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MERCOLEDI
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Notiziario Marketpress di
Mercoledì 06 Ottobre 2010 |
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AL FORUM EUROPEO DELLE REGIONI ORTOFRUTTICOLE GLI ASSESSORI DELLE PRINCIPALI REGIONI PRODUTTRICI DISCUTONO LE LINEE GUIDA PER LA RIFORMA DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE. |
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´Quello di Cesena rappresenta un appuntamento importante per capire in quale direzione andra` la politica europea in materia agricola, specie sul versante ortofrutticolo, comparto d´eccellenza dell´agricoltura marchigiana´, dice il vice presidente e assessore all´Agricoltura, Paolo Petrini, commentando l´appuntamento di domani nella citta` romagnola. Presso i padiglioni di Macfrut, si svolgera`, infatti, il Primo Forum Europeo delle Regioni Ortofrutticole. I rappresentanti delle principali regioni ortofrutticole europee, tra cui le Marche, si incontreranno per discutere del futuro delle politiche in favore dei produttori, in vista della prossima riforma della Politica Agricola Comune. In un contesto mondiale caratterizzato dalla forte crescita della produzione asiatica, in cui il contributo dell´Europa incide per una quota inferiore al 10% del totale mentre il saldo commerciale del Vecchio Continente risulta essere in negativo per oltre 15 miliardi di euro, il settore agricolo comunitario ha bisogno di quella competitivita` e di quella stabilita` che soltanto un efficiente regime di sostegno comunitario puo` garantire. Con questo primo Forum, che sara` moderato dal Direttore del Corriere Ortofrutticolo, Lorenzo Frassoldati, gli Assessori delle principali regioni ortofrutticole europee si prefiggono l´obiettivo di giungere alla stesura di un documento che sintetizzi le proposte a sostegno dei produttori agricoli e a difesa dei consumatori. Il documento, che sara` firmato in quella sede da tutti gli Assessori, verra` poi presentato alla Commissione Europea e ai governi nazionali, per affermare la necessita` dell´ortofrutticoltura di poter fare affidamento su un´adeguata rete di garanzie e tutele, e fornira` una serie di linee guida e di proposte operative volte a indicare la direzione per la futura riforma della Politica Agricola Comune. In particolare si discuteranno temi come l´importanza di favorire l´aggregazione e l´organizzazione dei produttori, rilanciando il ruolo delle Op e delle Aop. Si ribadira` cosi` la centralita`, per lo sviluppo dell´ortofrutticoltura, del sostegno all´innovazione. Non minore rilevanza sara` dedicata agli aspetti legati alla gestione dei rapporti commerciali e alla necessita` di rendere certi e trasparenti i prezzi lungo tutta la filiera, cosi` da incentivare la creazione di un network settoriale diffuso a livello continentale. Da sempre il comparto ortofrutticolo si e` trovato ad affrontare nuove sfide, rimanendo al contempo centrale per gli assetti politici e macroeconomici dei paesi europei. Per garantire il futuro di questo motore verde, le singole regioni ortofrutticole devono ´fare sistema´ e trasmettere alle entita` nazionali e sovranazionali quali siano, e che importanza abbiano, le loro istanze. Con il Primo Forum delle Regioni Ortofrutticole si pongono le basi per la costruzione di quel dialogo di cui il settore dell´ortofrutta ha tanto bisogno. |
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“ARCHEOLOGIA ARBOREA” PRIMO INCONTRO IN REGIONE UMBRIA PER COSTITUZIONE FONDAZIONE |
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Perugia – “L’ingente patrimonio botanico e culturale raccolto da Livio e Isabella Dalla Ragione a San Lorenzo di Lerchi di Città di Castello rappresenta un’esperienza unica a livello nazionale, che merita sostegno e un’adeguata valorizzazione attraverso la creazione di una Fondazione”. Lo ha affermato l’assessore regionale all’Agricoltura, Fernanda Cecchini, introducendo l’incontro organizzato dalla Regione Umbria a Palazzo Donini per promuovere un primo confronto tra istituzioni e Comitato promotore della “Fondazione Archeologia Arborea”. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del Comitato promotore Isabella Dalla Ragione, Gaia Grossi in rappresentanza dell’Università di Perugia, l’assessore Roberto Bertini in rappresentanza della Provincia di Perugia, il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta, l’amministratore unico dell’Agenzia di promozione turistica dell’Umbria Stefano Cimicchi, Angelo Capecci per la Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello e il presidente della Comunità montana Alto Tevere umbro Mauro Severini. “Abbiamo raccolto l’invito del Comitato – ha detto l’assessore che ha chiesto il sostegno delle istituzioni per salvaguardare e rilanciare il progetto portato avanti con un lavoro appassionato dalla famiglia Dalla Ragione, che ha recuperato varietà di piante da frutto che altrimenti sarebbero scomparse e, insieme a queste, la memoria, le tradizioni e i saperi del mondo agricolo contadino. Un presidio culturale importante, che favorisce il mantenimento della biodiversità ed è una delle eccellenze del paesaggio umbro”. “Come Regione – ha rilevato – siamo disponibili a fare la nostra parte, operando per la costituzione della Fondazione entro l’anno, in modo che l’intera comunità regionale possa cogliere le opportunità di sviluppo che esprime il ‘museo’ all’aperto di San