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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 06 Ottobre 2010 |
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SMOG, FIRMATO A BOLOGNA IL NUOVO ACCORDO PER LA QUALITÀ DELL´ARIA. AVRÀ DURATA BIENNALE E LE LIMITAZIONI AL TRAFFICO PARTIRANNO L´1 NOVEMBRE. IN ARRIVO LE PRIME 60 COLONNINE PER LA RICARICA DEI VEICOLI ELETTRICI. |
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Bologna, 6 ottobre 2010 - Tornano a partire dall’1 novembre le misure per combattere smog e polveri sottili, previste dall’Accordo per la qualità dell’aria firmato oggi a Bologna tra Regione, Province, Comuni capoluogo e Comuni con più di 50 mila abitanti. Rispetto alle precedenti intese, l’Accordo 2010-2011 presenta però una novità: avrà durata biennale (varrà dunque anche per la stagione 2011-2012) e sarà una sorta di accordo ”ponte” a fronte del mutato quadro di riferimento nazionale. E’ di poche settimane fa infatti il Decreto legislativo n.155 dell’agosto 2010, con cui il Governo ha recepito la direttiva europea 2008/50/Ce, e che prevede per la prima volta la possibilità di adottare misure anti smog anche a livello nazionale, agendo dunque anche sull’inquinamento che proviene da fonti extraregione. “Siamo di fronte all’ultimo degli accordi così come li abbiamo conosciuti fino ad ora – ha spiegato l’assessore regionale all’ambiente Sabrina Freda - per il futuro avremo la possibilità di raccordare i nostri provvedimenti a un Piano nazionale. E’ un’opportunità da costruire insieme agli Enti locali e che ci dà la possibilità di lavorare su scala di bacino, in sinergia con le altre Regioni, per ottenere quei risultati che l’Europa ci chiede. Ovviamente la politica nazionale deve impegnare anche le risorse necessarie". “L’inquinamento urbano è un problema che non può essere affrontato solo sul piano locale e dunque sarebbe fondamentale un intervento straordinario di carattere nazionale alimentato da risorse e interventi che producano ricadute reali – ha aggiunto lì assessore alla mobilità Alfredo Peri – Non possiamo però non sottolineare che gli sforzi che facciamo rischiano di essere minacciati dai tagli pesanti che hanno colpito il settore del trasporto pubblico. Tagli che non sono sostenibili. Abbiamo chiesto al Governo di riaprire il confronto per introdurre delle modifiche. Altrimenti invece di risparmiare si spenderà di più, perché muoversi diventerà più complicato, le nostre città peggioreranno e i costi ambientali aumenteranno”. Come i precedenti, anche l’Accordo 2010-2011 prevede accanto a provvedimenti di limitazione della circolazione, misure a carattere strutturale per incentivare una mobilità più sostenibile e rispettosa dell’ambiente. In particolare per la prima volta è previsto un intervento strutturale sull’elettrico. Nelle prossime settimane verrà infatti firmato un accordo con Enel per installare le prime 60 colonnine per la ricarica dei veicoli. Si partirà da Reggio Emilia, Bologna, Imola e Rimini, per arrivare a tutti i capoluoghi di provincia e alle principali città sopra i 50 mila abitanti. “Scommettiamo su un mercato che è in crescita e vogliamo arrivare preparati all’appuntamento dei prossimi anni, innanzi tutto con una rete di ricarica funzionale – ha detto Peri – per questo abbiamo attivato tavoli analoghi anche con Hera e Iren”. L’accordo 2010-2011 prevede anche interventi sulla mobilità ciclabile, in particolare l’assessore Freda ha ricordato il programma per completare e collegare tra loro gli attuali percorsi ciclabili urbani, puntando a creare piste riservate alle bici tra le città e i parchi periurbani. E’ inoltre in fase di attuazione il nuovo sistema tariffario integrato Stimer, per rendere più accessibile e attrattivo il trasporto collettivo: la tessera “Mi muovo” diventerà così una vera e propria carta della mobilità che potrà essere utilizzata su bus, treni, parcheggi scambiatori, taxi, ricarica di veicoli elettrici, bike sharing, car sharing, car pooling. Le misure di limitazione del traffico previste per il 2010-2011 e per il 2011-2012: si parte l’1 novembre Lo stop ai mezzi più inquinanti (dalle 8,30 alle 18,30 – dal lunedì al venerdì) andrà, nella stagione 2010-2011, dall’1 novembre al 31 marzo, mentre nella stagione 2011-2012 i provvedimenti partiranno dall’1 ottobre. In entrambi i casi non potranno circolare i veicoli a benzina precedenti l’euro 1, i diesel pre-euro 2, i ciclomotori e motocicli a due tempi anch’essi pre-euro 1 anche se con bollino blu, i mezzi commerciali precedenti l’euro 3 ovvero non dotati di sistemi di abbattimento del particolato. Dal 7 gennaio 2011 al 31 marzo 2011 lo stop settimanale verrà esteso anche alle auto diesel euro 2 non dotate di sistemi di abbattimento del particolato. Questo provvedimento nella successiva stagione 2011-2012 riguarderà l’intero periodo, vale a dire dall’1 ottobre al 31 marzo. Confermati – per entrambe le stagioni, dopo la pausa natalizia - anche i giovedì senz’auto: dal 7 gennaio 2011 e dal 7 gennaio 2012, sempre dalle 8,30 alle 18,30, dovranno