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MARTEDI

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Notiziario Marketpress di Martedì 18 Maggio 2010
CORSO COMUNE DI ROMA -INAIL SU SICUREZZA LAVORO. PIÙ FORMAZIONE, MENO INCIDENTI NEI CANTIERI  
 
Roma, 18 maggio 2010 – Saperne di più per prevenire concretamente il rischio di incidenti nei cantieri: è l´obiettivo dei corsi di aggiornamento sulla sicurezza del lavoro che il Campidoglio (Assessorato Attività Produttive) promuove annualmente e l´Inail organizza, nell´ambito del protocollo triennale "Lavoro Sicuro" sottoscritto dai due enti. Tema dei corsi 2010, appena inaugurati, "la sicurezza in edilizia". Le lezioni sono frequentate da dirigenti e funzionari delle aziende comunali che eseguono lavori pubblici, direttamente o mediante appalto. Nel 2009 il programma puntava all´aggiornamento dei tecnici del Comune (Dipartimenti, Municipi e Sovrintendenza) e ne ha formati 53 tra dirigenti e funzionari. I corsi, messi in piedi dalla Direzione Regionale Inail in collaborazione con l´Osservatorio comunale sul Mercato e le Condizioni del Lavoro, si tengono nella sede di via Nomentana 74. L´accordo Comune-inail, dichiara l´assessore alle Attività Produttive e al Lavoro Davide Bordoni, intende sviluppare "una cultura forte della sicurezza sui luoghi di lavoro", per giungere "a una conseguente riduzione degli infortuni e del fenomeno delle morti bianche". Dello stesso avviso il direttore regionale di Inail Lazio, Antonio Napolitano: "la collaborazione attivata con il Comune di Roma darà ulteriori possibilità" di ottenere "una riduzione drastica degli infortuni sui luoghi di lavoro".  
   
   
INCENTIVI: ESAURITI QUELLI PER MACCHINE AGRICOLE, MOTOCICLI E NAUTICA  
 
Roma, 18 maggio 2010 – Esauriti gli incentivi per l’acquisto di motocicli, motori e scafi nautici, macchine agricole e movimento terra. Il pieno utilizzo delle risorse per questi tre settori è avvenuto a un mese dall’avvio dell’operazione varata dal Governo Berlusconi il 15 aprile scorso con lo stanziamento complessivo di 300 milioni di euro allo scopo di favorire i consumatori e le imprese nell’acquisto di alcune tipologie di prodotti e strumenti con caratteristiche di elevata sicurezza e di maggior efficienza energetica e, quindi, di minori consumi. In particolare, per l’acquisizione incentivata di macchine agricole e movimento terra sono stati richiesti 4.559 incentivi per un ammontare di 20 milioni di euro. Per quanto riguarda le agevolazioni per le due ruote, 90 contributi sono stati chiesti per motocicli elettrici e ibridi e 24.480 per motocicli fino a 400 cc e fino a 70 kw “Euro 3”, per un valore 12 milioni di euro. Sul fronte degli incentivi al settore nautico, 1.256 sono stati usati per motori fuoribordo e 162 per stampi per scafi da diporto, per un’erogazione complessiva di agevolazioni per 20 milioni di euro. Sta procedendo a buon ritmo anche l’utilizzo degli incentivi per altri settori. Alla fine della scorsa settimana, ad esempio, era stato erogato oltre il 58% dei 60 milioni di euro stanziati che hanno consentito l’acquisto di quasi 50 mila cucine componibili e sono oltre 190 mila i contributi chiesti per la banda larga, vale a dire quasi la metà dei 20 milioni di euro complessivamente disponibili. A godere dei benefici governativi anche l’investimento sinora in quasi 930 rimorchi con Abs, impegnando oltre il 43% degli 8 milioni di euro messi a disposizione. Per l’acquisto di elettrodomestici (cappe climatizzate, cucine a gas, forni elettrici, lavastoviglie, piani di cottura e pompe di calore per l’acqua calda) è stato già speso il 27% dei 50 milioni di euro adoperabili. C’è ancora una buona disponibilità di risorse per finanziarie pure gli incentivi all’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica, per i quali sono stati impiegati sinora 10,5 milioni di 60 milioni di euro disponibili; di nuove gru a torre per l’edilizia, con 181 richieste per oltre 2,7 milioni sui 40 milioni di euro a disposizione; nonché per l’adozione di apparati e strumenti per l’efficienza energetica industriale (batterie di condensatori, inverter, motori ad alta efficienza e Ups), capitolo che dispone di 10 milioni di euro. Gli incentivi governativi potranno essere richiesti sino al 31 dicembre 2010.-  
   
   
LAVORO: ABI, RAGGIUNTO ACCORDO SU CONVENZIONE PER LA RICOLLOCAZIONE PROFESSIONALE INTESA STIPULATA CON LE PIÙ ACCREDITATE ASSOCIAZIONI E SOCIETÀ OPERANTI SUL MERCATO. SUL TESTO VIA LIBERA ANCHE DALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEL SETTORE BANCARIO  
 
