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MARTEDI
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Notiziario Marketpress di
Martedì 15 Febbraio 2011 |
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"LA VISUALIZZAZIONE DELLA TERAPIA CELLULARE INCONTRA L´APPLICAZIONE CLINICA" |
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Vienna, 15 febbraio 2011 - Il 6 marzo 2011 si terrà a Vienna, in Austria, una conferenza intitolata "La visualizzazione della terapia cellulare incontra l´applicazione clinica". All´interno della comunità europea di imaging cellulare i nuovi strumenti di imaging sono fondamentali per la comprensione degli effetti terapeutici sui pazienti. La manifestazione sarà incentrata su tre esempi di visualizzazione: "Visualizzazione di cellule staminali neurali trapiantate e rigenerazione dei tessuti con la risonanza magnetica"; "Imaging di vaccinazioni a cellule dendritiche in pazienti affetti da melanoma"; "Monitoraggio degli isolotti pancreatici marcati all´ossido di ferro super paramagnetico nel fegato umano con la risonanza magnetica". L´evento è finanziato dal progetto Encite (European Network for Cell Imaging and Tracking Expertise). Encite è composto da 29 partner di progetto provenienti da 10 paesi con massime competenze in materia di imaging cellulare. Il progetto quadriennale è iniziato nel giugno 2008 ed è sostenuto dalla Commissione europea. Per ulteriori informazioni, fare clic: http://www.Encite.org/html/img/pool/encite_ecr_final_programme_24012011.pdf |
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TUMORE AL SENO E AL COLON: DAL SUGHERO UNA NUOVA STRADA PER LA RICERCA FARMACOLOGICA |
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Conegliano, 15 febbraio 2011 - Un’importante scoperta dell’Università di Porto in collaborazione con i ricercatori Amorim mette in luce come alcune impercettibili sostanze antiossidanti si trasferiscono dal tappo in sughero al vino e vengono assorbite da chi lo beve, contribuendo alla lotta contro il tumore al seno e al colon. Si apre una nuova strada per la ricerca farmacologica internazionale. Tappo in sughero: la migliore chiusura per il vino. Il tappo in sughero non è solo la migliore chiusura per la conservazione delle caratteristiche organolettiche del vino, non è solo quella che ha un minor impatto sull’ambiente, ma è anche l’unica in grado di trasferire al vino quantitativi impercettibili di sostanze che hanno importanti effetti benefici sulla salute. Come a dire che scegliere un vino con un tappo in sughero non solo fa bene all’ambiente, non solo fa bene al vino, ma fa bene anche a chi quel vino lo beve. Con moderazione. A fare questa importante scoperta per il mondo del vino è l’Università di Porto in collaborazione con il professore Miguel Cabral, responsabile del dipartimento Ricerca e Sviluppo Amorim. La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry è una delle più autorevoli pubblicazioni scientifiche al mondo, edita dall’American Chemical Society. La salute passa dal tappo...In sughero. Il Gruppo Amorim, leader mondiale nel mercato del sughero, ha a lungo investito in Ricerca&sviluppo con l’obiettivo di sconfiggere il sapore di tappo, quel difetto dovuto al composto “Tricloroanisolo” che si trasferisce dal sughero al vino. Ora che l’ha definitivamente sconfitto, attraverso l’adozione di strategie preventive e curative, si sta concentrando sulle sostanze che si possono trasferire dal sughero al vino in grado di migliorare il vino durante il suo processo di affinamento in bottiglia e che possono avere dei riscontri benefici per l’uomo. Alcune di queste sostanze infatti sono risultate possedere importanti proprietà biologiche, tra cui antiossidanti, antitumorali, antinfiammatorie, antibatteriche, e attività di replica anti-Hiv. L’analisi di laboratorio - L’estrazione dei composti fenolici da sughero Quercus suber L, privo di schiena esterna, è stata ottenuta con macinazione e setacciatura di alta qualità di sughero portoghese, forniti da Amorim & Irmaos. Granina di dimensioni 0.5-1mm è stata immersa in una soluzione alcolica(12% etanolo, 5,0 g / L di acido tartarico, tamponata al pH 3.2) per 72 ore a temperatura ambiente con agitazione. La sospensione è stata filtrata per gravità, e poi con una membrana, l´etanolo è stato rimosso per distillazione sotto vuoto. Il residuo è stato poi spruzzato con un Mini Spray Drier B-290 lasciato essiccare e la polvere ottenuta è stata estratta tre volte con acetato di etile. Le frazioni organiche sono state combinate ed evaporate fino al secco tutto sotto vuoto. Il residuo è stato disciolto in H2o/meoh e liofilizzato. Il frazionamento dei composti fenolici è stato effettuato secondo il metodo testato. Una parte di quanto sopra liofilizzato del residuo secco è stato sciolto in metanolo e fatta analisi cromatografica su un Toyopearl Tsk Hw-40 per 14 h utilizzando metanolo come eluente, a 0,8 mL/min. I composti fenolici sono stati separati in base al peso molecolare, e ogni frazione ottenuta è stata liofilizzata dopo l’eliminazione del solvente. I solidi ottenuti sono stati analizzati mediante Hplc e Lc-dad/esi-ms. Effetto sulla crescita di cellule tumorali umane - Tra i tannini ellagici studiati, di-Hhdp-glucosio, castalagin, e di-Hhdp-galloyl-glucosio hanno dimostrato una grande attività citotossica contro tutte le linee cellulari, mentre Hhdp-di-galloyl-glucosio è risultato essere il meno attivo. Un confronto della citotossicità di questi composti suggerisce che la presenza del gruppo Hhdp sembra essere importante per la citotossicità, e la combinazione di Hhdp con gli altri gruppi fenolici carbossilici potrebbe essere essenziale per questa funzione. Diversi studi hanno indicato che i tannini ellagici e l’acido ellagico inibiscono la proliferazione delle cellule del ciclo cellulare inibendone la progressione e di apoptosi. Pertanto, si potrebbe definire che l´acido ellagico e acido gallico idrolizzato dai composti testati nel presente documento possono essere importanti prodotti della citotossicità in cellule tumorali. Alcuni dei composti fenolici presenti nel sughero e testati in questa ricerca hanno mostrato una significativa attività antiossidante e antiradicale e la riduzione delle proprietà, oltre ad avere un rilevante potenziale antiproliferativo, contro le linee tumore della mammella e del colon. È interessante notare che gli antiossidanti testati si sono rivelati agenti citotossici con azione antiproliferativa. Questo potrebbe essere dovuto ad un duplice effetto antiossidante e pro-ossidante di questi polifenoli. Nel complesso, il sughero ha dimostrato di essere un importante fonte di molecole bioattive con ottime caratteristiche per applicazioni medicinali. |
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SCIENZIATI SCOPRONO LEGAME TRA IL RISCHIO DI ICTUS E IL RUMORE DEL TRAFFICO STRADALE |
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Bruxelles, 15 febbraio 2011 - Una nuova ricerca dimostra che le persone sono maggiormente a rischio di ictus quando sono esposte ad alti livelli di rumore del traffico stradale. Alcuni scienziati in Danimarca dicono che le persone di 65 anni e oltre sono ancora più a rischio. I risultati dello studio sono stati recentemente pubblicati sull´European Heart Journal. Ricercatori dell´Istituto di epidemiologia del cancro presso la Società di oncologia danese a Copenhagen hanno esaminato 51.485 partecipanti e hanno scoperto che per ogni 10 decibel (dB) di rumore in più c´è il 14% di rischio in più di avere un ictus. Ulteriori analisi hanno rivelato che le persone che hanno meno di 65 anni non hanno un rischio maggiore di ictus, ma il rischio aumenta di più di un quarto per ogni 10 dB di rumore di traffico stradale in più. I dati hanno anche mostrato indicazioni di una soglia limite a circa 60 dB che provoca realmente un rischio di ictus ancora maggiore. "Il nostro studio mostra che l´esposizione al rumore del traffico stradale sembra aumentare il rischio di ictus," ha spiegato la dott.Ssa Mette Sørensen dell´Istituto di epidemiologia del cancro. "Studi precedenti hanno collegato il rumore del traffico con una pressione arteriosa più alta e con infarti e il nostro studio aggiunge alle prove accumulatesi che il rumore del traffico potrebbe causare una serie di malattie cardiovascolari. Questi studi sottolineano il bisogno di agire per ridurre l´esposizione delle persone al rumore," dice il leader del progetto. "È il primo studio in assoluto a esaminare l´associazione tra l´esposizione al rumore del traffico stradale e il rischio di ictus e, quindi, è necessaria ulteriore ricerca prima di trarre conclusioni certe." Il team ha basato il suo studio sullo studio di coorte danese del 1993-1997 "Dieta, cancro e salute" che disponeva di un campione formato da 57.053 individui di età compresa tra i 50 e i 64 anni. I partecipanti venivano dalle zone di Copenhagen e Aarhus. Per questo recente studio, i ricercatori avevano accesso ad anamnesi mediche e resoconti dei luoghi di residenza dei soggetti mentre il loro follow-up medio era di 10 anni. Durante questo periodo, 1881 persone hanno avuto un ictus. La dott.Ssa Sørensen e il suo team hanno preso in considerazione nei loro calcoli gli effetti dell´inquinamento dell´aria, l´esposizione al rumore di treni e aerei e una serie di altri fattori di stile di vita, come dieta, fumo e consumo di alcool e di caffeina, che potessero essere fonte di confusione. Hanno anche scoperto che le informazioni sui soggetti e la loro zona di residenza erano