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LUNEDI
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Notiziario Marketpress di
Lunedì 28 Giugno 2010 |
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AUTOSTRADA DELL’IDROGENO: IL CORRIDOIO VERDE MODENA-MONACO PRESENTATO A BRUXELLES |
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Bolzano, 28 giugno 2010 - Il progetto del corridoio verde tra Modena e Monaco, compreso l’impianto di produzione di idrogeno a Bolzano sud, è stato presentato al Parlamento europeo. La Provincia di Bolzano e quella di Trento e l’A22 aprono la strada al carburante pulito del futuro. Provincia di Bolzano e di Trento e Autobrennero Spa puntano alla mobilità sostenibile con il progetto all´avanguardia del "corridoio verde". L´iniziativa, innovativa sia sotto l´aspetto ambientale che energetico, è stata presentata al Parlamento europeo. Come noto all’uscita autostradale di Bolzano Sud, in posizione strategica, sarà costruito il primo impianto di produzione e distribuzione di idrogeno da fonti energetiche rinnovabili, un progetto di livello europeo condotto in cooperazione tra l’Autostrada del Brennero e la Provincia di Bolzano. Il nuovo impianto pilota per produzione, stoccaggio e distribuzione d´idrogeno lungo l´asse del Brennero costituisce il primo passo concreto per una autostrada dell’idrogeno fra Monaco e Modena: si punta a un distributore d´idrogeno ogni 100 chilometri per consentire l´approvvigionamento lungo un tratto di 600 chilometri di lunghezza. Il "corridoio verde", è stato spiegato a Bruxelles dai responsabili di A22, Province di Bolzano e Trento, prevede l´utilizzo di diverse forme di energia rinnovabile, dall´idroelettrico all´eolico, dal fotovoltaico alla biomassa. Inoltre l´A22 pianifica al Brennero un parco eolico che dovrebbe fornire 10 Mw di energia all´anno e nei prossimi anni diverse amministrazioni comunali altoatesine si doteranno di autobus ad idrogeno. Alla presentazione al Parlamento europeo erano presenti tra gli altri il presidente della Commissione industriale dell´Europarlamento Herbert Reul e gli europarlamentari Herbert Dorfmann e Patrizia Toja, membro della Commissione industria. Nella manifestazione, davanto a oltre cento partecipanti, si è posto l´accento - oltre che sul combustibile verde - anche sull´esigenza di tutelare il sistema alpino e di intevenire sul contenimento del traffico di transito attraverso lo spostamento delle merci dalla strada alla ferrovia. |
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NUOVI OSTACOLI PER LE RINNOVABILI IN PUGLIA: APER SI RIVOLGE ALL’ANTITRUST |
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Milano, 28 giugno 2010 – L’associazione ha presentato all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato una segnalazione per denunciare le gravi distorsioni del mercato della produzione di energia da fonti rinnovabili scaturenti dal complessivo disegno pianificatorio e normativo della Regione Puglia. “Da un lato – spiega l’avv. Lucia Bitto, legal advisor di Aper - la Regione avrebbe in animo di inserire nel proprio Piano paesaggistico un aprioristico divieto di installare impianti a fonti rinnovabili in aree coperte da prati, pascoli e arbusti. Dall’altro, essa intenderebbe estendere la disciplina della verifica di v.I.a. Ben oltre lo spazio di intervento attribuito alle Regioni dalla normazione nazionale”. “Tutto ciò – conclude Bitto - si tradurrebbe in ostacoli diretti e indiretti all’accesso al mercato di riferimento che l’Antitrust ha recentemente stigmatizzato”. Spett.le Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Alla cortese attenzione del Presidente, Antonio Catricalà Piazza G. Verdi, 6/a 00198 Roma, A mezzo raccomandata anticipata a mezzo fax al n. 06 - 85.82.12.56 Milano, 4 giugno 2010, Prot. N. 115/10 Aper - Associazione produttori energia da fonti rinnovabili è l’organismo associativo, operante senza fini di lucro che, su scala nazionale, è maggiormente rappresentativo (in termini di numero di associati e potenza installata) degli interessi delle imprese operanti nel settore della produzione di energia elettrica a mezzo di fonti rinnovabili. Lo Statuto di Aper individua, fra i numerosi obiettivi, la promozione e la diffusione della cultura e dell´informazione sull´utilizzo produttivo di tutte le forme di energia da fonti rinnovabili; il contributo al dibattito sulla formazione dei nuovi assetti normativi e tariffari nel settore della produzione, distribuzione e vendita dell´energia, in un’ottica di massimizzazione dell´utilizzo delle fonti rinnovabili nell´ambito del libero mercato; infine, la rappresentanza delle imprese associate nei confronti delle istituzioni, del mondo economico e politico, tale da renderla interlocutrice di riferimento in tutti i momenti e luoghi istituzionali di discussione sulle tematiche connesse alle fonti rinnovabili a livello nazionale ed internazionale. L’associazione intende manifestare a codesta Autorità Garante tutta la propria preoccupazione per il complessivo quadro pianificatorio e normativo che la Regione Puglia sta disegnando, nella misura in cui esso sta per tradursi in una grave barriera all’accesso al mercato della produzione di energia da fonti rinnovabili, soprattutto eolica e fotovoltaica. L’ingiustificata avversione per l’installazione di impianti alimentati a tali fonti sul territorio pugliese manifestata dalle Autorità paesaggistiche era conosciuta da tempo. E’ nota, infatti, la circolare con cui il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici: - afferma che “gli impianti eolici” indiscriminatamente “costituiscono un pesante impatto sul paesaggio” e che “gli impianti fotovoltaici” sarebbero aprioristicamente “incompatibili con i centri storici e con le aree a coltivo tipiche della Regione”; - ribadisce che “gli interventi indicati … se da un lato producono energie rinnovabili, stanno producendo un grave detrimento a un bene che rinnovabili non è: Il Paesaggio”; - invita i Sovrintendenti di “attenersi ai criteri su esposti”, con ciò legittimandoli