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VENERDI
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Notiziario Marketpress di
Venerdì 02 Luglio 2010 |
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TRIESTE (SALA COMUNALE D’ARTE): MOSTRA PERSONALE DEL PITTORE WALTER STARZ |
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Giovedì 8 luglio alle ore 19.00 alla Sala Comunale d’Arte di Trieste (piazza Unità d’Italia 4) sarà inaugurata la mostra personale del pittore Walter Starz, che sarà presentata dall’architetto Marianna Accerboni. La rassegna, intitolata Sintesi, propone una trentina di opere realizzate dall’artista a tecnica mista dal 2008 a oggi, che riassumono in una sorta di itinerario biografico criptato le esperienze dell’autore. Fino al 1 agosto (orario: tutti i giorni 10.00 - 13.00 / 17.00 - 20.00). Rappresentano un racconto per immagini criptate, le opere di Walter Starz, pittore da anni, e, in segreto, anche scrittore e sensibile poeta. Nell’ambito di una sintesi segnica - scrive Accerboni - che si fa sempre più evidente, e di una serie di appunti cromatici di valenza simbolica, l’artista usa il blu scuro per raffigurare la notte, il giallo e l’arancio per significare dei momenti di gioia, il rosso a indicare la violenza o un animo fortemente turbato, mentre i verdi e i toni chiari alludono alla pace e alla calma interiori. In questo modo l’autore, nato a Trieste nel 1961, compone una pittura d’energia e d’introspezione, espressionista e surreale, dal taglio intimamente autobiografico, divenuta nel corso degli anni più vivace e più ricca sotto il profilo coloristico. All’interno di tale griglia cromatica ed emozionale, Starz inserisce quindi dei soggetti onirici, animaletti di sogno o sorta di spiritelli, che partecipano alla composizione e alla danza della vita come entità invisibili e che, tacitamente, possono condeterminare il corso degli eventi. Oppure fa uso di simboli silenziosi quali il pennacchio, che individua nell’ambito della composizione pittorica la sua figura di protagonista, sostituendo la forma di cappello a punta, fino a poco tempo fa emblema del pessimismo all’autore. Che - conclude Accerboni - formatosi alla scuola di Nino Perizi e di Franco Chersicola e grazie alla frequentazione dell’atelier di Livio Rosignano, riassume in questa rassegna, attraverso una trentina di opere realizzate a tecnica mista (acrilico, matite nere e colorate), il lavoro degli ultimi tre anni, in cui si palesa un più accentuato interesse per il mondo della natura, foriero per l’artista di conforto e serenità. |
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TORINO: PALAZZO DI CITTA’- SABATO VISITA GRATUITA ALLE SALE AULICHE |
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Sabato 3 luglio le sale auliche di Palazzo Civico saranno aperte. Il pubblico, raccolto in gruppi che si formeranno in piazza Palazzo di Città, potrà effettuare visite guidate gratuite alle 9.30 - 10.30 e 11.30. I visitatori saranno accompagnati da appartenenti alle associazioni di volontariato culturale. Le guide racconteranno curiosità e aneddoti legati alla la vita di uno dei palazzi storicamente più significativi della città. Il percorso inizia da piazza Palazzo di Città e dai porticati di Benedetto Alfieri. Al centro della piazza è situato il monumento al Conte Verde realizzato da Pelagio Palagi e donato da Carlo Alberto di Savoia al Comune in occasione del matrimonio del figlio con la principessa di Lorena. Si proseguirà la visita soffermandosi nel portico d’ingresso dove sono collocate le statue di Carlo Alberto e Vittorio Emanuele Ii, i due monarchi del Risorgimento, opre scolpite rispettivamente da Luigi Cauda (1858) e da Vincenzo Vela (1865), e poi si entrerà nel Cortile d’Onore, dove si ammirerà l’abilità decorativa dell’architetto Francesco Lanfranchi. Sotto l’atrio di fondo del Cortile d’Onore nel 1600 fu fondata la “Spezieria Comunale”: oltre a distribuire gratuitamente i farmaci ai poveri, svolgeva un servizio sanitario su vasta scala attraverso 9 chirurghi e 10 medici condotti. Dal piano terra, si accederà successivamente, salendo lo scalone monumentale, all’attuale Sala dei Marmi e alla Sala Congregazioni. Si proseguirà poi nella Sala del Consiglio Comunale. La visita terminerà nella stanza del Sindaco sulla cui volta si trova il dipinto raffigurante il miracolo del Corpus Domini. Per informazioni preliminari (non occorre prenotare) è possibile contattare, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 14, i numeri 011 443 44 11/3 44 15 |
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ESTE, MONSELICE, COLLI EUGANEI: EUGANEA FILM FESTIVAL 2010 - IX EDIZIONE - 8 / 25 LUGLIO
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Con lo spettacolo teatrale intitolato Bisogna, la pellagra via sms, Marco Paolini aprirà giovedì 8 luglio 2010, nella città di Este (Pd), la nona edizione di Euganea Film Festival in programma dall’8 luglio al 25 luglio 2010. Organizzato dall’associazione Euganea Movie Movement, e patrocinato dalla Provincia di Padova, il festival, a carattere internazionale dove più della metà dei lavori in concorso arriva da paesi stranieri, sarà dedicato alle produzioni cinematografiche indipendenti e si articola in numerose sezioni competitive: Cortometraggio Italiano, Cortometraggio Straniero, Documentario, Animazione e due sezioni extra come Veneto Movie Movement, dedicato ai lavori realizzati in veneto o da autori veneti e la sezione Cinemambulante dedicata ai documentari italiani che raccontano il rapporto tra il territorio e chi lo abita. E proprio attraverso l’itinerario del Cinemambulante, un furgone attrezzato per le proiezioni dei film, il festival attraverserà il territorio dei Colli Euganei, tra Este, Monselice e Battaglia Terme, portando nei borghi euganei i film selezionati, provenienti da tutto il mondo. In tutto sedici gli appuntamenti in programma. Arricchiranno il festival alcuni eventi speciali che vedranno la presenza di grandi nomi del teatro come Marco Paolini e Natalino Balasso, e la collaborazione con importanti partners come la Scuola Internazionale di Comics, l’Associazione Veneta Amici della Musica e l’ensemble I Calicanto. Gli eventi saranno ospitati nei borghi e nelle ville dei Colli Euganei, rendendo l’esperienza un’occasione imperdibile per conoscere angoli sconosciuti e bellezze inattese del territorio. Alla premiazione dei film in concorso, sabato 24 luglio a Monselice, seguirà domenica 25 luglio, sempre a Monselice, la serata conclusiva con uno spettacolo di Natalino Balasso e Mirko Artuso intitolato Reading a due mani, dedicato a Luigi Meneghello. Lo spettacolo sarà preceduto dalla proiezione del film documentario dedicato allo scrittore veneto, firmato da Carlo Mazzacurati e Marco Paolini. Calendario Eff 2010 Giovedì 8, Este – Giardini del Castello Apertura della nona edizione dell’Euganea Film Festival Ore 20.30 – Inaugurazione, buffet Ore 21.30 – Cinemabulante - Proiezione film in concorso Venerdì 9 luglio, Este – Teatro dei Filodrammatici e Chiostro S. Francesco Ore 16.00 – Proiezione film in concorso Ore 21.30 – Bisogna, spettacolo di Marco Paolini Sabato 10, Este – Teatro dei Filodrammatici e Giardini del Castello Giornata dedicata all’ animazione in collaborazione con Scuola Internazionale di Comics, Accademia delle arti figurative e digitali. Ore 11.30 – tavola rotonda sul cinema di animazione in Veneto e in Italia. Ore 16.00 – workshop di animazione digitale Ore 21.30 – Animation Night, proiezione film di animazione in concorso. Domenica 11, Este – Teatro dei Filodrammatici Ore 16.00 – Proiezione film in concorso Martedì 13, Torreglia – Antica Trattoria Ballotta Ore 21.30 – Cinemabulante - Proiezione film in concorso Mercoledì 14, Lozzo – Villa Correr Ore 21.30 - Cinemambulante - Proiezione film in concorso Giovedì 15, Battaglia Terme – Giardini Pietro d’Abano ( ex Inps) Ore 21.30 - Cinemambulante - Proiezione film in concorso Venerdì 16, Teolo – Parco delle Fiorine Ore 21.30 – Cinemambulante- proiezione film in concorso Ore 24.00 – Midnight Movie, omaggio a Piero Tortolina Sabato 17, Baone – Villa Beatrice d’Este Ore 21.30 – Cinemambulante proiezione film in concorso Domenica 18, Baone – Villa Beatrice d’Este Ore 19.00 – concerto al tramonto dedicato alle musiche dei Colli Euganei con i Calicanto Ore 21.30 – Cinemambulante proiezione film in concorso Mercoledì 21, Baone – Parco delle Ginestre Ore 21.30 – Cinemabulante - proiezione film in concorso Giovedì 22, Galzignano Terme – piazzale chiesa vecchia Ore 21.30 – Cinemabulante - proiezione film in concorso Venerdì 23, Monselice - Cinema Corallo e Giardini del Castello di Monselice Ore 16.00 - proiezione film in concorso Veneto Movie Night, serata dedicata alle produzioni venete Ore 21.30 – Proiezione sezione Veneto Movie Movement Sabato 23, Monselice – Cinema Corallo e Giardini del Castello di Monselice Ore 16.00 - proiezione film in concorso Ore 21.30 – premiazioni e proiezioni dei film premiati Domenica 25, Monselice – Cinema Corallo e Villa Duodo Giornata dedicata a Luigi Meneghello Ore 18.00 – ritratti: Luigi Meneghello, film documentario di Mazzacurati e Paolini Ore 21.30 – Reading a due mani, spettacolo teatrale di e con Natalino Balasso e Mirko Artuso |
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SONDRIO (GALLERIA CREDITO VALTELLINESE): 900+ VáCLAV SEDý - FOTOGRAFIE DI ARCHITETTURA AL CENTRO DELLE ALPI 1900-2010 - 2 LUGLIO/26 SETTEMBRE 2010 |