rimanere in garage anche le auto benzina e diesel pre-euro 4 e i ciclomotori e motocicli pre-euro 2. L’accordo odierno è il nono accordo promosso dalla Regione per affrontare con misure organiche su tutto il territorio regionale il problema dell’inquinamento urbano (nel 2010 le adesioni da parte dei singoli Comuni sono state 82 ) e in questi anni le misure adottate hanno contribuito a una progressiva riduzione di alcuni inquinanti. Dal 2002 al 2010, le polveri sottili Pm10 sono calate del 15% come valor medio annuale, con una riduzione del 20% degli sforamenti dei limiti giornalieri previsti dalla normativa. Nello stesso periodo sono diminuiti anche gli altri inquinanti: con riduzioni attorno all´10% per il biossido di azoto, al 50% per il benzene e del 70 % per il monossido di carbonio. |
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ULTERIORE CONTRAZIONE PER IL MERCATO DELL’AUTO A SETTEMBRE: -18,9% |
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Torino, 5 ottobre 2010 – Con un totale di 154.429 unità immatricolate, il mercato italiano dell’auto segna un’ulteriore contrazione a due cifre a settembre, pari al 18,9% in meno rispetto ai volumi registrati a settembre 2009. Da gennaio a settembre le immatricolazioni si attestano a 1.542.433, in flessione del 4,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Quanto alla quota di penetrazione delle vetture ad alimentazione alternativa, scende dall’11,1% di agosto al 9,9% sul totale immatricolato a settembre. Quindi, mentre nel primo trimestre la quota si attestava in media al 31%, nel secondo trimestre è scesa al 12% e nel terzo poco sotto l’11%. Nel periodo gennaio-settembre 2010 la quota si attesta al 18,9% (era del 21% nei primi otto mesi). Il 79,7% delle vetture ad alimentazione alternativa immatricolate nel periodo gennaio-settembre 2010 appartiene ai segmenti A, B e C.1 “Per il mercato italiano dell’auto la situazione rimane critica – ha commentato Eugenio Razelli, Presidente di Anfia. Occorre ancora un po’ di tempo perché si avverta un significativo miglioramento della fiducia dei consumatori, al momento ancora troppo debole, e generalmente più graduale nella ripresa rispetto a quella degli operatori economici. Per questo, come già dichiarato in occasione dell’Assemblea Pubblica dell’Associazione lo scorso 27 settembre, ci aspettiamo che il trend discendente incominciato ad aprile prosegua fino a fine anno, portandoci a chiudere il 2010 poco sopra 1,9 milioni di unità immatricolate, l’11,4% in meno rispetto ai volumi del 2009. Un’ulteriore conferma delle nostre aspettative proviene dall’andamento della raccolta ordini, in flessione del 23% nei primi nove mesi dell’anno. Tutto ciò si traduce non solo in uno stato di sofferenza per l’intera filiera, ma anche in un rallentamento dei ritmi di rinnovo del parco circolante, in un contesto in cui, a causa dei picchi di concentrazione atmosferica di emissioni inquinanti nelle aree ad alta densità urbana, il nostro Paese rischia ulteriori procedure di infrazione da parte della Commissione europea per la mancata osservazione dei valori limite di Pm10 imposti dalla direttiva 2008/50/Ce”. In base a una prima anticipazione dello scambio di dati tra Anfia e Unrae, a settembre i contratti siglati sono stati circa 157.000, il 19% in meno rispetto allo stesso mese del 2009. Nel cumulato da inizio anno i contratti siglati sono circa 1.285.000, il 23% in meno rispetto ai primi nove mesi del 2009. Le marche nazionali totalizzano 44.467 unità immatricolate a settembre (-26%), mentre nei primi nove mesi dell’anno i volumi complessivi ammontano a 474.788 unità (-11,8%). Si confermano in testa alla classifica delle auto più vendute nel mese Fiat Punto (10.771 unità) e Fiat Panda (10.014 unità), mentre riconquista il terzo posto Fiat 500 (6.476) e mantiene l’ottava posizione Lancia Ypsilon (3.527). La quota di vetture diesel immatricolate a settembre sale al 50% (era del 48,9% ad agosto), mentre nel progressivo da inizio anno raggiunge il 44,6%. Al primo posto della classifica delle auto diesel più vendute nel mese troviamo ancora Fiat Punto (5.146 unità), mentre Fiat Bravo conquista tre posizioni portandosi al settimo posto (1.652). Continua a crescere il mercato dell’usato (+5,9%), che totalizza 389.900 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a concessionari nel mese, mentre nel cumulato da inizio anno riporta una variazione positiva dell’1,3% sullo stesso periodo del 2009. |
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COME RILANCIARE LA COMPETITIVITA’ DELLA FILIERA AUTOMOTIVE NELLA SFIDA GLOBALE ACCELERATA DALLA CRISI |