connesse a un programma di calcolo del rumore che è stato usato per fare una mappa dei livelli di rumore in vari luoghi della regione nordica per alcuni anni. Nel programma si prendevano in considerazione la velocità e la composizione del traffico, il tipo di strada (cioè strade di campagna, autostrade) e le superfici nonché la posizione e l´altezza delle case dei soggetti rispetto alle strade. I ricercatori hanno detto che il 35% delle persone erano esposte a livelli di rumore maggiori di 60 dB nel momento in cui sono entrate nel campione di studio e il 72% sono rimaste allo stesso indirizzo per tutta la durata dello studio. La stima più bassa di esposizione al rumore era 40 dB e la più alta di 82 dB, hanno affermato. Commentando i risultati, la dott.Ssa Sørensen ha detto: "Se ipotizziamo che le nostre scoperte rappresentano il vero rischio e l´associazione tra il rumore del traffico stradale e l´ictus è casuale, allora una stima dell´8% di tutti i casi di ictus e del 19% dei casi in soggetti di oltre 65 anni di età, potrebbe essere attribuita al rumore del traffico stradale. La popolazione di questo studio, però, viveva principalmente in zone urbane e quindi non è rappresentativa dell´intera popolazione in termini di esposizione al rumore del traffico stradale. Se però prendiamo in considerazione la distribuzione dell´esposizione di tutte le abitazioni in Danimarca, scopriremo che circa 600 nuovi casi di ictus potrebbero essere attribuiti al rumore del traffico stradale in Danimarca ogni anno. Ci sono 5,5 milioni di abitanti in Danimarca e un totale di 12.400 nuovi casi di ictus ogni anno. Lo studio ha potuto solamente determinare se c´è un legame tra il rumore del traffico stradale e un più alto rischio di ictus, non se il rumore fa realmente aumentare il rischio a causa della sua natura epidemiologica. Per maggiori informazioni, visitare: Istituto di epidemiologia del cancro: http://www.Cancer.dk/epi+research/ European Heart Journal: http://eurheartj.Oxfordjournals.org/ |
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INTESA GOVERNO-REGIONI SUL FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO |
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Roma, 15 febbraio 2011 - Numerose sono le iniziative in atto volte a migliorare l’efficienza del servizio sanitario attraverso azioni quali la personalizzazione delle cure, la riduzione dell’errore umano e lo sviluppo di una sanità centrata sul cittadino. Un “pilastro” su cui basarsi per il raggiungimento di tale obiettivo è il Fascicolo Sanitario Elettronico (“Fse”). Una carta d’identità sanitaria, in grado di migliorare l’assistenza e di permettere un intervento rapido ed efficace in caso di emergenze, realizzando anche un risparmio di risorse. Così il ministro Fazio definisce il Fascicolo sanitario elettronico, di cui il 10 febbraio scorso sono state approvate in Conferenza Stato – Regioni le Linee guida, che individuano gli elementi necessari per una omogenea progettazione del Fse su base nazionale ed europea. Un importante passo avanti nella realizzazione del progetto, che entro il 2012 potrà essere reso disponibile su tutto il territorio nazionale per i cittadini italiani. Il Fascicolo elettronico verrà realizzato dalle Regioni previo consenso dell’assistito, e consiste nell’insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario, riguardanti il paziente, generati da eventi clinici presenti e trascorsi. Coprirà l´intera vita del malato e sarà costantemente aggiornato dai soggetti che lo prendono in cura. Nelle urgenze, il Fse permetterà agli operatori di inquadrare immediatamente i pazienti; consentirà la continuità delle cure, permetterà di condividere tra gli operatori le informazioni amministrative (ad esempio prenotazioni di visite specialistiche, ricette, etc.). L’accesso al Fse potrà avvenire mediante l’utilizzo della carta d’identità elettronica e della carta nazionale dei servizi, nel rispetto delle normative per la protezione dei dati personali. |
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SANITA’: PRESENTATO RAPPORTO SU SALUTE MENTALE IN VENETO QUASI 70.000 I MALATI. PIU’ DIFFUSE SCHIZOFRENIA, DEPRESSIONE, NEVROSI E PSICOSI. |
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Verona, 15 febbraio 2011 - I cittadini veneti che nell’ultimo anno hanno sofferto di malattie psichiatriche e sono stati curati dai servizi territoriali o dagli ospedali sono stati 69.810 (pari al 17,2 per mille abitanti), in crescita rispetto all’anno precedente. La loro età media è di 51,9 anni; sono più donne (58%) che uomini; l’80% di loro viene curato esclusivamente nei servizi territoriali e circa il 20% negli ospedali. Le patologie più frequenti sono la schizofrenia (23%), la depressione (18%), la nevrosi (18%) e le psicosi affettive (16%). Sono questi alcuni dei dati salienti del Rapporto Annuale sulla Tutela della Salute Mentale in Veneto (scaricabile dal sito www.Regione.veneto.it/salutementale), presentato oggi all’Ulss 20 di Verona, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale alla sanità Luca Coletto e dell’eminente psichiatra Michele Tansella, preside della facoltà di Medicina dell’Università di Verona. “Si tratta di una realtà – ha sottolineato Coletto – che ha un particolare impatto non solo sul paziente, ma anche sulla sua famiglia e sul microcosmo di riferimento. Per questo, l’attenzione della Regione è da tempo particolarmente forte ed ha prodotto un Progetto Obiettivo Salute Mentale i cui primi effetti positivi cominciano a farsi sentire. Lo studio dimostra infatti che si sta realizzando l’auspicata integrazione ospedale-territorio da un lato e l’altrettanto auspicato spostamento del momento di presa in carico e cura sul territorio, evitando a sempre più pazienti lo stigma del ricovero e favorendo il lavoro di reintegro nella società dopo la guarigione. In effetti, nell’ultimo anno, i servizi territoriali si sono fatti carico di circa l’80% dei pazienti, erogando 1 milione 400 mila prestazioni, oltre la metà delle quali attraverso i Centri di Salute Mentale. Gli ospedali hanno invece preso in carico circa 14 mila 300 pazienti, dei quali circa il 20% ha avuto necessità di più di un ricovero. A riprova della tendenza consolidata a trattare queste patologie con le strutture sanitarie territoriali, il rapporto indica anche un dato decennale: dal 2000 al 2009 i ricoveri ospedalieri sono diminuiti sia nelle strutture pubbliche (meno 27%) sia in quelle private (meno 17%) ed è via via aumentata la presa in carico da parte dei Centri di Salute Mentale. Sul piano dell’organizzazione, le strutture territoriali psichiatriche nel Veneto sono ben 354, il 71% delle quali in gestione diretta delle Ullss; il 53% sono di tipo residenziale, il 30% semiresidenziale, il 17% ambulatoriale. La tipologia più diffusa è quella del centro diurno (23%), seguita dalla comunità alloggio (19%), dai centri di salute mentale (17%) e dagli appartamenti protetti (16%). I posti letto disponibili sono 3.220 nelle strutture territoriali e circa 800 nei 40 reparti operativi negli ospedali. A questa realtà sono dedicati 3.275 operatori, tra medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali ed educatori. Con questi numeri, il Veneto rispetta il rapporto di un operatore ogni 1.500 abitanti previsto dal Progetto Obiettivo nazionale attualmente in vigore. |
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PIANI DI RIENTRO, I DATI DEL MONITORAGGIO DEL SIVEAS |
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Roma, 15 febbraio 2011 - I risultati delle verifiche e dei monitoraggi effettuati dal Siveas sulle Regioni in deficit sono consultabili nella nuova area tematica dedicata ai Piani di rientro, a cura della Direzione generale della programmazione sanitaria, livelli di assistenza e principi etici di sistema e Siveas (Sistema di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria), in collaborazione con la Direzione generale dei sistemi informativi e la Direzione generale della Comunicazione e Relazioni Istituzionali del Ministero della Salute. L’area presenta, per ciascuna regione in Piano di rientro, una sintesi degli accordi e i dati sulle verifiche e sui seguenti monitoraggi: monitoraggio formale, sintesi delle verifiche annuali con in evidenza i provvedimenti adottati e il risultato di bilancio; monitoraggio di attuazione: il rispetto dei programmi di riorganizzazione della rete dei laboratori, punti unici di accesso (Pua), flussi informativi; monitoraggio di sistema, sintesi e documentazione integrale dell’analisi del sistema sanitario regionale, con particolare riferimento all’ assistenza ospedaliera (posti letto, tasso di ospedalizzazione), al personale (numero di unità, costi), all’assistenza territoriale (Rsa, Adi, Hospice). L’area offre così un quadro facilmente consultabile da decisori politici, operatori e stakeholder dell’azione di governo in materia di Piani di rientro. Http://www.salute.gov.it/pianirientro/homepianirientro.jsp |
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SANITA´: CHIODI, CONFERMATA CENTRALITA´ OSPEDALE L´AQUILA |
