principale e un pannello sulla politica per la sicurezza dei sistemi di pagamento. Sessioni particolari saranno dedicate alla violazione dei dati e alla sicurezza, privacy e controverse questioni sociali organizzative, agli studi empirici, alle considerazioni economiche e politiche per i fornitori di servizi di informazione, di scala e l´economia dei sistemi cloud, e la gestione dell´open source e della sicurezza. Il workshop si svolgerà in concomitanza con l´11ª Conferenza sul commercio elettronico dell´Acm (Association for Computing Machinery). Per ulteriori informazioni, visitare: http://weis2010.Econinfosec.org/    
   
   
BOLZANO.TV: CON LA RAS ARRIVANO HD E NUOVI CANALI  
 
Bolzano, 10 maggio 2010 - La Radiotelevisione Azienda Speciale della Provincia di Bolzano trasmette ora in qualità Hd ed amplia l’offerta dei programmi. Il 6 maggio a Bolzano il presidente della Provincia Luis Durnwalder e l’assessora Sabina Kasslatter Mur hanno ufficialmente attivato nella sede della Ras due ulteriori blocchi televisivi: tra le novità, un canale in lingua italiana della Svizzera. La Ras inaugura l´alta definizione e avvia la trasmissione di ulteriori canali Tv, attivati oggi nella sede Ras di Bolzano dal presidente Luis Durnwalder e dall´assessora competente Sabina Kasslatter Mur. Nelle case degli altoatesini arrivano due nuovi blocchi tv: sul blocco 3 della Ras, che nella maggiorparte delle località si trova sul canale 27, vengono diffusi i programmi Zdf Hd, Arte, Srg La 1 e 3Sat, mentre sul blocco 4, prevalentemente sul canale 59, vengono diffusi i programmi Orf 1 Hd e Orf 2 Hd. Restano invariati il blocco televisivo 1 per la ricezione di Orf 1, Orf2, Ard, Zdf, e il blocco 2 (Sf1, Sf2, Br, Kika). La copertura dei nuovi programmi televisivi raggiungerà entro fine maggio l’80% della popolazione altoatesina, le restanti zone saranno coperte entro la fine del 2011. Oggi vengono avviati gli impianti principali, ma a causa della complessità tecnica l’attivazione dei restanti impianti richiede diverse settimane. Il passaggio alla tv digitale concluso con successo nel 2009 ha permesso di liberare spazi per nuovi canali televisivi e aumentare l’offerta culturale per i telespettatori altoatesini. “Con l’introduzione di programmi di qualità la Giunta provinciale ha inteso favorire la fruizione di nuovi programmi culturali e informativi, di trasmissioni dedicate ai bambini e allo sport, di documentari e di programmi di approfondimento”, ha spiegato il presidente Durnwalder. Sono così arrivati gli accordi con la Bayerisches Fernsehen e con il canale Kika riservato specificamente a programmi per bambini. Nel 2009 il Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per le comunicazioni, aveva però messo a disposizione della Ras altri due canali: “La Giunta ha deliberato nei giorni scorsi di coprire questi ulteriori spazi con l’introduzione dell’alta definizione Hd per i programmi di Orf 1 e Orf 2 e di Zdf e con la diffusione in Alto Adige del canale culturale Arte, di 3Sat e della tv in lingua italiana di Srg dal Ticino”, ha ricordato l’assessora Kasslatter Mur. Queste scelte sono dettate da varie considerazioni: l’alta definizione garantisce una visione di qualità nelle tv a grande formato e in Alto Adige, secondo l’indagine effettuata a febbraio dalla Ras, già il 50% delle famiglie altoatesine possiede un televisore di oltre 30 pollici; inoltre le emittenti nazionali austriache e tedesche sono tra le più apprezzate dalla popolazione locale ma devono essere irradiate in digitale in quanto in Alto Adige non disponibili via satellite; la scelta dell’emittente franco-tedesca Arte, ha ricordato Kasslatter Mur, è motivata dalla notevole qualità delle sue proposte culturali, fruibili sia in tedesco che in francese. C’è poi Srg La1, la tv italiana della Svizzera, trasmessa dal Ticino, che per la prima volta permette agli altoatesini di beneficiare di un canale estero in lingua italiana con palinsesto e produzioni di qualità, trasmesse anche in tedesco e in lingua originale. Infine 3Sat offre programmi prodotti dalle emittenti nazionali di Germania, Austria e Svizzera e riscuote grande successo sul piano culturale e documentaristico. Gli aspetti tecnici sono stati forniti dai vertici della Ras: il presidente Rudi Gamper, il direttore Georg Plattner e il direttore tecnico Johann Silbernagl. Informazioni e consulenza presso la Ras chiamando il numero 0471 546666, scrivendo ad info@ras.Bz.it  o consultando il sito internet www.Ras.bz.it/    
   