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4 L´architettura del Xx secolo e dell´ultimo decennio nelle Alpi centrali non è architettura vernacolare. Niente baite in "stile alpino", niente châlet con graticcio in legno e tetto a falde, niente stile alpestre. Le fotografie di Václav Sedý, autore praghese di numerosi scatti d´architettura moderna e contemporanea per le principali riviste di settore, italiane e internazionali, vogliono investigare piuttosto la vicenda poetica, estetica e tecnica di un linguaggio architettonico che, lontano da localismi, ha manifestato un´identità eterogenea e spesso in linea con gli esiti migliori del dibattito internazionale. 6 La mostra, composta da 120 scatti in medio formato - con alcuni salti dimensionali a sottolineare i momenti di congiunzione fra i diversi cicli tematici che ne articolano il progetto espositivo - vuole documentare, attraverso un rigoroso bianco e nero, la varietà ornamentale dei primi edifici in stile eclettico riservata alla costruzione delle centrali idroelettriche, fino al candore purista degli stessi edifici a firma di Gio Ponti dei tardi anni ´50; così come il frasario oscillante fra razionalismo e "stile novecento" scaturito dalla ricerca solitaria di Giovanni Muzio e Ugo Martinola su piccoli temi cittadini - la villa, l´edificio da reddito, il complesso per uffici, l´edificio-simbolo delle identità locali e politiche - a Sondrio e nei centri di fondovalle. Ancora scale di grigio, modellate da improvvise variazioni di luce, per rappresentare l´architettura d´alta montagna di maestri del tardo razionalismo italiano quali Asnago e Vender in Valmalenco e Mario Cereghini nell´Alto Lario. Il dopoguerra, affogato nella generale proliferazione urbana seguita al "boom" economico, ha invece la forma di alcuni edifici di influenza neorealista, - brani di ricucitura dei centri storici ad opera di Luigi Caccia Dominioni, Marco Bacigalupo e Ico Parisi - che in mostra sono assemblati in grandi trittici a composizione di vedute generali e di dettaglio. Il colore è riservato alla produzione architettonica successiva al 1990, che ricalca fedelmente il catalogo formale del post-modern, del minimal e del decostruzionismo. 7 Il territorio investigato dall´obiettivo di Sedý, compreso fra la Valtellina, l´Alto Lario, la Valchiavenna, l´Engadina e la Val Poschiavina, è considerato come un´unica regione divisa da un´imponente barriera geografica - le Alpi e il complesso del Bernina - ma unificata da comuni identità culturali, che nei progetti espressi dalle nuove generazioni è riconducibile a un unico linguaggio. 8 9 La mostra è accompagnata da un catalogo di 220 pagine che riproduce oltre 200 opere costruite ed è introdotto da due saggi, redatti in esclusiva per questo progetto, che approfondiscono gli effetti della ricaduta del progettare contemporaneo sul paesaggio naturale e su quello antropizzato, sotto il profilo dell´analisi urbana e dei comportamenti sociali. 10 La chiusura è affidata a un testo di corrispondenza locale, a dieci anni di distanza dalla pubblicazione - per conto della Città di Sondrio - della guida all´architettura del ´900 nel capoluogo valtellinese. 11 Coordinate mostra: Titolo 900+ / Václav Sedý. Fotografie di architettura al centro delle Alpi 12 1900-2010; Sede Galleria Credito Valtellinese, Piazza Quadrivio, 8 – Sondrio, Mvsa, Via Maurizio Quadrio, 27 – Sondrio, Durata 2 luglio - 26 settembre 2010; Orari e ingressi Galleria Credito Valtellinese, da martedì a venerdì h. 9.00-12.00/15.00-17.00, sabato e domenica h. 10.00-12.00/14.00-17.00, chiuso il lunedì - Ingresso Libero, 13 Visite guidate su prenotazione al numero +39 0342.522.645; Informazioni al pubblico Galleria Credito Valtellinese Tel. +39 0342.522.738 - www.Creval.it Mostra prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese con la collaborazione di Stelline Servizi Immobiliari Spa |
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VALLE D’AOSTA: CASERMETTA AL COL DE LA SEIGNE - SENSIBILIZZAZIONE AMBIENTALE PER L´ESTATE 2010 |
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Dallo scorso 25 giugno e fino a metà settembre sarà aperta agli escursionisti la Casermetta dell’Espace Mont-blanc, nei pressi del Col de la Seigne a 2365 metri d´altitudine nell´alta Val Veny, a Courmayeur. La Casermetta, proprietà della Regione e affidata in gestione alla Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur, ha una funzione stabile di informazione sui percorsi escursionistici e sulle peculiarità degli ecosistemi locali, attraverso il centro espositivo allestito all’interno. La Casermetta è inoltre una stazione per l’elaborazione di dati qualitativi e quantitativi sulla frequentazione del Tour du Mont-blanc e un sito test di sperimentazione, in alta quota, di un sistema integrato di approvvigionamento energetico che combina pannelli solari, impianto fotovoltaico e micro centrale idroelettrica (l´impianto fotovoltaico ha garantito durante tutto l´anno l´alimentazione sufficiente al funzionamento della struttura). Per il terzo anno consecutivo, nell’ambito delle iniziative di informazione e sensibilizzazione alla salvaguardia del territorio e delle risorse, un’équipe italo-francese di animatori specializzati proporrà attività di educazione ambientale attraverso approfondimenti tematici riguardanti la fauna, la flora, la geologia, i ghiacciai, la medicina di montagna e le energie rinnovabili. Gli atelier di educazione ambientale, proposti dalla Fondazione Montagna Sicura, con il coordinamento dell’Assessorato, si terranno tutti i mercoledì, a partire dal 7 luglio fino all’8 settembre 2010. Gli interessati troveranno le informazioni sul sito della Fondazione e sul sito della Regione, nella sezione territorio e ambiente. «La Casermetta - sottolinea l’Assessore al territorio e ambiente Manuela Zublena – svolge un importante ruolo di sensibilizzazione e informazione ambientale, oltre a rappresentare una preziosa testimonianza delle possibilità di sviluppo che la cooperazione transfrontaliera e i fondi europei offrono al settore ambiente». Il programma delle iniziative proposte alla Casermetta, volte alla valorizzazione del ricco patrimonio ambientale e naturalistico che caratterizza questa zona di confine, rientra nell’ambito del Piano Integrato Transfrontaliero Espace Mont-blanc e segnatamente nel progetto Education à l’environnement, finanziato con fondi comunitari attraverso il Programma di Cooperazione Transfrontaliera Alcotra Italia-francia 2007-2013, che consentirà, nei prossimi anni, di potenziare il quadro informativo grazie all’integrazione di nuovi supporti |
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BOLZANO: IN ESTATE VISITE GUIDATE PER FAMIGLIE AL MUSEO ARCHEOLOGICO |
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Nei mesi di luglio, agosto e settembre il Museo Archeologico dell’Alto Adige propone a cadenza regolare nel fine settimana visite guidate pensate apposta per le famiglie. Programma specifico per bambini. Le guide sono dedicate all’esposizione permanente del museo, i partecipanti potranno di volta in volta concordare i temi preferiti. Per i bambini sono previste delle attività pratiche: un’opportunità per genitori e figli di vivere un’esperienza al museo insieme. Le visite guidate si tengono tutti i sabati e le domeniche dei tre mesi citati e durano circa un’ora e 15 minuti. L’appuntamento con quelle in lingua tedesca è il sabato alle ore 14.30 e la domenica alle 10.30, mentre quelle in lingua italiana iniziano alle ore 15.00 sia il sabato che la domenica. L’iscrizione può essere fatta direttamente alla cassa del museo e costa 2,50 euro oltre il prezzo del biglietto d’ingresso. Il numero di partecipanti è limitato a 20 persone alla volta. Il Museo Archeologico dell’Alto Adige ha sede a Bolzano in via Museo 43. Per informazioni è possibile chiamare lo 0471 320100, fax 0471 320122, e-mail: museo@iceman.It . Nei mesi di luglio ed agosto il museo è aperto tutti i giorni, compreso il lunedì, dalle ore 10 alle 18. Ultimo ingresso alle ore 17.30. |
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BOLZANO: AVVENTURA NEOLITICA PER FAMIGLIE - 3 E 4 LUGLIO |
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Avventura neolitica tra il Museo archeologico a Bolzano e l’Archeoparc Val Senales sabato e domenica 3 e 4 luglio 2010. Un viaggio indietro nel tempo per bambini dagli 8 ai 13 anni accompagnati da un adulto. Iscrizioni ancora possibili entro giovedì prossimo 1° luglio. Il viaggio nel neolitico inizia sabato prossimo 3 luglio 2010, alle ore 14.00 al Museo Archeologico dell’Alto Adige a Bolzano. Lì i piccoli partecipanti osserveranno reperti risalenti a 5.000 anni fa incontrando naturalmente anche il celebre Ötzi. Scopriranno tante curiosità sull’epoca preistorica cercando di metterle in pratica. Si trasferiranno poi in giornata all’Archeoparc in Val Senales, per tornare indietro nel tempo, cucinando, mangiando e lavorando come facevano gli uomini neolitici. All’archeoparc passeranno anche la notte, dormendo naturalmente alla maniera preistorica. L’avventurosa giornata si chiuderà domenica 4 luglio 2010, alle ore 16.00. Guideranno la comitiva neolitica Ivan Modena, mediatore culturale del Museo Archeologico dell’Alto Adige e Johanna Niederkofler, direttrice dell´Archeoparc Val Senales. Prenotazione obbligatoria presso il Museo Archeologico entro giovedì prossimo 1° luglio 2010 contattando il numero di tel. 0471 320112. Quota d’iscrizione: bambini 20 Euro, adulti 50 Euro. Sono inclusi nella quota i pasti ed il pernottamento. |