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L´aquila, 15 febbraio 2011 - "Quello che è stato fatto all´Aquila per l´ospedale ritengo non possa essere contestato da nessuno ed è portato come esempio di buona politica". Lo ha detto il presidente della Regione, Giani Chiodi, intervenendo ieri alla seduta straordinaria del Consiglio comunale dell´Aquila convocata per discutere i problemi della sanità aquilana. Il presidente Chiodi ha ribadito "la centralità dell´ospedale aquilano, sul quale nel giro di pochi mesi sono stati investiti in interventi 22 milioni di euro, cifra che fino a qualche anno fa presupponeva investimenti e lavori per anni e anni. Stiamo lavorando al meglio; l´ospedale dell´Aquila ha delle sale operatorie invidiate da tutti, come ci ha riferito il ministro della Salute, ed altri punti di eccellenza che non perderà". Sul problema legato alla realizzazione di un nuovo ospedale, il presidente della Regione ha spiegato che "prima di parlare di un nuovo ospedale all´Aquila, in Abruzzo ci sono altri ospedali da realizzare". Nel suo intervento, il presidente Chiodi ha informato l´assemblea cittadina sullo stato dell´arte della riforma del sistema sanitario regionale, "che abbandona una volta per tutte un sistema che ha generato debiti e sproporzioni che sono tutt´ora pagati dai cittadini abruzzesi". "Si tratta di un percorso difficile, ma come classe dirigente politica siamo decisi ad andare avanti nella convinzione di fare il meglio per la società abruzzese". Il presidente ha poi illustrato l´idea dei quattro ospedali di primo livello che faranno da hub regionale; poi ci sarà un secondo livello con 4-5 ospedali intermedi. Su espressa richiesta, Chiodi ha ribadito che "non esiste alcun atto deliberativo della Regione che indica gli ospedali di Teramo e Pescara quali ospedali regionali, anzi l´idea dei 4 ospedali hub contraddice questa maldicenza e falsità". Ancora sull´ospedale aquilano, il presidente della Regione ha confermato che "i 47 milioni di euro incassati per il risarcimento dei danni subiti per il terremoto non sono usciti dalle casse della Asl aquilana e sono a disposizione del direttore generale per gli interventi di investimento secondo il piano aziendale. Inoltre - ha sottolineato Chiodi - a questa cifra vanno aggiunti i 35 milioni di euro ex art. 20 che la Giunta ha destinato all´´ospedale dell´Aquila". Infine il presidente ha chiarito la questione del nuovo ospedale che l´istituto di previdenza dei medici si era offerto di realizzare. "Era tutt´altro che una donazione, perché avremmo dovuto rimborsare all´istituto 100 milioni di euro in 20 anni con tassi d´interesse dal 2 al 5%. Mi è sembrata una offerta poco chiara per questo abbiamo detto di no". |
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INSEDIATA LA NUOVA COMMISSIONE NAZIONALE DELLA RICERCA SANITARIA |
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Roma, 15 febbraio 2011 - Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha insediato il 25 gennaio, presso il Ministero della Salute, la nuova Commissione nazionale della ricerca sanitaria. La Commissione, costituita da 30 membri nominati con il decreto ministeriale del 13 dicembre 2010, è presieduta dal Ministro della Salute che, nella prima seduta, ha eletto quale Vice Presidente il Prof. Alberto Zangrillo. La Commissione ha tra i suoi compiti l’elaborazione del programma di ricerca sanitaria e le iniziative da inserire nella programmazione della ricerca scientifica nazionale e nei programmi di ricerca internazionali e comunitari; la definizione dei criteri di selezione dei progetti di ricerca che dovranno essere successivamente valutati da esperti italiani e stranieri secondo il metodo della “peer review” dove necessario ed appropriato, integrato con lo strumento della “study session”; il monitoraggio delle iniziative di ricerca sanitaria avviate nonché la valutazione e la diffusione dei risultati. La Commissione esprime, inoltre, pareri su progetti di ricerca finalizzati che vengono proposti direttamente dal Presidente in merito ad argomenti di particolare rilevanza , corredati da adeguata documentazione, riferiti all’attuazione del Piano Sanitario Nazionale e in ordine all’istituzione, al coordinamento ed al monitoraggio delle reti di eccellenza di cui all’art. 43 legge 3/2003; essa, inoltre, promuove iniziative volte a garantire sinergie con soggetti pubblici e privati che finanziano la ricerca biomedica e sanitaria in Italia. La Commissione garantisce la qualità della valutazione dei progetti. |
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SANITÀ: PIÙ RISORSE DALLA REGIONE PER IL 2011 DESTINATO ALLA PROVINCIA DI PARMA L’INCREMENTO MAGGIORE. L’AUMENTO DEI TRASFERIMENTI REGIONALI ALLA SANITÀ PARMENSE NEL 2011 SEGNERÀ UN +1,7% |
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Parma 15 febbraio 2011 – “Un premio per aver saputo gestire i bilanci in modo positivo e per quello che stiamo facendo”. E’ con soddisfazione che oggi il presidente della Ctss Vincenzo Bernazzoli, insieme ai due Direttori generali di Ausl Massimo Fabi e dell’Aou Leonida Grisendi hanno annunciato la decisione della Regione Emilia-romagna di destinare alla provincia di Parma l’incremento maggiore, tra le province regionali, dei finanziamenti previsti dalla ripartizione del Fondo sanitario nazionale. L’aumento dei trasferimenti regionali alla sanità parmense nel 2011 segnerà dunque un +1,7% rispetto all’anno scorso, il secondo incremento in Emilia-romagna dopo la provincia di Rimini (recentemente ampliata con il trasferimento dalle Marche di sette Comuni della Val Marecchia). Gli ingredienti di questo successo li ricorda il presidente Bernazzoli: “Due bravi direttori generali, un lavoro serio negli anni della Conferenza sanitaria e sociale insieme ai sindaci, una Regione che ha riconosciuto tutto questo un merito di Parma che vogliamo continuare a mantenere anche nei prossimi anni In termini assoluti, l’aumento delle risorse annuali è pari a 12,3 milioni di euro, un valore tuttavia non definitivo in quanto legato agli accordi ancora da ultimare nell’ambito della Conferenza Stato-regioni. “E’ un aumento che va a beneficio dei cittadini perché sono risorse che si traducono in servizi in cui abbiamo messo al centro al persona. – ha detto Bernazzoli aprendo l’incontro di oggi in provincia – Abbiamo dimostrato di essere utili a tutto il territorio con l’incremento delle cure primarie, l’offerta di medicina specialistica e quindi la limitazione dei tempi di attesa per visite e analisi, con una buona collaborazione con il privato che ha permesso di ridurre la mobilità passiva cioè le persone che da parma andavano fuori regione per alcune prestazioni. Avremo incrementi su entrambe le aziende, e sull’ospedale su punti davvero rilevanti, dal pronto soccorso alla lungodegenza.”. Il maggiore incremento di finanziamenti amplia la disponibilità di risorse per la programmazione 2011 dell’Azienda Usl e dell’Azienda Ospedaliero – universitaria i cui principali progetti sono stati riassunti oggi nel corso della conferenza stampa. “Un incremento di questa entità in una situazione di generale contrazione delle risorse pubbliche ci fa guardare con maggiore fiducia al futuro. Nello specifico per quanto riguarda il maggiore la regione ha dato 7 ml di euro in più per il finanziamento degli ospedali, di questi 6,3 sono destinati all’azienda ospedaliera di Parma – ha spiegato Leonida Grisenti - Si potrà pensare al rafforzamento di iniziative in corso e di scelte fatte negli anni precedenti. Completeremo l’attivazione del pronto soccorso, decongestionandolo attraverso l’apertura di nuovi posti letto. Avvieremo i lavori per la nuova medicina nucleare e proseguirà il cantiere per la piastra quarto lotto. E’ quindi una fase che non richiederà sacrifici se non attenzione a un uso corretto, rigoroso, etico delle risorse che abbiamo a disposizione”. “In questo momento di restrizione della capienza del fondo sanitario nazionale e regionale, vedere premiata la virtuosità, i comportamenti gestionali positivi, ci riempie di soddisfazione – ha commentato Fabi -. Ci consentirà di proseguire nello sviluppo dei servizi territoriali: in primis le case della salute, vera e propria rivoluzione della sanità territoriale, luoghi d’integrazione fra i servizi di cure primarie, le attività di assistenza domiciliare e di specialistica ambulatoriale, insieme al lavoro che stiamo facendo sull’area della salute mentale e della prevenzione. Questo vuol dire avere la prospettiva di un mantenimento e di uno sviluppo di servizi di qualità: servizi che in questa provincia fanno la caratteristica di un sistema che integra il sanitario col sociale all’interno di una funzione di governo complessivo garantito dalla Ctss e dai sindaci dei comitati di distretto. Un altro elemento di grande virtuosità del nostro sistema”. La programmazione 2011 delle due Aziende sanitarie parmensi Azienda Usl Le priorità partono dal consolidamento dei buoni risultati del 2010 nell’offerta di assistenza specialistica ambulatoriale, una rete che ha prodotto a livello provinciale oltre 6,5 milioni di prestazioni. Una maggiore qualificazione dell’offerta, con il contributo anche del privato accreditato, e sempre più integrazione di medici di famiglia, specialisti e infermieri nei percorsi di cura dei pazienti cronici, sono le scelte prioritarie, unitamente al mantenimento delle buone performance nei tempi di attesa. Verrà completata la strutturazione delle agende di garanzia, un sistema di ampliamento dell’offerta di prestazioni che si attiva automaticamente in base agli aumenti della domanda, per mantenere i tempi di attesa delle visite nei tempi standard previsti dalla Regione (30 giorni per le visite e 60 giorni per gli esami strumentali). I risultati raggiunti sono stati possibili grazie ai costanti investimenti sostenuti dalle due Aziende sanitarie parmensi, per migliorare e stabilizzare l’offerta: l’investimento totale è passato da 24,6 milioni di euro