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Notiziario Marketpress di Lunedì 28 Giugno 2010
IL PROGETTO 1000 GENOMES PUBBLICA I PRIMI DATI  
 
Bruxelles, 28 giugno 2010 - Sappiamo che più del 99% dei genomi (blueprint genetici) di 2 esseri umani sono uguali, ma proprio quell´1% di materiale genetico fa sì che le persone siano diverse e contiene informazioni chiave sulle nostre sensibilità e vulnerabilità. Il progetto 1000 Genomes, costruito sul progetto internazionale Hapmap, sta creando un catalogo dettagliato di variazioni genetiche umane comuni ordinate in aplotipi, o aree cromosomiche. Il database sarà a piena disposizione dei ricercatori. Dal suo lancio nel 2008, i partner del progetto 1000 Genomes hanno completato i loro progetti pilota e stanno adesso sviluppando un database pubblico contenente informazioni provenienti dai genomi di 2.500 persone di 27 popolazioni di tutto il mondo. I tre progetti pilota hanno testato tre strategie multiple per generare un catalogo di varianti genetiche che esistono nell´1% o più di varie popolazioni campione (per es. Europea, asiatica orientale). Secondo i partner, il catalogo sarà di enorme aiuto per i ricercatori che vogliono studiare il contributo delle varianti genetiche nelle malattie. La serie di dati pilota è disponibile sul sito del progetto 1000 Genomi e attraverso la "nube" di Amazon web services (Aws). "Sono grato a tutti i ricercatori del progetto che stanno rendendo questa collaborazione tanto proficua," ha detto il dott. Richard Durbin del Wellcome Trust Sanger Institute nel Regno Unito, che è anche il co-presidente del progetto 1000 Genomes. "Nei progetti pilota abbiamo fatto significativi progressi nell´ottimizzazione dell´uso di piattaforme di sequenziamento di prossima generazione per studiare le variazioni genetiche umane e adesso possiamo mettere in pratica quello che abbiamo imparato per accelerare i nostri tentativi di sequenziare questa raccolta di riferimento di genomi umani." Commentando l´ultimo successo del progetto, il co-presidente, dott. David Altshuler del Broad Institute negli Stati Uniti ha detto: "Raggiungere gli obiettivi dei progetti pilota iniziali è stato fondamentale per informare su come applicare il sequenziamento di prossima generazione nella ricerca genetica umana e fornisce un fondamento solido per la prossima fase del progetto." Il dott. Altshuler ha sottolineato che i partner sono pronti a "fare rapidi progressi nella serie completa di 2.500 genomi e a fornire i dati risultanti" che saranno usati dagli scienziati che studiano le malattie genetiche. "Sono sicuro che questi dati definiranno in modo più che preciso i fattori di rischio genetico già scoperti e porteranno alla scoperta di molti nuovi fattori di rischio per le malattie," ha aggiunto. Gli scienziati del progetto internazionale Hapmap hanno fornito un database iniziale di oltre 3 milioni di varianti di Dna (acido deosiribonucleico) umani trovati in 270 campioni di Dna e hanno favorito una prima generazione di "Studi di associazione di tutto il genoma" ("Genome Wide Association Studies" o Gwas) che hanno localizzato oltre 600 nuovi fattori di rischio genetico per vari disturbi compreso il cancro al seno, il diabete e la schizofrenia. Il progetto 1000 Genomes sta alimentando la ricerca sfruttando le tecnologie di sequenziamento del Dna di prossima generazione per creare un database completo e più disponibile per la consultazione. I membri del consorzio dicono che questo nuovo database conterrà una miriade di informazioni come cambiamenti di una singola lettera (Snps), piccole intersezioni o delezioni (indel) e grandi cambiamenti nella struttura e nel numero di copie dei cromosomi (variazioni del numero di copie). "La migliore risoluzione della mappa di 1000 Genomes darà ai ricercatori informazioni di sequenze molto più dettagliate oltre le varianti comuni, comprese milioni di varianti meno comuni e rare," ha spiegato la dott.Ssa Elaine Mardis del Washington University Genome Center negli Stati Uniti e membro del comitato alla guida del progetto. "I ricercatori che hanno trovato regioni del genoma associate a malattie saranno in grado di osservare questi dati per vedere una serie quasi completa di varianti genetiche in quelle regioni che potrebbero contribuire direttamente alla malattia." Esperti provenienti da Cina, Germania, Regno Unito e Stati Uniti stanno apportando al progetto contributi importanti. Per maggiori informazioni, visitare: Progetto 1000 Genomes: http://www.1000genomes.Org/page.php  Progetto internazionale Hapmap: http://hapmap.Ncbi.nlm.nih.gov/  Wellcome Trust Sanger Institute: http://www.Sanger.ac.uk/    
   
   
I RICERCATORI DELL´UE CREANO UN LABORATORIO VIRTUALE PER CURARE L´HIV  
 
 Bruxelles, 28 giugno 2010 - Ricercatori dell´Ue hanno sviluppato un laboratorio virtuale per aiutare i medici di tutto il mondo ad abbinare i farmaci ai pazienti e a stabilire cure per l´Hiv, il virus che provoca l´Aids e altre malattie infettive più efficaci. Il sostegno dell´Ue per la ricerca è arrivato dal progetto Virolab ("Virtual laboratory for decision support in viral diseases treatment"), che ha ricevuto 3,3 Mio Eur dall´Area tematica "Tecnologie della società dell´informazione" (Tsi) del Sesto programma quadro (6° Pq). Il Virolab, che dovrebbe essere online entro la fine del 2010, fa uso degli ultimi progressi nell´apprendimento automatico, data mining, grid computing, modellaggio e simulazione per trasformare il contenuto di milioni di articoli medici pubblicati sulle riviste specializzate, database e anamnesi di pazienti in conoscenze che possono essere effettivamente usate per curare i pazienti. Sette ospedali stanno già usando questo laboratorio virtuale per offrire cure personalizzate dell´Hiv ed esso sta già suscitando molto interesse in quanto strumento di supporto decisionale per i medici. "Il Virolab trova nuovi schemi di trattamento integrando diversi tipi di dati, dalle informazioni genetiche alle interazioni molecolari all´interno del corpo, misurate in nanosecondi, fino alle interazioni sociologiche a livello epidemiologico che abbracciano anni di progressione della malattia," ha spiegato Peter Sloot, uno scienziato di calcolo presso l´Università di Amsterdam nei Paesi Bassi, e coordinatore di Virolab. L´hiv, come altri virus, pone grandi problemi perché muta frequentemente e può diventare velocemente resistente ai farmaci. I medici quindi devono sapere quali farmaci hanno più probabilità di avere efficacia nel rallentare il progresso della malattia, tenendo in considerazione i ceppi del virus, l´anamnesi medica del paziente, le informazioni genetiche e persino i fattori sociologici. "È come un lucchetto e una chiave," ha detto il professor Sloot. "I farmaci sono le chiavi fatte per entrare in certi lucchetti, che sono parte dei virus. Se il lucchetto cambia la chiave non entra più - e ogni lucchetto è diverso per ogni paziente. È per questo che abbiamo bisogno di una medicina personalizzata." Il sistema è pieno di database connessi fra di loro su dati virologici, immunologici, clinici, genetici e sperimentali, estrae informazioni da articoli scientifici e attinge ad altre fonti di informazione. Questi dati vengono quindi elaborati per dar loro un significato semantico leggibile automaticamente e analizzati per produrre modelli dei possibili effetti di diversi farmaci su un dato paziente. Ogni medicina è quindi classificata secondo la sua prevista efficacia in luce dell´anamnesi personale del paziente e delle informazioni fornite attraverso un´interfaccia web di facile utilizzo. Il sistema registra ogni passo fatto dal medico per trovare il farmaco giusto per un paziente e permette di confrontare i casi di altri pazienti che abitano a un paio di isolati o a migliaia di kilometri di distanza. Inoltre può generare modelli che simulano la probabile diffusione e progressione di diverse mutazioni dei virus basati non solo su dati medici ma anche su informazioni sociologiche. "Diciamo che un governo ha 500 Mio Eur da spendere nella ricerca sull´Hiv e vuole sapere se è meglio investire sullo sviluppo di nuovi farmaci o sulle misure preventive, possiamo dar loro una risposta su quello che sarebbe più efficace," ha sottolineato il professor Sloot. Ha inoltre affermato che il fatto che il progetto si occupa dell´Hiv è dovuto alla portata dell´epidemia di Aids e alla ricchezza di informazioni sulla malattia. La resistenza ai farmaci dell´Hiv è una delle nuove aree nella medicina dove l´informazione genetica è stata ampiamente usata per un considerevole numero di anni. Il professor Sloot e altri partner di Virolab stanno adesso studiando come il programma potrebbe essere usato per creare classifiche di farmaci personalizzate per migliorare la cura di persone che soffrono di altre malattie. Questa ricerca è condotta attraverso il progetto Dynanets ("Computing real-world phenomena with dynamically changing complex networks"), un progetto finanziato dall´Ue che studia le dinamiche dei farmaci nelle pesone colpite dal virus dell´influenza H1n1 e relative co-infezioni, oltre all´Hiv resistente ai farmaci. Il finanziamento di Dynanets ammonta a 2,41 Mio Eur. Per maggiori informazioni, visitare: Virolab: http://www.Virolab.org/  Ict Results: http://cordis.Europa.eu/ictresults/index.cfm    
   