   
TRE FILM PRODOTTI DALLA PROVINCIA DI TRENTO AL FILMFESTIVAL  
 
Trento, 11 maggio 2010 - Anche tre produzioni della Provincia autonoma di Trento al 58° Filmfestival che ha chiuso i battenti domenica 8 maggio al Cinema Modena sono stati proiettati i documentari "Il richiamo del Klondike" (sala 2, ore 15.30), prodotto dalla Fondazione Museo Storico del Trentino tramite il Servizio Emigrazione della Provincia autonoma di Trento; "Minòr (Minatori)" (sala 1, ore 19.30) sulla vita dei minatori che per oltre un secolo hanno cercato la barite nella miniera di Marigole, e "Il cuore in volo" (sala 1, ore 20.15) dedicato alla storia dell´elisoccorso in Trentino e alla cinquantennale attività del Nucleo Elicotteri. “Il Richiamo Del Klondike” Regia di Paola Rosà, 58´, Italia, 2010. Girato interamente in Canada, tra British Columbia e Yukon, nell´estate del 2009, il documentario ripercorre lo stesso viaggio dei fratelli trentini Silvio e Clemente Boldrini che a fine Ottocento presero parte alla leggendaria "gold rush" del Klondike. Da Vancouver sulle acque dell´Oceano Pacifico, attraverso il White Pass e lungo il corso del fiume Yukon, sino a Dawson City, cittadina ai confini con l´Alaska, il viaggio dei vecchi cercatori d´oro vive grazie al resoconto di Silvio Boldrini e alle spiegazioni dei protagonisti attuali. “Minor (Minatori)” Regia di Micol Cossali, 44´, Italia, 2010. Alla fine del 2009, dopo oltre un secolo di storia, ha chiuso la miniera di Marigole in Trentino. Qui, dal 1894, generazioni di minatori hanno cercato ed estratto "l´oro bianco" delle montagne, la barite. Questi uomini hanno vissuto in isolamento sulla cima della montagna, trascorrendo le loro giornate nel ventre della terra e sviluppando una passione per questo mestiere, che ha assunto un particolare senso per le loro esistenze. La chiusura della miniera rappresenta la fine di un´epoca per un´intera comunità, ma anche un momento di profonda tristezza e malinconia per questi pochi minatori rimasti, uniti tra loro da un vincolo di fraterna e pura amicizia. Il film è co-prodotto dalla Provincia autonoma di Trento - Servizio Attività culturali, Aurelio Laino, Decima Rosa Produzioni. “Il Cuore In Volo” Regia di Corrado Zanetti, 32´, Italia, 2009. Il fim, realizzato dall´Ufficio Stampa della Provincia autonoma di Trento e Archimedia, racconta in sei schede e spettacolari immagini la storia del Nucleo Elicotteri trentino - ricordando i pionieri ed i primi velivoli (dal mitico Agusta Bell 47 Jota "Ranger" I-trej con pale in legno, arrivato a Trento il 14 gennaio 1959) - spiega come è organizzato e ne illustra l´operatività e gli impieghi, da quello principale del soccorso d´emergenza in montagna al lavoro aereo, dall´attività antincendio a quella antivalanghe, dall´addestramento alla manutenzione. Un servizio prezioso per un territorio di montagna qual è il Trentino e che in cinquant´anni ha effettuato più di 20mila soccorsi, raggiungendo i più alti standard di efficienza.  
   
   
TRENTO: PITCHING FORUM “RACCONTARE L´AVVENTURA” - WORKSHOP PER LO SVILUPPO E LA PRESENTAZIONE DI PROGETTI DI FILM DOCUMENTARI  
 
Trento, 10 maggio 2010 - Si è svolta anche quest´anno, nell´ambito della 58° edizione del Trento Filmfestival, la fase finale della quarta edizione del workshop promosso da Format, il centro audiovisivi della Provincia di Trento e da Zelig scuola di documentario, televisione e nuovi media di Bolzano con la collaborazione del Trento Filmfestival. L´iniziativa era rivolta a filmakers che vogliono perfezionare le proprie conoscenze sulla scrittura e la presentazione di un progetto di un film documentario attraverso il lavoro pratico di preparazione di un proprio progetto di film. Durante il workshop sono stati sviluppati 10 progetti selezionati tra oltre 30 che sono pervenuti con le domande di partecipazione. Il lavoro di scrittura dei progetti è iniziato lo scorso 27 febbraio ed è continuato fino ad oggi per via telematica con la guida di Edoardo Fracchia (autore, produttore e regista con una lunga esperienza maturata soprattutto nel tutoring dello sviluppo e produzione). Dal 3 maggio fino ad oggi il lavoro è continuato qui a Trento a Format, con la preparazione dei progetti per il pitching sotto la guida di Stefano Tealdi (uno dei più importanti produttori italiani di documentari con importanti produzioni e incarichi a livello internazionale). Il Pitching é stato il momento conclusivo del workshop, un incontro pubblico durante il quale gli autori hanno l´opportunità di presentare i loro progetti di film a “decision makers” che saranno sollecitati ad esprimere la loro opinione e a dichiarare il loro eventuale interesse per la produzione del film proposto. Al tavolo del pitching, moderato da Stefano Tealdi, erano presenti: Gioia Avvantaggiato - Ga&a; Lorenzo Hendel – Doc3, Rai; Giuliano Papadia - National Geographic Channel; Michael Pause - Bayerischer Rundfunk - Televisione Bavarese. La carovana Cinebus attraversa le Alpi di Tommaso Basevi Una troupe di cinema itinerante porta la magia del grande schermo nei villaggi isolati della Savoia affrontando le sfide imposte dalla diffusione del cinema digitale. “Sfida Al Mare” di Fabio Gianotti e Silvia Bongiovanni Un uomo sfida il mare con un´attraversata che ha dell´incredibile. Un’isola intera è al suo fianco. “Liberi tutti” di Gloria Aura Bortolini Qualcosa sta cambiando. Un principe indiano e un politico nepalese rompono un tabù dichiarandosi gay. “Attenti a quei due” di Fabrizio Contino Gravantes Due Amici che hanno in comune la passione del parapendio, condividono anche un sogno comune. Raggiungere la Mongolia ed esplorarla dalle nuvole. “pizza & makemba” di Alessia Zaccari l´avventura dell´integrazione con gli occhi di tre bambini congolesi “Il papà albergatore” di Fabiana Ghiringhello La volontà di un uomo e di una piccola comunità di montagna porta nuova vita tra i 200 abitanti di Bionaz in Valle d´Aosta.  
   
