Pubblicità | ARCHIVIO | FRASI IMPORTANTI | PICCOLO VOCABOLARIO
 







MARKETPRESS
  Notiziario
  Archivio
  Archivio Storico
  Visite a Marketpress
  Frasi importanti
  Piccolo vocabolario
  Programmi sul web




 


MARTEDI

PAGINA 1 PAGINA 2 PAGINA 3 PAGINA 4 PAGINA 5 PAGINA 6 ALIMENTAZIONE
Notiziario Marketpress di Martedì 05 Aprile 2011
L´UE DEVE INVESTIRE DI PIÙ NELL´ENERGIA EOLICA SE VUOLE CHE LE TURBINE DA 20MW DIVENTINO UNA REALTÀ  
 
Bruxelles, 5 aprile 2011 - Secondo una relazione del progetto Upwind ("Integrated wind turbine design") finanziato dall´Ue, gigantesche turbine eoliche da 20 megawatt (Mw) sono realizzabili e garantirebbero un modo efficace dal punto di vista dei costi per espandere la capacità eolica offshore dell´Europa e per fornire elettricità più economica. Il progetto Upwind ha ricevuto 14,5 milioni di euro dall´area tematica "Sviluppo sostenibile, cambiamento globale ed ecosistemi" del Sesto programma quadro (6° Pq), e lo studio è stato pubblicato all´evento annuale dell´Associazione europea per l´energia eolica a Bruxelles, in Belgio. La Ewea prevede che l´energia eolica soddisferà il 26-34 per cento della richiesta di elettricità dell´Europa entro il 2030, con quasi la stessa quantità di elettricità proveniente dalle turbine offshore e da quelle sulla terraferma. Questa ultima relazione da Upwind concorda sul fatto che le macchine da 20 Mw potrebbero essere un modo per raggiungere questi livelli di produzione fornendo molte volte più elettricità a costi più bassi rispetto a quella prodotta dalle turbine di oggi. A dire la verità, anche se la relazione ritiene che una simile tecnologia sia possibile, essa mette anche in guardia sul fatto che la produzione di simili macchine sarebbe complicata. Essa afferma che non sarebbe possibile il semplice aumento in scala della tecnologia usata per produrre le turbine da 5 Mw che sono già in funzione. Invece, essa dice che per rendere funzionanti le turbine da 20 Mw sarebbe necessario un progetto nuovo, innovativo e su misura. "Upwind ha scoperto che per fare una macchina da 20 Mw non basta semplicemente ingrandire le turbine da 5 Mw di oggi," ha detto Jos Beurskens del Netherlands´ Energy Research Centre (Ecn), che ha guidato il progetto assieme al coordinatore di Upwind, Peter Hjuler Jensen, della Danish Technical University Risø Dtu. Egli ha affermato che il progetto ha aiutato a stabilire come potrebbero essere costruite queste grandi turbine. "Noi abbiamo identificato innovazioni chiave nella progettazione, nei materiali e nel modo in cui la turbina viene fatta funzionare," evidenzia Beurskens. Egli ha poi aggiunto che con queste idee in mente, sebbene siano ancora necessarie importanti ricerche, le turbine da 20 Mw potrebbero essere operative entro il 2020. "Intuitivamente, io credo che vedremo le turbine da 20 Mw in funzione entro 10 anni," ha aggiunto. Tuttavia, egli ha sostenuto le richieste di ulteriori finanziamenti da parte di Kjaer, aggiungendo che lo scenario da lui proposto sarà fattibile solo se queste turbine su grande scala sono "l´opzione più economica". Tra le principali innovazioni suggerite da Upwind per una turbina eolica da 20 Mw vi è la necessità di cambiare lo schema delle fattorie eoliche, abbassando la produzione di energia della prima fila di turbine per permettere una maggiore efficienza generale di tutta la fattoria. Inoltre, la relazione afferma che le future turbine eoliche intelligenti saranno in grado di adattare la loro posizione e l´inclinazione delle loro pale alle condizioni locali del vento. Lo studio cita anche una serie di modi in cui le pale dovrebbero essere modificate per migliorare l´efficienza e renderne più facile il trasporto. Infine, la relazione evidenzia come i progressi tecnologici permetterebbero di eseguire una migliore manutenzione delle future turbine eoliche rispetto all´attuale generazione di macchine. Per maggiori informazioni, visitare: Associazione europea per l´energia eolica (Ewea): http://www.Ewea.org/  Upwind: http://www.Upwind.eu/  Relazione Upwind: http://www.Ewea.org/fileadmin/ewea_
documents/documents/upwind/21895_upwind_report_low_web.pdf
 
 
   
   
PROPOSTA AL MSE DI MODIFICA ED INTEGRAZIONE DELLE DISPOSIZIONI RELATIVE ALL’INCENTIVAZIONE DELLA PRODUZIONE ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI CONTENUTE NEL D. LGS. 28/2011  
 