   
SEQUENZIATO IL GENOMA DEL PIDOCCHIO DEL CORPO E TROVATO UN NUOVO METODO PER LIBERARSENE  
 
Bruxelles, 28 giugno 2010 - Un team internazionale di scienziati ha sequenziato il genoma del pidocchio del corpo umano (Pediculus humanus humanus) e di un tipo di battere (Candiatus Riesia pediculicola) fondamentale per la sua sopravvivenza. Le loro scoperte, pubblicate sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), forniscono informazioni che potrebbero portare a un miglior controllo di questo parassita portatore di malattie. I pidocchi del corpo si nutrono di sangue umano e possono diffondere epidemie di tifo, febbre ricorrente e febbre quintana. (Il pidocchio della testa, un vicino parente, per lo più provoca prurito nella testa dei bambini ma può anche portare a linfadenopatia cervicale o cheratite epiteliale della cornea.) I pidocchi hanno una deficienza naturale di vitamina B5 (pantotenato); fortunatamente per loro, il batterio Candidatus Riesia pediculicola, che vive nel corpo del pidocchio, produce abbastanza B5 per tutti e due. Le due specie vivono in simbiosi da milioni di anni. I pidocchi del corpo, che si stabiliscono nelle pieghe e nelle cuciture dei vestiti, prosperano in condizioni di scarsa igiene e sono onnipresenti nelle zone colpite da disastri. Sono diventati sempre più resistenti agli insetticidi, il che ha portato a infestazioni epidemiche. In questa recente ricerca, gli scienziati di 25 istituzioni di tutto il mondo hanno unito le loro risorse per sequenziare i genomi sia del pidocchio che del suo compagno. Tra le altre cose, hanno stabilito che il Candidatus Riesia pediculicola non è immune agli antibiotici. "Abbiamo trovato il punto debole del pidocchio umano," ha detto la dott.Ssa Alejandra Perotti dell´Università di Reading nel Regno Unito. "Tutti i pidocchi umani dipendono da questo batterio per riprodursi e per sopravvivere. [il Candidatus Riesia pediculicola] rappresenta un nuovo obiettivo per lo sviluppo di nuovi agenti anti-pidocchi, specialmente per i casi in cui le cure classiche sono inefficaci." La dott.Ssa Perotti ha aggiunto che gli antibiotici che hanno perso completamente il loro valore terapeutico potrebbero adesso essere testati per questo scopo. "Il potenziale degli antibiotici per combattere i pidocchi umani non è una novità ma adesso abbiamo una solida base scientifica per questo trattamento," ha detto. "Diversi antibiotici potrebbero essere efficaci e dovrebbero essere sistematicamente testati." Il dott. Henk Braig della Bangor University nel Regno Unito ha spiegato che i batteri non sono immuni algi atibiotici perché sono stati isolati all´interno del corpo del pidocchio e sono passati di generazione in generazione per millenni senza avere alcun contatto con l´esterno. "Non avendo avuto altri contatti con i batteri esterni non hanno avuto bisogno di sviluppare una resistenza agli antibiotici come avrebbero fatto in un ambiente più ampio nella lotta per la sopravvivenza e la dominanza," ha detto. Julio Rojas dell´Università di Barcellona in Spagna ha osservato che il pidocchio ha perso molti geni non essenziali, ma è comunque molto funzionale. "Nel caso della trasduzione del segnale dell´insulina, c´è una sola copia di ogni gene importante, a differenza di altri insetti, che generalmente hanno più copie di certi geni," ha detto. "Mappare il genoma è importante per identificare l´obiettivo sul quale agire," ha spiegeto il dott. Rojas. "La cosa importante è agire direttamente sul pidocchio: se riusciamo a identificare i geni che contribuiscono al riconoscimento dell´ospite, saremo in grado di mirare direttamente al parassita. Visto che l´endosimbionte batterico contiene geni essenziali per la sopravvivenza del parassita, stiamo probabilmente parlando di un´altro potenziale obiettivo genetico nella lotta contro questi pidocchi." Il genoma del pidocchio del corpo è il più piccolo genoma conosciuto in un insetto e ha il minor numero di enzimi di detossificazione osservati in un insetto. Questo lo rende ideale per studiare la resistenza agli insetticidi e altri tipi di difesa chimica. Inoltre la sua notevole completezza lo rende un punto di riferimento dell´evoluzione naturale per gli studi di tutte le specie di insetti sequenziati. Per maggiori informazioni, visitare: University of Reading: http://www.Reading.ac.uk/  Universitat de Barcelona: http://www.Ub.edu/ Pnas: http://www.Pnas.org/    
   
   
ENTRO 2011 IN FVG IMMAGINI DIAGNOSTICHE DIGITALIZZATE  
 
Trieste, 28 giugno 2010 - In tutto il Friuli Venezia Giulia Le "lastre radiografiche" sono destinate a sparire dagli ospedali e dagli armadi di casa grazie alla realizzazione di un sistema regionale Pacs che consentirà la digitalizzazione delle immagini diagnostiche (radiologiche, cardiologiche, di medicina nucleare,...), la loro archiviazione in un server centrale e quindi la diffusione e visualizzazione per via telematica. Lo ha annunciato l´assessore regionale alla Salute, Vladimir Kocic, il quale, incontrando i giornalisti assieme al direttore del dipartimento Servizi Condivisi/dcs, Claudio Giuricin, e a Fabio Buffolini, dello stesso Dcs, ha spiegato che questo progetto di forte innovazione sul piano tecnologico ha appena completato una tappa fondamentale: nei giorni scorsi il Dsc ha aggiudicato ad Esaote (una delle aziende leader del mercato delle apparecchiature biomedicali e dell´information technology in sanità) la gara del valore di 11 milioni di euro per la fornitura di 8 sistemi Pacs aziendali destinati ad Aziende sanitarie, Aziende ospedaliere, Irccs dell´intero Fvg, ad eccezione dell´area triestina (Ass1, Aouts, Burlo), che già dal 2007 dispone di un sistema Pacs. La fase di installazione inizierà a partire dal Pordenonese. Oltre agli archivi, saranno forniti circa 160 postazioni di refertazione e più di 60 sistemi di visualizzazione per sale operatoria su grandi schermi di 42 pollici. Entro il 2011, grazie ad una rete interaziendale, qualunque medico, in qualunque presidio sanitario e/o ospedaliero, potrà recuperare e visualizzare on-line la "storia diagnostica" di un proprio paziente, indipendentemente da dove sono state prodotte le indagini. Parallelamente, al cittadino/paziente sarà consegnato un Cd Rom (o un Dvd, in casi particolari) con le immagini digitali prodotte e il referto. I sistemi Pacs comporteranno, come già a Trieste, una rivoluzione nel modo di lavorare interno degli ospedali in quanto spariranno gradualmente le buste con le pellicole radiografiche o con le ecografie, così come gli immensi locali adibiti ad archivio. Già ipotizzata l´estensione ad ulteriori discipline cliniche (radioterapia, endoscopia, ecc). In un periodo di forti iniziative di razionalizzazione in tutti gli ambiti della spesa pubblica e in particolare nel settore della sanità, un intervento innovativo come questo - ha rimarcato l´assessore - ha una valenza particolare. Nel corso dell´incontro è stato anche fatta una relazione sull´attività del Dsc che, operativo dal primo gennaio di quest´anno, ha rilevato le attività e le funzioni del Centro Servizi Condivisi. In particolare il dipartimento mantiene il ruolo di stazione appaltante unica per tutti gli approvvigionamenti delle diverse Aziende (dalle attrezzature ai farmaci, alla ristorazione, ai servizi di pulizia, alle coperture assicurative per la responsabilità civile, ecc.), in una logica che guarda da un lato alla qualità, dall´altro alle economie di scala. In proposito Kosic ha evidenziato come il Friuli Venezia Giulia sia stato preso quale modello nazionale, in quanto la manovra economica del Governo prevede servizi condivisi in tutte le regioni. Sotto il profilo logistico è centralizzato anche il magazzino per la scorta di beni, che il Dsc acquisisce sul mercato per poi provvedere alla consegna alle aziende, a seconda delle necessità. Infine l´assessore Kosic ha annunciato che l´attività di prenotazione ed informazione telefonica curato dal dipartimento sarà esternalizzato. Ad ogni modo sono state superate le criticità manifestate in particolare nei primi mesi dello scorso anno ed oggi il "call center" è in grado di fornire adeguate risposte ad oltre l´80 per cento delle chiamate dei cittadini.  
   