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BOLZANO: GIORNATA DELLA BIODIVERSITÀ CON OLTRE 1.000 SPECIE - RINVENUTA FARFALLA MOLTO RARA |
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L’undicesima edizione della Giornata della biodiversità in provincia di Bolzano si è svolta sabato scorso 26 giugno 2010 nella Valle di Plan in Val Passiria. Individuate oltre mille specie animali e vegetali. Tra i lepidotteri raccolti ne è stato individuato uno appartenenente ad una specie molto rara per la scienza. Esiti più dettagliati nelle prossime settimane. In Alto Adige la Giornata della biodiversità è organizzata dal Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige e dall’Ufficio provinciale Parchi naturali e fornisce un contributo fondamentale alla documentazione del mondo animale e vegetale dell’arco alpino. Gli scienziati raccolgono informazioni sulle specie animali e vegetali che vengono poi immesse nella banca dati del Museo di Scienze Naturali a Bolzano formando la base per progetti scientifici o di tutela ambientale. Il campionamento 2010 ha scandagliato la parte più interna della Valle di Plan, in Val Passiria, ricca di habitat come pascoli subalpini, boschi di montagna, torbiere, torrenti, praterie, ghiaioni e rupi calcarei. Nell’arco di 24 ore numerosi ricercatori hanno registrato la varietà botanica e faunistica dell’area prescelta. I primi risultati della Giornata sono stati resi noti già nella serata di sabato 26 giugno, al termine della manifestazione. Si tratta di dati preliminari che nelle prossime settimane potranno essere integrati. Il numero approssimativo totale di specie trovato nella Valle di Plan è di 1.025. Tra queste, circa 500 sono piante vascolari (piante a fiori e felci), 105 di lepidotteri, cioè farfalle e falene, 100 oribatidi (un gruppo di animaletti appartenenti agli acari, ancora poco studiati sul territorio altoatesino) 70 ragni e 50 uccelli. In particolare, i ragni sono presenti con un un’alta densità di specie e particolarmente numerose sono le specie di piante vascolari riscontrate, se rapportate all’estensione limitata dell’area esplorata ed alla quota elevata. Tra di esse, è stata riconfermata la presenza di Erigeron atticus, o Céspica attica, specie alpina rara, ed è stata segnalata per la prima volta in Val Passiria la Stipa pennata, detta Stipa piumosa, rilevata a quota 1.950 m. I ricercatori hanno campionato anche una specie alpina rara di fungo, la Entoloma alpicola. Degne di menzione sono il Balestruccio, lo Stiaccino, il Merlo acquaiolo, lo Spioncino marittimo e la Bigiarella tra gli uccelli e la Hyphoraia testudinaria, lo Hyles euphorbiae e Phengaris arion tra i lepidotteri, tutte specie la cui presenza nella parte interna della Valle di Plan va considerata una particolarità. Tra i lepidotteri raccolti ve n’è infine uno appartenente ad una specie molto rara per la scienza; come riferisce Thomas Wilhalm del Museo delle Scienze naturali, simili esemplari sono già stati rinvenuti in Piemonte |
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ARCO (MAG-MUSEO ALTO GARDA, PALAZZO DEI PANNI): THOMAS WREDE. PANORAMA - 3 LUGLIO/5 SETTEMBRE 2010 |
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Trenta foto provenienti dai tre celebri percorsi «Magic world», «Domestic world» e «Real landscapes», più alcuni scatti inediti eseguiti nel territorio di Arco. S´intitola «Panorama» l´esposizione dedicata al fotografo tedesco Thomas Wrede (Iserlohn, 1963), a cura di Giovanna Nicoletti: una proposta del Mag la cui inaugurazione è venerdì 2 luglio alle ore 18 a Palazzo dei Panni ad Arco. L´ingresso è libero. «La ricerca fotografica di Thomas Wrede – spiega Giovanna Nicoletti – pone l’attenzione sulle modalità della rappresentazione: come ricreiamo l’ambiente? Questo interrogativo ci porta ad osservare un aspetto delle Alpi e delle montagne, intese come spazio urbano, in continua trasformazione, a volte surreale, nella relazione tra artificiale e naturale. La natura è una forma flessibile: diventa spazio o scenario di pubblicità, di gioco. Addirittura di abitazione, quando prende forma di carta da parati, trasformando lo spazio di pareti domestiche in fotografia di paesaggio». Come Kant e Hegel si interessano del complesso rapporto dialettico con la natura, Thomas Wrede fornisce un contributo creativo alla tradizione filosofica tedesca, ponendo in discussione la percezione della natura e della realtà in generale, attraverso un originalissimo linguaggio fotografico in cui i paesaggi mettono alla prova la percezione dello spettatore e spingono a riflettere su cosa è reale e cosa non lo è. Un mondo in cui un oceano infinito è spesso una pozzanghera, mentre un mucchietto di sabbia e rocce un’imponente catena montuosa. Piccoli set accuratamente allestiti, immortalati da una fotografia (rigorosamente analogica), che non risparmiano l’ironia di bramare una sorta di «terra promessa dalla fotografia». Thomas Wrede É nato nel 1963 a Iserlohn, in Germania. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Münster ed è stato allievo di Dieter Appelt. Tra le sue più recenti mostre personali: Real Landscapes (Photo&contemporary, Torino, 2009); Galerie Wagner + Partner (Berlino, 2009); Galleria f 5,6 (Monaco, 2009); Manhattan / Picture Worlds (Beck & Eggeling, Düsseldorf, 2009); Real Landscapes (Galerie Espacio Marte, Città del Messico, 2008; Galleria Herrmann & Wagner, Berlino, 2007); Strange Paradise (Galleria Beck & Eggeling, Düsseldorf, 2006); Seascapes / Am Meer (Goethe Institut di Londra e Helsinki, 2006). Tra le principali collettive: Water - a journey to quiet contemplation (Shag, Sahlman Helwaser Art Gallery, New York, 2007); Failed hope. New romanticism in contemporary photography in Germany (Photomonth, Cracovia, 2007); California Hotel - Doloron & Wrede im Dialog (Wallraf-richartz-museum, Colonia, 2007); On the Road – Unterwegs (Galerie Herrmann & Wagner, Berlino, 2006); Wirklich wahr! Realitätsversprechen von Fotografie (Ruhrlandmuseum Essen, Essen, 2004). Info: Galleria Civica G. Segantini - via Segantini numero 9, 38062, Arco - orario: 10-18, chiuso il lunedì - ingresso libero - telefono 0464583653 - fax 0464583615 - galleriacivica@comune.Arco.tn.it - www.Galleriacivica-arco.it |
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SABATO 3 LUGLIO INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA "L´IMMAGINE DEL TRENTINO ALLA FINE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE" |
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Sabato 3 luglio alle ore 17 si inaugura a Paneveggio, nel Centro Visitatori del Parco Paneveggio Pale di San Martino, la mostra “Paesaggi di guerra. L’immagine del Trentino alla fine della Prima guerra mondiale | Paneveggio e Valle di Fiemme”. La mostra espone fotografie che guidano il nostro sguardo sui paesi, le montagne, le foreste della Val di Fiemme al termine della Grande Guerra, in quel 1919 che rappresentò il primo anno di pace, ma che per i Trentini che tornavano dal fronte e dall’esilio segnò la scoperta drammatica dell’eredità lasciata dalla guerra. Il visitatore troverà immagini di macerie e di edifici distrutti, assieme a fotografie che ritraggono l’inizio della ricostruzione e che testimoniano la ripresa della vita quotidiana: soldati del Genio militare italiano impegnati in opere di ripristino, operai sui cantieri, donne e uomini al lavoro, edifici restaurati. Una parte delle fotografie proviene da archivi di istituzioni, altre sono state cortesemente messe a disposizione da collezionisti locali; le fotografie sono accompagnate da pannelli con testi descrittivi e testimonianze. La mostra è accompagnata da un catalogo che contiene immagini della Valle di Fiemme e di tutto il Trentino alla fine della guerra. L’ampia sezione fotografica è corredata da saggi di Andrea Di Michele, Mauro Grazioli e Fabrizio Rasera che inquadrano storicamente il periodo e le vicende. All’interno della mostra viene proposta la videoinstallazione “Ritorni”, opera di Micol Cossali, che interpreta, attraverso un percorso di fotografie e di testimonianze, lo stato d’animo di profughi e di soldati che, tornando alle proprie case, scoprivano quanto la guerra avesse trasformato il mondo che avevano lasciato al tempo della loro partenza. Rovine di edifici e mutamenti del paesaggio, le montagne scavate dalle esplosioni e dalle trincee, i pascoli resi impraticabili dalla presenza di ordigni inesplosi e la devastazione delle foreste: attorno a questo bilancio si trovano a fare i conti anche in Valle di Fiemme quanti già prima del 1915 e per i tre anni e mezzo della guerra avevano dovuto assistere alla instaurazione del dominio militare sul territorio. Quella della ricostruzione fu una parentesi, che questa mostra coglie ai suoi faticosi inizi, dalla quale il Trentino e la Valle di Fiemme uscirono dopo anni di lavoro. Centro visitatori di Paneveggio, 3 luglio - 12 settembre 2010 tutti i giorni 9-12.30 e 14-17.30 Info: tel 0439 64854 www.Trentinograndeguerra.it www.Parcopan.org info@parcopan.Org Nell’ambito del Parco Paneveggio Pale di San Martino un’altra mostra sullo stesso tema, dedicata alla vicenda di San Martino di Castrozza, Primiero e Valle del Vanoi è allestita a Caoria, presso la Casa del sentiero etnografico dal 3 luglio al 12 