Lorenzo di Lerchi, fulcro di ricerca e di attività didattiche, elemento di forte traino turistico e che offre una notevole visibilità all’Umbria a livello internazionale”. “Il Comitato promotore per una Fondazione Archeologia arborea – ha spiegato Isabella Dalla Ragione – si è costituito nel febbraio scorso, riunendo rappresentanti di organismi e personalità del mondo scientifico internazionali per rispondere all’urgenza di dare continuità e sviluppo ad una attività finora sostenuta da poche energie e che, in trenta anni, ha portato a creare una collezione di 400 piante da frutto, coltivate in maniera tradizionale”. “Un patrimonio straordinario – ha aggiunto Dalla Ragione - che è e vuol essere patrimonio di tutta la comunità regionale. Per questo abbiamo rivolto un appello alle istituzioni, perché si possa arrivare alla costituzione della Fondazione, con adeguate risorse finanziarie affinché possa proseguire e valorizzare l’esperienza di San Lorenzo di Lerchi”. Obiettivo della costituenda Fondazione è, innanzitutto, il sostegno e la valorizzazione della collezione arborea di San Lorenzo, dove sono coltivati circa 400 esemplari di diverse specie tra melo, pero, ciliegio, susino, fico, mandorlo, nespolo e melo cotogno, in 150 varietà diverse, e di cui è previsto il conferimento alla Fondazione. Sono previsti, inoltre, lo sviluppo di attività di ricerca, studio e documentazione, della didattica e della divulgazione, la diffusione delle piante della collezione, la promozione nazionale e internazionale della protezione della biodiversità e attività di partenariato con altre organizzazioni di Archeologia arborea. Il progetto del Comitato promotore prevede, infine, il restauro e la valorizzazione del complesso di San Lorenzo come sede operativa della Fondazione. |
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INCONTRO CON I CONSORZI AGRARI SI VALUTA UN PROGETTO DI FILIERA AGRICOLA MADE IN LOMBARDY |
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Milano - L´assessore all´Agricoltura della Regione Lombardia Giulio De Capitani ha incontrato ieri mattina i rappresentanti dei Consorzi agrari d´Italia legati alla Coldiretti. Presenti all´incontro il presidente dei Consorzi agrari d´Italia e di Milano e Monza Brianza Luigi Gruppi e il direttore di Coldiretti Lombardia Eugenio Torchio. I Consorzi hanno illustrato all´assessore la loro capillare presenza territoriale con oltre 10.000 soci e 150 punti vendita. Il progetto dei Consorzi agrari è quello di costruire una "filiera agricola tutta italiana" con cui smascherare il finto Made in Italy e assicurare ai consumatori acquisti a prezzi contenuti e, contemporaneamente, sostenere i redditi degli agricoltori. "La proposta dei Consorzi agrari - ha dichiarato l´assessore De Capitani al termine dell´incontro - merita il sostegno di Regione Lombardia e ho manifestato la mia disponibilità a valutare un percorso comune per il futuro". "Sono convinto - ha concluso De Capitani - che si tratti di una iniziativa che offre la possibilità di valorizzare i prodotti tipici del nostro territorio lombardo, il cosiddetto ´Made in Lombardy´, e che rappresenta una forma per sostenere il reddito degli agricoltori". |
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GIORDANO AL POLO D´INNOVAZIONE AGROALIMENTARE DI TECNOGRANDA |
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L’assessore allo Sviluppo Economico, alla Ricerca ed all’Innovazione Massimo Giordano ha incontrato i vertici di Tecnogranda S.p.a., il polo regionale piemontese di innovazione nel campo agroalimentare, durante una visita alla sede di Dronero, alla quale hanno partecipato la presidente della provincia di Cuneo, Gianna Gancia, e numerosi amministratori locali. Ad illustrare le proprie competenze il presidente della società , Mauro Chiotasso, e l’amministratore delegato Alessandro Ferrario. Tecnogranda S.p.a. È una società a capitale misto pubblico e privato, che vede impegnate anche la Regione Piemonte e la Provincia di Cuneo con la presenza di proprie società partecipate. Tecnogranda è un’agenzia di sviluppo, un parco scientifico e tecnologico, un incubatore di imprese, ruoli che svolge fornendo alle aziende del territorio un supporto concreto all’innovazione, attraverso i servizi di trasferimento tecnologico, i laboratori, le competenze multidisciplinari. Nel 2009 Tecnogranda ha prestato assistenza a 310 imprese per sviluppare i propri progetti d’innovazione e per reperire finanziamenti, che hanno raggiunto un ammontare complessivo di € 27.000.000 di contributi a fondo perduto, per 115 progetti attivi prevalentemente nell’agro-alimentare. “E’ stata una visita da cui ho ricavato un buon giudizio” - ha dichiarato al termine dell’incontro l’assessore Giordano. “Aldilà della qualità indubbia del polo tecnologico - ha aggiunto - si tratta di un polo di innovazione che, nel momento in cui ha deciso di specializzarsi nell’agroalimentare, ha trovato una sua identità forte: Inoltre i conti tornano anche dal punto di vista del bilancio, un dato che, in un momento congiunturale come quello attuale, fa di Tecnogranda un parco tecnologico che sta in piedi e che cammina con le proprie gambe, a differenza di molti altri che devono ancora trovare questo tipo positivo di impostazione. Questa forza che esprime può essere un motore di crescita importante per il territorio della provincia di Cuneo che, dal punto di vista dell’agroalimentare, è un’eccellenza a livello internazionale”. “Qualche giorno fa - ha concluso Giordano - la presentazione da parte della Regione Piemonte, ed in particolare del mio assessorato, dei risultati della piattaforma agroalimentare hanno dimostrato che i migliori progetti dove sono coinvolte aziende primarie, a capo, spesso, di team di imprese più piccole, provengono in massima parte dalla provincia di Cuneo. Credo che la scelta di specializzarsi sull’agroalimentare e di avere trovato una connotazione specifica sia stata la scelta vincente che oggi porge risultati importanti per tutto il Piemonte, soprattutto per la Granda”. |