del 2004 a 44,2 milioni del 2010 (+79,6%), aumentando significativamente nello stesso periodo anche per quanto riguarda il privato accreditato (+128,2%). L’assistenza primaria ha come linee di priorità il consolidamento dei Nuclei delle Cure primarie, attraverso ulteriori azioni per migliorare l’appropriatezza prescrittiva, e l’avvio della realizzazione delle Case della Salute in tutta provincia. Si tratta di una rete di 26 centri, in strutture esistenti o di nuova realizzazione, che si completerà entro il 2013, dove i servizi di assistenza primaria si integrano nel territorio con quelli specialistici, ospedalieri, della sanità pubblica, della salute mentale, e con i servizi sociali e le associazioni di volontariato. Altra priorità sono i programmi di diagnosi precoce delle malattie tumorali (screening), che attualmente coinvolgono ogni anno decine di migliaia di soggetti a rischio. Un ulteriore ambito prioritario d’intervento per il 2011 è la prevenzione, con l’attuazione delle linee guida del Piano di prevenzione regionale per la promozione di corretti stili di vita, privilegiando interventi sull’attività fisica, sull’alimentazione e contro l’abuso di sostanze. Il completamento dei progetti di ristrutturazione della Fattoria di Vigheffio e del padiglione “Braga”, e l’avvio delle attività del nuovo Centro per l’autismo, inaugurato a dicembre, sono alcune delle priorità per l’area della Salute mentale e dipendenze patologiche, che proseguirà nell’integrazione con la componente universitaria dei Servizi psichiatrici presenti a Parma. Infine, le priorità per i due ospedali aziendali di Vaio (Fidenza) e S. Maria (Borgotaro) vedono al primo punto l’ulteriore miglioramento dei livelli di integrazione sia nella rete ospedaliera provinciale che con i servizi territoriali, proseguendo contestualmente nel piano di investimenti previsti. Entro l’anno infatti verrà aggiudicata la gara per l’ampliamento dell’Ospedale di Vaio con la costruzione di una nuova ala, mentre sono previsti entro giugno nuove installazioni tecnologiche (Tac e Risonanza magnetica) all’Ospedale di Borgotaro. Azienda Ospedaliero-universitaria di Parma La quota che la Regione destina all’equilibrio economico finanziario dell’Azienda Ospedaliero - universitaria di Parma passa dai 3,8 milioni di euro del 2010 ai 10,100 milioni di euro del 2011, con l’incremento più significativo rispetto a tutte le Aziende Ospedaliere della Regione. L’aou di Parma per l’anno 2011 intende attuare la praticabilità di nuovi modelli organizzativi atti a sviluppare, da un lato, una reale sinergia e integrazione con l’Azienda Sanitaria Territoriale, e dall’altro, garantire un approccio sistematico ed unitario ai percorsi diagnostico- terapeutici fondati sulla promozione della continuità assistenziale e sui percorsi per intensità di cure. Non secondaria, infine, appare la necessità di portare a compimento la configurazione organizzativa della post-acuzie e della lungodegenza attraverso una appropriata presa in carico del paziente cronico nei cui confronti sviluppare dinamiche assistenziali il più possibile finalizzate a tutelarne l’integrità psico-sociale, oltre che clinica. Per tali ragioni l’accessibilità è argomento privilegiato rispetto al quale andranno perseguite e realizzate le più attente azioni. L’aou ha individuato nel Pronto Soccorso lo snodo organizzativo atto non solo a fornire interventi tempestivi a pazienti con problemi urgenti, quanto anche a garantirne, fin dall’inizio, il più appropriato orientamento diagnostico-terapeutico all’interno della rete di prestazioni aziendali. È una innovazione non solo strutturale, ma, soprattutto culturale che ha nei Dipartimenti il volano per realizzarsi. In particolare le innovazioni, nel 2011, riguarderanno la attivazione del Pronto Soccorso Ortopedico, il quale dovrà supportare la risposta a bisogni di salute specifici nella disciplina in questione. Verranno strutturati due ambulatori ove le Unità Operative di Ortopedia effettueranno prestazioni in urgenza, costituite sia da visite mediche che da prestazioni ambulatoriali chirurgiche. L’attività dei suddetti ambulatori verrà garantita da specialisti ortopedici H24. Lo sviluppo dell’accessibilità troverà, inoltre, motivo di concreta realizzazione attraverso una rimodulazione della disponibilità complessiva di posti letto internistici con l’incremento degli attuali 30 posti letto della S.s. Di U.o. Medicina d’Urgenza a 36. A questi, sempre nell’anno 2011, andranno ad aggiungersi 32 posti letto di una nuova Ssd di Medicina Interna il cui orientamento dovrà allinearsi alle necessità assistenziali quali - quantitative di una utenza cui dovrà essere garantito alto turnover, rapidità e appropriatezza di esami diagnostici e prestazioni da parte di un equipe multidisciplinare. L’obiettivo finale del 2011 è pertanto, ampliare e qualificare l’offerta di degenza in regime di emergenza-urgenza promuovendo la centralità della persona assistita, il miglioramento continuo della qualità assistenziale, l’efficacia della cura. Il miglioramento dell’accesso all’emergenza si caratterizzerà anche, attraverso l’attivazione di 14 nuovi posti di Osservazione Breve Intensiva (O.b.i.), atti a costituire un ulteriore filtro per una stabilizzazione di pazienti non necessitanti di ricovero ma di una attenzione multidisciplinare orientata a risolverne e tutelarne in sicurezza lo stato di acuzie. Nel definire l’importanza delle azioni rivolte a migliorare, nel corso dell’anno 2011, l’integrazione con il territorio al momento della dimissione, un ruolo fondamentale è rappresentato dalla realizzazione di una struttura di degenza di 18 posti letto di lungodegenza a gestione infermieristica nel Dipartimento Geriatrico- Riabilitativo per la gestione clinica di pazienti che hanno un percorso in atto di trasferimento presso i Servizi Territoriali o a domicilio. Appare evidente che tale progetto è fondato sulla integrazione con i Medici di Medicina Generale e i Servizi Territoriali. Il Padiglione Barbieri sarà sede definitiva di tutte le funzioni del Dipartimento Geriatrico-riabilitativo che, entro l’estate, si concretizzeranno nell’accorpamento anche dei reparti per acuti di Geriatria, Clinica Geriatria e Medicina Riabilitativa. La innovazione dell’Aou, nel 2011, passa attraverso il nuovo assetto dell’offerta pediatrica che si consoliderà nel modello organizzativo del Nuovo Ospedale dei Bambini ove attività diagnostiche e terapeutiche, percorsi di cura internistici e chirurgici rivolti all’area pediatrica troveranno stabilità di offerta e concreta attuazione. Non è solo una innovazione strutturale ma soprattutto organizzativa che fonda anche sulla innovazione tecnologica. Quest’ultima si esprimerà, nel 2011, con la realizzazione della gara per la nuova Medicina Nucleare e ciclotrone cui è collegata l’implementazione di prestazioni innovative prima non disponibili e lo sviluppo dell’intera area della telemedicina. La valorizzazione delle risorse umane, delle professionalità e delle competenze, anche nell’ottica di una Aou che coniuga assistenza, didattica e ricerca, passerà nel 2011 attraverso la progettazione di un centro di sperimentazione di fase 1, che costituirà importante occasione per rendere sinergiche le reti professionali esistenti anche nel campo della ricerca biomedica. A tal fine l’Aou di Parma realizzerà uno specifico settore costituito da ambulatori, zone di degenza, laboratori idonei alla funzione specifica in assoluta sicurezza e continuità con tutte le altre funzioni clinico - assistenziali della Azienda. |
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GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO IL CANCRO INFANTILE |
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Bolzano, 15 febbraio 2011 - Ogni anno in provincia di Bolzano si ammalano di cancro una quindicina di bambini. "Benché siano aumentate sensibilmente le possibilità di guarigione di queste patologie tumorali, resta indispensabile l´impegno sinergico dei servizi sanitari competenti per migliorare ulteriormente l´assistenza". Così l´assessore provinciale alla sanità per la Giornata internazionale contro il cancro infantile che ricorre il 15 febbraio. Il 15 febbraio ricorre la Giornata internazionale contro il cancro infantile; le organizzazioni dei gruppi di autoaiuto dei genitori dei piccoli malati a livello mondiale dal 2002 richiamano l´attenzione sulle esigenze delle famiglie colpite. L’assessore coglie l’occasione per esprimere il suo ringraziamento al personale medico e non medico del reparto di oncoematologia presso l’Ospedale di Bolzano ed anche ai volontari dell’associazione Peter Pan, per l´impegno profuso a sostegno quotidiano dei piccoli malati e delle loro famiglie. Come sottolinea Theiner, è importante che i servizi sanitari dedichino la massima attenzione allo sviluppo di terapie per i pazienti. |
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LA PRIMA GIORNATA NAZIONALE SUGLI STATI VEGETATIVI SI TERRÀ IL 9 FEBBRAIO DI OGNI ANNO E COINVOLGERÀ ISTITUZIONI E VOLONTARIATO IN INIZIATIVE DI SENSIBILIZZAZIONE E SOLIDARIETÀ |