   
SARDEGNA: ASL E OSPEDALI 33 MILIONI PER L´AMMODERNAMENTO TECNOLOGICO DELLE AZIENDE SANITARIE  
 
 Cagliari, 28 Giugno 2010 - Trentatré milioni di euro per l´ammodernamento tecnologico delle aziende sanitarie regionali. E il contenuto della delibera approvata ieri dalla Giunta regionale su proposta dell´assessore della Sanità Antonello Liori. Si tratta di fondi europei (Asse Ii del Por Fesr 2007/2013) previsti per "l´ammodernamento tecnologico delle strutture ospedaliere con particolare riferimento all´alta diagnostica, alla radioterapia oncologica ed al potenziamento dei centri di eccellenza". "Fondi che sarebbero andati persi - ha spiegato Liori - a causa dell´errata destinazione stabilita nella delibera dell´ottobre 2008, che rendeva impossibile la realizzazione degli interventi per il vincolo sulle zone a bassa densità di popolazione. Però, grazie all´intervento degli uffici dell´assessorato nei confronti dell´Autorità di gestione, è stato possibile ottenere dalla Commissione Europea la modifica del Por Fesr, prevedendo la possibilità di effettuare interventi di alta tecnologia in zone urbane e quindi la rimodulazione degli interventi. Perdere questo finanziamento europeo sarebbe stato gravissimo perché difficilmente si sarebbe trovata adeguata copertura nelle ordinarie fonti di finanziamento regionale". Dopo la consultazione con le Aziende sanitarie, sulla base delle proposte e delle risorse già assegnate alle aziende per il medesimo obiettivo, si è arrivati alla seguente distribuzione del finanziamento: Asl 1 di Sassari: 1.905.600 euro; Asl 2 di Olbia: 5.940.000; Asl 3 di Nuoro: 2.000.000; Asl 4 di Lanusei: 1.500.000; Asl 5 di Oristano: 1.700.000; Asl 6 di Sanluri: 750.000; Asl 7 di Carbonia: 1.680.000; Asl 8 di Cagliari: 5.696.400; Azienda "Brotzu": 3.600.000; Aou Cagliari: 3.765.000; Aou Sassari: 4.480.000. "Siamo riusciti a soddisfare le esigenze di territori fino ad ieri trascurati - ha sottolineato l´assessore Liori - rispondendo coi fatti a chi ci accusa di ´cagliaricentrismo´. In particolare, abbiamo tenuto conto della necessità di dotare le Aziende sanitarie sarde di ecografi di ultima generazione. Perciò, ho proposto di destinare una parte dei fondi all´acquisto di ecotomografi di alta fascia per vari tipi di esami. Ne acquisteremo cinque attraverso un´unica gara ad evidenza pubblica in unione d´acquisto che avrà come capofila l´Asl 8 di Cagliari. Una risposta fondamentale non solo per accelerare i tempi delle visite e diminuire quindi le liste d´attesa, ma anche migliorare la qualità dell´assistenza e della sanità isolana nel suo complesso".  
   
   
CALABRIA: DISEGNO DI LEGGE SULLA NON AUTOSUFFICIENZA  
 
Catanzaro, 28 giugno 2010 - L’assessore regionale al Lavoro Francescantonio Stillitani commenta con soddisfazione l’approvazione, su sua proposta, da parte della Giunta, nell’ultima riunione, del disegno di legge sulla non autosufficienza. “La Calabria si avvia a colmare così - ha detto Stillitani - un vuoto in un settore in cui altre regioni hanno già legiferato sul piano della tutela dei diritti dei cittadini. Tale successo è da attribuirsi al confronto puntuale e continuo, in tutte le fasi, tra l’assessorato e le forze sindacali e sociali”. Stillitani intende ringraziare tutte le parti sociali ed il terzo settore che hanno contribuito al miglioramento del disegno di legge che ora passa all’esame del Consilgio. “Il loro apporto – commenta - è stato importante e determinante per la stesura definitiva del testo, frutto di una concertazione che sarà alla base dell’ attività politica dell’assessorato. Ora finalmente abbiamo un disegno di legge che si prefigge di istituire e disciplinare il fondo regionale per la non autosufficienza. Una proposta di legge - prosegue- che darà una risposta di dignità e di diritti a moltissime persone, in gran parte anziane ma anche non, e alle loro famiglie”. L’assessore auspica che il consiglio regionale, in tempi brevi, trasformi in legge la proposta approvata dalla Giunta “per porre la Calabria sullo stesso livello delle altre regioni. “La proposta di legge – dice ancora l’assessore - prevede interventi e servizi, finanziati con le risorse del fondo, destinati a programmi di aiuto alla persona non autosufficiente, gestiti in forma diretta, anche mediante piani personalizzati, con l’individuazione del responsabile del caso e degli operatori prescelti in relazione alle prestazioni da erogare. Inoltre sono previsti servizi di sollievo alla famiglia per affiancare e sostenere i familiari che accudiscono la persona non autosufficiente ovvero per sostituirli nelle stesse responsabilità di cura durante l’orario di lavoro e anche nei periodi di loro temporanea impossibilità a farlo. Sono, poi, previsti interventi di sostegno alla persona disabile non autosufficiente ed alla famiglia, attraverso forme di assistenza domiciliare e di aiuto personale, nell’arco delle 24 ore e nelle giornate festive e prefestive. E’ anche prevista l’erogazione dell’assegno di cura alle famiglie che provvedono in proprio, o tramite aiuti esterni, all’assistenza dei propri familiari non autosufficienti, al fine di concorrere ai costi di de istituziona-lizzazione sostenute dalle famiglie stesse per garantire la permanenza degli anziani non autosufficienti e dei disabili, e di qualsiasi altro soggetto non autosufficiente, nel proprio ambito domestico. La proposta di legge, infine, prevede servizi di assistenza alla persona con grave disabilità basati su percorsi di autonomia abitativa e finalizzati alla vita indipendente, da realizzarsi attraverso progetti individualizzati in favore di soggetti con disabilità motoria grave e ridottissima autonomia fisica e poi interventi di telesoccorso e teleassistenza, ed infine prestazioni a carattere previdenziale quali oneri sociali e contributi figurativi per soggetti che assistono persone non autosufficienti”. Comunque, in attesa dell’approvazione del disegno di legge da parte del Consiglio regionale, l’assessorato alle politiche sociali non abbandonerà i non autosufficienti. Nei prossimi giorni, infatti, l’assessore Stillitani porrà all’attenzione della Giunta una delibera che consentirà di utilizzare fondi per circa quindici milioni di euro, già a disposizione dell’assessorato, per degli interventi immediati nei confronti dei soggetti interessati. La spesa verrà attuata con il coinvolgimento dei comuni anticipando l’operatività dei piani di zona che dovranno essere lo strumento di coordinamento per l’analisi dei bisogni e della spesa sociale.  
   
   
NESSO TRA INSODDISFAZIONE CORPOREA E DISTURBI ALIMENTARI I RISULTATI DI UN’INDAGINE TRIENNALE DELL’IRCCS MEDEA NELLE SCUOLE DI ERBA: PIÙ DEL 30% DELLE STUDENTESSE SONO INSODDISFATTE DEL PROPRIO CORPO E MOSTRANO ATTEGGIAMENTI TIPICI DELLE PATOLOGIE LEGATE AL CIBO.  
 
Bosisio Parini (Lc) , 28 giugno 2010 - Le adolescenti del territorio sono sempre più insoddisfatte del proprio corpo e tale insoddisfazione le espone maggiormente al rischio di sviluppare disturbi alimentari quali l’anoressia e la bulimia nervosa. E’ quanto emerge da un’indagine triennale svolta dal Servizio per Disturbi Alimentari dell’Irccs E. Medea – La Nostra Famiglia di Bosisio Parini (Lc). Il Servizio, che da anni si occupa della cura di bambini, adolescenti e giovani adulti con disturbi alimentari, ha effettuato una ricerca presso due scuole superiori pubbliche di Erba. Alle studentesse, che hanno liberamente partecipato all’indagine, sono stati somministrati per tre anni consecutivi i questionari Bat (Body Attitude Test) ed Edi-2 (Eating Disorder Inventory-2), attualmente i più impiegati nello studio dei disturbi del comportamento alimentare. I risultati della ricerca appaiono allarmanti: il 30.5% delle 128 studentesse partecipanti hanno mostrato una insoddisfazione rilevante per il proprio corpo, come evidenziato dalle risposte fornite ai questionari. Questa percentuale è salita al 40.6% dopo un anno e addirittura al 41.4% dopo due anni. Il dato appare ancora più impressionante se si considera che solo l’8-10% delle ragazze presentava una condizione di oggettivo sovrappeso, mentre il 71-78% era normopeso e il 15-20% addirittura sottopeso. Si può dunque concludere che la maggior parte delle ragazze insoddisfatte del proprio corpo era in realtà normopeso o sottopeso. “Tale contrasto tra la condizione ponderale effettiva e il giudizio sul proprio aspetto fisico denuncia l’estrema diffusione tra le adolescenti di un ideale di magrezza insano, irrealistico e irraggiungibile, se non attraverso quelle condotte patologiche – come il digiuno, il vomito autoindotto o l’iperattività - che caratterizzano i disturbi alimentari”, spiega il responsabile del Servizio Gianluigi Mansi. In effetti le ragazze insoddisfatte del proprio corpo mostravano un maggior numero di atteggiamenti/comportamenti tipici delle patologie alimentari e tali sintomi tendevano a perdurare nel tempo. In particolare, le ragazze insoddisfatte del proprio corpo mostravano un maggior senso di inadeguatezza, maggiori difficoltà nel riconoscere le proprie sensazioni/emozioni, un maggior impulso alla magrezza e una maggiore insicurezza sociale, tutti elementi caratteristici delle pazienti affette da anoressia e bulimia nervosa. I risultati dello studio dimostrano quindi che l’insoddisfazione corporea rappresenta un potente fattore di rischio per lo sviluppo dei disturbi alimentari. Sebbene tale rischio sia comprovato, è evidente che non tutte le ragazze che presentano un’insoddisfazione corporea svilupperanno una franca patologia alimentare. A tale proposito è importante sottolineare come, mentre la diffusa insoddisfazione corporea appare riconducibile in massima parte ad aspetti culturali e sociali (il “mito della magrezza”), lo sviluppo di un disturbo alimentare vero e proprio sembra dipendere maggiormente da fattori individuali e familiari non ancora del tutto chiariti dagli studi sul tema. “Abbiamo evidenziato il nesso tra insoddisfazione corporea e patologie alimentari – afferma Alessandra Fumagalli, responsabile del Servizio di Psicoterapia – è ora necessario predisporre interventi rivolti alla popolazione adolescente mirati alla costruzione di una immagine corporea più realistica e soddisfacente, per prevenire il dilagare di una classe di patologie estremamente “costose” dal punto di vista personale, familiare e sociale. Tale azione preventiva deve declinarsi sia sia sul piano culturale e sociale, ad esempio intervenendo sui media, che sul piano scolastico, attraverso interventi di sensibilizzazione e formazione”. In tale direzione sembra muoversi anche il Governo, che ha recentemente avviato un progetto nazionale volto a combattere i disturbi del comportamento alimentare. La prima azione nell’ambito di tale progetto è stata la costruzione di una mappa delle strutture dedicate a questa categoria di disturbi in Italia, volta ad orientare i soggetti affetti da simili patologie e i loro familiari. Il 9 giugno il ministro della Gioventù Giorgia Meloni e il sottosegretario alla Salute Francesca Martini hanno infatti presentato il sito web sul quale è pubblicata la mappa dei centri ( www.Disturbialimentarionline.gov.it/ ). Il Servizio dell’Irccs E. Medea di Bosisio Parini vi figura come unica struttura di riferimento della provincia di Lecco (info www.Emedea.it/ ).  
   