a spogliarsi della propria funzione istituzionale di verifica puntuale e concreta della compatibilità dei progetti rispetto alle esigenze di tutela della singola area vincolata (nota prot. 9526 del 05.11.2009 -all.1-). Nondimeno, si credeva che l’Amministrazione regionale, la quale dopo essere stata censurata per aver imposto un freno alla produzione di energia da fonti rinnovabili1, aveva bensì dato un forte impulso alla diffusione dei relativi impianti2, non avrebbe ceduto alla tentazione di ostacolare aprioristicamente l’installazione di nuova potenza rinnovabile sul proprio territorio. Al contrario, duole constatare che, attraverso l’adozione di atti pianificatori e normativi, seppur non immediatamente afferenti alla materia della produzione di energia, la Regione Puglia sta introducendo di fatto un complessiva disciplina ostativa alla installazione di futura potenza rinnovabile sul territorio. Da un lato, infatti, è recente la notizia che la Giunta Regionale (nella seduta del 10 gennaio 2010) avrebbe approvato la Proposta di Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (Pptr) le cui Nta contengono, tra l’altro, aprioristici e immotivati divieti localizzativi per gli impianti di produzione di energia. Si tratta, in concreto, dell’articolo 67 delle Nta che vieta, nelle aree classificate “Prati e pascoli naturali” e “Formazioni arbustive in evoluzione naturale”, “a4) la realizzazione di impianti … per la produzione di energia” fatti salvi gli impianti integrati e a servizio di immobili esistenti (all. 2). 1 Con sentenza n. 364/2006, la Corte Costituzionale aveva dichiarato costituzionalmente illegittima la “moratoria” introdotta con legge regione Puglia n. 9/2005. 2 Attraverso l’innalzamento della soglia di potenza (sino a 1 Mw) degli impianti da assoggettare a denuncia di inizio attività (legge Regione Puglia n. 1/2008). Al di là di ogni considerazione in ordine al divieto per le Regioni, in mancanza delle Linee Guida ex art. 12, comma 10, d.Lgs. N. 387/2003, di introdurre divieti localizzativi in atti di programmazione e pianificazione (tema già noto all’Autorità in indirizzo), in concreto, si sottolinea che, poiché larga parte del territorio pugliese è costituito da prati, pascoli e formazioni arbustive (peraltro, spesso classificate urbanisticamente quali aree agricole, idonee ex lege a ospitare iniziative energetiche rinnovabili), la previsione imprime un pericoloso arresto alla diffusione degli impianti nella Regione. La perniciosità della disposizione si coglie in tutta la sua portata se si considera che, approvato il Piano Paesaggistico, i pareri delle Sovrintendenze avranno efficacia vincolante. Dall’altro lato, suscita viva preoccupazione il recente disegno di legge in materia di procedure ambientali (screening e v.I.a.) di modifica della legge Regione Puglia n. 11/2001 (ddl. N. 9/2010 – all. 3-). Il disegno di legge, sotto un primo, profilo riduce del 50% (da 1 Mw a 0,5 Mw) la soglia nazionale3 di assoggettabilità a screening degli impianti non termici che producono energie da fonti rinnovabili. Sotto altro profilo, nell’estendere la disciplina del dimezzamento della soglia di assoggettabilità a screening agli impianti ubicati in aree diverse da quelle protette, in concreto, introduce nuove categorie di opere da sottoporre a verifica di assoggettabilità a v.I.a., non previste dalla disciplina nazionale4. 3 Prevista dal d.Lgs. N. 152/2006 – allegato Iv. 4 L’articolo 1 del disegno di legge prevede il dimezzamento della soglia di assoggettabilità a screening oltre che per i progetti ricadenti in aree naturali protette (ipotesi testualmente prevista dal d.Lgs. N. 152/2006 –art. 6, comma 8) anche per i progetti ricadenti sui beni paesaggistici, negli ambiti territoriali estesi A, B e C, del Putt/p approvato con Dgr 15.12.2000, n. 1748, nonché nelle zone agricole che gli strumenti urbanistici vigenti L’associazione ricorda che a seguito della riforma del titolo V della Costituzione, la competenza legislativa in materia di tutela dell’ambiente compete, in via esclusiva, allo Stato cui spetta determinare, anche in attuazione degli obblighi comunitari, il livello minimo di tutela uniforme il quale, tra l’altro, si pone su tutto il territorio nazionale quale limite alla potestà legislativa che Regioni e Province autonome esercitano nelle materie di propria competenza. Aper, altresì, precisa che, se è vero che Regioni e Province autonome possono, nella cura di interessi funzionalmente collegati con quelli propriamente ambientali, intervenire nel rispetto dei livelli uniformi di tutela dettati dallo Stato, è altrettanto vero che, come chiarito dalla Corte Costituzionale a partire dalla sentenza n. 307/2003 (e, recentemente, confermato nella sentenza n. 225/2009), appartiene allo Stato la fissazione di livelli non derogabili, neanche in senso più rigoroso, dalle Regioni, quando gli stessi sono il frutto di un bilanciamento con altri interessi, di rilievo unitario, rientranti nella competenza anche statale (come nel caso della produzione di energia affidata alla competenza legislativa concorrente, ai sensi dell’articolo 117, terzo comma Cost.). In concreto, le soglie di assoggettabilità a screening previste dal d.Lgs. 152/2006 per gli impianti di produzione di energia, sono proprio espressione della fattispecie poc’anzi descritta che non ammette l’intervento regionale se non nei casi ed entro i limiti previsti dalla disciplina nazionale. Dal canto suo, la disciplina nazionale di riferimento (d.Lgs. 152/2006, art. 6, comma 9) consente alle Regioni sia di aumentare o diminuire le soglie di sottoposizione a screening entro la misura massima del 30% rispetto alle soglie qualificano come di “particolare pregio” ovvero nelle quali sono espressamente vietati interventi di trasformazione non direttamente connessi all’esercizio dell’attività agricola. Nazionali, sia di determinare, per specifiche categorie progettuali o in particolari situazioni ambientali o territoriali, criteri o condizioni di esclusione dalla procedura di screening. A