 Milano, 5 aprile 2011 - La proposta di Aper è soprattutto orientata all’abolizione degli effetti retroattivi introdotti dal decreto di recepimento della direttiva 2009/28/Ce, tutelando così i progetti già avviati con legittimo affidamento del dato normativo vigente. Al contempo non si rinuncia a garantire gli aspetti di sostenibilità finanziaria, contenendo la spesa complessiva dell’incentivazione entro una soglia prevedibile e a delineare prospettive certe per un’armonica crescita del settore, ponendo così le necessarie condizioni di stabilità per lo sviluppo di una filiera industriale nazionale. La proposta si articola in due principali interventi: - Fissazione immediata dei futuri valori di incentivazione per gli impianti (gran parte dei quali già in esercizio) che migreranno dal sistema dei Certificati Verdi a quello dell’incentivazione amministrata a partire dal 2016. - Definizione di un nuovo meccanismo di incentivazione per il fotovoltaico, mediante il quale sia anche possibile tutelare le iniziative già avviate con legittimo affidamento al Iii Conto Energia Fotovoltaico. Certificati Verdi - Dato che la transizione dal sistema dei certificati verdi al nuovo sistema di incentivazione di cui al comma 3 dell’art.24 si attua principalmente per impianti già entrati in esercizio, il principio di salvaguardia degli investimenti effettuati, nonché le previsioni stesse del d lgs., impongono che siano stabilite da subito condizioni di stabilità e certezza di detta transizione. Nell´ottica di detta salvaguardia, si ritiene necessario che il valore dell´incentivo alla produzione applicabile a partire dal 2016 sia pari al livello medio del valore di ritiro dei certificati verdi rilasciati per le produzioni negli anni dal 2011 al 2015 (anni in cui si verifica l´obbligo di ritiro su base annuale). Tale valore unitario è stimabile in un range tra 83 e 87 €/Mwh e comporterebbe oneri annuali di andamento decrescente nel tempo legati alla dinamica di esaurimento della durata dell´incentivazione. Settore Fotovoltaico - Riportiamo, alla luce della pubblicazione del d.Lgs di recepimento della direttiva 28/2009/Ce le linee guida che Aper ritiene debbano essere adottate per il nuovo sistema incentivante, da adottarsi entro e non oltre aprile 2011: 1. Adozione di un sistema di salvaguardia dei progetti che hanno fatto affidamento sui sistemi incentivanti di cui ai cd. Secondo e terzo conto energia; a tal fine si ritiene indispensabile prevedere per l’anno 2011 la conferma delle tariffe previste dal Dm 6 agosto 2010 per gli impianti che siano in possesso di titolo abilitativo idoneo alla data di entrata in vigore del d.Lgs n. 28/2011, e che raggiungano la “fine lavori certificata” entro il 31/12/2011; 2. Per tutti gli impianti che non rientrano nel regime di salvaguardia di cui sopra, adozione di un sistema incentivante strutturato, in termini di criteri tecnici di riconoscimento degli incentivi (tipologie, soluzioni impiantistiche, soglie di potenza, maggiorazioni etc.) analoghi al Dm 6 agosto 2010 e che contempli i seguenti punti cardine: a. Nessun cap, annuale o cumulato, per tipologia o per taglia. B. Conferma del meccanismo di feed-in premium. C. Gli incentivi saranno assegnati a valle della dichiarazione di “fine lavori certificata” (come sarà definita da apposita comunicazione del Gse che dovrà essere emessa entro e non oltre 1 mese dall’adozione del nuovo sistema incentivante). D. Dal 1° giugno 2011, decremento delle tariffe del 10% rispetto a quelle previste dal Dm 6 agosto 2010 per il secondo quadrimestre 2011. E. Gli adeguamenti successivi saranno in funzione del raggiungimento di scaglioni di potenza di 1 Gw. Al raggiungimento di ogni scaglione, le tariffe saranno decurtate di un ulteriore 6% a valle di un periodo di grace period di 90 giorni. F. Il Gse dovrà aggiornare e rendere pubblico con cadenza almeno quindicinale un registro degli impianti per cui è stata raggiunta la “fine lavori certificata”. G. Mantenere differenziate le tariffe per impianti su coperture e a terra (privilegiando le coperture). H. Mantenere l’attuale differenziazione per taglie di potenza (privilegiando i piccoli impianti). I. Mantenere il premio per rimozione amianto. In questi termini, la proposta Aper garantisce una ragionevole aspettativa di contenimento dell´onere per l´incentivazione in linea con le attese recentemente espresse nel corso del dibattito sul fotovoltaico e, contemporaneamente, permette di mantenere i meccanismi fondanti del sistema ”conto energia” senza dover introdurre meccanismi di graduatorie e registri di difficile definizione, attuazione e verifica. Infine, si ritiene necessario un riallineamento a quanto espresso nel parere della X Commissione del Senato per quanto riguarda l’utilizzo dei terreni agricoli per l’installazione di impianti fotovoltaici.  
   
   
ROMANIA, I PIANI DI INVESTIMENTO DI ENEL  
 
 Bucarest, 5 aprile 2011 - Secondo il report finanziario dell´Enel per l´anno 2010, nel periodo 2011-2015 il gruppo energetico italiano investirà in Romania quasi 800 milioni di euro. Tali investimenti sono previsti principalmente per accrescere l´efficienza dei processi, nonché per ampliare la base dei clienti. Al livello internazionale, gli investimenti dell´Enel previsti per i prossimi cinque anni raggiungono un valore complessivo di 31 miliardi di euro, informa l´Ice. Secondo i rappresentanti della compagnia, il piano d´affari per il periodo 2011-2015 prevede come obiettivi principali il consolidamento della posizione di leader mondiale nei principali mercati, nonché il rafforzamento e lo sviluppo della posizione del gruppo nel settore dell´energia rinnovabile nei mercati del Sud America, della Russia e dell´Europa Orientale. Per quanto riguarda il mercato romeno, il gruppo italiano investirà entro il 2015 quasi 500 milioni di euro per la costruzione di un nuovo parco eolico con una capacità totale di 400 Mw. Attualmente Enel è presente in Romania nel settore dell´energia rinnovabile attraverso i due parchi eolici - Agighiol e Salbatica 1, costruiti a Tulcea, che dispongono di una capacità totale installata di 64 Mw. Allo stesso tempo, il gruppo è in attesa della decisione da parte del Governo romeno per quanta riguarda l´investimento nel progetto di costruzione dei due reattori nucleari 3 e 4 di Cernavoda. Enel e Arcelormittal Romania sono gli unici due gruppi stranieri che insieme allo Stato romeno, rappresentato dalla Nuclearelectrica, fanno ancora parte del progetto di Cernavoda, dopo che gli altri 4 investitori interessati - Cez, Rwe, Iberdrola e Gdf Suez - si sono ritirati dal progetto. Il Gruppo Enel è presente in Romania dal 2005 come produttore, distributore e fornitore di energia elettrica. Attualmente, Enel è il più importante investitore privato nel mercato romeno dell´energia elettrica, disponendo di una rete di energia elettrica di 93.000 km, con quasi 2,6 milioni di clienti e circa 5.000 impiegati. In Romania, Enel fornisce energia elettrica attraverso due delle sue filiali - Enel Energie e Enel Energie Muntenia - mentre Enel Distributie Banat, Enel Distributie Dobrogea e Enel Distributie Muntenia sono le altre 3 filiali che si occupano della gestione e ammodernamento della rete elettrica nelle tre regioni romene (Banat, Muntenia e Dobrogea). Nel 2010, in base ad una domanda in continua crescita, le filiali romene di Enel hanno dovuto aumentare la quantità di energia elettrica fornita di 0,6 Twh. Nel settore dell´energia rinnovabile, la compagnia è presente sul mercato romeno attraverso la sua filiale Enel Green Power.  
   