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L’ORTOFRUTTA EUROPEA AL SUMMIT DI CESENA IN CALO TUTTE LE PRODUZIONI INVERNALI , CRESCE L’OFFERTA ASIATICA |
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Cesena - Il Summit dell’ortofrutta organizzato da Cso Regione Emilia Romagna e Macfrut mostra una situazione produttiva estremamente scarsa in tutto l’emisfero Nord. Tutta la frutta invernale a partire dalle mele per proseguire con le pere, il kiwi e per finire con gli agrumi presenta una situazione produttiva in cui mediamente si scende dal 10 al 20% rispetto all’anno scorso con punte estreme in Italia sul kiwi ad esempio dove il calo di produzione in alcune aree come Emilia Romagna e Piemonte, raggiunge rispettivamente – 38% e – 35 %.O come nel caso della pera Abate che quest’anno registra la minor produzione degli ultimi 10 anni (-35% sul 2009 ) . “Questa situazione – dichiara Luciano Trentini – direttore di Cso - premierà l’offerta di qualità ma accenderà la competizione sui prezzi accentuando la concorrenza tra fornitori. L incognita sarà per i produttori che non sempre potranno ricavare una plv capace di garantire un reddito sufficiente”. Analizzando nel dettaglio le singole specie di frutta invernale si registra per le mele una produzione europea di 9.800.000 di tonnellate con un calo del 11% rispetto al 2009. Le previsioni 2010 per i principali paesi produttori vedono un calo importate in Polonia – 24 %, altrettanto si può dire per la Germania con -17% , per l’Italia il calo produttivo previsto rispetto al 2009 si attesta sul – 3% e per la Francia si attende un – 4%. Entrando nel dettaglio delle performance varietali è da notare la crescita esponenziale a livello europeo degli impianti di Fuji cresciuti nell’ultimo triennio del 35% con un potenziale produttivo di circa 200.000 tonnellate. Per le pere in Europa si prevede una produzione 2010 di 2.150.000 tonnellate pari al – 19% rispetto al 2009 . Calano gli impianti in Francia, Portogallo e Spagna mentre si rafforza la pericoltura in Olanda e Belgio con produzioni previste per quest’anno inferiori all’annata record 2009. In aumento gli impianti europei di Conference e Rocha, tutte le altre varietà sono in ridimensionamento. Per il kiwi la produzione prevista nell’Emisfero nord registra un calo del – 17%. Scendono le produzioni di tutti i paesi principali produttori tra cui l’Italia che è primo produttore del mondo. Solo il kiwi californiano registra una crescita produttiva per il 2010. Il 70% del kiwi prodotto in Italia è destinato all’esportazione e questa specie rappresenta da sola ben il 14% dell’export di frutta italiano. In questo contesto a livello europeo si registra una crescita delle produzioni di frutta mondiali dal 2000 al 2009 del + 24%. L’asia passa dal 43% ( media 2000-02) al 50% nel 2009 di quota di produzione mondiale mentre l’Europa scende nello stesso periodo dal 16 al 12%. E i un contesto di grande competizione globale si amplia il ventaglio dei mercati di sbocco con potenzialità importanti per l’export europeo . |
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CONSORZIO AGRARIO PICENO ´ IN REGIONE MARCHE RAGGIUNTO L´ACCORDO SULLA MOBILITA´ DEI LAVORATORI ´ DICHIARAZIONE DEL VICE PRESIDENTE PETRINI. |
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´E´ stata evitata la chiusura del consorzio agrario di Ascoli Piceno e Fermo. L´intervento della Regione, attraverso tre riunioni nel giro di una sola settimana, ha portato alla chiusura di un importante accordo che ha permesso il mantenimento di una parte del personale e il conseguente e possibile rilancio dell´attivita`. Si conclude un´annosa vicenda che faceva temere per le sorti del consorzio, dopo che erano state espresse posizioni assolutamente distanti tra i dipendenti e la direzione del consorzio stesso ma anche grazie a questo difficile lavoro di mediazione si sono trovati gli elementi per arrivare ad una soluzione. L´accordo sottoscritto e` stato ratificato dall´ assemblea dei lavoratori di Ascoli e Fermo, ora puo` prendere il via la seconda fase, quella che prevede l´intervento di un partner esterno, fondamentale nella riorganizzazione di tutte le attivita`. Va sottolineato e cio` rende l´accordo raggiunto ancor piu` importante l´adesione di tutte le sigle sindacali, dalla Fai-cisl alla Flai-cgil, dalla Uiltucs-uil all´Ugl. Questo dopo che il consorzio, nel mese di settembre, aveva manifestato l´intenzione di avviare la procedura di mobilita` per poi procedere al licenziamento collettivo per 25 dipendenti, sui 28 in servizio, oltre ai due dirigenti´. |
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AL VIA I CAMPI PROVA DEL RISO BIELLESE A MASSAZZA, MASSERANO E VILLANOVA BIELLESE, REALIZZATI DALL’ASSESSORATO AGRICOLTURA DELLA PROVINCIA DI BIELLA. |
