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LUNEDI
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Notiziario Marketpress di
Lunedì 15 Novembre 2010 |
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PREMIO VERGANI, MAULLU: GIORNALISMO E´ SERVIZIO |
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Milano, 15 novembre 2010 - "Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente in allerta le forze dell´ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, sprona i politici al buon governo". Così l´assessore della Regione Lombardia al Commercio, Turismo e Servizi Stefano Maullu è intervenuto alla premiazione dell´edizione 2010 del "Premio Vergani" che si è tenuta il 13 novembre al Circolo della Stampa di Milano. "Credo che le parole di Pippo Fava, giornalista assassinato dalla mafia a metà degli anni ´80 e che ho volutamente ripreso in questa occasione - ha spiegato Stefano Maullu, dopo aver consegnato la targa di Regione Lombardia al primo classificato della sezione Radio e televisione, Davide D´antoni, giornalista di Telelombardia, per la sua indagine relativa alle infiltrazioni criminali all´Ortomercato di Milano - confermi il valore di questo premio". "Un giornalismo inteso come servizio alla società - ha proseguito l´assessore - e ai singoli cittadini, favorendone la partecipazione attiva e critica. Giornalismo visto come un mezzo per riportare al centro del discorso pubblico interessi, necessità, criticità, bisogni delle persone comuni, aumentandone il sentimento di appartenenza ai valori di base della patria: democrazia, libertà, uguaglianza, pari opportunità". "Dare a questi principi concretezza, vigore e senso - ha concluso Maullu - significa anche creare occasioni reali di confronto ed informazione autonoma". |
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DIGITALE TERRESTRE. FIRMATO ACCORDO REGIONE VENETO-ASSOCIAZIONI ARTIGIANI PER SERVIZIO AI CITTADINI DI ADEGUAMENTO IMPIANTI DI RICEZIONE TV |
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Venezia, 15 novembre 2010 - Lo “switch off” del sistema di trasmissione televisivo, ossia la migrazione definitiva al sistema di trasmissione in digitale, nel Veneto avverrà tra il 29 novembre e il 10 dicembre. Per facilitare questo “passaggio”, l’assessore regionale Isi Coppola ha siglato l’ 11 novembre un protocollo d’intesa con le principali associazioni venete di rappresentanza dell’artigianato (Confartigianato, Cna, Casa) per la fornitura di un servizio di assistenza ai cittadini per l’adeguamento degli impianti di ricezione tv al sistema di trasmissione in digitale terrestre, in particolare per quanto riguarda la corretta installazione dei decoder. “In un momento particolare e delicato come quello del passaggio al digitale terrestre, che coinvolge tutti i cittadini del Veneto – ha sottolineato l’assessore Coppola - abbiamo voluto aiutare le famiglie e gli anziani, in particolare, ad evitare possibili speculazioni e trovare omogeneità di trattamento sul territorio regionale con professionisti preparati e certificati, grazie alla collaborazione con le associazioni di categoria”. E’ stato definito un servizio di base, da prestarsi, dove ci fosse la necessità, ad un costo stabilito di 40 euro, Iva inclusa. Inoltre le associazioni di categoria si atterranno ad un “codice etico” di condotta dei professionisti che saranno chiamati ad intervenire in caso di difficoltà di installazione dei nuovi decoder e di cattiva ricezione del segnale e “Con questo accordo – ha concluso l’assessore Coppola - l’amministrazione regionale e le associazioni di categoria offrono un servizio per affrontare con serenità questo cambiamento epocale per il sistema dell’informazione e dell’intrattenimento”. |
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ASSOCOMUNICAZIONE: IL BANDO DI GARA DI POSTE ITALIANE VA ANNULLATO, PRESTO ESPOSTO AL MINISTRO ROMANI E UNA DENUNCIA ALL’ANTITRUST |
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Milano, 15 Novembre 2010 - Il 6 novembre 2010 Poste Italiane ha pubblicato sulla Gazzetta Europea un bando di gara inerente i servizi pubblicitari above the line che lede la libera concorrenza e inibisce la partecipazione alla maggior parte delle imprese di comunicazione. I criteri di accesso al bando di gara in questione non solo sono per certi aspetti incomprensibili ma soprattutto, stabiliscono soglie di fatturato tali da precludere l´accesso alla stragrande maggioranza delle agenzie creative. Inoltre il bando sembra fare confusione fra il fee di agenzia media e quello di agenzia creativa, cosa del tutto incomprensibile dal momento che la gara in questione riguarda solo la creatività. Per tutti questi motivi Assocomunicazione ritiene quindi che il bando vada annullato e farà un esposto al Ministro per lo Sviluppo Paolo Romani e una denuncia all’Antitrust. |
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GRAN GALA’ ENNIO MORRICONE PER IL CINEMA AL MEDIOLANUM FORUM ASSAGO – MILANO |
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Milano, 15 novembre 2010 - Dopo il trionfale concerto, da tempo sold out, tenuto lo scorso 11 settembre all’Arena di Verona, l’ appuntamento con la straordinaria musica del Maestro Ennio Morricone sarà Venerdi 19 Novembre al Mediolanum Forum di Assago, pochi giorni dopo il suo ottantaduesimo compleanno. Il maestro Morricone, che il 30 agosto a Stoccolma ha ricevuto il Polar Music Prize (il Nobel per la musica), dirigerà la grande orchestra Roma Sinfonietta, formata da 90 musicisti e 5 solisti e il Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano insieme al coro Claudio Casini dell’Università di Roma Tor Vergata con il soprano Susanna Rigacci per un totale di 170 elementi sul palco. Per l’occasione il comune di Cremona ha concesso l’utilizzo di uno dei suoi più preziosi violini, il Vesuvius del 1727 di Antonio Stradivari. Il concerto avrà una sequenza musicale completamente nuova grazie all`inserimento di brani mai eseguiti prima dal vivo e di recentissima realizzazione, sempre basato sulle grandi colonne sonore composte dal Maestro, con le orchestrazioni originali delle sue composizioni. La parte iniziale del programma sarà dedicato a due grandi registi, Giuseppe Tornatore e Sergio Leone; proseguira` con l`esecuzione dei temi da “Mosé”, “Marco Polo”, “Nostromo” gli adagi da “C’era una volta in America”, “Promessi Sposi”, “Vatel” per chiudere con l’immancabile “Mission”. |