   
ENERGIA: PARERE FAVOREVOLE ALL´ELETTRODOTTO WURMLACH-SOMPLAGO  
 
Trieste, 5 aprile 2011 - La Giunta regionale ha votato ieri all´unanimità il parere di compatibilità ambientale relativo alla realizzazione dell´elettrodotto Somplago - Wurmlach e ha disposto un lungo elenco di prescrizioni per quanto attiene la realizzazione del progetto tra Somplago e il confine di stato italo-austriaco. Si tratta dell´atto formale - con esito quindi positivo - che conclude il lungo iter di valutazione regionale, inviando la documentazione del progetto al Ministero dell´Ambiente per gli adempimenti conclusivi. Con questo documento, il cui iter è stato diretto dal vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, nel suo ruolo di assessore all´Ambiente, l´Amministrazione regionale - che ha anche definito il progetto come opera "di rilevante interesse strategico per l´economia del Fvg", prerequisito necessario per la realizzazione dello stesso - ha definito tutti gli aspetti tecnici dell´opera. Il lungo e complesso iter ha visto la partecipazione di numerosi soggetti: i Comuni, le realtà locali, gli ambientalisti e tutti i portatori di interesse. Il compito della Regione è stato quello di approfondire tutti i dettagli del progetto in relazione alla sua compatibilità ambientale, e quindi in sostanza effettuare un lavoro di sintesi. Ne è derivata per questa infrastruttura la migliore fisionomia possibile, perché condivisa e adattata al territorio e alle richieste locali. La Soluzione Mista Aereo-cavo. Il sostanziale elemento di novità riguarda l´interramento di parte dell´elettrodotto, in particolare nella zona di passaggio all´interno della Zps delle Alpi Carniche, al fine di evitare il rischio di collisione con i nuovi piloni da parte degli uccelli che appartengono a specie protette, e nella zona di Passo Pramosio, per questioni di tutela del territorio. Sarà realizzato dai proponenti un interramento della linea elettrica per 12,8 km, di cui 8,9 in alta tensione. L´interramento, sulla base di una delle soluzioni indicate nell´iter di approvazione (nota come Soluzione 4), rappresenterà un imponente aumento dell´investimento per i proponenti ma garantirà anche la difesa dell´ambiente. Esso permetterà anche di ridurre il rischio geologico, con un solo pilone - contro i quattro attuali - in zona ad alto rischio. Le Prescrizioni. Accanto all´indicazione del tracciato "misto" aereo-cavo interrato, la giunta regionale ha indicato una lunga serie di prescrizioni tecniche e compensazioni a vantaggio del territorio che riguardano in particolare lo smantellamento dei tratti di elettrodotto attuale che verranno sostituiti con il nuovo impianto. Sul fronte della realizzazione dell´infrastruttura, alcuni elementi, legati in particolare al posizionamento di alcuni tralicci, andranno definiti nel dettaglio con i comuni direttamente interessati. Tra le compensazioni e prescrizioni votate dalla Regione, anche l´obbligo di effettuare continui monitoraggi ambientali sul fronte dell´inquinamento elettromagnetico, nonché manutenere l´opera. Alcuni piloni, posti in zone particolarmente sensibili, verranno posizionati facendo uso di elicotteri. Nella delibera infine si prevede che vengano attuati ed eseguiti - come opera compensativa agli impatti indotti dalla realizzazione del nuovo elettrodotto - una serie di interventi compensativi, da effettuarsi nel rispetto di precise tempistiche.  
   
   
ENERGIA IN ABRUZZO: INCONTRO PATTO CON I SINDACI  
 
Pescara, 5 aprile 2011 - L´assessore all´Energia Mauro Di Dalmazio prende parte oggi , alle ore 10.00, presso la Sala Consigliare del Comune di Pescara, ad un incontro fra Regione Abruzzo, Provincie, Anci e rappresentanti di tutti i Comuni della Regione, per sottoscrivere formalmente l´avvio delle procedure e delle attività definite dalla Cabina di Regia, per il raggiungimento degli obiettivi del "Covenant of Mayors". Il 26 gennaio scorso è stato annunciato che la Regione Abruzzo ha destinato i 35 milioni di euro dei fondi strutturali Por Fesr 2007-2013, relativi all´asse Ii Energia, per supportare l´implementazione del Patto dei Sindaci nel territorio Regionale. Il 10 maggio 2010, dopo che la Regione Abruzzo ha sottoscritto a Bruxelles l´adesione come Amministrazione al "Covenant of Mayors", è stato firmato un Protocollo di Intesa fra le 4 Provincie, l´Anci e la Regione stessa, con la finalità di creare una Cabina di Regia per il coordinamento di tutte le attività conseguenti e necessarie per dare attuazione al Patto dei Sindaci. Gli obiettivi del "Covenant of Mayors", consistono nel raggiungimento entro il 2020 di una produzione di energia da fonti rinnovabili pari al 20% del totale, con una riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, in particolare Co2.  
   