settembre 2010. L’inaugurazione è prevista domenica 11 luglio alle ore 17. La Prima Guerra Mondiale in Valle di Fiemme Nel maggio 1915, al momento dell’entrata in guerra dell’Italia, le valli del Trentino sud-orientale erano pressoché sguarnite di truppe, inviate fin dal 1914 a combattere contro la Russia. La difesa della Valle di Fiemme fece affidamento in primo luogo sulla barriera naturale costituita dalla catena del Lagorai rinforzata dalle due fortificazioni permanenti di forte Dossaccio e forte Al Buso. Tra il 1914 e il 1915 fu inoltre realizzato un complesso sistema di trincee e capisaldi che già nei primi mesi del conflitto venne presidiato dalle compagnie Standschützen del battaglione “Cavalese”, da reparti omologhi del Tirolo del Nord e del Vorarlberg oltre che da truppe dell’Alpenkorps germanico, nonostante tra Italia e Germania non ci fosse ancora uno stato di guerra. Alla Valle di Fiemme furono risparmiati lo sfollamento della popolazione, l’occupazione militare e la distruzione dei centri abitati. Unico insediamento distrutto fu Paneveggio che venne incendiato dall’esercito austro-ungarico già nel 1915. Anche da questa valle tuttavia le autorità austriache deportarono, condannandole all’internamento, le persone sospettate di nutrire sentimenti filoitaliani. La prima ricostruzione Alla fine del conflitto l’Esercito italiano (sia il Genio militare che altre specialità come i Bersaglieri) partecipò all’avvio della ricostruzione e alla rinascita della vita economica e civile, soprattutto nel settore delle infrastrutture. Si trattò di interventi importanti che riguardarono in primo luogo le vie di comunicazione e che permisero la ripresa delle attività produttive nell’intera zona, a partire da quelle legate al settore del legno. Il tracciato ferroviario che collegava Ora alla Valle di Fiemme si era rivelato strategico già durante la guerra e alla fine del conflitto pareva rappresentare un’opportunità per la ripresa della vita economica. Il percorso venne completato con l’inaugurazione della stazione di Predazzo e la sostituzione delle preesistenti strutture in legno con edifici in muratura, utilizzando la produzione di calce ed il materiale proveniente dalle cave di porfido e di granito di Predazzo. Vennero inoltre messi in sicurezza tratti di argine del torrente Avisio e sistemato il ponte sul torrente Travignolo a Predazzo. Per riattivare il commercio locale, a Predazzo fu anche allestito un mercato coperto che periodicamente accoglieva i negozianti della vallata. Paneveggio Nella località di Paneveggio esisteva da tempo immemorabile un ospizio per i viandanti diretti verso il passo Rolle e il passo Valles. Dalla seconda metà dell’Ottocento il piccolo abitato comprendeva alcune segherie, depositi di legname ed una chiesetta costruita nei primi decenni del 1700; proprio allora il piccolo nucleo cominciò a segnalarsi nel nascente panorama turistico. L’inizio delle ostilità tra Austria e Italia provocò la rovina di tutte quelle attività. Il centro di Paneveggio, per motivi militari, venne incendiato e distrutto dall’esercito austriaco già nel 1915 e l’anno successivo, a seguito di uno sfondamento delle linee austriache operato da reparti italiani nel settore passo Rolle – Colbricon, il suo territorio divenne zona di operazioni. In conseguenza di ciò, le foreste furono investite dai bombardamenti e dalle attività belliche connesse alla presenza del fronte. Nel novembre del 1917, con la ritirata dell’Esercito italiano, l’intera area tornò ad essere retrovia, gravata dalle distruzioni e dalle profonde ferite inferte dalla guerra. Negli anni successivi la ricostruzione iniziò con la riedificazione di quanto distrutto. Presero il via anche l’opera di rimboschimento e la bonifica dagli ordigni esplosivi, che non fu indolore e che negli anni causò numerose vittime. Gli strascichi della guerra Alla fine della guerra, accanto alle tradizionali attività agricole e silvo-pastorali (allevamento, taglio e lavorazione del legname), comparve anche in Valle di Fiemme la professione del “recuperante” che si dedicava alla ricerca e alla raccolta dell’esplosivo e dei metalli presenti nei residuati bellici (rame, ottone, piombo, ferro…) e nelle fortificazioni permanenti e campali sparse sul territorio: l’acciaio delle cupole blindate, il ferro delle opere difensive. Un lavoro assai pericoloso, dettato dalla necessità di guadagnare. L’episodio più tragico accadde nel novembre 1926 nelle foreste demaniali di Paneveggio. Quattordici tra donne e uomini, adulti e giovanissimi impegnati in lavori di rimboschimento, per la maggior parte di Predazzo, vennero investiti dall’esplosione di un residuato bellico. Dodici morirono all’istante, solo due si salvarono. Le loro salme vennero portate a Predazzo. Fu proclamato il lutto cittadino e il 17 novembre un lunghissimo corteo accompagnò i feretri al cimitero. Solo la ripresa economica del secondo dopoguerra – tanto a lungo durò lo stato di precarietà economica della valle – portò all’esaurirsi di quel pericoloso mestiere. Negli ultimi decenni del secolo scorso, una generazione di neo-recuperanti si è nuovamente dedicata alla ricerca di oggetti di origine bellica da conservare come documento storico. Oggi molti materiali ritrovati nelle trincee e nelle soffitte entrano in piccole e grandi collezioni; in qualche caso i loro proprietari le rendono visibili al pubblico, a quanti ancora desiderano avvicinarsi all’esperienza di quella guerra. I segni della guerra sul paesaggio Lo scavo di estesi campi trincerati e di gallerie, la costruzione di baraccamenti di legno per i soldati e per i depositi, il tracciamento di strade e di sentieri, gli abbattimenti di alberi destinati a garantire alle artiglierie un campo di tiro libero da ostacoli, i pesanti bombardamenti che investirono l’intero teatro delle operazioni, tutto questo provocò sul paesaggio montano della Valle di Fiemme progressive e profonde trasformazioni. Anche nel fondovalle l’ambiente mutò velocemente. Alla costruzione della ferrovia della Valle di Fiemme - fondamentale per rifornire le truppe impegnate sulle creste montuose - si affiancarono i baraccamenti, le strutture logistiche, i numerosi cimiteri di guerra che, nel corso degli anni, aumentarono di numero e dimensione. Nella costruzione delle opere e nel trasporto del materiale vennero impegnati, oltre agli Standschützen locali (raramente utilizzati in prima linea), uomini e donne dei paesi delle retrovie, per i quali quell’impiego rappresentò una fonte di reddito importante, nonché i soldati russi fatti prigionieri sul fronte orientale e trasferiti in Trentino. La testimonianza di Alcide Degasperi ... Eccovi su una piaggia maligna, seminata di pietre ferrigne e di migliaia di schegge di granata o di pallottole di schrapnelss. Ferro e porfido, piombo e ghiaia nerastra dappertutto, sotto raggi di un sole cocente. Nessuna vegetazione nel regno della morte, se si eccettuano delle chiazze di margheritine bianche di alta montagna, sbocciate in qualche cratere, ove fino a pochi giorni fa si s’era adagiata la neve. … molti affronteranno la fatica della lunga ascensione, perché la guerra ha condotto lassù per quasi due anni migliaia e migliaia di uomini, venuti dalla Galizia e dalla Baviera, e dall´altro lato, dal golfo di Napoli; e tutti questi uomini con una fatica tenace e sanguinosa hanno scavato caverne, accatastati i massi, noti prima solo al vento e alla bufera, minate le rocce e costruiti sul versante nord-est, verso S. Pellegrino, ove la montagna precipita a picco, dei nidi d´aquila, per lanciarsi poi addosso da tutti i pertugi e da tutte le bocche delle enormi masse di ferro, modellato in pallottole o in granate o in shrapnells o in mine… Alcide Degasperi, Perché riposino in pace, in “Il nuovo Trentino”, 22 agosto 1919 Curatori e collaboratori del progetto e della mostra Il progetto Paesaggi di guerra Il Trentino alla fine della Prima guerra mondiale Progetto Rete Trentinograndeguerra Coordinamento Mauro Grazioli, Anna Pisetti, Fabrizio Rasera, Camillo Zadra Segreteria organizzativa Giancarlo Sciascia Allestimenti Studio Giovanni Marzari Cura grafica Alessio Periotto - designfabrik Fornitori Edizioni Osiride, Paolo Gabbana, Zirkotech Video Micol Cossali Con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto Provincia autonoma di Trento Museo Storico Italiano della Guerra Fondazione Museo storico del Trentino Il Sommolago Trentino spa Gruppo di lavoro Mauro Cecco Igor Gilmozzi Mauro Grazioli Anna Pisetti Fabrizio Rasera Ettore Sartori Giancarlo Sciascia Camillo Zadra Testi Igor Gilmozzi Con la collaborazione di Parco di Paneveggio Pale di San Martino Associazione Pro Ecomuseo della Magnifica Comunità di Fiemme Magnifica Comunità di Fiemme Le immagini esposte e pubblicate sono state messe a disposizione da Archivio Agenzia Provinciale delle Foreste Demaniali, Cavalese Archivio Ente Parco Paneveggio Pale di San Martino Archivio dell´Istituto di Storia e Cultura dell´Arma del Genio, Roma Associazione Pro Ecomuseo della Magnifica Comunità di Fiemme Collezione Angelo Orsingher Collezione Vittorio Tagliabue Collezione Fulvio Vanzo Gruppo Collezionisti Predazzo “Paesaggi di guerra” 12 mostre fotografiche dedicate al Trentino alla fine della Prima guerra mondiale La mostra dedicata alla Valle di Fiemme e a Paneveggio è stata realizzata dalla Rete Trentinograndeguerra, che ha dedicato al tema del Trentino nel 1919 un “mosaico” di 12 mostre