Roma, 18 maggio 2010 - Raggiunto l’Accordo per la firma della Convenzione sulla fornitura di servizi di supporto alla ricollocazione professionale (Outplacement). La Convenzione completa l’architettura del “Fondo di solidarietà” di sistema, arricchito recentemente – con il Protocollo del 16 dicembre 2009 su mercato del lavoro e occupazione – di una “sezione emergenziale” rivolta ai lavoratori più giovani, di cui il supporto alla ricollocazione professionale è parte integrante. Il testo, messo a punto da Abi e dalle Associazioni/società Aiso, Assores, Cb&a, Cross, è stato condiviso dai Sindacati di categoria. Obiettivo dell’operazione è dotare il sistema del credito di uno strumento valido ed efficace, a costi competitivi rispetto a quanto reperibile sul mercato, per rendere concretamente fruibile l’istituto dell’Outplacement. Ciò a vantaggio della platea di lavoratori interessati da processi di riduzione di personale, i quali potranno usufruirne su richiesta. Le società di supporto all’Outplacement, accreditate presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si occuperanno – fino ad un massimo di 12 mesi – di un’ampia gamma di servizi, che vanno, tra gli altri, dall’analisi del mercato del lavoro e delle relative opportunità al bilancio delle competenze; dall’elaborazione di un progetto professionale specifico alla formazione avanzata nella gestione di metodologie e strumenti personalizzati di comunicazione; dal supporto di counseling al project review. Si tratta della prima esperienza a livello nazionale riguardante tutte le categorie di personale, anche rispetto ad altri settori produttivi, che introduce, tra l’altro, previsioni innovative in tema di costi. Da un lato, infatti, gli stessi sono stati abbattuti significativamente rispetto al mercato di riferimento; dall’altro, si è strutturato il costo complessivo in due elementi distinti: una quota fissa, all’attivazione del servizio, ed una, eventuale, da riconoscere solo a ricollocazione del lavoratore avvenuta, premiando ed incentivando sostanzialmente il raggiungimento del risultato.  
   
   
MECCANICA VARIA: NEL I TRIMESTRE 2010 SI CONSOLIDA L’INDICE DI FIDUCIA . STIME CAUTAMENTE OTTIMISTICHE PER IL II TRIMESTRE  
 
Milano, 18 maggio 2010 - Pressoché in linea con l’andamento registrato per gli altri settori industriali, anche per la meccanica varia rappresentata da Anima, pur in un clima di incertezza dei mercati internazionali, è proseguita nei primi tre mesi 2010 la lenta risalita verso la ripresa: l’indagine congiunturale condotta su un campione di 420 aziende ha confermato un generale miglioramento nell’indice di fiducia, anche se la fase negativa non è superata. Resta ancora notevole la distanza con i livelli produttivi pre-crisi. “Gli ultimi dati trimestrali di inizio 2010 denotano una sostanziale continuità del lieve miglioramento tendenziale in atto – afferma Sandro Bonomi, Presidente Anima - Al di là dei dati qualitativi, il dato più importante è la crescita dell´indice di ottimismo degli imprenditori del settore meccanica, in lieve ma costante miglioramento negli ultimi cinque trimestri. Ciò significa che le imprese stanno reagendo positivamente manifestando un cauto ottimismo che va oltre le difficoltà attuali di debolezza della domanda e carenza di finanza. E´ l´atteggiamento giusto - nel contempo risultato e aspettativa - per capire e contestualizzare la congiuntura presente, ma anche per affrontare con consapevolezza e determinazione le difficoltà-opportunità da superare e cogliere pur tuttavia ben presenti per chi ha operato o sta operando con prudenza e vigilanza”. Analisi I Trimestre 2010 - Rispetto al Iv trimestre 2009, il 32% delle aziende intervistate ritiene il fatturato aumentato, il 43% invariato, il 25% peggiorato con un saldo ancora positivo (+7) ma notevolmente ridotto rispetto agli ultimi tre mesi 2009 (+24). Anche il confronto con lo stesso trimestre del 2009 evidenzia una situazione ancora incerta in cui le risposte si ripartiscono pressoché uniformemente: 30% miglioramento, 35% stabilità, 35% peggioramento. Da notare tuttavia che il saldo seppure negativo si è dimezzato portandosi da –10 a -5 punti percentuali. Gli ordinativi, proseguendo nel trend del precedente periodo, sono ancora bassi: solo il 14% delle aziende li considera aumentati, mentre per più della metà si mantengono stabili. Il carnet ordini aumenta lievemente rispetto al precedente periodo, passando da 1,94 a 1,99 mesi di lavoro assicurato. Un tasto dolente permane l’occupazione, che sembra aver subito nel primo trimestre un’ulteriore, seppur lieve, contrazione: all’aumento indicato da una esigua percentuale di intervistati (9%) fa da contraltare un 12% di diminuzione. Un segnale ancora rassicurante è costituito dalla quota di aziende che hanno lasciato invariato il numero dei propri dipendenti (79%). Rimane contenuto il livello di investimenti, che riproduce in modo quasi identico il trend evidenziato per il quarto trimestre 2009: 15% in aumento, 74% stabile, 11% in ribasso. Le aziende in questo periodo hanno dedicato i propri investimenti per la maggior parte a ricerca e sviluppo (35%) e formazione (34%). Seguono gli investimenti negli impianti (23%) e nell’internazionalizzazione. Previsioni Ii Trimestre 2010 - Le previsioni per il breve periodo sembrano orientate al rafforzamento del trend di ripresa: nel Ii trimestre 2010 il 37% delle aziende prefigura un rialzo produttivo, il 52% una situazione stabile, l’11% un calo. Anche le previsioni per il terzo trimestre sono ancora all’insegna di un cauto ottimismo, a riprova di un generale convincimento che la ripresa, seppure rimandata e ostacolata da fattori concomitanti, dovrebbe lentamente consolidarsi. Analisi Settoriale - Passando all’analisi di alcuni settori si evidenzia, per il comparto caldareria, rappresentata in Anima dall’Associazione Costruttori Caldareria Ucc, che il 16% (il 29% per il mercato italiano) delle aziende partecipanti considera il proprio fatturato in crescita rispetto al Iv trimestre 2009 e il 27% ritiene sia aumentato rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Per quanto riguarda le previsioni a breve termine, il 24% delle aziende del campione si aspetta un fatturato in crescita nel Ii trimestre dell’anno. Il 48% delle aziende del valvolame bronzo e ottone, rappresentato dall’Associazione Avr federata in Anima, indica un aumento della produttività rispetto al periodo precedente e il 52% un aumento rispetto al I trimestre 2009. Meno buone le previsioni per il secondo trimestre: il saldo fra risposte positive e negative equivale a zero e sembra prevalere la stabilità per il 52% delle aziende. Pressoché stabile (95%) anche occupazione e investimenti (90%). Per quanto invece attiene il valvolame industriale di Avr, anche se in generale le stime relative al primo trimestre sono ancora uniformemente improntate al negativo, si evidenzia un incoraggiante 30% di risposte per un aumento degli investimenti. Le aspettative nel breve periodo sono all’insegna di un’espansione produttiva per il 41% sui mercati esteri e di un ulteriore aumento del fatturato nel totale rispetto al primo trimestre per il 33% delle aziende. Il settore delle pompe, rappresentate in Anima da Assopompe, denuncia un rialzo del fatturato per il 33% dei casi, con saldo negativo di –10 punti percentuali. Molto confortanti le previsioni per il Ii trimestre 2010, con un 55% di risposte positive per un aumento della produzione e un aumento negli investimenti del 28%. Il 23% delle aziende del comparto serrature di Assoferma, federata Anima, indica un’espansione dei livelli produttivi: da rilevare però che sul mercato nazionale la percentuale di risposte positive è raddoppiata (46%). Per il secondo trimestre si prefigura per il 36% delle aziende un aumento di fatturato sui mercati esteri e un 25% sul totale mentre prevale per il 63% degli intervistati la stabilità produttiva.  
   