   
REGGIO EMILIA: DAL 7 MAGGIO AL 13 GIUGNO LA MOSTRA CLAUDIO ZAVARONI, UN REGGIANO PER ESEMPIO  
 
 Reggio Emilia, 10 maggio 2010 - A 25 anni dai fatti dell’Heysel, dove morì prematuramente il fotografo reggiano Claudio Zavaroni, Comune di Reggio Emilia e Provincia di Reggio Emilia, rendono omaggio al suo lavoro e dedicano alle sue opere una mostra antologica “Claudio Zavaroni, un reggiano per esempio”, organizzata nel contesto di Fotografia Europea 2010 in collaborazione con Palazzo Magnani, che si tiene alla Galleria Parmeggiani di Reggio Emilia, dal 7 maggio al 13 giugno. La ricomposizione dei due binari, la vita di Claudio Zavaroni ed i fatti dell’Heysel, sono le tracce narrative alla base infatti di una serie di iniziative preparate in questo mese su proposta degli Amici di Claudio Zavaroni e del comitato “Per non dimenticare Heysel”, che hanno collaborato direttamente alla realizzazione delle diverse iniziative, con il contributo di Progeo, Legacoop di Reggio e Cia. Le iniziative sono state presentate questa mattina da Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia, Roberto Ferrari, assessore a Cultura e Pianificazione territoriale della Provincia di Reggio Emilia, Elisabetta Farioli, dirigente programmi culturali e museali del Comune, Sandro Parmigiani, curatore di Palazzo Magnani, Gianni Marconi, portavoce del Comitato Amici di Claudio, e da Enzo Cerlini del Comitato Per non dimentica Heysel. “Questa mostra vuole ricordare Claudio Zavaroni non solo come fotografo di grande qualità ma anche come persona – ha detto il sindaco Delrio – vuole raccontare la sua storia perché è proprio una di quelle storie, straordinarie nella loro ordinarietà, che fanno della nostra città una comunità. La mostra testimonia infatti il suo impegno civile, il suo essere un reggiano per esempio”. “Rendiamo omaggio con questa serie di iniziative a una persona di grande umanità a cui dedichiamo non solo la mostra dei suoi scatti ma anche la palestra dell’istituto Zanelli, la scuola frequentata da Zavaroni – ha aggiunto l’assessore Ferrari - Il 22 maggio intitoleremo infatti la palestra della scuola a Claudio insieme ai suoi insegnanti e compagni di classe dell’anno 1975-1976”. “Il successo di Fotografia Europea in cui la mostra di Zavaroni è inserita deriva dal fatto di sapere unire uno sguardo internazionale a una prospettiva locale – ha detto Elisabetta Farioli – E’ il legame con la città e il territorio, il saperne intercettare le diverse anime, che contribuisce a rendere questa manifestazione partecipata. La mostra dedicata a Zavaroni va esattamente in questa direzione e propone un modo certamente non retorico per ricordarlo”. “L’obiettivo di questa esposizione – ha proseguito Sandro Parmigiani, curatore della mostra – è restituire un’immagine completa di Zavaroni, come persona e come fotografo di grande talento come si vede dagli scatti sul mondo dell’Appennino che abbiamo proposto nella mostra. Dal suo modo di fotografare emerge il suo rapporto con la vita, emerge la sua attenzione a voler conoscere gli altri per poter capire davvero se stesso, la volontà di penetrare l’identità degli altri per comprendere la propria”. La mostra, il catalogo, le testimonianze. Claudio Zavaroni aveva 28 anni quando morì a Heysel, dove era arrivato con il pullman dei reggiani, “spettatore atipico della partita, sportivo ma mai tifoso, partito con il pullman dei reggiani per concedersi una vacanza, uno svago, un’altra curiosa osservazione del mondo, questa sì a lui molto distante”, come lo descrivono gli amici. Zavaroni era molto conosciuto a Reggio Emilia. Aveva avviato da tre anni uno studio fotografico dedicato a foto di moda e il suo talento stava emergendo nel panorama delle riviste di settore; questa sua vocazione per la fotografia era maturata già in epoca giovanile portandolo a compiere importanti lavori di ricerca a carattere antropologico sul mondo rurale e montano, che diedero corpo alla sua mostra più importante Ritratto d’Appennino, una raccolta di volti, ambienti e situazioni della gente autentica della comunità montanara. Queste immagini fanno parte della mostra antologica organizzata dal Comune di Reggio Emilia nell’ambito di Fotografia europea alla Galleria Parmeggiani, che verrà inaugurata venerdì 7 maggio alle 19, alla presenza dei famigliari, gli amici, le persone che lo hanno conosciuto. La mostra, aperta fino al 13 giugno, poggia sul nucleo centrale di Ritratto d’Appennino custodita alla Fototeca della Biblioteca Panizzi, completandola con alcune foto dei Maggi (più gli albi presentati in bacheca) e con diversi scatti di moda del periodo professionale. Il catalogo della mostra, curato da Palazzo Magnani della Provincia di Reggio Emilia, contiene dodici testimonianze, fra le quali quella della madre, che ricostruiscono il profilo biografico di Zavaroni, il testo critico del curatore della mostra e del catalogo Sandro Parmiggiani, il testo storico di Vasco Ascolini, e conclude con un lavoro di ricostruzione delle vicende dell’Heysel, tramite la sintesi degli articoli andati a stampa sull’Unità dal 29 maggio al 10 giugno 1985, da cui si ricavano i vari aspetti: la cronaca, la ricerca delle responsabilità, l’analisi sociologica, quella psicoanalitica, per concludere con l’amara riflessioni degli amministratori di Liverpool. In questa parte è anche riprodotto l’articolo che annunciava la morte di Claudio e riprendeva la testimonianza di un compagno di viaggio che lo descriveva mentre cercava di contenere l’assalto vandalico della tifoseria inglese. Allo Zanelli, intitolazione e video sull’Heysel. “L’animo di Claudio da sempre partecipava per la causa della gente comune, per la sua emancipazione sociale”, lo ricordano ancora gli amici. Studente dell’Istituto Agrario Zanelli, Zavaroni durante il periodo scolastico fu un apprezzato leader studentesco e in seguito lavorò come tecnico agrario. Il 22 maggio alle ore 9,30 presso l’Istituto Agrario Zanelli avverrà a cura della Provincia di Reggio Emilia l’intitolazione della palestra a Claudio Zavaroni durante una cerimonia commemorativa a cui sono stati chiamati a partecipare anche i professori e gli studenti dell’anno scolastico 1975-1976. In preparazione dell’evento verranno proiettati brevi audiovideo sulla vicenda dell’Heysel alle classi quarte dell’istituto, al fine di approfondire le tematiche della violenza e della cultura delle responsabilità. Al Mirabello, la commemorazione. Il 29 maggio 2010 infine ricorrerà il 25° della vicenda accaduta a Bruxelles nel 1985, 39 morti e 600 feriti allo stadio di Heysel, vittime della violenza di un gruppo di tifosi inglesi che attaccarono prima della partita gli spalti italiani occupati da spettatori pacifici. Era la finale della Coppa dei Campioni Juventus Liverpool. Fu una delle più grandi tragedie legate al mondo dello sport, avvenuta in diretta eurovisione. “I fatti violenti, la partita comunque giocata, le diverse reazioni emotive dei tifosi e della gente comune, i provvedimenti delle autorità sportive e dei governi nazionali, la storia del calcio che ne è seguita e che ancora viviamo in diretta, hanno proposto e ancora stimolano una riflessione profonda sul mondo del calcio - spettacolo, sui significati e sulle aspettative che raccoglie a livello del mondo degli affari e della società, acquisendo l’entità di fenomeno sociale da studiare per verificare lo stato di salute della nostra civiltà”. Il 29 maggio alle ore 10,30, al monumento alle vittime davanti al Mirabello ci sarà una cerimonia commemorativa per tutte le 39 vittime di quel tragico giorno. Gli Amici di Claudio Zavaroni e il comitato “Per non dimenticare Heysel”.  
   