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Roma, 14 febbraio 2011 E´ stata inaugurata il 9 febbraio 2011 a Roma con gli interventi dei Ministri della Salute prof. Ferruccio Fazio e del Lavoro e delle Politiche Sociali Sen. Maurizio Sacconi; del Sottosegretario di Stato alla Salute On. Eugenia Roccella e del Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, la I Giornata nazionale sugli Stati Vegetativi, istituita dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 novembre 2010. In occasione della Giornata, che si celebrerà il 9 febbraio di ogni anno, le Amministrazioni pubbliche e gli Organismi di volontariato si impegnano a promuovere, attraverso iniziative di sensibilizzazione e solidarietà, l´attenzione e l´informazione su questo tipo di disabilità che coinvolge oltre al malato, in maniera assai rilevante, i familiari."Le persone in stato vegetativo nel nostro Paese sono molte - ha detto il Ministro della Salute prof. Ferruccio Fazio - Il Governo si è attivato subito per realizzare le speciali Unità di assistenza per gli stati vegetativi al fine di garantire interventi e servizi nella fase acuta, in quella post-acuta, nella situazione persistente con esiti, favorendo in particolare il ritorno nel nucleo familiare.Abbiamo definito progetti riabilitativo personalizzati e stiamo programinando servizi di assistenza domiciliare con personale specialistico. Bisogna insomma assicurare la presa in carico globale della persona nei suoi bisogni sanitari, sociali e relazionali. In questo contesto è fondamentale il ruolo delle reti associative, dei familiari, del privato sociale". Per celebrare la ricorrenza della prima "Giornata", il Ministero della Salute, in collaborazione con l´Università degli Studi di Roma "La Sapienza", ha organizzato un evento che offre l´opportunità di aprire un confronto fra le più recenti acquisizioni scientifiche e assistenziali, porre la riflessione sulle normative riguardanti i temi dello stato vegetativo e degli stati di minima coscienza, dare ascolto alle Associazioni che sostengono le persone e le famiglie che si trovano in tali condizioni. |
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ROMA, BAMBINO GESU´: ALEMANNO, «GRAZIE A PROFESSIONALITA´ REALIZZATO IL MIRACOLO DELLA PICCOLA INTISAR» |
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Roma, 15 febbraio 2011 - «Grazie alla grande professionalità dell´équipe del professor Jean de Ville e dell´ospedale pediatrico Bambino Gesù, oggi si è realizzato un vero e proprio miracolo che dona speranza alla piccola Intisar. Il Bambino Gesù è una perla della nostra città ed un polo d´eccellenza, punto di riferimento a livello internazionale». È quanto ha dichiarato ieri Gianni Alemanno, sindaco di Roma, in merito al trapianto di fegato alla piccola Intisar di cinque anni che é andato a buon fine. Dopo undici ore di sala operatoria al Bambino Gesù, il professor Jean de Ville è riuscito a salvare la vita alla palestinese affetta da una forma rara di tumore. «Proprio dalla nostra città - aggiunge Alemanno - parte ancora una volta un messaggio di speranza nei confronti di chi viene da altre nazioni e si trova in stato di disagio e malattia. Roma è la città dell´accoglienza e vogliamo che ogni cittadino della Capitale si senta coinvolto nel promuovere quella civiltà dell´amore e della solidarietà tanto auspicata da Papa Benedetto Xvi». |
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SESTA GIORNATA DEL BAMBINO ALLERGICO I DIRITTI DEI BAMBINI ALLERGICI A SCUOLA IL 18 FEBBRAIO ALLA “SAPIENZA” LA VI GIORNATA NAZIONALE |
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Roma, 15 febbraio 2011 - il 18 febbraio 2011 Si aprirà a Roma la sesta edizione della “Giornata Del Bambino Allergico”, il Convegno organizzato da Federasma Onlus (Federazione Italiana delle Associazioni di Sostegno dei Malati Asmatici e Allergici), Alama (Associazione Laziale Asma e Malattie Allergiche) ad essa aderente e Siaip (Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica) in collaborazione con l’Università di Roma “Sapienza”, Policlinico Umberto I. Il documento congiunto Federasma-siaip “Raccomandazioni sulla gestione del bambino allergico a scuola” elaborato dagli esperti delle due Organizzazioni, coordinati da Giovanni Cavagni verrà presentato per la prima volta nel corso del convegno dando lo spunto per focalizzare l’attenzione sulle problematiche dell’integrazione del bambino allergico a scuola in Italia. I bambini allergici e/o asmatici hanno il diritto di vivere la scuola, in classe e all’aperto, il pranzo e la merenda, lo sport ed i momenti ricreativi con serenità e sicurezza. Una dichiarazione a “misura di bambino allergico” per riconoscerne i diritti e per tutelarne la frequenza scolastica. A partire dalle 9.30 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Pediatria e Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Umberto I dell’Università la “Sapienza” di Roma, (Viale Regina Elena, 324), Medici, Specialisti e Associazioni di Pazienti dibatteranno con Amministratori Locali e Referenti dei Ministeri della Salute, dell’Istruzione e dell’Ispra i tanti aspetti - non solo strettamente clinici, ma anche ambientali e assistenziali - di quella che sta assumendo i contorni di una vera e propria malattia sociale proponendo una guida dettagliata, al tempo stesso essenziale, per affrontare la tutela del bambino a scuola con gli strumenti adeguati. Saranno inoltre esaminati i più recenti protocolli diagnostici, terapeutici e di prevenzione relativi a malattie della pelle, respiratorie e allergie alimentari, sottolineando gli aspetti psicologici che queste malattie croniche sollevano in ambito familiare. “Nel nostro Paese dal 1950 ad oggi, si è passati da un 10% della popolazione colpita da una manifestazione allergica, ad un allarmante 30%, che include bambini ed adolescenti in età scolare” sottolinea il Professor Giovanni Cavagni, Coordinatore del Gruppo di Lavoro Federasma-siaip. Il 10% dei bambini al di sotto dei 14 anni soffre di asma bronchiale, nell’80% dei casi provocata da allergie; il 18-20% soffre di rinite allergica, mentre il 10 % può presentare dermatite atopica, malattie che riconoscono nell’inquinamento indoor/outdoor e nel fumo di sigaretta due importanti fattori di rischio e causa di esacerbazione della malattia. E’ allarmante che, come emerge dall’indagine condotta nelle scuole dal Miur (Ministero dell’Istruzione - dati 2001), meno del 43% delle scuole italiane sia in possesso del certificato igienico-sanitario che attesti condizioni idonee ad accogliere gli studenti senza esporli a rischi per la propria salute; ancor più grave è la mancanza di una specifica normativa che regolamenti la gestione delle emergenze attraverso l’individuazione di figure sanitarie preposte alla somministrazione dei farmaci salvavita all’interno delle scuole, in caso di gravi reazioni allergiche e asmatiche. Di fatto, in attesa che ciò avvenga anche in Italia, il diritto all’integrazione scolastica degli alunni con specifiche esigenze terapeutiche, non è garantito. Le “Raccomandazioni sulla gestione del bambino allergico a scuola” Federasma-siaip oltre ad essere una linea guida per dirigenti scolastici, insegnanti e aziende sanitarie locali su come approntare le condizioni ambientali per prevenire le gravi reazioni allergiche e su come intervenire tempestivamente e in modo efficace nelle emergenze e nelle gravi crisi allergiche, è anche un primo approccio per il bambino affinché acquisisca comportamenti attraverso i quali gestire i disturbi allergici a scuola con l’insegnante e i compagni di classe. Il Convegno ha ricevuto i patrocini delle Istituzioni nazionali, della Provincia e del Comune di Roma, della regione Lazio, della Società Italiana di Pediatria (Sip) e dell’Ares118 Regione Lazio, i lavori saranno aperti dal Direttore dell’Uff.ix della D.g. Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, Giuseppe Filippetti; interverranno tra gli altri Giovanni Cavagni, Allergologo, Marzia Duse, Direttore del scuola di specializzazione in Pediatria, Luciana Indinnimeo, Presidente della Siaip,e Sandra Frateiacci Presidente di Federasma Onlus ed Alama ad essa aderente. |
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EMILIA ROMAGNA: PRECISAZIONI SUL CENTRO REGIONALE PER LA SALUTE |
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Bologna, 15 febbraio 2011 - In merito a quanto riportato dalla stampa locale riguardo alla costituzione di un Centro regionale per la salute e l´ambiente a Imola, è intervenuto l´assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia-romagna Carlo Lusenti precisando che "in questa fase la Regione sta lavorando per definire la configurazione organizzativa e giuridica del Centro". La costituzione del Centro di studi dell´Emilia-romagna per le politiche, l´ambiente e la salute "è prevista dal Piano regionale della prevenzione 2010-2012, approvato con delibera della Giunta regionale nel dicembre scorso" ha precisato Lusentì. La finalità del Centro -si legge nella delibera -è quella di sostenere e valorizzare le competenze e le risorse esistenti nella regione, soprattutto nelle Istituzioni pubbliche e favorirne la collaborazione per migliorare le conoscenze e l´eftìcacia degli interventi per l´ambiente, la salute e la qualità della vita. Nel Centro, che ambisce ad avere un ruolo importante a livello nazionale e internazionale, saranno coinvolti le Aziende sanitarie, l´ Arpa, Enti pubblici di ricerca e Pubbliche amministrazioni. "Parlare oggi di sedi in cui ospitare il Centro è prematuro. Come previsto dal Piano regionale della prevenzione - ha detto in conclusione Lusenti -contiamo di presentare un progetto operativo per il Centro entro la fine di maggio". |
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INFLUENZA: SALGONO A 15 I DECESSI IN VENETO; ANCORA UN PAZIENTE CON GRAVE PATOLOGIA PREGRESSA. |