   
ZAIA: “MALTRATTAMENTI A PICCOLI DISABILI ESTRANEI ALLA CIVILTA’ DEL NOSTRO POPOLO”  
 
Venezia, 26 giugno 2010 - “Il Veneto è un popolo accogliente che niente deve avere a che fare con chi maltratta piccoli disabili”. Lo ha detto il 26 giugno il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commentando la denuncia di due operatrici dell´istituto ´La Nostra Famiglia´ di Treviso accusate di maltrattamenti protratti nei confronti di tre bambini disabili. “Attendiamo, come sempre in questi casi, la conclusione delle indagini della magistratura per accertare eventuali responsabilità. Ma se risultasse provato che queste educatrici prendevano a ceffoni bambini inermi e facevano regolarmente ingurgitare cibo con la forza, non potremmo che giudicare molto gravemente questi comportamenti che nulla hanno a che vedere con la civiltà del nostro popolo e che non possono che essere severamente stigmatizzati ed eventualmente puniti”.  
   
   
BIMBI DISABILI A TREVISO RICHIESTA AUDIZIONE A CARABINIERI: INDAGINI PROSEGUANO FINO IN FONDO; INVITO A PRUDENZA NEI GIUDIZI PER NON DANNEGGIARE LE FAMIGLIE E GLI OPERATORI DI UNA STRUTTURA D’ECCELLENZA”  
 
Conegliano (Tv), 28 giugno 2010 - “Chiederò audizione ai carabinieri su questa vicenda. Li ringrazio dell’opera investigativa da loro svolta, li sollecito ad andare avanti fino in fondo nelle indagini come sollecito la direzione dell’ulss a concludere al più presto l’indagine interna su quanto avvenuto e a tenermi informato. L’abuso su un bambino, in particolare se disabile, è qualcosa di abbietto. Se i comportamenti denunciati dai carabinieri saranno confermati l’allontanamento delle operatrici dovrà essere definitivo, dovrà scattare il licenziamento, dovranno essere bandite dallo svolgere questo lavoro. Invito tutti alla prudenza e al senso di responsabilità nell’esprimere giudizi pesanti, o quasi definitivi, per non danneggiare i tantissimi bambini e le loro famiglie ospiti della struttura e gli oltre cinquecento operatori che svolgono un lavoro d’eccellenza, un’attività quotidiana impagabile e riconosciuta nel settore della disabilità, e non solo”. Lo ha detto Remo Sernagiotto, assessore regionale alle politiche sociali, al termine dell’incontro con i responsabili dell’ente, incontro tenutosi a Conegliano il 26 giugno , a seguito della notizia di maltrattamenti di alcuni bambini disabili ad opera di due educatrici in un centro di riabilitazione diurno. “Ho voluto subito parlare di quanto avvenuto con i responsabili della struttura – ha precisato Sernagiotto - per avere un quadro preciso della situazione ma anche per portare solidarietà e un messaggio di serenità alle famiglie e agli operatori. L’accompagnamento e l’assistenza ai bambini disabili - sottolinea l’assessore - è un lavoro delicatissimo, molto difficile, stressante, che necessita di dedizione e formazione, un lavoro che non è da 27 del mese. Eventuali mele marce, che ci sono dappertutto, o situazioni personali di stress o disagio, non possono compromettere l’operato di centri come questi, che lavorano tra mille difficoltà, e che hanno saputo guadagnarsi, nel corso di decenni di storia, il rispetto di tutti a partire dalle famiglie per arrivare poi al territorio e alle istituzioni. Chiedo nel contempo agli operatori che si trovano giorno per giorno alle prese con un’attività così particolare e delicata dal punto di vista psicologico come l’assistenza a persone disabili di segnalare le loro possibili condizioni di malessere o di sopravvenuto disagio ai propri superiori, consentendo magari un cambio di mansioni. Questo potrebbe prevenire episodi analoghi. Nel prossimo futuro – conclude Sernagiotto - intendo invitare la stampa ad essere presente in uno di questi centri che danno assistenza diurna a bambini con forti disabilità: in nome della trasparenza e della condivisione del lavoro di programmazione sociale e sanitaria sul territorio”.  
   
   
SANITA´IN SICILIA: SI RIDURRA´ DEL 34% IL NUMERO DEI LABORATORI D´ANALISI  
 
Palermo, 28 giugno 2010 - Si ridurra´ da 664 a 438 il numero dei laboratori d´analisi privati convenzionati con il sistema sanitario: in termini percentuali, si tratta di una riduzione del 34%. E´ questo lo straordinario risultato del decreto assessoriale sulla riorganizzazione della rete laboratoristica regionale, che prevedeva la possibilita´ di un´aggregazione fra due o piu´ strutture di laboratorio, su base volontaria. La provincia siciliana che fa registrare la percentuale piu´ alta di adesione e´ quella di Ragusa, che passera´ da 27 a 12 laboratori (-55,6%). Molto forte l´adesione anche nelle grosse aree metropolitane: a Palermo si passera´ da 179 a 92 strutture convenzionate (- 48,6%), a Catania da 131 a 80 (-38,9%) e a Messina da 94 a 71 (-24,5%). Curiosamente, a Enna non si e´ registrata nessuna richiesta di aggregazione. "Un risultato eccellente - ha commentato l´assessore regionale per la Salute, Massimo Russo - che garantira´ una maggiore qualita´ del servizio e che non comportera´ la riduzione dei punti prelievo i quali, anzi, grazie alle incentivazioni, aumenteranno ancora, assicurando quindi ai cittadini la capillarita´ del servizio. Questa e´ la strada che permettera´ di mettere velocemente ordine al sistema, dandogli efficienza e razionalita´: in futuro dovremo ulteriormente ridurre il numero delle strutture convenzionate per adeguarci alle regioni italiane piu´ virtuose, dove la quantita´ dei laboratori e´ ancora notevolmente inferiore a quella della Sicilia. I convenzionati siciliani, dopo le iniziali resistenze, hanno evidentemente compreso che soltanto cosi´ potevano garantirsi un futuro imprenditoriale piu´ sereno, con immediati risparmi di gestione grazie alla utilizzazione di tecnologie avanzate e alla valorizzazione professionale degli specialisti di laboratorio e del personale tecnico". Secondo il decreto assessoriale, le strutture che si accorpano dando vita a un nuovo "soggetto gestore" potranno beneficiare delle incentivazioni previste: 10% in piu´ per i laboratori che nel 2009 hanno effettuato fino a 200.000 prestazioni; aumento del 5% per le strutture che hanno effettuato un numero di prestazioni compreso tra 200.001 e 300.000; aumento del 3% per la fascia che riguarda le strutture con piu´ di 300 mila prestazioni. Dopo la trasmissione dei dati completi da parte delle aziende sanitarie provinciali, adesso tocchera´ agli uffici dell´assessorato esprimere entro un mese la valutazione sulle domande di aggregazione. Il decreto dell´assessore Russo specifica che non ci saranno penalizzazioni economiche per chi ha deciso di non accorparsi e detta precise disposizioni sul personale dipendente per garantire il rispetto dei contratti di lavoro e prevede poi i controlli sui locali che dovranno essere correlati alla tipologia e al volume delle attivita´ erogate. Le strutture laboratoristiche che si sono aggregate avranno la facolta´ di recedere entro due anni, riottenendo il proprio codice di accreditamento. Questo il quadro della rete laboratoristica privata convenzionata (strutture attuali - strutture post aggregazione - variazione percentuale). Agrigento: da 78 a 60 (-23,1%); Caltanissetta: da 29 a 24 (- 17,2%); Catania: da 131 a 80 (- 38,9%); Enna: 14 (nessuna richiesta di aggregazione); Messina: da 94 a 71 (-24,5%); Palermo: da 179 a 92 (-48,6%); Ragusa: da 27 a 12 (- 55,6%); Siracusa: da 53 a 46 (- 13,2%); Trapani: da 59 a 39 (- 33,9%).  
   