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Roma, 5 ottobre 2010 – Posta di fronte a uno scenario globale profondamente trasformato, in cui si avvertono i primi timidi segnali di ripresa, distribuiti in maniera non omogenea a livello di Paesi, la filiera automotive italiana è chiamata a ridefinire, con tutti gli stakeholders del settore, il proprio ruolo. L’assemblea aperta di Anfia svoltasi il 27 settembre a Roma è stata quindi l’occasione per raccogliere contributi da tutti gli attori della filiera -- imprese, istituzioni, servizi e reti di vendita, gestori di infrastrutture, utilizzatori finali della mobilità -- al fine di ridisegnare la mobilità del futuro mediante un piano a medio-lungo termine che affronti tutte le tematiche ad essa connesse. ‘‘La filiera automotive è una filiera chiave per il Paese -- ha sottolineato Eugenio Razelli, Presidente dell’Associazione -- uno dei principali ‘datori di lavoro’ con circa 3.500 aziende e rappresenta, se consideriamo anche gli indiretti, oltre 1,2 milioni di addetti. L’industria manifatturiera italiana è al quinto posto a livello mondiale in termini di Pil generato, e in termini di pro-capite è al secondo posto dopo la Germania. Nel nostro Paese 1 lavoratore su 20 appartiene al settore automotive’’. Nei primi otto mesi del 2010 il mercato auto ha segnato una contrazione del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2009 e il calo della raccolta ordini sfiora il 24%. Il trend decrescente innescato ad aprile con l’esaurimento, a fine marzo, del portafoglio ordini accumulato negli ultimi mesi del 2009 per effetto degli incentivi, proseguirà fino a fine anno. Da aprile ad oggi il mercato ha riportato per cinque mesi consecutivi flessioni a due cifre (agosto: -19,3%) e non si intravedono, per il momento, segnali di miglioramento della fiducia dei consumatori, unico elemento che farà risalire la domanda. Il 2010 chiuderà con un calo significativo rispetto al 2009 e si dovrebbe attestare leggermente sopra 1,9 milioni di unità, molto sotto la media degli ultimi 10 anni (2,25 milioni di unità all’anno). A farne le spese sarà l’intera filiera automotive, ma anche il sistema della mobilità, essendosi interrotto quel circolo virtuoso, alimentato dal rinnovo del parco circolante in chiave ecologica, che, nel 2009, ha consentito un netto miglioramento delle performance ambientali e di sicurezza delle vetture. Nel 2009 le vetture ad alimentazione alternativa sono arrivate a triplicare la propria quota sul totale immatricolato, contribuendo a un notevole ribasso della media ponderata delle emissioni di Co2 del venduto (da 144,8 g/km nel 2008 a 136,6 g/km). Per i veicoli commerciali leggeri, a fronte di una ripresa della produzione industriale e un miglioramento dell’indice di fiducia delle imprese, anche se con scarsa visibilità per i mesi futuri, si è registrato un leggero miglioramento di mercato, a fronte di un forte calo nel 2009. ‘‘L´industria automobilistica a livello mondiale sta affrontando due sfide chiave -- ha dichiarato Eugenio Razelli, Presidente di Anfia. La prima è la sfida della mobilità sostenibile -- che per noi vuol dire più pulita, più eco-compatibile, più sicura, più intelligente, più accessibile -- per la quale sono richiesti grandi investimenti in tecnologia dei veicoli, combinati con investimenti in infrastrutture, intermodalità ed educazione dei conducenti. La nostra filiera è impegnata a rendere i motori a combustione interna sempre più competitivi e a sviluppare carburanti alternativi (metano, Gpl, elettrico -- puro e ibrido -- e idrogeno), per i quali è necessario il supporto di adeguate e capillari infrastrutture. L’impatto dei veicoli verdi deve essere valutato con il metodo Well to Wheel, che prende in considerazione le emissioni dalla produzione allo smaltimento del veicolo. La seconda sfida -- ha proseguito Razelli -- è quella della competitività del settore, che la crisi economica da un lato e la sempre maggior globalizzazione dall’altro, hanno reso ancor più ‘sfidante’. Per vincerla, occorre l’impegno sia dell’industria, sia delle istituzioni e degli altri partner della filiera. A livello europeo è fondamentale per le imprese poter contare su un sistema tariffario equo che non sposti la competitività a favore di altri sistemi economici. Riteniamo che l’Ue debba rivedere la sua politica commerciale, che fino ad oggi si è concretizzata in concessioni troppo spesso ingiustificate ai nostri partner commerciali. Condizioni paritarie devono regolare i negoziati a livello globale, facendoli precedere da adeguati studi d’impatto. A livello nazionale, le istituzioni devono creare le condizioni socio-economiche favorevoli alla competitività delle imprese, lavorare allo snellimento della macchina burocratica, riformare il fisco, investire sul rinnovamento infrastrutturale e aprirsi al nucleare Se tutto questo succederà, riprenderanno l’occupazione, il reddito medio pro-capite e la fiducia dei consumatori. Le nostre imprese, da parte loro, devono rilanciare la propria competitività lavorando sulla ricerca e sull’innovazione tecnologica, sul lavoro e sul nuovo patto per per la produttività, sulla crescita dimensionale e sull’internazionalizzazione’’. |
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TORINO: TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, APPROVATI GLI INDIRIZZI PER LA GARA |