   
LUDOVICO NICOLA DI GIURA UNISCE LA BASILICATA CON LA CINA E’ STATO “MANDARINO DI PRIMA CLASSE” AI PRIMI DEL NOVECENTO ED HA CURATO L’IMPERATRICE E L’IMPERATORE PU YI  
 
 Potenza, 10 aprile 2010 - C’è un legame culturale che unisce la Basilicata con la Cina. E’ Ludovico Nicola Di Giura, ufficiale medico nato a Chiaromonte e vissuto a cavallo tra l’800 e il 900. La storia del medico lucano che arrivò ad essere l’unico straniero ammesso nella Città Proibita è stata ricostruita attraverso un filmato per la regia di Loredana Antonelli attrice e studiosa napoletana che alcuni anni fa aveva condotto studi per l’Università Orientale di Napoli. La storia di Ludovico Nicola Di Giura si è sviluppata parallelamente a quella della fondazione della concessione italiana sulla costa orientale della Cina, ad un centinaio di chilometri da Pechino. Tianjin è oggi uno dei poli industriali di punta della modernizzazione asiatica, terza città di Cina, metropoli con sei milioni di residenti che richiama gli investimenti delle multinazionali. Nel Novecento era un piccolo centro di importanza strategica per la collocazione che aveva a due passi dalla capitale. Ludovico Nicola di Giura era un ufficiale medico e fu imbarcato sulla Ettore Fieramosca, torpediniere della Regia Marina Militare italiana. Proveniva da una famiglia nobile e con antichissime radici, originaria di Chiaromonte, fortezza della Basilicata che conobbe la cultura dei greci e le invasioni dei romani, dei longobardi e dei bizantini. Era un signore di sofisticate conoscenze letterarie che accompagnava a due passioni: viaggiare e imparare le lingue. L’abito che indossava, ancora conservato dai familiari, era pieno di pannelli ricamati sul petto. Il disegno indicava il rango del funzionario. Per i mandarini civili si trattava sempre di un uccello, mentre per quelli militari di un quadrupede. Gli anni a cavallo fra l’Ottocento e il Novecento erano pieni di tormenti per la Cina. Covava una profonda inquietudine sia nei confronti della traballante corte imperiale Qing, sia della presenza coloniale europea e giapponese. In un contesto reso ancora più drammatico dalla povertà indotta dalla crisi dell´agricoltura, fra miseri braccianti e intellettuali raffinati raccoglievano consensi le sette segrete dei Sette Coltelli e del Loto Bianco che più tardi, unendosi, animarono il movimento xenofobo dei Boxer, «il pugno per la giustizia e per la concordia». La rivolta dei Boxer, appoggiata dall´imperatrice vedova Cixi, scoppiò nello Shandong e dilagò, attaccando missioni e presìdi stranieri, fino a raggiungere la capitale. La Cina dichiarò guerra alle potenze occidentali che inviarono un corpo di spedizione di 16 mila uomini. Poco meno di un migliaio erano italiani. Tra questi l´ ufficiale Ludovico Nicola di Giura e il giornalista del “Corriere della Sera” Luigi Barzini, il primo inviato italiano arrivato nel Regno di Mezzo proprio per raccontare il saccheggio di Pechino. Il medico sbarcò a Tianjin. La città che, una volta concluso il conflitto con la capitolazione cinese, sarebbe diventata territorio da concedere ai Paesi occupanti. L´ Italia ne avrebbe avuto la sua parte. Ludovico Nicola di Giura si stabilì per qualche settimana a Tianjin, poi, con una parte del contingente, andò nella legazione di Pechino, dove gli eventi presero un corso inaspettato. La Cina ospitò per trent´anni il nobile venuto da Chiaromonte. Lavorava e impreziosiva il suo talento multidisciplinare. Imparò bene la scrittura e la lingua della conversazione. Traspose in italiano i «Racconti fantastici di Liao», opera di Pu Songling, il pilastro della letteratura d´epoca Ming, diventato uno dei classici e pubblicato nel 1766. Curava i poveri ma fu pure chiamato a vegliare sulla salute dell´ imperatrice e, alla morte di lei, del figlio l´ ultimo imperatore Pu Yi. Era uno dei pochissimi occidentali ammessi alla Città Proibita. Lo rispettavano e lo ammiravano. Tanto da concedergli privilegi e onorificenze. La più importante fu quella di «mandarino di prima classe», il livello massimo al quale poteva accedere un letterato del Regno di Mezzo. Un titolo che attribuiva potere. Lo aveva guadagnato apprendendo alla perfezione il cinese antico e il mancese, traducendo in italiano poesie e romanzi. Così si era meritato stima e ammirazione. Aveva anche scritto articoli di cronaca e di cultura che inviava in Italia alla rivista “Nuova Antologia”. Una vita intensa. All´abdicazione di Pu Yi decise di rimanere a Pechino e di assistere alla fondazione della Repubblica, un capitolo di storia travolgente della Cina moderna. Ludovico Nicola di Giura strinse nuovi rapporti con la classe dirigente del movimento nazionalista fondato da Sun Yat Sen. Pechino e Tianjin, dove di tanto in tanto tornava, furono le sue case. Nel 1930, maturò l´idea di rientrare a Chiaromonte. Da qui non si sarebbe più mosso. Il riposo fra i libri amati se lo era conquistato. La storia della concessione italiana a Tianjin, l´ esperienza e le opere di Ludovico Nicola di Giura sono state disperse per diverso tempo negli archivi italiani e cinesi. Fino a quando una brava studentessa laureanda dell´ Università Orientale a Napoli, Loredana Antonelli, ha ricostruito il mosaico. E l´ Italia ha potuto scoprire il suo “mandarino di prima classe”.  
   
