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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 25 Maggio 2010 |
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UE: LA POLITICA AGRICOLA COMUNE DOPO IL 2013 |
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Il 18 maggio la Rappresentanza in Italia della Commissione europea ha ospitato un dibattito sul processo di riforma della Politica agricola comune (Pac) dopo il 2013, con particolare attenzione ai prodotti mediterranei (ortofrutta, vino e olio di oliva). Molto interesse ha anche suscitato il programma "Frutta nelle scuole", istituito nel 2009 per far fronte allo scarso consumo di frutta e verdura da parte dei bambini, che prevede la concessione di un aiuto comunitario per la distribuzione di frutta, verdura, banane e prodotti derivati negli istituti scolastici per indurre i giovani consumatori ad apprezzare gli ortofrutticoli nel periodo in cui si formano le loro abitudini alimentari e aumentarne pertanto il consumo futuro. Il 18 maggio la Rappresentanza in Italia della Commissione europea ha ospitato un dibattito sul processo di riforma della Pac dopo il 2013, con particolare attenzione ai prodotti mediterranei (ortofrutta, vino e olio di oliva). Rudy Van Der Stappen, Capo Unità aggiunto alla Direzione Generale Agricoltura della Commissione europea, e Giuliana Keller, responsabile del programma "Frutta nelle scuole" hanno incontrato le organizzazioni del settore (Coldiretti, Cia, Colfagricoltura, Confcooperative, etc), gli attori istituzionali (Ministero delle Politiche agricole) e giornalisti del settore. Il dott Van Der stappen ha ricordato le parole del Commissario europeo per l´agricoltura Dacian Cioloþ sulle future linee di politica agricola. La nuova Pac dovrà essere dotata di un bilancio adeguato per rispondere a tre grandi priorità: a) nuovi metodi e criteri per la distribuzione degli aiuti diretti; b) moderni meccanismi di regolazione del mercato per affrontare la volatilità dei prezzi e l´instabilità del reddito degli agricoltori; c) ristrutturazione e modernizzazione delle aziende agricole attraverso una più efficace politica di sviluppo rurale. Il processo di consultazione con i principali attori operanti nel settore agro-alimentare rappresenta la prima fase del processo di revisione della Pac e uno strumento indispensabile per la definizione dei nuovi indirizzi di tale politica. Tale consultazione (http://ec.Europa.eu/agriculture/cap-post-2013/debate/index_it.htm) terminerà a luglio 2010 e i contributi raccolti saranno tenuti in considerazione nell´elaborazione della strategia sul futuro della Pac che sarà presentata dalla Commissione europea entro la fine dell´anno. In particolare, Van Der Stappen ha ricordato che il processo di consultazione con i principali attori nel settore ortofrutticolo è fondamentale per fornire una prima valutazione del processo di riforma del settore stesso iniziato nel 2007. Nel rispondere alle preoccupazioni sollevate dai partecipanti sulla crisi che recentemente ha colpito il settore ortofrutticolo Van Der Stappen ha sottolineato che le conclusioni del Gruppo Alto Livello Latte, circa le misure applicabili al settore lattiero-caseario, potrebbero essere utili anche nel settore ortofrutticolo. Chiarimenti sono stati inoltre chiesti sulla nozione di valore della produzione commercializzata, cioè su fino a che punto della sua filiera di trasformazione un prodotto può essere considerato "ortofrutta" (e non prodotto industriale, per esempio) e beneficiare conseguentemente delle misure di sostegno. Molto interesse ha anche suscitato il programma "Frutta nelle scuole", per il quale i partecipanti hanno sottolineato l´opportunità, tra l´altro già esistente a livello di strategia nazionale, di estendere il target interessato a studenti più adulti (medie e superiori), in quanto possibili consumatori più consapevoli di prodotti ortofrutticoli rispetto agli studenti delle scuole elementari. |
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CONVEGNO: LA BIODIVERSITÀ E IL PATRIMONIO AGROALIMENTARE COME FATTORE DI IDENTITÀ |
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Roma - Mercoledì 26 maggio 2010 ore 10.00presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica Italiana si terrà il Convegno internazionale La Biodiversità e il Patrimonio Agroalimentare come Fattore di Identità, nell’ambito del Festival delle Identità, manifestazione promossa da Learn To Be Free Onlus di Irene Pivetti. L’onu ha dichiarato il 2010 Anno Internazionale delle Biodiversità, inaugurato lo scorso gennaio a Berlino. Obiettivo dell’iniziativa è riaffermare i valori della Convenzione internazionale della diversità biologica e del Countdown 2010 (l´impegno preso nel 2002 da alcune nazioni, tra cui l´Italia, di ridurre significativamente la perdita di biodiversità entro il 2010), e aumentare la consapevolezza dei governi e del grande pubblico dell´importanza della diversità biologica per la vita sulla Terra. Durante tutto il 2010 nel nostro paese e in tutto il mondo saranno organizzati eventi, convegni internazionali e seminari sul tema. In questo contesto di iniziative si colloca il Convegno promosso dal Festival delle Identità, un progetto internazionale dedicato alla valorizzazione dell’identità dei popoli e del legame con la loro terra in tutte le sue declinazioni: culturali, sociali, etniche, alimentari. La manifestazione ha il patrocinio di: Onu (U.n.r.i.c. – United Nations Regional Information Centre for Western Europe), Regione Emilia-romagna, Provincia di Parma, Comune di Parma, Università degli Studi di Parma. Interventi: Modera: Sen. Lamberto Dini, Presidente della Commissione Affari Esteri ed Emigrazione; Sen. Antonio D’alì, Presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali. La tutela della Biodiversità nell’Ecosistema Mediterraneo; Irene Pivetti, Presidente Ltbf Onlus. Festival delle Identità: Identità e Biodiversità: Dott. Damiano Luchetti, Programme Officer Fao, Natural Resources Management and Environment Department. Sicurezza alimentare e lotta alla povertà: Il ruolo chiave della biodiversità e dei servizi eco sistemici; Dott. Cesare Azzali, Presidente del Collegio Europeo. La disciplina europea delle denominazioni d’origine quale fattore di tutela della biodiversità; Prof. Giuseppe G. Castorina, Dir. Dipartimento di Lingue Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma Sapienza. Ecolinguistica; Sen. Fausto Giovannelli, Presidente del Parco Cento Laghi (Appennino parmense); Luigi Lucchi, Sindaco di Berceto. I nativi, custodi della biodiversità; Interverranno inoltre rappresentanti del World Food Programme, dell’Ifad e dell’Efsa In conclusione l’attrice Sabrina Paravicini reciterà le poesie di Franco Pesci. |
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FVG: FATTORIE SOCIALI PER INCLUSIONE PERSONE FRAGILI |
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Agricoltura sociale come risultato di una sinergia fra organizzazioni agricole e terzo settore nella prospettiva dello sviluppo di un nuovo welfare di comunità. Se ne è parlato il 21 maggio a Fiume Veneto (Pn) in un convegno che ha rappresentato un momento di sintesi rispetto ad un percorso iniziato quattro anni fa con la costituzione del Forum delle fattorie sociali nella provincia di Pordenone, che ha portato alla nascita di una rete fra aziende agricole e realtà del terzo settore, ovvero soggetti di natura privata ma volti alla produzione di beni e servizi a destinazione pubblica o collettiva, quali cooperative sociali, associazioni di volontariato, onlus. All´incontro hanno partecipato, tra gli altri, anche gli assessori regionali alla Salute e politiche sociali, Vladimir Kosic, e all´Agricoltura, Claudio Violino, i quali hanno sottolineato come le fattorie sociali vanno intese come imprese che svolgono attività produttiva in modo integrato con l´offerta di servizi assistenziali, educativi, formativi e occupazionali, a vantaggio dei soggetti deboli che in esse possono trovare una risposta ai bisogni di inclusione socio-lavorativa e di autonomia abitativa. Si tratta dunque di un contesto relazionale fortemente inclusivo, cui l´Amministrazione regionale guarda con attenzione, ha spiegato l´assessore Kosic, anche in prospettiva dei