contrario, ciò significa che le Regioni non hanno il potere nè di modificare le soglie di sottoposizione a screening oltre il limite del 30%, né di determinare, per particolari progetti o aree, nuovi criteri o condizioni di assoggettabilità a screening. Alla luce di quanto sopra, il disegno di legge regionale in materia di procedure ambientali appare disattendere questa impostazione. La norma prevista nel disegno di legge, tra l’altro, si applicherebbe anche ai procedimenti autorizzatori in corso, anche laddove essi non si siano conclusi per mancato rispetto del termine perentorio di 180 giorni dovuto all’inadempienza dell’Amministrazione procedente. Con ciò introducendo una indebita moratoria di fatto dei procedimenti di autorizzazione degli impianti. Al di là dei profili di illegittimità delle discipline descritte (profili che, evidentemente sfuggono al sindacato di codesta Autorità Garante), quel che all’Associazione preme sottolineare è il complessivo l’effetto distorsivo della concorrenza che le approvande discipline saranno idonee a produrre sul mercato regionale. Le complessive disposizioni costituiscono senza dubbio indebiti ostacoli diretti e indiretti all’attività di produzione di energia e, tra l’altro, creano una disparità di trattamento tra operatori localizzati in diverse aree del territorio italiano e costringeranno, dunque, gli operatori a rinunciare all’avvio di iniziative energetiche in un territorio ricco di fonte solare ed eolica. Per tali motivi ad Aper appare doveroso sollecitare l´attenzione e, all´occorrenza, il tempestivo intervento correttivo delle Autorità preposte alle funzioni decisionali e di controllo. Con osservanza Il Presidente Aper Ing. Roberto Longo |
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ENERGIA, CONTRIBUTI PER 25,8 MILIONI DI EURO DELLA REGIONE PER SOSTENERE INTERVENTI CHE PUNTANO AL RISPARMIO ED ALLA PRODUZIONE DA FONTI RINNOVABILI DI ENERGIA REALIZZATI DA ENTI PUBBLICI EMILIANO-ROMAGNOLI. I PROGRAMMI SONO 34, GLI INVESTIMENTI COMPLESSIVI INNESCATI SONO QUASI 257 MILIONI. |
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Bologna, 28 giugno 2010 – Al via il finanziamento di 34 progetti, realizzati in tutte le nove province da enti pubblici, per il risparmio e la produzione da fonti rinnovabili di energia. La Regione, infatti, finanzierà con 25,8 milioni di euro, suddivisi in due tranche - gli investimenti di enti locali, aziende sanitarie locali, aziende ospedaliere ed enti parco regionali per la realizzare sistemi tecnologici per il miglioramento del rendimento energetico e per la realizzazione di impianti di fonti rinnovabili di energia negli edifici pubblici. Con la delibera della Giunta regionale – che nei giorni scorsi ha già messo a disposizione dei progetti approvati 13 milioni e 613 mila euro, impegnandosi in fase di assestamento di bilancio a garantire le risorse restanti – è stato approvato nel dettaglio l’elenco dei programmi di qualificazione energetica giudicati ammissibili e sono state approvate le graduatorie provinciali degli interventi. Complessivamente le risorse messe a disposizione dalla Regione innescheranno investimenti per quasi 257 milioni di euro. Nella provincia di Bologna saranno finanziati, con un contributo di 7 milioni e 303 mila euro, 8 progetti; nella provincia di Forlì-cesena contributi per 2 milioni e 662 mila euro per realizzare 6 progetti; un progetto nella provincia di Ferrara per un milione e 738 mila euro; due progetti riguarderanno la provincia di Modena per un contributo complessivo di 3 milioni e 682 mila euro; un progetto a Piacenza con un contributo di 1 milione e 236 mila euro; nella provincia di Parma tre progetti con un contributo di 1 milione e 906 mila euro; un milione e 421 milioni a Ravenna per realizzare un intervento; nella provincia di Reggio Emilia finanziati, con 4 milioni e 199 mila euro, 6 progetti; un milione e 704 mila euro per sostenere i due progetti nella provincia di Rimini. «I numerosi progetti dimostrano – ha evidenziato l’assessore regionale alle Attività produttive ed economia verde Gian Carlo Muzzarelli - la sensibilità sempre più diffusa del nostro territorio per la qualificazione energetica ed il risparmio. Il ‘Piano energetico regionale’, che aggiorneremo nei prossimi mesi, segnerà un nuovo passo in avanti affinché la nostra regione sia un punto di riferimento per l’energia pulita e per la green economy, nonostante errori e del tagli del Governo, che evidentemente non ha colto né la grandezza della sfida né che il mondo è cambiato. La qualificazione energetica degli edifici pubblici ne rappresenta un segnale chiaro e deciso». L’obiettivo della Regione è quello di assicurare un sostegno concreto alla qualificazione energetica degli edifici pubblici del territorio emiliano-romagnolo, che consumeranno meno ed utilizzeranno in misura maggiore fonti rinnovabili. La Regione assegna un contributo pari al 30% dell’investimento totale per gli impianti solari termici, dal 5% all’8% per gli impianti fotovoltaici, e dal 15% al 30% per tutti gli altri interventi di qualificazione energetica. |
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CENTRALE NUCLEARE IN MOLISE |