   
REGIONE BASILICATA, RIUNIONE TECNICA SU OSPEDALE UNICO LAGONEGRO DE FILIPPO: ENTRO LA FINE DELL´ANNO L´APERTURA DEI CANTIERI  
 
Potenza, 28 giugno 2010 - Ospedale unico di Lagonegro: l’obiettivo che il presidente della giunta regionale, Vito De Filippo, ha annunciato di voler perseguire è di arrivare quanto prima all’apertura dei cantieri. Possibilmente già entro la fine dell’anno in corso. Sulla base di questa indicazione, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Rosa Gentile, insieme con l’assessore alla Sanità, Attilio Martorano, ha presieduto, presso la Presidenza della Giunta, una riunione tecnica con tutte le parti interessate: responsabile unico del procedimento, progettisti e rappresentanti del Consorzio di imprese che si è a suo tempo aggiudicato l’appalto. Erano inoltre presenti i dirigenti generali dei due Dipartimenti interessati, Viviana Cappiello e Piero Quinto, il nuovo capo di gabinetto della Presidenza della Giunta, Raffaele Rinaldi, il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Potenza Pasquale Amendola e il sindaco di Lagonegro, Domenico Mitidieri. Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto della situazione, alla luce delle novità legislative intervenute negli ultimi due anni e delle inevitabili, quanto sostanziali modifiche imposte al disegno originale dell’opera, a partire per esempio dalla previsione di un eliporto al servizio del nuovo ospedale. Nelle prossime settimane, i tecnici consegneranno al Dipartimento Infrastrutture il progetto definitivo, con l’indicazione puntuale dei costi e dei tempi di realizzazione. Da parte del governo regionale e del Comune di Lagonegro è stata ribadita la volontà di accelerare l’iter amministrativo dell’opera, ritenuta indispensabile per giungere ad una razionalizzazione della rete ospedaliera nell’area Sud della Basilicata.  
   
   
RIMBORSO FARMACI, REGIONE MARCHE PARTE LESA: CONTROLLI PER LA TRASPARENZA E LA RAZIONALIZZAZIONE DELLA SPESA  
 
 Ancona, 28 Giugno 2010 - ´Controlli che servono alla trasparenza e per la razionalizzazione della spesa sanitaria´. E` quanto commenta l´assessore regionale alla Salute, Almerino Mezzolani, in merito all´indagine condotta dalla Guardia di finanza di Ancona sui rimborsi dei farmaci che rientrano nel ´Progetto Marche´ (cioe` la fornitura dei medicinali ad alto costo, dopo ricovero ospedaliero o visita specialistica) . ´La Regione Marche e l´Azienda sanitaria regionale ´ rileva Mezzolani ´ hanno collaborato con la Guardia di finanza, fornendo tutta la documentazione richiesta. I controlli sono stati possibili a seguito dell´emanazione delle linee guida della spesa farmaceutica, varate dalla Regione proprio per fare chiarezza in questo delicato comparto del sintema sanitario. Abbiamo sempre incentivato la distribuzione diretta dei farmaci agli assistiti, puntando a migliorarne l´accessibilita` e a ridurre i costi sostenuti dal Servizio sanitario regionale. I controlli effettuati servono a monitorare la correttezza delle disposizioni impartite e la loro giusta applicazione. Se verranno rilevate responsabilita` a carico degli operatori del settore, la Regione, parte lesa, prendera` i dovuti provvedimenti per tutelare la propria immagine e garantire il corretto uso del denaro pubblico´.  
   
   
TORNA L´EUREGIO TOUR: SENSIBILIZZARE SULLA DONAZIONE DI ORGANI  
 
Bolzano, 28 giugno 2010 - Sociale - "L’euregio Tour è la dimostrazione più evidente di come anche i pazienti con trapianto possano condurre una vita normale e stupire con prestazioni sportive di altissimo livello", sottolinea l’assessore alla Sanità Richard Theiner alla vigilia della X edizione della gara ciclistica “Euregio Tour” da Innsbruck a Trento. La decima edizione dell’"Euregio Tour per il trapianto", il giro ciclistico dedicato alle persone trapiantate, si svolge quest’anno da domani (venerdì 25) a domenica 27 giugno e vede la partecipazione di pazienti che hanno subito un trapianto, medici e personale ospedaliero da tutta Europa. Nei tre giorni in bicicletta si passa da Innsbruck al Monte Bondone (1650 m) sopra Trento per complessivi 322 km. Il messaggio che questa manifestazione vuole trasmettere va oltre al risultato della gara agonisticae vuole diffondere la consapevolezza dell’importanza della donazione d’organi. Un obiettivo che da anni ha il pieno sostegno dell´Assessorato provinciale alla Sanità. L´iniziativa, promossa da anni dall´altoatesino Michael Prenner, è di grande utilità per tutte le persone in attesa di trapianto.  
   
   
GIORNATA MONDIALE CONTRO L´ABUSO E IL TRAFFICO ILLECITO DI DROGHE: ESPERIENZE TESTIMONIANZE E PROGETTI IN CAMPANIA  
 
Napoli. 28 giugno 2010 - L´assessorato alla Sanità della Regione Campania, Settore Fasce Deboli ha realizzato un dossier in occasione della 23.A Giornata contro l´abuso e il traffico illecito di droghe, che si è celebrata il 26 giugno. Il dossier, consultabile sul sito www.Regione.campania.it/  è intitolato "Esperienze, testimonianze e progetti in Campania". Con esso si fa il punto sull´uso delle sostanze stupefacenti sul territorio regionale e, allo stesso tempo, vengono diffuse informazioni sulle attività e sulle risorse umane impegnate nel contrasto e nella prevenzione del fenomeno droga. Nel documento si registra che in Campania, come indicato nel "Report 2009", nei Servizi Tossicodipendenze (Ser.t) sono stati presi in carico circa 24.426 utenti, con netta prevalenza dei maschi (circa il 90% ) e con una percentuale di nuovi iscritti di circa il 21%. Il dato complessivo confrontato al dato del "Report 2010" (attualmente in preparazione), che è di 23.633 utenti, esprime un trend in diminuzione, così come già negli anni precedenti. All´interno dell´utenza complessiva si rileva un considerevole e progressivo "invecchiamento" della popolazione dei tossicodipendenti: il 20% ha più di 39 anni. Si segnala che le sostanze d´abuso primarie sono l´eroina (con netta prevalenza: 60%) seguita a molta distanza (15%) dalla cocaina, e, poi, dalla cannabis (5%). Gli operatori impegnati nei Servizi Tossicodipendenze sono 748, tra medici (203), infermieri (214), psicologi (105), assistenti sociali (117), sociologi, educatori e altre figure professionali di supporto. Il dossier fornisce altresì notizie sui progetti che attualmente sono attivi per la cura, il contrasto e la prevenzione del fenomeno droghe su tutto il territorio campano fornendone scopi, indirizzi, contatti, referenti.  
   
   
GENOVA, ...PREVENZIONE & BENESSERE INCONTRO DI EDUCAZIONE ALLA SALUTE IN OCCASIONE DELLA GIORNATA NAZIONALE PER LA PREVENZIONE E CURA DELL´INCONTINENZA  
 
Genova, 28 giugno 2010 – Oggi alle ore 16.30 si svolgerà, presso il Salone Congressi del Galliera, l´incontro di Educazione alla Salute "Parliamo di...Prevenzione & Benessere" dedicato alla cittadinanza. L´incontro si pone l´obiettivo di affrontare le principali tematiche relative all´apparato uroginecologico. Menopausa, andropausa, prostata, tumori, problemi di incontinenza e di rieducazione sono alcune delle tematiche al centro del dibattito. Nell´occasione un pool di specialisti (due ginecologi, un urologo e un fisiatra) sarà a disposizione del pubblico per rispondere a domande, chiarire dubbi, fornire informazioni utili per conoscere le più attuali e innovative strategie di cura. Non solo si parlerà di prevenzione, di benessere e di comportamenti finalizzati ad assumere un corretto stile di vita. L´evento si svolgerà in occasione della giornata nazionale per la prevenzione e cura dell´incontinenza. "Parliamo di...", è il secondo appuntamento del ciclo di incontri destinati alla popolazione con l´obiettivo di sensibilizzare e porre l´attenzione su temi e argomenti di particolare significato per la Salute collettiva. Specialisti del Galliera che parteciperanno all´incontro: Dott. Mauro Garaventa, Coordinatore Centro di Uroginecologia; Dott. Massimo Maffezzini, Responsabile Sc Urologia; Dott. Felice Repetti, Responsabile Sc Ginecologia e Ostetricia; Dott. Francesco Vallone, Direttore Sc Recupero e riabilitazione funzionale; Modererà l´incontro Silvana Bonelli, giornalista Telenord.  
   