prossimi processi di pianificazione locale in materia sociosanitaria, in quanto le Fattorie sociali rientrano nel quadro dello sviluppo di modelli di welfare capaci di valorizzare esperienze che promuovono l´integrazione di economie, di saperi, di opportunità. Requisiti e caratteristiche delle fattorie sociali, quali appunto strutture che estendono i loro servizi a favore di persone che presentano forme di fragilità o di svantaggio psico-fisico, sono indicati in un regolamento approvato dalla Regione nell´agosto dello scorso anno. Con le leggi finanziarie regionali del 2009 e del 2010 sono state assegnate risorse per complessivi 200 mila euro alle Aziende sanitarie 5 - Bassa friulana, e 6 - Friuli Occidentale, per la sperimentazione del modello delle fattorie sociali, in una logica di partenariato pubblico-privato, e dunque in sinergia tra aziende sanitarie, Comuni, aziende agricole e cooperative sociali. Il tutto in una logica che implica il passaggio ad una visione che considera i settori sociale e sanitario come centri di investimento e volano di nuove iniziative economiche virtuose e non più semplici centri di spesa. Nel corso dell´incontro l´assessore Violino ha anche ricordato come sia in fase di avvio il progetto di agricoltura sociale nelle aziende dell´Ersa, che prevede lo sviluppo di attività di economia sociale volte all´inserimento lavorativo ed abitativo di persone svantaggiate in terreni ed immobili di proprietà della Regione. Secondo l´assessore l´agricoltura è particolarmente adatta a questi scopi, dal momento che i suoi ritmi lenti legati alla terrà la fanno diventare un anello sociale di fondamentale importanza: l´agricoltura e l´impresa agricola caratterizzano e formano un tessuto sociale e, in più contribuiscono a sviluppare e radicare il concetto di qualità alimentare e al mantenimento dell´ambiente. |
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REGIONE LOMBARDIA VICINA ALL´AGRICOLTURA |
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Meno burocrazia, più fondi, sostegno allo sviluppo delle imprese agricole. Risposte concrete a domande precise del mondo dell´agricoltura riunito oggi a Cremona per l´annuale assemblea di Confagricoltura, che ha affrontato il tema della green economy. Alle richieste del presidente regionale, Francesco Bettoni, e di quello nazionale, Federico Vecchioni, l´assessore regionale all´Agricoltura, Giulio De Capitani, ha risposto dimostrando tutta l´attenzione della Giunta - presente anche con l´assessore all´Istruzione, Formazione e Lavoro, Gianni Rossoni - al mondo dell´agricoltura. "Annuncio in questa importante sede - ha detto De Capitani - che il richiamo alla promozione del fotovoltaico ha già trovato oggi una risposta immediata. Il nostro Assessorato ha riaperto i termini per il finanziamento di questi impianti attraverso una modifica alla misura 311 del Programma di sviluppo rurale (Psr)". In questo modo, l´assessore ha rimarcato l´attenzione della Regione Lombardia alla green economy. "Regione Lombardia - ha sottolineato De Capitani - ha già attuato interventi in questo settore anche con progetti sperimentali. Attualmente ci stiamo attivando per reperire ulteriori risorse perché gli obiettivi della green economy possono essere utili per risolvere alcuni problemi della nostra agricoltura come quello dei nitrati e rappresentare una forma di reddito integrativa per i diversi sistemi rurali lombardi". De Capitani, quindi, ha ricordato l´impegno della Regione Lombardia per la semplificazione burocratica "elemento importante in un momento di crisi economica come quello da cui stiamo uscendo". "Il Psr - ha continuato De Capitani - è uno strumento strategico e nel 2010 abbiamo l´occasione per l´ultimo riorientamento dei suoi fondi utilizzandoli al meglio per lo sviluppo competitivo delle nostre imprese". "A proposito di fondi - ha concluso De Capitani - vareremo entro pochi giorni gli strumenti finanziari che il presidente Bettoni aveva chiesto al presidente Formigoni a inizio anno, ovvero misure per ristabilire la liquidità aziendale attraverso prestiti agevolati con l´abbattimento degli interessi e garantiti da Regione e Sistema camerale. A questo si sommerà l´anticipo della Pac che verrà liquidato entro fine luglio. Un impegno finanziario importante che Regione Lombardia attua per prima in Italia e che dimostra l´attenzione del governo lombardo alle sue imprese agricole". |
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LOMBARDIA: CON UGANDA SINERGIA MODELLO EXPO LA SUINICOLTURA REGIONALE AL SERVIZIO DEL CONTINENTE NERO TECNICI AFRICANI SI FORMANO PRESSO LE AZIENDE DEL CREMONESE |
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Una sinergia per lo sviluppo e per nutrire il mondo, proprio come dice il tema dell´Expo 2015. E´ questa la fisionomia del progetto che promuove lo sviluppo della filiera della suinicoltura in Uganda, realizzato da Regione Lombardia, Avsi (ong attiva nel volontariato internazionale) e le associazioni allevatori lombardi Aral e provinciali Apa, con l´apporto della Provincia di Cremona e di aziende private. Il punto sull´iniziativa, che mira a migliorare le condizioni di vita della popolazione nell´area rurale di Kampala, è stato fatto oggi in una conferenza stampa alla Fiera di Cremona cui hanno partecipato l´assessore regionale all´Agricoltura, Giulio De Capitani e il presidente della Provincia, Massimiliano Salini, insieme ai rappresentanti di Avsi, Aral e Apa. A seguito di una missione istituzionale e al successivo coinvolgimento di Avsi, l´intervento è entrato nella fase attuativa dopo l´incontro a Palazzo Pirelli, il 13 ottobre scorso, tra il presidente Roberto Formigoni e il vice presidente dell´Uganda, Gilbert Bukenya. "Il progetto di cooperazione internazionale agroalimentare relativo al trasferimento di know how per lo sviluppo della filiera suinicola in Uganda - ha commentato l´assessore De Capitani - realizza pienamente il concetto di solidarietà inteso non già come passivo assistenzialismo, ma come forma di aiuto concreto e duraturo". L´obiettivo concreto della fase uno del progetto è la formazione dei tecnici perché la filiera suinicola si possa sviluppare in Uganda; fino alla fine di luglio quattro tecnici africani frequenteranno le aziende del Cremonese per conoscere i segreti legati al mondo del maiale. "Insegnare a qualcuno come si può fare bene qualcosa - ha aggiunto De Capitani - e aiutarlo nel muovere i primi passi, accompagnandolo fino a che non è autonomo, significa consegnare un patrimonio, in termini di sapere e saper fare, che resterà nel tempo e che soprattutto mette chi è più svantaggiato nella condizione di liberarsi dal bisogno, una delle più autentiche forme di libertà. Per questo ho molto apprezzato i contenuti di questo progetto, che è nato sotto l´egida del mio predecessore, Luca Daniel Ferrazzi, ed è stato condiviso e sostenuto dal presidente Formigoni come importante tassello nell´ambito della cooperazione internazionale della Regione Lombardia, nella fattispecie con l´Uganda, Paese con il quale sono da anni attivi progetti di collaborazione in altri settori, soprattutto in quello sanitario". "La cooperazione internazionale è innanzitutto condivisione di conoscenze, da cui poi deriva un´azione concreta che genera sviluppo - ha dichiarato il presidente della Provincia di Cremona, Massimiliano Salini -. Già in occasione della visita del vicepresidente ugandese Bukenya ad un´importante azienda suinicola cremonese, abbiamo avuto modo di mettere in sinergia il nostro know how con il loro bisogno di apprendere e applicare nel loro Paese esempi di imprenditoria agricola di qualità. Il territorio cremonese, in modo particolare, è all´avanguardia sotto questo profilo e può dare un grande contributo a questo progetto. Ne è riprova la formazione che i tecnici ugandesi stanno svolgendo in questi mesi tra le aziende del nostro territorio". Data la rilevanza del progetto e il suo stretto rapporto coi temi dell´Expo 2015, l´assessorato all´Agricoltura della Regione l´ha inserito, dopo il via libera del tavolo Lombardia del novembre scorso, nell´Aqst (Accordo quadro di sviluppo territoriale) Expo 2015. Per il progetto si sta ipotizzando la fase due durante la quale si prevede di realizzare un laboratorio di fecondazione artificiale per suini nelle vicinanze di Kampala e un impianto pilota di macellazione di suini. L´assessorato regionale all´Agricoltura ha già inviato richiesta di patrocinio del progetti alla società Expo 2015 spa ritenendo quest´intervento una "best practice" da mettere in vetrina durante la grande esposizione universale. "Il mio compiacimento - ha concluso l´assessore regionale - si estende anche a tutti gli altri attori coinvolti, a partire da Avsi e Aral, fondamentali partner sul campo. Lasciare la propria terra e trasferirsi altrove dovrebbe essere sempre una scelta, mai un obbligo, unica via possibile alla sopravvivenza. Per questo il nostro Assessorato ritiene di dovere fare la propria parte nell´aiutare altri popoli e comunità a vivere meglio dove hanno le loro radici". |