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IL FILM VITA IN VENDITA AL FILMFESTIVAL CINEMAMABIENTE |
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Aosta, 15 novembre 2010 - L’assessorato dell’istruzione e cultura e l’Assessorato del territorio e ambiente promuovono anche quest’anno Filmfestival Cinema Ambiente, in collaborazione con il 13° Cinemambiente - Environmental Film Festival di Torino. L’iniziativa, giunta al quarto anno, ha visto l’ 11 novembre , presso la Cittadella dei Giovani, la proiezione al pubblico del film Life for Sale- Vita in vendita. Cosa accadrebbe se le intere riserve idriche del pianeta appartenessero ad aziende private? Nascerebbe un vero e proprio mercato dell’acqua in cui, come nel caso del petrolio, poche persone avrebbero la possibilità di dettare un prezzo, oltre che di accumulare enormi profitti? In Cile questo già accade. Un bene primario, libero e fondamentale diventa così un lusso che non tutti si possono permettere. E anche nel deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi della Terra, il fiume più importante dell’intera zona appartiene alle industrie minerarie che ne utilizzano l’acqua per estrarre il rame, compromettendo così l’esistenza di tanti indios e nativi. (in inglese con sottotitoli in italiano) Documentario Grecia/greece, 2010, 61´ Regia Yorgos Avgeropoulos . Nei giorni scorsi le classi delle Istituzioni Scolastiche delle scuole secondarie di primo grado e il biennio delle secondarie di secondo grado hanno assistito alla proiezione dei film: · L´incredibile viaggio della tartaruga-Turtle: the Incredibile Journey · Garbage Dreams- Sogni d´immondizia · Life for Sale- Vita in vendita. «Quest’iniziativa si inserisce nella nostra azione di sensibilizzazione sui temi ambientali che destiniamo alle scuole affinché i nostri giovani, anche attraverso la scuola, crescano consapevoli delle problematiche che coinvolgono l’intera comunità, in modo da sviluppare in loro una autonoma presa di coscienza e preparare così, anche attraverso momenti di approfondimento, i cittadini di domani – ha dichiarato l’Assessore Laurent Viérin-. Per il 4° anno consecutivo l’Assessorato Istruzione e Cultura propone quindi alle Istituzioni Scolastiche l’iniziativa Filmfestival Cinema Ambiente in Valle d’Aosta, che ha visto negli anni crescere adesioni ed interesse da parte delle classi. I film proposti quest’anno sono come sempre scelti tra i più significativi di Filmfestival Cinema ambiente - Torino alla sua 13 edizione e permettono a docenti e studenti l’approfondimento di tematiche di grande attualità, sia a livello locale che mondiale: rifiuti, riscaldamento globale e privatizzazione delle acque. Considerata la valenza scientifica e l’efficacia comunicativa dei film, siano essi racconti di vita, documentari scientifici, cartoni animati o documenti di denuncia, - aggiunge l’Assessore - per proseguire ed approfondire autonomamente i temi ambientali e scientifici proposti da Filmfestival Cinema ambiente, l’Assessorato Istruzione e Cultura fornirà per l’anno scolastico in corso alle Istituzioni Scolastiche della Regione un abbonamento a “Cinemambientetv”, che consente di visionare oltre 200 tra film, documentari e cartoni animati, in campo scientifico e ambientale, con proposte di percorsi su temi quali l’acqua, l’energia e la biodiversità, tema centrale del 2010 . E conclude - Anche quest’anno, in sinergia con l’Assessorato dell’Ambiente, contando sulla grande qualità dei film proposti e consapevoli dell’importanza di diffondere al gran pubblico la cultura scientifica e la sensibilità verso queste tematiche, proponiamo anche una proiezione serale». «Credo che diventerà sempre più importante comunicare tematiche legate alla sostenibilità ambientale – ha dichiarato l’Assessore Manuela Zublena - per aumentare la consapevolezza dei cittadini e contribuire alla realizzazione di obiettivi comuni. Il termine sostenibilità racchiude in sé l’idea che i tre elementi, ambiente-società-economia, siano fortemente interdipendenti e che occorra trovare un vero equilibrio tra modelli di sviluppo, bisogni della popolazione e tutela delle risorse naturali. Ritengo che questa possibilità offerta dall’Amministrazione regionale di far visionare alle scuole secondarie film a tematiche così importanti dal punto di vista ambientale – aggiunge Zublena – sia un passo fondamentale per accompagnare le generazioni future verso il necessario cambiamento di direzione e raggiungere una maggiore sensibilità ambientale, comprendendo in questo modo che non è possibile continuare a consumare le risorse del nostro pianeta secondo i ritmi attuali. Infatti, oltre a peggiorare la qualità della vita umana, il degrado dell’ambiente frenerà lo sviluppo economico sostenibile di lungo periodo». |
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PRESENTAZIONE DI INCUNABOLI E MANOSCRITTI, LE PUBBLICAZIONI DELLA SOPRINTENDENZA PER I BENI LIBRARI, ARCHIVISTICI E ARCHEOLOGICI DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