   
FOTOVOLTAICO E LAVORO NERO: VERTICE IN PREFETTURA LECCE  
 
Bari, 5 aprile 2011- La vice Presidente e assessore allo Sviluppo Economico, Loredana Capone e l’assessore al Welfare, Elena Gentile sono intervenute ieri all’incontro convocato dal Prefetto di Lecce finalizzato a dare una risposta alle proteste dei lavoratori, impiegati nella costruzione di impianti fotovoltaici in Provincia di Lecce, che non sono stati retribuiti dall’azienda presso la quale hanno lavorato. All’incontro erano presenti gli esponenti di tutte le organizzazioni sindacali, oltre al Presidente della Provincia di Lecce, al Questore, Comandanti Provinciali della Gdf e dei Carabinieri ed a Confindustria. Al termine dei lavori le rappresentanti della Regione Puglia hanno dichiarato che “è stato compiuto un importante passo avanti per dare una risposta concreta e tempestiva alle giuste proteste di chi attende il salario per le prestazioni di manodopera effettuate”: sono infatti intervenuti i legali del fondo di investimento internazionale che, attraverso le società Apulia Renewable Energy srl e Sv srl, hanno acquisito una serie di società di scopo che hanno proposto impianti fotovoltaici nel territorio Salentino autorizzati con Dia comunale o, in minor numero, con Autorizzazione Unica regionale. Le società hanno affidato come committenti l’installazione degli impianti autorizzati ad altre società appaltatrici, tra le quali sono emersi casi di mancata retribuzione della manodopera e di irreperibilità delle società stesse. “I rappresentanti del fondo di investimento, finora sconosciuto alla Regione – spiegano le rappresentanti del governo regionale - hanno dichiarato la disponibilità a farsi carico dei problemi economici dei lavoratori non retribuiti, previi i dovuti accertamenti che saranno effettuati attraverso un apposito tavolo tecnico con la partecipazione delle organizzazioni sindacali e di Confindustria che è stato immediatamente attivato in proseguimento dell’incontro organizzato dalla Prefettura di Lecce”. Al di là della soddisfazione per il risultato odierno raggiunto, la Vice Presidente della Regione Puglia Loredana Capone e l’Assessore al Welfare Elena Gentile hanno comunque stigmatizzato lo “sfruttamento del lavoro senza retribuzione in qualunque settore esso sia utilizzato, dall´agricoltura - pomodoro e angurie - al fotovoltaico, comunicando la sollecitazione di sempre maggiori controlli”. L´assessore Gentile ha ribadito la decisione assunta in Commissione regionale per l´emersione del lavoro nero di “stimolare ulteriori controlli anche attraverso la convenzione già stipulata dalla Regione Puglia con la Guardia di Finanza e di firmare appositi protocolli sul lavoro nero con Anci per potenziare la conoscenza sul territorio e prevenire ulteriori episodi”. La vicepresidente Loredana Capone ha ribadito l’impegno dell’Amministrazione Regionale a “raccogliere le informazioni necessarie per attuare un monitoraggio completo degli impianti alimentati da fonti rinnovabili autorizzati e/o realizzati in tutto il territorio pugliese, impegno già concretizzatosi nell’Intesa con Anci e Upi sottoscritta lo scorso 14 marzo”; a tale proposito la vicepresidente Loredana Capone ha reso noto che “in data 28 marzo 2011 è stata attivata la procedura telematica a disposizione di Province e Comuni per registrare le informazioni relative agli impianti che sono stati autorizzati dagli Enti Locali, nel pieno rispetto degli obiettivi assegnati alla Regione dalla suddetta Intesa. Si attende adesso che i Comuni e le Province facciano rapidamente la loro parte. E ciò non solo per avere un compiuto aggiornamento da parte di tutte le Istituzioni, a partire dalla Regione, sullo stato dell´arte ma anche per prevenire l´odioso fenomeno della scatole cinesi finalizzato a eludere, se non addirittura a violare, le norme”.  
   
   
RICERCA IDROCARBURI NORTHERN PETROLEUM. REGIONE PUGLIA: GRAZIE ,NO.  
 
Bari, 5 aprile 2011 - La Conferenza di Servizi ha detto No. Il parere della Regione Puglia, nel procedimento di Via relativo ai permessi ricerca di idrocarburi della Northern Petroleum lungo la costa pugliese, resta negativo per ognuno dei sette progetti presentati. Anche se la N.p. Aveva provveduto a spostare le piattoforme dalle 12 miglia previste in un primo tempo, alle 15 miglia attuali. In realtà, il parere dato dalla Regione fonda sull’impossibilità di esprimere una valutazione complessiva, come dice la norma per la Via. Il progetto presentato dalla società petrolifera,infatti, riguardando solo il primo lotto degli interventi richiesti per la ricerca, si limita all’esame del rischio sismico, evitando in tal modo la valutazione complessiva delle criticità ambientali che possono derivare dall’attività di “prospezione, ricerca e coltivazione” degli idrocarburi. “ Sebbene la normativa vigente per la concessione della Via - spiega l’assessore all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, in conferenza stampa con il responsabile del servizio ambiente e demanio della Capitaneria di Porto di Bari, Cap. Di Fregata, Alessandro Cortesi e con il dirigente dell’Area per la Tutela e Sicurezza Ambientale, Antonello Antonicelli- non preveda che gli Enti Locali esprimano un parere se le opere sono poste oltre le 12 miglia dalla costa, riservando tale prerogativa solo alla Regione, noi abbiamo voluto egualmente essere confortati dal loro parere.Tutti quelli pervenuti, sia con nota scritta che con la presenza degli Amministratori, sono negativi. Le 15 miglia, pur essendo acque internazionali, costituiscono sempre un’area di interesse economico esclusivo del nostro Paese. “Vedremo. Continua l’assessore- se il Ministero per l’Ambiente vorrà ugualmente rilasciare questo permesso, ignorando il rilevantissimo impatto ambientale che, in un corridoio di mare come l’Adriatico avrebbero le piattaforme petrolifere off shore con conseguente attività di desolforazione che verrebbe eseguita il loco, e dovuta all’elevato tenore di zolfo degli idrocarburi adriatici”. E sì, perché questo nostro petrolio non sarebbe nemmeno di grande qualità ( lo chiamano infatti petrolio amaro) e necessiterebbe, quindi, di pesanti processi di raffinazione. Quello che fa la Regione è un discorso di principio: perché, trattandosi di sette aree marine contigue ( e nelle quali, peraltro, sono già attivi o in procinto di esserlo vari programmi energetici) la N.p. Ha suddiviso la zona in sette aree adiacenti ( vedi scheda allegata) invece di presentare un’unica istanza di compatibilità ambientale? E per quale motivo scorporare in tre fasi ogni progetto, impedendo, in tal modo una valutazione complessiva? E per un petrolio “no buono” vale veramente la pena esporre a rischio la pesca, l’eventualità di inciampare in ordigni bellici regalati alle profondità del mare dalle guerre, soffiare nell’aria zolfo (che i venti portano ovunque) e contravvenire ai vincoli protezionistici europei sulle colonie di Poseidonia e su quelle di Coralligeno bianco per il quale è stato tra l’altro appena stato varato un bando per un milione di euro? Insomma, come avrebbe potuto, la Puglia, dichiararsi favorevole nell’ambito del procedimento di Via senza aver potuto esaminare e vagliare ogni aspetto relativo alla presenza di queste piattaforme? La parola passa ora al Ministero.  
   