   
ALMENO 15 "MADRI FONDATRICI" PER I NATIVI AMERICANI IDENTIFICATE DA GENETISTI ITALIANI  
 
Pavia, 28 giugno 2010 - In un articolo online il 28 giugno sulla prestigiosa rivista Genome Research http://www.Genome.org/  intitolato “The initial peopling of the Americas: A growing number of founding mitochondrial genomes from Beringia”, ricercatori delle Università di Pavia e Perugia dimostrano che gli antenati dei Nativi Americani recarono almeno 15 linee mitocondriali diverse, molte più “madri fondatrici” di quante si attribuivano finora agli antenati dei Nativi Americani che per primi colonizzarono il vasto continente. Inoltre, gli studiosi affermano che i dati finora disponibili sottostimavano significativamente la diversità dei primi Americani e sottolineano l’importanza di svolgere campionamenti omnicomprensivi per un’analisi accurata delle migrazioni umane. Negli ultimi dieci anni si è risvegliato l’interesse per lo studio dell’origine delle popolazioni umane, in particolare dei Nativi Americani. Il popolamento iniziale del Nord America a partire dall’Asia nord-orientale cominciò approssimativamente 15-18 mila anni fa, nonostante le stime temporali basate sulla diversità genetica dei primi abitanti rimangano controverse. I primi uomini arrivarono in Nord America dall’Asia attraverso un corridoio di terra chiamato Beringia, che connetteva la Siberia orientale e l’Alaska. Grazie a studi genetici è stato possibile cominciare a distinguere l´arrivo dei primi gruppi di Nativi Americani da ondate migratorie successive. In questo lavoro, un gruppo di ricerca internazionale coordinato dal Prof. Antonio Torroni dell’Università di Pavia ha svolto un’analisi dettagliata su una particolare linea del genoma mitocondriale, denominata C1d, finora scarsamente studiata. Grazie alle caratteristiche di eredità uniche di questo genoma, che viene trasmesso per sola via materna, i marcatori di sequenza sono uno strumento molto efficace per mappare la filogenesi del passato. Così come altre linee "pioniere", C1d è distribuito in tutto il continente, avvalorando la sua plausibile presenza tra le popolazioni fondatrici iniziali. Finora scarsamente analizzato, C1d registrava un’età di circa 7 mila anni, molto più giovane degli altri aplogruppi fondatori, un dato poco attendibile. Per risolvere questa discrepanza, i ricercatori hanno analizzato 63 sequenze mitocondriali complete provenienti da tutta l’America, scelte da un archivio comprensivo di oltre 100.000 campioni. Questo studio ad alta risoluzione non solo conferma che C1d è stata una delle linee fondatrici in Nord America tra 15 e 18 mila anni fa, ma rivela un altro punto critico. “Le prime donne fondatrici recarono non uno, ma due diversi tipi di genoma del tipo C1d” dice Alessandro Achilli dell’Università di Perugia, coautore dello studio, e aggiunge “questo porta a 15 il numero minimo di donne fondatrici per i Nativi Americani, un numero inconcepibile fino a poco tempo fa”. Antonio Torroni ritiene che il numero di genomi mitocondriali trasmigrati dall’Asia al Nord America sia in realtà ancora più elevato. “Ulteriori linee materne oggi sconosciute saranno identificate nei prossimi tre o quattro anni, quando l’approccio metodologico che noi abbiamo impiegato in questo studio sarà applicato sistematicamente”, dice Torroni. Solo in questo modo sarà possibile descrivere con precisione gli scenari migratori che portarono al popolamento del Nuovo Mondo e alla diversità linguistica e culturale ancora oggi riscontrabile nei Nativi Americani. I ricercatori coinvolti nello studio provengono dall´Università di Pavia, Università di Perugia, Sorenson Molecular Genealogy Foundation (Salt Lake City, Ut), Università di Santiago de Compostela (Spagna), Innsbruck Medical University (Austria), e dall´Università di Beunos Aries (Argentina). Questa ricerca è stata finanziata dalla Fondazione Alma Mater Ticinensis di Pavia, Prin 2007 (Ministero dell´Istruzione, dell´Università e della Ricerca), Sorenson Molecular Genealogy Foundation, Ministerio de Ciencia e Innovación, Fundación de Investigación Médica Mutua Madrileña e Fwf Austrian Science Fund.  
   
   
LE BADANTI: UN´OPPORTUNITÀ PER LE FAMIGLIE E´ IL PROGETTO “PROFESSIONISTI/E IN FAMIGLIA” ATTUATO DA AMBITO DISTRETTUALE 6.1  
 
Aviano, 28 giugno 2010 - La domanda di assistenza e cura domiciliare rivolta in particolar modo alle persone anziane sta aumentando sempre più negli ultimi anni, anche nei comuni della cintura pordenonese, mettendo a dura prova, in talune occasioni, le famiglie. Un dato di fatto che ha trovato le Amministrazioni di Fontanafredda, Aviano, Sacile e Brugnera particolarmente attive. A dimostrazione di ciò il ruolo delle badanti e delle assistenti familiari, risorsa incommensurabile per tutte quelle famiglie in difficoltà che necessitano di un aiuto professionale e competente. Per rispondere a questa esigenza, va detto, i Servizi sociali territoriali hanno tra i loro compiti anche quello di sostenere i nuclei familiari che si trovano ad affrontare bisogni di cura ed assistenza dei loro congiunti. In questo filone si colloca il progetto “Professionisti/e in famiglia” messo in atto da Ambito distrettuale 6.1 - Servizio sociale dei Comuni - e gli Sportelli Assistenti Familiari che, con la collaborazione della Cooperativa sociale Itaca (ed all’interno di un progetto interamente finanziato dalla Lr 24/2004 – “Progetti sperimentali e interventi per la qualificazione del lavoro delle assistenti familiari”), hanno inteso promuovere una serie di quattro appuntamenti denominata “Le badanti: opportunità per le famiglie”. Quattro, si diceva, gli incontri previsti con la cittadinanza per presentare le opportunità offerte dal progetto “Professionisti/e in famiglia” e dagli Sportelli Assistenti Familiari della Provincia di Pordenone, nonché per proporre i prossimi appuntamenti formativi dedicati alle assistenti familiari. Il primo si è svolto ieri con successo a Fontanafredda presso il Centro La Risorgiva, ma altri tre appuntamenti sono in calendario nei prossimi giorni: il 30 giugno alle 20.30 ad Aviano presso la Casa dello Studente in viale San Giorgio; il 1° luglio a Sacile, sempre alle 20.30, presso l’Auditorio del Liceo Pujati in viale Zancanaro; il terzo ed ultimo nella Sala consiliare del Comune di Brugnera, ancora alle 20.30 ma il 5 di luglio. Le famiglie e le persone che stanno cercando una badante possono trovare infatti attraverso il progetto “Professionisti/e in famiglia” della Regione Fvg e negli Sportelli Assistenti Familiari della Provincia di Pordenone la possibilità di individuare gratuitamente la figura più adatta alle proprie esigenze; parimenti vi è l’opportunità di trovare nei Servizi sociali di riferimento un aiuto per mediare l’ingresso in famiglia sostenendo i percorsi di reciproca conoscenza e adattamento. Gli incontri hanno lo scopo di informare le famiglie sulle opportunità offerte dai Servizi territoriali e porre le condizioni per l’attivazione, a partire dal mese di settembre, di un percorso formativo per le badanti ed assistenti familiari che possa sostenere la creazione di buoni rapporti di collaborazione familiare e contrastare il turn-over. Quanto agli Sportelli Assistenti Familiari, offrono gratuitamente lo svolgimento di tutte le pratiche inerenti la gestione del rapporto di lavoro, propongono un supporto alle persone che devono sostituire la propria assistente familiare in caso di ferie, malattia, formazione, e informano sugli incentivi economici previsti per chi sceglie di emergere dal mercato sommerso. Nel corso degli incontri interverranno le operatrici dell’Ambito Distrettuale 6.1 illustrando le attività del progetto, i servizi erogati dagli sportelli, gli incentivi previsti per le famiglie “virtuose”, grazie anche al prezioso aiuto dell’Agenzia regionale del Lavoro. La Cooperativa Itaca si occuperà dei percorsi formativi per le badanti. Info: Servizio Sociale dei Comuni, Ambito Distrettuale 6.1, Tel. 0434.70483-70023.  
   
   
TESORI DELLA RUSSIA. IL CIELO, IL MARE, LA TERRA. A VILLA SAN CARLO BORROMEO L’ARTE RUSSA DEL NOVECENTO TESTIMONE DI LIBERTÀ  
 
Milano, 28 giugno 2010 - Al Museo di Villa San Carlo Borromeo sono esposte una cinquantina di opere tratte dalla mostra che si è recentemente tenuta a Napoli, nelle sale del Maschio Angioino,con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali. Si tratta di dipinti provenienti dalla più importante raccolta privata di opere d’arte russa esistente fuori della Russia. Opere del Novecento, che rappresentano un viaggio senza fine: dal mar Baltico al mare di Azov, dal porto di Odessa ai mari del nord in tempesta. E ancora: i colori di San Pietroburgo, la Mojka, la Neva. I porti fluviali e i laghi di Bajkal, l’Altaj, il Mar Nero, la Crimea, Gurzuf con la baia Čechov, il promontorio Dežnev e i suoi tramonti, il golfo di Taganrok e le sue scogliere. Infine il Volga, la Moscova, il fiume Oka, i fiordi di Murmansk e i crepuscoli sul fiume Protva e sul fiume Kama. Konstantin Antipov, Nikolaj Christoljubov, Josif Gurwič, Aleksej Lazykin, Andrej Lyssenko, Valentin Tereshenko e Grigorj Zejtlin: sette grandi artisti che narrano i mari, i laghi, gli orizzonti, l’infinito, la varietà, la ricchezza e disegnano il nostro avvenire, compiendo così la valorizzazione della memoria della Russia nell’Europa. Artisti fortemente attuali, testimoni del grande spirito di libertà e d’indipendenza, che provoca l’uomo alla scrittura dell’inedito, nell’altro tempo, senza assumere nessun regime e nessuna ideologia.  
   