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Trento, 15 novembre 2010 - Sono state presentate l’ 11 novembre presso il Centro culturale Bernardo Clesio di Trento due recenti pubblicazioni della Soprintendenza per i beni librari, archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento. Si tratta del volume curato da Mauro Hausbergher, "Gli incunaboli della Biblioteca capitolare di Trento", uscito all’inizio di quest’anno nella collana “Patrimonio storico e artistico del Trentino”, e di "I manoscritti medievali di Trento e provincia", a cura di Adriana Paolini, con la collaborazione di Marina Bernasconi, Leonardo Granata, pubblicato pochi mesi fa in coedizione con la fiorentina Sismel–edizioni del Galluzzo, nella collana “Biblioteche e archivi”. Alla presentazione l´assessore provinciale alla cultura, Franco Panizza. Le due pubblicazioni chiudono un lungo ciclo di lavoro e iniziative che hanno visto la Soprintendenza impegnata per anni. Con il volume sugli incunaboli della Biblioteca capitolare di Trento si può dire ultimata l’opera di catalogazione dei libri a stampa presenti nelle biblioteche trentine. L’altro volume completa invece la catalogazione dei manoscritti medioevali portando a termine il lavoro iniziato con la pubblicazione, nel 2006, del catalogo dedicato ai soli manoscritti medioevali della Biblioteca comunale di Trento. Nello stesso tempo i due libri potranno fare da ‘apripista’ a un nuovo ciclo di ricerche: quello dello studio dei singoli fondi, dei possessori, delle provenienze, della storia, insomma, delle biblioteche trentine, di come si sono formate, del loro essere state nei secoli, crocevia e insieme promotrici di cultura, centri attivi di formazione e circolazione delle idee, ulteriore testimonianza del profondo legame che il Trentino ha avuto nei secoli con la produzione, la conservazione e la trasmisione della cultura scritta; testimonianza altresì, ancora una volta, del suo ruolo di ponte o di cerniera tra due aree culturali e linguistiche che solo nell’età dei nazionalismi più accesi sono state una contro l’altra, ma che in realtà hanno contribuito, in un amalgama ben riuscito, a formare l’identità di questa terra. Le due pubbblicazioni sono una nuova, autorevole manifestazione dell’impegno profuso dalla Provincia autonoma di Trento nella tutela e nella valorizzazione dei beni librari, impegno che viene riconosciuto, anche fuori dai confini del territorio provinciale, dalla comunità scientifica nazionale e internazionale, dal mondo degli studiosi, delle istituzioni bibliotecarie e archivistiche. Come sempre accade nei lavori di questo tipo il risultato finale è frutto di competenze specialistiche diverse. Oltre ai due valenti curatori, Mauro Hausbergher e Adriana Paolini sono da ricordare i numerosi collaboratori, tra i quali almeno Luciano Borrelli che ha messo a frutto una lunga e assidua frequentazione con la storia della legatura, Donatella Frioli che ha studiato la storia della formazione della Biblioteca capitolare di Trento, Marina Bernasconi e Lorena Dal Poz, autrici del saggio su "Presenze di miniature d’oltralpe nelle biblioteche trentine", Leonardo Granata che ha partecipato alla progettazione e al coordinamento del volume sui manoscritti e la revisione delle schede e, ancora, Marina Bernasconi autrice della descrizione della decorazione e della voce “Miniatura” nelle singole schede. I due volumi sono stati presentati dal prof. Edoardo Barbieri, docente di Bibliografia e Biblioteconomia presso l’Università cattolica del sacro Cuore di Milano, dalla prof. Donatella Frioli, docente di Paleografia presso l’Università di Trento, e dalla prof. Nicoletta Giovè, docente di Paleografia presso l’Università di Padova. |
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AL TEATRO CARCANO DOPPIO APPUNTAMENTO CON LELLA COSTA IN AMLETO E RAGAZZE
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Milano, 15 novembre 2010 - A novembre e dicembre al Teatro Carcano eccezionale, doppio appuntamento con Lella Costa che ripropone a grande richiesta due tra i titoli più amati delle scorse stagioni: Amleto (dal 23 al 28 novembre) e Ragazze-nelle lande scoperchiate del fuori (dal 30 novembre al 5 dicembre). Entrambi gli spettacoli sono prodotti da Irma Spettacoli e diretti da Giorgio Gallione. Ospitalità in collaborazione con Elfo Puccini. Gli appassionati monologhi di Lella Costa partono da una figura letteraria centrale e arrivano diretti al nostro cuore e alla nostra intelligenza. Affabulatrice incalzante, scandaglia l’animo femminile con il suo bagaglio di sfide, fatiche, dolore, leggerezza, rabbia, contraddizioni. Amleto - una sorta di lezione-spettacolo - costruisce con amore e rigore un percorso nei meandri del capolavoro shakespeariano, per raccontarlo e analizzarlo tra citazioni, note storiche, giochi e turbinii di parole, discorsi morali, battute polemiche. Amleto è una spugna: contiene politica e tragedia d’amore, studio psicologico e dramma familiare, violenza e morale, follia e metodo, eccentricità e malattia, pace e guerra. Le antiche leggende raccontano l’esistenza di un Amleto addirittura in epoca anteriore a quella di Cristo. Così Amleth o Amlodi o Amlaghe, l’idiota, il matto è presente nelle saghe degli inizi del mondo (“esplodere o implodere, questo è il problema”, scrive Italo Calvino) e in ogni tradizione arcaica: dalla Persia all’Islanda, dalla Grecia alla Danimarca. Perché la vicenda di Amleto fa parte di quella grande enciclopedia del narrabile, di quel “padre dei racconti” che contiene la radice di tutte le storie umane. E sempre, dall’antichità fino a Shakespeare e in ogni riscrittura contemporanea, Amleto è rappresentato come il primo degli intellettuali infelici, cerniera tra mondo arcaico e nuovo sapere, tra Medioevo e modernità; un giovane colto e melanconico che astutamente armato di simulata follia lavora alla ricerca della verità o della vendetta. Da qui parte il nostro Amleto, dal contratto di finzione tipico di ogni racconto, dalla semplice e pura magia del narrare che è ancor oggi l’essenza del teatro, da una vicenda che nasce dall’ombelico del mondo e che viaggiando nel tempo e nello spazio ancora ci riguarda e ci emoziona, da un palcoscenico nudo che, come ai tempi di Shakespeare, tutto può evocare. |