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Anche nel corso dell’anno 2010 l’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Biella ha curato l’allestimento, presso tre aziende agricole biellesi, di prove dimostrative facenti parte della rete nazionale on farm dell’Ente Nazionale Risi. In questa importante rete, i cui risultati vengono annualmente pubblicati a cura dell’Ente Nazionale Risi , le varietà vengono scelte in base alle caratteristiche merceologiche e testate per almeno tre anni per consentire una valutazione in differenti condizioni ambientali; e pedologici “Le prove, secondo lo schema adottato dalla rete on farm - spiega Pierluigi Machieraldo, responsabile provinciale dei campi, coadiuvato da Federico Franzo - prevedono un disegno sperimentale a parcelloni, in cui la varietà testimone, cioè una varietà di comune coltivazione, viene ripetuta tre volte allo scopo di verificare la variabilità ambientale di quelle testate. Al fine di garantire la correttezza di risultati, viene calcolato un coefficiente statistico di variabilità. Quest’anno, d’intesa con l’Ente Nazionale Risi che provvede anche all’assistenza oltre che a fornire i semi certificati, si sono realizzate prove su varietà precoci o a ciclo più breve, più adatte nel Biellese, per le condizioni pedoclimatiche particolari e più fredde, rispetto al Vercellese, dovute alla vicinanza della catena alpina alle zone di coltivazione, Presso l’azienda agricola Morello Renzo e figli di Villanova Biellese si è realizzata la prova relativa ai risi lunghi A da mercato interno, e sono state messe a confronto le varietà Carnaroli e Carnise. Carnaroli è di vecchia costituzione ma di alto pregio qualitativo; pur essendo sensibile alle malattie fungine e non rientrando tra le più produttive, è la varietà di riferimento per il mercato interno e la più apprezzata dal punto di vista delle qualità organolettiche. Carnise ha caratteristiche paragonabili a Carnaroli, ma presenta una minore sensibilità alle malattie e una produzione media più elevata, essendo in grado di avvalersi meglio degli apporti di fertilizzanti. A Gifflenga, presso l’azienda Sappino Gabriele, si sono confontate varietà del gruppo dei precoci.(Carnose Precoce , Crlb1. Opale ) La varietà di riferimento era Loto, apprezzata per la precocità e la qualità del granello. E’ molto coltivata ma richiede una particolare attenzione agli apporti di fertilizzanti. Carnise Precoce ha buone caratteristiche merceologiche e un ciclo piuttosto breve. Crlb1è una varietà del gruppo lunghi B con buone produzioni ed adattabilità. Opale è di tipo lungo A ed ha elevate capacità produttive e precocità. La Cooperativa Agricola “la Baraggia” ha ospitato invece la prova riguardante i lunghi A a ciclo precoce destinati a parboilizzazione(Augusto ed Antares) Augusto resiste bene alle malattie fungine, ha buona capacità produttiva e buone rese alla lavorazione. Antares è una varietà di recente introduzione, a taglia bassa e poco suscettibile alle malattie, granello cristallino ciclo medio e buona resa alla lavorazione. “I risultati saranno raccolti dall’Ente Risi - spiega Guido Dellarovere, assessore all’agricoltura della Provincia di Biella - ma chi è interessato può già ora visionare i campi, per rendersi conto delle caratteristiche di queste nuove varietà. Si è provveduto, per questo ad apporre cartellonistica indicativa e gli uffici sono a disposizione per fornire adeguate informazione ai risicoltori. Ho voluto proseguire con questa attività di assistenza tecnica anche nel comparto risicolo, poiché anche se lo stesso occupa una superficie non particolarmente importante (circa 4 mila ettari) ed irrisoria se confrontata a Vercelli e Novara è indubbiamente un comparto di qualità. Occorre infatti rimarcare che la dop del riso, importante certificazione ottenuta a livello comunitario, è quasi tutta biellese e che le nostre produzioni, dopo avere conquistato Eataly a Torino, sono proprio in questi giorni arrivate ad Eataly di New York, dopo avere superato i test qualitativi di importanti commissioni. "Perseguire la qualità - conclude Dellarovere - diventa sempre più un imperativo, in un mondo globalizzato, ove la quantità non è più una sfida. Ringrazio tutti coloro che aiutano e soprattutto i risicoltori che mettono a disposizioni i loro campi e con pazienza seguono le prove”. Come raggiungere i campi, che sono contrassegnati dai relativi cartelli: Villanova Biellese : presso cascina Valzo Vecchio, lato destro strada Trossi, nei pressi della sede aziendale. Gifflenga: canton Bonda, lato sinistro della strada principale della frazione. Masserano: frazione san Giacomo, strada per Rovasenda, lato destro, nei pressi della Cooperativa “la Baraggia”. |
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POTENZA, RINNOVATE CARICHE A ORDINE AGRONOMI E FORESTALI |
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Sono state rinnovate le cariche dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali della provincia di Potenza. Il nuovo presidente è Antonio Rendina, Vice Presidente, Angelo Mazzatura, tesoriere, Domenico Borea, Segretario, Cinzia Boffa, consiglieri: Domenico Brancieri, Federica Caivano, Vincenzo Donadio, Teodosio Girardi, Giuseppe Ciancia. |
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AGRICOLTURA:SEMINARIO PSR "PACCHETTO GIOVANI" A SPATAFORA |