   
HOUSING SOCIALE, IN LOMBARDIA L´ERP CAMBIA VOLTO  
 
Milano, 5 aprile 2011 - Sviluppare l´housing sociale pensando non a una sovrapposizione dei quartieri di edilizia residenziale pubblica, ma coniugando alloggi a canone accessibile e servizi alla persona, costruendo cioè una rete di servizi e di inclusione sociale per evitare la creazione di ghetti. E´ questo il progetto presentato l´ 1 aprile dall´assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti nel suo intervento al convegno "Housing sociale: La nuova frontiera dell´abitare?", che si è tenuto a Palazzo Pirelli. "Occorre guardare al problema della casa - ha spiegato Zambetti - non più solo come a un problema di tipo fisico, edilizio. Gli interventi di social housing devono non solo contenere i costi di accesso all´abitazione, ma anche essere costruiti in modo da promuovere l´inclusione sociale, favorendo le famiglie socialmente ed economicamente deboli, utilizzando quando è utile o necessario il coordinamento con le politiche urbanistiche per favorire il recupero sociale delle aree degradate. Un intervento ben riuscito dovrebbe pertanto produrre non solo case ben costruite e piacevoli, (aspetto, quest´ultimo, che troppo spesso in passato si è sottovalutato), ma avere anche un chiaro e ben visibile riflesso sulla convivenza e sulla integrazione". Quartieri Residenziali, Non Ghetti - "Per raggiungere risultati efficaci - ha spiegato l´assessore - è importante che interventi di questa natura non siano rivolti esclusivamente alle categorie sociali maggiormente in difficoltà. Questo tipo di scelta, infatti, ha spesso determinato il sorgere nel tempo di problemi sociali tali da mettere seriamente in difficoltà non solo la specifica iniziativa, ma l´intero quartiere. Occorre piuttosto prevedere la presenza di un adeguato mix di famiglie, di diverse condizioni economiche e sociali. Ciò consente non solo di evitare quartieri troppo caratterizzati socialmente, ma anche di riequilibrare l´aspetto finanziario dell´intervento. Per tale ragione è opportuno consentire agli operatori sia di ricorrere alla locazione collegata a un patto di futura vendita, sia - ove necessario o opportuno - alla vendita a prezzi di libero mercato". Locazione Temporanea Per Un Sostegno Piu´ Diffuso - "I destinatari delle politiche di solidarietà abitativa - ha rilevato l´assessore Zambetti - sono le famiglie che non riescono a soddisfare le proprie esigenze abitative autonomamente o che potrebbero farlo solo a patto di pesanti rinunce in termini di qualità della vita e di contrazione dei consumi primari. Questa situazione di norma non accompagna il nucleo familiare per tutto l´arco della sua vita. Ecco perché, se da un lato dobbiamo migliorare la capacità di intervenire tempestivamente a sostenere le famiglie che vengono a trovarsi in una situazione di difficoltà, dall´altra dobbiamo anche sviluppare meccanismi che consentano di sospendere l´azione di sostegno e di dedicare le risorse che così si vengono a liberare ad altre famiglie in condizioni disagiate". "Non è un percorso facile - ha ammesso l´assessore - perché bisogna avere molta cautela per non generare tensioni sociali o generare condizioni di ulteriore disagio. Tuttavia è un problema che va affrontato, perché il ricambio nel patrimonio di edilizia residenziale pubblica è innegabilmente lento e tale da consentire la permanenza in questo patrimonio di nuclei familiari che non presentano più condizioni di debolezza sociale ed economica".  
   
   
SCUOLE IN CAMPANIA: 7 MILIONI E MEZZO PER LA MESSA IN SICUREZZA SISMICA  
 
Napoli, 5 aprile 2011 - Con un apposito decreto pubblicato ieri sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania, l´assessore alla Protezione civile e ai Lavori pubblici della Regione Edoardo Cosenza ha stanziato sette milioni e mezzo di euro per la messa in sicurezza sismica di asili nido, scuole materne ed edifici scolastici della Campania. "Con questo provvedimento - ha detto l´assessore Cosenza - intendiamo dare un notevole contributo alla sicurezza scolastica. I fondi regionali andranno direttamente ai Comuni proprietari degli edifici scolastici che ricadono nelle zone ad elevata sismicità. Con questo bando finanziamo solo il miglioramento sismico dei fabbricati esistenti, senza intervenire su strutture troppo fatiscenti, che invece sono da ricostruire. Verranno particolarmente premiati gli interventi con materiali e tecnologie innovative e le soluzioni progettuali meglio studiate. Si tratta dell´applicazione di una buona pratica di riparazione o rafforzamento delle strutture, che è già stata adottata nel dopo terremoto di L´aquila e che ha dato ottimi risultati in termini di rapporto fra prestazioni e costi. E´ un grande investimento regionale che testimonia in maniera concreta l´impegno nei confronti della sicurezza dei cittadini ed in particolare dei bambini", ha concluso l´assessore. Il decreto è disponibile sul portale della Regione Campania all´indirizzo www.Regione.campania.it/  e su quelli dell´assessorato agli indirizzi: www.Lavoripubblici.regione.campania.it/  e http://protezionecivile.Regione.campania.it/  
   