   
MILANO - IMPRESE MILANESI: LITIGANO QUASI UN 1 MLN DI VOLTE L’ANNO  
 
 Milano, 18 maggio 2010 - In media ogni impresa milanese fa tre litigi importanti con conseguenze costose. Le imprese, nella loro totalità, litigano quasi un milione di volte all’anno. E con la crisi il 23% si pente di un litigio. Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano e da un’indagine sulle imprese milanesi. Se ne è parlato lo scorso 14 maggio alla Camera di Commercio di Milano, in occasione dell’incontro col Ministro Alfano. E dal 2010 più giustizia alternativa e meno tribunale perché il tentativo di conciliazione sarà obbligatorio per liti condominiali, affitto, sanità, contratti bancari, finanziari ed assicurativi. “Come Camera di Commercio di Milano - ha dichiarato Carlo Sangalli, Presidente della Camera di Commercio di Milano - ci occupiamo di conciliazione da quattordici anni. Negli anni abbiamo cercato di dare alla conciliazione una credibilità ed una dimensione strutturata, facendo “sistema” con le altre Camere di commercio e favorendo la nascita di una vera rete di servizi a livello nazionale. E il nuovo decreto legislativo 28/2010 sulla mediazione civile ha anche il merito di rafforzare e certificare il buon lavoro fin qui condotto con un impatto diretto sulla riduzione dei costi per le imprese. L’incontro di oggi ha proprio il senso di avviare una più stretta collaborazione con il Ministero per una valorizzazione del decreto”. Meno Tribunale, conciliazione obbligatoria per risolvere le liti Il Consiglio dei Ministri ha approvato a fine 2009 il decreto legislativo che rende obbligatorio il ricorso alla conciliazione per liti in materia di condominio, locazione, responsabilità medica, contratti bancari, finanziari ed assicurativi. Lo scopo è alleggerire il lavoro della giustizia civile e fornire a chi litiga uno strumento di risoluzione della controversia veloce, efficace ed economico, con la possibilità di usufruire anche di agevolazioni fiscali e crediti di imposta. I dati della conciliazione della Camera di commercio di Milano I casi gestiti dalla Camera Arbitrale di Milano nei primi mesi del 2009, si caratterizzano per la rapidità (35 giorni la durata media delle controversie). Oltre una domanda di conciliazione su dieci tra quelle gestite dall’inizio dell’anno dal Servizio di conciliazione della Camera Arbitrale di Milano è stata depositata da parti provenienti dal territorio lombardo mentre nel 15% dei casi erano italiane od estere. Servizi (Energia, Telecomunicazioni, Trasporti: 41,5%), e commercio (11,6%) i settori in cui si è litigato di più ma in un caso su dieci la controversia ha riguardato il turismo e in quasi uno su venti (4%) le assicurazioni.  
   