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AL TEATRO CIAK – FABBRICA DEL VAPORE TUTTO QUESTO…DANZANDO! BRILLANTE COMMEDIA A RITMO DI DANZA! |
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Milano, 15 novembre 2010 - Tutto questo…Danzando! Spettacolo itinerante in tutta Italia. Dopo il grande successo estivo della commedia musicale “Tutto questo...Danzando!” che ha toccato i più prestigiosi Festival della nostra penisola (registrando il tutto esaurito al Festival de la Versigliana a Marina di Pietrasanta) ora, la divertente e travolgente piece teatrale si prepara al grande debutto invernale. “Tutto questo...Danzando!”, spettacolo unico che, attraverso straordinarie coreografie, racconta un indimenticabile viaggio a bordo di una nave crociera, dove salgono i sei protagonisti, che verranno “imprigionati” in un incantesimo. La “nave ballerina”, storicamente ferma al 1935, riprende vita grazie alla musica, affrontando un nuovo viaggio, lungo il quale ogni protagonista può realizzare il suo sogno. Il pubblico si immergerà in una magica e briosa atmosfera, insieme ai sei ballerini, reduci dal grande successo del programma televisivo “Ballando con le stelle”, condotto da Milly Carlucci: Natalia Titova, Samuel Peron, Samanta Togni, Vicky Martin, Roberto Imperatori, Fabrizio Graziani. A bordo della nave, un personaggio bizzarro, quanto maldestro, interpretato dall´attore e comico Gabriele Marconi, ci ha introdotto nel passato degli artisti, svelandoci intimità, amori e debolezze. Al suo fianco il coinvolgente cantante/attore Mikee Introna. Lo spettacolo prodotto da Mauro Longhin per Cicuta Produzioni srl, è diretto dal regista/autore Marco Lapi e dal regista/coreografo Marco Sellati. Comicità e invenzione scenica sono solo alcuni degli ingredienti di questa piéce teatrale. Un grande melange dove seduzione, passionalità e tanti sorrisi, carpiscono l´attenzione del pubblico. Lo spettacolo “solcherà”, a partire dal mese di ottobre, i maggiori teatri: il 21 ottobre con la prova generale a Salsomaggiore; il 22 ottobre a Sanremo (Teatro Ariston); il 27 ottobre ad Argenta (Teatro dei Fluttuanti); dal 29 al 31 ottobre a Bologna (Teatro delle Celebrazioni); il 6 novembre a Montecatini Terme (Teatro Verdi) ; l´8 novembre a Firenze (Teatro Verdi); dal 13 al 14 novembre a Novara (Teatro Coccia); dal 18 al 28 novembre a Milano (Teatro Ciack), il 30 novembre a Brescia (Palabrescia); il primo dicembre a Livorno (Teatro Goldoni); il 2 dicembre a Piacenza (Teatro Politeama); il 3 dicembre a Bergamo (Teatro Creberg); il 5 dicembre a Padova (Gran Teatro); l´8 dicembre a Cesena (Fc); il 10 dicembre ad Ivrea (To); l´11 dicembre a Mantova (Teatro Sociale); il 10 gennaio 2011 a Frosinone; l´11 gennaio 2011 ad Avellino. Buon viaggio con “Tutto questo... Danzando!”. Www.teatrociak.it/ |
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COSA FA LA MIA ANIMA MENTRE STO LAVORANDO? OPERE D´ARTE CONTEMPORANEA DALLA COLLEZIONE CONSOLANDI A GALLARATE, MUSEO MAGA |
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Milano, 15 novembre 2010 - Il Maga di Gallarate, a pochi mesi dalla scomparsa del noto collezionista milanese Paolo Consolandi, gli rende omaggio con una mostra curata da Francesca Pasini ed Angela Vettese. La mostra, attraverso una selezione delle straordinarie opere dell´importante collezione Consolandi, ripercorre le principali tendenze dell´arte contemporanea nazionale e internazionale dagli anni Cinquanta ad oggi, dando prova della grande sensibilità e lungimiranza e dello spiccato intuito di Paolo Consolandi. Circa duecento opere di altrettanti artisti compongono l´allestimento suddiviso in sette nuclei tematici (Oltre la materia, Orizzonti, Scrivere e scriversi, Dialoghi eclettici, Corpo e mente, Ritratti, autoritratti e altro, Things), sezioni tematiche all´interno delle quali le opere di artisti storici dialogano e si mettono in relazione con quelle degli artisti più giovani sostenuti dal collezionista. "Come diceva Paolo Consolandi: Collezionare arte contemporanea significa non avere nostalgia del passato, ed è con questo criterio che ha scelto di interagire col suo tempo. La sua intuizione - afferma Francesca Pasini curatrice della mostra con Angela Vettese - si è sempre rivolta allo stato nascente delle ricerche, così troviamo le opere germinali di Giulio Paolini, Alighiero Boetti, Giovanni Anselmo... Ma anche la foto della prima performance di Vanessa Beecroft, la mano trafitta da una matita dell´indisciplinato studente Maurizio Cattelan, i primi lavori di Alberto Garutti, Stefano Arienti, Grazia Toderi, Elisabetta Di Maggio le lettere inviate da Sabrina Mezzaqui a Massimo Minini, prima di conoscerlo, prima di fare da lui la prima mostra, i ricami di esordio di Francesco Vezzoli. E poi Tacita Dean, Gabriel Orozco, Luca Vitone, Mark Dion, Roni Horn, Mona Hatoum, Cornelia Parker. Maestri acclamati come Gerhard Richter, Jannis Kounellis, Thomas Hirschhorn, Andy Warhol, Mike Kelly, Marina Abramovic, Thomas Struth, Rebecca Horn, Cindy Sherman, Anish Kapoor, hanno avviato, nella sua collezione, dialoghi a distanza ravvicinata con giovani quali Gianni Caravaggio, Sabrina Torelli, Francesco Gennari, Luca Trevisani, Dacia Manto, Jan Tweedy. Come scrive Angela Vettese (Sole 24 ore, 2010), "Gusto Consolandi ne ha avuto, e molto. Ma per poterlo coltivare ha fatto le valigie almeno dieci volte l´anno: per visitare una fiera a Miami, una mostra a Istanbul o una galleria di Parigi. Ha capito - con umiltà insospettabile data la personalità da ammiraglio - che non si nasce imparati in fatto d´arte e tantomeno riguardo al contemporaneo, che il senso pieno dell´oggi lo si impara vivendo, viaggiando, e sapendo che non si avrà abbastanza tempo". Nato a Milano nel 1921 e notaio di professione, Paolo Consolandi inizia a comprare arte negli anni Cinquanta, al fianco della moglie Franca, archeologa. Intima e personale, ma al tempo stesso profondamente animata da senso civico, la collezione è stata sempre un monito anche per le istituzioni pubbliche: come un dire "questo si può fare". Si può cercare di seguire il presente a qualsiasi età e in qualsiasi condizione. Analogie cronologiche e di intuizione critica affiancano dunque la collezione privata (Consolandi) a quella pubblica (Maga) istituendo confronti e paralleli interessanti che dicono moltissimo sull´energia culturale che permeava l´Italia all´indomani della seconda guerra quando entrambe vedono la propria nascita. Il titolo della mostra Cosa fa la mia anima mentre sto lavorando? si riferisce all´opera di Fischli & Weiss, immagine guida della mostra scelta in rappresentanza della collezione, oltre che frase emblematica della personalità e della vita di Paolo Consolandi. Il catalogo della mostra è edito da Electa, Milano www.Museomaga.it/ |
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MIMAR SINAN MEETS PALLADIO IN ISTANBUL A ISTANBUL, TOPHANE-I AMIRE CULTURAL CENTER |
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Vicenza, 15 novembre 2010 - Una mostra organizzata dalla Mimar Sinan Fine Arts University di Istanbul e dal Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza Iniziativa nell´ambito di Istanbul capitale della cultura europea 2010 L´anno di Istanbul culturale europea si chiude con una mostra di architettura dal titolo evocativo: Mimar Sinan incontra Palladio a Istanbul. La mostra mette in scena il dialogo a distanza fra i due massimi architetti del mondo ottomano e occidentale del Rinascimento. Mimar Sinan (1490-1588) è il grande progettista turco che realizzò quasi cinquecento edifici, fra grandi moschee, palazzi, terme, ponti. Andrea Palladio (1508-1580) è forse l´architetto più famoso di ogni tempo. Molto più di quanto ci appaia evidente oggi, Venezia e Istanbul erano due potenze gemelle che si contendevano costantemente il dominio del Mediterraneo. Certamente nemiche, erano anche legate da una fitta rete di scambi e interessi commerciali comuni, dai beni di lusso sino al grano, che - come gli Usa dall´Urss durante la "guerra fredda" - i Veneziani compravano largamente dal mercato turco fino a quando le campagne bonificate dalle ville non misero fine alla pericolosa dipendenza. Palladio e Sinan non si conobbero mai personalmente, ma avevano un amico in comune, Marcantonio Barbaro, il committente della villa e del tempietto di Maser, che dal 1568 al 1574 è ambasciatore veneziano a Istanbul, è amico di Sinan e visita spesso i suoi cantieri. Tramite Barbaro fra i due architetti si istaura un dialogo a distanza, con scambi da entrambe le parti. Dopo l´uscita dei Quattro Libri di Palladio (1570), alcune moschee di Sinan cominciano a mostrare elementi sorprendentemente simili a facciate di ville pubblicate nel trattato. Del resto, chiunque guardi il retro della chiesa del Redentore di Venezia, realizzata da Palladio a partire dal 1576, non può non riconoscere nei due campanili cilindrici con copertura conica due minareti, e come tali dovevano essere visti dalla residenza degli ambasciatori ottomani, che si trovava in palazzo Mocenigo poco lontano. La mostra presenta per la prima volta Palladio al pubblico della Repubblica turca, e lo fa attraverso la serie completa dei famosi modelli lignei delle sue architetture realizzati dal Centro palladiano: ben 17 grandi modelli in legno e porcellana, riuniti per la prima volta tutti assieme dai tempi della leggendaria mostra vicentina del 1973. Intorno ad essi sono allestiti sei grandi schermi dove sono proiettate multivisioni digitali che mostrano gli edifici di Palladio, nel loro contesto urbano o paesaggistico, confrontati con quelli di Sinan. La mostra stessa è allestita in un ambiente d´eccezione: la più importante fonderia di cannoni dell´Impero ottomano, costruita nel Xv secolo, ampliata da Solimano il Magnifico nel Cinquecento e infine, nel 1803, trasformata dal sultano Selim Iii nell´attuale, imponente struttura voltata in pietra e mattoni. La mostra è a cura di Guido Beltramini e di Howard Burns (Cisa Andrea Palladio) e di Demet Binan (Mimar Sinan Fine Arts University). L´allestimento è curato da Aldo Cibic e Mauro Zocchetta. La mostra sarà inaugurata il 29 novembre dalla presidente del Centro palladiano, Amalia Sartori, dall´Ambasciatore d´Italia in Turchia, Gianpaolo Scarante e dal rettore della Sinan Fine Arts University. Nel pomeriggio precedente presso la Sinan Fine Arts University si terrà un convegno su Palladio e Sinan nel quale interverranno i curatori della mostra e alcuni dei massimi specialisti turchi di architettura del Cinquecento, fra cui Dogan Kuban, docente al Politecnico di Istanbul, il decano degli studi in materia. "Sono particolarmente onorata - dichiara Amalia Sartori - che Istanbul abbia voluto coronare un anno tanto significativo per il futuro della Turchia con una mostra su Palladio e Sinan, che crea un vero ponte fra Oriente e Occidente. Ancora una volta la cultura dimostra la propria capacità di creare un terreno comune, e Palladio stesso conferma doti di straordinario ambasciatore. Fra il 2008 e il 2009, mezzo milione di persone ha visitato la nostra mostra in Europa, e la sua versione americana ha riscosso grandi consensi a New York e li sta riscuotendo ora a Washington. Palladio, Vicenza e il Veneto sono diventati nomi familiari ad un pubblico vasto. Penso che nessuno, all´inizio delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla nascita di Palladio, avrebbe osato neanche sognare un esito così gratificante". Www.cisapalladio.org/ |