   
CASA IN TOSCANA: “UN’EMERGENZA DA CODICE ROSSO”  
 
 Firenze, 5 marzo 2011 – “La questione abitativa è un’emergenza sociale da codice rosso ”. Così l’assessore regionale al welfare e alle politiche della casa Salvatore Allocca ha sintetizzato la situazione del settore durante il convegno sul tema organizzato l’ 1 aprile da Cispel Toscana presso l’Altana del Complesso ex Leopoldine in piazza Tasso a Firenze. Allocca ha rimarcato l’assenza di politiche nazionali incisive sul settore e l’esigenza di affrontare il problema a partire dalle questioni più sensibili: il tema dei giovani e della loro difficoltà a rendersi autonomi, la questione degli affitti e quella, drammatica, degli sfratti (per affrontarla l’assessore ha annunciato una misura innovativo della regione, finanziata con 4 milioni di euro). “Dobbiamo prendere atto – ha spiegato – che il sistema nazionale delle politiche abitative non ha retto davanti alla crisi economica. Dagli anni Novanta in poi si è puntato solo sulla proprietà della casa, cosicchè oggi abbiamo, tra un 71% di famiglie proprietarie, un 15% di famiglie la cui proprietà è ancora virtuale perchè gravate da mutui spesso molto onerosi; e poi abbiamo una fetta consistente di famiglie in affitto le quali devono affrontare una situazione di mercato nella quale si registra un forte disallineamento tra la dinamica dei salari e i costi dell’abitare. Tutto questo, sotto il peso della recessione, ha prodotto una situazione disastrosa”. E in Toscana? “Qui il trend è leggermente migliore ma le difficoltà restano pesantissime. Basta guardare pochi numeri: le 22.000 domande per alloggi Erp, le 7.500 domande di sfratto, le oltre 6.400 sentenze di sfratto. La Regione si sta impegnando con forza, cercando di sfruttare al massimo le risorse disponibili e compensando laddove, per i tagli del governo, si sarebbe potuto indietreggiare. Ma questo non è obiettivamente sufficiente: occorre rivendicare con forza una politica abitativa nazionale”. L’assessore ha ricordato gli stanziamenti per le politiche abitative in Toscana (nel 2011 circa 100 milioni per interventi di interesse regionale più altri 44 per piani integrati di edilizia residenziale pubblica) per poi evidenziare due misure: l’intervento per il sostegno affitti e il nuovo fondo anti-sfratto. “Nel primo caso – sono parole di Allocca – siamo riusciti non solo a tamponare il taglio di risorse del governo, ma addirittura a aumentare leggermente le risorse, sino ad oltre 17 milioni di euro. Si tratta di un intervento, vorrei sottolinearlo, che riguarda ben 16.000 famiglie. Per il secondo aspetto la novità è costituita dall’avvio di un fondo di 4 milioni di euro per affrontare la punta più drammatica dell’emergenza casa. Attualmente l’85% degli sfratti è dovuta a morosità: e questo è il segno delle difficoltà economiche in cui si dibattono tantissime famiglie toscane. Questo fondo, in sinergia con i Comuni, dovrebbe aiutarci a realizzare un primo pacchetto di interventi su un problema che sta allargando le sue dimensioni”.  
   
   
PORTOVESME: MSE, DEFINITE CONDIZIONI PER APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO IL FABBISOGNO SARÀ COPERTO TRAMITE “INTERCONNECTOR”, SUPER INTERROMPIBILITÀ ED ENERGIA EOLICA  
 
 Roma, 5 aprile 2011 – E’ stata definita ieri, presso il ministero dello Sviluppo Economico, la soluzione tecnica che consentirà al polo chimico sardo di approvvigionarsi di energia a condizioni economiche tali da proseguire l’attività industriale e garantire lo stato occupazionale. In particolare, si prevede che le aziende presenti nel polo potranno fornirsi di energia a prezzi vantaggiosi attraverso la modalità “interconnector” prevista dalle legge Sviluppo (strumento che consente l’acquisto di energia elettrica sui mercati europei a fronte dell’impegno a contribuire al finanziamento di nuove infrastrutture di interconnessione con l’estero). Un’ulteriore riduzione dei costi potrà derivare dalla super interrompibilità (meccanismo attraverso in quale, in situazioni di emergenza, è possibile richiedere al cliente l’interruzione immediata della fornitura a fronte di un premio). Sulla base delle indicazioni fornite da Terna, il servizio potrà essere attivo già dal prossimo 1mo giugno. Presso il polo chimico, infatti, ripartirà a breve la costruzione di un nuovo impianto eolico, che potrà essere realizzato grazie anche agli incentivi erogati dal ministero dello Sviluppo Economico.  
   
   
A.MERLONI”: APPREZZAMENTO G.R. UMBRA PER OFFERTA VINCOLANTE CINESI ZEROWATT  
 
Perugia, 5 aprile 2011 - Apprezzamento per l´offerta vincolante per la "Antonio Merloni", che è stata presentata dalla società cinese Nanchang Zerowatt Electronic Group, è stato espresso dalla Presidente della Giunta regionale dell´Umbria e dall´Assessore regionale allo Sviluppo economico. Dopo l´annuncio di interessamento all´acquisto da parte di "Mmd" per l´intero perimetro aziendale, hanno sottolineato, questa offerta rappresenta un ulteriore e positivo segnale per il futuro del Gruppo. L´auspicio della Giunta regionale rimane quello che venga garantita la continuità produttiva e mantenuti gli attuali livelli occupazionali.  
   