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Torino, 6 Ottobre 2010 - Alla data del 31 dicembre 2011, infatti, è previsto il termine della gestione in house dei servizi pubblici. Il trasporto locale, fino a quella data affidato al Gruppo torinese trasporti S.p.a., dovrà essere affidato al vincitore. Il bando, alla luce delle normative vigenti, riguarderà un’unica gara per la gestione del trasporto pubblico locale, compresa la Linea 1 di Metropolitana, da mettere a gara per conto della società Infratrasporti. To (la società nata nei mesi scorsi dalla scissione di Gtt che essendo una società patrimoniale non può occuparsi della gestione del servizio) e dei servizi relativi alla sosta a pagamento. La scelta di un gestore unico per questi servizi consentirà una tutela maggiore per gli utenti che potranno così fare riferimento ad un unico ente responsabile. Gli indirizzi del bando di gara prevedono un’offerta economica, da parte dei concorrenti, divisa tra trasporto pubblico locale e parcheggi. Il contratto con il gestore durerà 10 anni. Il concessionario pagherà alla Città un canone per l’utilizzo delle reti di proprietà della Città stessa e si occuperà della manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili, degli impianti e dei veicoli. La delibera è stata presentata dal vice sindaco Tom Dealessandri che ha sottolineato come sia stata scelta una strada avendo di fronte questi obiettivi: offrire un migliore servizio ai torinesi e ai cittadini dell’area metropolitana; mantenere l’insieme dei servizi che Gtt attualmente già effettua; mantenere e rafforzare tutte le condizioni normative sul piano contrattuale per i lavoratori. Dopo l’intervento del vice sindaco si è sviluppato il dibattito. Monica Cerutti (Sel): La versione iniziale del provvedimento ha subito modifiche che hanno avuto l’obiettivo di rendere il contratto di servizio più rigoroso nel garantire standard di qualità di servizio non inferiori a quelli attuali. Il rapporto contrattuale impone di disciplinare nel dettaglio la prestazione. Abbiamo proposto emendamenti che richiedono impegni sugli investimenti, il limite di 30% sui subaffidamenti nella gestione del trasporto pubblico locale e una distribuzione diversa dei pesi nei parametri quali-quantitativi della gara, riequilibrando l’incidenza dei parametri dell’offerta con la sua sostenibilità economica, sociale ed ambientale. La scelta di procedere alla gara è imposta dalla normativa nazionale, che prevede l’alternativa tra gara e cessione di almeno il 40% del capitale dell’attuale gestore in house a un privato. Questa seconda opzione non è per noi un passo successivo alla gara che non rappresenta dunque una privatizzazione mascherata. Non potendo rinviare questa decisione per i vincoli di bilancio di Gtt, il nostro obiettivo è che la gara consenta al modello di gestione pubblica di dimostrare di essere più efficiente, utilizzando gli strumenti che l’ordinamento ci mette a disposizione. Agostino Ghiglia (An-pdl): Non siamo contrari, ma chiediamo chiarezza in aula sulla validità del protocollo d’intesa tra Comune e Regione Piemonte sul trasporto pubblico. Ci preoccupa che questo protocollo d’intesa tra i due Enti e la delibera per la gara non siano andati di pari passo, come sarebbe stato naturale essendo due atti tra loro complementari. Solo così sarebbe possibile un percorso virtuoso, chiediamo che il sindaco - o il vicesindaco - si esprima chiaramente in merito. Antonello Angeleri (Lega Nord): Constatiamo nel provvedimento in votazione la possibilità di migliorare il servizio ai cittadini. Evidenziamo peraltro la necessità di attenzione nei confronti dei dipendenti Gtt e del loro posto di lavoro. Spiace non poter aderire pienamente ad un provvedimento che ci trova sostanzialmente d’accordo, a causa dell’assenza di quel protocollo di intesa e di qualsiasi accenno ad esso che pure era previsto negli accordi con la Regione Piemonte e che costituisce condizione per un importante impegno finanziario della Regione nel campo della mobilità. Tale impegno avrebbe reso più convincente il processo di privatizzazione in atto. Domenico Gallo (Nuova Sinistra per Torino): Mi preme sottolineare che con questa deliberazione non siamo di fronte a una prospettiva di vendita di Gtt. Si sta discutendo dell’affidamento della gestione di un servizio a un soggetto privato tramite una gara con criteri individuati da un ente pubblico. I diritti acquisiti, i posti di lavoro e le tariffe saranno garantite dal Consiglio comunale. La qualità del servizio non dovrà essere inferiore, ma migliore. Altrimenti perché affidare il servizio a un privato? Il privato comunque non è infallibile e la Sala Rossa dovrà vigilare, soprattutto per evitare rincari di tariffe. Maria Teresa Silvestrini (Prc): Il decreto Ronchi, fonte normativa di riferimento per questa delibera, è sotto giudizio di incostituzionalità e il referendum sull’acqua ne chiede l’abrogazione. Inoltre la giurisprudenza sui servizi pubblici locali è in continua evoluzione: la scelta che facciamo con questa delibera è politica e non tecnica e, dunque, non è una scelta obbligata. Per quanto riguarda il bilancio di Gtt, ricordiamo che finora i servizi esternalizzati a privati