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GIOIELLI FANTASIA DA UNA COLLEZIONE TORINESE A PALAZZO MADAMA - SALA DEL SENATO
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Milano, 15 novembre 2010 - La mostra Gioielli Fantasia da una collezione torinese, promossa dalla Fondazione Torino Musei, sarà allestita nella Sala del Senato a Palazzo Madama di Torino dal 23 novembre 2010 al 23 gennaio 2011. La rassegna, a cura di Enrica Pagella, prevede l´esposizione di circa 500 esemplari di Gioielli Fantasia provenienti dalla Collezione di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Il percorso espositivo accompagnerà il visitatore attraverso la produzione di bijoux realizzati negli Stati Uniti tra gli anni ´30 e gli anni ´70, con alcuni esemplari anche degli ultimi anni. Saranno esposte grandi collane, coloratissimi orecchini, spille stravaganti, bracciali eccentrici. La storia del gioiello non prezioso, dapprima legata alla semplice copia dei monili autentici e successivamente sviluppatasi come ambito di ideazione e produzione autonoma, trova un momento fondante negli anni Venti come complemento delle creazioni di alta moda, in particolare parigina (Chanel, Schiaparelli). Sono tuttavia gli Stati Uniti ad accogliere, arricchire ed espandere il grande repertorio del Gioiello Fantasia (o Costume Jewelry), trasformandolo in un vero e proprio settore produttivo, con centinaia di manifatture, migliaia di addetti e decine di ideatori a cui si deve un’idea radicalmente nuova dell’ornamento, in termini di forme, di materiali, di messaggi. La Costume Jewelry è infatti la bigiotteria creata appositamente per adornare un vestito. Il termine viene usato per la prima volta in riferimento ai bijoux disegnati da Hobé per i costumi di scena delle Ziegfeld Follies, una serie di spettacoli teatrali prodotti a Broadway, e ha poi un considerevole sviluppo anche con il cinema muto di Hollywood. Il grande boom del Gioiello Fantasia avviene nel periodo della grande Depressione del 1929-1939. Con la scomparsa dei prodotti di lusso, legata alle ristrettezza economiche e ai vincoli commerciali, la sperimentazione con materiali non preziosi diventa l´unica via di sopravvivenza per i gioiellieri. Nonostante l´utilizzo di pietre e leghe di modesta qualità, le forme meravigliose e anticipatrici di tante tendenze di questi gioielli sono il segno evidente delle straordinarie capacità creative dei designer dell´epoca. Anche le dive del cinema come Greta Garbo, Marlene Dietrich, Bette Davis e Vivien Leigh li indossano su loro abiti di scena (Joseff crea monili per centinaia di pellicole di gran successo, tra cui Via Col Vento). I bijoux hanno finiture accurate e design sbalorditivi. I colori, le forme e gli innumerevoli soggetti da giorno e da sera piacciono immensamente, tanto che, anche quando finisce la guerra e ritornano in auge i gioielli veri, i Gioielli Fantasia continuano ad essere realizzati. Anzi, la produzione continua a svilupparsi. E la loro storia procede parallelamente a quella dei gioielli veri e della moda. La mostra a Palazzo Madama presenterà gli esemplari concepiti ed elaborati dai più importanti designer come Trifari, Marcel Boucher, Coro, De Rosa, Eisenberg, Miriam Haskell, Eugène Joseff, Kenneth J. Lane, Pennino, fino a Wendy Gell e Iradj Moini. L´esposizione non avrà un unico criterio di selezione, ma differenti focus nell´ambito di questa affascinate e ancora poco conosciuta storia dei bijoux americani. Si farà luce sui materiali di grande impatto visivo, come la bachelite, la lucite, i cristalli, il rodio e sulle tecniche come la smaltatura. Si presenteranno i soggetti naturalistici più suggestivi, floreali e animali, i temi patriottici con le iconografie legate alla storia degli Stati Uniti d´America come le bandiere a stelle e strisce e l´attacco a Pearl Harbor. Si individueranno alcune personalità di autori particolarmente rilevanti nell´evoluzione della Costume Jewelry. Una sezione sarà dedicata alla celebrazione del Natale con luccicanti Christmas Tree. Enrica Pagella, Direttore di Palazzo Madama dichiara: “Palazzo Madama ha scelto di realizzare questa mostra per diversi motivi. Da un lato siamo felici di offrire ai visitatori del museo un’occasione di conoscenza su un tema ancora poco noto al grande pubblico e di esplorare, così, insieme a loro, un filone squisitamente moderno della storia delle arti decorative. Dall’altro, Gioielli fantasia rappresenta un momento di valorizzazione del collezionismo locale, secondo una linea già tracciata da altre iniziative, come le mostre dedicate ai coralli siciliani e alle ceramiche Lenci. Non bisogna dimenticare che all’origine dello straordinario patrimonio di Palazzo Madama c’è il collezionismo privato che ha saputo trasformarsi in mecenatismo. E anche oggi il museo deve sapersi proporre come luogo di incontro delle culture e delle passioni che maturano nella società che lo circonda, facendosi interprete e mediatore, capace di portare un contributo ai vincoli identitari della comunità”. "Ho sviluppato interesse per questi gioielli fantasia perché rappresentano un patrimonio culturale che ci riporta a tempi difficili e a grandi cambiamenti sociali. E la depressione del ´29 fu un motivo ispiratore per fantastiche creazioni. E´ importante il significato e il contenuto che essi trasmettono, la loro aderenza e precisione col momento storico in cui sono stati realizzati. Nella Costume Jewelry ricerco la creatività, la fantasia e apprezzo l´uso di materiali innovativi, come la gomma vulcanizzata, la celluloide, la bachelite, il plexiglas e l´acrilico, capaci di anticipare tante tendenze future. Sono gioielli "poveri ma belli", accessibili e alla portata di tutti. Mi sono appassionata agli smalti di Marcel Boucher, alle spille eccentriche di Eisenberg, ai bellissimi Trifari (indossati anche da Mamie Eisenhower), alle forme glamour delle collane di Miriam Haskell, alle creazioni di Kenneth Jay Lane (il celebre bijoutier ricercato dalla Duchessa di Windsor, da Jackie Kennedy e dall´allora direttrice di Vogue Diana Vreeland), alle folli composizioni della giovane Wendy Gell, all´immaginazione sfrenata del contemporaneo Iradj Moini" afferma Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale con testi di Enrica Pagella, Cesare Cunaccia, Erika Zacchello e un ricco apparato iconografico. |