   
IL PROGRAMMA 2010 - 2012 DI LINEA D´OMBRA. MARCO GOLDIN PROGETTA 16 EVENTI IN DUE GRANDI STAGIONI, TRA VILLA MANIN, RIMINI, SAN MARINO E IL PALAZZO DUCALE DI GENOVA  
 
 Milano, 28 giugno 2010 - Marco Goldin "firma", dopo averlo integralmente ideato, un progetto espositivo di dimensioni mai viste in Italia: 16 mostre in quattro diverse sedi (Villa Manin a Passariano, Castel Sismondo a Rimini, Palazzo Sums nella Repubblica di San Marino e Palazzo Ducale a Genova): una che si concluderà alla fine dell´estate, 11 concentrate nella prossima stagione autunnale e invernale, e in più altri 4 eventi già in cantiere per il 2012. A gestire il complesso ventaglio di proposte è lo stesso critico trevigiano con la sua società operativa, Linea d´ombra. In tempi di crisi, quello che Goldin affronta è un progetto in contro tendenza, certamente coraggioso, che si fa forza dell´ampio seguito che il pubblico, anche nelle più recenti esperienze, gli ha assicurato. Da Caravaggio agli artisti contemporanei, le opere, spesso capolavori assoluti, che questo ambizioso progetto culturale propone e proporrà agli appassionati d´arte, sono addirittura 1500, concesse da 74 musei e collezionisti europei, americani e asiatici. Tele e sculture che spaziano dal Seicento, con tra gli altri Caravaggio, Zurbarán, Gentileschi, Ribera, Hals, Van Dyck, Saraceni, Gentileschi, Strozzi (tutti provenienti dallo statunitense Wadsworth Atheneum di Hartford, il primo museo a essere fondato negli Stati Uniti, e poco o nulla noti al pubblico italiano), a Courbet, Monet, Cézanne, Renoir, Van Gogh, a Manet, Rodin, Degas, Friedrich, Turner, Matisse, Gauguin, a Munch, Klee, Kandinsky, Rothko, Hopper, Gorky, Diebenkorn, Wyeth, ai Basaldella e avanti sino a Gianquinto, Guccione, Papetti, Nunziante, Ciarrocchi, Puglisi nel contemporaneo. 16 mostre diversissime, ciascuna conclusa in sé, completa, eppure in qualche modo collega-te, in un progetto che conferma temi, come quello del secondo Ottocento e del contemporaneo in pittura, materia di studio e pubblicazioni da sempre del critico trevigiano, ma che si estende a territori e visioni del tutto nuove. "È la proposta - annota Goldin - di una nuova stagione di mostre, che dalle vaste terre della Scandinavia si tende fino agli spasmi del sole del Sud. Come a dire, da Munch a Van Gogh. Dai cieli notturni e fruscianti stelle e lune fino ai cieli occupati da nuvole spinte dal mistral. Una volta ancora il fremito e il soffio della natura. Come una personale confessione, continuo da anni a dire della natura il senso della distensione e del confine. Facendolo con l´aiuto dei quadri, perché senza di essi il racconto non sarebbe pieno e completo". Queste le tappe dell´affascinante progetto culturale. Il primo appuntamento sarà in Friuli, ed esattamente a Villa Manin di Passariano di Codroipo, dove è in corso con successo una assai ampia retrospettiva (170 opere in totale) sui fratelli Basaldella, Dino, Mirko e Afro (fino al 30 agosto). Qui, dal 25 settembre al 6 marzo 2011, protagonisti saranno "Munch e lo spirito del Nord", una imponente rassegna che, intorno alla figura carismatica di Edvard Munch (35 le sue opere qui riunite) presenterà in oltre 120 dipinti complessivi, e per la prima volta in Italia, la pittura insieme di Danimarca, Finlandia, Svezia e Norvegia nel secondo Ottocento. Una occasione preziosa per immergersi nelle atmosfere del profondo nord europeo, nuova, affascinante tappa del progetto "Geografie dell´Europa" che è filo conduttore delle esposizioni di Villa Manin Per una parte del suo percorso, a Munch e ai pittori del nord si affiancherà (nell´Esedra di Levante della Villa), Alessandro Papetti con una cinquantina di dipinti intorno al tema "Occhi e lune" (dal 25 settembre al 1 novembre). Diverse e tutte accattivanti le proposte che, a partire dal 23 ottobre e fino al 27 marzo 2011, mette in campo il Castel Sismondo di Rimini. Su tutte domina "Parigi. Gli anni meravigliosi. Impressionismo contro Salon", mostra di ampia ricostruzione storica che propone, con oltre 80 dipinti e sculture, in chiave originale l´esplodere dell´Impressionismo mettendo a confronto sui medesimi temi i grandi nuovi con i protagonisti della pittura ufficiale del Salon, oggi criticamente valutata come "meno fortunata" eppure di assoluto livello ed interesse. In parallelo, Castel Sismondo propone una seconda esposizione che, con il titolo "Caravaggio e altri pittori del Seicento", accosta l´Estasi di San Francesco d´Assisi ad altri capolavori del Seicento europeo, patrimonio del Wadsworth Atheneum di Hartford, nel Connecticut, il più antico museo americano. Completano l´offerta riminese tre rassegne, tra di loro in successione temporale, dedicate ad altrettanti artisti contemporanei: Gianquinto, Nunziante e Ciarrocchi. Qualche decina di chilometri più in là, nella vicina Repubblica di San Marino, a Palazzo Sums, nello stesso periodo delle mostre riminesi e in stretto collegamento con esse, viene allestita l´esposizione "Monet, Cézanne, Renoir e altre storie di pittura in Francia", che propone opere sceltissime, emblematiche, dei grandi maestri francesi del secondo Ottocento. Infine Genova, dove a Palazzo Ducale, Courbet, Cézanne, Monet, Renoir, Van Gogh, Matisse, Derain, Munch, Braque, Dufy, Bonnard e tanti altri testimoniano la fascinazione della luce e dell´azzurro del Mediterraneo su almeno cinque generazioni di grandissimi artisti. Le 80 opere proposte dalla mostra "Mediterraneo. Da Courbet a Monet a Matisse" sono una vera esplosione di colore e irradiano emozione e positività: una malia da cui sarà difficile non farsi catturare. Con i grandi maestri tra Otto e Novecento, Goldin propone due mostre dossier dedicate a interpreti contemporanei del Grande Mare: Guccione e Puglisi. Il loro è il Mediterraneo della Sicilia e, se muta il punto di vista geografico e naturalmente il tempo, non cambia il fascino di quel mare. Mentre sta mettendo a punto gli ultimi dettagli per le mostre della prossima stagione, Goldin è al lavoro per definire il programma dell´autunno successivo. I capisaldi della futura stagione espositiva sono, a Villa Manin, un ampio "Espressionismo"; i veri capolavori di Rodin, a cominciare dal Bacio, in stretta collaborazione proprio con il parigino Musée Rodin, al Castel Sismondo di Rimini. Affiancata da una mostra dossier sul tema della danza dello stesso maestro a Palazzo Sums di San Marino. Mentre Palazzo Ducale di Genova ha in calendario un evento davvero straordinario e nuovissimo nel suo personale concetto: "Van Gogh e il viaggio. Pittura degli spazi percorsi da Friedrich a Gauguin a Rothko". Cento meravigliosi dipinti provenienti dai musei di tutto il mondo a segnare le tappe del viaggio come esplorazione, del viaggio come spostamento e del viaggio interiore.  
   
   
A MATERA L’ANTOLOGICA DELL’ARTISTA GIAPPONESE KENGIRO AZUMA  
 
Matera, 28 giugno 2010 - “A Matera, nel vedere le mie opere esposte nelle chiese rupestri di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci e al Musma, ho sentito l’amore e il calore dell’abbraccio di una madre al figlio”. Kengiro Azuma, l’artista giapponese protagonista della ventiquattresima edizione delle “Grandi Mostre nei Sassi” organizzate dal Circolo culturale “La Scaletta”, ha così testimoniato il profondo coinvolgimento emotivo fra arte e luoghi che la città dei Sassi riesce a regalare. Azuma è intervenuto, il 24 giugno nella sala Giunta del Comune di Matera, alla presentazione ufficiale dell’antologica a lui dedicata dal Circolo culturale “La Scaletta” che dal 1978 organizza e promuove le Grandi Mostre nei Sassi. L’allestimento è stato inaugurato sabato 26 giugno, nel cortile d’ingresso del Musma. Museo della Scultura Contemporanea e, a seguire, nelle vicine chiese rupestri Madonna delle Virtù e S. Nicola dei Greci. La mostra, a cura di Giuseppe Appella, comprende 102 sculture, 50 disegni e 16 gioielli datati 1948-2010, oltre a una installazione, “La luce di Matera”, preparata per l’occasione tra gli ulivi di San Nicola dei Greci. Le opere sono state suddivise, dall’architetto Alberto Zanmatti che ha allestito la mostra, tra le due chiese rupestri che ospitano le Grandi sculture e il Musma dove sono esposte le Piccole sculture, i disegni e i gioielli. Nella biblioteca Scheiwiller, al Musma, inoltre, c’è una ricca messe di immagini e documenti, in maggior parte inediti, che tracciano la vita e la fortuna critica dello scultore giapponese in oltre 60 anni di lavoro, e tutti i filmati (ultimo in ordine di tempo quello di Philippe Daverio mandato in onda da Rai Tre lo scorso aprile) realizzati su Azuma in occasione delle opere monumentali sistemate in parchi e musei di tutto il mondo. Oltre all’artista, alla conferenza stampa di presentazione della mostra sono intervenuti il presidente del Circolo culturale “La Scaletta” Giorgio Corazza e Raffaello De Ruggieri del Musma. Il curatore della mostra, il critico d’arte Giuseppe Appella, che ha illustrato l’opera di Azuma e Michele Saponaro dell’ufficio stampa della Soprintendenza di Matera in rappresentanza della soprintendente Marta Ragozzino, che ha sottolineato il rinnovato rapporto tra la Soprintendenza materana e le Grandi mostre: due opere di Azuma saranno esposte in piazza Pascoli e a Palazzo Lanfranchi, sede del Museo d’arte medioevale e moderna della Basilicata. La volontà di essere vicini e partecipi alla vita culturale della città è stata ribadita da Raffaele Nicois, responsabile amministrativo della Italcementi main sponsor dell’antologica. Dall’assessore provinciale alla Cultura Antonio Montemurro è giunto un grido d’allarme per i continui tagli che il Governo impone agli enti locali: “con sempre maggiore difficoltà – ha detto Montemurro - riusciamo a supportare le iniziative culturali che tanto ossigeno danno al nostro territorio e di cui conosciamo e comprendiamo appieno la valenza”. Parole condivise da sindaco di Matera Salvatore Adduce che ha ricordato come il Comune ha sempre affiancato, dal 1978, il Circolo culturale “La Scaletta” nell’organizzazione delle “Grandi Mostre nei Sassi”.  
   