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PIANO DI SVILUPPO RURALE DEL MOLISE, DOMANDE DI PARTECIPAZIONE PROROGATE AL 31 LUGLIO SI TRATTA DI SETTE BANDI CON UNA DOTAZIONE FINANZIARIA DI CIRCA CINQUANTA MILIONI DI EURO |
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L´assessore Nicola Cavaliere ha disposto la proroga, dal 30 maggio al 31 luglio 2010, per la presentazione delle domande relative ai Bandi del Piano di Sviluppo rurale, i cui contenuti sono stati pubblicati sul Burm numero 30 del 16 dicembre 2009. "Tale decisione - ha spiegato l´Assessore - si è resa necessaria per evitare il sorgere di problemi di natura tecnica e procedurale e consentire a tutti gli aventi diritto di poter presentare regolarmente la propria domanda". Si tratta di sette bandi che mettono a disposizione delle aziende agricole molisane circa cinquanta milioni di euro. Il primo è rivolto ai giovani agricoltori ed ha una dotazione pari a 1 milione e mezzo di euro. Il secondo è rivolto ai giovani che si insediano per la prima volta in agricoltura ed ha una dotazione pari a sei milioni di euro. Il terzo bando è riservato agli agricoltori ed agli operai agricoli, di età pari o superiore ai cinquantacinque anni, che escono dal settore agricolo, e prevede interventi pari a due milioni e centomila euro. Il quarto è destinato agli agricoltori che si avvalgono della consulenza aziendale ed ha una dotazione di due milioni di euro. Circa ventidue milioni di euro saranno destinati, invece, all´ammodernamento delle aziende agricole, mentre altri sedici milioni e mezzo andranno a favore delle piccole e medie imprese e alle micro imprese che svolgono attività di trasformazione dei prodotti agricoli e forestali. L´ultimo bando, che prevede interventi per due milioni di euro, è destinato agli imprenditori che aderiscono a sistemi di qualità riconosciuti quali "Dop", "Igp" e "Biologico". |
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FRUTTA ESTIVA E CRISI DI MERCATO - RABBONI SCRIVE A GALAN: ANCHE IN ITALIA UN ACCORDO TRA PRODUTTORI E GRANDE DISTRIBUZIONE SUL MODELLO DI QUELLO FIRMATO IN FRANCIA NEI GIORNI SCORSI. "A RISCHIO LA SOPRAVVIVENZA DI UN COMPARTO DI FONDAMENTALE IMPORTANZA". |
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Bologna -La grave crisi dei prezzi che la scorsa estate ha colpito il comparto della frutta estiva , pesche e nettarine in testa, mettendo in forte difficoltà tante aziende agricole, di fatto costrette a produrre sottocosto, non deve ripetersi. E per questo l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni , in attesa di un pacchetto complessivo di misure da condividere a livello comunitario, chiede al Governo di farsi promotore di un accordo tra mondo agricolo e grande distribuzione per limitare gli effetti negativi di possibili crisi di mercato, evitando in particolare eccessive disparità tra prezzi alla produzione e prezzi al consumo. Un esempio al riguardo c’è già - spiega Rabboni in una lettera inviata oggi al ministro dell’agricoltura Giancarlo Galan - ed è l’accordo raggiunto in Francia nei giorni scorsi tra mondo agricolo e grande distribuzione “con l’autorevole mediazione del presidente Sarkozy”. L’intesa francese, spiega Rabboni , prevede che “in caso di crisi di un determinato prodotto, la distribuzione non aumenti gli specifici margini lordi, mantenendoli allo stesso livello di incidenza percentuale media delle tre campagne precedenti”, con una tassazione aggiuntiva per i distributori con un volume d’affari superiore ai 100 milioni di euro che non sottoscriveranno tale accordo. “Le chiedo - scrive pertanto Rabboni a Galan – di farsi portavoce presso il Governo delle difficoltà incontrare dagli agricoltori nella difesa della redditività dei prodotti a più elevata deperibilità e maggiormente colpiti dalle crisi congiunturali, promuovendo anche in Italia provvedimenti simili a quelli francesi”. “Una situazione analoga a quella che ha caratterizzato le scorse annate – sottolinea infatti Rabboni – potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza di un comparto di fondamentale importanza per l’economia nazionale”. |
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GRANO ALL´OCRATOSSINA, LA CIA PUGLIA SI COSTITUISCE PARTE CIVILE. UNA NOTA DI STEFANO |
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“Abbiamo appreso con favore la decisione della Cia Puglia di costituirsi parte civile nel processo che il 24 giugno si aprirà sui fatti che portarono al sequestro del carico di grano all’ocratossina nel Porto di Bari. Così si esprime l’Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno. Il 23 settembre 2005, infatti, nel Porto di Bari, la Procura di Trani appose i sigilli al carico di grano duro stivato a bordo della nave “Loch Alyn”, battente bandiera di Hong Kong, con un carico di 580.000 quintali di grano duro, di cui 450.000 ca, furono acquistati da una azienda di trasformazione del Nord Barese. Un grano che, dalle analisi disposte dalle competenti autorità, risultò contaminato all’ocratossina. "Il continuo ampliamento del mercato globale e degli scambi commerciali su numerosi prodotti agricoli – dice Stefàno - condizionano un flusso di merci reso critico da numerosi fattori, non sempre leciti. Le nostre produzioni sono concentrate verso un percorso con l’obiettivo della qualità. Una qualità che va tutelata con qualsiasi tipo di processo amministrativo e tecnico e con tutte le forze che ne possono garantire il mantenimento, la stabilità e l’incentivazione”. “È in questo percorso – continua Stefàno - che l’Assessorato alle Risorse Agroalimentari, condividendo da tempo quanto sostenuto dalla Cia in sede di costituzione di parte civile nel processo che si aprirà a breve, già dall’estate scorsa si è fatto promotore di un tavolo di coordinamento di tutti i soggetti istituzionalmente preposti al fine di efficientare i sistemi di controllo per meglio evitare illeciti nell’introduzione di prodotti non conformi alle norme nazionali e comunitarie. Tutto ciò nella consapevolezza, però, che solo un impegno maggiore rispetto al passato dell’Unione Europea nel rendere omogenea la rete dei controlli sull’intero territorio comunitario potrà sortire effetti e benefici significativi.” “La sicurezza alimentare – conclude Stefàno - va garantita a tutela delle produzioni di qualità ma anche e soprattutto dei consumatori, tanto più per i prodotti a carattere primario, come i derivati del grano con consumi elevati da parte di tutte le fasce di età”. |
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PESCA: ASSESSORI 4 REGIONI CHIEDONO INCONTRO A GALAN DA AFFRONTARE TEMI PESCE AZZURRO E ATTREZZI A MAGLIA |