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Palermo - Proseguono le attivita´ informative, a cura del dipartimento Infrastrutture in agricoltura della Regione siciliana, per il "Pacchetto giovani"- la misura del Piano di sviluppo rurale 2007/2013 - che prevede aiuti in favore dei giovani che si insediano per la prima volta in un´azienda agricola in qualita´ di capo azienda. A cura della Soat di Spatafora, del Distretto Messina-peloritani, si svolgera´, il prossimo 8 ottobre nella sede dell´Ipsaa di Milazzo, un seminario tecnico sulla misura 112 del Psr. L´obiettivo della misura e´ proseguire nell´azione di ringiovanimento del settore agricolo, attuando un ricambio generazionale mediante l´insediamento, per la prima volta, di giovani nel settore agricolo. La dotazione finanziaria pubblica totale della Misura 112 per l´intero periodo di programmazione, e´ di 90 milioni di euro. |
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TARTUFO BIANCO DELLE CRETE SENESI MINACCIATO DAI FALSI ESTERI |
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Il presidente Berni: «Prezzi anche al di sotto di mille euro perché i mercati sono saturi per la presenza di prodotti cinesi, spagnoli, turchi e marocchini belli da vedere ma privi di sapore» Il tartufo bianco delle Crete Senesi a rischio per la concorrenza sleale dei mercati esteri. La denuncia arriva dall’Associazione Tartufai Senesi a poche settimane dalla Xxv Mostra Mercato in programma a San Giovanni d’Asso (Siena) il 13-14 e 20-21 novembre. «Quest’anno a fronte di un aumento della quantità del prodotto dovuta alle piogge abbondanti – spiega Gianfranco Berni, presidente dell’Associazione Tartufai Senesi – dobbiamo fare i conti con un mercato saturo a causa dei “tarocchi” provenienti dall’estero e in particolare da Cina, Marocco, Turchia e Spagna. Tartufi spesso belli da vedere ma privi del caratteristico aroma e alcune volte nemmeno qualificati come tartufi ma venduti come tali mettendo a repentaglio una delle eccellenze dell’enogastronomia italiana. Secondo le stime – prosegue Berni - ogni anno ben 800 tonnellate di tartufi per un valore di oltre 15 milioni di euro lasciano la Cina per entrare nei mercati di tutto il mondo, fra cui anche l’Italia». Il risultato è che per il 2010 ad ottobre il costo del tartufo bianco è stimato tra i 1200 e 1500 euro al chilo, mentre a novembre ci sarà un calo del prezzo (previsto anche sotto i mille euro). Una minaccia quella dei tartufi esteri non solo per il gusto ma anche per il territorio. «Come tartufai chiediamo maggiore tutela anche per il nostro ruolo di recupero e mantenimento delle tartufaie – continua Berni -. Luoghi che vanno curati con attenzione tutto l’anno per garantire l’ambiente giusto per la crescita di prodotti di elevata qualità come è il rinomato tartufo bianco delle Crete Senesi dalla caratteristica pasta più colorita e dall’inconfondibile profumo agliaceo». Normativa assente - Ad esporre maggiormente il tartufo alla contraffazione la mancanza di una normativa europea sulla tracciabilità del prodotto. «Purtroppo su questo argomento esiste solo una legge inadeguata che non prevede la tracciabilità– afferma Michele Boscagli, sindaco di San Giovanni d’Asso – Anche per questo insieme alle altre Città del Tartufo abbiamo presentato alla Commissione Agricoltura della Camera una proposta di legge che consenta di sapere da dove viene il tartufo e chi è colui che lo trova. In assenza di una normativa che ci tuteli facciamo noi la filiera corta facendo vendere i tartufi direttamente ai tartufai durante la stagione di raccolta. Ed è proprio quello che succederà a San Giovanni d’Asso in occasione della Mostra Mercato del Tartufo Bianco, un modo – continua Boscagli - per garantire ai consumatori l’origine locale e la freschezza del prodotto». |
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L’IMPORTANZA DI UN’ALIMENTAZIONE CORRETTA. DOLCE & FIBRA: IL DOLCIFICANTE CON IN PIÙ LA FIBRA. |
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La strada migliore per mantenersi in forma è la prevenzione attraverso un comportamento alimen-tare corretto ed equilibrato. Quest’ultimo, insieme all’esercizio fisico, rappresenta una componente essenziale anche per la cura dell’obesità e del diabete. La parola “dieta” deve essere allora intesa non come restrizione e sofferenza ma piuttosto come comportamento consapevole dello stile alimentare, praticabile e sostenibile nel tempo, poiché un comportamento alimentare corretto deve essere rappresentato da una serie di azioni pratiche e quo-tidiane, che possono garantire un compenso metabolico protratto nel tempo. Per realizzare l’armonia nutrizionale è necessario anzitutto una giusta ripartizione dei nutrienti: il 45-60% delle calorie totali deve essere rappresentato dai carboidrati, il 15-20% circa dalle pro-teine e non più del 30% dai grassi. L’alimentazione deve garantire inoltre ogni giorno un apporto di fibre alimentari, sostanze vege-tali resistenti all’azione degli enzimi digestivi dell’uomo e indispensabili per mantenere l’intestino in ordine. Oltre a dare un maggiore senso di sazietà, le fibre favoriscono in particolare l’aumento della massa fecale, incrementando la velocità di transito dei cibi nell’intestino, e ritardano/rallentano l’assorbimento di colesterolo, zuccheri ed altri nutrienti contenuti nei cibi. Ne consegue che le fibre nei diabetici hanno un ruolo particolarmente importante perché riducono e rallentano l’assorbimento dei carboidrati: questo effetto consente di equilibrare le glicemie e di prevenire le ipoglicemie. Recenti studi hanno evidenziato che una dieta sana ed equilibrata