fotografiche che tra il 2010 e il 2011 verranno allestite in varie località poste lungo quella che un tempo era la linea del fronte. Questi i 12 ambiti territoriali: oltre alla Valle di Fiemme, la Valle di Sole, la Valle del Chiese, la Valle di Ledro, l’Alto Garda, Mori, la Vallagarina, i Comuni del Pasubio, gli Altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna, l’Alta Valsugana, la Valsugana Orientale e il Tesino, Vanoi e Primiero. A ciascun ambito è dedicata una diversa mostra fotografica; di alcune sono previsti dei riallestimenti (al momento sono complessivamente previsti 26 allestimenti). Visitare una mostra dopo l’altra permetterà di constatare quanta parte del Trentino sia stata sconvolta dal conflitto e di capire perché la memoria della Grande Guerra sia ancora così viva. L’ultimo allestimento è previsto a Trento nell’autunno 2011: la mostra proporrà una sintesi complessiva delle dodici sezioni a rappresentare la dimensione provinciale delle distruzioni di guerra e dell’avvio della ricostruzione. Completa il progetto la videoinstallazione “Ritorni” di Micol Cossali. Il tema delle mostre La fine della Prima guerra mondiale lasciò nelle valli del Trentino dove si era combattuto un paesaggio fatto di rovine, di campagne invase da filo spinato, trincee e crateri, di pascoli disseminati di residuati bellici, di foreste devastate, di fabbriche distrutte, di cimiteri. Dallo Stelvio al Tonale, dalle valli Giudicarie all’Alto Garda, dalla Vallagarina alle valli del Pasubio, dagli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna alla Valsugana, dal Vanoi al Primiero, da Paneveggio alla valli di Fiemme e di Fassa, uno scenario uniforme si presentò a profughi e soldati che tornavano dai luoghi dell’esilio e dai campi di battaglia: un paesaggio che conoscevano bene, ma che speravano di non ritrovare in patria. Quel “paesaggio di guerra” è stato in gran parte riassorbito dal lavoro di generazioni e dal tempo. Oggi il nostro sguardo ne può cogliere le tracce soprattutto negli ambienti di montagna, negli avvallamenti che segnalano antichi solchi di trincee e di esplosioni e nei resti di fortificazioni campali e permanenti che la sensibilità pubblica conserva come documento di una vicenda tra le più drammatiche della sua storia, che ancora oggi appare difficile da comprendere nella sua insostenibile brutalità. Queste mostre sollecitano a pensare alle tante guerra che oggi come ieri continuano a colpire i civili, le città e i villaggi, come se quella lontana guerra avesse funzionato non da monito ma come cinico esempio. Rete Trentinograndeguerra Rete Trentinograndeguerra è un progetto che mira alla costruzione di un sistema territoriale capace di unire le varie realtà associative, museali e istituzionali che in Trentino si occupano dello studio, della tutela e della valorizzazione del complesso patrimonio di beni, vicende e memorie della Prima guerra mondiale. Per le informazioni sul progetto e il calendario completo delle mostre e degli eventi connessi: www.Trentinograndeguerra.it |
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LIDO DI SPINA: L´ARTE MILANESE CONTEMPORANEA IN MOSTRA AL MUSEO BRINDISI |
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L´arte milanese contemporanea in mostra alla Casa Museo Brindisi. La raccolta d´arte del pittore Remo Brindisi traccia un percorso ideale tra Milano e il Lido di Spina, dove il maestro ha trasferito la sua preziosa collezione alla fine degli anni Sessanta. “Milano Spina, presenze dell´arte milanese nella collezione di Remo Brindisi dal dopoguerra alla Trinnale ´73” è il titolo della mostra allestita nella casa del pittore al Lido di Spina, in via Nicolò Pisano 51. Trasformata in museo, sede di numerose attività culturali estive, la bella villa affacciata sulla spiaggia e immersa nella pineta, è aperta agli amanti della pittura contemporanea dalle 19 alle 23. L´esposizione, in programma fino al 12 settembre, traccia un percorso ideale tra Milano, città d´adozione di Remo Brindisi, e il Lido di Spina, dove alla fine degli anni Sessanta il maestro ha trasferito la sua raccolta d´arte donata insieme alla villa al Comune di Comacchio. Remo Brindisi, amante del Realismo, dell´Esistenzialismo, della Nuova figurazione, vicino al movimento Spaziale e Nucleare, ammira l´opera di Fontana, di Picasso ed è attratto soprattutto dalle tendenze artistiche che si sono sviluppate tra gli anni ´60 e ´70. Una passione che lo porta a collezionare moltissime opere di arte informale e di Realismo Esistenziale. L´attenzione di Brindisi si concentra su un gruppo di giovani dell´Accademia di Brera che ha sviluppato una poetica vicina alla sua, ma anche su una generazione di scultori provenienti dalla medesima accademia, che rappresentano un universo onirico iperspaziale in perfetta sintonia con lo stile della casa museo progetta dall´architetto Nanda Vigo. Optical, Cinetica, Arte Concreta e altre forme d´arte “esplose” all´inizio degli anni ´70 trovano spazio nel “museo alternativo”, come lo definiva lo stesso Remo Brindisi, che nel ´73 fu presidente della Triennale milanese, in un momento storico segnato dalle contestazioni ma ricco di stimoli, fantasia e oggi inaspettatamente attuale (per info: Iat 0533 333656). La visita alla Casa Museo Brindisi rientra tra le tante proposte di un territorio ricco di storia, immerso in una natura unica come testimonia il Parco del Delta del Po con i suoi scorci suggestivi sospesi tra terra e acqua (www.Parcodeldelta.com), aperti ai visitatori amanti del verde e della vita open air |
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EMOZIONI UNICHE NEI PARCHI |
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Il 3 luglio - il magico mondo del Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone (Emilia-romagna). Lucciole Al Parco Dei Laghi Conoscere e riscoprire questi romantici insetti estivi. Un incontro notturno per immergersi nel loro magico mondo, imparando a riconoscerli e il perch� del loro illuminarsi attraverso una piacevole passeggiata notturna nel Parco. Ritrovo alle ore 20.30 presso il Museo del Bosco di Poranceto. Costo: Euro 3,00 a partecipante. Eventuale cena alle ore 19.00 da prenotare direttamente in foresteria contattando il 335/5344413. Per informazioni e prenotazioni: Tel. 0534/46712 - Fax 0534/46504 - promozione.Parcodeilaghi@cosea.bo.it. - info@coopmadreselva.It. Altre info sul Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone http://www.Parks.it/parco.suviana.brasimone. Il 3 luglio - storia e cultura ai Parchi della Val di Cornia (Toscana). Notte Etrusca. Nella suggestiva atmosfera della sera, visita animata alla necropoli di San Cerbone. La visita sarà condotta da due guide vestite all´etrusca (tunica lunga bianca) che spiegano in prima persona i monumenti conservati e, prendendo spunto da essi, tutto ciò che riguarda la vita materiale e la cultura etrusca. L´ambientazione è resa suggestiva dalla luce delle fiaccole e delle luci lungo il percorso, l´ambiente è immerso nel buio e appena illuminato. Due i piccoli allestimenti "scenografici", il banchetto e il funerale. L´evento si svolgerà ogni sabato del mese di luglio ad eccezione di sabato 17, dalle 21.30 alle 22.30. Ingresso a pagamento (Euro 9,00 adulti e Euro 6,00 ridotto 6-14 anni e oltre 65). Prenotazione consigliata - apertura biglietteria ore 20.45. Non accessibile ai disabili. Per ulteriori informazioni: Tel. 0565 226445 - Email: prenotazioni@parchivaldicornia.It. Altre info sui Parchi della Val di Cornia http://www.Parks.it/parchi.valdicornia. Il 3 e 4 luglio - tra gastronomia e arte al Parco Nazionale d´Abruzzo, Lazio e Molise (Abruzzo, Lazio e Molise). Appuntamento con la Tradizione e la Cultura... Weekend tra gastronomia e arte. Sabato 3 luglio 2010: "Alla scoperta di Pescasseroli con Benedetto Croce": un viaggio nella storia dell´antico borgo medievale dalle origini alla modernità. "Note di Piacere": degustazione di prodotti tipici abruzzesi. "Incontro di Sapori": un´immersione nella cucina tipica locale, con tradizione millenaria fatta di pastorizia e allevamento. Domenica 4 luglio 2010: Scanno, uno dei Borghi più belli d´Italia: Visita del centro storico e laboratorio orafo, cultura e antica tradizione scannese. Bioagriturismo Valle Scannese: "il trittico", degustazione di formaggi tipici di produzione biologica. Per informazioni e prenotazioni: Ecotur - Via Piave, 9 - 67032 Pescasseroli (Aq) - Tel 0863912760 - Fax 0863911528 - www.Ecotur.org - informazioni@ecotur.Org Altre info sul Parco Nazionale d´Abruzzo, Lazio e Molise http://www.Parks.it/parco.nazionale.abruzzo Il 3 e 4 luglio - tra Italia e Svizzera al Parco dell´Alpe Veglia e dell´Alpe Devero (Piemonte) Traversata Devero-binn Un week-end per amanti dell´alta montagna, tra Italia e Svizzera, tra paesaggi lunari e antiche vie di comunicazione sui passi dei mercanti e dei cacciatori-raccoglitori. Traversata per escursionisti allenati con accompagnamento di Guide Escursionistiche Ambientali, trattamento di mezza pensione in locanda, trasferimenti. Info e prenotazioni: solo su prenotazione (min. 8 persone) a Lychnis Incoming: cell. 347.5262275 - info@lychnis.Eu - www.Lychnis.eu G.e.a. Beatrice Bariletta, cell. 347.4413832, beatricebariletta@hotmail.Com - G.e.a. Mariano Zedda, cell. 340.2464944, mariano.Zedda@tele2.it Altre info sul Parco Alpe Veglia Devero http://www.Parks.it/parco.alpe.veglia.devero Il 4 luglio - gara di mountain