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Campobasso, 28 giugno 2010 - "Esprimo il mio più netto dissenso sulla possibilità che nel territorio molisano venga realizzata una Centrale nucleare, così come si apprende, in questi giorni, dalla stampa nazionale. La sentenza della Corte costituzionale di questi giorni riapre la discussione e aumenta le possibilità che nella nostra regione possa realizzarsi la Centrale". Non ci sta proprio l´Assessore regionale Filoteo Di Sandro all´idea del nucleare nel Molise e, senza mezzi termini, lancia un grido d´allarme. "Un´evenienza del genere - dice - rappresenterebbe una vera e propria sciagura per il nostro territorio e per il paesaggio con gravi ripercussioni sul turismo, ed un colpo mortale per le attività come la pesca praticata lungo le nostre coste. In una regione ad alta vulnerabilità sismica, con un dissesto imponente e che interessa la quasi totalità del territorio, con il rischio di alluvioni e con una «pressione ambientale» già importante per la presenza di una centrale turbogas, industrie chimiche, discariche, ecc., diventa improponibile un progetto del genere". Per Di Sandro è necessario che la politica faccia sentire la sua voce in modo unanime con un forte "no", e per farlo velocemente lancia un appello a tutto il Consiglio regionale affinché riprenda la sua Proposta di legge "Molise Denuclearizzato", ferma in Commissione. "Rivolgo un appello accorato - dice ancora Di Sandro - al Presidente della Commissione affinché voglia, in tempi rapidi, portare all´approvazione la proposta di legge. Ribadisco che la mia contrarietà si esprime sia per la difesa del patrimonio paesaggistico, sia per la difesa ambientale e dell´ecosistema mare (si pensi solo a quali sconvolgimenti porterebbero i lavori di realizzazione di una tale opera) ed alla difesa dell´intero sistema turistico che verrebbe, in breve , annientato". "Non possiamo permettere - conlude - che le solite multinazionali considerino il Molise una «terra di conquista» e che sul nostro territorio vengano ogni volta a sperimentare quello che altrove non gli viene permesso. Sono convinto che in questa battaglia sarò supportato da tutta la popolazione molisana. Anche se la legge approvata dovesse essere osservata per incostituzionalità, sarebbe un modo istituzionale ed unanime per dire al Governo nazionale «no alla Centrale nucleare in Molise». |
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PUGLIA: TAR DICE NO A TRIVELLAZIONI IN MARE PER RICERCA PETROLIO |
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Bari, 28 giugno 2010 - L’assessore alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro, ha diffuso la seguente nota: “Con sentenza del 23 giugno 2010, il Tar Puglia - Bari ha accolto nel merito il ricorso proposto dalla Regione Puglia contro il decreto di autorizzazione alla Via rilasciato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare a favore della società Northern Petroleum per l´esecuzione di sondaggi geosismici finalizzati alla ricerca di idrocarburi al largo delle coste pugliesi e, precisamente, tra Monopoli e Brindisi”. Secondo l’assessore “La pronuncia fissa dei principi parzialmente innovativi in ordine alla necessità di eseguire una Valutazione cumulativa in relazione a progetti che, pur risultando funzionalmente autonomi, possono risultare interferenti o reciprocamente interdipendenti dal punto di vista dell´incidenza sulle matrici ambientali. In altre parole la Regione ha eccepito il fatto che la società inglese abbia presentato diverse istanze di Via, tutte in un fazzoletto di mare, eludendo, di fatto, la normativa nazionale sulla Via che obbliga i proponenti a tener conto del complessivo contesto ambientale in cui l’opera viene inserita”. “Si tratta – spiega - di una prima vittoria di tutto il territorio regionale che vede così garantiti gli elementi di partecipazione attiva nei processi decisionali nell’ambito dei quali difendere le peculiarità socio – economiche ed ambientali che in quella particolare area sono fondate su turismo e pesca”. “Mentre il Governo nazionale – continua Nicastro - festeggia per la pronuncia della Corte Costituzionale che ha respinto i ricorsi presentati dalle 11 Regioni contro il nucleare, dichiarandoli in parte infondati ed in parte inammissibili, la Regione Puglia apprezza la sentenza del Tar Puglia – Bari che ha accolto nel merito il ricorso contro la Via rilasciata dal Ministero dell’Ambiente per l´esecuzione di sondaggi geosismici finalizzati alla ricerca di idrocarburi al largo delle coste pugliesi”. “Continueremo a difendere – conclude - in ogni sede il diritto all’autodeterminazione del territorio su scelte rilevanti quali l’energia, l’ambiente e la salute dei cittadini anche contro questo Governo che usa il tema del federalismo a seconda delle convenienze e che non esita ad autorizzare progetti fortemente impattanti contro il volere delle popolazioni e delle istituzioni locali. Energia, ambiente e salute sono beni “sociali”, non ricchezza mobile. Il possesso dei beni sociali deve essere garantito a tutti i cittadini, pensando soprattutto alle generazioni future. Questo è un elementare principio di “giustizia distributiva” per il rispetto del quale ci batteremo sino all’ultimo respiro”. |
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RAVENNA PROVINCIA DEL SOLE |
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Ravenna, 28 giugno 2010 - Con il progetto “Ravenna provincia del Sole”, la Provincia di Ravenna intende favorire l’uso delle fonti energetiche rinnovabili e in particolare del fotovoltaico da parte delle piccole e medie imprese locali che operano nel turismo e nel commercio. L’iniziativa è possibile grazie alla collaborazione tra Provincia di Ravenna, Camera di Commercio, Ascom, Confesercenti, la cooperativa di garanzia Cofiter e tre importanti istituti di Credito: Cassa di Risparmio di Ravenna, le Banche di Credito Cooperativo e la Banca Popolare di Ravenna. Il progetto “Ravenna provincia del Sole” è un marchio di qualità che rappresenta un motivo di orgoglio per gli imprenditori che aderiscono al progetto e garantisce un ritorno di immagine prezioso per stimolare l’economia e il successo delle singole imprese, specie in settori come il turismo e il commercio. L’investimento, grazie al finanziamento agevolato Cofiter, è praticamente a costo zero. Consente alle imprese di conquistarsi una nuova fetta di mercato, coinvolgendo innanzitutto i clienti più sensibili alle problematiche ambientali, che le riconoscono grazie alle attività promozionali della Provincia. Le richieste di finanziamento incentivi sono prorogate al 31 dicembre 2010 Per ulteriori informazioni rivolgersi a: Cofiter - Cooperativa di garanzia del finanziamento agevolato , Via Brini, 45 , Tel: 051 - 0956611 , Fax: 051 - 0956699 , e-mail: mail@cofiter.It |
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EFFICIENZA ENERGETICA NELLE RISTRUTTURAZIONI: CONCORSO FINO AL 30 LUGLIO |