   
AUMENTANO GLI IMPRENDITORI ROMENI IN ITALIA  
 
Bucareset, 18 maggio 2010 - Tra il 2004 e il 2009 gli imprenditori romeni che operano sul territorio italiano sono aumentati del 204,1 per cento: lo rivela uno studio sull´imprenditoria straniera in Italia ripreso dall´Ice. La comunità imprenditoriale romena, che opera prevalentemente nell´edilizia è la terza più numerosa, con 49.132 aziende, preceduta solo da quella marocchina (57.621) e da quella cinese (49.854). Seguono gli svizzeri (43.973 imprenditori), i tedeschi (36.325) e gli albanesi (34.982). Le aziende con titolari stranieri negli ultimi cinque anni sono aumentati del 40,5 per cento, raggiungendo a fine 2009 un numero di 599.036 imprese. Nel 2009 l´aumento rispetto all´anno precedente è stato del 4,1 per cento.  
   
   
CROAZIA, GARE PUBBLICHE PER TRE PRIVATIZZAZIONI  
 
Zagabria, 18 maggio 2010 - L´ice segnala che sono state bandite le gare per la privatizzazione delle seguenti società croate: la Adriachem, che si occupa di prodotti a base di Pvc; la Trimot, che confeziona intimo uomo, donna, e la Imota, azienda vinicola. Le offerte devono pervenire entro il 14 giugno 2010. Il costo del capitolato di ogni gara è di 2000 euro.  
   
   
IMPRESE IN LOMBARDIA,GIBELLI: VICINI E ATTENTI A BISOGNI PMI  
 
Milano, 18 maggio 2010 - "Attenzione" e "vicinanza" alle problematiche del mondo delle piccole e medie imprese. E´ quanto ha ribadito ieri il vicepresidente e assessore all´Industria e artigianato, Andrea Gibelli, intervenendo alla prima Convention Nazionale Consorzi di Costruzioni organizzata da Confartigianato Imprese. "Conosco bene bisogni e necessità di questo settore - ha detto Gibelli - alla luce della mia recente esperienza parlamentare, in particolare come presidente della Commissione Attivita´ Produttive della Camera". "Nostra priorità - ha sottolineato Gibelli - sarà porre grande attenzione alle piccole imprese, tessuto produttivo strategico e pilastro della nostra economia". Creare le migliori condizioni per garantire la competitività ed il rilancio delle piccole e micro imprese, il cui ruolo è fondamentale per lo sviluppo dell´occupazione e per la crescita economica: questo l´impegno assunto dal Governo italiano, che ha intrapreso una serie di misure a sostegno di questo settore, dando così seguito al progetto di uno "Small Business Act" per l´Europa della Commissione europea. "E´ paradossale - ha aggiunto il vicepresidente lombardo - che lo Small Business Act Europeo fornisca le indicazioni necessarie per la legislazione nei singoli Paesi, senza che siano stabiliti i meccanismi opportuni per equilibrare questo progetto con le singole realta´, tutelando le Pmi, essenziali per lo sviluppo e la crescita economica della regione e del Paese. Per questo e´ fondamentale che le risorse economiche siano accessibili a chi può usufruirne sul territorio. La nostra azione andrà proprio in questa direzione, incentivando l´attuazione del federalismo fiscale, necessita´ storica non più rinviabile per la redistribuzione delle risorse economiche".  
   