   
IMPRENDERÒ, DALLA REGIONE AIUTI CONCRETI PER FARE IMPRESA  
 
Osoppo, 5 Aprile 2011 - Illustrata Ieri , alla presenza del presidente della Regione Renzo Tondo, la terza edizione di "Imprenderò", il progetto promosso dall´amministrazione regionale che coinvolge dodici organizzazioni del Friuli Venezia Giulia al servizio di chi vuole fare impresa. Imprenderò si propone non solo come un´operazione di cultura e formazione imprenditoriale attiva nel trasferire strumenti di conoscenza tecnici, ma una soluzione ad una domanda del nostro territorio che sta soffrendo per una crisi mondiale, è stato sottolineato da parte del presidente della Regione, che è intervenuto in una tavola rotonda sul tema dell´innovazione nel Centro ricerche Fantoni di Osoppo. Vasta la gamma di servizi gratuiti di "Imprenderò" che vanno dalla formazione personalizzata alla consulenza, passando per l´orientamento e l´affiancamento nella stesura di business plan. In particolare, sono cinque i filoni di intervento destinati a persone tra i 18 e i 64 anni, residenti o domiciliati in regione o interessati a progetti inerenti società del Friuli Venezia Giulia, che saranno supportati dalla Regione con oltre un milione e 800 mila euro. Il primo degli interventi ("Passaggio di testimone") del progetto - illustrati nel dettaglio da Alessandra Gruppi, docente al Mib School - si propone di intervenire sul passaggio generazionale, il secondo ("Trasmissione di impresa") vuole agire sui processi di acquisizione e vendita di imprese. Il terzo filone è quello degli spinn off, mentre la quarta azione ("Da impresa nasce impresa") è mirata a trasferire competenze per elaborare un piano di impresa e la quinta ("Dall´idea al business plan") si rivolge alle aziende esistenti per supportare la managerializzazione come strumento per la gestione del cambiamento in momenti di crisi. Lusinghieri i risultati realizzati finora in quattro anni di progetto. "Abbiamo avvicinato alla cultura imprenditoriale 12 mila persone del Friuli Venezia Giulia, supportato l´avvio di 514 imprese e assistito 174 imprese in progetti di passaggio generazionale o di cambiamento", ha ricordato il direttore del progetto, Felice Cavallini. Sul tema dell´innovazione si sono confrontati nella tavola rotonda moderata da Marco Ballico il rettore dell´Università di Udine, Cristiana Compagno, il direttore generale del Parco Tecnologico Kilometro Rosso, Mirano Sancin, il fondatore di Mib School, Vladimir Nanut, per l´incubatore di impresa M31, Fabio D´alessi e, in videoconferenza dalla California, il direttore del Cresit, Alberto Onetti.  
   
   
INDAGINE SUGLI INVESTIMENTI NEL 2010: INVESTIRE PER TORNARE COMPETITIVI IL 77% DELLE IMPRESE HA EFFETTUATO INVESTIMENTI NELL’ACQUISTO DI ATTREZZATURE O IN R&S CRESCONO GLI INVESTIMENTI IN “TECNOLOGIE VERDI”  
 
 Torino, 5 aprile 2011 - Dall’indagine sugli investimenti delle imprese industriali del Piemonte - effettuata nell’ambito della 157ª Indagine congiunturale sull´industria manifatturiera piemontese realizzata da Unioncamere Piemonte nel Iv trimestre 2010 - emerge come l’anno appena trascorso abbia confermato la propensione delle imprese manifatturiere del nostro territorio ad investire, orientamento mostrato già nel corso dell’ultimo triennio. “Dopo un 2009 difficile, nel 2010 l’economia piemontese ha mostrato i primi segnali di ripresa, dando impulso alla volontà di investire e di guardare al futuro delle nostre imprese - ha dichiarato il Presidente di Unioncamere Piemonte Ferruccio Dardanello -. Investire in nuovi impianti e macchinari, in ricerca e sviluppo, per migliorare l’efficienza dei processi produttivi e la qualità dei prodotti, significa tornare competitivi sui mercati internazionali e porre le basi per una più solida ripresa”. Il 77% delle imprese intervistate ha dichiarato di aver effettuato investimenti nel 2010. La percentuale non si discosta in maniera significativa dai dati registrati negli anni precedenti: la quota di imprese investitrici nel 2009 era infatti esattamente la stessa, e nel 2008 erano il 78%, un solo punto percentuale in più rispetto. La quota era invece più consistente nel 2007, quando la crisi era ancora lontana e investivano 82 imprese su 100. Valutando gli investimenti effettuati in base all’importo, emerge come una buona fetta delle imprese abbia investito per un valore compreso tra 25mila e 100mila euro; seguono gli investimenti di importo inferiore ai 25mila euro, mentre le aziende che fanno investimenti più consistenti appaiono meno numerose, anche se rispetto all’anno precedente è in crescita il numero di imprese che destina ai propri investimenti oltre 500mila euro. Nel 2010 il 70% delle imprese ha scelto di acquistare macchine e attrezzature, seguite dall’acquisto di elaboratori e sistemi elettronici (il 31,5% delle imprese) e dagli investimenti in ricerca e sviluppo (25,1%). Quest’ultimo dato appare particolarmente importante, in quanto gli investimenti in innovazione rappresentano un’importante base per lo sviluppo della competitività del sistema economico locale. Le motivazioni che spingono le imprese a investire sono principalmente la sostituzione di impianti e macchinari obsoleti, la necessità di migliorare l’efficienza dei processi produttivi e la volontà di incrementare la qualità dei prodotti. Va evidenziato come, rispetto all’anno precedente, siano cresciuti gli investimenti effettuati per il risparmio energetico, segnale di come tra le imprese si diffonda sempre più l’adozione di comportamenti volti alla salvaguardia dell’ambiente. Tra le finalità prioritarie degli investimenti previsti, gli imprenditori intervistati hanno indicato, anche per il 2011, la sostituzione di impianti e attrezzature obsoleti e l’incremento dell’efficienza produttiva. Nella scelta dei diversi canali di finanziamento oltre il 50% delle imprese piemontesi preferisce finanziarsi in autonomia; segue il credito bancario, mentre appaiono residuali le altre forme di finanziamento. Considerato il momento economico critico e vista l’importanza della collaborazione tra banche e imprese, si è ritenuto opportuno domandare agli imprenditori intervistati se avessero riscontrato un inasprimento delle condizioni a loro riservate dalle banche. Circa l’80% delle imprese non ha percepito, negli ultimi sei mesi del 2010, un peggioramento del rapporto con le banche. Coloro che, al contrario, hanno rilevato un inasprimento delle condizioni riservate dalle banche, indicano tra le principali motivazioni l’aumento dei margini applicati ai finanziamenti concessi e la mancata concessione di nuovi finanziamenti.  
   