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Bolzano, 28 giugno 2010 - La Ripartizioni provinciale Acqua pubbliche e energia e la Ripartizione Beni culturali tornano ad assegnare il premio per l’ottimizzazione energetica nelle ristrutturazioni. A questa nuova edizione architetti e ingegneri possono partecipare inoltrando le loro candidature entro il prossimo 30 luglio. Saranno premiati progetti realizzati che si distinguono sia per un risanamento sensibile rivolto con attenzione alla costruzione esistente sia per un miglioramento del bilancio energetico. La costruzione esistente può risalire ad un periodo che va dal medioevo fino al ventesimo secolo. "Con questo concorso vogliamo mostrare come anche in Alto Adige siano presenti esempi riusciti di ristrutturazione di vecchi edifici nel segno del risparmio energetico", sottolineano gli assessori Michl Laimer e Sabina Kasslatter Mur. Possono partecipare al concorso architetti, ingegneri, singolarmente o in gruppo. Sono ammessi al concorso i risanamenti edilizi completati dopo il primo gennaio 2005, indipendentemente dalla destinazione dell´immobile (pubblico, privato, ad uso abitativo o aziendale, luogo di culto, ecc.). La valutazione dei progetti avverrà sulla base dei seguenti criteri: ottimizzazione energetica , ristrutturazione competente della costruzione esistente, qualità della proposta architettonica. Le domande di partecipazione al concorso possono essere consegnate con la relativa documentazione entro il 30 luglio all´Ufficio provinciale Risparmio energetico che ha sede in via Mendola 33 a Bolzano. Per informazioni sul bando di concorso si può consultare il sito www.Provincia.bz.it/ristrutturazione |
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EDILIZIA IN UMBRIA: TAGLI DEL GOVERNO NON AIUTANO G.R. AL LAVORO PER ATTUAZIONE LEGGE REGIONALE |
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Perugia, 28 giugno 2010 010 – “Con l’obiettivo di mettere in campo azioni concrete contro la crisi che sta colpendo anche il settore delle costruzioni, la Giunta regionale dell’Umbria sta lavorando per dare piena attuazione alla Legge regionale n. ”3/2010”. Lo ha annunciato il 24 giugno l’assessore regionale ai lavori pubblici e alle politiche della casa, Stefano Vinti, per il quale “sono pienamente condivisibili per le preoccupazioni sul futuro del settore delle costruzioni espresse dagli imprenditori e dai lavoratori”. “I dati sulla perdita di posti di lavoro e sulle aziende chiuse nei primi mesi dell’anno – afferma in una nota l’assessore - testimoniano l’urgenza di dare risposte immediate a lavoratori e imprese”. “In Umbria non partiamo da zero – sottolinea Vinti - tanto si è fatto grazie anche alla collaborazione delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali. Negli anni passati abbiamo garantito per l’Umbria un modello di sviluppo fondato sulla qualità delle opere effettuate e sulla qualità del lavoro. Con la legge regionale n.3 del “21-01-2010”, per esempio, l’Umbria ha introdotto nella disciplina degli appalti il principio che, nella scelta dell’offerta migliore, le amministrazioni aggiudicatrici utilizzino, di preferenza, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Una norma questa la cui ratio è quella di arginare il fenomeno del massimo ribasso che colpisce imprese e lavoratori ma che il Governo ha impugnato con ricorso tuttora pendente”. “Purtroppo – aggiunge l’assessore - oggi ci troviamo a fare i conti anche con i tagli pesanti da parte del Governo nazionale che mettono a repentaglio la possibilità di proseguire il percorso avviato e di mettere a frutto i risultati conseguiti. Basti solamente pensare ai tagli per il settore dell’edilizia residenziale pubblica pari a 17,5 milioni di euro per 2011 e 19,7 milioni di euro per il 2012. Intanto – ribadisce in conclusione - la Giunta regionale si sta adoperando per l’attuazione della legge regionale dal titolo ‘Disciplina regionale dei lavori pubblici e norme in materia di regolarità contributiva per i lavori pubblici’, un obiettivo che vogliamo perseguire con il contributo di tutti i soggetti interessati al fine di mettere in campo proposte concrete contro la crisi che sta colpendo anche il settore delle costruzioni”. |
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BOLZANO: NUOVA CLASSIFICAZIONE DEL PATRIMONIO PROVINCIALE |
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Bolzano, 28 giugno 2010 - È stata approvata dalla Giunta provinciale una nuova classificazione del patrimonio dell´ente pubblico nonché i nuovi criteri di valutazione degli elementi patrimoniali. Attualmente si sta procedendo alla nuova stima delle opere d´arte di proprietà della Provincia. Sono oltre 140mila, tra beni mobili e immobili, gli elementi che compongono il patrimonio provinciale gestito dall´omonima Ripartizione retta dall´assessore Florian Mussner. Per adeguare le modalità di calcolo alle nuove direttive Ue, la Giunta provinciale ha introdotto una nuova classificazione dei beni e del patrimonio finanziario dell´ente, con i relativi criteri di valutazione. Alla luce di questo adeguamento, i beni patrimoniali vengono suddivisi in beni prodotti (tra l´altro impianti, immobili e costruzioni varie, veicoli, mobili, attrezzature) e in beni non riproducibili (fondi e terreni, minerali, brevetti, diritti d´uso). La Ripartizione parimonio sta attualmente stimando, sulla base dei nuovi criteri di valutazione, le opere artistiche di proprietà provinciale. |
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EDILIZIA, VA INCONTRO AI COMUNI LA MODIFICA BIPARTISAN APPROVATA DAL CONSIGLIO LIGURE |