   
LE PMI PIEMONTESI: DAI SETTORI TRADIZIONALI ALL´INNOVAZIONE ATTRAVERSO LA CRISI  
 
Torino, 18 Maggio 2010 - Lo stato di salute dell´economia piemontese Tre ricerche per descrivere lo stato di salute dell’economia piemontese. Uno sguardo che spazia dall’automotive alla crisi nei settori tradizionali alle potenzialità ancora inespresse delle imprese piemontesi che si occupano di contenuti digitali. Sono questi i temi affrontati nel corso del convegno “Le pmi piemontesi: dai settori tradizionali all’innovazione attraverso la crisi”, che si è svolto ieri mattina presso la sede della Regione Piemonte in via Avogadro. Ha commentato l’assessore allo Sviluppo Economico e Attività Produttive della Regione Piemonte, Massimo Giordano:“il pacchetto lavoro, il cosiddetto pacchetto dei cento giorni, che prevede - tra le altre misure - l’immediata applicazione di disposizioni straordinarie per favorire la rilocalizzazione delle imprese sul territorio piemontese e che darà scossa a un sistema economico che oggi soffre molto, è una delle priorità dell’azione di governo di questa Giunta. Al suo interno non mancheranno misure di sostegno consistenti indirizzate alle piccole e medie imprese del territorio, per permettere nuovi meccanismi di innovazione produttiva ed eventuali nuove assunzioni. Per noi le Pmi piemontesi sono il valore aggiunto della nostra economia perché danno lavoro alla nostra gente”. La prima ricerca presentata riguarda le Pmi piemontesi del settore automobilistico. Da un’indagine telefonica, realizzata nel periodo novembre 2009-gennaio 2010, condotta su circa 150 imprese, è emerso che l’occupazione risulta in calo anche nel periodo che comprende gli anni dell’uscita di Fiat dalla crisi: tra il 2005 e il 2008 gli addetti diminuiscono infatti del 5,4 per cento. Inoltre il fatturato ha visto consistenti cali: il 28 per cento delle imprese segnala una riduzione di oltre il 50 per cento del fatturato tra la fine del 2008 ed il 2009, un altro 42 per cento denuncia un calo tra il 30 ed il 50 per cento. Infine solo il 16 per cento delle imprese ha subito una riduzione di fatturato del 13 per cento. Dall’indagine è emerso che le imprese hanno tentato vie di riduzione del personale “soft”, che vanno dal blocco del turn over, al mancato rinnovo di contratti a termine e di lavoratori interinali, alla riduzione dell’orario di lavoro. Inoltre, quasi la totalità delle imprese ha fatto uso di ammortizzatori sociali. Attraverso tali strategie, le imprese sono riuscite a mantenere i propri organici, senza dover ricorrere a licenziamenti. In generale, si può affermare che la crisi, nella maggioranza dei casi, ha interrotto i programmi di investimento e inibito ulteriormente le spinte all’innovazione. Fra le politiche auspicate dalle imprese prevalgono la riduzione degli oneri fiscali, che pare la via più immediata per alleviare la carenza di liquidità e la riduzione della redditività. La seconda analizza invece alcuni percorsi virtuosi di imprese collocate nei settori ‘tradizionali’ del sistema produttivo regionale verificandone i fattori di successo e le politiche che ne avrebbero potuto supportare la diffusione nel tessuto produttivo. L’indagine, condotta nell’inverno 2009-2010, è stata condotta su un campione di 600 imprese riferibili a quattro filiere: l’alimentare, il sistema moda, le produzioni per la casa, i sistemi per produrre. Ne emerge che la crisi ha colpito in modo non uniforme: più di un terzo delle imprese intervistate dichiara effetti relativamente contenuti grazie alla dimensione aziendale e al settore di riferimento, più o meno esposto. In generale i settori più colpiti sono risultati il tessile e l’abbigliamento, che già prima della crisi si dibatteva in un ridimensionamento strutturale e il comparto dei sistemi per produrre, colpito dal generalizzato calo della domanda per investimenti. Le indicazioni sulle politiche industriali che provengono dalle imprese insistono in particolare su due elementi cruciali per l’attuale fase: la richiesta di abbattimento degli oneri fiscali e il sostegno al finanziamento degli investimenti, anche attraverso contributi. A conclusione degli elementi risultanti dall’indagine, pur in una situazione di estrema incertezza, nel complesso si delinea un quadro critico e preoccupato ma non disastroso. Nonostante le difficoltà di questa congiuntura le imprese dei settori indagati dichiarano prospettive di mantenimento dei livelli produttivi, seppur in complessivo ridimensionamento. La terza e ultima indagine riguarda la produzione di contenuti digitali: una ricognizione sulle potenzialità delle imprese piemontesi. L’analisi condotta mostra una forte eterogeneità del settore in Piemonte. I dati aggregati dei settori piemontesi della filiera (soprattutto quelli relativi al valore della produzione) non rispecchiano la crescita rilevata nel mercato italiano del digitale ( il 19,7 per cento tra il 2006 e il 2007 e del 18,9 per cento tra il 2007 e il 2008). Infatti i sottosettori per i quali la regione appare più debole dal punto di vista produttivo – quelli della musica e dei videogiochi - sono quelli dove, secondo alcuni studi, la crescita dell’importanza dei contenuti digitali sarà più forte. Per contro, il sottosettore meglio rappresentato nella struttura produttiva regionale, quello dell’online publishing, appare quello nel quale la crescita del mercato digitale è più debole.  
   
   
MAFLOW, ROSSONI: CONVOCHEREMO COMMISSARI AZIENDA  
 
Milano, 18 maggio 2010 - Le iniziative per la tutela dello stabilimento e dei lavoratori dell´azienda Maflow: è questo l´oggetto della convocazione urgente che l´assessore regionale all´Istruzione, formazione e Lavoro, Gianni Rossoni, diramerà ai commissari del complesso produttivo di Trezzano sul Naviglio, d´intesa con l´amministrazione provinciale di Milano e l´ente locale nel territorio del quale si trova l´azienda. "E´ necessario e urgente - chiarisce Rossoni - che i commissari Maflow illustrino alle istituzioni il quadro della situazione dopo la presentazione delle offerte per l´acquisto e il rilancio dello stabilimento e le eventuali alternative che garantiscano l´azienda e i suoi lavoratori".  
   
   
TURISMO, BALNEARI: 1.000 STABILIMENTI A RISCHIO QUESTA ESTATE MERCOLEDÌ 19 MAGGIO PRESIDIO A ROMA DEGLI IMPRENDITORI BALNEARI DAVANTI AL MINISTERO ECONOMIA E FINANZE  
 