hanno avuto costi molto superiori a quelli gestiti internamente. Gli emendamenti che abbiamo presentato, puntano a dimostrare la non ineluttabilità di questa delibera e introducono elementi di tutela degli utenti e dei lavoratori. Stefano Lo Russo (Pd): Questo è un dibattito importante, cruciale, perché ha come tema il trasporto pubblico, che deve essere efficace, efficiente ed economico. Queste sono state le linee guida dei nostri emendamenti alla delibera. Qualche perplessità personale, ce l’ho anch’io, sul passaggio al “privato”. Altre privatizzazioni, infatti, non sempre hanno prodotto del miglioramento. La sfida che abbiamo davanti è quella di rendere le nostre società di gestione dei servizi pubblici, all’altezza delle sfide che le attendono. Andrea Tronzano (Forza Italia – Pdl): Osserviamo che i punteggi di gara previsti dalla delibera in relazione a vari fattori come per esempio efficienza e sicurezza sono in linea con le aspettative dei cittadini. Rispondo a chi ha manifestato critiche e timori che le tariffe, che saranno determinate dal Comune o le infrastrutture, che rimangono comunque pubbliche, non devono destare preoccupazioni. Sottolineo che è giusto quanto detto in relazione all’importanza e ai vantaggi di sottoscrivere un protocollo di intesa con la Regione. Sarebbe bene che il sindaco facesse chiarezza sulle sue intenzioni al proposito. Daniele Cantore (Forza Italia – Pdl): Non può esserci contestualità tra delibera e protocollo d’intesa con la Regione. Se prima non si vota la delibera non si può fare il protocollo. L’ipotesi che la Regione entrasse in Infrato fu avanzata quando alla presidenza della Regione c’era Mercedes Bresso. Se ne discusse e si decise che una tale ipotesi avesse senso. Si previde persino che in tal caso i consiglieri d’amministrazione sarebbero stati 5 e non 3. Dopo le elezioni regionali si estese il ragionamento e si convenne, con un accordo fra gentiluomini, che la Regione sarebbe entrata anche in Gtt servizi. Ritengo che quell’accordo sarà rispettato perciò il mio gruppo voterà la delibera che è un passaggio propedeutico alla firma del protocollo d’intesa con la Regione Piemonte Ferdinando Ventriglia (Fi – Pdl): Oggi votiamo coerentemente con la legge regionale proposta dall’allora presidente Ghigo e dall’assessore ai Trasporti Casoni. Riconosciamo chiaramente che rischiamo di avere Gtt da gestore in house a Gtt gestore affidatario. Ma ci sono alternative reali? Ci siamo liberati dall’idea di simulare sorprese, diciamo che abbiamo lavorato per una soluzione in questo senso. E’ ineluttabile che sia così. Solo la Città può dare le specifiche su un servizio pubblico su una città la cui azienda di mobilità è una emanazione diretta. Qual è l’operatore serio che oggi potrebbe concorrere e con quali strumenti? Se avessimo anche operatori forti chi guarderebbe alle nostre aziende con i debiti che hanno? Il primo risultato di un sistema del genere porterà, se non altro, a far sì che i dipendenti Gtt saranno divisi in bravi e meno bravi, e non tra chi firma una o l’altra mozione del Pd. Maurizio Bruno (Moderati): Perplesso da questa discussione, vorrei richiamare l’attenzione su due punti che mi sembrano significativi. Anche le piccole cose di tutti i giorni vanno trattate con attenzione. In questo senso faccio notare che gli over60 abbonati Gtt se trovati dai controllori senza documento di viaggio sono passibili di multa di 70 euro. Hanno poi due giorni di tempo per esibire l’abbonamento ma la sanzione viene solo ridotta a 11 euro. Credo sarebbe il caso, invece, di annullarla. Altro punto che vorrei non venisse dimenticato in questa delibera è l’attenzione alla politica ambientale e la necessità, di conseguenza, di prestare massima attenzione al parco autobus dell’azienda. Il dibattito è stato concluso dal vice sindaco che ha sottolineato come il protocollo di intesa con la Regione Piemonte sarà oggetto di una successiva deliberazione. “In questa delibera, ha concluso, “ci sono tutte le garanzie sia occupazionali sia normative.” |
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LOMBARDIA, SILA : PENDOLARI NON RIMARRANNO A PIEDI |
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Milano, 6 ottobre 2010 - I pendolari delle tratte coperte dai mezzi della società di trasporti Sila non subiranno alcuna interruzione del servizio: nelle province di Pavia, Monza, Lodi e Varese altri operatori copriranno infatti quei percorsi quando la società non potrà più effettuare il servizio. E´ quanto emerso al termine di un incontro convocato dall´Assessore alle Infrastrutture e Mobilità di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, con i rappresentanti delle province e i vertici dell´azienda di trasporto. Nel corso dell´incontro sono state chiarite le dimensioni dei crediti vantati dall´impresa nei confronti di Regione Lombardia ed è emerso che questi non sono stati la causa dell´aggravarsi della situazione economico-finanziarie della società. "Abbiamo ottenuto il risultato sperato - ha detto l´assessore Cattaneo - e cioè garantire la continuità del servizio per i cittadini e limitare così i disagi per lavoratori e studenti che sono coloro che necessitano maggiormente del trasporto autobus. Inoltre, siamo riusciti a salvaguardare anche i posti di lavoro dei 258 dipendenti del gruppo, che era l´altro grande obiettivo". "Continuo a essere in contatto costante con i rappresentanti locali per conoscere gli esiti delle azioni formali che verranno assunte nei confronti di Sila - ha concluso Cattaneo - e attendo di conoscere dalle amministrazioni quali saranno le scelte del territorio per portare avanti l´obiettivo condiviso di garantire il servizio di trasporto autobus per i cittadini". |