   
BOLZANO: OTTIMA PAGELLA PER L’UFFICIO SERVIZIO LAVORO ED I CENTRI DI MEDIAZIONE AL LAVORO  
 
Bolzano, 5 aprile 2011 - L’ufficio servizio lavoro ed i Centri di mediazione lavoro effettuano varie volte nell’arco dell’anno delle rilevazioni per verificare il livello di gradimento da parte degli utenti. Nell’ambito dell’iniziativa “La Sua opinione è preziosa” sono stati raccolti e valutati sinora complessivamente 1200 questionari allo scopo di verificare appunto il livello di soddisfazione degli utenti rispetto ai vari servizi offerti. Dall’analisi dei questionari sono emersi dei dati che vengono valutati in maniera particolarmente positiva da parte del direttore della Ripartizione lavoro, Helmuth Sinn, e del direttore dell’Ufficio servizio lavoro, Michael Mayr. Oltre il 90% dei giudizi espressi giudica il servizio “buono” o “ottimo”. Oltre l’80% dei giudizi riguardanti il personale dell’Ufficio servizio lavoro e dei Centri di mediazione lavoro è positivo. Anche l’assessore provinciale competente per il settore del lavoro, Roberto Bizzo, esprime la propria soddisfazione per i positivi risultati emersi dalle rilevazioni che riguardano tutti i settori della Ripartizione ance in considerazione con costante aumento degli utenti che negli ultimi anni si sono rivolti all’Ufficio servizio lavoro ed ai Centri di mediazione lavoro.  
   
   
FABIO MASINI È IL NUOVO PRESIDENTE DELLA CRAT - COMMISSIONE REGIONALE PER L´ARTIGIANATO TOSCANO  
 
Firenze, 5 aprile 2011 - Fabio Masini (Confartigianato Toscana) è il nuovo presidente della Crat - Commissione Regionale per l´Artigianato della Toscana. La designazione è stata effettuata mediante Decreto 28/2/2011 n. 33 del Presidente della regione Toscana. La Crat si è insediata il 1 aprile 2011 in occasione della sua prima riunione, nel corso della quale è stato nominato Leonardo Angeletti, designato da Cna toscana alla vicepresidenza e Marco Ardimanni, designato da Unioncamere Toscana, alla segreteria. Tra le funzioni della Commissione – che dura in carica cinque anni – figurano le decisioni sui ricorsi avverso i provvedimenti di cancellazione e variazione dall´Albo delle Imprese Artigiane adottati dalle Camere di Commercio; presta consulenza in materia di artigianato alla Regione, all´Anci regionale, all´Uncem regionale, all´Upi Toscana ed all´Unioncamere Toscana; esprime parere alle Camere di Commercio per il riconoscimento della qualifica di “Maestro-artigiano” detenendone l’Elenco. Ne fanno parte i rappresentanti delle Associazioni di categoria, delle Organizzazioni sindacali, dell´I.n.p.s., della Regione Toscana e delle Camere di Commercio toscane. La nuova commissione risulta così composta: Leonardo Angeletti, designato da Cna Toscana; Simona Barbieri, designata dalla Regione Toscana; Fabio Giovagnoli, designato da Cgil Toscana; Pierluigi Giuntoli, designato da Unioncamere Toscana; Fabio Masini, designato da Confartigianato Toscana; Lauretta Mangiavacchi, designata dalla Regione Toscana; Anna Sacristano, designata da Casartigiani; Lucia Terrosi, designata da Inps Firenze.  
   
   
ASSEMBLEA GENERALE PROMO_LEGNO 2011 CONFERMATI IL PRESIDENTE COLELLA E IL DIRETTORE BINDER  
 
Milano, 5 marzo 2011 - Venerdì 18 marzo 2011, in concomitanza con la fiera Legno&edilizia, si è tenuta a Verona l’assemblea annuale di promo_legno, associazione per la promozione del legno in Italia. In una sala gremita di soci, italiani e austriaci, il direttore Georg Binder ha presentato il bilancio 2010 e introdotto la strategia e il businessplan fino al 2015, mentre il segretario generale Francesca Carlet ha ricordato le tappe salienti del programma 2010 ed evidenziato il grande sviluppo del network dell’associazione, che grazie all’ampliarsi del programma e degli strumenti a disposizione dei progettisti, è passata dai circa 14.000 contatti dell’anno del 2006 agli oltre 600.000 del 2010. Confermati gli organi direttivi dell’associazione, con la presidenza di Maurizio Colella e la direzione di Georg Binder, entrambi in carica fino al 2012. Promo_legno ha inoltre salutato l’ingresso nell’associazione di 3 nuovi soci: le aziende Service Legno di Spresiano (Tv), Iavarone Industria Legnami di Napoli e l’agente Dagobert Profanter di Castelrotto (Bz). I soci che sostengono l’attività dell’associazione sono attualmente 35, 22 aziende e 13 agenti legno. I temi caldi di promo_legno per i prossimi anni saranno il recupero di strutture esistenti, anche attraverso ampliamenti e sopraelevazioni, la costruzione multipiano nel contesto urbano ed un maggiore coinvolgimento nell’attività di informazione tecnica per i geni civili, le amministrazioni pubbliche e gli enti di housing sociale, nonché il progressivo supporto alla reintroduzione del tema del legno nelle università italiane. Obiettivi importanti, che saranno confrontati con i risultati dell’attesa indagine sugli edifici di legno in Italia che promo_legno ha commissionato al dott. Paolo Gardino e che saranno resi disponibili il 16 settembre durante la Giornata Internazionale del Legno di Klagenfurt e a Madeexpo, dal 5 all’8 ottobre a Milano. L’ indagine fotograferà per la prima volta il settore dell’edilizia in legno in Italia, dopo il terremoto del 2009 e il conseguente grande sviluppo che le tecniche costruttive in legno hanno avuto in tutta Italia.