Roma, 18 maggio 2010 - Chiediamo di incontrare il Ministro Giulio Tremonti per trovare una soluzione condivisa in merito alle oltre 1.000 imprese balneari che questa estate non saranno in grado di iniziare a lavorare per la stagione turistica, con la conseguenza di inevitabili licenziamenti del personale, lunghi tratti di litorale senza servizi ed in uno stato di totale abbandono. Questa la legittima richiesta del S.i.b. Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio e della Fiba – Federazione Italiana Balneari aderente a Confesercenti, i principali sindacati di categoria che associano circa il 90% degli stabilimenti balneari italiani. E’ stato dunque predisposto un presidio permanente a partire dal 19 maggio, a Roma, in via Xx Settembre davanti al Ministero dell’Economia e Finanze composto da imprenditori balneari provenienti da tutta Italia. E’ necessario trovare un regime di moratoria dei canoni demaniali marittimi per gli anni 2007/2010, il cui incremento sproporzionato, rispetto a quelli versati nel 2006, coinvolge oltre 1.000 aziende localizzate in diverse regioni. La conseguenza è che ad alcune imprese non sono stati rinnovati i titoli di concessione ad altre, invece, le Autorità concedenti hanno avviato la procedura di decadenza del titolo concessorio causa morosità, malgrado i diretti interessati avessero già provveduto a versare canoni provvisori pari agli importi disposti dalla legge 494/93 adeguati agli indici Istat. Questo presidio è stato attivato per esigere che una delegazione di imprenditori debba essere ricevuta dal Ministro dopo che ripetute richieste, avviate nei mesi scorsi attraverso i canali ufficiali, non hanno avuto alcuna risposta. Siamo ancora in attesa, poi, che venga tramutato in legge il Protocollo di Intesa che disciplina la materia, sottoscritto nel mese di novembre 2008 dall’attuale Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, da tutte le Regioni e i sindacati di categoria. Le imprese balneari, oggi, operano con grande preoccupazione ed incertezza tali da paralizzare gli investimenti più che mai necessari per affrontare adeguatamente la concorrenza internazionale. Un duro colpo all’assunzione del personale è causato, inoltre, dalla enorme confusione circa la disciplina del settore tra Comunità Europea, Governo Italiano, Regioni ed Enti Locali che in questo modo stanno mettendo in serio pericolo il futuro del comparto balneare, fiore all’occhiello dell’offerta turistica italiana. La mobilitazione della categoria è iniziata il 1° dicembre dello scorso anno con la grande manifestazione di Roma a cui hanno partecipato oltre 5.000 imprenditori balneari, segue quella di oggi davanti al Ministero di Tremonti, ma molte altre iniziative sono già state programmate nel corso della stagione estiva. Quella di quest’anno sarà ricordata come una estate molto calda non solo dal punto di vista delle temperature, infatti abbiamo già fissato un calendario per una serie di manifestazioni sia nazionali che locali coinvolgendo anche la clientela che in più di una occasione ha espresso la volontà di appoggiare la nostra causa. Lo scopo è quello di arrivare ad una seria riforma della normativa che regola il nostro settore per assicurare un futuro alle imprese e quindi più rilevanti investimenti, maggiori livelli occupazionali, migliore qualità dell’offerta dei servizi di spiaggia, fornendo in questo modo un contributo determinante per il riposizionamento dell’Italia nel comparto turistico mondiale.  
   
   
CRISI AGILE EUTELIA  
 
Torino, 18 Maggio 2010 - Gli assessori Rosso e Giordano hanno incontrato una delegazione di lavoratori Questa mattina il vicepresidente e assessore al Lavoro, Roberto Rosso e l’assessore allo Sviluppo Economico e Attività Produttive, Massimo Giordano, hanno ricevuto una rappresentanza dei lavoratori del gruppo Agile ex Eutelia. I lavoratori hanno richiesto la riconvocazione di un tavolo di confronto nazionale, ribadendo che, dal loro punto di vista, solo un gruppo di lavoro coordinato dal Governo potrà affrontare la questione della ripartenza dell’azienda e della riapertura delle commesse pubbliche. Gli assessori hanno subito accolto la richiesta e hanno predisposto una lettera che sarà firmata dal Presidente Cota e inviata nel più breve tempo possibile per riconvocare il tavolo nazionale. In merito alle successive dichiarazioni degli onorevoli Boccuzzi ed Esposito, l’assessore Giordano ha commentato: “La politica non deve strumentalizzare queste situazioni. Non c’era alcun intento discriminatorio, né alcuna volontà di escludere l’onorevole Esposito dalla discussione sulla situazione dell’azienda. Su loro richiesta abbiamo ricevuto una delegazione di lavoratori, ma non era previsto alcun incontro. In ogni caso ci siamo resi disponibili a ricevere subito dopo i parlamentari. Vorremmo ribadire che, in questa fase, la questione principale per noi è trovare una soluzione che possa andare incontro alle reali esigenze dei lavoratori”.  
   
   
118, AVVIATE LE TRANSAZIONI. RUSSO: "SEGNALE DI RESPONSABILITA´"  
 