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Pescara - In un documento a firma congiunta, gli assessori alla Pesca delle regioni Abruzzo, Mauro Febbo, Puglia, Dario Stefano, Marche, Sara Giannini e Molise, Nicola Cavaliere, chiedono al ministro delle Politiche agicole, alimentari e forestali, Giancarlo Galan, di "insediare un tavolo di lavoro che vede la partecipazione delle regioni dell´Adriatico centrale e meridionale e del Ministero per affrontare tre tematiche particolarmente rilevanti". La prima questione è relativa alla normativa in materia di controlli sanitari sulla presenza dei parassiti nel pesce azzurro. "Recenti iniziative di autorità sanitarie e giudiziarie delle regioni del Nord - scrivono i quattro assessori - fondate su norme probabilmente superate (legge 283/62) hanno di fatti messo fuori mercato il pescato adriatico, generando allarme ingiustificato tra i consumatori. Si ritiene che la vigente normativa comunitaria in materia di igiene dei prodotti ittici (reg. Ce n. 853/04) non giustifichi tale situazione e richieda un approfondimento ed un chiarimento che impegni in primis il Governo centrale a livello di Ministero delle Politiche agricole e Ministero della Salute. Primenti si ritiene utile e doverosa la restaurazione di una corretta informazione sul tema del consumo del pesce azzurro". La seconda questione è relativa all´entrate in vigore del Regolamento 1967/06 in materia di utilizzo di attrezzi a maglia larga. "tale regolamento - scrivono ancora gli assessori - coglie la marineria nel bel mezzo di una crisi strutturale: si tratta, infatti, di investire risorse in vista di minori prospettive di guadagno, almeno a breve, e di maggiori costi di gestione. Si ritiene necessario profondire la possibilità di misure di accompagnamento che possano attenuare i segnali di tensione sociale già chiaremente percepibili. Infine - concludono gli assessori - le marinerie che praticano, con vari sistemi, la pesca del pesce azzurro reclamano regole organiche che sarebbe appropriato collocare in un Piano di gestiine nazionale, magari anticipato dalla diffusione di buone prassi, conseguite in via di autoregolazione". La richiesta del confronto interistituzionale, avanzata dai quattro assessori regionali, segue l´incontro che si è tenuto ieri a Roma nella sede della Regione Abruzzo. |
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AGRICOLTURA: CENSIMENTO OK G.R. UMBRIA A PIANO REGIONALE CENSIMENTO |
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Perugia - La Giunta regionale dell’Umbria ha dato il via libera, nell’ambito della partecipazione con altre Regioni italiane al Vi Censimento generale dell’agricoltura, al Piano regionale del censimento e nominato i membri esterni della Commissione tecnica indicati dall’Istat, dalle associazioni professionali dei coltivatori, dagli enti locali e dall’Università degli Studi. La decisione dell’esecutivo, pur in assenza dell’approvazione del Regolamento censuario e della ripartizione dei fondi da parte del governo nazionale, è stata assunta al fine di mantenere le scadenze operative concordate in sede di Conferenza unificata delle Regioni. Il Piano regionale stabilisce le modalità organizzative e operative per lo svolgimento del censimento. |
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TROMBA D´ARIA 2008, VIA AI PAGAMENTI ALLE AZIENDE AGRICOLE DEL SASSARESE |
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Buone notizie per le aziende agricole del Sassarese danneggiate dalla tromba d´aria del settembre 2008. L´assessore dell´Agricoltura, Andrea Prato, ha comunicato che, grazie all´intervento concordato con il Commissario straordinario di Argea Gianni Ibba, sono stati finalmente risolti i problemi burocratici che ostacolavano la possibilità di accedere agli aiuti (oltre milioni di euro) per la maggior parte delle circa 80 aziende interessate. "Non sono più ammissibili certi ritardi - ha spiegato l’assessore Prato - e la burocrazia a ogni livello, figuriamoci quella "territoriale", non può certo compromettere la vita delle nostre aziende: con questi tempi, rischiamo di erogare gli indennizzi quando le imprese non esistono più. L’ufficio Argea di Sassari ultimamente non ha colto questa esigenza e ora è necessario uno sforzo senza tregua per recuperare il tempo perso e per avviare da subito l’erogazione degli aiuti tanto attesi dagli imprenditori agricoli di questo territorio. Contestualmente, faremo partire la riorganizzazione degli uffici per meglio cogliere le aspettative del mondo agricolo”. Il problema del pagamento era emerso per le difficoltà di aggiornamento in tempi utili del fascicolo aziendale, reso obbligatorio per l’accesso a qualsiasi tipologia di aiuti alle aziende agricole. Con la nota interpretativa del commissario di Argea, si è sostanzialmente riconosciuto che il tardivo aggiornamento del fascicolo non è addebitabile a negligenze delle imprese, ma è strettamente connesso alla scarsa funzionalità del sistema informativo adottato. Pertanto, sono ammissibili anche aggiornamenti in fasi successive alla presentazione delle domande di aiuto, accogliendo le richieste formulate con forza dalle organizzazioni professionali agricole. |
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SARDEGNA: PAGAMENTI ASSE 2 - PSR, LA SITUAZIONE AL 20 MAGGIO |
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Cagliari - Prosegue l’attività dell’agenzia regionale Argea nella chiusura di istruttorie e nelle proposte di pagamento (che effettua Agea, l’agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura) relative all´Asse 2 del Programma di sviluppo rurale 2007/2013. Ecco la situazione dei pagamenti aggiornata al 20 maggio: "Forestazione", annualità 2007, il totale dei pagamenti (incluse anticipazioni) ammonta a 4.731.561,35 euro. Annualità 2008: totale Sardegna 3.298.044,98 euro. Annualità 2009: totale Sardegna 621.002,08 euro. Misure 211 e 212 (Indennità compensativa), annualità 2008: il totale dei pagamenti (incluse anticipazioni) per la Sardegna è di 35.070.026,52 euro. Misura 214, annualità 2008, il totale dei pagamenti (incluse anticipazioni) per la Sardegna è di 1.177.632,33 euro. - "Benessere degli animali", il totale dei pagamenti (incluse anticipazioni) per la Sardegna, annualità 2007: 49.866.742,34 euro. Annualità 2008: 28.972.603,24 euro. Annualità 2009: 1.039.526,88 euro. |
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CM LAGONEGRESE: CERTIFICAZIONE CSQA A MIELE E CACIOCAVALLO |
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Il commissario straordinario della Comunità Montana Lagonegrese Domenico Carlomagno informa che ai prodotti già certificati Csqa, si sono aggiunti il miele ed il caciocavallo podolico. “Il risultato conseguito è importante – commenta - in quanto proietta sempre più avanti la Comunità Montana come soggetto importante per la valorizzazione dei prodotti tipici del Lagonegrese”. |
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AGRICOLTURA IN SICILIA: SCADE A FINE MESE DOMANDA AGEA PER VENDEMMIA VERDE |
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Palermo - Il dipartimento regionale per gli Interventi strutturali in agricoltura comunica che l´Agea ha messo in linea la funzionalita´ sul portale Sian per la presentazione delle domande relative alla misura "Vendemmia verde". Le ditte interessate (facenti parte delle due graduatorie precedentemente pubblicate nel sito del dipartimento regionale) devono presentare, entro il prossimo 31 maggio, le domande presso i Centri di assistenza per l´agricoltura o a tecnici abilitati, secondo le procedure previste. In Sicilia sono oltre 3600 le ditte che hanno presentato l´istanza per accedere ai benefici previsti dalla misura Vendemmia verde. |
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APPROVATA DALLA REGIONE CALABRIA LA GRADUATORIA DEFINITIVA PER L’INSERIMENTO DI SEICENTO GIOVANI IMPRENDITORI AGRICOLI |