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Venezia, 15 febbraio 2011 - Un nuovo decesso in una persona affetta da una grave patologia pregressa è stato notificato poco fa alla direzione regionale prevenzione del Veneto. Si tratta di un uomo di 75 anni, malato di leucemia metamielocitica e residente a Vigonza (Padova), che era ricoverato all’Azienda Ospedaliera di Padova. Ne dà notizia l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto. Il paziente era positivo al tampone dell’influenza H1n1 ed ha accusato gravi complicanze respiratorie. Il totale dei decessi registrati in Veneto dall’inizio dell’epidemia stagionale sale quindi a 15. |
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SANITA´ MARCHE: SITUAZIONE E PROSPETTIVE. |
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Ancona, 15 Febbraio 2011 - ´Vogliamo garantire ai cittadini un´assistenza ospedaliera sempre piu` qualificata e al passo con l´innovazione tecnologica e scientifica e un´organizzazione dei servizi sociosanitari sul territorio efficiente e in corrispondenza con l´evoluzione epidemiologica´. E´ quanto a dichiarato ieri il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca con l´assessore alla sanita` Almerino Mezzolani e l´assessore al bilancio Pietro Marcolini, nel corso di una conferenza stampa sulla situazione e le prospettive della sanita` marchigiana alla luce dei tagli imposti dal governo nazionale e stimati in 80 milioni di euro. ´Le Marche ´ ha spiegato Spacca - in base alle certificazioni dei Ministeri dell´Economia e della Salute sono ai primi posti a livello nazionale tra le Regioni che forniscono la maggiori garanzie nell´erogazione dei livelli essenziali di assistenza e nella qualita` dei servizi e per tali motivi sono considerate riferimento nazionale per i costi standards sanitari. Nonostante questo c´e` il rischio, nel quadro dei tagli imposto dal governo nazionale, che la situazione possa cambiare in modo repentino fino al commissariamento come e` accaduto al Veneto. E´ invece nostra ferma intenzione mantenere la governance della sanita` nell´ambito della Regione e tutelare il diritto alla salute dei nostri cittadini. Non dobbiamo quindi perdere tempo: e` necessario organizzare una politica sanitaria di sintesi su tutta l´area regionale che tenga conto delle esigenze dei singoli territori in modo collaborativo, integrato, uniforme, armonico e solidale al di la` delle istanze di rivendicazione delle singole realta`. In questo contesto il soggetto di riferimento sara` l´area vasta´. Per quanto riguarda il 2011, al momento, la ´tribolatissima´ proposta di riparto nazionale prevede per le Marche un finanziamento di 2.677,8 milioni di euro. Questo stanziamento corrisponde ad un taglio di 80 milioni di euro rispetto allo stanziamento necessario per mantenere l´attuale livello quali/quantitativo dei servizi, considerati i trend automatici di adeguamento della spesa per far fronte alle esigenze dei cittadini. ´Tale contesto esterno ´ ha ribadito Mezzolani ´ ci spinge a velocizzare un´azione integrata gia` in essere di dimensione regionale per il riorientamento dell´offerta (manovre strutturali), superando municipalismi assolutamente incoerenti sia con il nuovo scenario finanziario sia con l´aprirsi di una nuova e piu` evoluta frontiera della medicina che richiede una visione d´insieme nell´offerta dei servizi su area vasta. L´obiettivo e` consolidare qualita`, appropriatezza dei servizi ed equilibrio dei conti, in coerenza con gli atti di programmazione regionale in discussione: per proseguire il percorso virtuoso fin qui raggiunto e preservare l´autonomia gestionale e fiscale, che la maggior parte delle altre Regioni ha invece perso con il Commissariamento´. Si richiede, in particolare, di introdurre manovre strutturali e scelte operative che comportino:  il miglioramento dell´efficienza, con interventi mirati a riorganizzare i processi nelle strutture operative, per garantire il progressivo allineamento dei costi a quelli sostenuti nelle strutture piu` efficienti, in coerenza con la Legge di stabilita` 2011;  la ridefinizione strutturale dell´attuale rete dell´offerta coerente con le indicazioni nel Patto per la salute 2010-2012, che consenta di superare dispersioni e ridondanze oggi non piu` sostenibili; il rispetto di tali misure (riduzione posti letto ospedalieri al 4 per mille, di cui il 3,3, per acuti e lo 0,7 per lungodegenza e riabilitazione; l´ampliamento dei Drg a rischio di in appropriatezza dai 43 del Dpcm 2001 ai 107 del Patto per la Salute) costituisce un obbligo di legge, pena la decurtazione di una significativa quota del trasferimento del Fsn. L´assessore Marcolini in conclusione ha ricordato che la Regione attende le varianti al piano regolatore del Comune di Ancona come previsto dagli Accordi siglati fin dal 2006 per poter procedere alla alienazione di alcuni contenitori come l´ex Lancisi e il Salesi e reinvestire il ricavato nei progetti di investimento previsti per il settore e che riguardano il nuovo Salesi, il nuovo Inrca con l´ospedale di rete che servira` la zona a sud di Ancona, l´ospedale di Fermo e quello di Jesi. Interventi che daranno nuovo ossigeno anche all´occupazione e piu` in generale all´economia marchigiana. |
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COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO, LIGURIA: AL VIA RIUTILIZZO MATERIALI OSPEDALIERI DISMESSI |
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Genova, 15 Febbraio 2011 - Lettini, lampade per sale operatorie e altro materiale ospedaliero in buono stato, ma non più in linea con gli standard richiesti, potranno presto essere riutilizzati e impiegati in Africa e nei paesi in via di sviluppo grazie all’attività delle organizzazioni non governative riconosciute dalla Regione. Lo ha comunicato ieri l’assessore regionale alle politiche sociali, alla cooperazione allo sviluppo e al terzo settore, Lorena Rambaudi nel corso della presentazione del consorzio Spera, solidarietà, progetti e risorse per l’Africa, presieduto da Edoardo Berti Riboli, che riunisce 17 associazioni liguri di volontariato, operanti non solo nel settore sanitario, ma anche in quello dell’istruzione, della famiglia, del sociale e dell’utilizzo delle risorse locali. “Ci stiamo mettendo in contatto con tutte le Asl liguri – ha spiegato l’assessore Rambaudi – per individuare tutto il materiale sanitario non più utilizzato che andrà a far parte di un magazzino virtuale a cui le Onlus potranno accedere. L’obiettivo è quello di partire dalle esigenze dei territori, a cominciare dall’Africa e dai progetti sanitari presentati dalle organizzazioni non governative liguri a cui le Asl potranno affidare oggetti e materiali ancora in buono stato, ma non più utilizzati. Superando norme burocratiche che attualmente impediscono di farlo”. “Si tratta – ha concluso Rambaudi – di un’iniziativa che non implica nessun costo e che può essere molto preziosa i territori in via di sviluppo, per riaffermare la necessità della cooperazione, senza pesare sul servizio pubblico”. |
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MEDICINE A DOMICILIO: I FARMACISTI OSPEDALIERI CHIEDONO UN ATTENTO CONTROLLO |
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Roma, 15 febbraio 2011 - Farmaci ospedalieri recapitati direttamente al domicilio di persone colpite da gravi malattie croniche che devono essere assistite presso la loro abitazione, sul modello di quanto già sperimentato qualche anno fa dalla Croce Rossa Italiana nel Lazio. E’ quanto rilevano la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (Sifo) e il Sindacato Nazionale dei Farmacisti Dirigenti del Ssn (Sinafo) per l’attuazione dell’intesa tra Poste e Farmindustria che mira a distribuire a domicilio alcuni medicinali. Un accordo che ha determinato anche la nascita di un apposito tavolo congiunto di garanzia con la Federazione Ordini Farmacisti Italiani (Fofi). “I farmaci così consegnati sono di uso ospedaliero, sarebbero limitati a pazienti selezionati non autosufficienti, da analizzare caso per caso nei singoli contesti locali – spiega Laura Fabrizio, presidente Sifo -. La nostra Società, che può garantire un’adeguata copertura territoriale a livello sia ospedaliero sia distrettuale, auspica che il progetto sia portato avanti con la massima garanzia di sicurezza per questi pazienti. Per una sua corretta attuazione, Sifo confida nel ruolo di garanzia di Fofi – in quanto rappresentativa di tutti i farmacisti italiani – per monitorare la distribuzione del farmaco a domicilio del paziente in ogni sua fase, promuovendo la continuità ospedale-territorio e salvaguardando la professionalità del farmacista, ma soprattutto per assicurare ai pazienti uniformi garanzie di qualità dei processi di assistenza farmaceutica in ogni area del Paese essi risiedano”. Nel sottolineare che l’erogazione dei farmaci è parte integrante e delicatissima di tale filiera, la Sifo ricorda che le molecole oggetto della possibile consegna tramite pony o postini sono quelle del prontuario ospedale-territorio comprese nel cosiddetto elenco Pht. Vi rientrano pertanto diversi medicinali essenziali, per la cura di patologie e condizioni croniche e gravi (come ad esempio sclerosi multipla, insufficienza renale cronica, malattie oncologiche), che devono essere attentamente monitorati e per i quali è necessaria un’attenta sorveglianza da parte della struttura specialistica, per assicurare la maggiore appropriatezza diagnostico-assistenziale, per verificare parametri importantissimi quali l’accettabilità da parte del paziente, il profilo rischio/beneficio, la vigilanza farmacologia