Palermo, 18 maggio 2010 - Sono gia´ piu´ di 500 gli autisti soccorritori della Sise che hanno firmato la transazione con l´azienda, atto che prelude alla loro messa in mobilita´ e alla successiva assunzione da parte della Sues, la nuova societa´ consortile a capitale pubblico. Si tratta della quasi totalita´ dei lavoratori finora contattati nell´ambito della delicata fase di passaggio da una societa´ all´altra, secondo il cronoprogramma e gli accordi gia´ raggiunti dai vertici della Regione, della Seus e della Sise con le organizzazioni sindacali. E intanto sono gia´ stati assunti dalla Seus i primi 20 lavoratori del settore amministrativo che dovranno svolgere i primi atti della nuova societa´. "Sono molto contento - commenta l´assessore regionale per la Salute Massimo Russo - per il grande senso di responsabilita´ dimostrato dai lavoratori. E´ stata compresa fino in fondo la strategia che si e´ deciso di seguire per chiudere una pagina e aprirne un´altra, mantenendo - come avevo promesso fin dall´inizio - gli stessi livelli occupazionali. E del resto, proprio in questi giorni, la Corte di Cassazione (sentenza 16733 del maggio 2010) per una vicenda analoga, ha ritenuto legittima una soluzione che prevede la rinuncia ad alcuni diritti a fronte di nuovi benefici. Con la Sise posta in liquidazione, era questa l´unica soluzione possibile per evitare ai lavoratori il rischio di un licenziamento senza garanzie per il futuro. Credo che i lavoratori della Sise, che hanno scelto responsabilmente di rinunciare al pagamento degli straordinari, potranno contare su un futuro piu´ sereno che offrira´ loro certezze occupazionali e migliori condizioni contrattuali, a cominciare da un contratto a tempo pieno". Le transazioni con i lavoratori proseguiranno nei prossimi giorni e nel giro di qualche settimana dovrebbero essere completate tutte le procedure necessarie all´avvio della gestione del servizio di emergenza urgenza, in totale autonomia, da parte della Seus. "Dopo inevitabili tensioni determinate da una situazione complessa - ha concluso Russo - non posso che essere soddisfatto per la collaborazione che tutti i soggetti interessati, a cominciare dalla Croce Rossa e dai sindacati, stanno offrendo per rilanciare un servizio che deve continuare ad essere un perno fondamentale del sistema sanitario regionale".  
   
   
LEGLER: FIRMATO A MACOMER L´ACCORDO ULTRA CINQUANTENNI  
 
Macomer, 18 Maggio 2010 - La Regione, con le Province di Nuoro e Oristano, 27 Comuni e le organizzazioni sindacali territoriali e di categoria, ha firmato le linee attuative del Verbale di Accordo istituzionale siglato il 2 novembre 2009 dal Presidente Cappellacci e dalle parti sociali, in merito alla vertenza della ex Legler (oggi Texfer). Facendo riferimento anche all’Accordo quadro sottoscritto il 17 dicembre scorso all’Assessorato regionale del Lavoro, sarà realizzato un programma d’inserimento occupazionale di 148 lavoratori già impiegati negli stabilimenti, che risultavano ultracinquantenni alla data del 31 dicembre 2009. Va fatta una premessa. I lavoratori della ex Legler sono tra i beneficiari della Legge n.127/2006 (meglio conosciuta come Decreto Maroni), la quale prevede un percorso di reimpiego per quei lavoratori che, al 31 dicembre 2006, risultavano ultracinquantenni. L’obiettivo era quello dell’avvicinamento alla pensione. Con un emendamento della Finanziaria regionale 2010 è stato esteso il provvedimento a coloro che avevano compiuto 50 anni entro il 31 dicembre 2009. La Regione garantirà loro un sostegno al reddito pari a 500 euro netti mensili, per dodici mensilità: è un trattamento economico integrativo rispetto all’ammortizzatore sociale in godimento. I lavoratori della ex Legler che volontariamente sottoscriveranno il Patto di servizio presso i Csl provinciali (Centri servizi per il lavoro), dovranno effettuare i percorsi di riqualificazione e/o di aggiornamento professionale eventualmente necessari. I lavoratori potranno essere impiegati dagli enti locali che hanno sottoscritto l’Accordo odierno, attraverso progetti finalizzati ad attività di supporto all’Amministrazione, in funzione delle capacità professionali ed operative degli stessi lavoratori della ex Legler. I Comuni che hanno sottoscritto l’Accordo dovranno impiegare i lavoratori per un numero di ore commisurate ai trattamenti economici annuali erogati in rapporto alla paga oraria del dipendente pubblico che svolga analoghe mansioni (al netto delle ritenute previdenziali ed assistenziali e comprensiva del rateo della 13a mensilità), tenuto conto della posizione lavorativa di provenienza. Il rapporto di utilizzazione sarà sancito con una nota di comunicazione da parte del singolo Comune all’Assessorato regionale del Lavoro e all’Inps, e scadrà il 31 dicembre di ciascun anno (è rinnovabile di anno in anno). La Regione s’impegna a garantire la copertura degli oneri relativi all’erogazione dei trattamenti economici ai lavoratori. I Comuni dovranno provvedere agli adempimenti relativi alle assicurazioni obbligatorie (Inail) e di responsabilità civile, nonché alle normative in materia di sicurezza sul lavoro. La Regione erogherà a ciascun Comune un contributo annuo forfetario di 300 euro per ogni lavoratore impiegato, quale rimborso per gli oneri relativi ad assicurazioni obbligatorie, materiale antinfortunistico, di consumo ed altre eventuali spese gestionali. Inoltre, i Comuni che avranno necessità di una maggiore prestazione oraria, dovranno provvedere con fondi del loro bilancio alle ulteriori integrazioni economiche a favore dei lavoratori. Ciascun rapporto di lavoro sarà sottoposto a periodiche verifiche da parte dell’Assessorato regionale del Lavoro. "Questo Accordo – commenta l’assessore regionale del Lavoro, Franco Manca – è stato raggiunto in virtù della disponibilità al dialogo di tutte le parti coinvolte al tavolo delle trattative. Anche in questo caso, la coesione sociale ha portato a un risultato positivo per i lavoratori. Il loro reinserimento nel mercato del lavoro, tuttavia, non conclude la vertenza: un aspetto importantissimo del riavvio produttivo degli stabilimenti sardi è legato all’acquisto della società da parte di nuovi imprenditori, che consentirebbe il reimpiego degli altri lavoratori. L’impegno della Giunta e del Presidente Cappellacci è rivolto verso questa soluzione".  
   