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Genova, 28 giugno 2010 - Va incontro alle richieste e alle esigenze della gran parte dei comuni liguri, semplifica l´attività degli uffici tecnici e le richieste dei cittadini, il provvedimento sull´edilizia approvato all´unanimità il nella seduta del 25 Giugno del consiglio regionale della Liguria. Il disegno di legge proposto dal vicepresidente della regione Liguria e assessore all´Urbanistica Marilyn Fusco introduce un regime differenziato, una diversa procedura da parte comuni nell´adeguamento degli strumenti urbanistici ai parametri previsti dalla legge regionale 16 del 2008, a seconda se abbiano ancora un piano regolatore o un piano di fabbricazione (182) o abbiano già adottato il Puc, Piano Urbanistico Comunale. Nel primo caso l´obbligo di adeguamento scatta nel momento di adozione del Puc da parte del comune stesso, con la facoltà di procedere, nel frattempo, all´adeguamento dello strumento urbanistico. Invece per i comuni liguri già dotati di Puc (53) l´obbligo slitta di 18 mesi per consentire l´adeguamento del Puc. Decorso tale termine si avrà l´adeguamento automatico alle previsioni di legge. Fra gli obiettivi del provvedimento quello di arrivare a un parametro edificatorio uniforme in tutta la Liguria. |
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EMERGENZA CASA, VERTICE IN PROVINCIA DI REGGIO EMILIA CON LA REGIONE |
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Reggio Emilia, 28 giugno 2010 - Le politiche abitative a Reggio Emilia si attuano attraverso due strumenti fondamentali: la Conferenza degli Enti, convocata e presieduta dalla Provincia, e l’Assemblea dei soci di Acer, di cui il 20% è in quota alla Provincia e il restante 80% ai Comuni, suddiviso proporzionalmente in base al numero degli abitanti. La Legge regionale n. 24 del 2001 infatti, oltre a separare la gestione degli alloggi dalla proprietà che viene trasferita ai Comuni, ha trasformato gli Iacp in Acer (Aziende Casa Emilia Romagna), enti pubblici economici di cui sono diventati titolari Provincia e Comuni. La Conferenza degli Enti rappresenta uno dei momenti di incontro periodici tra gli enti proprietari di Acer (i Comuni e la Provincia di Reggio Emilia). In particolare, alla Conferenza degli Enti tenutasi il 18 giugno in Provincia è stato approvato il Bilancio consuntivo 2009 e sono state stabilite le linee guida di Acer Reggio Emilia per il 2010. Al termine della Conferenza degli Enti - a conferma dell´importanza che le politiche abitative rivestono, ancor più oggi in una fase di crisi - si è riunito anche il Tavolo provinciale per le politiche abitative, convocato e presieduto dalla Provincia, che rappresenta uno degli strumenti principali di consultazione e di confronto per esprimere pareri sui programmi di gestione del patrimonio residenziale sociale e sulla sua vendita. Al Tavolo siedono la Provincia, i Comuni, Acer, le principali associazioni di categoria, i sindacati degli inquilini e i sindacati confederali. Oltre a Marco Fantini, assessore alla Sicurezza sociale della Provincia di Reggio Emilia, al presidente di Acer Marco Corradi ed ai rappresentanti dei Comuni, tra cui l´assessore all’Urbanistica del Comune di Reggio Ugo Ferrari, questa mattina in Provincia era presente anche Gian Carlo Muzzarelli, assessore regionale alle Attività produttive ed Edilizia. Al Tavolo provinciale per le politiche abitative si è fatto il punto sulle principali iniziative di edilizia residenziale sociale in corso (Naps, Agenzia per l’affitto, emergenza abitativa, sfratti, crisi dell’edilizia, incentivi, ecc.) e si sono definite nuove idee di sviluppo e azioni per il futuro. Ad aprire i lavori è stato l´assessore provinciale Marco Fantini, che ha affermato come "in questa fase di calo del tenore di vita e di aumento di difficoltà e insicurezze, sia fondamentale rivolgere l´attenzione verso quella fascia di popolazione, purtroppo sempre più ampia, non abbastanza povera per accedere all´edilizia pubblica e non abbastanza benestante per poter ricorrere al mercato libero", sottolineando come "l´Agenzia per l´affitto rappresenti un valido strumento che sta dando buoni risultato, me necessita di essere maggiormente sostenuta e incentivata". Al Tavolo Daniele Ganapini, di Nuova Quasco, ha quindi presentato una anticipazione dei dati provinciali dell’Osservatorio regionale Politiche abitative. La situazione in provincia di Reggio - "All’interno di un generale stato di crisi, la questione abitativa rappresenta oggi una emergenza economica e sociale riconosciuta, che riguarda l’intero Paese e anche una realtà assai particolare quale quella reggiana - ha detto Ganapini illustrando i dati - Questo, dopo che il primo decennio del nuovo secolo ci va consegnando un cambiamento demografico e un fabbisogno di alloggi che non hanno precedenti nel periodo temporale dall’Unità d’Italia al 2000, per l’aumento assoluto delle famiglie e delle persone residenti (525mila al gennaio 2010: + 14,5% rispetto al 2001), dei flussi migratori e per le caratteristiche della popolazione e dei nuclei. Fra i numerosi effetti di questi situazione si possono evidenziare alcuni fenomeni specifici legati alla casa, vere e proprie misure di un disagio consistente e crescente che si concretizza in richieste d’intervento da parte dei cittadini alle amministrazioni municipali: per esempio attraverso oltre 2.300 domande ad oggi presenti nelle graduatorie di edilizia residenziale pubblica, oltre 5.900 domande per il Fondo Sociale per l’Affitto al 2009, ma anche un crescente numero di sfratti esecutivi, essenzialmente per motivi di morosità (con un aumento dei provvedimenti dell’ordine del 50% e un rapporto famiglie/provvedimenti salito a 269; 276 in Regione). Una condizione di peggioramento, come attestano anche i dati sul credito per l’abitazione e sulle sofferenze bancarie, dove un mercato immobiliare assai florido sino al 2008 (il terzo per fatturato a livello provinciale in Emilia-romagna) ha subito un brusco rallentamento nella propria funzione di scambio e riallocazione delle risorse disponibili, con riduzioni del valore degli immobili e dei canoni di locazione comunque inferiore a quanto temuto in apertura del ciclo negativo. Una tendenza che va peraltro vista a fronte di una crescita del parco delle unità immobiliari residenziali di quasi 30mila unità dal 2005 al 2009 quanto lo stock è quantificabile, in base ai dati Omi, in oltre 262mila