   
A TRIESTE DUE CONCERTI NEL SEGNO DELL’ALCHIMIA FRA ARCHI E PIANOFORTE : ´IL DUO SERBO JASNA MAKSIMOVIC, VIOLINO, E DUBRAVKA JOVICIC PIANOFORTE FRA RAVEL, RAPSODIE SPAGNOLE E MELODIE TZIGANE, IL TRIO RICCATI DA CAJKOVSKIJ A SOSTAKOVICˇ  
 
Trieste, 10 maggio 2010 – Con due serate nel segno di una magica alchimia fra archi e violino, proseguono – lunedì 10 e mercoledì 12 maggio - i “Mercoledì del Tartini – primavera estate 2010”, di scena nell’Aula Magna del Conservatorio (via Ghega 12), alle 20.30 con ingresso libero previa prenotazione. Info: tel. 040.6724911, www.Conservatorio.trieste.it/  Lunedì 10 maggio riflettori sul recital Violin-piano Duo, organizzato in collaborazione con l’Università di Belgrado e affidato a due note strumentiste serbe, Jasna Maksimovic, violino, e Dubravka Jovicic´ pianoforte: repertorio decisamente “spettacolare” quello scelto per la serata triestina, con musiche di musiche di Ravel, Liszt, Bloch, Franck. Mercoledì 12 maggio il palcoscenico passerà al Trio Riccati, con Stefano Pagliari violino, Marco Dalsass violoncello e Gabriele Maria Vianello pianoforte, per un concerto che spazierà da Cajkovskij a Sostakovicˇ. Un vero trio di “all stars”, il Riccati, visto che i tre musicisti sono protagonisti in Italia e all’estero di prestigiose esibizioni. Stefano Pagliari, ha suonato come prima parte con l’Orchestra di Padova e del Veneto, l’Orchestra da Camera di Mantova, i Cameristi del Teatro alla Scala, i Virtuosi Italiani, Kremerata Baltica; è stato per diversi anni primo violino e solista del complesso da camera “Ensemble di Venezia” ed attualmente collabora con l’Orchestra d’Archi Italiana. Marco Dalsass ha collaborato come primo violoncello con l’Orchestra Italiana d’Archi, Teatro “La Fenice” di Venezia e l’Orchestra del Teatro Regio di Torino, mentre attualmente si dedica al repertorio barocco con strumenti originali, collaborando con “La Corte Sveva”, “I Sonatori della Gioiosa Marca”, e Novartbaroqueensemble di cui è socio fondatore. Gabriele Maria Vianello, svolge intensa attività cameristicacon il Gruppo Strumentale Veneto G.f. Malipiero e partecipa in duo con il violinista Dejan Bogdanovic a rinomati festivals internazionali.  
   