   
IMPRESE ESTRATTIVE IN ABRUZZO: SCATTERA´ CANONE DOPO SI´ DAL CONSIGLIO A BREVE TAVOLO ISTITUZIONALE IN MATERIA  
 
L´aquila, 18 maggio 2010 - L´abruzzo è tra la prime Regioni in Italia ad applicare un canone alle imprese operanti nel settore estrattivo in base alla loro superficie in attesa che venga predisposto il Piano Regionale delle Attività Estrattive. L´introito ricavato andrà a vantaggio dei servizi sul territorio. L´iniziativa, che vede coinvolte anche le torbiere, è stata annunciata stamattina in conferenza stampa dall´assessore alle Attività Estrattive, Alfredo Castiglione. Erano presenti anche Gesualdo del Pizzo e Enzo Faieta, rispettivamente responsabile regionale e dirigente del settore Attività Estrattive. "In attesa dell´adozione della legge organica in materia di attività estrattive “ ha affermato Castiglione “ la Giunta ha approvato un progetto di legge che mira a coinvolgere finanziariamente le imprese operanti nel settore estrattivo alla riabilitazione e conservazione del territorio con l´applicazione di un contributo ambientale". Se il progetto di legge sarà approvato dal Consiglio Regionale, a partire dal primo gennaio 2011 saranno applicati gli indennizzi di contributo ambientale. Il valore del canone, per quanto attiene alle cave, circa 300 sul territorio abruzzese secondo Faieta, oscilla tra i 3.000 ed i 10.000 euro annui, calcolati in base ai volumi estrattivi. Per l´attività mineraria invece, il contributo annuale è fissato a 50 euro, per frazione di ettaro, o ogni ettaro in concessione ed a 30 euro per ogni ettaro o frazione di ettaro per permesso di ricerca. Per le attività estrattive relative alla coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi su terraferma il contributo annuale è pari a 5 euro, per ogni ettaro o frazione di ettaro dato in concessione per i permessi di ricerca, ad euro 50 per la coltivazione di idrocarburi gassosi e liquidi,ed ancora euro 50 per lo stoccaggio. "Dopo le acque - ha affermato l´assessore - anche le cave, le torbiere e le attività di idrocarburi dovranno pagare un canone, a titolo di indennizzo forfettario riferito agli obblighi facenti capo alla Regione in materia di controllo e gestione del territorio". Il progetto di legge, che Castiglione auspica arrivi in sede di quarta Commissione la prossima settimana, e che "si rivolge principalmente all´attività estrattiva connessa alle cave, è stato già positivamente visionato dai referenti delle attività estrattive, mi riferisco, ha aggiunto - ad Apiedil, (Associazione piccoli imprenditori edili) e Ance, coinvolte sia come associazione cavatori, sia come settore edilizio, Arca (Associazione Regionali Cavatori Abruzzesi), Associazione Cavatori Teramani. "Il contributo - ha aggiunto inciderà 10 centesimi su ogni metro cubo di materiale estratto". "Ribadisco- ha concluso - che non verranno più rilasciate concessioni, né permessi di coltivazione per quanto riguarda gli idrocarburi gassosi e liquidi". A breve sarà costituito un Tavolo Istituzionale tra la Regione e l´Associazione cavatori per definire una comune strategia risolutiva delle complesse problematiche inerenti le attività estrattive".  
   
   
CRISI MERLONI: CONVOCATO “TAVOLO REGIONALE”  
 
 Perugia, 18 maggio 2010 - Servirà a fare il punto della situazione della “Antonio Merloni”, anche alla luce della proroga per un anno dell’amministrazione straordinaria in scadenza il prossimo 22 maggio, il Tavolo regionale per la crisi Merloni convocato dall’assessore allo Sviluppo economico della Regione Umbria Gianluca Rossi per giovedì 20 maggio (ore 10.30, assessorato regionale). “La proroga della Marzano per i lavoratori del gruppo – ha detto Rossi - consente ai dipendenti ed alle loro famiglie di continuare ad usufruire degli ammortizzatori sociali e riapre la possibilità di ricercare soluzioni industriali funzionali al superamento della crisi ed è quindi importante che si arrivi al più presto alla riapertura del bando internazionale per l’acquisto dell’Azienda. Come Regione Umbria – ha sottolineato l’assessore – continuiamo ad esser impegnati a trovare soluzioni per garantire il mantenimento produttivo del sito umbro, salvaguardando i livelli occupazionali e l’economia del territorio interessato. All’incontro di giovedì saranno presenti i soggetti istitutivi del Tavolo regionale: oltre alla Regione Umbria, le istituzioni locali, le organizzazioni sindacali e le Agenzie regionali. Verrà tenuto conto – ha detto l’assessore regionale Rossi - anche delle sollecitazioni provenienti dai comitati dei lavoratori costituiti all’interno dell’azienda.