unità contro 223mila famiglie (1,17 unità per famiglia residente). "Una situazione resa estremamente complessa dalla difficile situazione delle famiglie e delle imprese, dalle modeste prospettive di ripresa e soprattutto da quelle assai peggiori dell’occupazione, e che chiama le pubbliche amministrazioni e gli operatori privati a una difficile sfida di tenuta e rinnovamento, fondamentale per lo sviluppo economico e la coesione sociale del territorio", ha concluso Ganapini. L´intervento dell´assessore Muzzarelli - A chiudere i lavori è stato Gian Carlo Muzzarelli, assessore regionale alle Attività produttive ed Edilizia, che ha assicurato "come la Regione voglia essere vicina agli enti locali, che rappresentano il primo sfogo per una fascia di povertà in aumento a causa di una crisi che ci ha colpiti pesantemente e dalla quale usciremo molto diversi rispetto al passato". "Non devono cambiare e non cambieranno invece le nostre priorità, a partire dalla nostra ferma intenzione di mantenere in Emilia-romagna una comunità sociale e solidale, e questo significa anche dare una casa a chi non ce l´ha", ha aggiunto Muzzarelli che ha poi elencato le tante iniziative attuate o in via di definizione da parte della Regione: da un nuovo bando per le giovani coppie che dovrebbe consentire a 1.000 persone di trovare un´abitazione agli 8 milioni (1,2 nel Reggiano) stanziati per il progetto Naps (Nessuno alloggio pubblico sfitto); da un bando da 30 milioni che entro fine anno consentirà nuove costruzioni sulla base della Legge 14 al Piano casa dell´Emilia-romagna che sarà pure pronte entro dicembre. "Purtroppo lo Stato non ci aiuta e non ci aiuta nemmeno una Finanziaria depressiva e antifederalista che si occupa del problema casa solo in termini negativi, ovvero attraverso i condoni - ha concluso l´assessore Muzzarelli - Noi invece intendiamo premiare chi lavora in sicurezza e rispettando le regole, vogliamo combattere l´illegalità, ma ci riusciremo solo se tutti insieme ci impegneremo per questo obiettivo". |
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QUINTIERI, FEDERLAZIO: TAR ACCOGLIE RICORSO SU APPALTO ATER |
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Roma, 28 giugno 2010 - “Accogliamo con soddisfazione la sentenza del Tar che annulla il bando predisposto dall’Ater per l’aggiudicazione di un appalto relativo a servizi di pulizia”. Queste le parole del Direttore generale della Federlazio, Giovanni Quintieri, in merito alla sentenza del Tar che ha accolto il ricorso presentato dalla Federlazio relativo ai criteri per l’aggiudicazione di un appalto sul servizio integrato di pulizia, giardinaggio e igiene ambientale. “Ci resta tuttavia il rammarico – prosegue Quintieri – perché quasi sempre le ragioni degli imprenditori debbono essere tutelate e garantite dalla Magistratura e non dalla Politica che avrebbe invece, come scopo primario, quello di accogliere proprio le richieste e gli interessi delle piccole e medie imprese, a cominciare dai mancati pagamenti della P.a., di un fisco pesante, fino ad arrivare alla cronica difficoltà di accedere al credito”. “Ci auguriamo che in futuro – conclude Quintieri – possa esserci più sensibilità in questo senso da parte delle Istituzioni senza il bisogno di ricorrere necessariamente alla giustizia”. |
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BOLZANO: PUBBLICAZIONE DI LEGGI PROVINCIALI SU EDILIZIA ABITATIVA E PRODOTTI AGRICOLI |
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Bolzano, 28 giugno 2010 - Vengono pubblicate martedì 29 giugno sul Bollettino della Regione due nuove leggi provinciali: la prima prevede l´abrogazione di alcune norme di difficile applicazione in materia di edilizia abitativa, la seconda la promozione dei prodotti agricoli locali. Le leggi provinciali n. 7 e 8 del 2010 vengono pubblicate martedì 29 giugno sul Bollettino della Regione n. 26 e entrano in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione. La Lp n. 7 reca il titolo "Abrogazione della legge provinciale 20 settembre 1985, n. 14, Elenco delle unità immobiliari non occupate e modifiche alle leggi provinciali in materia di edilizia abitativa" - norme inutili e di difficile applicazione". Si riferisce alla norma, ora appunto abrogata, che prevedeva la segnalazione e l’iscrizione in un apposito elenco delle unità immobiliari non occupate, ai fini di programmazione urbanistica. Una norma di difficile applicazione, soprattutto nei centri più grandi dove è difficile individuare gli alloggi sfitti. La legge provinciale 8, "Norme per la promozione dei prodotti agricoli e agroalimentari di prossimità e per l´educazione alimentare e il consumo consapevole", intende rafforzare le filiere corte e di conseguenza la creazione di valore aggiunto a livello locale, in particolare nel settore della produzione agricola e della trasformazione alimentare. La legge prevede tra l´altro che la mano pubblica funga da modello inserendo nei propri bandi di gara per l’appalto dei servizi di ristorazione collettiva di ospedali, scuole e case di riposo, il requisito dell’utilizzo di prodotti di qualità certificati e prodotti biologici di prossimità. Inoltre viene prevista la promozione di percorsi didattici di educazione alimentare, orientamento al consumo e conoscenza dei prodotti di prossimità. |
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MILANO CONTRAFFAZIONE, UNIONE COMMERCIO, LOTTA PIÙ SISTEMATICA A CHINATOWN, DE CORATO: “POLIZIA LOCALE HA SEQUESTRATO 7 MILIONI DI ARTICOLI FALSI DESTINATI A SARPI E ASSOCIAZIONI COMMERCIANTI HANNO SEMPRE CONTESTATO PUGNO DURO DEL COMUNE CONTRO RIVENDITORI CINESI” E AASCOBAIRES RINGRAZIA PER LE MULTE AI CLIENTI CHE COMPRANO MERCE FALSA |