   
BOLZANO: VISITA E COLLABORAZIONE CON I MUSEI SVIZZERI  
 
Bolzano, 10 maggio 2010 - La politica museale ed eventuali cooperazioni sono stati tra i temi discussi dall´assessora provinciale Sabina Kasslatter Mur con la direttrice dei musei del Cantone vallese, Marie Claude Morand, in visita in Alto Adige. Nell´incontro a Bolzano Kasslatter Mur e Morand hanno discusso tra l´altro di cooperazione in rete nel settore museale, della strategia delle collezioni e della conservazione di opere museali in centri adeguati. L´assessora provinciale ha informato l´ospite svizzera della politica museale della Provincia dopo la creazione nel 2010 di una specifica Ripartizione che punta anche agli scambi con strutture internazionali. La direttrice Morand ha illustrato la situazione nel Cantone vallese, dove il settore dei musei è strutturato in larga parte come in Alto Adige. Durante la sua permanenza Morand ha visitato diversi musei privati e pubblici a Bolzano, Bressanone, Chiusa e nel Meranese. Marie Claude Morand guida i tre musei cantonali del Vallese ed è presidente della commissione formazione del Consiglio internazionale dei musei di Svizzera.  
   
   
DON STURZO ESEMPIO DI IDENTITA´ SICILIANA  
 
Palermo, 10 maggio 2010 - L´assessore regionale ai Beni culturali e all´Identita´ siciliana, Gaetano Armao, ha aperto, il 6 maggio, a Londra, nella sede dell´Istituto di cultura italiana, la manifestazione organizzata per ricordare la presenza di don Luigi Sturzo nella capitale inglese e la sua produzione culturale. "Ricordiamo - ha detto Armao - i lunghi anni di esilio a Londra di don Luigi Sturzo, esempio di cultura e identita´ siciliana nel mondo. Dobbiamo riprendere con forza, nel momento in cui si ricorda l´Unita´ d´Italia, la sua lettura di quella stagione, un processo positivo seguito, poi, dal depauperamento del meridione. Un saccheggio perpetrato in danno alla Sicilia e al Mezzogiorno, al quale fu posto riparo con l´autonomia regionale. Quell´autonomia siciliana che intendiamo rilanciare nel sessantaquattresimo anniversario dello Statuto".  
   
   
“IN MOTION WITH EMOTION”, GIONATA PER L’EUROPA 2010- MONT DI PRAT- FORGARIA  
 
Udine, 10 maggio 2010 - Com´è ormai tradizione, la Casa per l´Europa di Gemona si accinge a celebrare la Giornata Europea del 09 maggio, data nella quale, nel 1950, l’allora Ministro degli Esteri della Francia Robert Schuman pronunciò il famoso discorso noto come “Dichiarazione Schuman” con la quale venivano gettate le basi dell’unità europea e delle istituzioni necessarie per realizzarla. Il consueto meeting, giunto ormai alla sua Xviii edizione, si svolgerà quest´anno nell´incantevole scenario di Mont di Prât di Forgaria e sarà dedicato ai ragazzi della Direzione Didattica di Gemona che, assieme ai coetanei di Austria, Germania, Polonia e Galles, stanno realizzando il progetto “Comenius” “In motion with emotion” (“In movimento con emozione”). La manifestazione che si svolgerà il 10 maggio – cadendo il 09 maggio di domenica –e che vedrà la collaborazione anche della Accademia Europeista del Friuli Venezia Giulia, della sezione Friuli Venezia Giulia della Associazione per lo Sviluppo della Autonomia Scolastica, dell´Albergo Diffuso di Monte Prât con la regia di Enio Agnola, del Comune di Forgaria, della Comunità Montana del Gemonese oltre che, ovviamente, il patrocinio della Regione Fvg, prevede un percorso, proposto e coordinato dagli operatori della Cooperativa “Damatrà” di Udine, fatto di giochi e laboratori dedicati ai ragazzi, veri protagonisti e principali attori della giornata. Dagli spunti paesaggistici e naturalistici che questo luogo offre, basti pensare al lago di Cornino e alla particolare flora e fauna che caratterizzano il territorio, tutte le attività, in sintonia con le tematiche sviluppate all’interno del progetto “Comenius”, si concentreranno sul tema dell’aria e del volo, sfruttando quindi l’idea del movimento, non solo come stile di vita sano ma, soprattutto, come metafora di un’Europa senza confini, che si può sorvolare dall’alto e attraversarla con gli occhi come un grifone in volo. Saranno circa 260 i bambini delle scuole primarie di Gemona che si ritroveranno nella splendida cornice di Mont di Prat. Il programma prevede il ritrovo dei partecipanti per le 9.45, e dopo un breve benvenuto, i ragazzi saranno divisi in 12 gruppi che, con la guida degli operatori Damatrà, si dedicheranno ad attività ludico-naturalistiche. Tutti i bambini saranno coinvolti in un laboratorio di costruzione di aquiloni (al termine della giornata tutti i bambini potranno portare a casa un aquilone dei colori dell’Europa) ed ascolteranno e guarderanno dei libri e dei video che serviranno da stimolo ai temi proposti. La giornata si concluderà con un pranzo per tutti, i saluti delle autorità e l’arrivederci alla prossima edizione con “l’Inno dell’Europa” cantato dai bambini.  
   