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La Regione ha approvato la graduatoria definitiva della Misura “112” per l’inserimento di seicento giovani imprenditori agricoli calabresi. Una politica d’impatto per il rilancio del settore agricolo. Il Bando pubblico risale all’agosto 2008. Le domande pervenute sono state circa 1600. L’iniziativa rientra nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale (P.s.r.) 2007-2013 ed ha l’obiettivo di garantire un ricambio generazionale e funzionale allo sviluppo delle aziende sul territorio e sui mercati. L’assessore all’Agricoltura, Foreste e Forestazione, Michele Trematerra, sta cercando di dare continuità alle linee programmatiche (politiche di nuova generazione) tracciate nella sua campagna elettorale. “Ai giovani che avvieranno e condurranno le attività agricole – ha commentato l’Assessore Trematerra - verrà assicurato un premio, una tantum, di trentacinquemila euro ed il cofinanziamento di progetti per l’ammodernamento aziendale. Per questo ho voluto aumentare il numero di beneficiari, passando dai 498 previsti ai 600 di oggi. La disoccupazione giovanile è una piaga drammatica per la Calabria. Questa iniziativa rappresenta un passo importante. Per il solo primo insediamento verranno utilizzate risorse per ventitre milioni di euro, mentre quelle previste per lo start-up ammontano a circa cinquanta milioni. La ruralità è una caratteristica peculiare del sistema socioeconomico calabrese e, per questa ragione, è fondamentale che le istituzioni si sforzino per renderla sempre più competitiva. Il P.s.r prevede una serie di misure finalizzate a ridare centralità all’impresa agricola e, contemporaneamente, favorire l’integrazione delle filiere produttive e salvaguardare l’ambiente e il paesaggio. Per le oltre cento aziende “ripescate” si tratta di una opportunità importante: lo sviluppo non può attendere. Sono certo che questa iniziativa contribuirà a rendere maggiormente competitivo il settore agricolo”. Un’operazione, quindi, che ha già registrato i positivi commenti della Coldiretti Calabria. Per il presidente Molinaro “i settori agricolo ed agroalimentare, con l´attuazione delle misure previste dal Piano di Sviluppo Rurale, potranno creare oltre trentamila nuovi posti di lavoro e fornire un impulso decisivo per lo sviluppo economico”. Dello stesso avviso Daniele Perrone, delegato regionale dei giovani imprenditori di Coldiretti, per il quale “questa iniziativa potrà dare delle risposte a una parte di quei 1600 giovani calabresi che credono nell’agricoltura che hanno deciso di mettersi in gioco e vogliono investire le proprie energie in un settore vitale e strategico per l’economia calabrese”. Le considerazioni conclusive del neo assessore Michele Trematerra fanno ben sperare: “il rilancio dell’agricoltura calabrese è una sfida prioritaria che la giunta Scopelliti ha deciso di raccogliere; si tratta di un segmento economico di vitale importanza la cui valorizzazione è legata, a doppio filo, all’ottimizzazione del vasto patrimonio enogastronomico ed alla rivalutazione delle ricchezze ambientali del territorio. Sono orgoglioso di questa importante iniziativa: ciò dimostra che la macchina amministrativa è già in moto e, se il buongiorno si vede dal mattino, è lecito essere fiduciosi”. |
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ZUCCHERO: IL COORDINAMENTO NAZIONALE SCRIVE A GALAN CHIESTO UN INCONTRO AL NEOMINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE. OGGETTO: I FINANZIAMENTI AL SETTORE E LE PROSPETTIVE PER IL FUTURO |
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Parma – Il coordinamento nazionale del settore bieticolo-saccarifero, costituitosi nei giorni scorsi a Parma, ha inviato il 21 maggio una lettera al neo ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan. Nella missiva, firmata dal vice presidente della Provincia di Parma Pier Luigi Ferrari a nome del coordinamento, si chiede tra l’altro al ministro un incontro urgente per discutere delle problematiche del settore: dai finanziamenti dovuti dal governo (86 milioni di euro) e ancora non arrivati per intero alle prospettive per il futuro. Questo il testo della lettera: “Egregio Signor Ministro, mi pregio di portare alla Sua conoscenza il fatto che il 17 maggio si è costituito, a Parma, il Tavolo di coordinamento nazionale del settore bieticolo-saccarifero. Di questo Tavolo fanno parte i quattro stabilimenti italiani di trasformazione dello zucchero, le associazioni agricole e del settore bieticolo-saccarifero, le rappresentanze datoriali e sindacali, le istituzioni locali: Regioni, Province e Comuni interessati dagli stabilimenti di produzione, i Parlamentari dei territori coinvolti. Il Tavolo, su loro esplicita richiesta, sarà inoltre allargato a tutte le Regioni italiane produttrici di barbabietola da zucchero. Obiettivo del Tavolo è da un lato monitorare l’arrivo dell’intero pacchetto degli 86 milioni di aiuti al settore pattuiti nel 2005 con l’Ue, a seguito della riforma Ocm zucchero e, dall’altro, soprattutto, cominciare ad avviare riflessioni e progettualità, in modo integrato con tutti i soggetti nazionali della filiera, per la sopravvivenza ed auspicabilmente per lo sviluppo di questo settore che riteniamo strategico per l’economia agricola nazionale, dal 2011 in poi, quando non sono più previsti aiuti. Il Tavolo Le dà atto del primo segnale positivo, dopo mesi di rimandi, relativo all’assegnazione dei 21 milioni di euro di provenienza Agea, che auspichiamo, visto il periodo di campagna e gli annosi sacrifici degli agricoltori, arrivino a stretto giro contabile. Nel contempo attendiamo gli altri 65 milioni, che sono del tutto vitali per dare un po’ di ossigeno a coloro che hanno avuto fiducia nelle promesse fatte a più riprese dal Governo, continuando nella semina di quel prodotto che sostiene l’industria di trasformazione dando lavoro a migliaia di operatori e sostenendo un intero comparto economico; agricoltori che non potranno certo sperare di guadagnare da questi aiuti, ma almeno di rientrare dalle spese già sostenute. È con l’auspicio di poter avere un momento di confronto unitario, tutti i soggetti della filiera rappresentati, che Le chiediamo, gentile Ministro, la disponibilità ad un incontro urgente a Roma per approfondire le politiche del Governo relative alla filiera dello zucchero, che, ricordiamo, si importa per una quota troppo significativa. In attesa di ricevere un cortese riscontro alla presente, Le invio cordiali saluti”. |
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OLIVICOLTURA,CIA: PIANO NAZIONALE DELUDENTE PER LA BASILICATA L´ORGANIZZAZIONE HA CHIESTO UN TAVOLO DI CONFRONTO CON GOVERNO, REGIONI E COMPONENTI DEL SISTEMA OLIVICOLO |
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“Le indicazioni del Piano olivicolo nazionale per la Basilicata sono molto deludenti. Ci sono proposte che non rispecchiano la drammatica situazione in cui versano centinaia di imprese. Le risorse finanziarie sono soltanto “virtuali” o già impegnate”. E’ il commento del vice presidente regionale della Basilicata della Cia-confederazione italiana agricoltori Paolo Carbone. “Il comparto in Basilicata, secondo i dati contenuti nel Piano olivicolo nazionale del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, conta su 29 mila ettari di superficie olivetata, una produzione di olio di pressione pari a 6.533 tonnellate l’anno e 142 frantoi in attività. Si è atteso più di due anni, ma da questo Piano - afferma Carbone - non vengono risposte concrete ed incisive ai gravi e complessi problemi dei nostri produttori che fanno i conti con costi in continua ascesa, con prezzi delle olive in drammatico crollo e con redditi sempre più falcidiati”. La Cia, che con altri protagonisti della filiera olivicola ha siglato nei giorni scorsi un importante accordo interprofessionale finalizzato alla valorizzazione delle produzioni nazionali, ha chiesto di ridiscutere il Piano aprendo al più presto un tavolo di confronto tra Governo, Regioni e tutte le componenti del sistema olivicolo. |
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PESCA: DELEGAZIONE DOMINICANA IN REGIONE MARCHE PER L´AVVIO DI UN PROGETTO DI COOPERAZIONE |
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´Un incontro fruttuoso e destinato a portare importanti sviluppi nelle relazioni tra le Marche e la Repubblica Dominicana´. Questo il commento dell´assessore regionale alla Pesca, Sara Giannini, 20 Maggio al termine della riunione con una delegazione dello Stato caraibico, rappresentata dal ministro e direttore generale del Centro di Sviluppo della Competitivita` industriale (Proindustria), Jose` Augusto Izquierdo, e dal vice ministro e dirigente tecnico dello stesso ente, Fausto Araujo. La delegazione era accompagnata dal console onorario della Regione Marche nella Repubblica Dominicana, Ennio Di Foglio. La visita si inserisce nell´ambito dell´Intesa che la Regione Marche ha sottoscritto lo scorso anno con Proindustria per la promozione di forme di collaborazione e scambio di informazioni in settori produttivi, quali appunto la pesca. ´Diamo seguito a questo accordo ´ ha detto Giannini ´ cominciando dall´istituzione di una Commissione di lavoro congiunta con il compito di valutare gli strumenti, le procedure e i tempi per la realizzazione di un progetto di cooperazione finalizzato allo sviluppo della pesca e dell´industria di trasformazione del pescato nella provincia di Pedernales e, parallelamente, per l´avvio di relazioni commerciali tra realta` imprenditoriali marchigiane e dominicane´. ´Negli ultimi anni ´ ha spiegato Giannini ´ si sono intensificati i rapporti di amicizia tra la Regione e la Repubblica Dominicana. In particolare, nel settore della pesca, c´e` molta attenzione nei confronti del nostro modello industriale, il cui potenziale, fatto di capacita`, tecnologie e competenze, lo rende maturo e valido da trasferire in altre realta`´. Nel corso della riunione l´assessore Giannini e i rappresentanti della delegazione dominicana hanno convenuto di organizzare gia` da domani un incontro con imprenditori ittici marchigiani, mentre una visita operativa nella provincia di Pedernales, alla presenza di nostri imprenditori, potrebbe essere fissata nei mesi di settembre od ottobre. |