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Milano, 28 giugno 2010 - “Che il contrasto alla contraffazione sia per questa Amministrazione prioritario basti un dato: ovvero i 7 milioni di articoli contraffatti destinati a Sarpi sequestrati recentemente in un capannone abusivo di via Stephenson. Che si aggiungono ai 16 blitz nel quartiere dal 2008 che hanno scoperchiato altre centrali della contraffazione. E ai 200 mila articoli sequestrati su tutto il territorio cittadino in circa 5 mesi, eguagliando il dato complessivo del 2009. Un risultato straordinario raggiunto grazie a controlli mirati che hanno portato a realizzare 3.219 sequestri amministrativi, 900 penali e 271 denunce. Tutto questo quando sono altri gli enti demandati allo specifico compito. Che manchi volontà politica è pertanto smentito dai numeri. Semmai le associazioni di commercianti hanno sempre contestato il pugno duro del Comune contro i rivenditori cinesi, dettaglianti e grossisti. Cosa che Guido Orsi, dell’Unione del Commercio, può apprendere dall’associazione Vivsarpi che è perfettamente al corrente di questo aspetto che è stato trattato ai diversi tavoli per il quartiere dal sottoscritto convocati”. Lo precisa il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato. “In merito all’attività di contrasto in corso Buenos Aires – aggiunge De Corato – proprio ieri ho ricevuto una lettera di Ascobaires che mi ha ringraziato dopo che due acquirenti sono stati multati per 400 euro per acquisto di merce contraffatta. Milano è pertanto tra le rare città in Italia ad applicare la legge 99 del 23 luglio 2009 disattesa da molti altri Comuni. Sull’attività di contrasto agli abusivi parlano poi i numeri: nei primi 5 mesi dell’anno, solo in corso Buenos Aires grazie all’impiego complessivo di 1.150 agenti, sono stati effettuati 32 accompagnamenti e 2 arresti di clandestini, 66 sequestri penali, cui sono seguite 63 denunce all’autorità giudiziaria, e 71 sequestri amministrativi”. |
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OPERATORI ASIATICI INTERESSATI ALL´OREFICERIA MADE IN MARCHE. |
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Ancona, 28 Giugno 2010 - Si e` conclusa il 24 giugno la terza missione in-coming di operatori relativi al comparto oreficeria. L´iniziativa, inserita nella Convenzione Ice/regione Marche 2009/2010, ha visto la partecipazione di 21 aziende artigiane delle Marche produttrici di gioielli di altissimo livello che nei giorni scorsi hanno esposto la propria produzione nelle prestigiose sale di ´Palazzo Campana´ ad Osimo. La delegazione, proveniente da diversi Paesi dell´area del Golfo - Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Arabia Saudita e Libano - e` composta da 9 buyers, accompagnati dal Direttore dell´Ufficio Ice del Kuwait, Alfredo Rizzo, e dalla Trade Analist dell´Ufficio Ice degli Emirati Arabi, Eszter Nagy. Ieri e l´altro ieri, sono state organizzate visite ai laboratori artigiani tenendo conto delle esigenze degli stessi ospiti, che hanno potuto verificare le varie fasi della lavorazione e della produzione. La missione, la terza in collaborazione con l´Ice, ha lo scopo di valorizzare il comparto orafo, che nelle Marche, e` formato da circa 400 laboratori con circa 1.500 addetti. I mercati dell´area del golfo costituiscono un segmento molto importante per il consumo di prodotti di oreficeria, grazie alla disponibilita` di reddito, l´inesistenza di tasse e soprattutto grazie all´attitudine dei consumatori a considerare l´acquisto di gioielli come una forma di investimento da un lato e come status symbol dall´altro. La missione pertanto ha avuto lo scopo di presentare le caratteristiche delle produzioni orafe delle nostra regione per avviare in alcuni casi e consolidare in altri, i rapporti commerciali con questi mercati |
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COMMERCIO IN MOLISE, SI VOLTA PAGINA A DISTANZA DI UNDICI ANNI DALLA LEGGE N.33, IL CONSIGLIO REGIONALE È CHIAMATO AD ESPRIMERSI SUGLI AGGIORNAMENTI NORMATIVI CHE IL SETTORE RICHIEDE |
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Campobasso, 28 giugno 2010 - Torna all´esame del Consiglio regionale, nella seduta di martedì 29 giugno, la Proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale che introduce modifiche alla disciplina relativa al commercio. In effetti, il provvedimento era già arrivato in Consiglio nel dicembre dello scorso anno, ma l´Assemblea di Palazzo Moffa ne aveva disposto il rinvio in Commissione per ulteriori approfondimenti. La Proposta di legge intende variare la normativa di settore contenuta nella Legge regionale n.33 che risale al 1999 e necessita, pertanto, di essere aggiornata e resa maggiormente aderente a quelle che sono le esigenze di sviluppo e razionalizzazione della rete commerciale molisana. La sua elaborazione è stata portata avanti con il metodo del confronto, nel senso che, attraverso numerosi incontri, sono state coinvolte le associazioni di categoria, quelle dei consumatori e dei sindacati, le quali hanno, nel complesso, largamente condiviso l´articolato del provvedimento. I soli rappresentanti della grande distribuzione, i cosiddetti Centri commerciali, hanno espresso perplessità in relazione al numero delle aperture in deroga nei giorni festivi previsto dai legislatori regionali. La proposta di legge contiene delle sostanziali novità. Vediamo le principali. Sono accelerate le procedure per l´individuazione degli obiettivi di presenza e sviluppo delle grandi strutture di vendita la cui adozione viene attribuita alla Giunta regionale e non più all´Osservatorio regionale sul commercio, che svolge azioni di monitoraggio, di valutazione sull´impatto e di studio. Si modificano i termini di concessione di finanziamenti ai Comuni per interventi nei Centri storici e si favorisce la costituzione e lo sviluppo di "Centri commerciali naturali", progetti consortili ed elaborati d´intesa con I Comuni. Sono previsti benefici per i Comuni al di sotto dei mille abitanti e per quelli montani. Viene modificato il regime degli orari degli esercizi commerciali in sede fissa e quello relativo alle deroghe delle aperture domenicali e festive. Si fa chiarezza, infine, sulle diverse tipologie di vendita e si dettano norme specifiche a seconda se si tratti di vendite straordinarie, di fine stagione o promozionali. |
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