deve garantire un apporto quoti-diano di circa 25 g al giorno di fibre. Giusto Senza Zucchero – Giuliani - è una linea di prodotti dal sapore dolce, ma con un apporto calorico inferiore rispetto ai dolci tradizionali, grazie alla sostituzione del saccarosio con dolcifi-canti o loro miscele. Nata dalla Ricerca Nutrizionale Giuliani, consente di concedersi il piacere di qualche golosità, mantenendo al tempo stesso un regime alimentare equilibrato e andando ad influire scarsamente sulla curva glicemica. Giusto Senza Zucchero contempla una vasta scelta fra biscotti, marmellate, una linea di ciocco-lato e la linea Ricorrenze, dolci pasquali e natalizi che coniugano la bontà della tradizione con un´alimentazione controllata, senza togliere il piacere della festa. Dolce & Fibra Da oggi la linea si arricchisce con Dolce & Fibra, il nuovo dolcificante senza retrogusto e ad alto contenuto di fibre che soddisfa l’esigenza di chi vuole ridurre nella propria alimentazione lo zuc-chero e apporta al tempo stesso importanti fibre, per favorire una dieta salutare. L’edulcorante da tavola di Giusto Senza Zucchero è a base di sucralosio, dolcificante di ultima generazione dal sapore dolce naturale e senza retrogusto che non apporta calorie: 10 mg di sucra-losio, pari al contenuto di una bustina, dolcificano quanto un cucchiaino di zucchero da 4/6 g. Dolce & Fibra si dimostra quindi un utile alleato nell’ambito di un regime dietetico ma è un dol-cificante adatto anche ai diabetici perché il sucralosio non è riconosciuto dall’organismo come zucchero. Ogni bustina contiene, inoltre, 1 g di fibra solubile completamente insapore che ha il vantaggio di aiutare a raggiungere l’apporto giornaliero di fibre necessario per un’alimentazione equilibrata, con meno di 2 Kcal. Le opinioni scientifiche Efsa, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, in merito ai “valo-ri dietetici di riferimento” rivelano che un’assunzione giornaliera di 25 g di fibra alimentare è con-siderata adeguata per una normale funzione intestinale negli adulti. Da sottolineare che l’evidenza negli adulti mostra che a elevate assunzioni di fibra sono associati benefici per la salute. |
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ANTONIO AMATO PRESENTA LA LINEA SPECIALE DI PASTA GOURMET: “LE DUE REGINE – ISOLA DI CAPRI & ST. MORITZ” |
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Antonio Amato arricchisce il suo portfolio prodotti, presentando al mercato la linea pasta “Le Due Regine – Isola di Capri & St. Moritz”, una collezione di pasta pregiata con formati esclusivi, dedicata alla fascia più alta del settore gastronomico. Con il nome ispirato all’ideale gemellaggio tra le due regine del turismo internazionale, Capri e St. Moritz da sempre particolarmente care ad Antonio Amato, il nuovo marchio vanta una filiera produttiva impeccabile e rappresenta per l’azienda salernitana un ulteriore passo verso l’eccellenza. “La decisone di realizzare una linea di alta gamma è perfettamente in linea con la nostra visione imprenditoriale” - dichiara Giuseppe Amato Jr., Direttore Generale di Antonio Amato & C. Pastifici e Molini S.p.a. – “Il controllo attento di tutti i processi produttivi, la selezione delle materie prime e l’estrema attenzione dedicata al consumatore sono valori perfettamente rappresentati dai nuovi prodotti Le Due Regine – Isola di Capri & St. Moritz, simbolo dell’eccellenza produttiva firmata Antonio Amato.” Sono 12 i particolari formati della nuova “pasta – design”, mutuati dalla più antica tradizione pastaia italiana o per l’occasione dedicati alle due celebri località: Spaghetti alla chitarra, Pappardelle ai funghi porcini, Candele, Lasagnacce, Lampare dell’Isola di Capri, Paccheri, Taglierini al tartufo bianco, Spaghetti, Fusilli napoletani, Sole di St. Moritz, Farfalle al Salmone e Pennacce; ogni prodotto, confezionato con un packaging sobrio, elegante e raffinato, esprime il perfetto connubio tra piacere estetico e gusto. Destinata ai punti vendita gourmet e alle tavole di ristoranti accuratamente selezionati, la pasta di questa linea esclusiva seduce il consumatore a 360 gradi, coinvolgendo gusto, olfatto e vista in modo sinergico ed appagante. Così come per le classiche linee di prodotto Amato, anche nel caso de “Le Due Regine” i criteri di selezione del grano duro sono particolarmente severi: il colore giallo dorato e una quantità di glutine non inferiore al 13% del totale sono requisiti fondamentali in questa prima fase della lavorazione. Da questi dipendono aspetto, resistenza e apporto proteinico del prodotto finito. La molitura del grano, poi, che in pochi altri pastifici al mondo avviene all’interno degli stessi stabilimenti, permette la produzione di una semola dall’ottimale granulometria, grazie alle particolari tecnologie utilizzate unite alla grande esperienza. L’impasto, previo dosaggio degli ingredienti, semola e acqua, è realizzato in modo tale da evitare l’ossidazione dei pigmenti, salvaguardandone il colore tipico, ed è tale da non danneggiare le fibre del glutine. La trafilatura è rigorosamente al bronzo e conferisce alla pasta la caratteristica superficie ruvida e porosa, in grado di trattenere al meglio il condimento e suscitare sensazioni organolettiche ideali. La pasta viene poi essiccata con un procedimento artigianale, lento e naturale, preservando al meglio il profilo qualitativo e nutrizionale dei diversi formati. Il confezionamento, realizzato con materiali eleganti e di elevata qualità, è realizzato all’interno dello stabilimento, annullando così qualsiasi possibile contaminazione del prodotto finito. Grazie alla sua continua evoluzione e ai traguardi raggiunti, l’azienda “Antonio Amato & C. E Pastifici e Molini S.p.a.” rappresenta un marchio simbolo dello stile italiano. Costituita a Salerno nel 1958, la società gestisce ancora oggi con grinta ed entusiasmo il pastificio, diventato uno tra i più importanti ed innovativi d’Italia; un’industria evoluta, che brilla per la qualità pregiata e la completezza della sua linea produttiva – dalle farine alla pasta, dalla passata di pomodoro ai sughi pronti - presente con successo in tutto il mondo. |