bike al Parco Intercomunale delle Colline Carniche (Friuli Venezia Giulia) Carnia Cross Country - 2a Edizione Gara di Mtb agonistica di cross country valida come prova del campionato Mtb del Fvg e facente parte del trofeo internazionale Alpe Adria. Un competizione da non perdere per gli amanti della Mtb e del ciclismo sia come partecipante che come spettatore per scoprire uno dei percorsi più tecnici e belli della Carnia. A Invillino fraz. Di Villa Santina, partenza e arrivo in piazza Savorgnan. Ente organizzatore: A.s.d. Carnia Bike. In caso di mal tempo prolungato prima della gara la manifestazione può essere annullata. Per informazioni: A.s.d Carnia Bike Mazzolini Manuel - Tel. 328/8430633 - E-mail: manuel.Mazzolini@al-lighting.com Altre info sul Parco delle Colline Carniche http://www.Parks.it/parco.colline.carniche. Il 4 luglio - la biodiversità del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (Veneto). I Fiori Piu´ Belli Delle Dolomiti. Celebriamo l´Anno internazionale della Biodiversità. Percorso: Aune, C.re Monsanpiano, P.so del Pavione, P.so di Pietena, Rif. Dal Piaz. Ritrovo alle ore 7.30 presso la stazione di Feltre (Bl). Difficoltà: molto impegnativa (1300 m). Per informazioni e prenotazioni: Mazarol Società Cooperativa - Guide naturalistico-ambientali regionali - orario segreteria: aprile-maggio: giovedì 15.00-18.00; venerdì 9.00-13.00 e 15.00-18.00; giugno-settembre: giovedì 15.00-18.00; venerdì 10.00-13.00 e 15.00-18.00 - Tel. E Fax 0439/42723 - cell. 329-0040808 - e-mail: guide.Pndb@libero.it - web: www.Mazarol.net. Altre info sul Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi http://www.Parks.it/parco.nazionale.dol.bellunesi Il 4 luglio - emozioni al Parco Naturale Regionale Sirente-velino (Abruzzo) Alla Scoperta Del Mondo Delle Api Osserviamo da vicino le api. Facile attività con ritrovo presso In Fattoria a Rocca di Mezzo (Aq) alle ore 17.00. Durata: 2 ore. Quota: 6,00 Euro. Partecipanti: max 20. Proponente: In Fattoria Rocca di Mezzo. Informazioni e contatti: Cristina Caselli - 330.886169. Altre info sul Parco Sirente-velino http://www.Parks.it/parco.sirente.velino. Il 4 luglio - escursione naturalistica al Parco Fluviale del Po - tratto torinese (Piemonte) Passeggiata Alla Scoperta Del Po Nella Riserva Naturale Del Meisino Escursione naturalistica guidata alla scoperta del Po e della Riserva Naturale Speciale del Meisino, a cura del Parco del Po Torinese e in collaborazione con l´Associazione Il Tuo Parco. Ritrovo presso parcheggio del Cimitero di Sassi (sul lungo Po) a Torino, alle ore 10.00. Costo: gratuito. Informazioni: Il Tuo Parco - Tel. 0118981362. Altre info sul Parco del Po torinese http://www.Parks.it/parco.po.to Il 4 luglio - attività per bambini al Parco di Veio (Lazio) Fiabe A Merenda Attività ludica per bambini interpretando le fiabe e le filastrocche della tradizione laziale. Appuntamento alle ore 17.00 a Formello, Casolare 311, via dei Santi Martiri n. 12. Durata: 2 ore. Abbigliamento: abbigliamento comodo. Prenotazione obbligatoria: 800727822 - 06/9042774. Altre info sul Parco di Veio http://www.Parks.it/parco.veio |
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RIMINI (CASTEL SISMONDO): CONFRONTO A DIECI - PITTORI E POETI IN VISIONI CONTEMPORANEE - 9 LUGLIO - 8 AGOSTO 2010 |
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"Confronto a 10" è una proposta unica in Italia, voluta dall´Associazione Città d´Arte di Rimini per "conto del lavorìo continuo, vasto, e vario tra artisti e poeti". Alberto Agazzani, Davide Rondoni e Beatrice Buscaroli per l´evento che Rimini propone dal 9 luglio all´8 agosto 2010 a Castel Sismondo, non si sono infatti limitati a mettere a confronto opere "qualsiasi" di pittori e poeti. Hanno selezionato dieci artisti e altrettanti poeti di generazioni diverse, alcuni scommesse, altri già acclarati, e li hanno chiamati a esporre il loro lavoro davanti a un grande quadro del passato, un capolavoro del Guercino, stimolandoli a un confronto diretto e incrociato. Incontri, affinità, scelte, visioni personali e condivise danno vita allo "strano serraglio raffinatissimo" (Rondoni) che sarà questa mostra. E da questa scelta è scaturito un ideale laboratorio, una fucina d´idee che dalla parola scritta e declamata ha portato al segno sulla tela, all´immagine quasi sindonica (Agazzani) di significati e visioni e, viceversa, ha trasformato in verbo la visione contemplativa fissata sulla tela. Ne è nato così un percorso corale a 20 voci; un percorso di parole, suoni ed immagini che nella sua vastità e varietà intende rappresentare un autentico viaggio iniziatico nella contemplazione attraverso visioni pittoriche rese estatiche dalla potenza della parola; quella stessa visione estatica perfettamente significata dal capolavoro del Guercino, "La visione di San Girolamo" proveniente dalla Confraternita di San Girolamo a Rimini, scelto come fulcro dell´intero percorso, unione ideale nel tempo tra il verbo incarnato dal padre e dottore della Chiesa, l´estasi indotta dalla sua anacoretica e silenziosa meditazione e la visione contemplativa, trionfante di colore e visionarietà, del pittore centese. Protagonisti, con e intorno a Guercino, di questo "strano serraglio raffinatissimo" sono: Sonia Alvarez e Isabella Leardini; Andrea Martinelli e Antonio Riccardi: Davide Frisoni e Daniele Mencarelli, Omar Galliani e Iole Toini, Piero Guccione e Roberto Mussapi, Giovanni Manfredini e Davide Rondoni, Mauro Moscatelli e Giancarlo Lauretano, Vladimir Pajevic e Giancarlo Pontiggia, Massimo Pulini e Davide Brullo, Alberto Sughi e Sergio Zavoli. Che non si tratti di un puro, banale accostamento lo conferma Davide Rondoni: "basta fare un sommario elenco, per quanto impreciso, slabbrato, imperfettissimo di poeti nostri vicini nel tempo appena trascorso: Testori, Luzi, Bigongiari, Scialoja, Parronchi... Ecco bastano questi nomi, a cui si aggiungerebbero altri, affollandosi, per comprendere quanto sia stato forte, continuo, vasto il confronto, a volte di più, il corpo a corpo e l´impasto, tra poesia e pittura o altri genere di arti figurative e plastiche. Anche oggi, diramandosi nei mille modi del confronto e nelle mille sorprese degli incontri, il lavoro dei poeti e quello di pittori e artisti prosegue toccandosi, chiarendosi, eccitandosi e compiendosi". "Come nell´antica utopia delle arti sorelle, pittura e poesia ritornano a gareggiare - afferma Beatrice Buscaroli - scambiandosi ruoli e modi. Un dialogo serrato, convincente, che passa attraverso la trama di rapporti visibili, invisibili, evidenti, taciuti. Nascono da uno scambio diretto tra i pittori e i poeti di questa iniziativa che ha riscosso interesse in tutto il Paese oppure si trovano, per così dire, già stabiliti". "Confronto a Dieci" nasce dalla edizione Riminese di "Sismondi - Miti d´arte e di poesia contemporanee" svoltasi nel 2009 ed incentrata sulla mostra "Contemplazioni". "Quella mostra - ricorda Agazzani - poneva fortemente l´accento sul piano dell´arte contemporanea, ospitando nella città malatestiana oltre cento artisti del nostro oggi e significando così un´ampia panoramica di ciò che rappresenta l´eccellenza in fatto di pittura contemporanea. La mostra nasceva da un´idea critica molto lucida, che nella Bellezza, intesa come supremo sistema di valori e non solo come mero fatto estetico, e nella "Tradizione del Nuovo" identificava le specificità più autentiche dell´Arte italiana dalle sue origini fino ai giorni nostri. Da lì la selezione di artisti e di opere che non rappresentassero solo l´armonia estetica e il rigore formale fini a se stessi, ma che in un qualche modo significassero il trionfo dell´espressività, e quindi della Poesia, su qualunque altro pseudo valore indotto da una modernità collassata e traboccante di cinismo. Il progetto comprendeva che in quell´occasione avvenisse l´incontro di un illustre "manipolo di fratelli" poeti, raccolti da Davide Rondoni, per tentare di associare alla contemplazione visiva anche quella indotta dalla parola/significato/suono, in un confronto che è sfociato nella manifestazione di quest´anno e nella quale, doverosamente, la scena sarà dominata dalla Parola". Letta da un poeta, oltre che critico letterario com´è Davide Rondoni: "Confronto a Dieci" è "una colonna vertebrale, una collezione, una corona un po´ pazza e savissima per questa Italia senza più corona, e che a volte sembra ferita e con le ossa spezzate". Confronto A Dieci. Pittori e poeti in visioni contemporanee, Rimini, Castel Sismondo, dal 9 luglio all´8 agosto 2010. Orario: 18-23; lunedì chiuso. Ingresso libero. Progetto promosso dalla Associazione Culturale Città d´Arte di Rimini in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. A cura di Alberto Agazzani e Davide Rondoni e Beatrice Buscaroli. Segreteria organizzativa: Anonima Talenti, Cesare Bernardi. Info: Associazione Culturale Città d´Arte, Tel. +39 339 3237273 | +39 329 4068660 info@sismondi.Eu , www.Accda.info - www.Sismondi.eu |
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CESENATICO: MARCO LODOLA - DAL 5 LUGLIO AL 19 SETTEMBRE |