   
SI APRE IL SIPARIO SU MEGALOOP- A PADOVA FINO AL 6 GIUGNO 8 MAGGIO - 6 GIUGNO 2010  
 
Padova, 10 maggio 2010 - Si apre il sipario. Sul palco Megaloop : il teatro che si mette in mostra. Al Centro Culturale Altinate/san Gaetano di Padova è stata inaugurata la mostra « Megaloop - 30 anni di Tam Teatromusica » che rimarrà aperta fino a domenica 6 giugno 2010, coadiuvata dalla pubblicazione di una monografia, dalla realizzazione di un archivio storico, da tavole rotonde, workshop, performance teatrali. Un teatro da ascoltare, guardare dietro le scene, confrontare nelle sue mutazioni e nei suoi ritorni: questo è il Tam Teatromusica che si espone, per festeggiare i suoi primi trent’anni. La storica compagnia padovana più che autocelebrarsi vuole riflettere e rimettere in discussione tutto il suo lavoro nato dalla relazione tra immagine e suono. La mostra si snoda in una sequenza di sale, dove trovano posto i materiali che precedono la realizzazione dell’opera come i disegni preparatori, le partiture sonoro-visive e le immagini fotografiche. Il tutto accompagnato da videoproiezioni e monitor con estratti dei lavori realizzati da Tam tra il 1980 e il 2009. Il senso di Megaloop riprende e riutilizza i temi che hanno fondato la ricerca fatta in questi 30 anni, fissandoli nella memoria prima che vadano perduti e riattualizzandoli per costruire una nuova opera: un’altra ulteriore creazione con cui il Tam si presenta non solo agli addetti ai lavori ma al grande pubblico e alla città. Una particolare rilevanza, nello scandire il percorso di Megaloop, curato da Riccardo Caldura insieme a Pierangela Allegro e Michele Sambin, è stata data agli oggetti scenici decontestualizzati dagli spettacoli cui appartengono. In assenza dei corpi che li animavano e delle azioni a cui erano soggetti, essi vivono una loro condizione di purezza formale, evidenziando strutture, materiali costruttivi, valori cromatici, in un inedito rapporto tra oggetto/spazio/tempo di osservazione. Il materiale scenico presente in mostra, oltre al carattere visivo bidimensionale propone anche quello installativo tridimensionale-scultoreo. La sfida, accettata da Riccardo Caldura, è stata quella di riuscire a trasmettere i 30 anni di attività, senza creare una mostra meramente documentaristica, ma restituendola creativamente. La chiave del percorso espositivo infatti diventa lo spettatore, che non attraversa le sale in modo puramente contemplativo, bensì attivo, il pubblico può cogliere in questo modo la creatività di chi fa teatro, conoscendo da vicino gli oggetti che lo animano. All’interno di Megaloop si trova il giusto equilibrio tra l’elemento di documentazione e la produzione artistica di Michele Sambin, poichè le opere si presentano in forma ambivalente, riuscendo nell’intento documentaristico ma essendo soprattutto elementi autonomi. La ricerca è ripartita dalle radici artistiche di Sambin, suoi sono infatti un centinaio di disegni preparatori di spettacoli, che si riagganciano ai primi lavori degli anni ’70 a Venezia. Tam Teatromusica, compagnia attiva nella continua elaborazione di nuovi linguaggi scenici nel teatro di ricerca e per l’infanzia, coglie lo spunto da questa ricorrenza per un´ampia riflessione sul percorso compiuto e sul senso del fare teatro. Nessuna nostalgia né compiaciuta autocelebrazione dunque per la storica compagnia diretta da Michele Sambin, ma ancora tanta voglia di interrogarsi, di mettere a frutto decenni di lavoro guardando al futuro con inalterata forza creativa. A sottolineare la vocazione di officina teatrale del Tam, che da anni organizza laboratori di arte scenica per i giovani, sarà affidato ad un gruppo di studenti del Dams di Padova il compito di fare da guida e da custodi dell’esposizione. Numerosi gli eventi collaterali: performance, conversazioni, visite guidate e un workshop sull’applicazione della pittura di luce, un dispositivo messo a punto da Sambin per disegnare e dipingere la scena in tempo reale, sostituendo gli impianti tradizionali con una forma illuminotecnica innovativa. Sempre in occasione della mostra verranno presentati la monografia di Tam Teatromusica fresca di stampa (a cura di Fernando Marchiori edita da Titivillus) e l’ Archivio Storico in Dvd realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo. L’archivio Tam, che verrà presentato al pubblico il 18 maggio alle 17 e resterà consultabile in mostra, raccoglie in 30 dvd 74 opere dal 1980 al 2009. In calendario tre giornate di incontri con gli autori, che affronteranno il tema della ricerca nel mondo delle arti: i critici teatrali Fernando Marchiori e Andrea Porcheddu, gli studiosi Antonio Attisani (Università di Torino), Cristina Grazioli (Università di Padova), Lorenzo Mango (Università di Napoli) e poi ancora Veniero Rizzardi (Centro d’Arte dell’Università di Padova) e Riccardo Caldura (Accademia di Belle Arti di Venezia). Lo spazio espositivo si animerà inoltre per tre serate di performance e azioni teatrali ideate in stretto collegamento con le opere espeoste : 14, 21 e 28 maggio alle ore 21,00. Gli oggetti della mostra verranno infatti agiti, non solo come lo sono già stati in passato, ma saranno rianimati da giovani performer. Questi brevi clip teatrali di pochi minuti, saranno realizzati con il pubblico che, in piedi, seguirà gli attori nel percorso espositivo. La prenotazione è obbligartoria.  
   