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PRESENTATO IL CIRCUITO DANZA FVG |
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Pordenone, 15 novembre 2010 - "Esprimendo il più vivo apprezzamento per l´attività che svolgete, vorrei dare un messaggio di serenità rispetto ai finanziamenti che la Regione garantirà per la cultura: pur nelle difficoltà attuali, penso che riusciremo a rispondere positivamente alle attese di quanti s´impegnano nel settore. E un messaggio di progettualità: nel senso che già al 2012 spero che riusciremo a giungere a forme di finanziamento che non poggino più su tabelle statiche, ma che facciamo emergere le progettualità sulla base di parametri certi e trasparenti. Di certo per noi la cultura non è una spesa, ma un investimento". Lo ha affermato l´assessore regionale alla Cultura, Elio De Anna, intervenuto l’ 11 novembre nella sede della Regione a Pordenone, alla presentazione di "Circuito Danza Fvg" da parte di "a.Artistiassociati". Con il presidente, Walter Mramor, erano presenti anche i rappresentanti di alcuni degli organismi con cui la cooperativa goriziana si è messa in sinergia per dar vita al Circuito: l´Ente regionale teatrale del Fvg, il Centro Servizi e Spettacoli di Udine, il Teatro Miela di Trieste. Per l´assessore regionale la gratitudine della Regione va al Circuito Danza "per l´attività, ma soprattutto per la qualità delle proposte; per la progettualità che non si ferma alle ospitalità, ma valorizza le produzioni di compagnie e scuole del Friuli Venezia Giulia; per l´attenzione ai giovani artisti e al loro talento offrendo l´opportunità di esprimere la loro creatività; per la progettualità internazionale - tramite Interreg Austria-italia - messa in atto e che va nel senso di aprire nuove possibilità promozionali e culturali". Walter Mramor ha quindi illustrato l´attività di "a.Artistiassociati" e il programma di Circuito Danza Fvg. La Cooperativa a.Artistiassociati, riconosciuta sin dal 1989 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come Impresa di Produzione Teatrale, da diversi anni si occupa anche della promozione e della diffusione della danza sul territorio regionale, ottenendo dal Ministero anche il riconoscimento di soggetto, a livello nazionale, di distribuzione e formazione del pubblico nell´ambito del settore della danza. Grazie a ciò e al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, si è concretizzato il Circuito Danza Fvg, che ha consentito di sviluppare nuove collaborazioni tra le compagnie e il territorio e di intraprendere un´attività del tutto innovativa per la nostra regione dove sino a quel momento non esisteva una struttura preposta alla promozione di questa straordinaria forma artistica. Nella stagione 2010-2011, il Circuito coinvolgerà 4 Province, 9 comuni, 22 repliche, 12 repliche per il pubblico dei ragazzi, 3 giovani danz´autori sostenuti dal Circuito all´interno del progetto Anticorpi Xl - un´occasione di sviluppo della professionalità e l´opportunità di occupazione lavorativa -; 22 scuole partecipanti a Suggestioni-vetrina per le scuole di danza; 102 scuole di danza contattate; 16 collaborazioni tra enti e teatri della regione; 10 compagnie italiane e straniere. |
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UMBRIA: GLI ANGELI DEL FANGO PRESENTATI IN UN CONVEGNO E MOSTRA FOTOGRAFICA |
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Perugia, 15 novembre 2010 – Furono giovani e giovanissimi volontari, animati da uno spirito di solidarietà e di amore per la cultura, a passare uno per uno i preziosi libri (parecchi erano antichi, fra cui rare “cinquecentine”), che dalla Biblioteca Nazionale di Firenze sconvolta dall’alluvione del 1966 furono dirottati al magazzino del tabacco di San Giustino, e che con le “tabacchine”, le pazienti operaie addette all’essiccazione ed alla lavorazione del tabacco, provvidero ad asciugarli, rimetterli in sesto, restaurarli e salvarli così da una distruzione sicura. A tutti loro, agli “Angeli del fango” di San Giustino (dal titolo di un volume di Erasmo D’angelis, dedicato all’opera dei volontari dell’alluvione, “Angeli del fango/ ‘La meglio gioventù’ nella Firenze dell’alluvione, edito da Giunti) è dedicata l’iniziativa che il comune di San Giustino (con le Regioni Umbria e Toscana, le Province di Perugia e di Arezzo ed il Comune di Firenze, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Firenze, la Biblioteca di Arezzo, il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Banca di Anghiari e Stia) ha organizzato per il 20 novembre nella città altotiberina: un convegno sull’alluvione di Firenze del 1966 e l’opera degli “Angeli del Fango” per recuperare i libri alluvionati accompagnerà, nella sede del Museo Storico-scientifico del Tabacco, ed una mostra fotografica e documentale, aperta fino a domenica 28 novembre, giorno in cui saranno proiettati, a partire dalle 15.30, filmati di repertorio ed esposti (grazie alla Biblioteca Nazionale di Firenze) una scelta di importanti volumi restaurati a San Giustino. Convegno e