   
PIETRASANTA SI APRE ALL’ARTE CONTEMPORANEA CON LA MOSTRA PERSONALE DI THOMAS GILLESPIE (UNKNOWN SUBJECT)  
 
Pietrasanta, 28 giugno 2010 - A Pietrasanta ex laboratori di artigiani del marmo e gioielli dell’archeologia industriale diventano fucina di giovani talenti che fanno rivivere i luoghi del passato con lo sguardo del futuro. Così la Exmarmi, una fabbrica dolciaria prima, laboratorio di marmi poi, cantiere per le arti sceniche oggi una factory di warholiana memoria nella quale gravitano ballerini, attori, musicisti - dal 3 luglio aprirà i suoi imponenti spazi all’arte contemporanea con la mostra personale di Thomas Gillespie, artista che vive tra Londra e Levadia in Grecia. L’esposizione (fino al 12 agosto) di grandi tele dell’artista inglese darà il via al programma di mostre, concentrate soprattutto nel periodo estivo, pensate in collaborazione con la Galleria Poggiali e Forconi di Firenze appositamente per lo spazio nel quale convivono le dimensioni della fabbrica con l’esperienza della messa in scena teatrale. I lavori in mostra, quadri e interventi installativi concepiti per l’occasione, sono accomunati dalla riflessione sull’attuale società del “grande fratello”, predetta da George Orwell. Quadri che rappresentano vedute di strade anonime di sobborghi di Londra, documentati in prima persona dall’artista con disegni preparatori e “riletti” e “rivissuti/trasformati” poi con il suo particolare tipo di pittura al limite tra la manifestazione della forma visiva e la sua liquefazione sulla superficie. Casa delle botteghe di alcuni artisti di fama mondiale come Fernando Botero e Igor Mitoraj, Pietrasanta ha visto approdare nei suoi laboratori del marmo e fonderie artisti da tutto il mondo, da Henry Moore a Niki de Saint-phalle, da Ivan Theimer a Anish Kapoor . E se nessuno osa toglierle l’appellativo di Piccola Atene della Versilia, c’è da dire però che da qualche anno Pietrasanta somiglia più alla francese Saint - Paul De Vence. In pochi anni infatti è cresciuto il numero delle gallerie d’arte e spazi espositivi, se ne contano più di 20 su una superficie di poco più di quaranta chilometri quadrati, e alle storiche trattorie si sono aggiunti piccoli ristoranti, locali per l’aperitivo e negozi dall’aria timidamente chic. Con una differenza però: che nel piccolo borgo medievale con il suo bel Duomo di San Martino e la Rocca di Sala, da dove si può ammirare la piana versiliese da Viareggio a Forte dei Marmi, la tradizione dei grandi maestri artigiani resiste e qui il nuovo fa la pace con l’antico.  
   
   
GIOCHI GIOVENTU: DIECI E LODE ALL´´ORGANIZZAZIONE FVG  
 
Pordenone, 28 giugno 2010 - Un dieci tondo per organizzazione e qualità delle prestazioni tecniche in questi giochi. È questo il voto che Thomas Hirscboch, presidente del gruppo sport di Alpe Adria, il bureau che nell´ambito della confederazione tratta i temi e le politiche riguardanti lo sport, ha dato alla 14/esima edizione dei Giochi estivi della gioventù Alpe Adria che si sono conclusi il 24 giugno a Pordenone. "Abbiamo visto tante belle gare - spiega Hirscboch - e organizzate alla perfezione. Il merito va alla Regione Friuli Venezia Giulia che ha creduto molto in questa manifestazione. Speriamo di essere presto di nuovo ospiti di questa regione o comunque dell´Italia. Per quanto riguarda infine i giochi invernali, al momento non è stata ancora presa una decisione sul luogo in cui si svolgeranno nel 2011. Stiamo portando avanti le trattative sondando tutte le possibilità. Il 7 luglio ci sarà una grande conferenza sul futuro Alpe Adria a Trieste e forse in quella circostanza potremo sapere qualcosa di più". "Questi giochi hanno dimostrato come anche Pordenone abbia tutte le carte in regola per poter ospitare manifestazioni internazionali di grande livello. Il successo è dovuto a un gruppo di lavoro coordinato dal presidente Lorenzo Cella, che ha perfettamente incastrato tutti i tasselli senza sbavature" ha commentato l´assessore regionale allo sport Elio De Anna al termine della cerimonia di chiusura dei giochi, manifestazione da lui fortemente voluta così come anche dal presidente della Regione Renzo Tondo. "Quando l´Europa non si era ancora allargata alle nuove nazioni - ha detto De Anna - questi giochi rappresentavano un momento di confronto e di crescita, ma anche una chiave per aprire rapporti internazionali tra vari stati". Ma l´edizione dei Giochi della gioventù di Alpe Adria svoltasi a Pordenone e in cinque comuni della provincia è stata anche ricca di novità. "Per la prima volta - spiega De Anna - accanto alle discipline tradizionali è stato accostato uno sport della mente con le gare degli scacchi svoltesi a Fontanafredda. Infine, anche se solo a scopo dimostrativo, hanno fatto la comparsa per la prima volta nei giochi le gare riservate agli atleti disabili". "Proprio per rimarcare la novità e dare al contempo un forte messaggio agli atleti in gara - continua l´assessore - abbiamo voluto come testimonial della manifestazione di apertura dei Giochi Beatrice Vio, la tredicenne di Mogliano Veneto che a seguito di una setticemia ha perso gambe e braccia ma che seppur costretta sulla sedia a rotelle con protesi artificiali, continua a tirare di scherma". È stata infatti lei il tedoforo che ha acceso il tripode lunedì sera in piazza Xx settembre, durante una cerimonia molto suggestiva, accompagnata da applausi e canti dei suoi coetanei presenti alla grande festa in centro a Pordenone. Grande soddisfazione infine anche per il presidente del comitato organizzatore dei Giochi Lorenzo Cella, che ha coordinato un gruppo di lavoro composto da numerosi volontari: "A tutti loro - dichiara Cella - va il mio personale ringraziamento per il lavoro che hanno svolto con grande professionalità. È stato un ottimo lavoro di squadra che ha coronato i tanti successi e grandi prestazioni viste sul campo a opera degli atleti presenti. Un ottimo banco di prova che dimostra come Pordenone risponda ´presente´ quando viene chiamata all´allestimento di grandi eventi sportivi".  
   
   
GIOCHI GIOVENTÚ: IL MEDAGLIERE FINALE, SLOVENIA IN TESTA  
 
Pordenone, 28 giugno 2010 - È la Slovenia il "pigliatutto" in questa 14/esima edizione dei giochi estivi della gioventù di Alpe Adria svoltasi a Pordenone, Fontanafredda, Brugnera, Spilimbergo e Azzano Decimo. La rappresentativa della vicina Repubblica, come era ampiamente previsto poiché presente con molti atleti della nazionale, ha portato a casa 41 delle 163 medaglie in palio, di cui 21 ori, 13 argenti e 7 bronzi. Nel computo complessivo dei titoli assegnati, il Friuli Venezia Giulia si classifica al quarto posto, con 23 piazzamenti complessivi, di cui 8 ori. Questo il medagliere completo a conclusione della manifestazione. Slovenia: 21 ori, 13 argenti, 7 bronzi; totale 41 medaglie. Croazia: 8, 14, 9; tot 31. Veneto: 8, 11, 17; tot. 36. Friuli Venezia Giulia: 8, 7, 8; tot. 23. Stiria. 2, 2, 1; tot. 5. Alta Austria. 1, 5, 6; tot. 12. Vas: 1, 2, 2; tot. 5. Carinzia: 1, 2, 1; tot. 4. Burgenland: 1, 0, 3; tot. 4. Lombardia. 1, 0, 1; tot. 2. Zala: 0, 0, 0; tot. 0.