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PUGLIA: STEFÀNO SCRIVE CON ALTRI ASSESSORI REGIONALI AGRICOLTURA LETTERA A GALAN SU PESCA |
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Un confronto interistituzionale tra le Regioni dell’Adriatico centrale e meridionale ed il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per affrontare alcune scottanti problematiche legate alla crisi del pesce azzurro. È quanto chiesto in una lettera al ministro Giancarlo Galan, in seguito all’incontro svoltosi il 19 maggio anella sede romana della Regione Puglia tra gli assessori alle Risorse agricole di Puglia, Abruzzo, Marche e Molise. “Cantierizzare in tempi brevi il tavolo con il Ministero per affrontare di petto una situazione piuttosto critica e stabilire una strategia comune di intervento, in modo da dare risposte concrete e tempestive” dichiara l’assessore pugliese Dario Stefàno promotore dell’incontro romano, motivato del crescente allarme diffusosi tra gli operatori della pesca “dei piccoli pelagici” dell’Adriatico. Sul tavolo gli assessori porteranno essenzialmente tre questioni: la prima relativa ai controlli sanitari sui parassiti nel pesce azzurro. Recenti iniziative di autorità sanitarie e giudiziarie delle Regioni del Nord, fondate su norme nazionali probabilmente superate (legge 283/62) hanno di fatto messo fuori mercato il pescato adriatico, generando un allarme ingiustificato tra i consumatori. Una più corretta informazione sul consumo del pesce azzurro insieme ad un approfondimento della più recente normativa comunitaria in materia di igiene dei prodotti ittici (Reg.ce n.853/04) con relativo chiarimento da parte del Ministero, rappresenterebbero un primo necessario passo. Secondo tema, l’imminente entrata in vigore del Regolamento 1967/06 sull’utilizzo di attrezzi a maglia larga, che coglie le marinerie nel bel mezzo di una crisi strutturale, chiamate ad investire risorse in vista di minori prospettive di guadagno, almeno a breve, e di maggiore costi di gestione. “Si ritiene necessario – scrivono gli assessori - approfondire la possibilità di misure di accompagnamento che possano attenuare i segnali di tensione sociale già chiaramente percepibili”. Infine, la necessità di avere regole organiche, all’interno di un Piano di Gestione nazionale, così come reclamato dalle marinerie che praticano, con vari sistemi, la pesca del pesce azzurro. |
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AGRICOLTURA IN SICILIA RIFORMARE I MERCATI GENERALI |
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Un disegno di legge per riformare il regolamento dei mercati generali dell´agricoltura in Sicilia e´ allo studio negli uffici dell´assessorato regionale alle risorse agricole. Lo ha detto l´assessore Titti Bufardeci a margine di un incontro con gli studenti dell´Istituto professionale per l´agricoltura di Siracusa. "In linea generale - spiega Bufardeci - la volonta´ politica dell´amministrazione regionale e´ intervenire sulla filiera per tagliare i costi dei prodotti al consumo e garantire margini congrui ai produttori. Riformare i mercati generali e´ una prassi che trasformera´ quegli enti in piattaforme commerciali. Agli operatori del settore non dovrebbe essere riconosciuta la commissione per delle transazioni che non hanno alcun valore oggettivo sul trasferimento delle merci. A loro, invece, e´ necessario garantire un margine operativo legato al buon esito delle transazioni commerciali". La riforma dei mercati generali punta anche a introdurre rigidissimi controlli di legalita´ e trasparenza. "Le cronache delle ultime settimane - spiega Bufardeci - hanno ribadito come grumi di interesse mafioso operino nel sottobosco della filiera, inquinando il mercato e creando dei monopoli criminali che danneggiano il settore, indebolendo ancor piu´ i produttori siciliani, gia´ colpiti da una gravissima crisi economica". |
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AGRICOLTURA: CALAMITA’ NATURALI G.R. UMBRIA PROSEGUE A FINANZIARE “MISURA 1.2.6” PER AIUTI IMPRESE |
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Perugia - La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore all’agricoltura Fernanda Cecchini, ha deciso di utilizzare le economie accertate residue, pari a 2 milioni 800mila euro, per mantenere attiva la “Misura 1.2.6” per far fronte ai danni per calamità subite dalle imprese agricole. In questo modo i residui dei fondi europei del Psr (Programma di Sviluppo rurale 2007-2013), potranno essere utilizzati per soddisfare le richieste di interventi di ripristino di imprese danneggiate da eventi calamitosi successivi al 1 gennaio 2008, ivi compresa l’alluvione del gennaio di quest’anno e, in caso di sufficienza dei fondi, di eventuali altre calamità che dovessero verificarsi in futuro. Sinora alla Regione sono pervenute 20 domande di aiuto da parte di imprese (per un totale di circa 1milione e 200mila euro), finalizzate ad ottenere indennizzi per le calamità verificatesi nel novembre 2005. |
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REGIONE TOSCANA IN AZIONE CONTRO IL CINIPIDE DEL CASTAGNO E´ UN INSETTO CHE DANNEGGIA LA PIANTA E CAUSA LA PERDITA DEI FRUTTI |
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Un´azione di lotta biologica per difendere i nostri castagni da un pericoloso inquilino. L´ha intrapresa la Regione Toscana attraverso l´Arsia, Agenzia regionale per lo sviluppo e l´innovazione nel settore agricolo e forestale, per far fronte alla presenza, nelle nostre castagnete, del cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus), un insetto che attacca la chioma e causa danni sia in termini di perdita di frutti che di accrescimento delle piante. Il cinipide, così come emerge dalle attività di monitoraggio sul territorio toscano, svolte dal Servizio Meta dell’Arsia in collaborazione con il Servizio fitosanitario regionale di Arpat, è apparso per la prima volta nel nostro territorio nel 2008, e nel giro di pochissimo tempo la sua presenza si è allargata a a tutto il territorio regionale con livelli di infestazione più alti; alti in provincia di Massa Carrara, Pistoia e Firenze e con focolai sparsi, di piccola entità, nei castagneti della Toscana centro meridionale. Considerato la presenza del castagno nelle nostre foreste (è la specie prevalente su oltre 179.000 ettari di superficie) e il suo valore economico oltreché ambientale, quest´anno, l´Arsia, su mandato della Regione, settore programmazione forestale, ha attivato uno specifico progetto sperimentale triennale di controllo biologico del cinipide del castagno basato sull’introduzione dell’antagonista naturale Torymus sinensis, da realizzarsi nell’ambito delle attività del Servizio Meta in stretto collegamento con Enti territoriali, associazioni di produttori e castanicoltori. Il lancio dell´insetto parassitoide che dovrà contrastare il cinipide del castagno è avvenuto in questa settimana nei cinque siti individuati: Marradi (Firenze), Acquerino (Pistoia), Ca prese Michelangelo, località Fragaiolo (Arezzo); Castelpoggio (Carrara), Sorano (Grosseto). Tutte le potenziali aree di lancio sono state valutate in base alla presenza quantitativa del cinipide e alla conseguente maggiore probabilità di acclimatazione dell’insetto utile. Una valutazione, per capire il livello di acclimatamento del Torymus sinensis verrà fatta nei prossimi mesi assieme ai consulenti scientifici. Tutte le informazioni tecniche e gli aggiornamenti saranno messi a disposizione sul sito www.Arsia.toscana.it/meta/ |