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PUGLIA, MINERVINI: “CON I TAGLI DEL GOVERNO COLLASSERÀ IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE” |
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Bari, 6 ottobre 2010 - Si è conclusa con un’urgente richiesta di stralcio del trasporto pubblico locale dai tagli imposti agli enti locali dal Governo, la riunione della Commissione infrastrutture, mobilità e governo del territorio della Conferenza Unificata delle Regioni, che si è svolta ieri mattina a Roma con la partecipazione di tutti gli assessori competenti. I 4 miliardi di mancati trasferimenti dello Stato alle Regioni, previsti per il 2011, potrebbero portare nel trasporto pubblico a un taglio dei servizi pubblici ferroviari e su gomma di oltre il 30%. Per la Puglia è intervenuto l’assessore regionale alle infrastrutture strategiche Guglielmo Minervini. “La riunione di oggi – ha spiegato al termine – ci ha dato la possibilità di esaminare i primi dati elaborati da una commissione tecnica, la cui lettura ci fornisce una conferma di quanto da sempre sostenuto: questa manovra è destinata a provocare il collasso del trasporto pubblico locale. Non semplici danni ma un collasso strutturale. Che significa? Riduzione dei servizi, raddoppio delle tariffe, fallimenti di aziende, contenziosi tra aziende e enti locali sull’applicazione dei contratti di servizio, licenziamenti. In questo senso i primi dati sui migliaia di esuberi forniti da Trenitalia e Asstra sono tragici”. Le ripercussioni riguarderanno tutte le Regioni italiane che dovranno fare i conti a partire dal prossimo anno con questi possibili scenari. “Per questo motivo – ha concluso Minervini - come assessori abbiamo investito della drammaticità di questi rischi la Conferenza Stato-regione, perché ponga con urgenza il problema ai ministri Tremonti e Matteoli al fine di ottenere uno stralcio. Il cerino del dissesto di un cruciale servizio pubblico non può essere lasciato nelle mani di enti locali”. |
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PRECISAZIONI DEL PRESIDENTE DELL`ANAS PIETRO CIUCCI IN MERITO AI LAVORI DELLA SALERNO–REGGIO CALABRIA |
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Roma, 6 ottobre 2010 - Il Presidente dell’Anas S.p.a., Pietro Ciucci, in relazione agli articoli apparsi sul quotidiano “La Stampa” del 4 ottobre in ordine ai lavori della Salerno–reggio Calabria e all’intervista riportata ieri, sempre su questo organo di stampa e sul medesimo argomento, rende noto di aver conferito mandato ai Legali della Società di porre in essere ogni conveniente iniziativa al fine di conseguire il risarcimento dei rilevanti danni che l’Anas S.p.a. Subisce per le gravi inesattezze contenute negli articoli citati, non sanate - ma anzi, aggravate - dalla successiva intervista che ha riportato ulteriori significative distorsioni, omissioni e penalizzanti banalizzazioni alle precisazioni offerte, con assoluto spregio della tutela dell’immagine dell’Anas S.p.a. E dei suoi rappresentanti. L’anas S.p.a. Ribadisce il proprio totale impegno, di organismo pubblico rappresentante la maggiore stazione appaltante del Paese, a realizzare con la massima determinazione ed efficienza la nuova Salerno–reggio Calabria che costituisce il più rilevante asse viario del Mezzogiorno d’Italia, perfettamente consapevole dell’alto valore strategico di quest’opera per i territori che serve, collaborando e supportando pienamente il lavoro degli inquirenti delle Forze di Polizia, dei Prefetti e della Magistratura, al fine di contrastare il fenomeno malavitoso che ancora colpisce in rilevante misura la Calabria, garantendo la correttezza dei lavori e la loro qualità. |
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MARCHE: STANZIATI DALL’ANAS OLTRE 4 MILIONI DI EURO PER LA MANUTENZIONE DELLE STRADE STATALI NELLA REGIONE OGGI IN GAZZETTA UFFICIALE DUE BANDI DI GARA PER I LAVORI ORDINARI DI MANTENIMENTO IN SICUREZZA DEI PIANI VIABILI |