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All’inaugurazione saranno presenti l’artista e Vittorio Sgarbi, curatore del catalogo Verrà inaugurata sabato 3 luglio alle ore 18, all´esterno e nella terrazza della Biblioteca Comunale di Cesenatico, la mostra dell’artista contemporaneo Marco Lodola. All’inaugurazione saranno presenti il sindaco di Cesenatico Nivardo Panzavolta, l’artista Marco Lodola e il noto critico d’arte nonché curatore del catalogo della mostra Vittorio Sgarbi. Lodola torna ancora ad esporre a Cesenatico e anche questa volta lo fa non solo nei luoghi canonici per una mostra d’arte, ovvero gli spazi chiusi delle gallerie, ma aprendosi alla città nelle sue piazze e andando incontro al pubblico mostrando le sue installazioni luminose (come il noto Nettuno a Cesenatico o il famoso Rex di nota ispirazione felliniana). Alcune delle sue più note sculture saranno esposte all’esterno della Biblioteca, mentre altre opere troveranno ospitalità nel terrazzo di questo edificio e all´interno. Fra i quadri più significativi potranno essere ammirate le famose Pin-up con i palloni da spiaggia a spicchi colorati, ma anche le Marinarette sedute sulle ancore come nelle foto dell’America degli anni ’50. Ci sono molti richiami al mare, ovviamente, ma c’è anche tanta America, quella del dopoguerra, che sognava la pace dopo la fine del conflitto mondiale. “Una mostra, quella di Lodola, che si apre letteralmente alla città e ai tanti turisti che potranno ammirare la bellezza delle grandi strutture luminose e dei suoi quadri più famosi – dichiara il sindaco – un omaggio ad un artista internazionale che ha scelto nuovamente la città di Cesenatico per esporre le sue opere futuristiche e portarle nelle nostre piazze. Dopo Montecarlo, Sanremo, Paestum, Città del Messico, Roma, San Paolo di Brasile e tante altre in tutto il mondo anche Cesenatico entra tra le città che ospiteranno le installazioni e le grandi sculture luminose di Lodola. Ne siamo davvero onorati”. Per entrare nel dettaglio potranno essere ammirate ben 7 grandi sculture luminose a piede realizzare con tubi illuminati, lamiere e perspex (fra le quali Narciso goloso, Donna Europa, Nettuno a Cesenatico e Costellazione). Sempre all’esterno della biblioteca comunale troveranno spazio invece le 12 sculture luminose al neon su supporto nero che richiamano le grandi barche, la vita di mare, i motoscafi e le sirene (fra le altre ricordiamo il Rex, il Poseidone, la Sirenetta e Gita). Ben 11 invece le opere su tela, di chiara evocazione marina, ospitate nei locali della biblioteca. La mostra è curata da Torcular di Milano e da Pier Paolo Cimatti in collaborazione con il Servizio Beni e Attività culturali del Comune di Cesenatico. Il catalogo della mostra è a cura di Vittorio Sgarbi che definisce Marco Lodola “un artista non nuovo; dietro alle sue sagome di plexiglas, dietro le sue luci al neon, dietro le sue campiture cromatiche, c’è una precisa storia dell’arte che è stata conosciuta, meditata criticamente, rielaborata: il Futurismo, il colorismo ritmico della Pop Art, per dire solo ciò che sembrerebbe più evidente”. La mostra rimarrà aperta dal 5 luglio al 19 settembre, l’orario di apertura (per tutto il periodo della mostra) sarà dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 23 |
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CERVIA (MUSA): I LUOGHI DELL’ORO BIANCO DESCRITTI DALLA PITTURA ORIGINALE DI PIERO BARTOLINI - DAL 1° AL 31 LUGLIO |
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Si conclude a Musa con grande successo la mostra degli scatti di Guerrino Gori su flora e fauna della salina di Cervia. Infatti dal 1 al 31 luglio saranno in esposizione le opere pittoriche di Piero Bartolini I Luoghi dell’Oro Bianco è il titolo della sua esposizione che mette in mostra una serie di bellissimi dipinti che propongono i suggestivi paesaggi e gli affascinanti luoghi del sale. L’autore ha voluto e saputo cogliere con grande maestria l’anima di questi luoghi suggestivi offrendo al pubblico l’opportunità di immergersi e di godere della atmosfera così particolare ritratta nelle tele. Simbolismo e vita: sono due tra i temi principali delle opere dell’artista cesenate. Elemento particolare e caratterizzante della sua pittura sono gli articoli di giornale che appaiono sulle tele insieme alle pennellate Fatti storici e cronache del giornale diventano infatti oggetto immancabile dei suoi quadri. Di origine cesenate ha iniziato a 20 anni l’attività pittorica presentando personali in numerose città romagnole e italiane. La sua pittura nasce dall’esigenza di proporre i valori dell’esistenza, del vivere nella società attuale, L’artista romagnolo realizza i suoi prodotti frugando prima fra la carta stampata, alla scoperta di spunti, articoli polemici o accusatori di alcuni modi di vivere, poi realizzando le sue opere attraverso una tecnica di collages grafico-pittorici che manifestano un’originalità e una testimonianza di notevole capacità di ricezione del reale e della necessità permanente della ricerca. La pittura di Bartolini esprime una meditazione su fatti del nostro tempo, ispirandosi di frequente alla cronaca giornalistica e prestando una particolare attenzione alla natura; opere dunque che vanno interpretate sia sotto il profilo strutturale sia sotto quello contenutistico. La sua produzione pittorica è stata, ed è tuttora, quantitativamente consistente ed apprezzata dalla critica. Ha ottenuto vari riconoscimenti ed è stato nominato nel 1978 “accademico d’Italia” ad honorem. L’autore sarà al museo nelle serate del 9 e del 23 luglio dalle ore 21.00 alle ore 23.00 per rispondere alle domande, richieste e curiosità del pubblico. Musa è a ingresso libero e aperto tutte le sere dalle 20.30 alle 23.30 |
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TIZZANO VAL PARMA (PR) LA RETROSPETTIVA DI GOLIARDO PADOVA (1909-1979) - DAL 3 LUGLIO AL 3 AGOSTO 2010 |
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Dal 3 luglio al 3 agosto 2010, a Tizzano Val Parma (Pr), si tiene una retrospettiva di Goliardo Padova (1909-1979), in quella porzione dell’Appennino tanto cara all’artista che ha saputo distinguersi nella pittura italiana del ‘900 con grande densità espressiva, attraverso un’esistenza ripiegata a ricercare gli oscuri misteri della natura e della terra che tanto ha amato. La mostra, curata da Luca Bruschi, presenta 20 opere in grado di ripercorrere le varie fasi della poetica artistica di Goliardo Padova, che spaziano dal periodo ‘’Chiarista’’ a quello più’ tormentato del dopoguerra, in un susseguirsi inedito di idee a volte visionarie ed emozionali che passano attraverso il cromatismo come percorso dell’anima: dai colori scuri quasi drammatici per passare dal nero al caratteristico viola, al bluastro vivo e cangiante, all’immancabile verde terroso per terminare nel bianco di uccelli che ancora una volta si stagliano in un cielo terso. Officina Padova - tale è il titolo dell’iniziativa - vuole così proporre un viaggio ideale attraverso la raffinata poetica dell’artista tra disegni, incisioni, tempere ed olii, corredato da oggetti utilizzati per sperimentare varie tecniche, così come oggetti d’uso comune, riprodotti in alcune delle sue opere, raccolti nel tempo dallo stesso Padova o provenienti dal suo atelier e dalla sua abitazione e conservati dalla figlia Fiammetta nell’Archivio Storico Padova / Bongrani. Goliardo Padova ha saputo interpretare il secolo scorso attraverso un percorso artistico davvero ampio, certamente influenzato dalla personale esperienza di vita che, durante la seconda guerra mondiale, l’ha portato in Germania nei campi di concentramento. Il Chiarismo degli anni Trenta e la ricercata attenzione alla grafica pubblicitaria e alle arti decorative si incontrano poi con Novecento e il movimento di Corrente, per sfociare tra gli anni ’50 e ’60 a una pittura profondamente sensibile a contaminazioni europee e, soprattutto legate a influenze francesi, non distanti dall’Espressionismo tedesco. Dagli anni ‘60 la sua produzione spesso evoca il fiume Po e la mitologia che esso racchiude, portando Padova a divenire un grande interprete della ricerca informale e del naturalismo italiano, fino agli ultimi anni che precedono la sua morte avvenuta nel 1979. L’esposizione è organizzata dal Comune di Tizzano Val Parma in collaborazione con l’Ente Pro Loco, col patrocinio del Comune di Tizzano, la Soprintendenza ai Beni per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di Parma e Piacenza, la Pinacoteca Stuard, l’Accademia di Belle Arti e l’Istituto d’Arte “Toschi” di Parma, Comunità Montana Unione Comuni Parma Est, la Provincia e la Regione Emilia-romagna. L´amministrazione comunale di Tizzano, in segno di riconoscenza per la sua grande produzione artistica, ha già dedicato a Goliardo Padova una piazza e la Sala consiliare e non mancherà, inoltre, di ricordarlo apponendo una targa commemorativa al Campo Santo di Tizzano, dove il pittore ha desiderato riposare per sempre. La celebrazione si terrà sabato 3 luglio, alle ore 18, a partire dal Campo Santo di Tizzano, dove verrà apposta la targa commemorativa, quindi in Municipio, dove è prevista l’inaugurazione della mostra. |
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WWF, ITINERARI ALLA SCOPERTA DEI PARCHI LUCANI
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Parte domenica 4 Luglio per proseguire fino al 3 ottobre un programma di 11 escursioni, organizzato dal Wwf Sezione Regionale Basilicata e dall’associazione Wwf Val d´Agri, Itinerari alla scoperta del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano della Val d’Agri - Lagonegrese, del Parco Nazionale del Pollino e dei territori della Basilicata”. “Lo scopo di questa attività – spiega una nota del Wwf - è la diffusione della conoscenza del territorio in tutti i suoi aspetti, per avvicinare, conoscere, rispettare e difendere la natura, risvegliando quelle capacità di percezione e di relazione dell´uomo che le abitudini della vita moderna hanno ridotto o dimenticato”. Per informazioni dettagliate e per scaricare il programma completo delle escursioni visitare il sito www.Wwf.it/basilicata |