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INIZIATA LA "GUERRA BIOLOGICA" ALLA VESPA CINESE DEL CASTAGNO LANCIATO A LODRONE UN INSETTO PREDATORE, CASTANICOLTORI INVITATI A NON RIMUOVERE LE GALLE |
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Trento - Da alcune settimane i castagneti di Arco e Lodrone di Storo sono teatro di una "guerra biologica" contro la vespa cinese del castagno. A condurre la lotta contro questo insetto, difficilissimo da debellare, sono l´Ufficio Fitosanitario provinciale, il Centro trasferimento tecnologico della Fondazione E. Mach e l´Università di Torino, che hanno affidato ad un altro insetto, il Torymus sinensis, il compito di parassitare il cinipede cinese. Per avere successo, la lotta biologica deve però poter contare sulla collaborazione e attenzione dei castanicoltori. Dryocosmus kuriphilus, la vespa galligena del castagno, è presente in Trentino almeno dal 2007, anno della prima segnalazione ufficiale. Dallo scorso anno la vespa cinese è di fatto insediata su tutto il territorio castanicolo provinciale, rendendo vani i numerosi tentativi di eradicazione della malattia, peraltro onerosi e più volte praticati. Considerato che allo stato attuale non esistono sistemi di lotta chimica o meccanica risolutivi, l’unica possibilità concreta di combattere questo insetto è applicare una strategia di controllo biologico, consistente nel lancio di Torymus sinensis, un imenottero che è in grado di parassitizzare il cinipide. In accordo con l’Ufficio Fitosanitario provinciale, il Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione E. Mach ha dato inizio alle attività per l’introduzione del parassitoide, basandosi sull’esperienza e la collaborazione del Dipartimento di Valorizzazione e Protezione delle risorse agroforestali dell’Università di Torino. Effettuati alcuni sopralluoghi nelle zone di insediamento (Arco, Storo, ecc.) al fine di valutare il livello di infestazione da cinipide e lo stadio fenologico del castagno, il predatore è stato lanciato il 30 aprile scorso nella zona di Lodrone. Complessivamente sono state rilasciate 130 femmine e 65 maschi di T. Sinensis che, se tutto procederà per il meglio, dovrebbe insediarsi nell’area di lancio e man mano colonizzare i castagneti colpiti anche nei territori limitrofi. Il torimide si svilupperà a spese della vespa e, quindi, è necessario che le galle presenti nella zona di Lodrone e nei dintorni non siano rimosse dagli alberi, pena il non completamento del ciclo di sviluppo del parassitoide. La stessa precauzione dovrà essere adottata anche nei prossimi anni, perchè solo così, anno dopo anno, potrà essere assicurato il controllo biologico dell´organismo nocivo. Fino ad oggi in Trentino i danni provocati dalla vespa cinese sono ridotti e, secondo recenti ricerche svolte in Italia, sicuramente al di sotto del danno economico imputabile a siccità o Cydia. In attesa che il T. Sinensis si insedi su tutto il territorio provinciale (ci vorranno alcuni anni) i castanicoltori sono tenuti a mantenere monitorata la situazione, a non impiegare materiale vivaistico non controllato dal punto di vista fitosanitario (passaporto delle piante) e a non far uso di prodotti fitosanitari, che si sono dimostrati inefficaci. Utile risulta essere, ma solo su piante di dimensioni ridotte, la raccolta delle galle visibili in primavera, prima dello sfarfallamento delle femmine, e la loro distruzione mediante bruciatura. |
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AGRICOLTURA IN ABRUZZO: IN PRIMA LINEA CONTRO SOFISTICAZIONI A FRASCATI ASSEMBLEA CONSORZIO OLIVICOLO NAZIONALE UNAPROL |
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Pescara - L´abruzzo è la quinta regione d´Italia per produzione di olio e la sua olivicoltura coniuga al meglio gli aspetti paesaggistici con quelli produttivi. Tuttavia, anche qui, come nel resto d´Italia, gli olivicoltori non vedono remunerati adeguatamente i loro sacrifici a causa di fenomeni speculativi e delle sofisticazioni. "La Regione - ha sostenuto, questa mattina, a Frascati, l´assessore all´Agricoltura, Mauro Febbo, in apertura del dibattito promosso da Aifo e For in occasione dei lavori assembleari di Unaprol, consorzio olivicolo italiano - sta programmando una serie di azioni per contrastare sul suo territorio il fenomeno delle sofisticazioni mediante azioni di controllo, di informazione e di sensibilizzazione che coinvolgeranno gli organismi di controllo (Icq, Forestali, Nas), i consumatori mediante le associazioni, le scuole, le associazioni di categoria e le associazioni dei ristoratori e dei cuochi al fine di contrastare l´utilizzo di olio non confezionato e anonimo nei ristoranti, perché siamo convinti che la cultura dell´olio come quella del vino faccia parlare il territorio". Al convegno di Frascati, dove l´assessore Febbo è intervenuto in rappresentanza del sistema delle Regioni, sono previste anche le presenze del Ministro per le Politiche agricole, Giancarlo Galan, dei presidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato, Paolo Russo e Paolo Scarpa Bonazza Buora, del presidente della Coldiretti, Sergio Marini, e del comandante dei Nas, gen. Cosimo Piccinno. Altra azione è quella di una proposta di legge per l´utilizzo nelle mense dei prodotti locali, compreso l´olio, e dei prodotti a chilometri 0. A tal proposito, alcune indicazioni sono inserite nel nuovo testo di riforma della legge in agricoltura, attualmente in esame alla Conferenza Stato-regioni. "Analizzando i dati economici del settore agricolo e della remunerazione del prodotto di base - ha proseguito l´assessore Febbo - non possiamo non porre l´attenzione all´elemento della bassa retribuzione del prodotto agricolo lungo le filiere agroalimentari. Recenti indagini hanno stimato al 17% il valore delle retribuzioni del prodotto agricolo di base lungo la filiera agroalimentare". Le cause di questo dato sono dettate da una filiera troppo lunga e con troppi intermediari che doveva essere accorciata al fine di retribuire meglio il mondo della produzione. "Sono, pertanto, convinto che la strada della filiera si rivelerà vincente. Infatti, aderendo a quanto indicato nel Piano Agricolo Nazionale e nel recente Piano Olivicolo Nazionale approvato dal Ministero, - ha affermato l´assessore - la Regione sta adeguando il proprio Psr perché riteniamo controproducente la politica degli interventi a pioggia. Al contrario, intendiamo puntare su interventi mirati di filiera, finalizzati a creare integrazione tra il mondo della produzione e quello della trasformazione attraverso azioni di carattere orizzontale, quali la formazione, la ricerca e la formazione". A proposito di promozione, sono allo studio strategie di implementazione dei fondi regionali alla luce del recente accordo che l´Unaprol ha sottoscritto con il Ministero delle Attività Produttive per l´internazionalizzazione. "L´obiettivo - ha concluso l´assessore Febbo - è quello di avviare una campagna promozionale dell´olio abruzzese, al fine di far conoscere il vero olio di oliva extravergine abruzzese e puntare in modo deciso ad accorciare la filiera e consentire la giusta retribuzione del prezzo del prodotto agricolo". |
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(ARC) AGRICOLTURA: DOC FRIULI A RISCHIO PER NO DEL CONSORZIO ISONZO |