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DOMORI: AL VIA LA STAGIONE DEL CRIOLLO, IL RE DEL CIOCCOLATO, AL TATTO SOTTILE E VOLUTTUOSO, ALLA VISTA LUCENTE E INTENSO, AL GUSTO PROFUMATO E DOLCE |
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Con l’arrivo in Italia del raccolto 2010, Domori presenta l’eccellenza del cacao Criollo, varietà che Gianluca Franzoni, fondatore e presidente dell’azienda, ha saputo recuperare, credendo nella sua pregiata qualità e nella possibilità di coltivarlo a dispetto delle teorie di scarsa resa, debolezza e bassa resistenza della pianta alle malattie. Il nome Criollo deriva dalla parola portoghese crioulo e dallo spagnolo criollo che significa “indigeno”, locale. Si tratta della qualità di cacao che ha subìto meno modifiche rispetto alle origini, non essendo mai stato ibridato. Il suo albero, molto fragile, soggetto a una forte erosione genetica e sensibile alle intemperie, richiede una lunga e paziente opera di recupero e cura. La produzione di Criollo ha numeri piccolissimi, lo 0,001% della produzione mondiale di cacao, e si concentra sopratutto nella zona del Venezuela. Ed è proprio in questa zona del Sudamerica, nella penisola di Paria, che sorge l’Hacienda San José, dove Domori ha creato il cuore della sua filiera produttiva. La piantagione, con una superficie totale di 320 ettari, di cui 185 innestati a cacao con una densità di 1000 piante per ettaro, rappresenta oggi un patrimonio mondiale per il gusto e il recupero della biodiversità di oltre 10 varietà di cacao. A rendere estremamente pregiato questa varietà di cacao è il suo profilo aromatico che presenta note di frutta secca, fragranza di pane, marmellata e crema di latte. Il suo frutto si caratterizza inoltre per il bassissimo contenuto di pigmenti antociani che conferiscono al cioccolato un colore cannella, un´eccezionale rotondità, una bassissima astringenza e una grande persistenza. Tutte caratteristiche racchiuse nella linea dei sei cru Criollo selezionati e prodotti da Domori: Puertomar: “Tavoletta d’Oro” 2008 e 2009 come miglior cru, è un Criollo recente impiantato nel 1998 nella piantagione di Domori. È il primo esempio al mondo di cacao Criollo recuperato, compreso ed interpretato nel terroir e nelle fermentazioni: un enorme passo avanti nella ricerca e nel gusto. Presenta note di panna, spezie, mandorla, marmellata di ciliegie, con dolcezza e rotondità eccellenti. Porcelana: un Criollo “storico” per Domori: l’avventura con il Porcelana cominciò nel 1994, con la fondazione dell’azienda. Dal 1997 Domori compra ogni anno parte del raccolto disponibile nella regione andina e innesta alcune piante nella piantagione Hacienda San José in Venezuela. È caratterizzato da note di pane, burro e marmellata per una rotondità esaltante. Puertofino: un Criollo recentemente recuperato e trasformato in una sfida, credendo nel suo potenziale di resa e resistenza e nella sua struttura. Un successo, rappresentato da un’armonia di note di caramello, tabacco, noci, papaya, sottobosco, funghi e datteri. Javablond: è un Criollo originario della zona orientale dell’isola di Giava. Un cacao unico per i suoi forti contrasti: è piccante, ha un’ottima rotondità, una grande persistenza e una spiccata dolcezza, con note di tabacco, frutti rossi, affumicato e sottobosco. Canoabo: un Criollo originario della foresta fra gli stati venezuelani di Yaracuy e Carabobo, è stato salvato dall’estinzione e coltivato nella piantagione di Domori in Venezuela. Note di vaniglia bourbon, latte di mandorla, datteri, albicocche secche e semi di girasole. Acidità quasi assente, bassissima astringenza, straordinaria rotondità, eleganza e grande persistenza. Chuao: Vincitore del premio “Tavoletta d’Oro 2010” come miglior cioccolato dell’anno. Una rarissima varietà di cacao Criollo coltivato nella piantagione Domori in Venezuela a partire dal 2002. Le fave, completamente bianche, conferiscono al cioccolato una grande dolcezza e rotondità con note di crema di latte, miele e frutta secca. Il Criollo perfettamente eseguito. Domori, riferimento nel mondo del cioccolato gourmet, lavora solo ed esclusivamente le varietà più pregiate di cacao destinate alla vendita al dettaglio in negozi specializzati e all’impiego nell´alta pasticceria. La filosofia dell’azienda si fonda sulla ricerca della qualità, perseguita anche grazie al controllo dell’intera filiera produttiva, dalla piantagione alla tostatura in stabilimento - seguita con sapienza e maestria da un team di esperti – fino alla commercializzazione. Gianluca Franzoni è l’anima dell’azienda, la prima ad aver elaborato e a diffondere un codice di degustazione del cioccolato secondo i canoni dell´eccellenza (aromaticità, rotondità, pulizia e persistenza), guidando l´analisi sensoriale della tavoletta. |