ed epidemiologica, la corretta conservazione, soprattutto nel caso di medicinali che necessitano del rispetto della catena del freddo e, non ultimo, il rispetto della privacy del paziente. “Compiti complessi – sottolinea Pietro Finocchiaro, segretario nazionale Sifo – che spettano sempre, pur con diverse declinazioni, ai farmacisti in farmacia, sia in ospedale sia sul territorio. Se si pone il caso del paziente grande invalido per il quale non è garantibile un servizio costante dell’assistenza domiciliare nella consegna dei farmaci, o in situazioni in cui i parenti non possono assicurare un rifornimento costante e regolare di tali medicinali al loro congiunto malato, ben venga un’opzione in più, come quella prospettata dall’accordo Poste-farmindustria; limitatamente a casi di criticità assistenziale riconosciuta e per i quali non sia stata trovata o non sia auspicabile un’altra soluzione (Adi, Rsa, ecc..). A patto però – conclude Finocchiaro - di concordare le modalità di tale servizio grazie al tavolo già costituito, e di monitorare costantemente l’esperimento in ogni suo passaggio. Tutto ciò a garanzia, prima di tutto, della sicurezza dei pazienti in tal modo assistiti”. Antonio Castorina, Segretario Nazionale del Sinafo, ribadisce: “L’atto dispensativo deve avvenire in ogni caso in farmacia sia per motivi amministrativi, in quanto il farmaco è acquistato dalla sua amministrazione, sia, soprattutto, per motivi sanitari legati all’atto professionale dell’erogazione del farmaco che è una delle responsabilità peculiari del farmacista ospedaliero e territoriale”. |
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IL GRAZIE DI KUBICA ALLA SANITÀ LIGURE ATTRAVERSO IL MANAGER DANIELE MORELLI |
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Genova, 15 Febbraio 2011 - Daniele Morelli, il personal manager di Roberto Kubica, il pilota ricoverato all’ospedale Santa Corona, ha espresso al presidente della Regione Liguria Burlando e all’assessore alla Salute Montaldo, in visita oggi all’ospedale di Pietra Ligure, tutto il suo apprezzamento per come è stata affrontata l´emergenza dell´incidente occorso a Kubica. Morelli ha dichiarato di essersi sentito orgoglioso di essere italiano in questa occasione e che Kubica sicuramente vorrà in futuro ringraziare la struttura diventando ambasciatore della qualità delle prestazioni d´urgenza dell´Ospedale Santa Corona. "Sono venuto al Santa Corona per ringraziare personalmente i medici, gli infermieri, gli operatori del 118, i Vigili del fuoco, tutti coloro che hanno dato prova di questa eccellenza della nostra sanità" ha dichiarato il presidente Claudio Burlando al Santa Corona di Pietra Ligure, dove si è recato oggi pomeriggio insieme con l´assessore alla Salute Claudio Montaldo per salutare e ringraziare il personale dell´ospedale che si è occupato del soccorso del pilota automobilistico Roberto Kubica, vittima domenica scorsa di un grave incidente durante un rally a Andora. "Questa prestazione straordinaria è una realtà quotidiana per questa struttura e per chi, come noi, difende la sanità pubblica ogni giorno è la più grande soddisfazione", ha aggiunto Burlando. "Siamo spesso abituati a fronteggiare polemiche sulla sanità, in particolare in questi momenti di scarsità di risorse. Ci sembra giusto ricordare anche gli aspetti eccellenti di cui diamo testimonianza ogni giorno in questa regione. E di come tutto questo sia a disposizione di ogni cittadino". "Con sempre meno fondi, è sempre più importante saper scegliere le priorità che possono fare la differenza nel salvare una vita", ha concluso Burlando. |
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A MILANO AL CASTELLO SFORZESCO ’INCONTRO DAL TITOLO “LA PIETÀ RONDANINI E IL RESTAURO” |
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Milano, 15 febbraio 2011 “La Pietà Rondanini e il restauro” è il titolo dell’incontro che Maria Teresa Fiorio terrà nella Sala Studio della Civica Raccolta delle stampe Achille Bertarelli, martedì 15 febbraio 2011 alle ore 17.30. E’ questo il secondo appuntamento del ciclo di conferenze organizzato dalle Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco e dall’Associazione Culturale Sala delle Asse, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di Milano, in occasione delle due mostre dedicate a Michelangelo al Castello: Michelangelo Architetto (fino al 8 maggio 2011) e L’ultimo Michelangelo. Disegni e rime attorno alla Pietà Rondanini (18 marzo – 19 giugno 2011). Gli incontri, a ingresso libero, forniranno un’introduzione e un approfondimento alle esposizioni, illustrando l’attività del Maestro in relazione ai suoi studi di architettura. Il prossimo appuntamento “Michelangelo: frammenti e spunti per un autoritratto”, sarà tenuto da Pier Luigi De Vecchi, martedì 22 febbraio 2011 alle ore 17.30, mentre la serie di conferenze si chiuderà martedì 1° marzo con l’intervento di Alessandro Rovetta, curatore dell’esposizione L’ultimo Michelangelo, il quale fornirà un’interpretazione della mostra e una spiegazione dei criteri di selezione delle opere. |
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IL GIALLO DI VINCENT VAN GOGH : IL COLORE DEI SUOI QUADRI MOSTRA I PREOCCUPANTI SEGNI DI UNA TRASFORMAZIONE CHIMICA, CHE POTREBBE PORTARE IL GIALLO DEI ‘GIRASOLI’ A SPEGNERSI LENTAMENTE. A SCOPRIRLA, UN GRUPPO DI RICERCATORI EUROPEI |
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Roma, 15 febbraio 2011 - Un gruppo di ricercatori europei appartenenti all’Istituto di scienze e tecnologie molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche (Istm-cnr), al Dipartimento di Chimica dell’Università di Perugia, ai Dipartimenti di Chimica e Fisica dell’Università di Anversa, all’Università di Tecnologia di Delf (Tudelft) e all’Esrf (European Synchrotron Radiation Facility) di Grenoble è sceso in campo per studiare il fenomeno di degradazione del colore giallo cromo che minaccia i più celebri capolavori di Vincent van Gogh. Gli importanti risultati sono stati pubblicati oggi sulla rivista Analytical Chemistry. “La problematica è nota da tempo. Le varie sfumature del giallo, tipiche della vibrante pittura di Vincent van Gogh e di molti altri impressionisti come Seraut, Pissarro, Manet e Reinoir, sono a rischio”, spiega Costanza Miliani, ricercatrice dell’Istm-cnr e coautrice dello studio. “I gialli a base di cromato di piombo (giallo cromo), a dispetto della bellezza e intensità delle tinte, sono caratterizzati da una scarsa stabilità chimica e fotochimica che si manifesta nel tempo con un marcato imbrunimento”. I pittori del diciannovesimo secolo furono immediatamente attratti dalle possibilità espressive dei pigmenti di nuova formulazione che vennero introdotti nel mercato grazie all’evoluzione della chimica di sintesi. Alcuni di questi pigmenti moderni hanno mostrato nel tempo una maggiore reattività rispetto agli agenti atmosferici come luce, temperatura e umidità, rispetto ai materiali naturali dell’arte tradizionale che invece furono selezionati empiricamente nel corso dei secoli dagli antichi maestri. I ricercatori hanno affrontato congiuntamente la questione, coordinando il lavoro e svolgendo indagini spettroscopiche su campioni originali di pittura e altri di riferimento invecchiati artificialmente. “I preziosi micro-campioni originali in sezione stratigrafica sono stati prelevati dai dipinti Banks of the Seine (1887) e View of Arles with Irises (1888), conservati al van Gogh Museum di Amsterdam, che mostrano in modo evidente l’alterazione del giallo di cromo”, prosegue Miliani. “Sono state utilizzate le tecniche µ-Xanes (micro X-ray Absorption Near Edge Spectroscopy), µ-Xrf (micro X-ray Fluorescence), Eels (Energy Electron Loss Spectroscopy), micro-Ftir e micro-Raman. L’analisi dei dati ottenuti ha permesso di dimostrare che l’annerimento è legato alla riduzione del Cromo Vi a Cromo Iii. In particolare il Cromato di piombo (Pbcro4) degrada formando Ossido di cromo (Cr2o3 .2H2o) come principale prodotto di degrado, accompagnato da altri composti del Cr(iii) come solfati o acetati idrati. Inoltre, è stato dimostrato che queste specie di degrado di Cr(iii) sono confinate in un sottile strato di spessore pari a 1-2 microns e che la loro formazione è catalizzata dalla presenza nello strato pittorico di ioni solfato”. I ricercatori puntano adesso a comprendere quali condizioni favoriscano il processo e le possibilità per rallentarlo. Infatti non tutti i dipinti di van Gogh hanno subito la stessa alterazione, ad esempio nella serie dei Girasoli la versione conservata presso la National Gallery di Londra mantiene le tonalità vibranti del giallo non alterato mentre la versione del van Gogh Museum di Amsterdam presenta un marcato viraggio al marrone. “Questo tipo di ricerche è fondamentale per avanzare le nostre conoscenze sull’invecchiamento delle pitture e su come sia meglio conservarle per le generazioni future” commenta Ella Hendriks del van Gogh Museum di Amsterdam. Nel frattempo i risultati suggeriscono, per una triste legge del contrappasso, di proteggere le pitture dagli Uv, cioè proprio da quella luce solare per la cui celebrazione furono dipinte. |
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ANTONIO ACERBI SOMETHING OF MY YOUTH ESPOSIZIONE PERSONALE DI ARTE CONTEMPORANEA MILANO DAL 15 AL 22 FEBBRAIO 2011 |