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Udine - Si è risolta con un niente di fatto la riunione per discutere della creazione della Doc "Friuli". L´incontro si è svolto il 20 maggio nella sede della Regione a Udine tra rappresentanti e presidenti dei consorzi, l´assessore regionale all´agricoltura Claudio Violino e il direttore dell´Ersa, Mirko Bellini. Violino e Bellini hanno ribadito come la nascita della Doc Friuli rappresenti un´opportunità di sviluppo non solo promozionale ma anche commerciale per la vitivinicoltura regionale. Requisito necessario - è stato ribadito - deve essere la convinzione che inserire il termine "Friuli" all´interno delle varie denominazioni sia di utilità condivisa per tutti. "Ci deve essere alla base la volontà di tutti i produttori - ha rimarcato l´assessore Violino - altrimenti questo progetto non va avanti. Ci siamo impegnati in questo senso perché abbiamo riscontrato nei produttori la volontà di sentirsi rappresentati sotto un´unica bandiera, quella del Friuli. Questa è la base di partenza indispensabile". Durante la riunione è stato registrato l´accordo al progetto della quasi totalità dei presidenti: l´unico ad essere apertamente contrario alla creazione della Doc è stato il Consorzio di tutela della Doc Friuli Isonzo. "Non vediamo l´utilità - ha motivato il presidente Giorgio Badin - di questo progetto in un momento storico come questo. Ci sono diversi punti di vista e non mi sembra il caso di prendere una strada se non sappiamo dove porterà". L´intervento di Badin ha suscitato diverse reazioni, prima tra tutti quella dell´assessore Violino, che ha ribadito come "sia inutile continuare se al progetto non c´è la totale adesione. Chiediamo, infatti, soltanto se voi produttori siete d´accordo o meno sull´utilità e la necessità, da un punto di vista commerciale e di sviluppo, della Doc Friuli". La percorribilità del progetto sarà nuovamente discussa in un prossimo incontro all´ordine del giorno a breve. |
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IL VERMENTINO ALLA RIBALTA CON UN EVENTO INTERNAZIONALE |
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Scocca l´ora del vermentino. E´ dedicato a uno dei vitigni più tipici delle coste mediterranee, l´evento internazionale che si svolgerà ad Alberese (Grosseto), presso l´azienda regionale, il 26 e 27 maggio per approfondire la conoscenza delle peculiarità viticole ed enologiche di questo vitigno. Per Il Simposio internazionale sul vermentino si raduneranno in Toscana autorevoli enologi e tecnici, rappresentanze di produttori e delle istituzioni delle principali regioni produttrici: Sardegna e Liguria oltre alla Toscana per l´Italia, Provenza e Corsica per la Francia. Il vermentino è il nostro bianco della costa: l´area di Massa Carrara è la sua culla storica ma produzioni importanti si collocano nel livornese e in provincia di Grosseto dove si è registrato il più grosso exploit di crescita ne gli ultimi anni. E´ una produzione di nicchia, ma sempre più significativa: negli ultimi anni il vermentino ha aumentato consistentemente le sue produzioni e ha visto amplificarsi l´attenzione del pubblico. Anche per questo l´Arsia ha voluto dedicare una grande iniziativa ad hoc a questo vitigno autoctono. Il simposio consentirà di approfondire dal punto di vista scientifico le tematiche viticole ed enologiche del vermentino ma anche di favorirne una sempre maggiore azione divulgativa. I lavori del simposio si apriranno mercoledì 26 maggio con il saluto delle autorità (tra cui il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras). La sessione del mattino, presieduta da Maria Grazia Mammuccini, direttore Arsia, prevederà l´intervento introduttivo di Mario Fregoni, presidente onorario dell´Organizzazione interazionale delle vigne e del vino (Oiv). Poi i lavori si svilupperanno concentrandosi, da un parte sulle caratteristiche del vitigno, con attenzione agli aspetti agronomici e ambientali della coltivazione e dall´altra sulle tecnologie enologiche utilizzabili per migliorare qualitativamente le produzioni. I temi scientifici saranno al centro anche della seconda giornata nella quale uno spazio sarà dedicato anche agli aspetti di marketing e di comunicazione per valorizzare al massimo il prodotto. Www.arsia.toscana.it. |
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SICILIA: CONSORZIO UVA DA TAVOLA APRE AI GIOVANI IMPRENDITORI |
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Palermo - Anche nella patria dell´uva da tavola e´ necessario riavvicinare i giovani all´agricoltura e favorire il ricambio generazionale del settore: e´ questo lo spirito del "Pacchetto giovani" che ha una dotazione finanziaria pubblica di oltre 90 milioni di euro. Il programma e´ stato inserito nel Piano di sviluppo rurale per la Sicilia che verra´ presentato mercoledi´ prossimo a Mazzarrone. All´incontro, organizzato dalla Soat locale, parteciperanno Giovanni Spata e Giuseppe Accetta, rispettivamente presidente del consorzio e del distretto produttivo dell´uva da tavola di Mazzarrone, e il sindaco del comune in provincia di Catania, Vincenzo Giannone Il dibattito sulla misura del Piano di sviluppo rurale, dedicata al primo insediamento dei giovani in agricoltura, si terra´ nell´aula consiliare "Falcone e Borsellino" del comune di Mazzarrone, il prossimo mercoledi´ 26 maggio. |
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PIAVE DOP. ORGOGLIO DEL BELLUNESE, VANTO PER TUTTO IL VENETO |
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“E’ motivo di orgoglio meritato, tutto bellunese e della sua straordinaria cooperazione, è un ulteriore vanto per il Veneto dei sapori e della qualità, la nuova Denominazione di Origine Protetta per il formaggio Piave, frutto della fatica degli allevatori della montagna, del loro coraggio, della loro volontà di affermare i valori, la cultura e le tradizioni di un territorio difficile, dove la loro presenza e la loro attività è necessaria e utile a tutti”. Franco Manzato, Assessore all’Agricoltura del Veneto, non nasconde la sua soddisfazione per un ulteriore traguardo per l’agroalimentare regionale, raggiunto da un prodotto lattiero di magnifica fattura, che si produce solo nella provincia di Belluno della quale rappresenta un eccellente e saporito motivo di valorizzazione e tutela. Trascorsi oltre sei mesi dalla pubblicazione del disciplinare del formaggio Piave Dop sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, avvenuta il 29 settembre scorso, nessun Paese della Comunità ha avanzato obiezioni e il riconoscimento è ora stato di fatto formalizzato, con l’approvazione da parte della Commissione dell’iscrizione nel Registro delle Denominazioni Protette e la prossima pubblicazione del relativo Regolamento sulla Gazzetta Europea. “Per il Veneto, che è la prima regione d’Italia e d’Europa per numero di Dop e Igp (una trentina), la Denominazione Piave è una nuova perla, tra le più preziose di una collana agroalimentare famosa in tutto il mondo, che vogliamo difendere e promuovere, soprattutto rispetto hai tentativi di una economia globale che punta a un’eguaglianza dei sapori che impoverisce: i produttori veneti perché ne compromette gli autentici punti di forza; i consumatori perché rischiano di perdere un patrimonio di gusti e di tipicità che diventerebbe irrecuperabile; il bellunese e i suoi allevatori perché li priverebbe del loro futuro e della possibilità di dimostrare la loro qualità”. Il Formaggio Piave è prodotto principe della cooperativa Lattebusche, che ne mette sul mercato circa 350 mila forme l’anno, ciascuna del peso di circa 6 kg a seconda della stagionatura, per un totale che si aggira sui21 mila quintali. Il “Piave” è prodotto esclusivamente con latte delle vallate bellunesi, tutte “tributarie” del bacino idrografico del secondo fiume d’Italia, raccolto presso oltre 350 stalle in cui il bestiame, prevalentemente di razza Bruna Alpina, viene alimentato con foraggio locale ricco di infiorescenze che attribuiscono al latte particolari caratteristiche organolettiche. Anche la lavorazione e la stagionatura avvengono in territorio bellunese. E’ figlio di una tradizione antica, che ha le sue basi nella storica attività casearia di malga, ed esprime una qualità e una genuinità di territorio unica, apprezzate su tutti i mercato dove ha trovato collocazione, comprese vaste aree dell’Italia settentrionale e centrale, negli Stati Uniti e in Canada. Dal punto di vista “tecnico”, è un formaggio a pasta cotta che viene proposto nelle tipologie Fresco ( 20 giorni di stagionatura), Mezzano (60 giorni), Vecchio (180 giorni), Vecchio selezione oro con stagionatura maggiore di 12 mesi, Vecchio riserva: con stagionatura oltre i 18 mesi. Viene prodotto nelle tipiche forme cilindriche, della larghezza di circa 30 cm e alte tra gli 8 e i 10 centimetri. Di pasta bianca e sapore prevalentemente dolce quando è fresco, tende con il tempo al paglierino, con un gusto sempre più intenso e corposo. L’occhiatura è assente. Per identificarlo, l’intero scalzo è da sempre marchiato con la scritta “Piave”. |
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