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LA TOMA DI LANGA ARTIGIANALE DELLA CASCINA PISTONE DI BORGOMALE: UNA SPECIALE LAVORAZIONE ARTIGIANALE |
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La Toma di Langa artigianale della Cascina Pistone di Borgomale é un formaggio che si ottiene partendo dal latte di pecora mantenendone integre tutte le sue caratteristiche organolettiche. Il latte, proveniente da due mungiture successive, viene riscaldato a circa 36C e poi viene inserito il caglio, rimescolando per bene. La successiva coagulazione dura dalle 6 alle 12 ore, a seconda dei periodi. A coagulazione ultimata, il siero formatosi in superficie viene colato e si procede alla rottura della cagliata a piccoli pezzi della dimensione di una nocciola. La pasta viene poi distribuita nelle fascelle (stampini) e salata in superficie con sale da cucina. Dopo 5 ore si capovolge la formaggetta e la si sala sempre a secco sull´altra faccia, infine, in serata, avviene l´ultimo capovolgimento, questa volta senza salare. La cagliata viene lasciata nelle fascelle a scolare per 24 ore, dopodiché la toma viene estratta e lasciata spurgare ulteriormente su graticci ricoperti con teli di cotone che assorbono il siero aiutandone la fuoriuscita; durante questa fase vengono sostituiti i teli 3 o 4 volte nell´arco della giornata capovolgendo continuamente il formaggio. A spurgo avvenuto, vengono tolti i teli e si lascia il formaggio sui graticci a compiere l´ultima fase di stagionatura, che dura 8-12 giorni a seconda dei periodi (stagione o temperature climatiche) durante la quale le tome vengono quotidianamente rivoltate. Alcune forme vengono lasciate a stagionare in ambienti particolari per periodi più lunghi, che in alcuni casi superano i 5 mesi. La tuma fresca si presenta con crosta sottile, simile ad una buccia, di colore bianco avorio e con un peso di circa 180-220 grammi, mentre con il progredire della stagionatura la crosta migra dal giallo paglierino all´ambrato e il peso scende vicino ai 100 grammi. La pasta é umida e morbida, priva di occhiatura e di colore bianco avorio nel formaggio giovane, più compatta e scagliosa, di colore dorato in quello maturo. |
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TRENTO - INCONTRO FORMATIVO SULLA VITIVINICOLTURA |
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Con gli incontri sul territorio, Accademia d´Impresa, Azienda speciale della Camera di Commercio di Trento, intende promuovere il contatto con i soggetti economici e i consorzi produttivi e rafforzare le reti sul territorio sostenendo la creazione di un sistema integrato tra le produzioni locali e i servizi turistici. Il prossimo incontro, gratuito, è dedicato alla vitivivicoltura, ed è rivolto a guide ed operatori turistici, sommelier ed operatori enogastronomici. L´incontro, in programma il prossimo 18 ottobre, è organizzato in collaborazione con l´Azienda agricola Vallarom. Programma: Partenza da Trento - piazzale Zuffo ore 9,00; Arrivo ad Avio e presentazione dell´Azienda agricola Vallarom; Visita ai vigneti con i proprietari Barbara e Filippo Scienza; Pranzo e degustazione; Visita guidata alla cantina; Rientro a Trento previsto per le ore 17,30. Per aderire è necessario contattare Accademia d´Impresa al numero 0461382324 oppure 3387869318. |
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VENDEMMIA “SOCIALE” CON I DIVERSAMENTE ABILI |
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Una vendemmia “sociale”, per raccogliere e pigiare l’uva secondo tradizione insieme ai diversamente abili: sarà questo il tema della giornata che si terrà mercoledì 6 ottobre presso l’Azienda “Baderta delle Murgine” di Aliano (Mt), a partire dalle ore 9.00. Protagonisti della vendemmia saranno gli ospiti di due strutture del Materano: la cooperativa sociale “Collettivo Colobrarese” di Colobraro ed il “Centro diurno” di Policoro. La vendemmia di Baderta, che rientra nel programma di Agricoltura sociale attivato dall’Alsia nelle proprie Aziende agricole sperimentali dimostrative, sarà quindi “uno dei mezzi” per consentire a particolari tipologie di utenti, con vari tipi di disabilità o disagi, di affrontare un percorso riabilitativo o rieducativo. “Quella dell’agricoltura sociale – spiega un comunicato dell’Alsia - è una delle attività pianificate dall’Agenzia per il 2010 col progetto “Esperienze agricole per portatori di disagio sociale”. Dopo le positive esperienze dello scorso anno nei territori della Val d’Agri, del Medio Agri e del Materano, anche quest’anno l’Alsia realizzerà altre iniziative di agricoltura sociale sul territorio regionale, insieme a Case famiglia, Associazioni Onlus e Cooperative sociali. L’obiettivo del progetto è quello di attivare sul territorio lucano esperienze pilota e dimostrative, riportando l’attenzione sulla necessità di affrontare in modo coordinato con istituzioni e privati il tema dell’inserimento dei soggetti diversamente abili nel mondo del lavoro. In questo senso, il settore primario non soltanto può offrire una serie di valide opportunità lavorative per i disabili ma rappresenta anche, con la praticità insita nelle attività colturali come appunto quelle della giornata delle vendemmia, un sistema efficace per entrare in contatto con i soggetti diversamente abili utilizzando un linguaggio immediato e facilmente comprensibile”. |
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