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Ancona, 6 ottobre 2010 - L’anas pubblicherà sulla Gazzetta Ufficiale di domani due bandi di gara, per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro, riguardanti l’esecuzione dei lavori di manutenzione ordinaria dei piani viabili lungo le strade statali delle Marche. Il primo bando, per un importo a base d’appalto di oltre 2,5 milioni di euro, si riferisce alle province di Ancona, Pesaro-urbino e Macerata e riguarda le strade statali: 16 “Adriatica”, 16 dir/b “del Porto di Ancona”, 73 bis “di Bocca Trabaria“, 73 bis/var “Variante di Urbino”, 76 “della Val d’Esino”, 76 dir “Raccordo Aeroporto R.sanzio”, 681 “Asse Attrezzato del Porto di Ancona“, 687 “Pedemontana delle Marche”. Il secondo bando, per un importo a base d’appalto di oltre 1,5 milioni di euro, si riferisce alle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno e riguarda le strade statali: 4 “Salaria”, 16 “Adriatica”, 77 “Della Val di Chienti“, 81 “Piceno-aprutina“, 685 “Delle Tre Valli Umbre“ e il raccordo autostradale 11 “Ascoli Piceno - Porto d’Ascoli“. Le imprese che intendono concorrere alle gare devono consegnare le domande di partecipazione ad Anas Spa – Compartimento della Viabilità per le Marche, Via Isonzo, 15 - 60124 Ancona, entro le 10:00 del 08 novembre 2010. Per informazioni dettagliate su tutti i bandi di gara è possibile consultare il sito internet www.Stradeanas.it/ |
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L´ANAS HA APPALTATO I LAVORI DELLA ROTATORIA DI PONTE DELLA MUDA IN COMUNE DI CORDIGNANO TRA LA S.P. 71 E LA S.S. 13 “PONTEBBANA”. |
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Treviso, 6 Ottobre 2010 - Nel mese di novembre dovrebbe avvenire la consegna definitiva dei lavori, assegnati alla ditta “Triveneta” di Pordenone. Il tempo utile per realizzare l´opera è di 10 mesi, quindi dovrebbe essere ultimata entro la prossima estate. La soddisfazione del presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro: “La rotatoria di Ponte della Muda è un´opera attesa da tempo, che risolverà finalmente uno dei punti neri rimasti nella viabilità trevigiana. Ricordo che abbiamo aperto oltre 200 rotatorie che hanno permesso di diminuire di oltre il 50% i decessi stradali nel nostro territorio negli ultimi anni. Ringrazio l´Anas per aver finanziato un´opera che abbiamo fortemente voluto. Ora, il prossimo passo sarà la sistemazione del ponte sul Piave a Ponte della Priula”. |
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VENEZIA: PRESENTATO IL CANTIERE DEL TUNNEL AUTORIMESSA-PONTE DELLA LIBERTÀ ENTRO LUGLIO SARÀ ULTIMATA LA PRIMA OPERA PER IL RIORDINO DI PIAZZALE ROMA |
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Venezia, 6 ottobre 2010 - Aprono i cantieri per la realizzazione del sottopasso ciclopedonale e veicolare in uscita dall´Autorimessa comunale verso la terraferma. L´opera servirà per liberare la porta della città dalle auto in uscita dal garage (una media di 1500 veicoli al giorno) che attualmente devono transitare per Piazzale Roma. Il tunnel prevede lo sbocco carrabile al di sotto dell´uscita attuale. Ci si potrà quindi inserire nella viabilità principale direttamente in direzione di Mestre. L´annuncio è stato dato ieri , con una conferenza stampa, dagli assessori comunali alla Mobilità e Trasporti, Ugo Bergamo, e ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni, e dal presidente di Asm (Azienda Servizi Mobilità, braccio operativo dell´Amministrazione comunale sul fronte della mobilità), Giorgio Nardo. Il sottopasso sarà aperto al pubblico entro l´estate 2011 e, nel frattempo, come ha spiegato Maggioni, il cantiere sarà continuamente e attentamente monitorato per ridurre il più possibile i disagi: "Si tratta di un´opera attesa da tempo - ha sottolineato l´assessore - che costituisce il primo passo di tutta una serie di interventi importanti per la riqualificazione della principale porta di accesso alla città. Piazzale Roma nei prossimi mesi sarà interessato da un riordino complessivo, che inizia materialmente oggi, ma su cui stiamo lavorando da tempo, anche di concerto con tutti i soggetti che operano all´interno delle zone coinvolte." Ad aggiudicarsi l´appalto è stata la ditta veneziana "Masiero Gino e Figli". Il sottopasso avrà una larghezza di 3 metri per i pedoni e le biciclette, e di 6,20 metri per i veicoli. L´altezza complessiva sarà di 2,40 metri, la lunghezza di 24,43 metri. Il tunnel sarà realizzato in cemento armato e avrà due accessi di entrata e uscita: uno per i veicoli, l´altro per le bici e i pedoni. I due canali saranno divisi da una parete in calcestruzzo e la pendenza della rampa veicolare sarà del 13%, mentre quella della rampa ciclopedonale sarà dell´8%. La galleria sarà realizzata come una trincea, scavando dall´alto, in due fasi, sfruttando il terrapieno creato negli anni Trenta per la costruzione del ponte translagunare. "Le code in uscita da Piazzale Roma saranno solo un brutto ricordo - ha concluso l´assessore Bergamo - e nel giro di un anno la porta della città sarà riqualificata, funzionale ed efficiente. Abbiamo infatti pensato ad un progetto complessivo, per un risultato organico, che coinvolgerà complessivamente Piazzale Roma, Tronchetto e Ponte della Libertà, anche con l´obiettivo di avere sempre meno mezzi pesanti che gravitano sul Piazzale. Inoltre, con i lavori del sottopasso, è previsto l´ampliamento dello spazio per il parcheggio dei motocicli nei pressi dell´attuale ingresso del Garage comunale." |