   
“UMBRIA JAZZ” CON I COMPONENTI DELL’“ENRICO RAVA QUINTET” ACCOMPAGNA AD HARLEM IL “GOSPEL CHOIR”  
 
New York, 10 maggio 2010 – “Fino ad ora, grazie ad ‘Umbria Jazz’, è stato il ‘Gospel’ a venire in Umbria. Stasera è ‘Umbria Jazz’ che è venuta nella patria e nel cuore del ‘Gospel’: è stata una esperienza straordinaria, una grande opportunità per entrambi ed una gioia per ciascuno di noi”. Ha commentato così Gregory Hopkins, direttore del “Gospel Choir” della “Convent Avenue Baptist Church” di Harlem (New York), la serata che ha visto suonare insieme in chiesa il suo gruppo di coristi, l’“Inspirational Ensemble”, e il Quintetto di Enrico Rava (sostituito per indisposizione del “leader” da Dan Kinzelman), che in questi giorni sta dando vita, a New York (e dal 10 maggio a Chicago), ad un “tour” promozionale di “Umbria Jazz”, nel quadro di una settimana di promozione dell’immagine dell’Umbria negli States, organizzata dall’Agenzia Regionale per la Promozione Turistica. “Un’esperienza sicuramente da ripetere - ha detto Gregory Hopkins -, sia qui in America che da voi a ‘Umbria Jazz’: le potenzialità artistiche dell’evento sono notevoli, per non parlare del valore in termini di scambio culturale, umano e religioso”. Nella “Baptist Church” al 420 West 145esima Strada, affollata di gente in ogni ordine di posti e nell’ambito di una funzione religiosa officiata dal reverendo Jesse Williams e dal diacono Calvin Martin, si è dapprima esibito il coro gospel dell’“Inspirational Ensemble”, accompagnato al pianoforte dallo stesso Hopkins, Darrin Hicks al basso e Cortney Bennet alla batteria. È stata quindi la volta del quintetto di Rava, con Dan Kinzelman al sax, Gianluca Petrella al trombone, Giovanni Guidi al piano, Pietro Leveratto al basso e Fabrizio Sferra alla batteria, che ha eseguito brani del proprio repertorio. Alla fine, nella terza parte dello “Special Concert in Harlem”, le due formazioni si sono unite, e la musica del Quintetto italiano si è fusa con il canto del “Gospel Choir”, per la comune esecuzione di brani classici, da “Happy Days” a “Summer Time”, fino a concludere, nell’esaltazione generale dei fedeli della “Convent Avenue Baptist Church”, con il famosissismo “When the Saints go marchin’ in”, che ha provocato nei presenti un’autentica “standing ovation”. “Per noi è stata un’esperienza del tutto inedita – ha detto il batterista Fabrizio Sferra -, improvvisata in appena due giorni di prove, che però si è rivelata assai interessante dal punto di vista della tecnica musicale. Abbiamo cercato di fondere insieme qualcosa che normalmente non lo è, il coro Gospel e il nostro stile jazzistico, e il risultato è stato complessivamente buono”. “Un risultato superiore alle aspettative – ha commentato Mario Guidi, padre e manager del giovanissimo talento pianistico Giovanni Guidi, folignate -; sinceramente ero un po’ scettico, perché il ‘Gospel’ pone necessariamente regole e rigidità, che rendono difficile l’adattamento con un jazz moderno e creativo come il nostro, ma mi sono dovuto ricredere. I ragazzi hanno suonato bene, l’entusiasmo dell’‘Inspirational Ensemble Choir’ era palpabile, e credo che, alla fine, tutti si siano divertiti”. “Per noi è un grande onore essere qui – ha detto il sindaco di Perugia Vladimiro Boccali -, per Perugia e l’Umbria essere ospitati in questa chiesa è una grande emozione, un ricordo incancellabile che porteremo nella nostra regione”. Anche Carlo Pagnotta, direttore artistico del Festival, dà un buon giudizio sulla serata e sulla “contaminazione” dei generi: “Sono esperienze da ripetere anche in Umbria – dice –; è la prima volta in assoluto che una jazz band italiana si esibisce con un coro gospel nel cuore di Harlem. È un simbolico abbraccio con le radici vere dell’America, che ha un enorme significato anche per noi italiani”.  
   
   
BOLZANO: 192 GLI ISCRITTI AL CONCORSO PER GIOVANI MUSICISTI UPLOAD  
 
Bolzano, 10 maggio 2010 - Sono 60 gli altoatesini (31 per cento) fra i 192 ragazzi che si sono iscritti all’edizione 2010 del concorso per giovani musicisti Upload promosso dal vicepresidente della Provincia Christian Tommasini. Partecipanti da tutt’Italia. Prevale il genere rock. I gruppi linguistici provinciali, italiani, tedeschi e ladini, sono ben rappresentati e sono aumentati rispetto alle passate edizioni forse grazie alle proposte ed agli stimoli di Upload. Come sottolinea Tommasini, si è riusciti nell’intento di consentire alla comunità locale di musicisti di crescere artisticamente ed anche di confrontarsi con altri coetanei musicisti provenienti dall’Italia e dall’estero. La partecipazione al concorso di musicisti dalle altre Regioni italiane si attesta, infatti, sul 68 per cento e spazia indistintamente da Nord a Sud; solo quattro le adesioni estere. Il 41 per cento dei ragazzi è comunque del Trentino-alto Adige Il genere musicale più gettonato fra quelli indicati dai partecipanti al concorso risulta essere il “rock”; sono stati infatti 94 i giovani musicisti (49 per cento) a sceglierlo. Questo dato trova conferma anche fra i partecipanti altoatesini che in 29 lo hanno scelto (48 per cento), ma l’Alto Adige si fa notare per una predilezione maggiore rispetto al resto d’Italia per il genere “metal”, con una percentuale del 17 per cento rispetto all’8 per cento nazionale. Fra i candidati altoatesini è completamente assente la categoria del “jazz”. Gli organizzatori, molto soddisfatti per il numero degli iscritti ad upload, stanno ultimando le fasi preparatorie in vista del festival conclusivo in programma per il 18 ed il 19 giugno 2010 sui Prati del Talvera a Bolzano. Www.upload.bz.it/