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Milano, 15 febbraio 2011 - Dal 15 febbraio la Galleria Il Borgo di Milano inaugura un nuovo percorso espositivo con la personale di Antonio Acerbi intitolata “Something of my youth” che sarà allestita tra il 15 e il 22 febbraio 2011. Grafico pubblicitario proveniente da Pisa, Antonio Acerbi si è diplomato all’Istituto Superiore di Design Andrea Palladio di Verona, in seguito al quale ha frequentato il master in Web Design presso la Scuola Politecnica di Design di Milano. Tra le sue esposizioni ricordiamo la sua presenza alla Galleria Mentana di Firenze e la sua personale al Palazzo D’auria Secondo di Lucera. Con il termine “Wormanart” l’autore vuole indicare l’arte dell’uomo verme, analizzando il rapporto tra l’essere umano e l’immagine digitale. Tempi ed immagini si alternano in maniera tangibile nelle sue opere, sfoderando un repertorio di memorie visive in un suggestivo scenario kafkiano. L’indagine artistica di Antonio Acerbi si sofferma in profondità sulla ricerca dell’identità sociale e talvolta l’autore stesso è sottoposto ad uno sdoppiamento carico di significati intrinseci. Dietro le sue fotografie rielaborate e stampate successivamente su tela si cela una personalità tormentata, che affiora sulla superficie della vita in un incessante confronto tra realtà e utopia. E’ questo contrasto interiore, questo dissidio dell’inconscio, a rendere affascinante l’itinerario artistico di Antonio Acerbi, un autore dotato di un forte temperamento che sa guardare con audacia il presente e le problematiche che circondano la sua epoca. Le sue tele sviscerano il disagio dei giovani nella società contemporanea, con le loro incertezze, i loro dubbi e le avversità del vivere quotidiano. Non è solo la lotta dell’uomo contro il mondo quanto piuttosto la battaglia quotidiana dell’uomo con se stesso. |
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LA SICILIA DELLA CREATIVITÀ, DELLA STORIA E DEL MITO SI PRESENTA A PALERMO IN UNA PERSONALE D’ARTE CONTEMPORANEA DEL MAESTRO FRANCO POLITANO NELLA SUGGESTIVA CORNICE DELLA EX CAVALLERIZZA DEL SETTECENTESCO PALAZZO SANT’ELIA |
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Palermo/Catania, 15 febbraio 2011 - L’associazione culturale Dietro le quinte, l’Associazione Volo e in collaborazione con Fanale Arte Architettura, presentano nello straordinaria cornice dell’antica ex Cavallerizza a Palazzo Sant’elia di Palermo, Povera & Guerra, un’emozionante mostra personale dello scultore catanese Franco Politano, dal 18 febbraio al 20 marzo 2011. L’esposizione, con il Patrocinio della Provincia Regionale di Palermo, a cura del critico Luca M. Venturi, è costituita da 16 grandi, formidabili e inquietanti installazioni scultoree che accompagnano il visitatore, suggerendo le fasi di un inedito percorso umano che racconta l´uomo, dal suo concepimento sino ad una morte che deriva dallo scegliere la violenza, la guerra e l´autodistruzione. Politano mette in evidenza la sua visione e il suo impegno impiegando materiali industriali di recupero, post-tecnologici, per raccontare miti eterni, in una trama disincantata, surreale, ironica. La mostra fa risaltare la continuità e la necessità di un confronto artistico tra le diverse realtà isolane e in particolar modo tra Palermo e Catania, esprimendo la forte personalità artistica della terra di Sicilia che documenta gli eventi e i personaggi di storia, tragedie e bellezza. Da questa mostra che ha una valenza culturale di portata internazionale, scaturisce l’essenza di una terra che di volta in volta ha sedotto, sconvolto, incantato da millenni l’Umanità. Alcune opere del maestro Franco Politano sono presenti in permanenza nei contesti urbani del territorio provinciale di Palermo e nell’ambientazione dell’aeroporto Falcone - Borsellino di Palermo. L´atto creativo di Franco Politano, in queste inedite e coinvolgenti installazioni, prende possesso della storica sede espositiva, invade la fantasia, possiede sia lo spirito delle cose sia l´anima dello spettatore in una mostra più da vivere che da vedere. L’energia che scorre nel lavoro del maestro Politano è la stessa che fa tuonare l´Etna, che illumina l´aria palermitana del Mediterraneo, assume la materia dalla terra madre di Sicilia, mescola credenze religiose, verità pagane, riti agricoli e industriali, per tracciare un viaggio contemporaneo che proietta in un futuro reale la sapienza dei miti arcaici ereditati dalla cultura degli avi. Questa grande ‘antologica’ dedicata al maestro catanese Franco Politano conferma anche Palazzo sant’Elia come sede espositiva prestigiosa e versatile, dove l’Arte può rivivere il passato e illuminare il presente. L’evento è promosso dalla Provincia regionale di Palermo su un progetto voluto e sviluppato dall’Associazione Culturale Dietro le Quinte Arte, presieduta da Daniela Arionte, Associazione Volo, Presidente Dott.ssa Maria Di Francesco, Fanale Arte Architettura, Arch. Giacomo Fanale e Galleria Arionte Arte Contemporanea, con il Patrocinio. Sponsor dell’evento, Alessi pubblicità. L´esposizione aprirà al pubblico nelle sale dell’ex Cavallerizza di Palazzo Sant’elia, via Maqueda 81 il 18 febbraio alle ore 18. All’inaugurazione saranno presenti, il Presidente della Provincia Regionale di Palermo e l’Assessore alla Cultura Eusebio Dalì La mostra resterà aperta dal 18 febbraio fino al 20 marzo 2011 e potrà essere visitata gratuitamente dal martedì al sabato, dalle 9:30 alle 13 e dalle 16 alle 19.30; domenica e festivi, dalle 9:30 alle 13. Sul web: www.Provincia.palermo.it/ http://www.Dietrolequintearte.it/ |
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‘PEGASO PER LO SPORT’ 2011, TORNA LA FESTA DELLO SPORT TOSCANO |
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Firenze, 15 febbraio 2011 – Un Salone Brunelleschi gremito di atleti ed appassionati ha ospitato la premiazione della Xiii edizione del Pegaso per lo sport. Un festa che si rinnova ogni anno per far rivivere le emozioni ed i successi della Toscana che riesce a salire sul podio o che comunque riesce a distinguersi per le sue imprese sportive. Ieri pomeriggio, a porgere la statuetta dorata del cavallo alato alla vincitrice Giulia Fornai, c’era l’assessore regionale con delega allo sport Salvatore Allocca, il presidente del Coni toscano Paolo Ignesti ed il presidente dell’Ussi Toscana Franco Morabito. Conduttori della serata Gianfranco Monti e Vittorio Betti. “E’ un onore poter premiare le eccellenze dello sport toscano”, ha detto l’assessore Allocca. “Ma insieme ai tanti campioni vorrei anche ricordare le migliaia di persone volontarie che prestano la loro attività in questo settore tutti i giorni. Si può davvero affermare che lo sport è la più bella metafora della vita”. La cerimonia si è aperta con l’attribuzione dei primi riconoscimenti agli atleti del canottaggio. Poco dopo è stato consegnato il primo dei sei premi speciali: alla Canottieri Limite di Limite sull’Arno, per i suoi 150 anni. Un breve video ha ripercorso la vita di questa gloriosa società. Massimo Porciani, presidente regionale del Comitato Paralimpico, è stato poco dopo chiamato sul palco per consegnare 10 medaglie ad 8 atleti e 2 società. Dopo ginnastica e karate è stata la volta del pugilato, con l’attribuzione di un premio speciale alla memoria, ad Emilio Marconi, pugile grossetano già campione italiano ed europeo, recentemente scomparso all’età di 83 anni. Un altro breve video ne ha ripercorso la carriera. A questo punto si è aperta una parentesi sul ciclismo. Oltre alla premiazione di quattro ciclisti toscani sono intervenuti sul palco il ct della Nazionale Paolo Bettini, il giornalista Francesco Pancani e l’assessore Riccardo Nencini, nel ruolo di presidente del comitato istituzionale dei mondiali 2013, che si svolgeranno in Toscana. Un breve video ha illustrato il percorso che assegnerà il titolo iridato tra due anni. In conclusione è stato invitato a salire sul palco Alfredo Martini, presidente onorario della Federazione ciclistica, che il 18 febbraio festeggerà il suo 90° compleanno. Martini, insieme a Bettini, ha ricevuto un premio speciale. Automobilismo, atletica leggera e calcio sono state le discipline premiate prima della consegna di altri tre premi speciali, stavolta a tre studenti, Anna Bongiorni, Khadija El Aoufy e Alessio Torlai, bravi ad abbinare talento sportivo e rendimento scolastico. Dopo basket e nuoto è arrivato il momento della consegna del premio principale a Giulia Fornai, preceduto da quelli agli altri quattro finalisti: Niccolò Campriani (che ha anche inviato un video saluto), Simone Faggioli, Edoardo Gori e Claudio Stecchi. La cerimonia si è poi conclusa con l’attribuzione delle ultime medaglie agli atleti del tiro a segno, tiro a volo, pallamano, hockey, pattinaggio, scherma, tiro con l’arco e pesca sportiva. In tutto sono stati consegnati 95 riconoscimenti. |
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VDA, GRANDI EVENTI SPORTIVI: L´ASSESSORE MARGUERETTAZ APRE IL DIBATTITO
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Aosta, 15 febbraio 2011 - L’assessorato al turismo, sport, commercio e trasporti informa che mercoledì 16 febbraio alle ore 17.30, nel Salone delle manifestazioni di Palazzo regionale, ad Aosta, si terrà un incontro sul tema: Organizzazione e finanziamento di grandi eventi sportivi invernali per la promozione territoriale. L’appuntamento, promosso dall’Assessore Aurelio Marguerettaz, è finalizzato al coinvolgimento di operatori turistici, società di impianti a fune, sci club ed enti locali interessati nella realizzazione delle attività promozionali che possano avere ricadute significative sull’economia del territorio. |
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