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ROMA: NUOVE METRO, I PRIVATI CO-FINANZIANO. LA LINEA C ARRIVERÀ FINO A PRATI |
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Roma, 6 ottobre 2010 – Novità significative per le nuove metro in costruzione, le linee C e B1: in questi giorni il gruppo d´imprese che sta realizzando la C (Astaldi-vianini-lega Cooperative-ansaldo) ha consegnato a Roma Metropolitane (l´azienda capitolina che segue i lavori) una lettera in cui si dichiara disponibile a "contribuire all´investimento per il completamento della linea C con un significativo apporto di capitale privato". Le imprese, "consapevoli della scarsità delle risorse pubbliche disponibili e dell´interesse delle amministrazioni pubbliche a considerare forme di partenariato pubblico-privato", si dicono pronte a realizzare la tratta T2 della linea, quella che andrà dal Colosseo al quartiere Prati, portando la metropolitana a tagliare il centro storico verso nord-ovest, oltre la prima tratta (T1) già finanziata da Pantano al Colosseo con delibera Cipe di luglio 2010. Per la seconda tratta (T2) della linea C, al momento i fondi coprono la sola progettazione definitiva. In cambio, le imprese chiedono di avere in affidamento – pagando un canone – la gestione dell´intera linea, compresa la tratta T1, "per assicurare la necessaria unità di gestione dell´infrastruttura". La concessione, specifica il gruppo societario, sarebbe intestata ad un "apposito soggetto giuridico" capitanato da Ansaldo. Roma Metropolitane ha girato la proposta al Campidoglio, che ha dato l´ok a mandare avanti la procedura. Rm ha dunque risposto alle imprese, manifestando interesse e chiedendo un progetto dettagliato, compreso il piano finanziario con la cifra esatta che le ditte offrono (per arrivare da Colosseo a Prati, ricorda Rm, servono circa un miliardo e 200 milioni di euro) e con la lista delle banche che erogheranno i fondi. Entro 90 giorni sono attese le risposte del gruppo imprenditoriale. Il sindaco Alemanno ha ringraziato le imprese per la disponibilità manifestata, osservando che "si tratta di indirizzare il completamento della linea C sugli stessi modelli di investimento" che consentono "il completamento della linea B fino a Casal Monastero con un forte concorso di capitale pubblico in project financing". Dal suo canto, l´assessore alla Mobilità Sergio Marchi sottolinea che la proposta avanzata "rappresenta un impegno importante per consentire la totale realizzazione della più grande opera infrastrutturale d´Italia e per una maggiore garanzia del rispetto dei tempi di consegna". Si dovrà, preannuncia Marchi, "aprire un tavolo tecnico per valutare le modalità con cui dare seguito" alla proposta di dettaglio. La gara d´appalto europea per la linea C, svolta nel 2005, ha riguardato l´intera linea e ha affidato a un "contraente generale" sia la progettazione (definitiva ed esecutiva) che la realizzazione della nuova linea da Pantano a Prati, con possibilità di estensione fino a Grottarossa. Sono di questi giorni alcune cifre salienti sulla linea C e il relativo stato d´avanzamento, fornite da Roma Metropolitane: 38 cantieri in piena attività per costruire le stazioni e i pozzi intermedi; 13 chilometri di gallerie scavate e rivestite di cemento armato; 1.500 addetti al lavoro. L´investimento richiesto dalle prime due sezioni del "tracciato fondamentale": 1.820 milioni per la Monte Compatri/pantano – San Giovanni, 792 per la San Giovanni – Colosseo. Il costo complessivo del tracciato fondamentale arriva a circa 3.560 milioni (3.812 se si calcola la gestione del servizio). Nel 2000 la spesa era stata stimata in 3.047 milioni: si registra dunque un aumento del 17%, corrispondente – sottolinea l´azienda – al tasso d´inflazione registrato nel decennio. Ma l´aumento è dovuto anche, precisa Rm, ai costi delle norme di salvaguardia intervenute negli anni, dai criteri antisismici alla tutela archeologica. Ed è sempre l´archeologia con le sue "rigide prescrizioni di tutela", prosegue Rm, a imporre la cancellazione della fermata di Largo Argentina: gli scavi condotti dal 2006 al 2008 "hanno accertato la presenza di rilevanti reperti, incompatibili con lo scavo della stazione". Quanto alla linea B1, il Sindaco ringrazia Roma Metropolitane "per aver rispettato il crono- programma, fatto che consentirà, come previsto, l´apertura della tratta Bologna-conca d´Oro nel gennaio 2012 e nel 2013 il prolungamento fino a viale Jonio". Alemanno fa poi sapere che l´apposita Conferenza dei Servizi ha approvato l´ulteriore prolungamento della B1 da viale Jonio fino alla Bufalotta. Lo schema di finanziamento che Roma Metropolitane adotterà, prosegue il Sindaco, sarà anche in questo caso all´insegna del project financing pubblico-privato: Roma Capitale (Comune di Roma) offre tre aree pubbliche su cui edificare e realizzare servizi. La società che vincerà il bando di gara potrà beneficiarne e il ricavato coprirà i costi di realizzazione del nuovo tratto della metro B1. |
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