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CARAVAGGIO? L’ENIGMA DEI DUE SAN FRANCESCO UNA MOSTRA SULLE TECNICHE DI ATTRIBUZIONE DELL’AUTENTICITÀ DELLE OPERE D’ARTE |
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A Lecce – Complesso Museale San Francesco della Scarpa. Saranno due dipinti raffiguranti entrambi “San Francesco in meditazione” il nucleo della mostra “Caravaggio? L’enigma dei due San Francesco”, che apre il 3 luglio (visitabile fino al 5 settembre 2010 con ingresso libero) a Lecce nella chiesa barocca di San Francesco della Scarpa, ora trasformata in complesso museale. E’ stata presentata a Bari al Palazzo del Governo alla presenza del Sottosegretario di Stato all’Interno on. Alfredo Mantovano, di S. E. Il Prefetto di Bari dott. Carlo Schilardi, del Presidente della Provincia di Lecce dott. Antonio Gabellone e del curatore Ruggero Dimiccoli. In mostra un’opera doppia, ovvero due tavole assolutamente identiche ad un primo sguardo che però celano un mistero, un enigma che finora gli esperti non sono riusciti a risolvere. Restaurati qualche anno fa, i due dipinti sono al centro di una controversia fra autorevoli studiosi che sostengono, con motivazioni scientifiche parimenti fondate, tesi diverse sull’autenticità dell’uno o dell’altro. Dove sta allora il vero? E soprattutto: e’ possibile arrivare ad accertare senza dubbio alcuno l’autenticità di dipinti così antichi, spesso sottoposti più volte a restauri e a lavori che ne hanno alterato la forma originale? Cosa rende così difficile il cammino per raggiungere il verdetto definitivo? Qual è l’attendibilità degli strumenti a disposizione della scienza per l’attribuzione dell’autenticità di un’opera pittorica? Possono le nuove tecnologie dare un contributo dirimente? “Pretesto” lussuoso per rispondere a questi interrogativi sono i due magnifici “San Francesco in meditazione”, entrambi conservati a Roma e di proprietà del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, che ne ha concesso il prestito. Il Fondo annovera nel suo patrimonio oltre 750 chiese - su tutto il territorio nazionale - e opere d’arte in esse custodite di valore e qualità inestimabile. L’italia possiede circa il 70% del patrimonio artistico mondiale e, di questo, una gran parte è costituita da opere il cui soggetto è legato al Cristianesimo. Per secoli gli artisti italiani hanno creato capolavori, come ha fatto Caravaggio, ispirandosi soprattutto a soggetti religiosi. La mostra, su progetto di Ruggero Dimiccoli, ha taglio didattico e illustrerà: le differenze stilistiche tra i dipinti; la “biografia” delle tele; le tecniche di indagine e di restauro; le modalità e gli strumenti che gli esperti utilizzano per l’attribuzione dell’autenticità delle opere. Nel contesto della mostra, nello spazio dell’ex altare della Chiesa, sarà allestito un laboratorio di restauro aperto al pubblico, dove restauratori del Museo provinciale “Sigismondo Castromediano” di Lecce, diretto da Antonio Cassiano, restaureranno “a vista” opere di scuola caravaggesca salentina, rispondendo ai quesiti dei visitatori. Sarà anche proiettato lo sceneggiato sulla vita di Caravaggio realizzato dalla Rai e interpretato da Alessio Boni. La mostra, che cade nel quattrocentesimo anniversario dalla morte di Michelangelo Merisi, presenta un altro interessante caso di attribuzione incerta, con lo scopo, tra altro, di contribuire al dibattito intorno a questioni in parte tuttora aperte che riguardano i “doppi” e le numerose copie esistenti di dipinti del Caravaggio: dal Ragazzo morso da un ramarro di cui l’originale è conservato a Firenze alla Fondazione Longhi e la copia di un allievo alla National Gallery di Londra; alla Cena di Emmaus, di cui esistono due esemplari attribuiti entrambi a Caravaggio ma che risalgono a due momenti diversi; all’Incoronazione di Spine, di cui ci sono addirittura tre versioni tutte attribuite alla mano del Maestro; per arrivare infine al caso eclatante della Cattura di Cristo - di cui esistono ben dodici copie - conservato alla National Gallery of Ireland, più volte messo in discussione e dichiarato autentico solo nel 1990. L’evento espositivo rappresenta un’occasione importante per incrementare il turismo culturale, un incentivo a visitare un territorio carico di fascino e un’opportunità per far conoscere al pubblico nazionale ed internazionale, le bellezze architettoniche e paesaggistiche e le ricche tradizioni culturali del Salento |
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DIVING A BARBADOS. IL FASCINO DEI RELITTI PIÙ BELLI DEI CARAIBI |
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Fra immersioni in relitto e in corrente, l’estate è la stagione migliore per partire alla scoperta dei fondali dell’isola. Barbados è blu: splendido l’azzurro del cielo che la sovrasta e stupefacente il turchese dell’Oceano che la circonda. I suoi fondali ospitano affascinanti creature marine e sono rinomati per i misteriosi relitti che custodiscono, esplorabili in ben 8 immersioni diverse. La temperatura dell’acqua si mantiene tutto l’anno sopra i 25 C° e gode di una visibilità eccezionale nel periodo estivo. L’isola ospita diversi diving centre a disposizione dei sub più esperti, ma è anche possibile frequentare corsi per i principianti e conseguire brevetti di ogni livello. La sua origine corallina e la sua forma piatta con fianchi vulcanici scoscesi rendono il paesaggio marino di Barbados unico per le immersioni subacquee. La barriera corallina dell’isola si trova a circa un miglio al largo dalla costa sud e a ovest dell’isola e nelle sue vicinanze è possibile imbattersi in eleganti murene, pesci-angelo, pesci-farfalla, squali di varie razze, razze manta, e poi la tartaruga Hawksbill, il pesce rana e le anguille giganti. La ricca fauna marina di Barbados si può ammirare al meglio durante il periodo estivo: da giugno a settembre si raggiunge infatti una visibilità che arriva fino a 100 piedi. Agli emozionanti incontri con le creature marine, i fondali di Barbados affiancano decine di relitti naufragati secoli orsono, su cui effettuare immersioni anche in notturna: Carlisle Bay, ad esempio, fra i 6 relitti sepolti nelle sue acque ospita anche il Berwin, una barca da rimorchio affondata nel 1919 che riposa a 25 piedi di profondità. Il famoso relitto Stavronikita, invece, è consigliato solo a subacquei esperti vista la sua posizione a 140 piedi di profondità, nel cuore del noto Folkestone Marine Park. I diver di tutto il mondo sono attratti anche da Friars Craig e Pamir, fregate gemelle affondate a ovest dell’isola. In particolare, i resti di Friars Craig sono sparsi lungo un miglio a ovest e a sud dell’isola e sono diventati habitat naturale di centinaia di tartarughe marine e razze. Oltre a scoprire fondali e relitti di Barbados con immersioni diurne e notturne, presso i centri diving di Barbados si effettuano le emozionanti immersioni in corrente, nella costa sud, ad esempio nello spot Caribbee, dove è facile incontrare barracuda, razze aquila e tartarughe a partire già da 60 piedi di profondità. Molti operatori e centri diving, inoltre, offrono corsi introduttivi per principianti e immersioni giornaliere per i sub più esperti. Chi volesse conseguire il brevetto può farlo partendo dal livello base Padi Open Water Diver fino a conseguire il certificato da Rescue Diver, Dive Master e perfino Instructor |
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BERMUDA: VOGLIA DI ESTATE SENZA FINE |
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Endless Summer Promotion: credito di 400 $ per soggiorni di minimo 7 notti compresi tra il 22 agosto e il 15 novembre 2010. Scoprite la magia della lunga estate bermudiana: una stagione balneare che si stende fino a metà novembre, caratterizzata da un clima unico, lontano dall’implacabile caldo dei tropici, ma sempre mite. Concedetevi il piacere di una vacanza che, grazie alla Endless Summer Promotion, sarà ancora più conveniente. Infatti, l’Ente del Turismo in collaborazione con l’Associazione Albergatori, offre un credito di 400 $ su ogni prenotazione per soggiorni di minimo 7 notti compresi tra il 22 agosto e il 15 novembre 2010, nelle strutture che aderiscono alla promozione. Per ottenere l’applicazione di questa offerta è necessario richiedere al momento della prenotazione, diretta, in agenzia di viaggi o tramite tour operator, la promozione “Endless Summer Promotion”; il credito sarà riconosciuto al check-out per le prenotazioni dirette, mentre sarà già incluso nei pacchetti acquistati tramite tour operator. Il credito è riconosciuto per tutte le prenotazioni effettuate dal 16 giugno all’8 novembre 2010. Gli hotel che partecipano alla promozione sono: Cambridge Beaches, , Elbow Beach, Fairmont Hamilton Princess, Fairmont Southampton, Grotto Bay, Newstead Belmont Hills, The Reefs, Rosedon, Royal Palms, Surf Side, Tucker’s Point, Willowbank. A Bermuda l’estate e le sorprese non finiscono mai! E-mail: info@bermudatourism.It - www.Bermudatourism.it |
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