mostra sono stati presentati stamani a Palazzo Donini in una conferenza-stampa dal sindaco di San Giustino Fabio Buschi, dall’assessore alla cultura del comune Stefania Ceccarini e dagli assessori alla Cultura della Regione Umbria Fabrizio Bracco e della Regione Toscana Cristina Scaletti. “È una mostra di grande valore storico e documentario – ha detto l’assessore Fabrizio Bracco -, a racconto e testimonianza di un bel periodo della nostra storia, in cui il disastro dell’alluvione fu l’occasione perché si manifestassero la straordinaria qualità umana e i valori della solidarietà da parte di chi fu volontariamente impegnato nei soccorsi. L’alluvione di Firenze – ha aggiunto Bracco - fu un polo attrattore di tutti quei giovani, che poco tempo dopo diedero vita al rinnovamento del Sessantotto e della stagione di nuove sensibilità e conquiste civili, che contribuirono a cambiare l’Italia”. “San Giustino – ha aggiunto Bracco – partecipò di quel clima di fervore: posso dirlo, perché io ero fra quei giovani che, sotto la direzione del professor Roberto Abbondanza dell’Archivio di Stato, s’impegnò nella salvezza dei libri e del significato che essi rivestivano”. “Fu un momento drammatico, che si risolse in una vittoria dell’impegno, della solidarietà e della cultura – ha detto l’assessore alla Cultura della Regione Toscana Cristina Scaletti -, un esempio tanto più importante oggi che la cultura sembra oggi tenuta in Italia in ben scarsa considerazione, messa in pericolo anzi, nell’indifferenza di tanti, dai gravissimi tagli al settore operati dalla manovra del Governo, 320 milioni di euro in meno soltanto in Toscana. L’iniziativa di San Giustino è dunque anche un momento – ha sottolineato -, per sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi e per opporsi a chi vorrebbe che, con la cultura, fossimo privati della memoria, della capacità e degli strumenti per capire il presente”. “La mostra è un motivo di orgoglio per San Giustino e il nostro territorio – hanno detto il sindaco Buschi e l’assessore Ceccarini -, che si sta qualificando sempre di più, come mostra il recente restauro e riapertura del Castello Bufalini, nell’offerta culturale e turistica”. |
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MAGAZZINI SONORI TRASMETTE IL CONCERTO DI CLAUDIA CIELI QUARTET DEDICATO A MINA |
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Bologna, 15 novembre 2010 - Dalla rassegna I Martedì Estate, organizzata a Bologna dal Centro San Domenico, Magazzini Sonori trasmetterà in differita la registrazione del concerto tenuto da Claudia Cieli Quartet nel mese di luglio. L´appuntamento con la differita in web streaming è per mercoledì 17 novembre alle ore 17; per ascoltare il concerto sarà sufficiente collegarsi all´indirizzo www.Magazzini-sonori.it/ Claudia Cieli, venticinquenne cantante bolognese che ha all´attivo un singolo e alcune illustri collaborazioni, all´interno della suggestiva cornice delle absidi di San Domenico ha proposto la sua interpretazione in chiave contemporanea di alcune delle più celebri canzoni di Mina: da Il cielo in una stanza, alla Banda, E se domani. La sua voce è accompagnata dal contrabbasso di Felice Del Gaudio, dal pianoforte di Pino De Fazio e dalla batteria di Bruno Farinelli. La differita riproporrà il concerto in versione integrale. I singoli brani eseguiti potranno essere riascoltati su Magazzini Sonori a partire da giovedì 18 novembre. La trasmissione sarà curata da Cinzia Leoni (Agenzia Informazione e Ufficio Stampa della Giunta della Regione Emilia-romagna) e da Aicod. |
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PARTE LA CAROVANA DI ´MUSICULTURA TOUR 2010´ - FARA` TAPPA NEI TEATRI STORICI DELLE MARCHE: ´UN´IDEA VINCENTE PORTARE LA MUSICA D´AUTORE NEI PICCOLI TEATRI |
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Ancona, 15 Novembre 2010 - E´ in partenza il ´bus della musica´. Prende il via cosi` la terza edizione di Musicultura Tour attraverso i piu` bei teatri storici marchigiani. A bordo quattro artisti vincitori delle passate edizioni di Musicultura Festival, accompagnati da Paola Turci, una delle voci piu` note della canzone di qualita` italiana. L´iniziativa e` stata presentata questa mattina in Regione, alla presenza dell´assessore regionale alla Cultura, Pietro Marcolini, del direttore artistico di Musicultura, Piero Cesanelli, della giornalista di Radio 1 Rai, Carlotta Tedeschi, di Paola Turci, e dei giovani artisti Andrea Epifani, Serena Ganci, Simona Norato, Naif Herin, e il gruppo Cordepazze. Dal 12 novembre al 3 dicembre, questi artisti si esibiranno sul palcoscenico dei teatri di Castelfidardo, Urbania, Civitanova Marche, Petritoli, San Marcello, Matelica e Camerino. ´Penso che l´idea di portare il Festival Musicultura nei piccoli teatri e nei centri minori sia un´idea vincente ´ ha detto l´assessore Marcolini ´ innanzitutto perche` si da` spazio alla canzone di qualita` e poi perche` e` un´occasione per offrire momenti di incontro tra i giovani cantautori e il pubblico e per rivitalizzare le belle strutture teatrali che si riaffermano cosi` luoghi di aggregazione e di crescita culturale´. ´Le Marche ´ ha proseguito Marcolini ´ hanno fatto tantissimo per recuperare i numerosi teatri storici della regione. Spesso pero` queste strutture sono tenute chiuse per mancanza di personale o di fondi. Una situazione pesante che, unita ai tagli del Governo nazionale, rischia di annichilire la cultura. L´idea che la musica possa agire da traino e favorire occasioni di partecipazione e aggregazione e` di grande importanza. Musicultura si pone pertanto in piena sintonia con le linee programmatiche della Regione e dal prossimo anno diverra` soggetto stabile della politica culturale marchigiana´. |
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